domenica, aprile 10, 2016

a Castelpetroso con gli amici delle Acli del Molise.

Un appuntamento associativo di successo con un efficace dialogo intergenerazionale e grande attenzione ai problemi della società molisana. Intensa giornata in una località molto bella caratterizzata dalla spiritualità del Santuario di Castelpetroso e dalla ospitalità di eccellenza del complesso Fonte dell'Astore.

con Guido Faonte grande testimone e senatore a vita delle Acli,


sabato, aprile 02, 2016

ricordando Giovanni Paolo II e il saluto di Napoli.

Esattamente 11 anni fa, il 2 aprile 2005, moriva  Papa Giovanni Paolo II, Karol Józef Wojtyła, nato a Wadowice 84 anni prima, il 18 maggio 1920. Eletto Papa il 16 ottobre 1978,  è stato il primo pontefice polacco nella storia. 
Il suo pontificato è durato 26 anni, 5 mesi e 17 giorni ed è stato il terzo più lungo della storia dopo quello di Pio IX e quello tradizionalmente attribuito a Pietro apostolo. 
Proclamato  beato dal suo immediato successore Benedetto XVI, viene festeggiato annualmente nel giorno del suo insediamento, il 22 ottobre. Il 27 aprile 2014 è stato proclamato santo da papa Francesco.

(Da ANSA del 02.04.2005)
Per i Funerali Solenni del Santo Padre si è scritto tanto, tantissimo, sono stati allestiti maxschermi, da tutte le parti del globo sono giunte a Roma delegazioni, politici e regnanti. 

In tutte le città d'Italia e del mondo si sono svolte veglie e preghiere che hanno visto la partecipazione di milioni di persone. 

Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato venerdì 08.04.2005 dalle ore 10.00, in diretta da Piazza San Pietro, all'estremo saluto a Karol Wojtyla, al Papa che ha per 26 anni circa guidato la Chiesa e indicato la strada a tutti gli uomini di buona volontà. 

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Napoli - Piazza del Plebiscito - 08.04.2005 
A Napoli, in Piazza del Plebiscito, dove sono stati allestiti due maxschermi, dalle ore 08,30 sono affluiti migliaia di cittadini, scolaresche intere e gruppi delle associazioni cattoliche per partecipare in diretta al funerale del Papa. 

In prima fila alte personalità politiche e civili della città hanno voluto partecipare al momento solenne, hanno voluto dare l'ultimo saluto al Santo Padre, Giovanni Paolo II.
Le Acli di Napoli e della Campania spinsero molto per consentire ai napoletani di partecipare in modo corale a questo triste e straordinario momento vissuto da tutta l'umanità e contribuirono molto alla sua realizzazione.


 Eleonora Cavallaro allora presidente regionale Acli salutò le trentamila persone intervenute.
le dichiarazioni di quel giorno:

Le Acli di Napoli pregano per Giovanni Paolo II
Afferma il presidente delle Acli provinciali di Napoli Pasquale Orlando: «Questo Pontefice ha dato un grande, grande contributo al mondo del lavoro e alle questioni sociali. In particolare con le encicliche Laborem exercens ”Sollicitudo rei sociali” e ”Centesimus annus”. Questa sua attenzione ci ha fortemente incoraggiati, come del resto il suo sguardo diretto ai paesi più poveri. È stato Giovanni Paolo II a coniare l’espressione ”globalizzare la solidarietà” e a parlare dell’interdipendenza tra i popoli». Curiosità: le Acli napoletane avevano in programma per il prossimo 1 maggio un pellegrinaggio in piazza San Pietro, quaranta pullman già prenotati per portare a Roma 2000 persone: «Avremmo voluto - conclude Orlando - incontrare il Papa-operaio e festeggiare con lui la festa dei lavoratori. Ricordiamo ancora quando nel corso di una sua passata visita a Napoli e Pompei incontrò i caschi gialli dell’Italsider di Bagnoli e altri lavoratori. Fu un momento bellissimo e indimenticabile come quello vissuto con i nostri giovani a Pompei e precedentemente ad Ischia con il nostro centro turistico. Preghiamo insieme nei cento circoli delle acli napoletane.


Lunedì, 04 aprile 2005

martedì, marzo 29, 2016

La crescita infelice. Dal capitalismo al sadomasochismo.

bravo Gramellini, stavolta davvero efficace.


29/03/2016

Per Marcel Fratzscher, un economista tedesco non allineato al pensiero unico, quando una minoranza di persone si arricchisce ai danni di tutte le altre, il prodotto interno lordo dell’intero Paese peggiora. A prima vista sembra una banalità: se pochi ricchi rastrellano il rastrellabile e la maggioranza dei consumatori ha sempre meno soldi in tasca e tantissima paura di spenderli, chi può ancora permettersi di comprare frigoriferi, maglioni e telefonini, alimentando la fantomatica Crescita? Invece gli economisti tedeschi di sistema si sono scagliati contro il tapino, sostenendo che i suoi dati (peraltro desunti dall’Ocse, non da Disneyland) sono sbagliati e le sue conclusioni abborracciate. Perché è vero che anche in Germania i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri più poveri, ed è verissimo che il risanamento dei conti pubblici lo hanno pagato il ceto medio immiserito e i giovani disoccupati o sottopagati. Ma lungi dal mortificarla, l’aumento della disuguaglianza e dell’infelicità collettiva ha fatto bene alla signorina Crescita. Infatti il reddito pro capite è in salita, seppure a scapito di tre tedeschi su quattro, che come nella storia dei polli di Trilussa si ritrovano abbondantemente sotto la media. 


Mi guardo bene dall’entrare in queste dispute tra scienziati. Ma se anche i rivali di Fratzscher avessero ragione, un sistema economico che cresce sulla pelle di tre quarti della popolazione e trova degli economisti disposti a menarne vanto senza proporre uno straccio di alternativa, sancisce il passaggio definitivo dal capitalismo al sadomasochismo. 

domenica, marzo 27, 2016

Pasqua è la festa dei macigni rotolati.

Pasqua è la festa dei macigni rotolati. È la festa del terremoto.

La mattina di Pasqua le donne, giunte nell’orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.

Ognuno di noi ha il suo macigno.

Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima,

che non lascia filtrare l’ossigeno, che opprime in una morsa di gelo;

che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l’altro.

È il macigno della solitudine, della miseria, della malattia,

dell’odio, della disperazione, del peccato.

Siamo tombe alienate. Ognuna col suo sigillo di morte.

Pasqua, allora, sia per tutti il rotolare del macigno,

la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi.

E se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro,

si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto,

si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la risurrezione di Cristo.

(Don Tonino Bello)

venerdì, marzo 11, 2016

Verso le elezioni.

  • Presentatore televisivo: Cari spettatori di Tele Mergellina, per presentare il numero che segue non ci sono parole. Ve lo ricordate il batterista Parascandolo, quello che accompagnò nella sua tournée in Puglia, Campania e Basilicata il famosissimo cantante Gennarino Savastano? Indovinate chi abbiamo l'onore e il piacere di avere stasera qui in studio? Il fratello di Parascandolo! Un applauso al fratello di Parascandolo! [Rivolgendosi all'ospite] Ci dica: che cosa si prova ad essere il fratello di Parascandolo? [il fratello di Parascandolo allarga le braccia] Ma lei nella vita che ffa'?
    Il fratello di Parascandolo: Vend 'e patane, e cocomer, l'aglio e friariell, e fenucchie, e patane nove, veng tutt cose, chell ca trov chell facc. 'E cepoll nove, l'arance, e purtualle, e mandarin e mmele.