mercoledì, febbraio 28, 2007

A Pescasseroli torna la festa sulla neve delle ACLI di Benevento





Torna la Festa sulla neve delle ACLI sannite. Oltre mille soci saranno in montagna per alcuni giorni di svago e partecipazione, scoperta del territorio e sport.

Il ritorno di Vasilij Kandinsky, maestro dell'astrattismo

Alieni e alienati con Ruggeri e Dr.House contro Pippo. Ascolti in calo, super Pippo non rilancia Sanremo

La battaglia per gli ascolti in tv con Sanremo raggiunge il parossismo. Anche ieri si sono scatenati gli analisti di ascolti e share. Per contrastare Pippo in campo anche gli alieni di Ruggeri con un bel pò di alienati.

Roma, 28 feb (Velino) - Baudo non è super Pippo. Il Festival di Sanremo, “un’anomalia televisiva ieri sera un po’ noiosa” come ha scritto oggi Aldo Grasso sul Corriere della Sera, ha registrato il 44,82 per cento di share e nove milioni 760 mila telespettatori. Nel dettaglio, gli ascolti della prima parte del festival sono stati del 43,80 per cento di share e 12 milioni 452 mila telespettatori; nella seconda parte del 47,08 per cento di share e sei milioni 759 mila telespettatori. I picchi sono stati registrati alle 21,20 con 14 milioni 920 mila telespettatori, in termini assoluti, e alle 23,22 con il 54,91 per cento, in termini di share. Se la media ponderata del festival è superiore al 44,45 per cento di share realizzato l’anno scorso dalla prima serata di Giorgio Panariello, in realtà i telespettatori quest’anno sono stati meno. Deludente per Baudo soprattutto la fascia di prime time con il 37,94 per cento di share e 10 milioni 979 mila telespettatori. Il debutto l’anno scorso di Giorgio Panariello, con un festival diviso in tre parti e monco del Dopofestival, aveva registrato il 45,01 per cento di share e 13 milioni 61 mila telespettatori nella prima parte; il 43,92 per cento di share e 8 milioni 610 mila telespettatori nella seconda parte; e il 42,29 per cento di share e quattro milioni 301 mila telespettatori nella terza. Nel 2005 i telespettatori della serata di debutto del festival di Paolo Bonolis furono 16 milioni 599 mila, con il 54,69 per cento di share nella prima parte; 12 milioni 429 mila, con il 56,43 per cento nella seconda parte; e 6 milioni 462 mila, con il 54,10 per cento di share nella terza. Una media ponderata, per Bonolis, del 54,10 per cento di share. E Piero Chiambretti? Il ritorno del Dopofestival, cominciato alle 0,43 e rilevato fino alle 2, ha conquistato il 40,69 per cento di share e un milione 650 mila telespettatori. Ascolti rilevanti per le trasmissioni Rai dedicate al Festival. Uno Mattina ha ottenuto l’ascolto più alto nella seconda parte, con il 33,17 per cento di share e un milione 97 mila spettatori. La vita in diretta, nella seconda parte, è stata seguita da 2 milioni 762 mila persone, con il 25,26 per cento di share. Tg2 Costume e Società ha ottenuto il 14,50 per cento di share, con 2 milioni 349 mila spettatori.

A esultare questa mattina è anche il team di Striscia la notizia che emana la seguente nota stampa: “Nonostante Affari Tuoi facesse da traino al Festival di Sanremo, Striscia la notizia tiene testa al concorrente, ottenendo un ascolto eccezionale pari a 8 milioni quattromila telespettatori (28,11 per cento di share), mentre il game-show di RaiUno ha segnato 8 milioni 384 mila telespettatori (29,66 per cento di share). Il Tg satirico è risultato il programma più visto delle reti Mediaset”. È quindi considerato una vittoria il sorpasso, in una giornata come quella di ieri, del game show di Flavio Insinna dalla squadra di Antonio Ricci. Le curiosità in una serata dominata da Sanremo sono soprattutto tre. Il Dr.House e Il Bivio ieri hanno messo a segno per il prime time di Italia1 il 12,38 per cento di share e tre milioni 203 mila telespettatori, un risultato superiore di oltre due punti share ottenuto il martedì precedente dal programma della Gialappa’s band, impegnata in questi giorni su Radio2 a Rai dire Sanremo. Ballarò, su RaiTre, con lo share dell’11,45 per cento e tre milioni 143 mila telespettatori, ha conquistato più platea di Canale5: A spasso nel tempo, con Christian De Sica e Massimo Boldi, ha registrato l’11,31 per cento di share e tre milioni 176 mila telespettatori. Il secondo share più alto di seconda serata è stato conquistato da RaiTre con Blu Notte, che ha fatto il 9,66 per cento di share e 741 mila telespettatori. Sul fronte dei tg della sera, il Tg5 ha riconquistato il tetto del 30 per cento di share, precisamente il 30,01, con sette milioni 492 mila telespettatori. Il Tg1 ha confermato il primato col 34,85 per cento di share e otto milioni 624 mila telespettatori. Nel traino ai due principali tg, L’eredità, su RaiUno, ha ottenuto il 28,86 per cento di share e cinque milioni 390 mila telespettatori; Chi vuol essere milinario, su Canale5, ha realizzato il 28,20 per cento di share e cinque milioni 384 mila telespettatori.
(onp)

martedì, febbraio 27, 2007

Sanremo: parolacce e sociale nei testi

Parte Sanremo.....
Un evento che coinvolge in molti. Guardando ai testi emergono luci ed ombre. Per un primo excursus utilizzo un articolo della Stampa che si può raggiungere cliccando il titolo.


In un servizio realizzato dal settimanale «Tv Sorrisi e Canzoni» (che pubblica in esclusiva tutti i testi delle 34 canzoni di Sanremo, Campioni e Giovani), lo studio dei versi dei brani ha evidenziato, mai come quest’anno, la presenza di parolacce. Così, in «Oltre il giardino» di Fabio Concato, si può leggere il verso «dovrei dare quel che resta del mio culo per campare!». Il solitamente «politically correct» Daniele Silvestri, invece, attacca la sua «La paranza» con «Mi sono innamorato di una stronza», vocabolo che reitera ben due volte nel corso della canzone. Più diretto, tra i Giovani, Pietro Baù che in «Peccati di gola» qualifica la sua bella con un «che figlia di puttana!». Non è da meno Simone Cristicchi nella sua «Ti regalerò una rosa», dove inserisce il verso «puzzo di piscio e segatura», aggiungendo che «me la faccio sotto». Tema ribadito dal giovane Pier Cortese che declama «non ho neanche tempo per pisciare». Infine, arriva una signora come Milva e pronuncia un bell’«affanculo».

D’altro canto, più che nelle scorse edizioni, si evidenziano tematiche sociali. Concato parla dei guasti della nuova economia, cantando di un cinquantenne licenziato e ormai fuori dal mercato.
Cristicchi, in uno dei testi più intensi, scritto a forma di lettera, descrive l’orrore della vita di un malato mentale in un manicomio. Antonella Ruggiero dà voce al dolore di una madre e del suo bambino sotto i bombardamenti della guerra. Paolo Rossi, nel brano scritto da Rino Gateano, ironizza sulle «dolcezze» del vivere in Italia. E la stessa Milva, nel testo scritto da Giorgio Faletti, descrive il fallimento di una star. Ma anche nella sezione Giovani non mancano riferimenti sociali. Come in «La ballata di Gino» dei Khorakhanè, dove si racconta la storia di un disertore pacifista che scappa dal fronte, o il grido di Fabrizio Moro in «Pensa» che esorta i «picciotti» della mafia a ribellarsi e a deporre le armi.

Darfur: l'Aia indica primi due sospetti

Amnesty International giudica positivamente le accuse formulate dalla Corte penale internazionale contro due personalità del regime sudanese per crimini di guerra in Darfur

Ahmed Harun (ex ministro degli Interni) e Ali Muhammad Ali Abderahman (conosciuto anche come Ali Kushayb, uno dei leader delle formazioni paramilitari janjaweed) sono le due prime pesonalità sudanesi messe sotto accusa dal Procuratore capo della della Corte penale internazionale dell'Aia (Cpi), Luis Moreno Ocampo. Entrambi sono accusati di omicidio, distruzione di proprieta', saccheggio, trasferimento forzato di popolazione, stupro, privazione della liberta', tortura, oltraggio alla dignita' personale e ulteriori atti inumani.

Il Sudan ha immediatamente respinto l'incriminazione dei suoi cittadini per crimini di guerra nel Darfur, affermando che la Corte penale internazionale non ha nessuna giurisdizione in proposito. "La Corte non ha la giurisdizione per giudicare nessun sudanese per nessun presunto crimine", ha commentato il ministro della Giustizia Mohammed Ali al-Mardi.

Amnesty International ha giudicato un ‘piccolo ma significativo passo avanti' la richiesta formulata oggi dal Procuratore del Tribunale penale internazionale (Icc) ai giudici di questo organismo di emettere mandati di
comparizione nei confronti di due persone sospettate di aver commesso crimini di guerra e crimini contro l'umanita' nella regione sudanese del Darfur. L'organizzazione per i diritti umani ha invitato il Procuratore a presentare ulteriori richieste di mandato di comparizione o di arresto nel piu' breve tempo possibile.

Amnesty International ha sollecitato inoltre il Consiglio di Sicurezza dell'Onu a chiedere al governo del Sudan non solo di arrestare e consegnare all'Icc i due indiziati, se non si presentassero volontariamente, ma anche di introdurre e applicare le leggi necessarie per portare di fronte alla giustizia tutti i responsabili di crimini di guerra e crimini contro l'umanita' commessi nel Darfur.

Il mandato di comparizione per Ahmed Harun e', secondo Amnesty International, particolarmente significativo perche' si tratta del primo caso in cui l'Icc cerca di avviare un processo nei confronti di un ex esponente di governo e anche perche' conferma i legami tra il governo sudanese e le milizie janjawid, nonostante le smentite di Khartoum.

Gli scontri armati che oppongono l'esercito sudanese (affiancato dai miliziani Janjaweed) e i movimenti ribelli del Darfur hanno fatto oltre 400mila vittime e sfollato tre milioni di persone.

Melandri domani al 1° incontro nazionale Consulte giovanili

Lavoro, casa, creatività e impresa, credito, rappresentanza e nuovi diritti.
Intorno a questi temi che segnano il futuro delle giovani generazioni, ruoterà domani il primo incontro nazionale delle Consulte Giovanili, in programma all’auditorium Parco della Musica di Roma.

Sono attesi circa settecento giovani, provenienti da ogni parte d’Italia, che fanno parte delle consulte locali, principale occasione di elaborazione e proposta delle politiche giovanili e prezioso strumento di confronto per comuni, province, regioni e comunità montane. Dopo la relazione del Ministro per le Politiche giovanili Giovanna Melandri, che si concentrerà sulle linee d’indirizzo elaborate nel Piano nazionale Giovani, saranno numerosi gli ospiti che si alterneranno al microfono e si confronteranno sui temi più sentiti da ragazzi e ragazze.

Per tutti loro è un appuntamento particolarmente atteso, considerato che è la prima volta che si ritrovano insieme grazie al coordinamento del ministero delle Politiche giovanili, creato anche per dare un punto di riferimento certo alle tante realtà locali. Un’occasione da non perdere per avviare un confronto e uno scambio tra esperienze diverse, un’opportunità per il ministero per ascoltare istanze e recepire la domanda di partecipazione dei giovani italiani.

lunedì, febbraio 26, 2007

Oggi su www.redattoresociale.it

Oggi su www.redattoresociale.it n. 1.386
(Sintesi notizie principali del 26 febbraio 2007)

POVERTA' - Al Sud raddoppiano le "sofferenze"
Quasi l'87% delle famiglie delle regioni del Mezzogiorno ha difficoltà a pagare l'affitto (contro il 47% nel centro nord) e a saldare le rate dei mutui (47 contro il 7%), delle bollette, delle spese per la scuola ecc. E la Campania risulta la regione più in sofferenza. Una lettura della povertà al Sud, incrociando i dati ufficiali con quelli dei ritardi nei pagamenti, nel convegno con cui la Regione ha rilanciato anche per il 2007 il "Reddito di cittadinanza", stanziando 30 milioni di euro (77 quelli spesi nel primo biennio). Finora la misura ha riguardato meno di 3.500 persone, pari al 12 % degli ammessi. Solo a Napoli risultano in condizioni di estrema povertà più di 34 mila famiglie su 338 mila.

- "Bisogna interrompere la spirale della miseria", commenta il sottosegretario Donaggio, che a Napoli parla del nuovo welfare firmato Prodi. vai>>


TRATTA - Ragazze romene: sulla strada sono ancora extracomunitarie
E' in crescita il numero delle prostitute romene. Secondo l'Associazione Lule, che aiuta le donne ad uscire dal giro della prostituzione nell'hinterland di Milano e in provincia di Pavia, sono circa il 20% del totale (nigeriane il 41,5%). Il responsabile dell'unità di strada: "Molte di loro non sanno di essere cittadine europee".

- Identificare e sostenere le vittime di tratta attraverso la collaborazione tra forze dell'ordine e associazioni. A Teramo confronto su uno dei primi casi europei di sperimentazione, promosso dall'associazione "On the road". vai>>


DISABILITA' - Ragazzo "allontanato" e dimenticato
Dopo quattro settimane, ancora nessuna soluzione per il ragazzo disabile di Ragusa allontanato dalla scuola con un provvedimento giudiziario perché "soggetto pericoloso". 5 associazioni siciliane si costituiscono parte civile a difesa del suo diritto allo studio e all'integrazione sociale. vai>>

SCUOLA - Libri di testo, un'iniziativa contro l'anomalia italiana
I libri scolastici in Italia si cambiano ogni 2 anni, anziché ogni 4 o 6 come nel resto dell’Europa, pesano in media il 200% in più rispetto agli altri Stati e i tetti di costo sono superati da 3 scuole su 4. La Regione Lazio presenta il bilancio di un progetto sui libri di testo in comodato d’uso e istituisce un tavolo sul tema. vai>>

SOLIDARIETA' - Funziona "Una carrozzina per due"
A un anno dal suo inizio, bilancio positivo per il progetto nato per aiutare le famiglie in difficoltà di Ravenna: oltre 5.100 chili di articoli tra vestitini, giocattoli, passeggini, fasciatoi, seggiolini e biberon raccolti e ridistribuiti in 37 punti della città dall'associazione Letizia, Coop Adriatica, Comune e Provincia. vai>>

COOPERAZIONE - Così produciamo l'oro blu in Ciad
Sale, una bottiglia di plastica e un'ora di elettrolisi: così si ottiene l'oro blu. In un documentario il progetto di depurazione dell'acqua promosso dalla onlus Fraternità missionaria di Vicenza in Ciad. Consentirà agli abitanti di autoprodurre l’ipoclorito di sodio. vai>>


TRA LE ALTRE NOTIZIE
COMUNICAZIONE - Raccontare il sociale attraverso il documentario: a Bolzano un corso europeo insegna alle associazioni di volontariato come produrlo.
IMMIGRAZIONE - Verso la legge sull'immigrazione: l'1 e 2 marzo prima conferenza regionale del Lazio.
POVERTA' - Lotta all'esclusione, l'Ue punta sulle "risorse minime". Critiche dall'Eapn. Scompare il termine "reddito minimo" nelle conclusioni del Consiglio europeo del 22 febbraio scorso.
CARCERE - Oltre 7 mila volontari in carcere, ma "scomodi". Parla Livio Ferrari, che alla loro attività ha dedicato un libro: "La formazione, un elemento fondamentale".
... - .
... - Etc. etc. vai>>
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Bonanni,no a revisione coefficienti.

Damiano,riguardano chi andra' in pensione a partire dal 2035
(ANSA) - PADOVA, 26 FEB - Un'eventuale proposta di revisione dei coefficienti pensionistici 'non trovera' il sindacato d'accordo': cosi' il leader Cisl, Bonanni. Intanto, il ministro Damiano precisa: 'le pensioni piu' basse in essere non hanno niente a che vedere con i coefficienti di trasformazione'. 'Quando si parla di rivalutazione delle pensioni piu' basse - ha detto ancora Damiano - si parla di quelle in essere. I coefficienti interessano chi andra' in pensione a partire dal 2035 col sistema contributivo'.

Facciamo giustizia sulle tasse nascoste. Proposte per ripartire dalla famiglia.

Le tariffe di gas e luce sono tarate su consumi individuali penalizzando chi ha figli. Si intitolerà Norme per la promozione di un welfare generazionale e famigliare e sarà un progetto di legge «volto a rimuovere situazioni di mancanza di equità, a promuovere e investire sul futuro dell'Italia, cioè sulle famiglie con figli». Spiega a Vita il senatore Luigi Bobba, responsabile nazionale Dipartimento Welfare della Margherita, anticipandone gli indirizzi: «Abbiamo un duplice obiettivo. Sostenere, come in moltissimi altri Paesi, l'incremento del tasso di natalità e rendere conciliabili lavoro e vita in modo che le pari opportunità siano il veicolo della crescita dell'occupazione delle donne. I due tassi camminano insieme: se cresce l'occupazione, sale la natalità. Va resa effettiva la tutela e la promozione della famiglia di cui parlano gli articoli 29, 30 e soprattutto 31 della Costituzione».
A questo scopo la Margherita ha individuato cinque capitoli su cui lavorare: previdenza, fisco, servizi, assegni e tariffe. E un metodo, quello della trasparenza, in particolare contro le cosiddette tasse nascoste. Un rapido esempio: le tariffe di servizi come gas e luce sono per lo più tarate su un consumo individuale. È una scelta ragionevole ed equa nei confronti di chi ha figli e si ritrova un costo pro capite maggiore di quello di chi vive solo o in coppia?
Soglia di povertà relativa
Evidentemente è una situazione che va riequilibrata.
Come pure andrebbe ridefinito il sostegno pubblico per i figli a carico. Un parametro c'è. E si chiama soglia di povertà relativa, cioè 420 euro al mese: «Vorremmo che l'impegno pubblico si avvicinasse a questa soglia», spiega Bobba. «Chiediamo che lo Stato riconosca almeno il costo minimo per un figlio attraverso il sistema fiscale. Contemporaneamente pensiamo sia necessaria la rimodulazione del sistema delle deduzioni/detrazioni per i servizi che la famiglia acquista per i minori e per gli anziani non autosufficienti».
Sempre in tema di equità la Margherita punta a riformare i parametri della cosiddetta “situazione economica equivalente”. Oggi l'accesso ai servizi è valutato in misura inversamente proporzionale al numero: fino a due figli c'è un parametro, ma diminuisce per i successivi. Ora non sembra molto probabile che una famiglia più numerosa abbia costi minori di una famiglia con meno figli. In questo ambito, non ci sono economie di scala… Come accade in Francia, se aumentano i componenti deve crescere anche il quoziente.
Un anno di contributi
Altro aspetto rilevante, la previdenza. Il progetto di legge dovrebbe contenere il riconoscimento per le donne di una contribuzione figurativa per il lavoro di cura. Si tratterebbe cioè di una norma di discriminazione positiva per le donne alle quali andrebbero un anno di contributi per ciascun figlio. Avviene così in Gran Bretagna, in Germania.
L'ultimo capitolo, in via di elaborazione da parte del Dipartimento, riguarda un sistema di incentivi a favore della flessibilità e del part time in modo da conciliare lavoro e famiglia.
Quanto all'entità economica delle misure che la Margherita intende proporre, Bobba è chiaro: «Dovrebbe avere un peso analogo a quello del cuneo fiscale. Lì si partiva da un sistema economico e d'impresa con elettrocardiogramma piatto. Vista la possibilità di una ripresa, abbiamo scelto di pompare risorse in quella direzione. Adesso però occorre occuparsi della famiglia che, come ha per l'appunto scritto il direttore di Vita, “ha tirato i remi in barca”. Occorre un'iniezione di fiducia; si deve cambiare registro».

domenica, febbraio 25, 2007

Arriva in Campania la "Guida fiscale per stranieri"

È partita in Campania, a cura della direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate, la distribuzione della "Guida fiscale per stranieri" in arabo, rumeno, russo e albanese. Dopo la pubblicazione, nel 2006, delle guide in francese, inglese e spagnolo, anche questo prodotto editoriale contiene le principali informazioni fiscali (codice fiscale, partita IVA, dichiarazione dei redditi, familiari a carico, acquisto e affitto casa), dirette agli stranieri che vivono e lavorano in Italia.
La pubblicazione si presenta come un'utile guida per usufruire in modo semplice dei servizi offerti dall'Amministrazione fiscale e come strumento per conoscere i diritti e i doveri sanciti dal sistema tributario italiano. Il testo, scritto in modo semplice e pensato per un'immediata comprensione dei contenuti, rappresenta un efficace mezzo diretto ad assicurare una compiuta comunicazione agli immigrati che vivono e lavorano in Campania.
La distribuzione gratuita della guida avverrà attraverso i 25 uffici che fanno capo alla direzione regionale delle Entrate e anche attraverso le sedi di numerose altre amministrazioni pubbliche e istituzioni presenti sul territorio, come gli Uffici per le Relazioni con il Pubblico della Regione, delle cinque Province e dei Comuni capoluogo, gli uffici e gli sportelli dedicati agli immigrati presso le Prefetture e le Questure, le sedi provinciali di Inps e Inail, le Camere di Commercio. Le guide, oltre che in formato cartaceo, sono disponibili in formato elettronico sul sito Internet dell'Agenzia delle Entrate. Visualizza la guida

www.tfr.gov.it

il governo ha dedicato un sito al tema della previdenza complementare e dell'uso del tfr (trattamento di fine rapporto). E' un argomento importante ed attuale che conviene continuare ad approfondire.

Entro giugno molti sono chiamati ad una scelta difficile: liquidazione o pensione integrativa?

La decisione del Governo di anticipare la riforma della previdenza complementare al 2007, trova una più appropriata chiave di lettura se collocata nel quadro dell’intero sistema pensionistico, di cui la previdenza complementare è da considerarsi ormai parte integrante.
L’elemento più rilevante della riforma consiste nel tentativo di “sbloccare” il Tfr dei lavoratori dipendenti e di destinarlo ad un fondo pensione: se è vero che l’adesione alla previdenza complementare avviene su base volontaria, è pur vero che il lavoratore sarà chiamato a scegliere, entro sei mesi, in merito al destino del suo Tfr, e se non opererà alcuna scelta la normativa prevede che il Tfr venga comunque destinato, nel silenzio del lavoratore, ad un fondo pensione, secondo precise modalità.
È dunque una scelta libera, o si tratta di una scelta forzata? per approfondire

Spazio ai rimborsi per l'Iva auto: sul sito del Sole 24ore i modelli per le richieste

Il fisco restituisce parte dell'Iva pagata sulle auto da aziende e professionisti. La detrazione è fissata al 40% per la generalità dei settori, al 35% per agricoltura e pesca. Definiti i modelli, da presentare entro il 16 aprile, i contribuenti calcoleranno i rimborsi Iva, ma anche i maggiori importi dovuti per Irap e Ires.

sabato, febbraio 24, 2007

Cento anni di scautismo. Thinking Day 2007.


Cento anni di scautismo: è finalmente arrivato il giorno d'inaugurazione del Centenario dalla nascita del movimento scout. Il 22 febbraio, per il Thinking Day 2007, si è tenuta la cerimonia di apertura nazionale a Roma. In mattinata duecento scout delle due associazioni AGESCI e CNGEI hanno fatto un grande cerchio di festa: il canto del centenario, danze, palloncini colorati. Tutto con il motto "S'impara da piccoli a diventare grandi".

Il Centenario dello Scautismo
Nell’anno 2007, su iniziativa della Word Organization of the Scout Movement (WOSM), verrà celebrata in tutto il mondo la ricorrenza dei 100 anni dalla fondazione del Movimento scout, nato dall’intuizione pedagogica di Robert Baden Powell.
Con la data simbolica del 1° agosto 2007, a cento anni dal primo campo scout della storia organizzato da Baden Powell in un’isola della Manica, Brownsea , lo scautismo vuole ricordare la nascita di questa grande realtà mondiale che, pressoché unica in campo giovanile, ha carattere interrazziale, interculturale, interreligioso. Ciò ha permesso, in questi cento anni, di veder crescere nelle sue fila più di 400 milioni di donne e di uomini e oggi di annoverare fra i suoi aderenti circa 40 milioni di bambini, ragazzi e giovani in 250 paesi del mondo.
In Italia questa realtà è rappresentata dalla Federazione Italiana dello Scautismo, che raccoglie i circa duecentomila aderenti alle due associazioni scout italiane riconosciute (AGESCI e CNGEI) e che ha voluto far proprio l’appello dell’Organizzazione mondiale, affinché il centenario del movimento scout venga degnamente ricordato e celebratoattraverso una serie di manifestazioni a carattere nazionale e locale, rivolte sia alla società che alle istituzioni.

Il messaggio del Presidente della Repubblica:

Il Presidente della Repubblica, in occasione delle celebrazioni promosse per il centenario della nascita del movimento scout, esprime vivo aprezzamento alla federazione italiana dello scautismo, per il costante impegno dedicato alla formazione delle nuove generazioni. Lo scautismo, con il suo codice di valori universali, contribuisce alla crescita personale degli individui attraverso l'esperienza attiva e partecipativa, valorizza il patrimonio delle identità culturali, sociali e e religiose e sosteine l'importanza della fratellanza tra i popoli affinché lo scout diventi come diceva il fondatore Baden Powell "cittadino del mondo". Il Capo dello Stato rivolge a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione dell'evento, agli scouts e ai presenti un augurio cordiale.

Il card. Dionigi Tettamanzi presenta l'Agorà dei giovani alla BIT di Milano


Sarà il card. Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, a presentare ai giornalisti l'Agorà dei Giovani Italiani, il triennio pastorale promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana che avrà come primo appuntamento l'incontro con Benedetto XVI a Loreto l'1 e 2 settembre 2007. L’evento sarà illustrato sabato 24 febbraio nell’ambito della BIT, la Borsa internazionale del Turismo, presso lo stand della Regione Marche allestito nel nuovo polo di Fieramilano a Rho.
Insieme al card. Tettamanzi, in conferenza stampa interverranno: Gian Mario Spacca, Presidente della Regione Marche; Luciano Agostini, Vice Presidente e Assessore al Turismo della Regione Marche; Mons. Domenico Mogavero, Sottosegretario della CEI; Mons. Paolo Giulietti, Responsabile del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile della CEI e Segretario Generale dell’Agorà dei giovani italiani. L’incontro sarà moderato da Mons. Claudio Giuliodori, Direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI.
Nell’occasione verrà lanciato anche il sito internet ufficiale dell'Agorà dei giovani www.agoradeigiovani.it, ricco di notizie, approfondimenti, fotografie e sussidi pastorali sull'iniziativa promossa dalla Chiesa italiana. Alcuni giovani dello staff dell’Agorà saranno presenti nello stand della Regione Marche nei giorni di apertura della BIT (dal 22 al 25 febbraio) per fornire informazioni sul percorso pastorale triennale e, in particolare, sul raduno giovanile di Loreto che coinvolgerà quattro regioni (Marche, Emilia-Romagna, Umbria e Abruzzo) e 32 diocesi nell’accoglienza di migliaia di pellegrini che raggiungeranno la città del santuario mariano per l’incontro con il Papa.

venerdì, febbraio 23, 2007

''Tra la manifestazione di Vicenza e il voto al Senato nessuna relazione''

''Non date la colpa a noi'': la Tavola della pace difende le proprie scelte e si augura che il governo dell'Unione possa riprendere la sua strada. Don Bizzotto (Beati Costruttori di Pace): ''Il governo deve rispettare il popolo''.

Con una conferenza stampa il network pacifista ha voluto sottolineare l'importanza che venga ricucita una maggioranza governativa, che risponda alle esigenze di pace e diritti che animano la società

Una conferenza stampa organizzata a Roma, presso l'Hotel Nazionale, in merito all'emergenza politica attuale per rilanciare l'appello alla formazione di un governo autorevole, capace di rispondere alla sfida della pace e dei diritti umani. Questo il senso dell'iniziativa pubblica con cui le associazioni riunite nella Tavola della pace hanno voluto far sentire la propria voce in questo contesto politico e istituzionale difficile. Con la consapevolezza che la strada è tutta in salita, soprattutto per la complessità di dover raccordare forze partitiche che in politica estera hanno manifestato da sempre posizioni diverse. Una necessità comunque inderogabile per poter garantire un futuro anche sul piano internazionale per il nostro Paese.
"Lungo questa strada - ha sottolineato il portavoce Flavio Lotti - il governo deve proseguire affrontando con pazienza e coraggio tutte le questioni aperte, anche le più delicate e spinose come quella dell'Afghanistan e di Vicenza. Deve cercare di ricomporre le differenze per raggiungere gli obiettivi comuni, per accrescere l'impegno dell'Italia nella lotta alla povertà, nel disarmo, nella promozione dei diritti umani e della giustizia, per la pace in Medio Oriente, per la cooperazione internazionale, per il rilancio e la democratizzazione dell'Onu". "Lungo questa strada - ha proseguito Lotti - il governo, se saprà ascoltare, troverà milioni di cittadini e centinaia di organizzazioni della società civile e di enti locali pronti a collaborare, in autonomia e spirito critico, con progetti e proposte concrete".
Grande disponibilità dunque verso il tentativo di Romano Prodi di ricucire le fila della propria maggioranza, ma anche una spiccata coscienza di come questo stesso intento abbia già dimostrato i propri limiti e una propria intrinseca debolezza. A partire dai 12 punti con cui il premier dimissionario è partito per rinsaldare la compagine di governo. Ricordando le numerose associazioni che siedono attorno alla tavole della pace (Agesci, Auser, Foxiv, Acli, Libera, Un ponte per, Legambiente, Cgil, e tante altre) il portavoce Lotti ha infatti osservato che "tra i 12 punti presentati ieri da Romano Prodi non ne abbiamo trovato uno che si proponga di aprirsi nei confronti della società civile". Proprio questa scarsa sensibilità verso una democrazia partecipata appare, per il network pacifista, un segnale che il percorso non è ancora maturo. Non a caso, chiudendo il suo intervento alla conferenza stampa, Don Aldini Pizzotto dei Beati costruttori della pace, ha voluto riprendere la questione di Vicenza sottolineando come il voto negativo al Senato non sia dipeso dalla manifestazione di sabato scorso contro il Dal Molin, ma al contrario dalla chiusura dimostrata dall'esecutivo verso le istanze locali: "la richiesta dei vicentini è che chi sta decidendo si rechi sul posto a vedere cosa succede. Inoltre la gente vuole capire, sapere e non subire le decisioni. Vicenza - ha concluso Don Pizzotto - non va trattata come un caso politico a se stante. Chiediamo che le richieste dei cittadini vengano rispettate".
Il tema della democrazia partecipata ha caratterizzato anche l'intervento di Grazia Bellini, portavoce della Tavola, la quale ha risposto alle recenti dichiarazioni del presidente della Repubblica affermando: "la partecipazione dei cittadini è il sale della democrazia non il suo nemico, e nella distinzione dei ruoli rafforza la politica e le istituzioni democratiche".
La Tavola della pace ha anche rivendicato il ruolo giocato in questo senso, quello di aver contribuito a realizzare una "spinta dal basso, anche critica se necessario". Un merito che però ora rischia di essere cancellato creando così "un solco fra politica ed elettori ancora più profondo".
Un ultimo avvertimento è arrivato da Antonio dell'Olio, presidente di Libera: "Se si interrompe questo governo è un altro regalo che facciamo alle mafie".

L'APPELLO DELL'ASSOCIAZIONISMO SPORTIVO: L'AZIONE RIFORMATRICE DEL GOVERNO DEVE CONTINUARE

Roma, 23 febbraio. Il CPS-Comitato per la promozione dello Sport per tutti, composto da nove associazioni sportive nazionali, in rappresentanza di 3 milioni di cittadini soci (Acsi, Aics, Csen, Csi, Cusi, Endas, Mspi, Uisp e Us Acli) lancia un appello al Presidente della Repubblica e alle forze politiche affinché il Governo possa continuare con decisione e con coerenza ad affrontare e a lavorare sulle priorità vere degli italiani, tra le quali va assunta una azione riformatrice nello sport.
In questi mesi si è aperta la strada ad un progetto nazionale per una nuova cultura sportiva, fortemente sostenuto dall'associazionismo di promozione sportiva che ha trovato, finalmente, un interlocutore autorevole nel Ministero per le attività sportive. Si tratta di una importante novità nel panorama politico e istituzionale del nostro Paese che non vogliamo perdere.
E' necessario proseguire con forza nel percorso di riforma del sistema sportivo italiano, che attualmente è inadeguato: c'è bisogno di nuove risorse, nuove opportunità, nuova strutturazione.
"Lo sport non può essere un'attività riservata a pochi, ma un diritto di tutti": questa è la strategia sulla quale chiediamo che il governo possa continuare a procedere.
Serve proseguire senza interruzioni sulla strada di una legge quadro sullo sport, che riconosca e metta al centro lo sport dei cittadini, lo sport sociale e per tutti, e che avvii nuove politiche pubbliche a livello di scuola, salute, ambiente e urbanistica, politiche sociali, in sintonia con le politiche sportive e sociali delle Regioni e degli Enti locali.

Il governo Prodi vada avanti. Appello di molte associazioni

Non c'è nessun motivo per trasformare il voto al Senato in una crisi politica generale.

Intervenendo al Senato il Ministro degli Esteri D'Alema ha evidenziato gli elementi di discontinuità che caratterizzano la politica estera del nostro governo indicando alcuni importanti impegni e obiettivi che debbono essere portati avanti con ancora più determinazione insieme alle organizzazioni della società civile e agli enti locali che nel nostro paese operano in tanti per la pace, i diritti umani e la giustizia.
Grandi sfide sollecitano il nostro paese ad assumersi sempre maggiori responsabilità in Europa e nel mondo. Di questa nuova politica c'è bisogno per contribuire attivamente al superamento dell'unilateralismo e delle logiche di guerra, per ridare spazio alla politica, al diritto e alle istituzioni internazionali democratiche, alla lotta alla miseria, alla prevenzione e soluzione pacifica dei conflitti, alla giustizia e alla democrazia internazionale.
Chiediamo al Governo Prodi di mantenere aperto il dibattito e il confronto che oggi si è svolto al Senato e di estenderlo a tutto il paese perché sempre più grande sia la consapevolezza e la partecipazione diretta dei cittadini e delle loro organizzazioni.
Ci sono molti valori e obiettivi condivisi dalla stragrande maggioranza degli italiani. Ci sono anche scelte che debbono ancora essere dibattute e compiute in modo democratico e partecipato.
Il Governo Prodi vada avanti. Lo deve agli italiani che non sopporterebbero di tornare indietro. Lo deve ai tanti cittadini del mondo che confidano nella nuova politica estera dell'Italia.
Primi firmatari:
Arci, Associazione per la pace, Auser, Beati i costruttori di pace, Centro per la pace Forlì Cesena, CNCA Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, Consorzio Italiano di Solidarietà, Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani, Forum Ambientalista, Gruppo Abele, Lega per i diritti e la liberazione dei popoli, Libera, Lunaria, Rete Nuovo Municipio, Tavola della Pace, Uisp, Un ponte per...
Per adesioni: ufficiostampa@arci.it tavola@perlapace.it

giovedì, febbraio 22, 2007

i dodici saggi dell'ulivo facessero qualcosa di più del manifesto

Il lancio del manifesto per il partito democratico ha rivalutato positivamente la figura dei Saggi. Molti si sono chiesti chi fossero. I nomi: Rita Borsellino, Liliana Cavani, Donata Gottardi, Roberto Gualtieri, Sergio Mattarella, Ermete Realacci, Virginio Rognoni, Michele Salvati, Pietro Scoppola, Giorgio Tonini, Salvatore Vassallo, Luciano Violante. Ora a bocce ferme, caduto il governo, aperte difficili consultazioni non è il caso che i saggi facciano qualcosa di più del manifesto? O meglio, non è il caso che la saggezza si diffonda a piene mani nel centrosinistra magari con l'aiuto di questi ed altri saggi?

Provenzano: si uccida Lumia


Roma La mafia voleva uccidere il deputato Ds Giuseppe Lumia, ex presidente della Commissione nazionale Antimafia e attuale vicepresidente della stessa, e a dare l’ordine fu il boss dei boss di Cosa nostra, Bernardo Provenzano. Un piano che all’ultimo momento sarebbe stato fermato dal suo ex braccio destro Antonino Giuffré, che dopo essersi pentito lo ha raccontato ai magistrati, durante un interrogatorio del 2003. Le circostanze del piano per assassinare il parlamentare sono state ribadite di recente dal nuovo collaboratore di giustizia Maurizio Di Gati, e come conseguenza ieri sono stati eseguiti due ordini di custodia cautelare in carcere, nei confronti del capomafia di Gangi Domenico Virga, 43 anni, e di Salvatore Fileccia, uomo d’onore della famiglia di Palermo “Villagrazia”, 42 anni. I provvedimenti, firmati dal giudice Donatella Puleo su richiesta del procuratore aggiunto Sergio Lari e del sostituto Michele Prestipino, riguardano un progetto di attentato che sarebbe stato deliberato a inizio 2000, quando Lumia era ancora in carica come presidente della Commissione, e che doveva essere eseguito proprio dai due mafiosi. Virga e Fileccia dovevano procurare una serie di armi per uccidere l’uomo politico, tra cui dei Kalashninkov che sarebbero ancora nella disponibilità dei boss palermitani. Il piano non fu messo in atto solo perché Giuffré prese tempo, temendo le conseguenze di un attentato nei confronti di un politico compiuto nel territorio di Provenzano, allora latitante; il pentito ha raccontato ai giudici che «dopo che Provenzano aveva detto che Lumia si poteva uccidere» lui ha «fatto con calma», ed è sempre stato attento a «valutare il danno» che questo assassinio avrebbe potuto portare a Cosa nostra. In seguito, il braccio destro del boss venne arrestato, e il progetto di uccidere Lumia abbandonato. Il pentito ha anche rivelato che l’attentato doveva apparire come «un incidente», insomma fare «poco rumore», e ha confessato che nell’organizzazione mafiosa «tutti sapevano» che lui odiava l’ex presidente dell’Antimafia e prima o poi era «intenzionato a ucciderlo».
Molte le reazioni politiche, prima fra tutte quella dello stesso Lumia, che si è detto «sereno» e considera positiva la strada intrapresa, aggiungendo che «è lunga ma bisogna percorrerla». Secondo il deputato diessino, Cosa nostra rimane «una grande minaccia», anche se si conosce «meglio» il lato militare e si può colpirne «l’aspetto più violento», mentre «purtroppo» rimangono forti, conclude, «le collusioni economiche e con la politica». Anche il segretario del suo partito, Piero Fassino, esprime a Lumia «solidarietà e piena vicinanza nel suo coraggioso impegno quotidiano contro la mafia», mentre il piano per ucciderlo è definito «agghiacciante» dal responsabile Istituzioni dei Ds, Marco Filippeschi, secondo cui rivela «la volontà omicidia» della mafia. Solidarietà e «soddisfazione» per gli arresti è stata espressa anche dal sindaco di Palermo, Diego Cammarata, mentre la componente della Commissione Antimafia Jole Santelli, di Forza Italia, definisce «inaccettabili» i fatti venuti alla luce ieri, e aggiunge che «ogni azione mirata ad impedire l’impegno delle istituzioni contro le mafie deve essere condannata con fermezza e determinazione». Il vicepresidente della Commissione Antimafia, Mario Tassone dell’Udc, si è rallegrato per «il tempismo dei Carabinieri di Palermo, che hanno evitato il peggio», anche se per lui «resta una forte preoccupazione per la capillare ramificazione di Cosa nostra», e ha puntualizzato che questa vicenda «non deve far arretrare di un millimetro» la Commissione, perché solo «mantenendo alta l’attenzione e intensificando il suo lavoro si potranno estirpare le organizzazioni criminali dal territorio». Il presidente della Commissione Cultura della Camera, Pietro Folena di Rifondazione comunista, ricorda che Lumia «è tra i maggiori rappresentanti dell’impegno antimafia della sinistra siciliana», esponente di quell’antimafia “di professione” che spesso viene «additata con disprezzo» ma, come dimostrerebbero queste vicende, «fa molto male alla mafia». Secondo la deputata di Alleanza Nazionale Angela Napoli, l’arresto dei mafiosi coinvolti nel piano per uccidere Lumia si aggiunge agli altri successi «che le forze dell’ordine e parte della magistratura siciliana stanno attuando nel contrasto a Cosa nostra», e per la Napoli il caso del deputato diessino dimostrerebbe il «fastidio che viene arrecato agli uomini della mafia da chi denunzia con coraggio le collusioni di questa coi mondi politici e imprenditoriali».
Filippo Pala

mercoledì, febbraio 21, 2007

Aumentano i contributi per le collaboratrici familiari

Nella circolare n. 40 del 16 febbraio scorso l'Inps ha comunicato le fasce di retribuzione e le contribuzioni dovute per i lavoratori domestici nel 2007. I nuovi importi - elaborati rispetto alla variazione del 2% dell'indice dei prezzi al consumo rilevati dall'Istat - sono da utilizzare a partire dal pagamento dei contributi del primo trimestre 2007, dunque dalla scadenza del 10 aprile 2007.
per saperne di più:
Testo della circolare: (122Kb)

Mercoledì delle Ceneri: occasione per riflettere ed assumere un sobrio stile di vita.

Questa giornata è l'occasione per riflettere e riscoprire l'importanza della comunità e della urgenza di cambiamento. Un giorno per prepararsi al meglio con un forte impegno personale. Un'occasione di libertà dal consumo, da uno stile di vita spesso indotto, un'opportunità per condividere le sofferenze del mondo. Papa Giovanni Paolo II negli scorsi anni fece capire il senso di questa giornata a tutti dedicando il digiuno alla sofferenza della guerra in Iraq. Le scelte personali cambiano il mondo ed anche la politica e l'economia.

Leggo su Santi e Beati la spiegazione del mercoledì delle ceneri che si può approfondire cliccando il titolo.
Il mercoledì delle Ceneri, la cui liturgia è marcata storicamente dall’inizio della penitenza pubblica, che aveva luogo in questo giorno, e dall’intensificazione dell’istruzione dei catecumeni, che dovevano essere battezzati durante la Veglia pasquale, apre ora il tempo salutare della Quaresima.
Lo spirito comunitario di preghiera, di sincerità cristiana e di conversione al Signore, che proclamano i testi della Sacra Scrittura, si esprime simbolicamente nel rito della cenere sparsa sulle nostre teste, al quale noi ci sottomettiamo umilmente in risposta alla parola di Dio. Al di là del senso che queste usanze hanno avuto nella storia delle religioni, il cristiano le adotta in continuità con le pratiche espiatorie dell’Antico Testamento, come un “simbolo austero” del nostro cammino spirituale, lungo tutta la Quaresima, e per riconoscere che il nostro corpo, formato dalla polvere, ritornerà tale, come un sacrificio reso al Dio della vita in unione con la morte del suo Figlio Unigenito. È per questo che il mercoledì delle Ceneri, così come il resto della Quaresima, non ha senso di per sé, ma ci riporta all’evento della Risurrezione di Gesù, che noi celebriamo rinnovati interiormente e con la ferma speranza che i nostri corpi saranno trasformati come il suo.
Il rinnovamento pasquale è proclamato per tutta l’umanità dai credenti in Gesù Cristo, che, seguendo l’esempio del divino Maestro, praticano il digiuno dai beni e dalle seduzioni del mondo, che il Maligno ci presenta per farci cadere in tentazione. La riduzione del nutrimento del corpo è un segno eloquente della disponibilità del cristiano all’azione dello Spirito Santo e della nostra solidarietà con coloro che aspettano nella povertà la celebrazione dell’eterno e definitivo banchetto pasquale. Così dunque la rinuncia ad altri piaceri e soddisfazioni legittime completerà il quadro richiesto per il digiuno, trasformando questo periodo di grazia in un annuncio profetico di un nuovo mondo, riconciliato con il Signore.

martedì, febbraio 20, 2007

Assegno al nucleo familiare: dal 1° gennaio aumentano gli importi

La legge finanziaria 2007 (art. 1, comma 11, legge 296/2006) ha introdotto dal 1° gennaio 2007 alcune modifiche alla normativa per l'assegno al nucleo familiare, consistenti essenzialmente nell'aumento degli importi dell'assegno per le famiglie con figli e nell'ampliamento della sfera dei componenti il nucleo stesso. Per assicurare la corretta ed uniforme applicazione della nuova normativa, il Ministero dell'Economia e delle Finanza, con la circolare n. 9 del 16 febbraio scorso, ha fornito alcune indicazioni di merito e prodotto le tabelle con i nuovi limiti di reddito decorrenti dal 1° gennaio 2007.

Per saperne di più
  • modello domanda

  • Tabelle (XLS 304k)

  • Testo della circolare (DOC 120k)

  • oppure clicca il titolo per andare al sito del Patronato ACLI dove ci sono tutte le informazioni ed anche la sede a te più vicina.

    lunedì, febbraio 19, 2007

    Firenze, in fogne cittadine scorrono 12 chili di cocaina

    Da uno studio condotto dalla struttura di tossicologia dell'Università della città
    Firenze, in fogne cittadine scorrono 12 chili di cocaina
    In sei mesi di prelievi rilevato un quantitativo di droga superiore a 480 mila 'strisce' : si sniffa di più che a Londra

    Firenze, 22 feb. - (Adnkronos) - Oltre 12 chilogrammi pari a 482.240 dosi. E' il dato relativo al consumo di cocaina in sei mesi a Firenze, che emerge da una ricerca effettuata prelevando campioni dalla rete fognaria cittadina. Lo studio e' stato condotto dalla struttura di tossicologia dell'Universita' di Firenze con la collaborazione dell'Amministrazione comunale, dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Publiacqua. Una ricerca che evidenzia come, fatte i necessari rapporti, a Firenze in proporzione si consuma piu' cocaina che a Londra.

    L'indagine e' stata presentata dall'assessore alle politiche sociosanitarie Graziano Cioni, dal preside della Facolta' di Medicina dell'Universita' di Firenze Gianfranco Gensini, e dai curatori della ricerca Francesco Mari, direttore della struttura di tossicologia forense, ed Elisabetta Bertol, professore ordinario di tossicologia forense.

    ''Questa ricerca si basa su una metodologia innovativa gia' utilizzata da studi recenti effettuati nel Regno Unito, in Germania e in Italia -ha spiegato il professor Mari-. Una metodologia che consente di ottenere dati epidemiologici e statistici piu' precisi e affidabili. Il presupposto e' che nell'uomo l'escrezione degli stupefacenti avviene principalmente per via urinaria e che quindi l'analisi delle acque provenienti dagli impianti di collezione delle reti fognarie urbane puo' rappresentare un indicatore ottimale''.

    In dettaglio l'indagine, uno studio sperimentale pilota, si e' svolta in sei mesi, da luglio a dicembre 2006 compresi i giorni di Capodanno. I ricercatori hanno prelevato campioni di acqua negli impianti di collezione delle reti fognarie di Firenze. I campioni sono stati analizzati con le piu' moderne apparecchiature alla ricerca delle tracce di cocaina ed eroina. Ebbene, nei sei mesi di indagine, e' stata rilevata una presenza di cocaina e metaboliti corrispondente a un consumo di poco piu' di 12 chilogrammi (per la precisione 12.056 grammi) che tradotto in dosi equivale a 482.204 singole strisce.

    La presenza di eroina e dei suoi metaboliti si e' attestata invece su oltre un chilogrammo (1.149 grammi). Il rapporto tra il consumo delle due sostanze e' quindi 10 a 1 (cocaina/eroina), un dato che conferma i numeri emersi dalla ricerche degli ultimi anni. La ricerca ha poi evidenziato che i mesi in cui si e' registrato il maggior consumo sono, sia per la cocaina sia per l'eroina, dicembre ed agosto. Ma l'indagine non si e' fermata qui.

    ''Abbiamo deciso di confrontare la ricerca con uno studio analogo gia' effettuato - ha aggiunto la professoressa Bertol - e abbiamo scelto quello eseguito sul Tamigi per quanto riguarda Londra, una citta' che per composizione delle persone presenti (residenti, pendolari e turisti) si puo', sempre con le dovute cautele, paragonare a Firenze''. Da questo raffronto emerge che che il consumo di cocaina nel capoluogo toscano si rapporta a quello della capitale inglese con una proporzione di 5 a 4. Ovvero in proporzione a Firenze si consuma piu' cocaina che a Londra. L'indagine proseguira' nei prossimi mesi e sara' ampliata prendendo in esame anche altre sostanze.

    “Famiglia, trasmissione della fede e unioni di fatto”. Intervento del cardinale di Milano Tettamanzi


    Gentili amiche e cari amici,
    vi allego la relazione integrale che il card.Tettamanzi ha presentato in occasione della VI sessione del Consiglio Pastorale Diocesano del 17-18 febbraio 2007. La relazione affronta il tema “Famiglia comunica la tua fede – le famiglie soggetti di evangelizzazione: trasmissione della fede ed educazione all’amore”. Si tratta di una discussione in merito alla seconda tappa del Percorso
    pastorale diocesano sul tema della famiglia, dal titolo generale “l’amore di Dio è in mezzo a noi”. E’ in questo contesto spiccatamente pastorale che l’Arcivescovo ha ritenuto di offrire l’intervento “Famiglia, trasmissione della fede e unioni di fatto”. Vi invito a leggerla in quanto è una bella riflessione in ordine ai temi
    che stanno coinvolgento il mondo cattolico.
    Fraterni saluti
    Gianni Bottalico Presidente Acli Provinciali milanesi
  • leggi il testo integrale del Cardinale Tettamanzi


  • Pensione libera? liquidazione o pensione integrativa?

    Entro giugno molti sono chiamati ad una scelta difficile: liquidazione o pensione integrativa?

    La decisione del Governo di anticipare la riforma della previdenza complementare al 2007, trova una più appropriata chiave di lettura se collocata nel quadro dell’intero sistema pensionistico, di cui la previdenza complementare è da considerarsi ormai parte integrante.
    L’elemento più rilevante della riforma consiste nel tentativo di “sbloccare” il Tfr dei lavoratori dipendenti e di destinarlo ad un fondo pensione: se è vero che l’adesione alla previdenza complementare avviene su base volontaria, è pur vero che il lavoratore sarà chiamato a scegliere, entro sei mesi, in merito al destino del suo Tfr, e se non opererà alcuna scelta la normativa prevede che il Tfr venga comunque destinato, nel silenzio del lavoratore, ad un fondo pensione, secondo precise modalità.
    È dunque una scelta libera, o si tratta di una scelta forzata?
    Si può ritenere che si tratta di una scelta libera, ma, per così dire, limitata, trattandosi piuttosto di una necessità derivante dalla prevista riduzione degli importi delle future pensioni del sistema obbligatorio, conseguente all’applicazione del calcolo contributivo, in particolare per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995. In tale anno era stata varata la “Riforma Dini” che aveva perfezionato l’architettura del sistema previdenziale, definendo i “due pilastri” sui quali si sarebbe retto il futuro edificio pensionistico: il “primo pilastro”, costituito dal regime generale obbligatorio, a ripartizione e con metodo di calcolo contributivo, e un “secondo pilastro”, costituito dalla previdenza complementare, costituita su basi volontarie, a capitalizzazione.
    Per destinare risorse al secondo pilastro si era individuato, per i lavoratori dipendenti, il Tfr; ma tra ritardi e lungaggini, la previdenza complementare, in poco più di dieci anni, ha interessato solo il 13-14% dei lavoratori italiani. Con le disposizioni entrate in vigore dal 2007 il processo decisionale sarà accelerato, almeno per i lavoratori dipendenti del settore privato.
    Regime obbligatorio e regime volontario sono dunque i due pilastri. Si tratta di creare le condizioni perché l’edificio sia solido, o meglio, fuor di metafora, sia in grado di garantire pensioni dignitose alle persone nel momento in cui si ritirano dall’attività lavorativa.
    Per questo è necessario un oculato uso delle risorse destinate al secondo pilastro, e affinchè ciò si realizzi è necessario che si diffonda la “cultura” del risparmio previdenziale nel nostro Paese.
    In parte questa cultura è già presente, come dimostra l’alta propensione al risparmio degli italiani, ma è necessario un salto di qualità. Va, infatti, osservato che ben raramente, nell’immaginario collettivo, il sistema previdenziale è stato percepito come associato al risparmio per la vecchiaia, per costruire il quale il lavoratore è costretto ad esercitare un ruolo attivo. Il sistema di primo pilastro non contiene, infatti, in sé, per sua configurazione, elementi di responsabilizzazione dei lavoratori: la misura della contribuzione è fissata per legge, e quindi non la si può incrementare a piacimento, l’obbligo dei versamenti contributivi ricade sul datore di lavoro, il calcolo di pensione è stabilito dalla legge, e l’Inps è un ente affidabile perché alla fine paga… La pensione viene, quindi, di fatto percepita come un “qualcosa di dovuto” piuttosto che come un qualcosa da costruire giorno per giorno: al lavoratore non viene chiesto di svolgere un ruolo attivo, se non quello di preoccuparsi di controllare che i contributi gli vengano accreditati correttamente e regolarmente.
    Con il varo della previdenza complementare il lavoratore è ora chiamato ad un ruolo attivo e consapevole, perché la caratteristica di volontarietà lo chiama comunque ad operare più di una scelta per costruirsi la seconda pensione: destinare o meno il proprio Tfr al risparmio previdenziale, scegliere un Fondo piuttosto che un altro, incrementare o meno la misura della propria contribuzione, scegliere il comparto di investimenti più appropriato alla propria condizione, cambiare comparto, come pure perfino cambiare Fondo, se i rendimenti del suo risparmio previdenziale non lo soddisfano. E si potrebbe continuare.
    “Monitoraggio” e “manutenzione” del risparmio previdenziale sono due azioni che impegneranno le persone nel corso della vita lavorativa, affidandosi anche alla consulenza di soggetti indipendenti e imparziali. In questo senso si può affermare che siamo di fronte ad una svolta che è innanzi tutto “culturale”, che fa appello al senso di responsabilità dei lavoratori e dei cittadini. Ma per esercitare un ruolo attivo occorre che i lavoratori siano adeguatamente informati in modo da poter esercitare scelte libere e consapevoli.
    Va sottolineato che la normativa non lascia il lavoratore da solo di fronte ai fondi pensione: è stato definito un efficace sistema di vigilanza a garanzia del risparmio previdenziale, affidandone la responsabilità ad un’unica authority, la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), che dispone in merito alla stesura di statuti e regolamenti dei fondi, ne controlla l’operato con visite ispettive periodiche, ed esegue altre operazioni a tutela del risparmio previdenziale.
    Perché il cambiamento sia perfezionato occorre tuttavia che vengano messe a punto anche altre misure in grado di favorire la più ampia diffusione della previdenza complementare tra tutti i lavoratori. Occorre che siano presto perfezionate le norme che consentano anche agli operatori del pubblico impiego di iscriversi ad un fondo pensione. Occorre anche che si creino le condizioni perché alcune categorie di lavori molto parcellizzati, come ad esempio la categoria del lavoro domestico, siano messe in condizione di potersi inserire nel secondo pilastro, pur a partire dalle rispettive peculiarità.
    Non è possibile, inoltre, nascondersi le difficoltà che potranno incontrare le fasce più deboli del lavoro parasubordinato ed autonomo, per le quali non è possibile disporre del Tfr; analogamente, si presenteranno difficoltà per quei lavoratori dipendenti che prestano lavori precari in modo saltuario, per i quali il Tfr costituisce, di fatto, un ammortizzatore sociale da spendere tra due periodi di disoccupazione.
    I problemi, come si vede, non mancano, ma la macchina si è messa in moto. Ora si tratta di operare e di vigilare perché vada nella direzione più favorevole alla tutela del reddito delle persone che hanno dedicato la loro vita al lavoro.
    Giuseppe Argentino

    domenica, febbraio 18, 2007

    BIT Borsa Internazionale del turismo 2007

    Al Bit di Milano sara' presentato il nuovo portale italiano del turismo, e anche il marchio che promuove il Paese nel mondo sara' pronto ''prestissimo''. Lo ha annunciato il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli a margine di un convegno sul turismo congressuale. Per il Bit, ''un punto veramente di forza del nostro Paese'', saranno giunte ''a maturazione le novita' messe in cantiere in questi sei mesi di governo - ha detto ancora Rutelli - e la fiera sara' anche l'occasione per fare il bilancio della politica nel settore e rilanciarne gli obiettivi''.

    Napoli/ Bimbi in gabbia in tribunale: il ministro Mastella manda gli ispettori

    Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha incaricato il capo dell'ispettorato del dicastero di via Arenula di avviare accertamenti preliminari sul caso della donna, una nomade slava accusata di furto ed evasione, tradotta presso la Corte d'appello di Napoli per assistere al processo e rinchiusa nella gabbia dell'aula assieme ai due figli di uno e tre anni. Gli ispettori chiederanno informazioni sul caso al presidente della Corte d'appello del capoluogo campano. L'udienza in questione si è celebrata giovedì scorso davanti all'ottava sezione penale della Corte d'appello di Napoli: l'imputata, detenuta nel carcere femminile per furto, avrebbe chiesto di non essere separata dai bambini in occasione dell'udienza, nell'ambito del procedimento in cui deve rispondere del reato di evasione degli arresti domiciliari.
    "E' uno spettacolo ignobile. Quest'immagine conferma una volta di più quanto bisogno ci sia di umanizzare la giustizia'', ha detto Mastella. Un diritto, quello di restare con i figli, che una madre detenuta può esercitare, decidendo di non affidarli momentaneamente alle vigilatrici d'infanzia che operano nelle carceri. La donna, dunque, sarebbe stata tradotta al processo passando dalle camere di sicurezza del tribunale direttamente all'aula. Per questo, la stessa Corte giudicante non sapeva della presenza dei bambini accanto alla madre. In ogni caso, la permanenza dei piccoli nella gabbia sarebbe durata solo qualche minuto.

    sabato, febbraio 17, 2007

    Il ministro della Salute va alla guerra: guadagnare salute.

    Livia Turco ha varato il suo piano per combattere diete errate ed eccessi che provocano gravi patologie Richiamo alla responsabilità, non punizioni alla Blair

    Il progetto o «libro bianco», approvato ieri dal Consiglio dei ministri, ha un nome assai impegnativo, ancorché opaco: «Guadagnare salute». Frutto, come ha spiegato il ministro della Salute Livia Turco, del lavoro di ben nove ministeri, nasce dall’esigenza di sensibilizzare l’opinione pubblica e di promuovere campagne informative sui danni dell’errata alimentazione e dell’obesità, nonché del fumo e dell’eccesso di alcol.
    Le probabilità che insorgano gravi patologie - disturbi cardiovascolari, tumori, diabete, malattie respiratorie, responsabili di morti precoci e di anni di vita funestati dalla malattia e dalla necessità continua di assistenza medica - potrebbero essere, in qualche misura, ridotte, evitando diete ipercaloriche e fuggendo alla tentazione di fumo e alcol. Considerati, da sempre, nemici della salute, come recita un antico detto, in auge nell’Ottocento: «Bacco, tabacco e Venere riducon l’uomo in cenere».
    Il Sud perde la dieta mediterranea «virtuosa»
    Difficile, dunque, avanzare riserve su un obiettivo così rispettabile come quello di tutelare e di migliorare la salute dei cittadini, al Nord e al Sud, che, a quanto pare, stando al rapporto Osservasalute 2006, stanno perdendo abitudini «virtuose» come la dieta mediterranea. Del resto che la prima medicina sia l’autocura, l’educazione alla salute, lo sosteneva già il padre della Medicina, Ippocrate, e Regimen, una delle sue opere più celebri, rimanda proprio al significato di «regola di vita».
    La scelta di diffondere l’idea che la salute rappresenta innanzitutto una responsabilità individuale, peraltro ormai adottata in tutti i Paesi dell’Europa occidentale, può essere condivisa, purché naturalmente non siano messe in ombra le determinanti ambientali, sociali ed economiche che influiscono sui destini sanitari degli individui. E a patto, ancora, che l’ideale di salute pubblica non scivoli pericolosamente verso una forma di salutismo di Stato. Rassicura, comunque, il fatto che il progetto ministeriale - che mutua termini guerreschi come task force, campagne, nemici ecc. - non introduca però intenti coercitivi e punitivi come quelli proposti in Gran Bretagna, che tendono a colpire con un ticket maggiorato le visite e le analisi di coloro che si ammalano per i loro stili di vita.

    La malattia e il peccato della trasgressione
    Il ministro Livia Turco, anzi, ha tenuto a prendere nettamente le distanze dalla gelida Albione, definendo la ventilata procedura punitiva caldeggiata da Tony Blair una «via drastica, quasi vendicativa o comunque di stampo giustizialistico nei confronti dei cittadini, che sembra non tener conto dei molteplici fattori economici, sociali, mentali che stanno quasi sempre dietro un comportamento a rischio per la propria salute».
    Nessuna «punizione», dunque. Se non vogliamo parlare, in generale, di quella di «sapere», in questo nostro tempo, che il nostro destino sanitario, prima ineluttabile, legato al fato e immerso in un’aura di sacralità e di mistero, è, come non mai, nelle nostre mani, come la parentela biologica, la costituzione genetica.
    In un contesto di accelerazione del processo di medicalizzazione della vita, i malati saranno i trasgressori dell’ordine medico-sanitario, mentre le malattie saranno le sanzioni per la disubbidienza. Si apre uno scenario in cui «la salute e la malattia - ha scritto lo psicologo Aldo Carotenuto - si contendono l’uomo come il Bene e il Male: la sanità è diventata sinonimo di salvezza e la malattia evoca lo spettro del peccato».

    Liberalizzazioni, dal 5 marzo non si paga più il costo delle ricariche

    Alla prima prova parlamentare, lo stop ai costi fissi per le ricariche dei cellulari viene esteso anche alle schede pre-pagate per servizi televisivi e internet. Nessuna marcia indietro poi sui tempi: gli operatori della telefonia mobile dovranno mettersi in regola entro il 5 marzo. Sono le principali novità nel pacchetto di emendamenti al decreto sulle liberalizzazioni all'esame della commissione Attività produttive della Camera e che oggi ha ricevuto anche i complimenti dell'Ocse.

    Qualcosa di buono succede.....

    venerdì, febbraio 16, 2007

    LEGACOOP: D’Angelo: Campania, servono 100 mila case

    “Sono molti i problemi da risolvere in Campania, a cominciare dall’emergenza casa: nella regione servono 100 mila alloggi in più. Per affrontare questioni di tale portata serve uno sforzo corale da parte di istituzioni regionali, parti sociali e associazioni. Non è il momento delle divisioni”. Sergio D’Angelo, presidente di Legacoop Campania, lascerà la guida dell’associazione nel corso del congresso regionale che si apre oggi. Ad attenderlo c’è un incarico di prestigio a Roma, in seno alla Presidenza nazionale di Legacoop. Carica che andrà ad aggiungersi alle numerose di cui è già titolare: D’Angelo è presidente nazionale del consorzio Drom, presidente di Gesco, consigliere di amministrazione di Banca Etica, componente del comitato tecnico della Fondazione Mezzogiorno, presidente della Fondazione Affido, componente della presidenza nazionale di Legacoopsociali e numero uno dell’Ape, agenzia di promozione della cooperazione sociale.
    di Giovanni Brancaccioda Il Denaro (clicca il titolo)
    Domanda. Non si può certo dire che gli ultimi mesi siano stati tranquilli per il mondo della cooperazione, in particolare dopo la vicenda Unipol-Bnl. Le coop campane come hanno reagito?
    Risposta. Il caso Unipol non ha inciso affatto sulle attività delle cooperative campane. Anzi, quella della cooperazione è oggi una realtà più vitale che mai anche in Campania, nonostante la difficile congiuntura economica che abbiamo attraversato e tutti i problemi di contesto che contraddistinguono la nostra regione e l’intero Mezzogiorno.
    D. Problemi che c’erano già all’inizio del suo mandato, quattro anni fa. Non è cambiato nulla da allora?
    R. Dei passi avanti ci sono stati, ma molto, moltissimo resta ancora da fare. Purtroppo la spesa dei fondi europei 2000-2006 non ha dato i risultati sperati. C’è stata un’evidente dispersione delle risorse, interventi troppo polverizzati e slegati tra loro. Con il risultato che le inefficienze e i vincoli allo sviluppo sono ancora lì che attendono di essere rimossi.
    D. Ora la Regione si sta preparando a spendere il nuovo ciclo di risorse comunitarie: andrà meglio?
    R. E’ l’auspicio di tutti, e si sta lavorando in questo senso. Ci vuole più incisività nell’affrontare nodi tuttora irrisolti come il gap infrastrutturale che ci divide dal resto del Paese, la lotta alla criminalità e al sommerso, l’emergenza rifiuti. Occorre poi combattere le inefficienze della Pubblica amministrazione, che hanno più di una responsabilità nel mancato sviluppo della nostra regione. Accanto a queste questioni c’è il problema drammatico della povertà: le famiglie campane sono tra le meno abbienti d’Italia.
    D. Quali interventi suggerisce Legacoop a sostegno delle famiglie?
    R. Il problema è innanzitutto di metodo. Uno dei principali limiti della scorsa programmazione dei fondi europei è stato il mancato equilibrio tra misure di sostegno alla competitività e interventi per favorire l’inclusione sociale. Si tratta di due facce della stessa medaglia ed è per questo che le questioni vanno affrontate contemporaneamente. Come pure va affrontata la questione abitativa: in Campania, secondo i nostri calcoli, c’è bisogno di 100 mila nuove abitazioni, un numero da vera emergenza.
    D. Già, ma i suoli per costruire tante abitazioni ci sono?
    R. Ormai è difficile reperire suoli edificabili, in particolare a Napoli, che è l’area piùcongestionata. E’ per questo che vanno riqualificate le periferie sfruttando meglio le superfici esistenti. Voglio ricordare che il piano strategico per la zona rossa del Vesuvio prevede che 80mila persone lascino quell’area. E’ indispensabile, dunque, un riequilibrio abitativo tra Napoli, la sua area metropolitana e le altre province, in modo particolare Avellino e Caserta. La questione del fabbisogno abitativo, quindi, va affrontata a livello regionale, e non, come prevede il Piano territoriale approvato dalla Giunta, dalle singole Province.
    D. Dunque auspica un miglioramento del Ptr in Consiglio regionale?
    R. Sì, sia le cooperative che i sindacati hanno già presentato le loro osservazioni a riguardo. Speriamo vengano recepite, anche se questa consiliatura fin qui ha accumulato qualche ritardo. C’è tempo per migliorare, comunque.
    D. Lei da dove comincerebbe?
    R. Senza alcun dubbio dalla sanità, che come noto assorbe oltre il 60 per cento del bilancio regionale senza fornire in cambio ai cittadini servizi qualitativamente adeguati alla spesa. Al contrario: i campani si ritrovano le aliquote Irpef e Irap al massimo e ora subiscono anche la beffa dei ticket sui farmaci. Sia chiaro: si tratta di problemi accumulatisi nel tempo, la colpa non è certo solo di questa amministrazione o di quella precedente. Però ora la questione va risolta una volta per tutte. Su questo come su altri fronti serve uno sforzo corale da parte di istituzioni e parti sociali.
    D. Che cosa intende?
    R. Dico che il compito delle associazioni rappresentative è anche quello di muovere critiche, e le istituzioni devono accettarle. Ma se tutti insieme ci facciamo carico delle nostre responsabilità, ci sono tutte le condizioni per far compiere un salto in avanti alla Campania. Bisogna avere fiducia, guardare al futuro con ottimismo perchè ci attendono grandi obiettivi. E certo questo non è il momento delle divisioni.
    D. Lei però, almeno per il momento, passa la mano...
    R. Sono stati quattro anni intensi, e ne frattempo i miei impegni si sono moltiplicati. Ma lascio la Presidenza di Legacoop Campania, non certo l’associazione, alla quale non farò mai mancare il mio contributo.

    Ma ci siete o ci fate?

    La posta elettronica è veramente un caos: per pescare qualche mail buona nel cumulo di pubblicità, monnezza, inviti ad una vita di relazione più calda ci vuole un gran tempo e soprattutto una certosina pazienza. Non mancano le truffe online o comunque i tentativi di truffe. Da tanto tempo tutti sanno che non bisogna dare i dati bancari agli sconosciuti ma ci provano ogni giorno a chiederteli imitando i loghi delle banche. Non sempre beccano la banca giusta anche perchè non abbiamo tutti cento conti con Banca Intesa, S. Paolo, Unicredit, bnl paribas, ABN, Antonveneta e via dicendo. Fra poco tentano pure con le banche di credito cooperativo, le rurali e addirittura Banca Etica. Non ci cadiamo ma nel frattempo spulciamo la posta tra cialis, concorsi di bellezza, abbonamenti, vendita di software e cancelliamo tutto anche la convocazione che aspettavamo da mesi. (almeno assumete qualcuno che scriva correttamente in italiano) e che cosè! ci siete o ci fate?
    Un esempio:

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    Campania: No al ticket. Oggi la protesta organizzata da CISL e UIL

    Tra adesioni bipartisan e polemiche oggi sfila il corteo targato Cisl-Uil

    Si allarga di ora in ora, all’interno della maggioranza, il fronte dei sostenitori della manifestazione voluta da Cisl e Uil, per dire no ai ticket sui farmaci introdotti lo scorso gennaio da Palazzo Santa Lucia.
    Stamattina, al corteo che partirà alle 9.30 da piazza Municipio per concludersi con un comizio fuori dalla sede dell’assessorato alla Sanità, accanto ai segretari campani Pietro Cerrito e Anna Rea, sfileranno numerosi volti noti del centrosinistra regionale e comunale. All’assessore del Prc Corrado Gabriele, al presidente della commissione sanità, il diessino Angelo Giusto, e ai capigruppo regionali dello Sdi, di Italia dei Valori, dei Comunisti italiani e dell'Udeur, che già mercoledì avevano dato la propria adesione, si aggiungono i consiglieri comunali della Quercia, Emilio Di Marzio (“Aderisco con entusiasmo e passione civile.
    Condivido la tesi dei sindacati per cui un’imposizione per fasce di reddito ci avrebbe consentito di non ricadere sulle spalle dei meno abbienti”) e il capogruppo del Prc a Palazzo San Giacomo, Raffaele Carotenuto, secondo il quale l’abbattimento della spesa sanitaria “va costruito innanzitutto su una completa e radicale lotta agli sprechi delle Aziende Sanitarie e dei presìdi ospedalieri, sulle nomine dirigenziali fatte di personalità scientifiche e non di regia politica, sulla valorizzazione del personale dipendente, sulla corretta applicazione dei prontuari farmaceutici”.
    Sul braccio di ferro in corso tra Regione e organizzazioni sindacali, interviene anche il consigliere regionale Ds, Luisa Bossa, che bacchetta l’esecutivo di Palazzo Santa Lucia: “E’ gravissimo — dice - che su una materia sensibile come il diritto alla salute, la tradizionale capacità di concertazione del Governo regionale non abbia, in questa circostanza, fornito alcuna prova di sé”. Spara a zero, intanto, l’opposizione che oggi sarà presente in forze al corteo . “Sarò in piazza con Cisl e Uil non solo per sostenere la causa della abolizione del ticket, ma anche perchè questi due sindacati hanno dimostrato di non essere asserviti al potere politico di Bassolino” dice il consigliere regionale di An Salvatore Ronghi. Che aggiunge: “Non posso non sottolineare l'ipocrisia di alcuni esponenti e partiti del centrosinistra che hanno aderito alla manifestazione contro i ticket, pur avendo approvato la relativa delibera che li ha istituiti”. Rincara la dose il collega dell’Udc, Pasquale Marrazzo: “Perché anziché sfilare in piazza domani insieme ai sindacati, non chiedono le dimissioni dei loro assessori?”.
    Assicurano la propria presenza anche il commissario cittadino di Fi, Paolo Russo, i consiglieri regionali di An Franco D’Ercole e Enzo Rivellini, il segretario regionale dell’Ugl Vincenzo Femiano, una delegazione del Movimento Idea sociale con il segretario regionale Franco Curcio, il segretario provinciale della Federazione di Napoli Vittorio Lamberti, la responsabile nazionale del Dipartimento Sanità del partito Tecla Tricarico. Sostengono l’iniziativa di Cisl e Uil anche il consorzio di cooperative Gesco Campania, presieduto da Sergio D'Angelo, e l’associazione dei consumatori “Telefono Blu”.
    di Antonella Autero de: Il denaro.

    Contratto lavoro domestico: per le Acli Colf un passo avanti sui tanti ancora da fare

    Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Domestico, scaduto nel marzo 2005, dopo due anni di trattative, è stato firmato presso il Ministero del Lavoro (alla presenza del Ministro Ferrero) ed entrerà in vigore dal primo marzo 2007.
    La Responsabile Nazionale delle Acli Colf Pina Brustolin, che ha partecipato alle trattative, valuta positivamente i cambiamenti introdotti dal nuovo contratto, in particolare quelli che contribuiscono a chiarire i vari rapporti di lavoro che si possono instaurare nell'ambito familiare.
    Ricorda che il contratto interessa oltre un milione di addette/i e altrettante famiglie, di cui solo 500.000 lavoratrici risultano iscritte all'INPS (dati al 31 dicembre 2003).

  • per leggere tutto il testo
  • giovedì, febbraio 15, 2007

    Assemblea contro la camorra, per la legalità

    venerdì 17 febbraio 2007 ore 17.30 - Cinema Aurora Casal di Principe - Caserta

    "E'ora di cambiare - é possibile cambiare" questo il claim del VII Congresso regionale della Sinistra Giovanile della Campania che si svolgerà il 17 e il 18 febbraio 2007.
    I lavori si svolgeranno presso il cinema AURORA di Casal di Principe. Durante l'assise congressuale si terrà una assemblea contro la camorra e per la legalità, con interventi di:
    Lorenzo Diana - Responsabile Nazionale Antimafia DS; Beppe Lumia - Vice presidente Commissione Parlamentare Antimafia; Don Tonino Palmese - Referente regionale LIBERA; Franco Roberti - Coordinatore Procura Antimafia di Napoli; Isaia Sales - Consiglio Nazionale DS; Francesco Forgione - Presidente Commissione Parlamentare Antimafia
    "Abbiamo deciso di tenere il nostro Congresso proprio nel paese, sede, roccaforte e centro strategico della Camorra casertana - afferma con veemenza, il segretario regionale della SG Michele Grimaldi - per rilanciare la cultura della legalità per una societa' di cittadini capaci di poter creare il proprio futuro''.

    Appello: Sosteniamo la cultura e lo spettacolo nella Regione Campania


    Premessa
    Lo spettacolo dal vivo è un fattore strategico per la crescita sociale ed economica del territorio, un motore della crescita collettiva che richiede un ruolo politico forte,presente,continuativo.
    Il suo sviluppo,la sua crescita,la sua stabilità dipendono dall’equilibrio degli interventi pubblici destinati alla promozione dell’offerta e della domanda di spettacolo dal vivo, attuati con visione strategica, regole certe, coordinamento.
    La Regione Campania finalmente si appresta ad approvare un disegno di legge regionale in materia di interventi regionali di promozione dello spettacolo dal vivo.
    Scopo dei nostri incontri è stato quello di commentare e discutere in un contesto di collaborazione con le Istituzioni esteso a tutti gli operatori del settore,il nuovo disegno di legge sullo spettacolo della Regione Campania, con particolare attenzione alla salvaguardia del mondo dell’associazionismo culturale che da sempre ha contribuito e contribuisce alla creazione ed alla diffusione di significativi progetti culturali e di spettacolo.
    Il nostro obiettivo è stato ed è quello di contribuire al dibattito tra il nostro settore, che non sempre si sente pienamente rappresentato ed ascoltato, e le Istituzioni competenti.
    PROPOSTE
    Le proposte al disegno di legge, che sono state messe all’evidenza della VI Commissione Cultura del Consiglio Regionale della Campania grazie ad un accurato lavoro di incontri ed audizioni promosso dalla Presidente Luisa Bossa sono:
    * abolizione della richiesta della personalità giuridica e del riconoscimento ministeriale
    * stabilire parametri quantitativi di accesso che NON siano equiparati per nessun settore e per nessun comparto a quelli individuati dai regolamenti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali;non si comprenderebbe infatti il ruolo delle politiche culturali regionali in relazione a quelle nazionali.
    * Inoltre si evidenzia al legislatore che le specificità territoriali dei settori musica,teatro,danza si differenziano al loro interno in comparti quali tradizione,innovazione,sperimentazione e che parametri quantitativi identici risultano essere incompatibili.
    * riconoscere e valorizzare le attività professionali nei settori del teatro,della musica, della danza senza distinzione di generi (così come da proposta di legge – principi fondamentali per lo spettacolo – art 117 comma 3 della Costituzione)
    * ricercare misure che favoriscano l’accesso al credito regionale
    * ricercare misure di sostegno che comprendano convenzioni regionali con ENPALS, SIAE, gli Uffici Comunali per le Affissioni ,l’ Ufficio Stampa Regionale
    * istituire griglie di accesso differenziate e compatibili per ogni singolo settore e comparto
    * istituire start-up per i giovani
    * stabilire tempi certi per l’approvazione dei progetti che garantiscano la stabilità e la continuità della programmazione
    * stabilire la concessione di un acconto del 50% del contributi assegnato
    * stabilire tempi certi per la liquidazione del contributo con possibilità di fruire di anticipi,così come previsto dai programmi quadro dell’Unione Europea
    * rendere la rendicontazione del contributo snella e congrua all’erogazione del contributo stesso
    * istituire l’Osservatorio Regionale con compiti di vigilanza, monitoraggio e controllo delle attività (così come per le Regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Marche)
    * rendere disponibili spazi regionali,provinciali e comunali alle attività di spettacolo dal vivo
    * rivolgere particolare attenzione alla contemporaneità,alla ricerca,ai giovani,alle espressioni di spettacolo fino ad oggi meno tutelate come le espressioni artistiche giovanili,la musica italiana contemporanea, jazz e musica d’improvvisazione, la danza ed il balletto,le espressioni di ricerca ancora oggi trascurati dalle politiche pubbliche nazionali.

    Tali proposte che ad oggi risultano essere state acquisite con sensibilità ed attenzione dalla VI Commissione Cultura del Consiglio Regionale della Regione Campania,ci auguriamo siano sostenute e rispettate da tutto il Consiglio Regionale e ci auguriamo inoltre che grazie alla discussione della legge interna al Consiglio Regionale,si possa rispondere in maniera sempre più attenta alle proposte ed alle richieste del settore.
    Inoltre nei punti di competenza che riguardano i regolamenti attuativi della legge e durante la stesura degli stessi richiediamo un confronto fattivo e propositivo con le istituzioni competenti.
    per saperne di più clicca il titolo.

    mercoledì, febbraio 14, 2007

    Pino Daniele: canto le mie radici il blues e Napoli

    Ci vogliono alcuni punti fermi nella vita di ogni artista. Una sorta di «porto sicuro» nel quale trovare riparo. Un modo per difendersi dal caos di una contemporaneità troppo chiassosa. I pochi punti fermi, per Pino Daniele, sono il suo nome e il suo luogo di appartenenza. Ed è per questo che il nuovo album, in uscita venerdì, si intitola semplicemente Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui. Una dichiarazione d’intenti che trova conferma nelle dieci canzoni di cui si compone il cd. Proprio come recita Back home (il primo singolo in radio dal 26 gennaio), si tratta di un ritorno alle radici. «E le mie radici sono il blues anni Settanta e la canzone napoletana - spiega l’artista -; insomma, ricomincio da due, per citare il mio amico Massimo (Troisi, ndr)». Prodotto e arrangiato dallo stesso cantautore, l’album si compone di brani inediti in una insolita miscellanea di stili e ritmi. Tra gli ospiti eccellenti figurano Giorgia, che duetta con Pino in due brani (Il giorno e la notte e Vento di passione), Tony Esposito, il Peter Erskine Trio e il brasiliano Afredo Paiaxo (che insieme a Daniele firma Mardi gras).
    Dopo i risultati ottenuti con Iguana café del 2005, prosegue quindi la collaborazione con Erskine (ex Weather Report). Un sodalizio che in questo disco sperimenta la via dell’elettronica. «Non si tratta di adeguarsi ai tempi. Dopo trent’anni sarei ridicolo a cercare di cavalcare le mode. Al contrario mi sento così sicuro di me che mi dedico alle sperimentazioni. In verità non c’è nulla di nuovo. Nasco con la canzone napoletana ma già nel mio primo album Terra mia sfruttavo contaminazioni tra melodia e blues».
    Per promuovere il nuovo lavoro Daniele si affida soprattutto al vecchio mezzo dei concerti. «Suonare è l’unica cosa che mi interessi e intorno a me vedo sempre meno gente sentire questa necessità». Un bisogno di cui c’è traccia anche nell’album visto che alcuni brani sono stati registrati in presa diretta.
    di Pier Francesco Borgia

    Al via il Centro per l’Occupabilità femminile dell’area flegrea

    Dal lavoro all’orientamento professionale, dalle idee alle imprese femminili. Uno sportello a Pozzuoli ed un camper itinerante per i comuni di Quarto, Bacoli e Monte di Procida.

    Un Centro per l’Occupabilità femminile dell’area flegrea. Un’occasione per tante donne in cerca di occupazione o che vogliono organizzare meglio la propria vita e conoscere i servizi presenti sul territorio.
    Il progetto è un intervento sperimentale promosso dalla Provincia di Napoli nell’ambito della strategia regionale per la promozione della partecipazione delle donne al mercato del lavoro.
    Estia si propone di migliorare il potenziale di occupabilità delle donne e valorizzare e professionalizzare il lavoro di cura che le donne svolgono nella economia e nel territorio flegreo.
    I servizi offerti: accoglienza e informazione sulle opportunità formative e di lavoro, Assistenza tecnica alla redazione dei Curriculum Vitae, Consulenza orientativa e bilancio delle competenze, Accompagnamento al lavoro autonomo e alla creazione di impresa, Seminari di orientamento al lavoro autonomo e dipendente, Laboratori di rafforzamento delle competenze (mestieri artigiani, informatica e lingua inglese), Mediazione interculturale, Servizi di Counseling per la conciliazione dei tempi di vita e del lavoro, Servizi di riduzione degli ostacoli per la partecipazioni alle attività del Creo.
    Tra le iniziative previste dal progetto c’è l'animazione territoriale per sensibilizzare il territorio: un camper itinerante nell'area flegrea raggiungerà le zone difficili e i quartieri periferici. L'utilizzo dell’unità mobile vuole essere un chiaro segnale di presenza sul territorio ed un'occasione per operare a diretto contatto con molteplici realtà sociali. Le operatrici del camper distribuiranno materiali informativi e brochure sui servizi erogati dal Centro Estia e avranno il primo approccio con le utenti interessate.
    Nel mese di febbraio il camper sosterà per le strade del Comune di Quarto. Queste le date e i punti di sosta. Il lunedì (19 e il 26) nei pressi del mercato settimanale; il giovedì (il 15 e il 22) nei pressi del “Palazzo di Vetro”; sabato (il 17 e il 24) in piazza Santa Maria. Il camper si fermerà dalle 9,00 alle 15,00.
    Lo sportello del CReO Estia (Estia è la dea greca del focolare e del fuoco, protettrice dell’economia e della vita familiare) si trova al Rione Toiano, in via Tito Livio 4 - Sede del Comune di Pozzuoli - Palazzina 6 - Pozzuoli (Na). Gli orari di apertura sono: dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00
    Pozzuoli, 14 febbraio 2007 Per ulteriori informazioni: 393.5861941

    ACLI: "M'illumino di meno" cresce sul territorio. L'esempio di S. Giorgio a Cremano.

    Il Circolo ACLI "G. Lazzati" - San Giorgio a Cremano (Na) aderisce alla Giornata Internazionale del Risparmio Energetico: "M'illumino di meno", l'iniziativa promossa dagli amici di Caterpillar (Rai Radio 2) ormai giunta, con più che confortanti risultati, alla terza edizione.
    L'intera campagna del Risparmio Energetico ha il principale appuntamento nella giornata di Venerdì 16 febbraio a partire dalle ore 18,00 (anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto).
    Il Circolo ACLI "G. Lazzati" propone di dedicare la serata alla visione di un film in programmazione presso la sala cinematografica più vicina evitando di arrivarci con mezzi inquinanti.
    Il Risparmio Energetico e quindi i vantaggi per l'ambiente sono i seguenti:
    - Non si utilizza per tutta la serata il riscaldamento di casa;
    - Non utilizzo di apparecchi illuminanti e elettrodomestici;
    - Non utilizzo di auto, moto, motorini, ecc.
    La visione di un film con amici e conoscenti accrescerà la nostra socializzazione ...e magari innescherà in altri la cultura del Risparmio Energetico.
    L'appuntamento per gli amici delle ACLI di San Giorgio è per Venerdì 16 febbraio alle ore 20,00 presso il Cinema Flaminio - per assistere alla proiezione del film "Notte prima degli esami oggi", chi aderirà all'iniziativa riceverà in omaggio una lampada a risparmio energetico e il biglietto scontato del 20% da acquistare non al botteghino ma direttamente presso il circolo.

    2000 blogger


    L'ide è quella di realizzare una pagina con le immagini (miniature dei volti) di 2000 blogger (2000 blogger italiani) e link al relativo blog, inoltre il codice sarà disponibile e liberamente ripubblicabile...
    Gli unici requisiti: avere un blog con una proprio foto reperibile all' interno; segnalate il vostro blog al sito di
    2000 blogger italiani
    (e dategli un pò di tempo).

    martedì, febbraio 13, 2007

    SAGGI CONSEGNANO MANIFESTO, PARTITO DEMOCRATICO ENTRO 2008

    ROMA - "Noi, i democratici, amiamo l'Italia". Ha un incipit un po' all'americana, con una dichiarazione d'amore per il Belpaese e gli italiani, il 'Manifesto per il Partito Democratico', sul quale per tre mesi i 12 saggi si sono applicati per delineare valori, fisionomia ed indicare un traguardo temporale certo entro il quale nascerà il partito dei riformisti: la fine del 2008. Quindici cartelle, suddivise in tre corposi paragrafi, nei quali i 12 saggi hanno cercato in tre mesi a suon di riunioni e mediazioni di sciogliere i nodi ancora irrisolti del partito nuovo ma anche di disegnare un orizzonte di ampio respiro per una politica nuova. Ecco i passaggi principali del 'Manifesto', consegnato via e-mail ai leader Romano Prodi, Piero Fassino e Francesco Rutelli e che a breve sarà illustrato in una manifestazione pubblica alla società civile, che svolgerà, afferma il Manifesto, un ruolo fondamentale anche nella scelta del leader in base al principio "una testa, un voto".

    PERCHE' IL PD. L'Italia, è la convinzione dei 12 saggi, è un grande paese ma non è oggi "all'altezza delle sue ambizioni e delle sue possibilità, è un paese bloccato,smarrito che ischia il declino", nel quale anche la classe dirigente "é terribilmente invecchiata e quasi esclusivamente maschile" e la politica "é frammentata e rissosa e si rivela troppo spesso debole nei confronti degli interessi forti ed incapace di svolgere una funzione nazionale". Pd, dunque,per rinnovare la politica e per abbattere "definitivamente i muri ideologici del '900'' e costruire ponti tra culture e generazioni.

    LA COLLOCAZIONE INTERNAZIONALE. "Vogliamo contribuire a rinnovare la politica europea, dando vita, con il Pse e le altre componenti riformiste, ad un nuovo vasto campo di forze, che colmi la carenza di indirizzo politico sulla scena continentale".

    LA LAICITA'. Il Partito democratico riconosce la laicità "non come un'ideologia antireligiosa e neppure come il luogo di una presunta neutralità", bensì come "rispetto e valorizzazione del pluralismo". Per i saggi, "solo il dialogo tra diverse visioni religiose, etiche e culturali può portare a soluzioni normative ragionevoli e condivise, rispettose del criterio irrinunciabile della dignità della persona umana e capaci di far incontrare il valore della libertà di ricerca e di scelta col principio per cui non tutto ciò che è tecnicamente possibile è moralmente lecito".

    LA FORMA PARTITO E PRIMARIE PER LEADERSHIP. Il Pd non sarà un partito leggero ma "di popolo, radicato e diffuso sul territorio, capace di rendere partecipati e condivisi i processi di riforma". Un partito vero nel quale, al tempo stesso, "sin dalla sua fase fondativa, sia aperto alla partecipazione di una larga platea di cittadini, ed affidi al loro voto, diretto e segreto, la scelta della leadership". Chi sottoscriverà il Manifesto parteciperà secondo il principio 'una testa,un voto'' alla formazione degli organi costituenti e sceglierà attraverso le primarie i candidati per le cariche di governo negli enti locali.

    LEADER, QUOTE ROSE, LIMITI A MANDATO. Il Pd sarà "capace di parlare al paese con una voce autorevole, che proponga il suo leader alla guida del governo della nazione. Contro le discriminazioni e per la trasparenza, il Manifesto prevede una quota del 40 per cento per genere, un "rigoroso codice deontologico" per incarichi e candidature ed un limite al rinnovo dei mandati in ogni ambito istituzionale.

    I VALORI. "Libertà, uguaglianza, solidarietà, pace, dignità della persona" sono i valori a cui si ispira il Pd, che ha le sue radici "nel cristianesimo, nell'illuminismo e nel loro complesso e sofferto rapporto". La traduzione dei valori nella realtà fa sì che il Pd si spenderà per valorizzare il merito ed i talenti "contro la gerontocrazia ed il nepotismo", per un benessere più diffuso,per una scuola "inclusiva" e per completare "la riforma federale dello Stato" con un numero di parlamentari ridotto e funzioni distinte per le due Camere.

    Innamorarsi a Napoli con la festa di S. Valentino.



    In programma, dal 10 al 14 febbraio, la prima edizione di "Innamorarsi a Napoli", manifestazione di turismo, arte e cultura, Organizzata dagli Assessorati comunali all'Ambiente e al Turismo, in collaborazione con la Provincia di Napoli.
    L'iniziativa mira a promuovere l'immagine di Napoli quale luogo ideale per trascorrere la Festa di S. Valentino.
    Il programma degli eventi, prevede spettacoli, iniziative promozionali, presentazioni di libri ed attività turistiche.
    il programma delle iniziative:
    Sabato 10 "L'ora esatta degli innamorati"
    Tv show con Gianni Simioli con la partecipazione di Stefania Dei, Pinko e Pallina - Galleria Umberto I 11.30
    Domenica 11 "Itinerari d'amore"
    Corse speciali dei bus City sightseeing lungo il percorso piazza Castello Parco Virgiliano Piazza Castello 11.15 - 12.15
    Per prenotazioni 339-1423668
    Domenica 11 "La milonga di San Valentino"
    Spettacolo di tango a cura dell'associazione NapoliTango - Galleria Umberto I 12.00
    Domenica 11 "Napoli, canzoni d'amore"
    Concerto di Mario Maglione Parco Mascagna 12.00
    Martedì 13 "Scusa ma ti chiamo amore"
    Federico Moccia presenta il suo nuovo libro intervistato da Ida Di Martino. - Libreria Treves 18.00
    Mercoledì 14 "Schizoamore"
    Presentazione del nuovo libro di Alessandro Salas. - Libreria Fnac 18.00
    Mercoledì 14 "San Valentino show"
    Spettacolo di musica e cabaret con la partecipazione di Lello Musella e dei Napoli ensemble diretti da Gianni Dell'Aversana. - Funicolare Centrale, Funicolare di Chiaia, Metrò p.zza Vanvitelli dalle 17.00 alle 20.00
    Mercoledì 14 "Giochi senza frontiere per l'amore"
    Spettacolo di animazione Ice Park - (spalti Maschio Angioino) 18.00
    Mercoledì 14 "Vide(o) Napoli e poi love"
    Proiezione video - Ice Park (spalti Maschio Angioino) 21.00
    Mercoledì 14 "Ballando sotto le stelle all'Ice Park"
    Spettacolo di pattinaggio acrobatico - Ice Park (spalti Maschio Angioino) 22.00
    Protagonista la Gastronomia napoletana
    San Valentino, la fantasia degli chefs partenopei per la festa degli innamorati
    La grande tradizione gastronomica napoletana riletta dagli chefs nei Menù, nei Piatti e nelle Pizze ideati per il giorno degli innamorati
    Nel giorno di San Valentino sarà protagonista la Gastronomia napoletana, con le originali interpretazioni della nostra grande tradizione culinaria proposte dai ristoranti e dalle pizzerie partenopee. 20 ristoranti e pizzerie aderenti all'Assoristoratori-FIPE proporranno menù ispirati alla Festa degli innamorati oppure piatti e pizze elaborati per l'occasione. Si potrà quindi festeggiare San Valentino con un'esperienza gastronomica originale ed irripetibile, legata ai significati ed alle suggestioni della festa degli innamorati. Ecco l'elenco dei ristoranti dove si potranno trovare i Menù di San Valentino o, in alternativa, piatti e pizze elaborate per l'occasione:
    * A'CANZUNCELLA - P.ZZA S. MARIA LA NOVA - TEL. 081.5529018
    * BAIA 2 FRATI - VIA POSILLIPO 36 - TEL. 081/5750455
    * CANTANAPOLI - VIA CHIATAMONE 36 - TEL. 081.7646110
    * CIRO A BORGO MARINARI - BORGO MARINARO S. LUCIA 29/30
    * TEL. 081/7646006
    * CIRO A MEDINA - VIA MEDINA 19 - TEL. 081/4206028
    * CIRO A S. BRIGIDA - VIA S. BRIGIDA 71 - TEL. 081.5524072
    * CUCCIOLO - VICO BERIO 5/7 - TEL. 081/407902
    * DON SALVATORE - VIA MERGELLINA 5 - TEL. 081.681817
    * GIUSEPPONE A MARE - VIA F. RUSSO 13 - 081/7691384
    * IL POSTO ACCANTO - VIA NAZARIO SAURO 5 - TEL. 7648600
    * LA BERSAGLIERA - BORGO MARINARI 10/11 S. LUCIA
    * TEL. 081/7646016
    * LA CANTINELLA - VIA CUMA 42 - TEL. 081.7640663
    * LA CANTINELLA CLUB - VIA CUMA 38 - TEL. 081.7641742
    * LA PIAZZETTA - VIA N. SAURO 21 - TEL. 081.7646195
    * MARECHIARO - CALATA PONTICELLO A MARECHIARO 19 - TEL. 081. 2483158
    * MATTOZZI - PIAZZA CARITA' 2 - TEL. 081.5524322
    * PIZZERIA LA NOTIZIA - VIA CARAVAGGIO 53/55 - TEL. 081.7142155
    * PULCINELLA A S. BRIGIDA - VIA S. BRIGIDA 49 - TEL. 081.5517117
    * ROSOLINO - VIA NAZARIO SAURO 5 - TEL. 081/7649873
    * UMBERTO - VIA ALABARDIERI 30 - TEL. 081.418555
    Acquista il tuo dono al Borgo Orefici e riceverai un "dolce Regalo
    Le aziende associate al consorzio "Antico Borgo Orefici" applicheranno uno sconto su gli acquisti ed, al contempo, offriranno un "dolce regalo". A supporto dell'iniziativa sono state stampate migliaia di cartoline (distribuite dagli organizzatori in tutti i loro eventi); inoltre, è stata prevista una forte campagna di comunicazione.
    Il Borgo Orefici, con i suoi operatori, ma soprattutto per la sua lunga tradizione orafa rappresenta uno spaccato di Napoli riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.
    Il consorzio "Antico Borgo Orefici", composto da oltre cento tra le realtà più rappresentative della zona, da anni, si sta battendo per riqualificare e rilanciare l'intero quartiere. Un dedalo di vicoli e piazzette che pulsa operoso come un alveare nel cuore di Napoli e che pur tenendo a conservare quella matrice artigianale che l'ha consegnato alla storia come "maestra" nell'arte orafa, mai come oggi ha acquisito la piena consapevolezza della necessità di migliorare, aprendo le porte di un patrimonio della città che non ha eguali.