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venerdì, aprile 24, 2020

Anziani al tempo del Coronavirus. Uscire dall'incubo sanitario e sociale.

Benevento: Ieri una buona iniziativa. Anziani al tempo del Coronavirus. Soddisfazione di Pasquale Orlando che ha promosso l'iniziatica con Fap Acli Napoli, Cives Benevento e Sannio Social Factory. Uscire dall'incubo sanitario e sociale. "Un approfondito confronto sulla questione anziani al tempo del coronavirus. Con esperti e operatori sociali e sindacali della terza età un dialogo ricco di prospettive di azione e di proposte, illuminato dalla pastorale di Francesco."

martedì, luglio 10, 2012

Affrontare la crisi con la forza della solidarietà attiva.

Il Comitato nazionale della FAP ACLI a Torre dell’Orso.

 Pasquale Orlando: Affrontare la crisi con la forza della solidarietà attiva.

 Il Comitato Nazionale della FAP ACLI riunito a Torre dell’Orso (LE) in concomitanza della Festa mare “generazioni Insieme” ha affrontato il tema della crisi economica e le ricadute sulla condizione di vita dei pensionati e delle loro famiglie. La relazione introduttiva del Segretario nazionale Pasquale Orlando ha riassunto i termini di una fase economica difficile, in particolare per i pensionati che stanno pagando il prezzo maggiore delle politiche di risanamento ed analizzato i provvedimenti all’attenzione del Parlamento, con particolare riguardo ai tagli alla sanità, alle regioni ed agli enti locali. “Ci sarà una forte difficoltà ad accedere ai servizi sanitari mentre rischiano di essere eliminate alcune opportunità soprattutto nei trasporti a causa dei tagli enti locali - ha detto Pasquale Orlando - la spending review richiede quindi una attenta iniziativa da parte del movimento dei pensionati italiani”. Da un lato la FAP ACLI ha aderito alla mobilitazione nazionale dei sindacati confederali per sollecitare il governo, il Parlamento, le forze politiche e le istituzioni locali ad ''intervenire con urgenza'' per sostenere il potere d'acquisto delle pensioni, per una nuova politica fiscale e per un welfare pubblico che sia in grado di rispondere alle esigenze degli anziani, con una particolare attenzione verso quelli non autosufficienti. Dall’altro ha deciso di avviare azioni concrete di mutualità ed autoorganizzazione per alleviare il peso della crisi e garantire migliori servizi a minor costo ai propri associati. In questo senso si colloca proprio la Festa Mare organizzata insieme al CTA per garantire il diritto alla vacanza dei pensionati che quest’anno, per oltre la metà, passeranno l’estate nel caldo delle città. I nodi strutturali restano però quello della sanità verso cui la FAP ha deciso di sostenere d’intesa con le ACLI, l’iniziativa di sanità low cost proposto dal movimento cooperativo attraverso il progetto Welfare Italia e quello del credito e dei servizi bancari che abbiamo affrontato offrendo un autentico conto corrente a costo zero grazie alla convenzione con il Banco Popolare.

martedì, gennaio 24, 2012

Acli: per i giovani il turismo è sempre più last minute e low cost



I giovani in viaggio sono sempre più last minute e low cost. Il budget a loro disposizione è limitato, dunque le opportunità di viaggio seguite sono quelle a basso costo: il 40% dei giovani turisti si arrangia con circa 200 euro.
Di  “turismo low cost per i giovani italiani che devono fare i conti, più di altri soggetti sociali, con gli effetti della crisi economico-finanziaria” parla un’indagine condotta dai Giovani delle Acli in collaborazione con il Centro turistico Acli. Non si smette di viaggiare, ma destinazioni e comportamenti turistici cambiano. La ricerca ha evidenziato che su mille giovani tra 25 e i 35 anni si è registrata una preferenza di viaggio per il Capodanno a favore delle capitali europee. In particolare il 55% dei giovani ha scelto come meta le città di Parigi, Londra, Vienna e Madrid.
Ma il budget a disposizione è sempre più contenuto: il 40% dei giovani turisti può contare su circa 200 euro, il 20% può spendere fino a 300 euro e il 10% non supera i 500 euro.
Commenta il segretario nazionale dei Giovani delle Acli Giuseppe Failla: “Low cost e last minute sono le parole magiche che sembrano aver donato ai giovani opportunità di viaggio prima riservate a pochi. Dietro queste parole, però, si insidia il rischio di un profondo cambiamento culturale che vuole fare del viaggio un semplice girovagare. Aumentano così i giovani viaggiatori del fine settimana che collezionano sorrisi stampati su foto con alle spalle luoghi che rimangono sconosciuti. Una logica da Risiko che al posto dei carri armati e delle bandierine per indicare i luoghi conquistati utilizza le Lonely Planet orgogliosamente disposte in fila nelle librerie di casa”.

mercoledì, dicembre 07, 2011

MANOVRA: ACLI LANCIANO NUOVA ICI IN BASE A REDDITO E NUMERO DI FIGLI


''Abbiamo messo a punto un modello di calcolo della nuova Ici sulla prima casa che consente di tenere in conto il reddito della famiglie e il numero dei figli, mantenendo il saldo di bilancio invariato. Chi ha meno reddito e piu' figli, deve pagare di meno. Questo e' il principio che ispira la nostra proposta''. Lo annuncia il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, presentando la proposta elaborata dal Caf Acli utilizzando come base di riferimento un campione reale di 479.542 soggetti, estratti dal proprio database, possessori della stessa abitazione principale (al 100%) nel periodo che va dal 2007 al 2011. La proposta interviene sulla detrazione di 200 euro sulla prima casa prevista dal decreto al comma 10 dell'articolo 13, e vi applica un coefficiente familiare e di reddito. Le Acli hanno confrontato l'impatto sul campione dell'Ici introdotta dal Governo con la rimodulazione della detrazione per reddito e numero di figli. A parita' di gettito complessivo, ''viene rispettato con maggiore evidenza il principio di equita' e progressivita'''.

Una vedova con pensione di riversibilita' di 700 euro lorde mensili, proprietaria di un fabbricato urbano di 900 euro di rendita catastale, spiegano le associazioni cristiane lavoratori italiane, ''pagherebbe con l'Ici del Governo 707,20 euro. Con la rimodulazione proposte dalle Acli la tassa scenderebbe a 491,82, con un risparmio di 215,38 euro, pari al 30% di una mensilita' di pensione. Con la stessa casa, un single con 45mila euro di reddito complessivo, pagherebbe con l'Ici attuale sempre 707,20 euro come la vedova. Con la rimodulazione Acli avrebbe un aggravio di 116 euro, pari al 3,3% di una mensilita' di stipendio. Una famiglia con marito, moglie e due figli a carico, pagherebbe sempre 707,20 euro con l'Ici attuale se avesse 45mila, 30mila o 20mila euro di reddito complessivo. Con la rimodulazione l'importo scenderebbe progressivamente a 680 euro, 567 euro, 396 euro''.

''Siamo consapevoli - scrivono le Acli - che la nostra proposta ha un limite oggettivo forte, dato dalla necessita' della sostenibilita' economica, e pertanto i risparmi per le famiglie, seppur presenti ed importanti, dovrebbero essere ancor piu' significativi. Questo potrebbe essere possibile se ci fosse la possibilita' di distribuire sulla detrazione per l'abitazione principale maggiori risorse, che consentirebbero, ad esempio, di rimodulare la proposta con detrazioni teoriche piu' alte, piuttosto che coefficienti familiari maggiori per ogni figlio''.

giovedì, novembre 17, 2011

Napoli: le ACLI del Rione Alto per una nuova qualità dell'ambiente e della città-


CIRCOLO ACLI ORIZZONTI
Per un Rione alto Pulito

LO SCOPO DELL’INIZIATIVA E' QUELLO DI CREARE UN GRUPPO CIVICO PERMANENTE AL FINE DI MONITORARE IL RIONE ALTO E, ALLO STESSO TEMPO, SENSIBILIZZARE I SUOI ABITANTI.

A NESSUNO DI NOI, INFATTI, PIACE CAMMINARE TRA CARTACCE, BOTTIGLIE DI PLASTICA, “RICORDI” DI CANE E “MUNNEZZA” VARIA!!

CON UN PO' DI BUONA VOLONTA' E LASCIANDO DA PARTE NEGLIGENZA, LAMENTELE ED INDIFFERENZA CONTRIBUIAMO ANCHE NOI A RENDERE PIU' VIVIBILE L'AMBIENTE CHE CI CIRCONDA....LA NOSTRA STESSA CASA!

APPUNTAMENTO IN PIAZZETTA TOTO’ DOMENICA 27 NOVEMBRE ORE 10,00

Per non far sì che il "giardinetto" diventi un gabinetto
Accetta l'invito e porta un amichetto
Scopa,paletta e una busta dovrai portare
se una mano ci vuoi dare...

Aiutaci anche tu a ripulire una zona comune del nostro quartiere,è un piccolo passo per un gran cambiamento.
Vi aspettiamo numerosi!!! :D

venerdì, settembre 30, 2011

Londra/Seminario internazionale "Lavoro, partecipazione, democrazia"

A Londra quattro giorni di incontri per parlare della situazione lavorativa di giovani, donne e italiani all'estero

Uno sguardo al mondo del lavoro in Europa e a quello degli italiani all’estero. Ma non solo, la condizione di giovani e donnenel mercato del lavoro europeo, le politiche attive del lavoro e la riduzione delle disuguaglianze sociali, le nuove forme della rappresentanza e il rapporto tra lavoro, partecipazione e democrazia. Di tutto questo si parlerà a Londra, dal 6 al 9 ottobre, in una quattro giorni di respiro internazionale promossa dalle Acli (Associazioni cristiane dei lavoratori italiani). Un’occasione anche per fare il punto sulla presenza delle Acli nel mondo e sulle condizioni dei nostri connazionali all’estero in tempo di crisi.

Si parte giovedì pomeriggio, 6 ottobre, presso l’Ibis London Earls Court Hotel (47, Lillie Road Earl’s Court), con il seminario del Patronato Acli dedicato al tema: “Quale futuro previdenziale per i giovani lavoratori in Europa? Il ruolo del patronato nella previdenza e nell’advocacy in Europa”. Intervengono: Krzysztof Pater, del Comitato economico e sociale europeo (Cese), che presenterà il parere dell’organismo in merito al Libro Verde della Commissione europea sui sistemi pensionistici; Stefano Ricci, della direzione generale delle politiche previdenziali del Ministero del Lavoro; Fabrizio Benvignati, vicepresidente delegato del Patronato Acli.

Venerdì mattina, 7 ottobre, l’Assemblea generale della Fai, la Federazione delle Acli internazionali (Fai), con i presidenti e i rappresentanti delle Acli in Argentina, Belgio, Brasile, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Olanda e Svizzera.

Sarà l’occasione per fare il punto sulla condizione degli italiani all’estero e riflettere sulle questioni in sospeso del rinnovo degli organismi di rappresentanza e della riforma del sistema elettorale deiComites e del Cgie.

Dal pomeriggio di venerdì a domenica 9 ottobre, il seminario internazionale “Work, Partecipation, Democracy (People, Rights, Civil Economy)”. Promosso dalle Acli con il sostegno del Centro europeo per i problemi dei lavoratori (Eza). Finanziato dall’Unione europea, con il patrocinio del Cese.

Tra gli interventi, nell’arco dei tre giorni: Piergiorgio Sciacqua, co-presidente Eza; Gijs Van Houten, responsabile per la ricerca di Eurofound; Martin Oelz, specialista giuridico dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil); Luca Jahier, presidente del terzo gruppo Cese;Conny Reuter, presidente della Social Platform; Bogdan Iuliu Hossu, presidente della Confederazione sindacale nazionale romena “Cartel Alfa”; Alfons Collado, del Movimento europeo dei lavoratori cristiani, già presidente dell’Acciò Catòlica Obrera (Aco); Alison Tate, direttore delle Relazioni esterne della Confederazione internazionale dei sindacati; Giuseppe Porcaro, segretario generale del European Youth Forum; Marco Cilento, consigliere della Confederazione europea dei sindacati; Georg Hupfauer, presidente del Movimento cattolico dei lavoratori tedeschi (Kab).

Partecipano il presidente nazionale delle Acli e della Fai, Andrea Olivero, e il vicepresidenteMichele Consiglio, responsabile della “Rete mondiale aclista”. Si terrà infine a Londra, nei giorni del seminario, la seconda tappa del percorso formativo dei Giovani delle Acli, impegnati nello sviluppo dell’associazione giovanile all’estero.

È da qualche anno che il lavoro – in Europa, nel cuore dell'Occidente – è tornato al centro di un dibattito sempre più preoccupato e allarmato. La discussione europea sul "lavoro dignitoso" ha guardato, fino ad un decennio fa, fuori dei propri confini, verso oriente e verso i tanti sud del mondo.Oggi, fenomeni che non è più sperabile considerare recessivi o contingenti, hanno riportato quella discussione nel cuore del vecchio continente, non solo per l'allargamento ad Est dell'Unione e non solo confinandola in alcuni (pochi) Paesi.
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domenica, settembre 25, 2011

L'Italia sono anch'io": le Acli impegnate nella raccolta di firme per riconoscere la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia



Partirà il prossimo 1° ottobre la raccolta di firme a sostegno di due proposte di legge di iniziativa popolare, finalizzate a riconoscere la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia e il diritto di voto ai cittadini immigrati che risiedano in Italia da almeno 5 anni.

L’iniziativa, che è promossa da 19 organizzazioni della società civile, si propone di raccogliere almeno 50.000 firme di cittadini italiani entro 6 mesi, e di presentare quindi i due progetti di legge al Parlamento.

"Si tratta di una campagna di civiltà – ha affermato Antonio Russo, responsabile dell'Area Immigrazione delle Acli – volta a colmare un ritardo culturale del nostro Paese, dove vivono e lavorano oltre 5 milioni di stranieri regolari, cittadini di fatto ma non di diritto”.

Leggi il Comunicato Stampa delle Acli

sabato, settembre 24, 2011

REFERENDUM: ACLI, APPELLO PER ACCELERARE IMPEGNO CONTRO PORCELLUM



(ASCA) - Roma, 23 set - La Direzione nazionale delle Acli lancia un ''appello a tutti i dirigenti ed iscritti dell'associazione affinche' si mobilitino per firmare e far firmare il quesito referendario teso a cancellare l'attuale famigerata legge elettorale, accelerando l'impegno in questi ultimi giorni di raccolta''.

C'e' tempo fino al 30 settembre per presentare le firme in Cassazione. Le Acli si associano all'iniziativa di mobilitazione con il ''rammarico per l'incapacita' delle forze politiche di trovare un'intesa in Parlamento per superare il cosiddetto Porcellum, inviso alla stragrande maggioranza dei cittadini''.

''L'Italia - affermano le Acli citando il messaggio di papa Benedetto XVI al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - ha bisogno di un 'sempre piu' intenso rinnovamento etico', ma esso puo' nascere solo da un ampio ricambio del gruppo dirigente, troppo lontano ormai dal sentire comune dei cittadini. Una nuova legge elettorale, che consenta nuovamente di poter scegliere i propri rappresentanti in Parlamento e spezzi la logica perversa della cooptazione e' dunque presupposto indispensabile per l'uscita da una crisi che, insieme all'economia, ha travolto la fiducia e la stessa speranza nel futuro dei cittadini''.

Le Acli invitano ancora le forze politiche, ''in particolare l'attuale maggioranza di governo, a manifestare il coraggio del cambiamento: la drammaticita' della situazione impone che si abbandonino gli interessi di parte e si lavori per il bene comune''.

giovedì, settembre 08, 2011

fervono i preparativi per il meeting di Risorsa Mezzogiorno ACLI







Cento bandiere delle ACLI e delle Associazioni specifiche del sistema aclista annnciano a Telese Terme e alla valle telesina il prossimo meeting di Risorsa Mezzogiorno magazine delle ACLI meridionali.
Gli ltimi giorni per ritoccare il ricco programma politico e clturale della quattro giorni dedicata al bello e al buono del sud,
Ospiti prestigiosi, quaranta stand dedicati alle tipicità, spettacoli mostre e seminari per saldare capitale sociale e programmi di sviluppo.
"Proponiamo una macroregione in grado di giocare eccellenze nella sfida dell'innovazione- spiega pasquale Orlando, presidente dell'associazione promotrice Risorsa Mezzogiorno- daremo voce a chi lavora con passione in agricoltura, nel turismo, nel sociale, aprendo un confronto con imprenditori e istituzioni".
Appuntamento a Telese Terme, quindi, dal 15 al 18 settembre!!!!!
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sabato, settembre 03, 2011

Enrico Fiori Acli Arezzo incontra il Ministro Tremonti

Le Acli di Arezzo, presenti al 44esimo convegno di studi delle Acli dal titolo "Il lavoro scomposto", hanno fatto sentire la loro voce. Il Presidente Enrico Fiori, insieme agli altri aretini Matteo Bracciali, Damiano Bettoni, Leonardo Nepi e Stefano Salvi, hanno consegnato nelle mani del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti un manifesto con le proposte delle Acli aretine per la manovra economica. "Il Ministro - dichiara Enrico Fiori - ha notato il cartellone che ho alzato davanti lui dal titolo eloquente anche i ricchi paghino e si e' avvicinato incuriosito. Alla fine del suo intervento ha voluto una copia del documento, dove si proponeva un imposta sui grandi patrimoni, la lotta all'evasione e la tutela dei diritti dei lavoratori. Nel veloce scambio di battute mi ha confermato l'impegno per almeno una delle tre cose, il recupero del sommerso, e se n'è andato con il manifesto arrotolato sotto il braccio." La divertente sequenza, consumata sotto gli occhi delle telecamere nazionali e di un divertito Andrea Olivero, Presidente Nazionale delle ACLI, ha suscitato un grande entusiasmo dei presenti che si aspettavamo qualcosa di più dall'intervento del Ministro, chiaramente imbarazzato dalle divisioni e la pressappochezza con cui la maggioranza sta affrontando questo delicato momento per il paese.

sabato, luglio 23, 2011

Non vogliamo rifare la Dc



Non ci sono “balene” all’orizzonte, ma il mare si muove. Da diversi mesi si susseguono incontri, dibattiti e iniziative all’interno del mondo cattolico italiano, che denunciano un rinnovato fermento ed una nuova attenzione al contesto politico. A tutto ciò si accompagna ovviamente lo stanco ritornello “si sta costruendo la nuova Dc”, che da molti anni si ascolta – come auspicio o come minaccia – ogni qual volta tre cattolici si incontrano fuori da una chiesa. Ma la realtà è più complessa e ben più interessante: associazioni, movimenti, organizzazioni sociali, economiche e sindacali di ispirazione cristiana sono davvero in movimento e fortemente interessate a dare un contributo ad uscire dalla drammatica situazione politico sociale attuale, ma le forme di questo rinnovato impegno non sono ancora compiutamente precisate.
Se, da un lato, l’invito di papa Benedetto XVI a costruire una «nuova generazione di uomini e donne capaci di assumersi responsabilità dirette nei vari ambiti del sociale, in modo particolare in quello politico » risuona come un appello cogente, dall’altro si scorge in questa fase uno spazio nuovo dato dalla fine ormai prossima del berlusconismo, che manifesta la crisi di un modello politico prima ancora che di una leadership.
La drammaticità del contesto sociale ed economico rende ancora più evidente la necessità che il lungo travaglio italiano abbia presto termine e che si renda disponibile una nuova proposta culturale – prima ancora che politica – capace di ridare speranza e saldo governo al paese. Iniziative prettamente culturali ed educative – come quella promossa da Mons.
Toso – danno il segno di una volontà di incidere nel futuro della politica italiana riproponendo innanzitutto la forza del pensiero e dell’elaborazione dei cattolici, secondo il tradizionale schema che vede le organizzazioni laicali luogo formativo “prepolitico”. Passaggio importante, senza dubbio, ma che non credo sia da solo sufficiente.
Altre iniziative – è il caso del Forum dei cattolici del mondo del lavoro, che vede unite sette organizzazioni sociali cattoliche, dalla Cisl alle Acli, dalla Compagnia delle Opere a Confcooperative – propongono un manifesto “per la buona politica e per il bene comune”, evidenziando la necessità di stare dentro le grandi questioni del paese con un approccio innovativo e con spirito di unità. Segnale di grande rilievo, senza dubbio, soprattutto se si tiene conto che i soggetti che vi contribuiscono appartengono a mondi assai diversi, dalla società all’economia e al mondo del lavoro. Infine vi sono le attività “ordinarie” della Chiesa, che hanno però manifestato nuova vitalità. Retinopera, casa comune di tutte le associazioni e i movimenti ecclesiali, promuove convegni e confronti e sta preparando iniziative formative per l’autunno, sulla scorta delle conclusioni delle Settimane Sociali di Reggio Calabria che, passate in sordina per l’evidente disallineamento degli umori dei delegati con la politica governativa, hanno evidenziato una grande dinamicità della base cattolica. Questa si è confermata, nei mesi scorsi, nel grande movimento referendario che, per la prima volta dopo molti anni, ha visto coinvolte associazioni, parrocchie ed intere diocesi. Da qui, ritengo, si debba partire per cercare di comprendere quali sbocchi potrà avere questo fermento del laicato cattolico. Lasciati da parte inutili e velleitari tentativi di ricostruire la Dc, ci si deve invece impegnare per rinnovare le modalità di fare politica, di partecipazione dei cittadini.
Questo comporta nuove regole, a partire dalla riforma dei partiti e da una nuova legge elettorale – non è un caso che proprio su questo tema si siano pronunciate le Settimane Sociali e recentemente vi siano stati momenti di studio comune tra Acli, Azione cattolica e Agesci – ma anche un nuovo riformismo cattolico. Esauritasi la stagione politica del cattolicesimo democratico e sociale, i cattolici debbono rinnovare programmi e linguaggi, senza tradire i valori. Associazioni e movimenti, radicati profondamente nella società, possono dare un contributo decisivo a questo tentativo. Ma i contenuti devono essere netti: partecipazione, legalità, solidarietà, sussidiarietà – quattro parole cancellate nei fatti dal berlusconismo – debbono tornare al centro, senza moderatismi incomprensibili.
Solo così i cattolici potranno essere nuovamente protagonisti, non stampelle o paraventi di nessuno.
Andrea Olivero

giovedì, luglio 21, 2011

CATTOLICI: OLIVERO (ACLI), SI APRA SCENARIO POLITICO NUOVO



(ASCA) - Roma, 19 lug - ''E' giunto finalmente il momento di un cambio di passo. E' tempo che sia apra nella politica uno scenario nuovo. La situazione nel Paese e' diventata insostenibile. Noi non intendiamo rassegnarci rassegniamo al declino dell'Italia. E' possibile aggregare le forze sociali del Paese per esprimere un progetto di cambiamento''. Con queste parole il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, ha commentato il ''Manifesto per la Buona politica e per il Bene comune'', presentato questa mattina in conferenza stampa a Roma dal Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel Mondo del Lavoro. Di cui fanno parte le Acli con Cisl, Mcl, Confartigianato, Confcooperative, Coldiretti e Compagnia delle Opere.

L'intento delle sette grandi organizzazioni e' quello di aprire, spiegano dalle Acli, la strada ad una ''grande, generosa, generale mobilitazione delle energie civili, sociali, imprenditoriali degli italiani, che metta in moto le forze positive che si esprimono nella societa' a servizio del bene comune''. Rispondendo in questo modo all'appello del Papa e dei Vescovi per un ''impegno fecondo dei cattolici rivolto al rinnovamento morale e civile della politica nazionale''. Obiettivo finale: ''impostare un'agenda politica che affronti, con forza, costanza e visione di lungo periodo le questioni decisive''.

Il messaggio dei promotori del Forum e' che ''L'Italia ce la puo' fare''. ''Siamo un Paese dotato di grandi risorse'': famiglie, comunita', imprese, rappresentanze sociali, associazioni e volontari. Il contributo dei cattolici puo' essere ancora una volta ''trainante''. Valori e contenuti che ispirano questo Manifesto possono ''costruire un punto di riferimento per l'intera comunita' nazionale''.

venerdì, luglio 15, 2011

Manovra: Acli, accanimento sulle famiglie e disinteresse per i poveri

famiglia«E’ scandaloso l’accanimento sulle famiglie e il disinteresse per i poveri che emerge da questa manovra economica». Nel giorno in cui l’Istat denuncia la presenza in Italia di oltre tre milioni di persone in povertà assoluta, il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, torna a commentare la manovra finanziaria in corso di approvazione, con riferimento ai tagli “orizzontali” per tutte le agevolazioni fiscali a favore dalle famiglie: dagli sconti per i figli, agli asili agli interessi sui mutui. «Non possiamo non denunciare quanto sta avvenendo in queste ore – spiega Olivero - Non si è avuto il coraggio di colpire le transazioni finanziarie né di introdurre una patrimoniale per i più ricchi, si è avuto invece il coraggio di colpire pesantemente le famiglie e di ignorare ancora una volta la condizione di povertà assoluta in cui versano tre milioni di persone nel nostro Paese». «Abbiamo compreso e apprezzato l’invito alla responsabilità delle istituzioni di fronte alle speculazioni internazionali – conclude il presidente delle Acli –. Ma abbiamo il dovere di ribadire che se la tenuta dei conti è fondamentale, la tenuta della coesione sociale lo è almeno altrettanto».

giovedì, giugno 23, 2011

TERZO SETTORE: ACLI, BASTA TAGLI ALLE POLITICHE SOCIALI


Roma, 23 giu - Il Governo deve capire che ''non e' piu' tollerabile proseguire nella logica dei tagli alle politiche sociali'', perche' ''la situazione sta diventando insostenibile'' e ''le ricadute sociali ed economiche di queste scelte saranno pesantissime e alla fine controproducenti anche in termini di spesa pubblica''. E' quanto afferma Stefano Tassinari, incaricato Terzo settore per le Acli, che questa mattina hanno partecipato alla mobilitazione davanti Montecitorio - ma anche in altre citta' italiane - per protestare contro i tagli al welfare, anche in vista della prossima manovra finanziaria.

Con il Forum del Terzo Settore e la campagna ''I diritti alzano la voce'', le Acli erano in piazza per chiedere di ''rinnovare e rilanciare le politiche sociali'', ''per un nuovo patto sociale per il futuro del Paese''. ''Noi siamo per un welfare moderno - spiega Tassinari - che concorre a ridurre disuguaglianze ed esclusione, ma questo e' possibile solo se si riconosce nelle politiche sociali un investimento e non un costo. E invece si sono drasticamente ridotti, se non cancellati, tutti i fondi sociali, che riguardavano la non autosufficienza, i servizi sociali, le politiche per la famiglia e per i giovani, per l'integrazione degli immigrati, il servizio civile, i servizi per l'infanzia.... Questo significa avviare alla liquidazione il welfare italiano e cancellare anche tutti gli sforzi fatti per costruire sussidiarieta'''.

mercoledì, maggio 04, 2011

salerno: veglia di preghiera per il lavoro.

In occasione del trentennale della promulgazione della enciclica Laborem exercens, a Salerno si realizzerà una Veglia di preghiera ed affidamento per i Giovani ed il Lavoro.




La celebrazione si terrà, in concomitanza con le altre diocesi del Paese, la sera del 10 maggio p.v. con modalità chiaramente diverse ma con profonda unità spirituale.






L'anniversario coincide con un periodo che manifesta, elementi di viva inquietudine che ci interrogano e ci chiamano ad assumere più precise responsabilità. La crisi economica ed i cambiamenti del lavoro producono si drammatica disoccupazione giovanile e precarietà , ma fanno emergere possibilità di nuovi protagonismi dei lavoratori e di modelli organizzativi meglio rispondenti al disegno di civilizzazione dell'economia, come indicato da Papa Benedetto XVI nella Caritas in Veritate.
I sottoscrittori dell'iniziativa (ACLI - CISL - MCL), oltre a sentire la responsabilità di promuovere e socializzare i contenuti della Dottrina Sociale della Chiesa nel mondo del lavoro, si sentono chiamati ad un impegno ulteriore, affinchè non abbiano a prevalere nel contesto pubblico ed in particolare tra i giovani lo sconforto e la rassegnazione e non si manifesti una generica contestazione, senza contenuti e proposte praticabili di cambiamento. E' il tempo della responsabilità , per le famiglie e per le organizzazioni, che possono accompagnare i giovani, ad assumere atteggiamenti positivi nei confronti del futuro.


Attraverso questo momento di Preghiera e riflessione, vogliamo invitare la comunità ecclesiale diocesana, a sentirsi parte di questa sfida...



Vogliamo accogliere, inoltre, la felice concomitanza, della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, lavoratore ed amico dei giovani, per affidare a lui i nostri sforzi ed i nostri tentativi.


La veglia si terrà alle ore 20.00 nella Chiesa del SS Crocifisso in Salerno (via dei Mercanti)



ACLI, CISL ed MCL di Salerno promuoveranno l'niziativa in stretta collaborazione con diversi gruppi, movimenti ed associazioni diocesane ed alcune organizzazioni sociali nel mondo cattolico. Tra questi: MLAC, Azione Cattolica, Movimento dei Focolari, Rinnovamento nello Spirito, Cammino neo Catecumenale, Compagnia delle Opere, CIF Salerno, Agesci zona Salerno, Scouts d'Europa Salerno, il Servizio di Pastorale Giovanile, l'ufficio di Pastorale familiare, la segreteria diocesana del Progetto Policoro ed inoltre Coldiretti, Confartigianato e Confcooperative







La Veglia sarà presieduta da Mons. Gaetano De Simone, Responsabile diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro, per l'occasione espressamente delegato da S.E. Mons. Moretti; alla preghiera e riflessione, parteciperà anche Mons. Marcello De Maio, Vicario generale e delegato ad omnia per la diocesi.










lunedì, maggio 02, 2011

1 maggio a Betlemme

Pasqule Orlando segreteraio nazionale della FAP ACLI e stato in Terra Santa per partecipare, insieme ad una delegazione delle ACLI guidata dal presidente Andrea Olivero, all'inaugurazione, del 1° maggio, di una statua in marmo alta tre metri di Giovanni Paolo II, relizzata da un artigiano palestinese in occasione della sua beatificazione.

Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani hanno celebrato infatti in Terra Santa, con la Fondazione Giovanni Paolo II e la comunità cristiana palestinese, la concomitanza della beatificazione con la Festa dei lavoratori.

Nella Casa della Pace di Betlemme (Hebron Street, 475), sede della scuola di formazione professionale inaugurata lo scorso 1° maggio, le Acli hanno festeggiato insieme il “Papa del dialogo” e il “Papa del lavoro”.

IL Presidente Andrea Olivero ha spiegato che l’annuncio della beatificazione di Giovanni Paolo II a Roma, il 1° maggio, e stato accolto dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani come «una felice e bellissima coincidenza». La scelta della data risponde ad una precisa motivazione liturgica. Il 1° maggio cade infatti la Domenica in Albis, cioè la prima domenica successiva alla Pasqua, nella quale lo stesso Papa Wojtyla aveva istituito la Festa della Divina Misericordia. Ma il primo maggio è anche la festa internazionale dei lavoratori, “festa cristiana” dal 1955, da quando Pio XII, proprio ricevendo le Acli, istituì per questo giorno la festa liturgica di S. Giuseppe artigiano.

Per un’associazione di lavoratori cristiani non può che essere una coincidenza bellissima. «Una coincidenza ancora più significativa perché capita nel trentennale della “Laborem exercens”, l’enciclica scritta da Giovanni Paolo II nel 1981, vera pietra miliare per la dottrina sociale della Chiesa rispetto alla tematica del lavoro, in cui viene solennemente affermato che è l’uomo il metro della dignità del lavoro, subordinando il capitale e la logica del mercato alla dignità della persona. Sappiamo tutti, e lo vediamo ancora in queste ore con le vicende legate allo stabilimento Mirafiori della Fiat e nelle tante vertenze campane a partire da Fincantieri, come questi principi siano ancora attualissimi e chiamano tutti ad una grande responsabilità».
A scoprire la scultura nel cortile della Casa della Pace il primo ministro palestinese, Salam Fayad, con le Acli e la Fondazione Giovanni Paolo II. Sul piedistallo la scritta: “Non abbiate paura”

È un Karol Wojtyla ‘giovane’ e benedicente, le braccia sollevate al cielo, quello raffigurato nella statua inaugurata dalle Acli a Betlemme, nel cortile della Casa della Pace, il giorno della beatificazione di Giovanni Paolo II. Sul piedistallo della scultura di marmo, alta 3 metri e realizzata da un artigiano palestinese (Raed Zrene), la scritta in arabo e in italiano: “Non abbiate paura”, la frase con cui il Papa si presentò al mondo nel 1978, all’inizio del suo pontificato. La “Casa della pace”, a Betlemme, ospita il Centro di formazione professionale realizzato dalla Fondazione Giovanni Paolo II con le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani. Domenica 1 maggio gli studenti della scuola, la comunità cristiana, i lavoratori palestinesi hanno festeggiato insieme la beatificazione di Papa Wojtyla e la Festa dei lavoratori, seguendo in diretta le celebrazioni da Piazza San Pietro. Quando Papa Benedetto XVI, da Roma, ha proclamato “beato” il suo predecessore, è stato il primo ministro dell’Autorità palestinese, Salam Fayad, ha “scoprire” la statua nel cortile. Accompagnato dal nunzio apostolico per Gerusalemme, mons. Antonio Franco, e dal tesoriere della Custodia di Terra Santa, vicepresidente della Fondazione Giovanni Paolo II, padre Ibrahim Faltas.

«Ogni nostra azione – ha detto intervenendo il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero – anche piccola, ma significativa, può contribuire alla costruzione della pace. In questo luogo santo, ogni nostro sforzo sta a significare l’impegno affinché si affermi il dialogo tra i popoli e in special modo tra il popolo di Israele e di Palestina. Alla memoria carissima di Giovanni Paolo II, Papa lui stesso lavoratore, amico dei lavoratori e instancabile uomo di dialogo, affidiamo queste intenzioni e quest’opera».

giovedì, aprile 21, 2011

1 maggio a Betlemme

Una statua in marmo alta tre metri raffigurante Giovanni Paolo II. Realizzata da un artigiano palestinese, verrà inaugurata dalle Acli a Betlemme il 1° maggio, giorno della beatificazione di Karol Wojtyla.

Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani celebreranno infatti in Terra Santa, con la Fondazione Giovanni Paolo II con la comunità cristiana palestinese, la concomitanza della beatificazione con la Festa dei lavoratori.

Nella Casa della Pace di Betlemme (Hebron Street, 475), sede della Scuola di formazione professionale inaugurata lo scorso 1° maggio, le Acli celebreranno insieme il “Papa del dialogo” e il “Papa del lavoro”.

L’evento di festa si aprirà la mattina con la messa celebrata da mons. Antonio Franco, nunzio apostolico per Gerusalemme. Verrà seguita quindi la diretta da Piazza San Pietro fino all’inaugurazione, nel cortile del Centro, della grande statua dedicata a Giovanni Paolo II. Per l’occasione interverranno: il primo ministro dell’Autorità palestinese Salam Fayad; il tesoriere della Custodia di Terra Santa e vicepresidente della Fondazione Giovanni Paolo II, padre Ibrahim Faltas; il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero.

venerdì, aprile 15, 2011

ARRIGONI: ACLI, SCONCERTO E DOLORE PER MORTE DI CHI LAVORAVA PER PACE

Le Acli esprimono il proprio ''sconcerto'' e il ''dolore'' per l'uccisione dell'attivista italiano Vittorio Arrigoni, rapito da un gruppo ultra-estremista salafita nella Striscia di Gaza, in Palestina. ''Ancora una volta violenza e fanatismo si accaniscono su chi porta avanti le ragioni della pace e della convivenza'', afferma Paola Villa, presidente di Ipsia, la ong delle Acli.

''Profondo e' il nostro sconcerto e il dolore per l'uccisione di un giovane che con la sua tensione ideale e il suo spendersi per i piu' deboli ha portato alto il nome dell'Italia. La presenza dei volontari nel mondo ha un grande valore. Il volontariato e la cooperazione internazionale presidiano territori spesso abbandonati o dimenticati''.