lunedì, aprile 21, 2014

Appuntamento a Verona il 25 aprile, per una giornata di Festa, di Liberazione e di Resistenza verso percorsi di Pace e Disarmo.

Acli Perugia

 Arena Pace e Disarmo

Crediamo opportuno di farti conoscere proprio oggi, il giorno più bello dell'anno, l'evento tanto atteso e importante che si svolgerà il giorno 25 aprile 2014 a Verona. 

"Ti supplichiamo, in particolare, per la Siria, la amata Siria", ha detto stamattina il Pontefice, "perché quanti soffrono le conseguenze del conflitto possano ricevere i necessari aiuti umanitari e le parti in causa non usino più la forza per seminare morte, soprattutto contro la popolazione inerme".

Infatti nella giornata di festa e Liberazione del 25 aprile 2014 si daranno appuntamento nell’anfiteatro romano di Verona associazioni laiche e religiose, esponenti della società civile, singole persone… tutti insieme per convergere in una comune campagna per il “disarmo militare e la difesa civile”.
“Non è un caso che l’evento in Arena si svolgerà il 25 aprile, giornata della Resistenza – commenta Mao Valpiana Presidente del Movimento Nonviolento – perché oggi la nuova resistenza si chiama nonviolenza”.
Secondo la piattaforma di proposte delle organizzazioni e dei personaggi che hanno promosso l’evento (e che verranno approfonditi in Arena) oggi occorre declinare diversamente il concetto di Difesa. Sono il lavoro, la sanità, la scuola, i beni culturali, l’ambiente ad essere davvero necessari e per questo da proteggere con un’azione di difesa comune. “Questo è il nuovo ‘sacro dovere’ di tutti i cittadini – continua Valpiana – Per questo tipo di difesa non servono gli F-35 e nemmeno la portaerei Cavour, ma servono politiche e servizi sociali. E’ la difesa civile”.
Da queste considerazioni parte il senso profondo della campagna “disarmo e difesa civile” che verrà lanciata proprio il 25 aprile a Verona, nel corso dell’Arena di Pace e Disarmo. Partendo dalla Liberazione dalla dittatura e dalla guerra, ma considerando che la liberazione dagli armamenti e dagli eserciti che rendono possibili le guerre attuali a future non è ancora avvenuta. C’è quindi necessità di proseguire la resistenza, che oggi si chiama nonviolenza. L’Arena di Pace e Disarmo 2014 prosegue la tradizione delle “Arene di pace” convocate dal 1986 al 2003 dai “Beati i costruttori di pace” e sarà un grande incontro di persone e associazioni che credono in un cambiamento oggi necessario e possibile, a livello personale e politico, accomunate dalla convinzione che di fronte alla crisi economica e al degrado ambientale sia razionalmente logico ed eticamente giusto porsi l’obiettivo della riduzione delle spese militari e di una politica di disarmo.
“Si tratta di un momento simbolico molto importante per tutto il movimento per la Pace ha sottolineato padre Alex Zanotelli, missionario Comboniano che ha promosso l’idea di questo incontro – che deve trovare nuovo slancio, entusiasmo, unità di intenti. Bisogna che i temi della Pace e del disarmo tornino al centro dell’agenda politica del nostro paese. I poveri non possono più accettare gli sperperi continui di fondi negli armamenti!”.
Nel corso della conferenza stampa odierna di presentazione Gianni Bottalico, presidente nazionale delle ACLI che sarà protagonista in Arena di un confronto con Susanna Camusso sul rapporto tra lavoro e Pace, ha ricordato come “le tematiche proposte da Arena di Pace e Disarmo sono patrimonio fondamentale di tutto l’associazionismo italiano, che deve ritornare ad occuparsene con competenza”.
La giornata, che vedrà riunite persone delle più diverse estrazioni, del mondo laico e religioso, con una forte presenza dell’associazionismo cattolico, in particolare missionario, e di numerosi organismi sociali laici e sindacali inizierà con un momento di memoria dei “padri” delle precedenti Arene, che ci hanno lasciato ma che sentiamo ancora tra noi, e di testimoni che hanno segnato il cammino del pacifismo italiano: don Tonino Bello, padre Balducci, padre Turoldo, Alexander Langer, don Giulio Battistella, Massimo Paolicelli, Vittorio Arrigoni.
Nei contributi del momento centrale dell’evento Alex Zanotelli, Alice Mabota dal Mozambico, don Luigi Ciotti, Cecilia e Gino Strada, Susanna Camusso, Gianni Bottalico, Gad Lerner e tanti altri ospiti animeranno una giornata densa di contenuti e di spunti di azione. Ma sarà anche un momento di festa, con tanta musica, che ci regaleranno i molti artisti che generosamente si sono messi a disposizione, da Eugenio Finardi a Simone Cristicchi, da David Riondino ad Alessandro Mannarino. Regista della parte artistica Michelangelo Ricci del Club Tenco che in conferenza ha ricordato come “non solo abbiamo contribuito a portare gli artisti in Arena, ma abbimao deciso di aderire come Club Tenco all’evento ed alla prossima Campagna”. Presente in sala anche Mauro Biani, vignettista ed autore del logo dell’Arena di Pace e Disarmo: il fiore della difesa civile che nasce dalla bomba spezzata dal disarmo.
Ci sarà spazio per tutte le campagne che stanno caratterizzando le attuali mobilitazioni del mondo della Pace e del disarmo: dalla richiesta di cancellazione del programma dei caccia F-35, al lavoro per potenziare il Servizio Civile come difesa non armata della Patria, alla richiesta di sperimentazione ed istituzione dei Corpi Civili di Pace, passando per le azioni presenti in tutta Italia contro la militarizzazione dei territori e le mobilitazioni internazionali per la messa al bando delle armi nucleari.
L’iniziativa del 25 aprile in Arena può attivare energie spirituali e capacità di proposte per uscire dall’isolamento, dallo scoraggiamento e dalla rassegnazione. A chi partecipa non sarà chiesto da dove viene ma se vuole camminare con tutti gli altri verso un disarmo che non riguarda solo armi e guerre, economia e politica, ma anche le nostre città, le scuole, le famiglie, l’ambiente, il linguaggio, le culture e le religioni. Alla fine della giornata verrà lanciata la campagna “Difesa civile 2014”: azione concreta e percorribile da tutti per non fermarsi alle belle parole ma dare a tutti uno strumento di costruzione di percorsi di Pace e Disarmo.
La campagna prevede la raccolta di firme per la presentazione di una Legge di Iniziativa Popolare da sottoporre al Parlamento per promuovere l’istituzione di un Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta e la costituzione di Corpi civili di pace alternativi all’esercito, da finanziare con l’opzione fiscale, in modo che i cittadini possano scegliere in sede di dichiarazione dei redditi se pagare per la difesa armata o per la difesa civile; non sarebbero tasse o spese in più, ma uno spostamento di fondi dal Ministero della Difesa armata al Dipartimento per la Difesa civile. Entrambi riconosciuti dal nostro ordinamento come strumenti per mettere in pratica l’articolo 52 della Costituzione, ma per i quali la disparità di risorse attualmente a disposizione è conclamata ed inaccettabile.
Appuntamento dunque a Verona il 25 aprile, per una giornata di Festa, di Liberazione e di Resistenza verso percorsi di Pace e Disarmo.
Visita il sito http://arenapacedisarmo.org/ per tutti i dettagli dell'evento.

domenica, aprile 20, 2014

Auguri per una Santa Pasqua



Che cosa è essenziale alla Pasqua? Dove sta il fatto originario che celebrano i credenti?
Chi è entrato in questi giorni nelle chiese cristiane, e ha assistito a come in esse sono state celebrate le funzioni liturgiche nei diversi giorni della Settimana Santa, può avere avuto l’impressione di un succedersi di gesti, di riti, di preghiere, in cui risultava difficile precisare il tema fondamentale, capire dove stava la loro unità. Molti infatti sono gli eventi richiamati in quei giorni, in cui si è ripercorso il cammino dell’ultima settimana di Gesù a Gerusalemme, dal solenne ingresso nella città, rivissuto nella “domenica delle Palme”, fino alla sua cattura, alla passione e morte, alla scoperta del sepolcro vuoto e alle sue apparizioni ai discepoli. Di fronte a questa ricchezza di eventi, letti anche alla luce di una lunga serie di altre letture bibliche, ci si domanda: quale è il fatto centrale, originario, quello nel quale tutto questo trova insieme la sua origine e la sua spiegazione?

Questo fatto non è descritto da nessuno, non è stato visto da nessuno. La liturgia romana ci dice, nel canto solenne che precede le funzioni della notte di Pasqua: «O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere il tempo e l’ora in cui Cristo è risorto dagli inferi». Che cosa è avvenuto in quell’ora sconosciuta, nell’oscurità nella tomba di Gesù? Possiamo comprendere qualcosa di questo evento guardando gli effetti di questo mistero con gli occhi della fede.
Lo Spirito Santo è sceso con tutta la sua potenza divina sul cadavere di Gesù. Lo ha reso «spirito vivificante» (cfr Lettera di san Paolo ai Romani 1,4), gli ha dato la capacità di trovarsi presente dovunque, in qualunque luogo e in qualunque tempo della storia.
È stato come uno scoppio di luce, di gioia, di vita. Là dove c’era un corpo morto e una tomba senza speranza è iniziata un’illuminazione del mondo che dura ancora fino a oggi.
Quando Gesù diceva, alla fine del Vangelo secondo Matteo: «Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» intendeva questa presenza di risorto, di quella forza di Dio operante in Gesù che ciascuno può sentire dentro di sé, purché apra gli occhi del cuore. Questo spirito non si manifesta con parsimonia, ma con ampiezza e liberalità.

Oggi, riproponendo il grido della Pasqua, la Chiesa rivolge al mondo un annuncio di speranza. Questo annuncio riguarda tutti, tocca i singoli, le comunità, le società. Ogni uomo, ogni donna di questa terra può vedere il Risorto, se acconsente a cercarlo e a lasciarsi cercare. Comincia da qui la storia della Chiesa, che è storia anzitutto delle conseguenze di questo dono. Gli uomini possono magari utilizzare male questo dono o anche opporsi a esso, ma in realtà esso fa il suo cammino nella storia, crea le moltitudini di Santi, sia conosciuti che sconosciuti. Dà, a ciascuno che lo desidera sinceramente, di entrare nelle intenzioni di Cristo, nel suo amore ai poveri, nella sua lotta per la giustizia, nella sua dedizione per ogni persona, nel suo spirito di libertà, di umiltà, di adorazione e di preghiera. Chi guarda al mondo di oggi con gli occhi della fede, ne riconosce tutte le brutture e le distorsioni, ma vede anche lo Spirito operante per salvare questo mondo.
Ma chi riconosce oggi il cambiamento che è avvenuto nella storia? Chi sente la presenza del Risorto che ci accompagna?

Chi ha una fede piena in Gesù, chi si volge a Dio con tutto il cuore, chi si libera dalla schiavitù del successo e del denaro, chi si converte dalla tristezza e dalla meschinità a una visione larga dell’universo, aperta sul l’eternità. Dobbiamo accettare che l’amore di Dio dissolve la paura, che la grazia rimette il peccato, che l’iniziativa di Dio viene prima di ogni nostro sforzo e ci rianima, ci rimette in piedi da ogni caduta. La fede nella risurrezione, non è fuga dal mondo, al contrario, ci fa amare il tempo presente e la terra, è capacità di vivere la fedeltà alla terra e al tempo presente nella fedeltà al cielo e al mondo che deve venire.
Vi sono tempi in cui questo riconoscimento è particolarmente difficile: sono i tempi delle grandi sventure, delle catastrofi che toccano molta gente, in particolare i bambini. Ma anche qui, per chi sa leggere con gli occhi della fede, non manca una presenza del Risorto.
Proprio ora ricevo dalle zone terremotate dell’Abruzzo un messaggio che suona così: «Dalla tendopoli … i più cari auguri. Il Signore venuto a curare le ferite dei cuori spezzati ci ha scelti perché lo aiutassimo. Sia questa la nostra vera gioia. Un fraterno abbraccio».

Card. Carlo Maria Martini per il Sole 24 Ore 11 aprile 2009

martedì, aprile 08, 2014

Renzi e Boldrini al Festival del volontariato di Lucca

Renzi e Boldrini al Festival del volontariato di Lucca

social_festival_volontariatoFIRENZE – Liberare le energie dell’Italia. Questo lo slogan del Festival del Volontariato organizzato dal Cnv e in programma a Lucca dal 10 al 13 aprile, dove sarà presente anche il premier Matteo Renzi. Tra gli ospiti la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, il ministro del Welfare Giuliano Poletti, l’attrice Maria Grazia Cucinotta, il capo della protezione civile Franco Gabrielli, i giornalisti Alan Friedman, Luca Ricolfi, Giangacomo Schiavi.
Frutto di un lavoro di riflessione che ha visto il ruolo attivo di tutti i soggetti che fanno parte del mondo del Centro Nazionale per il Volontariato – organi associativi, Comitato Scientifico, Fondazione Volontariato e Partecipazione – il tema è la sintesi dello stesso percorso del Cnv degli ultimi anni. Interpella il volontariato sulle sue potenzialità espresse e inespresse e sui condizionamenti: le energie da liberare, togliendo i blocchi e gli ostacoli dovuti anche al riconoscimento non adeguato da parte delle istituzioni pubbliche e della società in generale. Il tema sarà declinato in ogni appuntamento del Festival, con grande attenzione al lavoro, l’urgenza nell’Italia della crisi.
«Siamo partiti – ha detto il presidente del Cnv Edoardo Patriarca – dalla necessità che il nostro Paese ha di nuova linfa vitale, di energie rinnovate: ne ha bisogno la politica, ne ha bisogno l’economia, ne ha bisogno anche il terzo settore. Protagonista del Festival sarà il volontariato italiano che colorerà e riempirà di valori e passioni la quattro giorni del Festival. I confronti durante i seminari saranno serrati e concreti: l’obiettivo è mettere in campo idee e progetti per dare il nostro contributo a migliorare il Paese».
http://www.comunicareilsociale.com/2014/04/08/renzi-e-boldrini-al-festival-del-volontariato-di-lucca/

domenica, aprile 06, 2014

fap acli Verona: tavola rotonda L'intelligenza collaborativa



pensiero


 Sabato 5 aprile,  tavola rotonda organizzata dalla Segreteria della FAP di Verona  dal tema: “L’intelligenza collaborativa”. Un incontro tra i dirigenti e i collaboratori  delle Acli di Verona per  riflettere sulle esigenze e sulle strategie future in rapporto al ruolo e alle collaborazioni tra le varie realtà che compongono il sistema delle Acli.  Un incontro operativo che vedrà la presenza di alcuni dirigenti nazionali e regionali. 
Leggi il programma

venerdì, aprile 04, 2014

La beffa di non toccare le pensioni.


L'Istat fotografa la situazione dei pensionati italiani. Dati che smentiscono ancora una volta l'idea che i nostri pensionati vivano nel Bengodi. Quattro su dieci percepiscono meno di mille euro al mese e sono sette milioni di italiani. Tra mille e duemila altri quattro mentre sopra i cinquemila euro restano solo l'1,3 per cento che magari hanno conquistato la pensione versando contributi elevati. 
" Il Governo assicura che non toccherà' le pensioni. Si tratta di un paradosso-afferma Pasquale Orlando segretario nazionale della Fap Acli- Le pensioni vanno toccate e subito, andrebbero almeno rivalutate all'inflazione reale che ha massacrati gli assegni negli ultimi anni.".


Inviato da iPad

mercoledì, aprile 02, 2014

fap acli: Un sito nuovo per il nuovo sindacato pensionati


logo_FAP-acli_rgb

http://www.fap-acli.it/

Un sito nuovo per il nuovo sindacato pensionati

“Questo nuovo sito Internet della Fap è una straordinaria occasione per segnare un cambio di passo del nostro sindacato. Il sito internet diventerà sempre di più lo spazio dove i nostri pensionati potranno dialogare proporre discutere”

Il sindacato in questi tempi non gode di buona reputazione. Viene indicato anche ai massimi livelli come un freno all’innovazione e al cambiamento.Come i partiti sembra essere scivolato nella muffosa definizione di vecchio, di arruginito, con un gruppo dirigente ritenuto parente della casta. Sembra come il vecchietto della nota canzone di Domenico Modugno: “dove lo metto?”.
Eppure noi, che certo siamo anziani e pensionati, ci siamo formati amando il sindacato che abbiamo conosciuto come uno straordinario strumento di emancipazione, partecipazione, tutela , rappresentanza e promozione umana e civile dei lavoratori e delle famiglie popolari.
Nel movimento dei lavoratori si cantava: “ Mia cara moglie stasera ti prego, dì a mio figlio che venga a sentire, che ha da capire che cosa vuol dire lottare per la difesa dei nostri diritti, per la difesa del mio sindacato, per il lavoro e la libertà”.
Sappiamo però che il cambiamento necessario al Paese passa anche il forte rinnovamento del Sindacato. Non siamo e non vogliamo bloccarci in una inutile nostalgia. In particolare per i pensionati è indispensabile un sindacato nuovo.
Scegliamo di essere sindacato nel momento in cui bisogna cambiarlo e vogliamo sperimentare tutta la capacità di innovare a partire da noi stessi.
I gloriosi sindacati dei pensionati  hanno alle spalle anni di sconfitte. Mancata rivalutazione delle pensioni, tagli alla spesa sanitaria a partire dalla territorializzazione ospedaliera e dall’incremento dei ticket, riduzione del welfare, abbattimento del fondo della non autosufficienza, promessa di ulteriori riduzioni delle pensioni. In dieci anni le pensioni hanno perso il 30 per cento del loro potere di acquisto.
Ripercorrere le liturgie degli ultimi anni non ha senso, è necessario piuttosto portare la vertenzialità sindacali nei territori, regioni e province dove si giocherà la ridefinizione del welfare locale, maturando la consapevolezza necessaria per ripartire dal mutualismo e l’autoorganizzazione dei servizi sociali messi a dura prova dalla crisi. Una lezione che ci viene dalla nostra appartenenza alle ACLI, associazione di promozione sociale con una storia popolare autentica.
In questo senso la FAP ACLI vuole essere il sindacato nuovo degli anziani e dei pensionati. Non per smania di nuovismo o per cedere alla brutta moda antisindacale. Piuttosto per riscoprire il senso di un luogo e un percorso di solidarietà tra le persone mettendosi alla prova dell’innovazione per garantire ai nostri soci migliore qualità della vita.
Vogliamo cambiare e lo facciamo anche dai segni della nostra comunicazione. Oggi inauguriamo il nuovo sito web con lo slogan: “non ci sono più i pensionati di una volta”. Un po’ di autoironia per una scelta forte.
Nella fase dell’allungamento della vita delle persone viviamo una duplice sfida: dare senso all’invecchiamento attivo e tutelare la non autosufficienza. Al centro della nostra azione previdenza, casa, fisco, lavoro e salute e tempo libero.. La forza del nostro sistema integrato (Patronato, Caf. Cta, Us. ACLI, Unasp, Ipsia,)e la straordinaria energia della terza età che rappresenta la maggioranza del volontariato italiano, con l’aiuto del Signore, ci faranno fare il salto di qualità che celebreremo al Congresso di quest’anno.

Pasquale Orlando

venerdì, marzo 21, 2014

IL turismo sociale per gli anziani per rendere concreto il diritto alla vacanza.


CTA, FAP e ACLI Lazio unite per la promozione del turismo sociale degli anziani e le famiglie. Importante riunione dei responsabili territoriali delle ACLI del CTA e della FAP presso la sede regionale Acli in Roma in via Prospero Alpino. Presenti il Presidente Nazionale del CTA, Pino Vitale, il segretario Nazionale FAP, Pasquale Orlando, il Presidente Regionale Acli Lazio,Umberto Soldatelli, il Presidente Regionale CTA Lazio Gerardo Coscia e i Presidenti Provinciali ACLI, CTA e FAP del Lazio.
Apprezzamento e' giunto da Gianni Bottalico Presidente Nazionale delle Acli il quale ha incitato il CTA a continuare nella sua azione e promozione di attivitá di diffusione del turismo sociale, responsabile e accessibile al fine consentire a tutti di usufruire del diritto alla vacanza negato a causa della crisi economica in cui versa il nostro Paese.