venerdì, giugno 10, 2016

Napoli: Dall’inclusione all’aiuto ai poveri le richieste del mondo cattolico



Dall’inclusione all’aiuto ai poveri 
le richieste del mondo cattolico 

Gruppi e associazioni si rivolgono al futuro sindaco della città: «In agenda le persone e le aree disagiate»

di Rosanna Borzillo http://www.ilmattino.it/ del 4 giugno 2016

Il mondo cattolico partenopeo – quello di gruppi, associazioni emovimenti – a tre giorni dalla prossima tornata elettorale è più che presente. 
«Nei piccoli comuni e in tante municipalità di Napoli si sono scelti i nostri giovani–chiarisce subito Vito Gurrado, presidente diocesano di Azione cattolica e questo ci inorgoglisce: significa che l’impegno a lavorare per il bene comune è vivo nei nostrigiovani». «Certo il nostro timore – spiega Gurrado –è quello della strumentalizzazione: i ragazzi potrebbero essere usati per attirare voti». Ma, del resto, «abbiamo il diritto-dovere di impegnarci – prosegue -allo scopo di guidarela società emigliorare la vita degli uomini, altrimentipeccheremo diomissione».E la lettera di ieri, della presidenza diocesana ai candidati nelle prossime elezioni amministrative, ribadisce proprio «la vicinanza a chi ha scelto l’impegno politico» e la consapevolezza di una «scelta difficile anche perla necessità di competenza e di aggiornamento». Dall’Ac alla nuova consiliatura, d’altro canto, la presidenza «riconoscendo che passi avanti ne sono stati fatti sui rifiuti e le politiche sociali chiede che «si affronti – dice Gurrado - ancora afondo il tema della disabilità, della costruzione di comunità, del recupero delle periferie eil superamento di una politica che esca dall’emergenza e affronti il quotidiano, programmando gli interventi». 
Rigetta la politica degli ultimi giorni Antonio Salvio, presidente nazionale Cvx (Comunità di Vita Cristiana). «Intanto – chiarisce – cerchiamo di non essere i cristiani della vigilia elettorale. Riteniamochel’impegno debbaessere quotidiano ed esternarsiin 365giorni all’anno». I membri della Cvx da sempre – secondo il pensiero di S. Ignazio – hanno nel loro Dna«la contemplazione nell’azione– spiega il presidente Salvio – il che vuol dire impegnarsi nel quotidiano cercando di formare coscienze critiche». Le priorità certamente restano la tutela dei più deboli ed anche Cvx non può che chiedere a una nuova consiliatura «la tutela dei meno abbienti ma soprattutto il lavoro ai giovani. Dare speranza di futuro–prosegue Salvio -è indispensabile». Da sempre la Cvx – seguendo le indicazioni di Papa Francesco–ha ritenuto che occorresse essere presenti in politica «lavorando per i più deboli: dal doposcuola per gli srilankesi dai progetti contro la ludopatia alla finanza etica, fino all’accoglienza dei migranti». Anche dalle altre associazioni si individuano le priorità da indicare. Così dal Rinnovamento nello Spirito si chiede di mettere la famiglia al centro. 
«Non possiamo tacere – dice Antonio Postiglione, coordinatore diocesano del RnS – la necessità di investire sulle situazioni di disagio della nostra città: dai bambini, alle giovani coppie, fino agli anziani». La cura degli anziani «oggi delegata ad associazioni e movimenti - dice Postiglione - dovrebbe essere premura dell’Amministrazione». Dal RnS anche uno stimolo ulteriore: «Spetta soprattutto a noi cattolici curare la formazione dei giovani in politica: dobbiamo ravvivare in lorole ragioni del credere, quelle su cui vale spendere una vita in politica e spenderla bene». 
Gli fa eco Marco Rossi della Comunità di Sant’Egidio: «Una nuova amministrazione dovrebbe preoccuparsi di rendere Napoli una città inclusiva». Nel 2008 c’erano 1200 clochard. Oggi nella stessa zona contiamo 1500 persone, precisa Rossi. «Chi governerà Napoli non potrà non affrontareil problema della loro inclusione e non accorgersi di quella dei campi rom». 

Da Pasquale Orlando, leader delle Acli per anni, e ora segretario della Fap-Napoli Acli il sogno di «un’amministrazione capace di dare giustizia ai cittadini di Napoli e soprattutto ai più disagiati». La priorità per il segretario Fap-Acli sono senz’altro i più deboli:« per questo–dice -punterei sul reddito di cittadinanza e sul contrasto della evasione scolastica». E per i laici impegnati un suggerimento: «Riapriamo i circoli territoriali: dobbiamo salvaguardare i luoghi dove la gente si incontra».

lunedì, maggio 23, 2016

La presentazione del romanzo "L'amante di Cristo" presso la Rocca dei Rettori con l'autore Alessandro Zannini



La presentazione del romanzo "L'amante di Cristo" presso la Rocca dei Rettori con l'autore Alessandro Zannini e' stata l'occasione per riflettere sulla lotta alla criminalità e l'impegno sociale. A discuterne Pasquale Orlando, Ettore Rossi e Filiberto Parente.
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Sinergie: ieri la presentazione de libro “L’amante di Cristo” di Alessandro Zannini
L’appuntamento nella prestigiosa Sala dell’Acquedotto
di Elide Apice
Continuano le proposte culturali della collettiva d’arte “Sinergie”, ieri, come sempre nella Sala dell’acquedotto alla Rocca dei Rettori,la presentazione del libro “L’amante di Cristo” (Mediterraneo edizioni) di Alessandro Zannini.
Ne abbiamo parlato con l’autore a partire proprio dal titolo che potrebbe sembrare irriverente ed invece è stato scelto proprio per la capacità di attrarre.
“Il titolo non si rifà alla Maddalena – ci risponde infatti Alessandro Zanetti – ma ho giocato sulle suggestioni che potesse dare. 
L’amante è inteso come participio presente del verbo amare, nel senso di colui che ama e in questo caso chi ama è il Vescovo di Caserta, ormai in pensione, Monsignor Raffaele Nogaro, difensore degli ultimi e dei diseredati. Umile tra gli umili al punto da farsi chiamare solo don Raffaele. Dall’incontro con questo vescovo emerito, del quale sono poi diventato amico, nasce il nucleo del romanzo nel quale ho poi innestato storie verosimili, ma non accadute.
” E’ il caso ad esempio, della narrazione riguardante l’uccisione di un parroco, in realtà mai avvenuta, ma ispirata dalla storia di Don Peppe Diana.
“Proprio Don Diana mi porta a ricordare quanto il vescovo Nogaro fosse forte e coraggioso, unica voce a levarsi in difesa di un parroco sul quale erano state dette tante calunnie”.
Don Nogaro, figura di rottura per la Chiesa casertana, portatore della voce di una chiesa finalmente fuori dagli scehmi della chiesa classica e più vicina al messaggio di Francesco che sostanzialmente porta al centro la figura dell’uomo nella sua umanità. 
“Quando la Chiesa difende i diritti degli ultimi – continua Zannini – lo fa anche battendosi contro le tante forme di illegalità. 
Questo vescovo è stato portatore di legalità e ai suoi fedeli ha insegnato non solo la catechesi della fede, ma soprattutto la catechesi dell’umanità. E ‘stato, per questi territori, figura dirompente che ha scontato sulla propria pelle l’opposizione della stessa chiesa che per un periodo di tempo gli impedì di uscire fuori dalla diocesi”.
Accanto al tema della legalità e del dolore c’è anche il tema della natura intesa come rapporto dell’uomo con quel che lo circonda e ancora il tema della delinquenza organizzata che nelle terre del sud è palese, ma della quale si parla troppo forse solo con lo scopo di distogliere dalle altre “camorre”.
La sintesi è “la difesa del e l’interpretazione assoluta del messaggio evangelico che mette al centro l’umanità”. 
Il libro pone il lettore di fronte ad una doppia chiave di lettura della Chiesa: da una parte la chiesa temporale dove il cristianesimo sembra essere una ideologia non applicata nella prassi di vita quotidiana e dall’altra la chiesa nel suo messaggio evangelico di inclusione, accoglienza e difesa dei più deboli.
All’incontro hanno partecipato Ettore Rossi, Pasquale Orlando e Filiberto Parente.


domenica, maggio 22, 2016

Aldo Miglietta, un maestro di vita

Aldo Miglietta, un maestro di vita

premiostelladargento
SAN GIORGIO A CREMANO (NAPOLI) – A Villa Bruno nella Sala del Forum delle Associazioni giovedì 19 maggio si è tenuta la cerimonia di premiazione della prima edizione di La Stella d’Argento, riconoscimento assegnato a «… personalità che si siano distinte per meriti straordinari nel campo dell’impegno sociale». Il prestigioso premio è stato doverosamente assegnato ad Aldo Miglietta, che per lunghi anni ha diretto le Acli di Napoli.
Al dibattito, moderato dal giornalista Michele M. Ippolito e già consigliere nazionale delle Acli, dopo i saluti di Pasquale Orlando, segretario della Fap Acli di Napoli ed Antonio Di Maria, presidente del circolo AcliGiuseppe Lazzati, è intervenuto l’onorevole Raffaele Cananzi, già sottosegretario al Ministero degli Interni.
Aldo Miglietta è stato per decenni dirigente delle Il Premio Stella D’Argento è promosso dalla Fap Acli di Napoli. Indiscusso protagonista del dibattito sociale e politico in città tra gli anni ’70 e ’80. Un uomo che ha unito, smussato sempre angoli ed asperità, ma soprattutto punto di riferimento per i giovani conquistati dagli ideali Acli.
Il dibattito è stato arricchito dalle tante testimonianze di coloro che sono cresciuti e maturati nelle Acli. In tutte traspariva gratitudine, affetto, profonda amicizia nei confronti di Aldo Miglietta.
La serata ha seguito il fil rouge della discussione sulla buona politica, quella che si faceva una volta e aveva principi, valori e competenza. Chi ha vissuto quegli anni conosce il significato di queste parole.
Gli interventi sono culminati in quello dell’onorevole Cananzi che, ricordando la sua collaborazione con Miglietta, ha tenuto una vera e propria lectio magistralis sull’amicizia, il rispetto e l’autorevolezza che permeava la politica degli anni passati.
Tra momenti di genuina commozione e calorosi applausi è dunque arrivato il momento del conferimento del Premio Stella d’Argento, consegnato ad Aldo Miglietta dal segretario Orlando: un astro  argenteo. Il simbolo di un maestro di vita.

Per Pasquale Orlando è stato «… doveroso dare il giusto tributo ad un uomo come Aldo Miglietta, che per tutta la sua vita ha incarnato i più puri valori di solidarietà sociale e di rispetto per gli altri, operando sempre con rettitudine e competenza, nell’esclusivo interesse dei lavoratori e dei più deboli».