venerdì, ottobre 24, 2014

«Se non si parte dalla scuola è inutile parlare di crescita»: nasce il progetto PRESS contro la dispersione scolastica

marotta
NAPOLI – «Un messaggio da un quartiere a rischio, la voglia di restare con i piedi a terra e guardare al futuro con speranza». È questo l’appello lanciato in occasione della presentazione di PRESS (Progetto Rete Educativa Solidale per Soccavo), promosso da L’Arcipelago della Solidarietà, Agrifoglio, Matematici per la città, L’Orsa maggiore e l’I.C. Marotta, la scuola media frequentata dal giovane Davide Bifolco, il ragazzino ucciso al posto di blocco a settembre da un carabiniere. Qui il volontariato, da sempre, è di casa: sono 180mila euro i fondi messi a disposizione dalla Fondazione con il SUd per combattere la dispersione scolastica, sensibilizzando i docenti, le famiglie e i ragazzi. «Un progetto a cascata – spiega il dirigente scolastico dell’istituto Marotta, Domenico Mazzella di Bosco - capace di coinvolgere docenti, studenti e persone del quartiere».
«Sulla dispersione scolastica sono stati presentati 240 progetti – continua il presidente della Fondazione con il Sud, Carlo Borgomeo  - questo segnala come la problematica sia particolarmente sentita nel Sud, siamo riusciti a finanziarne venti. Il senso è avviare esperienze di inclusione sociale attraverso la scuola, speriamo che il mondo delle Istituzioni, a livello locale e nazionale, capisca che il resto sono chiacchiere. Se non si parte dalla scuola è inutile parlare di crescita e di sviluppo economico».  
In occasione della presentazione del progetto PRESS, è stata illustrata la ricerca sulla dispersione scolastica, LOST. Dispersione scolastica: Il costo per la collettività e il ruolo di scuole e terzo settore.  Il lavoro di ricerca sull’abbandono scolastico è realizzato da Intervita con l’Associazione Bruno Trentin di CGIL e con la Fondazione Giovanni Agnelli, in collaborazione con CSVnet. «Circa il 30% di giovani italiani non completa il corso di studi che consente di accedere alla carriera universitaria. Anche Napoli è il linea con questa tendenza nazionale, che allontana l’Italia dagli obiettivi europei. Altro dato sulla ricerca riguarda la spesa delle organizzazioni del Terzo Settore per contrastare l’abbandono della scuola: a livello nazionale il mondo del volontariato spende intorno ai sessanta milioni di euro per combattere questa piaga. Il ministero dell’Istruzione, lo scorso anno, ha speso circa 45 milioni di euro». «Il Csv di Napoli – conclude il presidente Giuseppe De Stefano – ha da sempre un rapporto con il mondo della scuola, con le istituzioni scolastiche per intercettare i giovani e per promuovere il volontariato e analizzare i problemi che attanaglia questa fascia di età». 


Invito: "Rigenerare la partecipazione. Giovani e servizio civile nella prospettiva europea"


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INVITO A PARTECIPARE


Ai soggetti della società civile organizzata è affidato oggi il compito di produrre una civiltà europea più umana e inclusiva, e non solamente una civilizzazione funzionale al miglioramento delle performance di Stato e mercato.
Il Servizio Civile Universale è quindi una scelta di policy pubblica tesa alla valorizzazione della partecipazione civica organizzata e alla strutturazione di esperienze definite nelle modalità e negli obiettivi.

PARTECIPANO TRA GLI ALTRI:

GIULIANO POLETTI
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

LUIGI BOBBA
Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Italia


PATRICK KANNER
Ministro per gli Affari Urbani, Gioventù e Sport, Francia


MIGUEL POIARES MADURO
Ministro Sviluppo Regionale, Portogallo


ANDROULLA VASSILIOU
Commissario Europeo Educazione, Cultura e Gioventù


CHIARA GARIAZZO
Direttore della Gioventù e dello Sport della Commissione Europea


SILVIA COSTA
Presidente Commissione Cultura e Istruzione al Parlamento Europeo


CALOGERO MAUCERI
Capo Dipartimento Gioventù e Servizio Civile Nazionale, Italia


ROMOLO DE CAMILLIS
Direttore Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Italia


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INFO
Gruppo Symposia
civicservice@lavoro.gov.it
youth.civic.service@grupposymposia.it
tel. 06.39725540/5 fax 06.39725541




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Happy Forum, dite la vostra


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HAPPY FORUM:
DITE LA VOSTRA!

Per festeggiare i suoi primi 20 anni VITA selezionerà 20 esperienze sociali capaci di aprire nuove strade per il futuro. Ora aspettiamo le vostre segnalazioni a questo indirizzo: happyforum@vita.it . Il termine è giovedì 6 novembre.

Vent'anni di Vita
La festa si terrà a Milano il prossimo 9 dicembre, al Salone degli Affreschi dell'Umanitaria (dalle ore 17), con la premiazione dei vincitori.
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FOCUS: LEGGE DI STABILITÀ
Le novità per il non profit
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Bobba: «È una vera svolta. Ma attenzione al servizio civile»

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Ma le comunità restano senza insegnanti
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I CSV rischiano di chiudere?
Secondo il presidente di CSVnet, Stefano Tabò, la legge di stabilità mette a rischio la stessa sopravvivenza dei Centri di servizio perché colpirà le rendite delle Fondazioni, riducendo così le risorse destinate da queste al mondo del volontariato.
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FOCUS: NO SLOT
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Il riassunto di tutto quel che c'è da sapere sul protocollo d'intesa che tutte le associazioni hanno firmato senza che nessuna lo ammetta. Ma qualcosa si muove, l'Auser per esempio...
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Don Zappolini: «Vi spiego perché ho firmato l'accordo»

Parla il portavoce della Campagna Mettiamoci in Gioco per chiarire la sua posizione. Ma le contraddizioni rimangono. Ecco l'intervista.
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Consulta Antiusura: un patto sconcertante
La Consulta Nazionale Antiusura manda a Vita un'importantissima lettera, firmata da Monsignor Alberto D'Urso, suo Segretario Nazionale. Una presa di posizione chiara e fondamentale.
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Se 5000 volontari non capiscono nulla
Il giornalismo italiano, si sa, non brilla certo per qualità e autonomia. Ma la perla dell'invenzione del Ministero della Protezione Civile ci mancava, così come era ancora raro e relegato a certi giornali di folklore l'attacco alle campagne del volontariato. Ci ha pensato Repubblica Genova, in un pezzo/intervista in cui un sociologo spara a zero sulla campagna "Io non rischio"...

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Fap Acli: pensioni, no al pagamento al 10 del mese



Pur valutando nella legge di stabilità “con favore, non nella quantità , ma nel segnale politico, l’incremento del fondo per le non autosufficienze”, dichiara Serafino Zilio, Segretario Nazionale della Fap, il Sindacato pensionati delle Acli, ”giudichiamo negativamente l’indiscriminato allungamento di dieci giorni per il pagamento delle pensioni. Ritardare il pagamento di dieci giorni in modo indiscriminato rischia di mettere i titolari di pensioni basse in serie difficoltà.
La richiesta della Fap – prosegue il Segretario Fap - è di ritirare questa norma e nel caso sia proprio necessario mantenerla, almeno si diversifichi il pagamento a seconda dell’importo, per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo (circa 2.000 € al mese) si paghi il primo di ogni mese e solo per quelle superiori a tale quota l’Inps paghi il dieci di ogni mese.
I pensionati - conclude Zilio - con il mancato adeguamento della pensione al costo della vita negli ultimi anni hanno già visto calare del 30% il loro potere di acquisto. I pensionati hanno dato e sono disponibili ancora a fare sacrifici purché i sacrifici ricadano su tutte le categorie e non sempre sugli stessi soggetti”.

mercoledì, ottobre 22, 2014

Bando speciale per la selezione di n. 1.304 volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia autofinanziati

21 Ott 2014
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È indetto un bando per la selezione di n. 1.304 volontari da avviare al servizio nell’anno 2015, di cui:
- 4 relativi a n.1 progetto di servizio civile finanziato con le risorse dell’ente ANPAS;
- 3 relativi a n. 1 progetto di servizio civile finanziato con le risorse dell’ente Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone;
- 24 relativi a progetti di servizio civile finanziati con le risorse della Regione Puglia;
- 429 relativi a progetti di servizio civile finanziati con le risorse della Regione Lombardia;
- 836 relativi a progetti di servizio civile finanziati con le risorse della Regione Campania;
- 8 relativi a n. 1 progetto di servizio civile finanziato con le risorse dell’ente CODACONS;

L’impiego dei volontari nei progetti decorre dalla data che verrà comunicata dal Dipartimento agli enti e ai volontari – tenendo conto, compatibilmente con la data di arrivo delle graduatorie e con l’entità delle richieste, delle date proposte dagli enti -  secondo le procedure e le modalità indicate al successivo articolo 6, a seguito dell’esame delle graduatorie.
La durata del servizio è di dodici mesi.
Ai volontari in servizio civile spetta un assegno mensile di 433, 80 euro

La domanda di partecipazione, indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto, deve pervenire allo stesso entro e non oltre le ore 14.00 del 14 novembre 2014 

Per consultare il bando di selezione...clicca qui

MATERA: CAPITALE DELLA CULTURA EUROPEA IL RISCATTO DI UNA TERRA E DI UNA STORIA

 di Filippo Pugliese 
Presidente Provinciale del Centro Turistico Acli di Potenza

Nell’estate del 1961 ero a Torino per il matrimonio di mio fratello che aveva vinto un concorso da perito tecnico e lì aveva avuto il posto di lavoro e messo radici, come tanti meridionali che in quegli anni lasciavano la propria terra per il mitico Nord.
Arrivammo alla stazione di Porta Nuova dopo un lungo viaggio in treno che aveva i tratti del film Rocco e i suoi Fratelli: da poco uscito nelle sale cinematografiche e che io non avevo potuto vedere perché vietato ai minori di sedici anni. Viaggio interminabile, lunghe soste nelle stazioni, valigie di cartone rinforzate con cinghia di cuoio e, poiché queste non bastavano per una famiglia di sette persone in viaggio, scatoloni di cartone pieni di prodotti tipici da portare al fratello e ai nuovi parenti torinesi e ai compaesani: Amaro Lucano, caciocavallo, ruota da quattro chili di pane casereccio, mozzarelle di Battipaglia, salsiccia e soppressata di Campomaggiore e…. quant’altro avrebbe ridato al fratello, ormai diventato torinese, i sapori della terra lucana. Ero un ragazzetto di 12 anni e poco comprendevo del significato di parole come terroni, polentoni, meridionali, più volte ascoltate. Fatto il giro doveroso a trovare alcuni compaesani ormai anch’essi trapiantati a Torino, che molto apprezzarono i prodotti tipici portati loro in dono, fui portato a visitare l’esposizione di Italia 61, il centenario dell’Unità d’Italia.
Grandi innovazioni tecnologiche, avveniristica monorotaia, scale mobili -e chi mai le aveva viste prima di allora-, stand espositivi dove ogni regione mostrava ciò che di moderno era riuscito a fare e ciò che in futuro avrebbe realizzato. Nello stand della Basilicata era esposto il grande pannello di Carlo Levi denominato, appunto, Italia61: diciotto metri di lunghezza a rappresentare, con realismo tutto socialista, il mondo contadino, i suoi protagonisti e i suoi cantori, i luoghi, le tradizioni, la quotidianità. Di quella visione mi sono rimaste impresse nel ricordo due scene. La prima, la luminosità del ritratto di un giovane (Scotellaro) dai capelli rossicci e dal volto radioso che parla ai contadini; figura centrale del grande pannello e che dà luce al resto del quadro, piuttosto oscuro e rappresentante i volti dolenti dei contadini e delle donne del Sud, le misere condizioni di vita in abitazioni di una sola stanza con le bestie accanto, l’amara terra solcata da profondi e aridi calanchi. La seconda scena è fatta di visitatori che commentavano con voce appena percepibile ciò che avevano appena visto: …però vivere in quelle condizioni!..., …il libro di Carlo Levi racconta che in alcuni paesi della Basilicata la gente abita con le bestie… , …io so che nei Sassi di Matera si vive nelle grotte senza aria né luce.., …i Sassi sono una vergogna per il Paese…, .. …però questo quadro è troppo realistico e non è bene far vedere come vive la gente.
All’età di dodici anni avevo sentito parlare vagamente di un Cristo che non era andato oltre Eboli e che non era venuto dalle nostre parti; di uno strano sindaco-poeta che scriveva poesie sui contadini. Nessuno, né la scuola né la comunità parrocchiale che frequentavo, mi aveva parlato di Rocco Scotellaro, di Carlo Levi, del paese Aliano, delle maciare, di come si viveva nei nostri paesi, dei Contadini del Sud e di Matera. Non ero ancora stato a Matera e non conoscevo i Sassi e le condizioni di chi li viveva.
Qualcuno del mondo politico di allora aveva dichiarato i Sassi “una vergogna nazionale” e il Governo ne aveva ordinato il risanamento, disponendo lo sfollamento e la costruzione di case popolari e moderne. Finalmente. Era il 1952 ma ormai l’etichetta di vergogna nazionale era stata messa su una città e su una terra.
In seguito, e ben presto, ho amato Rocco Scotellaro e Carlo Levi; ho capito che Matera era il volto della questione meridionale e ne ho scoperto il fascino di città dolce e orientale, custode di una storia millenaria. In seguito ho ben capito che quella dichiarazione di “vergogna nazionale” non era riferita alla gente che nei Sassi viveva, bensì alla lontananza di uno Stato tardo-borbonico che non si era affatto preoccupato fino ad allora di battere il degrado e promuovere sviluppo nel Sud del Paese. In seguito ho potuto constatare come anche in altri luoghi dell’Italia e dell’Europa i contadini condividevano lo spazio abitativo con le bestie: la loro ricchezza. In seguito ho conosciuto la vivacità culturale di Matera attraverso la rivista Basilicata di Leonardo Sacco, l’appassionata ricerca storica di le di Raffaele Giura Longo, la straordinaria promozione culturale di Raffaello De Ruggiero con i circoli culturali La Scaletta e Zetema volta alla valorizzazione delle chiese rupestri, il notevole contributo di Pietro Laureano perché Matera diventasse nel 1993 Patrimonio dell’Umanità, le interessanti ricerche di Armando Sichenze e Ina Macaione sui giacimenti culturali in Basilicata. In seguito ho apprezzato la molteplice attività culturale della città espressa attraverso un tessuto associativo creativo e di spessore.
Oggi il grande pannello Italia61 di Carlo Levi è esposto, ormai da tempo, nel Palazzo Lanfranchi di Matera. Davanti ad esso non si parla più di vergogna nazionale. Anzi, esso è diventato marca di confine tra vergogna nazionale e cultura contadina e ha fatto di Matera la capitale del riscatto di una terra e di una città. Un riscatto che l’ha portata ad essere proclamata Capitale Europea della Cultura nel 2019, vincendo la competizione con bellissime città quali Ravenna, Siena, Cagliari, Lecce e Perugia. Un risultato favoloso che la mette in linea con le magnifiche città che nel passato hanno avuto il medesimo riconoscimento: Firenze, Bologna, Genova! Ma come ha potuto arrivare a questo risultato? Sicuramente con una progettualità e uno staff di prim’ordine, ma soprattutto con un lavorio lungo più di sessant’anni che ha espresso un’attività culturale diffusa e multiforme, volta non solo alla città ma anche al territorio; che ha saputo tessere una trama virtuosa tra Amministrazione Comunale e realtà associative e singoli cittadini.
Tant’è che l’idea di candidare Matera a capitale della cultura per il 2019 è stata di un gruppo di cittadini costituitosi poi in comitato promotore. E non è un caso che una delle idee vincenti del progetto sia stata quella di darsi un respiro di intervento che si rivolge non alla sola città ma anche al territorio più ampio che va dall’Alta Murgia al Pollino e alla Campania. Un magnifico riconoscimento dato alla città ma che è estensibile idealmente a tutto il Mezzogiorno e che sollecita quanti hanno a cuore l’idea di uno sviluppo non assistito a essere protagonisti del proprio territorio.

sabato, ottobre 18, 2014

L. Stabilità. Tagli ai patronati: a rischio la tutela dei cittadini





La notizia del taglio arriva a chiusura della Consulta Inas: le reazioni di sindacato ed esperti 



Roma, 17 ottobre 2014. E' arrivata quasi come un fulmine a ciel sereno la notizia di un taglio al fondo patronati, previsto dalla legge di stabilità, la cui ampiezza potrebbe azzerare di colpo l'impegno che l'Inas - nella tre giorni di dibattito e confronto con enti previdenziali, istituzioni, politici ed esperti, che si concludeva proprio ieri - ha proposto di continuare a far crescere per migliorare il proprio lavoro di assistenza ai cittadini. 
La tavola rotonda "Innovare il welfare per rinnovare le tutele" ha così preso una piega inattesa.
All' apertura dell'evento, organizzato in occasione della presentazione del bilancio sociale e moderato dal vicedirettore del Tg La7, Andrea Pancani, il presidente dell'Inas Antonino Sorgi ha proposto di assegnare compiti ancora più ampi al patronato, che rappresenta una dorsale solidale di cui il Paese ha bisogno. "Di fronte ad una misura che minaccia seriamente l'operato di un soggetto tanto importante per la società civile, però, è evidente che la politica non capisce", ha detto.
Il segretario generale della Cisl non ha avuto esitazioni: "La dimensione sociale in questo Paese deve essere coltivata dal sindacato e dal patronato, di cui conosciamo bene il lavoro; per questo la Confederazione non abbandona l'Inas e chi ci lavora", ha detto Annamaria Furlan.
Una visione, questa, anticipata da Maurizio Sacconi presidente della commissione Lavoro e Previdenza sociale presso il Senato, secondo il quale "i patronati rappresentano l'evoluzione della funzione sindacale rispetto ai nuovi bisogni dei cittadini; per questo, quanto previsto dalla legge di stabilità sarebbe vile se si traducesse in un taglio lineare".
"Renzi - ha rilanciato Giovanni Faverin, segretario generale della Fp Cisl - dovrebbe provare a capire cosa raccontano i numeri legati all'attività dell'Inas. I milioni di pratiche svolte parlano da soli, mentre è evidente che la politica non conosce e non valorizza i soggetti sussidiari".
"Riscoprire il sociale - ha sottolineato Giuseppe Acocella, ordinario di Filosofia del diritto dell'università Federico II di Napoli - è l'unica via possibile per dare vita ad una welfare community. Senza di essa, c'è da chiedersi se possa esistere ancora la democrazia".
Mario Bertone, segretario della Cisl del Lazio, ha ricordato che "le persone non possono più accettare riduzioni di servizi e che i tagli dovrebbero limitarsi ai patronati fasulli", che guardano al proprio interesse economico e non operano realmente a tutela dei cittadini.
http://www.cisl.it/sito.nsf/le-notizie/2014/10/17/legge-stabilita-tagli-patronati-inas-cisl?OpenDocument

giovedì, ottobre 16, 2014

Metà pensionati sotto i mille euro. Fap Napoli: tocchiamo queste pensioni per garantire la sopravvivenza di milioni di anziani.

"Ancora una volta non le toccheranno - afferma Pasquale Orlando, segretario della Fap ACLI partenopea- ma è il caso di mettere mano ad un vero e proprio scandalo sociale."


Un pensionato su due (il 43,5%, pari a 6,8 milioni di persone), percepisce un assegno mensile inferiore a mille. È questo lo scenario difficile che emerge dal bilancio sociale dell’Inps. Oltre 2,1 milioni di pensionati (il 13,4%) nel 2013 aveva un reddito previdenziale inferiore ai 500 euro mentre quasi il 70% aveva meno di 1.500 euro al mese. Il 26% dei pensionati (circa 4 milioni) si colloca nella fascia tra mille e 1.500 euro mensili; un altro 15% (2,3 milioni di pensionati) supera i 2mila euro al mese.
Il bilancio fotografa una realtà in cambiamento caratterizzata da un aumento dell’età media dei pensionati, dal ritorno delle colf italiane, dal calo di apprendisti e operai, dalla flessione degli iscritti a causa del blocco del turn over nella pubblica amministrazione e dall’incremento degli over 40 tra i lavoratori autonomi.

Per le pensioni di vecchiaia l'età media è risultata pari a 64,0 anni per i dipendenti privati, a 65,1 anni per i dipendenti pubblici ed a 64,6 anni per i lavoratori autonomi. Per le pensioni di anzianità, l'età media di chi esce dal lavoro è salita a 59,6 anni tra i dipendenti privati, a 60,7 anni tra i dipendenti pubblici mentre è scesa a 59,9 tra i lavoratori autonomi.
Dal bilancio sociale si vede anche che nel 2013 i lavoratori domestici iscritti all'Inps erano 749.840, con una riduzione rispetto al 2012 di 42.858 unità (-5,4%). Questa flessione è più marcata per i maschi (-18,6%) che per le donne (-2,8%) ma soprattutto sconta un calo tra gli stranieri (47.098 in meno con un -7,4%). Per i collaboratori domestici italiani si registra invece un aumento (4.240 unità in più con un +2,8%). Solo il 21% dei domestici è italiano ma in soli due anni la crescita degli italiani tra le colf è stata quasi del 4,0%.
La crisi ha prodotto un calo degli apprendisti (-4%) e degli operai (-3,5%). A risentire meno della difficile situazione economica sono gli impiegati (-1,3%) e i dirigenti (-2,1%). Gli unici che rispetto al 2012 presentano un aumento sono i quadri (+0,5%).
Gli uomini rappresentano il 58,4% dei dipendenti, con un decremento dello 0,2% rispetto al 2012, mentre per le donne, che sono il restante 41,6%, c’è stato un aumento dello 0,2%.
Altro fattore di cambiamento è l’età dei lavoratori autonomi iscritti all’Inps che supera i 40 anni. La fascia più cospicua è rappresentata dai 40-49enni con 1.384.148 unità, seguita dalla fascia 50-59 anni con 1.102.362 unità. La prevalenza è maschile (64,1%) mentre la percentuale femminile che sceglie l’atività autonoma è del 35,9%, con uno scostamento meno accentuato rispetto agli artigiani.
La crisi ha determinato l’esplosione della spesa per ammortizzatori sociali. Rispetto al 2012, c’è stato un incremento delle erogazioni per la Cig nel suo complesso di circa 600 milioni (+9,6%), e per l'Indennità di Mobilità di circa 480 milioni (+17,2%), mentre emerge un lieve decremento della spesa per l'indennità di disoccupazione di 134 milioni (-1%). L'ammontare della spesa per ammortizzatori sociali è stata di 23,5 miliardi, dei quali 14,5 di prestazioni e 9 di contributi figurativi, con un aumento rispetto al 2012 di 938 milioni di euro (+4,1%). L'ampiezza dell'utilizzo degli ammortizzatori nel 2013 emerge anche dai dati sui beneficiari: la Cig ha coinvolto in tutto oltre un milione e mezzo di lavoratori, la mobilità ne ha interessati oltre 300.000 e la disoccupazione nel suo complesso oltre tre milioni e mezzo. In totale oltre quattro milioni e mezzo di lavoratori hanno percepito almeno un ammortizzatore sociale nel corso dell'anno.

venerdì, ottobre 10, 2014

Il 14 ottobre a Roma per il Reddito di inclusione sociale






L'Alleanza contro la povertà in Italia, un cartello di soggetti della società civile, del sindacato, delle istituzioni che ha come obiettivo l'introduzione del Reddito di inclusione sociale (Reis) ed il varo di un Piano nazionale contro la povertà assoluta, alla vigilia della presentazione della Legge di stabilità  intende ricordare al Governo, come afferma Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, “che occorre reperire delle risorse in favore di quei sei milioni di Italiani che si ritrovano in una condizione di povertà assoluta.
Per questo l'Alleanza contro la povertà in Italia promuove per martedì 14 ottobre con inizio alle ore 9,30 a Roma presso il Cnel, Sala del Parlamentino, in Viale David Lubin, 2 un incontro fra i soggetti che costituiscono l'Alleanza contro la povertà in Italia ed un rappresentante del governo.
Durante l'incontro sarà presentato il progetto del Reddito di inclusione sociale a cura del prof. Cristiano Gori ed è previsto un intervento del sociologo Mauro Magatti sulle cause socio economiche della povertà in Italia.
Dati Istat: povertà assoluta raddoppiata negli ultimi sette anni
Come è cambiata la povertà nel nostro Paese durante la crisi economica? Nel 2013 sperimentavano la condizione di povertà assoluta 6 milioni di persone residenti in Italia, pari all’9.9% del totale, mentre nel 2007 erano 2,4 milioni, cioè il 4,1%. La crisi, dunque, ci restituisce l'esplosione della povertà assoluta nel nostro Paese. 6 milioni e 9,9% sono i numeri chiave da tenere a mente perché meglio di qualsiasi altra cifra aiutano a “toccare con mano” la presenza della povertà nella società italiana.
L’Alleanza contro la povertà in Italia è una iniziativa a carattere nazionale con l'obiettivo di dare risposte urgenti ed adeguate ad un problema, la povertà, che non può né deve essere più rinviato.
Essa si compone di una pluralità di soggetti di rilevanza nazionale e differente estrazione culturale e ambito di competenza. Si spazia dalle istituzioni, ai sindacati, alle Associazioni del terzo settore, come mostrato nell’elenco dei soggetti di seguito riportato:
Soggetti fondatori:
Acli, Action Aid, Anci, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana, Cgil-Cisl-Uil, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Confcooperative, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Nazionale Italiano - ONLUS, Fio-PSD, Fondazione Banco Alimentare ONLUS, Forum Nazionale del Terzo Settore, Jesuit Social Network, Legautonomie, Save the Children, Umanità Nuova-Movimento dei Focolari.
Soggetti aderenti:
Adiconsum, Associazione Professione in Famiglia, ATD Quarto Mondo, Banco Farmaceutico, Cilap EAPN Italia, CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, Federazione SCS, Fondazione Banco delle Opere di Carità Onlus, Fondazione ÉBBENE, Piccola Opera della Divina Provvidenza del Don Orione, U.N.I.T.A.L.S.I. – Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali.

lunedì, ottobre 06, 2014

Il quarto appuntamento mondiale dei «Giovani della Pace» organizzato dal Sermig con l’Arcidiocesi di Napoli

In 20 mila al Plebiscito per l'appuntamento mondiale per la pace 

Migliaia di giovani, volontari, boy scout, studenti, arrivati da tutta Italia insieme al fondatore del Sermig, Ernesto Olivero. Sono quelli dell'arsenale della pace, facce giovani, parole importanti: Coscienza, libertà, verità.

Napoli per un giorno diventa capitale mondiale della fede. Hanno letteralmente invaso piazza del Plebiscito per il quarto raduno mondiale dei Giovani per la pace» un appuntamento promosso dal Sermig di Torino, l'associazione giovanile cattolica per la pace e dall'Arcidiocesi di Napoli.
Il primo applauso, il più forte dalla piazza, è per papa Francesco. Nel giorno della festa del patrono d'Italia i ragazzi dell'Arsenale pensano in primo luogo a lui. Davanti al cardinale Sepe, il fondatore Ernesto Olivero ed il sindaco (sospeso) Luigi de Magistris, la piazza esplode in una mezza ovazione. Francesco uomo di speranza. Ed i giovani rispondono con grande affetto.

Sul palco testimonianze da tutto il mondo e da Napoli. Februnye Akyol, la ragazza cristiana della minoranza etnica aramea che non solo è riuscita a studiare ma ora è anche sindaco della sua città, Mike Mwenda, 25 anni, un ex bambino di strada in Zambia che oggi va all'università vuole fare il giornalista «per creare un mondo dove i bambini siano protetti ed amati».

E poi ci sono le mamme della terra dei fuochi, Anna, Marzia e Luisa che hanno perso i loro piccoli per un tumore. Una testimonianza, la loro, che dura poco. Troppo commosse. «Grazie alla Chiesa, al cardinale, grazie agli investigatori, al generale Costa. Non dimentichiamo mai i nostri angeli».

Ernesto Oliviero, fondatore del Sermig (Servizio missionario giovani), ha rimarcato l'assenza di alcune autorità, malgrado l'invito. «Le abbiamo invitate qui a Napoli per dare loro la possibilità di ascoltare i giovani, hanno ricevuto tanti inviti ma qui non ci sono: hanno perso un'occasione».

Oliviero, ha infine, letto alcuni passi della Lettera alla Coscienza, «il grido dei giovani che hanno perso la fiducia nelle istituzioni», la quale verrà presto tradotto in decine di lingue e diffusa in tutto il mondo. Al termine di un incontro che ha visto sul palco alternarsi musicisti e ballerini, come Simona Atzori, che è ballerina e pittrice malgrado sia nata senza braccia, il cardinale Crescenzio Sepe ha rivolto un appello ai tanti giovani in piazza.

«Grazie a voi - ha dettoSepe - oggi Napoli è capitale della pace, in momento molto difficile. Da qui parte il grido di pace rivolto a tutto il mondo. Ci sono coscienze che sprigionano guerra, che offendono l'uomo: voi siete le coscienze pulite del mondo che basano la propria esistenza su Gesù Cristo».

http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/piazza-plebiscito-pace-sermig-giovani-raduno-sepe/notizie/937965.shtml

http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/sermig-arsenale-della-pace-napoli-cardinale-sepe.aspx
Napoli come Torino: un arsenale per la pace nascerà nel capoluogo campano, lo annuncia il cardinale Crescenzio Sepe a conclusione del quarto appuntamento mondiale del Sermig in piazza del Plebiscito. Oltre ventimila i giovani intervenuti al raduno che il fondatore Ernesto Olivero ha aperto dedicandolo a tre martiri napoletani: Salvatore Giordano il ragazzo morto per salvare i suoi compagni dalla caduta di un cornicione; Ciro Esposito il tifoso ammazzato durante una partita e l'eroico perdono della sua mamma; don Peppe Diana il "prete scout" ucciso dala camorra. E Olivero lo dice ai giovani della piazza: "dobbiamo batterci perchè non si costruiscano più le armi che tolgono fondi alle scuole; che potrebbero curare malattie e oscurano le intelligenze". In piazza anche le mamme della Terra dei fuochi per testimoniare che e' il tempo di "riprenderci la responsabilita' di custodire il creato. Poi le testimonianze di chi ha seguito la sua coscienza nel lavoro, nella politica, nei paesi perseguitati. Da Napoli nasce un impegno per tutti: seguire la coscienza.Napoli come Torino: un arsenale per la pace nascerà nel capoluogo campano, lo annuncia il cardinale Crescenzio Sepe a conclusione del quarto appuntamento mondiale del Sermig in piazza del Plebiscito.

Oltre ventimila i giovani intervenuti al raduno che il fondatore Ernesto Olivero ha aperto dedicandolo a tre martiri napoletani: Salvatore Giordano il ragazzo morto per salvare i suoi compagni dalla caduta di un cornicione; Ciro Esposito il tifoso ammazzato durante una partita e l'eroico perdono della sua mamma; don Peppe Diana il "prete scout" ucciso dala camorra. E Olivero lo dice ai giovani della piazza: "dobbiamo batterci perchè non si costruiscano più le armi che tolgono fondi alle scuole; che potrebbero curare malattie e oscurano le intelligenze".

In piazza anche le mamme della Terra dei fuochi per testimoniare che e' il tempo di "riprenderci la responsabilita' di custodire il creato. Poi le testimonianze di chi ha seguito la sua coscienza nel lavoro, nella politica, nei paesi perseguitati. Da Napoli nasce un impegno per tutti: seguire la coscienza.

sabato, ottobre 04, 2014

Fap Acli di Napoli al Divino Amore, in cammino per incontrare Papa Francesco a SanPietro.



con le famiglie della Fap ACLI di Napoli ormai abbiamo un appuntamento settimanale con Francesco, oggi anche per l'onomastico! #iopregocon Francesco