sabato, giugno 17, 2017

ero forestiero e mi avete ospitato....tema delle infiorate di questo Corpus Domini.

Dal Vangelo secondo Matteo 25,31-46
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Poi dirà anche a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna".

giovedì, giugno 01, 2017

"Il sociale abbraccia l'agricoltura nella terra delle eccellenze. Incontro con il Vice Ministro alle politiche agricole Andrea Olivero







A Torrecuso, lunedì 5 giugno a partire dalle 10,30, si terrà un incontro con il Vice Ministro alle politiche agricole Andrea Olivero sul tema: "Il sociale abbraccia l'agricoltura nella terra delle eccellenze. Territorio e legami sociali per lo sviluppo e l'inclusione".


Introdotti da Pasquale Orlando, animatore del network Risorsa Mezzogiorno, nella struttura di Palazzo Cito, dialogheranno i principali esponenti della cooperazione sociale, dell'associazionismo di categoria, del mondo agricolo e delle istituzioni del Sannio e della Campania (Raffaele Amore, Teresa Armato, Marco Balzano, Cosimo Callisto, Nicola Caprio, Alfonso Ciervo, Pina Colosimo, Umberto Del Basso De Caro, Nicola De Blasio, Nico De Vincentiis, Filippo Diasco, Rino Di Domenico, Salvatore Esposito, Giampaolo Gaudino, Gennaro Masiello, Angelo Moretti, Erasmo Mortaruolo, Floriano Panza, Danilo Parente, Filiberto Parente, Libero Rillo, Ettore Rossi, Luca Sorrentino, Carmine Valentino). L'occasione è propizia nella fase di programmazione dei fondi europei e nella sfida territoriale che vede il Sannio forte nell'innovazione.

Nel pomeriggio storie di aziende e persone a Guardia Sanframondi e Sant'Agata dei Goti.

martedì, maggio 16, 2017

Presentata la IX edizione del Cammino di Riconciliazione e Pace


Questa marcia e' una riflessione personale e collettiva sul nostro stesso futuro e sulla nostra consapevolezza
Presentata la IX edizione del Cammino di Riconciliazione e Pace: "Niente Paura: Accoglienza, Dialogo e Solidarieta'" che partira' sabato mattina da piazza Santa Sofiadi Diego De Lucia
  

"Anche i longobardi erano barbari.
Smettiamola di avere un atteggiamento sospetto nei confronti degli extracomunitari, facciamo pace con noi stessi".
L'arcivescovo di Benevento, monsignor Felice Accrocca, ha invitato a cambiare modo di porsi nei confronti di chi viene da molto lontano, magari al di là del mare, durante la presentazione del IX Cammino di Riconciliazione e Pace: "Niente Paura: Accoglienza, Dialogo e Solidarietà", manifestazione che torna dopo alcuni anni di sospensione e che è stata organizzata e promossa dalle Acli di Benevento presieduta da Danilo Parente, dal Comune di Benevento, dal Comune di Pietrelcina, oltre che dall'Arcidiocesi.
Assai forti, dunque, i valori che la manifestazione vuole promuovere per una nuova cultura inclusiva.
L'iniziativa, presentata questo pomeriggio a Palazzo Paolo V, patrocinata dalla Regione Campania e dalla Provincia di Benevento, partirà sabato mattina da piazza Santa Sofia alle ore 9.00 e giungerà poi nel paese di San Pio, dopo un cammino di 13 chilometri.
Alla marcia aderiscono il Convento dei Frati Cappuccini di Pietrelcina e di San Giovanni Rotondo e parteciperanno numerose associazioni di categoria e diversi istituti scolatici del territorio campano.
Monsignor Accrocca ha rimarcato: "Se mandassimo via tutti i migranti o extracomunitari, l'Italia si bloccherebbe dopo 20 minuti".
Il presidente delle Acli, Parente, ha rimarcato con queste parole i temi del Cammino: "Vogliamo promuovere l’educazione alla pace ed alla convivenza sociale sulla scia degli insegnamenti di vita di San Pio".
Poi ha aggiunto: "Ci troviamo dinanzi a nuove sfide e non possiamo far finta di nulla.
Occorre condivisione e comunione di quei valori cristiani".
Assente, il sindaco Clemente Mastella per motivi di salute, è intervenuto il consigliere comunale delegato allo Sport, Enzo Lauro, il quale ha auspicato una presenza numerosa sabato prossimo e che non si interrompa nuovamente la tradizione, ma che si costituisca un segnale importante per tutta la comunità sannita.
Il sindaco di Pietrelcina, Domenico Masone, ha detto, dal canto suo, che la marcia non ha colore politico e che è aperta a tutti i cittadini: "Essa vuole testimoniare la fierezza di un popolo dai suoi valori antichi e ridare quel senso di speranza e tolleranza verso il prossimo".
Infine ha aggiunto: "Vogliamo camminare insieme per donare la serenità all'intero Sannio".
L'arcivescovo Accrocca ha invitato ad aprirsi a nuove culture e ad avere una politica d'integrazione seria.
Questa marcia è una riflessione personale e collettiva sul nostro stesso futuro e sulla nostra consapevolezza".
Sempre nel pomeriggio odierno, è stata inaugurata una mostra itinerante con 24 opere del maestro Giovenale su San Pio da Pietrelcina.
Un evento unico per celebrare il 130esimo anniversario dalla nascita del Santo.
L'esposizione sarà visitabile fino al 19 maggio prossimo a Palazzo Paolo V.


  

  

  

  

venerdì, maggio 05, 2017

"Rete Campus" Benevento interviene sul programma delle Opere Pubbliche del Comune di Benevento e lo fa senza sconti, demolendolo


Opere pubbliche tra bilanci e “sbilanci”
Su 213 milioni di euro nel triennio il 54,82% per nuove costruzioni e solo l'8,82% per il recupero, restauro e manutenzione dei beni culturali.


In Consiglio comunale arriva il programma triennale delle opere pubbliche unitamente al documento contabile.
Nell'elenco delle opere (descrittivo singolarmente con relativo importo) mancano interventi che consideriamo decisivi, a dimostrazione di una pervicace “distrazione” su aree tematiche strategiche per il territorio, prima di tutte quella relativa alla qualità della vita e alla valorizzazione dei beni culturali.


L’Hortus dei sospiri
Tra le assenze nella lista, alcuni interventi programmati (a esempio quella del restauro dell’Hortus Conclusus) che invece dovrebbe trovarsi ai vertici di un piano efficace e politicamente attento ai possibili scenari di sviluppo territoriale. Accertata la difficoltà, anzi la impossibilità al momento di un’azione di mecenatismo da parte dei privati, non si vede la ragione perché, con apposita motivazione che dimostri quali siano le reali scelte di questa Amministrazione, il Comune non debba impegnare uno spazio rilevante della sua programmazione a sostegno della ristrutturazione e valorizzazione definitiva di uno dei beni più ammirati esistenti in città, più volte segnalato da numerosi “docenti” di promozione dei tesori d’arte e cultura (ultimi Felicori, Buonomo e Della Valle) come “capace quasi da solo di rilanciare Benevento e dare speranza anche alle giovani generazioni in chiave di organizzazione sistemica del turismo”.
Nel programma triennale delle opere pubbliche mancano anche interventi nell’area Unesco di Santa Sofia (naturalmente da concordare complessivamente con gli altri enti titolari dei beni, e cioè Provincia e Ministero dell’Interno). Inoltre sono scomparsi dal piano gli interventi ai singoli teatri (De Simone con la sua area e San Nicola) mentre è richiamato il consueto importo (510.000 euro, in parte spesi) per il teatro Comunale. Non vi è traccia per un intervento sul Parco della Villa comunale, così come della ripresa area del Malies in carico al Comune con il suo importante sito archeologico. E tante possibili iniziative non sono state previste e invece avrebbero garantito un netto miglioramento della qualità di vita e una diversa condivisione di città.


Pip, “area di parcheggio”
Di contro l’impronta per il consumo del suolo è devastante. Su 213 mln di euro nel triennio il 54,82% sarà destinato a opere stradali o comunque nuovo costruito mentre solo l'8,82% al recupero, restauro e manutenzione dei beni culturali.
Considerate queste premesse, c’è da credere che forse sia un bene che questa Amministrazione si stia dimostrando incapace di intercettare risorse visto come pensa di spenderle, proseguendo l'opera devastante iniziata da quelle precedenti.
A conferma di un trend che cristallizza orientamenti di vecchia politica, distante dalle reali esigenze del territorio, si rileva che nel programma delle opere pubbliche vengono previste decine di milioni di euro da investire nell'area PIP (divenuta costosissima “area di parcheggio”) con relative infrastrutture di collegamento nonostante di industrie se ne vedano poche, e forse non appaiono più la soluzione ai problemi economici, né tantomeno sarà mai più realizzata la tanto strombazzata piattaforma logistica (la sconfitta di questa ipotesi realizzativa, unita al “ciao” di Poste Italiane e del suo Data Center, furono la dimostrazione più evidente della debolezza del ceto politico e della sua assoluta mancanza di potere contrattuale).
Meno investimenti, dunque, in opere relative all’area PIP (basta molto meno delle cifre preventivate considerando che non appare quella la migliore pista di lancio della città sulla strada dello sviluppo) e pensare seriamente a consentire che buona parte delle varie aree PIP, non solo della città, vengano destinate invece alla ripresa dell’agricoltura e all’avvio di aziende agricole innovative, organizzate e gestite da giovani imprenditori.
Occorrerebbe modificare la cultura che fa da sfondo a certe importanti scelte, che peraltro non possono essere organizzate solo nell’ambito di settori tecnici ma maturate soprattutto seguendo un pensiero e un’idea di città, descritta in parte nel programma di mandato del nuovo sindaco.


“Rete Campus” chiede di:
  • ripensare e rimodulare il programma delle opere pubbliche, o riconvertirne per il futuro l’orientamento, con senso di responsabilità soprattutto rispetto ai giovani cittadini;
  • ridurre l’impatto delle nuove costruzioni su una urbanizzazione già sovradimensionata;
  • adeguare le proporzioni del piano di spesa in funzione di interventi più decisi a favore della qualità della vita e la valorizzazione dei beni culturali e della promozione turistica come strumenti di crescita sociale ed economica;
  • aprire canali di confronto con le realtà espressioni della società civile su certe scelte fondamentali, e fare in modo che non accada più quanto successo nel   caso della stesura del “regolamento dei beni comuni”, richiesto con forza dal popolo delle associazioni e del volontariato ma redatto senza aver ascoltato nessuna componente di questo articolato mondo.

Benevento, 4 maggio 2017

IL CINQUE MAGGIO

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IL CINQUE MAGGIO

ode.
Opere varie Manzoni 1881-695.2.png


Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal sospiro,
Stette la spoglia immemore
Orba di tanto spiro,
Così percossa, attonita5
La terra al nunzio sta,

Muta pensando all’ultima
Ora dell’uom fatale;
Nè sa quando una simile
Orma di piè mortale10
La sua cruenta polvere
A calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
Vide il mio genio e tacque;
Quando, con vece assidua,15
Cadde, risorse e giacque,
Di mille voci al sonito
Mista la sua non ha:

Vergin di servo encomio
E di codardo oltraggio,20
Sorge or commosso al subito
Sparir di tanto raggio:
E scioglie all’urna un cantico
Che forse non morrà.


Dall’Alpi alle Piramidi,25
Dal Manzanarre al Reno,
Di quel securo il fulmine
Tenea dietro al baleno;
Scoppiò da Scilla al Tanai,
Dall’uno all’altro mar.30

Fu vera gloria? Ai posteri
L’ardua sentenza
: nui
Chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
Del creator suo spirito35
Più vasta orma stampar.

La procellosa e trepida
Gioia d’un gran disegno,
L’ansia d’un cor che indocile
Serve, pensando al regno;40
E il giunge, e tiene un premio
Ch’era follia sperar;

Tutto ei provò: la gloria
Maggior dopo il periglio
,
La fuga e la vittoria,45
]
La reggia e il tristo esiglio:
Due volte nella polvere,
Due volte sull’altar.

Ei si nomò: due secoli,
L’un contro l’altro armato,50
Sommessi a lui si volsero,
Come aspettando il fato;
Ei fe’ silenzio, ed arbitro
S’assise in mezzo a lor.

E sparve, e i dì nell’ozio55
Chiuse in sì breve sponda,
Segno d’immensa invidia
E di pietà profonda,
D’inestinguibil odio
E d’indomato amor.60

Come sul capo al naufrago
L’onda s’avvolve e pesa,
L’onda su cui del misero,
Alta pur dianzi e tesa,
Scorrea la vista a scernere65
Prode remote invan;

Tal su quell’alma il cumulo
Delle memorie scese!
Oh quante volte ai posteri
Narrar se stesso imprese,70
E sull’eterne pagine
Cadde la stanca man!

Oh quante volte, al tacito
Morir d’un giorno inerte,
Chinati i rai fulminei,75
Le braccia al sen conserte,
Stette, e dei dì che furono
L’assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
Tende, e i percossi valli,80
E il lampo de’ manipoli,
E l’onda dei cavalli,
E il concitato imperio,
E il celere ubbidir.

Ahi! forse a tanto strazio85
Cadde lo spirto anelo,
E disperò: ma valida
Venne una man dal cielo,
E in più spirabil aere
Pietosa il trasportò;90

E l’avviò, pei floridi
Sentier della speranza,
Ai campi eterni, al premio
Che i desidéri avanza,
Dov’è silenzio e tenebre95
La gloria che passò.


Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!

Scrivi ancor questo, allegrati;
Chè più superba altezza100
Al disonor del Golgota
Giammai non si chinò.

Tu dalle stanche ceneri
Sperdi ogni ria parola:
Il Dio che atterra e suscita,105
Che affanna e che consola
,
Sulla deserta coltrice
Accanto a lui posò.

giovedì, maggio 04, 2017

Come recuperare nel 730 il bonus di 80 euro

In merito al bonus di 80 euro per colf badanti 2017 occorre sapere che ne ha diritto chi abbia un reddito complessivo compreso tra gli 8.000 e i 26.000 euro annui. E' fondamentale inoltre aver lavorato almeno 12 mesi.

Per tutti coloro che hanno un datore di lavoro che non è un sostituto d'imposta, possono recuperare quanto spetta con il bonus Renzi, presentando la dichiarazione dei redditi 2017 tramite modello 730 2017 o Redditi 2017.

Per maggiori dettagli sulle corrette modalità di richiesta, inviatiamo alla lettura di questo articolo, oppure a fissare un appuntamento presso uno degli sportelli Caf-Acli per acquisire maggiori informazioni.