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lunedì, gennaio 17, 2011

CLICK DAY IMMIGRATI: ACLI, PATRONATI PENALIZZATI DA PROCEDURA INFORMATICA



Preoccupa fortemente i Patronati la procedura informatica per il decreto flussi 2010, attiva da oggi sul sito del ministero dell'Interno in vista del primo click day del 31 gennaio. ''Pur apprezzando le innovazioni informatiche apportate al sistema di compilazione e di invio delle domande - afferma il Patronato Acli - permangono le perplessita' su una procedura che penalizza di fatto i datori di lavoro, soprattutto famiglie, che si rivolgeranno ai Patronati e alle associazioni, come gia' accadde nel 2007''.

Il sistema di accoglimento delle richieste si basa infatti sul criterio cronologico (ora, minuto, secondo...) della ricezione delle domande da parte del Ministero dell'Interno, fino all'esaurimento dei posti disponibili (52.080 per il primo click day). Tutti gli invii, compresi quelli generati con l'assistenza delle associazioni o dei patronati, verranno gestiti in maniera singola, domanda per domanda. Di conseguenza, proprio le associazioni e gli enti di Patronato, che avranno numerose domande da inviare, saranno oggettivamente svantaggiate rispetto alle richieste inviate autonomamente dai privati.

''Siamo costretti ancora una volta ad una situazione antipatica'' afferma il vicepresidente delegato del Patronato Acli Fabrizio Benvignati. ''Abbiamo la preoccupazione e il dovere morale di informare i cittadini che si rivolgono a noi sul rischio che la loro domanda potrebbe non rientrare nella graduatoria per motivi connessi alla procedura telematica. La nostra mediazione, di cui siamo formalmente incaricati proprio dal Ministero dell'Interno, potrebbe paradossalmente rivelarsi svantaggiosa per il cittadino, al quale daremo ovviamente tutta la nostra assistenza, suggerendogli tuttavia l'invio autonomo della domanda''.

''Queste complicazioni - continua Benvignati - vanno purtroppo ad aggiungersi alle anomalie tante volte denunciate di questo sistema di incontro tra domanda e offerta di lavoro di personale non comunitario che andrebbe profondamente rivisto. Sappiamo che almeno la meta' dei lavoratori richiesti, formalmente residenti all'estero, sono in realta' presenti in Italia in modo irregolare. Far incontrare ricerca e offerta di lavoro a distanza di migliaia chilometri e' praticamente impossibile. Sarebbe piu' utile ed efficace l'introduzione di un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro che duri almeno sei mesi. O almeno consentire una prenotazione degli ingressi regolari in Italia anche attraverso le strutture dei Patronati che gia' lavorano nei Paesi di immigrazione verso l'Italia''.

domenica, gennaio 02, 2011

Il decreto Flussi in Gazzetta Ufficiale dal 31.Dicembre 2010.


Parte il conto alla rovescia verso i clic day, le date dalle quali sarà possibile inviare via internet le domande. Famiglie e imprese potranno chiedere di far entrare in Italia i lavoratori stranieri, i cittadini stranieri che sono già qui potranno invece chiedere la conversione in permessi per lavoro di permessi rilasciati per altri motivi.

Il primo clic day è fissato a lunedì 31 gennaio, quando, dalle ore 8.00, sarà possibile spedire le domande per i lavoratori subordinati di ogni settore cittadini di Paesi che hanno accordi con l’Italia e quindi godono di 52.080 ingressi riservati. Sono: Albania; Algeria; Bangladesh; Egitto; Filippine; Ghana; Marocco; Moldavia; Nigeria; Pakistan; Senegal; Somalia; Sri Lanka; Tunisia; India; Perù; Ucraina; Niger e Gambia.

Dalle 8.00 di mercoledì 2 febbraio potranno partire le domande per lavoratori domestici come colf, babysitter, badanti ecc., cittadini di altri Paesi, che non hanno accordi con l’Italia. Gli ingressi autorizzati sono 30.000

Dalle 8.00 di giovedì 3 febbraio, potranno partire le domande per gli altri ingressi autorizzati dal decreto flussi: lavoratori che hanno completato speciali programmi di formazione e istruzione nel Paese di origine e 500 discendenti di italiani in Argentina, Uruguay, Venezuela o Brasile. Via anche alle domande per le conversioni dei permessi di cittadini di Paesi che non hanno accordi con l'Italia.

Lo sportello immigrati, delle ACLI, rimane a disposizione dei datori di lavoro e delle famiglie per informazioni e prenotazione delle domande.

Arriva il nuovo decreto flussi primo clic day il 31 gennaio

ROMA - L'Italia riapre le sue porte. Per migliaia di extracomunitari riparte la "lotteria delle quote": entro fine mese verrà, infatti, approvato il decreto flussi 2010. Una sorpresa, dopo due anni di chiusura totale. I posti in palio? Ottantamila, di cui 30mila per colf e badanti e 50mila per i lavoratori delle nazionalità privilegiate.

Con il decreto flussi l'Italia fissa ogni anno le quote di extracomunitari, che possono entrare per motivi di lavoro subordinato o autonomo. Insomma è rivolto a chi si trova all'estero e vuole venire nel nostro Paese a lavorare. In realtà, come sanno bene gli immigrati e i datori di lavoro, il decreto è da anni (vista la rarità delle sanatorie) l'unica chance per uscire dalla clandestinità e mettersi in regola. L'iter però non è semplice, né privo di rischi: si presenta domanda d'assunzione, si rientra nelle quote, si esce dall'Italia col nulla osta e si rientra con un visto d'ingresso. Insomma, si esce clandestini, si rientra regolari. Sempre che, attraversando le frontiere, non ti venga consegnato un foglio d'espulsione. A vincere la lotteria sono però in pochi. Di fronte ai ridotti posti in palio, infatti, le domande sono sempre una valanga. Un esempio? Nel 2007 su 170mila quote, le richieste d'assunzione presentate sono state oltre 740mila.

L'ultimo decreto flussi risale al 2008: 150mila i posti messi allora a disposizione. Poi sono seguiti due anni di black out: nessuna quota. Stop agli ingressi. Un'apertura parziale è arrivata
con la sanatoria 2009, limitata però a colf e badanti: 294mila le domande presentate, di cui 180mila per colf e 114mila per badanti. Ora a sorpresa il governo riapre i cancelli del Paese. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, qualche giorno fa aveva infatti annunciato "ingressi limitatissimi e solo per colf e badanti". E così i tecnici del Viminale si sono messi al lavoro.
Il nuovo decreto flussi è pronto. Sarà datato 2010, scritto e approvato entro fine dicembre, salvo sorprese. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale dovrebbe però slittare agli inizi del nuovo anno. Le quote? Basse: dovrebbero essere limitate a 80mila lavoratori subordinati o autonomi. Così divisi: 30mila posti per colf e badanti, 50mila per i lavoratori provenienti da quei Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione con l'Italia. Verranno inoltre convertiti in permessi per lavoro subordinato 5/6mila permessi di soggiorno per studio.

Non è tutto. Anche quest'anno tutta la procedura sarà esclusivamente on line: nessuna fila alle questure insomma. Il click day dovrebbe essere a febbraio 2011. La corsa alle quote è assicurata. Il tempo di smaltimento delle pratiche, meno: colpa del taglio dei lavoratori a tempo determinato del Viminale, annunciato per fine dicembre. Ieri i 650 "precari dell'immigrazione" hanno scioperato: sono loro a mandare avanti il lavoro degli sportelli unici per l'immigrazione nelle prefetture. Ma, salvo proroghe, nel 2011 andranno tutti a casa.

Il nuovo decreto piace alle associazioni. "Che si faccia è sicuramente una buona notizia, che aspettavamo da tempo e risponde a una logica di buon senso - afferma Andrea Olivero, presidente nazionale Acli - è la conferma che la presenza degli immigrati è una risorsa necessaria per il Paese, per il mondo produttivo e per le famiglie. Speriamo che le vicende politiche di queste ore, comunque si risolvano, non compromettano il lavoro fatto. Certo i numeri sembrerebbero limitati, se confrontati con quelli degli scorsi anni. Probabilmente si vuole colmare la differenza con gli immigrati già presenti in Italia, che hanno perso nel frattempo il lavoro a causa della crisi. A questo punto sarebbe coerente prolungare per loro i tempi di scadenza del permesso di soggiorno, per consentirgli di non perdere la condizione di regolarità".

venerdì, aprile 30, 2010

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il “Decreto flussi” per l’ingresso in Italia dei lavoratori extracomunitari



Sulla Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2010, è stato pubblicato il D.P.C.M. 1° aprile 2010 che detta disposizioni in merito alla programmazione transitoria dei flussi d'ingresso in Italia dei lavoratori extracomunitari stagionali, e di altre categorie di lavoratori, per l'anno 2010.

Il Decreto autorizza l’ingresso di 80.000 lavoratori non comunitari per motivi di lavoro subordinato stagionale, di 4.000 cittadini non comunitari per lavoro autonomo, nonché di 2.000 cittadini non comunitari che abbiano completato programmi di istruzione e formazione nel Paese di origine.

I Ministeri dell’interno e del Lavoro hanno già diramato le circolari attuative nella quali viene precisato che la presentazione delle domande avviene esclusivamente con modalità informatiche, utilizzando il sistema accessibile dal sito internet del Ministero dell'Interno.

Per acquisire altre informazioni sul sito del Ministero dell’interno clicca qui

sabato, giugno 27, 2009

Colf, Badanti: Bocciato l'emendamento che proponeva una sanatoria. Previste sanzioni anche per le famiglie che le ospitano

IL GOVERNO SI PREPARA A CRIMINALIZZARE 600 MILA BADANTI
ROMA
Decine di migliaia di badanti irregolari che da anni vivono e lavorano nel nostro paese rischiano adesso di ritrovarsi disoccupate e di precipitare nella clandestinità. Una situazione drammatica, che inevitabilmente finirà per ripercuotersi - anche dal punto di vista penale - sulle famiglie che le ospitano e che proprio alle loro mani hanno affidato la cura e l'assistenza di anziani, familiari malati e bambini.
E' quanto accadrà tra pochi giorni, quando il Senato avrà definitivamente approvato il disegno di legge sicurezza che, tra le altre cose, introduce anche il reato di clandestinità. Per scongiurare questa possibilità, che da settimane angoscia migliaia di famiglie e di lavoratrici, nei giorni scorsi il Pd aveva presentato un emendamento in cui si chiedeva una sanatoria per le circa 600 mila persone, tra badanti, colf e baby sitter che già oggi lavorano in Italia. Emendamento bocciato ieri dalle commissione Giustizia e Affari costituzionali al cui esame si trova il testo di legge, e dove sull'esigenza di mettere fine a una situazione paradossale, visto che riguarda persone fondamentali per l'assistenza familiare, ha prevalso quella di procedere il più velocemente possibile all'approvazione del ddl tanto caro alla Lega. Un voto favorevole alla sanatoria avrebbe infatti comportato un nuovo passaggio alla Camera (il quarto) ritardando così ulteriormente l'approvazione del provvedimento. «Oggi si poteva compiere un primo passo verso la legalità - commenta la senatrice Emanuela Baio, presentatrice dell'emendamento bocciato -, ma nonostante l'evidenza dei dati e l'importanza anche economica che la regolarizzazione delle badanti avrebbe comportato, la maggioranza preferisce il lavoro nero».
Le conseguenze, drammatiche per le lavoratrici straniere, non saranno leggere neanche per le famiglie che le ospitano. Sempre secondo quanto previsto dal ddl, infatti, chi ospita un immigrato irregolare rischia l'arresto da 6 mesi e 3 anni e una multa fino a 5 mila euro. «Ironia della sorte vuole che molte famiglie hanno chiesto ormai, una o due volte, di regolarizzare la posizione di queste collaboratrici - conclude Baio - ma il governo preferisce che siano clandestine».
Da settimane ormai ai centralini di associazioni come le Acli arrivano telefonate di persone preoccupate per quanto potrebbe accadere. Sono 600 mila le lavoratrici domestiche iscritte all'Inps, e si calcola che almeno altrettante siano in una situazione di irregolarità, pur lavorando stabilmente presso una famiglia. «Le conseguenze di questa situazione potrebbero essere drammatiche», spiega
Raffaella Maioni, responsabile nazionale delle Acli-Colf. «Stando alla nostra esperienza le famiglie non rinunceranno comunque all'aiuto offerto da queste persone, ma è chiaro che il clima di terrore che si è creato intorno agli stranieri potrebbe creare reazioni difficili da prevedere. Stiamo pagando una gestione non coscienziosa dei decreti di ingresso - prosegue Maioni - mentre servirebbe la programmazione di un nuovo decreto flussi».
E dire che solo poche settimane fa era stata il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna a chiedere di non criminalizzare le badanti. Richiesta accolta da Roberto Maroni, che aveva promesso un suo impegno in tal senso. «Terremo conto - aveva detto alla festa della polizia il titolare del Viminale - delle situazioni che hanno un forte impatto sociale come quella delle badanti». Ma si trattava solo di promesse elettorali.


Carlo Lania

martedì, aprile 21, 2009

Flussi d’ingresso stagionali per il 2009: pubblicato il Decreto sulla programmazione transitoria

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 2009 è stato pubblicato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 20 marzo 2009 relativo alla programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali nel territorio dello Stato italiano per l’anno 2009.

Il DPCM consente l'ingresso nel nostro Paese, per motivi di lavoro subordinato stagionale, di 80 mila cittadini stranieri non comunitari, che verranno suddivisi tra le Regioni con provvedimento specifico adottato dal Ministero del Lavoro.

Sono interessati sia i cittadini non comunitari, titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale negli anni 2006, 2007 o 2008, sia i cittadini provenienti dai seguenti Paesi: Serbia, Montenegro, Bosnia- Herzegovina, Macedonia, Croazia, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia, Egitto.

Nell’imminenza della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del DPCM, il Ministero dell’interno ha emanato la circolare numero 1746 del 9 aprile 2009, nella quale si dettano, tra l’altro, le prime istruzioni per quanto concerne le modalità di presentazione delle domande, si conferma la modulistica già in uso per le istanze relative al decreto flussi 2008, e si comunica che le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2009.

domenica, dicembre 07, 2008

Immigrati, pronto il decreto flussi 170mila posti, valide le domande 2007



Il nuovo testo verrà approvato a giorni. Di fatto si riaprono i cancelli
Ripescherà negli elenchi dell'anno scorso. Occhio di riguardo per i lavoratori domestici
Non ci sarà nessun clic-day. In più c'è il requisito della carta di soggiorno che però vale solo per le nuove richieste

di VLADIMIRO POLCHI da La Repubblica


ROMA
- Dentro tutti. L'Italia riapre i cancelli ai lavoratori immigrati. Centomila posti per colf e badanti. Carta di soggiorno e conferma on-line per datori di lavoro stranieri. Queste le novità contenute nel decreto flussi 2008. Il testo è pronto: verrà approvato a giorni, varrà 170mila posti, ripescherà le domande del 2007, guarderà con un occhio di riguardo i lavoratori domestici e prevederà stretti requisiti per i datori di lavoro immigrati. Insomma se a parole si discute se azzerare i flussi nei prossimi anni (vedi Lega), nei fatti il governo prosegue nel rispetto della Bossi-Fini.

Ad anticipare il contenuto del decreto 2008 è il settimanale Metropoli, domenica in edicola.

Il decreto è stato concordato a palazzo Chigi. Entrerà in vigore entro il 15 dicembre. Ciò significa che dovrà essere emanato, con decreto del Presidente del consiglio, non più tardi di fine mese (con conseguente pubblicazione in Gazzetta ufficiale). Cosa c'è scritto? Viene confermato quanto anticipato da Metropoli e Repubblica: si tratta di un decreto fotocopia da 170mila posti, che andrà a ripescare nella graduatoria del 2007. Insomma nessun clic day, stavolta.

Tra Viminale e Welfare si è a lungo discusso sulla ripartizione delle nuove quote. L'obiettivo? Favorire le province penalizzate nel decreto 2007 (come quella di Milano). Non solo. Si è deciso di agevolare le domande di lavoratori domestici e d'assistenza alla persona. A loro verranno infatti riservate circa 95/97mila quote.

Buone notizie dunque per chi è in attesa. Non per tutti però. Si è infatti deciso di porre un argine alle domande d'assunzione presentate da datori di lavoro stranieri (il 48% nel lavoro domestico). I ministri Maroni e Sacconi sospettano che dietro di loro si nascondano ricongiungimenti mascherati o regolarizzazioni di fatto. Per questo, si è optato per una condizione in più: il possesso della carta di soggiorno, a partire dal giorno di promulgazione del decreto.

Si avranno così due percorsi distinti: il primo, per i datori di lavoro italiani che dovranno solo attendere di essere ripescati e ricevere il nulla osta; il secondo, per quelli stranieri che dovranno invece riconnettersi a internet. Senza fretta però. "Avranno oltre 10 giorni per collegarsi al sito del Viminale (www. interno. it), utilizzando l'user-id identificativo della ricevuta del 2007 - spiegano i tecnici dei ministeri interessati - . Troveranno un modulo da scaricare per confermare la propria domanda d'assunzione e dichiarare di essere in possesso della carta di soggiorno".

Ma attenzione: la norma non è retroattiva. "Le nuove domande non pregiudicano in alcun modo la graduatoria che rimane cristallizzata al 31 maggio 2008". Il nuovo requisito varrà solo per chi non è rientrato nei 170mila posti del 2007 e viene ripescato col decreto flussi fotocopia. Tradotto: verrà richiesto solo a partire da chi rientra nel posto 170.001. In concreto, chi ha la carta di soggiorno compili senz'altro il modulo. Chi invece risponde solo ai requisiti del 2007 (e cioè soggiorna regolarmente in Italia, con apposito permesso) non gli rimane che sperare di rientrare nelle vecchie quote.

Per questo è importante seguire i lavori di smaltimento delle pratiche 2007. All'11 novembre, sono oltre 106mila i nulla osta all'assunzione consegnati e circa 175mila le domande esaminate.

mercoledì, giugno 25, 2008

Sanatoria: governo esclude colf e babysitter


Emendamento 'salva badanti' al disegno di legge sulla sicurezza. Acli: 'Incomprensibile e inaccettabile'

Roma, 25 giugno 2008 - «E' la dimostrazione che un intervento sanatorio è oramai improrogabile». Così le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani commentano il cosiddetto piano 'salva badanti', l'emendamento proposto ieri al disegno di legge sulla sicurezza dai ministri del Welfare Maurizio Sacconi e delle Pari opportunità Mara Carfagna. Un provvedimento che consentirebbe - 'in disciplina transitoria' - la regolarizzazione delle lavoratrici straniere che assistano 'persone che abbiano compiuto il settantesimo anno di età, oppure siano affette da gravi patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza e dispongano di riconoscimento dell'indennità di accompagnamento'.

Appare tuttavia «incomprensibile e inaccettabile» - aggiungono le Acli - «l'esclusione delle colf e delle baby sitter dalla proposta di regolarizzazione». Il 75% delle circa 410mila richieste di assunzione di lavoratrici domestiche riguarda infatti le colf (collaboratrici familiari) e solo il 25% le cosiddette 'badanti', che da contratto svolgono il ruolo di assistenti familiari. Di queste, poi, non tutte si occupano di ultrasettantenni o persone disabili. «Sia perché ottenere il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento è spesso un'impresa - spiega la responsabile nazionale delle Acli-Colf , Pina Brustolin - sia perché l'emergenza sociale cui queste lavoratrici provvedono non è solo quella degli anziani malati o non autosufficienti, ma quella degli anziani soli, che hanno bisogno di compagnia più che dell'accompagnamento».

Ci sono quindi le colf e le baby sitter. «Cosa dirà il Governo - si chiedono le Acli - a quelle centinaia di migliaia di famiglie che affidano la cura della propria casa e soprattutto dei propri figli alle donne straniere, spesso in assenza di posti sufficienti negli asili nido? E come si concilia con le pari opportunità il trattamento diverso riservato a lavoratori che dovrebbero avere uguale dignità?»

«Occorre un ulteriore scatto di coraggio e di realismo» afferma il presidente delle Acli Andrea Olivero, che ribadisce la proposta al Governo di avviare una regolarizzazione, «come fu fatta nel 2002», per tutti i cittadini stranieri che dimostrino al 30 maggio di lavorare da almeno tre mesi in Italia, sulla base di requisiti idonei e nel rispetto delle dovute indagini per accertamenti di ordine pubblico. «Una decisione - spiega Olivero - che avrebbe ricadute positive in termini di sicurezza e tranquillità sociale andando a vantaggio delle famiglie, delle imprese e delle stesse casse dello Stato, che da una regolarizzazione estesa dei lavoratori stranieri potrebbe guadagnare fino a 3 miliardi di euro in termini di imposte e contributi previdenziali».

martedì, giugno 24, 2008

Immigrati: regolarizzazione per chi lavora in Italia. Dopo 6 mesi ancora 700mila domande inevase

Immigrati: regolarizzazione per chi lavora in Italia
La chiedono le Acli a fronte di una situazione del decreto flussi oramai insostenibile. Dopo 6 mesi ancora 700mila domande inevase

Roma, 24 giugno 2008 - Una nuova regolarizzazione per i cittadini stranieri che dimostrino al 30 maggio di lavorare da almeno tre mesi in Italia. La chiedono ufficialmente al Governo le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani a fronte di una situazione paralizzata e insostenibile nella gestione delle pratiche legate all'ultimo decreto flussi. Dopo 6 mesi dalla presentazione delle domande, 700mila risultano quelle ancora inevase. Su oltre 740mila richieste di assunzioni, infatti, solo 67.627 sono state risolte. Di queste, oltre 25mila sarebbero state respinte (ma nessuna comunicazione è arrivata ai datori di lavoro), e poco più di 39mila avrebbero ricevuto il nulla osta all'assunzione, che però è ulteriormente condizionata al rilascio del visto d'ingresso da parte dei consolati italiani all'estero, dove gli immigrati sono costretti a recarsi 'fingendo' di non lavorare già in Italia, come invece già accade per il 90% di loro. I visti d'ingresso per l'Italia rilasciati al 17 giugno - secondo quanto riportato oggi dal quotidiano La Repubblica - sarebbero solo 7947.

«A questo punto è provato che il sistema dei flussi così com'è non funziona - afferma il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero - La situazione è diventata davvero insostenibile. Ci sono centinaia di migliaia di persone che lavorano da mesi se non da anni come clandestini nelle nostre imprese e nelle nostre case. A queste, e ai loro datori di lavoro, viene di fatto negata la possibilità di uscire dal sommerso e dall'illegalità. Un'emersione che garantirebbe importanti entrate per le casse dello stato e offrirebbe allo stesso tempo un contributo importante in termini di sicurezza, se è vero che la clandestinità costituisce un serbatoio per la criminalità, come viene autorevolmente ripetuto».

«Negli sportelli unici presso le prefetture - continua Olivero - e ancor più nelle questure, la situazione è oramai ingestibile. Alle pratiche dell'ultimo decreto flussi per il rilascio del primo permesso di soggiorno, si sommano per giunta quelle per il rinnovo del permesso e per le carte di soggiorno. A questo punto non c'è altra risposta possibile - per il rispetto dei diritti delle persone, ma anche per la tenuta del nostro welfare familiare e lo sviluppo di molte nostre fabbriche e imprese - che ripetere quanto fatto con la grande regolarizzazione del 2002. Aboliamo il rito inutile del rientro nei Paesi d'origine e il conseguente passaggio ai consolati all'estero. Consideriamo già entrati e presenti in Italia i lavoratori di cui i datori di lavoro hanno fatto richiesta. E offriamo l'opportunità ai datori di lavoro di regolarizzare la posizione dei lavoratori stranieri che siano alle loro dipendenze da almeno 3 mesi alla data del 30 maggio. Le questure avrebbero già tutta la documentazione e le informazioni necessarie. Gli immigrati dovrebbero presentarsi agli sportelli con i propri datori di lavoro. I patronati e le associazioni potrebbero persino fornire del personale volontario per aiutare i funzionari dello Stato nell'assolvimento del servizio, secondo un modello di collaborazione già stato sperimentato con successo in altre circostanze».

venerdì, maggio 23, 2008

Immigrati: regolarizzazione inevitabile

Commento al decreto sicurezza del governo

Roma, 22 maggio 2008 - «Sovrapporre criminalità e immigrazione genera solo confusione». Questo il commento del presidente delle Acli Andrea Olivero al decreto sicurezza presentato ieri dal Consiglio dei ministri a Napoli.

«L'impressione - spiega - è che si continui a legiferare senza porsi il problema dell'applicazione concreta delle norme». La questione delle cosiddette 'badanti' è un esempio. «Prima si annuncia la legge, subito dopo si dice 'per loro non vale'. E si è costretti a immaginare un'applicazione differenziata delle norme, che oltre ad essere farraginosa appare discriminatoria. Le colf non sono le uniche lavoratrici indispensabili in questo paese. Perché regolarizzare la 'badante' e non l'operaio?»

«Alla fine - dice il presidente delle Acli - tra le norme che resteranno inapplicate e quelle che saranno modificate perché dichiarate incostituzionali, finirà come nel 2002, si arriverà - come è giusto - ad una regolarizzazione generale dei lavoratori immigrati. Tanto più che sono proprio le norme restrittive, come ha dimostrato la Bossi-Fini, che favoriscono l'irregolarità e la clandestinità degli immigrati, rendendo di fatto inagibili e impraticabili le vie legali dell'immigrazione. Mentre le politiche efficaci e lungimiranti sono quelle che mettono insieme in maniera inscindibile legalità e solidarietà».

mercoledì, marzo 12, 2008

Decreto Flussi 2007 . Petizione per l’accoglimento di tutte le domande inviate


Decreto Flussi 2007 - Petizione per l’accoglimento di tutte le domande inviate
Firma la petizione che sarà inviata ai Ministeri competenti
http://www.meltingpot.org/articolo12321.html#sp12321
Questa petizione nasce dalle sollecitazioni di molte associazioni, collettivi, comitati e soprattutto singoli migranti.
Il decreto flussi 2007 infatti, produrrà l’esclusione di oltre 550.000 persone dalla possibilità di avere un titolo di soggiorno, visto l’ingente numero di domande inviate e lo farà con modalità assolutamente poco trasparenti.

Per sottoscrivere la petizione sarà sufficiente:
- inserire i vostri dati nei campi sottostanti;
- clickare su "invia";
- confermare la sottoscrizione attraverso un link che riceverete al vostro indirizzo e-mail.

Anche gli operatori degli sportelli potranno dare il loro contributo:
invitate quanti si recano presso i vostri spazi ad aderire. Compilate per loro conto la petizione ed eventualmente inserite nel campo relativo all’e-mail l’indirizzo segnalazioni@meltingpot.org.

Importante: nel caso non siate in possesso di un indirizzo e-mail sarà sufficiente scrivere nell’apposito campo segnalazioni@meltingpot.org, la conferma della sottoscrizione verrà in questo modo effettuata automanticamente.

E’ possibile scaricare i muduli cartacei per la sottoscrizione che dovranno essere poi inviati via fax al nr. 049 664589
[ scarica moduli ]

Il testo della petizione
In Italia, centinaia di migliaia di migranti sono costretti all’"irregolarità" da una legge, la Bossi Fini, spietata e crudele, ma ancora in vigore.
Si tratta di persone che quotidianamente contribuiscono a costruire la realtà delle nostre città, con il loro lavoro, con la loro presenza, con i loro progetti e le loro esperienze.
Nonostante questo, sono invisibili, privi di diritti.

L’ultimo Decreto Flussi, quello emanato negli ultimi mesi dell’anno 2007, ha confermato una situazione allarmante, rappresentata dall’inoltro di oltre 700.000 domande.
E’ cosa risaputa come queste riguardino, per la quasi totalità, persone già presenti in questo paese.
A fronte di oltre 700.000 domande presentate solo 170.000 sono le quote di ingresso messe a disposizione.
Questi numeri aiutano a capire come ogni tentativo di "governare le migrazioni" gestendone in qualche modo i "flussi" sia assolutamente anacronistico.
E’ questa idea stessa a produrre "clandestinità".

Inoltre, la procedura messa in campo per gestire l’invio delle domande si è rivelata un vero e proprio caos telematico.
Le ricevute attestanti il ricevimento delle pratiche riportano orari che non hanno alcun riferimento all’orario reale di invio.
Da più parti sono stati ipotizzati anche ricorsi legali, assolutamente auspicabili.
Rimane comunque il problema dei posti disponibili e questa è una prima forma di "ricorso collettivo" contro l’ingiustizia che vorrebbe escludere centinaia di migliaia di persone dalla possibilità di avere il loro titolo di soggiorno.

La retorica del discorso sull’immigrazione impone che, per entrare in Italia, sia necessario avere un lavoro ed una casa.
Ma questa stessa retorica impallidisce davanti alla realtà: tutte le domande presentate con il decreto flussi riguardano persone con un lavoro, ed una casa disponibili.
Nonostante questo la loro presenza continuerà ad essere negata, o peggio, motivo di iniziative "contro il pericolo clandestinità".

Ogni ipotesi di Decreto Flussi per l’anno 2008 non può non tener conto delle domande ancora inevase. Diciamo questo anche perchè la politica, in questi giorni impegnata nella campagna elettorale, rischia di giocare sulla pelle dei migranti slogan o false promesse, o peggio, di sottrarsi al dibattito.

Ma in gioco c’è la vita di centinaia di migliaia di persone.
Consapevoli che la soluzione più corretta ed immediata sarebbe quella di una sanatoria per tutti i migranti presenti nel territorio italiano, che eviterebbe anche un inutile viaggio "clandestino" a ritroso verso il paese d’origine (con il decreto flussi si continua a fingere che i migranti assunti si trovino nel loro paese di residenza) chiediamo quantomeno una iniziativa minima per il riconoscimento del loro diritto ad avere almeno un permesso di soggiorno.

Noi, chiediamo l’accoglimento di tutte le domande presentate con il Decreto Flussi 2007.

ACLINAPOLI
Che cosa è lo Sportello Immigrati

E’ un servizio di informazione, assistenza e orientamento rivolto ai cittadini stranieri su ogni aspetto legato alla loro permanenza nel nostro Paese. Presso lo Sportello, potrai richiedere il rinnovo dei titoli di soggiorno, avere informazioni sulla pratica di ricongiungimento familiare o conoscere le modalità di accesso ai servizi socio-sanitari presenti nel territorio.

Obiettivi prioritari del servizio sono:
• offrire un punto di riferimento presso il quale ricevere in primo luogo informazioni sulla legislazione italiana sull'immigrazione e sui diritti di cittadinanza e orientamento sull'accesso ai servizi sociali e socio-sanitari nel territorio;
• assistere i cittadini stranieri nel disbrigo degli adempimenti amministrativi, in particolare per quanto riguarda il rinnovo dei titoli di soggiorno;
• offrire un punto di ascolto e orientamento per quanti abbiano subito discriminazioni o atti lesivi della loro dignità e dei loro diritti.

Lo Sportello è nato nel 2002, sulla scorta delle novità introdotte dalla legge di riforma dei Patronati e all’interno di un più vasto programma di intervento con il quale abbiamo inteso mettere a disposizione degli immigrati tutto il nostro patrimonio di esperienze e competenze, coniugandolo con i valori di accoglienza e di solidarietà che ci sono propri e impegnando la nostra rete di servizi territoriali nell'attività d'informazione, accompagnamento e tutela dei cittadini immigrati.

Finalità dello Sportello è quella di diffondere una cultura dell’accoglienza e della solidarietà, di stabilire con chi si rivolge a noi un rapporto che prosegua oltre lo svolgimento di una pratica.
Per questo, in molte realtà territoriali lo Sportello svolge anche altre attività, in collaborazione il sistema ACLI o con altre associazioni, dai percorsi di orientamento per chi è appena arrivato in Italia ai corsi di lingua italiana o ai corsi sportivi per giovani e bambini. Per questo, ci manteniamo in contatto. Per segnalare le nostre iniziative o, semplicemente, per ricordare la prossimità di una scadenza.

sabato, gennaio 12, 2008

News Immigrazione.Flussi 2007: 683.799 le richieste. Dal 18 gennaio sarà possibile verificare on line dello stato di avanzamento delle domande.

Flussi 2007: 683.799 le richieste. Dal 18 gennaio sarà possibile verificare on line dello stato di avanzamento delle domande. Patronati e Associazioni vigilano sulle graduatorie


Hanno assistito oltre 350.000 persone, inviando per via telematica più del 50% delle domande di assunzione pervenute al Ministero dell’Interno. Sono i Patronati e le Associazioni che, per questo lavoro svolto gratuitamente, hanno dapprima fortemente sollecitato e poi sottoscritto un apposito protocollo di collaborazione con il Ministero.
Sono gli stessi che ora chiedono assicurazioni sulla possibilità di conoscere lo status delle pratiche inoltrate, e – a fronte di una dismisura così enorme – chiedono l’immediata riapertura dei Flussi, mantenendo in graduatoria quei lavoratori e quelle lavoratrici rispondenti ai requisiti e non rientranti nelle quote del decreto flussi 2007.
683.799 domande. E’ infatti questo il dato ufficiale diffuso ieri dal Ministero dell’Interno, a fronte dei 170.000 ingressi previsti per le diverse tipologie di lavoro.
Sulle decisioni del Governo e le azioni del Ministero c’è attesa su più fronti, ma già sono troppe le persone comunque escluse o deluse…

I dati diffusi dal Ministero dell'Interno
683.799 le domande inviate fino ad oggi. Da Milano le più numerose. I lavoratori più richiesti dal Marocco e dalla Cina Popolare

Ad oggi sono state:
683.799 le domande di nulla osta al lavoro inviate;
391.864 le richieste per lavoratori da impiegare in lavori domestici e assistenza alle persone (mod. A);
286.460 sono state quelle per il lavoro subordinato (mod. B).

Le nazionalità dei lavoratori più richiesti risultano:
Marocco 116.897
Cina Popolare 70.107
Bangladesh 67.279
India 47.819
Ucraina 44.042
Moldavia 35.794
Albania 35.257
Pakistan 34.154
Sri Lanka (Ceylon) 27.197
Filippine 25.977
TOTALE 504.523

Le città con maggiori richieste sono:
Milano 74.362
Roma 44.928
Brescia 42.340
Napoli 23.305
Bergamo 21.894
Torino 21.484
Bologna 21.114
Verona 19.856
Modena 18.993
Vicenza 16.801
Treviso 15.324
Firenze 14.865
Venezia 14.657
Padova 14.425
Reggio Emilia 13.563
Mantova 13.294

martedì, dicembre 18, 2007

Immigrati: Secondo invio senza problemi ma «Resta il problema delle graduatorie e degli scarti»

Roma, 18 dicembre 2007 – Si è svolta «senza particolari problemi» nelle sedi del Patronato Acli la seconda giornata dedicata all’invio telematico al Ministero dell’Interno delle domande per assumere i lavoratori domestici provenienti dai Paesi 'non riservatari'. «Tutto ha funzionato molto meglio di sabato – spiega il vicepresidente del Patronato Acli Michele Consiglio – anche se nella prima ora si sono ripresentate le stesse lentezze del 15. Poi però la situazione si è sbloccata e alle ore 10.30 avevano già terminato l’invio da tutte le nostre province».

Quasi 9000 le domande inviate questa mattina dal Patronato Acli, per circa 3100 lavoratori dall’Ucraina, 1250 dal Perù, 900 dall’India e altrettanti dalla Cina. Poche le posizioni scartate dal Ministero, che sabato invece erano state circa 1000 su oltre 14mila invii. «Troppe – afferma il direttore generale del Patronato Acli Damiano Bettoni – e accompagnate da motivazioni spesso incomprensibili o non plausibili».

Per definire il comportamento rispetto agli 'scarti' e risolvere la questione della graduatoria delle domande, dopo i gravi ritardi nella procedura di sabato, il Patronato Acli, insieme agli altri Patronati, ha chiesto un incontro al Ministro dell’Interno. Nel frattempo, la decisione presa è quella di sospendere la consegna di tutte le ricevute in attesa di una risposta chiarificatrice da parte del Ministero.

La richiesta del Patronato Acli è che non venga costruita la graduatoria in base all’ora di arrivo delle domande, ma che si proceda con la verifica della regolarità del rapporto di lavoro agli sportelli per l’impiego e che poi il Governo faccia un nuovo decreto flussi.


“Il secondo "Click day" è stato meno disastroso del primo, ma questo sistema non funziona”
Lo denuncia il presidente delle Acli di Napoli Pasquale Orlando


Napoli, 18 dicembre 2007 - Il secondo "Click day" è stato meno disastroso del primo. E' quanto emerge dai dati in possesso dalle Acli di Napoli, il cui Patronato è riuscito ad inviare la prima pratica appena quaranta secondi dopo l'orario d'inizio dell'accettazione delle domande per regolarizzare la posizione di lavoratori, solo colf e badanti, immigrati provenienti da quei paesi non rientrati nei flussi indicati il 15 dicembre.

“Anche noi eravamo rimasti intrappolati in un sistema pensato male e realizzato anche peggio. – affrma il direttore provinciale del Patronato Acli Pasquale De Dilectis – L'altro giorno la nostra prima pratica inviata riguardava un lavoratore dello Sri Lanka con il nome molto lungo e visto che il sistema non riusciva a leggerlo siamo rimasti in attesa anche per le tantissime altre come tutti i patronati e le associazioni.”

Secondo Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli, il meccanismo della regolarizzazione tanto quanto quello dei flussi, non funziona. “E' inutile che ci raccontiamo favolette, cinquecentomila persone in tutta Italia non saranno regolarizzate. - continua Orlando – A quel punto, che succederà? Tutti gli abusivi usciranno fuori dai confini nazionali e torneranno ai loro Paesi? Ovviamente no, continueranno ad essere clandestini, a lavorare qui da noi a nero, senza diritti e senza pagare le tasse, producendo una ricchezza sommersa. Tutto ciò non va e credo sia arrivata l'ora di cambiare pagina, permettendo a tutti questi lavoratori di ottenere un permesso di soggiorno.”

domenica, dicembre 16, 2007

Rivolta sul web: «Tutto più difficile» La rabbia dei datori di lavoro «È stato un flop telematico»


Badanti, computer in tilt per i permessi.
Sei ore di blackout informatico alla scadenza di ieri. Corsa contro il tempo per oltre trentamila domande
ANNA MARIA ASPRONE Alle otto meno un minuto tutti pronti con il dito per il clic. Allo scoccare dell’ora «x», anche a Napoli e provincia, come nel resto d’Italia, migliaia di computer si sono connessi al sito del ministero dell’Interno per inviare altrettante domande di assunzione di extracomunitari, in base al decreto dei flussi 2007. Il problema però è stato subito chiaro: il server non consentiva l’invio delle pratiche. Sembra che a causare il collasso del sistema sia stato un disguido relativo alle richieste per i cittadini dello Sri Lanka che in pratica hanno ingolfato tutte le operazioni, bloccando l'invio delle domande anche per le altre nazionalità fino alle 14,30. «Solo a quell’ora - spiega Mohamed Saady, responsabile dell’Anolf Cisl Campania - il Viminale si è «accorto» dell’intoppo. Ma noi già dalle otto, ci siamo accorti che non riuscivamo ad inviare le nostre 200 domande. Solo dopo 6 ore ha risolto il problema». Chi, come i patronati o gli enti accreditati dal ministero dell'Interno doveva spedire centinaia di domande e aveva inoltrato per prima la richiesta di uno srilankese, pur essendosi collegati alle 8 in punto è riuscito solo dopo sei-sette ore. «Anche per noi è stato così - spiega Jamal Qaddorah, del patronato Inca Cgil - alle sette era già tutto pronto e gli addetti del sindacato alle 8 in punto si sono connessi dai nostri computer. Ci era stato assicurato che il sistema era stato tarato per reggere un flusso consistente di domande, con picchi di 9600 connessioni al minuto. Purtroppo però - aggiuge Quaddora - fino alle 12,30, delle 500 domande che avremmo dovuto spedire, siamo riusciti ad inviarne solo 11. Lo stesso problema si è verificato a Salerno e a Caserta». Il primo giorno del «clic-day» era destinato esclusivamente alle domande di assunzione degli immigrati provenienti da paesei che hanno sottoscritto accordi bilaterali con l’Italia: Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Filippine, Ghana, Marocco, Moldavia, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Tunisia, per qualsiasi tipo di occupazione (comprese le badanti). Altri due appuntamenti, il 18 e il 21 dicembre, saranno invece dedicati ai lavoratori originari di altri paesi. Migliaia di badanti e lavoratori non stagionali ieri hanno partecipato alla gara on line (ufficialmente a presentare la domanda dovrebbero essere i datori di lavoro), dal Piemonte alla Sicilia, per aggiudicarsi uno dei 47100 ingressi previsti per questa prima tranche. In tutto saranno regolarizzati nei tre giorni 170mila lavoratori mentre le domande giunte solo ieri sono state ben 353mila. La posta in palio è un futuro occupazionale finalmente in piena legalità. Per questo, dopo il gap di ieri mattina si preannunciano ricorsi e proteste. «Anche l’anno scorso da Napoli sono arrivate ben 32mila domande e si prevede che altrettante ne saranno anche questa volta. Il problema - conclude Jamal Qaddorah - è che, per rientrare tra i primi centosettantamila, contava la data e l'orario di ricezione della domanda. Noi dell’Inca Cgil chiederemo l’annullamento di questa graduatoria».


Dal Viminale, soddisfazione per la riuscita del «clic day». Per migliaia di datori di lavoro, invece, proteste e polemiche sull’«inefficacia del sistema», per ore in tilt. «Dalle otto in punto sono stato davanti a due dei miei computer, per inviare una domanda per me e una per un mio amico - spiega Giuseppe Agostini, ingegnere informatico - ma il sistema si è bloccato subito. Sono riuscito ad inviarle solo alle 14,40. Quella di quest’anno sembrava una soluzione logica rispetto alla file alle Poste dell’anno scorso. Invece anche questa volta c’è stato un disservizio, solo che è stato telematico. Per le mie domande - conclude - ho capito che l’intoppo era stato causato dalla generalità del lavoratore da assumere che era dello Sri Lanka». Disagi anche per chi aveva una sola domanda da inviare: «Il ministero ha dato la possibilità di spedire centinaia di domande con un solo clic. Il mio clic, invece, era per una sola domanda - dice Adelaide Bianchi - ed è stato messo alla pari di quello dei patronati che contemporaneamente ne hanno inviato tantissime. Magari si sono collegati un attimo prima di me, hanno intasato la rete e io sono rimasta bloccata tutto il sabato per una sola domanda». Stessa polemica per Marco Esposito «Ero pronto alle 8,01 con l’orologio del computer aggiornato sul sito Galileo come era stato indicato dal ministero. Ho inviato e dopo 27 minuti di attesa, con indicazione di caricamento al 50% è apparso un messaggio in rosso: «la domanda non può essere accettata perchè già inviata». Non certo da me. E poi il modulo è sparito». Polemiche anche sulla questione orario per la validità delle domande. «Trovo iniquo considerare le richieste in base all'orario di avvio - dice Claudio De Luca - Se deve essere una lotteria, tutti dovrebbero avere le stesse possibilità di vincita. Con i computer in tilt come fanno a stabilire il prima e il dopo? Sono convinto che anche il 18 dicembre quando ci saranno le domande da inviare per colf e badanti ci sarà un altro disastro». a.m.a.

sabato, dicembre 15, 2007

IMMIGRATI/ VIMINALE:353 MILA DOMANDE ONLINE, PROTESTE ASSOCIAZIONI

"Ritardi inaccettabili". Quote superate: 85% richieste oggi fuori



Roma, 15 dic. (Apcom) - Il sistema on line messo a punto dal Viminale per le domande di assunzione degli immigrati è stato subissato da oltre 353mila le richieste. Varato oggi per gestire le domande di assunzione per lavori non stagionali in base al decreto sui flussi il cervellone, ha iniziato a lavorare alle otto di questa mattina: il più veloce è riuscito a far registrare la sua richiesta sul sito dopo solo un secondo e 134 millesimi.

Gli ingressi per quest'anno sono fissati a 170 mila, con quote riservate in base ad accordi bilaterali che impegnano l'Italia e determinati Paese e con una ripartizione su base provinciale. Oggi andavano inviate esclusivamente le domande di assunzione per qualsiasi tipo di professione (comprese le badanti) degli immigrati dei Paesi con cui l'Italia ha sottoscritto accordi bilaterali: Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Filippine, Ghana, Marocco, Moldavia, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Tunisia. I posti a disposizione in tutto sono quindi oggi 47mila, a fronte di oltre 350mila richieste. Oltre 300mila rimarranno fuori,l'85.5, dentro solo il 15% delle richieste.

Il flusso è gestito a livello provinciale, precisa il Viminale e se avanzeranno posti in alcune provincie verranno poi risdistribuiti sul territorio. In ogni caso i nomi e le richieste restano nel database a disposizione del ministero per regolare futuri flussi.

Il sistema ha gestito picchi di 9.600 connessioni al minuto. Fisiologico, dicono al Viminale, che si possano verificare dei rallentamenti, ma tutto il sistema funziona. Per chi vuole inoltrare la domanda, il ministero consiglia comunque di rimanere connessi a internet fino alla conferma definitiva della ricezione della domanda da parte del sistema e attendere la risposta di conferma di ricezione della domanda, anche se dovesse superare i sessanta minuti. Il sistema è stato tarato per reggere un flusso consistente di domande.

Segnalazioni di ritardi sono già arrivate, ma basta aspettare - assicurano i funzionari - l'efficacia del cervellone è garantita, e in ogni caso "è meglio che fare la fila alla posta, magari per tutta la notte".

Il Patronato Acli però già denuncia i "gravi limiti della procedura telematica realizzata dal ministero dell'Interno", e chiede già da ora di rivedere le graduatorie e il varo di un nuovo decreto flussi." Il sistema si conferma tarato più sull'invio individuale che su quello massiccio di associazioni e patronati, che hanno riscontrato grandissime difficoltà nell'inoltre delle domande", spiega una nota del patronato.

In ogni caso l'attesa, precisa il Viminale, non pregiudica in alcun modo la buona riuscita della ricezione. Inoltre, aggiunge il ministero dell'Interno, il sistema riceve automaticamente le domande inviate, secondo l'orario di invio. Se l'attesa dovesse protrarsi si raccomanda di restare connessi e attendere in quanto il sistema è stato tarato per reggere un flusso consistente di domande, si legge in una nota.

Importante è tenere presente le date di scadenza per le singole tipologie di assunzione, oggi valevano solo le domande per immigrati che ricadevano nell'applicazione di accordi bilaterali. Martedì 18 dicembre dalle 8 andranno inviate le domande di lavoratori domestici e di assistenza per immigrati di nazionalità che non rientrano fra quote privilegiate. Venerdì 21 dicembre dalle 8 le domande di tutti gli altri lavoratori, indipendentemente dall'occupazione e dalla nazionalità e per le domande di conversione dei permessi di soggiorno.

Immigrati: scatta il clic day

da nord a sud ferve l'attività relativa al decreto flussi. Nell'ora x delle 8 di stamattina si è cliccato sul portale del ministero degli interni per inviare le domande. Non sono bastati cinque o sei minuti..... Le line intasate stanno provocando qualche problema.
Le ansie della vigilia le raccogliamo dal racconto del responsabile del patronato Acli di Mestre, alla presa con le file. (E' una storia comune a tutto il Paese).

I primi giorni l’impatto è stato «drammatico». Così lo definisce Fabio Pedron responsabile del patronato Acli di Mestre, uno degli enti che hanno prestato assistenza - rigorosamente gratuita - nella compilazione dei moduli per la regolarizzazione di 170mila lavoratori stranieri. E' questo il numero di ingressi previsto dal nuovo decreto flussi, anche se in realtà le domande saranno almeno il doppio. La prima “ora x” scatta sabato: alle 8 in punto i datori di lavoro (o gli enti ai quali si sono appoggiati, patronati, sindacati, associazioni di categoria) cliccheranno sul portale del ministero degli Interni per inviare le domande precompilate. Sarà una corsa contro il tempo, perché ancora una volta, le richieste saranno accolte sulla base del loro ricevimento: chi prima arriva può avere buone chances di entrare nelle quote. Si prevede che nel giro di 5, 6 minuti i posti si esauriranno. Sabato toccherà alle quote riservate a lavoratori delle 14 nazioni che hanno sottoscritto specifici accordi, il 18 dicembre sarà la volta dei lavoratori domestici, il 21 (l'ora x è sempre fissata alle 8) è invece riservato ai restanti lavoratori.

Ma in queste due settimane, da quando il decreto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, si è verificato un vero e proprio assalto ai moduli on line. Se due anni fa era stato il kit da ritirare e poi presentare alle Poste che aveva provocato i bivacchi davanti agli sportelli (notti intere in coda per non perdere i primi posti e dunque sperare di rientrare nelle quote), stavolta tutto è affidato al computer. Così, dopo i primi tentativi fatti in proprio da parte dei datori di lavoro, quasi tutti si sono rivolti ad associazioni ed enti: «Non è semplice compilare quei moduli - spiega Pedron - ci vuole una certa accortezza ed è meglio che a farli siano persone esperte». Ecco il perché dei giorni «drammatici» appena trascorsi: dopo i tentativi di compilare i moduli "faidatè" i datori di lavoro si sono tutti riversati sulle associazioni convenzionate con il Ministero per farsi aiutare. Ed è stato l'assalto agli uffici. «Noi abbiamo lavorato su appuntamento, ma non era facile, senza aver mai sperimentato la modalità di compilazione, prevedere i tempi necessari per ogni appuntamento», racconta ancora il responsabile del patronato Acli. Le modalità del nuovo decreto flussi prevedevano infatti che i datori di lavoro (sono loro che devono presentare la domanda per assumere lavoratori stranieri) si registrassero al sito e poi scaricassero il modulo da compilare "off line", cioè non in linea. Oltre al modulo, però, andava scaricato anche un software apposito che rendeva possibile l'accesso. Il giorno “x”, cioè sabato, i moduli compilati vanno poi inviati al sito del Ministero, che ha approntato un super service per non rischiare intasamenti e blocchi. E' stato anche previsto un sistema di emergenza, nel caso vi fossero dei problemi.

Di sicuro, a fronte dei 170mila posti disponibili è probabile che le richieste saranno circa il doppio: nei giorni scorsi ne erano già stati scaricati 247.256.
Come già avvenuto con lo scorso decreto flussi, quando in coda a presentare il kit erano gli stessi lavoratori stranieri che, per la legge, avrebbero dovuto trovarsi al loro paese ed essere chiamati in quel momento dal datore di lavoro, anche questa volta non mancano gli stranieri che si presentano direttamente a compilare i moduli. «Sono soprattutto le badanti, il cui datore di lavoro è una persona anziana e non sempre le famiglie sono in grado di seguire le procedure. Per cui la lavoratrice - conclude Pedron - anche se teoricamente dovrebbe trovarsi al suo paese, si presenta di persona a portare la domanda».

venerdì, dicembre 14, 2007

Decreto flussi e transito degli stranieri: chiarimenti e news


Decreto flussi. Sull’invio telematico delle domande non ci sono corsie preferenziali

13/12/2007
“Non esistono priorità di accesso assegnate dal Ministero dell’Interno ai singoli datori di lavoro che effettuano la procedura per conto proprio”.
Il vicepresidente delegato del Patronato ACLI Michele Consiglio smentisce le voci di una sorta di “privilegio” accordato ai datori di lavoro che inoltrano le domande con connessioni singole.
L’equivoco generato dalle risposte fornite da un funzionario del Ministero dell’Interno nel corso della trasmissione “Permesso di soggiorno” trasmessa da Radio1 RAI.


Emanata dal Ministero dell'Interno la circolare che regola il transito degli stranieri in entrata e in uscita dal nostro paese
Circolare del Ministero dell'Interno del 12 settembre 2007
12/12/2007
La Circolare emanata dal Ministero dell’Interno regola l’uscita dal territorio nazionale degli stranieri già regolarmente presenti che hanno richiesto il rinnovo del titolo di soggiorno ovvero il primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, per lavoro autonomo o ricongiungimento familiare.
Nella circolare si sottolinea che la facilitazione temporanea di transito, valida dal 14 dicembre 2007 al 31 marzo 2008, è concessa soltanto agli stranieri che, provenienti dall’Italia o diretti verso l’Italia, siano in possesso all’atto del transito della ricevuta di Poste Italiane S.p.a. attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rinnovo del titolo di soggiorno, del passaporto in corso di validità o del documento di viaggio equipollente e del titolo di soggiorno scaduto. Il transito potrà avvenire attraverso le frontiere terrestri, marittime ed aeree.
Gli stranieri in possesso della ricevuta di Poste Italiane attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rilascio del primo permesso di soggiorno per lavoro subordinato, per lavoro autonomo o per ricongiungimento familiare, invece, potranno far ritorno nei paesi di origine e successivamente rientrare in Italia, a condizione che:

*
l’uscita ed il rientro in Italia avvengano attraverso lo stesso valico di frontiera;
*
il viaggio non preveda il transito attraverso altri paesi Schengen, essendo lo stesso precluso;
*
lo straniero esibisca il passaporto, o il documento di viaggio equipollente, unitamente al visto d’ingresso dal quale desumere i motivi del soggiorno e la ricevuta di Poste Italiane;
*
il personale preposto ai controlli di frontiera dovrà procedere alla timbratura del documento di viaggio e della ricevuta esibiti dal titolare all’atto dell’uscita e del rientro in Italia.

lunedì, novembre 26, 2007

Decreto flussi 2007: non più code agli sportelli per le assunzioni di lavoratori stranieri.

La rivoluzionaria procedura telematica presentata al Viminale dal capo Dipartimento delle libertà civili e l’immigrazione, prefetto Mario Morcone: «una sfida importante, di crescita di civiltà»

Sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nella seconda metà di novembre il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, firmato la sera di martedì 30 ottobre, sulla «programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori extracomunitari non stagionali nel territorio dello Stato per l'anno 2007» che prevede la possibilità di assumere 170.000 lavoratori immigrati.

Per evitare i disagi e i disguidi che si sono riscontrati in occasione dei precedenti decreti sui flussi migratori, è stato modificato il sistema per la presentazione delle domande eliminando l’obbligo di spedizione postale; inoltre, è stata adottata una procedura di compilazione più semplice; il contatto con gli uffici della P.A., infine, è previsto in una sola occasione, al termine dell’istruttoria.

La modulistica è stata oggetto di studio da parte di un gruppo di lavoro interministeriale costituito ad hoc che ha recepito, apportando diverse novità, le sollecitazioni pervenute dagli Sportelli unici, dagli enti e dalle associazioni che si occupano di immigrazione, nonché dai cittadini.

Tutte le informazioni a riguardo sono state illustrate nel corso di una conferenza nel salone del Viminale, ripresa in audio video, con il capo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, prefetto Mario Morcone.

INFORMAZIONI GENERALI

Il sistema è composto da un sito web al quale l’utente deve connettersi tramite una connessione ad Internet, ed un programma da installare sul proprio Personal Computer per effettuare la compilazione e la spedizione per via telematica delle domande.

Le operazioni da effettuare per poter inviare le domande allo Sportello Unico per l’immigrazione sono descritte di seguito, e richiedono l’utilizzo di un Personal Computer e la disponibilità di una connessione ad internet.

E' qui possibile visualizzare una simulazione della procedura di inserimento telematico di nulla osta al lavoro.

RegistrazionePer poter accedere alla procedura on-line di richiesta dei moduli da compilare, è necessario che l’utente effettui una registrazione tramite un collegamento (link) inserito nella home page del sito istituzionale del Ministero dell’Interno. Per effettuare la registrazione è richiesto un indirizzo di posta elettronica valido e funzionante. La registrazione è gratuita.

Richiesta del moduloL’utente registrato, è abilitato ad accedere all’ area di richiesta dei moduli di domanda. Sulla base delle richieste effettuate, il sistema provvede a generare, in formato elettronico, il modello da compilare. In tale fase è necessario fornire alcuni dati e, in particolare, quelli relativi al datore di lavoro (se persona fisica o giuridica) e la località di impiego del lavoratore, rilevante al fine di individuare lo Sportello Unico competente al rilascio del nulla osta.

Installazione del programma per la compilazione delle domande sul proprio personal computer
Per la compilazione del modulo precedentemente generato, è necessario utilizzare uno specifico programma disponibile sul sito web. Il programma deve essere scaricato ed installato sul proprio personal computer.

Compilazione del modulo
Tramite la funzione Importa, disponibile all’interno del programma per la compilazione off line, è possibile scaricare sul proprio personal computer i moduli elettronici generati sul sito web del servizio.
Una volta effettuata l’importazione dei moduli informatici dal sito web, l’utente è in grado di procedere alla compilazione del modulo, inserendo i dati richiesti. Guide di contesto e strumenti di verifica dei dati immessi sono di supporto all’utente durante tutta la procedura di compilazione.
In questa fase non è necessario che il proprio PC sia connesso ad internet.

Invio del modulo compilatoTramite il programma di compilazione, è possibile inviare i moduli, correttamente completati, al servizio di inoltro telematico delle domande.

ATTENZIONE: Per effettuare l’invio, è necessario che il proprio personal computer sia connesso ad internet.
Si consiglia di leggere attentamente il manuale d’uso prima di procedere con la compilazione dei moduli.

A breve verrà attivato un help desk per fornire chiarimenti, sia di tipo informatico che procedurale.

Il Decreto flussi 2007 prevede una quota di 170.000 cittadini stranieri non comunitari per «motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo»:

  • 47.100 sono attribuite ai cittadini di Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione (4.500 albanesi; 1.000 algerini; 3.000 cittadini del Bangladesh; 8.000 egiziani; 5.000 filippini; 1.000 ghanesi; 4.500 marocchini; 6.500 moldavi; 1.500 nigeriani; 1.000 pakistani; 1.000 senegalesi; 100 somali; 3.500 cittadini dello Sri Lanka; 4.000 tunisini; 2.500 cittadini di altri Paesi non appartenenti all'Unione europea che concludano accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi di ingresso e delle procedure di riammissione)
  • 65.000 saranno ripartite tra categorie come le colf e badanti
  • 14.200 gli addetti del settore edile
  • 1.000 ingressi per dirigenti e personale altamente qualificato
  • 500 sono riservati ai conducenti nel settore dell’autotrasporto
  • 200 per il settore della pesca marittima
  • 30.000 ingressi per i restanti settori produttivi

saranno convertiti, inoltre, in permessi per lavoro subordinarto:

  • 3.000 permessi di soggiorno studio
  • 2.500 permessi per tirocinio
  • 1.500 per lavoro stagionale
  • 1.500 per i cittadini non comunitari residenti all’estero che abbiano completato i programmi di formazione e di istruzione nel paese d’origine
  • 3.000 unità, appartenenti a particolari categorie (ricercatori, manager e liberi professionisti), potranno fare ingresso per motivi di lavoro autonomo
  • 1.500 conversioni di permesso di soggiorno per lavoro autonomo.

Le domande in formato digitale dovranno essere inoltrate telematicamente nei termini indicati dal decreto e seguendo criteri di scaglionamento che prevedono l’invio:

  • a partire dal 15° giorno successivo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale per le istanze relative ai lavoratori delle nazioni che hanno sottoscritto specifici accordi di cooperazione in materia migratoria
  • a partire dal 18° giorno successivo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale per le domande relative ai lavoratori domestici e di assistenza alla persona
  • a partire dal 21° giorno successivo la pubblicazione in gazzetta ufficiale per le domande relative a tutti i restanti lavori.

A Napoli puoi rivolgerti alle ACLI che con il Patronato ACLI, le ACLI Colf e il Caf ACLISERVICE, sono pronte ad affrontare questa procedura.
Sede Provinciale Patronato ACLI - Corso A. Lucci 121 - 80142 Napoli tel.081/5539706/081/19574910 Fax 081/19574919


Orari di Apertura al Pubblico:
Lun/Ven dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Lun/Giov. Dalle ore 15.00 alle ore 17.30

Sedi Zonali

* Via Amato 27 - 80053 Castellammare di Stabia Tel. 081/8717581 Orari di Apertura al Pubblico: Lun/Ven dalle ore 9.00 alle ore 12.30 Mar e Giov dalle ore 15.00 alle ore 17.30
* Via San Massimo 110 - Nola Tel. 081/5125420 Orari di Apertura al Pubblico: Lun/San dalle ore 9.00 alle ore 12.30 Lun/Mart/Giov dalle ore 16.00 alle ore 19.00

* Via Canonico Scherillo 45 - Napoli Soccavo - tel. 081/2413891 Orario di Apertura al Pubblico: Lun/Ven dalle ore 9.00 alle ore 12.30 Mart/Giov dalle ore 15.00 alle ore 17.30
* Piazza della Libertà 5 - Napoli Secondigliano Orario di Apertura al Pubblico : Mer/giov/Ven dalle ore 9.00 alle ore 12.30
* Via Nazionale 195 – 80059 Torre del Greco – Tel. 081/8815659 Orario di Apertura al Pubblico: Lun/Merc/Ven ore 8.30 / 12.30 Mart e Giov dalle ore 15.00 alle ore 18.00
* Via E. Fermi 4 - Marigliano - Tel. 081/8854603 Orario di Apertura al Pubblico Merc/Giov/ven dalle ore 8.30 alle ore 12.30
* Via Mariano Semola 15 - Napoli Vomero Tel. 081/5494625 Orario di Apertura al Pubblico: Lun/ven dalle ore 9.00 alle ore 12.30 Mart/merc/giov dalle ore 15.00 alle ore 18.00
* 2 Vico Massimo Stanzione 12 - Frattamaggiore Tel. 081/8318977 Orario di Apertura al Pubblico: Lun/Ven dalle ore 9.00 alle ore 12.30
* Via Plino 162/165 - Torre Annunziata Tel. 081/8626900 Orario di Apertura al Pubblico: Lun/Ven dalle ore 9.00 alle ore 12.30


sabato, novembre 24, 2007

Decreto Flussi: ultimi aggiornamenti

Il governo ha fissato tutte le tappe del decreto flussi 2007 che autorizza l'ingresso in Italia di 170mila lavoratori extracomunitari.

Il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di venerdì 30 novembre. Dal primo dicembre verrà attivato il sito per registrarsi e accedere alla procedura di compilazione delle domande, mentre per la spedizione si dovrà rispettare il seguente calendario:

- dalle ore 8.00 di sabato 15 dicembre potranno partire le domande per i lavoratori di Paesi con quote riservate: albanesi, algerini; bengalesi; egiziani; filippini; ghanesi; marocchini; moldavi; nigeriani; pakistani; senegalesi; somali; srilankesi; tunisini.

- dalle ore 8.00 di martedì 18 dicembre sarà la volta delle domande per lavoratori domestici e badanti provenienti da Paesi che non hanno quote riservate.

- dalle ore 8.00 di venerdì 21 dicembre si potranno spedire le domande per l'assunzione dei lavoratori di tutte le altre categorie e per le conversioni dei permessi di soggiorno.

Lucia Staff Circolo Acli "Ora et Labora"

L’allarme delle Acli di Napoli: “Il nuovo decreto flussi infrangerà i sogni di centinaia di immigrati”

Le dichiarazioni di Pasquale Orlando a margine della presentazione di una ricerca sulle discriminazioni sul posto di lavoro realizzata dalle Acli.


Napoli, 24 novembre 2007 – “Centinaia di persone immigrate stanno venendo illuse dal nuovo decreto dei flussi: solo per pochi di loro ci sarà una stabilizzazione in Italia, per gli altri, invece solo dei sogni infranti.” Lo afferma il presidente provinciale delle Acli di Napoli Pasquale Orlando, a margine della presentazione della ricerca realizzata dalle Acli sulle varie forme di discriminazione nei confronti degli immigrati e in particolare delle donne, che rappresentano ormai la maggioranza delle persone impiegate nei lavori di cura. Orlando riporta che “ogni giorno, nelle sedi delle Acli e del Patronato Acli in tutta la provincia decine, centinaia di immigrati vengono a chiederci informazioni sui flussi: insomma, la domanda supera di molto l’offerta, nonostante nel nostro Paese ci sia un enorme bisogno di questi lavoratori stranieri che spesso si adattano a dei compiti a cui gli italiani non vogliono più assolvere.”

La ricerca delle Acli mostra che esiste un enorme rischio di discriminazione sul posto di lavoro degli immigrati e soprattutto delle immigrate. Quelle più a rischio di discriminazione sono le più giovani e da meno tempo in Italia. La prima discriminazione è quella contrattuale: il 28% delle collaboratrici domestiche immigrate (Colf) dichiara di non aver mai avuto un contratto. Discriminazioni anche sui livelli retributivi e in generale sui trattamenti. Le colf che stanno peggio di tutte sono quelle con un unico committente.

Il 34% delle collaboratrici domestiche intervistate nell’ambito della ricerca delle Acli dichiara di essere stato costretto a lasciare i propri figli nei paesi di provenienza. La richiesta di ricongiungimento è una pratica con tempi molto lunghi e nella maggior parte dei casi le donne immigrate che curano i nostri figli in Italia non possono più badare ai loro. I bambini e le bambini rimangono con i nonni o negli ambiti familiari dei paesi d’origine.

Nella ricerca delle Acli viene dedicata attenzione anche alle varie forme di violenza. Circa il 17% delle intervistate dichiara infatti di aver subito provocazioni o vere e proprie violenze sessuali. Le più esposte naturalmente sono le immigrate più giovani con contratti di collaborazione con uomini soli. L’assenza di permesso di soggiorno rende più deboli le donne immigrate che oltre ad essere obbligate a lavorare per vivere rischiano di essere sempre ricattate per la loro condizione di clandestinità.

Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (Portavoce Acli Napoli) - 3403008340