A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
lunedì, luglio 18, 2011
FAP ACLI: "Manovra economica ingiusta verso i pensionati"
sabato, maggio 15, 2010
Tempi duri per le pensioni......
Si prepara la stretta su pensioni e statali Una finestra chiusa, contratti e liquidazioni
Le ipotesi: potrebbero dover ritardare l'abbandono del lavoro 100 mila dipendenti privati. Poi la possibilità di rinviare i rinnovi e le buonuscite. Quasi certo l'intervento sulle pensioni di invalidità
martedì, giugno 30, 2009
Pensioni: a luglio il pagamento della “quattordicesima” per le pensioni di importo “modesto”
Con la rata di luglio 2009 i titolari di pensioni di importo “modesto” percepiranno la “somma aggiuntiva”, esente da tassazione, stabilita dalla legge n.127/2007.
Si tratta della cosiddetta “quattordicesima” che viene erogata a poco più di 2 milioni e 300 mila pensionati, titolari di pensioni previdenziali (non quindi le pensioni sociali e gli assegni sociali), che abbiano compiuto almeno 64 anni di età e si trovino in determinate condizioni reddituali.
La somma aggiuntiva è compresa tra un minimo di 336, e un massimo di 504 euro, ed è corrisposta in misura crescente in rapporto al numero di contributi versati nel corso della vita lavorativa.
L’Inps ha già inviato a ciascun pensionato una lettera con l’indicazione dell'importo spettante: i pensionati che non ricevono la lettera dall’Inps, e che ritengano di avere diritto alla “quattordicesima”, possono rivolgersi alle sedi del Patronato Acli per verificare la correttezza della posizione pensionistica.
Per verificare i limiti reddituali e il numero dei contributi necessari per ottenere la “somma aggiuntiva”, clicca qui.
mercoledì, febbraio 11, 2009
Denuncia dei redditi a settembre e altre novità nel decreto milleproroghe.
Dl Milleproroghe, sì Senato alla fiducia
Il Pd attacca: ennesima forzatura
L'opposizione: «Sparite le norme per l'ambiente»
ROMA (11 febbraio) - Il governo incassa la fiducia al Senato sul maxiemedamento al dl Milleproroghe. L'aula di Palazzo Madama si è espressa con 162 sì, 126 no e nessun astenuto. Il provvedimento passa ora
all'esame della Camera.
Un abuso della decretazione d'urgenza. «Il Pd voterà contro il decreto proroga termini. Non tanto per il contenuto specifico ma per questa grave ennesima forzatura». Così il senatore del Pd Stefano Ceccanti spiega il voto contrario del suo gruppo al Milleproroghe. «Il maxiemendamento su cui il governo pone la questione di fiducia riprende in sostanza i lavori della commissione. Ma mi chiedo il perché del ricorso al voto di fiducia. È evidente - spiega Ceccanti - che il governo ha paura, non si fida della maggioranza che lo sostiene, compressa coi decreti e con la finanziaria snella». Il senatore del Pd attacca poi quello che definisce «un abuso della decretazione d'urgenza da parte del governo Berlusconi».
Governo cancella norme ambientali. «Il Governo Berlusconi notte tempo sospende la norma, introdotta nella scorsa legislatura, che prevedeva l'obbligo che le nuove costruzioni fossero alimentate almeno in parte da fonti rinnovabili». La denuncia viene dagli Ecologisti Democratici che hanno trovato il comma «misteriosamente» apparso all'ultimo momento nel maxiemedamento governativo sul decreto Milleproroghe.
«Nella Finanziaria 2008 era stata introdotta - sottolinea una nota dell'associazione Ecodem - una norma che sanciva che dal primo gennaio 2009 per ottenere permessi per le nuove costruzioni doveva essere prevista l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 KW per ogni casa e almeno 5 KW per i fabbricati industriali. Ora Berlusconi e Scajola rinviano di un anno tale obbligo». «Non hanno il coraggio di cancellarlo ma - aggiunge l'associazione - ne vanificano l'utilità con una proroga che impedirà ulteriormente lo sviluppo del settore delle fonti rinnovabili, quel settore su cui puntano tutti coloro che vorrebbero rilanciare l'economia ce che però evidentemente risulta indigeribile al nostro governo di destra».
Sicurezza sul lavoro. «Con il milleproroghe il governo posticipa di un anno i tempi per adeguarsi alle nuove norme sulla sicurezza, in barba a quello che purtroppo accade ogni giorno in Italia, dove ogni sette ore c'è una vittima del lavoro». È quanto dichiara in una nota Giuliana Carlino (Idv). «Il governo infatti - sottolinea l'esponente dell'Italia dei Valori - proroga, ancora di un anno, il termine per l'adozione dei decreti necessari a consentire il coordinamento della disciplina recata dal Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro con la normativa relativa alle attività lavorative a bordo delle navi, in ambito portuale e per il settore delle navi da pesca, e per l'armonizzazione delle disposizioni tecniche in tema di trasporto ferroviario».
Amianto. «Stupore» per il fatto che nel maxiemendamento al decreto «milleproroghe» non sono stati inseriti gli emendamenti elaborati da parlamentari sia del Pd sia del Pdl per le pensioni ottenute per l'esposizione all'amianto e per quelle dei dipendenti del Consorzio autonomo del porto di Genova è stato espresso dal presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, in una lettera inviata al ministro del lavoro, Maurizio Sacconi ed al sottosegretario Gianni Letta.
Multe per chi guida barche ubriaco. «Finalmente ci saranno controlli e sanzioni per evitare che chi guida una qualunque imbarcazione, da un gommone di pochi metri ad una nave da diporto, lo faccia in stato di ubriachezza o sotto l'effetto di sostanze inebrianti o stupefacenti». Lo afferma il senatore del Pd Raffaele Ranucci, primo firmatario dell'emendamento al dl milleproroghe che introduce le nuove misure. «Un emendamento approvato in commissione e - spiega il senatore del Pd - fortunatamente presente nel maxiemendamento del governo».
Denuncia dei redditi a settembre, Scip in liquidazione, lavori autostrade: ecco le novità del decreto
ROMA (11 febbraio) - La liquidazione della Scip, la società veicolo per la cartolarizzazione degli immobili pubblici, è la novità dell'ultim'ora più rilevante inserita nel maxiemendamento del governo al decreto legge milleproroghe approvato oggi con la fiducia dal Senato. Un provvedimento che si è notevolmente arricchito nel passaggio al Senato, dapprima con le misure approvate in commissione Affari costituzionali e confluite nel maxiemendamento, come lo stop all'obbligo di gara per tutti i lavori da parte delle concessionarie autostradali, e poi con ulteriori norme inserite nel testo dal governo, a partire proprio dalla liquidazione della Scip fino alle norme sull'editoria. Ecco le principali misure del provvedimento.
Scip - La società veicolo per la cartolarizzazione degli immobili dello Stato sarà messa in liquidazione, così come i patrimoni separati (nei quali sono conferiti i portafogli immobiliari) relativi alla prima e alla seconda operazione di cartolarizzazione. Gli immobili rimasti invenduti torneranno in capo agli enti originariamente proprietari che potranno metterli in vendita direttamente.
Autostrade - Salta l'obbligo di gara per tutti i lavori da parte delle concessionarie autostradali, ma non solo, che potranno affidare "in house", e quindi senza obbligo di gara, il 60% dei lavori a società controllate. Le concessionarie, che non sono amministrazioni aggiudicatrici, sono invece tenute ad affidare a terzi, tramite una gara, almeno il 40% dei lavori, agendo a tutti gli effetti, solo per questa quota, come commissioni aggiudicatrici.
Arbitrati appalti - Slitta a fine 2009 il divieto di arbitrati sugli appalti pubblici: il termine originario era quello del 30 marzo.
Dichiarazione dei redditi - Nuovi termini per il modello Unico. Slitta al 30 settembre 2009, dal 31 luglio, il termine per le dichiarazioni dei redditi, per persone fisiche, enti commerciali e non, società di persone, società di capitali.
Editoria - La Cassa integrazione guadagni, già prevista per i giornalisti di quotidiani e agenzie, è estesa anche ai giornalisti dei periodici. Per quanto riguarda le crisi aziendali, è stabilito che il sostegno che si accolla lo Stato per i prepensionamenti è pari a 10 milioni di euro per il 2009. Nel caso però gli editori presentino piani di esodo con effetti finanziari superiori ai 20 milioni di euro, dovranno versare all'Inpgi uno specifico contributo per il finanziamento dell'onere eccedente. Modificata anche la norma sulla titolarità delle imprese: le azioni possono essere intestate a società per azioni e la partecipazione di dette società può essere intestata a persone fisiche, ma anche a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche.
Ai vecchi giornali di partito (quelli che, al 31 dicembre 2005, avevano già maturato il diritto ai contributi) non è più richiesto il requisito della rappresentanza parlamentare, ovvero della presenza di almeno un giornalista per ramo del Parlamento.
Class action - Slitta di altri sei mesi l'entrata in vigore della "class action". L'introduzione dell'azione collettiva risarcitoria per i consumatori, che doveva entrare in vigore dal primo gennaio 2009, sarà operativa dal 30 giugno 2009.
Expo 2015 - Il ministero dell'Economia è autorizzato ad erogare fino a un massimo di 4 milioni di euro nel 2009 a titolo di apporto al capitale sociale di Expo 2015 Spa.
Patto di stabilità - Confermata e precisata la possibilità per gli enti locali di sforare i parametri del patto di stabilità interno a causa di investimenti in infrastrutture. A questi non saranno applicate le sanzioni previste.
Statali - Entro il 31 luglio del 2009 dovranno essere definiti, di concerto con i sindacati, i criteri e i parametri di misurabilità dei risultati dell'azione amministrativa da applicare ai fini dell'erogazione del trattamento economico accessorio al personale delle amministrazioni.
Fabbricati rurali - I fabbricati rurali non sono più soggetti al pagamento dell'Ici, indipendentemente dall'iscrizione in catasto con attribuzione di rendita.
Sicurezza lavoro - Nuovo rinvio per il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Viene stabilito lo slittamento a 24 mesi per l'emanazione dei decreti attuativi del decreto legislativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Pensioni - Il reddito di riferimento per tutte le prestazioni previdenziali e assistenziali sarà quello conseguito nell'anno solare precedente al primo luglio e avrà valore per la corresponsione del trattamento fino al 30 giugno dell'anno successivo.
Cabotaggio marittimo - Vengono ripristinati gli sgravi contributivi per il cabotaggio marittimo. La norma, per la quale vengono stanziati 20 milioni di euro, estende anche al 2009 la possibilità per le imprese armatoriali di usufruire di benefici contributivi assistenziali e previdenziali
per il personale.
Taglia-enti - I cosiddetti enti inutili avranno tempo fino al 30 giugno 2009, e non più fino al 31 marzo, per emanare i regolamenti di riordino ed evitare la soppressione prevista dal cosiddetto "taglia-enti".
Marketing telefonico - I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici formati prima del primo agosto 2005 potranno essere usati per fini promozionali fino al 31 dicembre 2009 dai titolari del trattamento che hanno costituito le stesse banche dati prima del primo agosto 2005.
Aifa - La pianta organica dell'Agenzia italiana del farmaco è fissata dal primo gennaio 2009 in 450 unità.
Piano carceri - Arriva il piano carceri per far fronte al sovrappopolamento degli istituti. Arrivano poteri straordinari per il capo del Dap, Franco Ionta, e iter più veloci per l'edilizia carceraria.
Noleggio con conducente - Giro di vite sull'attività di noleggio con conducente per distinguerla da quella dei taxi.
martedì, ottobre 07, 2008
Cessione del quinto dello stipendio.Il prestito ai pensionati.
La legge n. 80/2005 estende ai pensionati, pubblici e privati, la particolare forma di cessione del credito, nota come “cessione del quinto dello stipendio”, ovvero la possibilità di estinguere prestiti con la cessione di quote della pensione, fino a un quinto del suo importo. E’ l’Inps che provvede a pagare le rate, trattenendole direttamente dalla pensione.
martedì, luglio 22, 2008
Patronato Filo diretto: non solo previdenza con l'esperto risponde
Per porre i tuoi quesiti puoi compilare il format disponibile online oppure contattare direttamente il nostro servizio di consulenza attraverso il numero verde. Riceverai una risposta entro 24 ore.
Servizio di Consulenza online Filodiretto
Il servizio ti consente di sottoporre un quesito ai nostri esperti, attraverso la compilazione di un apposito format.
Servizio di Consulenza telefonica
Telefonando al numero verde, sarai accolto da un nostro operatore, il quale avrà cura di richiederti tutte le informazioni utili a formulare in modo dettagliato il quesito da inoltrare ai nostri esperti. Nel corso della telefonata ti sarà inoltre chiesto di indicare la fascia oraria durante la quale preferite essere richiamati. Raccolte le informazioni, l’operatore invierà per via telematica il quesito ai nostri esperti che ti richiameranno, entro 24 ore dalla richiesta, al recapito da te indicato per fornirti la risposta.
Questo sistema è stato studiato per accelerare i tempi di risposta e per fornire a chi chiama non solo la possibilità di interloquire direttamente con gli esperti, ma di farlo dopo che questi si siano ben documentati sul caso in questione.
dal lunedì al venerdì 09.00 / 18.00
N.B. Il servizio consulenza (l’esperto risponde) risponde a qualsiasi tipo di quesito, non solo previdenziale.
lunedì, giugno 09, 2008
Pensioni spettacolari su www.enpals.it
Ultimate le verifiche delle procedure di dialogo telematico, il nuovo servizio di assistenza è attivo da ieri e consente agli assistiti di inoltrare le richieste senza doversi recare negli uffici preposti e ai patronati di accedere direttamente alle banche dati dell’Istituto.
Con ciò, il rapporto di collaborazione tra patronati ed Enpals compie un ulteriore passo avanti nella direzione, intrapresa con il raggruppamento del Ce.Pa. già a partire dal primo accordo del 1996, di incrementare e migliorare i servizi per l’utenza. In particolare, i servizi oggi attivi fanno seguito ad uno specifico protocollo d’intesa sottoscritto nel 2005, all’interno del quale il dialogo telematico ha costituito oggetto di un apposito tavolo tecnico.
mercoledì, gennaio 09, 2008
Pensioni di vecchiaia: disagi con le nuove norme : avviso i lavoratori che hanno fatto domanda per il 2008: Non sospendete il rapporto di lavoro
Roma, 9 gennaio 2008 - Le nuove norme sulle pensioni di vecchiaia entrate in vigore dal 1 gennaio stanno creando grosse difficoltà ai lavoratori che nel 2008 hanno maturato i requisiti e hanno predisposto la domanda. Il Patronato ha inviato in questi giorni 8500 lettere - tante le persone interessate dallo slittamento delle finestre d'uscita - per informarle e consigliare loro di 'tenere sospesa ogni decisione' in merito alla propria attività lavorativa. Non abbandonate il posto di lavoro - cioè - pena rimanere senza stipendio né assegno di pensione per diversi mesi.
Spiega il direttore generale del Patronato Acli Damiano Bettoni: «Stiamo ricevendo numerose telefonate e segnalazioni da parte delle sedi provinciali o direttamente dalle persone tramite il call center, che raccontano il disagio e la preoccupazione dei lavoratori di fronte alle nuove modifiche intervenute con la legge 247 di accompagnamento della Finanziaria 2008. Stiamo tentando di prendere contatto con tutte le persone interessate alle quali stiamo consigliando di non sospendere per il momento il loro rapporto di lavoro, in attesa di un auspicabile intervento del governo per colmare il 'vuoto' che si è creato di fatto tra la data di compimento dell'età pensionabile e l'apertura delle finestre d'uscita».
Per il vicepresidente del Patronato, Michele Consiglio, «a questo punto le soluzioni sono due: o aboliamo queste finestre, o interveniamo rapidamente con una legge di raccordo tra la decorrenza delle pensioni e la legge sul licenziamento per il raggiungimento dell'età di vecchiaia».
sabato, ottobre 20, 2007
Pensioni minime: Come previsto dalla legge sul cosiddetto “tesoretto” ad ottobre la "quattordicesima"
L’importo di questa sorta di 14° – che non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini previdenziali e assistenziali – varia a seconda dell’anzianità contributiva e della gestione di appartenenza (lavoratori dipendenti o autonomi) a carico della quale è liquidato il trattamento principale.
Per il 2007, la somma varierà tra i 262 € (con una contribuzione minima fino a 15 anni per i dipendenti e fino a 18 anni per gli autonomi) e i 392 € (con oltre 25 anni di contributi per i dipendenti e 28 per gli autonomi).
Anche per i titolari della sola pensione ai superstiti, sarà l’anzianità contributiva – computata al 60% – a determinare l’importo della somma aggiuntiva che, secondo le previsioni di legge, dovrebbe essere liquidata a tutti gli aventi diritto tra novembre e dicembre 2007.
Per la determinazione del requisito reddituale, vanno considerati tutti i redditi con la sola esclusione dell’assegno al nucleo familiare ovvero degli essegni familiari, dell’indennità di accompagnamento, della casa di abitazione, delle competenze arretrate e del TFR.
venerdì, luglio 27, 2007
DALLA CAMERA SI' AL DECRETO "TESORETTO"
La Camera ha dato il disco verde al dl 'tesoretto' che adesso passa all'esame del Senato dove dovra' essere definitivamente convertito in legge prima della chiusura estiva dei lavori.
Questi i contenuti piu' importanti del provvedimento i cui oneri sono pari a circa 4,1 miliardi per il 2007 e 1,5 miliardi per il 2008. Restano fuori dal conto le misure relative al cuneo fiscale, ai rimborsi Iva, agli studi di settore, nonche' i fondi per l'edilizia universitaria e quello per il credito ai giovani.
- PENSIONI. Il decreto stanzia 900 milioni di euro per il 2007 e 1,5 miliardi nel 2008: aumento per le pensioni basse e totalizzazione e agevolazioni riscatto laurea per i giovani. Per le pensioni basse l'aumento arrivera' in un'unica soluzione a novembre o con la tredicesima e sara' compreso tra i 262 e i 392 euro a seconda degli anni di contributi versati. Gli aumenti nel 2008 saranno tra i 336 e i 504 euro e la platea dei beneficiari sara' di 3 milioni e 50 mila pensionati. Le novita' per i giovani precari partiranno dal 2008 e costano 267 milioni di euro.
- CUNEO FISCALE. L'estensione a banche e assicurazioni del taglio del cuneo fiscale vale in tre anni 936 milioni. La copertura e' in parte assicurata dalla limitazione della deducibilita' degli interessi passivi per banche, assicurazioni e societa' finanziarie (le cosiddette holding industriali) cui verra' pero' applicata l'agevolazione.
- INFRASTRUTTURE. Viene alzato il limite dei pagamenti per spese di investimento da parte dell'Anas, fissato in 4.200 milioni, oltre i 426 milioni per ripianare la perdita di esercizio del 2006. Piu' 250 milioni nel 2007 per il fondo per i trasferimenti correnti per le imprese pubbliche, di cui oltre 166 milioni per i contratti stipulati con Fs e 41 mln a Poste italiane. C'e' anche un contributo di 700 milioni di euro per investimenti relativi alla rete tradizionale delle ferrovie.
- SPESE RIFINANZIATE. Il decreto autorizza 764,2 milioni di euro di spesa per il 2007: 65 milioni per la protezione civile e l'emergenza traffico a Messina; 80 per la l'emergenza rifiuti; 40 per il bonus bebe'; 40 per il servizio civile; 2 per la lotta alla violenza alle donne; 10 per edilizia universitaria; 10 per le borse di studio post lauream; 5 per il fondo rdinario delle universita'; 100 per il fondo estinzioni debiti pregressi delle amministrazioni centrali dello stato; 1,1 per l'Aran.
- COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO. Previsti rifinanziamenti di 10 milioni, di 1 milione a favore dell'organismo di vigilanza sulle Onlus, di 700.000 euro a favore di taluni enti non commerciali operanti nel settore della sanita' in alcune regioni del Mezzogiorno.
- SOLDI AI MINISTERI. Si introduce il "disaccantonamento", per l'anno 2007, di parte delle risorse accantonate e rese indisponibili ai sensi dell'articolo 1, comma 507, della Finanziaria per il 2007, per un ammontare complessivo di quasi 2 miliardi di euro. Si tratta del 43% delle risorse originariamente accantonate.
- FONDI ALLE IMPRESE. Integrazione di 250 milioni per il 2007, delle disponibilita' del Fondo per i trasferimenti correnti alle imprese. Introdotto l'articolo 8-bis con disposizioni in materia di incentivi alle imprese e crisi di impresa. Semplificate le procedure per l'erogazione degli incentivi di cui alla legge n. 488 del 1992. Sbloccate le risorse della legge 488. Per il 2007 dovrebbero liberarsi circa 2,3 miliardi e una cifra simile dovrebbe essere messa a disposizione per il 2008.
- TFR. Ci sono anticipazioni di tesoreria sulle riserve vincolate sul Tfr, nella misura del 30% delle somme relative ad autorizzazioni di spesa previste dalla legge finanziaria 2007 alimentate con le risorse.
- ENTI LOCALI. I Comuni che rispettano il Patto di stabilita', potranno utilizzare 300 milioni, mentre le province ne hanno a disposizione 70.
- MISSIONI. Proroga del termine della partecipazione italiana alla missione in Bosnia e l'autorizzazione alla partecipazione italiana a missioni in corso o a nuove missioni internazionali delle Forze armate e delle Forze di polizia.
- FONDO AIDS. Arrivano 260 milioni per il Fondo globale per la lotta contro l'Aids, la tubercolosi e la malaria.
- IVA AUTO. Tornano le detrazioni dell'Iva piu' favorevoli alle aziende.
- STUDI SETTORE. Recepita l'intesa tra il viceministro Visco e le categorie per ammorbidirli.
- SCUOLA. 180 milioni di euro per il 2007 per le supplenze brevi del personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario, al lordo degli oneri sociali a carico dell'amministrazione e dell'Irap.
(AGI) - Roma, 25 lug. -
venerdì, luglio 20, 2007
scalinatella longa longa, pensioni tra scaloni e scalini...
Pensioni, via libera del Cdm dopo firma con i sindacati
Disco verde dalla coalizione, con distinguo da parte di Bonino e di Ferrero. In pensione a 58 anni nel 2008, poi quota 95 nel luglio 2009 con età minima 59 anni, quota 96 nel gennaio 2011 con età minima a 60 anni e infine quota 97 nel gennaio 2013 con la minima a 61 anni. I lavoratori considerati sottoposti a lavori usuranti saranno 1,4 milioni. L'accordo sulle nuova previdenza raggiunto all'alba, dopo una notte di trattative più volte sospese. Prodi: ''Rispettati i limiti di spesa''
Roma, 20 lug. (Adnkronos/Ign) - ''Date le difficoltà inziali abbiamo ottenuto un consenso largo sull'accordo'' illustrato dal premier Romano Prodi ai sindacati sulla riforma delle pensioni. Lo ha affermato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. ''Nel corso della riunione (Cdm, ndr) abbiamo ottenuto un consenso largo e date le difficoltà è una risultato significativo per il Governo. Questo lascia ben sperare sul futuro delle misure perfezionate stanotte''. Soddisfazione esprime anche il ministro Cesare Damiano: "Secondo me non era scontato arrivare ad un accordo perché è stata affrontata una materia estremamente complessa". Così il titolare del Lavoro. Quello raggiunto "è un giusto compromesso qualitativamente molto alto". Il ministro ha quindi sottolineato che "ha vinto la concertazione lunga, paziente e quotidiana e poi ha vinto la squadra di governo".
Fonti di Palazzo Chigi riferiscono che però anche questa mattina durante il Consiglio dei ministri ci sono stati dei distinguo: una riserva sull'esame del testo da parte del ministro delle Politiche comunitarie Emma Bonino e la perplessità sul meccanismo del superamento dello scalone da parte del Ministro delle Politiche sociali, Paolo Ferrero.
Il disco verde della coalizione comunque c'è stato e segue l'accordo di questa mattina, intorno alle 6, eraggiunto tra Governo e sindacati al termine di una notte di trattative più volte sospese. Accordo raggiunto che prevede l'andata in pensione a 58 anni nel 2008, poi quota 95 nel luglio 2009 con età minima 59 anni, quota 96 nel gennaio 2011 con età minima a 60 anni e infine quota 97 nel gennaio 2013 con la minima a 61 anni. I lavoratori considerati sottoposti a lavori usuranti saranno 1,4 milioni.
Dunque un mix tra scalini e quote 'vincolate' dall'età minima. Dal primo gennaio 2008, dunque, si potrà andare in pensione con 58 anni e 35 di contributi mentre dal primo luglio 2009 si potrà andare in pensione con quota 95 ma con una età minima di 59 anni e 35 di contributi. Dal primo gennaio 2010 la pensione sarà possibile con quota 96 ma con 60 anni di età e 35 di contributi mentre dal primo gennaio 2013 si andrà in pensione con almeno 61 anni di età e sempre 35 anni di contributi.
Inalterato il meccanismo di pensionamento di anzianità per le donne. Diverso invece il sistema per i lavoratori autonomi che andranno in pensione con un anno in più: dal 2008 dunque con 59 anni e 35 di contributi e nel 2013 con almeno 62 anni. Per chi ha 40 anni di contributi il governo ha garantito 4 finestre agevolando così il pensionamento di vecchiaia. Per quel che riguarda i coefficienti di trasformazione il loro aggiornamento è stato rinviato al 2010 mentre sono circa un milione e quattrocento i lavoratori usurati esonerati dalla riforma.
Prossimo appuntamento ora lunedì con il governo che convocherà tutte le parti sociali per chiudere i tavoli di concertazione aperti sul Welfare. A confermarlo è lo stesso Damiano. Non solo rivalutazioni delle pensioni basse, quindi, ma anche ammortizzatori sociali ed interventi per la competitivita' che troveranno spazio in un Protocollo. "Si realizza in questo modo la piu' conistente redistribuzione dei redditi degli ultimi vent'anni", spiega il ministro.
martedì, giugno 12, 2007
PENSIONI: 200.000 IN PIAZZA. I NONNI CON I NIPOTI. BONANNI: VOGLIAMO RISULTATI

POLIZIA DISPERDE CAPANNELLI Al termine della manifestazione dei pensionati svoltasi in Piazza Santi Apostoli a Roma, le forze dell'ordine hanno disperso alcuni capannelli di manifestanti che a gruppi, protestando, si stavano avvicinando a Palazzo Chigi. Un comportamento, quello delle forze dell'ordine, che ha provocato la reazione indignata del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. "Sono dispiaciuto e preoccupato per il comportamento delle forze dell'ordine - ha detto Bonanni - pretesto fortemente per un comportamento inqualificabile verso pensionati e persone anziane che non facevano altro che protestare. Quando vengono tollerati gli ultras negli stadi ed i black block". Bonanni ha sottolineato che le forze dell'ordine, nel breve tragitto che da Piazza Santi Apostoli porta a Palazzo Chigi, hanno imposto ai pensionati "di togliersi cappelli e chiudere ombrelli che portavano le insegne sindacali". Un atto gravissimo per il quale - ha assicurato il leader sindacale - "protesteremo formalmente con il ministro degli interni Giuliano Amato. Vogliamo ragione - ha concluso - di un comportamento inqualificabile, di un zelo eccessivo che viola le libertà più elementari".
BONANNI: PRODI MANTENGA PAROLA, ALTRIMENTI CONFLITTO "Noi vogliamo che la parola data da Prodi venga mantenuta. Altrimenti andremo al conflitto col Governo". E' quanto afferma il segretario generale della Cisl Bonanni in vista dell'incontro sul Dpef di venerdì prossimo tra l'Esecutivo e le Parti Sociali. In particolare - secondo il leader sindacale - nel Dpef non potranno mancare misure riguardanti "la rivalutazione delle pensioni più basse, gli ammortizzatori sociali e la contrattazione di secondo livello".
VOGLIO RISULTATI SE NO NESSUN ALTRO ACCORDO Il confronto in atto fra Governo e parti sociali sul tema delle pensioni deve ottenere come risultato almeno la rivalutazione delle pensioni più basse, dei coefficienti di trasformazione "affidabili" e un vero decollo della previdenza integrativa. Se no la Cisl "non è disposta a discutere nessun altro accordo". Ad affermarlo - a margine della manifestazione dei pensionati a Roma - è lo stesso segretario generale del sindacato di via Po, Raffaele Bonanni, che guarda ai tavoli aperti col Governo su welfare, sviluppo e P.A. e al confronto di venerdì prossimo sul Dpef. "O otteniamo questi risultati - ha detto infatti Bonanni - o non siamo disposti a discutere nessun altro accordo". I pensionati - ha aggiunto - dopo "aver costruito l'Italia e averla sviluppata, si trovano ora con un pugno di mosche, con pensioni falcidiate dall'inflazione, che hanno perso il 30%" del loro potere d'acquisto. Per questo la Cisl "chiede la rivalutazione delle pensioni più basse e una legge sulla non autosufficienza, che interessa oltre 3 milioni di soggetti, perché le famiglie non ce la fanno più". La trattativa col Governo quindi, prima che si cominci a parlare di Dpef - secondo Bonanni - "deve concludersi con la rivalutazione delle pensioni, con coefficienti di trasformazione più affidabili e con una vera previdenza integrativa. Sono questi - ha concluso - i 3 pilastri per reggere la quantità necessaria a garantire delle pensioni dignitose".
lunedì, giugno 04, 2007
Inps: cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo
venerdì, maggio 25, 2007
Campagna nazionale di informazione e confronto su politiche sociali, pensioni e TFR

Si tratta - come è scritto nel testo di presentazione dell'iniziativa - di questioni che riguardano tutti, non 'solo' i milioni di cittadini che entro il 30 giugno dovranno scegliere la destinazione del loro TFR. Per noi delle Acli, si tratta di questioni alla base della nostra ragion d'essere, che si inscrivono nel contesto più ampio del pensiero e dell'azione sociale: dalla tutela dei diritti sociali e previdenziali allo sviluppo di un welfare solidaristico e ispirato a principi universalistici...'.
Con la campagna, di fatto già avviata in tutto il territorio nazionale, le Acli intendono aprire spazi di dibattito e di riflessione con la cittadinanza; dare vita ad incontri sociali a carattere formativo e informativo; promuovere iniziative che coinvolgano le realtà territoriali e le parti sociali, chiamandole a confrontarsi con le proposte avanzate dalle Acli.
domenica, maggio 13, 2007
Pensioni: coefficienti più alti a chi resta
Premiare con coefficienti più favorevoli coloro che si rendono disponibili a ritardare l’età massima di pensionamento. Lo suggeriscono le Acli intervenendo sulla riforma delle pensioni alla vigilia dell’incontro tra Governo e parti sociali. Secondo le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani – che hanno predisposto con il proprio Patronato nelle settimane scorse un documento dettagliato – «abbassare i coefficienti non è un tabù, ma occorre pensare a delle modalità che valorizzino chi ha una vita contributiva lunga». Mentre si chiede contemporaneamente al Governo l’impegno a non abbassare i coefficienti per il calcolo delle pensioni di inabilità e per gli assegni di invalidità.
L’invito delle Acli alle parti che si siederanno domani intorno al tavolo del welfare, è a «uscire dalle posizioni tattiche, sapendo individuare soluzioni innovative, volte a privilegiare soprattutto le giovani generazioni di lavoratori».
mercoledì, aprile 25, 2007
Nuove norme in materia di diritto alla pensione di reversibilità da parte dei figli inabili
Un disegno di legge per garantire il diritto alla pensione di reversibilità ai figli inabili superstiti. Questo l’oggetto di un’iniziativa legislativa della Senatrice Baio Dossi e del Senatore Luigi Bobba in materia di nuove norme di diritto alla pensione di reversibilità per i figli inabili.
Lo scopo del ddl è di introdurre una modifica alla normativa vigente che, a norma dell’articolo 13 del regio decreto - legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito con modificazione, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272,- stabilisce che i familiari del lavoratore hanno diritto, al momento della morte del loro congiunto, in presenza di determinati requisiti, ad un trattamento economico. In particolare, nel caso di figli, costoro hanno diritto a percepire la cosiddetta pensione di reversibilità (detta anche pensione ai superstiti) nei seguenti casi: sempre, quando siano minori di età e comunque fino al raggiungimento della maggiore età; non oltre il ventunesimo anno di età se studenti di scuola media o professionale; non oltre il ventiseiesimo anno di età nel caso siano studenti universitari.
La norma non prevede invece limiti di età per i figli riconosciuti “inabili al lavoro” purché al momento del decesso del genitore siano a carico di questo.
In particolare, l’articolo del regio decreto legge già citato dispone che: ”Ai fini del diritto alla pensione ai superstiti, i figli in età superiore ai 18 anni e inabili al lavoro, i figli studenti, i genitori, nonché i fratelli celibi e le sorelle nubili permanentemente inabili al lavoro, si considerano a carico dell’assicurato o del pensionato se questi, prima del decesso, provvedeva al loro sostentamento in maniera continuativa. Il figlio riconosciuto inabile al lavoro a norma dell’articolo 39 del D.P.R. 26 aprile 1957, n.818, nel periodo compreso tra la data della morte dell’assicurato o del pensionato e il compimento del 18° anno di età, conserva il diritto alla pensione di reversibilità anche dopo il compimento della predetta età”.
L’interpretazione di tale disposizione ha creato non pochi problemi in sede giurisprudenziale, con riferimento alla modificazione dei requisiti per il percepimento della pensione di reversibilità. L’erede per avere diritto alla pensione di reversibilità deve essere inabile al lavoro e a carico del defunto. Per stabilire queste due condizioni l’ente erogatore della pensione prende come riferimento il momento del decesso del lavoratore. Ciò significa che se una persona viene riconosciuta titolare del diritto alla pensione di reversibilità, perché in quel momento ricorrono i requisiti necessari, questo stesso diritto viene meno, se successivamente, uno di questi requisiti viene a modificarsi, anche solo in parte o per un periodo temporaneo. Se quindi una persona giudicata “inabile al lavoro” è successivamente assunta o svolge una qualsiasi attività lavorativa, anche part-time, per la quale non percepisce un profitto adeguato per provvedere alle proprie esigenze di vita, questa perde il diritto alla pensione di reversibilità; e tale perdita è definitiva. In altri termini, come confermato dalla circolare INPS n.289 del 24 dicembre 1991, è esclusa la possibilità di ripristino della pensione anche nel caso in cui intervengano successivamente le dimissioni o il licenziamento. L’unica eccezione contemplata è stata fino ad ora individuata dall’INPS con la circolare n. 137 del 10 luglio 2001, nella quale è stato specificato che le persone dichiarate” persone svantaggiate” ai sensi dell’articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381 che svolgono attività lavorativa con finalità terapeutica presso cooperative sociali, conservano il diritto a percepire la pensione di reversibilità, in quanto l’attività svolta da costoro viene considerata come attività con funzione occupazionale terapeutica ai fini della specializzazione degli interessati e dello sgravio della famiglia dagli obblighi di sorveglianza e, quindi, non viene considerata ostativa al riconoscimento o all’erogazione della pensione ai supersiti in ragione delle sue funzioni ”essenzialmente terapeutiche” .
Nel ddl si ritiene invece giusto e opportuno,nonché necessario, estendere anche ad altre tipologie di lavoro svolto da parte di figli “inabili il riconoscimento a conservare il diritto di percepire la pensione di reversibilità.
La Corte Costituzionale ha avuto modo di pronunciarsi in più occasioni sui rapporti tra diritto alla pensione di reversibilità e titolarità di redditi da parte degli orfani. Anche la giurisprudenza ordinaria, con riferimento specifico alla inabilità, ha più volte affermato che il requisito della “inabilità al lavoro” del figlio superstite beneficiario della pensione di reversibilità non deve più essere limitato all’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa; bensì deve essere individuato nella concreta incapacità, tenuto conto delle condizioni del mercato lavorativo, di dedicarsi ad un’attività lavorativa utile ed idonea a soddisfare in modo normale e non usurante le primarie esigenze di vita dell’interessato.
Questo disegno di legge si prefigge dunque lo scopo di eliminare la denunciata irrazionalità derivante dalla “inesorabile” esclusione della pensione di reversibilità per la mera titolarità, da parte dell’orfano inabile, di un lavoro produttivo di un reddito anche minimo, in attuazione degli articoli 4 e 35 della Costituzione, che affermano il diritto di ognuno al lavoro.
A tal fine si propone dunque di modificare l’articolo 13 del già citato regio decreto- legge n. 636, del 1939, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 1272 del 1939, che disciplina il diritto alla pensione di reversibilità, aggiungendo espressamente la previsione che il figlio superstite riconosciuto inabile al lavoro non perda il diritto a percepire la pensione di reversibilità se svolge un’attività lavorativa comunque retribuita, purché il reddito annuo imponibile ai fini dell’imposta sul reddito (IRE) derivante dalla predetta attività lavorativa non superi quello stabilito per l’erogazione della pensione per gli invalidi civili, aumentato dell’indennità di accompagnamento. Nel caso di superamento della soglia di reddito così individuata, il diritto alla pensione di reversibilità viene temporaneamente sospeso, per essere riacquistato nel caso di cessazione della predetta attività lavorativa.
giovedì, aprile 05, 2007
Previdenza: Acli, rivedere i coefficienti non è tabù. Garantire le giovani generazioni
Roma, 5 aprile 2007 – Rivedere i coefficienti di trasformazione delle pensioni non può essere un tabù. Così pure l’innalzamento dell’età pensionabile, sia pure in maniera flessibile, va considerato un percorso ormai obbligato, in linea con gli altri Paesi europei. L’importante è «tenere insieme, allo stesso tempo, compatibilità economica e sostenibilità sociale, uscendo dalle posizioni tattiche e sapendo individuare soluzioni innovative». Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani presentano in un documento approvato dalla direzione nazionale la propria ipotesi di riforma previdenziale, volta a «privilegiare le giovani generazioni di lavoratori».
Secondo le Acli i coefficienti di trasformazione vanno periodicamente rivisti per consentire la tenuta della spesa pensionistica alla luce dell’aumento del tempo medio di vita. Va superato però l’attuale meccanismo che operando revisioni ogni 10 anni finisce per creare situazioni di iniquità tra lavoratori che vanno in pensione a distanza di un solo mese l’uno dall’altro. In questo senso, la revisione può essere operata con frequenze più ravvicinate, in modo da temperare le inevitabili sperequazioni connesse alla condizioni anagrafiche dei singoli lavoratori, facendo salvo il principio della Riforma Dini, a suo tempo condiviso dalle Parti sociali, che voleva commisurare il trattamento pensionistico alla durata media del pensionamento.
È ragionevole altresì adeguare progressivamente l’età pensionabile all’allungamento della speranza di vita, premiando con coefficienti più favorevoli coloro che si rendono disponibili a ritardare l’età massima di pensionamento. Ragionamento simile per la pensione di vecchiaia delle donne, prevedendo però condizioni di miglior favore per coloro che hanno avuto percorsi lavorativi discontinui a causa di impegni connessi all’educazione dei figli. Occorre però ripristinare il meccanismo di flessibilità di accesso al pensionamento di vecchiaia. Per superare lo “scalone” in maniera indolore le Acli suggeriscono di introdurre il requisito di quota 95 con almeno 58 anni di età, che penalizza chi ha solo 35 anni di contributi (35+60) ma che può agevolare chi ne ha 36 (36+59) e ancora meglio chi ne ha 37 (37+58).
Sul piano della sostenibilità sociale le Acli avanzano la proposta di una pensione contributiva minima, vale a dire una pensione base legata ad un’anzianità minima di lavoro, conseguibile dopo un numero minimo di anni, 20 o 25, rapportata alla quantità di contribuzione accumulata, ma favorita da coefficienti di trasformazione più vantaggiosi, e supportata da contribuzioni figurative, volontarie o da riscatto. L’obiettivo è quello di poter coinvolgere con risultati tangibili nel sistema pensionistico pubblico una platea più ampia di lavoratori, anche precari, che abbiano retribuzioni ridotte o che difficilmente possano raggiungere anzianità contributive elevate. Più in generale, l’Associazione ritiene necessario riaffermare il ruolo della contribuzione figurativa come sistema solidaristico che riconosca coperture assicurative per l’impegno del proprio tempo in funzioni sociali che richiedono l’abbandono temporaneo ovvero la riduzione dell’attività lavorativa: dunque i periodi di cura familiare, di formazione professionale ma anche i periodi di disoccupazione. Per il medesimo scopo le Acli chiedono che sia reso effettivo il diritto alla totalizzazione dei contributi versati nei diversi regimi previdenziali, onde evitare che vadano persi spezzoni di contribuzione non cumulabile, e sia facilitata la portabilità degli accantonamenti da un fondo pensione ad un altro, nel contesto di un decollo effettivo delle forme di previdenza complementare, «elemento fondamentale per rendere sostenibili gli esiti della Riforma Dini».
Nell’immediato, le Acli chiedono di attivare percorsi di tutela sociale per le prestazioni liquidate esclusivamente con il sistema contributivo che producano situazioni di estrema debolezza, perfino fuori dai diritti elementari sanciti dall’articolo 38 della Costituzione, legate a casi di invalidità o reversibilità. Più in generale, appare doveroso rivedere il meccanismo di adeguamento delle pensioni al costo della vita valorizzando maggiormente le pensioni basse fino a cristallizzare gli aumenti per quelle alte.
A fronte delle diverse esigenze, per non produrre squilibri indebiti nel sistema pensionistico contributivo, le Acli invitano a riconsiderare con decisione il tema della separazione della previdenza dall’assistenza, in modo da rendere evidenti gli apporti della fiscalità generale dovuti a scelte legislative di tipo solidaristico. Contestualmente risulta necessario procedere ad un’attenta verifica dell’efficienza degli enti previdenziali, allo scopo di eliminare apparati burocratici inutili e dispendiosi, anche prevedendo interventi radicali di adeguamento organizzativo o l’accorpamento di enti che non giustificano una specifica autonomia gestionale.
lunedì, febbraio 26, 2007
Bonanni,no a revisione coefficienti.
(ANSA) - PADOVA, 26 FEB - Un'eventuale proposta di revisione dei coefficienti pensionistici 'non trovera' il sindacato d'accordo': cosi' il leader Cisl, Bonanni. Intanto, il ministro Damiano precisa: 'le pensioni piu' basse in essere non hanno niente a che vedere con i coefficienti di trasformazione'. 'Quando si parla di rivalutazione delle pensioni piu' basse - ha detto ancora Damiano - si parla di quelle in essere. I coefficienti interessano chi andra' in pensione a partire dal 2035 col sistema contributivo'.
lunedì, febbraio 19, 2007
Pensione libera? liquidazione o pensione integrativa?
La decisione del Governo di anticipare la riforma della previdenza complementare al 2007, trova una più appropriata chiave di lettura se collocata nel quadro dell’intero sistema pensionistico, di cui la previdenza complementare è da considerarsi ormai parte integrante.
L’elemento più rilevante della riforma consiste nel tentativo di “sbloccare” il Tfr dei lavoratori dipendenti e di destinarlo ad un fondo pensione: se è vero che l’adesione alla previdenza complementare avviene su base volontaria, è pur vero che il lavoratore sarà chiamato a scegliere, entro sei mesi, in merito al destino del suo Tfr, e se non opererà alcuna scelta la normativa prevede che il Tfr venga comunque destinato, nel silenzio del lavoratore, ad un fondo pensione, secondo precise modalità.
È dunque una scelta libera, o si tratta di una scelta forzata?
Si può ritenere che si tratta di una scelta libera, ma, per così dire, limitata, trattandosi piuttosto di una necessità derivante dalla prevista riduzione degli importi delle future pensioni del sistema obbligatorio, conseguente all’applicazione del calcolo contributivo, in particolare per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995. In tale anno era stata varata la “Riforma Dini” che aveva perfezionato l’architettura del sistema previdenziale, definendo i “due pilastri” sui quali si sarebbe retto il futuro edificio pensionistico: il “primo pilastro”, costituito dal regime generale obbligatorio, a ripartizione e con metodo di calcolo contributivo, e un “secondo pilastro”, costituito dalla previdenza complementare, costituita su basi volontarie, a capitalizzazione.
Per destinare risorse al secondo pilastro si era individuato, per i lavoratori dipendenti, il Tfr; ma tra ritardi e lungaggini, la previdenza complementare, in poco più di dieci anni, ha interessato solo il 13-14% dei lavoratori italiani. Con le disposizioni entrate in vigore dal 2007 il processo decisionale sarà accelerato, almeno per i lavoratori dipendenti del settore privato.
Regime obbligatorio e regime volontario sono dunque i due pilastri. Si tratta di creare le condizioni perché l’edificio sia solido, o meglio, fuor di metafora, sia in grado di garantire pensioni dignitose alle persone nel momento in cui si ritirano dall’attività lavorativa.
Per questo è necessario un oculato uso delle risorse destinate al secondo pilastro, e affinchè ciò si realizzi è necessario che si diffonda la “cultura” del risparmio previdenziale nel nostro Paese.
In parte questa cultura è già presente, come dimostra l’alta propensione al risparmio degli italiani, ma è necessario un salto di qualità. Va, infatti, osservato che ben raramente, nell’immaginario collettivo, il sistema previdenziale è stato percepito come associato al risparmio per la vecchiaia, per costruire il quale il lavoratore è costretto ad esercitare un ruolo attivo. Il sistema di primo pilastro non contiene, infatti, in sé, per sua configurazione, elementi di responsabilizzazione dei lavoratori: la misura della contribuzione è fissata per legge, e quindi non la si può incrementare a piacimento, l’obbligo dei versamenti contributivi ricade sul datore di lavoro, il calcolo di pensione è stabilito dalla legge, e l’Inps è un ente affidabile perché alla fine paga… La pensione viene, quindi, di fatto percepita come un “qualcosa di dovuto” piuttosto che come un qualcosa da costruire giorno per giorno: al lavoratore non viene chiesto di svolgere un ruolo attivo, se non quello di preoccuparsi di controllare che i contributi gli vengano accreditati correttamente e regolarmente.
Con il varo della previdenza complementare il lavoratore è ora chiamato ad un ruolo attivo e consapevole, perché la caratteristica di volontarietà lo chiama comunque ad operare più di una scelta per costruirsi la seconda pensione: destinare o meno il proprio Tfr al risparmio previdenziale, scegliere un Fondo piuttosto che un altro, incrementare o meno la misura della propria contribuzione, scegliere il comparto di investimenti più appropriato alla propria condizione, cambiare comparto, come pure perfino cambiare Fondo, se i rendimenti del suo risparmio previdenziale non lo soddisfano. E si potrebbe continuare.
“Monitoraggio” e “manutenzione” del risparmio previdenziale sono due azioni che impegneranno le persone nel corso della vita lavorativa, affidandosi anche alla consulenza di soggetti indipendenti e imparziali. In questo senso si può affermare che siamo di fronte ad una svolta che è innanzi tutto “culturale”, che fa appello al senso di responsabilità dei lavoratori e dei cittadini. Ma per esercitare un ruolo attivo occorre che i lavoratori siano adeguatamente informati in modo da poter esercitare scelte libere e consapevoli.
Va sottolineato che la normativa non lascia il lavoratore da solo di fronte ai fondi pensione: è stato definito un efficace sistema di vigilanza a garanzia del risparmio previdenziale, affidandone la responsabilità ad un’unica authority, la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), che dispone in merito alla stesura di statuti e regolamenti dei fondi, ne controlla l’operato con visite ispettive periodiche, ed esegue altre operazioni a tutela del risparmio previdenziale.
Perché il cambiamento sia perfezionato occorre tuttavia che vengano messe a punto anche altre misure in grado di favorire la più ampia diffusione della previdenza complementare tra tutti i lavoratori. Occorre che siano presto perfezionate le norme che consentano anche agli operatori del pubblico impiego di iscriversi ad un fondo pensione. Occorre anche che si creino le condizioni perché alcune categorie di lavori molto parcellizzati, come ad esempio la categoria del lavoro domestico, siano messe in condizione di potersi inserire nel secondo pilastro, pur a partire dalle rispettive peculiarità.
Non è possibile, inoltre, nascondersi le difficoltà che potranno incontrare le fasce più deboli del lavoro parasubordinato ed autonomo, per le quali non è possibile disporre del Tfr; analogamente, si presenteranno difficoltà per quei lavoratori dipendenti che prestano lavori precari in modo saltuario, per i quali il Tfr costituisce, di fatto, un ammortizzatore sociale da spendere tra due periodi di disoccupazione.
I problemi, come si vede, non mancano, ma la macchina si è messa in moto. Ora si tratta di operare e di vigilare perché vada nella direzione più favorevole alla tutela del reddito delle persone che hanno dedicato la loro vita al lavoro.
Giuseppe Argentino
sabato, gennaio 27, 2007
NIL DIFFICILE VOLENTI. Il manifesto dei Volenterosi
Negli ultimi quindici anni, la politica e l’economia hanno subito una vera e propria rivoluzione: la competizione globale. Le protezioni che per decenni ci avevano consentito una vita tutto sommato comoda sono cadute: improvvisamente dall’est dell’Europa e dal sud est dell’Asia si sono affacciati sui nostri mercati imprese, lavoratori, governi che hanno in comune una straordinaria voglia di emergere e hanno poca pazienza per la qualità della vita, le protezioni sociali.
La prospettiva di vita sfiora, talvolta supera, gli 80 anni. L’accesso al mondo del lavoro avviene difficilmente prima dei 25 anni. Innalzare l’età pensionabile dei lavoratori sembra una bestemmia. Il concetto di merito invece di essere una stella polare appare come un attentato ai valori dell’eguaglianza e il rischio non coincide mai con l’opportunità. La concorrenza rischia di essere solo una parola di moda, cui però non seguono conseguenze. Scuola, sanità, previdenza, impresa, lavoro, trasporti, energia, telecomunicazioni, istituzioni: su questi dossier la competizione politica è a conservare, non a modernizzare.
E’ necessario rovesciare la prospettiva. Immaginare una scuola per gli studenti prima che per gli insegnanti, una sanità per i malati prima che per i medici, una previdenza per i pensionati di domani prima che per quelli di oggi o di ieri, incentivi alle imprese che accettano la sfida del mercato prima che a quelle in crisi, sostegno per chi cerca un lavoro prima che per chi già lo ha e magari non ha più troppa voglia di impegnarsi, ferrovie e linee aeree che si occupano di chi viaggia prima che di chi vi lavora protetto dall’inamovibilità, una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini prima che dei dipendenti pubblici. Chiedere tutto questo è difficile, è vero. Ottenerlo difficilissimo. Ma è terribilmente necessario. Noi pensiamo che sia un dovere volerlo fortissimamente. Il futuro è meno lontano di quello che crediamo.
Essere volenterosi è il minimo che possiamo offrire alle nuove generazioni ed ai tanti italiani che al rischio e al merito ci sono già arrivati. Perché – complice la Rete, gli Erasmus, o Interrail - vivono ed operano, direttamente o indirettamente, in un mondo più grande. Ad essi vogliamo suggerire che c’è anche una politica a cui vale la pena di partecipare perché è una politica che “rischia” e che “merita”.
I volenterosi si danno appuntamento a Milano lunedì 29 gennaio. L'adesione a questo manifesto non implica alcuna opzione tra partiti o schieramenti esistenti né circa la creazione di nuove formazioni o intese politiche: esso non intende aprire un nuovo “cantiere politico” oltre a quelli già aperti a sinistra, al centro e a destra. Esso intende, invece, offrire un contributo di idee ed energie a tutte le formazioni politiche oggi esistenti e a quelle in formazione, che siano disposte ad aprirsi a un profondo rinnovamento della cultura cui esse ispirano i propri programmi e la propria azione.
Nil difficile volenti.
Tra i firmatari:
Alberto Alesina Luigi Bobba Daniele Capezzone Enrico Cisnetto Giuliano Da Empoli
Franco Debenedetti Maurizio Ferrera Francesco Giavazzi Pietro Ichino Fiorella Kostoris Alberto Mingardi Paolo Messa Savino Pezzotta Antonio Polito Gustavo Piga
Nicola Rossi Bruno Tabacci