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lunedì, marzo 14, 2011

"LA FESTA DELL’OLIO… E DELLA TRADIZIONE CONTADINA PESCOLANA"


DOMANI MARTEDI' 15 MARZO, ALLE ORE 10.30, LA CAMERA DI COMMERCIO DI BENEVENTO SARA' SEDE DELLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DE "LA FESTA DELL’OLIO… E DELLA TRADIZIONE CONTADINA PESCOLANA".

Domani martedì 15 marzo, alle ore 10.30, è in programma nella sede della Camera di Commercio di Benevento la conferenza stampa di presentazione de "La Festa dell'Olio... e della Tradizione Contadina Pescolana". Questa manifestazione si svolgerà a Pesco Sannita da giovedì 17 a domenica 20 marzo, con la presenza di trenta qualificati espositori del settore. Intanto, interverranno alla conferenza: il presidente dell'ente camerale beneventano, Gennaro Masiello; il presidente del Comitato promotore per l'ottenimento del marchio dop per la produzione olearia della provincia sannita Roberto Costanzo; il sindaco di Pesco Sannita, Antonio Michele; il presidente della Cooperativa Tesea organizzatrice dell'evento Antonio Meola; il dirigente dello Stapa-Cepica regionale di Benevento Francesco Massaro. Dunque, si preannunciano giorni decisivi per il rilancio dell’assalto al marchio dop (a denominazione di origine protetta) oleario, nell’ampio dibattito istituzionale in cui il comune pescolano si inserisce in grande stile. Ed è di estremo interesse e coinvolgimento collettivo l’ampio programma elaborato dal comitato organizzatore, che annovera in prima linea proprio il Comune di Pesco Sannita e la Cooperativa Tesea (Terzo settore) Acli; con partner di assoluto rilievo, fra cui l’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, AcliTerra, la Coldiretti di Benevento e la Pro loco di Pesco Sannita. E’ in evidenza, infatti, la capacità degli enti promotori del’iniziativa di aver saputo intercettare le preziosissime opportunità offerte dai fondi del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) 2007/2013, ai sensi della misura 3.1.3 per l’”Incentivazione di attività turistiche”.
“È con immenso piacere che mi pregio di accogliervi per questi quattro giorni di “Festa dell’Olio e della Tradizione Contadina Pescolana” - dichiara il sindaco di Pesco Sannita Antonio Michele -, nella speranza che la nostra incantevole cittadina possa entrarvi nel cuore e come ambita meta di infiniti giorni da trascorrere immersi nella natura delle colline della provincia beneventana, in una cornice architettonica degna dei più bei borghi d’Italia. In questi quattro giorni non solo si potrà visitare il nostro territorio alla scoperta delle sue bellezze naturali; ma si potrà anche conoscerlo più approfonditamente: attraverso i sapori, le tradizioni, l’accoglienza. Questa manifestazione si colloca nel contesto della promozione del nostro incantevole territorio; dunque, saremo onoratissimi di accompagnarvi anche nelle nostre contrade, alla scoperta di luoghi e usanze antiche, con giochi e divertimenti d’altri tempi. Ovviamente, non mancheranno spazi di discussione per provare a fare luce sul futuro dell’agricoltura in generale e della produzione dell’olio in particolare. E’ un programma denso di eventi, degustazioni, convegni e spettacoli; che spero possano rimanere ben impressi nei vostri ricordi”.

sabato, gennaio 29, 2011

IMPRESE: SI CONSOLIDA ALLEANZA COLDIRETTI- ACLI TERRA

Consolidare e valorizzare le ragioni di fondo dell'Alleanza siglata, particolarmente nella prospettiva di sostenere processi di collaborazione che stanno dando luogo a protocolli regionali, il piu' recente dei quali recentemente siglato in Calabria. E' questo il risultato dell'incontro della Presidenza dell'Associazione professionale agricola delle Acli, presso la propria sede, con il presidente della Coldiretti, Sergio Marini ad un anno dall'accordo siglato ad Agrigento, in occasione del Congresso nazionale di Acli Terra. All'incontro hanno partecipato anche il Presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero ed il Vice Presidente Vicario delle Acli, nonche' Presidente di Unapol e del CAA Acli, Michele Rizzi.
Coldiretti e Acli Terra condividono posizioni gia' note, sviluppate su temi come gli OGM, la sovranita' alimentare, l'ambiente, l'acqua, l'etichettatura e la tracciabilita' delle produzioni, le filiere corte ed i mercati locali, la legalita' nelle campagne, nonche' l'impegno a promuovere valori di democrazia e di responsabilita' civile a conferma del primato della famiglia, di quella contadina nello specifico, come pilastro fondamentale dell'impalcatura di comunita' coese e solidali. Il riferimento forte alla Dottrina sociale cristiana ed al Magistero della Chiesa costituisce l'orizzonte culturale ed ideale che guida le due Associazioni in un percorso comune per promuovere il ruolo dell'agricoltura come fattore centrale nello sviluppo, sul piano sociale ed economico, delle comunita' locali e territoriali.
Durante i lavori e' stata messa in risalto, inoltre, la volonta' di sviluppare processi organizzativi condivisi che producano immagine e sostanza dell'Alleanza a livello territoriale, mediante l'attivazione di puntuali forme di coordinamento necessarie a produrre unitariamente valutazioni e strategie sulle vertenze territoriali del comparto e nel rapporto con le Istituzioni.
E' stato dato l'avvio, in pratica, ad un processo di contaminazione operativa tra i gruppi dirigenti di Coldiretti e delle Acli, ad ogni livello, per la tutela degli operatori agricoli e delle politiche di sviluppo del settore.
Di qui due appuntamenti di notevole rilievo: un seminario di lavoro, per elaborare e divulgare una posizione condivisa sul processo di riforma della PAC, ed il Convegno nazionale, promosso da Acli Terra a Caserta, per il 10 marzo 2011, sul tema "Agricoltura e Immigrazione", a cui prenderanno parte Michele Zannini, Presidente di Acli Terra, Sergio Marini, Presidente di Coldiretti, Andrea Olivero, Presidente delle Acli e S. E. Mons. Bruno Schettino, Arcivescovo di Capua e Presidente della Commissione Episcopale CEI per le Migrazioni.

venerdì, dicembre 03, 2010

La Fap con Acli Terra: no agli OGM per un’agricoltura di qualità

«Non è assolutamente dimostrato che l’impiego di OGM sia la soluzione alla fame nel mondo, in quanto non è stato registrato alcun incremento della produzione agricola mondiale»
Il Comitato Nazionale della Fap (federazione anziani e pensionati ) ACLI apprezza la posizione di ACLI Terra a difesa dei consumatori per un diverso stile di vita.
ROMA - La recente pubblicazione su una rivista scientifica di uno studio sulle piante transgeniche e la sicurezza alimentare, condotto dalla Pontificia Accademia delle Scienze, è stata erroneamente interpretata e strumentalizzata come un pronunciamento favorevole, da parte del Vaticano, per la coltivazione di OGM, come ipotetica soluzione del problema della fame nel mondo.
In realtà non risulta alcun pronunciamento, in tal senso, da parte del Vaticano, mentre autorevoli altri rappresentanti della stessa Accademia Pontificia hanno recentemente contrastato tale opinione.
Le posizioni che indicano cautela sono state apprezzate da Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra, Associazione professionale agricola delle Acli, da tempo parte integrante della Task Force per un Italia libera da OGM, che ha ribadito con forza la difesa di un progetto di agricoltura finalizzato a salvaguardare il patrimonio agroalimentare nazionale.

ZANNINI - «La nostra posizione in merito – sostiene Zannini – non è di natura ideologica, né basata sulla volontà di oscurare il progresso della ricerca scientifica, ma è fondata sul rispetto del principio di precauzione che la scienza, più volte, ha consigliato di adottare, in attesa di certezze, che mancano, sul fronte della sicurezza alimentare.
È fondamentale, invece, sostenere politiche agricole che incrementino lo sviluppo e la tutela dei territori, delle biodiversità, delle tipicità, dei mercati a filiera corta e della salute dei produttori e dei consumatori, a favore di un’economia agricola basata sulla qualità e quindi certamente più remunerativa, soprattutto per le imprese agricole familiari, che caratterizzano l’agricoltura italiana.
Non è assolutamente dimostrato che l’impiego di OGM sia la soluzione alla fame nel mondo, in quanto non è stato registrato alcun incremento della produzione agricola mondiale grazie alla coltivazione di piante transgeniche.
Altresì, il rischio più evidente che deriverebbe dall’autorizzazione all’uso di semi geneticamente modificati in agricoltura, sarebbe quello di piegare questo comparto economico, fondamentale per la vita e per la pace degli uomini, agli interessi di poche multinazionali, che, avendo già monopolizzato il mercato delle sementi e dei pesticidi, puntano ad omologare le produzioni attraverso l’impiego generalizzato di colture GM.»

martedì, novembre 16, 2010

Zannini (Acli Terra): i giovani protagonisti della sfida educativa nel mondo agricolo


Zannini (Acli Terra): i giovani protagonisti della sfida educativa nel mondo agricolo

In questa prospettiva si muove il senso più profondo della celebrazione della Giornata del ringraziamento di quest'anno

ROMA - «Assumiamo l’impegno di essere custodi del territorio con tutti gli uomini di buona volontà». In questa prospettiva si muove il senso più profondo della celebrazione della Giornata del ringraziamento di quest'anno. L’evento orienta, come sempre, a riflettere particolarmente sul valore incommensurabile dei doni fondamentali di Dio per l'uomo che sono la terra, l’aria e l’acqua» così Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra, l'Associazione professionale agricola delle Acli, intervenendo a Bologna durante il seminario di studio sul tema «il mondo agricolo-rurale si misura con la sfida educativa».
La Giornata è organizzata dalla «Commissione Episcopale CEI per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace», in collaborazione con Acli Terra, Coldiretti, Fai CISL, FederAgri MCL e UGC Cisl.

«Il tema di quest'anno, è oltremodo affascinante – per Acli Terra – perché proietta sulle aspirazioni e sulle difficoltà di un pezzo di società decisiva per il destino dell’agricoltura in Italia e nel mondo: i giovani.
Con loro, e a partire da loro, siamo chiamati a riflettere, con urgenza, sulla drammaticità delle questioni del clima, dell’ambiente, della salubrità della vita.
Questo ci orienta principalmente ad agire per difendere e promuovere le comunità locali, le persone e i territori in cui abitano, dove i contadini sono i veri «custodi della terra».
È proprio la terra il bene primario di cui l'uomo dispone e dal quale ricava originariamente tutto quanto gli serve per sopravvivere, per alimentare la vita, per costruire relazioni, in pratica per concorrere alla creazione di Dio.
Nella fase presente, che segna difficoltà enormi per il mondo agricolo nel suo complesso, è fondamentale concorrere alla valorizzazione della dimensione rurale nonché agricola, in una prospettiva che torni a centrare l’economia sull’uomo, nella sua dimensione territoriale, dove territori, persone e comunità sono i termini di un ripensamento radicale delle questioni che abbiamo di fronte, per una nuova cultura a sostegno di imprese, certamente competenti e competitive sul piano professionale ma anche eticamente orientate e socialmente responsabili.
Così l’agricoltura è non solo produzione di alimenti, ma anche dimensione della vivibilità più autentica delle aree rurali ed insieme qualità e cultura del consumare e dell’abitare i territori.
I giovani devono raccogliere la sfida educativa che viene dal valore della terra, dell’aria e dell’acqua, assumendo il convincimento che la pratica di un nuovo umanesimo rurale e di un nuovo welfare rurale possono generare valori ed opportunità, motivazioni e giuste convenienze, perché il lavoro agricolo e la vita rurale ridiventino i riferimenti di una ricomposizione della nostra società complessa e frantumata, su nuovi stili di vita e modi nuovi di convivenza democratica»

mercoledì, ottobre 20, 2010

Zannini (Acli Terra): sostegno ai pastori in agitazione.

Cagliari, 20/10/2010

Intervenendo in una conferenza stampa, organizzata a Cagliari dalle Acli Sarde, il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, ha dichiarato la solidarietà e il sostegno di tutti i lavoratori di Acli Terra alle ragioni dei pastori sardi, in agitazione per la grave crisi che attanaglia il comparto ovicaprino nell’Isola e in tutta Italia.

Acli Terra auspica che la vertenza tra produttori e industriali, oggi al tavolo del MIPAAF, trovi una giusta ed equa composizione, per un’intesa che renda più praticabile il percorso di rilancio del comparto, a partire dalla dichiarazione dello stato di crisi.

Acli Terra auspica, altresì, che il DDL all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale sardo, specifico per il riordino del comparto, che mette in campo, in uno con la finanziaria, 110 milioni di euro da impegnare entro il 2013, sia approvato perché possiede una strategia di tutela del comparto innestata in una visione più ampia di rilancio dello sviluppo complessivo dell’agricoltura sarda.

Per Zannini “la vicenda dei pastori in lotta per vedersi riconosciuti atti di giustizia non può essere declassata a questione di ordine pubblico, mentre è vitale che, rispetto alla grave crisi in cui si dibatte l’agricoltura italiana, riprendano segni di attenzione politica, ad ogni livello istituzionale, sulla funzione di straordinario valore economico, ma anche sociale e civile, di un’agricoltura inconfondibile per le qualità e le tipicità che sa produrre e custodire”.

Alla conferenza di Acli Terra hanno dato il loro contributo il Presidente regionale delle Acli della Sardegna, Ottavio Sanna, il Presidente regionale di Acli Terra, Ernesto Ambu, ed il Direttore nazionale di Acli Terra, Paolo Cipriani.

giovedì, settembre 02, 2010

Zannini (Acli Terra): va resa giustizia ai lavoratori del comparto ovicaprino


Acli Terra auspica che si trovino soluzioni per affrontare e risolvere le questioni in campo, sia sul piano congiunturale che su quello strutturale


ROMA - Il 6 Settembre si terrà, presso il Ministero delle Politiche Agricole, un incontro molto importante per la soluzione delle problematiche del comparto ovicaprino che hanno guadagnato una sofferta notorietà durante l’estate.
Acli Terra auspica che si trovino soluzioni per affrontare e risolvere le questioni in campo, sia sul piano congiunturale che su quello strutturale.
Si tratta di partire dalla presa d’atto che l’agropastorizia svolge in Sardegna, e non solo, un ruolo fondamentale di difesa del territorio, di custodia e di preservazione dei paesaggi insostituibile.
Un complesso di azioni, oltre quelle di mera natura economica e produttiva, che incarnano la funzione pubblica di un’attività peculiare, spesso collegata a territori di difficile gestione e, tuttavia, capaci di interconnettersi con altre possibilità di sviluppo di tipo turistico, culturale e sociale.

È esattamente questa dimensione dei problemi, attualmente posti sul piano principalmente economico, che il prossimo incontro deve assumere quale bussola della riconsiderazione del comparto nel Psr regionale e nella stessa prospettiva dei contenuti di riforma della politica comunitaria, chiamata sempre più a riconoscere la dimensione pubblica e sociale dell’agricoltura.
La vicenda in particolare impegna il destino di 70mila allevamenti italiani che producono formaggio di qualità apprezzata nel mondo. Alcuni milioni di quintali ai quali il sistema industriale pretende di corrispondere un costo molto inferiore a quello di produzione.

Paradossalmente le proteste di questi allevatori, generalmente silenziosi quanto trascurati dall’opinione pubblica, sono il sintomo evidente del disagio più generale del sistema agroalimentare italiano, che non riesce a guadagnare l’attenzione politica ed istituzionale necessaria e giusta.
Il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, ribadisce l’urgenza di dare risposte efficaci al comparto, ma, nel contempo, di assumere scelte che rendano trasparenti e giuste le relazioni tra produttori, consumatori e reti industriali, perché il valore aggiunto sia distribuito equamente ed i costi di produzione siano tutelati e garantiti.
Chi lavora nella terra deve essere posto in condizione di condurre le aziende con la serenità necessaria per svolgere compiti fondamentali che incidono notevolmente sulla qualità della vita civile del Paese.

lunedì, luglio 26, 2010

ACLI Terra: Il dialogo sociale europeo


ROMA - Il «dialogo sociale» in Europa non è soltanto un complesso di procedure sempre più formalizzate per produrre effetti di collaborazione ed anche di contrattazione tra organizzazioni sindacali, organizzazioni di imprenditori e Istituzioni pubbliche.
Di più, è un comportamento che segna il passaggio da un ordinamento comunitario, caratterizzato da una prevalente visione economica dei rapporti tra soggetti ed interessi che dovevano essere regolati dal mercato, ad una nuova visione che, della politica sociale, fa uno dei suoi tratti più caratterizzanti.
Su questo tracciato si è sviluppata la relazione, tenuta a Torino da Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra, al Seminario Europeo promosso dall’ICRA (International Catholic Rural Association), assegnando un particolare rilievo al ruolo che può svolgere l’agricoltura per dare contenuti forti ed impegnativi al «dialogo».

Per Zannini «L’agricoltura non è solo produzione di alimenti, mentre va ripensata nella sua più complessa dimensione «rurale» che fa riferimento al territorio e all’ ambiente.
Una visione più impegnativa, dunque, che registra questioni di vivibilità e socialità delle aree rurali; e anche quella della qualità del consumare e dell’abitare i territori.
L’agricoltura è un «luogo» dove, sempre più, si costruiscono valori di legame, di relazione, oltre che valori d’uso e di scambio.
Mentre siamo in piena fase di discussione sulla riforma della PAC, è fondamentale rappresentare il valore del comparto in un’ottica di ricomposizione delle ragioni, di natura sociale e culturale, con quelle prevalentemente economiche, originarie, che individuarono il primato dell’agricoltura nelle politiche costitutive dell’Europa unita.
L’agricoltura può essere un volano formidabile di integrazione sociale e culturale, di crescita economica e di sviluppo di nuova occupazione, di innovazione nell’impiego delle risorse energetiche e di mitigazione dei cambiamenti climatici.
È proprio il complesso di azioni tipiche delle comunità rurali, in grado di preservare elementi di vitalità sociale, oltre che economica dei territori vissuti dagli agricoltori, che domanda l’ideazione di una nuova politica agricola comunitaria.
Azioni come quella della custodia dei paesaggi e dell’ambiente, della protezione e valorizzazione delle biodiversità, della produzione di cibo sano.
Questo vuol dire che dobbiamo continuare ad insistere su una accezione più ampia del rurale e del territorio, una visione che integra la dimensione economica, ambientale e sociale dei protagonisti e che coltiva una prospettiva forte di inclusione sociale delle fasce più deboli delle popolazioni rurali, dovunque esse vivono, per farle vivere meglio, nelle aree rurali più solide, in quelle più fragili e marginali, in quelle periurbane.

Allo stato della discussione sul percorso di riforma della PAC, ritengo fondamentale che una nuova politica sia orientata a:
- riconoscere e valorizzare l’apporto che l’agricoltura è in grado di fornire in una prospettiva di sostenibilità, senza sottovalutare la funzione sempre strategica della produzione di beni alimentari. Serve, in ogni caso, una politica agricola che dia la possibilità a quasi 14 milioni di aziende agricole europee di continuare a fare il loro mestiere, che è quello di garantire cibo per un mercato di 500 milioni di persone;
- sostenere la produzione di beni pubblici e relazionali, tipici di una dimensione non marginale dello sviluppo multifunzionale e sociale dell’agricoltura;
- sostenere lo sviluppo dei territori rurali, in tutte le loro componenti, quelle a carattere materiale, ma anche quelle a carattere immateriale, senza trascurare interventi strutturali per consentire l’impiego più efficiente delle risorse;
- rivalutare la funzione fondamentale della produzione di beni ambientali, tipica dell’agricoltura, perché essa sia, sul piano qualitativo e su quello quantitativo, adeguata alle domande dei consumatori e dei cittadini in genere;
- privilegiare lo sviluppo rurale, pensandolo come indispensabile per promuovere il ruolo delle comunità locali di protagoniste di politiche pubbliche. Infatti, in un’ottica di sussidiarietà e di decentramento, le politiche di sviluppo rurale possono connettersi ai bisogni e al ruolo attivo delle comunità locali, molto più di quanto lo siano quelle di mercato, generalmente gestite da strutture burocratico-amministrative centrali e tendenti agli oligopoli.

Insisto in particolare su questo aspetto, perché penso alla possibilità che proprio le politiche locali di sviluppo debbano in futuro essere sostenute, piuttosto che attraverso erogazioni automatiche di aiuti alle imprese, principalmente in relazione a progetti che le imprese singole e/o associate dovranno proporre in condizioni di coerenza e di integrazione con i progetti di sviluppo dei territori.»

giovedì, luglio 22, 2010

valorizzare le produzioni italiane contro forme diffuse di contraffazione e di mercificazione dell’olio extravergine di oliva italiano

Acli Terra apprezza l’accordo siglato a Roma il 21 luglio 2010, presso la sede della Fondazione “Achille Grandi”, tra Unaprol, il Consorzio olivicolo italiano, e Unapol, Unione tra le Associazioni di produttori di olive.

Unapol e le sue associate potranno condividere con Unaprol programmi intesi a promuovere la commercializzazione sui mercati nazionali ed esteri, ma anche programmi legati a processi di sviluppo regionale del comparto olivicolo.

L’obiettivo è quello di valorizzare le produzioni italiane contro forme diffuse di contraffazione e di mercificazione dell’olio extravergine di oliva italiano, qualificato proprio dalla sua eccellenza esclusiva.

Acli Terra è particolarmente soddisfatta per tale accordo, perché l’iniziativa conferma un orizzonte condiviso sul piano politico, oltre che culturale, sia con Unapol che con Unaprol, di sostegno ad un progetto ormai urgente di rilancio dell’agricoltura italiana, anche nella sua dimensione economica e sociale.

Iniziative come questa possono consentire al comparto, nel suo complesso, di uscire dalla crisi che l’economia italiana sta affrontando.

Il valore dell’accordo sta anche nel suo carattere simbolico, che lo caratterizza a sostegno, in ogni forma, delle produzioni di qualità particolarmente tipiche dell’agricoltura italiana, che la rendono competitiva proprio per quanto che essa esprime.

Sullo sfondo dell’accordo ci sono anche i rapporti di alleanza privilegiata tra Acli Terra e Coldiretti, come si sono anche formalmente consolidati in una prospettiva che allea due grandi Organizzazioni popolari e democratiche per rappresentare un mondo agricolo e rurale generalmente costituito da imprese a conduzione familiare. L’accordo può concorrere a valorizzare il rapporto privilegiato che l’associazionismo professionale agricolo è chiamato a vivere con il territorio, luogo in cui le comunità locali esprimono valori di relazione e, dunque, legami non solo di scambio e di uso. La visione è quella di un’economia agricola che deve sviluppare un rapporto equilibrato e giusto tra valori materiali ed immateriali, necessari a rendere protagonisti del cambiamento produttori consapevoli e partecipi quali associano sia Unapol che Unaprol.

martedì, luglio 20, 2010

Le Acli per un’agricoltura libera da OGM


Nell’ambito del Convegno “Agricoltura e Biotecnologie: il fronte della ricerca tra un’avanguardia silenziosa e un’innovazione superata”, che si è tenuto presso l’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, la posizione delle Acli è stata rappresentata da Michele Zannini , Presidente nazionale di Acli Terra.

Il programma del Convegno, promosso dalla Task Force per un Italia libera da OGM, di cui le Acli sono parte integrante, ha registrato numerosi interventi di illustri esponenti del mondo scientifico, dichiaratamente impegnati a contrastare la diffusione di OGM, non sulla base di pregiudizi ideologici, ma proprio per un convincimento scientifico, puntualmente illustrato nei lavori del Convegno.

Il Presidente Zannini, nel suo intervento, ha voluto testimoniare, con forza, il punto di vista delle Acli, da sempre schierate a difesa di un progetto di agricoltura finalizzato a salvaguardare il patrimonio agroalimentare nazionale, come un bene inconfondibile, meritevole di essere protetto e promosso.

Per Zannini “l’agricoltura italiana non ha bisogno di OGM, perché fonda la sua competitività sulla ricchezza delle sue biodiversità, sulla varietà dei territori e sulla peculiarità dei saperi che gli agricoltori infondono nei loro prodotti, per renderli tipici e dotati di una particolare eccellenza che il mondo intero ci invidia”. Ha ribadito Zannini che il dissenso rispetto all’impiego di OGM ha natura fondamentalmente politica e, dunque, culturale e sociale. “Senza timori di essere tacciate di oscurantismo, Acli Terra e le Acli non si oppongono alla scienza ma vorrebbero che la scienza, che è e deve rimanere uno strumento a disposizione dell’umanità, sia impegnata prevalentemente per migliorare e proteggere quello che la sapienza di generazioni di milioni di contadini nel mondo sa fare. L’alternativa rischierebbe di essere quella che piega questo comparto economico, fondamentale per la vita e per la pace degli uomini, agli interessi di poche multinazionali, che, avendo già monopolizzato il mercato delle sementi e dei pesticidi, puntano ad omologare le produzioni attraverso l’impiego generalizzato di colture GM.”

mercoledì, luglio 14, 2010

Acli Terra apprezza la nomina di Amendolara.



Grande soddisfazione per la nomina del nuovo Assessore all’agricoltura della Regione Campania, nella persona di Vito Amendolara, ha espresso Michele Zannini, Presidente Nazionale di Acli Terra, che ha commentato la decisione, ricordando la particolare competenza e la dedizione di una intera vita professionale del neoassessore trascorsa in Coldiretti, sempre al servizio di un comparto economico vitale per la Regione.

”Con Amendolara Assessore l’agricoltura campana guadagna una prospettiva di valore che le compete per il ruolo strategico che dovrà svolgere con tutta l’agricoltura meridionale nel Mediterraneo”.

Acli Terra, con tutte le sue strutture Campane, assicura, fin d’ora, al nuovo Assessore, ogni collaborazione utile a costruire programmi ed iniziative di rilancio del comparto agricolo nella Regione.

lunedì, maggio 31, 2010

Acli Terra: oltre i tagli, scelte di rilancio dell’agricoltura italiana


La manovra di contenimento della spesa sta rivelando, giorno dopo giorno, sempre più chiaramente i termini della sua particolare durezza: è pesante quanto serve a contrastare una crisi finanziaria dalle proporzioni impreviste, o comunque non riconosciute fino a qualche mese fa.

La gravità della fase è tale da far temere nel comparto agricolo ed agroindustriale riflessi economici, e perfino sociali, molto negativi, oltre le ragioni della congiuntura.

Per Ac1i Terra il rigore, ancorché necessario, va gestito con equità, evitando ingiustizie e privilegi, mentre è fondamentale, contestualmente, compiere scelte per sostenere lo sviluppo e la competitività delle imprese.

L'agricoltura italiana, e principalmente le imprese familiari, non sopporteranno altri sacrifici, costrette, come sono già da molto tempo, a misurarsi con costi produttivi, contributivi e burocratici eccessivi.

Se mancano, accanto alle scelte di contenimento della spesa, azioni decisamente riformatrici, proiettate allo sviluppo di una economia essenziale come quella agricola, si va verso una prospettiva che deprime le fondamentali capacità di autopromozione dei territori e delle comunità locali e spinge verso esiti di impoverimento e di abbandono generalizzati ed incontrollabili.

L'agricoltura sta pagando costi altissimi ad una crisi economica e finanziaria che falcidia ormai senza limiti redditi e sicurezze sociali, essenziali per pezzi della nostra società meno garantiti.

“È tempo – per Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra – di assumere scelte strategiche finalizzate a rimettere in moto il nostro complessivo sistema economico per rilanciare decisamente lo sviluppo e l’occupazione e, contestualmente, confermare una visione di società che ponga al centro i valori di solidarietà e di mutualità che qualificano la storia più apprezzabile delle nostre comunità locali”.

martedì, maggio 04, 2010

Acli Terra chiede al Governo una riconsiderazione del SISTRI.



Il Consiglio dei Ministri, con uno specifico Decreto Legge, ha differito dal 30 aprile al 30 giugno il termine di scadenza per la presentazione del MUD, il modello unico di dichiarazione ambientale.

La notizia allenta la pressione burocratica su almeno 600mila imprese interessate, obbligate a presentare il MUD utilizzando modelli nuovi, apparsi in Gazzetta Ufficiale solo due giorni prima della scadenza del 30 aprile e, per giunta, sbagliati.

La circostanza dovrebbe indurre il Governo a riconsiderare, in maniera organica e tempestiva, anche le prossime scadenze del 13 luglio e del 12 agosto.

Alle due date sono associati gli adempimenti specifici, rispettivamente per le imprese più grandi e per quelle più piccole, richiesti dal SISTRI, sistema di controllo elettronico della tracciabilità della filiera dei rifiuti speciali.

Anche per queste scadenze è auspicabile una proroga per attivare una fase di opportuna informazione alle imprese, soprattutto quelle più piccole, costrette a gestire procedure troppo complesse ed eccessivamente onerose; tutto il contrario di quella che dovrebbe essere una pratica di semplificazione amministrativa, tante volte annunciata, ma poi, puntualmente, tradita, come in questo caso.

Le imprese non dispongono di un manuale operativo, né di un regolamento di applicazione, mentre avrebbero bisogno di un periodo ponte, tra il MUD e il SISTRI, di informazione e di formazione, adeguato alle esigenze fondamentali di adattamento alle nuove procedure e di apprendimento delle stesse, per gli effetti conseguenti, sia operativi che economici.

Non è affatto scontata la semplicità del passaggio dall’attuale sistema cartaceo ad un procedimento innovativo, di struttura eminentemente informatica.

Il progetto di una piattaforma informatica di controllo della tracciabilità dei rifiuti, nel segno della trasparenza, della legalità e del rispetto dell’ambiente, è assolutamente condiviso per gli effetti positivi che il completo monitoraggio della filiera dei rifiuti produrrà sulla salvaguardia dell’ambiente.

Tuttavia le procedure risultano complesse e perfino farraginose, fino a determinare per le imprese il rischio di incorrere in errori, e dunque in sanzioni, oltre ogni colpevole intenzione.

Per Acli Terra un’applicazione più graduale del nuovo sistema e, ancor più, l’adozione di procedure ulteriormente semplificate e prive di oneri a carico delle imprese più piccole, assicurerebbe un successo all’iniziativa forte soprattutto del maggiore coinvolgimento delle stesse imprese.

mercoledì, aprile 21, 2010

Acli Terra per il consumo critico e socialmente responsabile.


Il Presidente Nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, parteciperà alla tavola rotonda, “Percorsi locali socialmente responsabili per aziende agricole e consumatori”, prevista dal programma del Seminario, organizzato dall’INEA, sul tema: “Il consumo socialmente responsabile: un volano per lo sviluppo dell’economia civile”, che si terrà a Roma il 22 Aprile 2010 presso la Sala della Biblioteca del CNEL. Oltre a Zannini, durante il dibattito, interverranno, tra gli altri, Sergio Marini, Presidente della Coldiretti, Giuseppe Politi, Presidente della CIA, Federico Vecchioni, Presidente di Confagricoltura ed altri esponenti delle più importanti Associazioni di consumatori e del sistema agroalimentare italiano.

La giornata di studi prevede numerosi momenti di approfondimento specifici sulle tematiche della responsabilità sociale delle Imprese nel settore agricolo, questioni che qualificano, in maniera peculiare, l’impegno di Acli Terra, che ribadisce la centralità delle persone, delle comunità e dei territori in ogni ipotesi di sviluppo dell’agricoltura e dell’economia più in generale.

L’Associazione, promossa dalle Acli, ha sempre fortemente sostenuto il riferimento a requisiti etici irrinunciabili, da porre fondamento perfino degli elementi di qualità dei processi produttivi delle imprese; in una tale prospettiva i territori, le persone, le comunità rappresentano realmente gli assi di una nuova cultura d’impresa, a misura d’uomo, socialmente responsabile, eticamente orientata e professionalmente competente.

Da qui l’idea di consumo critico che Acli Terra intende promuovere, ovvero una pratica di selezione di quei prodotti che rispettino in pieno i requisiti di sostenibilità ambientale del processo produttivo, che vengano distribuiti da imprese che adottano un comportamento socialmente responsabile e che non ledano l'eticità del trattamento accordato ai lavoratori. In tale ottica è necessaria una forte campagna di sensibilizzazione ed informazione sui possibili percorsi socialmente responsabili in agricoltura, come la promozione dell’agricoltura biologica, l’organizzazione dei mercati contadini, di gruppi di acquisto solidali e di farmer markets.

giovedì, aprile 15, 2010

Acli Terra chiede a Galan di promuovere la dimensione sociale dell’agricoltura italiana.


Acli Terra augura buon lavoro al neoeletto Ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, con l’auspicio che il suo mandato sostenga ulteriormente i processi di tutela dell’agricoltura italiana, delle sue inconfondibili tipicità, dei diritti degli agricoltori e dei territori in cui essi operano.

L’Associazione agricola, promossa dalle Acli, conferma la massima disponibilità alla collaborazione ed al dialogo con il nuovo dicastero, in funzione di una approfondita e condivisa discussione, sulle linee generali di rilancio della Politica Agricola Nazionale ed, in particolare, sui processi di prossima riforma della Politica Agricola Comune.

Il Presidente di Acli Terra, Michele Zannini, si dice certo che la figura di Galan saprà garantire agli agricoltori ed ai consumatori l’attenzione necessaria per assicurare all’agricoltura italiana interventi di promozione della sua dimensione economica ma anche sociale e civile.

martedì, aprile 06, 2010

Per le aziende agricole un ulteriore carico finanziario con il SISTRI.


Lettera aperta alle Istituzioni

Per le aziende agricole un ulteriore carico finanziario con il SISTRI.
Acli Terra: Condividiamo le direttive del Decreto Ministeriale 17-12-2009, che attua l’articolo 14-bis della legge 102/2009, ma occorre rivedere l’attuazione nel settore agricolo. Ai Parlamentari regionali e nazionali siciliani e all’Assessore Bufardeci chiediamo un intervento urgente per chiarire e rivedere le modalità di applicazione per le aziende agricole.
La tracciabilità telematica dei rifiuti pericolosi è un’iniziativa importante per la tutela dell’ambiente e dei territori, lo afferma il Presidente Regionale di Acli Terra Sicilia Nicola Perricone , ma il sistema telematico SISTRI non può essere applicato alle piccole e medie aziende ed imprese agricole che vivono, oggi, un momento di grande crisi economica e che verrebbero gravati di un costo insostenibile.

L’istituzione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri), con Decreto Ministeriale 17-12-2009, che attua l’articolo 14-bis della legge 102/2009, ha una grande validità per la tracciabilità sulla produzione, movimentazione e gestione dei rifiuti, ma risulta insostenibile per le piccole e medie aziende ed imprese agricole per gli elevati costi finanziari alla luce delle irrilevanti produzioni di rifiuti pericolosi.

Per il settore agricolo, il nuovo sistema interessa tutte le imprese produttrici di rifiuti speciali pericolosi, comprese quelle con un volume di affari inferiore a 8.000 euro, mentre resta facoltativo per le imprese produttrici dei soli rifiuti non pericolosi.

Il sistema sarà operativo, per le imprese agricole aventi fino a 50 dipendenti, dal 12 agosto 2010, mentre per quelle oltre i 50 dipendenti dal 13 luglio 2010.

Il Sistri è un sistema importante ma complesso che richiede un impegno da parte sia degli enti istituzionali, che degli operatori e delle categorie di rappresentanza.

Acli Terra Sicilia chiede a tutti i Rappresentanti ed alle Istituzioni:

  • L’attivazione di iniziative per una maggiore gradualità nell’applicazione del sistema, vista la complessità e l’impegno finanziario ed organizzativo a carico dell’impresa;
  • L’esonero delle piccole aziende ed imprese agricole dall’applicazione del SISTRI, rimanendo con il sistema tradizionale;
  • La semplificazione del sistema e la riduzione dei costi.


Il Presidente Regionale
Nicola Perricone

martedì, marzo 23, 2010

Acli Terra: soddisfazione di Zannini per decreto anti OGM.



“Considerevole apprezzamento e soddisfazione” sono state le parole pronunciate dal Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, che ha così commentato la firma del Decreto anti OGM da parte del Ministro delle politiche Agricole Luca Zaia.

“La decisione rispetta la volontà popolare, in percentuali altissime contraria alla coltivazione degli OGM”.

Secondo il Presidente Zannini, da tempo mobilitatosi contro l’utilizzo dell’agricoltura transgenica, con la firma del decreto si ribadiscono due pilastri della politica agricola ed alimentare italiana: la volontà di tutelare la biodiversità di più di 4500 prodotti tipici ed il rispetto del principio di precauzione che la scienza, più volte, ha consigliato di adottare. Notevole importanza assume anche lo smascheramento del falso mito che propone l’agricoltura transgenica come la soluzione al problema della fame nel mondo: gli OGM, di fatto, non fanno altro che favorire logiche esclusivamente produttivistiche e speculative delle multinazionali, producendo danni agli agricoltori ed ai consumatori.

Acli Terra conferma il pieno sostegno alla campagna anti OGM che il Ministro Zaia sta portando avanti, esprimendo una forte volontà di continuare a perseguire una linea di buon senso nella gestione di temi delicati e controversi come quello della tutela dei prodotti tipici e della sicurezza alimentare del pianeta

In attesa che il decreto firmato dal Ministro sia sottoscritto dai Ministri della Salute e dell’Ambiente, Zannini si augura che questa decisione rappresenti un ulteriore passo in avanti nella strategia di protezione delle qualità inconfondibili ed irrinunciabili della nostra agricoltura.

sabato, marzo 13, 2010

IRPINIA: TERRA DI QUALITA' EXTRAVERGINE - 13 MARZO 2010 - GIORNATA DI STUDIO


L'iniziativa, promossa da Acli Terra e da APOAT, società cooperativa associata ad Unapol, dell'Irpinia intende sottolineare il legame indissolubile tra le questioni dell'ambiente, della qualità e della tipicità delle produzioni agricole italiane.

Il Interverrà il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, per le conclusioni dei lavori della giornata di studio,


Ambiente, Qualità, Tipicità e profondo Legame con il Territorio. Questa la ricetta per valorizzare l'olio extravergine d'Irpinia.
Si terrà sabato 13 marzo p.v., a Sant'Angelo all'Esca (AV) presso l'Azienda Verdi Fattorie, una giorna di studio dedicata all'olivicoltura. Organizzato dall'A.P.O.O.A.T., società cooperativa aderente all'Unapol, promossa dalle Acli di Avellino, l'evento si colloca a chiusura di una intensa attività svolta nell'ultimo anno per promuovere il miglioramento qualitativo dell'olio di oliva e ridurre l'impatto ambientale dell'attività agricola. Tra le attività dell'iniziativa, la realizzazione di tre corsi di aggiornamento sulla "Olivicoltura Sostenibile" per promuovere pratiche agronomiche a difesa del suolo, dell'ambiente e del paesaggio. Hanno partecipato attivamente circa 80 olivicoltori della provincia, a testimonianza dell'entusiasmo e della voglia di fare che ancora resiste in un settore travolto dalla concorrenza estera. Sono segnali che lasciano ben sperare: L'alta qualità, la tipicità e la caratterizzazione degli oli locali influenzati dalle condizioni pedoclimatiche, dalla diversificazione varietale, ma soprattutto dall'azione quotidiana e sempre più professionale degli uomini e delle donne impegnate nel settore, sono i punti di forza da cui ripartire. Le Acliterra di Avellino, con l'iniziativa "Irpinia, Terra di qualità extravergine" intendono contribuire a riannodare il legame innato dell'uomo alla terra, alle tradizioni, a stili di vita più sobri ed equilibrati. E l'extravergine di oliva può ancora svolgere in agricoltura un'azione trainante nel ricondurre il consumatore attento a riscoprire le tradizioni dei territori rurali, ricchi di sorprese paesaggistiche e di un grande patrimonio culturale.
Il programma della giornata prevede nella mattinata una prova dimostrativa in campo di tecniche di potatura rispettose dell'equilibrio vegetativo delle piante; nel pomerigio, una seduta didattica di assaggio degli oli da varietà Tipiche Locali come la Ravece, l'Ogliarola, la Nostrale e la Carpellese, per riconoscerne i pregi. Inoltre è previsto un'approfondimento sulle condizionalità in agricoltura, in particolare sulla sicurezza alimentare e l'etichettatura. La giornata si concluderà con incontro conclusivo dal tema "Ambiente, Qualità e Tipicità: strumenti di valorizzazione dell'olio di oliva" a cui concluderà i lavori il Presidente Nazionale AcliTerra, Michele Zannini.

mercoledì, marzo 03, 2010

Appello di Acli Terra al Governo contro le coltivazioni di OGM.


Acli Terra ribadisce la sua decisa opposizione all’impiego di OGM in agricoltura e non apprezza l’autorizzazione della Commissione europea alla coltivazione di patate transgeniche. La maggioranza dei consumatori e dei produttori è sicuramente contraria ad interventi che promettono di snaturare i caratteri identitari e tipici delle produzioni agricole italiane. L’opposizione di Acli Terra non ha nulla di ideologico, è fondata sul rispetto del principio di precauzione che la scienza, più volte, ha consigliato di adottare, in attesa di certezze, che mancano, sul fronte della sicurezza alimentare, della salute e della tutela delle qualità. Acli Terra condivide le dichiarazioni del ministro Zaia che rivendicano la sovranità degli Stati membri in materia. L’agricoltura tradizionale, quella tipicamente italiana, merita di essere protetta, salvaguardata, perché incarna una ricchezza di valori economici ed immateriali che non può essere annullata dal prevalere di logiche esclusivamente produttivistiche e speculative. Il Presidente di Acli Terra, Zannini, conferma, pertanto, la disponibilità della sua Associazione a mobilitarsi, anche per un referendum, al fine di scongiurare effetti di omologazione delle agricolture europee, destinati a mortificare le sovranità dei singoli Paesi, nella convinzione che l’Italia e l’agricoltura italiana hanno bisogno, con urgenza, di politiche agricole adeguate, piuttosto che di OGM. In questa direzione Zannini si rivolge al Governo italiano ed al suo Ministro dell’Agricoltura, perché intervengano con decisione su una materia che, abbandonata a se stessa, rischierebbe conseguenze gravi, oltre che assurde, per l’economia agricola italiana. La nostra agricoltura, nella stragrande maggioranza, è fatta del lavoro di centinaia di migliaia di famiglie contadine che hanno bisogno di essere sostenute nella fatica quotidiana di difesa della tipicità e della qualità di produzioni inconfondibili, la cui eccellenza è il loro vero ed unico valore aggiunto.

lunedì, marzo 01, 2010

Mobilitazione "24 ore senza di noi" del 1 Marzo 2010


Acli Terra, associazione professionale agricola delle Acli, aderisce ufficialmente alla giornata di mobilitazione in favore degli immigrati "24 ore senza di noi", del 1 marzo 2010. La nostra Associazione ritiene fondamentale la difesa e la tutela dei diritti degli immigrati, senza dei quali molteplici comparti della nostra economia, in primis l'agricoltura, sarebbero notevolmente danneggiati. Condannando ogni forma di razzismo e di xenofobia, Acli Terra si schiera a favore della manifestazione non violenta, allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza e sul valore aggiunto della presenza degli immigrati in Italia. Intendiamo così affermare e difendere un'idea dell'accoglienza che parte dal riconoscimento della dignità di tutte le persone, convinti che il lavoro sia l'occasione privilegiata per creare integrazione e coesione sociale.

Nella stessa direzione, in tutte le forme possibili, ribadiremo la domanda di rapida pubblicazione del Decreto Flussi e della semplificazione di adempimenti amministrativi ancora eccessivi, particolarmente nel settore agricolo, che ha bisogno di lavoratori stagionali con assoluta urgenza.


Michele Zannini

Presidente Nazionale di Acli Terra