sabato, dicembre 05, 2009
Piano di Sorrento: Stelle di Natale 2009. Gala di danza US. Acli di Napoli
venerdì, dicembre 04, 2009
A Roma gli stati generali del volontariato

Etichette: andrea olivero, FORUM DEL TERZO SETTORE, volontariato
CASA - Sfratti, è mobilitazione generale

Manifestazioni nelle principali città italiane per chiedere il blocco degli sfratti e la realizzazione di piani casa adeguati a rispondere al fabbisogno abitativo. Alla Campania il record per numero di famiglie con case in affitto (30,6%), mentre è l'ultima per numero di famiglie con case di proprietà (69,4%). Nuovo flop per il piano regionale, mentre prende piede il progetto di autocostruzione sociale "Cantieri aperti".
- Roma: gli affitti aumentano del 145% in 10 anni, gli sfratti del 171% in un anno. 25 mila domande di contributo per la locazione, di cui solo 10 mila soddisfatte. 54 mila alloggi di edilizia popolare dell’Ater, 24 mila del comune. Circa 5.000 persone vivono nei 27 residence per l’assistenza temporanea, che al comune costano 26 milioni l’anno.
- Milano: nonostante un'emergenza abitativa con 26 mila famiglie in graduatoria per ottenere un alloggio, gli sfratti continuano ad essere eseguiti. Marco Pitzen (Sicet): “Oltre a quelli per morosità, il 70% del totale, ci sono anche quelli per pignoramento. E nel 2010 l'Aler inizierà a dismettere il patrimonio pubblico”. Presidio davanti alla Prefettura organizzato da sindacati di base e da comitati di inquilini di diversi quartieri
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LA CANTATA DELL’OVVIETA’ SULL’ACQUA PUBBLICA. Il caso lucano.
L’epigrafe di La Palisse portava scritto: “…un quarto d’ora prima di morire egli era ancora in vita”.
Verità quanto mai ovvia, lapalissiana appunto. La dichiarazione del ministro Ronchi a difesa del decreto sulla privatizzazione dell’acqua recita. “…la proprietà dell’acqua è pubblica, l’acqua resta pubblica”. Verità ormai ovvia, lapalissiana appunto. La dichiarazione, ripetuta poi in Parlamento dalla maggioranza , è diventata la cantata dell’ovvietà sull’acqua pubblica.
Che la proprietà dell’acqua sia pubblica è un principio fondamentale che nessuno osa mettere in discussione, tanto che ripeterlo è diventata cosa naturale e ovvia: è dal 1923 che la legislazione italiana salvaguarda con leggi e decreti la proprietà pubblica dell’acqua. Manca solo che si metta in discussione un’impalcatura legislativa ormai consolidata. Ma si sa che tutto è possibile quando le politiche sono basate sull’economia del profitto.
Il vero problema è che il ministro Ronchi si è guardato bene dal dichiarare che l’acqua è un bene primario e fondamentale per tutta l’umanità: principio troppo impegnativo che obbliga a essere conseguenti nell’applicazione delle leggi e dei decreti. Tant’è che non potendo mettere in discussione un principio ormai consolidato ha voluto regolare la gestione di una proprietà pubblica, l’acqua appunto, introducendo l’affidamento al privato. La motivazione data è che i costi di gestione e di manutenzione della rete degli acquedotti sono troppo esosi e solo l’iniziativa privata può far realizzare economie allo Stato. Sarà vero? Assolutamente si, soltanto che il privato dovendo pur realizzare un suo profitto farà pagare caramente, come è prevedibile, i costi che si saranno resi necessari per ammodernare le reti di distribuzione idrica. Ciò significa,inoltre, che non si è disposti a pagare i costi politici ed economici per realizzare opere di bonifica della rete di distribuzione ormai obsoleta, mentre si è disposti a pagare i costi di improbabili opere faraoniche.
Allora, qual è il fine di questa operazione fatta con la decretazione di urgenza se non la realizzazione del profitto? Se non avviare, mascherandola con una pretesa legalità, la mercificazione di un bene primario?
“…Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua. Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano”. Terribile questo appello di Alex Zanotelli lanciato da Napoli il 19 novembre rievocando il Vangelo di Luca “Maledetti voi ricchi…”. Terribile lo scenario che si può delineare se va in porto questo disegno di privatizzazione e di mercificazione: l’acqua risorsa sempre più scarsa, visto l’uso consumistico che se ne fa, sarà pagata sempre più a caro prezzo; le classi più deboli non potranno pagarla perché da bene primario diventerà un bene di consumo; il business regolerà la gestione; lobby internazionali si affacceranno per ricavare profitto; banche internazionali finanzieranno le società private per realizzare opere di distribuzione e manutenzione; il costo della bolletta diventerà insopportabile. E’ quanto già accaduto nella democraticissima Inghilterra: l’acqua è stata privatizzata, il privato ha realizzato lavori di adeguamento della rete idrica, i finanziamenti sono stati dati da una banca australiana, i costi sono stati scaricati sui cittadini con un aumento del 200% della bolletta.
Occorre scongiurare questo scenario, fermare questa spirale perversa. Far tacere quel canto dell’ovvietà recitato in Parlamento “la proprietà dell’acqua è pubblica, l’acqua resta pubblica”,con il quale è stato approvato un decreto legge per fare dell’acqua pubblica una gestione privata.
C’è un solo modo: alimentare un circuito virtuoso tra organizzazioni della società civile, cittadini e partiti, capace di dare coscienza del problema e di far rientrare il decreto ingiusto. Non è facile, certo. Ma qui si misura la capacità di quella parte democratica della società civile di essere vigile, attiva e propositiva; la capacità delle forze politiche di interpretare ciò che organismi, associazioni, organizzazioni, gruppi informali, enti, comitati e singoli cittadini rappresentano con forza dalla base.
C’è una legge di iniziativa popolare firmata da oltre 400.000 cittadini, contro la privatizzazione dell’acqua: i partiti si facciano promotori di un dibattito nel Paese e di una discussione in Parlamento. C’è la possibilità di trasformare le Spa oggi esistenti in aziende gestite con la partecipazione dei cittadini: i Comuni e le Regioni le promuovano. Ci sono le condizioni per regolare sul territorio la gestione pubblica dell’acqua: le Regioni lo facciano. C’è la possibilità di impugnare la costituzionalità della legge: chi ne ha facoltà la solleciti.
Nelle regioni del Mezzogiorno e non solo esistono i Coordinamenti Regionali per l’Acqua Pubblica. Anche in Basilicata l’iniziativa ha prodotto aggregazione di cittadini e associazioni, conoscenza del problema e interesse degli Enti Locali. E’ la dimostrazione di quanto sia utile fare cittadinanza attiva. C’è da sperare che quel circuito sia tanto virtuoso da produrre gli effetti desiderati; diversamente c’è da sperare soltanto nella Madonna dell’Acqua affinché il decreto diventi acqua marcia. Intanto, il miglior modo per rispondere alla Lettera Aperta del Coordinamento Regionale per l’Acqua Pubblica, riportata da “il Quotidiano”, è sollecitare adesioni e sostegni. Quella Lettera Aperta costituisce la piattaforma dalla quale devono ripartire, più consapevoli e più numerosi, cittadini e associazioni con un Movimento ideale capace di reagire alle ingiustizie fatte a danno di un diritto universale.
Filippo Pugliese
Presidente Comitato Nazionale Centro Turistico Acli
Lettera aperta DEL COORDINAMENTO REGIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA
agli amministratori della Basilicata
Il 19 novembre è giunto a compimento un nuovo attacco alla democrazia di questo Paese: il Decreto-Legge n.135, che impone a tutti gli Enti Locali Italiani di privatizzare -tra l’altro– la gestione delle proprie risorse idriche, è stato convertito in legge sulla base di un voto di fiducia, con una evidente prevaricazione tanto del Parlamento quanto dell’autonomia gestionale delle Amministrazioni locali.
Le tesi su cui si è basata questa scelta sono essenzialmente due.
La prima è quella che la norma privatizza soltanto la gestione delle risorse idriche mentre mantiene la proprietà pubblica dell’acqua riconoscendo il suo valore di bene comune non privatizzabile.
Ma è evidente che il nostro accesso all’acqua passa necessariamente attraverso la sua gestione (captazione, depurazione, adduzione, scarico) e che privatizzare la gestione significa assoggettarci inevitabilmente alla volontà e agli obiettivi di un gestore privato per il quale, tra l’altro, non si fissano norme nè obblighi.
La seconda riguarda una ipotetica maggiore efficienza della gestione privata rispetto a quella pubblica.
E’ noto a tutti, invece, che laddove la gestione privata è divenuta realtà il costo delle bollette è aumentato anche del 300% senza che a questo corrispondesse un miglioramento del servizio né della manutenzione e del rinnovamento delle infrastrutture, troppo onerosi rispetto al prevedibile obiettivo di fondo dell’impresa privata: la massimizzazione del profitto. Oltretutto l’Italia procede in netta controtendenza: negli Stati Uniti, in Svizzera, in Belgio, l’acqua e la sua gestione sono pubbliche; molti Stati del centro e del sud America stanno ritornando al controllo pubblico, modificando anche le proprie Costituzioni, dopo aver sperimentato le enormi ingiustizie sociali ed i danni ambientali causati dal monopolio privato; la Gran Bretagna sta anch’essa tornando sui propri passi e Parigi ha recentemente deliberato la rimunicipalizzazione, dopo una fallimentare esperienza venticinquennale di privatizzazione, rescindendo i contratti con le multinazionali Veolia e Suez.
Il Governo italiano, nell’assumere la decisione di consegnare l'acqua ai privati, ha consapevolmente ignorato tanto la legge d'iniziativa popolare presentata nel 2007 e firmata da oltre 400.000 cittadini quanto le rivendicazioni del movimento mondiale di opinione, rappresentato in Italia dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che chiede da tempo a gran voce che l’acqua, bene insostituibile ed indispensabile alla vita, venga ritenuto un diritto di tutti, un patrimonio dell’umanità e che la sua gestione resti pubblica e democraticamente controllabile e non venga sottoposta alle leggi del mercato e della concorrenza.
Ma la battaglia per l'acqua pubblica è appena cominciata.
Si moltiplicano le iniziative di Enti Locali che deliberano a favore del controllo pubblico ed impugnano per incostituzionalità le recenti norme: la Puglia, nel mese di ottobre, ha approvato una delibera che prevede di trasformare l'Acquedotto Pugliese -il più grande d'Europa- in un soggetto giuridico di diritto pubblico e diverse decine di grandi comuni fra cui Caserta, Napoli, Venezia, Ferrara e, recentemente, Venezia, hanno inserito nei propri Statuti il principio dell'acqua come bene comune e diritto umano universale definendo il servizio idrico “privo di rilevanza economica” e sottraendolo, così, alla legislazione nazionale.
In Basilicata il Comitato Acqua Pubblica che opera a Potenza ha ottenuto che il Comune capoluogo di Regione modificasse, nel 2008, il proprio Statuto inserendo la definizione “il comune di Potenza riconosce l’acqua come bene comune pubblico e il diritto all’accesso all’acqua come diritto universale, indivisibile e inalienabile" e che altri comuni lucani deliberassero a sostegno dei medesimi principi e, nella scia di quest’operato, il 16 novembre del 2009 alcuni Consiglieri Comunali di Potenza, con un’apprezzabile iniziativa bipartisan, hanno proposto l’approvazione di un Ordine del Giorno che propone alla Giunta di contrastare i recenti provvedimenti, di intraprendere azioni per affermare il potere degli enti locali nella determinazione delle modalità di gestione delle risorse idriche e di affermare che la gestione delle risorse idriche va attuata attraverso un Ente di diritto Pubblico.
Il 14 novembre del 2009 si è inoltre costituito -per iniziativa dello stesso Comitato- un Coordinamento Regionale per l’Acqua Pubblica che si propone di continuare a promuovere azioni in tutti i Comuni e di intraprendere un dialogo con l’Amministrazione Regionale perché confermi il proprio orientamento verso il controllo pubblico della gestione delle risorse idriche.
Il Coordinamento esprime, quindi, grande apprezzamento per l’intento manifestato dal governatore De Filippo di ricorrere alla Corte Costituzionale e di avviare la costituzione di un tavolo tecnico propedeutico ad una significativa modifica legislativa, ribadendo che l’unica strada ormai percorribile è la trasformazione in un unico Ente di Diritto Pubblico, gestito con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali, delle s.p.a. a capitale interamente pubblico esistenti, destinate dalla legge appena approvata a sciogliersi o a finire nelle mani dei privati.
A tale scopo il Coordinamento presenterà fra alcuni giorni alle rappresentanze politiche presenti in Consiglio Regionale una mozione, approvata in occasione della sua costituzione, con la quale chiederà che l’Amministrazione Regionale della Basilicata:
- confermi il proprio orientamento di mantenere il controllo pubblico della gestione delle risorse idriche;
- faccia propri i principi sostenuti dal Forum Italiano e dal Movimento Mondiale dell’acqua e li inserisca nel proprio Statuto sostenendo anche l’approvazione della legge di iniziativa popolare;
- aderisca al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’Acqua Pubblica
- predisponga una Legge Regionale che regolamenti il servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica e che trasformi le società attualmente operanti in un unico soggetto giuridico di diritto pubblico;
- impugni le norme recentemente approvate in merito alla privatizzazione della gestione delle risorse idriche.
Il Coordinamento Regionale per l’Acqua Pubblica, quindi, ritenendo indispensabile che tutti gli Enti Locali della Basilicata sostengano il principio che l’acqua è un bene comune ed un diritto universale e che la sua gestione non può essere assoggettata alle leggi del mercato e della concorrenza,
INVITA TUTTI GLI AMMINISTRATORI DEGLI ENTI LOCALI LUCANI
- ad approvare l’Ordine del Giorno che verrà inviato a tutti, entro breve tempo, a mezzo posta elettronica
- a modificare i propri Statuti inserendovi i principi contenuti nell’Ordine del Giorno
- a sostenere, anche tramite iniziative volte ad informarne i cittadini, la mozione che verrà sottoposta all’esame del Consiglio Regionale.
precisando che, qualora la discussione - ampia, diffusa e partecipata com' è sempre accaduto nelle pratiche del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua - dovesse ritenerlo opportuno, assicurerà il proprio sostegno alla promozione di un referendum abrogativo delle norme appena approvate.
Coordinamento Regionale per l’Acqua Pubblica - acquaeticapz@gmail.com
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Terrafelix

Il Programma / Terrafelix, oltre cento degustazioni
Saranno circa cento i momenti degustazione all’interno della manifestazione “Terrafelix”, mostra sull'Agroalimentare campano, in programma da venerdì 4 a martedì 8 dicembre all'interno della Mostra d'Oltremare. Cento occasioni di mangiare e scoprire i gusti e le eccellenze campane, aiutando anche chi soffre. Mangiare lo spezzatino di carne Marchigiana, assaggiare l’olio extravergine di Oliva DOP delle Colline Salernitane o bere del vino ad origine controllata, infatti, costerà dai 50 centesimi ad un massimo di 5 euro. Il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza. Dalle 10,30 alle 18,30, ogni giorno, nei padiglioni della Mostra d’Oltremare, sarà possibile dunque assaporare i prodotti della Campania che produce, oltre a visitare gli stand dei produttori, assistere alle presentazioni di libri e assistere ai numerosi spettacoliVISUALIZZA IL PROGRAMMA COMPLETO DELLE DEGUSTAZIONI
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Piùchemille d’amore di Mino De Blasio a San Marco dei Cavoti

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Campania: Us Acli, una tre giorni dedicata alle Associazioni sportive di base

A fornire le necessarie spiegazioni ed informazioni ai dirigenti ci saranno un responsabile dell’Agenzia delle Entrate, un Ufficiale della Guardia di Finanza e Damiano Lembo, della Presidenza Nazionale dell’US Acli, responsabile delle politiche amministrative dell’Ente, il quale illustrerà anche i servizi che il sistema Acli mette a disposizione per facilitare le operazioni di carattere amministrativo. Il Convegno si terrà, con inizio alle ore 16.30, presso il Centro Sociale Samantha Della Porta, in Via Morelli e Silvati.
Il giorno 5 sarà invece dedicato ad un altro aspetto particolarmente delicato, ossia quello riguardante la tutela sanitaria, le certificazioni, le responsabilità degli organizzatori di eventi in caso di infortunio. Per questa sessione formativa, sono stati chiamati a far da relatori Gennaro Buonfiglio, Presidente Regionale della Federazione Medico Sportiva (FMSI) e Massimo De Girolamo, Responsabile del Progetto “Sport e salute” della Presidenza Nazionale dell’US Acli. Farà da moderatore Alfredo Cucciniello, titolare del Dipartimento “Pace e stili di vita” delle Acli nazionali. Questo secondo incontro si terrà a partire dalle ore 10.30, presso la Sala convegni della sede delle Acli di Avellino, in Via De Renzi,28.
Infine, domenica, con inizio alle 16.00, presso la palestra comunale dello Stadio Partendo, si terrà la Festa dello sport, con le presentazioni delle attività dell’anno sociale dell’US Acli e del CTA alternate ad esibizioni delle scuole di danza classica e sportiva e delle arti marziali affiliate. Successivamente, con inizio alle ore 19.00, ci sarà un Concerto-Spettacolo dal titolo “Renato racconta Zero”, ideato e diretto da Renato Maffei, prodotto da Gigi Salvati, con il corpo di ballo Revolutions che eseguirà coreografie di Giovanni Minerva. I biglietti per lo spettacolo sono disponibili presso la sede delle Acli di Avellino e gli organizzatori auspicano un buon afflusso di pubblico, considerato che parte dell’incasso sarà destinato alla ricostruzione di impianti sportivi in Abruzzo, nell’ambito della campagna Acli “Un euro per l’Aquila”.
Durante la tre giorni promossa da US Acli e CTA non mancheranno gli interventi delle Autorità e dei rappresentanti delle Istituzioni; previsti tra gli altri il Sindaco di Avellino Giuseppe Galasso, il Presidente della Provincia e Presidente regionale del CONI Cosimo Sibilia, l’Assessore al Turismo e Sport della Provincia Raffaele Lanni, la Presidente delle Acli Irpine Francesca Silvestri, il Presidente del Coni di Avellino Giuseppe Saviano, il Presidente Nazionale del CTA Pino Vitale, il Vice Presidente Nazionale dell’US Acli Antonio Meola e il Presidente regionale Giampaolo Londra.
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giovedì, dicembre 03, 2009
Pompei diventa "virtuale": visita a 360 gradi sul web

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Campania: Pasquale Orlando eletto Presidente Regionale ACLI Terra

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mercoledì, dicembre 02, 2009
due milioni i lavoratori disoccupati in Italia. Preoccupazione Acli per dati Istat
| Disoccupazione: preoccupazione Acli per dati Istat |
«Misure in Finanziaria necessarie ma non sufficienti» «Forte preoccupazione» esprimono le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani per i dati sulla disoccupazione diffusi oggi dall'Istat, che stimano in oltre due milioni i lavoratori disoccupati in Italia, riportando il Paese ai valori negativi del 2004. Per il responsabile del dipartimento lavoro delle Acli Maurizio Drezzadore, «avremo a che fare con un periodo prolungato di disoccupazione, che la crescita pur prevista non sarà in grado di riassorbire in tempi brevi». «Non basta allora - avverte - prolungare i sistemi di protezione sociale in deroga, come è stato fatto in Finanziaria, ma occorre una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali, capace di accompagnare questo periodo di disoccupazione che non sarà breve». «Relativamente a queste misure strutturali - insiste Drezzadore - è particolarmente necessario estendere gli interventi di protezione per i lavoratori con contratti atipici, che sono soprattutto i giovani, rispetto ai quali il nostro tasso di disoccupazione supera di gran lunga la media europea». Proprio rispetto al confronto con l'Unione europea, che vede i nostri numeri complessivi sulla disoccupazione inferiori alla media degli altri Paesi, si tratta per le Acli «solo di un lato della medaglia». Perché «il nostro vero problema è il basso tasso di occupazione, che riguarda soprattutto i giovani e le donne, e che si supera solamente con politiche di sviluppo. Ma su questo in Finanziaria non c'è quasi nulla». «Siamo ancora nelle misure di emergenza occupazionale - ribadisce Drezzadore -, necessarie certo ma non sufficienti. Le misure degli investimenti, ancora modestissime, non sono in grado di invertire la rotta e di creare un'accelerazione forte sul piano dello sviluppo». |
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martedì, dicembre 01, 2009
le anime pezzentelle

“Le Anime Pezzentelle”
Date: da Sabato 5 a Martedi 8 Dicembre
Orari: ore 11.30 e ore 16.00
Luogo: Chiesa di santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco (via dei Tribunali)
Costo: € 10,00
Prenotazione obbligatoria
Una visita guidata teatralizzata dove sacro e profano, magia e religione si fondono nel segno delle anime purganti, dette pezzentelle…
I visitatori incontreranno un uomo incappucciato che indicherà ad un ignaro e sconosciuto personaggio la strada da percorrere in questo suggestivo luogo nel cuore di Napoli: la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco.
In questo insolito “viaggio” gli ospiti, interagendo con gli attori, vestiranno inconsapevolmente i panni del “fedele” che si reca nellaChiesa d’’e cape 'e morto, dove la presenza di teschi richiama il ricordo di alcune anime. Tra queste sarà rievocata, in particolar modo, l’anima di Lucia (morta in un naufragio insieme al suo sposo), figura alla quale, tutt’oggi, vengono richieste grazie e intercessioni e vengono offerti fiori e foto dei familiari come ex voto.
Un connubio tra mistero e cultura, cabala e teatro che lascerà nei visitatori un chiaro e profondo messaggio: non lasciamo che le tradizioni di Napoli scompaiano, soprattutto dal cuore dello stesso “napoletano”.
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Napoli intramoenia
lunedì, novembre 30, 2009
“blog dei Lenzuoli Bianchi”

L’Associazione di familiari e amici dei sofferenti psichici “La rete sociale”, con le associazioni di volontariato e ai sindacati impegnati nella lotta per impedire che il SPDC ( Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura ) da Benevento venga spostato a Sant’Agata dei Goti, hanno indetto una
conferenza stampa per mercoledì 2 dicembre alle ore 11,00 presso il palazzo del volontariato (viale Mellusi).
Come già preannunciato, il nome SPDC, in questi giorni è continuamente alla ribalta dei media non per la sua funzione istituzionale - che è quella della cura dei malati mentali in fase acuta – ma per motivi di natura giudiziaria e politica che contrastano con il clima di serenità e collaborazione che dovrebbe caratterizzare il reparto. Motivi che stanno assumendo una preminenza che offusca le vere problematiche che interessano i malati e che rischiano di rimanere seppellite sotto il macigno della recente decapitazione dei vertici della ASL.
Noi invece vogliamo sollevare questo macigno perché venga data una risposta ai molti e preoccupanti interrogativi che gravano sulla struttura, sul suo personale, sul suo funzionamento e sulle attività svolte per il recupero dei sofferenti psichici. Nella conferenza stampa verrà affrontata dunque, non solo la questione del trasferimento del SPDC a Sant’Agata dei Goti, ma verrà spiegato anche il punto di vista delle associazioni sui contenuti logistici e terapeutici di cui dovrà dotarsi il reparto per valorizzare al meglio le potenzialità del personale medico e infermieristico quotidianamente impegnato nel servizio. E a questo proposito mercoledì sarà anche presentato il “blog dei Lenzuoli Bianchi” frutto dell’Associazione dei familiari e di quanti – uniti dallo stesso intento – contribuiscono ad arricchirlo.
Un blog che servirà anche a dare voce a chi finora è stato costretto a subire, senza diritto di replica, il bombardamento mediatico di chi gestisce il potere. Una voce, dunque, per difendere i “diritti negati” dei malati di mente e di quanti si adoperano per farli rispettare.
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ASSEGNI FAMILIARI. ON. LUIGI BOBBA: “INCREDIBILE RISPOSTA DAL GOVERNO. MA DOVE VIVONO I NOSTRI GOVERNANTI?
Il vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, On. Luigi BOBBA, partendo dal fatto che c’è un numero sempre più rilevante di persone senza lavoro con redditi ridotti perché in cassa integrazione o in stato di disoccupazione, nelle scorse settimane aveva presentato un’Interrogazione chiedendo al Governo se non fosse necessario rivedere il sistema di aggiornamento del valore degli assegni familiari. Spiega l’On. Luigi BOBBA: “Gli assegni familiari sono graduati in funzione del reddito familiare (più alti per redditi bassi, più bassi o nulli per i redditi medio-alti), oltrechè per il numero dei figli. Ebbene, se un lavoratore ha perso, ad esempio, il lavoro nel gennaio 2009 e quindi il suo reddito si è ridotto o azzerato per l’anno in corso, il riadeguamento del valore degli assegni familiari spettanti avverrà solamente a fine luglio 2010, cioè un anno e mezzo dopo. Ma nel frattempo i figli debbono continuare a mangiare, vestirsi, studiare...”. “Dalla risposta del Governo in Commissione (burocratica e priva di indicazioni positive) - aggiunge l’On. Luigi BOBBA - sembrerebbe che ‘va tutto bene, madama la marchesa’. Allora lo dica a quei 2 milioni di famiglie con figli dove si è registrata una significativa riduzione o un azzeramento del reddito a causa della perdita del lavoro! Eppure il fondo per gli assegni familiari è ampiamente attivo e solo poco più del 60% delle risorse versate dai lavoratori e dalle imprese, viene effettivamente impiegato per erogare assegni ai nuclei familiari. Insomma, non solo abbiamo gli assegni familiari più bassi d’Europa, non solo il loro valore monetario è fermo al 2007, ma neppure si vuole rivedere il sistema di calcolo in rapporto al reddito per venire incontro alle famiglie colpite dalla perdita del lavoro. Altro che centralità della famiglia, siamo alla sua cancellazione dall’agenda politica del Governo”. On. Luigi BOBBA Vice Presidente Commissione Lavoro Camera dei Deputati |
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domenica, novembre 29, 2009
terza edizione del Festival del Libro e della Scrittura di San Giuseppe Vesuviano
Inneres Auge
che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api
accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da
altissimi monti in rovina.
uno dice che male cè a organizzare feste private
con delle belle ragazze
per allietare primari e servitori dello stato?
non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare
anche gli extra a dei rincoglioniti?
che cosa possono le leggi
dove regna soltanto il denaro?
la giustizia non è altro che una pubblica merce
di cosa vivrebbero
ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
la linea orizzontale
ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
con le palpebre chiuse
sintravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore:
inneres auge, das innere auge
la linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
la linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
ma quando ritorno in me,
sulla mia via, a leggere e studiare,
ascoltando i grandi del passato
mi basta una sonata di corelli,
perché mi meravigli del creato"!
Etichette: cantautore, franco battiato, Inneres Auge, lo sguardo interiore, musica
anima e corpo di Brunella Cappiello, Cassandra.
Etichette: brunella cappiello, occhio e titolo, teatro caserta
I PIÙ BASSI ASSEGNI FAMILIARI D’EUROPA
Se uno rimane senza lavoro continua a prendere gli stessi assegni familiari di prima, oppure ha diritto a un aumento? La domanda è stata posta al Governo dal deputato del Pd, Luigi Bobba, ex presidente delle Acli e uno dei politici più attenti alle politiche familiari. E il Governo ha risposto, stupito, che non vede il problema. Invece la questione esiste, eccome. Spiega Bobba: «Se un lavoratore, con figli a carico, va in Cassa integrazione all’inizio del 2010 deve aspettare il mese di giugno del 2011 per vedersi ricalcolato il reddito e quindi l’importo per gli assegni familiari. Ma nel frattempo come campa? Così ho chiesto spiegazioni». Nella sua interrogazione parlamentare, Bobba ha messo in rilievo altri problemi che collocano l’Italia in fondo alla fila, in Europa, per le politiche di sostegno alle famiglie: gli assegni familiari sono i più bassi del continente, i lavoratori autonomi sono discriminati perché esclusi dal sistema degli assegni, le revisioni periodiche dell’importo non tengono il passo dell’inflazione reale e, appunto, occorre un anno per aggiornarli. Il Governo ha risposto in modo esemplarmente burocratico rilevando che il sistema di aggiornamento è «non pregiudizievole per i nuclei beneficiari della prestazione in argomento». Bobba ha replicato dichiarandosi del tutto insoddisfatto a nome di centinaia di migliaia di famiglie, che scontano l’attuale crisi economica. Oltretutto ritiene offensivo che il Governo nella sua risposta citi la "Carta acquisti" per le famiglie come modo per venire incontro alle loro difficoltà. La Carta, infatti, è prevista soltanto per 600 mila beneficiari. |
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Un nuovo week end robotico a Città della Scienza. Arriva a Napoli l'esoscheletro Robot Suit Hal.

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