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martedì, aprile 06, 2010

TERREMOTO - L'Aquila, un anno dopo: vite ancora da ricostruire



Sono soprattutto anziani soli e genitori separati non affidatari di figli: non hanno avuto diritto agli insediamenti Map e Case, ma non hanno rinunciato a lottare. Riccardo, 67 anni, ha occupato la sua casa inagibile per la seconda volta in pochi mesi e Anita, 83 anni, una stanza della ex caserma Campomizzi. Va in piazza tutte le domenica Licia, “la prima guerriera”: il 21 febbraio, la domenica delle “chiavi” appese alle transenne, ha permesso a centinaia di suoi concittadini di entrare nella zona off limits per vedere lo stato delle cose. E sono ancora tanti gli sfollati sulla costa.

- Nella zona rossa solo 10 negozi attivi. Bruno, ottico, vice presidente di Confesercenti: “Commercianti e artigiani rappresentavano l’anima del centro storico della città: oltre mille esercizi con un fatturato di oltre 250 milioni”. Il decreto Abruzzo ha riconosciuto un 'aiuto' di 2400 euro per 3 mesi, e da 10 non percepiscono nulla. Quando riapriranno gli altri? “Una sessantina potrebbero riaprire presto, ma non tutti i proprietari potrebbero essere disposti a farlo”. E ad oggi non esistono agevolazioni per chi voglia ripartire.

- Onna, il vecchio e il nuovo si guardano. La piccola comunità si è unita più che in passato e ora tutti sono a lavoro per ricostruire il borgo. Poche settimane dopo il terremoto è nata la onlus “Ricostruire Onna”, che riunisce oltre 200 cittadini impegnati nel monitoraggio della ricostruzione, nell’assistenza e in attività di volontariato. “L’Unione ha fatto sì che il paese non morisse. Compatti abbiamo detto no al piano Case e siamo stati ascoltati”. E incombe il rischio di una variante che dovrebbe sorgere fra l’abitato e il fiume. vai al sito>>

TERREMOTO -

L'Aquila, così è cambiata la vita degli adolescenti
Vivevano per strade e stradine e si davano appuntamento ai quattro cantoni, sulla scalinata barocca di san Bernardino, a Piazza Palazzo davanti alla statua di Sallustio. Per mesi non si sono visti, divisi fra le tendopoli e la costa. Sono gli adolescenti aquilani, che ora hanno spostato i propri appuntamenti del sabato in quello che è ormai il centro della città: un centro commerciale alle porte della città, pochi metri dall’autostrada.

- “Servono nuovi spazi per ricostruire amicizie”. Rapporto di Save the Children: oltre 12.500 i minori colpiti dal sisma, quasi tutti tornati in classe nelle 72 scuole di nuovo operative. Solo alcuni vivono ancora in alberghi.L’associazione in questo anno ha seguito 1.700 bambini e adolescenti.
- Per le scuole 81 milioni. E' il costo dallo stato per realizzare le nuove strutture, oltre 30 milioni spesi per intervenire sulle strutture danneggiate. vai al sito>>

lunedì, dicembre 14, 2009

UNA BUSSOLA PER IL SOCIALE


Presentazione della Guida per l’informazione sociale – Edizione 2010

17 dicembre 2009

Roma, Fnsi (Corso Vittorio Emanuele 349) – Ore 11.00-13.00

E’ il carcere la vera comunità per i tossicodipendenti: ve ne sono molti di più che in tutte le strutture di recupero italiane. Ma il carcere, sempre più sovraffollato, è anche uno spaccato di tutta la società: vi sono donne, vecchi, bambini piccoli, e anche più di 500 disabili.

A proposito di disabili, sapevate che se ne aggiungono oltre 150 mila all’anno a causa di incidenti stradali, un terzo dei quali con invalidità al 100%?

E la famiglia come sta? E i ragazzi? Non tanto bene: oltre 2,5 milioni di nuclei familiari hanno serie difficoltà economiche e sono sempre più indebitati; la percentuale di minori che vivono in famiglie povere è pari a quella della Romania; ancora 50 mila alunni ogni anno fuggono dai banchi di scuola.

Il lavoro? Luci e ombre: calano pian piano gli infortuni, aumenta la disoccupazione e il precariato.

E gli immigrati crescono più del previsto: sono 4 milioni e mezzo, siamo già alla terza generazione, scuola e produzione sono ormai “multicurali”. Ma come la mettiamo con il problema della sicurezza? In realtà il tasso di criminalità degli immigrati regolari è quasi uguale a quello degli stranieri, anzi è addirittura maggiore per gli autoctoni nelle fasce di età oltre i 40 anni.

Semmai c’è un problema di irregolarità, più o meno tollerata perché in molti casi funzionale (come per le badanti, regolarizzate a metà): eppure più di 2 milioni di immigrati ormai inseriti sono stati irregolari...

Sono alcuni degli innumerevoli spunti offerti dalla nuova edizione (2010) della Guida per l’informazione sociale, realizzata dall’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore Sociale, che verrà presentata a Roma il 17 dicembre a Roma presso la Federazione della stampa.

624 pagine; 13 capitoli (Carcere - Infanzia e adolescenza - Famiglia - Anziani - Lavoro - Salute - Emarginazione e povertà - Disabilità fisica e mentale - Droghe e dipendenze - Criminalità, giustizia e sicurezza - Economia e finanza etica - Volontariato e terzo settore - Immigrazione), 158 tabelle statistiche; 1.156 siti web; 336 segnalazioni bibliografiche; decine di box di approfondimento; migliaia di dati, notizie e riferimenti sui temi oggi al centro dei fenomeni delle marginalità e delle politiche per il welfare in Italia. Con una ricerca esclusiva sulla criminalità degli immigrati realizzata per Redattore Sociale dall’équipe del Dossier Caritas-Migrantes, che smonta le più diffuse convinzioni sull’argomento.

“Un sussidio a cui ricorrere ogni qual volta si affrontano in cronaca o in commenti i temi riguardanti la problematica sociale – ha scritto don Vinicio Albanesi nella presentazione – Si ha così la certezza di non dover citare a memoria o peggio ancora di riferire secondo sensazioni o sentito dire”. “Un potente richiamo alla realtà dei fatti”, ha aggiunto Walter Dondi di Fondazione Unipolis, che ha contribuito alla realizzazione del libro.

Dopo l’apertura degli stessi Albanesi e Dondi, la presentazione sarà introdotta dal direttore di Radio Tre Marino Sinibaldie vedrà l’intervento, tra gli altri, dei direttori del Tg3 Bianca Berlinguer, dell’Agenzia Dire Giuseppe Pace, dell’ex direttore del Tg5 Enrico Mentana, del capo della redazione di Roma dell’Avvenire Gianfranco Marcelli, del direttore Esclusione del ministero del Welfare Raffaele Tangorra, dell’assessore alle politiche sociali della provincia di RomaClaudio Cecchini, del direttore del Dipartimento Politiche Antidroga Giovanni Serpelloni, del direttore del Centro Astalli p. Giovanni Lamanna.

Il libro sarà distribuito in omaggio agli inviati delle testate presenti e messo in vendita al pubblico con lo sconto del 20% sul prezzo di copertina (16 euro anziché 20).

*****

La Guida può essere richiesta on line all’indirizzo: http://www.redattoresociale.it/guidasociale.aspx, dove è anche scaricabile l’indice completo.

Informazioni: 0734 681001 – documentazione@redattoresociale.it.

martedì, ottobre 27, 2009

Solidarietà indifesa. L'informazione nel sociale di Paola Springhetti

n un libro di Paola Springhetti il rapporto tra volontariato e media. Un'analisi della ''asocialità'' della comunicazione mainstream incapace di capire e raccontare la società.

Negli anni Ottanta e Novanta il giornalista che si occupavano di sociale era soprannominato "quello delle sfighe”. Gli altri intervistavano politici, imprenditori e registi, lui rom, tossicodipenenti e immigrati clandestini. Gli altri partecipavano a centralissime conferenze stampa con tanto buffet finale, lui contrattava con volenterosi ma inefficienti gruppi di volontariato e partecipava a periferici incontri con i giornalisti alla fine dei quali non di rado gli veniva anche chiesta un'offerta per le attività dell"associazione. Parte da questi stralci di vita vissuta il volume di Paola Springhetti “Solidarietà indifesa: l’informazione nel sociale”, (Editrice Missionaria Italiana, pp. 192, euro 10,00), un viaggio in quel giornalismo di serie B, lontano dai centri del potere e dai flussi della comunicazione mainstream, ma vicino alle battaglie della società civile e ai suoi diretti destinatari: i poveri, gli esclusi, quelli che negli anni Ottanta e Novanta chiamavano appunto gli “sfigati”.
Così pagina dopo pagina, il volume offre una lettura dell’informazione sociale su più livelli: sul ruolo anche (anzi in primo luogo) politico del volontariato e della sua possibile alleanza virtuosa con il mondo della comunicazione, sui media mainstream che Paola Springhetti definisce “asociali” perché non solo non riescono a “costruire società, ma non riescono neanche a rispecchiare il mondo circostante, sul giornalismo alternativo che, quando non si lascia schiacciare da uno sguardo eccessivamente autoreferenziale, riesce a diventare un giornalismo realmente indipendente e dotato di proprie caratteristiche: hard news contro soft news, sobrietà stilistica contro spettacolarizzazione, apprfondimento contro superficialità, indipendenza contro manipolazione, utilizzo di fonti non istituzionali contro fonti istituzionali, orientamento al sociale contro orientamento al mercato, pubblico di nicchia contro pubblico generalista.
Ma il volume di Paola Springhetti ha il pregio di far luce anche sulla figura del “redattore sociale”, che l’autrice racconta attraverso l’espediente narrativo del dischetto di memorie e riflessioni ritrovato in una polverosa stanza abbandonata da tempo e salvato solo casualmente dal macero. Il dischetto, da cui nasce il libro, appartiene appunto al redattore di una rivista del terzo settore, di cui non è possibile ricostruire l’identità. Si tratta di un giornalista che vive in prima persona una parte delle ansie e delle preoccupazioni di quelli di cui quotidianamente si occupa, un free lance o un precario che dir si voglia. Uno che, non guadagnando abbastanza, si da dà fare come può: alternando periodi di magra a periodi di iper attività in cui svolge due o più lavori contemporaneamente, accumulando collaborazioni di vario tipo. Ma è anche uno che non si dà mai per vinto, continuando sempre a interrogarsi e a lanciare i suoi messaggi in bottiglia in un mare che le bottiglie le sommerge, “mentre immense navi da crociera lo solcano, cariche di messaggi di significato opposto a quelli che io tento di fare arrivare lontano”.
Si tratta, insomma, di un giornalista costretto a ripensarsi ogni giorno e a mettersi continuamente in discussione. Nel tentativo di uscire dagli schemi troppo semplici che spesso caratterizzano l’informazione sociale per seguire l’evoluzione del mondo circostante, senza però però esserne dominati. Il redattore sociale, scrive Stefano Trasatti nell’introduzione del volume, “non è né un marziano né un idealista e nemmeno uno che si occupa necessariamente e solo di temi sociali: che si tratti di finanza o di sport, di cronaca o di politica, è attento a considerare gli aspetti che chiamano in causa i soggetti deboli”. Accettando di coinvolgersi con ciò che racconta, specie quando incontra i “mondi sconosciuti”, popolati da persone a volte sgradevoli soprattutto perché “possono metterci a disagio per il solo fatto di porre in discussione i nostri schemi”. Un giornalista, precisa Trasatti richiamando il grande reporter Ryszard Kapuscinski scomparso lo scorso anno, che fa questo mestiere 24 ore su 24 perché “non può permettersi di accendere il cervello solo nelle ore del lavoro d’ufficio, sempre che abbia un ufficio, e non sia uno dei sempre più numerosi precari di questa professione”.

domenica, ottobre 04, 2009

La criminalità degli immigrati: dati, interpretazioni e pregiudizi

Dossier immigrazione Caritas-Migrantes

Agenzia Redattore Sociale

Presentano la ricerca:

La criminalità degli immigrati:

dati, interpretazioni e pregiudizi

Roma, 6 ottobre 2009 – Ore 11.00

Sala conferenze Fnsi (Corso Vittorio Emanuele n. 349)

Il “tasso di criminalità” degli immigrati regolari nel nostro paese è leggermente più alto di quello degli italiani, ma solo per le fasce di età più giovani e, prendendo in considerazione alcuni altri fattori, i due tassi si equivalgono.

Il coinvolgimento degli immigrati in attività criminose è legato in maniera preponderante alla condizione di irregolarità.

Non esiste alcuna corrispondenza tra l’aumento degli immigrati e l’aumento dei reati in Italia.

I cosiddetti reati “strumentali” o relativi alla condizione stessa di immigrato incidono moltissimo sul carico penale delle persone immigrate.

Sono alcune delle principali conclusioni della ricerca realizzata dall’équipe del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes insieme con l’Agenzia Redattore Sociale.

Avvalendosi della “circolarità delle fonti”, di inedite correlazioni, di confronti su periodi temporali omogenei e sufficientemente lunghi, la ricerca offre nuovi strumenti per la comprensione delle delicata tematica. E ridimensiona in modo netto la portata di numerose affermazioni che in questi anni hanno contribuito ad alimentare l’allarme per “l’emergenza criminalità” degli stranieri.

PROGRAMMA

Saluto:

Franco Siddi – Segretario Federazione Nazionale Stampa Italiana

Interventi:

Franco Pittau – Coordinatore Dossier Immigrazione Caritas-Migrantes

Lucio Barletta – Avvocato, esperto di immigrazione

Vittorio Rizzi – Polizia di Stato, Capo della Squadra Mobile di Roma

Roberto Natale – Presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana

Laura Boldrini – Portavoce Unhcr Italia

Conduce: Stefano Trasatti – Direttore dell’Agenzia Redattore Sociale

Con preghiera di partecipazione.

Informazioni:

- Dossier Immigrazione Caritas/Migrantes: 06 66514345 (int. 1 o 2).

- Redattore Sociale: 0734 681001 – 348 3027434.

giovedì, settembre 10, 2009

Coop: in tempo di crisi calano i consumi ma va forte...la cioccolata

I dati del rapporto annuale: consumi in calo del 2,6% nel primo semestre del 2009. I motivi? La preoccupazione principale delle famiglie è il rischio di perdere il lavoro (37%), se hanno ancora soldi li risparmiano (37%), anche perché ritengono che la loro situazione economica sia peggiorata (45%) e che la crisi durerà almeno per un anno ancora (50%).

- In tempo di crisi, la cioccolata va forte. Nel primo semestre del 2009, se n'è venduta il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Nei grandi magazzini, i consumatori non resistono di fronte agli scaffali dei dolci, "prodotti che compensano le rinunce che ogni famiglia si è imposta".

- ''La crisi ha accentuato le disuguaglianze''. Per il presidente dell'Associazione nazionale cooperative di consumatori-Coop Aldo Soldi "la crisi economica in Italia non è finita e, forse, il peggio deve ancora arrivare''. vai>>

mercoledì, aprile 22, 2009

POVERTA' - Povere 975 mila famiglie italiane.

POVERTA' - Povere 975 mila famiglie italiane

Nel 2007 in Italia 975 mila famiglie si trovavano in condizioni di povertà assoluta. Sono il 4,1% delle famiglie residenti. In questi nuclei familiari vivono 2 milioni 427 mila individui, il 4,1% della popolazione. A riferirlo è l’Istat che oggi ha presentato i nuovi criteri per la definizione della soglia di povertà assoluta, intesa come la spesa mensile minima necessaria ad uno standard di vita minimamente accettabile.

Più poveri al sud, ma al nord la situazione peggiora. Delle 975 mila famiglie in condizioni di povertà assoluta, 443 mila si trovano nel Mezzogiorno. Rispetto al 2005 (2,7%) l’incidenza percentuale nelle regioni settentrionali sale al 3,5%. Stabile il centro. Più povere le famiglie numerose: nuclei con 5 o più componenti sono più poveri di quelli meno ampi: quasi un decimo (8,2%) si trova in condizioni di povertà assoluta.

Più povere anche le famiglie guidate da operai tra 45 e 54 anni. Tra il 2005 e il 2007 l’incidenza della povertà per le famiglie con a capo un adulto tra 45 e 54 anni con bassa istruzione è passata dal 2,6% al 3,4%. Migliora la situazione per quelle guidate da un giovane.

- Chiara Saraceno: “I dati presentati dall’Istat sulla base di una nuova metodologia di ricerca dimostrano che la social card è sfocata e che i soldi sono stati dati ai poveri, ma non ai più poveri fra i poveri”. Per la sociologa i requisiti di accesso non hanno saputo individuare le condizioni di maggiore povertà del paese. Fiopsd: ''Bene il nuovo metodo di rilevazione dell'Istat''. Il presidente, Paolo Pezzana, esprime soddisfazione: ''Mettere fine al paradosso durato sino ad oggi, per cui i più poveri tra i poveri sono esclusi dalle statistiche''.

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POVERTA' - Nuovi metodi per individuare le soglie dell'indigenza

Presentato dall’Istat il nuovo metodo di stima della povertà assoluta, che individua i beni e servizi essenziali, omogenei su tutto il territorio nazionale, che rappresentano il minimo accettabile sotto il quale si vive in una condizione di “povertà assoluta”. Nel nuovo metodo di calcolo tre le aree principali: l’alimentazione (con la definizione del fabbisogno minimo nutrizionale), l’abitazione (riscaldata e dotata degli elettrodomestici essenziali) e i rimanenti beni e servizi (sanità, istruzione, abbigliamento, trasporto, comunicazioni). In base ai prezzi sul territorio stabilite tante soglie di povertà quante sono le combinazioni tra tipologia familiare, ripartizione geografica e dimensione del comune di residenza.

- Le soglie di povertà Istat. Al nord servono più soldi per raggiungere un livello di qualità della vita minimo: più difficile in una grande città che in un piccolo comune. Un single fra i 18 e i 59 anni ha bisogno di 487 euro per vivere al di sopra della soglia di povertà assoluta in un piccolo comune del sud. Se però vive a Roma ha bisogno di 682 euro, mentre a Milano sotto i 724 euro è un povero assoluto. E ancora: a una famiglia di 4 persone con 2 figli sotto i tre anni occorrono 1.270 euro circa per vivere in condizioni minime accettabili a Milano: lo stesso standard si raggiunge con poco più di mille in un piccolo comune del Centro e con 930 euro in un grande comune del sud

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martedì, dicembre 30, 2008

Capodanno, prostitute prese a bersaglio


Insulti, violenze, lanci di bottiglie di spumante e secchi pieni di urina: per le prostitute la notte di San Silvestro una delle più pericolose. L'associazione bolognese "Fiori di strada" sar operativa con due pattuglie mobili. Tentiamo di convincerle a non uscire spiega il presidente Antonio Dercenno ma spesso ci troviamo a portare ragazze ferite al pronto soccorso. vai>>

mercoledì, novembre 12, 2008

NOMADI - Il razzismo viaggia su Facebook. E parte dall'Italia


Facebook, il noto servizio internet di relazioni sociali, è finito nel mirino dell'antirazzismo europeo: il partito dei Socialisti europei (Pse) ha denunciato l'esistenza di ben sette gruppi razzisti di orientamento antizigano presenti su Facebook. Da notare che sono tutti basati in Italia. I nomi dei gruppi non lasciano spazio all'immaginazione: "Odio gli zingari" (7383 membri), "Diamo un lavoro agli zingari: collaudatori di camere a gas" (681 membri), "Odio gli zingari al semaforo" (2813 membri), "Basta zingari a Vicenza" (1692 membri), "Rendiamo utilii gli zingari...trasformiamoli in benzina verde!" (312 membri), "Quelli che disprezzano gli zingari" (228 membri), "Sbattiamo fuori dal nostro paese tutti questi rom, zingari!!!!!" (187 membri).

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giovedì, novembre 15, 2007

La generazione del tutto e subito: CYBERBULLISMO, ALCOOL, ALWAYS ON, DALLA SCHIZOFRENIA alla "Globesity"

MINORI- La generazione del tutto e subito
Secondo l’8° rapporto Eurispes-Telefono Azzurro, è l’epoca della “now generation”. La mamma è un modello e un punto di riferimento, il papà è il genitore che vizia.
- TRA CYBERBULLISMO e bullismo tradizionale. La violenza passa dal cellulare: un bambino su 10, tra 7 e 11 anni, avrebbe inserito on line filmati girati con il telefonino, l'1,2% “per prendere in giro i ragazzi ripresi”. Ma un bambino su quattro dichiara di essere vittima di bulli tradizionali; il 5,2% dei ragazzi avrebbe subito percosse.
- ALCOOL: Il primo bicchiere prima degli 11 anni per un ragazzo su sei. Quasi la metà degli adolescenti beve alcolici qualche volta, l'1,8% tutti i giorni. La maggior parte sperimenta il sesso tra i 15 e i 17 anni. In calo l'uso del preservativo tra i giovani.

- ALWAYS ON: connessi sempre e ovunque gli adolescenti italiani. La tecnologia irrinunciabile anche per i più piccoli. Tre bambini su dieci non possono rinunciare alla tv, il 20% alla Playstation. Quattro bambini su dieci davanti alla tv liberamente.

- DALLA SCHIZOFRENIA alla "Globesity", i giovani tra disturbi mentali e alimentari. Secondo l'Oms 5 patologie psichiatriche sono tra le prime 30 cause di mortalità prematura e di disabilità nel mondo. Oltre il 20% dei soggetti in età evolutiva soffre di un disturbo mentale. vai>>


MINORI "Adolescenti al di là del bene e del male"
Il caso della ragazza investita a Modena e filmata dai compagni. Il "tormento" del neuropsichiatra Giovanni Bollea: "Adolescenti al di là del bene e del male, cattivi, pronti a tutto per la gloria di Internet. Dobbiamo fare qualcosa per educarli". Per il sociologo bolognese Ivo Colozzi "la colpa" è di una società "eticamente neutra", che da una decina d'anni a questa parte demanda tutte le questioni morali esclusivamente alla sfera privata". vai>>

giovedì, marzo 22, 2007

SERVIZIO CIVILE - Quarantamila "posti" in palio

Oggi su www.redattoresociale.it n. 1.404


SERVIZIO CIVILE/1 - Quarantamila "posti" in palio
In corso la selezione per scegliere i progetti che si contenderanno i 40 mila volontari per il servizio civile 2007 (di cui solo l’1% andrà all’estero). Il bando unico uscirà a fine maggio; 350 milioni a disposizione per le retribuzioni mensili (circa 430 euro) e le altre spese.

- Intervista al direttore dell’Unsc Diego Cipriani, che spiega “perché i giovani lo fanno: voglia di rendersi utili; imparare qualcosa; entrare in contatto con il lavoro”. E annuncia: “Dopo 6 anni la legge ha bisogno di una ristrutturazione”.


SERVIZIO CIVILE/2 - "Al Sud? E' un lavoro vero e proprio"

Intervista a Licio Palazzini (Arci), presidente della Consulta nazionale: “Attenzione all’uso distorto dei progetti: alcuni li usano per coprire i buchi del personale”. “Per i ragazzi del Sud il servizio civile è un lavoro: ci sono almeno 7 domande per ogni posto a disposizione, al centro nord il rapporto è uno a uno. “Dopo il boom degli anni passati ora le domande sono in calo. E con il bando di maggio potrebbero anche esserci delle sorprese”.

lunedì, febbraio 26, 2007

Oggi su www.redattoresociale.it

Oggi su www.redattoresociale.it n. 1.386
(Sintesi notizie principali del 26 febbraio 2007)

POVERTA' - Al Sud raddoppiano le "sofferenze"
Quasi l'87% delle famiglie delle regioni del Mezzogiorno ha difficoltà a pagare l'affitto (contro il 47% nel centro nord) e a saldare le rate dei mutui (47 contro il 7%), delle bollette, delle spese per la scuola ecc. E la Campania risulta la regione più in sofferenza. Una lettura della povertà al Sud, incrociando i dati ufficiali con quelli dei ritardi nei pagamenti, nel convegno con cui la Regione ha rilanciato anche per il 2007 il "Reddito di cittadinanza", stanziando 30 milioni di euro (77 quelli spesi nel primo biennio). Finora la misura ha riguardato meno di 3.500 persone, pari al 12 % degli ammessi. Solo a Napoli risultano in condizioni di estrema povertà più di 34 mila famiglie su 338 mila.

- "Bisogna interrompere la spirale della miseria", commenta il sottosegretario Donaggio, che a Napoli parla del nuovo welfare firmato Prodi. vai>>


TRATTA - Ragazze romene: sulla strada sono ancora extracomunitarie
E' in crescita il numero delle prostitute romene. Secondo l'Associazione Lule, che aiuta le donne ad uscire dal giro della prostituzione nell'hinterland di Milano e in provincia di Pavia, sono circa il 20% del totale (nigeriane il 41,5%). Il responsabile dell'unità di strada: "Molte di loro non sanno di essere cittadine europee".

- Identificare e sostenere le vittime di tratta attraverso la collaborazione tra forze dell'ordine e associazioni. A Teramo confronto su uno dei primi casi europei di sperimentazione, promosso dall'associazione "On the road". vai>>


DISABILITA' - Ragazzo "allontanato" e dimenticato
Dopo quattro settimane, ancora nessuna soluzione per il ragazzo disabile di Ragusa allontanato dalla scuola con un provvedimento giudiziario perché "soggetto pericoloso". 5 associazioni siciliane si costituiscono parte civile a difesa del suo diritto allo studio e all'integrazione sociale. vai>>

SCUOLA - Libri di testo, un'iniziativa contro l'anomalia italiana
I libri scolastici in Italia si cambiano ogni 2 anni, anziché ogni 4 o 6 come nel resto dell’Europa, pesano in media il 200% in più rispetto agli altri Stati e i tetti di costo sono superati da 3 scuole su 4. La Regione Lazio presenta il bilancio di un progetto sui libri di testo in comodato d’uso e istituisce un tavolo sul tema. vai>>

SOLIDARIETA' - Funziona "Una carrozzina per due"
A un anno dal suo inizio, bilancio positivo per il progetto nato per aiutare le famiglie in difficoltà di Ravenna: oltre 5.100 chili di articoli tra vestitini, giocattoli, passeggini, fasciatoi, seggiolini e biberon raccolti e ridistribuiti in 37 punti della città dall'associazione Letizia, Coop Adriatica, Comune e Provincia. vai>>

COOPERAZIONE - Così produciamo l'oro blu in Ciad
Sale, una bottiglia di plastica e un'ora di elettrolisi: così si ottiene l'oro blu. In un documentario il progetto di depurazione dell'acqua promosso dalla onlus Fraternità missionaria di Vicenza in Ciad. Consentirà agli abitanti di autoprodurre l’ipoclorito di sodio. vai>>


TRA LE ALTRE NOTIZIE
COMUNICAZIONE - Raccontare il sociale attraverso il documentario: a Bolzano un corso europeo insegna alle associazioni di volontariato come produrlo.
IMMIGRAZIONE - Verso la legge sull'immigrazione: l'1 e 2 marzo prima conferenza regionale del Lazio.
POVERTA' - Lotta all'esclusione, l'Ue punta sulle "risorse minime". Critiche dall'Eapn. Scompare il termine "reddito minimo" nelle conclusioni del Consiglio europeo del 22 febbraio scorso.
CARCERE - Oltre 7 mila volontari in carcere, ma "scomodi". Parla Livio Ferrari, che alla loro attività ha dedicato un libro: "La formazione, un elemento fondamentale".
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... - Etc. etc. vai>>
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REDATTORE SOCIALE
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martedì, gennaio 16, 2007

Speciale World Social Forum. Redattore Sociale racconta da oggi il grande raduno di Nairobi

AFRICA - Speciale World Social Forum.
Redattore Sociale racconta da oggi il grande raduno di Nairobi (20-25 gennaio) con un notiziario speciale gratuito, attraverso i corrispondenti di News from Africa e l'inviato a Nairobi. Nella nuova sezione Africa, a disposizione anche i 215 reportage pubblicati da marzo 2003 a oggi.
- Attesi oltre 100 mila delegati. Così la capitale keniana si prepara alla prima edizione completamente africana del summit mondiale dei movimenti per una globalizzazione alternativa.
- A Nairobi anche una delegazione della Caritas Italiana, che plaude alla scelta dell'Africa.
- Sempre più diffusa in Kenya la minaccia del turismo sessuale per ragazze e ragazzi minorenni, attratti da false promesse e guadagno facile. Debole il governo per paura dell'industria turistica. Parlano il missionario "Kizito" Sesana e il console italiano a Nairobi.