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martedì, gennaio 12, 2010

Accesso del figlio adottato non riconosciuto alla nascita alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità.

E' ripresa, dopo la pausa natalizia, l'attività parlamentare. Oggi lavori sia nelle commissioni sia in Aula. In Commissione Affari sociali è ripresa la discussione sulla proposta di legge sul cosiddetto biotestamento, che potrebbe arrivare in Aula già nelle prossime settimane.
In Aula si è discusso a lungo di carceri e di lavoro al sud. In entrambi i casi il Pd ha proposto due mozioni (firmate anche dall'on. Bossa) tese ad impegnare il governo ad un'azione più incisiva su due fronti di vera e propria emergenza.
Nei giorni scorsi è stata anche annunciata alla Camera la nuova proposta di legge dell'on. Bossa, che ha come obiettivo quello di allargare la sfera dei diritti dei figli adottivi non riconosciuti rispetto alla possibilità di conoscere l'identità dei genitori naturali.

A seguire il testo della Proposta di legge depositata:

PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa del deputato
BOSSA



Accesso del figlio adottato non riconosciuto alla nascita alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità.
Modifica all'articolo 28 della legge 4 maggio 1983, n. 184



Onorevoli Colleghi! – Sono mediamente quattrocento l’anno i bambini che nascono e non vengono riconosciuti dalla madre. Essi finiscono nelle liste delle adozioni e trovano spesso famiglie accoglienti, calorose, che li fanno crescere senza fargli sentire il peso di un abbandono così brutale che, anche se non si vede, un segno profondo lo lascia. Nell’anima più che nella psiche. Non riconoscere un figlio alla nascita è un diritto riconosciuto dal Codice civile, all’articolo 250, e dalla legge 127/97. La donna ha diritto ad un parto segreto e anonimo. E ha diritto di scegliere, entro dieci giorni dalla nascita, se riconoscere o meno il bambino. Si tratta di momenti drammatici per la vita di una donna: solo chi è madre può capire quanto profonda può essere quella lacerazione.
Il diritto a non riconoscere un figlio è tuttavia una conquista di civiltà del nostro diritto. Uno strumento con cui, evitando l’aborto, una donna decide di portare avanti una gravidanza inattesa e poi consegna il bambino che ha partorito ad un altro destino, che però è di vita e dignità.
Il fenomeno dei bambini non riconosciuti alla nascita è andato ridimensionandosi nel tempo. Negli anni Cinquanta si contavano circa 5mila casi l’anno. Negli ultimi anni siamo scesi a 400 casi. Le nascite si sono contratte del 39 % mentre i non riconoscimenti si sono ridotti del 91 %. Molti dei non riconoscimenti sono di donne straniere: bambini venuti al mondo in condizioni di estrema marginalità.
Questa introduzione è utile a descrivere il tema della presente proposta di legge, quello della ricostruzione della storia personale del bambino adottato e non riconosciuto alla nascita.
Com’è noto i non riconosciuti alla nascita non possono, per legge, ricorrere al tribunale per scoprire l'identità dei genitori biologici. Al contrario dei figli adottivi riconosciuti, che una volta compiuti i 25 anni, in virtù della legge 149/2001, possono risalire alle proprie origini biologiche, ad essi è negata ogni ricostruzione della propria identità. Potrebbero accedere a tale informazione solo trascorsi cento anni dalla nascita. Di fatto, quindi, gli è negata questa opportunità. Secondo la normativa vigente il diritto a venire a conoscenza della nostra identità configge con quello della donna che, al momento del parto, non acconsentì ad essere nominata. Quest’ultimo viene ritenuto, dalla legge attuale, decisamente prevalente sull’interesse del figlio, anche adulto, a poter conoscere le proprie origini. Ciò impedisce a migliaia di persone di far luce su una zona senza ricordi e senza storia che sta all’origine della vita e dello sviluppo. La conoscenza delle origini contribuisce a formare l’identità entrando nell’insieme di realtà che rappresentano il punto di partenza dello sviluppo umano.
Questa disparità di trattamento sta acuendo in molti una replica di quel senso di abbandono che si portano dalla nascita. Sono in tanti a voler ricostruire la propria traccia identitaria, non per rinnegare quei genitori di fatto che li hanno adottati e cresciuti come figli ma per riannodare i fili della propria storia personale. Per chiedere una modifica della normativa sono nate associazioni ("Figli adottivi e genitori naturali" e "Astro nascente") e siti web che rivendicano il diritto di poter rintracciare le "radici".
Per dare una risposta a questa sentita esigenza, nasce la presente proposta di legge. Va fatta, innanzitutto, una premessa: noi non desideriamo che venga messa in discussione la possibilità per la donna di partorire in anonimato, riconoscendo le valenze racchiuse in tale istituto legislativo, né, tanto meno, auspichiamo che lo Stato non rispetti il patto concluso con la madre a cui fu consentito di partorire in anonimato. Chiediamo, però, che si trovi un sistema per tenere conto anche del diritto, e dello strazio, di un figlio non riconosciuto e adottato a ricostruire la sua storia. Quale potrebbe essere la soluzione? La presente Proposta si legge interviene sulla normativa vigente, modificandola con l’introduzione di un’ulteriore opportunità: si preveda che il Tribunale dei Minori, valutata la richiesta di accesso ai documenti da parte dell’adottato, nomini un mediatore che verifichi se la volontà della madre sia ancora attuale o se essa esprima il consenso al superamento dell’anonimato attraverso una “revoca del diniego”, alla luce delle mutate condizioni esistenziali. Infatti è verosimile ed ampiamente documentato dalla cronaca che molte madri, vissute in una lacerante sofferenza per tutta la vita, possano non trovare difficoltà, ma anzi una ampio sollievo, nel venire a conoscenza che il figlio abbandonato forse per una scelta imposta da circostanze contingenti, ormai adulto, provi un intimo e profondo desiderio di conoscenza, ispirato da un sentimento conciliativo e riparatore. Nel caso, non infrequente per quelli di una certa età, che la madre biologica fosse deceduta, crediamo che, ferma restando la discrezione richiesta, il Tribunale possa procedere a rendere note le generalità, anche tenuto conto del radicale mutamento dei costumi avvenuto negli ultimi decenni, che induce a valutare, con diversa consapevolezza, eventi una volta ritenuti infamanti, quale poteva essere, come nella maggioranza dei casi, la nascita al di fuori di una situazione regolare di coppia.
Una modifica della legge attuale nel senso di seguito proposto contribuirebbe a rimodulare il bilanciamento tra i due diritti in conflitto, quello alla conoscenza delle proprie origini e quello alla riservatezza, senza che il secondo schiacci ed annulli il primo in modo assoluto, consentendo, finalmente, ai figli adottivi non riconosciuti alla nascita, di uscire da una condizione nella quale si sentono “ombre”, senza alcuna possibilità di replica né decisionale sulle scelte di cui sono stati fatti oggetto.




PROPOSTA DI LEGGE



Art. 1.
1. Il comma 7 dell'articolo 28 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente:
«7. L'adottato può accedere a informazioni che riguardano la sua origine, comprese quelle concernenti la procedura di adozione, i dati sanitari, i periodi di permanenza in istituti o altro, con l'unica esclusione dell'identità dei genitori biologici qualora egli non sia stato riconosciuto alla nascita. In tale ultima ipotesi, previa richiesta dell'adottato che abbia compiuto i venticinque anni di età, il tribunale per i minorenni del luogo di residenza dell'adottato, valutato il caso, è tenuto a informare la madre e il padre naturali della richiesta di accesso alle informazioni da parte dello stesso adottato e a richiedere il loro consenso al superamento dell'anonimato. Qualora la madre risulti deceduta e il padre risulti deceduto o non identificabile, il medesimo tribunale, su richiesta dell'interessato, procede direttamente ad acquisire le informazioni concernenti le loro generalità e le loro anamnesi familiari, fisiologiche e patologiche, in particolare per quanto concerne l'eventuale presenza di patologie ereditarie trasmissibili e le cause del decesso, nonché il deposito di loro organi presso banche sanitarie».

mercoledì, ottobre 28, 2009

Lavoratori dipendenti: permessi per l’assistenza ai neonati anche se la moglie è casalinga


Con circolare n.112, del 15 ottobre 2009, l’Inps afferma che un lavoratore dipendente può usufruire dei riposi giornalieri per l’assistenza del bambino, anche nel caso in cui la madre sia casalinga.

I riposi possono essere fruiti dopo il terzo mese successivo al parto, vale a dire partire dal giorno successivo alla fine del periodo di maternità riconosciuto dalla vigente normativa.
In caso di parto plurimo, il padre che sia lavoratore dipendente può raddoppiare i periodi di riposo, e le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche nel corso dei tre mesi successivi al parto.

mercoledì, giugno 03, 2009

San Pietroburgo: CENTRO DI CRISI PER BAMBINI

CENTRO DI CRISI PER BAMBINI

Assieme ai fratelli della Chiesa Ortodossa e della Chiesa Luterana e’ stata costituita un’Associazione, "Il Centro di crisi per bambini", che, per ora, ha in attività un "Telefono di fiducia", presso il quale si raccolgono i segnali di disagio delle famiglie, genitori e ragazzi, e dove si cerca di prevenire il peggioramento di situazioni a rischio; due "Centri diurni" presso i quali i bambini più piccoli (fino ai dodici anni) e i ragazzi più grandi (fino ai diciassette anni) hanno la possibilità di trascorrere il pomeriggio (al caldo!) svolgendo attività di animazione e di formazione, nonché di recupero scolastico.

Si cerca anche, là dove è possibile, di lavorare con i genitori per rimuovere quei problemi che hanno portato questi ragazzi a vivere abbandonati in strada.

Attiva è anche una "Mensa" dove i ragazzi si possono sfamare quotidianamente.

Sui problemi dei ragazzi abbandonati è stato anche aperto il seguente “Sito Internet” http://wwwbesprizornik.spb.ru, nelle versioni russa, inglese e italiana.

Nell’ottobre 2004 è partita una “Scuola mobile”, per offrire il recupero scolastico di anni persi sulla strada a quei ragazzi che desiderano riprendere lo studio.

Dal gennaio 2005 e’ stato aperto un “Albergo notturno” capace di ospitare ragazzi senza casa che intendono tornare a condurre, o iniziare, una vita normale, abbandonando la strada.

Mentre dal settembre 2006 e’ stato avviato un “Centro della famiglia” per aiutare le famiglie in difficolta’ e prevenire il disagio nei minori.

In questo “centro della famiglia” e’ attivo una sorta di consultorio familiare nel quale, tra l’altro, si offrono consulenze anche a quei genitori russi che desiderano adottare o prendere in affido uno di quei 700.000 minori che vivono negli orfanotrofi.

Inoltre, vi e’ una ‘Scuola genitori’ per coloro che hanno un figlio adolescente e si tenta anche di costruire una ‘cultura della famiglia’ infondendone i valori nella societa’ attraverso l’organizzazione di convegni e conferenze.

Da qualche anno, infine, vi e’ un progetto, lo “Spazio della gioia” per l’animazione del tempo libero dei ragazzi autistici e delle loro famiglie e dal settembre 2008 e’ attivo un “Laboratorio” per offrire loro una attivita’ lavorativa protetta.

Nell’aprile dell’anno 2009 e’ stato avviato un progetto di servizio presso l’Ospedale pediatrico N. 5 di San Pietroburgo per stare accanto ai bambini che spesso sono costretti a passare in solitudine la loro degenza ospedaliera.

Al "Centro di crisi per bambini", si sta riorganizzando ora il servizio psicologico e sociale operante trasversalmente in tutti i settori (telefono e centri diurni).

Si sta progettando anche l’apertura di una casa-famiglia per i ragazzi autistici e si guardano con interesse anche altri campi sociali particolarmente bisognosi del nostro aiuto verso cui eventualmente dirigere l’attenzione: anziani, ammalati di AIDS e tossicodipendenti, in particolare.

A tale proposito e’ di prossima apertura (entro la fine dell’anno 2009) una casa di accoglienza per i bambini sieropositivi, dai zero ai cinque anni, e per bambini della stessa eta’ che hanno subito violenze o sono stati abbandonati dai genitori.



Frate Stefano Invernizzi, francescano

(bratstefano@rambler.ru)


P.s.: puoi sostenere economicamente le attività di Bratskij mir e dei Frati Minori di San Pietroburgo inviando offerte a:

- Bonifico Bancario intestato a: PROVINCIA DI LOMBARDIA S. CARLO BORROMEO DEI FRATI MINORI INTESA SAN PAOLO filiale 2109 Corso Buenos Aires, 92 - 20124 Milano Iban IT04 G030 6909 4651 0040 6831 086

- Conto Corrente Postale intestato a: CURIA PROVINCIALE DEI FRATI MINORI VIA CARLO FARINI, 10 - 20154 MILANO Iban IT 59 J 07601 01600 000029396207

Indispensabile e’ in entrambi i casi segnalare la causale di versamento: Bratskij mir e specificare l’intenzione delle offerte (Centro di crisi per bambini di strada)

lunedì, luglio 07, 2008

"Lasciate in pace i bambini, le impronte prendetele a noi"

NOMADI - "Lasciate in pace i bambini, le impronte prendetele a noi"

Manifestazione di protesta a Roma organizzata dall'Arci, da Antigone e da altre associazioni contro la decisione del governo di prendere le impronte anche ai minori rom. In piazza dell'Esquilino raccolta delle impronte di privati cittadini che si autodenunciano. In mattinata una quindicina di assessori e consiglieri provinciali, comunali e regionali dell'area del centro sinistra e della sinistra (Pd, Sinistra democratica e Rifondazione) riuniti nel campo rom della Magliana vecchia in segno di protesta contro il "censimento razzista del governo".
Bologna. Appello al prefetto: ''Non schedateli''
. Consegnato un documento firmato da parlamentari, politici locali, sindacati, associazioni ma anche religiosi. In calce anche le firme del sindaco Cofferati e della presidente della Provincia Draghetti. vai>>

NOMADI – "Siamo italiani come gli altri"
Riunite in piazza San Babila a Milano circa 250 persone da Lombardia, Piemonte, Veneto, Lazio e Toscana: un’invasione pacifica a suon di slogan e canti. “Italiani dal 1400”, “No al nuovo Olocausto”, “Siamo per la legalità”: queste le frasi contenute negli striscioni. Sucar Drome: “I prefetti possono acquisire dati precisi sulle presenze nei campi autorizzati direttamente dagli uffici anagrafici, senza il bisogno di rilievi segnaletici”. vai>>

NOMADI – Arrivano i Nas, campo a rischio chiusura

A Cagliari denunciate al comune pessime condizioni igieniche e devastazione. Non solo sporcizia, ma anche scarichi a cielo aperto, fango ovunque, topi, difficoltà a reperire l'acqua potabile e pericolo per gli impianti elettrici abusivi. Nel frattempo è la Regione che decide di intervenire con un finanziamento da 500 mila euro per la vivibilità nei campi di 10 città. Ma per quello di Cagliari, si profila la chiusura. vai>>

mercoledì, maggio 21, 2008

Birmania crudele anche per i bambini soldato

Va alla Birmania la maglia nera per il paese che maggiormente utilizza i bambini per i conflitti armati. Lo dice il nuovo Rapporto sui Bambini Soldato, presentato oggi a New York e diffuso in Italia dalla coalizione italiana della campagna “Stop all’uso dei bambini soldato!” composta tra gli altri da Amnesty International, Coopi, Focsiv, Intersos, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Tdh Italia e Unicef. Le truppe governative birmane, coinvolte in operazioni anti sommossa contro una serie di gruppi armati etnici, utilizzano migliaia di bambini. Vengono utilizzati anche dalle forze governative in Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sudan, Uganda e Yemen. Minori palestinesi sono stati utilizzati in vari casi come scudi umani dall’esercito d’Israele e soldati inglesi di meno di 18 anni sono stati inviati in Iraq fino a metà del 2005. Ma in almeno 14 nazioni, minori sono stati reclutati in truppe di supporto all’esercito regolare, o in gruppi di civili o in milizie illegali o gruppi armati fiancheggiatori degli eserciti nazionali.

martedì, maggio 06, 2008

MINORI - Italia: i bambini stanno bene. Le mamme un po' meno


Italia al primo posto tra i Paesi in cui i bambini stanno meglio. Bassa mortalità infantile, alto tasso di istruzione, ottime condizioni di salute. Ma per benessere e salute delle madri siamo diciannovesimi su 146 paesi. Lo dice il IX rapporto di Save The Children, che considera indicatori come la scolarizzazione, l'uso della contraccezione, la partecipazione delle donne alla politica e la loro capacità di avere un reddito. Neri: "Ogni anno muoiono 500 mila donne per conseguenze della gravidanza. Basterebbe questo per portare il tema al tavolo del G8".

- "Quote rosa? Italia come Gabon e Bolivia". Le donne italiane usano la contraccezione con percentuali simili a quelle del Botswana (39%), mentre la loro partecipazione alla vita politica è del 17%.

venerdì, gennaio 25, 2008

Pediatria: vaccinazioni facoltative? Rischi per 200 mila bimbi l'anno

Milano, 21 gen. (Adnkronos Salute) - Vaccinazioni facoltative? Occhio, perché "senza l'obbligatorietà si rischia di non vaccinare 200.000 bambini ogni anno". Lo sottolinea Italo Farnetani, pediatra e professore a contratto all'Università di Milano-Bicocca, che si inserisce nel dibattito sulle vaccinazioni con in mano i dati di un'indagine condotta su un campione di 2.500 visitatori del sito www.ambulatorio.com.

Guardando alle risposte, si scopre che "il 61% dei genitori italiani preferisce che le vaccinazioni siano obbligatorie, contro il 39% che le vorrebbe facoltative. Una scelta - spiega Farnetani, coordinatore dell'indagine - che non è dettata da interessi o una paure personali: ben il 75% dei genitori sa, infatti, che se a scuola c'è un bambino non vaccinato, il rischio lo corre chi non ha eseguito la vaccinazione, non gli altri". Dall'indagine, inoltre, si scopre che i genitori italiani non sono sufficientemente informati.

Nel questionario infatti è stato chiesto loro di stilare una graduatoria in base all'importanza delle vaccinazioni, esprimendo tre preferenze. Dai risultati si scopre che le risposte sono dettate dall'impatto emotivo e dalle notizie di cronaca, più che da un'informazione appropriata. Saldamente al primo posto per importanza, secondo mamme e papà italiani, si piazza la vaccinazione contro il meningococco, indicata dal 67% dei genitori; al secondo posto quella contro lo pneumococco, scelta dal 54%, e al terzo posto quella contro morbillo parotite e rosolia (29%). Una delle vaccinazioni meno votate è stata quella contro la pertosse (7%). Un grave errore, sottolinea Farnetani.

"Si pensi solo - commenta il pediatra - che quando, all'inizio degli anni '80, in Gran Bretagna fu interrotta la vaccinazione contro la pertosse, perché il vecchio vaccino aveva gravi effetti collaterali, si ebbe un incremento del numero dei morti nei primi 6 mesi di vita a causa della malattia". E ancora, dove eseguire le vaccinazioni? Per il 68% dei genitori il luogo ideale è lo studio del pediatra di famiglia. Per il 21% le Asl, mentre per il 7% va bene qualsiasi ambulatorio.

Secondo Farnetani, "l'indagine dimostra che è necessario agevolare al massimo la possibilità di eseguire le vaccinazioni, facendole effettuare nei luoghi abitualmente frequentati dai genitori, come per esempio l'ambulatorio del pediatra curante. La necessità di mantenere l'obbligatorietà delle vaccinazioni, infatti - sottolinea il pediatra - è l'unico sistema per riuscire a immunizzare un numero di bambini sufficiente a impedire la circolazione degli agenti infettivi della malattia che si intende prevenire. Quando le vaccinazioni non sono obbligatorie, resta non vaccinata una parte di popolazione che può, perciò, ricevere l'agente infettivo e tenere sempre attiva la malattia". I genitori hanno dimostrato, inoltre, di non possedere informazioni sufficienti per poter esercitare una scelta consapevole e informata sull'argomento.

"Le risposte denotano che le opinioni sull'importanza dei vaccini sono state fortemente condizionate dalle notizie di cronaca delle ultime settimane. Peraltro - prosegue il medico - la poca informazione dei genitori si mantiene costante negli anni, come emerge dal confronto con altre indagini effettuate in passato". Un ulteriore elemento che dimostra il rischio di riduzione del numero dei bambini vaccinati, se venisse tolta l'obbligatorietà, arriva da un'indagine effettuata alcuni anni fa, quando in Italia le vaccinazioni venivano praticate anche nelle scuole. Risultò che, se le immunizzazioni erano effettuate a scuola, veniva vaccinato il 76% dei bambini. Se la stessa vaccinazione doveva essere praticata negli ambulatori delle Asl, si scendeva al 56%.

"In base a questi dati - assicura Farnetani - si rischierebbe di non vaccinare circa 200.000 bambini ogni anno". Proprio per evitare che i piccoli non abbiano una protezione sufficiente contro le malattie, "molte nazioni, ove non sono obbligatorie le vaccinazioni per accedere alla scuola, hanno reso indispensabile - conclude l'esperto - la presentazione del certificato che attesti di averle eseguite''.

mercoledì, novembre 14, 2007

"Tornare bambini": un convegno di "Mani Tese - Campania" sul lavoro minorile, rispetto dei diritti umani e responsabilità sociale d'impresa.

Presenti il Sindaco di Napoli, padre Alex Zanotelli e don Tonino Palmese di Libera. Sarà presentata la Carta d'Intenti contro lo sfruttamento minorile.

Si terrà domani, nella sala Giunta del Comune di Napoli, a Palazzo San Giacomo (dalle ore ore 10,30 alle 13,00) il convegno "Tornare bambini - lavoro minorile, rispetto dei diritti umani e responsabilità sociale d'impresa.

Saluti delle istituzioni: Rosa Russo Iervolino (Sindaco di Napoli), Giulio Riccio (assessore alle politiche sociali), Umberto Morelli (Centro Servizi per il Volontariato).

Interverranno: Maria Rosa Cutillo (Responsabile relazioni internazionali di Mani Tese), Fabrizia Paloscia (Programma Fabbrica Etica - Regione Toscana), don Tonino Palmese (coordinatore associazione Libera in Campania), Alex Zanotelli (padre comboniano), Renato Briganti (Mani Tese Campania).

Coordina: Valentina Gagliano (Mani Tese).

Mani Tese ha elaborato una carta d'intenti contro lo sfruttamento del lavoro minorile proposta per l'adesione alla società civile, alle parti sociali, alle istituzioni, alle scuole e all'opinione pubblica. La carta sarà lo strumento principale della mobilitazione nazionale contro lo sfruttamento del lavoro minorile prevista per il 16 e il 17 novembre 2007 che vedrò l'organizzazione di iniztive in 100 città italiane. Alla mobilitazione si affiancheranno iniziative si sensibilizzazione ed eventi musicali.

"Questi seminari - dice Renato Briganti di Mani Tese - sono un modo di promuovere la solidarietà e la cittadinanza attiva. Purtroppo l'informazione su alcune tematiche resta scoperta. Basti pensare agli oltre 30 conflitti di grande dimensione di cui non si parla ma che in realtà ci coinvolgono innanzitutto umanamente: non si può intervenire soltanto dove ci sono interessi economici".

L'iniziativa realizzata nell'ambito delle attività di promozione del Centro Servizi per il Volontariato.

14 novembre '07
ufficiostampa@cirobiondi.it
393.5868941
339.5445737

"Mani Tese". Chi è

Fondata nel 1964, Mani Tese è una Organizzazione non governativa ed una Organizzazione non lucrativa di utilità sociale. Dal 1978 è riconosciuta come Ente Morale e, dal 1997, è dotata dello status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.
Mani Tese opera per instaurare nuovi rapporti tra i popoli, fondati sulla giustizia e la solidarietà:

sostenendo associazioni e comunità dei Paesi del Sud del mondo attraverso la realizzazione di progetti volti alla promozione di uno sviluppo locale sostenibile e per la liberazione da soprusi, ingiustizie e disuguaglianze;
. promovendo azioni, nel Nord e nel Sud del pianeta, contro le cause dell'ingiustizia;
. promovendo esperienze di economia solidale, modelli di sviluppo non competitivi e rispettosi dell'ambiente e rapporti sociali imperniati sui valori di giustizia, pace, nonviolenza, condivisione, solidarietà, sobrietà dei consumi, dialogo, collaborazione e partecipazione.
Dal 1964 ad oggi Mani Tese ha finanziato oltre 2100 progetti di sviluppo in tutto il Mondo, con l'obiettivo centrale dell'autosufficienza e dell'autodeterminazione delle comunità locali.
Sviluppo, per Mani Tese, è consentire a tutte le donne e gli uomini una vita dignitosa e libera da sfruttamento ed ingiustizie, e nel pieno rispetto dei diritti umani.
Mani Tese ha la consapevolezza che per un futuro sostenibile occorra una profonda ristrutturazione, a livello mondiale, della distribuzione del reddito, dei sistemi di produzione, del commercio e dei livelli di consumo.
Mani Tese vuole e promuove un nuovo ordine economico internazionale , fondato su un diverso modello di sviluppo sia nel Nord che nel Sud, basato su giustizia e sostenibilità.
Mani Tese realizza ogni anno centinaia di percorsi di educazione allo sviluppo nelle scuole di tutta Italia, per l'educare all'Intercultura, alla Pace, allo Sviluppo Sostenibile.
Mani Tese aderisce e promuove Campagne, Mobilitazioni e Coordinamenti locali e nazionali , verso un diverso modello di Sviluppo, per la Globalizzazione della Giustizia e della Solidarietà, per una cultura di Pace.
All'associazione Mani Tese aderiscono oltre 40 gruppi di volontari in diverse città d'Italia. I gruppi sono luoghi dove si realizza la progettualità dell'Associazione, luoghi di crescita personale, di elaborazione politica e culturale, di confronto e sperimentazione concreta di modelli diversi di relazione con gli altri, con le risorse e con il tempo. La segreteria nazionale si trova invece a Milano.
Mani Tese, attraverso la Cooperativa Sociale Mani Tese , promuove la raccolta del materiale riciclabile ed il riutilizzo, sia come provocazione all'attuale modello di sviluppo sia quale mezzo coerente di raccolta fondi.
Mani Tese si presenta con due slogan che ben rappresentano, in sintesi, la nostra azione:
Lo Sviluppo oltre l'Emergenza nella misura in cui, fin dalla nostra fondazione, abbiamo scelto di agire per lo sviluppo delle comunità locali .
Un impegno di Giustizia, perché lottare contro la fame, lo sfruttamento e per il riconoscimento dei diritti umani fondamentali è un laico impegno di giustizia .
Mani Tese, ogni anno, approva, nell'Assemblea dei Soci, il Programma Associativo dove potrete trovare tutte le attività promosse, in un anno, dall'Associazione.

venerdì, giugno 22, 2007

Pozzuoli: Insieme con le ACLI per l’arte, mostra e spettacolo

Il giorno mercoledì 27/06/2007 alle ore 17.00 presso la Chiesa S. Maria della Consolazione di Pozzuoli (Carmine), al termine del Corso per bambini sul Riciclaggio dei materiali, tenuto dal circolo ACLI Dicearchia di Pozzuoli, verrà allestita una mostra dei lavori realizzati, corredata da uno spettacolo di musica e danza.

Programma:

Presentazione delle ACLI – Illustrazione delle attività svolte – dei negozi convenzionati – ringraziamento alle persone intervenute

Visita della mostra “Insieme con le ACLI per l’arte, mostra e spettacolo”

Inizio spettacolo
Presentazione dei piccoli
Canto “O sole mio” con preludio
Intramezzo musicale “live”
Ballo “Mambo Loren”
Intramezzo musicale “live”
Ballo “Spagna”
Intramezzo musicale “live”
Canto “Pozzuoli”

Bambini che hanno partecipato al corso:

- Damonte Maria Laura
- Daniele Alessandra
- Daniele Francesco
- De Luca Caterina
- Girotti Lorenzo
- Girotti Serena
- Gramaglia Gabriella
- Innocente Raffaella
- Martino Alessandra
- Minopoli Ismaele
- Mirata Michela
- Muoio Eleonora
- Notaro Ivan
- Notaro Francesco
- Spinelli Andrea
- Spinelli Francesca
- Sommella Benedetta
- Sorano Giorgia
- Sorano Camilla
- Vanore Giandomenico
- Vanore Ines

Il corso di riciclaggio dei materiali è stato tenuto dalle insegnanti Giovanna Di Francia e Rita Gemma Petrarca, ed ha avuto la durata di 9 ore.
Il corso è stato seguito dai figli degli iscritti ACLI DICEARCHIA di età compresa tra i 5 e i 11 anni ed ha avuto come obiettivo l’acquisizione di tecniche di trasformazione e recupero di oggetti vecchi attraverso l’utilizzo di materiali di vario tipo (stoffe, merletti, decorazioni con polveri, etc.) e l’acquisizione di tecniche calligrafiche impegnate.

venerdì, aprile 27, 2007

Uniti per i bambini contro l’aids


Ogni minuto un bambino muore per cause collegate all'HIV/AIDS, e quattro nuovi contagi avvengono fra adolescenti di età inferiore ai 15 anni. E sono oltre 15 milioni i bambini nel mondo che hanno perduto uno o entrambi i genitori a causa della malattia.
Dopo venti anni dall'inizio della pandemia, solamente una minima frazione delle risorse necessarie è effettivamente disponibile.
La Campagna Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS è stata promossa dall'UNICEF, con l'adesione, in Italia, di 11 organizzazioni: Amnesty International – Sezione Italiana, ANLAIDS, Archè, CESVI, CittadinanzAttiva, Comunità di Sant'Egidio, Croce Rossa Italiana, LILA, Medici Senza Frontiere – Italia, Save the Children – Italia, Terre des Hommes –Italia.
Il 14 e 15 aprile è stata lanciata una raccolta firme, che si concluderà a fine maggio, per chiedere al Governo Italiano il rispetto degli impegni presi in materia di HIV/AIDS con un'attenzione particolare a quelli relativi all'infanzia.

Per maggiori informazioni:
  • www.unitiperibambini.it

  • martedì, aprile 17, 2007

    La Banca dei Bambini

    Dal 10 al 24 aprile sarà in Italia la delegazione della Children's Development Bank; Banca Etica è tra i sostenitori.

    Una banca fatta di bambini e per i bambini lavoratori è realtà in India, Afganistan e Sri Lanka. Dal 10 al 24 aprile sarà ospite in Italia la delegazione asiatica composta da ragazzi ed educatori, che presenzierà ad una fitta rete di appuntamenti, alcuni dei quali organizzati in collaborazione e con il contributo di Banca Etica. L’iniziativa è promossa da ItaliaNats e Asoc.

    La Children’s Development Bank (Banca di sviluppo dei bambini) è gestita dai ragazzi; gli adulti hanno esclusivamente un ruolo di garanti e facilitatori. I risparmiatori con più di 15 anni possono chiedere anche prestiti per piccole attività economiche. La CDB ha iniziato a funzionare formalmente nell’aprile 2004 grazie alla National Foundation of India e a Butterflies, ong che opera a Nuova Delhi. Attualmente questa iniziativa si è estesa in diverse città dell’India e in altri paesi. L’obiettivo di Butterflies è la diffusione su scala globale.

    In particolare Banca Etica ha contribuito ad organizzare le tappe padovana e fiorentina di questo evento itinerante.

    Il 12 aprile i bambini banchieri saranno a Padova per un incontro presso il municipio di Padova con l’Università e la cittadinanza e nel pomeriggio presso la nuova sede di Banca Etica ci sarà un confronto con dipendenti, soci e cda della banca.

    Il 13 aprile la delegazione si sposterà a Firenze presso l’Istituto degli Innocenti per un incontro organizzato in collaborazione con Unicef e Regione Toscana.
    Di seguito i materiali illustrativi.

    presentazione progetto
  • programma di tutte le iniziative
  • programma incontri di Padova e Vicenza
  • programma incontri di Firenze, Siena e Roma
  • presentazione Butterflies
  • presentazione Aschiana
  • presentazione Mahila Development Center
  • presentazione Kantha Shakthi
  • venerdì, febbraio 02, 2007

    "PRIMA LE DONNE E I BAMBINI"



    VENERDI' 9 FEBBRAIO 2007, a Roma, presso la sede nazionale della Margherita,
    ci sarà un SEMINARIO NAZIONALE organizzato dal Dipartimento Welfare, dal
    titolo "PRIMA LE DONNE E I BAMBINI" Per un welfare generazionale e
    familiare.
    PER UN WELFARE GENERAZIONALE E FAMILIARE
    La nascita del Ministero della Famiglia è un'occasione da non perdere per dotare finalmente il nostro Paese di un moderno assetto delle politiche familiari.
    Per troppo tempo la politica non ha dedicato attenzione ad una realtà - la famiglia - che certamente in Italia aveva solide radici e valori largamente condivisi.
    Ora la situazione è diversa. Abbandonate a se stesse, le famiglie italiane stanno tirando i remi in barca. Il segnale più evidente di questa rassegnazione rispetto al futuro viene dal trend demografico. Siamo un paese che sta diventando troppo vecchio e dove si registrano due primati negativi: il minor tasso di fertilità e il minor tasso di occupazione femminile. Con questo seminario la Margherita riprende e rilancia un insieme di proposte che hanno al centro le donne e i bambini. Tutelando e promuovendo i soggetti più esposti del nucleo familiare, rafforzeremo tutta la famiglia. Dopo la riduzione del costo del lavoro, che porterà una boccata d'ossigeno per le nostre imprese e un po' più di soldi nelle tasche di chi lavora, nel 2007 c'è bisogno di un segnale forte, un vero cambio di passo sulle politiche per la famiglia. Servono risorse finanziare, nuovi servizi e nuove disposizioni legislative. Ma serve soprattutto una nuova prospettiva: rimettere al centro la famiglia, perché il Paese torni a crescere.
    Luigi Bobba
    Responsabile nazionale Dipartimento Welfare DL Margherita

    sabato, gennaio 06, 2007

    A CASANDRINO LA BEFANA HA REGALATO LA "PRIMA FESTA DEI BAMBINI"

    A CASANDRINO LA BEFANA HA REGALATO LA "PRIMA FESTA DEI BAMBINI" ORGANIZZATA DALLA SEZIONE DELLE ACLI PRESIEDUTE DA PASQUALE PISCOPO. NELLA SALA CONSILIARE, I BAMBINI HANNO INCONTRATO I PERSONAGGI DEL MONDO DELLE FIABE E DEI CARTONI, PARTECIPANDO AL TEATRO DEI BURATTINI, KARAOKE,"I MASCHERONI E DISCO DANCE", SPETTACOLO DI MAGIA, GIOCHI COL FUOCO E TAMMORRE.
    LA SERATA SI E' CONCLUSA CON LA CONSEGNA DELLE CALZE DELLA BEFANA DONATE DAL CTA (Centro Turistico Acli) DI CASANDRINO E CONSEGNATE DALLA BEFANA AI BIMBI DELLE FAMIGLIE ISCRITTE ALLA CARITAS PARROCCHIALE DELLA CHIESA DI CASANDRINO, CIRCA 100 BAMBINI.