lunedì, luglio 16, 2018

Sergio Caputo - C'Aggia Fa' With You

Strategia del quieto vivere
farla franca diventa un'arte nobile
mostri referenziatissimi
ci molestano nell'intimità

sabato, luglio 07, 2018


Oggi abbiamo indossato la maglietta rossa. abbiamo fatto bene! Caro amico, alcuni si lamentano della ripetizione e dei riti collettivi come di una prassi retorica inutile e addirittura banale o controproducente. Grave errore. Testimoniare in tanti, nelle forme stabilite è un rito di libertà e scelta contro l'individualismo ed anche la solitudine. Insieme oggi, con la maglietta rossa denunciamo una condizione inaccettabile, affermiamo quello che siamo e ricordiamo in comunità il nostro civico dovere!

venerdì, luglio 06, 2018

L'Obelisco del Tempio di Iside torna a Benevento, torna a casa.

L'Obelisco del Tempio di Iside torna a Benevento, torna a casa.
Lo comunicano l'Arch. Salvatore Buonomo, Soprintendente Archeologia belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, ed il Presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci.
Per l’occasione è stato promosso dal Presidente Ricci e dal Soprintendente Buonomo, per giovedì 12 luglio 2018, con inizio alle ore 11.00, presso l’Auditorium “Gianni Vergineo” del Museo del Sannio in piazza Santa Sofia del capoluogo sannita, un incontro sul tema: “L’Obelisco torna in città. Da Benevento a Los Angeles, da Los Angeles a Benevento”.
Partito nello scorso mese di marzo dalla sezione dedicata al Tempio di Iside del Museo Arcos di Benevento, con destinazione il Paul Getty Museum di Los Angeles in California, nel contesto di un programma di cooperazione culturale internazionale della Provincia, proprietario del bene, e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Caserta e Benevento, l’Obelisco è al momento esposto al pubblico presso lo stesso Museo statunitense nell’ambito della mostra, promossa e curata dal Paul Getty Musem, dal titolo: “Beyond the Nile: Egypt and the Classical World 27 mar 2018 – 9 set 2018”, che resterà aperta al pubblico fino al 9 settembre 2018.
Come si ricorderà, negli ultimi mesi, alcuni dei reperti del santuario beneventano dedicato alla Dea Iside, databile all’età imperiale romana, sono stati esposti, nell’ambito delle politiche culturali promosse dal Presidente Ricci, con l’approvazione e la supervisione della Soprintendenza Archeologia di Caserta, in due prestigiose istituzioni culturali di caratura mondiale: la Fondazione Museo Egizio di Torino e il Paul Getty Musem di Los Angeles. L’intento dell’operazione culturale era quello di valorizzare i reperti del Tempio egizio beneventano: intento pienamente raggiunto se solo si tiene conto del fatto che lo stesso Direttore del Paul Getty Museum, dr. Timothy Potts, dopo lo straordinario successo di pubblico della mostra nel capoluogo piemontese, ha chiesto la concessione dell’Obelisco per un evento culturale in California, assicurando a proprie spese il restauro.
Acquisita l’autorizzazione dagli organi Ministero per i beni culturali (MIBACT), il Paul Getty Museum ha inviato il progetto definitivamente approvato dalla Soprintendenza.
Prima dell'esposizione al Paul Getty Museum, l'obelisco e la statua di Domiziano in veste di faraone sono stati così sottoposti ad accurati interventi di restauro, al fine di garantirne la conservazione delle superfici marmoree e la stabilità. Si è provveduto inoltre a reintegrare le parti mancanti dell'obelisco, grazie al confronto con il gemello, per restituirne l'aspetto originario.
La Soprintendenza Archeologia belle Arti e Paesaggio per le province di  Caserta e Benevento, guidata dall'Arch. Salvatore Buonomo, che ha diretto tutti gli interventi sui reperti beneventani, grazie all'attività scientifica dei funzionari e dei tecnici, ha ritenuto indispensabile rendere noto ad un pubblico più ampio possibile gli interventi eseguiti presso i laboratori di restauro del Getty Museum.
L'attività di tutela e di valorizzazione dei beni archeologici sarà illustrata nel corso dell’incontro presso l’Auditorium del Museo del Sannio da Simone Foresta, Mario Andolfi (Soprintendenza Archeologia belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento) e da Jeffrey Spier, Erik Risser e Maria C. White (Paul Getty Museum) in collegamento video da Los Angeles: l’occasione sarà utile per illustrare il valore della mostra e i restauri e il ruolo svolto dai reperti beneventani nella prospettiva del loro ritorno in città.
L’incontro presso il Museo prevede: i saluti istituzionali del Presidente della Provincia di Benevento, Claudio Ricci, del Sindaco della città capoluogo del Sannio, Clemente Mastella, e del Soprintendente Archeologia di Caserta e Benevento, Salvatore Buonomo, e le relazioni tecnico scientifiche di Simone Foresta e Mario Andolfi della Soprintendenza.

I lavori saranno moderati dal giornalista Nico De Vincentiis.

martedì, giugno 05, 2018

Pierre Carniti, quando il sindacato era l’Italia

La generazione di sindacalisti come Pierre Carniti è stata fondamentale non solo per il movimento sindacale ma per l’Italia. La grandezza di quella generazione fu tale perché fece delle organizzazioni sindacali un punto di forza indistruttibile della democrazia. Lo si vide bene durante gli anni di piombo: senza Cgil Cisl e Uil il terrorismo non sarebbe stato sconfitto come fu sconfitto. Nel Paese, nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole. Carniti ha un ruolo centrale nella storia democratica del Paese. Grande segretario della Fim, la Cisl dei metalmeccanici, poi leader della Cisl, cattolico, riformista, costruttore di un sindacato inteso come nervatura della democrazia, come infrastruttura della partecipazione operaia, come soggetto politico e non meramente “controparte” di governi e imprenditori, Carniti fu un grande innovatore della sua Cisl, proteso a un rapporto non facile ma “alto” con la sinistra storica e sindacale, fino ad essere affascinato da un certo nuovismo degli anni Ottanta che lo portò ad avvicinarsi al Psi e anni dopo ai Cristiano sociali, che divenne poi una componente dei Ds: una personalità complessa, un uomo colto, un amico del progresso. Chi ha qualche anno di più ricorda suoi memorabili comizi – la Cisl è stata in questo senso una grande scuola, pari a pari con la Cgil. In particolare due: quello nella Reggio Calabria in mani ai fascisti di Ciccio Franco, nel ’69; e quello del 2 dicembre ’77, a San Giovanni, i metalmeccanici in piazza contro il governo di unità nazionale, nella tempesta estremistica e ribellistica. Se ne va dunque una figura che rimarrà fra quelle che hanno difeso la democrazia e reso il Paese un po’ migliore, un grande della democrazia italiana,https://www.democratica.com/focus/pierre-carniti-sindacato-litalia/?utm_source=onesignal&utm_medium=notifiche

lunedì, marzo 26, 2018

Beni culturali e il tarlo degli egoismi istituzionali



Beni culturali e il tarlo degli egoismi istituzionali 
Le risorse finanziarie, la sfida del “G8” e la fatica di camminare insieme 
 La riflessione di CAMPUS Benevento

 Esattamente un anno fa nasceva il “G8 Cultura”. Punto di equilibrio tra l’attualità (anche allora come in questi giorni fatta di episodi sconcertanti) e la storia di cammini ostinatamente non incrociati delle istituzioni in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali. L’iniziativa del Tavolo, probabilmente “subìta” più che costruita dalla condivisione dei soggetti attori, ha mostrato in realtà che i tempi per le convergenze sistematiche sui temi decisivi del territorio non sono ancora maturi. Quelli degli incursori incivili e del degrado progressivo invece lo sono a tal punto che oggi “incassano” i risultati ampiamente previsti. Il “G8 Cultura” nacque a seguito della “decapitazione” di una delle statue di Mimmo Paladino all’interno dell’Hortus Conclusus, che resta, a un anno di distanza, sfregiata nel più generale degrado dell’opera del grande artista. Che non può essere restaurata per mancanza di fondi da parte del Comune e per l’assoluto silenzio degli imprenditori di fronte all’appello dell’Art Bonus lanciato sui siti della Soprintendenza e del Comune dove compare al momento una sola risposta, di poche centinaia di euro, che è quella degli studenti del liceo “Giannone” per il restauro degli affreschi dei Sabariani. L’art-taccagneria dei privati può essere un dato secondario, quello delle istituzioni lo è invece decisivo. Istituzioni “taccagne” sul piano concettuale al di là della esiguità di fondi disponibili perché fondata sulla scelta delle priorità della loro azione sul territorio, nelle cui gerarchie la valorizzazione dei beni culturali, e di conseguenza delle politiche per il turismo, sono assolutamente secondarie nonostante tra le poche capaci di garantire un futuro di crescita e di sviluppo coerente e strutturale. Le responsabilità Di fronte a quanto accade in questi giorni in città ai danni del suo patrimonio storico, architettonico e culturale è decisivo distribuire correttamente le responsabilità che sono varie e collettive. Nel giro di poche settimane si è passati dall’auto kamikaze contro l’Arco di Traiano alla lenta operazione di ripristino del sito danneggiato, dal furto ai depositi del museo del Sannio al danneggiamento della Rocca dei Rettori. Tutto questo mentre si attende un nuovo importante flusso di turisti per il weekend pasquale, e poi per la prossima estate. I turisti continuano ad arrivare nonostante non decollino seri piani turistici (quello del Comune attende da 5 anni finanche il confronto preliminare in Commissione consiliare), visitano luoghi riconosciuti come patrimonio dell’umanità che versano in condizioni di degrado assoluto (tra tutti il chiostro di Santa Sofia) e a rischio di pericolose incursioni per mancanza di videosorveglianza (il museo del Sannio ne è privo da 12 anni e viene tutelato dal solo sistema di allarme). Gli enti locali faticano a far quadrare i bilanci, ma non si possono gestire i beni culturali giocando la carta della impotenza finanziaria. Alcune iniziative, tra l’altro, prescindono dalla consistenza delle casse comunali come nel caso della sciatteria in centro storico, denunciata da anni dalla Soprintendenza (dehors strapaesani e altre macchie di cafonìa), ma per la quale non si riesce da anni a porre rimedio. L’ultima chiamata Far trascorrere inutilmente l’ennesima fase di emergenza senza renderla opportunità di riflessione seria e di interventi decisivi e condivisi sarebbe gravissimo. Chiediamo alle istituzioni di autoconvocarsi attraverso il Tavolo del “G8 Cultura” e dare una risposta pubblica circa la volontà di rispondere in concreto, attraverso prime significative iniziative, alla crisi in atto sul fronte della tutela del patrimonio artistico e architettonico. Nessuno ripeta il lamento della mancanza di fondi ma ognuno trovi la forza di spendere la “moneta” dell’umiltà e dell’intelligenza creativa per affrontare pubblicamente la difficile ma straordinaria partita del “futuro nella storia”, tanto evocata ma mai giocata seriamente. Benevento, 25 marzo 2018