venerdì, maggio 17, 2013

LE ACLI ALLA X EDIZIONE DI TERRA FUTURA


Giunge alla decima edizione Terra Futura, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, in calendario da venerdì 17 a domenica 19 maggio, alla Fortezza da Basso a Firenze.
Un’ampia rassegna espositiva con progetti, esperienze e percorsi verso un futuro più equo e sostenibile e un calendario culturale di convegni, seminari dibattiti, laboratori, spettacoli e animazioni (www.terrafutura.it).
Le Acli saranno presenti alla manifestazione con una propria area espositiva nella quale sarà rappresentato tutto il sistema: dal Patronato al CAF, dalle Associazioni Specifiche a realtà Regionali/Provinciali che porteranno il loro contributo.
Venerdì 17 maggio è previsto l’intervento del presidente nazionale delle Acli Gianni Bottalico. Il Dipartimento Pace e Cittadinanza Attiva si è impegnato a curare sia lo stand che  il coordinamento delle varie presenze, incontri, seminari e wokshops che si svolgeranno all’interno dello stesso stand Acli, posto nel padiglione “Spadolini”
All’interno dello stand espositivo ACLI, vi sarà, infatti, una specifica area dedicata a convegni e riflessioni che, pur in un contesto “leggero” come è quello di una mostra, avrà un suo filo conduttore: le ACLI hanno qualcosa da dire, hanno prodotto un proprio pensiero attorno ai temi della crisi, dell’Europa, dell’immigrazione, del lavoro della lotta alla corruzione, dell’economia, della legalità, dell’ambiente, ecc.


Terra Futura è promossa e organizzata da Fondazione culturale Responsabilità Etica per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’Economia Socialein partnership con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.

Tema al centro dell’edizione di quest’anno “Una nuova governance per una nuova democrazia europea”: è necessario rifondare la governance di un’Europa a rischio di implosione, per ridarle credibilità e legittimazione. Servono nuove risposte e maggiore democrazia, dal sistema istituzionale a quello economico-sociale, dal welfare alla sostenibilità ambientale, alla finanza.


venerdì 17 maggio
h. 11,30/13.30 - "Idee a confronto per una nuova economia rurale in Europa"
con Michele Zannini (Presidente nazionale di Acli Terra), Paolo Cipriani, Direttore Generale Acli Terra), Alfonso Pascale, (esperto di sviluppo rurale) (esperto di economia rurale) il ricercatore Roberto Finuola (Ricercatore), Gianni Salvatori (Assessore all’Agricoltura Regione Toscana) Roberto Finuola (Ricercatore), interviene Gianni Bottalico (Presidente Nazionale Acli)
 
h. 14.30/16.00 –  L'Europa sono anch'io”
Campagna europea per  i diritti di cittadinanza dei migranti “ con Antonio Russo (Presidenza Nazionale Acli, Responsabile Area Immigrazione), Oliviero Forti (Caritas), Filippo Miraglia (Arci), Luigi Manconi (Senatore) Sergio Staino (giornalista)

h. 16.00-17.30 -  “Donna e mafia”
a cura delle Acli Toscane, con Rosetta Battista (Direzione Nazionale Acli ), Anna Foggia (Assessore Servizi Sociali,Comune di Monterotondoi), Ombretta Ingrascì (autrice del saggio “Donne d’onore. Storie di mafia al femminile”,Stefania Ziglio,( Associazione culturale Antigone-Osservatorio sulla ‘ndrangheta)

h. 16.00 – 17.30 – “Lo sport: un’impresa” (si svolge nelle stand U.S.Acli) a cura di US Acli Nazionali, US Acli Toscana, Banca Etica, CONI Regione Toscana.

h. 18.00/20.00 – La cittadinanza interroga l’Europa
 introduce Luigi Zanolli (vice Presidente FAI – Federazione Acli Internazionali)  con Pier Virgilio Dastoli (Presidente CIME-Consiglio Italiano del Movimento Europeo), Sissy Ghali – (Redattrice Yalla Italia), conclude: Michele Consiglio (Presidenza Nazionale Acli, Responsabile Acli politiche internazionali)
sabato 18 maggio
h. 9,30/11.00  Mettiamoci in gioco”
Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo.  con Antonio Russo (Presidenza Nazionale Acli, Responsabile Area Legalità), don Armando Zappolini (Presidente Cnca- Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), Filippo Torrigiani (Avviso Pubblico), Antonio Mira (giornalista Avvenire)


h. 11.00/13.30 – “Il Servizio Civile per costruire un’Europa solidale” 
con Alfredo Cucciniello (Presidenza Nazionale Acli - Responsabile Dipartimento Pace e Cittadinanza Attiva,
Area Servizio Civile), On. Gianni Pittella (vice Presidente vicario Parlamento Europeo) Raffaele De Cicco
(Coordinatore Ufficio per il Servizio Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) Primo Di Blasio
(Presidente CNESC – Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile)) Michele Consiglio
(Presidenza Nazionale Acli, Responsabile Acli politiche internazionali), Luca Orsoni,
(Responsabile CRESCIT – Conferenza Regionale Enti Servizio Civile Toscana),
modera: Giuseppe Marchese (Direttore Area Servizio Civile Acli Nazionali)

h. 16.30/18.00 – “Europa e generazioni. il dialogo a partire dal lavoro”
Esperienze concrete di valorizzazione di talenti e competenze degli anziani per costruire nuovi lavori con i giovani.
con Paolo Formelli, (Segretario regionale Fap ACLI Toscana), Marco Turri,( Ufficio progettazione sociale ACLI), Pasquale Orlando, (Segretario nazionale FAP Acli)

18.00/19.30 - Il sogno di Chico Mendes 25 anni dopo. Tutela dell'ambiente, diritti umani e sviluppo sostenibile

a cura di Acli Lombarde e IPSIA  Intervengono: Giorgio Prampolini, (Presidente cooperativa Chico Mendes – Modena) Giovanni Moretti, (Rappresentante di Artigiani di pace Como) Stefano Magnoni (Fondatore Cooperativa Chico Mendes Milano) Soana Tortora (Solidarius Italia), conclude: Mauro Montalbetti, (Presidente IPSIA-Acli)

Papa: cultura usa e getta, bimbi, anziani e deboli in spazzatura


da http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/papa-cultura-usa-e-getta-bimbi-anziani-e-deboli-in-spazzatura-20130516_165659.shtml

Francesco all'udienza alla Caritas: si muore di fame nonostante grandi riunioni internazionali

TMNews
Città del Vaticano, 16 mag. (TMNews) - La società vive in una cultura "usa e getta" che mette nella spazzatura bambini, anziani e deboli. E' questo l'ammonimento di Papa Francesco che ha citato un midrash ebraico medievale che descrive la costruzione della Torre di Babele, nel corso di un'udienza concessa stamane alla Caritas internazionale. Il Pontefice ha sottolineato che nel racconto il valore dei mattoni - faticosamente prodotti uno ad uno - finisce per contare più degli operai che li fabbricavano, che rischiavano serie conseguenze in caso di spreco.

Questo midrash - è stata la sua considerazione - "esprime quello che sta succedendo adesso", l'esistenza cioè di "uno squilibrio negli investimenti finanziari", per cui a fronte di "grandi riunioni internazionali", "si muore di fame": "La nostra civiltà - ha detto Bergoglio a quanto riportato dalla 'Radio vaticana' - si è confusa e invece di far crescere la creazione perché l'uomo sia più felice e sia la migliore immagine di Dio - è questo il mandato che abbiamo, far crescere la creazione - e instaura, la parola è dura, ma credo sia esatta, la cultura dell'usa e getta: quello che non serve si getta nella spazzatura, i bambini, gli anziani, con questa eutanasia nascosta che si sta praticando à i più emarginati. Questa è la crisi che stiamo vivendo".

giovedì, maggio 16, 2013

Acli Terra Campania saluta con favore la nomina del nuovo assessore regionale all’Agricoltura Daniela Nugnes

Acli Terra Campania saluta con favore la nomina del nuovo assessore regionale all’Agricoltura Daniela Nugnes
“L'ottimo lavoro svolto dalla Nugnes come delegata del presidente Caldoro negli ultimi mesi fa ben sperare per il futuro dell’agricoltura campana. A lei va il nostro saluto ed il nostro augurio di un proficuo lavoro nell’interesse comune. – afferma il responsabile di Acli Terra Campania Pasquale Orlando – Per troppo tempo la Regione Campania è rimasta senza un assessore all’agricoltura. I tempi sono maturi per giungere al consolidamento di politiche agricole di qualità che diano una svolta ad un settore che produce una parte importante del Pil regionale. 
Alla Nugnes assicuriamo la nostra disponibilità a cooperare, come abbiamo già dimostrato svolgendo insieme a lei un importante lavoro sul tema dell’agricoltura sociale.”

mercoledì, maggio 15, 2013

FAP ACLI NORD EST: confronto a Verona

 “Il dialogo tra le generazioni è indispensabile per il paese – ha affermato Pasquale Orlando, Segretario nazionale della FAP concludendo il seminario del nord est promosso dalla FAP ACLI di Verona –“la FAP investe su questo tema la sua identità sindacale ed associativa”. 
 Giovani e anziani possono sembrare categorie contrapposte, ma mai come adesso i destini degli uni sono strettamente legati a quelli degli altri. Per questo la FAP, Federazione anziani e pensionati delle Acli ha voluto dedicare il proprio seminario di studi, in corso ieri e oggi al Centro Carraro, alla presenza dei vertici delle FAP Acli di Veneto, Trentino e Lombardia, al confronto generazionale. 
«L'idea è di discutere i problemi degli anziani, sempre più fascia debole della popolazione», spiega il segretario provinciale FAP ACLI Francesco Roncone, «mettendoli però a confronto con quelli dei giovani, per superare quello che potrebbe sembrare un conflitto, ma che è, invece, un'opportunità». E a oggi sembra che sia le persone più avanti con gli anni, che i giovani sotto i 35 anni non se la stiano passando troppo bene. «Il 36 per cento dei giovani non trova un'occupazione e il 44 per cento dei pensionati vive con meno di mille euro al mese. E di questi il 13,3 per cento ha una pensione inferiore ai 500 euro», prosegue Roncone. E aggiunge: «Non si può sopravvivere così e infatti quest'inverno in tanti hanno patito il freddo, pur di non accendere il riscaldamento, che non possono permettersi di pagare. Abbiamo otto milioni di persone sull'orlo della povertà e la metà di questi sono pensionati. Il welfare non li sostiene e l'azzeramento dei fondi statali per la non autosufficienza non ha certo aiutato». 
I giovani però non se la passano molto meglio, tanto che i nonni, insieme ai genitori, sono diventati per loro l'unica forma di paracadute sociale, come spiega Emiliano Galati, segretario regionale della Felsa-Cisl, Federazione lavoratori somministrati autonomi atipici: «Precario è una parola generica. Il termine tecnico è "lavoratore atipico". Che già contiene qualcosa di poco accattivante. Discriminante, quasi. Sono oltre 4 milioni gli atipici attualmente o recentemente occupati. E sono nei guai. Il reddito annuo di un lavoratore a progetto è stato nel 2012 di 8.809 euro, qualcosa come 734 euro lordi al mese. Questa situazione», prosegue Galati, «determina un presente di rinunce e un futuro incerto, sia come carriera sia come guadagni. Nel 2012 il 78 per cento delle nuove assunzioni è stato a carattere temporaneo, mentre a Verona il tasso di disoccupazione tra gli under 35 è al 22 per cento, un numero altissimo per la nostra realtà. E l'aumento dell'età pensionabile non aiuta certo l'inserimento dei giovani». 
Galati ha però anche una proposta per agevolare la staffetta generazionale. «Un part time in cui si alternano giovani e meno giovani, finché questi ultimi non vanno in pensione, lasciando definitivamente il posto». 
Al confronto ha preso parte Elio D'Orazio, coordinatore italiano di Age Platform la piattaforma europee che raggruppa milioni di pensionati e anziani nel vecchio continente esponendo le linee comunitarie sul dialogo tra le generazioni e l'invecchiamento attivo.
«Sembra sempre di assistere alla spartizione di una coperta che è diventata troppo corta», osserva l'assessore comunale ai Servizi sociali Anna Leso, intervenuta ieri al seminario, «servono nuovi spunti». 
 Soddisfatto dell’ottimo andamento dei lavori Andrea Luzi, Presidente regionale Acli Veneto e Responsabile welfare della Presidenza nazionale delle ACLI, che ha espresso il massimo apprezzamento per l’elaborazione e la pratica sociale della FAP ACLI.

Napoli: L’IMPEGNO CIVILE DELLE ASSOCIAZIONI Consumatori, autorità ed aziende a confronto sul loro ruolo


23 maggio, ore 17,00, Napoli, Villa Comunale, Casina pompeiana.

I dieci anni di Codici in Campania.

L’IMPEGNO CIVILE DELLE ASSOCIAZIONI

Consumatori, autorità ed aziende a confronto sul loro ruolo
Interventi:
Giuseppe Ambrosio – Segretario Regionale Codici Campania
Ivano Giacomelli- Segretario nazionale Codici
Giuseppe De Stefano- Presidente Centro Servizi Volontariato Napoli
Fulvio Martusciello, consigliere delegato consumatori Regione Campania
Marco Esposito, assessore allo sviluppo Comune Napoli
Agata Carosi, Telecom
Laura Colombo, A2a
Romolo Giacani, Poste
Pierluigi Properzi, Eni
Gian Paolo Marati, Gori
Fortunato Giaquinto, Unione Nazionale Consumatori Campania
Maurizio Nunziante, Lega Consumatori Campania, Consigliere Camera di Commercio di Napoli
Alessandra Coppola, Forum delle Associazioni Antiusura
Modera il giornalista del Corriere della Sera Luca Mattiucci, direttore di Comunicare il sociale

Al termine degli interventi programmati, data la presenza di amici di altre associazioni, è previsto anche un momento di dibattito.
L’incontro è inserito nel programma della Fiera dei Beni Comuni, che si terrà in quelle giornate, ed il tema su cui vi chiediamo di confrontarci ed intervenire – quello dell’impegno civile delle associazioni e del ruolo nella società - è in sintonia con il programma generale della manifestazione.
La chiusura è prevista per le ore 19,00

Nell’attesa di incontrarvi tutti il giorno 23, e chiaramente di sentirci per ogni eventuale aggiornamento, vi saluto cordialmente.

Avv. Giuseppe Ambrosio
Resp. TLC/Assicurazioni/Conciliazioni
Segr. Regionale Campania
CODICI - 3400579161

martedì, maggio 14, 2013

Le lucciole dell'Averno


Domenica 19 Maggio ore 20:30
 
 Le lucciole dell'Averno
Lago d'Averno
  Perchè le lucciole si illuminano?
Perchè è più facile vedere un "lucciolo" piuttosto che una "lucciola"?
vi aspettiamo lungo le sponde del lago d'Averno 
immersi nella sua quiete,
per rispondere a queste e a tante altre domande
sulle piccole lucciole che illuminano le nostre serate primaverili
e scoprire i misteri dei loro rituali d'amore.
 
 PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
 
 COSTI: 7.00€ a persona - Sono previsti sconti per bambini e per gruppi di almeno 10 adulti
 
Note:L'attività sarà svolta salvo condizioni meteorologiche avverse
Si consiglia di indossare abiti comodi ed adatti a proteggersi dall'umidità della notte 
 
Per maggiori info e prenotazioni:
tel: 338 4703516 
prenotazione online: www.geaverde.it

 
 seguici anche su facebook alla pagina GeaVerde Ecoeventi:
https://www.facebook.com/pages/GeaVerde-EcoEventi/152848311476897

La Campania: regione a energia verde E' al terzo posto in Italia per il fotovoltaico



Secondo lo studio realizzato da Ambiente Quotidiano, elaborato sulla base dei dati del Gse, Gestore dei Servizi Energetici, la regione ha fatto registrare progressi sorprendenti nel settore, scalando la classifica nazionale per la potenza di impianti


La Campania viaggia a energia pulita. Napol ie gli altri capoluoghi scalano la calssifica nazionale, facendo un salto di sette posizioni, e si piazzano al terzo posto a livello nazionale, per l’utilizzo e la potenza degli scudi nel fotovoltaico. 

Secondo lo studio realizzato da Ambiente Quotidiano, elaborato sulla base dei dati del Gse, Gestore dei Servizi Energetici, la regione ha fatto registrare progressi sorprendenti nel settore, collocandosi al terzo posto a livello nazionale per la potenza di impianti fotovoltaici installati in questi primi cinque mesi del 2013, superando i 46.500 kW (dato aggiornato al 13 maggio 2013).

Il balzo in avanti appare notevole, soprattutto se si confrontano tali risultati con quelli dello stesso periodo dello scorso anno ed evidenziano come la Campania abbia scalato ben sette posizioni nella graduatoria nazionale, passando dalla decima alla terza posizione, collocandosi per la potenza degli impianti installati, solamente dietro Emilia Romagna (54.000 kW) e Lombardia (50.000 kW) e davanti a Veneto (46.000 kW) e Sicilia (3.000 kW).

In Campania, nonostante la particolare contrazione generale causata dalla diminuzione degli incentivi, il totale del numero di impianti fotovoltaici installati sino ad oggi, ottenuti sommando le cinque diverse versioni del Conto Energia, è di 18.571, per una potenza di 595 MW. 

Nel dettaglio, a Napoli e provincia sono 4.405 gli impianti fotovoltaici installati, per una potenza di 116,737 kW. Nel resto della regione si segnalano le provincie di  Caserta  
con 4.773 impianti, di Salerno con 4341,  di Avellino con 2.882 e di Benevento con 2170 impianti.


lunedì, maggio 13, 2013

Carmine Raimo un vero aclista candidato a Castellammare di Stabia


Ecco il deserto industriale Campania, reddito in picchiata


In 5 anni persi 114 mila posti, crolla il manufatturiero, giovani e donne i più colpiti


Il Sud e la Campania si avviano verso una desertificazione industriale, penalizzati da governi sempre più sordi, a farne le spese giovani e donne. La Campania diventa fanalino di coda nella classifica europea delle regioni italiane per reddito pro capite e scivola al 224 esimo posto dopo la Sicilia, la Sardegna e la Basilicata.

La scure si abbatte soprattutto sull’industria con 141 mila posti cancellati. Dai 951 mila lavoratori del 2007 si è passati agli 809 mila del 2012. Un’emorragia che non si ferma: la metà dei posti perduti è stata sacrificata proprio dall’industria, che dal 2007 al 2012 ha perso il doppio dei posti di lavoro del Centro Nord (meno 7,7 per cento in 5 anni contro la riduzione del 15 per cento del Mezzogiorno).

Cede anche il manifatturiero con la Campania che dall’11, 2 per cento scende all’8,8 per cento, tra le cifre più basse registrate in Italia con un gap di 10 punti percentuali rispetto al Nord. «La Campania è l’ultima regione italiana per recupero del Pil — spiega il presidente Svimez Adriano Giannola (nella foto in basso) — ma ha margini di recupero più alti rispetto a chi sta meglio». Impossibile non affrontare l’emergenza imprese, penalizzate dalla flessione del fatturato (seppure con una ripresa nell’ultimo biennio) e al palo con l’export. Un quadro nero che si ripercuote sugli utili con perdite di 2 milioni nel 2011.

Sono gli argomenti alla base della presentazione di quattro rapporti sul Mezzogiorno, 
elaborati dalla Fondazione Ugo La Malfa, Banca d’Italia, Svimez e Unione industriali nell’ambito del convegno “Il rilancio dell’economia meridionale”, tenuto nella sede della fondazione del Banco di Napoli. Trecentomila posti di lavoro andati in fumo al Sud in 4 anni (dal 2008 al 2012).

Un quadro scoraggiante, quello disegnato dall’ultimo rapporto Svimez elaborato su dati Istat. 

Relazioni che annunciano un futuro desolante. Al Sud lavorano il 27 per cento degli occupati in Italia, è nel nostro territorio che si concentrano le maggiori perdite. Insomma, è il Mezzogiorno a pagare il prezzo più alto: i posti di lavoro persi da Roma in giù sono il 60 per cento del totale nazionale. 

Lo scenario non migliora per giovani e donne: l’anno scorso solo poco più di 1 giovane su 3 under 34 ha lavorato al Sud (37,9 per cento) e 1 donna su 5 (23,6 per cento). Insomma, se la crisi porta al declino delle regioni del Nord, schiaccia irrimediabilmente il nostro territorio. «Gli effetti delle manovre di austerity — spiega Giannola — hanno avuto una ricaduta più pesante sul Pil del Sud con il 2 per cento contro lo 0,8 per cento del Centro Nord. Il governo cosa ha fatto di fronte ad una situazione del genere? Il documento dei saggi è un guazzabuglio senza strategia dove il Sud viene stralciato come un fatto di misteriose difficoltà di intervento. Serve invece una scelta politica, bisogna agire subito». 

Invece le istituzioni si nascondono dietro alibi, sostiene Giannola, per non affrontare realmente il caso Mezzogiorno. Cala l’occupazione, la produttività e sono sempre meno le industrie capaci di sopravvivere sul territorio. La situazione emerge dal rapporto della fondazione Ugo La Malfa, che ha analizzato, in collaborazione con l’area studi di Mediobanca, gli elementi di bilancio di circa 2000 imprese mediograndi, di cui 114 al Sud soprattutto tra Campania, Abruzzo e Puglia. «Serve un’azione determinata — conclude Giorgio La Malfa — bisogna metterci soldi, idee nuove. Ammettiamo che il vecchio modello anni Cinquanta è fallito e facciamo qualcosa di concreto. Dopo l’Iri e la Cassa per il Mezzogiorno abbiamo lasciato il Sud abbandonato a se stesso. Aspettiamo che il nuovo governo affronti questa necessità».

domenica, maggio 12, 2013

NON SOLO SCARTOFFIE per i promotori sociali delle ACLI da Milano a Napoli




di Elisa Cerasoli da Acli.it
Luigia Gariboldi aveva 16 anni quando ha scelto di essere un promotore sociale delle Acli. Adesso è in pensione e continua, insieme a suo marito, ad assistere gli utenti del Patronato Acli di Milano. Impossibile contare il numero di persone e pratiche seguite. Da due anni e mezzo ha accettato un’altra sfida: entrare in carcere e portare lì la sua esperienza, a servizio dei reclusi che necessitano di assistenza previdenziale. Ogni settimana va nella casa di reclusione di Opera, la più grande in Italia, e si occupa di domande per il riconoscimento di invalidità civile, assegni familiari, istanze per il riconoscimento dei requisiti ridotti per disoccupazione.
“I detenuti mostrano gratitudine e grande rispetto – racconta Luigia –. Abbiamo contatti con detenuti stanziali che scontano pene superiori ai 7 anni. Entriamo in una stanzetta con un blocco per gli appunti, una biro e la testa. Siamo da soli con loro e non c’è mai stato un episodio spiacevole. A volte i detenuti si arrabbiano, ma non con noi: con la burocrazia. Per loro è un tabù – confida Luigia che chiarisce con serietà – lì dentro si perde il contatto con la realtà. Si fatica moltissimo per trasmettere il senso delle cose che accadono fuori, i detenuti sono isolati e soli, perdono anche dimensione dei loro diritti di persone. Ogni settimana, durante le nostre visite, riceviamo dalle 6 alle 10 persone, raccogliamo tutte le informazioni e quando usciamo ci aspetta il triplo del lavoro che facciamo dentro. È un impegno importante e per questo stiamo cercando di formare alcuni detenuti affinché possano imparare a fare le pratiche: intanto danno una mano a noi e poi riprendono contatto con la vita” conclude Luigia che in questi 30 mesi ha imparato a conoscere il mondo del carcere e racconta con grande umanità e senza accenni di retorica o buonismo le persone che si trova davanti. “I detenuti sono persone abbandonate a se stesse e basta poco perché riprendano dignità e forza; con piccole aperture cambiano volto, si capisce con estrema facilità la loro fragilità. Vivono in solitudine, le famiglie spesso li abbandonano. Il carcere smorza reazioni, qualcuno reagisce bene, ma la maggior parte no, perde il senso della realtà e quando esce è senza mezzi per relazionarsi con la società”. Luigia, con il suo lavoro in carcere diventa allora un punto di riferimento: “Oltre al carcere di Opera, sono attiva come promotrice sociale presso lo sportello del Patronato Acli in via della Signora a Milano. In questi anni è capitato che persone che avevo seguito in carcere, una volta fuori, venissero in ufficio per concludere le pratiche già cominciate, oppure per farne di nuove, o più semplicemente per chiedere una mano. Quando escono non sanno dove sbattere la testa, hanno enormi problemi a cercare un lavoro e una casa. Con i miei colleghi offriamo ascolto e comprensione”.
Quello di Luigia non è un caso isolato: sono una trentina su tutto il territorio nazionale le sedi provinciali del Patronato Acli che entrano con frequenza settimanale, quindicinale o mensile, in istituti di detenzione e si occupano di richieste di riconoscimento di invalidità, assegni ai nuclei familiari, pensioni, assegni sociali, richieste di indennità di disoccupazioni e pratiche varie per gli immigrati.
Al Nord come al Sud. A Napoli, il Patronato Acli entra nella casa circondariale di Poggioreale da 40 anni e da un paio ha ripreso anche il servizio nell’Opg, l’ospedale psichiatrico giudiziario. Un totale di quasi 1000 detenuti. I due istituti sono molto diversi fra loro e se nell’Opg le pratiche che il Patronato lavora sono soprattutto legate all’infermità e non esiste un contatto diretto con i detenuti, a Poggioreale l’impegno è diretto. “Lo spettro delle attività svolte è molto ampio: Invalidità, previdenza, disoccupazione ‒ spiega il direttore del Patronato Acli di Napoli,Pasquale De Dilectis, che da 40 anni è presente nella casa circondariale ‒. Dall’esterno è difficile capire quali sia
no i problemi di queste persone: perdono contatto con la propria vita, con l’esterno, si dimenticano di avere dei diritti. Abbiamo a che fare con molti giovani, la media dell’età delle nostre richieste per invalidità civile è di 45 anni, molti sono malati e soffrono di patologie legate alla detenzione”.
Non solo pratiche. A volte gli operatori raccolgono richieste personali e delicate che non possono soddisfare e che consegnano al personale incaricato. “Ci hanno chiesto un paio di volte di portare messaggi privati fuori dal carcere e di farli avere alle famiglie ‒ spiega ancora il direttore De Dilectis ‒. Noi naturalmente non possiamo farlo e giriamo la richiesta al personale dell’area pedagogica dell’istituto. Queste richieste raccontano la costante attenzione dei detenuti alle proprie famiglie: ‘mi saluti mia moglie’ oppure ‘Ha visto mio figlio? È cresciuto?’. Niente di più facile che un detenuto ti chieda dell’ultimo incontro avuto con la sua famiglia per questioni relative alla pratica in corso. Il pensiero è sempre là!”.
“Sono persone sole da cui le famiglie prendono le distanze. In carcere i pensieri sono tanti. All’inizio le famiglie vanno a trovarli, poi sempre meno, alla fine quasi li disconoscono e tutto va a rotoli. Chi sta fuori ‒ conclude ‒ vuole rifarsi una vita, chi sta dentro resta invece legato al passato, al ricordo dei figli e cerca nei vecchi affetti un motivo per andare avanti mentre subentra la rassegnazione”.

FONDAZIONE CON IL SUD: Carlo Borgomeo confermato alla presidenza


Carlo Borgomeo è stato confermato alla presidente della Fondazione con il Sud nel corso della riunione odierna del Collegio dei Fondatori che ha inoltre approvato il Bilancio di Missione 2102.  
La Fondazione Con il Sud ha chiuso il 2012 con un avanzo d’esercizio di oltre 32,5 milioni di euro. Le risorse destinate alle attività erogative ammontano a 20,5 milioni di euro, mentre i restanti 12 milioni sono stati allocati alla Riserva per l’integrità del patrimonio.
Inoltre, la formula dei progetti cofinanziati con altri enti erogatori ha determinato la destinazione di risorse aggiuntive rispetto a quelle della Fondazione per 2,8 milioni di euro.

Dalla sua costituzione la Fondazione ha erogato oltre 96 milioni di euro, sostenendo  240 “progetti esemplari” (contributo medio 316mila euro) e 167 programmi di volontariato (contributo medio 55mila euro).
Attraverso i bandi, nel 2012, sono state affrontate tematiche dalla forte valenza simbolica e culturale quali la riduzione dell’impatto ambientale dei rifiuti, intesi anche come “bene comune” da valorizzare; l’integrazione e l’inserimento lavorativo dei disabili psichici, anche in relazione al tema del “dopo di noi”; l’innovazione nel sociale, con un forte coinvolgimento della società civile e favorendo la partecipazione soprattutto dei giovani, tra i destinatari principali degli interventi.

Nel corso della riunione il Collegio dei Fondatori ha rinnovato gli organi della Fondazione, giunti alla naturale scadenza. Lo Statuto della Fondazione prevede una struttura di governo duale (organo di indirizzo e organo di gestione), alla stregua delle migliori esperienze a livello internazionale in materia di governance, con un Consiglio di Amministrazione, che sovrintende alla gestione della Fondazione, cui si accompagna un Comitato di Indirizzocon specifiche funzioni di orientamento generale e definizione dei criteri e dei piani di intervento della Fondazione. Entrambi gli organi sono presieduti dal Presidente della Fondazione, personalità indipendente con il compito di assicurare l'opportuno raccordo tra essi, ma anche la snellezza e l’incisività necessarie nella vita operativa della Fondazione. Gli organi sono composti, in egual misura, da membri espressione delle fondazioni fondatrici e del mondo del Terzo settore e volontariato. A questi si aggiunge il Revisore Contabile.

Alla Presidenza, quindi, è stato confermato Carlo Borgomeo, in carica dal settembre 2009

Gli organi della Fondazione risultano così composti:
Consiglio di Amministrazione:
Carlo Borgomeo (Presidente), Vincenzo De Bernardo (Federsolidarietà), Ezio Falco (Fondazione CR di Cuneo), Domenico Iannello (Forum Terzo Settore), Maurizio Mumolo (Arci), Cristiana Poggio (Compagnia di San Paolo), Giovanni Puglisi (Fondazione Sicilia), Giorgio Righetti (Acri), Stefano Tabò (CSVnet).

Comitato di Indirizzo:
Carlo Borgomeo (Presidente), Franco Bagnarol (Movi), Fausto Casini (Anpas), Antonio Castorani (Fondazione CR di Puglia), Emma Cavallaro (Convol), Enzo Costa (Auser), Salvatore Farina (Uisp), Carlo Fumian (Fondazione CR di Padova e Rovigo), Franco Gazzani (Fondazione CR della Provincia di Macerata), Alessandro Geria (Anolf), Adriano Giannola (Istituto Banco di Napoli – Fondazione), Maurizio Gubbiotti (Legambiente), Nicola Mattoscio (Fondazione Pescarabruzzo), Antonio Miglio (Fondazione CR di Fossano), Cesare Mirabelli (Fondazione Venezia), Nicolò Papa (MCL), Angela Maria Peruca (Lega Coop Sociali), Claudio Pieri (Fondazione Monte dei Paschi di Siena), Giuseppe Rogantini Pico (Ente CR di Firenze), Stefano Tassinari (Acli), Monica Villa (Fondazione Cariplo).

Collegio Sindacale:
Massimo Giusti (Presidente). Membri effettivi: Alide Lupo e Maria Pia Montiferrari. Membri supplenti: Bianca Maria Ambrosini e Sergio Villa.

Revisore Contabile: Carlo Lombardi


mercoledì, maggio 08, 2013

ACLI TERRA e l'agricoltura sociale










Seminario di approfondimento sulla Proposta di Regolamento Legge Regionale n. 5/2012 (Agricoltura sociale)



Venerdì 10 Maggio, ore 16,30, 
Sede delle Acli Via del Fiumicello 7 Napoli


Saluto di:
Anna Cristofaro
Presidente Regionale Acli Campania

Presentano la Proposta di Regolamento:
Lucia Coletta e Italo Santangelo

Funzionari Ass. Agricoltura Regione Campania
Intervengono:
Alfonso Pascale
Esperto nazionale di Sviluppo Rurale
Marco Berardo Di Stefano
Presidente Rete nazionale delle Fattorie Sociali
Daniela Nugnes
Consigliere Regionale della Campania
con Delega all’Agricoltura

Conclude:
Michele Zannini
Presidente nazionale Acli Terra

Processioni:Card.Sepe,norme anti camorra Arcivescovo Napoli:"come Chiesa assumiamo piena responsabilità"

(ANSA) - NAPOLI, 6 MAG - La Chiesa della Campania rafforza il suo 'no' alla camorra emanando nuove norme per le processioni.

"Noi come Chiesa ci assumiamo la piena responsabilità di ciò che è pietà popolare, di ciò che è realta' ecclesiale e pastorale, per altre manifestazioni la responsabilità compete alle istituzioni civili'', ha detto il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, in relazione alle norme emanate oggi dai vescovi per feste religiose a carattere popolare.