venerdì, maggio 30, 2008

Governo: taglio di 124 milioni allo sport sociale

Il presidente dell'Unione sportiva Cucciniello: «Si tolgono risorse a chi ne ha di meno»

Roma, 29 maggio 2008 - Ammontano a 124 milioni di euro i tagli allo sport (nel triennio 2008/2010) decisi dal Governo nel decreto legge n.93 del 28 maggio, per sostenere le iniziative assunte in materia di Ici e straordinari (ma anche per finanziare i 300 milioni della ricapitalizzazione di Alitalia). In particolare, 4 milioni vengono tolti al Comitato Paralimpico e allo sport dei disabili e ben 95 milioni al cosiddetto 'sport di cittadinanza', lo sport di base destinato alla salute, all'educazione e all'integrazione sociale soprattutto di bambini, ragazzi e anziani.

Per l'Unione sportiva Acli si tratta di «un ingiustizia e di un grave errore». «Si tolgono risorse a chi ne ha di meno - protesta il presidente dell'Us Acli Alfredo Cucciniello - Viene penalizzato lo sport minore, quello di base, che si occupa di disabili, anziani e bambini, che vive soprattutto di volontariato, mentre non viene toccato lo sport professionistico, quello dei grandi incassi e dei grandi ingaggi».

L'associazione sportiva delle Acli confida che il Parlamento, in sede di conversione in legge, possa apportare emendamenti e modifiche che non vanifichino le novità introdotte dalla Finanziaria 2008. «Lo sport ne uscirebbe con le ossa rotte - insiste Cucciniello - e sarebbe un grave errore. Perché non si costruisce benessere e sicurezza nel Paese penalizzando quelle realtà che lavorano ogni giorno sul territorio per la promozione, l'integrazione e l'inclusione sociale proprio dei soggetti più deboli e svantaggiati».

SERVIZIO CIVILE - ''Il 2007, un anno sprecato''.

Avviati al servizio 3.583 giovani, impiegati in 583 progetti. Aumentano i volontari maschi, ma chi sceglie di impegnarsi con l'Arci Servizio Civile è donna, ha in media 25 anni e un’istruzione elevata. Ma ''senza altri 100 milioni c’è il rischio che si blocchi tutto”, denuncia Arci servizio civile che oggi ha presentato il Rapporto 2007. Palazzini: “Urge una parola chiara sulle risorse destinate per quest'anno ai progetti“. Ridefinizione di ruoli e finanziamenti, competenze Stato-Regioni, allargamento a tutte le classi sociali e agli stranieri, integrazione con l’Europa: queste le priorità per l’organizzazione, condivise dal sottosegretario Carlo Giovanardi: “E’ un antidoto alla negatività”. Il commento del direttore dell'Ufficio nazionale servizio civile, Diego Cipriani.

giovedì, maggio 29, 2008

Meno male che c'è il CARD.SEPE, TEMI ANTI-ROM SPAVENTOSI, FRUTTO DELLA DEMAGOGIA

NAPOLI: CARD.SEPE, TEMI ANTI-ROM SPAVENTOSI, FRUTTO DELLA DEMAGOGIA


Un segnale ''spaventoso'', conseguenza della ''demagogia'' e dell'estremismo ideologico che riesce a colpire i bambini'': parlando con i giornalisti a margine della presentazione del libro ''Il caso zingari'' curato dalla comunita' di Sant'Egidio ed edito da Leonardo International, l'arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe, ha descritto cosi' i contenuti dei temi di alcuni ragazzi napoletani, che hanno scritto che ''abbiamo fatto bene a cacciare via'' i Rom dal campo di Ponticelli.

''E' lo stesso fenomeno - ha aggiunto - che aveva portato in alcuni temi a fare l'esaltazione della camorra''. Per il cardinale, non si tratta di ''bambini, ma di adulti cresciuti improvvisamente''.

L'arcivescovo del capoluogo campano non riesce a spiegarsi ancora i raid contro i campi nomadi: ''Le periferie sono piu' sensibili all'apertura all'altro, ma allo stesso tempo hanno mostrato una fortissima chiusura''. All'origine della violenza, secondo Sepe, c'e' la ''strumentalizzazione di forze che hanno pescato nel torbido'', insieme alla ''coincidenza con forze camorristiche''. L'arcivescovo ha fatto anche riferimento alla ''contraddizione'' tra la forza di ''aggregazione nazionale'' presente nel Paese e i rischi ''di campanilismo e regionalismo''.

Per risolvere il problema, secondo il cardinale e' necessario affermare una ''identita' aperta, rispettosa dell'identita' dell'altro'', pronta al ''riconoscimento di quelli che sono i diritti e i doveri e all'integrazione del territorio''.

Casalinghe

Casalinghe 2008

Bollino casalinghe 2008 Bollino casalinghe 2008 Bollino casalinghe 2008

La preparazione della campagna (.wmv 9,43 Mb)

Messaggio promozionale (.mp3 708 Kb)
- Radio (.xls 31,5 Kb)

Pianificazione mass-media:
Sintesi delle iniziative (.xls 91,5 Kb)
- Presenza presso i mercati rionali (.xls 22,5 Kb)
- Presenza presso i supermercati (.xls 48 Kb)
- Abbigliamento Hostess INAIL (.pdf 1,07 Mb)

La campagna presso le panetterie
- Le panetterie di Roma (.xls 48 kb)
- Le panetterie di Milano (.xls 99,5 kb)

Interventi in trasmissioni RAI

"La frase che ti rappresenta":
- La locandina (.pdf 35,9 Kb)
- La cartolina (.pdf 35,1 Kb)
- Le casalinghe ci scrivono

Servizi radiotelevisivi

Lettera inviata agli assicurati:
Rinnovo iscrizione (.pdf 413 kb)
Iscritti con autocertificazione (.pdf 513 kb)

Lettera inviata agli assicurati dell'area geografica bilingue:
Rinnovo iscrizione (.pdf 1,23 mb)
Iscritti con autocertificazione (.pdf 669 kb)

Manifesti 100x70 (.pdf 1,32 Mb)
Manifesto campagna casalinghe 2008 Manifesto campagna casalinghe 2008 seconda versione Manifesto campagna casalinghe 2008 terza versione

Dépliant con bollettino (.pdf 1,65 Mb)
bollettino casalinghe 2008 bollettino casalinghe 2008

Espositore (.pdf 76 kb)
espositore casalinghe 2008

Guida
guida casalinghe 2008

Sacchetto per il pane
Sacchetto per il pane campagna Casalinghe 2008 Sacchetto per il pane campagna Casalinghe 2008

L'iniziativa CRAI
iniziativa crai



Assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico. Con la legge n. 493/99 per la prima volta lo Stato riconosce il valore sociale del lavoro prestato in casa per la cura del nucleo familiare.

  1. Chi si deve assicurare
    Sono obbligati ad assicurarsi coloro, in età compresa tra i 18 ed i 65 anni, che svolgono in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, lavoro finalizzato alle cure della propria famiglia e dell'ambiente in cui dimora. Sono esclusi coloro che svolgono altra attività che comporti l'iscrizione a forme obbligatorie di previdenza sociale.
  2. Chi gestisce l'assicurazione
    L'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e le Malattie Professionali (INAIL).
  3. A cosa ha diritto l'assicurato
    Al pagamento mensile di una somma (detta "rendita") esentasse, per i casi di infortunio dai quali sia derivata un'inabilità permanente uguale o superiore al 33% (art. 7 comma 4) con esclusione del caso di morte. La rendita è proporzionale all'entità dell'invalidità subita. La rendita sarà corrisposta per tutta la vita.
  4. Quanto si paga
    Il costo annuo dell'assicurazione (detto "premio") è di L. 25.000 (12,91 a), non frazionabile su base mensile, ed è deducibile ai fini fiscali. Il premio è a carico dello Stato se l'assicurato ha un reddito che non supera i 9 milioni annui (4.648,11 a) e se appartiene ad un nucleo familiare il cui reddito complessivo non supera i 18 milioni (9.296,22 a).
  5. Da quando decorre
    L'assicurazione scatta dal 1° marzo 2001. Fino al 31 gennaio 2001 l'INAIL ha provveduto ad acquisire le "preiscrizioni" per inviare direttamente a casa degli assicurati tutte le informazioni relative alla normativa e il bollettino precompilato per il pagamento.
  6. Dove informarsi
    • Presso le Associazioni delle casalinghe ed i Patronati
    • Chiamando il 164-84 dell'INAIL
    • Presso tutte le Sedi INAIL.
  7. Come pagare il premio
    Chi ha fatto la preiscrizione deve pagare le 25.000 lire con il bollettino già compilato che riceverà direttamente a casa. Chi non ha ricevuto a casa il bollettino già compilato deve ritirare gli appositi moduli di pagamento (c/c n. 30621049 intestato a:
    I.N.A.I.L. Assicurazione infortuni domestici, P.le G. Pastore, 6 - 00144 ROMA) presso gli Uffici postali o le Sedi INAIL, le Associazioni delle casalinghe ed i Patronati.
  8. Soggetti che non devono pagare il premio
    I soggetti per i quali il pagamento del premio è a carico dello Stato (vedi punto 4) devono iscriversi presentando un'autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti per l'esonero. Il modello di autocertificazione è reperibile presso le Associazioni delle casalinghe, i Patronati, le Sedi INAIL e, una volta compilato, può essere consegnato agli stessi.
  9. Scadenze
    Per il primo anno di assicurazione l'iscrizione mediante pagamento delle 25.000 lire o mediante presentazione dell'autocertificazione di esonero, deve essere effettuata entro il 31 marzo 2001. Coloro che maturano i requisiti successivamente (vedi punto 1), sono tenuti al versamento del premio o alla presentazione del modello di autocertificazione di esonero, alla data di maturazione dei requisiti stessi. I successivi versamenti annuali dovranno essere effettuati entro il 31 gennaio di ogni anno, finché permangono i requisiti posti alla base dell'obbligo assicurativo.

Per qualsiasi altra informazione www.inail.it

mercoledì, maggio 28, 2008

Amnesty: Dal linguaggio razzista alle violenze, ecco le violazioni italiane

DIRITTI - Dal linguaggio razzista alle violenze, ecco le violazioni italiane.
Discriminazione, linguaggio razzista, violenze di genere e commercio di armi leggere. Queste le violazioni dei diritti umani viste da Amnesty International nel nuovo Rapporto mondiale presentato oggi.
Altrove va molto peggio ma non lasciamoci andare ad una colpevole indifferenza.
- Nel 2007 eseguite oltre 1.200 condanne a morte in 24 paesi. Tortura e violenze presenti in 61 paesi al mondo, in 77 ancora negata la libertà di espressione.

"Hanno fatto bene a bruciare i campi rom". Temi choc a Ponticelli (napoli)


Rom, nuovi incendi nei campi. Temi choc a Ponticelli
Di nuovo fiamme in uno dei campi Rom ormai vuoti. Frasi terribili nei temi dei bambini tra i 9 e gli 11 anni dell´istituto comprensivo San Giovanni Bosco: «La gente ha fatto bene a bruciare i campi»
Un incendio è stato appiccato in uno dei campi Rom ormai vuoti del quartiere di Ponticelli, a Napoli. Sul posto, in via Virginia Woolf, stanno intervenendo i vigili del fuoco, all'opera con due squadre e due autobotti.

Ponticelli è il rione popolare della periferia est di Napoli, in cui nei giorni scorsi la popolazione aveva attaccato i campi dei nomadi, armandosi di molotov spranghe e sassi, dopo il tentato rapimento di una bimba di pochi mesi da parte di una ragazzina Rom, poi arrestata. Proprio in seguito a queste manifestazioni di intolleranza, i campi dell'area sono stati sgomberati e i nomadi si sono dispersi sul territorio.

www.benecomune.net. La newsletter con salari, detassazione, elezioni usa, immigrazioni e cittadinanza

In questo numero, in primo piano: focus e approfondimenti del Prof. Becchetti, economista

Salari e datassazione.
La detassazione degli straordinari presenta potenziali benefici ed alcune insidie. Tra i potenziali benefici l’emersione del lavoro straordinario sommerso. In tal caso l’effetto di aumento di ore lavorate sarebbe indubitabile. Tra le insidie l’effetto che un aumento delle ore lavorate può generare sulla qualità della vita delle persone.

Non si fa impresa soltanto per massimizzare i profitti. Esistono moltissime intraprese economiche che hanno primariamente obiettivi di carattere sociale e sono quelle che rendono probabilmente piu' felici i loro protagonisti e capaci di trasmettere la loro pienezza di vita anche nelle relazioni che vivono.

Per commenti e segnalazioni scrivere a newsletter@benecomune.net


La detassazione degli straordinari: il perche' e alcune insidie

Leonardo Becchetti - 28/05/2008

Come e' ben noto e' molto difficile costruire misure di policy che realizzino efficacemente l'obiettivo di aumentare le ore lavorate. Infatti, ogni iniziativa volta ad aumentare o a ridurre il salario in qualunque modo (aumento dei salari tout court, modifica delle condizioni fiscali e contributive degli stessi) genera due forze di direzione opposta.

Approfondimenti

Le potenzialita' del nuovo che avanza e il ruolo dei pionieri sociali

Leonardo Becchetti - 23/05/2008

C'e' una grande novita' nel sistema economico che sta prendendo sempre piu' piede, un nuovo prodotto che e' stato inventato: la gente compra e vende etica. L'etica e' proprio come le mele e le arance. E' un prodotto che ha dei costi per chi lo produce.

Politica e Istituzioni

Salari, mutui e detassazione: alcune riflessioni necessarie

Michele La Rosa - 26/05/2008

Ci pare difficile, ancorche' in questa sede necessario, parlare solo della detassazione degli straordinari senza conoscere ancora il testo definitivo e, dall'altra parte, "slegando" od esaltando questo questo provvedimento rispetto agli altri due presi dal governo nel medesimo CdM. La politica va pensata e riflessa nel suo significato originario e non settoriale o parziale; poi si possono esprimere giudizi specifici come pur tenteremo di fare.


Politica estera

Elezioni USA: la partita e' ancora aperta

Federiga Bindi - 27/05/2008

Sul New York Times di domenica 25 maggio, c’era un inserto a pagamento del WomenCount PAC che invitava ad andare ad un rally il prossimo sabato a Washington in favore dell’inclusione dei delegati della Florida e del Michigan.



Immigrazione e Multiculturalismo

Cittadinanza e partecipazione degli immigrati alla vita pubblica

Daniele Diviso - 26/05/2008

In Italia – non diversamente da quanto avviene in realtà europee più avanzate sotto il profilo del multiculturalismo – i diritti civili e politici degli stranieri sono disciplinati in modo differente rispetto a quelli di cui godono i cittadini italiani.
  • per leggere tutto clicca qui!
  • martedì, maggio 27, 2008

    I programmi finanziari dell'Unione Europea 2007-2013.

    Venerdi 30 Maggio 2008, ore 17.00
    Sala Salvatore D'Amato, Unione degli Industriali di Napoli, Piazza dei Martiri 58 - Napoli

    Presentazione del libro di
    Gianni Pittella e Sandro Serenari
    I programmi finanziari dell'Unione Europea 2007-2013
    saranno presenti gli autori

    Modera
    Ivano Russo
    Ne discutono con gli autori
    Enrico Cardillo
    Enrico Letta
    Giovanni Lettieri
    Luca Meldolesi

    pubblicati i trasferimenti dei docenti delle scuole superiori

    E’ pubblicato oggi, all’Albo degli Uffici Scolastici Provinciali (USP), l’elenco dei movimenti territoriali e professionali provinciali e interprovinciali del personale docente della scuola Secondaria di 2° grado, aventi decorrenza dal 1° settembre 2008. Gli stessi movimenti sono consultabili sul sito internet del Ministero della Pubblica Istruzione (www.istruzione.it), nonchè sui siti web degli stessi Uffici Scolastici (www.usp[nomecittà].it).

    'A città 'e Pullecenella

    T'accumpagno vico vico,
    sulo a te ca si' n'amico...
    e te porto p''e Quartiere,
    addó' 'o sole nun se vére...
    ma se vére tutt''o riesto...
    e s'arápono 'e ffeneste;
    e capisce comm'è bella,
    'a cittá 'e Pullecenella!

    Comm'è bella, comm'è bella,
    'a cittá 'e Pullecenella...
    Comm'è bella, comm'è bella,
    'a cittá 'e Pullecenella...

    Mme dispiace sulamente
    ca ll'orgoglio 'e chesta gente,
    se murtifica, ogne ghiuorno,
    pe' na máneca 'e fetiente
    che nun tènono cuscienza,
    che nun tènono rispetto...
    Comme fanno a pigliá suonno,
    quann'è 'a sera, dint''o lietto?!...

    Dint''o lietto, dint''o lietto,
    quann'è 'a sera, dint''o lietto...
    Dint''o lietto, dint''o lietto,
    quann'è 'a sera, dint''o lietto...

    Mo te porto a Margellina,
    sempe ca nun tiene fretta,
    verso 'e ccinche d''a matina,
    quann''o traffico 'o ppermette...
    Ccá è permesso tutte cosa,
    no' pecché tiene 'o diritto...
    ma pecché s'è sempe fatto...
    o è sultanto pe' dispietto!...

    Pe' dispietto, pe' dispietto,
    o è sultanto pe' dispietto!...
    Pe' dispietto, pe' dispietto,
    o è sultanto pe' dispietto!...

    Mme dispiace sulamente
    ca ll'orgoglio 'e chesta gente,
    se murtifica ogne ghiuorno...
    e nuje ce mettimmo scuorno...
    Ma nisciuno pò fá niente:
    ce 'a zucammo 'a caramella...
    Comm'è doce e comme e bella,
    'a cittá 'e Pullecenella...

    Comm'è doce, comm'è bella,
    'a cittá 'e Pullecenella...
    Comm'è doce, comm'è bella,
    'a cittá 'e Pulecenella...

    Comm'è doce, comm'è bella,
    'a cittá 'e Pullecenella...
    Comm'è doce, comm'è bella,
    'a cittá 'e Pullecenella...

    I' che sóngo musicante
    e mme sento furtunato,
    canto e sòno, sòno e canto,
    chesta bella serenata...
    E pecché só' 'nnammurato,
    pecché forse ce só' nato...
    ma vedite comm'è bella,
    'a cittá 'e Pullecenella!...

    Comm'è bella, comm'è bella,
    'a cittá 'e Pullecenella....
    Comm'è bella, comm'è bella,
    'a cittá 'e Pullecenella...
    Comm'è bella, comm'è bella,
    'a cittá 'e Pullecenella...
    Comm'è bella, comm'è bella,
    'a cittá 'e Pullecenella...


    "Napoli, una Città meravigliosa, che va tutelata da ogni tipo di degrado".
    Il degrado si batte con la Cultura.

    lunedì, maggio 26, 2008

    Pensioni: istruzioni per l’uso

    Pensioni: istruzioni per l’uso-

    Dai nuovi requisiti per il diritto alla pensione di anzianità e di vecchiaia, alla nuova disciplina delle decorrenze – le cosiddette “finestre di accesso” -, fino alle implicazioni per i fondi speciali di previdenza e per particolari categorie di lavoratori: con la circolare 60 del 15 maggio 2008 vengono fornite ulteriori istruzioni in merito all’applicazione della legge 247/2007 sulle norme di attuazione del protocollo su previdenza, lavoro e competitività.

    domenica, maggio 25, 2008

    Badanti e colf: quant’è buono Maroni !

    Lettere dalle catacombe
    Badanti e colf: quant’è buono Maroni !

    di Lidia Menapace

    Sono contenta che Maroni faccia una sanatoria per le badanti e le colf, avendole sempre rinfacciate a noi nella materia dell’ immigrazione, mentre Berlusconi era famoso per le sanatorie sulle tasse non pagate.

    Ma -ciò detto- questa sanatoria è schifosa e continua una tendenza tipica verso le donne che sono sempre trattate marginalmente e senza che possano invocare la legalità generale.

    La cosa è cominciata da decenni ad essere discussa tra le femministe e in particolare da femministe nere USA, che hanno spesso rimproverato alle femministe bianche di assumere donne nere in nero e senza garanzie, in particolare poi erano sotto accusa le femministe europee per assumere badanti che vengono da lontani paesi senza curarsi se i loro bambini che sono spesso piccolissimi stanno anni con le nonne o con donne ancora più povere delle loro mamme e non stanno certo bene . Avevo proposto che fosse obbligatorio per chi assume una badante, di ospitare anche i suoi bambini, quando non sono al nido o alla materna, mi è stato risposto che allora non vi è più convenienza, ma che noi siamo "padrone buone", frase che a me fa venire il vomito.

    Nel femminismo italiano l’origine di questo argomento è lontana. Avendo constatato che le donne nelle carceri italiane non sono mai più del 10% dei detenuti, si era diffusa l’opinione che noi siamo più "buone", non siamo "criminali", non siamo violente ecc.

    Chi fece cadere scientificamente questo stupido pregiudizio fu Tamar Pitch, una grande sociologa femminista che ci spiegò che in carcere non ci sono i delinquenti, ma i poveri e i marginali e gli oppressi che delinquono, i ricchi e ben posizionati socialmente, certo delinquono, ma non vanno in carcere, cosa ormai anche troppo nota. Le donne in quanto marginali e oppresse sono a loro volta recluse a domicilio, diceva Tamar e un po’ ci sembrava una provocazione, ma lei argomentava che la casa era tradizionalmente un luogo protetto, ma anche escludente dalle relazioni sociali e dalla conoscenza delle opportunità anche di violare la legge, sicchè quella "bontà" era solo il riflesso ideologico -nel senso cattivo del termine- del ruolo marginale messo addosso alle donne. Anche nei grandi eventi le donne ci sono, ma essendo relegate ai soliti lavori (cucina bambini malati e vecchi) (Kueche Kinder Kranken Kirche diceva Bismarck) non si vedono e restano ai margini dell’evento.

    Anche come migranti occupano lavori tradizionali, badanti colf e prostitute e solo in quest’ultimo ruolo vengono stigmatizzate, ma comunque meno dei viados, la prostituzione maschile fa più scandalo.

    Che cosa voglio dire? che le "comprensioni" pelose sono offensive e le relazioni e le prestazioni intrise di buoni sentimenti, invece che di diritti, pure.

    Molti anni fa in un capitolo intitolato "Scienza della vita quotidiana" di un mio libro avevo detto che il lavoro di domestica è avvilente, anche e persino di più se la padrona è "buona" e regala i suoi abiti smessi e il panettone avanzato a Natale, ma non paga i contributi e non si sogna di versare la tredicesima. Meglio sarebbe per i lavori pesanti (vetri pavimenti stiratura dispensa) che ci fossero piccole cooperative di donne che si organizzano come lavoratrici ecc.

    Per i lavori detti più propriamente "di cura" questo non va bene e allora bisogna preparare una cultura della casa di riposo pubblica e accessibile e anche non marginalizzata, e anche altre soluzioni fino a che si è autosufficienti, ad esempio di dividere la casa con una o uno studente universitario, che scambia un affitto modesto con qualche lavoro e garantisce la presenza notturna. Queste soluzioni sono in uso in molti paesi e consentono alle persone anziane di restare nel loro quartiere e nella loro casa e non di trasferirsi e morire in luoghi ignoti e non percorribili. Le soluzioni sono molte e già applicate in molti paesi e consistono essenzialmente nel riorganizzare quella cultura del buon vicinato che è anche il fondamento di una buona politica della sicurezza.

    Don Gennaro Matino presenta il nuovo Portale ed il progetto di Informatizzazione della Diocesi


    Benvenuti nella nuova strada della comunicazione che ha intrapreso la Diocesi di Napoli!

    Il Cardinale Arcivescovo sin dal suo insediamento nella città partenopea, ha aperto le frontiere della comunicazione per aprirsi alla città: ai giovani, alle parrocchie, ai volontari, ai suoi stessi sacerdoti.

    Ha voluto imprimere un forte segno di rinnovamento. Rinnovarsi significa innovarsi, scegliere nuove strategie comunicative . Internet è una di queste.

    Con la nascita del portale e del progetto di informatizzazione della Diocesi di Napoli, accogliamo tutti una sfida importante e gravosa ma che se ben affrontata può portare frutto. Per comunicare in Internet occorre essere "dentro" Internet. Certo il mondo della rete è pieno di insidie ma anche di grandi potenzialità.

    E’ uno strumento che da oggi la Chiesa di Napoli ha a sua disposizione per portare il Vangelo ovunque, abbattendo ogni forma di distanza, ogni barriera culturale e architettonica: la voce di Cristo viaggerà giungendo in ogni dove. Del resto il "Grande" comunicatore Giovanni Paolo II ha lasciato nella 36° giornata delle Comunicazioni Sociali un importante testamento «La Chiesa si avvicina a Internet con realismo e fiducia. Come altri strumenti di comunicazione, esso è un mezzo e non un fine in se stesso. Internet può offrire magnifiche opportunità di evangelizzazione se utilizzato con competenza e con una chiara consapevolezza della sua forza e delle sue debolezze. Soprattutto, offrendo informazioni e suscitando interesse, esso rende possibile un primo incontro con il messaggio cristiano, in particolare ai giovani che sempre più ricorrono al ciberpazio quale finestra sul mondo. È importante, quindi, che la comunità cristiana escogiti modi molto pratici per aiutare coloro che entrano in contatto per la prima volta attraverso Internet, a passare dal mondo virtuale del ciberspazio al mondo reale della comunità cristiana».

    Noi da oggi siamo pronti a farlo. Tanto lavoro alle spalle, ma anche tanta speranza di offrire quel qualcosa in più, segnali evidenti della presenza della Chiesa di Napoli in ogni casa, in ogni parrocchia, in ogni quartiere.

    L’ambizioso progetto che stiamo portando avanti, come voluto da Sua Eminenza il Cardinale Sepe, è quello di offrire a sacerdoti e laici la dovuta formazione per utilizzare uno strumento come questo.

    Sarà un’interazione costante, un modo per abbreviare i tempi, per essere più vicini alle singole Comunità e alle persone.

    Grazie al progetto di informatizzazione, i parroci potranno evitare di recarsi in Curia; non si pensi alle parrocchie di Napoli, ma anche a quelle più lontane come Procida o quelle di alcuni comuni del vesuviano. I documenti necessari ad esempio per i matrimoni, potranno essere stilati on line e le distanze saranno così colmate con grande risparmio di tempo.

    Il portale sarà anche occasione per divulgare "le buone novelle" che arrivano dalle Associazioni di volontariato,dalle singole comunità che operano nei quartieri difficili e non: una giovane redazione lavorerà per pubblicare le iniziative positive che spesso non trovano il giusto spazio sugli altri media.

    La Rete risulta particolarmente adatta per favorire una forma di "comunità" che non sostituisca in nessun modo quella reale e concreta, ma si aggiunga ad essa offrendo nuove e originali opportunità di scambi e di incontro, valorizzando la relazione esistente tra i membri della comunità cristiana.

    Non bisogna lasciarsi intimorire dai nuovi media, "Non abbiate paura" diceva Papa Woityla: non spaventiamoci allora, ma apriamo le porte dei cuori e del ciberspazio a Cristo, al suo messaggio di salvezza.

    Come ha ricordato ad Assisi il vescovo Giuliodori, in una giornata per le comunicazioni sociali, parafrasando l’invito di De Kerkhove di "e-vangelizzare" la rete: "Non so se Gesù pensava ad internet quando disse ai discepoli sfiduciati di gettare le reti ma è certo che oggi come allora si tratta di non tradire la sua parola, che ci invita a cercare l’uomo là dove esso si trova e non c’è dubbio che molti si trovano nella rete telematica".

    Camminate con noi e annunciate il Vangelo: Gesù, oggi ,forse, lo avrebbe fatto anche con internet .

    Gettiamo nella rete, nuove reti…

    Don Gennaro Matino

    Chi è la gente di Chiaiano



  • dal blog di Gennaro Carotenuto

  • Chissà il resto d’Italia come se l’immagina uno che abita in Via Cupa del Cane, a Chiaiano, a pochi metri dalla discarica l’apertura della quale deve già salvare il governo Berlusconi. Questo si è infilato in un vicolo cieco per il quale o passa sopra i manifestanti, a qualunque prezzo, o ha già perso una fetta importante di credibilità.

    L’immaginario collettivo, orientato dai media, dipinge gli abitanti di Chiaiano e dell’hinterland napoletano come se fossero tutti dei trogloditi semianalfabeti che vivono di espedienti, spaccio, commercio illegale, ovviamente sempre e tutti manovrati dalla camorra.

    Questa suburra incivile non ha diritto di protestare, ristabilire la civiltà è indispensabile, a volte il manganello è necessario dicono a destra e pure le tre scimmiette a sinistra che non vedono, non sentono e non parlano.

    Come si è arrivati a questo punto non importa, e i rifiuti da qualche parte bisogna metterli, meglio che tocchi a loro, branco di trogloditi. Non importa che la Campania, con la complicità dei politici e degli industriali del Veneto, della Lombardia, dell’Emilia Romagna (buoni quelli…) sia da trent’anni lo sversatoio dei rifiuti d’Italia. Non importa che i politici e gli imprenditori veneti facciano affari con la camorra. Basta che a pagare non siano i cittadini veneti ma quelli campani.

    Non importa che la provincia di Napoli sia la penultima per dimensione d’Italia (un fazzoletto) e la terza per popolazione e quindi materialmente un posto dove mettere i rifiuti non c’è. Napoli deve fare la propria parte, le intimano. Ricordano del nimby (non nel mio giardino) per irridere alle ragioni di questa gente, e li descrivono come ignoranti ed egoisti che vogliono fermare la civiltà.

    Casualmente conosco una giovane coppia che abita nell’epicentro di una discarica. Entrambi impiegati (anche laureati se per qualcuno fosse importante), hanno due bambini piccoli. Hanno comprato un appartamento modesto contando sul fatto che il piano regolatore prevedeva (carta canta) che affacciasse su di un parco. Tra una permuta e il mutuo da 200.000 euro dovranno pagare per trent’anni lavorando duramente.

    I bambini dovevano giocare nel parco, ma da un giorno all’altro qualcuno ha deciso per loro che dovranno giocare in una discarica, E ha deciso per loro che centinaia di camion dovranno passare sotto la loro cameretta 365 giorni all’anno. La casa vale oggi un quarto di quello che valeva cinque anni fa (perchè anche a Chiaiano, o a Pianura un appartamento di 80 metri vale 400.000 Euro e non è colpa della camorra ma di questo modello di sviluppo) e loro non la possono né vendere, né lasciare il lavoro. Con la discarica perdono materialmente tutto, sono costretti a restare lì.

    Mala suerte, a chi tocca tocca, come uno scippo, o un terremoto o un tumore che prende a te e non a lui, e non sai perchè. Meglio a loro comunque, trogloditi nullafacenti. Come loro in piazza scendono migliaia di famiglie normali e vecchi contadini che salvaguardano il piccolo orto di una vita ormai lambito dalla metropoli in una terra modellata dal millenario lavoro contadino.

    Sono famiglie piccolo borghesi come ve ne sono in tutta Italia, che vogliono solo vivere in pace, e che non sono né manovrate dalla camorra, né dai verdi. Sono famiglie che stanno lottando per la loro vita. Tutti sanno che hanno già perso perchè il governo non può perdere e perchè non c’è opposizione. Ma loro non possono arrendersi e non si arrenderanno. E questa storia finirà molto male.

    WWF: Giornata delle Oasi 2008 sul tema della biodiversità


    Una delle Oasi da visitare in Campania.


    Lago di Campolattaro

    La giornata avrà inizio alle ore 9.00 con il ritrovo per tutti i partecipanti a Campolattaro – Località Zeuli, da dove alle 9.30 ci sarà il trasferimento all’Oasi.

    Ore 10,00: Inaugurazione Centro Visita dell’Oasi
    - Oasi, località Zeoli –
    Illustrazione della giornata a cura del WWF
    Breve saluto delle autorità presenti
    “Storia, cultura, tradizioni, folklore.....” – Presentazione a cura di prof. A. Laudato
    Centro Culturale per lo Studio della Civiltà Contadina nel Sannio


    Sarà presente una mostra sulle attività di educazione ambientale e una sull’habitat dell’Oasi.
    Per finire Buffet con rustici e dolci “casarecci”.

    scheda:

    Lago di Campolattaro

    Ambiente

    Lago artificiale formato dallo sbarramento del fiume Tammaro. Bosco igrofilo, canneto, bosco misto, ambienti prativi di media collina, oliveti e campi coltivati. L'area circostante è composta da boschi misti di cerro e roverella con presenza di acero, orniello, sorbo, carpino e frassino e ambienti pratvi, oliveti e campi coltivati, siepi di biancospino, prognolo, ligusto, olmo, berretta del prete. L'estensione è di
    1000 ettari.

    Flora e fauna

    Il bosco igrofilo è costituito prevalentemente da salici, pioppi e ontani. Le aree palustri sono colonizzate dalla cannuccia di palude e dalle tife. Nei prati, tra distese di ginestre spiccano le fioriture di narcisi, viole, pratoline e di diverse specie di orchidee.

    L’avifauna è ricchissima: nidificano ad esempio svasso maggiore, nitticora, garzetta, tuffetto, gruccione, averla cenerina; aironi cenerini sono presenti tutto l'anno, svernano airone bianco maggiore e centinaia di cormorani e colombacci.

    Nei periodi di migrazione si osservano falco di palude, falco cuculo, albanella minore, mignattaio, cicogna, cicogna nera, gru, cavaliere d'Italia.
    Non mancano le anatre (alzavole, germani, moriglioni, fischioni) e le specie tipiche delle campagne come gheppio, poiana, upupa, rigogolo, rondine, fringuello, silvidi e picchi.

    I mammiferi presenti sono la volpe, il tasso, la puzzola, la faina, la donnola, la lepre, il ghiro, il moscardino, il riccio, la talpa, alcune specie di pipistrelli (rinolofo maggiore, vespertilio maggiore). Da segnalare, tra i rettili: cervone, biacco, saettone, ramarro, e tra gli anfibi, ululone ventre giallo e tritone crestato.

    Nelle acque del lago vivono: il luccio, l'anguilla, il barbo, il cavedano, il gambero di fiume e la vongola di fiume.

    Strutture e Gestione

    Sentiero natura attrezzato per la didattica, con punti di osservazione. Sono in corso di realizzazione il Centro visite, altri sentieri natura, aree attrezzate per la sosta, capanni d’osservazione, torretta di avvistamento.La gestione è affidata al WWF Italia, in convenzione con la Provincia di Benevento.
    I servizi sono affidati alla Cooperativa Celidonia

    Visite

    L’Oasi è aperta tutto l’anno, la domenica con visite guidate alle 9:30 e alle 11:00.
    Per le scuole e i gruppi, tutti i giorni su prenotazione. Cooperativa Celidonia, Laura Fonzo 3478956553
    La guardia dell'oasi: Cooperativa Celidonia

    Come si svolge la visita

    Sentiero natura, accessibile a tutti, della durata di un’ora e mezza con attività di birdwatching. Si consiglia un abbigliamento mimetico, scarpe comode e a prova di fango ed un binocolo. Telefono:Laura Fonzo 3478956553; E-mail:lagodicampolattaro@wwf.it

    Attivita'

    Visite guidate tematiche e didattiche, ricerca scientifica, campi, laboratori didattici presso il Laboratorio per l’Informazione e l’Educazione Ambientale – LEA Tammaro di Campolattaro

    Nei dintorni

    Consigliamo di visitare: Il castello medioevale di Campolattaro, il centro storico di Morcone, i monumenti e il centro antico di Benevento, i luoghi natii di Padre Pio a Pietrelcina, il paleo Lab a Pietraroja.

    Mangiare e dormire

    Agriturismo “La Ruzzola”, c.da Grotte, Pontelandolfo Tel. 0824 851541
    Bed & Breakfast “La Pignata”, viale dell’Impero, Pontelandolfo Tel. 0824 851635
    Agriturismo Giamei, c.da Cuffiano, Morcone Tel. 0824 951084

    Per le scuole

    L’Oasi offre percorsi didattici tematici e visite guidate con la possibilità di conoscere le piante che caratterizzano la palude, il bosco igrofilo, il prato naturale. Inoltre i ragazzi avranno l’opportunità di avvistare molte delle numerose specie di uccelli presenti. Laboratori didattici, proiezioni e aprofondimenti presso il laboratorio per l'Informazione e l'Educazione Ambientale - LEA Tammaro, attiguo all'Oasi.

    Per gli studiosi

    Mancano studi scientifici su flora e fauna dell’Oasi

    Per saperne di piu': link

    Il sito del WWF Sannio www.wwf.it/sannio
    Il sito del LEA Tammaro di Campolattaro: www.leatammaro.it

    Dov'e', come raggiungerla

    In provincia di Benevento, Comuni di Campolattaro e Morcone.
    - In auto: da Benevento, SS 88 in direzione di Campobasso per circa 20 Km, uscita Campolattaro.
    Autostrada A1, uscita a S. Vittore, direzione Isernia, S.S. 88 Fondovalle Tammaro in direzione Benevento, uscita Campolattaro.
    Autostrada A14, uscita Termoli, direzione Campobasso, poi S. S. 88 Fondovalle Tammaro in direzione Benevento, uscita Campolattaro.
    - In treno: linea ferroviaria Napoli - Campobasso, stazione di Campolattaro;
    In autobus: Autolinee Benevento - Castelpagano, Benevento - S. Croce del Sannio; Campobasso – Napoli

    Cosa ci serve

    canocchiale, Microscopi, macchian fotografica con teleobiettivo 600 mm.


    sabato, maggio 24, 2008

    ANCHE NOI SIAMO ROM ANCHE NOI SIAMO IMMIGRATI

    COOPERATIVA SOCIALE ONLUS "SAN DANIELE COMBONI" ACERRA

    ANCHE NOI SIAMO ROM ANCHE NOI SIAMO IMMIGRATI

    La caccia ai rom che si è scatenata a Ponticelli con incendi delle baracche e lancio di bottiglie molotov è un episodio indegno di un paese civile perchè colpisce bambini innocenti ed esseri umani sfortunati. Certa politica, che non progetta nulla per l'integrazione di milioni di stranieri presenti in Italia , pensa di rimuovere le sue colpe facendo organizzare la caccia al diverso con blitz polizieschi e arresti che ricordano altri tempi molto tristi per la democrazia e consentendo alla camorra di incendiare , distruggere e anche rubare nelle misere baracche dei rom.

    La cooperativa Comboni , nell'esprimere solidarietà ai rom e a tutti gli immigrati , registra con grande preoccupazione il silenzio e la disattenzione verso queste forme di xenofobia da parte di tutta la classe politica acerrana, maggioranza e opposizione. Certamente addolora che politici della sinistra e anche la Chiesa di Acerra mostrano indifferenza. La cooperativa Comboni più volte ha proposto progetti di interventi per l' integrazione soprattutto dei minori figli di rom e immigrati ma sono stati sempre disattesi . Eppure tutti i bambini rom sono nati in Italia, molti ad Acerra , ma vivono in tre campi senza acqua, senza servizi igienici, immersi nella spazzatura.

    Ancora una volta chiediamo al sindaco e all'assessore alle politiche sociali , nell'interesse di tutta la città, di farsi carico del problema. Chiediamo alla Chiesa di Acerra di indossare la veste del samaritano e di tradurre in atti concreti il messaggio di San Paolo: la fede e la speranza senza la carità sono nulla.

    La cooperativa Comboni conferma la sua disponibilità alla collaborazione con chiunque prende coscienza che non si può stare solo a guardare.

    IL PRESIDENTE Eustachio Paolicelli

    Prestazioni occasionali: parte la sperimentazione dei “buoni lavoro”

    In occasione della vendemmia 2008, sarà avviata la sperimentazione delle prestazioni occasionali di lavoro di tipo accessorio per pensionati e studenti, attraverso la sottoscrizione di apposite convenzioni da stipulare tra Inps, Inail e Regioni.

    L’iniziativa, che si inserisce nella campagna di emersione dal sommerso, offre concreti vantaggi per datori di lavoro e lavoratori. I primi potranno utilizzare le prestazioni lavorative senza bisogno di dover stipulare contratti e usufruendo della copertura assicurativa offerta dall’Inail; i secondi, invece, avranno la garanzia di una copertura assicurativa e contributiva. Il funzionamento è molto semplice: i lavoratori dovranno iscriversi in apposite liste di disponibilità, dalle quali i datori di lavoro attingeranno il personale necessario, comunicando all’Inail i nominativi dei lavoratori che intendono impiegare e acquistando una certa quantità di buoni con i quali avverrà il pagamento delle prestazioni lavorative. I buoni, il cui valore è stato determinato in relazione alla media delle retribuzioni contrattuali rilevate dall’Istat per il settore agricolo nel 2007, costeranno al datore di lavoro 10 euro ciascuno, e saranno versati al lavoratore in relazione alla quantità di lavoro prestata. Per ciascun buono, l’Inps pagherà al lavoratore 7,50 euro: la differenza di 2,50 euro servirà a coprire le quote contributive per Inps e Inail. Alla fine della sperimentazione, che durerà fino al 31 dicembre 2008, l’Inps procederà a un monitoraggio dei risultati che saranno poi valutati dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
    (Fonte: Inps)

    Extracomunitari: dovuta l’indennità di disoccupazione in attesa del rinnovo del titolo di soggiorno

    La prestazione di disoccupazione può essere liquidata ai cittadini extracomunitari anche nelle more del rinnovo del permesso di soggiorno.

    Lo precisa l'INPS, con il messaggio n. 11292 del 19 maggio scorso, aggiungendo che i cittadini extracomunitari in attesa di rinnovo del permesso per motivi di lavoro devono presentare agli sportelli dell'INPS, ai fini dell'erogazione dell'indennità di disoccupazione non agricola con requisiti normali e ridotti, il cedolino dell'ufficio postale attestante l'avvenuta richiesta di rinnovo e la copia del permesso di soggiorno in scadenza o scaduto.

    Reato di clandestinità: "E' come punire il disagio sociale"

    SICUREZZA - Reato di clandestinità: "E' come punire il disagio sociale"

    - Forum III settore. "Combattere la clandestinità è necessario: non devono esistere spazi senza regole dove vige la legge del più forte e si annidano sfruttamento, degrado, violenze". Ma i nuovi provvedimenti del governo "rischiano di criminalizzare i migranti ed i Rom e attribuiscono una rilevanza penale a comportamenti finora considerati nell’ambito del disagio sociale".

    - Giovanardi. Il reato di immigrazione clandestina "è dannoso e ingestibile". Per il sottosegretario, regolarizzare le badanti e le colf "porta benefici ai lavorari con i contributi Inps e fa emergere situazioni che non destano allarme sociale.

    - Grasso. "Bisogna non far entrare chi non deve entrare, colpire con rigore chi commette reati e regolarizzare chi vuole lavorare e integrarsi". Il procuratore antimafia sostanzialmente favorevole al prolungamento della permanenza nei Cpt.

    SICUREZZA - Msf: "Gli sbarchi aumenteranno, malgrado il 'pacchetto'"


    I no di Medici senza frontiere al prolungamento da 2 a 18 mesi della permanenza nei Cpt e all'introduzione del reato di clandestinità previsti nel "pacchetto sicurezza". De Filippi: "Più repressione favorisce i 'caporali'. Malgrado le nuove misure gli sbarchi aumenteranno". Chiesta una legge sull'asilo.

    - Sentirsi come a casa... "Dal punto di vista della salute, nei Cpt gli stranieri trovano condizioni simili a quelle che hanno lasciato nei paesi di provenienza. Sia assegnata alle Asl la competenza sanitaria nei Cpt", dice il direttore di Msf Moschochoritis. Che denuncia: "Già siglata la convenzione con i Cavalieri di Malta per il pattugliamento in mare, ma non ancora rinnovata quella con le associazioni".

    Amministratori locali battuti dai detenuti

    BENEVENTO: PROGETTO CALCIO «ZONA CESARINI»

    Presso la casa circondariale di contrada Capodimonte, finalissima tra detenuti e zmministratori comunali locali, capitanata dal sindaco Fausto Pepe con il rinforzo del calciatore della nazionale parlamentare, l’on. Costantino Boffa a conclusione del progetto denomianto «Zona Cesarini». Il torneo è stato arbitrato dai neo «arbitri», Del Grosso, Pietrovito e Guida, che, in precedenza, avevano sostenuto gli esami di abilitazione proprio ad arbitrare. Nonostante il primo tempo, sia finito con un risultato di due reti a zero, per i calciatori della casa circondariale, al fischio finale il risultato è stato di 6 reti a 0 a favore dei detenuti. La squadra dei detenuti è stata allenata dall' ottimo mister Leonildo Bocchino che con passione li ha guidati al successo, mentre quella degli amministratori era guidata da Gigi Ionico e capitanata dal sindaco Fausto Pepe. Prima della premiazione «Un goal per la Vita» le donne della casa circondariale si sono esibite con un saggio di social dance, guidate dalla maestra Tiziana Zollo. Alla premiazione sono intervenuti il sindaco Fausto Pepe; il presidente nazionale dell'U.S. ACLI, Alfredo Cucciniello; gli assessori comunali Luigi Ionico e Luigi Scarinzi; Antonio Meola presidente regionale; Maria Luisa Palma, direttore del Carcere; l'on. Costantino Boffa; il consigliere provinciale Giuseppe Lamparelli; il presidente del Panathlon sannita, Alberto Abbuonandi, e Filiberto Parente delle Acli. La formazione degli amministratori locali era formata da Fausto Pepe, Costanzo Di Pietro, Danilo De Luca, Giuseppe Zollo, Stanislao Lucarelli, Umberto Panunzio, Luigi Trusio, Luigi Boccalone, Gennaro Santamaria, Luigi Scarinzi, Antonio Capitanio, Achille Timossi, Mario Pasquariello, Raffaele Del Vecchio, Antonio caruso, Pasquale Fiore, Angelo Stanziale, Antonio Orafo, Giovanni D’Aronzo, e Giovanni Quarantiello «Una vera emozione giocare con i ragazzi ospiti della struttura di Capodimonte - ha affermato il sindaco Pepe -. Più forti si avvertono le emozioni e le sensazioni legate allo sport». «Il fatto che la squadra dei detenuti - ha, invece, sostenuto il parlamentare Costantino Boffa - abbia vinto la finalissima è metafora di come rispettando le regole si può vincere nella vita come nello sport».

    venerdì, maggio 23, 2008

    Il dilemma del sindaco

    dal blog di Andrea Sarubbi
    Venerdì napoletano, come al solito, e oggi Napoli è bellissima: ripulita a dovere per il primo Consiglio dei ministri, non si è ancora risporcata del tutto. Purtroppo, me la sto godendo poco, perché - come ogni settimana - sono in moto perpetuo tra un incontro e l’altro. Voglio raccontarvi il primo di stamattina: tanto per cambiare, sulla monnezza. Riunione alle 10, nella nuova sede del Pd, con Ermete Realacci, i parlamentari campani e parecchi amministratori locali. Uno che mi piace molto è Sandro De Franciscis, presidente della provincia di Caserta: trasuda passione per le cose che fa, per il popolo che cerca di servire. Oggi raccontava delle scelte impopolari che ha dovuto fare, in materia di rifiuti, indicando tre discariche ed aprendone una: se avesse pensato alla ricerca del consenso, si sarebbe fatto contagiare anche lui dalla sindrome Nimby che, da queste parti, continua a coinvolgere sindaci di destra e di sinistra. Quello di Giffoni (Pd) ha detto che farà ricorso al Tar contro i termovalorizzatori, quello di Aversa (Pdl) ha annunciato che non accetterà neanche un chilo di monnezza da Napoli. La politica nazionale e la politica locale viaggiano su binari diversi, e nei momenti difficili come questo la distanza si sente: le coalizioni che guidano i Comuni non rispecchiano sempre le alleanze in Parlamento, il fiato degli elettori pesa come un macigno sul collo dei sindaci, le linee fissate dai partiti si perdono un po’ per strada. Così va a finire che tu, dopo aver perso giorni interi a discutere sulla necessità di avere una discarica in ogni provincia e dopo aver firmato un documento che ribadisce il concetto, ti trovi di fronte ad un sindaco che - poniamo - è alleato con la sinistra radicale, dura e pura come tre mesi fa: appena nomini un sito per una possibile discarica, minacciano di far cadere la giunta. In quei casi cosa fai? Stracci il documento, perdi il Comune o speri che Berlusconi mandi l’esercito?

    Immigrati: regolarizzazione inevitabile

    Commento al decreto sicurezza del governo

    Roma, 22 maggio 2008 - «Sovrapporre criminalità e immigrazione genera solo confusione». Questo il commento del presidente delle Acli Andrea Olivero al decreto sicurezza presentato ieri dal Consiglio dei ministri a Napoli.

    «L'impressione - spiega - è che si continui a legiferare senza porsi il problema dell'applicazione concreta delle norme». La questione delle cosiddette 'badanti' è un esempio. «Prima si annuncia la legge, subito dopo si dice 'per loro non vale'. E si è costretti a immaginare un'applicazione differenziata delle norme, che oltre ad essere farraginosa appare discriminatoria. Le colf non sono le uniche lavoratrici indispensabili in questo paese. Perché regolarizzare la 'badante' e non l'operaio?»

    «Alla fine - dice il presidente delle Acli - tra le norme che resteranno inapplicate e quelle che saranno modificate perché dichiarate incostituzionali, finirà come nel 2002, si arriverà - come è giusto - ad una regolarizzazione generale dei lavoratori immigrati. Tanto più che sono proprio le norme restrittive, come ha dimostrato la Bossi-Fini, che favoriscono l'irregolarità e la clandestinità degli immigrati, rendendo di fatto inagibili e impraticabili le vie legali dell'immigrazione. Mentre le politiche efficaci e lungimiranti sono quelle che mettono insieme in maniera inscindibile legalità e solidarietà».

    giovedì, maggio 22, 2008

    IMMIGRAZIONE - Flussi: esaminate solo sei pratiche su cento


    Dal "click day" di dicembre 2007, quando erano pervenute al Viminale 729 mila domande di soggiorno di immigrati per motivi di lavoro (tra cui 411 mila badanti), sono passati più di 5 mesi e le pratiche evase sono solo 48 mila. Resta da esaminarne ancora il 94%. Circa 26 mila i nulla osta rilasciati

    Rifiuti, Orlando (Acli): "Napoli ha bisogno di un'anima"

    "E' giusto e lodevole che le Istituzioni trovino un accordo per trovare delle possibili soluzioni tecniche all'emergenza Napoli, ma alla politica e al Governo Berlusconi, dobbiamo ribadire che questa città ha soprattutto bisogno di non perdere la propria anima." Lo afferma Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli e componente della direzione nazionale dell'associazione dei lavoratori cristiani.
    "Al di là delle scelte d'immagine, con le decisioni calate dall'alto non si va lontano, diciamocelo chiaro – continua Orlando – I problemi di Napoli troveranno soluzioni solo se saranno condivise dalla gente e se si riuscirà a mantenere forte la coesione sociale, che va via via sgretolandosi, come dimostrano sia le recenti proteste per evitare l'apertura delle discariche, sia la vergognosa gazzarra contro i nomadi di stanza nel campo rom di Ponticelli. Questa città deve ripartire dalle forze più sane, quelle della società civile, piuttosto che dai tecnici supergalattici o dai professoroni tuttologi. Il sociale organizzato, anche stavolta, è pronto a fare la sua parte, ma chiede di essere coinvolto nelle strategie per la rinascita di Napoli. Il mondo dell' associazionismo, del volontariato, della cooperazione sociale non può essere lasciato ai margini. Alle Istituzioni diciamo a voce alta che siamo pronti a collaborare, mettendo a disposizione dei napoletani i nostri carismi e la nostra esperienza."

    Il poker (online) virtuale sbanca la Rete

    Il poker virtuale sbanca la Rete

    Poker

    Il poker sbanca la Rete. La versione virtuale dell’adrenalinico gioco di carte ha, infatti, conquistato Internet. Attraendo principianti e navigati giocatori. Perché oggi, al posto del tavolo verde, si preferisce stare comodamente seduti sulla poltrona di casa e, con un semplice clic, contendersi la partita fino all’ultima chip. Gli indirizzi web che offrono questa possibilità si moltiplicano. E ottengono ottimi risultati. PokerStars.it, ad esempio, conta più di 14 milioni di utenti e 160 mila tornei organizzati al giorno. A livello internazionale il portale ha conseguito un importante record entrando di diritto nel libro dei Guinness dei Primati: 170 mila persone si sono collegate e hanno giocato simultaneamente. Niente a che vedere, però, con il gioco d’azzardo. In Italia le gare online sono rigorosamente gratuite e lo spirito con cui si partecipa si avvicina a quello di un incontro sportivo. Le regole del gioco sono piuttosto semplici. Per dare inizio alla partita, basta iscriversi al sito. La tipologia di poker proposta è il Texas Hold’em, la forma più diffusa nei casinò e nelle poker room d’America e d’Europa. L’utente può sfidare altre persone oppure gareggiare contro il computer. Può capitare, così, di incontrare il giovanissimo campione italiano, il ventiduenne Dario Minieri che in due anni ha accumulato circa 300 mila dollari di premi per competizioni vinte in tutto il mondo. O un giocatore alle prime armi. “Sono un’utile “palestra” dove allenarsi per sviluppare la propria abilità e diventare dei veri assi”, conferma Jack Bonola, portavoce della Federazione Italiana Gioco Poker. L’importante, oltre alla tecnica, è avere una buona dose di resistenza fisica e di sangue freddo: una partita può durare sino a nove ore. E la formula online si è anche tradotta in un torneo di poker itinerante - in questo caso con in palio soldi veri - che si è svolto nei mesi scorsi in diverse città europee. In Italia ha fatto tappa al Casinò di Sanremo prima di raggiungere quello di Montercarlo per il gran finale dove ha trionfato un giovane studente canadese di economia che si è aggiudicato il ragguardevole montepremi di 2 milioni di euro. Il prossimo appuntamento, invece, è a Porto Cervo (dal 22 al 29 giugno): qui tra glamour e solidarietà i vip parteciperanno a una gara di poker con l’obbiettivo di raccogliere fondi destinati alla beneficenza.


    mercoledì, maggio 21, 2008

    Incendio in una coop. sociale. «Montesarchio non è Gomorra»

    DOPO L’INCENDIO DELLA MACCACARO
    «Montesarchio non è Gomorra»

    Esposito: il Comune ci aiuti a trovare una nuova sede


    MARIA TANGREDI Montesarchio. «Montesarchio non è Gomorra». Così Ugo Esposito presidente della cooperativa Maccacaro, distrutta sabato notte da un incendio, ha titolato un manifesto. Un incendio di natura quasi certamente dolosa che ha completamente distrutto la sede della Maccacaro, a pochi giorni dall’inaugurazione nella sede della cooperativa, del centro studi «Lina Maddaloni». Una inaugurazione slittata più volte nei mesi scorsi sempre per gli atti vandalici che hanno danneggiato, in diverse occasioni, prima l’impianto di riscaldamento e poi la cabina elettrica. Atti che sono, appunto, coincisi sempre con l’inaugurazione del centro studi e quindi con il riavvio delle attività sociali nella comunità di Montemauro. Infatti, era già stato predisposto il programma delle iniziative per il 2008, comprendente anche l’istituzione di una commissione di studio per una proposta di legge sulla medicina del lavoro e la sicurezza nei posti di lavori ad integrazione della 626/94. Quest’ultimo attentato Esposito lo ritiene però, di chiaro stampo camorristico anche per le modalità. Un’attentato che per il presidente della Maccacaro «significa dover lasciare libero un territorio». E quindi, Esposito chiede di tenere un «simbolico Consiglio comunale nel salone attiguo alla Maccacaro rimasto ancora agibile, venerdì sera quando era prevista l’inaugurazione del centro studi». Un invito che Esposito rivolge anche ai consiglieri provinciali ed ai rappresentanti delle associazioni, oltre che ai cittadini «distratti - si legge sul manifesto - anche sabato notte, in sagre, feste e fuochi d’artificio». Per il dottore Esposito lo svolgimento di un consiglio comunale significa soprattutto «sottolineare che il territorio è sotto il controllo democratico delle istituzioni e non della camorra. In Valle Caudina non devono esistere zone franche. In altre parti della Campania è il sociale, con l’aiuto dello Stato, che toglie i beni alla camorra, e non viceversa». Dopo quest’ultimo attentato Esposito chiede quindi al Comune una sede per allestire il centro studi.

    napoli:La Montalcini: occorre un impegno di tutti al 100 % solo così potremo davvero salvare questa città

    «Bisogna che tutti si impegnino al 100 per cento per eliminare i rifiuti da una città bella come Napoli». Così il premio Nobel per la Medicina, Rita Levi-Montalcini, intervenuta in un incontro al centro Ceinge di Biotecnologie. «Mio padre mi ha trasmesso l'amore per questa città - ha detto la senatrice a vita - che io visitai per la prima volta nel 1946». Una città che, a detta di Levi-Montalcini, nonostante i suoi problemi riesce a esprimere un grande potenziale in campo scientifico. «La maggior parte dei ricercatori con cui collaboro - ha concluso - viene da Napoli e dalla Campania, e sono per la maggior parte giovani». E proprio ai giovani la Montalcini ha rivolto un messaggio: «Non abbiate paura, amate il vostro lavoro, pensate ad aiutare gli altri e vedrete che le difficoltà non vi sembreranno più tali». Parole che hanno commosso tutta l'aula e suscitato grandi applausi per la senatrice a vita. Rita Levi-Montalcini è intervenuta nel corso di un incontro sui giovani e la ricerca cui hanno preso parte l'assessore alla Ricerca in Regione Campania, Nicola Mazzocca, il presidente della provincia di Napoli, Dino Di Palma, l'assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nicola Oddati, il rettore dell'Università di Napoli Federico II, Guido Trombetti, e il presidente del Ceinge, Franco Salvatore.

    Birmania crudele anche per i bambini soldato

    Va alla Birmania la maglia nera per il paese che maggiormente utilizza i bambini per i conflitti armati. Lo dice il nuovo Rapporto sui Bambini Soldato, presentato oggi a New York e diffuso in Italia dalla coalizione italiana della campagna “Stop all’uso dei bambini soldato!” composta tra gli altri da Amnesty International, Coopi, Focsiv, Intersos, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Tdh Italia e Unicef. Le truppe governative birmane, coinvolte in operazioni anti sommossa contro una serie di gruppi armati etnici, utilizzano migliaia di bambini. Vengono utilizzati anche dalle forze governative in Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sudan, Uganda e Yemen. Minori palestinesi sono stati utilizzati in vari casi come scudi umani dall’esercito d’Israele e soldati inglesi di meno di 18 anni sono stati inviati in Iraq fino a metà del 2005. Ma in almeno 14 nazioni, minori sono stati reclutati in truppe di supporto all’esercito regolare, o in gruppi di civili o in milizie illegali o gruppi armati fiancheggiatori degli eserciti nazionali.

    30 anni dalla sua morte, cosa conserviamo della visione e dello stile di Aldo Moro?

    A 30 anni dalla sua morte, cosa conserviamo del modo di far politica dello statista Dc?
    A 30 anni dalla sua morte, cosa conserviamo della visione e dello stile di Aldo Moro? Non sono facili le risposte. La sua visione era dentro una cultura dell’intesa, un avvicinamento tra le forze popolari che le rendesse più partecipi della comune eredità della Costituzione e delle grandi scelte euro-atlantiche, per consentire poi un’alternanza non traumatica. Un avvicinamento che potesse rimediare alla frattura della Guerra Fredda, la quale aveva interrotto precocemente la collaborazione al Governo, anche se per fortuna non alla Costituente. Quel disegno, pur momentaneamente interrotto con la sua morte, è andato avanti e, anzi, ha persino consentito il Partito democratico, con le energie di forze originariamente contrapposte e che si immaginava dovessero solo provvisoriamente convergere. Il Pd e il sistema politico odierno non sono quindi il frutto diretto, voluto, di Moro: sarebbe ingiusto attribuirli a lui ex post. Tuttavia è altresì vero che senza Moro, senza quell’avvicinamento che strada facendo è diventato qualcosa d’altro, non saremmo stati in grado di costruire un progetto così ambizioso. È un’eredità molto ricca e impegnativa: occorre, per questo, guardarsi dai rischi. Il fatto che proprio il Pd stia all’incrocio delle tradizioni che hanno dato vita al patto costituzionale non significa affatto che quest’ultimo sia suo patrimonio esclusivo. Anzi, esso si è rivelato fecondo proprio perché capace di integrare anche forze in origini ostili o nate solo in seguito. Inoltre, il particolare legame coi principi e i valori costituzionali non stanno a significare automaticamente capacità di trasferirli nelle scelte politiche innovative oggi richieste; capacità che richiede sforzo di immaginazione di fronte ai dilemmi della globalizzazione e alla doppia crisi dello Stato nazionale, dall’alto e dal basso, che non erano immaginabili nell’Italia del 1948. Sentirsi eredi significa sentirsi responsabili nell’innovazione, non proprietari gelosi. Quanto allo stile moroteo – pensoso, problematico e profondo – negli anni passati esso è stato nettamente minoritario nell’intero scacchiere politico. Solo ora, con l’apertura della nuova legislatura, si sta effettivamente riscoprendo l’esigenza di costruire ponti oltre le necessarie divisioni, valorizzando la capacità di argomentazione razionale. Ripensiamo, in particolare, agli interventi di Moro alla Costituente e, soprattutto, a quello nella seduta del 13 marzo 1947, dove invita a «costruire una casa comune nella quale dobbiamo ritrovarci tutti ad abitare insieme»; e a uno degli ultimi alla Camera, quello del 15 febbraio 1977 sull’atto relativo all’elezione del Parlamento europeo a suffragio universale, in cui rileva positivamente il «larghissimo consenso», fermo restando il fatto che «ciascuno di noi pensi di portare domani, nella realtà europea, la propria posizione». Un messaggio valido anche per la nuova legislatura, con la necessità di distinguere consenso sulle nuove regole e alternatività sulle scelte politiche.
    Stefano Ceccanti

    Acli S.Giuseppe Vesuviano:“La Famiglia oggi e i nuovi valori”

    23 Maggio 2008 ore 18,00 Sala Consiliare Comune di San Giuseppe Vesuviano
    Col Patrocinio del Comune di San Giuseppe Vesuviano


    Introduzione
    Antonio Agostino Ambrosio Sindaco del Comune di San Giuseppe Vesuviano

    Interventi
    Eleonora Cavallaro Presidente Regionale delle Acli
    Pasquale Orlando Presidente Provinciale delle Acli Napoli
    Paola De Vivo Sociologia Economica all’Univerità degli Studi di Napoli FedericoII
    Don Angelo Giugliano Responsabile dell’Ufficio di Pastorale Familiare Diocesi di Nola

    Modera
    Flaviana Cozzolino Presidente delle Acli di San Giuseppe Vesuviano

    martedì, maggio 20, 2008

    Pippo Matino Third

    "Third è il disco della maturità: la sperimentazione unita all'esperienza", afferma Matino nelle note di copertina. "Ho cercato e voluto raccogliere diversi brani, diverse personalità, diverse atmosfere per mettere in pratica e fissare la mia idea di musica."

    Un progetto essenziale e ben rodato: groove e sonorità intriganti, momenti melodici e accenti mediterranei. Una escursione nei suoni e nell'estetica della jazz fusion: fa parte del lavoro l'omaggio a Joe Zawinul e Jaco Pastorius, alla musica dei Weather Report. "Joe Zawinul ci ha
    regalato grandi emozioni, ricorda il bassista, insegnandoci che l'entusiasmo e la voglia di suonare non hanno età e molti sono i modi per rendere omaggio alla sua musica."

    Pippo Matino è considerato uno dei bassisti elettrici più interessanti del panorama strumentale europeo, come dimostra la sua regolare partecipazione ai festival e agli eventi più importanti. Un musicista poliedrico che spazia dalla musica jazz alla musica leggera italiana e alle
    contaminazioni con il funky, il blues e il rock: un bassista che fa del groove e dell'energia la sua cifra caratteristica.

    Fabio Ciminiera
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    Pippo Matino
    Pippo Matino nasce a Portici (NA). È considerato dalla critica nazionale tra i maggiori specialisti e virtuosi del basso elettrico. Musicista poliedrico che spazia dalla musica jazz e relative contaminazioni funky, blues, rock alla musica leggera italiana. Dopo una lunga gavetta ricca di esperienze con i più importanti musicisti dell'area napoletana dell'epoca (Ernesto Vitolo, James Senese e Napoli Centrale, Larry Nocella, Daniele Sepe, Franco Giacoia) si sposta a Roma: inizia nella capitale una nuova serie di collaborazioni e intraprende la sua carriera solistica da band leader. Incide il suo primo disco nel 1993, prodotto dalla Via Veneto Jazz, Bassa Tensione: in pratica, è il primo lavoro della nota etichetta romana che nacque proprio grazie alla volontà dell'indimenticabile Biagio Pagano di produrre il disco. La presenza di brani come Doctor Mike e Bass Song for Napoli, hanno reso Bassa Tensione una icona per molti giovani bassisti.

    Ha partecipato a tutte le edizioni di Eurobassday a Verona,al Guitar Show di Londra, Musikmesse Francoforte, DISMA Rimini, Bass Player Live di New York, come testimonial dei Mark Bass Amp e R. Cocco Strings, protagonista sia con la sua band che duettando con altri grandi virtuosi
    mondiali dello strumento come Jeff Berlin, Dominique di Piazza, Dario Deidda, Darryl Jones, Stu Hamm, Jonas Helborg, Linley Marthe, Matthew Garrison.

    Pippo Matino ha guidato, da leader e da co-leader, moltissime formazioni, tra le quali: il trio Italo Cubano con il chitarrista Rocco Zifarelli ed il batterista cubano Horacio “El Negro” Hernandez; l'Essential Team, band nella quale si sono alternati batteristi del calibro di Pietro Iodice, Sergio Di Natale, Claudio Romano e sassofonisti quali Rosario Giuliani, Javier Girotto o Giulio Martino e Roberto Schiano al trombone; il Pippo Matino New Project, con Claudio Romano. Paolo Recchia e Peter De Girolamo e, come vocalist, Silvia Barba.

    Ha collaborato con i più grandi musicisti del panorama jazz e pop, sia in Italia che all'estero: Stefano Di Battista, Billy Cobham, Mike Stern, Stefano di Battista, Rocco Zifarelli, Flavio Boltro, Horacio “El Negro” Hernandez, Agostino Marangolo, Javier Girotto, Giovanni Imparato, Derek Wilson, Paco Sery, Rosario Giuliani, Lele Melotti, Giorgio Cocilovo, Luca Trolli, Bireli Lagrene, Roberto Gatto, Walter Calloni, Christian Meyer, Gigi Cifarelli, Pino Iodice,Tony Scott, Cristiano Micalizzi, Antonio Faraò, Daniele Scannapieco, Eric Legnini, Jean Marie Ecay, Deitra Farr, Stephane Huchard, Luis Winsberg, Fabio Zeppetella, Fabrizio Sferra, Solis String Quartet, Andrea Beneventano, Mario Rosini, Lello Panico, Nico Stufano, Enzo Zirilli, Danny Gottlieb, Peter Erskine, Manatthan Transfer, Gloria Gynor, Andrea Braido, Steve Hunt, Brett Garsed, Famoudou Don Moye, Benjamin Henocq, Giorgia, Renato Zero, Amedeo Minghi, Mietta, Enzo Gragnaniello, Alex Britti, Anonimo Italiano, Drupi, Baraonna, Stefano Borgia, Nino Buonocore, Nino D'Angelo, Joe Barbieri, Irene Grandi, Loredana Bertè, Neri per Caso, Francesco Baccini,
    Eduardo De Crescenzo, Linda, Nicky Nicolai, Mario Rosini.

    Pippo Matino è International Endorser per R.Cocco Strings, Mark Bass Amp, Grisby Music, Valmusic Cables.

    lunedì, maggio 19, 2008

    Rifiuti Napoli: L'incognita di Chiaiano Così si è arrivati al caos

    Scritto da Marco Imarisio da il Corriere della Sera, 19-05-2008 07:14

    Ci vediamo al bosco delle Cinque Cercole, dicono. La strada è stretta, tortuosa, piena di rovi e alberi che non fanno filtrare la luce del sole. Ai lati del sentiero, mischiati ai cespugli ci sono cumuli di rifiuti, ma non si tratta di normale spazzatura urbana. C'è di tutto, su questa collina. Pezzi di Eternit abbandonato e calpestato, vecchi bidoni di nafta, intonaci e interi muri in cemento armato, qualcuno ha demolito una casa e ha buttato i resti in mezzo alla selva. Dopo un chilometro si arriva alla cava di tufo, il «grande buco» che dovrebbe ingoiare 700.000 tonnellate di immondizia.
    «Sarà qui che combatteremo». Su questa collina piena di voragini scavate dall'uomo. I ragazzi di Chiaiano danno per scontata la battaglia, non hanno dubbi. Nascondono mazze tra i rovi, ostruiscono i sentieri sterrati con ostacoli di fortuna, carcasse di motorini, reti metalliche. Sono giovanissimi, il capetto che fa da guida si chiama Manuel, capelli tinti di biondo, sguardo spavaldo come può averlo un quindicenne. «Questa è la nuova Pianura» ripetono gonfiando il petto.
    Alla fine ci si ritrova sempre allo stesso punto, a chiedersi come sia stato possibile infilarsi in questa situazione. A Napoli tutto ritorna, anche i disastri. Vittoria e sconfitta sono racchiuse in un fazzoletto di venti giorni appena. Il 30 aprile, la Campania era pulita. Per terra erano rimaste soltanto 10.000 tonnellate di rifiuti. Nel momento peggiore della crisi di gennaio, la montagna era arrivata a pesare 250mila tonnellate. Ma l'ingranaggio era già in moto. La gente protesta, occupa i luoghi destinati ad accogliere la monnezza, i politici si schiarano con gli abitanti, i magistrati si allertano, motu proprio o su esposto dei sindaci, e la tortura della goccia cinese va a cominciare. Il sito di Ferrandelle viene chiuso il 29 aprile dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che cita una relazione dei carabinieri del Noe nella quale vengono segnalate perdite di percolato dalle vasche. «Gravi e urgenti motivi sanitari», scrive il magistrato. La relazione dei carabinieri però risale al 3 aprile, quasi un mese prima, i tecnici del Commissariato sono già intervenuti, l'urgenza non c'è più. Nelle vasche è stato trovato il pneumatico di un'auto, categoria «rifiuti speciali ». La Procura impone di spargere i rifiuti sulla piazzola, verificarne il contenuto, raccoglierli di nuovo e poi sversarli. Con questo sistema, per una settimana Ferrandelle passa da 2.200 a 400 tonnellate al giorno. In contemporanea, si muove anche la Procura di Avellino, che sequestra il sito di stoccaggio in località Pianodardine, giudicato non a norma in quanto i teli di alcune ecoballe risultano strappati. Il pm avanza il sospetto che siano state depositate anche ecoballe diverse da quelle prodotte dal cdr di Pianodardine. In realtà, tutti i cdr campani lavorano allo stesso modo, il codice di riconoscimento delle ecoballe è uguale per ognuna di esse. Intanto il pm ha assegnato ad un ingegnere una perizia per verificare lo stato dell'intera struttura. Il sito è stato dissequestrato soltanto ieri. Anche ad Eboli le proteste della cittadinanza sono state forti, con la statua di San Vito portata in processione contro l'arrivo dei rifiuti. Il sito di stoccaggio in località Coda di Volpe viene sequestrato il 26 aprile, per un vizio di forma dell'ordinanza, firmata da De Gennaro, che autorizza i lavori di preparazione dell'area. Secondo il magistrato, nell'esercitare i poteri che gli sono stati conferiti dal governo Prodi, il Commissario non ha specificato a quali norme ambientali intende derogare. L'area è stata restituita il 16 maggio, quando ormai il nuovo disastro si era compiuto.
    Come in un film già visto, l'ultima frontiera del piano De Gennaro — e il banco di prova del nuovo governo — rimane Chiaiano, dove i ragazzi sognano e si preparano a una nuova Pianura. Gli scontri dello scorso gennaio hanno ormai assunto contorni epici, sono vissuti come la vittoria dei deboli e degli indifesi sullo Stato prevaricatore. La protesta contro la discarica ha miscelato anime diverse, mischiando i politici del circondario, gli abitanti, i disoccupati di Scampia, quasi tutti ex detenuti che hanno beneficiato dell'indulto. E poi centri sociali, gli ultrà del Napoli. Materiale delicato, maneggiare con cura. «Se devo scegliere tra la discarica e i palazzinari abusivi, preferisco i secondi». Salvatore Perrotta, il sindaco di Marano è un uomo senza dubbi. «Qui il senso civico non esiste, come non esisteva a Pianura. Inutile che facciano appelli a qualcosa che non c'è. Dicano soltanto se hanno intenzione di farsi avanti. Noi stiamo aspettando». Ivo Poggiani, consigliere municipale e leader del centro sociale Insurgentia, si fa riprendere dalle telecamere di Canale 34 mentre spacca l'asfalto dell'unica strada che porta alle cave di Chiaiano. Con i suoi compagni, apre voragini profonde un paio di metri. «Per la lotta questo e altro». Rivolto ai cameramen: «Avete ripreso bene? Dobbiamo rifarla?» Napoli, biùtiful cauntri.

    domenica, maggio 18, 2008

    Aiuti al Sud, parte il credito d’imposta


    Risparmierà chi assume e investe. Ma restano al palo le zone franche


    EMANUELE IMPERIALI I nuovi strumenti di incentivazione al Mezzogiorno sono ormai partiti e operativi. L’Agenzia delle Entrate ha dato da alcuni giorni il via libera al credito d’imposta per nuovi investimenti già dal 2007, e ieri a quello per nuova occupazione nelle aree ex Obiettivo 1, che decolla dal 2008. Si tratta di agevolazioni automatiche di natura fiscale, le quali hanno sostituito il vecchio armamentario di contributi alle aziende attraverso la legge 488. Una norma con molti aspetti anche positivi, ma che tanti problemi ha creato, in quanto la Guardia di Finanza ha toccato con mano nel corso di controlli a tappeto numerosi episodi di erogazioni ad imprese fantasma o comunque a soggetti che non ne avevano diritto. Sui crediti d’imposta per investimenti c’è ancora qualche coda polemica, con il Dipartimento della Confindustria per il Sud guidato da Cristiana Coppola che giudica troppo esiguo il tetto, ma ormai il processo è avviato. E gli imprenditori che ne hanno fatto richiesta possono dedurre a compensazione tale credito già dalla denunzia dei redditi di quest’anno. Ancora in alto mare, invece, l’avvio delle Zone franche urbane, nonostante gli appelli per favorire una fiscalità di vantaggio siano stati lanciati ancora una volta ieri da una fonte autorevolissima, qual è il presidente del Senato Renato Schifani, secondo il quale «per favorire lo sviluppo economico del Sud sono indispensabili sia le Zfu, sia incentivi all’occupazione giovanile». Le zone franche, infatti, nonostante siano previste nelle ultime due leggi Finanziarie, non sono state ancora né scelte dal Cipe, né tanto meno identificate. Ma, se la strumentazione operativa è ormai complessivamente partita, non c’è ancora chiarezza sulle deleghe che nell’ambito del nuovo governo Berlusconi sono attribuite per seguire e coordinare le politiche per il Mezzogiorno. Gianfranco Miccichè, che fu prima viceministro all’Economia con Tremonti e poi ministro della Coesione nei precedenti esecutivi di centrodestra, è tornato, come prevedibile, a far parte della compagine ministeriale. Ma stranamente la delega a lui affidata e finora ufficializzata sembra sia solo quella del Cipe. Sulle politiche per il Sud c’è, a questo punto, il fondato rischio che si riaprano gli stessi problemi che ci furono anche all’atto dell’insediamento del governo Prodi. Sicuramente la scelta dell’attuale presidente del Consiglio, rispetto a quella del suo predecessore, è stata più netta e coraggiosa: ha nominato Miccichè sottosegretario a Palazzo Chigi, avocando di fatto il coordinamento di tutta la politica meridionalistica, come più volte sollecitato da autorevoli meridionalisti. Per di più non ha spacchettato le deleghe sul Sud da quella del Cipe, che è poi, la vera stanza di compensazione delle decisioni strategiche di investimento pubblico, come, invece, aveva fatto Prodi. Il quale affidò al ministero dello Sviluppo Economico la gestione del Mezzogiorno, lasciando, però, la guida del Comitato interministeriale per la programmazione economica alla presidenza con delega al sottosegretario Gobbo, recentemente scomparso. Se, com’è probabile, Miccichè dovrà occuparsi del Cipe ma anche del Sud, si porrà un problema su dove andare a collocare l’attuale Dipartimento per le politiche di sviluppo, vero braccio operativo della gestione delle risorse europee 2007-2013, che Prodi aveva trasferito dal ministero dell’Economia a quello dello Sviluppo, e oggi è sotto la guida politica di Claudio Scajola. E intanto, mentre Carlo Sappino, l’attuale capo del Dps, molto legato all’ex ministro Pierluigi Bersani, sta per fare le valigie, si ipotizza un ritorno eccellente di Fabrizio Barca.

    Alle piccole aziende contributi fino al 50 per cento per sostenere piani di crescita o di trasformazione

    I crediti d’imposta per nuovi investimenti sono graduati in considerazione dello stato di ritardo economico dei singoli territori meridionali dove vengono applicati. La Regione che gode del credito maggiore è, perciò, la più povera, la Calabria, dove fino a dicembre del 2010 una grande impresa usufruisce del 40% del contributo fiscale, una media del 50% e una piccola addirittura del 60%. Mentre in Campania e nelle altre zone del Mezzogiorno la percentuale di aiuto può arrivare fino al 30% se si tratta di un’azienda di grandi dimensioni, fino al 40% se ha dimensioni medie, fino alla metà se sono piccole. Ed è noto che la stragrande maggioranza delle unità produttive localizzate al Sud sia di dimensioni davvero molto ridotte. em.imp.



    Acli: Dall’emergenza al futuro possibile. La strategia delle ACLI del Sud.

    Resta molto da fare....

    Tutte le ACLI meridionali riunite a Napoli il 15 febbraio scorso hanno avviato un dialogo con il nazionale di grande livello e di proposizione politica alta rovesciando la tradizionale immagine di un mezzogiorno depresso alla ricerca di cooptazioni e piccole prebende.Le indicazioni emerse dal convegno “Mezzogiorno, dall’emergenza al Futuro possibile” promosso da un’intesa tra le ACLI di tutte le regioni meridionali segnalano la necessità di ripartire dai territori attraverso un cambio di mentalità, lavorando sia sulla lettura dei bisogni che sul riconoscimento di forti rappresentanze in grado di interloquire costruttivamente nei processi nazionali indispensabili nella costruzione del bene comune.

    Un ragionamento territoriale dentro la sfida nazionale richiede paradossalmente di superare eccessive frammentazioni che indeboliscono la visibilità delle esigenze vere delle diverse aree del paese.In questo senso, come per la politica economica italiana, emerge anche per le organizzazioni sociali, il tema delle macroregioni che sono lo strumento per rendere efficace e credibile l’elaborazione e la rappresentanza.

    Nelle ACLI questo argomento torna carsicamente nel dibattito e il congresso nazionale con l'approvazione di un ordine del giorno e di un capoverso della mozione finale oltre che nella relazione e nella replica del Presidente ne ha preso atto recependo i risultati dell'incontro di Napoli.

    Ora si tratta di rendere concreti questi impegni congressuali.

    Del resto non partiamo da zero. L’incontro di Napoli ha presentato una Associazione nel Sud in crescita, con gruppi dirigenti motivati e consapevoli delle sfide sul terreno e della propria nuova responsabilità.
    Nei nuovi organismi nazionali, più del passato, dirigenti espressione di questa nuova stagione sono stati coinvolti.
    Resta indubbiamente un pregiudizio che peraltro è alimentato da una fase politica in cui a prevalere sono gli istinti primordiali del far da sè. Pregiudizio che non è assente anche nell'associazionismo che nel nord del paese è coinvolto da una montante marea a partire dai singoli territori.

    Le ACLI del Sud portano all’Associazione nel suo complesso una vera e propria dinamica associativa fatta di partecipazione e risultati in una fase in cui il rischio di appiattimento burocratico incide sulla vita di tutte le grandi organizzazioni sociali.
    Dalle Acli del Sud viene quindi un’offerta di progettualità e competenze per costruire un grande futuro per l’associazione.

    Le ACLI meridionali hanno assunto a Napoli impegni precisi che poniamo all’attenzione di tutto il movimento:
    1. Costruire un coordinamento politico tra le regioni meridionali che si impegnano a considerarsi una macroregione lavorando innanzitutto nello scambio di esperienze per valorizzare le esperienze pilota e favorire buone prassi.In quest’ottica cresce l’esigenza di una rappresentanza autorevole e non frammentata obbligata al sostegno minuto ma in grado di favorire investimenti ed azioni positive e diffuse.
    2. Affrontare insieme con la creazione di un centro di progettazione integrata le opportunità che per il 2007/2013 vengono offerte dall’Unione Europea alle Regioni dell’ Obiettivo 1.Un vero e proprio staff in grado di sostenere la programmazione regionale nell’ambito del QSN., per passare dalle intuizioni alla cantierabilità delle nostre scelte territoriali. Le grandi risorse destinate alle nostre aree, con l’impegno delle ACLI, possono servire nella legalità e nell’efficienza ad uno sviluppo solido e duraturo che non può vederci estranei.
    3. In questo senso va perseguita una vera e propria infrastrutturazione del sistema Acli meridionale irrobustendo e diffondendo un sistema di imprese che resta l’anello debole di una associazione altrimenti in crescita.
    4. Condividere e gestire le scelte formative per i nostri quadri in modo da garantire una nuova generazione di dirigenti consapevoli e preparati ad agire nel quadro di governance individuato.
    5. Approntare una vera e propria task force in grado di sostenere lo sviluppo associativo supportando le aree di crisi e sostenendo i processi locali.
    C’è un mezzogiorno nelle ACLI che vuole andare oltre l’emergenza offrendo un contributo forte a tutta l’Associazione. Cominceremo a farlo hic et nunc.

    Non si chiede niente a nessuno.
    Si vuole costruire un percorso virtuoso capace di cambiare le cose e renderle migliori. Se poi insieme si comprende che è necessario un investimento comune, sarebbe utile per fare di più e meglio. Un pò come fanno tutte le altre organizzazioni che affrontano con successo le sfide che si concentreranno nel Sud nei prossimi anni.