domenica, febbraio 05, 2012
Nessuno aveva previsto neve al centro-nord, che si è invece ritrovato sommerso. Perché è così complicato prevedere questo tipo di precipitazioni? Lo spiega a tempi.it Alessandro Ceppi, membro del Dipartimento di idrologia del Politecnico di Milano e fondatore del sito Meteonetwork: «Non è che non siamo capaci ma ci sono più scenari possibili»
In questi giorni di neve e freddo "polare" le notizie meteo godono di un'attenzione sempre maggiore. Purtroppo gli spettatori sia della Rai (in special modo quelli del Tg3 regionale) che di Mediaset hanno dovuto assistere a previsioni che sono state poi regolarmente smentite. «Non per spezzare una lancia in favore di chi quotidianamente si occupa di emettere il bollettino meteorologico e di comunicarlo al pubblico, ma le configurazioni sinottiche di questi ultimi giorni non erano facili da interpretare». Parla con cognizione di causa a tempi.it Alessandro Ceppi, membro del Dipartimento di idrologia del Politecnico di Milano, ma soprattutto fondatore del sito Meteonetwork. «Il compito è ancora più difficile se ci troviamo in una nazione con spiccata orografia come l'Italia, dove lo spostamento di un minimo depressionario 100 km più a ovest o a est può essere determinate, come è successo sabato e domenica scorsi. Inoltre gli output dei principali modelli fisici-matematici con cui vengono elaborate le previsioni non erano concordi e questo aumentava ancora di più l'incertezza della previsione. Viceversa, quando si ha di fronte l'arrivo di un promontorio anticiclonico in estate la sua previsione è molto più facile. L'arrivo invece di quella che in linguaggio tecnico si chiama una "goccia fredda" è più difficile da prevedere, non perché i meteorologi non siano capaci ma perché i diversi modelli elaborano diversi scenari possibili».
Le errate previsioni si sono concentrate nei primi giorni della settimana e riguardavano la possibilità di precipitazioni nevose al centro-nord.
La previsione della neve è sempre stata difficile, perché oltre a guadare il territorio che sarà interessato dalle precipitazioni, bisogna prevedere correttamente anche le temperature. Quando piove con +7°C o +9°C ha poca importanza, mentre se abbiamo una precipitazione attorno a 0°C, allora un grado in più o in meno può essere determinante nel passaggio di stato da liquido a solido e viceversa. Inoltre non basta considerare le temperature al suolo, ma anche in quota. Pertanto i fattori da considerare aumentano e l'equazione diventa sempre più complessa da risolvere.
L'attenzione alle previsioni del tempo, diventano spesso un gioco molto popolare. In questi ultimi anni, in rete sono comparsi siti sempre più affidabili.
Sul web c'è una certa entropia di siti che si occupano di meteorologia e climatologia. È bene sempre valutare la fonte e l'autorevolezza di chi scrive e pubblica, permettendo al "gioco", come dice lei, di essere preso sempre più seriamente. Ad esempio il forum dell'Associazione meteonetwork, che è il primo forum nazionale di meteo-climatologia, sta registrando in questi giorni qualcosa come 15.000 accessi unici al giorno, oltre a quelli del sito. Quindi in una sola settimana abbiamo avuto circa 135000 accessi.
La forma tradizionale di comunicazione delle grandi agenzie meteorologiche deve essere ripensata?
In un certo senso sì, ma aggiungo: siamo in grado di ascoltare le previsioni e intenderle? A me pare che l'utente abbia l'esigenza di avere previsioni deterministiche. Ossia: domani piove o non piove. Il tempo del determinismo è finito. Essendo l'atmosfera un sistema caotico che cerchiamo di descrivere, attraverso modelli di calcolo, con equazioni non lineari, l'unica via è dare previsioni probabilistiche, come già avviene in altri paesi come Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti ecc. Il punto rimane lo stesso: siamo in grado di capirle? Nel nostro paese purtroppo manca la cultura e l'educazione verso queste tematiche ambientali.
Il meteorologo Ceppi spiega il "gioco" delle previsioni del tempo | Tempi
venerdì, febbraio 03, 2012
FQTS. LA FORMAZIONE DEI QUADRI DEL TERZO SETTORE MERIDIONALI RIPRENDE IL VIA
Parte la nuova edizione di Fqts, il progetto per la formazione dei quadri del terzo settore meridionali realizzato da Forum del Terzo Settore, Consulta del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore, ConVol e CSVnet.
Anche quest'anno il progetto, giunto alla terza edizione e sostenuto economicamente dalla Fondazione CON il Sud, prevede il coinvolgimento delle realtà più significative del mondo del terzo settore, di soggetti sociali ed economici del territorio e le istituzioni locali al fine di costruire una identità comune del terzo settore meridionale.
L'obiettivo è quello di mettere in campo un investimento formativo e di sistema che favorisca la messa in rete delle organizzazioni del Sud investendo sulle loro capacità e sulle competenze organizzative, gestionali e relazionali.
I primi incontri preparatori serviranno a raccogliere suggerimenti ed idee per procedere all'avvio del percorso formativo in modo partecipato.
Le prime tappe toccano la Calabria e la Puglia, con incontri a Lamezia Terme e a Bari, il 3 febbraio.
Le tappe successive saranno in Campania, a Napoli, mercoledì 8 febbraio, alle ore 15.30 presso il Centro Congressi Tiempo, centro direzionale isola E5 e l'11 febbraio in Basilicata, a Potenza, alle ore 16.30, presso il Parco del Seminario in Viale Marconi 104.
Altri seminari sono in programma, in data da definire, anche in Sicilia e Sardegna.
Etichette: formazione, fqts, terzosettore
giovedì, febbraio 02, 2012
UN PATTO PER LA GIUSTIZIA in Alta Irpinia
STATI GENERALI dell'ALTA IRPINIA
in allegato il documento nella versione definitiva che sarà presentato sabato 4 febbraio a S.Angelo dei Lombardi
Il Patto per la Giustizia tra i rappresentanti dei Comuni dell' Alta Irpinia e gli operatori della giustizia del Circondario di Sant'Angelo dei Lombardi rappresenta il primo tra i settori che si intendono affrontare per trovare valide soluzioni.
Gli Stati Generali dell’Alta Irpinia stanno elaborando indicazioni su altri importanti segmenti della società come la sanità, l’ occupazione, l’ ambiente e i trasporti.
Il senso dell'iniziativa è quello di evitare inutili polemiche preferendo, piuttosto, formulare proposte strategicamente collegate tra loro, nell'ambito di un complessivo progetto teso alla valorizzazione ed allo sviluppo dell'intera provincia di Avellino. … continua sull'allegato
allegata foto utilizzata sui manifesti e inviti a stampa (pubblicabile con titolo e autore -grazie- : alta irpinia, paesaggio – foto a. verderosa )
Giovani e anziani delle Acli con il CTA per il diritto alla vacanza
Bene il Governo Monti che si dimostra attento alle necessità delle giovani generazioni sempre piú costrette a fare i conti con i (pochi) soldi in tasca a loro disposizione per via della crisi economica e finanziaria che attanaglia l'Occidente. L'articolo 62, del d.l sulle semplificazioni, introduce agevolazioni sui costi per turismo a favore dei giovani, degli anziani e dei diversamente abili. Viaggiare vuol dire conoscere, crescere, confrontarsi con realtà e culture differenti, aprire orizzonti mentali per vedere il mondo e le relazioni con occhi nuovi. Il viaggio, oltre ad essere metafora stessa della vita, ha un altissimo valore educativo e formativo. Per questo motivo un viaggio “low cost” non deve voler dire un semplice girovagare, né tantomeno una rinuncia alla qualità, alla sicurezza e alla sostenibilità. "In questo momento di crisi questo articolo del d.l. sulle semplificazioni rappresenta una grande opportunità per le giovani generazioni, per gli anziani e per i diversamente abili - dichiaraPasquale Orlando – Segretario Nazionale FAP ACLI, una possibilità di rilancio per il settore turistico in crisi che però non deve fare i conti solo con la logica del profitto. L'esperienze associative di promozione del turismo sociale possono, in questo senso, fare da guida per le scelte operative conseguenti al decreto". In questo senso giovani (GA) e anziani ( FAP ) delle Acli d'intesa con il CTA (Centro Turistico Acli) promuovono una concreta attivita' di sostegno al diritto ormai esigibile alla vacanza. "I giovani non necessitano di collezionare cartoline, souvenir, e Lonely Planet, ma di esperienze di senso, trasformative. Per questo auspico che la parola “accessibilità” si coniughi sempre più con la parola sostenibilità". A dichiararlo é Giuseppe Failla, Segretario Nazionale dei Giovani delle Acli che poche settimane orsono, hanno presentato una ricerca sulle abitudini di viaggio dei giovani italiani promossa in collaborazione con il CTA (Centro Turistico Acli). Avere la possibilità di viaggiare a basso costo non può significare scegliere bassa qualità, -afferma Pino Vitale - Presidente Nazionale CTA, insufficienza sicurezza o, peggio ancora, viaggiare a discapito dell'ambiente, della dignità del lavoro o della povertà di tanti luoghi del nostro meraviglioso pianeta."Non bisogna neanche pensare che i giovani debbano accontentarsi o accomodarsi alla meglio con la solita presunzione di chi vede nei giovani solo persone in via di definizione, addomesticabili con gli zuccherini. Le giovani generazioni, continua Failla anche in un periodo di ristrettezze economiche, nello scegliere i viaggi, molto spesso, sono esigenti e attente. Gli itinerari, infatti, con maggiore frequenza sono conseguenze di scelte ideali importanti e per questo attente e mai sprovvedute".
martedì, gennaio 31, 2012
La Regione Campania taglia le scuole ci saranno 151 istituti in meno
Il provvedimento riguarda il periodo 2012-2013. Palazzo Santa Lucia: è il primo passo per raggiungere la quota di istituti che ci è stata chiesta dal ministero
Su proposta dell’assessore all’Istruzione Caterina Miraglia, è stata approvata la riorganizzazione della rete scolastica per l’anno 2012 – 2013.
In tutta la Campania sono previste 151 scuole in meno, di cui 134 per il primo ciclo e 17 per il secondo. Questo è solo il primo step per raggiungere quota 285 così come chiestoci dal ministero della pubblica istruzione in base alla legge 111 del 2011. Napoli con la sua provincia avrà 57 autonomie in meno, Caserta 27, Salerno 38, Avellino 15 e Benevento 14.
"E' stata una scelta sofferta ma necessaria”, afferma l'assessore regionale all'Istruzione ed edilizia scolastica Caterina Miraglia.
“La Campania – aggiunge l’assessore - ha un gap negativo da recuperare nei confronti della altre regioni che in passato hanno già fatto importanti operazioni di dimensionamento e di riorganizzazione della rete scolastica. Siamo arrivati al piano definitivo dopo un lungo percorso concertato con le Province, le forze sociali e l’Anci fin dal mese di giugno allorchè condividemmo le linee guida.
“Per i Comuni che hanno presentato istanza di dimensionamento, la Giunta ha stanziato 1 milione di euro, da utilizzare per potenziare il
servizio di scuolabus, al fine di alleviare i disagi che possono derivare agli studenti costretti a recarsi presso istituti più lontani".
“Convinti - conclude la nota - che tutti i processi possono sempre essere perfettibili, abbiamo deciso infine di istituire un comitato di monitoraggio per il dimensionamento 2012-2013 nel quale saranno presenti i rappresentanti delle parti sociali, delle province e dei comuni”, conclude l’assessore Miraglia.
Etichette: accorpamenti plessi, SCUOLE, tagli scuola
lunedì, gennaio 30, 2012
il terzo settore nell'area nolana

Il Terzo settore, denominato anche terzo sistema , privato sociale o genericamente non profit, costituisce una galassia rilevante e piuttosto differenziata per tipi e forme giuridiche diverse. Esse hanno in comune il fatto di essere organizzazioni private che operano senza scopo di lucro per realizzare una finalità di utilità sociale o prettamente solidaristica, in vari settori di intervento e concorrono a promuovere la partecipazione diretta dei cittadini, ad ampliarne le specifiche attività, a produrre servizi. Negli ultimi anni si è assistito in Italia alla crescita di diverse organizzazioni della società civile, connessa ad un cambiamento significativo nel rapporto tra Stato e cittadini, sempre più in grado di partecipare e organizzarsi per rispondere ai bisogni e occuparsi dell’interesse generale. Anche l’agro nolano non è stato immune a questa crescita del Terzo Settore che, a volte, è stata tumultosa e senza alcuna regola. Proprio per chiarire i diritti e doveri degli attori del Terzo Settore ed i loro rapporti con la pubblica amministrazione che sabato 04 febbraio, alle ore 10.00, presso la sala conferenze dell’Agenzia di Sviluppo Area Nolana – Camposano (NA) si terrà il convegno “Lo sviluppo del terzo settore nell’agro nolano:prospettive, idee e sinergie”, organizzato dal Forum Terzo Settore Ambito Na11/Agro Nolano. L'intero sistema del welfare italiano va riformato e come ha sottolineato il Sottosegretario al Welfare, Cecilia Guerra: “Il Forum del Terzo Settore è interlocutore fondamentale per le tematiche sociali. Il coinvolgimento degli attori di terzo settore è importante per riprendere il discorso con regioni e comuni perché bisogna ripensare al welfare dei servizi”. Dal convegno potranno emergere importanti spunti di riflessione sulle modalità attraverso le quali procedere a una riforma delle politiche sociali che abbia l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di tutti i cittadini e per valorizzare e potenziare azioni e progetti volti ad una sempre maggiore e più efficace inclusione e protezione sociale dei cittadini. “Proprio in questo momento di crisi, ha dichiarato il dott. Francesco Spera, Portavoce del Forum,il Forum, quale parte sociale riconosciuta, chiede di entrare nel pieno merito della questione sociale e che venga aperto un tavolo di confronto con le parti sociali e le istituzioni per dare il nostro contributo affinché si trovino soluzioni alternative sostenibili sia sotto il profilo economico che su quello sociale. In questo contesto è necessario capire dove prendere nuove risorse, ma c’è comunque spazio per finalizzare meglio quelle a disposizione”.Tutte le informazioni si possono trovare suhttps://www.facebook.com/index.php?lh=6118b0d8176072258239952db8a942d8&eu=M2bF9JEgHo6v4xWYL3yNHw#!/events/146352248809624/
Il Portavoce del Forum
dott. Francesco Spera
SALUTI
Dott. Biagio Ciccone – Presidente Agenzia di Sviluppo Area Nolana
Avv. Francesco Pinto – Assessore alla Solidarietà Provincia di Napoli
On. Carmine Sommese - Com. Cons. Perm. "Istruzione,cultura, ricerca scientifica e politiche sociali" Reg. Campania
Avv. Geremia Biancardi - Sindaco di Nola, capofila Ambito Na 11
Avv. Andrea Manzi - Presidente del Tavolo dei Comuni dell'Area Nolana
RELATORI
Dott. Giuseppe De Stefano - Presidente CSV Napoli
Dott.ssa Pina Colosimo - Portavoce Forum Terzo Settore Regione Campania
Dott. Pasquale Orlando – Segretario Nazionale Fap Acli
Dott.ssa Assunta Parisi - Agenzia di Sviluppo Area Nolana
MODERATORE
Dott Francesco Spera - Portavoce Forum Terzo Settore Ambito NA 11/Agro Nolano
CONCLUSIONI
On. Paolo Russo
INTERVERRANNO
Dott. Antonio Ambrosino – vice presidente Forum della Gioventù Regione Campania
SABATO 04 FEBBRAIO, ORE 10.00. SALA CONFERENZE AGENZIA DI SVILUPPO AREA NOLANA – CAMPOSANO (NA)
Dott. Luigi Saccenti – coordinatore GIT Napoli coordinatore GIT Napoli Banca EticaBanca Eticacoordinatore GIT Napoli Banca Etica
domenica, gennaio 29, 2012
riflettete...dal primo censimento del 1861
E' morto Oscar Luigi Scalfaro
Oscar Luigi Scàlfaro
E' nato a Novara il 9 settembre 1918.
Vedovo di Maria Inzitari dalla quale ha avuto una figlia Marianna.
Si laurea in Giurisprudenza nel 1941 ed è chiamato alle armi e assegnato al 38° Reggimento di Fanteria a Tortona.
Sottotenente di Commissariato in Sicilia è congedato, in quanto magistrato, nell'ottobre del 1942.
Presidente dell'Azione Cattolica della Diocesi di Novara e Delegato Regionale per il Piemonte.
Viene eletto Deputato all'Assemblea Costituente il 2 giugno 1946 nelle liste della Democrazia Cristiana risultando capolista della circoscrizione Torino-Novara-Vercelli.
E' eletto Deputato al Parlamento in tutte le legislature dal 1948 al 1992.
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1954 al 1955 (Governo Scelba) si adopera attivamente per il rientro di Trieste all'Italia, per l'accoglienza dei profughi giuliano-dalmati e per l'attuazione degli accordi De Gasperi-Gruber riguardanti l'Alto Adige.
Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia dal 1955 al 1958 (1° Governo Segni -Governo Zoli) promuove e porta all’approvazione la legge che consente alle donne l’accesso alla carriera di magistrato.
Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno dal 1959 al 1962 (2° Governo Segni -Governo Tambroni - 3° Governo Fanfani) promuove e porta all'approvazione la legge che istituisce la Polizia femminile.
Vice Segretario Politico della Democrazia Cristiana nel 1965 e nel 1966.
Ministro dei Trasporti e dell'Aviazione Civile dal 1966 al 1968 (3° Governo Moro - 2° Governo Leone) e successivamente nel 1972 (1° Governo Andreotti) affronta per la prima volta nella storia delle Ferrovie il tema dell'Alta Velocità avviando la costruzione della "direttissima" Roma-Firenze, sopprime alcuni enti inutili dipendenti dal Ministero e attua il riordino della Motorizzazione Civile abolendo riscossioni non dovute. In questa veste conclude con i sindacati delle Ferrovie anche il primo accordo riguardante l'esercizio del diritto di sciopero.
Ministro della Pubblica Istruzione nel 1972 (2° Governo Andreotti).
Vice Presidente della Camera dei Deputati dal 1975 al 1983, durante la presidenza dell'On. Pietro Ingrao e dell'On. Nilde Jotti.
Ministro dell’Interno dal 1983 al 1987 (1° Governo Craxi – 6° Governo Fanfani) promuove e stipula i primi accordi internazionali con i Paesi della Comunità europea, con Israele e con i governi africani dell’area mediterranea per la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, affermando che in questo campo “nessuno vince da solo e nessuno perde da solo”.
Nell’aprile del 1987, dopo le dimissioni del Governo presieduto dall’on. Craxi, il Presidente della Repubblica Cossiga gli conferisce l’incarico di formare il nuovo Governo ma, constatata l’impossibilità di comporre un Gabinetto di coalizione, rinunzia all’incarico dichiarandosi indisponibile a formare un governo monocolore democratico-cristiano.
E' eletto Presidente della Camera dei Deputati il 24 aprile 1992 e Presidente della Repubblica il 25 maggio dello stesso anno.
Sin dall'inizio del suo mandato Scàlfaro è chiamato ad affrontare la più grave crisi della storia repubblicana con preoccupanti manifestazioni sul piano politico ed economico.
Esplode il fenomeno di "Tangentopoli" che provoca un serio affievolimento della rappresentatività della politica e nel contempo si verifica anche una inquietante perdita della capacità di acquisto della moneta, con evidenti ripercussioni di carattere generale. Si sforza in ogni circostanza di rincuorare il Paese e di rassicurare gli osservatori internazionali sulla saldezza delle istituzioni italiane. E' anche frutto di questa azione se la lira, nonostante le previsioni negative di molti, giunge all'approdo nell'Euro.
Durante questi "sette anni drammatici", come li definisce la stampa, Scàlfaro difende costantemente i valori fondanti della Repubblica contenuti nella prima parte della Carta Costituzionale, auspicando che ogni possibile modifica della seconda parte della Costituzione avvenga a larga maggioranza con il concorso delle forze politiche sia di governo che di opposizione. Così per la legge elettorale.
Anche sul piano internazionale è intensa la sua attività. Numerose sono le visite di Stato da lui compiute sia in Paesi ove mai in precedenza erano state effettuate sia in quelli ove è consistente la presenza italiana in termini di comunità e di relazioni economiche.
Un altro tema da lui ritenuto "doloroso", sul quale si è incentrata costantemente l'azione di stimolo di Scàlfaro, durante il suo settennato, è stato quello dell'emergenza-lavoro con particolare riguardo all'occupazione giovanile e al Mezzogiorno.
Per favorire il giuramento e l'insediamento del suo successore Scàlfaro, in anticipo sulla scadenza del mandato, si dimette il 15 maggio 1999.
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Le Acli di Caserta al II Festival della Vita
In preparazione della “XXXIV Giornata Nazionale della Vita” che si celebrerà domenica 5 febbraio 2012 , la Diocesi di Caserta promuove la Seconda edizione del “Festival della Vita” dal 28 Gennaio al 5 Febbraio 2012, con l’obiettivo di sostenere la crescita di una maggiore consapevolezza del valore della vita nella nostra quotidianità e nella nostra esperienza, partendo dai giovani e coinvolgendo le famiglie, nella pienezza delle loro relazioni.
“Non si può apprezzare e valorizzare ciò che si conosce poco. Far conoscere il dono della “vita” è una scelta prioritaria in una società che sembra sempre più dominata da una logica di egoismo e di morte. ” (+ Pietro Farina).
Le Acli di Caserta partecipano all’iniziativa con i contributi di tutto il loro sistema associativo e dei servizi offerti alle comunità territoriali della Provincia di Caserta, mediante l’allestimento di uno stand in Piazza Ruggiero per tutta la settimana di organizzazione del Festival.
In particolare, per sabato 4 febbraio, presso la Sala della Biblioteca del Seminario Vescovile, in Via Duomo 11, le Acli promuovono un Convegno per una riflessioni a più voci sul tema “L’agricoltura per la vita: il cibo fattore di giustizia e di pace”, moderato da Franco Tontoli, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, con la partecipazione di:
Tommaso De Simone, Presidente della CCIAA di Caserta,
Don Nicola Lombardi, Direttore dell’Istituto di Scienze Religiose “San Pietro” di Caserta,
Adolfo Russo, Docente di Bioetica presso l’Università “Federico II” di Napoli,
Michele Zannini, Presidente Nazionale di Acli Terra.
Le Acli intendono riaffermare il valore della vita come valore non negoziabile, sul piano etico e morale innanzitutto, unitamente alla centralità della persona ed al ruolo fondamentale ed irrinunciabile della famiglia come pietra angolare della società.
Lo stesso valore è prioritario anche nella ”costituzione materiale, oltre che ideale, delle comunità locali”, dove straordinarie complessità economiche, civili e sociali stanno generando sofferenze ed ingiustizie a carico di quanti sono, per condizioni diverse, più deboli e meno protetti.
Le scelte economiche, ma anche gli stili di vita e di consumo, la qualità in genere anche delle relazioni materiali incidono profondamente sulla “vita” come opportunità di coesione.
In un tale contesto l’agricoltura, nelle sue multiformi espressioni e pratiche produttive, è un fattore fondamentale di una giusta regolazione dei rapporti tra persone e comunità, a partire dalla difesa del diritto alla “sovranità alimentare”, dalla custodia dell’ambiente e del clima e dalla garanzia della sicurezza alimentare.
In particolare è oggi il valore del cibo a meritare una profonda riconsiderazione, sempre meno come “merce”e sempre più come “bene” in grado di promuovere anche giustizia e pace.
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venerdì, gennaio 27, 2012
UN FIORE ALLO YAD VASHEM per il giorno della memoria.
pubblichiamo il reportage di Filippo Pugliese del CTA di Potenza in occasione del Giorno della Memoria.
Gerusalemme, 27 gennaio 2012. Un fiore allo Yad Vashem per non dimenticare nel Giorno della Memoria le vittime dell’odio razziale e della follia nazifascista. Non si va mai con piacere in un luogo doloroso, ma “ la capacità di indignarsi di fronte alle ingiustizie del mondo” deve trovare continuo alimento e, allora, visitarlo è un buon modo per dare valore a una iniziativa di civiltà qual’è , appunto, l’istituzione del Giorno della Memoria.
Nello Yad Vashem di Gerusalemme, il Memorial dell’Olocausto, si tocca con mano il silenzio assoluto che pervade tutta la struttura. E’ un silenzio quasi irreale in una città che ha la sua voce e il
cuore pulsante nelle strade della storia, che si illumina del biancore delle sue case e dei suoi quartieri. All’interno è una diffusa oscurità qua e là interrotta da sapienti fasci di luce che illuminano quanto basta ciò che si vuole far vedere e che viene esposto e spiegato con cura e precisione meticolose. E’ la ricostruzione della Shoah, dello sterminio di sei milioni di ebrei; è la rappresentazione dell’orrore fatta con crudezza. Non è una casa dell’orrore, ma l’orrore prende allo stomaco e attraversa l’anima e la coscienza di essere umano. La storia dello sterminio nascosto agli occhi dell’umanità è qui raccontata in modo che il nascondimento, nel silenzio e nell’oscurità, emerga come l’elemento significante delle cose rappresentate. Un silenzio e un’oscurità assoluti, appunto, perché proprio il buio la penombra e l’oscurità, uniti al silenzio, hanno sempre accompagnato i genocidi nella storia. Per lungo tempo i molti silenzi hanno tenuto nascosto il crimine contro l’umanità e le molte oscurità non hanno consentito che si facesse luce. Di chi fu quel silenzio? Chi oscurò la conoscenza ? Il silenzio fu di tutti i cittadini che erano circostanti ai campi di sterminio; fu degli stessi alleati che già sapevano cosa accadeva nei campi della Germania nazista; le ombre furono di quanti hanno favorito un clima generale di caccia all’ebreo attraverso la delazione, la complicità delle leggi razziali e l’asservimento a concezioni e supremazie razziali; il silenzio fu anche di alcuni esponenti della chiesa cattolica. Amara è la fotografia di Papa Pacelli con sotto la didascalia, in inglese e in ebraico, che ricorda il suo silenzio di fronte al dramma degli ebrei. Fu veramente così ? E’ una questione ancora aperta e solo lo studio degli archivi vaticani, se e quando saranno aperti, potrà stabilire la verità storica.
Attira l’attenzione un grande tabellone a parete con tantissimi punti luminosi che si rivela una grande carta geografica dove sono segnati gli insediamenti degli ebrei in Europa, prima dell’avvento del nazismo. E’ la mappa che serviva al potere nazista per pianificare dove effettuare i rastrellamenti e dove concentrare le deportazioni. Balza evidente come la maggiore concentrazione degli ebrei era in Germania e in Polonia, nelle città e nei paesi, poche le località dove erano assenti. Fu una diffusa presenza perché gli ebrei si trovavano bene in Germania Polonia e Ungheria e avevano molto peso nella società del tempo, con attività economiche e finanziarie, artigianali, e con l’organizzazione della cultura a fronte di una condizione generale impoverita da una guerra disastrosa.
Grandi fotografie raffigurano i violenti rastrellamenti e la chiusura della gente nei ghetti. Sono sagome umane così verosimili che sembra di essere nel mezzo di un rastrellamento, dove le donne e i bambini, carichi delle poche masserizie recuperate, sono deboli creature che si avviano verso chissà quale inferno. Dall’oscurità, in fondo a una stretta galleria che rappresenta una stretta via, un fascio di luce che va e viene illumina sagome umane vestite di abiti con la grande stella gialla di Davide e in atteggiamenti di fuga da un ghetto e da una SS che sbarra loro la strada.
Per chi uscivadal ghetto c’era la pena di morte e furono rivolte soffocate in bagni di sangue.
Dal ghetto al lager. Qui l’orrore arriva al culmine, a cominciare dai carri-bestiame che servivano alle deportazioni nei campi di concentramento e di sterminio. Auschwitz, Dachau, Birchenau, Mauthausen sono soltanto i più conosciuti, ma erano 149 i lager disseminati in Germania, Polonia, Austria e anche in Italia (la risiera di Trieste). La ricostruzione di quello che avveniva nei campi di sterminio è impressionante nelle ambientazioni dell’interno delle baracche, della camera a gas e del forno crematorio allestiti con attrezzature prese in qualche lager; è crudele nella descrizione dei lavori forzati e delle umiliazioni cui erano sottoposti i deportati. Nella galleria “dell’orrore raccolto” sono esposti una montagna di scarpe, una quantità enorme di denti d’oro e d’argento e di capelli appartenuti ai deportati, oggetti confezionati con lembi di pelle umana, strumenti medici inquietanti utilizzati per diabolici esperimenti e…. mi fermo qui per non affondare nell’orrore. .
Fuori, un monumento in bronzo rappresenta la grande rete di un lager su cui finivano i tentativi di fuga dei deportati, folgorati in tutta la loro disperazione. All’ingresso è un filare di 2000 alberi di carrubi, chiamato il Viale dei Giusti di tutte le nazioni. Cioè di coloro che in tutte le parti del mondo hanno aiutato gli ebrei , in vari modi, a sfuggire alle deportazioni. Un albero è dedicato anche a un italiano: il falso console che salvò centinaia di ebrei. “Furono i Giusti a salvare l’onore dell’Italia” –ha dichiarato il Presidente della Repubblica- “come altrove in Europa essi salvarono e riaffermarono in quell’epoca oscura i valori fondanti della civiltà europea”.
Si esce dalla Yad Vashem con il ribrezzo, l’angoscia e lo sgomento cuciti sul volto e una profonda tristezza nell’animo. Sembra che solo “L’urlo”, il famoso quadro simbolista di Munch, possa esprimere bene il nodo delle emozioni terrificanti che si forma nel visitatore.
Filippo Pugliese
