
TERREMOTO -
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.

TERREMOTO -
Presentazione della Guida per l’informazione sociale – Edizione 2010
17 dicembre 2009
E’ il carcere la vera comunità per i tossicodipendenti: ve ne sono molti di più che in tutte le strutture di recupero italiane. Ma il carcere, sempre più sovraffollato, è anche uno spaccato di tutta la società: vi sono donne, vecchi, bambini piccoli, e anche più di 500 disabili.
A proposito di disabili, sapevate che se ne aggiungono oltre 150 mila all’anno a causa di incidenti stradali, un terzo dei quali con invalidità al 100%?
E la famiglia come sta? E i ragazzi? Non tanto bene: oltre 2,5 milioni di nuclei familiari hanno serie difficoltà economiche e sono sempre più indebitati; la percentuale di minori che vivono in famiglie povere è pari a quella della Romania; ancora 50 mila alunni ogni anno fuggono dai banchi di scuola.
Il lavoro? Luci e ombre: calano pian piano gli infortuni, aumenta la disoccupazione e il precariato.
E gli immigrati crescono più del previsto: sono 4 milioni e mezzo, siamo già alla terza generazione, scuola e produzione sono ormai “multicurali”. Ma come la mettiamo con il problema della sicurezza? In realtà il tasso di criminalità degli immigrati regolari è quasi uguale a quello degli stranieri, anzi è addirittura maggiore per gli autoctoni nelle fasce di età oltre i 40 anni.
Semmai c’è un problema di irregolarità, più o meno tollerata perché in molti casi funzionale (come per le badanti, regolarizzate a metà): eppure più di 2 milioni di immigrati ormai inseriti sono stati irregolari...
Sono alcuni degli innumerevoli spunti offerti dalla nuova edizione (2010) della Guida per l’informazione sociale, realizzata dall’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore Sociale, che verrà presentata a Roma il 17 dicembre a Roma presso la Federazione della stampa.
624 pagine; 13 capitoli (Carcere - Infanzia e adolescenza - Famiglia - Anziani - Lavoro - Salute - Emarginazione e povertà - Disabilità fisica e mentale - Droghe e dipendenze - Criminalità, giustizia e sicurezza - Economia e finanza etica - Volontariato e terzo settore - Immigrazione), 158 tabelle statistiche; 1.156 siti web; 336 segnalazioni bibliografiche; decine di box di approfondimento; migliaia di dati, notizie e riferimenti sui temi oggi al centro dei fenomeni delle marginalità e delle politiche per il welfare in Italia. Con una ricerca esclusiva sulla criminalità degli immigrati realizzata per Redattore Sociale dall’équipe del Dossier Caritas-Migrantes, che smonta le più diffuse convinzioni sull’argomento.
“Un sussidio a cui ricorrere ogni qual volta si affrontano in cronaca o in commenti i temi riguardanti la problematica sociale – ha scritto don Vinicio Albanesi nella presentazione – Si ha così la certezza di non dover citare a memoria o peggio ancora di riferire secondo sensazioni o sentito dire”. “Un potente richiamo alla realtà dei fatti”, ha aggiunto Walter Dondi di Fondazione Unipolis, che ha contribuito alla realizzazione del libro.
Dopo l’apertura degli stessi Albanesi e Dondi, la presentazione sarà introdotta dal direttore di Radio Tre Marino Sinibaldie vedrà l’intervento, tra gli altri, dei direttori del Tg3 Bianca Berlinguer, dell’Agenzia Dire Giuseppe Pace, dell’ex direttore del Tg5 Enrico Mentana, del capo della redazione di Roma dell’Avvenire Gianfranco Marcelli, del direttore Esclusione del ministero del Welfare Raffaele Tangorra, dell’assessore alle politiche sociali della provincia di RomaClaudio Cecchini, del direttore del Dipartimento Politiche Antidroga Giovanni Serpelloni, del direttore del Centro Astalli p. Giovanni Lamanna.
Il libro sarà distribuito in omaggio agli inviati delle testate presenti e messo in vendita al pubblico con lo sconto del 20% sul prezzo di copertina (16 euro anziché 20).
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La Guida può essere richiesta on line all’indirizzo: http://www.redattoresociale.
Presentano la ricerca:
Roma, 6 ottobre 2009 – Ore 11.00
Sala conferenze Fnsi (Corso Vittorio Emanuele n. 349)
Il “tasso di criminalità” degli immigrati regolari nel nostro paese è leggermente più alto di quello degli italiani, ma solo per le fasce di età più giovani e, prendendo in considerazione alcuni altri fattori, i due tassi si equivalgono.
Il coinvolgimento degli immigrati in attività criminose è legato in maniera preponderante alla condizione di irregolarità.
Non esiste alcuna corrispondenza tra l’aumento degli immigrati e l’aumento dei reati in Italia.
I cosiddetti reati “strumentali” o relativi alla condizione stessa di immigrato incidono moltissimo sul carico penale delle persone immigrate.
Sono alcune delle principali conclusioni della ricerca realizzata dall’équipe del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes insieme con l’Agenzia Redattore Sociale.
Avvalendosi della “circolarità delle fonti”, di inedite correlazioni, di confronti su periodi temporali omogenei e sufficientemente lunghi, la ricerca offre nuovi strumenti per la comprensione delle delicata tematica. E ridimensiona in modo netto la portata di numerose affermazioni che in questi anni hanno contribuito ad alimentare l’allarme per “l’emergenza criminalità” degli stranieri.
PROGRAMMA
Saluto:
Franco Siddi – Segretario Federazione Nazionale Stampa Italiana
Interventi:
Franco Pittau – Coordinatore Dossier Immigrazione Caritas-Migrantes
Lucio Barletta – Avvocato, esperto di immigrazione
Vittorio Rizzi – Polizia di Stato, Capo della Squadra Mobile di Roma
Roberto Natale – Presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana
Laura Boldrini – Portavoce Unhcr Italia
Conduce: Stefano Trasatti – Direttore dell’Agenzia Redattore Sociale
Con preghiera di partecipazione.
Informazioni:
- Dossier Immigrazione Caritas/Migrantes: 06 66514345 (int. 1 o 2).
- Redattore Sociale: 0734 681001 – 348 3027434.
Nel 2007 in Italia 975 mila famiglie si trovavano in condizioni di povertà assoluta. Sono il 4,1% delle famiglie residenti. In questi nuclei familiari vivono 2 milioni 427 mila individui, il 4,1% della popolazione. A riferirlo è l’Istat che oggi ha presentato i nuovi criteri per la definizione della soglia di povertà assoluta, intesa come la spesa mensile minima necessaria ad uno standard di vita minimamente accettabile.
Più poveri al sud, ma al nord la situazione peggiora. Delle 975 mila famiglie in condizioni di povertà assoluta, 443 mila si trovano nel Mezzogiorno. Rispetto al 2005 (2,7%) l’incidenza percentuale nelle regioni settentrionali sale al 3,5%. Stabile il centro. Più povere le famiglie numerose: nuclei con 5 o più componenti sono più poveri di quelli meno ampi: quasi un decimo (8,2%) si trova in condizioni di povertà assoluta.
Più povere anche le famiglie guidate da operai tra 45 e 54 anni. Tra il 2005 e il 2007 l’incidenza della povertà per le famiglie con a capo un adulto tra 45 e 54 anni con bassa istruzione è passata dal 2,6% al 3,4%. Migliora la situazione per quelle guidate da un giovane.
- Chiara Saraceno: “I dati presentati dall’Istat sulla base di una nuova metodologia di ricerca dimostrano che la social card è sfocata e che i soldi sono stati dati ai poveri, ma non ai più poveri fra i poveri”. Per la sociologa i requisiti di accesso non hanno saputo individuare le condizioni di maggiore povertà del paese. Fiopsd: ''Bene il nuovo metodo di rilevazione dell'Istat''. Il presidente, Paolo Pezzana, esprime soddisfazione: ''Mettere fine al paradosso durato sino ad oggi, per cui i più poveri tra i poveri sono esclusi dalle statistiche''.
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POVERTA' - Nuovi metodi per individuare le soglie dell'indigenza
Presentato dall’Istat il nuovo metodo di stima della povertà assoluta, che individua i beni e servizi essenziali, omogenei su tutto il territorio nazionale, che rappresentano il minimo accettabile sotto il quale si vive in una condizione di “povertà assoluta”. Nel nuovo metodo di calcolo tre le aree principali: l’alimentazione (con la definizione del fabbisogno minimo nutrizionale), l’abitazione (riscaldata e dotata degli elettrodomestici essenziali) e i rimanenti beni e servizi (sanità, istruzione, abbigliamento, trasporto, comunicazioni). In base ai prezzi sul territorio stabilite tante soglie di povertà quante sono le combinazioni tra tipologia familiare, ripartizione geografica e dimensione del comune di residenza.
- Le soglie di povertà Istat. Al nord servono più soldi per raggiungere un livello di qualità della vita minimo: più difficile in una grande città che in un piccolo comune. Un single fra i 18 e i 59 anni ha bisogno di 487 euro per vivere al di sopra della soglia di povertà assoluta in un piccolo comune del sud. Se però vive a Roma ha bisogno di 682 euro, mentre a Milano sotto i 724 euro è un povero assoluto. E ancora: a una famiglia di 4 persone con 2 figli sotto i tre anni occorrono 1.270 euro circa per vivere in condizioni minime accettabili a Milano: lo stesso standard si raggiunge con poco più di mille in un piccolo comune del Centro e con 930 euro in un grande comune del sud
. vai>>Facebook, il noto servizio internet di relazioni sociali, è finito nel mirino dell'antirazzismo europeo: il partito dei Socialisti europei (Pse) ha denunciato l'esistenza di ben sette gruppi razzisti di orientamento antizigano presenti su Facebook. Da notare che sono tutti basati in Italia. I nomi dei gruppi non lasciano spazio all'immaginazione: "Odio gli zingari" (7383 membri), "Diamo un lavoro agli zingari: collaudatori di camere a gas" (681 membri), "Odio gli zingari al semaforo" (2813 membri), "Basta zingari a Vicenza" (1692 membri), "Rendiamo utilii gli zingari...trasformiamoli in benzina verde!" (312 membri), "Quelli che disprezzano gli zingari" (228 membri), "Sbattiamo fuori dal nostro paese tutti questi rom, zingari!!!!!" (187 membri).
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AFRICA - Speciale World Social Forum.