martedì, dicembre 10, 2019

Parte CIVICO 22 a Benevento.

http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=127608

Con "Civico22" parte un meccanismo partecipativo di intelligenze collettive e ci si augura che sia un apripista ad una stagione di rinascita 
Presentato il Movimento fondato da Ettore Rossi, Pasquale Orlando, Pasquale Basile ed Angelo Moretti. Se a luglio saremo almeno in 500 con le mani in pasta sara' quello il segnale per proseguire
Al Mulino Pacifico è stato presentato "Civico22", che contiene al suo interno 11 laboratori con diverse tematiche, un movimento di impegno politico che al momento non alza alcuna bandiera di partito anche se ogni suo fondatore ha un suo trascorso così come forte è la presenza in esso della Caritas di don Nicola De Blasio e delle Acli.
E' certamente, sin qui, possiamo dire, un movimento che guarda a Sinistra.
"Civico22", movimento a carattere nazionale, nasce dalla condivisione di una riflessione operata da diversi urbanisti e riportata in un recente saggio di Richard Sennet: La relazione umana ha una distanza massima per conservare tutte le caratteristiche che la rendono speciale.
Oltre i 22 metri di distanza il volto dell’altro diventa anonimo, non trasmette a chi gli sta di fronte gli umori, i sentimenti, le agitazioni.
Da qui il nome di Civico22.
Sono tanti, i movimenti civici, che nascono periodicamente, anche a Benevento.
Spesso, dopo non molto, se ne perdono le tracce.
Vedremo se questo reggerà e sfaterà la tradizione.
Uno dei più antichi in città, ci pare di ricordare, è degli inizi degli anni Settanta e si chiamava "Mtic", Movimento di Tutela degli Interessi Cittadini ed era presieduto da Antonio Margherini, docente di Lettere all'Istituto "Alberti".
Di estrazione democristiana, Margherini "ruppe" con il suo partito e fondò questo movimento.
Non fece una brutta figura alle elezioni comunali, ma riuscì ad eleggere solo il capolista, cioè se stesso, Antonio Margherini, un docente peraltro molto amato dai suoi allievi.
Detto del riferimento storico, la presentazione di questo movimento è stata fatta da Gabriella Debora Giorgione che ha sottolineato l'importanza di questa partecipazione rispetto ad un'azione di impegno civico che si pone come tentativo quello di innovare un metodo.
Per una volta, ha detto Giorgione, rovesciamo il vecchio modo di pensare.
Quindi sono stati presentati i quattro soci fondatori del Movimento che sono: Ettore Rossi, Pasquale Orlando, Pasquale Basile ed Angelo Moretti.
Gli interventi dei fondatori, sono stati preceduti dalla messa in onda di un filmato che ha visto protagoniste le quaranta famiglie componenti del sodalizio "E' più bello insieme" che aveva la sua sede nella scuola di via Firenze, un filmato realizzato per chiedere fondi, quelli occorrenti a recuperare la nuova sede che è stata trovata ma che va restaurata al costo di circa 50mila euro.
Da qui il motto: Aiutaci a continuare il nostro sogno.
Un breve commento è toccato sul filmato, ad Angelo Moretti il quale ha detto al riguardo che lo scorso 1° luglio, dopo 18 anni, l'esperienza del Centro Sociale Polifunzionale è stata chiusa.
Il civismo va con la concretezza delle persone, e con queste famiglie che vivono di sospensione  e delle quali, stasera, non si poteva tacere.
Ora occorre l'impegno concreto per ridare una sede al Centro Sociale Polifunzionale, poi parleremo di colpe.
Michelangelo Fetto ha annunciato che il prossimo 27 dicembre in questo teatro ci sarà un concerto il cui ricavato sarà donato proprio a questo scopo.
Il primo relatore è stato quindi Ettore Rossi il quale ha detto che "Civico22" è nato per capire, insieme ad altri, quale sia la vocazione della nostra città.
Viviamo in un contesto complicato, ha detto Rossi, ed a rischio di declino.
Bisogna capire bene il valore della nostra città da mettere in relazione anche con altre realtà cittadine.
Stasera, ha detto Ettore Rossi, parte un meccanismo partecipativo di intelligenze collettive e ci si augura che sia un apripista ad una stagione di rinascita.
Siamo in una città, peraltro patrimonio dell'Unesco, che deve tenere viva le scelte individuali e quelle collettive. E' così che bisogna agire per modo che anche i luoghi urbani determinino la nostra identità:
Rossi nel suo intervento ha citato anche don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare e Giorgio la Pira, sindaco di Firenze.
Bisogna lavorare per fare in modo che la città sia di tutti.
Pasquale Orlando ha introdotto il suo intervendo rappresentando plasticamente l'atteggiamento di persone che in città si mettono a braccia conserte e che guardano e criticano.
Poi ci sono altri che mettono le mani in tasca e che qualcosa la danno e li ringraziamo. Ed infine c'è chi le mani le mette in pasta, nel senso che si da da fare.
Questo movimento che nasce, vale se a luglio, ad esempio, saremo in 500 con le mani in pasta altrimenti meglio chiuderla lì.
Diamoci dunque una mano per fare rete in una città dove non c'è la Comunità.
Bisogna fare in modo anche che le organizzazioni sociali si parlino fra loro ed affrontino i problemi della città.
Facciamo un percorso sapendo di poter mettere in campo il bene, lì dove è più facile essere egoisti.
Pasquale Basile, ha detto che è già questo, il Mulino Pacifico, un luogo dove si resiste quotidianamente. Qui hanno deciso di oltrepassare i 22 metri e di impegnarsi.
Basile ha anche detto che occorre una minore aggressione sui social anche perché chi aggredisce, non percepisce le emozioni che sono dall'altra parte.
Qui sul palco sono sedute storie di esperienze diverse per immaginare un percorso da fare insieme con l'intento di immaginare una visione di città.
Il dibattito pubblico, e quindi le sorti della città da cui dipendiamo, sembra sempre essere a carattere individuale e ad appannaggio solo di qualcuno.
Basile ha quindi ricordato di quando a gennaio di due anni fa ci fu il tentativo di sgombero della sua Associazione dallo stabile di via Firenze. Poi nella stessa zona abbiamo avuto poco dopo l'episodio del Centro "E' più bello insieme" dove, per un cavillo burocratico, si è calpestata una fragilità.
Particolare attenzione è stata poi rivolta allo stato pietoso in cui si trova la Spina Verde.
Ecco allora l'approdo di chi va dopo i 22 metri. I vari pezzi si mettono insieme per immaginare un percorso nuovo.
In realtà in città c'è il dramma di una rassegnazione diffusa, una città con quartieri ghettizzati e marginalizzati.
A questo punto è stato mandato in onda un filmato che descrive lo scempio fatto nell'Auditorium al Rione Libertà appartenente alla Spina Verde ed è stato letto da Gabriella Debora Giorgione l'intervento che fece su "Gazzetta di Benevento" l'architetto Raimondo Consolante, progettista di questo impianto.
Per finire la parola è passata ad Angelo Moretti che ha parlato di una ferita che scuote, commentando le scene del filmato. Non ero mai entrato nella casa della Musica.
Abbiamo qualcosa di straordinariamente potente a Beneventio e noi nasciamo proprio dalla consapevolezza della bellezza di questa città che richiede partecipazione.
Ed invece dobbiamo necessariamente chiederci come mai questa città non si ribelli dinanzi a questo scempio, quello della vandalizzazione dell'Auditorium,. e resti muta.
Ed allora mettiamoci insieme e lavoriamo e dialoghiamo.
Dialogo e coesione sociale, è quello che occorre.
Il dialogo non ha un costo sociale ma è fatica.
E' davvero urgente muoversi, ha concluso Moretti. Una nuova comunità non nascerà certo da un ipotizzato mega appalto. Non è così che si cresce.
Occorre invece capire come tra i cittadini, si possa elaborare una migliore condizione di vita.
Con "Civico22" pa



Nostro servizio
  

sabato, ottobre 26, 2019

La lectio magistralis di Enrico Letta affronta il tema della mancata tutela della nostra seconda identita' lasciata nei telefonini

http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=126408

I grandi Paesi dove essi si producono, non hanno al centro della loro attenzione la personalita' dell'uomo come invece fa l'Europa che pero' la momento e' stata sconfitta nella partita di andata. Si confida in quella del ritorno...Nostro servizio
  

Con la formula solenne, pronunciata in piedi, dell'apertura dell'Anno Accademico dell'Istituto Superiore Scienze Religiose "San Giuseppe Moscati" e dello Studio teologico “Madonna delle Grazie”, l'arcivescovo Felice Accrocca ha concluso la cerimonia svoltasi nell'Auditorium "Giovanni Paolo II" del Seminario Arcivescovile.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti di Leonardo Lepore, direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose e di Giovanni Liccardo, prefetto dello Studio teologico "Madonna delle Grazie".
Quindi ha avuto inizio la lectio magistralis di Enrico Letta, direttore della Scuola di affari internazionali dell'Istituto di studi politici di Parigi, sul tema: "Clima da difendere, migrazioni da gestire, tecnologie a misura d'uomo".
Letta, già presidente del Consiglio dei Ministri e noto in politica anche per essere stato il destinatario della famosa frase di Matteo Renzi, "Stai sereno", riferita alla prosecuzione del suo incarico di premier a Palazzo Chigi, e che ne fu invece niente altro che la segnatura dell'inizio della imminente fine, Letta, dicevamo, ha affermato che l'evoluzione tecnologica cui assistiamo, tanto è grande ed incisiva che può essere messa in relazione solo con la nascita, nel XV secolo, della macchina a stampa inventata da Gutenberg.
All'epoca il sapere era ad appannaggio di pochissimi. Con l'arrivo della stampa di libri, cartine geografiche, leggi e quanto altro, la divulgazione è stata praticamente planetaria e veloce.
Venendo ai tempi nostri, ha proseguito Letta, il raffronto della evoluzione tecnologica va fatto con il telefoninio che non è più l'elettrodomestico che abbiamo conosciuto anni fa.
Fino ad una decina di anni addietro, esso era una macchina che faceva una sola cosa, una telefonata.
Oggi il cambiamento, simile alla nascita della macchina a stampa che rivoluzionò il mondo, è dato dal fatto che il telefonino che portiamo appresso è in pratica un computer che è addirittura mille volte più potente di quello che mandò l'uomo sulla luna.
Al suo interno egli ha però l'identità di ciascuno di noi. Non ci sono solo i numeri di telefono.
Se si agisce da remoto, cioè da lontano, si riesce ad entrare anche nella nostra identità e questo non è mai accaduto prima, non è mai successo che la nostra personalità uscisse dal nostro corpo.
La civiltà giuridica ha consentito la protezione del corpo di ciascuino di noi, inteso in senso fisico.
Mai però ha pensato che si potesse entrare nel telefonino per rubarci l'identità o manipolarci.
Le guerre del futuro, ha detto ancora Letta, saranno sul controllo dei dati e non delle frontiere che appaiono essere, a quel punto, come un dato trascurabile.
Noi europei abbiamo perso, in questo campo, il primo tempo della partita (un po' come il Pisa, nel calcio, ha fatto con il Benevento ha detto scherzosamente Letta riferendosi alla sconfitta patita dalla squadra della sua città) circa 10 anni fa.
Quindi ha chiesto alla platea dei presenti di alzare la mano indicando la marca del proprio telefonino: coreano, cinese, americano, europeo?
Non c'è stata partita, hanno vinto i coreani con buona ptresenza degli altri.
Questo vuol dire che, ha detto ancora Letta, la nostra identità che sta nel telefonino è stoccata per un terzo in Cina, per un altro terzo in America ed per un altro terzo ancora in Corea.
Nessuno di questi Stati, però, segue la filosofia europea che è quella della tutela della reputazione umana.
La logica americana è, infatti, che i dati contenuti nel telefonino o nel tablet siano di proprietà della società che lo ha realizzato; quella cinese è opposto e cioè che i dati siano di proprietà dello Stato che può dunque entrare nella mia seconda identità.
Tutte interpretazioni, queste, che non ci devono tranquillizzare.
La partita è sulla seconda identità e sull'umanesimo tecnologico. E qui chiediamo che scenda in campo l'Europa che invece pone correttamente al centro la persona.
Noi europei veniamo tutti dalla stessa filosofia culturale.
Per quanto riguarda la mia seconda identità, ha proseguito Letta, non è concepibile che essa non possa essere legata alla persona.
Della terza identità, invece, parleremo forse tra qualche anno perché sarà la stessa macchina che ho accanto che la produrrà al posto mio.
Ed allora, la politica deve necessariamente affrontare questi temi non per frenare il progresso tecnologico, ma mettendo in campo l'intelligenza necessaria per far sì che le regole siano tutte improntate ed impostate sulla centralità della persona.
In conclusione, ha detto Letta, il mio vuole essere un inno all'idea di Europa, anche se non certamente all'Europa di oggi, che non ci piace.
Tuttavia fare a meno di essa oggi non è possibile. Se fossero 28 singoli Stati e non una sola Unione, ciascuno sarebbe costretto a scegliere se essere una colonia americana o cinese.
Il più grande sforzo da fare non può che essere dunque quello di scegliere tra i valori europei e quelli italiani.
A concludere l'evento, come dicevamo, è stato l'arcivescovo Accrocca che ha parlato di pace e prosperità che sono ammantate oggi da un grande pessimismo mentre manca il presentismo.
Siamo poveri di memoria ed un impoverimento culturale ci pervade ai massimi livelli.
Gli Stati sono guidati da gente incolta e la politica è pramai sottoposta ai sondaggi. Una cosa si fa se sono alti i numeri dei sondaggi.
Occorre invece ragionare con la mente e con il cuore, ha concluso mons. Accrocca, lì dove, invece, si tende oramai a ragionare con la pancia.
Anche da qui l'importanza educativa dei nostri Istituti di Scienze Religiose.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

  

  

  

  

  

  

  

martedì, agosto 27, 2019

Verso quale destinazione. Il programma della Summer School di Cives

“Verso quale destinazione? In movimento per connettere i territori del margine”, è il tema della V Summer School Cives che si terrà a Pietrelcina il prossimo venerdì 6 settembre 2019 a partire dalle ore 9.00, presso la sede del “CFP – Ricerca e Innovazione” in Via Maresciallo Pasquale Mandato. Essa è promossa dall’Ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro della Diocesi di Benevento, dal Comune di Pietrelcina, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Lavoratori Anziani.
Questa iniziativa estiva s’inserisce in un lavoro formativo che attraverso Cives viene sviluppato da oltre un decennio e che ha come destinatari giovani ma anche adulti delle nostre comunità per risvegliare in essi il senso di una cittadinanza attiva e di un impegno prossimo ai problemi e alla vita delle persone e delle famiglie che vivono nei nostri territori.
“In particolare – spiega Ettore Rossi direttore dell’Ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro della Diocesi di Benevento – con questa quinta Summer School Cives, grazie alla presenza di relatori di rilievo nazionale, si intende riflettere ancora una volta sulle aree interne del nostro Paese, di cui le nostre comunità sono parte, con una visione propositiva. Farne, cioè, dei luoghi di opportunità in cui le persone possano continuarvi a costruire i propri progetti di vita e che addirittura riescano ad attirare “nuovi abitanti” che vogliano proseguirvi il proprio cammino e sviluppare le loro attività. Andando coscientemente controcorrente rispetto ai dati di abbandono e spopolamento che si registrano in queste aree e all’alone di sconfitta che le circonda”. 
(È possibile iscriversi alla V Summer School CIVES del 6 settembre inviando una mail con i propri dati ai seguenti indirizzi: info@comune.pietrelcina.bn.it; socialelavoro@diocesidibenevento.it).

La Summer School Cives quest’anno si connette all’iniziativa – promossa dalla Fondazione FS, dalla Regione Campania, dalla Provincia di Benevento e dalla Camera di Commercio di Benevento – del “treno storico” che da Pietrelcina avrà destinazione Assisi e che ha fatto già registrare il tutto esaurito di prenotazioni. Il treno ha l’obiettivo, da un lato di collegare i due grandi cuori pulsanti della spiritualità francescana e dall’altro lato attraversare le aree del margine dell’Italia interna che vedono coinvolte in tale itinerario cinque regioni (Campania, Molise, Lazio, Abruzzo e Umbria) e che rappresentano la spina dorsale, da tanti punti di vista, del nostro Paese.
PROGRAMMA
V SUMMER SCHOOL CIVES
Laboratorio di formazione al bene comune
Pietrelcina 6 settembre 2019
Presso CFP – Ricerca e innovazione
Via Maresciallo Pasquale Mandato
Verso quale destinazione?
In movimento per connettere i territori del margine
Prima sessione
Ore 9.00 Saluti
Ennio Graziano Presidente del Consiglio Comunale di Pietrelcina
Padre Fortunato Grottola Guardiano del Convento di Pietrelcina
Introducono
Sen. Edoardo Patriarca Presidente Associazione Nazionale Lavoratori Anziani
Ettore Rossi Direttore Ufficio per i Problemi sociali e il Lavoro – Arcidiocesi di Benevento
Intervengono
Paolo Venturi Direttore del centro studi Aiccon (Associazione italiana per la promozione della Cultura, della Cooperazione e del Nonprofit) dell’Università di Bologna
Danilo Parente Presidente provinciale ACLI Benevento
Giuseppe De Nicola Coordinatore Fondazione Ampioraggio
Manuela Cozzi Cooperativa di comunità AnverSiamo
Filiberto Parente Portavoce Forum Regionale del Terzo Settore della Campania
Giovanni Teneggi Referente nazionale di Confcooperative per la cooperazione di comunità
Francesco Erbani Giornalista della redazione culturale de “la Repubblica” e autore del libro “L’Italia che non ci sta. Viaggio in un paese diverso”
Seconda sessione
Ore 15.15
Il treno storico transappenninico Pietrelcina – Assisi:
un viaggio attraverso le aree interne che vogliono ripartire
Intervengono
Domenico Masone Sindaco di Pietrelcina
Antonio Di Maria Presidente Provincia di Benevento
Antonio Campese Presidente Camera di Commercio di Benevento
Pasquale Orlando Referente Sannio Social Factory
Enrico Vellante Presidente Cna Hub. 4.0
Fabrizio Palladino Presidente Cooperativa di Comunità “Cives Campolattaro”
Costantino Boffa Consigliere del Presidente della Giunta Regionale della Campania per le tematiche inerenti la realizzazione della linea ferroviaria NA-BA
Luigi Cantamessa Direttore Fondazione FS
Conclude
S.E. Mons. Felice Accrocca Arcivescovo di Benevento


lunedì, agosto 05, 2019

Ambiente e natura. Escursione della FAP ACLI Napol...

Sabato 10 agosto a Bocca della Selva

1.450 metri di altezza si trova Bocca della Selva, crocevia tra due regioni (Campania e Molise) e tre province (Benevento, Caserta e Campobasso).
Bocca della Selva è immersa in una grande faggeta, costituita da un ricco sottobosco. Durante i mesi caldi, i sentieri che attraversano i boschi, sono ideali per fare escursioni a piedi o a cavallo, protetti dalla frescura degli alberi.

Sosta nei prati

Situata nel cuore del Parco del Matese, la bella e amena località montana, si offre ai visitatori sorprendendoli in ogni stagione. Ricoperta di neve per tutto l’inverno, nei mesi primaverili i prati, i boschi e la fauna si risvegliano regalando spettacolari e sorprendenti scorci paesaggistici.


Trekking ed escursioni


Da Bocca della Selva si possono seguire i suggestivi sentieri che conducono verso Monte Porco (1.605 metri s.l.m.), Monte Pastonico (1.640 metri s.l.m.) e Monte Mutria (1.832 metri s.l.m.). Lungo i percorsi, che è possibile seguire a piedi o, approfi ttando della neve invernale, con le ciaspole, estese faggete si alternano a ripide pareti di roccia, habitat di una ricca fauna selvatica ed una flora rigogliosa. Questi sentieri hanno un fascino particolare, specialmente se percorsi durante giornate terse, così da poter ammirare il Mar Tirreno e il Mar Adriatico.
Concluderemo assaggiando abbondantemente le tipicità del luogo...


FAP ACLI NAPOLI: Ambiente e natura. Escursione della FAP ACLI Napol...: Bocca della Selva A  1.450  metri di altezza si trova  Bocca della Selva , crocevia tra due regioni ( Campania  e  Molise ) e tre provi...

martedì, luglio 16, 2019

Giornata Nazionale Finanza Etica e Microfinanza, a Telese Terme il convegno

Si celebrerà giovedì 18 luglio, alle ore 16.00 presso il Grand Hotel di Telese Terme, la Giornata Nazionale della Finanza Etica e della Microfinanza con la presentazione di una prima analisi sull’andamento del “Progetto di adozione sociale per le vittime e le possibili vittime di usura ed estorsione” che si sta realizzando nell’ambito del POR Campania FSE 2014-2020.
Il convegno sarà moderato da Luigi Gravagnuolo, Presidente Onorario di Finetica, Organizzazione non lucrativa – accreditata sia presso il Ministero dell’Interno, che presso il Ministero dell’Economia e Finanze – da anni impegnata nella prevenzione e nel contrasto dei fenomeni dell’usura e dell’esclusione economica e sociale, attraverso gli strumenti della microfinanza tesi all’integrazione, inclusione e sviluppo, tanto più se corredati da specifici servizi di assistenza e di accompagnamento nei confronti di quei “soggetti deboli della comunità”, esclusi dal sistema finanziario, con problemi di indebitamento, con difficoltà economiche, e pertanto particolarmente a rischio di diventare vittime degli usurai e del racket.
Il “Progetto” è stato concepito dalla Onlus Finetica e finanziato dalla Regione Campania, nell’ambito del POR Campania FSE 2014-2020, ed – incontrando la collaborazione del Confidi PMI specializzato sul versante delle imprese – prevede l’erogazione di servizi di consulenza professionale legale, finanziaria, e sociopsicologica, assicurati gratuitamente alle vittime ed alle possibili vittime dell’usura e delle estorsioni.
Luigi Gravagnuolo, Presidente Onorario di Finetica Onlus, sostiene che: “«Le ingenti risorse comunitarie messe a disposizione in questo periodo di programmazione 2014-2020, se opportunamente impiegate in strumenti di microfinanza, costituiscono un’opportunità unica da non disperdere, per aiutare concretamente migliaia di imprese e di famiglie in difficoltà. Per questo è d’esempio l’esperienza regionale campana, che ha formulato programmi di alto profilo, basati sulla fattiva collaborazione tra le varie Istituzioni pubbliche preposte e gli operatori accreditati presenti sul territorio, a rendere un’azione coordinata e finalizzata a proporre un’offerta permanente di servizi finanziari e di consulenza efficacemente inclusivi e destinati ad un crescente numero di soggetti in difficoltà – famiglie svantaggiate, piccole e micro imprese, escluse dal sistema finanziario – che non trovavano adeguata attenzione da parte degli intermediari della finanza».
Il programma del convegno prevede i saluti istituzionali:
del Sindaco di Telese, Pasquale Carofano;
del Sindaco di Benevento, Clemente Mastella;
del Vicepresidente della Camera di Commercio di Benevento, Aurelio Grasso;
del Questore di Benevento, Luigi Bonagura;
del Vescovo di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’ Goti, Domenico Battaglia.
Quindi gli interventi di: Pasquale Orlando, Responsabile Finetica Onlus Benevento; Lucio Donadio, Presidente Confidi PMI; Nello Tuorto, Direttore generale di Finetica Onlus; Mariagrazia Scognamiglio, Responsabile operativo Confidi PMI; Pasquale Riccio, Direttore del Pio Monte Somma; Giuseppe Sottile, Responsabile Area Sud di Banca Etica; Filiberto Parente, Portavoce Forum Terzo Settore Campania; Franco Malvano, Commissario Antiusura e Antiracket Regione Campania.



L’Associazione Finetica Onlus – unitamente al Confidi PMI – coglieranno l’occasione dell’incontro presso il Grand Hotel di Telese Terme, per rilanciare la Campagna di comunicazione 2019: “facciamo un PACCO a racket e usura, se stiamo insieme non ci fan paura.”.

Quindi un convegno tra Istituzioni, Associazioni, Banche e Operatori del settore – molto denso di contenuti – nella prospettiva di focalizzare, in un’auspicabile convergenza di punti di vista per certi aspetti anche molto diversi tra loro, il grave disagio e le enormi difficoltà nell’accesso al credito da parte di una fascia sempre più ampia di popolazione, in conseguenza dell’irrigidimento progressivamente crescente dei criteri di valutazione del merito creditizio da parte del Sistema finanziario.
«Questa “Giornata” – dice concludendo, il Responsabile di Finetica Benevento, Pasquale Orlando – vuole essere un momento di riflessione e di confronto tra diversi stakeholders della Finanza Etica, pur sempre nel tentativo, di ricercare insieme le soluzioni migliori per corrispondere ai diffusi ed insoddisfatti bisogni di accesso al credito, da parte di un numero sempre maggiore di microimprese, famiglie e persone, fortemente a rischio di esclusione finanziaria e sociale, o, peggio ancora, di diventar vittime dell’usura e del racket, tanto più nelle regioni meridionali del nostro Paese… Per chi poi malauguratamente dovesse già trovarsi nelle condizioni di subire i reati di usura e di estorsione, con – Finetica 081.263218 – siamo in grado di mettere in campo tutti quei Servizi professionali di assistenza, indispensabili per accompagnare in sicurezza le persone alla denuncia e finanche alla richiesta per avere accesso al Fondo statale in sostegno alle vittime che denunciano i reati subiti».