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venerdì, maggio 13, 2011

Sentenza Consiglio di Stato - sanatoria 2009 buone nuove per le regolarizzazioni

Il Consiglio di Stato (massimo organo della giustizia amministrativa), in data 10.5.2011, ha pronunciato la Sentenza che la “doppia espulsione” non è ostativa alla regolarizzazione prevista dalla sanatoria delle colf e badanti del settembre 2009.

Cosi viene messa la parola fine alla circolare del Capo della polizia – Manganelli – che supponeva la non ammissibilità alla regolarizzazione dello straniero che non aveva eseguito l'espulsione.


sentenza.consiglio.di.stato.adunanza.plenaria.n.7.del.10.maggio.2011.pdfsentenza.consiglio.di.stato.adunanza.plenaria.n.7.del.10.maggio.2011.pdf
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mercoledì, dicembre 09, 2009

Sanatoria Colf e badanti: in quali casi il termine per la presentazione della domanda è prorogato al prossimo 31 dicembre

Nel corso delle verifiche della regolarizzazione di Colf e badanti, che ha avuto temine lo scorso 30 settembre, si sono rilevate situazioni in cui al pagamento della cifra forfettaria di 500 euro non risulta in corrispondenza la presentazione della domanda.


Con Nota n.7602, del 1°dicembre 2009, il Ministero dell'Interno, ritenendo che il pagamento della cifra forfettaria costituisca una manifestazione di volontà del datore di lavoro di regolarizzare un rapporto di lavoro con un cittadino extracomunitario, ha disposto che, in presenza di versamento della cifra forfettaria, il termine per la presentazione della domanda sia prorogato fino al 31 dicembre 2009.

domenica, settembre 13, 2009

"Ecco i punti critici della regolarizzazione" Reddito minimo, questione alloggiativa, contributi e software.


"Ecco i punti critici della regolarizzazione"
Reddito minimo, questione alloggiativa, contributi e software.
Le segnalazioni dell’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico



Roma – 11 settembre 2009 - La regolarizzazione di colf e badanti ha ancora diversi nodi da sciogliere, che stanno complicando la vita a famiglie e lavoratori, spingendo molti a congelare le domande in attesa di chiarimenti e soluzioni. Lo segnala Assindatcolf, associazione dei datori di lavoro domestico aderente a Confedilizia.

Un primo problema riguarderebbe il software per le domande, che non contempla alcune situazioni ricorrenti, come quando la colf o la badante convive con un datore che ha residenza in un luogo e domicilio in un altro, oppure assiste una persona che ha un domicilio diverso da quello di residenza del datore di lavoro. Compilando la domanda, il datore dovrebbe quindi “rilasciare dichiarazioni forzate dal software non corrispondenti al vero con le annesse responsabilità anche penali che ne conseguono”.

Altro scoglio, è il reddito minimo per assumere la colf, fissato a 20mila euro (25 se ci sono più redditi in famiglia). Questa norma, segnala Assindatcolf, “non contempla l’ipotesi, invece comune, che tali soggetti ricevano un aiuto economico dai parenti non conviventi”, come nel caso di “genitori anziani autosufficienti che vivono da soli e che ricevono un sostegno finanziario dai figli per avere qualcuno che si occupi di loro e della loro casa”.

Non sarebbe poi ancora chiaro quanto costeranno i contributi per i periodi di lavoro irregolare iniziati prima del primo aprile 2009 (non coperti dal contributo forfetario di 500 euro). “La norma, infatti, rinvia la questione ad un decreto ministeriale ancora non emanato”.

Infine, c’è il problema dell’alloggio.

“La procedura di regolarizzazione – evidenzia Assindatcolf – non considera la situazione del soggetto terzo (rispetto al datore di lavoro e al lavoratore) che ospita nel proprio alloggio, a qualsiasi titolo, lo straniero in fase di regolarizzazione. In casi come questo, la dichiarazione di emersione – dovendo il datore indicare la "situazione alloggiativa del lavoratore" – finisce per essere niente altro che una denuncia nei confronti dell’ospitante/locatore per i reati che commette concedendo l’alloggio ad uno straniero privo di titolo di soggiorno: reati non sospesi dalla regolarizzazione”.


sabato, settembre 12, 2009

Regolarizzazione Colf e Badanti: l’impegno del Patronato Acli


Il Patronato Acli ha attivato un servizio gratuito di consulenza per la“Regolarizzazione di Colf e badanti”, che andrà effettuata improrogabilmente entro il prossimo 30 settembre.
Per accedere al servizio si potrà fissare un appuntamento telefonando al “Numero verde” 800.74.00.44 (da lunedì a venerdì tra le 9.00 e le 18.00: la telefonata è gratuita) oppure contattando direttamente la sede provinciale del Patronato Acli presso la quale ci si vuole recare: per trovare la sede del Patronato Acli che ti può interessare clicca qui.
Sono interessati alla regolarizzazione i datori di lavoro che alla data del 30 giugno 2009, avevano dato occupazione, non regolare, e da almeno 3 mesi lavoratori, a cittadini italiani o di uno Stato appartenente all’Unione europea, ovvero cittadini extracomunitari, presenti sul territorio italiano.
La regolarizzazione prevede innanzi tutto il pagamento di un contributo forfetario di 500,00 euro, che potrà essere pagato utilizzando il modello F24 sulla base delle istruzioni fornite dall’Agenzia delle entrate.
Occorrerà anche compilare il modulo di regolarizzazione che è stato predisposto in duplice formato:

  1. per i lavoratori italiani, comunitari o extracomunitari già muniti di permesso di soggiorno in corso di validità, che consente attività di lavoro subordinato, il modulo va presentato all’Inps;
  2. per i lavoratori extracomunitari privi del titolo di soggiorno, o in possesso di un permesso di soggiorno che non consente lo svolgimento di attività di lavoro subordinato, il modulo va presentato allo “Sportello unico per l’immigrazione”, esclusivamente in via telematica, attraverso il sito internet del Ministero dell’interno.


Il servizio gratuito di assistenza attivato presso gli uffici del Patronato Acli prevede, oltre alla compilazione della modulistica, anche la presentazione delle domande di regolarizzazione per via telematica, accelerando in tal modo le operazioni, per le quali viene rilasciata agli interessati regolare ricevuta.

Regolarizzazioni: «Troppi vincoli per le famiglie»

Le Acli: «Troppi vincoli per le famiglie»
Fatta la legge, trovato l’inganno. Chi si muove in prima linea e ascolta le storie di famiglie e datori di lavoro che vogliono regolarizzare colf e badanti, si è accorto in queste settimane che molte cose non funzionano. «Alcuni vincoli legati al reddito e all’orario di lavoro hanno escluso dalle procedure molti soggetti che avrebbero volentieri messo in regola il proprio personale domestico – spiega Pino Gulia, responsabile immigrazione del patronato Acli –. Non solo: le forti sanzioni minacciate per chi dichiara il falso non stanno fermando le domande di imprenditori che fanno regolarizzare i propri operai magari dalla moglie come colf. È il segnale che gli illeciti, nonostante tutto, continuano».

Andiamo con ordine. Quali sono i problemi che state riscontrando?
La soglia dei 20mila euro l’anno, che sale a 25mila con più di uno stipendio, è lo scoglio contro cui si infrangono molte speranze di regolarizzazione. Ci sono infatti anziani che non raggiungono, con la loro pensione, questi livelli di reddito. Chi li raggiunge, poi, rischia di non rispondere a un altro requisito: quello delle 20 ore di lavoro settimanale. In diversi casi, i nostri nonni hanno persone di compagnia che vanno a trovarli o magari fanno la spesa, ma l’impegno è giornaliero e non raggiunge quasi mai le 4 ore al giorno richieste. Esistono poi altri aspetti critici.

Quali?
Le faccio un esempio: quando il figlio che è uscito di casa chiede la regolarizzazione di una persona per conto dei propri genitori, che hanno i requisiti giusti, il provvedimento si blocca, perché manca il principio della cosiddetta co-residenzialità: il figlio cioé non abita più nella casa di mamma e papà e in questo caso la procedura si ferma.

Quali sono le domande che vi rivolgono le famiglie in sede di compilazione dei moduli?
Abbiamo notato in questi giorni che le richieste da parte dei privati arrivano ai nostri sportelli dopo l’invio delle domande. È come se quanti hanno deciso all’inizio di muoversi da soli, non si rendessero conto che avanzando la domanda di regolarizzazione diventano automaticamente datori di lavoro. L’impressione è che questo passaggio non sia chiaro, che molte persone non siano preparate ad assumersi oneri e doveri che derivano dalla messa a norma di colf e badanti. Per chi è sempre stato abituato a pagare in nero, dover fare i conti con l’emersione del sommerso, con stipendi e contributi non è affatto semplice.

Qual è la previsione per le prossime settimane?
Abbiamo appuntamenti fissati fino a fine mese e ci aspettiamo forti richieste soprattutto negli ultimi dieci giorni. Certamente oggi siamo largamente al di sotto delle aspettative. Si va a rilento e sembra lontanissimo l’obiettivo di regolarizzare 500mila persone come annunciato qualche settimana fa.

Come Acli avete chiesto da subito di estendere le procedure di regolarizzazione ad altre categorie.
Non abbiamo cambiato idea. Il provvedimento andrebbe allargato per recepire il bisogno espresso da molte famiglie e da molte imprese di regolarizzare le posizioni dei lavoratori immigrati. Non solo: così facendo, anche il rischio di dichiarazioni false su badanti e colf verrebbe azzerato.
Diego Motta

venerdì, agosto 28, 2009

Regolarizzazione Colf e Badanti: l’impegno del Patronato Acli


Il Patronato Acli ha attivato un servizio gratuito di consulenza per la“Regolarizzazione di Colf e badanti”, che andrà effettuata improrogabilmente entro il prossimo 30 settembre.

Per accedere al servizio si potrà fissare un appuntamento telefonando al “Numero verde” 800.74.00.44 (da lunedì a venerdì tra le 9.00 e le 18.00: la telefonata è gratuita) oppure contattando direttamente la sede provinciale del Patronato Acli presso la quale ci si vuole recare: per trovare la sede del Patronato Acli che ti può interessare clicca qui.
Sono interessati alla regolarizzazione i datori di lavoro che alla data del 30 giugno 2009, avevano dato occupazione, non regolare, e da almeno 3 mesi lavoratori, a cittadini italiani o di uno Stato appartenente all’Unione europea, ovvero cittadini extracomunitari, presenti sul territorio italiano.
La regolarizzazione prevede innanzi tutto il pagamento di un contributo forfetario di 500,00 euro, che potrà essere pagato utilizzando il modello F24 sulla base delle istruzioni fornite dall’Agenzia delle entrate.
Occorrerà anche compilare il modulo di regolarizzazione che è stato predisposto in duplice formato:

  1. per i lavoratori italiani, comunitari o extracomunitari già muniti di permesso di soggiorno in corso di validità, che consente attività di lavoro subordinato, il modulo va presentato all’Inps;
  2. per i lavoratori extracomunitari privi del titolo di soggiorno, o in possesso di un permesso di soggiorno che non consente lo svolgimento di attività di lavoro subordinato, il modulo va presentato allo “Sportello unico per l’immigrazione”, esclusivamente in via telematica, attraverso il sito internet del Ministero dell’interno.

Il servizio gratuito di assistenza attivato presso gli uffici del Patronato Acli prevede, oltre alla compilazione della modulistica, anche la presentazione delle domande di regolarizzazione per via telematica, accelerando in tal modo le operazioni, per le quali viene rilasciata agli interessati regolare ricevuta.

Per saperne di più sulla “Regolarizzazione”, clicca qui.

sabato, agosto 22, 2009

Le ACLI di Napoli con il loro Patronato e l'Associazione ACLI Colf offrono tutela e servizi per la regolarizzazione di colf e badanti


Dal 1° al 30 settembre prossimo le sedi zonali del Patronato Acli, dislocate nella provincia di Napoli, attiveranno un servizio di consulenza finalizzato a regolarizzare i rapporti di lavoro per colf e badanti, sulla base di quanto disposto dall’art.1-ter della legge 102/2009, di conversione del DL 78/2009.
Con Circolare interministeriale del 7 agosto 2009, i Ministeri dell’Interno e del Lavoro hanno dettato le prime istruzioni operative; allo stesso modo l’Inps, con circolare n.101 del 10 agosto u.s., ha pubblicato le prime disposizioni finalizzate alla legalizzazione del lavoro irregolare per attività di assistenza e di sostegno alle famiglie.
Il Presidente delle Acli Pasquale Orlando a tal proposto dichiara: “In applicazione di tale norma i datori di lavoro che alla data del 30 giugno 2009, hanno occupato irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno 3 mesi lavoratori, cittadini italiani o di uno Stato appartenente all’Unione europea, ovvero cittadini extracomunitari, presenti sul territorio italiano, potranno denunciare, tra il 1° e il 30 settembre 2009, il rapporto di lavoro presentando una dichiarazione, alla quale andrà allegata l’attestazione del versamento di un contributo forfetario di 500,00 euro, che potrà essere pagato a partire dal 21 agosto, utilizzando il modello F24 sulla base delle istruzione fornite dall’Agenzia delle entrate”.
La presentazione della dichiarazione comporta la sospensione di eventuali procedimenti penali ed amministrativi conseguenti alla violazione delle norme in tema di ingresso e soggiorno in Italia, come pure delle disposizioni relative all’impiego irregolare dei lavoratori; i reati e gli illeciti amministrativi si estingueranno con la sottoscrizione del contratto di soggiorno e con la comunicazione obbligatoria all’INPS.
Si osserva infine che la procedura di “Regolarizzazione” non ha nulla a che vedere con la procedura del cosiddetto “Decreto Flussi”, pertanto la dichiarazione di emersione non sarà soggetta a graduatorie e potrà essere effettuata nell’arco dell’intero mese di Settembre.

giovedì, agosto 20, 2009

Regolarizzare colf e badanti: da domani via ai pagamenti

a Napoli gli sportelli delle ACLI rinforzano i servizi ma resta la preoccupazione per tante lavoratrici e famiglie.


Tre date: 21 agosto, primo settembre, primo ottobre.

Sono questi gli appuntamenti ravvicinati che devono tenere a mente le famiglie per la regolarizzazione del lavoro di colf e badanti in nero. E che vogliono approfittare dell’occasione, pagando 500 euro, per mettere una pietra tombale sul passato e far emergere alla luce del sole un esercito “sommerso” di migliaia di collaboratrici familiari, per la quasi totalità extracomunitarie in Italia senza permesso di soggiorno.

Vediamo quali sono le incombenze da mettere in atto per evitare errori. Dal 21 agosto si può iniziare a pagare l’una tantum di 500 euro. E’ a disposizione il modello “F24-versamenti con elementi identificativi” reperibile sui siti internet www.agenziaentrate.gov.it, www.interno.it, www.lavoro.gov.it, www.inps.it. Si indicano i codici fiscali del datore di lavoro, del lavoratore (in difetto, il numero del documento di identità), il numero di passaporto. E il codice “Rint” per colf e badanti italiane e comunitarie, “Rext” per le extracomunitarie.

Dove si paga? Presso qualsiasi sportello bancario, postale o presso gli agenti della riscossione. Come si paga? In contanti, con addebito sul conto corrente bancario/postale, con pagobancomat, con postmat, postpay, con assegni bancari/postali, con assegni circolari e vaglia cambiari.

Dal primo al 30 settembre si può iniziare a presentare la domanda di regolarizzazione. Non c’è necessità di sbrigarsi in modo assoluto, in quanto le domande, ovviamente se ci sono i requisiti, vengono accolte tutte senza alcuna limitazione. Mentre la fase del pagamento è unica per tutti, qui il percorso si diversifica in base alla nazionalità dei lavoratori.

Italiani, comunitari ex extracomunitari con regolare permesso di soggiorno. La domanda va presentata all’Inps, compilando il modulo “LD-EM2009.UE”, per via telematica o con la spedizione/consegna del modulo cartaceo. Si devono fornire tutte gli estremi identificativi del datore di lavoro e del lavoratore, la qualifica (colf o badante) la data di inizio del lavoro, le ore settimanali, la paga (mensile od oraria) pattuita. Si devono indicare gli estremi del pagamento dei 500 euro, somma che verrà poi divisa tra rimborso spese di amministrazione e contribuzione da accreditare sul conto individuale del lavoratore per la copertura del trimestre aprile/giugno 2009. Se il modulo viene spedito occorre allegare la fotocopia del documento di identità del datore di lavoro. La data di inizio del lavoro è primo aprile 2009. Ma se il rapporto di lavoro è anteriore e viene indicata una data anticipata il datore di lavoro dovrà, in un secondo momento, pagare i contributi anche per i periodi fino a marzo 2009.

Extracomunitari. La domanda, solo per via telematica (seguendo le modalità informatiche reperibili sul sito www.interno.it), va indirizzata allo Sportello unico per l’immigrazione presso la Prefettura. Nelle grandi città, come Roma, verranno aperte anche succursali (presso le sedi Inps) per far fronte alle richieste. Si può regolarizzare solo una colf (dimostrando di avere un reddito familiare quanto meno di 20 mila euro, elevate a 25 mila se nel nucleo familiare entrano più redditi) e al massimo due badanti, delle quali occorre dimostrare la necessità, con certificazione medica attestante la presenza di una persona in famiglia, da assistere perché non autosufficiente.

Dal primo ottobre occorre tenersi pronti per rispondere alla chiamata dello Sportello unico. Le parti sono convocate (ricordarsi di portare una marca da bollo da 14,62 euro) per la verifica della regolarità della domanda e per stipulare il contratto di soggiorno (con il quale, tra l’altro, il datore di lavoro deve garantire un lavoro di almeno 20 ore a settimana e una paga non inferiore ai minimi contrattuali).
Entro 24 ore il datore di lavoro dovrà comunicare all’Inps l’avvenuta regolarizzazione per consentire l’iscrizione della colf/badante e per ottenere i bollettini trimestrali di pagamento dei contributi. Allo sportello postale, poi, il lavoratore potrà avere il permesso di soggiorno, con il quale la sanatoria si perfeziona e chiude.

martedì, agosto 18, 2009

Colf e badanti, dall'Inps le istruzioni su come versare i contributi

Stipendio non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale e un orario di lavoro non inferiore alle 20 ore settimanali con relativi oneri previdenziali. Una circolare dell'Inps indica quanto si dovrà fare per la regolarizzazione di una colf o di una badante extracomunitaria, e per il versamento dei contributi.

Una volta ricevuto il via per «l'emersione» della colf o della badante, infatti, sarà la volta delle pratiche relative all'Inps. Prima di tutto, il datore di lavoro entro 24 ore dalla data di stipulazione del «contratto di soggiorno» deve effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione all'Inps attraverso un modello che sarà disponibile dal primo ottobre sul sito internet dell'Istituto. A quel punto sarà aperta una posizione previdenziale.

Per quanto riguarda i contributi, una parte della prevista cifra forfetaria di 500 euro andrà a coprire gli oneri a fini previdenziali e assistenziali per il secondo trimestre 2009 (dal primo aprile al 30 giugno), periodo minimo previsto per l'autodenuncia del datore di lavoro. Ma è possibile certificare anche un periodo di lavoro più lungo, e relativamente a questo devono essere versati ulteriori contributi. Per questi oneri, la procedura è quella normalmente prevista dall'Inps: possono essere sanati fino a cinque anni precedenti (cioè fino il limite per la prescrizione).

Così i datori di lavoro che hanno indicato nella denuncia di emersione una data di inizio del rapporto di lavoro precedente al primo aprile 2009 devono compilare un apposito modello dell'Istituto di previdenza.

Aperta la posizione previdenziale, l'Inps invierà al datore di lavoro i bollettini di conto corrente già compilati in base alla retribuzione dichiarata al momento della domanda di emersione, stabilita in una misura non inferiore a quella prevista dal contratto di categoria e per un minimo di 20 ore alla settimana. Valgono, infatti, le regole generali per la sottoscrizione del contratto di soggiorno: il lavoratore extracomunitario dovrà essere in grado di mantenersi economicamente.

La circolare fornisce anche una precisazione ulteriore rispetto a chi può presentare la domanda. Oltre alle famiglie, possono avvalersi della moratoria anche comunità religiose (conventi e seminari), convivenze militari (caserme, comandi, stazioni) e comunità senza fini di lucro come orfanotrofi e ricoveri per anziani, il cui fine è prevalentemente assistenziale.

martedì, agosto 11, 2009

Raffica di licenziamenti per i fuorilegge

L’allarme del sindacato: a rischio cingalesi e ucraini che non potranno essere regolarizzati a settembre


da Il Mattino
MARISA LA PENNA La reazione ai divieti imposti dal nuovo decreto contro l’immigrazione clandestina non si è fatta attendere. In tanti stanno infatti mettendo alla porta i propri dipendenti fuorilegge. In pochi giorni, infatti, oltre trenta lavoratori senza permesso di soggiorno si sono rivolti al sindacato per essere tutelati. Ne parla Jamal Qaddorah, responsabile del coordinamento immigrati della Cgil Campania. «Nelle ultime ore abbiamo ricevuto una trentina di immigrati. Ci hanno riferito di essere stati licenziati dall’oggi al domani dai loro datori di lavoro. Si tratta essenzialmente di cingalesi e ucraini le cui posizioni non possono essere regolarizzate a settembre. Non solo. Numerosi sono gli extracomunitari cacciati di casa perchè sprovvisti di permesso di soggiorno. I proprietari degli appartamenti dati in affitto, nel timore di finire in galera, non esitano a sfrattare, da un’ora all’altra, i propri inquilini dai quali prendevano cospicue somme di danaro» rivela Jamal Qaddorah. Il sindacalista parla di circa cinquantamila immigrati senza permesso che risiedono attualmente sul nostro territorio. Dice: «Con l’ultimo decreto del 2007 furono 40mila le richieste avanzate da immigrati clandestini che volevano essere regolarizzati».

Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli,
commenta: «Col nuovo decreto il rischio di licenziamenti per gli extracomunitari non in regola è altissimo. Le famiglie, a questo punto, preferiranno prendere collaboratrici comunitarie, soprattutto romene, che non hanno bisogno di permesso di soggiorno. Insomma conviene poco regolarizzare una colf, anzi quello che accadrà, almeno secondo le Acli, è un cambiamento radicale del mercato del lavoro domestico». «Le collaboratrici tenderanno ad essere ancora più ricattabili sotto il profilo economico – spiega infine Orlando – e saranno sfruttate, privilegiando certamente quelle nazionalità che hanno maggiori possibilità di stare sul territorio italiano». Ma da chi è composto, cosa fa e dove vive quest’esercito di «illegali»? La comunità più grande, a dire di Jamal, è quella ucraina (colf e badanti), seguita da quella cinese (commercio e abbigliamento). Poi ci sono i cingalesi (collaboratori domestici), gli ivoriani(impegnati nell’edilizia, alle pompe di benzina e negli autolavaggi) i ghanesi (ambulanti, edilizia e agricoltura), i nigeriani (ambulanti), i senegalesi (ambulanti), marocchini-algerini e tunisini (agricoltura, edilizia), capoverdiani (colf), e quelli provenienti dal Bangladesch (abbigliamento tessile). «La normativa prevede la regolarizzazione solo per badanti e colf. Come sindacato, abbiamo invece chiesto di allargare il decreto a tutti i tipi di impiego, ovviamente documentato per ostacolare il lavoro nero» spiega infine Jamail Qaddorah. In città i clandestini pagano salato un tetto e un letto nelle strade a ridosso di piazza Garibaldi e nel centro storico (Quartieri spagnoli, Sanità, Forcella). Ma la maggior parte risiede sul litorale domitio (Villa Literno, Castelvolturno).

lunedì, agosto 10, 2009

Rischio denuncia, l’ansia delle badanti

Permesso di soggiorno tra un mese la sanatoria

Per le badanti senza regolare permesso di soggiorno la sanatoria, come è noto, scatta il primo settembre. Anche a Napoli datori di lavoro e collaboratrici domestiche tengono il fiato sospeso in attesa della fatidica data per regolarizzare le posizioni fuorilegge nel timore di incappare in multe salatissime o, addirittura, denunce. E sono tante, per esempio, le badanti ucraine che evitano addirittura di mettere in naso fuori la porta di casa per evitare rogne prima di settembre. La nuova legge, che fa diventare reato la mancanza di documenti regolari è rimbalzato come un tamtam tra gli stranieri ospiti nella nostra città. Ampio il capitolo della nuova normativa, che riguarda specificamente colf e badanti. Per loro i datori di lavoro dovranno mettere mano al portafoglio pagando cinquecento euro, non deducibili dalle imposte per regolarizzare quanti adempiono queste funzioni attualmente privi di permesso di soggiorno. La novità è stata introdotta già da mercoledì con la legge anticrisi. Dall’1 al 30 settembre, non oltre, dovranno essere presentate le domande di regolarizzazione. Le modalità per versare i cinquecento euro, lo ricordiamo, saranno fissate dal ministero del Welfare. Secondo la relazione tecnica che accompagna la norma la regolarizzazione dovrebbe coinvolgere circa centotrentamila cittadini comunitari presenti in Italia e circa centosettantamila extracomunitari, con maggiori entrate contributive per 1,3 miliardi di euro fra il 2009 ed il 2012. Gli incassi in più dell'anno in corso e del prossimo saranno destinati agli interventi post terremoto in Abruzzo.
Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli, commenta: «C’è una fortissima domanda di informazioni che in questi giorni si è tradotta in file agli sportelli dei nostri uffici di corso Arnaldo Lucci e in moltissime telefonate. Ci sono due preoccupazioni. Una arriva dalle famiglie che vogliono certezze. L’altra dalle badanti che si sentono insicure in questo momento di incertezza che si protrarrà fino al primo settembre. Stiamo dando dei calendari per affrontare rapidamente tutte le domande che ci saranno inoltrate».

domenica, agosto 09, 2009

Per colf e badanti strada in salita

Con un occhio alla sanatoria ed uno a quelle indispensa bili braccia straniere nelle nostre abitazioni, è iniziato il con to alla rovescia per la regolarizza zione, dal primo settembre, di colf e badanti. Ma a meno di un mese dall’apertura degli sportelli, la stra da è tutta in salita, soprattutto per le collaboratrici familiari.

Tremano però anche i datori di lavoro do mestico, tra mille cavilli burocrati ci e la voglia, tutta italiana, di trovare una scorciatoia più economica per tenerle in casa nella legalità. Il decreto anticrisi tenta di dare u na risposta al volto buono dell’im migrazione prevedendo, per l’inte ro mese di settembre, la possibilità di mettere in regola colf e badanti pagando 500 euro.

«Non ci sarà nes sun limite di quota per la procedu ra di emersione del lavoro nero del le badanti – tranquillizza intanto dai microfoni di Radio Anch’io Ma rio Morcone, capo del dipartimen to immigrazione del Viminale – co sì non si avrà l’angoscia del clik day». Inoltre il reato di clandestinità che entrerà in vigore sabato, conti nua, non riguarderà le badanti, per questo «non rischiano nulla né la voratore né datore di lavoro se pre senterà la domanda a settembre».

Al di là della positività dell’iniziati va, riconosciuta da più parti, però, l’ingranaggio rischia di incepparsi proprio sull’applicazione pratica della legge. I dubbi e le incertezze sono sia delle 300mila donne irre golari in Italia, sia delle 400mila fami glie per cui lavora no. Il problema principale in realtà sono le colf che la vorano in più case; per loro un unico datore di lavoro do vrebbe garantire per il monte ore minimo settimanale ( 20 ore) fa cendo la domanda di emersione.

«Le famiglie preferiscono licenzia re invece che mettere in regola – spiega Tatiana Nogailic, presidente dell’associazione donne moldave in Italia – anche se sono state per anni fidate e irreprensibili. E ma gari prendere collaboratrici comu­nitarie, soprattutto romene, che non hanno bisogno di permesso di soggiorno». Insomma conviene poco regolariz zare una colf, anzi quello che acca drà, almeno secondo le Acli, è un cambiamento radicale del mercato del lavoro domestico. «Le collabo ratrici tenderanno ad essere anco ra più ricattabili sotto il profilo e conomico – spiega Pino Gulia, re­sponsabile immigrazione del Pa tronato dell’associazione – e saran no sfruttate, privilegiando certa mente quelle nazionalità che han no maggiori possibilità di stare sul territorio italiano».

Una guerra tra poveri, insomma. Anche perché re golarizzare, continua, significa pa gare non solo l’una tantum a set­tembre, ma in maniera costante in futuro. Meno problematica invece la si tuazione della badanti. Per loro, in fatti, essendo un aiuto indispensa bile per la popolazione che invec chia, il processo di regolarizzazio ne sarà più agevole anche se, pro­babilmente, all’interno di una 'so luzione all’italiana'. Per diminuire il costo a carico delle famiglie già nella morsa della crisi, infatti, la ten denza sarà quella di assumere la ba dante con un orario settimanale in feriore a quello effettivo. Succederà così a Dora, una cinquantenne moldava, da tre anni in Italia irre golarmente, al servizio di un’anzia na benestante romana.

«Da set tembre il mio stipendio sarà di 650 euro, trecento in meno – confessa – ma almeno avrò il permesso di soggiorno e non mi mancherà un piatto di pasta ogni giorno». Altro che corsa alla regolarizzazione per paura delle sanzioni penali, quello a cui forse si assisterà, sarà la corsa al ribasso. La volontà di mettere in regola c’è, assicura Domina, l’Associazione nazionale datori di lavoro domesti co, soprattutto per le badanti. «La sanatoria è importante – precisa il segretario Lorenzo Gasparrini – e si vuole certo essere nella legalità, per ché a far paura sono i provvedi menti penali previsti».

I dubbi dei nostri iscritti, continua, sono sulla trafila burocratica; sulla tempistica delle fasi; sulle conseguenze per gli errori nella procedure di emersio ne – «tre anni di reclusione e la con fisca della casa è troppo» dice – ; su che fine faranno i 500 euro versati qualora la Questura desse esito ne gativo dopo la verifica dei dati del l’immigrato. «Speriamo che la cir colare in materia che uscirà – con clude – dia regole precise». Cerca di far chiarezza infine il vademecum stilato dall’Ordine dei consulenti del lavoro che spiega i requisiti ne cessari, le procedure e problemi an cora irrisolti. Una sorta di bussola nella tortuosa strada della regola rità.
Alessia Guerrieri

giovedì, luglio 16, 2009

Reddito minimo per regolarizzare le colf

Mentre lima la bozza della regolarizzazione di colf e badanti, il governo cerca di evitare abusi e stringe la maglie. Per presentare domanda per una colf bisognerà dimostrare di percepire un reddito sufficiente a pagare la lavoratrice, mentre per chi chiede un permesso per la badante servirà una certificazione medica della Asl.

Limiti confermati oggi anche dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intervenuto a 'Unomattina'. ''Per evitare forme di elusione, ad esempio la regolarizzazione di altre persone, metteremo una soglia di reddito alle famiglie, ma solo nel caso della regolarizzazione delle colf” ha detto Sacconi. “La soglia – ha aggiunto non ci sarà nel caso delle badanti per la cui regolarizzazione basterà la certificazione medica''.

Ancora non si conosce la soglia minima di reddito necessaria per la domanda, ma il sistema non è nuovo. Anche chi assume una colf con i flussi d’ingresso deve avere un reddito almeno doppio della retribuzione della lavoratrice, contributi compresi.

Più perplessità suscita il requisito della carta di soggiorno, imposto ai datori di lavoro extracomunitari. Il governo lo aveva infatti già inserito nelle regole dei flussi 2008, ma poi è stato costretto a fare marcia indietro dal Tar e dal Consiglio di Stato. Quel requisito, hanno stabilito i giudici, è discriminatorio: datori di lavoro italiani e stranieri, purché regolarmente soggiornanti, devono avere gli stessi diritti.

Elvio Pasca

sabato, luglio 11, 2009

Immigrati: Acli, regolarizzare non solo le colf. Rischio beffa che ha seguito il decreto flussi

Sì alla regolarizzazione, ma anche per i «mariti delle colf». Le Acli commentano positivamente l'intesa che sembrerebbe raggiunta nel governo su un'ipotesi di regolarizzazione a settembre delle lavoratrici domestiche 'in nero', ma chiedono di estendere il provvedimento di emersione anche agli altri settori lavorativi, «dove lavorano molto spesso proprio i mariti di quelle colf di cui finalmente si riconosce il contributo prezioso». «Non solo le famiglie ma anche le imprese - dice il presidente delle Acli Andrea Olivero - si avvalgono di lavoratori immigrati senza i quali non riuscirebbero a portare avanti la loro attività. Non c'è motivo di escludere questi lavoratori e queste imprese dalla regolarizzazione».

Per le Acli, dunque, la strada della regolarizzazione 'allargata' è quella giusta, «ma attenzione - dice Olivero - a che non si trasformi in una beffa per quanti, sono decine di migliaia, hanno seguito le procedure del decreto flussi ma dal 2007 ancora attendono risposta alla loro domanda di assunzione, pur avendo già il lavoratore straniero dentro casa o in azienda. Occorre assolutamente consentire anche a loro di accedere alla regolarizzazione».

lunedì, dicembre 15, 2008

decreto flussi 2008

Il 3.12.2008 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il Decreto Flussi 2008 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10.12.2008.
Il decreto in questione prevede una quota complessiva di 150.000 persone per motivi di lavoro subordinato non stagionale, da ripartire tra le regioni e le province autonome a cura del Ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche sociali, in base ai dati forniti dal Ministero dell’Interno sulle richieste inviate agli sportelli unici entro il 31 maggio 2008.
La quota è così ripartita:
  • 44600 cittadini dei 14 Paesi non comunitari che hanno stipulato accordi con l'Italia.
  • 105400 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero provenienti dai paesi diversi da quelli che hanno sottoscritto accordi con l’Italia, di cui sopra, ma soltanto per motivi di lavoro domestico o di assistenza alla persona. La volontà dichiarata è dare riscontro in via prioritaria ai bisogni delle famiglie, consentendo in prevalenza gli ingressi per lavoro domestico e assistenza alla persona.
La quota di 44.600, come specificato nella circolare del Ministero dell’Interno del 5/12/2008, è da intendersi per tutte le tipologie di lavoratori (sia ogni tipo di lavoro dipendente sia lavoro domestico) provenienti dai Paesi elencati mentre quella di 105.400 lo è solo per i lavoratori domestici provenienti da tutti gli altri Paesi.
Trascorsi sessanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, qualora vi siano quote significative non utilizzate, si procederà ad una nuova ripartizione sulla base delle effettive necessità riscontrate dal mercato del lavoro.
Il Decreto decorre dal 15 dicembre e prevede il ripescaggio di una parte delle domande di assunzione presentate entro il 31 maggio 2008 in seguito al Decreto Flussi 2007 e non rientrate nella quota dei 170000; le domande saranno trattate sulla base del rispettivo ordine cronologico di presentazione.
Per i soli datori di lavoro di origine straniera non comunitari, persone fisiche, sono richiesti i seguenti requisiti:
• l’essere in possesso o aver fatto richiesta entro la data del 10.12.2008:
- carta di soggiorno (cartacea o elettronica)
- permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo
- carta di soggiorno rilasciata al cittadino straniero familiare di cittadino comunitario.
• confermare a partire dal 15 dicembre e entro il termine perentorio di 20 giorni (3 gennaio 2009), l’interesse all’assunzione a pena di esclusione. Non è richiesta nessuna conferma ai datori di lavoro italiani.
È previsto un ruolo per i Patronati, vista la sottoscrizione dei protocolli d'intesa.
Ai Patronati che hanno inoltrato pratiche di datori di lavoro di origine straniera non comunitari, verrà richiesto o di rilasciare il codice identificativo domanda e il codice di verifica presente nella ricevuta dell’avvenuta ricezione dell’istanza da parte del Ministero dell’Interno, così da permettere al soggetto di poter gestire eventualmente da solo la procedura collegandosi al sito dello stesso Ministero dell’Interno, oppure di rispondere, su richiesta del datore di lavoro, direttamente tramite via telematica.
Il Patronato Acli invierà in questi giorni a tutti i datori di lavoro di origine straniera, non comunitaria che, per il Decreto Flussi 2007 si sono rivolti alle proprie sedi, una lettera con cui li avvisa della novità emersa dal Decreto Flussi invitandoli a recarsi negli uffici ove è stata lavorata l’istanza, per dare la conferma di cui sopra.

venerdì, maggio 23, 2008

Immigrati: regolarizzazione inevitabile

Commento al decreto sicurezza del governo

Roma, 22 maggio 2008 - «Sovrapporre criminalità e immigrazione genera solo confusione». Questo il commento del presidente delle Acli Andrea Olivero al decreto sicurezza presentato ieri dal Consiglio dei ministri a Napoli.

«L'impressione - spiega - è che si continui a legiferare senza porsi il problema dell'applicazione concreta delle norme». La questione delle cosiddette 'badanti' è un esempio. «Prima si annuncia la legge, subito dopo si dice 'per loro non vale'. E si è costretti a immaginare un'applicazione differenziata delle norme, che oltre ad essere farraginosa appare discriminatoria. Le colf non sono le uniche lavoratrici indispensabili in questo paese. Perché regolarizzare la 'badante' e non l'operaio?»

«Alla fine - dice il presidente delle Acli - tra le norme che resteranno inapplicate e quelle che saranno modificate perché dichiarate incostituzionali, finirà come nel 2002, si arriverà - come è giusto - ad una regolarizzazione generale dei lavoratori immigrati. Tanto più che sono proprio le norme restrittive, come ha dimostrato la Bossi-Fini, che favoriscono l'irregolarità e la clandestinità degli immigrati, rendendo di fatto inagibili e impraticabili le vie legali dell'immigrazione. Mentre le politiche efficaci e lungimiranti sono quelle che mettono insieme in maniera inscindibile legalità e solidarietà».

lunedì, settembre 17, 2007

Inps: procedure per l'emersione dei rapporti di lavoro

Il 30 settembre 2007 scade il termine entro il quale i datori di lavoro, previo accordo sindacale, possono presentare all'Inps la domanda di regolarizzazione per i lavoratori il cui rapporto di lavoro non risulta da scritture o da altra documentazione obbligatoria, al fine di far emergere i rapporti di lavoro subordinato non denunciati. Nella circolare 116 del 7 settembre 2007 sono illustrate le istruzioni operative per il versamento dei contributi per la regolarizzazione presso Inps e Inail.

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