Napoli, 20 aprile 2007 – Una celebrazione del primo maggio dedicata a chi il lavoro non ce l’ha, a chi rischia di perderlo, a chi per esso ha perso la propria vita. E’ questo il pensiero del presidente provinciale delle Acli Pasquale Orlando mentre si avvicina la ricorrenza della festa dei lavoratori.
“Saremo a Pomigliano d’Arco – afferma Orlando – a fianco di quanti rischiano il licenziamento, con un pensiero speciale a tutte le vittime di incidenti sul lavoro. Le Acli chiedono che il tema della sicurezza sul lavoro diventi concretamente una priorità nell’agenda politica del Paese, che significa essenzialmente tre cose: tempi certi per l’approvazione del disegno di legge in materia approvato dal consiglio dei ministri; garanzie, anche economiche, per la reale efficacia delle ispezioni sul lavoro; promozione da parte di imprese, sindacati e associazioni di una cultura della sicurezza tra i lavoratori stessi, superando ignoranza, pigrizia e resistenze diffuse.”
“La solitudine dei lavoratori – spiega il presidente Orlando – soprattutto quelli precari e irregolari, la maggior parte giovani e immigrati, rappresenta un ostacolo alla diffusione della cultura della sicurezza e della responsabilità, facilitando al contrario il prodursi di situazioni rischiose. Ma è una solitudine che riguarda oggi tutti i lavoratori, vittime di una deriva individualistica che ha intaccato il lavoro e i lavoratori così come la società intera. Bisogna allora recuperare e ricostruire quella radice di socialità del lavoro, che nella storia ha significato diritti di cittadinanza, giustizia sociale e solidarietà. È questa la ragione per cui riteniamo importante rilanciare e promuovere anche in futuro i valori della mutualità, della cooperazione e della solidarietà, che da sempre si collegano alla cultura dei lavoratori.”
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
lunedì, aprile 30, 2007
ASSOCIAZIONE FUTURO DOWN 1° Concorso Provinciale di Ballo “ Ballando ballando …“
Futuro Down Onlus in collaborazione con l’Associazione Iside Nova e le ACLI di Benevento, con il patrocinio del Consiglio Regionale della Campania, la Provincia di Benevento, il Comune di Benevento, il Comune di Telese Terme, il Consorzio Idrotermale di Telese, organizza il 1° Concorso Provinciale di Ballo “ Ballando ballando… “ che avrà luogo il 12 maggio p.v. presso lo stabilimento termale di Telese Telese. Il Concorso ha la finalità di promuovere e sostenere in tutte le sue molteplici potenzialità il ballo come ulteriore opportunità di inserimento per il diversamente abile che, anche in questo modo, può affrontare e superare i propri limiti. Potranno partecipare al Concorso allievi e allieve iscritte a Scuole di ballo e/o di danza o, comunque, nel numero non inferiore a due unità e massimo quindici, in possesso di una buona impostazione di base e nozioni di ballo che, alla data della scadenza delle iscrizioni, abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età. Tutti i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione autografato dal Presidente della Commissione esaminatrice, il Maestro Kledi Kadiu. I primi 3 classificati per la categoria “moderno” e per la categoria “latino americano” riceveranno, inoltre, un attestato di merito e un premio in denaro. Il termine ultimo per l’iscrizione al concorso è sabato 5 maggio 2007. Per informazioni e regolamento rivolgersi a: Associazione Futuro Down Tel. 0824 - 57505
da Radiocitta www.radiocitta.net
domenica, aprile 29, 2007
Napoli: 1 Maggio a Pomigliano per ripartire dal lavoro.
Quest'anno CGIL-CISL-UIL hanno deciso di svolgere il corteo per la celebrazione della Festa dei Lavoratori del 1° Maggio a Pomigliano.
Tale scelta racchiude l'esempio più profondo di quella lotta che il Sindacato non ha mai interrotto per la legalità, lo sviluppo, la coesione sociale, per il riscatto dei cittadini del Mezzogiorno che non si rassegnano bensì combattono per affermare i valori del Lavoro. Tra l’altro, quest’ultimo periodo, è stato caratterizzato da numerose morti sui luoghi di lavoro: segnale evidente di precarietà e mancanza di diritti.
In queste settimane, in particolare, i Sindacati Confederali hanno avviato un percorso di assemblee in tutti i luoghi di lavoro su alcuni punti programmatici che sono oggi oggetto di confronto con il Governo e sui quali, dati i Temi (Sviluppo, Welfare, Lavoro), occorre esercitare democrazia attraverso la partecipazione.
Per tali ragioni la scelta di Pomigliano, si configura come il rafforzamento delle parole d’ordine con le quali si indice la Manifestazione Nazionale “ Ripartire dal Lavoro”.
Data l'importanza di tale evento, nella riconferma della condivisione dei valori della Festa dei Lavoratori che ormai da anni vedono la comune partecipare alla manifestazione, vi informiamo che il corteo partirà dalla stazione della Circumvesuviana di Pomigliano e si concluderà con un concerto nella Villa Comunale.
Si invitano, intanto, tutti gli iscritti a partecipare al corteo ed a estendere l'invito a colleghi, amici e simpatizzanti, per rappresentare degnamente il nostro impegno quotidiano sul territorio anche in occasione di questa data così importante dal rilievo storico ed internazionale.
Tale scelta racchiude l'esempio più profondo di quella lotta che il Sindacato non ha mai interrotto per la legalità, lo sviluppo, la coesione sociale, per il riscatto dei cittadini del Mezzogiorno che non si rassegnano bensì combattono per affermare i valori del Lavoro. Tra l’altro, quest’ultimo periodo, è stato caratterizzato da numerose morti sui luoghi di lavoro: segnale evidente di precarietà e mancanza di diritti.
In queste settimane, in particolare, i Sindacati Confederali hanno avviato un percorso di assemblee in tutti i luoghi di lavoro su alcuni punti programmatici che sono oggi oggetto di confronto con il Governo e sui quali, dati i Temi (Sviluppo, Welfare, Lavoro), occorre esercitare democrazia attraverso la partecipazione.
Per tali ragioni la scelta di Pomigliano, si configura come il rafforzamento delle parole d’ordine con le quali si indice la Manifestazione Nazionale “ Ripartire dal Lavoro”.
Data l'importanza di tale evento, nella riconferma della condivisione dei valori della Festa dei Lavoratori che ormai da anni vedono la comune partecipare alla manifestazione, vi informiamo che il corteo partirà dalla stazione della Circumvesuviana di Pomigliano e si concluderà con un concerto nella Villa Comunale.
Si invitano, intanto, tutti gli iscritti a partecipare al corteo ed a estendere l'invito a colleghi, amici e simpatizzanti, per rappresentare degnamente il nostro impegno quotidiano sul territorio anche in occasione di questa data così importante dal rilievo storico ed internazionale.
29 aprile Santa Caterina da Siena Vergine e dottore della Chiesa, patrona d'Italia . ( una santa politica)
«Niuno Stato si può conservare nella legge civile in stato di grazia senza la santa giustizia»: queste alcune delle parole che hanno reso questa santa, patrona d'Italia, celebre. Nata nel 1347 Caterina non va a scuola, non ha maestri. I suoi avviano discorsi di maritaggio quando lei è sui 12 anni. E lei dice di no, sempre. E la spunta. Del resto chiede solo una stanzetta che sarà la sua ""cella"" di terziaria domenicana (o Mantellata, per l'abito bianco e il mantello nero). La stanzetta si fa cenacolo di artisti e di dotti, di religiosi, di processionisti, tutti più istruiti di lei. Li chiameranno ""Caterinati"". Lei impara a leggere e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti. Va ad Avignone, ambasciatrice dei fiorentini per una non riuscita missione di pace presso papa Gregorio XI. Ma dà al Pontefice la spinta per il ritorno a Roma, nel 1377. Deve poi recarsi a Roma, chiamata da papa Urbano VI dopo la ribellione di una parte dei cardinali che dà inizio allo scisma di Occidente. Ma qui si ammala e muore, a soli 33 anni. Sarà canonizzata nel 1461 dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiarerà patrona d'Italia con Francesco d'Assisi. (Avvenire)
sabato, aprile 28, 2007
“Lo Spirito di Assisi” di Jean-Dominique Durand. Incontro a Scampia.
Presentazione del libro
“Lo Spirito di Assisi” di Jean-Dominique Durand
Discorsi e Messaggi di Giovanni Paolo II alla Comunità di Sant’Egidio: un contributo alla storia della pace
LUNEDI’ 30 APRILE 2007 - Ore 19,00 PARROCCHIA SAN GIUSEPPE MOSCATI-VIA LABRIOLA Napoli.
Saluto e introduzione di: Don Antonio Salzano Parroco
Relatori:
Pasquale Orlando Presidente ACLI Napoli
Mario De Finis Comunità di S. Egidio
“Lo Spirito di Assisi” di Jean-Dominique Durand
Discorsi e Messaggi di Giovanni Paolo II alla Comunità di Sant’Egidio: un contributo alla storia della pace
LUNEDI’ 30 APRILE 2007 - Ore 19,00 PARROCCHIA SAN GIUSEPPE MOSCATI-VIA LABRIOLA Napoli.
Saluto e introduzione di: Don Antonio Salzano Parroco
Relatori:
Pasquale Orlando Presidente ACLI Napoli
Mario De Finis Comunità di S. Egidio
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Festival Internazionale del Cibo e delle Arti di Strada. Ogni tanto qualcosa con gusto..

Street Show
Festival Internazionale del Cibo e delle Arti di Strada
Positano - 2, 3, 4 e 5 Maggio 2007
La prima edizione di Street Show vuole offrire ad un pubblico attento di consumatori le valenze di modernità e di suggestione che ancora conservano le cucine antiche e tradizionali di strada. Queste cucine e questi cibi sono stati sempre legati ad un modo di alimentarsi estremamente efficiente, più che mai vicino ai ritmi di oggi, ma nello stesso tempo qualitativamente più interessante e gratificante, rispetto ai tentativi di massificazione dello stile fast food.
Il cibo di strada caratterizza gran parte dei modelli alimentari e di vita dei popoli, nelle aree urbane del bacino del mediterraneo, come nel resto del mondo. Le botteghe di arte ceramica si affacciavano sulle strade, la musica rendeva vivace la vita nelle strade, i pittori replicavano le suggestioni di luoghi e paesaggi, una volta come ora a Positano. La ricchezza dei contenuti di diversità ma anche d’affinità tra regioni anche lontane, troverà in Positano, Città Slow, un palcoscenico straordinario dove interpretare in chiave appunto Slow, il rispetto dell’identità locale. Ma anche l’attenzione alla sopravvivenza di stili alimentari legati alla cultura più intima dei popoli e delle regioni raccolte in un sano, allegro e solidale incontro.
La Condotta Slow Food ha fortemente voluto creare, con il sostegno dell’Assessorato al Turismo della Regione Campania, attraverso l’A.A.S.T. e la compartecipazione sensibile del Comune di Positano, un evento da ricordare.
Street Show Aprirà i battenti alle ore 18 di mercoledì per concludersi oltre la mezzanotte, tutti i giorni fino a sabato. Giungere a Positano sarà semplicissimo, da Salerno con Travelmar (089 872950) i traghetti aumenteranno le corse e garantiranno un rientro slow, a mezzanotte.
E prevista una Enoteca Regionale Campana straordinariamente ampia con più 70 cantine presenti, oltre 280 vini, tra vitigni autoctoni e denominazioni di origine di tutte le Province.
- I Cibi di strada presenti saranno i seguenti:
Campania: Mangiamaccheroni, Brodo di Polpo, O’ Pere e o’ Musso, Pizza fritta, Panzarotto, Zeppola, Palla di riso, Scagliuozzo, Carciofo arrosto, Sorbetto al limone. - Sicilia: Pani ca’meuza, Sfincione, Stigghiole, Panella, Arancine, Rascature. - Puglia: Fornello murgese.- Lazio: Porchetta di Ariccia. - Toscana: Lampredotto. - Abruzzo: Arrosticini. - Scozia: Fish and Chips.- Germania: Bratwürste aus Thurnau.
- Nell’Enoteca regionale i nomi delle aziende fino ad ora aderenti:
Salerno - Apicella, Cantine A. Sammarco, Cuomo Domenico, De Conciliis, Ettore Sammarco, Longo, Maffini, Marisa Cuomo, Reale, Rotolo, Vuolo, San Francesco. Avellino - Antonio Caggiano, Cantine Giardino, Colle di San Domenico, Colli di Lapio, D’Antiche Terre, Di Meo, Di Prisco, Feudi di San Gregorio, Guerriero, I Favati, Mastroberardino, Mollettieri, Petilia, Terredora, Urciuolo, Villa Diamante, Villa Raiano, Vinicola di Taurasi, Vini Nobilis. Benevento - Agricola Del Monte, Aia Dei Colombi, Antica Masseria Venditti, Cantina del Taburno, Casaldivenere, Castelmagno, Corte Normanna, Fattoria Ciabrelli, Fattoria La Rivolta, Fontanavecchia, Il Poggio, I Pentri, La Guadiense-Janare, Mustilli, Podere Veneri Vecchio, Pulcino, Santimartini, Santiquaranta, Torre Gaia, Vigne di Malies. Caserta - Cicala, Della Valle Jappelli, Masseria Felicia, Poderi Foglia, Telaro, Terre Del Principe, Vestini Campagnano, Villa Matilde. Napoli - Cantine Federiciane, Carputo, Casa D’ambra, De Angelis, Grotta del Sole, La Mura, Pietratorcia, Romano Michele, Sorrentino, Stinca, Villadora.
I Protagonisti del Cibo di Strada sono tutti stati scelti per la loro qualità e per la loro storia. Il Mangiamaccheroni, icona storica del cibo di strada partenopeo, sarà interpretata da Antonio Tubelli, il più moderno e originale Monsù napoletano rimasto. Da via dei Tribunali la pizzeria del Presidente di Ernesto Cacialli ci proporrà la pizza fritta, altra icona napoletana magnificamente rappresentata da Sofia Loren. Dalla Vucciria di Palermo, l’Antica Focacceria San Francesco del vulcanico Vincenzo Conticello, arriveranno i sapori più autentici della Sicilia, a tarda sera chi resisterà, proverà la sua grande specialità fatta al momento, il Cannolo Siciliano. Da Firenze il più tradizionale Chiostro del Lampredotto ci proietterà con i sensi nella più famosa città d’arte d’Italia. Da Campo Imperatore nel Parco del Gran Sasso ed i Monti della Laga, il più esteso pascolo d’alta quota, provengono le pecore del più tipico dei cibi di strada abruzzesi, l’arrosticino.
Dire porchetta significa dire Ariccia, nella storia di questo prodotto la famiglia Azzocchi ne perpetua la tradizione fino ad oggi. La Scozia arriva con le cornamuse e la simpatia dei suoi interpeti a farci provare la più tradizionale delle cucine di strada di oltre manica. Gemellata con Positano, Thurnau dalla Franconia in Baviera porterà i tipici Bratwürste. Dalle Murge, il fornello di carni sarà un’attrazione irresistibile. I carciofi di Pertosa Arrosto, un presidio Slow Food di un prodotto dimenticato. Questo e tanto altro soprattutto da assaggiare, ma anche da raccontare e da ascoltare dalla viva voce degli interpeti di questo che si preannuncia come un evento assolutamente da non mancare.
Festival Internazionale del Cibo e delle Arti di Strada
Positano - 2, 3, 4 e 5 Maggio 2007
La prima edizione di Street Show vuole offrire ad un pubblico attento di consumatori le valenze di modernità e di suggestione che ancora conservano le cucine antiche e tradizionali di strada. Queste cucine e questi cibi sono stati sempre legati ad un modo di alimentarsi estremamente efficiente, più che mai vicino ai ritmi di oggi, ma nello stesso tempo qualitativamente più interessante e gratificante, rispetto ai tentativi di massificazione dello stile fast food.
Il cibo di strada caratterizza gran parte dei modelli alimentari e di vita dei popoli, nelle aree urbane del bacino del mediterraneo, come nel resto del mondo. Le botteghe di arte ceramica si affacciavano sulle strade, la musica rendeva vivace la vita nelle strade, i pittori replicavano le suggestioni di luoghi e paesaggi, una volta come ora a Positano. La ricchezza dei contenuti di diversità ma anche d’affinità tra regioni anche lontane, troverà in Positano, Città Slow, un palcoscenico straordinario dove interpretare in chiave appunto Slow, il rispetto dell’identità locale. Ma anche l’attenzione alla sopravvivenza di stili alimentari legati alla cultura più intima dei popoli e delle regioni raccolte in un sano, allegro e solidale incontro.
La Condotta Slow Food ha fortemente voluto creare, con il sostegno dell’Assessorato al Turismo della Regione Campania, attraverso l’A.A.S.T. e la compartecipazione sensibile del Comune di Positano, un evento da ricordare.
Street Show Aprirà i battenti alle ore 18 di mercoledì per concludersi oltre la mezzanotte, tutti i giorni fino a sabato. Giungere a Positano sarà semplicissimo, da Salerno con Travelmar (089 872950) i traghetti aumenteranno le corse e garantiranno un rientro slow, a mezzanotte.
E prevista una Enoteca Regionale Campana straordinariamente ampia con più 70 cantine presenti, oltre 280 vini, tra vitigni autoctoni e denominazioni di origine di tutte le Province.
- I Cibi di strada presenti saranno i seguenti:
Campania: Mangiamaccheroni, Brodo di Polpo, O’ Pere e o’ Musso, Pizza fritta, Panzarotto, Zeppola, Palla di riso, Scagliuozzo, Carciofo arrosto, Sorbetto al limone. - Sicilia: Pani ca’meuza, Sfincione, Stigghiole, Panella, Arancine, Rascature. - Puglia: Fornello murgese.- Lazio: Porchetta di Ariccia. - Toscana: Lampredotto. - Abruzzo: Arrosticini. - Scozia: Fish and Chips.- Germania: Bratwürste aus Thurnau.
- Nell’Enoteca regionale i nomi delle aziende fino ad ora aderenti:
Salerno - Apicella, Cantine A. Sammarco, Cuomo Domenico, De Conciliis, Ettore Sammarco, Longo, Maffini, Marisa Cuomo, Reale, Rotolo, Vuolo, San Francesco. Avellino - Antonio Caggiano, Cantine Giardino, Colle di San Domenico, Colli di Lapio, D’Antiche Terre, Di Meo, Di Prisco, Feudi di San Gregorio, Guerriero, I Favati, Mastroberardino, Mollettieri, Petilia, Terredora, Urciuolo, Villa Diamante, Villa Raiano, Vinicola di Taurasi, Vini Nobilis. Benevento - Agricola Del Monte, Aia Dei Colombi, Antica Masseria Venditti, Cantina del Taburno, Casaldivenere, Castelmagno, Corte Normanna, Fattoria Ciabrelli, Fattoria La Rivolta, Fontanavecchia, Il Poggio, I Pentri, La Guadiense-Janare, Mustilli, Podere Veneri Vecchio, Pulcino, Santimartini, Santiquaranta, Torre Gaia, Vigne di Malies. Caserta - Cicala, Della Valle Jappelli, Masseria Felicia, Poderi Foglia, Telaro, Terre Del Principe, Vestini Campagnano, Villa Matilde. Napoli - Cantine Federiciane, Carputo, Casa D’ambra, De Angelis, Grotta del Sole, La Mura, Pietratorcia, Romano Michele, Sorrentino, Stinca, Villadora.
I Protagonisti del Cibo di Strada sono tutti stati scelti per la loro qualità e per la loro storia. Il Mangiamaccheroni, icona storica del cibo di strada partenopeo, sarà interpretata da Antonio Tubelli, il più moderno e originale Monsù napoletano rimasto. Da via dei Tribunali la pizzeria del Presidente di Ernesto Cacialli ci proporrà la pizza fritta, altra icona napoletana magnificamente rappresentata da Sofia Loren. Dalla Vucciria di Palermo, l’Antica Focacceria San Francesco del vulcanico Vincenzo Conticello, arriveranno i sapori più autentici della Sicilia, a tarda sera chi resisterà, proverà la sua grande specialità fatta al momento, il Cannolo Siciliano. Da Firenze il più tradizionale Chiostro del Lampredotto ci proietterà con i sensi nella più famosa città d’arte d’Italia. Da Campo Imperatore nel Parco del Gran Sasso ed i Monti della Laga, il più esteso pascolo d’alta quota, provengono le pecore del più tipico dei cibi di strada abruzzesi, l’arrosticino.
Dire porchetta significa dire Ariccia, nella storia di questo prodotto la famiglia Azzocchi ne perpetua la tradizione fino ad oggi. La Scozia arriva con le cornamuse e la simpatia dei suoi interpeti a farci provare la più tradizionale delle cucine di strada di oltre manica. Gemellata con Positano, Thurnau dalla Franconia in Baviera porterà i tipici Bratwürste. Dalle Murge, il fornello di carni sarà un’attrazione irresistibile. I carciofi di Pertosa Arrosto, un presidio Slow Food di un prodotto dimenticato. Questo e tanto altro soprattutto da assaggiare, ma anche da raccontare e da ascoltare dalla viva voce degli interpeti di questo che si preannuncia come un evento assolutamente da non mancare.
venerdì, aprile 27, 2007
Uniti per i bambini contro l’aids

Ogni minuto un bambino muore per cause collegate all'HIV/AIDS, e quattro nuovi contagi avvengono fra adolescenti di età inferiore ai 15 anni. E sono oltre 15 milioni i bambini nel mondo che hanno perduto uno o entrambi i genitori a causa della malattia.
Dopo venti anni dall'inizio della pandemia, solamente una minima frazione delle risorse necessarie è effettivamente disponibile.
La Campagna Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS è stata promossa dall'UNICEF, con l'adesione, in Italia, di 11 organizzazioni: Amnesty International – Sezione Italiana, ANLAIDS, Archè, CESVI, CittadinanzAttiva, Comunità di Sant'Egidio, Croce Rossa Italiana, LILA, Medici Senza Frontiere – Italia, Save the Children – Italia, Terre des Hommes –Italia.
Il 14 e 15 aprile è stata lanciata una raccolta firme, che si concluderà a fine maggio, per chiedere al Governo Italiano il rispetto degli impegni presi in materia di HIV/AIDS con un'attenzione particolare a quelli relativi all'infanzia.
Per maggiori informazioni:
www.unitiperibambini.it
Dopo venti anni dall'inizio della pandemia, solamente una minima frazione delle risorse necessarie è effettivamente disponibile.
La Campagna Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS è stata promossa dall'UNICEF, con l'adesione, in Italia, di 11 organizzazioni: Amnesty International – Sezione Italiana, ANLAIDS, Archè, CESVI, CittadinanzAttiva, Comunità di Sant'Egidio, Croce Rossa Italiana, LILA, Medici Senza Frontiere – Italia, Save the Children – Italia, Terre des Hommes –Italia.
Il 14 e 15 aprile è stata lanciata una raccolta firme, che si concluderà a fine maggio, per chiedere al Governo Italiano il rispetto degli impegni presi in materia di HIV/AIDS con un'attenzione particolare a quelli relativi all'infanzia.
Per maggiori informazioni:
Benevento ricorda 25 anni dopo Delcogliano e Iermano
Si è tenuto questa sera presso il chiostro di Sant'Agostino, l'incontro di commemorazione organizzato dal Comune di Benevento e dall'Ufficio Scolastico Provinciale, in occasione del venticinquesimo anniversario del barbaro omicidio dell'assessore regionale, Raffaele Delcogliano, e del suo collaboratore, Aldo Iermano. All’incontro, oltre al sindaco Fausto Pepe, sono intervenuti Mario Pedicini, Antonio Pietrantonio, Roberto Costanzo e il ministro della Giustizia, Clemente Mastella.
“I nostri due concittadini – ha affermato il sindaco, Fausto Pepe nel corso del suo intervento – con il loro impegno appassionato, hanno dato dimostrazione di quanto possa essere oneroso il conto che si paga per la difesa delle proprie idee. Ancora oggi queste due figure sono vive nelle nostre coscienze come modelli da seguire, non solo nella vita politica e pubblica ma anche in quella privata”.
Nel tratteggiare la figura politica dell’assessore regionale Delcogliano, Fausto Pepe ha aggiunto: “Come Massimo D’Antona e Marco Biagi, Raffaele Delcogliano è stato ucciso alla vigilia di un’importante rivisitazione delle norme che regolavano il mercato del lavoro regionale.
Come D’Antona e Biagi, così Raffaele Delcogliano, ha perseguito l’obiettivo di estendere le tutele ad un numero sempre maggiore di lavoratori, anche a costo di sfidare sacche di atavica resistenza e privilegi precostituiti. In questo senso, Delcogliano era stato capace di precorrere i tempi, così come è prerogativa delle grandi menti, provando a razionalizzare e rendere più equo il mondo del lavoro”.
Il sindaco, che ha anche sottolineato come nel corso della sua carriera politica Raffaele Delcogliano abbia occupato anche lo scranno di consigliere comunale, ha offerto un ricordo sul 27 aprile 1982 e su come la notizia dell’attentato venne vissuta in città.
Il primo cittadino ha infine assicurato che “Benevento non dimenticherà mai questi suoi due figli che hanno saputo tenere alto il nome della democrazia e della giustizia, fino al punto di incappare nella ferocia di chi questi valori ha avversato”.
“I nostri due concittadini – ha affermato il sindaco, Fausto Pepe nel corso del suo intervento – con il loro impegno appassionato, hanno dato dimostrazione di quanto possa essere oneroso il conto che si paga per la difesa delle proprie idee. Ancora oggi queste due figure sono vive nelle nostre coscienze come modelli da seguire, non solo nella vita politica e pubblica ma anche in quella privata”.
Nel tratteggiare la figura politica dell’assessore regionale Delcogliano, Fausto Pepe ha aggiunto: “Come Massimo D’Antona e Marco Biagi, Raffaele Delcogliano è stato ucciso alla vigilia di un’importante rivisitazione delle norme che regolavano il mercato del lavoro regionale.
Come D’Antona e Biagi, così Raffaele Delcogliano, ha perseguito l’obiettivo di estendere le tutele ad un numero sempre maggiore di lavoratori, anche a costo di sfidare sacche di atavica resistenza e privilegi precostituiti. In questo senso, Delcogliano era stato capace di precorrere i tempi, così come è prerogativa delle grandi menti, provando a razionalizzare e rendere più equo il mondo del lavoro”.
Il sindaco, che ha anche sottolineato come nel corso della sua carriera politica Raffaele Delcogliano abbia occupato anche lo scranno di consigliere comunale, ha offerto un ricordo sul 27 aprile 1982 e su come la notizia dell’attentato venne vissuta in città.
Il primo cittadino ha infine assicurato che “Benevento non dimenticherà mai questi suoi due figli che hanno saputo tenere alto il nome della democrazia e della giustizia, fino al punto di incappare nella ferocia di chi questi valori ha avversato”.
1° Maggio: lutto nazionale per le morti bianche
«Più che una festa, un giorno di lutto nazionale». A pochi giorni dalle celebrazioni in tutta Italia della tradizionale Festa dei lavoratori, il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero rilancia come centrale la questione degli incidenti mortali sul lavoro: «Non c’è molta voglia di festeggiare quando ogni giorno in media tre persone perdono la vita sul posto di lavoro. Questo fenomeno folle e tragico delle cosiddette morti bianche rappresenta una sconfitta per tutti, e grava come un’ombra inquietante sulle celebrazioni di quest’anno. Per più di mille e trecento famiglie, tante le vittime in un solo anno, sarà un primo maggio listato a lutto».
Le Acli chiedono che il tema della sicurezza sul lavoro diventi concretamente una priorità nell’agenda politica del Paese, che significa essenzialmente tre cose:tempi certi per l’approvazione del disegno di legge in materia approvato dal consiglio dei ministri; garanzie, anche economiche, per la reale efficacia delle ispezioni sul lavoro; promozione da parte di imprese, sindacati e associazioni di una cultura della sicurezza tra i lavoratori stessi, superando ignoranza, pigrizia e resistenze diffuse.
«La solitudine dei lavoratori – spiega il presidente Olivero – soprattutto quelli precari e irregolari, la maggior parte giovani e immigrati, rappresenta un ostacolo alla diffusione della cultura della sicurezza e della responsabilità, facilitando al contrario il prodursi di situazioni rischiose. Ma è una solitudine che riguarda oggi tutti i lavoratori, monadi isolate alla ricerca di sicurezza e protezione sociale, ciascuno per conto suo, vittime di una deriva individualistica che ha intaccato il lavoro e i lavoratori così come la società intera. Bisogna allora recuperare e ricostruire quella radice di socialità del lavoro, che nella storia ha significato diritti di cittadinanza, giustizia sociale e solidarietà. È questa la ragione per cui riteniamo importante rilanciare e promuovere anche in futuro i valori della mutualità, della cooperazione e della solidarietà, che da sempre si collegano alla cultura dei lavoratori, mentre diventa impegnativo contrastare quella concezione del lavoro molto diffusa nell’odierna società individualistica in cui prevale la spinta alla competitività sfrenata».
Le ACLI di Napoli partecipano alla manifestazione del 1° Maggio con CGIL,CISL e UIL a POmigliano d'Arco in Villa Comunale.
Le Acli chiedono che il tema della sicurezza sul lavoro diventi concretamente una priorità nell’agenda politica del Paese, che significa essenzialmente tre cose:tempi certi per l’approvazione del disegno di legge in materia approvato dal consiglio dei ministri; garanzie, anche economiche, per la reale efficacia delle ispezioni sul lavoro; promozione da parte di imprese, sindacati e associazioni di una cultura della sicurezza tra i lavoratori stessi, superando ignoranza, pigrizia e resistenze diffuse.
«La solitudine dei lavoratori – spiega il presidente Olivero – soprattutto quelli precari e irregolari, la maggior parte giovani e immigrati, rappresenta un ostacolo alla diffusione della cultura della sicurezza e della responsabilità, facilitando al contrario il prodursi di situazioni rischiose. Ma è una solitudine che riguarda oggi tutti i lavoratori, monadi isolate alla ricerca di sicurezza e protezione sociale, ciascuno per conto suo, vittime di una deriva individualistica che ha intaccato il lavoro e i lavoratori così come la società intera. Bisogna allora recuperare e ricostruire quella radice di socialità del lavoro, che nella storia ha significato diritti di cittadinanza, giustizia sociale e solidarietà. È questa la ragione per cui riteniamo importante rilanciare e promuovere anche in futuro i valori della mutualità, della cooperazione e della solidarietà, che da sempre si collegano alla cultura dei lavoratori, mentre diventa impegnativo contrastare quella concezione del lavoro molto diffusa nell’odierna società individualistica in cui prevale la spinta alla competitività sfrenata».
Le ACLI di Napoli partecipano alla manifestazione del 1° Maggio con CGIL,CISL e UIL a POmigliano d'Arco in Villa Comunale.
giovedì, aprile 26, 2007
UNAR: on line i rapporti 2006 dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
On line sul sito dell'UNAR, il Rapporto annuale dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, sull'attività svolta nel 2006.
Presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri in occasione della Giornata Internazionale della lotta al razzismo, svoltasi nel marzo scorso, il Rapporto - come è scritto nel sito - "presenta le iniziative portate avanti dall'UNAR sia in ambito preventivo sia relativamente alla promozione di azioni positive.
Infatti sul piano della prevenzione sono state intraprese numerose campagne di informazione e sensibilizzazione sui temi della diversità culturale e del confronto per stimolare nell'opinione pubblica, e soprattutto fra i giovani, un dibattito pubblico aperto e laico sul problema della convivenza multietnica intesa non come ostacolo alla crescita, ma come opportunità per la costituzione di un patrimonio di virtù condivise.
Anche sul piano della promozione di azioni positive, sono state intessute una serie di relazioni con il mondo dell'associazionismo, con le organizzazioni dei datori di lavoro e con quelle sindacali al fine di coinvolgere anche le forze produttive del Paese in un processo di cambiamento che deve essere governato in termini di crescita e di pari opportunità per tutti".
On line acnhe la relazione annuale al Parlamento che rappresenta invece uno strumento utile per "evidenziare i risultati finora raggiunti nelle politiche di contrasto alle discriminazioni razziali ed etniche, nonché per far emergere le criticità esistenti e progettare nuovi interventi secondo un nuovo modello di organismo di parità che, facendo tesoro dell'esperienza di molti paesi europei, sia in grado di rispondere adeguatamente alle sfide poste da società sempre più complesse".
Per saperne di più
Il rapporto 2006
Il sito dell'UNAR
Presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri in occasione della Giornata Internazionale della lotta al razzismo, svoltasi nel marzo scorso, il Rapporto - come è scritto nel sito - "presenta le iniziative portate avanti dall'UNAR sia in ambito preventivo sia relativamente alla promozione di azioni positive.
Infatti sul piano della prevenzione sono state intraprese numerose campagne di informazione e sensibilizzazione sui temi della diversità culturale e del confronto per stimolare nell'opinione pubblica, e soprattutto fra i giovani, un dibattito pubblico aperto e laico sul problema della convivenza multietnica intesa non come ostacolo alla crescita, ma come opportunità per la costituzione di un patrimonio di virtù condivise.
Anche sul piano della promozione di azioni positive, sono state intessute una serie di relazioni con il mondo dell'associazionismo, con le organizzazioni dei datori di lavoro e con quelle sindacali al fine di coinvolgere anche le forze produttive del Paese in un processo di cambiamento che deve essere governato in termini di crescita e di pari opportunità per tutti".
On line acnhe la relazione annuale al Parlamento che rappresenta invece uno strumento utile per "evidenziare i risultati finora raggiunti nelle politiche di contrasto alle discriminazioni razziali ed etniche, nonché per far emergere le criticità esistenti e progettare nuovi interventi secondo un nuovo modello di organismo di parità che, facendo tesoro dell'esperienza di molti paesi europei, sia in grado di rispondere adeguatamente alle sfide poste da società sempre più complesse".
Per saperne di più
Il rapporto 2006
Il sito dell'UNAR
Luigi Bobba a Benevento per " Il posto dei cattolici".
Venerdì 27 aprile 2007, alle ore 17.30, presso il Seminario arcivescovile di Benevento, sito al viale Atlantici 69, sarà presentato il libro del senatore Luigi Bobba “Il posto dei cattolici” edito da Giulio Einaudi editore.
Ne discuteranno con l’autore l’On Mario Pepe, Mons. Pompilio Cristino e Pasquale Orlando. E’ prevista la partecipazione del sen. Clemente Mastella, Ministro della Giustizia. Il confronto sarà moderato da Ettore Rossi.
Il libro, che ha riscosso l’attenzione di tutti i mezzi di comunicazione a livello nazionale, riflette sulla delicata fase politica attuale: “Quindici anni dopo la fine della Democrazia cristiana e dell'unità politica dei cattolici, la responsabilità di animare una presenza organizzata dei cristiani nell'Italia bipolare è interamente affidata ai laici credenti. Spetta a loro assumere pienamente il valore dell'alternanza, scegliere con chiarezza il campo riformatore o quello conservatore, evitare l'illusione sia di poter ricostruire un partito simile alla Dc sia di potersi rifugiare in un moderatismo perdente o in un fondamentalismo falsamente rassicurante”.
Luigi Bobba, ricercatore e giornalista, è stato presidente nazionale delle Acli dal 1998 al 2006. Oggi è senatore della Repubblica eletto nelle liste della Margherita.
Il ricavato dei diritti d’autore del libro saranno destinati a sostegno della Scuola Professionale “Estrema do mar” realizzata dalle Acli a Inhassoro in Mozambico.
Ne discuteranno con l’autore l’On Mario Pepe, Mons. Pompilio Cristino e Pasquale Orlando. E’ prevista la partecipazione del sen. Clemente Mastella, Ministro della Giustizia. Il confronto sarà moderato da Ettore Rossi.
Il libro, che ha riscosso l’attenzione di tutti i mezzi di comunicazione a livello nazionale, riflette sulla delicata fase politica attuale: “Quindici anni dopo la fine della Democrazia cristiana e dell'unità politica dei cattolici, la responsabilità di animare una presenza organizzata dei cristiani nell'Italia bipolare è interamente affidata ai laici credenti. Spetta a loro assumere pienamente il valore dell'alternanza, scegliere con chiarezza il campo riformatore o quello conservatore, evitare l'illusione sia di poter ricostruire un partito simile alla Dc sia di potersi rifugiare in un moderatismo perdente o in un fondamentalismo falsamente rassicurante”.
Luigi Bobba, ricercatore e giornalista, è stato presidente nazionale delle Acli dal 1998 al 2006. Oggi è senatore della Repubblica eletto nelle liste della Margherita.
Il ricavato dei diritti d’autore del libro saranno destinati a sostegno della Scuola Professionale “Estrema do mar” realizzata dalle Acli a Inhassoro in Mozambico.
mercoledì, aprile 25, 2007
Corto in Stabia 2007
Ai nastri di partenza “Corto in Stabia 2007”, rassegna di cortometraggi che, da domani a domenica, trasformerà Castellammare di Stabia nella nuova capitale del cinema per ragazzi
È tutto pronto a Castellammare per la seconda edizione di “Corto in Stabia”, la rassegna di cortometraggi realizzati da film-maker in erba che, da domani (26 aprile) a domenica sera, movimenterà le Terme di Stabia. Per l’occasione, centinaia di giovani talentuosi provenienti dalle scuole di tutta Europa, si sfideranno a “colpi” di fotogrammi e telecamere, trasformando la cittadina campana nella nuova capitale del cinema per ragazzi. Protagonisti dell’evento, ideato dall’associazione Vivistabia, tanti piccoli registi e promettenti attori, ma anche numerosi esperti della “settima arte”, pronti a dispensare consigli e dritte a quanti intendono avvicinarsi al magico mondo della celluloide.
In programma, quattro giorni fitti di proiezioni, casting, ospiti e dibattiti, che prenderanno il via ufficialmente domani, alle ore 9.15, con l’apertura dello Stabia Village alla presenza delle autorità, che si alterneranno per un saluto durante l’intera giornata. Previsti, tra gli altri, l’assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Napoli, Maria Falbo, l’amministratrice dell’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Castellammare di Stabia Anna Maria Boniello, il sindaco e l’assessore al Turismo del Comune di Castellammare, Salvatore Vozza e Massimo De Angelis, e il presidente delle Terme Luigi Vingiani.
Per la prima giornata, riflettori puntati sulla terza sezione del concorso, che vede in gara gli alunni degli istituti superiori. Grande attenzione merita il meeting “Mediascuola” a cura dell’associazione Arteteca, che ha come obiettivo la creazione di una rete permanente di promozione dell’audiovisivo negli istituti scolastici.
Ad animare la prima parte della mattinata penserà, invece, il regista Pasquale Falcone, che dalle 11.30 discuterà di cinema con i ragazzi durante la presentazione del suo libro dal titolo “Io non ci casco” - sceneggiatura di un film non ancora girato.
L’evento, che si concluderà domenica con la premiazione dei vincitori nel corso della serata di gala presentata da Serena Albano, si avvale del patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione presieduto da Giuseppe Fioroni, del Consiglio Regionale della Campania presieduto da Sandra Lonardo, della Provincia di Napoli e dell’Assessorato provinciale alle Politiche giovanili guidati rispettivamente da Dino Di Palma e Maria Falbo, dell’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Castellammare di Stabia amministrata da Anna Maria Boniello, del Comune e dell’Assessorato al Turismo di Castellammare, guidati dal sindaco Salvatore Vozza e da Massimo De Angelis, e delle Terme di Stabia presiedute da Luigi Vingiani. La rassegna vanta, inoltre, il patrocinio morale del Comitato Regionale Campania per l’Unicef presieduto da Margherita Dini Ciacci.
Castellammare di Stabia, 25 aprile 2007
Associazione Vivistabia
UFFICIO STAMPA : Annalisa Palmieri tel. 3495458714
Roberto Race tel. 3339064533 tel. 3470885233
Segue il programma di domani:
Corto in Stabia 2007”
Giovedì 26 aprile
ore 9,15 Apertura “STABIA VILLAGE” alla presenza delle Autorità
ore 9,30 Proiezione cortometraggi in concorso - TERZA SEZIONE I Parte
VOCI DI FUORI, VOCI DI DENTRO – I.T.T.S. “G.Mazzotti” – Treviso
UNA STORIA SEMPLICE – I.T.C.G. “Pantaleo” – Torre del Greco (NA)
BREAK – Liceo Ginnasio Statale “F.Maurolico” – Messina
DIAMOCI UNA MANO – Liceo Scientifico “C.Urbani” – S.Giorgio a Cremano (NA)
LA LEZIONE DI GARIBALDI – Liceo Scientifico “A.Genoino” – Cava de’Tirreni (SA)
LA STRADA – Liceo Polispecialistico “Ghandi” – Casoria (NA)
STRADE CHE CAMBIANO – Liceo Classico“Plinio Seniore” Castellammare di Stabia (NA)
ore 11,15 Coffee Break
ore 11,30 Parliamo di cinema con il regista Pasquale Falcone - presentazione del libro:
“IO NON CI CASCO” Sceneggiatura di un film non ancora girato.
ore 11,50 Proiezione cortometraggi in concorso TERZA SEZIONE II Parte
SCHEGGE DI MEMORIA – Istituto d’Istruzione Sec.”G.Bovio” TRani (BA)
COMPITO IN CLASSE – Liceo Scientifico “G.Galilei” – Bitonto (BA)
THE FLOWERS – Istituto Tecnico Industriale “E.Fermi” – Napoli
FIGHT FOR LOVE – Liceo “Luigi Pietrobono” – Alatri (FR)
FATTI DI VITA – Istituto Tecnico Commerciale “A.Serra” – Napoli
PICCOLE COINCIDENZE – Liceo Scientifico “G.Sulpico” Veroli (FR)
Pomeriggio
ore 15,00 Proiezione cortometraggi in concorso TERZA SEZIONE III Parte
A DUE PASSI DAL PARADISO – Istituto Comprensivo .di Cautano (BN)
DUE AMICI – Ist.Professionale per i Servizi Commerciali-Sociali e Turistici Bitonto (BA)
PREJUDICE – UNA TERRA DIFFICILE –Ist.Tecnico Commerciale “A.De Viti De Marco”
Triggiano (BA)
ALI FRA LE STRADE – I.P.S.S. “R.Luxemburg” – Acquaviva delle Fonti (BA)
COUNTDOWN –SOLUZIONE ESTREMA– Liceo Scientifico “E.Segrè” –Marano (NA)
ore 16,40 Coffe break
ore 17,00 L’INTERROGAZIONE – Liceo Classico Scientifico “Don Carlo La Mura” – Angri (SA)
BONUS – Liceo Psico-Pedagogico “Vittorino da Feltre” - Taranto
ore 17,20 Meeting MEDIASCUOLA a cura dell’Associazione Arteteca
ore 18,20 Proiezione cortometraggi in concorso TERZA SEZIONE IV Parte
TRANELLOVE –Liceo Scientifico “Salvatore di Gioacomo” San Sebastiano al Vesuvio (NA)
NATI SBAGLIATI – I.T.C. “Fabio Besta” - Ragusa
STRETTA D’AMORE – Liceo Socio-Psico-Pedagogico“F.De Filippis”-Cava de’Tirreni (SA)
W SAN CIRO – Istituto Prof. Per l’ndustria e l’Artigianato “F.Enriquez” – Portici (NA)
mediAscuola
26 aprile 2007 - ore 17.20
Mediascuola è una produzione dell’Associazione Culturale Arteteca ed ha come obiettivo la creazione di una rete permanente di promozione dell’audiovisivo negli istituti. Saranno presenti all’incontro rappresentanti istituzionali, operatori culturali, ricercatori universitari, tutti protesi a sottolineare la grande importanza della media education e dell’apporto che l’audiovisivo può rendere, tra formazione e produzione.
lo scopo dell'attività è la messa in atto di una corrispondenza tra:
1. Mediascuola, rete interscolastica
2. Corto in Stabia, rassegna di corti scolastici
3. Mediaterraneum, Mediateca del Mediterraneo
L'incontro sarà animato da:
· Maria Falbo, Assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Napoli
· Luca Borriello, Presidente Arteteca
· Onofrio Brancaccio, Associazione Vivistabia
· Lanfranco Genito, Bottega della Comunicazione
· Massimiliano Gaudiosi, Università degli Studi di Siena
· Angela Pelliccia, MED
· Spartaco Vitiello, Media Educator
· Bruno Picozzi, YAP Youth Action for Peace
· Luigi Giovinazzo, Exposito Osservatorio Giovani Artisti Napoli
È tutto pronto a Castellammare per la seconda edizione di “Corto in Stabia”, la rassegna di cortometraggi realizzati da film-maker in erba che, da domani (26 aprile) a domenica sera, movimenterà le Terme di Stabia. Per l’occasione, centinaia di giovani talentuosi provenienti dalle scuole di tutta Europa, si sfideranno a “colpi” di fotogrammi e telecamere, trasformando la cittadina campana nella nuova capitale del cinema per ragazzi. Protagonisti dell’evento, ideato dall’associazione Vivistabia, tanti piccoli registi e promettenti attori, ma anche numerosi esperti della “settima arte”, pronti a dispensare consigli e dritte a quanti intendono avvicinarsi al magico mondo della celluloide.
In programma, quattro giorni fitti di proiezioni, casting, ospiti e dibattiti, che prenderanno il via ufficialmente domani, alle ore 9.15, con l’apertura dello Stabia Village alla presenza delle autorità, che si alterneranno per un saluto durante l’intera giornata. Previsti, tra gli altri, l’assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Napoli, Maria Falbo, l’amministratrice dell’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Castellammare di Stabia Anna Maria Boniello, il sindaco e l’assessore al Turismo del Comune di Castellammare, Salvatore Vozza e Massimo De Angelis, e il presidente delle Terme Luigi Vingiani.
Per la prima giornata, riflettori puntati sulla terza sezione del concorso, che vede in gara gli alunni degli istituti superiori. Grande attenzione merita il meeting “Mediascuola” a cura dell’associazione Arteteca, che ha come obiettivo la creazione di una rete permanente di promozione dell’audiovisivo negli istituti scolastici.
Ad animare la prima parte della mattinata penserà, invece, il regista Pasquale Falcone, che dalle 11.30 discuterà di cinema con i ragazzi durante la presentazione del suo libro dal titolo “Io non ci casco” - sceneggiatura di un film non ancora girato.
L’evento, che si concluderà domenica con la premiazione dei vincitori nel corso della serata di gala presentata da Serena Albano, si avvale del patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione presieduto da Giuseppe Fioroni, del Consiglio Regionale della Campania presieduto da Sandra Lonardo, della Provincia di Napoli e dell’Assessorato provinciale alle Politiche giovanili guidati rispettivamente da Dino Di Palma e Maria Falbo, dell’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Castellammare di Stabia amministrata da Anna Maria Boniello, del Comune e dell’Assessorato al Turismo di Castellammare, guidati dal sindaco Salvatore Vozza e da Massimo De Angelis, e delle Terme di Stabia presiedute da Luigi Vingiani. La rassegna vanta, inoltre, il patrocinio morale del Comitato Regionale Campania per l’Unicef presieduto da Margherita Dini Ciacci.
Castellammare di Stabia, 25 aprile 2007
Associazione Vivistabia
UFFICIO STAMPA : Annalisa Palmieri tel. 3495458714
Roberto Race tel. 3339064533 tel. 3470885233
Segue il programma di domani:
Corto in Stabia 2007”
Giovedì 26 aprile
ore 9,15 Apertura “STABIA VILLAGE” alla presenza delle Autorità
ore 9,30 Proiezione cortometraggi in concorso - TERZA SEZIONE I Parte
VOCI DI FUORI, VOCI DI DENTRO – I.T.T.S. “G.Mazzotti” – Treviso
UNA STORIA SEMPLICE – I.T.C.G. “Pantaleo” – Torre del Greco (NA)
BREAK – Liceo Ginnasio Statale “F.Maurolico” – Messina
DIAMOCI UNA MANO – Liceo Scientifico “C.Urbani” – S.Giorgio a Cremano (NA)
LA LEZIONE DI GARIBALDI – Liceo Scientifico “A.Genoino” – Cava de’Tirreni (SA)
LA STRADA – Liceo Polispecialistico “Ghandi” – Casoria (NA)
STRADE CHE CAMBIANO – Liceo Classico“Plinio Seniore” Castellammare di Stabia (NA)
ore 11,15 Coffee Break
ore 11,30 Parliamo di cinema con il regista Pasquale Falcone - presentazione del libro:
“IO NON CI CASCO” Sceneggiatura di un film non ancora girato.
ore 11,50 Proiezione cortometraggi in concorso TERZA SEZIONE II Parte
SCHEGGE DI MEMORIA – Istituto d’Istruzione Sec.”G.Bovio” TRani (BA)
COMPITO IN CLASSE – Liceo Scientifico “G.Galilei” – Bitonto (BA)
THE FLOWERS – Istituto Tecnico Industriale “E.Fermi” – Napoli
FIGHT FOR LOVE – Liceo “Luigi Pietrobono” – Alatri (FR)
FATTI DI VITA – Istituto Tecnico Commerciale “A.Serra” – Napoli
PICCOLE COINCIDENZE – Liceo Scientifico “G.Sulpico” Veroli (FR)
Pomeriggio
ore 15,00 Proiezione cortometraggi in concorso TERZA SEZIONE III Parte
A DUE PASSI DAL PARADISO – Istituto Comprensivo .di Cautano (BN)
DUE AMICI – Ist.Professionale per i Servizi Commerciali-Sociali e Turistici Bitonto (BA)
PREJUDICE – UNA TERRA DIFFICILE –Ist.Tecnico Commerciale “A.De Viti De Marco”
Triggiano (BA)
ALI FRA LE STRADE – I.P.S.S. “R.Luxemburg” – Acquaviva delle Fonti (BA)
COUNTDOWN –SOLUZIONE ESTREMA– Liceo Scientifico “E.Segrè” –Marano (NA)
ore 16,40 Coffe break
ore 17,00 L’INTERROGAZIONE – Liceo Classico Scientifico “Don Carlo La Mura” – Angri (SA)
BONUS – Liceo Psico-Pedagogico “Vittorino da Feltre” - Taranto
ore 17,20 Meeting MEDIASCUOLA a cura dell’Associazione Arteteca
ore 18,20 Proiezione cortometraggi in concorso TERZA SEZIONE IV Parte
TRANELLOVE –Liceo Scientifico “Salvatore di Gioacomo” San Sebastiano al Vesuvio (NA)
NATI SBAGLIATI – I.T.C. “Fabio Besta” - Ragusa
STRETTA D’AMORE – Liceo Socio-Psico-Pedagogico“F.De Filippis”-Cava de’Tirreni (SA)
W SAN CIRO – Istituto Prof. Per l’ndustria e l’Artigianato “F.Enriquez” – Portici (NA)
mediAscuola
26 aprile 2007 - ore 17.20
Mediascuola è una produzione dell’Associazione Culturale Arteteca ed ha come obiettivo la creazione di una rete permanente di promozione dell’audiovisivo negli istituti. Saranno presenti all’incontro rappresentanti istituzionali, operatori culturali, ricercatori universitari, tutti protesi a sottolineare la grande importanza della media education e dell’apporto che l’audiovisivo può rendere, tra formazione e produzione.
lo scopo dell'attività è la messa in atto di una corrispondenza tra:
1. Mediascuola, rete interscolastica
2. Corto in Stabia, rassegna di corti scolastici
3. Mediaterraneum, Mediateca del Mediterraneo
L'incontro sarà animato da:
· Maria Falbo, Assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Napoli
· Luca Borriello, Presidente Arteteca
· Onofrio Brancaccio, Associazione Vivistabia
· Lanfranco Genito, Bottega della Comunicazione
· Massimiliano Gaudiosi, Università degli Studi di Siena
· Angela Pelliccia, MED
· Spartaco Vitiello, Media Educator
· Bruno Picozzi, YAP Youth Action for Peace
· Luigi Giovinazzo, Exposito Osservatorio Giovani Artisti Napoli
Nuove norme in materia di diritto alla pensione di reversibilità da parte dei figli inabili
DISEGNO DI LEGGE - d’iniziativa dei senatori BAIO DOSSI e BOBBA
Un disegno di legge per garantire il diritto alla pensione di reversibilità ai figli inabili superstiti. Questo l’oggetto di un’iniziativa legislativa della Senatrice Baio Dossi e del Senatore Luigi Bobba in materia di nuove norme di diritto alla pensione di reversibilità per i figli inabili.
Lo scopo del ddl è di introdurre una modifica alla normativa vigente che, a norma dell’articolo 13 del regio decreto - legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito con modificazione, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272,- stabilisce che i familiari del lavoratore hanno diritto, al momento della morte del loro congiunto, in presenza di determinati requisiti, ad un trattamento economico. In particolare, nel caso di figli, costoro hanno diritto a percepire la cosiddetta pensione di reversibilità (detta anche pensione ai superstiti) nei seguenti casi: sempre, quando siano minori di età e comunque fino al raggiungimento della maggiore età; non oltre il ventunesimo anno di età se studenti di scuola media o professionale; non oltre il ventiseiesimo anno di età nel caso siano studenti universitari.
La norma non prevede invece limiti di età per i figli riconosciuti “inabili al lavoro” purché al momento del decesso del genitore siano a carico di questo.
In particolare, l’articolo del regio decreto legge già citato dispone che: ”Ai fini del diritto alla pensione ai superstiti, i figli in età superiore ai 18 anni e inabili al lavoro, i figli studenti, i genitori, nonché i fratelli celibi e le sorelle nubili permanentemente inabili al lavoro, si considerano a carico dell’assicurato o del pensionato se questi, prima del decesso, provvedeva al loro sostentamento in maniera continuativa. Il figlio riconosciuto inabile al lavoro a norma dell’articolo 39 del D.P.R. 26 aprile 1957, n.818, nel periodo compreso tra la data della morte dell’assicurato o del pensionato e il compimento del 18° anno di età, conserva il diritto alla pensione di reversibilità anche dopo il compimento della predetta età”.
L’interpretazione di tale disposizione ha creato non pochi problemi in sede giurisprudenziale, con riferimento alla modificazione dei requisiti per il percepimento della pensione di reversibilità. L’erede per avere diritto alla pensione di reversibilità deve essere inabile al lavoro e a carico del defunto. Per stabilire queste due condizioni l’ente erogatore della pensione prende come riferimento il momento del decesso del lavoratore. Ciò significa che se una persona viene riconosciuta titolare del diritto alla pensione di reversibilità, perché in quel momento ricorrono i requisiti necessari, questo stesso diritto viene meno, se successivamente, uno di questi requisiti viene a modificarsi, anche solo in parte o per un periodo temporaneo. Se quindi una persona giudicata “inabile al lavoro” è successivamente assunta o svolge una qualsiasi attività lavorativa, anche part-time, per la quale non percepisce un profitto adeguato per provvedere alle proprie esigenze di vita, questa perde il diritto alla pensione di reversibilità; e tale perdita è definitiva. In altri termini, come confermato dalla circolare INPS n.289 del 24 dicembre 1991, è esclusa la possibilità di ripristino della pensione anche nel caso in cui intervengano successivamente le dimissioni o il licenziamento. L’unica eccezione contemplata è stata fino ad ora individuata dall’INPS con la circolare n. 137 del 10 luglio 2001, nella quale è stato specificato che le persone dichiarate” persone svantaggiate” ai sensi dell’articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381 che svolgono attività lavorativa con finalità terapeutica presso cooperative sociali, conservano il diritto a percepire la pensione di reversibilità, in quanto l’attività svolta da costoro viene considerata come attività con funzione occupazionale terapeutica ai fini della specializzazione degli interessati e dello sgravio della famiglia dagli obblighi di sorveglianza e, quindi, non viene considerata ostativa al riconoscimento o all’erogazione della pensione ai supersiti in ragione delle sue funzioni ”essenzialmente terapeutiche” .
Nel ddl si ritiene invece giusto e opportuno,nonché necessario, estendere anche ad altre tipologie di lavoro svolto da parte di figli “inabili il riconoscimento a conservare il diritto di percepire la pensione di reversibilità.
La Corte Costituzionale ha avuto modo di pronunciarsi in più occasioni sui rapporti tra diritto alla pensione di reversibilità e titolarità di redditi da parte degli orfani. Anche la giurisprudenza ordinaria, con riferimento specifico alla inabilità, ha più volte affermato che il requisito della “inabilità al lavoro” del figlio superstite beneficiario della pensione di reversibilità non deve più essere limitato all’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa; bensì deve essere individuato nella concreta incapacità, tenuto conto delle condizioni del mercato lavorativo, di dedicarsi ad un’attività lavorativa utile ed idonea a soddisfare in modo normale e non usurante le primarie esigenze di vita dell’interessato.
Questo disegno di legge si prefigge dunque lo scopo di eliminare la denunciata irrazionalità derivante dalla “inesorabile” esclusione della pensione di reversibilità per la mera titolarità, da parte dell’orfano inabile, di un lavoro produttivo di un reddito anche minimo, in attuazione degli articoli 4 e 35 della Costituzione, che affermano il diritto di ognuno al lavoro.
A tal fine si propone dunque di modificare l’articolo 13 del già citato regio decreto- legge n. 636, del 1939, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 1272 del 1939, che disciplina il diritto alla pensione di reversibilità, aggiungendo espressamente la previsione che il figlio superstite riconosciuto inabile al lavoro non perda il diritto a percepire la pensione di reversibilità se svolge un’attività lavorativa comunque retribuita, purché il reddito annuo imponibile ai fini dell’imposta sul reddito (IRE) derivante dalla predetta attività lavorativa non superi quello stabilito per l’erogazione della pensione per gli invalidi civili, aumentato dell’indennità di accompagnamento. Nel caso di superamento della soglia di reddito così individuata, il diritto alla pensione di reversibilità viene temporaneamente sospeso, per essere riacquistato nel caso di cessazione della predetta attività lavorativa.
Un disegno di legge per garantire il diritto alla pensione di reversibilità ai figli inabili superstiti. Questo l’oggetto di un’iniziativa legislativa della Senatrice Baio Dossi e del Senatore Luigi Bobba in materia di nuove norme di diritto alla pensione di reversibilità per i figli inabili.
Lo scopo del ddl è di introdurre una modifica alla normativa vigente che, a norma dell’articolo 13 del regio decreto - legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito con modificazione, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272,- stabilisce che i familiari del lavoratore hanno diritto, al momento della morte del loro congiunto, in presenza di determinati requisiti, ad un trattamento economico. In particolare, nel caso di figli, costoro hanno diritto a percepire la cosiddetta pensione di reversibilità (detta anche pensione ai superstiti) nei seguenti casi: sempre, quando siano minori di età e comunque fino al raggiungimento della maggiore età; non oltre il ventunesimo anno di età se studenti di scuola media o professionale; non oltre il ventiseiesimo anno di età nel caso siano studenti universitari.
La norma non prevede invece limiti di età per i figli riconosciuti “inabili al lavoro” purché al momento del decesso del genitore siano a carico di questo.
In particolare, l’articolo del regio decreto legge già citato dispone che: ”Ai fini del diritto alla pensione ai superstiti, i figli in età superiore ai 18 anni e inabili al lavoro, i figli studenti, i genitori, nonché i fratelli celibi e le sorelle nubili permanentemente inabili al lavoro, si considerano a carico dell’assicurato o del pensionato se questi, prima del decesso, provvedeva al loro sostentamento in maniera continuativa. Il figlio riconosciuto inabile al lavoro a norma dell’articolo 39 del D.P.R. 26 aprile 1957, n.818, nel periodo compreso tra la data della morte dell’assicurato o del pensionato e il compimento del 18° anno di età, conserva il diritto alla pensione di reversibilità anche dopo il compimento della predetta età”.
L’interpretazione di tale disposizione ha creato non pochi problemi in sede giurisprudenziale, con riferimento alla modificazione dei requisiti per il percepimento della pensione di reversibilità. L’erede per avere diritto alla pensione di reversibilità deve essere inabile al lavoro e a carico del defunto. Per stabilire queste due condizioni l’ente erogatore della pensione prende come riferimento il momento del decesso del lavoratore. Ciò significa che se una persona viene riconosciuta titolare del diritto alla pensione di reversibilità, perché in quel momento ricorrono i requisiti necessari, questo stesso diritto viene meno, se successivamente, uno di questi requisiti viene a modificarsi, anche solo in parte o per un periodo temporaneo. Se quindi una persona giudicata “inabile al lavoro” è successivamente assunta o svolge una qualsiasi attività lavorativa, anche part-time, per la quale non percepisce un profitto adeguato per provvedere alle proprie esigenze di vita, questa perde il diritto alla pensione di reversibilità; e tale perdita è definitiva. In altri termini, come confermato dalla circolare INPS n.289 del 24 dicembre 1991, è esclusa la possibilità di ripristino della pensione anche nel caso in cui intervengano successivamente le dimissioni o il licenziamento. L’unica eccezione contemplata è stata fino ad ora individuata dall’INPS con la circolare n. 137 del 10 luglio 2001, nella quale è stato specificato che le persone dichiarate” persone svantaggiate” ai sensi dell’articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381 che svolgono attività lavorativa con finalità terapeutica presso cooperative sociali, conservano il diritto a percepire la pensione di reversibilità, in quanto l’attività svolta da costoro viene considerata come attività con funzione occupazionale terapeutica ai fini della specializzazione degli interessati e dello sgravio della famiglia dagli obblighi di sorveglianza e, quindi, non viene considerata ostativa al riconoscimento o all’erogazione della pensione ai supersiti in ragione delle sue funzioni ”essenzialmente terapeutiche” .
Nel ddl si ritiene invece giusto e opportuno,nonché necessario, estendere anche ad altre tipologie di lavoro svolto da parte di figli “inabili il riconoscimento a conservare il diritto di percepire la pensione di reversibilità.
La Corte Costituzionale ha avuto modo di pronunciarsi in più occasioni sui rapporti tra diritto alla pensione di reversibilità e titolarità di redditi da parte degli orfani. Anche la giurisprudenza ordinaria, con riferimento specifico alla inabilità, ha più volte affermato che il requisito della “inabilità al lavoro” del figlio superstite beneficiario della pensione di reversibilità non deve più essere limitato all’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa; bensì deve essere individuato nella concreta incapacità, tenuto conto delle condizioni del mercato lavorativo, di dedicarsi ad un’attività lavorativa utile ed idonea a soddisfare in modo normale e non usurante le primarie esigenze di vita dell’interessato.
Questo disegno di legge si prefigge dunque lo scopo di eliminare la denunciata irrazionalità derivante dalla “inesorabile” esclusione della pensione di reversibilità per la mera titolarità, da parte dell’orfano inabile, di un lavoro produttivo di un reddito anche minimo, in attuazione degli articoli 4 e 35 della Costituzione, che affermano il diritto di ognuno al lavoro.
A tal fine si propone dunque di modificare l’articolo 13 del già citato regio decreto- legge n. 636, del 1939, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 1272 del 1939, che disciplina il diritto alla pensione di reversibilità, aggiungendo espressamente la previsione che il figlio superstite riconosciuto inabile al lavoro non perda il diritto a percepire la pensione di reversibilità se svolge un’attività lavorativa comunque retribuita, purché il reddito annuo imponibile ai fini dell’imposta sul reddito (IRE) derivante dalla predetta attività lavorativa non superi quello stabilito per l’erogazione della pensione per gli invalidi civili, aumentato dell’indennità di accompagnamento. Nel caso di superamento della soglia di reddito così individuata, il diritto alla pensione di reversibilità viene temporaneamente sospeso, per essere riacquistato nel caso di cessazione della predetta attività lavorativa.
SICCITA': LEGAMBIENTE ONLINE, ALL'ITALIA RECORD SPRECHI D'ACQUA
(ASCA) - Roma, 24 apr - L'Italia ha un record davvero poco invidiabile: quello degli sprechi d'acqua. Siamo tra i principali consumatori di acqua al mondo, non solo per le perdite nella rete di distribuzione, ma anche per la leggerezza con cui abusiamo di questo bene. Da Legambiente qualche numero che da' l'idea del fenomeno. Ogni italiano usa 213 litri d'acqua al giorno, ma i consumi domestici potrebbero essere ridotti del 50% senza ripercussioni sul benessere. Ogni giorno c'e' una perdita media di 104 litri d'acqua per abitante, pari al 27% del totale dell'acqua prelevata. Le cause sono attribuibili al pessimo stato di manutenzione che porta a perdite tra il 20 e il 40%, con un valore medio nazionale del 33% e ad un'eta' delle tubature che oscilla tra i 25 e i 42 anni. Una pessima gestione della risorsa idrica che fa si' che nel nostro Paese, nonostante sia fra i piu' ricchi di acqua al mondo, con una disponibilita' teorica annua di 155 miliardi di metri cubi, pari a 2700 metri cubi per abitante, importanti aree soffrano ancora di scarsita' idrica. Il 12% della popolazione subisce discontinuita' nell'erogazione e questa percentuale sale al 24% nelle isole e al 18% nelle regioni meridionali. Le perdite idriche raggiungono ''vertici'' disastrosi in Molise (63% di acqua perduta sul totale erogato), Puglia (54%), Calabria (52%), Basilicata (50%), nell'hinterland napoletano (48%), in Abruzzo (45%, ma con punte anche del 75%) e in Sicilia (40%). Ma per dissetarsi la maggior parte di noi si affida all'acqua minerale in bottiglia. Un'abitudine che ci fa acquistare un altro record poco invidiabile: siamo il Paese dove si consuma in assoluto piu' acqua minerale al mondo, con un consumo pro-capite di 165 litri l'anno. La vetta della classifica delle regioni divoratrici d'acqua e' formata da Toscana con 198 litri pro-capite l'anno, Lombardia con 193 litri, Emilia-Romagna e Veneto con 179 litri pro-capite. Nella sola ristorazione si utilizza acqua minerale per oltre 700 milioni l'anno pari al 35% del mercato nazionale, mentre dopo anni di crescita a due cifre, ora il mercato familiare e' considerato quasi saturo (cresce al Sud, decresce al Nord). Tutto questo, nonostante l'acqua imbottigliata costituisca un peso ambientale elevatissimo per il nostro Paese (contenitori da riciclare o smaltire, tir inquinanti che viaggiano su strada per trasportarla). res-mpd/cam/ss
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martedì, aprile 24, 2007
«Bonus bebè fino ai tre mesi»
L'assegno già dalla sedicesima settimana di gravidanza. Proposte della Margherita per il welfare familiare: anche incentivi al part-time
Iva al 4% per le famiglie numerose che debbono acquistare un'auto da almeno sei posti (e pagano un bollo salato). Più asili nido. Incentivi per il part-time. Estensione degli assegni familiari ai figli universitari. Riforma dell'indice di equivalenza Isee (il «quoziente familiare»). Infine, un «Conto personale di cittadinanza» e un «Assegno di nascita», che va dal quarto mese di gravidanza al terzo mese di vita.
Sono numerose le novità e le riforme contenute nel ddl "Norme per la promozione del welfare familiare e generazionale", proposto dai senatori della Margherita Luigi Bobba e Tiziano Treu. E’ un «insieme organico di strumenti per realizzare il sostegno alle famiglie», considerate come soggetto sociale. Sarà portato alla Conferenza nazionale di maggio, ha detto Bobba, responsabile welfare del partito, presentando ieri il ddl nella sede nazionale di Roma, con il coordinatore Antonello Soro e la responsabile per le Politiche di inclusione Margherita Miotto. Le misure sono economiche, di accesso ai servizi, di promozione del lavoro femminile e, infine, riguardano l'investimento generazionale. Sul primo versante si agevolano i recuperi delle detrazioni fiscali non effettuate dai cosiddetti «incapienti» (anche con assegni fino a 200 euro per familiare a carico) e quelle per le spese di assistenza a bimbi e anziani non autosufficienti. Una «Carta famiglia» (su modello francese) agevolerà 1'accesso a servizi culturali, ricreativi, turistici e di trasporto. Per l'indicatore Isee viene fornita una nuova scala di equivalenze, in modo da aiutare le famiglie numerose. Ad esempio, rimodellando le tariffe dei servizi pubblici locali (acqua, gas, rifiuti), che tanto incidono sui bilanci casalinghi. Il ddl punta poi a far realizzare 3mila nuovi asili entro il 2010, incrementando il Fondo istituito dalla finanziaria 2007. Sulla conciliazione tra lavoro e famiglia, oltre a misure di incentivo al part - time, si estende a un anno il congedo parentale (con aumento dell'indennità fino al 70% della retribuzione, per i nuclei a basso reddito, rispetto all'attuale 30% generalizzato) e si prevedono incentivi per i datori che assumono, o riassumono, chi ha lasciato il lavoro per accudire la famiglia in massima parte donne.
Infine, il «Conto di cittadinanza», presso l'Inps, in cui confluiranno, dalla nascita ai 25 anni, contributi volontari, prestiti d'onore, integrativi statali o regionali, borse o assegni di studio. «Il ddI- conclude Bobba - intende rimuovere gli ostacoli al desiderio di fare famiglia di molti giovani e interviene con misure concrete per costruire un nuovo modello di welfare centrato sull'investimento nella famiglia e nelle nuove generazioni». L’impegno di spesa complessivo si aggirerebbe sui due miliardi e mezzo di euro.
di G.San
Sono numerose le novità e le riforme contenute nel ddl "Norme per la promozione del welfare familiare e generazionale", proposto dai senatori della Margherita Luigi Bobba e Tiziano Treu. E’ un «insieme organico di strumenti per realizzare il sostegno alle famiglie», considerate come soggetto sociale. Sarà portato alla Conferenza nazionale di maggio, ha detto Bobba, responsabile welfare del partito, presentando ieri il ddl nella sede nazionale di Roma, con il coordinatore Antonello Soro e la responsabile per le Politiche di inclusione Margherita Miotto. Le misure sono economiche, di accesso ai servizi, di promozione del lavoro femminile e, infine, riguardano l'investimento generazionale. Sul primo versante si agevolano i recuperi delle detrazioni fiscali non effettuate dai cosiddetti «incapienti» (anche con assegni fino a 200 euro per familiare a carico) e quelle per le spese di assistenza a bimbi e anziani non autosufficienti. Una «Carta famiglia» (su modello francese) agevolerà 1'accesso a servizi culturali, ricreativi, turistici e di trasporto. Per l'indicatore Isee viene fornita una nuova scala di equivalenze, in modo da aiutare le famiglie numerose. Ad esempio, rimodellando le tariffe dei servizi pubblici locali (acqua, gas, rifiuti), che tanto incidono sui bilanci casalinghi. Il ddl punta poi a far realizzare 3mila nuovi asili entro il 2010, incrementando il Fondo istituito dalla finanziaria 2007. Sulla conciliazione tra lavoro e famiglia, oltre a misure di incentivo al part - time, si estende a un anno il congedo parentale (con aumento dell'indennità fino al 70% della retribuzione, per i nuclei a basso reddito, rispetto all'attuale 30% generalizzato) e si prevedono incentivi per i datori che assumono, o riassumono, chi ha lasciato il lavoro per accudire la famiglia in massima parte donne.
Infine, il «Conto di cittadinanza», presso l'Inps, in cui confluiranno, dalla nascita ai 25 anni, contributi volontari, prestiti d'onore, integrativi statali o regionali, borse o assegni di studio. «Il ddI- conclude Bobba - intende rimuovere gli ostacoli al desiderio di fare famiglia di molti giovani e interviene con misure concrete per costruire un nuovo modello di welfare centrato sull'investimento nella famiglia e nelle nuove generazioni». L’impegno di spesa complessivo si aggirerebbe sui due miliardi e mezzo di euro.
di G.San
"Concerto per l'acqua". (in tempo di emergenza siccità è molto importante)

"Concerto per l'acqua" A Pozzuoli due giorni di musica con la presenza di padre Alex Zanotelli Giovedì 26 e venerdì 27 (dalle 18,00 alle 24,00) In Piazza della Repubblica
Due giorni di musica per promuovere la raccolta di firme per la Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell'acqua. Le associazioni dei Campi Flegrei e singoli cittadini, su proposta del Comitato Civico in difesa dell'acqua pubblica propongono musica e poesie per promuovere una legge che tuteli la risorsa e la qualità dell'acqua, la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, la gestione dello stesso servizio attraverso strumenti di democrazia partecipata.
Questi gli artisti che si alterneranno sul palco nel corso delle due serate: Roberto Lagoa, Charles & Marzouk band, Gatti distratti, Campania Felix, Carlo Faiello, D'Aqui dub famiglia, AcuiTrio, Cornamuse, Damadaka, Echi Flegrei, Lorenzo Niego e Mescla, Acqui Trio, Compagnia di Canto Libero, Max Maber Orkestra.
Giovedì Art Garage in "Walking on red flowers", coreografia Emma Cianchi, danza Paola Montanaro e intervento del poeta Mimmo Grasso.
Venerdì, a chiusura della manifestazione, concluderanno Salvatore Carnevale e padre Alex Zanotelli. Presenterà le serate l'attrice Lina Perrella.
Per l'occasione ci saranno banchetti per la raccolta di firme.
Promuovono l'iniziativa: Altro Modo Flegreo, Caracol, Ars Gratia, Coordinamento Donne Area Flegrea, Donne in nero, Gas Flegreo, le Ali di Dedalo, Le Tre Ghinee Nemesiache, Lux in Fabula, Rete per il Nuovo Municipio di Pozzuoli, Spirito di Gruppo.
Con il contributo del Partito della Rifondazione comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Verdi, Sinistra Ds, Cgil - Funzione Pubblica e gli sponsor "Alam Italy", "Sobar", "ArtGarage", Libreria "Cion Cion Blu" e Bottega "Dolci Qualità".
Iniziativa a cura del "Comitato Civico Flegreo per l'acqua" (333.5728107 - 338.1722826)
Due giorni di musica per promuovere la raccolta di firme per la Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell'acqua. Le associazioni dei Campi Flegrei e singoli cittadini, su proposta del Comitato Civico in difesa dell'acqua pubblica propongono musica e poesie per promuovere una legge che tuteli la risorsa e la qualità dell'acqua, la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, la gestione dello stesso servizio attraverso strumenti di democrazia partecipata.
Questi gli artisti che si alterneranno sul palco nel corso delle due serate: Roberto Lagoa, Charles & Marzouk band, Gatti distratti, Campania Felix, Carlo Faiello, D'Aqui dub famiglia, AcuiTrio, Cornamuse, Damadaka, Echi Flegrei, Lorenzo Niego e Mescla, Acqui Trio, Compagnia di Canto Libero, Max Maber Orkestra.
Giovedì Art Garage in "Walking on red flowers", coreografia Emma Cianchi, danza Paola Montanaro e intervento del poeta Mimmo Grasso.
Venerdì, a chiusura della manifestazione, concluderanno Salvatore Carnevale e padre Alex Zanotelli. Presenterà le serate l'attrice Lina Perrella.
Per l'occasione ci saranno banchetti per la raccolta di firme.
Promuovono l'iniziativa: Altro Modo Flegreo, Caracol, Ars Gratia, Coordinamento Donne Area Flegrea, Donne in nero, Gas Flegreo, le Ali di Dedalo, Le Tre Ghinee Nemesiache, Lux in Fabula, Rete per il Nuovo Municipio di Pozzuoli, Spirito di Gruppo.
Con il contributo del Partito della Rifondazione comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Verdi, Sinistra Ds, Cgil - Funzione Pubblica e gli sponsor "Alam Italy", "Sobar", "ArtGarage", Libreria "Cion Cion Blu" e Bottega "Dolci Qualità".
Iniziativa a cura del "Comitato Civico Flegreo per l'acqua" (333.5728107 - 338.1722826)
Referendum elettorale: partita la raccolta delle firme. Un articolo di Amedeo Lepore del Comitato promotore napoletano.
Oggi inizia la raccolta delle firme per il referendum sulla legge elettorale, che si protrarrà fino alla fine di luglio. L’iniziativa referendaria ha avuto origine per debellare il cosiddetto “porcellum”, secondo la definizione dei suoi stessi estensori, un provvedimento scellerato e rovinoso, che ha aggravato le condizioni del nostro sistema democratico, rendendo ancor più precaria la stabilità e l’efficienza delle istituzioni. L’affermazione di una logica proporzionale, con la scomparsa dell’indicazione della coalizione e del candidato premier dalle schede, con il superamento dei collegi uninominali, si è sommata all’esaltazione del centralismo e di ristrette oligarchie, impedendo agli elettori perfino di scegliere i propri eletti. Al cittadino è rimasta, in pratica, solo la possibilità di votare una lista, con un lungo elenco di nomi. Gli effetti di questa legge, che ha consentito di far entrare in Parlamento anche chi ha ricevuto meno dell’uno per cento dei consensi e di eleggere ben un terzo dei parlamentari solo grazie all’opzione di chi si è candidato in più circoscrizioni, sono sotto gli occhi di tutti. In questo modo, si è pericolosamente accelerata la crisi della democrazia italiana, si è prodotto un vero e proprio sbriciolamento della rappresentanza, allungando sempre più le distanze tra elettori ed eletti. In un paese che negli ultimi anni si è progressivamente allontanato dai centri avanzati dello sviluppo mondiale, questa scelta ha colpito profondamente anche la possibilità di un più rapido riallineamento economico. Il referendum, quindi, vuole restituire sovranità ai cittadini, sollevando una questione generale di credibilità e di riforma del sistema politico. I primi due quesiti referendari si concentrano sulla possibilità di assicurare un premio di maggioranza alla lista più votata, anziché alla coalizione, e sull’innalzamento della soglia di sbarramento, che verrebbe portata al 4% alla Camera e all’8% al Senato. Il terzo quesito referendario si pone l’obiettivo dell’abrogazione delle candidature multiple, contrastando le attuali forme di cooptazione dall’alto dei rappresentanti politici. Si tratta, naturalmente, delle modifiche realizzabili con lo strumento del referendum, non di una nuova legge. Tuttavia, va considerato che se non si fosse avviato concretamente il percorso referendario nei mesi scorsi, il tema della modifica delle norme elettorali difficilmente sarebbe entrato tra le priorità dell’azione legislativa. Infatti, dopo il lavoro istruttorio del ministro Chiti, le aule parlamentari si apprestano – proprio nei giorni di avvio della raccolta delle firme – ad un confronto di merito sulla possibilità di riscrivere le disposizioni di legge attuali. Se il Parlamento riuscisse ad approvare una buona normativa, entro il termine di un anno, il referendum non avrebbe ragione di svolgersi; ma l’esistenza delle firme avrebbe rappresentato una potente sollecitazione ad un’attività di riforma elettorale senza inganni. Nel caso contrario, il referendum sarebbe il mezzo concreto per ridare la parola agli elettori e non essere costretti a conservare la legge in vigore. Naturalmente, in ambedue i casi, tornerebbe il tema della libera scelta degli eletti da parte dei cittadini, magari attraverso la reintroduzione del sistema dei collegi, migliorato dalla normale adozione delle primarie per la scelta dei candidati. L’iniziativa referendaria non è contro i partiti, come strumento di regolazione della democrazia, ma può rappresentare, al tempo stesso, una scossa salutare per la riforma della politica e una spinta per la semplificazione del sistema dei partiti. A Napoli e in Campania, questa esigenza è profondamente avvertita, perciò è molto probabile che saranno in tanti, cittadini, associazioni, personalità e forze sociali, a fornire un sostanziale apporto al successo della raccolta delle firme. E a un disegno più complessivo di modernizzazione del paese.
Amedeo Lepore
Amedeo Lepore
DIAMO SPAZIO AL POPOLO DEL DARFUR!!
Venti di guerra ci giungono attraverso i telegiornali da più parti del mondo, ma le vere battaglie sono altrove e nessuno ne parla.
La vera battaglia è quella che i padri e le madri dei popoli del Sudan, dello Zimbabwe, del Congo, del Nepal, del Myanmar, dello Sri Lanka e di tante altre parti del mondo, combattono ogni giorno per la sopravvivenza dei propri figli.
Saremo riuniti a Roma, per la prima volta in Italia, come se fossimo intorno a un grande tavolo, insieme a tutti coloro che lì non potranno essere ma che ci seguiranno idealmente, e ci RESTEREMO! intorno a questo tavolo a testimoniare, con il nostro digiuno dalla violenza e dall’ipocrisia, incuranti delle bandiere e delle fedi che ci vorrebbero divisi, a testimoniare la nostra solidarietà ai civili del Darfur vittime, VITTIME! di una guerra senza senso che dura ormai da quattro anni, ma ancora più grave, vittime VITTIME! del SILENZIO dei Paesi democratici del mondo.
E’ il nostro SILENZIO, più di ogni altra cosa, a uccidere il DARFUR!
CHIEDIAMO che del DARFUR parlino nei nostri telegiornali, VOGLIAMO più DARFUR e meno gossip, VOGLIAMO che si parli del DARFUR e delle crisi umanitarie del mondo, perché quando i cittadini sapranno allora la classe politica sarà costretta a rendere conto della sua IMPERDONABILE indifferenza.
CHIEDIAMO una forza di PACE sotto le insegne dell’ONU e dell’ Unione Africana in Darfur, che permetta alle organizzazioni umanitarie di operare in SICUREZZA e che permetta ai rifugiati e agli sfollati di tornare ad abitare e a ricostruire le proprie case.
QUESTO noi chiediamo e per questo saremo a Roma il 29 Aprile al Colosseo!
E’ ora di dare spazio a chi NON PUO’ pagarselo!
DIAMO SPAZIO AL POPOLO DEL DARFUR!!
Italian Blogs for Darfur
http://www.italianblogsfordarfur.it
info@italianblogsfordarfur.it
La vera battaglia è quella che i padri e le madri dei popoli del Sudan, dello Zimbabwe, del Congo, del Nepal, del Myanmar, dello Sri Lanka e di tante altre parti del mondo, combattono ogni giorno per la sopravvivenza dei propri figli.
Saremo riuniti a Roma, per la prima volta in Italia, come se fossimo intorno a un grande tavolo, insieme a tutti coloro che lì non potranno essere ma che ci seguiranno idealmente, e ci RESTEREMO! intorno a questo tavolo a testimoniare, con il nostro digiuno dalla violenza e dall’ipocrisia, incuranti delle bandiere e delle fedi che ci vorrebbero divisi, a testimoniare la nostra solidarietà ai civili del Darfur vittime, VITTIME! di una guerra senza senso che dura ormai da quattro anni, ma ancora più grave, vittime VITTIME! del SILENZIO dei Paesi democratici del mondo.
E’ il nostro SILENZIO, più di ogni altra cosa, a uccidere il DARFUR!
CHIEDIAMO che del DARFUR parlino nei nostri telegiornali, VOGLIAMO più DARFUR e meno gossip, VOGLIAMO che si parli del DARFUR e delle crisi umanitarie del mondo, perché quando i cittadini sapranno allora la classe politica sarà costretta a rendere conto della sua IMPERDONABILE indifferenza.
CHIEDIAMO una forza di PACE sotto le insegne dell’ONU e dell’ Unione Africana in Darfur, che permetta alle organizzazioni umanitarie di operare in SICUREZZA e che permetta ai rifugiati e agli sfollati di tornare ad abitare e a ricostruire le proprie case.
QUESTO noi chiediamo e per questo saremo a Roma il 29 Aprile al Colosseo!
E’ ora di dare spazio a chi NON PUO’ pagarselo!
DIAMO SPAZIO AL POPOLO DEL DARFUR!!
Italian Blogs for Darfur
http://www.italianblogsfordarfur.it
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lunedì, aprile 23, 2007
Parte la raccolta delle firme per il referendum sulla legge elettorale

Il Comitato promotore dei referendum elettorali prende atto positivamente della volonta' del Presidente del Consiglio Romano Prodi di promuovere una riforma che ''accoglie i quesiti del referendum''. Quanto all'appello del Presidente del Consiglio a rinviare la raccolta delle firme il Comitato rimane fermo alle dichiarazioni dello stesso Presidente del Consiglio del 4 marzo scorso secondo le quali ''non e' la trattativa che sospende il referendum, ma l'accordo''. Da allora siamo in attesa di conoscere i contenuti di tale accordo per poterlo valutare senza pregiudizi''. E' quanto si legge in una nota del Comitato promotore del referendum.
A questo proposito il Presidente del Comitato Giovanni Guzzetta, in data 6 aprile scorso, si e' rivolto con una lettera aperta al Presidente del Consiglio e all'On. Berlusconi, capo dell'opposizione, perche' i contenuti di tale accordo fossero resi noti al Paese. A tutt'oggi non e' pervenuta alcuna risposta. Il Comitato ribadisce che il referendum non e' un fine, ma e' l'unico mezzo costituzionale nelle mani dei cittadini. Il fine e' la salvezza del Paese di fronte al processo regressivo prodottosi a seguito dell'approvazione dell'attuale legge elettorale. Abbiamo tenuto sempre una condotta responsabile, lineare e trasparente.
Se il Parlamento varera' una nuova legge elettorale nel senso auspicato anche dal Presidente del Consiglio nelle dichiarazioni di oggi saremo i primi a rallegrarcene e il processo referendario si fermera' un minuto dopo la firma del Capo dello Stato. Raccogliendo le firme noi raccoglieremo e sosterremo la domanda di cambiamento e insieme ai cittadini attendiamo che i partiti facciano la loro parte con altrettanta responsabilita’.
Giovanni Guzzetta Presidente del Comitato Promotore per il Referendum
Mario Segni Coordinatore del Comitato Promotore per il Referendum
Natale D’Amico Tesoriere del Comitato Promotore per il Referendum
SEDE DEL COMITATO REFERENDARIO:
Via di Torre Argentina 18
00186 Roma
Per informazioni o per aderire chiamare dalle 09.30 alle 18.30 i seguenti numeri:
06/68809124 fax 06/68808926
Oppure inviare una mail a:
info@referendumelettorale.org
A questo proposito il Presidente del Comitato Giovanni Guzzetta, in data 6 aprile scorso, si e' rivolto con una lettera aperta al Presidente del Consiglio e all'On. Berlusconi, capo dell'opposizione, perche' i contenuti di tale accordo fossero resi noti al Paese. A tutt'oggi non e' pervenuta alcuna risposta. Il Comitato ribadisce che il referendum non e' un fine, ma e' l'unico mezzo costituzionale nelle mani dei cittadini. Il fine e' la salvezza del Paese di fronte al processo regressivo prodottosi a seguito dell'approvazione dell'attuale legge elettorale. Abbiamo tenuto sempre una condotta responsabile, lineare e trasparente.
Se il Parlamento varera' una nuova legge elettorale nel senso auspicato anche dal Presidente del Consiglio nelle dichiarazioni di oggi saremo i primi a rallegrarcene e il processo referendario si fermera' un minuto dopo la firma del Capo dello Stato. Raccogliendo le firme noi raccoglieremo e sosterremo la domanda di cambiamento e insieme ai cittadini attendiamo che i partiti facciano la loro parte con altrettanta responsabilita’.
Giovanni Guzzetta Presidente del Comitato Promotore per il Referendum
Mario Segni Coordinatore del Comitato Promotore per il Referendum
Natale D’Amico Tesoriere del Comitato Promotore per il Referendum
SEDE DEL COMITATO REFERENDARIO:
Via di Torre Argentina 18
00186 Roma
Per informazioni o per aderire chiamare dalle 09.30 alle 18.30 i seguenti numeri:
06/68809124 fax 06/68808926
Oppure inviare una mail a:
info@referendumelettorale.org
Napoli: UNA PARATA e molto di più PER FESTEGGIARE LA GIORNATA MONDIALE della DANZA
Organizzata da Movimento Danza per il sesto anno consecutivo
UNA PARATA e molto di più PER FESTEGGIARE LA GIORNATA MONDIALE della DANZA
Domenica 29 aprile, con la PARATA DELLA DANZA e molto di più, che attraverserà le strade di Napoli, Movimento Danza (Ente di Promozione Nazionale riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall’Unione Europea, nonché membro dell’International Dance Council – UNESCO) festeggia anche quest’anno la Giornata Mondiale della Danza, ideata 25 anni fa dall’UNESCO. Una giornata che accomuna tutti i paesi del mondo e che grazie a Movimento Danza, da sei anni, è diventata per l’Italia e Napoli un grande evento.
Con la direzione artistica di Gabriella Stazio, la parata invaderà le strade della città nel rispetto dello spirito della Giornata Mondiale nata per chi alla danza si è già avvicinato, ma anche per chi fino ad oggi ha soltanto sognato di farlo.
La Parata prenderà il via alle ore 11 e si svolgerà in una zona determinata di Napoli, la Collina del Vomero, con un tragitto che prevede la partenza in Piazza degli Artisti (lato Posta), l’attraversamento di Via Luca Giordano e l’arrivo alla fine di Via Alessandro Scarlatti.
Parteciperanno artisti, musicisti, performer, ballerini, cantanti, attori e mimi, volti noti del mondo della danza, della musica e dello spettacolo insieme a tanti giovani artisti.
Poiché la danza, secondo lo spirito di questa manifestazione, accomuna tutti coloro che amano l’arte.
Tra i testimonial alcuni solisti e primi ballerini del Teatro di San Carlo di Napoli, Ugo Ranieri, Patrizia Manieri, Francesco Volpe, Roberta De Intiniis, Riccardo Riccardi, che saranno accompagnati dagli allievi della Scuola del Massimo napoletano diretta come la Compagnia da Anna Razzi. Poi ci saranno i musicisti Francesco D’Errico, Aldo Farias, Marco Sannini, Pasquale Scialò, Marco Zurzolo, la cantante Brunella Selo. E anche gli attori Raffaele di Florio, Francesco Vitiello, il ballerino Fabio Molfesi ed Angela Picardi della Commissione Danza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Durante il percorso si darà vita ad una performance itinerante grazie all’esibizione di numerosi gruppi. Inoltre altre performance si terranno contemporaneamente all’inizio della parata nella zona pedonale di Via Scarlatti. Antonello Cossia leggerà un brano su “La danza della vita”; l’Orchestra Collegium Philarmonicum diretta dal maestro Gennaro Cappabianca, farà ascoltare un estratto da “Tempo di tango” 2006; la Compagnia Dinamo 3 reciterà “Il re muore” di Eugene Ionescu; Drama Donna con Cinzia Mirabella farà un monologo dal titolo “Matrigna metropolitana”. Si ascolterà tanta musica con Marco Sannini e l’Ensemble Jazz del Conservatorio di San Pietro a Majella, la Ipsedixie Band, mentre La festa dei folli offrirà musica napoletana. Con Mesogea sentiremo i ritmi del Mediterraneo, dal Theatre de Poche si vedrà “Per Amor di Isabella”, le esibizioni di Massimimo e la mostra fotografica di Alessandro de Falco. La parata si chiuderà con l’orchestra Quebradera dalla quale si ascolteranno ritmi indiavolati di samba e batucada. Insomma ce ne sarà per tutti i gusti.
Anche quest’anno, come ogni anno, poi, sarà letto a Napoli, come in tutto il mondo il messaggio di una personalità della danza di fama mondiale. E’ la volta di Sasha Waltz, coreografa e regista berlinese. Ecco il suo messaggio: “Si danza ai compleanni, ai matrimoni, nelle strade, nei salotti, sul palcoscenico, dietro le quinte. Per comunicare gioia e dolore, come rituale, per vivere esperienze estreme. La danza è un linguaggio universale: ambasciatrice per un mondo di pace, per l’uguaglianza, la tolleranza e la compassione. La danza insegna la sensibilità, la consapevolezza, la percezione del momento. La danza è manifestazione di vita. La danza è trasformazione. La danza è espressione dell’anima. La danza dà al corpo una dimensione spirituale. La danza ci dà la possibilità di sentire il nostro corpo, di innalzarci, di andare oltre, di diventare un altro corpo. La danza è partecipare attivamente alla vibrazione dell’universo”.
Per partecipare alla parata non è necessaria alcuna prenotazione, la manifestazione è libera.
Per informazioni chiamare MOVIMENTO DANZA 081-5780542 e-mail: info@movimentodanza.org http://www.gmdanza.it
Fonte RAFFAELLA TRAMONTANO
UNA PARATA e molto di più PER FESTEGGIARE LA GIORNATA MONDIALE della DANZA
Domenica 29 aprile, con la PARATA DELLA DANZA e molto di più, che attraverserà le strade di Napoli, Movimento Danza (Ente di Promozione Nazionale riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall’Unione Europea, nonché membro dell’International Dance Council – UNESCO) festeggia anche quest’anno la Giornata Mondiale della Danza, ideata 25 anni fa dall’UNESCO. Una giornata che accomuna tutti i paesi del mondo e che grazie a Movimento Danza, da sei anni, è diventata per l’Italia e Napoli un grande evento.
Con la direzione artistica di Gabriella Stazio, la parata invaderà le strade della città nel rispetto dello spirito della Giornata Mondiale nata per chi alla danza si è già avvicinato, ma anche per chi fino ad oggi ha soltanto sognato di farlo.
La Parata prenderà il via alle ore 11 e si svolgerà in una zona determinata di Napoli, la Collina del Vomero, con un tragitto che prevede la partenza in Piazza degli Artisti (lato Posta), l’attraversamento di Via Luca Giordano e l’arrivo alla fine di Via Alessandro Scarlatti.
Parteciperanno artisti, musicisti, performer, ballerini, cantanti, attori e mimi, volti noti del mondo della danza, della musica e dello spettacolo insieme a tanti giovani artisti.
Poiché la danza, secondo lo spirito di questa manifestazione, accomuna tutti coloro che amano l’arte.
Tra i testimonial alcuni solisti e primi ballerini del Teatro di San Carlo di Napoli, Ugo Ranieri, Patrizia Manieri, Francesco Volpe, Roberta De Intiniis, Riccardo Riccardi, che saranno accompagnati dagli allievi della Scuola del Massimo napoletano diretta come la Compagnia da Anna Razzi. Poi ci saranno i musicisti Francesco D’Errico, Aldo Farias, Marco Sannini, Pasquale Scialò, Marco Zurzolo, la cantante Brunella Selo. E anche gli attori Raffaele di Florio, Francesco Vitiello, il ballerino Fabio Molfesi ed Angela Picardi della Commissione Danza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Durante il percorso si darà vita ad una performance itinerante grazie all’esibizione di numerosi gruppi. Inoltre altre performance si terranno contemporaneamente all’inizio della parata nella zona pedonale di Via Scarlatti. Antonello Cossia leggerà un brano su “La danza della vita”; l’Orchestra Collegium Philarmonicum diretta dal maestro Gennaro Cappabianca, farà ascoltare un estratto da “Tempo di tango” 2006; la Compagnia Dinamo 3 reciterà “Il re muore” di Eugene Ionescu; Drama Donna con Cinzia Mirabella farà un monologo dal titolo “Matrigna metropolitana”. Si ascolterà tanta musica con Marco Sannini e l’Ensemble Jazz del Conservatorio di San Pietro a Majella, la Ipsedixie Band, mentre La festa dei folli offrirà musica napoletana. Con Mesogea sentiremo i ritmi del Mediterraneo, dal Theatre de Poche si vedrà “Per Amor di Isabella”, le esibizioni di Massimimo e la mostra fotografica di Alessandro de Falco. La parata si chiuderà con l’orchestra Quebradera dalla quale si ascolteranno ritmi indiavolati di samba e batucada. Insomma ce ne sarà per tutti i gusti.
Anche quest’anno, come ogni anno, poi, sarà letto a Napoli, come in tutto il mondo il messaggio di una personalità della danza di fama mondiale. E’ la volta di Sasha Waltz, coreografa e regista berlinese. Ecco il suo messaggio: “Si danza ai compleanni, ai matrimoni, nelle strade, nei salotti, sul palcoscenico, dietro le quinte. Per comunicare gioia e dolore, come rituale, per vivere esperienze estreme. La danza è un linguaggio universale: ambasciatrice per un mondo di pace, per l’uguaglianza, la tolleranza e la compassione. La danza insegna la sensibilità, la consapevolezza, la percezione del momento. La danza è manifestazione di vita. La danza è trasformazione. La danza è espressione dell’anima. La danza dà al corpo una dimensione spirituale. La danza ci dà la possibilità di sentire il nostro corpo, di innalzarci, di andare oltre, di diventare un altro corpo. La danza è partecipare attivamente alla vibrazione dell’universo”.
Per partecipare alla parata non è necessaria alcuna prenotazione, la manifestazione è libera.
Per informazioni chiamare MOVIMENTO DANZA 081-5780542 e-mail: info@movimentodanza.org http://www.gmdanza.it
Fonte RAFFAELLA TRAMONTANO
Presentazione del libro: “Lo Spirito di Assisi”
COMUNITA’ DI S. EGIDIO
PARROCCHIA SANTA MARIA A PIAZZA
Via G. A. Campano, 2 - , 80145 Napoli (NA)
Presentazione del libro “Lo Spirito di Assisi” di Jean-Dominique Durand
Ore 19,30
Saluto e introduzione di: Don Giuseppe Volpe Parroco
Relatori:
Eleonora Cavallaro
Presidente regionale ACLI Campania
Vincenzo Somma
Comunità di S. Egidio
PARROCCHIA SANTA MARIA A PIAZZA
Via G. A. Campano, 2 - , 80145 Napoli (NA)
Presentazione del libro “Lo Spirito di Assisi” di Jean-Dominique Durand
Discorsi e Messaggi di Giovanni Paolo II alla Comunità di S.Egidio:
un contributo alla storia della pace
LUNEDI’ 23 APRILE 2007un contributo alla storia della pace
Ore 19,30
Saluto e introduzione di: Don Giuseppe Volpe Parroco
Relatori:
Eleonora Cavallaro
Presidente regionale ACLI Campania
Vincenzo Somma
Comunità di S. Egidio
domenica, aprile 22, 2007
La masseria delle allodole: un' intervista con i fratelli Taviani e il ricordo di un genocidio

Un film, tratto dal romanzo omonimo di Antonia Arslan, che segna il ritorno dietro la macchina da presa della coppia di registi più celebre del cinema italiano. Un incontro con i fratelli Taviani
Come siete venuti a conoscenza del romanzo di Antonia Arslan e perché avete deciso di farlo diventare un film?
Vittorio Taviani: “Facciamo tutto insieme, di diverso abbiamo solo le mogli e le famiglie. Abbiamo letto qualcosa sui giornali poi ci siamo passati il libro. Ci ha interessato perché era una storia importante e vicina all’Italia ma ci si era passati sopra. Paolo aveva una donna delle pulizie che diceva di essere armena e accennava a questi fatti ma non le avevamo mai dato troppo peso. E avevamo un senso di colpa per non averla mai presa troppo in considerazione. La Arslan raccontava la storia palpitante della sua famiglia. Ma c’era qualcosa in comune con il nostro cinema: gli eccidi, la guerra tra popoli che convivono. È una storia ancora molto attuale e rappresentativa di quanto è accaduto in anni recenti in Kosovo, in Bosnia, in Rwanda o in Darfour. Ci colpisce molto quando i vicini di casa si uccidono fra loro. È una delle cose più cupe dell’umanità. È un film che abbiano potuto fare in grande libertà. Facendolo avevamo la sensazione che fosse la cosa più contemporanea da fare ora”.
Avete scelto di restare fedeli al libro o l’avete rivisto liberamente?
Paolo Taviani: “In passato abbiamo tradito Tolstoj e Pirandello, perché il cinema ha un linguaggio diverso dalla letteratura. Scomponiamo un libro in tante parti e lo ricomponiamo come film che è una cosa distinta. Il nostro compito non è illustrare il libro. Nel libro non c’era la scena delle due donne costrette a liberarsi del bambino. Abbiamo trovato gli appunti di una donna armena che raccontava questa cosa. Lo uccidevano schiacciandolo e soffocandolo schiena contro schiena per non guardarlo e quasi confonderlo nel ventre della madre. Alcune scene le abbiamo mostrate, altre sono suggerite. Abbiamo girato quasi tutto con macchina fissa, cercato riprese abbastanza oggettive seguendo il nostro solito modo di girare”.
Già prima della proiezione il film ha suscitato polemiche e qualche protesta da parte turca ...
Vittorio: “Non volevamo fare un film contro la Turchia bensì contro quello che fecero i Giovani turchi, che iniziarono un periodo di violenza. Nel film ci sono anche turchi portatori di forza salvifica. Come il mendicante Nazim che fa la spia per il potere, ma quando si sente quasi complice dei crimini cerca un’altra via e porta alla salvezza i tre bambini che saranno i futuri armeni che sopravvivranno. Anche il personaggio di Moritz Bleibtreu, il soldato Youssouf, non vorrebbe essere là a fare l’aguzzino per le donne che vanno nel deserto a morire. È un personaggio che abbiamo amato molto: testimonia fino in fondo, fino al processo, afferma anche la coscienza dei turchi di oggi”.
Paolo: “Il personaggio di Nazim è nel libro, anche se l’abbiamo cambiato un po’. Alla fine non è una storia d’amore, è la storia di un amore possibile, anche se non si realizza. La ragazza dice che chi ha avuto a che fare con l’orrore non può più amare. Abbiamo letto vari libri sui genocidi. E sappiamo che il film potrà creare dei contrasti all’interno del popolo turco. Speriamo che anche la Turchia lo faccia e che entri nell’Unione Europea, può essere un ponte con il Medio Oriente. Ogni Paese deve fare i conti con il proprio passato. Lo hanno fatto la Germania con il nazismo e l’Italia con il fascismo. Perché nessuno condanna il movimento fascista dei Giovani turchi? Oggi qualcosa sta cambiando. Speriamo che fra qualche anno il nostro film possa essere mostrato nelle scuole turche. Raccontiamo un genocidio provato da tanti fatti e comunque che non spetterebbe a noi – che siamo cineasti e non storici – provare, noi dobbiamo fare spettacolo”.
Vittorio: “Noi non lavoriamo in una prospettiva storica. Mostriamo quel momento storico, che va condannato, il loro punto di partenza nazionalista che è stato punto di partenza per tutti i genocidi. Siamo consci che quel movimento fece anche cose buone che potrebbero essere oggetto di un'altra pellicola. Però quello che fecero in quegli anni va condannato”.
Il fondo europeo Eurimages ha sostenuto il film, ma il rappresentante turco si è espresso a sfavore del finanziamento.
Paolo: “Il rappresentante turco di Eurimages era contro i soldi a noi, ma era solo, isolato, tutti gli altri erano per noi. Tutta Europa era a favore del nostro progetto”.
Vittorio: “Ora potremmo fare come Clint Eastwood e girare ora un altro film nel quale raccontiamo quei fatti dalla parte turca”.
E le zone d’ombra della storia italiana recente, il passato coloniale per esempio? Non avete pensato di farci un film?
Vittorio: “Sulle zone d’ombra nella storia italiana abbiamo già fatto film come “La notte di S. Lorenzo”. Poi c’è anche Monicelli, in chiave più grottesca. Ci sono ancora pagine sconosciute del passato coloniale dell’Italia, temi rimossi come la nostra avventura in Africa. Monicelli ha dato uno scossone anche con “Le rose del deserto”. Ma nessuno ricorda le stragi di Graziani, che sui libri di storia che si usano a scuola è ancora un eroe”.
A questo film si imputa uno stile troppo televisivo.
Paolo: “I nostri ultimi lavori sono stati per la televisione”
Vittorio: “Non possiamo dare ragione a chi dice che siamo televisivi, Facendo i film per la tv eravamo accusato di fare cinema, ora di fare tv. Ma il nostro sguardo è sempre lo stesso. Se un’opera va in due serate in televisione bisogna favorirne la comprensione. Mi viene in mente un carteggio fra Goethe e Schiller sulle loro opere teatrali, se dovessero seguire l’epica o il dramma. Perché l’epica non si evolve, il dramma sì. E concludevano che si dovessero alternare. Lo stesso ora, bisogna tenere conto che c’è la tv anche quando si fa cinema”.
E la scelta di Alessandro Preziosi?
Paolo: “Cercavamo un attore che d’impatto facesse innamorare una donna giovane. Ma che fosse anche bravo. Da qui la scelta di Preziosi. Perché le due cose insieme non sono facili da trovare. Vittorio lo conosceva perché l’aveva visto in “Elisa di Rivombrosa” del quale è un appassionato. Siamo andati a cercarlo e vederlo a teatro, avevamo i fucili puntati su di lui invece ci ha convinto definitivamente. Dussolier che ci ha lavorato insieme ha detto: ma che attori bravi avete in Italia!”.
Del genocidio armeno ci sono poche immagini, voi avete deciso di utilizzarne alcune.
Vittorio: “Molte foto del film sono di un medico tedesco che stava con i turchi e sono tra le poche testimonianze rimaste. Ora lui è un eroe per gli armeni, è considerato alla stregua dei giusti per gli ebrei. Anche le croci su cui venivano appese le donne che cercavano di scappare sono documentate da queste fotografie”.
In una scena molto simbolica un soldato turco rovescia la tavola imbandita nella casa degli armeni e in particolare una zuppiera.
Vittorio: “Le mani del soldato che rovescia la zuppiera dalla tavola sono un simbolo di violenza, di odio, di disprezzo per la ricchezza e per la bellezza. Era anche una guerra di classe”.
E per la ricerca degli ambienti e delle scenografie come vi siete mossi?
Paolo: “Per le scenografie e gli ambienti siamo andati in giro per tutta la Bulgaria, dove abbiamo girato. Non trovavamo la masseria nella zona più vicina alla Turchia dove ci sono più somiglianze culturali. Un giorno nel nord del Paese vedemmo dei ruderi di una casa contro una roccia. La mattina dopo prestissimo si presentò da noi lo scenografo con dei disegni, suggerì di ricostruire la masseria intorno a quei ruderi. Ci convinse, anche se l’ipotesi era più costosa, perché avrebbe tolto naturalismo all’idea della masseria”.
Trovato a: http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6961/1/167/
La masseria delle allodole: un'intervista
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Autore: Nicola Falcinella
Data pubblicazione: 02.04.2007 09:23
Come siete venuti a conoscenza del romanzo di Antonia Arslan e perché avete deciso di farlo diventare un film?
Vittorio Taviani: “Facciamo tutto insieme, di diverso abbiamo solo le mogli e le famiglie. Abbiamo letto qualcosa sui giornali poi ci siamo passati il libro. Ci ha interessato perché era una storia importante e vicina all’Italia ma ci si era passati sopra. Paolo aveva una donna delle pulizie che diceva di essere armena e accennava a questi fatti ma non le avevamo mai dato troppo peso. E avevamo un senso di colpa per non averla mai presa troppo in considerazione. La Arslan raccontava la storia palpitante della sua famiglia. Ma c’era qualcosa in comune con il nostro cinema: gli eccidi, la guerra tra popoli che convivono. È una storia ancora molto attuale e rappresentativa di quanto è accaduto in anni recenti in Kosovo, in Bosnia, in Rwanda o in Darfour. Ci colpisce molto quando i vicini di casa si uccidono fra loro. È una delle cose più cupe dell’umanità. È un film che abbiano potuto fare in grande libertà. Facendolo avevamo la sensazione che fosse la cosa più contemporanea da fare ora”.
Avete scelto di restare fedeli al libro o l’avete rivisto liberamente?
Paolo Taviani: “In passato abbiamo tradito Tolstoj e Pirandello, perché il cinema ha un linguaggio diverso dalla letteratura. Scomponiamo un libro in tante parti e lo ricomponiamo come film che è una cosa distinta. Il nostro compito non è illustrare il libro. Nel libro non c’era la scena delle due donne costrette a liberarsi del bambino. Abbiamo trovato gli appunti di una donna armena che raccontava questa cosa. Lo uccidevano schiacciandolo e soffocandolo schiena contro schiena per non guardarlo e quasi confonderlo nel ventre della madre. Alcune scene le abbiamo mostrate, altre sono suggerite. Abbiamo girato quasi tutto con macchina fissa, cercato riprese abbastanza oggettive seguendo il nostro solito modo di girare”.
Già prima della proiezione il film ha suscitato polemiche e qualche protesta da parte turca ...
Vittorio: “Non volevamo fare un film contro la Turchia bensì contro quello che fecero i Giovani turchi, che iniziarono un periodo di violenza. Nel film ci sono anche turchi portatori di forza salvifica. Come il mendicante Nazim che fa la spia per il potere, ma quando si sente quasi complice dei crimini cerca un’altra via e porta alla salvezza i tre bambini che saranno i futuri armeni che sopravvivranno. Anche il personaggio di Moritz Bleibtreu, il soldato Youssouf, non vorrebbe essere là a fare l’aguzzino per le donne che vanno nel deserto a morire. È un personaggio che abbiamo amato molto: testimonia fino in fondo, fino al processo, afferma anche la coscienza dei turchi di oggi”.
Paolo: “Il personaggio di Nazim è nel libro, anche se l’abbiamo cambiato un po’. Alla fine non è una storia d’amore, è la storia di un amore possibile, anche se non si realizza. La ragazza dice che chi ha avuto a che fare con l’orrore non può più amare. Abbiamo letto vari libri sui genocidi. E sappiamo che il film potrà creare dei contrasti all’interno del popolo turco. Speriamo che anche la Turchia lo faccia e che entri nell’Unione Europea, può essere un ponte con il Medio Oriente. Ogni Paese deve fare i conti con il proprio passato. Lo hanno fatto la Germania con il nazismo e l’Italia con il fascismo. Perché nessuno condanna il movimento fascista dei Giovani turchi? Oggi qualcosa sta cambiando. Speriamo che fra qualche anno il nostro film possa essere mostrato nelle scuole turche. Raccontiamo un genocidio provato da tanti fatti e comunque che non spetterebbe a noi – che siamo cineasti e non storici – provare, noi dobbiamo fare spettacolo”.
Vittorio: “Noi non lavoriamo in una prospettiva storica. Mostriamo quel momento storico, che va condannato, il loro punto di partenza nazionalista che è stato punto di partenza per tutti i genocidi. Siamo consci che quel movimento fece anche cose buone che potrebbero essere oggetto di un'altra pellicola. Però quello che fecero in quegli anni va condannato”.
Il fondo europeo Eurimages ha sostenuto il film, ma il rappresentante turco si è espresso a sfavore del finanziamento.
Paolo: “Il rappresentante turco di Eurimages era contro i soldi a noi, ma era solo, isolato, tutti gli altri erano per noi. Tutta Europa era a favore del nostro progetto”.
Vittorio: “Ora potremmo fare come Clint Eastwood e girare ora un altro film nel quale raccontiamo quei fatti dalla parte turca”.
E le zone d’ombra della storia italiana recente, il passato coloniale per esempio? Non avete pensato di farci un film?
Vittorio: “Sulle zone d’ombra nella storia italiana abbiamo già fatto film come “La notte di S. Lorenzo”. Poi c’è anche Monicelli, in chiave più grottesca. Ci sono ancora pagine sconosciute del passato coloniale dell’Italia, temi rimossi come la nostra avventura in Africa. Monicelli ha dato uno scossone anche con “Le rose del deserto”. Ma nessuno ricorda le stragi di Graziani, che sui libri di storia che si usano a scuola è ancora un eroe”.
A questo film si imputa uno stile troppo televisivo.
Paolo: “I nostri ultimi lavori sono stati per la televisione”
Vittorio: “Non possiamo dare ragione a chi dice che siamo televisivi, Facendo i film per la tv eravamo accusato di fare cinema, ora di fare tv. Ma il nostro sguardo è sempre lo stesso. Se un’opera va in due serate in televisione bisogna favorirne la comprensione. Mi viene in mente un carteggio fra Goethe e Schiller sulle loro opere teatrali, se dovessero seguire l’epica o il dramma. Perché l’epica non si evolve, il dramma sì. E concludevano che si dovessero alternare. Lo stesso ora, bisogna tenere conto che c’è la tv anche quando si fa cinema”.
E la scelta di Alessandro Preziosi?
Paolo: “Cercavamo un attore che d’impatto facesse innamorare una donna giovane. Ma che fosse anche bravo. Da qui la scelta di Preziosi. Perché le due cose insieme non sono facili da trovare. Vittorio lo conosceva perché l’aveva visto in “Elisa di Rivombrosa” del quale è un appassionato. Siamo andati a cercarlo e vederlo a teatro, avevamo i fucili puntati su di lui invece ci ha convinto definitivamente. Dussolier che ci ha lavorato insieme ha detto: ma che attori bravi avete in Italia!”.
Del genocidio armeno ci sono poche immagini, voi avete deciso di utilizzarne alcune.
Vittorio: “Molte foto del film sono di un medico tedesco che stava con i turchi e sono tra le poche testimonianze rimaste. Ora lui è un eroe per gli armeni, è considerato alla stregua dei giusti per gli ebrei. Anche le croci su cui venivano appese le donne che cercavano di scappare sono documentate da queste fotografie”.
In una scena molto simbolica un soldato turco rovescia la tavola imbandita nella casa degli armeni e in particolare una zuppiera.
Vittorio: “Le mani del soldato che rovescia la zuppiera dalla tavola sono un simbolo di violenza, di odio, di disprezzo per la ricchezza e per la bellezza. Era anche una guerra di classe”.
E per la ricerca degli ambienti e delle scenografie come vi siete mossi?
Paolo: “Per le scenografie e gli ambienti siamo andati in giro per tutta la Bulgaria, dove abbiamo girato. Non trovavamo la masseria nella zona più vicina alla Turchia dove ci sono più somiglianze culturali. Un giorno nel nord del Paese vedemmo dei ruderi di una casa contro una roccia. La mattina dopo prestissimo si presentò da noi lo scenografo con dei disegni, suggerì di ricostruire la masseria intorno a quei ruderi. Ci convinse, anche se l’ipotesi era più costosa, perché avrebbe tolto naturalismo all’idea della masseria”.
Trovato a: http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6961/1/167/
La masseria delle allodole: un'intervista
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Autore: Nicola Falcinella
Data pubblicazione: 02.04.2007 09:23
Sacrarte: parte la mostra a S.Giorgio a Cremano.


Il giorno 23 aprile alle ore 18,00 nella Villa Vannucchi (Villa Vesuviana - edificio del 1700 di proprietà del Comune di S. Giorgio a Cremano) sono in esposizione le 48 opere pervenute per il concorso Sacrarte.
Sarà presente l'onorevole Brunio Cesario, il presidente provinciale ACLI Pasquale Orlando e i presidenti del nostro Circolo AcLi "Lazzati" (Ing. A. Di Maria) e il Presidente del Lions Club Napoli Lamount Young (Avv. G. Giordano).
Il premio Sacrarte, giunto alla 2° edizione, vuole essere un'occasione per stimolare la riflessione degli artisti sul tema dell'arte sacra aprendosi all'incontro di diverse forme di credo religioso. L'iniziativa è sotto il patrocinio morale del Comune di San Giorgio a Cremano e dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Napoli.
Sono membri della giuria il prof. Giorgio Agnisola, critico d'arte, il P. Eduardo Parlato, responsabile dei Beni Culturali della Diocesi di Napoli e il prof Gabriele Castaldo, artista.
La mostra delle opere sarà visitabile fino a domenica 29 aprile p.v. con orario dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19.
dal Circolo Acli "G. Lazzati" di S. Giorgio a Cremano (Na)
Sarà presente l'onorevole Brunio Cesario, il presidente provinciale ACLI Pasquale Orlando e i presidenti del nostro Circolo AcLi "Lazzati" (Ing. A. Di Maria) e il Presidente del Lions Club Napoli Lamount Young (Avv. G. Giordano).
Il premio Sacrarte, giunto alla 2° edizione, vuole essere un'occasione per stimolare la riflessione degli artisti sul tema dell'arte sacra aprendosi all'incontro di diverse forme di credo religioso. L'iniziativa è sotto il patrocinio morale del Comune di San Giorgio a Cremano e dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Napoli.
Sono membri della giuria il prof. Giorgio Agnisola, critico d'arte, il P. Eduardo Parlato, responsabile dei Beni Culturali della Diocesi di Napoli e il prof Gabriele Castaldo, artista.
La mostra delle opere sarà visitabile fino a domenica 29 aprile p.v. con orario dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19.
dal Circolo Acli "G. Lazzati" di S. Giorgio a Cremano (Na)
sabato, aprile 21, 2007
Lettera aperta a Romano Prodi

Caro Presidente,
i tagli agli enti locali stanno causando una contrazione della spesa sociale che, soprattutto al Sud, determina un peggioramento delle condizioni dei servizi socio-educativi e sociosanitari e un allargamento del divario tra risorse e bisogni. Le politiche sociali, fondamentali per migliorare la qualità della vita e delegittimare la criminalità, stanno sempre più cedendo il passo ad interventi prevalentemente di carattere repressivo e di ordine pubblico.
Ad un aumento della domanda sociale nel Mezzogiorno non è corrisposta un’adeguata crescita della rete dei servizi, e il terzo settore è relegato a un ruolo di semplice fornitore di manodopera a buon mercato, con la conseguenza di penalizzare sia la qualità dei servizi, sia quella del lavoro. Gli operatori sopportano mesi di ritardi nei pagamenti e molte migliaia di persone in condizioni di disagio vedono diminuire gli interventi di cura e di aiuto.
È per questi motivi che Le chiedo di prevedere, anche alla luce delle maggiori entrate fiscali, un più forte investimento per il sistema dei servizi sociali del Meridione, correggendo le gravi sperequazioni presenti tra Nord e Sud del Paese e valorizzando il significato del lavoro sociale nei processi di sviluppo.
Firma Pasquale Orlando
Cari amici, questa lettera nasce a seguito di una grande mobilitazione del terzo settore campano che ha coinvolto oltre 150 tra cooperative, associazioni e volontariato.
Se volete associarvi potete spedirla anche voi, via e mail.
Vi ricordo che l'indirizzo a cui inviarla è l.alfonso@governo.it
Per approfondire e ricevere altri formati:Ufficio Comunicazione Gesco Tel 081/7877516 int 206-218-243
i tagli agli enti locali stanno causando una contrazione della spesa sociale che, soprattutto al Sud, determina un peggioramento delle condizioni dei servizi socio-educativi e sociosanitari e un allargamento del divario tra risorse e bisogni. Le politiche sociali, fondamentali per migliorare la qualità della vita e delegittimare la criminalità, stanno sempre più cedendo il passo ad interventi prevalentemente di carattere repressivo e di ordine pubblico.
Ad un aumento della domanda sociale nel Mezzogiorno non è corrisposta un’adeguata crescita della rete dei servizi, e il terzo settore è relegato a un ruolo di semplice fornitore di manodopera a buon mercato, con la conseguenza di penalizzare sia la qualità dei servizi, sia quella del lavoro. Gli operatori sopportano mesi di ritardi nei pagamenti e molte migliaia di persone in condizioni di disagio vedono diminuire gli interventi di cura e di aiuto.
È per questi motivi che Le chiedo di prevedere, anche alla luce delle maggiori entrate fiscali, un più forte investimento per il sistema dei servizi sociali del Meridione, correggendo le gravi sperequazioni presenti tra Nord e Sud del Paese e valorizzando il significato del lavoro sociale nei processi di sviluppo.
Firma Pasquale Orlando
Cari amici, questa lettera nasce a seguito di una grande mobilitazione del terzo settore campano che ha coinvolto oltre 150 tra cooperative, associazioni e volontariato.
Se volete associarvi potete spedirla anche voi, via e mail.
Vi ricordo che l'indirizzo a cui inviarla è l.alfonso@governo.it
Per approfondire e ricevere altri formati:Ufficio Comunicazione Gesco Tel 081/7877516 int 206-218-243
Avellino: Esperti a confronto su embrioni e bioetica

«La bioetica: un ponte tra due culture, scientifica e umanistica»: è il titolo dell'incontro che si terrà oggi presso il Centro Sociale «Samantha Della Porta», con inizio alle ore 9. Il convegno, organizzato dall'azienda ospedaliera «San Giuseppe Moscati», dalla seconda Università di Napoli, dal liceo scientifico «Mancini» e dal circolo Acli «Centro Storico», rientra nel progetto «Cultura della pace ed educazione alla legalità» avviato dai docenti e dagli studenti del «Mancini». «a conoscenza di argomenti di grande rilievo e attuali quali la bioetica, la riproduzione umana, la procreazione assistita, lo statuto e la difesa dell'embrione - sottolineano gli alunni dell'istituto di via De Concilii - hanno sollecitato in noi domande di senso: il senso della vita, del dolore, della felicità, della morte. Ci siamo pure chiesti quale senso abbia battersi in difesa dell'embrione e curarsi troppo poco di chi già si è schiuso alla vita; quale senso abbia il benessere materiale quando lo stesso non risponde al Ben-Essere dell'uomo e l'esistere, attraverso l'immagine, è senza consistenza». All'incontro parteciperanno il presidente della Provincia Alberta De Simone, il sindaco Giuseppe Galasso, il manager dell'Azienda "Moscati" Giuseppe Rosato, il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia della Sun di Napoli Giovanni Delrio, il rettore della Lumuci (Libera Università Multidisciplinare Umanitaria per la Cultura Internazionale) di Roma Dario Andretta, il Direttore Generale dell'Asl Av 2 Roberto Landolfi, il Dirigente del Liceo "Mancini" Giuseppe Gesa. Le relazioni saranno svolte da professori ed esperti e toccheranno gli argomenti filosofici, scientifici e medici. Coordinerà i lavori Matilde Spinello, coordinatore del servizio sociale dell'azione ospedaliera «Moscati» di Avellino.
ACLI
Le Acli, Associazioni cristiane lavoratori italiani, sono un'associazione di laici cristiani che, attraverso una rete di circoli, servizi, imprese, progetti ed associazioni specifiche, contribuisce da più di 60 anni a tessere i legami della società, favorendo forme di partecipazione e di democrazia.
Giuridicamente, le Acli si presentano come una "associazione di promozione sociale": un sistema diffuso e organizzato sul territorio che promuove il lavoro e i lavoratori, educa ed incoraggia alla cittadinanza attiva, difende, aiuta e sostiene i cittadini, in particolare quanti si trovano in condizione di emarginazione o a rischio di esclusione sociale. Come soggetto autorevole della società civile organizzata, le Acli sono protagoniste nel mondo del cosiddetto "terzo settore": il volontariato, il non profit, l'impresa sociale.
L' Associazione conta oggi in Italia circa 950.000 iscritti e 8000 strutture territoriali, tra cui 4.000 circoli, 105 sedi provinciali e 21 regionali. Gli utenti raggiunti dai diversi servizi sono ogni anno più di 3 milioni e mezzo.
Tra i principali settori di intervento delle Acli: la tutela e la promozione dei diritti sociali e l'educazione alla cittadinanza attiva; l'assistenza previdenziale (Patronato) e fiscale (Caf); la difesa dell'ambiente (Anni Verdi) e del consumatore (Lega consumatori Acli); il sostegno agli agricoltori (Acli Terra); la formazione professionale (Enaip), la creazione e promozione di cooperative e, più in generale, di lavoro associato (Solaris); l'animazione culturale (Unasp) e sportiva (Us Acli); il turismo sociale (Cta); la promozione della donna (Coordinamento Donne), degli anziani (Fap) e della condizione giovanile (Ga); l'impegno per la pace, lo sviluppo, la solidarietà internazionale (Ipsia); l'impegno con gli immigrati (Acli Colf e Progetto Immigrati).
L'impegno associativo e di servizio delle Acli, dalla loro costituzione (1945) ad oggi, si è andato diffondendo anche fuori dai confini nazionali. Attualmente, l'Associazione è presente in quasi 40 Paesi nel mondo, con esperienze antiche ed iniziative nuove. Dalla tradizionale e sempre viva presenza lungo le strade dell'emigrazione italiana alle numerose e ormai consolidate esperienze di gemellaggio, cooperazione e promozione sociale lungo le frontiere dell'Europa dell' Est, nei Balcani, nelle ex repubbliche sovietiche, in Grecia. E ancora in America del Sud, in Messico e in Africa.
Giuridicamente, le Acli si presentano come una "associazione di promozione sociale": un sistema diffuso e organizzato sul territorio che promuove il lavoro e i lavoratori, educa ed incoraggia alla cittadinanza attiva, difende, aiuta e sostiene i cittadini, in particolare quanti si trovano in condizione di emarginazione o a rischio di esclusione sociale. Come soggetto autorevole della società civile organizzata, le Acli sono protagoniste nel mondo del cosiddetto "terzo settore": il volontariato, il non profit, l'impresa sociale.
L' Associazione conta oggi in Italia circa 950.000 iscritti e 8000 strutture territoriali, tra cui 4.000 circoli, 105 sedi provinciali e 21 regionali. Gli utenti raggiunti dai diversi servizi sono ogni anno più di 3 milioni e mezzo.
Tra i principali settori di intervento delle Acli: la tutela e la promozione dei diritti sociali e l'educazione alla cittadinanza attiva; l'assistenza previdenziale (Patronato) e fiscale (Caf); la difesa dell'ambiente (Anni Verdi) e del consumatore (Lega consumatori Acli); il sostegno agli agricoltori (Acli Terra); la formazione professionale (Enaip), la creazione e promozione di cooperative e, più in generale, di lavoro associato (Solaris); l'animazione culturale (Unasp) e sportiva (Us Acli); il turismo sociale (Cta); la promozione della donna (Coordinamento Donne), degli anziani (Fap) e della condizione giovanile (Ga); l'impegno per la pace, lo sviluppo, la solidarietà internazionale (Ipsia); l'impegno con gli immigrati (Acli Colf e Progetto Immigrati).
L'impegno associativo e di servizio delle Acli, dalla loro costituzione (1945) ad oggi, si è andato diffondendo anche fuori dai confini nazionali. Attualmente, l'Associazione è presente in quasi 40 Paesi nel mondo, con esperienze antiche ed iniziative nuove. Dalla tradizionale e sempre viva presenza lungo le strade dell'emigrazione italiana alle numerose e ormai consolidate esperienze di gemellaggio, cooperazione e promozione sociale lungo le frontiere dell'Europa dell' Est, nei Balcani, nelle ex repubbliche sovietiche, in Grecia. E ancora in America del Sud, in Messico e in Africa.
ARMI: GESUITI, SPESA INSOSTENIBILE E SCHIAFFO ALLA FAME
I gesuiti della Civilta' Cattolica mettono sotto accusa i bilanci militari e le spese per le armi oggi nel mondo che sono tanto alte e sproporzionate da rappresentare un vero schiaffo alla fame e un pericolo per la sicurezza mondiale. Nel duro editoriale del prossimo numero della rivista, si offre una dettagliata analisi delle spese per le armi nei maggiori paesi del mondo, Italia compresa, si parla di bilanci militari ''nella maggior parte di casi parziali o falsificati'',e di spese annuale per le armi ''dieci volte piu' che per lo sviluppo''. In forte aumento sono anche in Italia le importazioni di armi salite nel periodo 200-04 a 1 miliardo e 600 milioni. ''Quando si riflette sulle spese militari del mondo d'oggi - rileva Civilta' Cattolica - si resta impressionati dalla loro entita''', ma cio' che l'editoriale descrive viene giudicato molto al di sotto della realta'. ''Non abbiamo infatti parlato delle spese incredibilmente alte che comportano da una parte, la manutenzione delle armi nucleari e, dall'altra, la costruzione di armi nucleari di nuovo tipo''. E nel mondo le potenze nucleari dispongono di armi che potrebbero distruggere piu' volte la terra. Al termine della dettagliata analisi la rivista propone due conclusioni. Il piu' grave scandalo o in termini cristiani il peccato piu' grave nel mondo d'oggi e' che ''per costruire armi si sperperano oltre mille miliardi di dollari ogni anno. Il fatto terribile e moralmente delittuoso e' che le risorse cosi' sperperate sono sottratte, con la violenza ammantata di diritto - il diritto alla difesa - ai popoli poveri, che in tal modo vengono condannati alla morte per fame, al sottosviluppo, a non poter avere assistenza medica, all'ignoranza per mancanza di scuole, a non potersi curare da malattie che mietono milioni di morti e che sarebbe possibile curare. Cio' significa che l'accumulo cosi' spaventoso di armi sempre piu' micidiali, che si avvicinano a diventare armi di distruzione di massa costituisce una forma di condanna a morte, per fame e per malattie, di milioni di persone''. Negli Stati Uniti - esemplifica la rivista - lo stato che piu' spende in armi costosissime, il 30% della popolazione, in massima parte neri e ispanici, non gode di assistenza sociale. Infine, la crescita degli armamenti innesca in tutti gli Stati, anche i piu' poveri ''una delirante corsa agli armamenti, per difendersi da eventuali attacchi nemici e per poter minacciare e intimidire i possibili avversari, facendoli desistere da attacchi che non resterbbero senza una risposta altamente distruttiva. In tal modo il mondo e' condannato a vivere un perenne stato -se non di guerra vera e propria - di allarme al massimo grado''. Res/cdc
venerdì, aprile 20, 2007
Lavoro: indispensabili nuovi ammortizzatori sociali
«Senza l’introduzione di nuovi ammortizzatori sociali di carattere universale è difficile sostenere ancora l’idea di una 'flessibilità buona'». Il presidente delle Acli, Andrea Olivero commenta il discorso pronunciato in audizione alla Camera dal ministro del Lavoro Cesare Damiano, ribadendo l’urgenza di misure innovative in favore delle nuove categorie di lavoratori. «Il binomio lavoro nuovo ammortizzatori vecchi è divenuto oramai insostenibile» afferma il presidente delle Acli, che concorda con il ministro sulla necessità di un nuovo sistema di welfare capace di superare le contraddizioni dell’attuale assetto, che risale agli anni ’60.«C’è bisogno di un disegno riformatore di ampio respiro – spiega Olivero – in grado di inquadrare i nuovi ammortizzatori in una prospettiva di tutela generale, seppur procedendo con gradualità e con interventi parziali. L’obiettivo rimane per noi quello di una flessibilità sostenibile, ma questo è impossibile se la precarietà diventa sistema». Nel merito, le Acli propongono un intervento di base, svincolato dall’appartenenza di settore, dalla dimensione di impresa e dalla tipologia di contratto in cui ciascun lavoratore è inquadrato, e misure aggiuntive da lasciare alla contrattazione settoriale o territoriale. Le tutele che si vogliono assicurare attraverso l’intervento di base riguardano prima di tutto il reddito, con la proposta di due interventi tra loro combinati: per i lavoratori occupati, un assegno di sostituzione del reddito, a carico della contribuzione, nei casi di sospensione e/o cessazione dell’attività lavorativa che possono verificarsi nelle tradizionali fasi di crisi e nei periodi di sospensione della produzione; si tratta di una misura che sostituisce e unifica gli ammortizzatori sociali oggi in vigore (disoccupazione, cassa integrazione, mobilità). Per i lavoratori, invece, che esercitano attività intermittenti, i lavoratori “poveri” (quelli che pur avendo uno o più rapporti di lavoro, non riescono comunque a ricavarne un reddito sufficiente), i parasubordinati, le Acli prevedono una misura nuova, un assegno integrativo del reddito, a carico della fiscalità generale, in modo da assicurare loro un reddito minimo, soprattutto in presenza di situazioni familiari caratterizzate da un disagio sociale evidente o al fine di evitarlo. Un secondo intervento di base riguarda la copertura assicurativa minima in vista della pensione, da garantire in caso di interruzione o sospensione del lavoro. Le risorse necessarie a questo scopo saranno reperite mediante interventi perequativi interni alla solidarietà del mondo produttivo, come attualmente accade attraverso la contribuzione previdenziale. L’apporto della fiscalità generale interverrà quando i sostegni assumono caratteristiche assistenziali.
giovedì, aprile 19, 2007
Armi a scuola: per qualcuno è meglio!
Bush ha riaffermato il diritto degli americani di portare le armi ma ha chiesto di non usarle a scuola, il governatore dello stato della Virginia ha detto invece che se gli studenti le portavano anche loro a scuola non si sarebbero fatti uccidere come pecore. Insomma c’è un certo pluralismo sulla questione armi negli States.
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INCIDENTI LAVORO: BOBBA (ULIVO), "PIU' RISORSE PER L'ISPETTORATO DEL LAVORO"
Dichiarazione del senatore dell'Ulivo Luigi Bobba, componente commissione Lavoro
"Le morti sul lavoro vanno affrontate mettendo innanzitutto i servizi ispettivi in condizione di lavorare. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a questa realtà: gli strumenti e i finanziamenti che il servizio dell'Ispettorato del Lavoro ha a disposizione per svolgere compiutamente il suo ruolo di tutela dei lavoratori è del tutto inadeguato". Lo dichiara il senatore dell'Ulivo Luigi Bobba che aggiunge: "Insieme alle risorse, é necessario che il tanto invocato coordinamento tra l'attività ispettiva dell'Inail, dell'Inps e degli Ispettorati provinciali del lavoro diventi una realtà per rendere più produttive ed efficaci le diverse aree di intervento".
"Non vi è dubbio - precisa il parlamentare dell'Ulivo - che l'assunzione di un numero cospicuo di ispettori da parte del Ministero del Lavoro, con l'aggiunta di nuove assunzioni prevista dalla Finanziaria, rappresentino uno sforzo importante e di questo ne prendiamo atto; tuttavia è inevitabile che tali misure saranno del tutto inutili se il Ministro dell'economia non procederà al più presto allo stanziamento delle risorse necessarie per garantire l'attività ispettiva". Bobba ha poi concluso sottolineando la necessità di "un impegno da parte di tutti in Parlamento per accelerare l'iter dell'approvazione del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro già deliberato dal Consiglio dei Ministri, ma intanto applichiamo la legge esistente".
"Le morti sul lavoro vanno affrontate mettendo innanzitutto i servizi ispettivi in condizione di lavorare. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a questa realtà: gli strumenti e i finanziamenti che il servizio dell'Ispettorato del Lavoro ha a disposizione per svolgere compiutamente il suo ruolo di tutela dei lavoratori è del tutto inadeguato". Lo dichiara il senatore dell'Ulivo Luigi Bobba che aggiunge: "Insieme alle risorse, é necessario che il tanto invocato coordinamento tra l'attività ispettiva dell'Inail, dell'Inps e degli Ispettorati provinciali del lavoro diventi una realtà per rendere più produttive ed efficaci le diverse aree di intervento".
"Non vi è dubbio - precisa il parlamentare dell'Ulivo - che l'assunzione di un numero cospicuo di ispettori da parte del Ministero del Lavoro, con l'aggiunta di nuove assunzioni prevista dalla Finanziaria, rappresentino uno sforzo importante e di questo ne prendiamo atto; tuttavia è inevitabile che tali misure saranno del tutto inutili se il Ministro dell'economia non procederà al più presto allo stanziamento delle risorse necessarie per garantire l'attività ispettiva". Bobba ha poi concluso sottolineando la necessità di "un impegno da parte di tutti in Parlamento per accelerare l'iter dell'approvazione del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro già deliberato dal Consiglio dei Ministri, ma intanto applichiamo la legge esistente".
Indennità di malattia per i lavoratori a progetto e categorie assimilate
Con la circolare n. 76 del 16 aprile 2007, l'INPS fornisce le istruzioni contabili per il calcolo dell'indennità giornaliera di malattia relative ai lavoratori a progetto e categorie assimilate iscritti alla Gestione Separata, così come introdotto dall'art. 1 comma 788 della Legge finanziaria 2007.
Il comma in questione prevede infatti che 'a decorrere dal 1º gennaio 2007, ai lavoratori a progetto e categorie assimilate iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è corrisposta un'indennità giornaliera di malattia a carico dell'INPS entro il limite massimo di giorni pari a un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro e comunque non inferiore a venti giorni nell'arco dell'anno solare, con esclusione degli eventi morbosi di durata inferiore a quattro giorni'.
Per la prestazione, si applicano i requisiti contributivi e reddituali previsti per l'indennità di degenza ospedaliera a favore dei lavoratori iscritti alla gestione separata, mentre l'importo è pari al 50% di quello corrisposto a titolo di indennità per degenza ospedaliera previsto dalla normativa vigente per tale categoria di lavoratori.
Il comma in questione prevede infatti che 'a decorrere dal 1º gennaio 2007, ai lavoratori a progetto e categorie assimilate iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è corrisposta un'indennità giornaliera di malattia a carico dell'INPS entro il limite massimo di giorni pari a un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro e comunque non inferiore a venti giorni nell'arco dell'anno solare, con esclusione degli eventi morbosi di durata inferiore a quattro giorni'.
Per la prestazione, si applicano i requisiti contributivi e reddituali previsti per l'indennità di degenza ospedaliera a favore dei lavoratori iscritti alla gestione separata, mentre l'importo è pari al 50% di quello corrisposto a titolo di indennità per degenza ospedaliera previsto dalla normativa vigente per tale categoria di lavoratori.
Per saperne di più
La circolare Inps
mercoledì, aprile 18, 2007
SSC NAPOLI. Nuovo sito del Napoli
16/04/2007 - Il saluto del Presidente
Da oggi il sito ufficiale della S.S.C. Napoli diventa un interminabile ponte tra il nostro impegno sul "campo" e la vostra incrollabile passione per i colori azzurri.
Potervi conoscere ed interagire con voi, rappresenta per noi, che guardiamo al futuro come un prolungamento dell' "oggi" e non come un lontano "domani", un fondamentale ed entusiasmante momento di crescita del "progetto Napoli", cui stiamo lavorando alacremente da poco più di due anni.
Sappiamo che la vostra "fede" non conosce frontiere e si estende dall'Europa alle Americhe, per poi arrivare anche in Oriente, toccando paesi dove il calcio presto si svilupperà in modo esponenziale, trasformandosi in quel modello di entertainement, che noi abbiamo sempre pensato debba essere.
Voi rappresentate per il Napoli quello "Stadio Virtuale" che ci potenzierà e ci aiuterà a vincere, in un calcio che è destinato ad esondare oltre i confini nazionali e continentali.
Aiutateci a "contarvi" e saremo certi di quanto "conteremo" in futuro!
Il nostro impegno, da oggi, è quello di tenervi sempre informati di tutto quello che accade nel Napoli e di coinvolgervi in molteplici iniziative, che vi proietteranno in mezzo a noi, facendovi sentire al centro della nostra "storia".
Gli sviluppi che abbiamo in mente, li lasciamo alla vostra fantasia, anticipando che la realtà andrà ben oltre.
Un abbraccio a tutti
Aurelio De Laurentiis
Da oggi il sito ufficiale della S.S.C. Napoli diventa un interminabile ponte tra il nostro impegno sul "campo" e la vostra incrollabile passione per i colori azzurri.
Potervi conoscere ed interagire con voi, rappresenta per noi, che guardiamo al futuro come un prolungamento dell' "oggi" e non come un lontano "domani", un fondamentale ed entusiasmante momento di crescita del "progetto Napoli", cui stiamo lavorando alacremente da poco più di due anni.
Sappiamo che la vostra "fede" non conosce frontiere e si estende dall'Europa alle Americhe, per poi arrivare anche in Oriente, toccando paesi dove il calcio presto si svilupperà in modo esponenziale, trasformandosi in quel modello di entertainement, che noi abbiamo sempre pensato debba essere.
Voi rappresentate per il Napoli quello "Stadio Virtuale" che ci potenzierà e ci aiuterà a vincere, in un calcio che è destinato ad esondare oltre i confini nazionali e continentali.
Aiutateci a "contarvi" e saremo certi di quanto "conteremo" in futuro!
Il nostro impegno, da oggi, è quello di tenervi sempre informati di tutto quello che accade nel Napoli e di coinvolgervi in molteplici iniziative, che vi proietteranno in mezzo a noi, facendovi sentire al centro della nostra "storia".
Gli sviluppi che abbiamo in mente, li lasciamo alla vostra fantasia, anticipando che la realtà andrà ben oltre.
Un abbraccio a tutti
Aurelio De Laurentiis
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martedì, aprile 17, 2007
La Banca dei Bambini
Dal 10 al 24 aprile sarà in Italia la delegazione della Children's Development Bank; Banca Etica è tra i sostenitori.
Una banca fatta di bambini e per i bambini lavoratori è realtà in India, Afganistan e Sri Lanka. Dal 10 al 24 aprile sarà ospite in Italia la delegazione asiatica composta da ragazzi ed educatori, che presenzierà ad una fitta rete di appuntamenti, alcuni dei quali organizzati in collaborazione e con il contributo di Banca Etica. L’iniziativa è promossa da ItaliaNats e Asoc.
La Children’s Development Bank (Banca di sviluppo dei bambini) è gestita dai ragazzi; gli adulti hanno esclusivamente un ruolo di garanti e facilitatori. I risparmiatori con più di 15 anni possono chiedere anche prestiti per piccole attività economiche. La CDB ha iniziato a funzionare formalmente nell’aprile 2004 grazie alla National Foundation of India e a Butterflies, ong che opera a Nuova Delhi. Attualmente questa iniziativa si è estesa in diverse città dell’India e in altri paesi. L’obiettivo di Butterflies è la diffusione su scala globale.
In particolare Banca Etica ha contribuito ad organizzare le tappe padovana e fiorentina di questo evento itinerante.
Il 12 aprile i bambini banchieri saranno a Padova per un incontro presso il municipio di Padova con l’Università e la cittadinanza e nel pomeriggio presso la nuova sede di Banca Etica ci sarà un confronto con dipendenti, soci e cda della banca.
Il 13 aprile la delegazione si sposterà a Firenze presso l’Istituto degli Innocenti per un incontro organizzato in collaborazione con Unicef e Regione Toscana.
Di seguito i materiali illustrativi.
Una banca fatta di bambini e per i bambini lavoratori è realtà in India, Afganistan e Sri Lanka. Dal 10 al 24 aprile sarà ospite in Italia la delegazione asiatica composta da ragazzi ed educatori, che presenzierà ad una fitta rete di appuntamenti, alcuni dei quali organizzati in collaborazione e con il contributo di Banca Etica. L’iniziativa è promossa da ItaliaNats e Asoc.
La Children’s Development Bank (Banca di sviluppo dei bambini) è gestita dai ragazzi; gli adulti hanno esclusivamente un ruolo di garanti e facilitatori. I risparmiatori con più di 15 anni possono chiedere anche prestiti per piccole attività economiche. La CDB ha iniziato a funzionare formalmente nell’aprile 2004 grazie alla National Foundation of India e a Butterflies, ong che opera a Nuova Delhi. Attualmente questa iniziativa si è estesa in diverse città dell’India e in altri paesi. L’obiettivo di Butterflies è la diffusione su scala globale.
In particolare Banca Etica ha contribuito ad organizzare le tappe padovana e fiorentina di questo evento itinerante.
Il 12 aprile i bambini banchieri saranno a Padova per un incontro presso il municipio di Padova con l’Università e la cittadinanza e nel pomeriggio presso la nuova sede di Banca Etica ci sarà un confronto con dipendenti, soci e cda della banca.
Il 13 aprile la delegazione si sposterà a Firenze presso l’Istituto degli Innocenti per un incontro organizzato in collaborazione con Unicef e Regione Toscana.
Di seguito i materiali illustrativi.
presentazione progetto
Lavoro: approvato il nuovo testo sulla sicurezza
Soddisfazione delle Acli per il disegno di legge del Governo, ma non si arrestano le tragedie sul lavoro. 'Le regole entrino in vigore il prima possibile'
'Un provvedimento atteso da anni'. Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani commentano con soddisfazione l’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del nuovo Testo unico in materia di tutela della salute della sicurezza sui posti di lavoro, ma chiedono contemporaneamente che si faccia ogni sforzo 'perché le regole entrino in vigore il prima possibile'. Al testo di oggi, infatti, dovranno seguire degli appositi decreti delegati del governo per la definizione nel dettaglio delle misure approvate. 'Nel frattempo – spiega il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero, con riferimento all’incidente di stamattina nel porto di Genova – non si arrestano le tragedie sul lavoro, le persone continuano a morire'.
Le Acli chiedono al Governo e soprattutto al Parlamento di costruire una via privilegiata per l’approvazione definitiva del Testo unico. 'Abbiamo aspettato anni – afferma Olivero – questo provvedimento così importante. Non vorremmo ne passassero altrettanti prima che le nuove norme sulla sicurezza entrino finalmente in vigore'.
lunedì, aprile 16, 2007
Popolazione straniera presente in Italia: i dati istat.
Al 1° gennaio 2006 in Italia vivevano 2.767.964 immigrati regolari, 100mila in più rispetto a quelli registrati alle anagrafi, considerati anche i ragazzi iscritti sui permessi di soggiorno dei genitori. Una popolazione cresciuta di quasi due milioni di unità negli ultimi dieci anni e composta, per il 20%, da minori.
Sono le stime dell'Istat, che l'11 aprile scorso ha presentato il rapporto 'La popolazione straniera regolarmente presente in Italia', corredato dai dati delle serie storiche raccolti tra il 1° gennaio 1996 e il 1° gennaio 2006.
Con 271.491 unità all'inizio del 2006, la comunità rumena è la più numerosa. Seguono a ruota la comunità albanese (256.916) e quella marocchina (239.728). Tra le donne sono più numerose le rumene (144.973), tra gli uomini i marocchini (154.998). La comunità cinese, con 114.165 permessi di soggiorno è caratterizzata dalla presenza di nuclei familiari, come si desume dal maggior equilibrio tra i due sessi.
La classe di età con un maggior numero di crescita è quella dei minorenni, che dal 1996 al 2006 sono passati dal 13,1% al 21,2% della popolazione regolarmente presente in Italia, grazie ai nuovi nati e ai ragazzi arrivati in Italia a seguito di ricongiungimenti familiari. Anche la fascia dai 40 ai 54 anni è aumentata passando dal 17,3% al 21,5%. Il 51,8% degli stranieri é comunque rappresentato dagli immigrati tra i 18 e i 39 anni.
L'analisi dei permessi per anno d'ingresso evidenzia Filippine, Senegal, Marocco e Perù tra i paesi di più antica immigrazione. Tra i gruppi nazionali di recente immigrazione e in forte espansione ci sono invece l'Ucraina e l'Ecuador.
Dal rapporto Istat emerge che la distribuzione dei permessi di soggiorno sul territorio italiano non è omogenea: cala rispetto al 2004 il numero di permessi nel Centro (-4,6%), nel Sud (-14,6%) e nelle Isole (-13,3%). Nelle regioni settentrionali i titolari di permesso sono invece aumentati nel Nord Ovest del 5,6% e nel Nord Est del 16,4%. Nel Nord sono aumentati del 33% anche il numero dei permessi per motivi di famiglia.
Per saperne di più
Leggi il Rapporto
Ulteriori dati sul sito dell'ISTAT
Sono le stime dell'Istat, che l'11 aprile scorso ha presentato il rapporto 'La popolazione straniera regolarmente presente in Italia', corredato dai dati delle serie storiche raccolti tra il 1° gennaio 1996 e il 1° gennaio 2006.
Con 271.491 unità all'inizio del 2006, la comunità rumena è la più numerosa. Seguono a ruota la comunità albanese (256.916) e quella marocchina (239.728). Tra le donne sono più numerose le rumene (144.973), tra gli uomini i marocchini (154.998). La comunità cinese, con 114.165 permessi di soggiorno è caratterizzata dalla presenza di nuclei familiari, come si desume dal maggior equilibrio tra i due sessi.
La classe di età con un maggior numero di crescita è quella dei minorenni, che dal 1996 al 2006 sono passati dal 13,1% al 21,2% della popolazione regolarmente presente in Italia, grazie ai nuovi nati e ai ragazzi arrivati in Italia a seguito di ricongiungimenti familiari. Anche la fascia dai 40 ai 54 anni è aumentata passando dal 17,3% al 21,5%. Il 51,8% degli stranieri é comunque rappresentato dagli immigrati tra i 18 e i 39 anni.
L'analisi dei permessi per anno d'ingresso evidenzia Filippine, Senegal, Marocco e Perù tra i paesi di più antica immigrazione. Tra i gruppi nazionali di recente immigrazione e in forte espansione ci sono invece l'Ucraina e l'Ecuador.
Dal rapporto Istat emerge che la distribuzione dei permessi di soggiorno sul territorio italiano non è omogenea: cala rispetto al 2004 il numero di permessi nel Centro (-4,6%), nel Sud (-14,6%) e nelle Isole (-13,3%). Nelle regioni settentrionali i titolari di permesso sono invece aumentati nel Nord Ovest del 5,6% e nel Nord Est del 16,4%. Nel Nord sono aumentati del 33% anche il numero dei permessi per motivi di famiglia.
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Ulteriori dati sul sito dell'ISTAT
AMBIENTE: IN 80MILA IN 37 CITTA' PER MARATONA VIVICITTA' 2007
(ASCA) - Roma, 16 apr - Hanno partecipato oltre 80.000 podisti in 37 citta' italiane alla 24^ edizione del Vivicitta', la classica corsa su strada di 12 Km organizzata dall'UISP - Unione Italiana Sport Per tutti. Questi i numeri diffusi dall'organizzazione alla chiusura della manifestazione che ha visto confrontarsi i a distanza migliaia di podisti e decine e decine di grandi atleti provenienti da tutto il mondo. Vivicitta' si e' confermata ''la piu' grande corsa del mondo'', in nome della salvaguardia ambientale delle citta'. La vittoria in campo maschile e' andata a Jamel Chatbi, vincitore della tappa di Brescia con un tempo compensato di 35'08. L'atleta, marocchino di nascita, classe 1984, da 11 anni cittadino di Bergamo, gareggia per i colori dell'Atletica Bergamo. Mezzofondista di ottimo livello, vanta un 8:04.14 sui 3000 metri (stabilito al Meeting di Rieti nel 2005) da qualche anno e' passato alle distanze piu' lunghe ottenendo diversi successi in Italia. Secondo posto per l'altro marocchino, Benazzouz Slimani, vincitore della tappa di Torino in 35'25 (svoltasi l'1 aprile scorso), terzo posto per il keniano Philip Rugut vincitore della tappa di Palermo in 35'33. Primo degli italiani invece Stefano La Rosa, classe 1985, vincitore della tappa di Riccione in 35'49. L'atleta maremmano, che vanta una partecipazione agli Europei di corsa campestre nel 2006 a San Giorgio sul Legnano nella gara riservata agli Under 23, ha sbaragliato la concorrenza di campioni del calibro di Giacomo Leone, Alberico Di Cecco, Ottavio Andriani, Michele Gamba, Mattia Maccgnan e tanti altri. In campo femminile vittoria per la stella tanzaniana del mezzofondo, Apuana Zakia Mrisho che a Bolzano ha vinto la tappa fermando il crono a 40'51. La 23enne atleta della Tanzania, sesta nei 5000 metri agli ultimi Mondiali di Atletica di Helsinki, nel 2005, si e' presentata alla partenza con l'ottimo personale sui 10.000 di 33'19''25. Seconda posizione per la quotata maratoneta marocchina Soumia Labani, vincitrice della tappa di Matera in 41'31''. Al terzo posto, e prima delle italiane, Vittoria Salvini, vincitrice della tappa di Brescia. res-mpd/cam/ss
Conferenza Volontariato: Prodi, una grande ricchezza per il Paese
"Il volontariato e' la grande ricchezza del Paese". E' quanto afferma il premier Romano Prodi arrivando alla V Conferenza sul Volontariato, in corso a Napoli. "Sono venuto per prima cosa ad imparare- ha detto Prodi- secondo a lanciare un messaggio da parte del governo di grande fiducia". Secondo il presidente del Consiglio, "proprio il volontariato e' una missione importantissima per tenere insieme una societa', che ha necessita' di stare insieme e per sopperire a dei problemi grandissimi che abbiamo". La fortuna italiana, ha concluso Prodi, "e' che ci sono milioni di persone che fanno volontariato vero, cioe' quello non pagato in cui uno si mette a disposizione degli altri e questa e' la grande ricchezza del paese".
Fare volontariato significa "aver voglia di sporcarsi le mani in prima persona". Lo dice Romano Prodi, nel suo intervento nella seconda giornata della V Conferenza sul volontariato di Napoli. Le parole chiave della V Conferenza nazionale di Napoli, "che non a caso si svolge qui", osserva il presidente del Consiglio, sono gratuita', solidarieta', partecipazione". In Italia, continua il premier "sono censiti 4 milioni di volontari e di questi un milione sono quelli che operano in modo continuativo, inseriti in una organizzazione". Il volontariato, aggiunge Prodi, "e' una occasione di costruzione sociale, di sviluppo di un modello di coesione piu' forte e giusto".
"Dobbiamo necessariamente pensare ad un ammodernamento delle attuali regole del gioco". Lo afferma il presidente del Consiglio, Romano Prodi, durante il suo intervento alla V Conferenza nazionale sul volontariato di Napoli. "La legge per il volontariato (legge 266, ndr.)- spiega Prodi- sente certamente il peso dei suoi anni; tuttavia la strada a suo tempo imboccata e' quella giusta". Per questo, secondo il premier, "occorre migliorare la situazione esistente, senza pero' scomporre il molto di buono che e' stato fatto sino a questo punto nel settore".
Senza i legami sociali non puo' esserci alcuna crescita economica. Lo afferma il presidente del Consiglio Romano Prodi, durante il suo intervento alla V Conferenza nazionale del volontariato. Il vostro, continua Prodi rivolgendosi alla platea, "e' un lavoro che contribuisce a ricucire quei legami tra le persone che sono il fondamento della convivenza, insomma a costruire quel capitale sociale senza il quale non vi puo' essere neppure crescita economica".
da Vita non profit (redazione@vita.it)
Fare volontariato significa "aver voglia di sporcarsi le mani in prima persona". Lo dice Romano Prodi, nel suo intervento nella seconda giornata della V Conferenza sul volontariato di Napoli. Le parole chiave della V Conferenza nazionale di Napoli, "che non a caso si svolge qui", osserva il presidente del Consiglio, sono gratuita', solidarieta', partecipazione". In Italia, continua il premier "sono censiti 4 milioni di volontari e di questi un milione sono quelli che operano in modo continuativo, inseriti in una organizzazione". Il volontariato, aggiunge Prodi, "e' una occasione di costruzione sociale, di sviluppo di un modello di coesione piu' forte e giusto".
"Dobbiamo necessariamente pensare ad un ammodernamento delle attuali regole del gioco". Lo afferma il presidente del Consiglio, Romano Prodi, durante il suo intervento alla V Conferenza nazionale sul volontariato di Napoli. "La legge per il volontariato (legge 266, ndr.)- spiega Prodi- sente certamente il peso dei suoi anni; tuttavia la strada a suo tempo imboccata e' quella giusta". Per questo, secondo il premier, "occorre migliorare la situazione esistente, senza pero' scomporre il molto di buono che e' stato fatto sino a questo punto nel settore".
Senza i legami sociali non puo' esserci alcuna crescita economica. Lo afferma il presidente del Consiglio Romano Prodi, durante il suo intervento alla V Conferenza nazionale del volontariato. Il vostro, continua Prodi rivolgendosi alla platea, "e' un lavoro che contribuisce a ricucire quei legami tra le persone che sono il fondamento della convivenza, insomma a costruire quel capitale sociale senza il quale non vi puo' essere neppure crescita economica".
da Vita non profit (redazione@vita.it)
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