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sabato, ottobre 02, 2010

Radiosca: "SPACCIO INTERNAZIONALE DI MUSICA LEGALE"

Oggi finalmente è andata in onda RADIOSCA la radio web promossa da SOLCO NAPOLI.
A Scampia non solo Gomorra ma "SPACCIO INTERNAZIONALE DI MUSICA LEGALE" ascoltate e diffondete www.radiosca.it

lunedì, maggio 04, 2009

Camorristi, una risata vi seppellirà: tutto il ridicolo degli uomini d'onore


I camorristi? Meritano più di una barzelletta. «Se la paura fa 90, la dignità fa 180» è il gagliardo titolo della mostra di fumetti, elaborati e disegni contro la camorra allestita dall’associazione Vodisca nella «no–mafia zone» di Scampia – è così che giovani artisti locali etichettano, con la graphic-art, le isole di aggregazione in pieno mercato di «Gomorra», prendendo spunto da un social network siciliano ­ dal 5 al 12 maggio all’Auditorium della 167, viale della Resistenza.

Illustratori, vignettisti e fumettisti richiamati dal Web (www.liberavoce.135.it) e dall’associazione Libera si rivolgono principalmente ai bambini del quartiere, che «gratuitamente avranno la possibilità di confrontarsi con illustrazioni, vignette e fumetti che screditano, contrastano, si oppongono, prendono in giro e sfatano i miti del Sistema camorristico». Patrocinata dalla Comix di Napoli e da Libera contro le Mafie, la mostra ospita anche il progetto «CamorraComix – barzellette e vignette contro la camorra» realizzate dalle scolaresche partenopee e le tavole di «Max & Stella» di Paolo Piccione della Questura di Napoli.

L’associazione Vodisca è attiva a Scampia da qualche anno in memoria di Antonio Landieri, «vittima innocente di camorra», un disabile che non riuscì a sfuggire ad un agguato con sparatoria nel mucchio in pubblica piazza; e cugino del giovane scrittore di Scampia, fondatore di Vodisca, Rosario Esposito La Rossa (“Al di là della neve”, Marotta e Cafiero) sul quale anche Saviano e Maurizio Braucci (lo sceneggiatore di Gomorra) hanno espresso qualche parola di apprezzamento. La mostra è visitabile dal 5 al 9 maggio dalle 11 alle 17.

Firmano tavole e foto Marilina Ricciardi, Rosaria Iorio, Paolo Domeniconi, Lorenzo Ruggiero, Fabrizio Fiorentino, Alfonso De Negri, Paolo Piccione, Maria Villone, Lilia Migliorisi, Febe Sillani, Nicoletta Costa, Tiziano Squillace e Giovanna Pignataro, Barbara Jelenkovich, Gaia Monti, Daria Petrilli, Alice Vitagliano, Alessandra Vitelli, Rosaria Battiloro, Andrea Musso, Paolo Marengo, Raffaele Marra, Claudio Parentela, Il Vignettificio e Anel. La inaugurano Maria De Marco (assessore alla Cultura della municipalità), Paolo Piccione (Questura di Napoli), Marilina Ricciardi (Comix), Raffaele Marra (di No-mafia Zone, un social network siculo realizzato con lo scopo di “fondere l’impegno di creativi in un laboratorio per la legalità e contro il diffondersi del pensiero mafioso”), Domenico Foscolo (curatore del progetto Camorracomix) e il Presidio Libera Scampia.

Luca Marconi
04 maggio 2009

Altro che carabinieri: stavolta gli studenti ironizzano sulla brutalità dei delinquenti con pungenti barzellette

NAPOLI - L'arma dell'ironia contro l'arroganza della camorra. La risata come strumento per demolire una serie di falsi miti diffusi tra i giovani (e i meno giovani). Il «camorrista» non è più il furbo, il vincente, quello che gode di ricchezza e rispetto, ma diventa un personaggio «da barzelletta», che dispensa stupidità e rozzezza di spirito ad ogni battuta. Il progetto Camorracomix, curato dal docente Domenico Foscolo, nasce dalla collaborazione tra l'istituto statale d'arte «Giorgio De Chirico» di Torre Annunziata, diretto da Felicio Izzo, e il liceo artistico statale del centro storico di Napoli.

Negli sketch, la figura del camorrista prende il posto dei protagonisti delle barzellette «classiche» (e spesso razziste), e cioè l'ebreo, il cornuto, il carabiniere, il terrone, ed esprime la somma delle qualità negative attribuite, nei racconti umoristici, a quelle categorie: ignoranza, avidità, stupidità, volgarità, violenza, superbia. «Proponiamo una specie di razzismo educativo, perché non colpisce un essere, ma un modo di essere», spiega il professor Foscolo, che insegna «disegno dal vero» e che già due anni fa, all'istituto «Europa» di Pomigliano d'Arco, aveva curato un progetto analogo.

Perché la barzelletta? «Perché sfrutta un linguaggio immediato, vicino a quello degli studenti, e permette di affrontare temi delicati come la cultura antimafia senza annoiarli, coinvolgendoli ». Scrivere uno sketch, inoltre, significa esplorare ambiti disciplinari diversi: lingua, in questo caso anche il dialetto, struttura del testo, storia, sociologia, e addirittura, se pensiamo a una barzelletta sull'uso delle droghe o sui mercati illegali, scienze ed economia. Diciassette vignette e centosettanta barzellette, con l'obiettivo dichiarato (e raggiunto) di mostrare il ridicolo che si cela dietro al malcostume e ai comportamenti antisociali. Trentaquattro in tutto gli studenti che si sono cimentati nella scrittura (consulente per il dialetto, Pasquale Russo) e nel disegno creativo (coordinati dalla docente Mara Ferro).
Ecco, qui di seguito, un florilegio di questo loro lavoro.

Mio zio è un genio
Intercettazione ambientale (Un camorrista parla con un suo amico)
– Uà… zitemo è nu genïe: ha pigliato 'a garrozzeria 'e na mercedès, 'o mudore 'e na ferrari, 'e rote 'e na fort, 'e siggiuline 'e na gadillàccheta...
– E che ha fatto? Na machena nova?
– No: duje anni 'e calera!

Il rombo
Fiammetta Di Peto, figlia di un boss, a trentasei anni riesce ad arrivare all'esame di terza media. Dopo la prova di Geometria esce sconsolata. La sua amica del cuore, che l'aveva accompagnata, s'informa:
– Comm'è juto?
– Songo stada bucciata.
– E pecché?
– Nun 'o saccio, m'hannu ritto: 'e fá nu rombo… e ie aggiu fatto: “BRRRUUUMMMM... BRRRUUUMMM…”
– E chille appirciò t'hannu abbucciata! T'hannu circato nu rombo… E tu n'e fatto ruje!

Il pesce palla
Due camorristi sono in visita all'acquario. Uno dice all'altro:
– Guadda 'a là: 'o pisce palla!
Allora l'altro senza esitare un attimo prende la pistola e spara uccidendo il pesce!
Visto, poi, lo sguardo interrogativo del primo,sentenzia:
– Muto s'eva stà!

Il matrimonio impossibile
Intercettazione ambientale (Il fidanzato della figlia di un boss alla ragazza)
– Tesò, ma tu nu juorne me spusarraje?
– Amó, penze proprito che nun è pussippila! Dint'a fameglia nosta ce sta l'appitutina 'e ce spusà fra nuje: 'a zia se spusaje cu 'o zio, 'a nonna se spusaje cu 'o nonno, mammà se spusaje cu papà...

Giorno di paga
Giorno di paga nel clan dei Capavota. Il cassiere della banda chiama gli affiliati uno per volta seguendo l'elenco:
– “Capa 'e puorco”: 1.800.000 èvero. “Funa n'ganna”:1 1.800.000 èvero. “Muorto arletto”: 1.800.000 èvero… E continua così fino alla fine della lista. Dopo aver pagato tutti, il contabile esclama:
– Ma guarda nu pogo stu scemo 'e “Totale”: è chillo ca ha d'avé chiú assaje ‘e tutte quante…Ma nun si apprisenta maje!

Attento a come parli
Qual è la cosa che non devi assolutamente dire ad un camorrista che ti chiede se la sai l'ultima?
“Dai: spara!”

Le tute mimetiche
Intercettazione ambientale (Un camorrista parla con l'affiliato che sorveglia l'arsenale del clan) – 'E tiene 'e tute mimetighe?
– Sí ma 'un 'e riuscimme chiú alle truvà!

Chiara Marasca
18 marzo 2009

martedì, dicembre 23, 2008

FERRARA E CANNAVARO INAUGURANO UN CAMPO DI CALCIO A SCAMPIA


cannavaro_e_ferrara.jpgUn nuovo spazio di aggregazione per i giovani di scampia. Un campetto da calcio in erba sintetica per stare lontani dalla strada ed essere “Campioni nella vita”. Ed è proprio questo il nome del progetto appoggiato e finanziato dalla fondazione Cannavaro Ferrara e dalla Fondazione Vodafone per il quartiere a nord di Napoli. La fondazione dei due ex giocatori del Napoli non è nuova a questo tipo di iniziative: già in altre zone della città sono stati avviati progetti sociali per il recupero sociale e strutturale dei quartiere simbolo del degrado.
Cannavaro e Ferrara accolti dagli abitanti del quartiere hanno salutato i piccoli della scuola calcio Arci Scampia, che ora potranno allenarsi in un vero campo di calcio. Madrina della manifestazione la showgirl maria mazza che insieme all’Assessore regionale alle politiche giovanili Alfonsina De Felice, all’assessore provinciale Angela cortese e all’assessore allo sport del comune di Napoli Alfredo Ponticelli, ha preso parte all’inaugurazione della nuova struttura polivalente.

Inaugurata dal campione del mondo di calcio Fabio Cannavaro e dall'ex giocatore Ciro Ferrara una nuova struttura sportiva polivalente a Scampia, periferia a nord di Napoli spesso simbolo di degrado. L'impianto, gia' in dotazione all'Arci e concesso in comodato d'uso dal Comune per 12 anni grazie all'assessore allo Sport Alfredo Ponticelli, e' stato risistemato grazie al contributo della Fondazione Cannavaro Ferrara, in collaborazione con una fondazione privata e la Provincia di Napoli, con l'obiettivo di "favorire l'integrazione sociale dei giovani piu' disagiati ed offrire loro valide alternative alla strada", come spiega il presidente Enzo Ferrara. Il progetto prevede una serie di azioni per il recupero della dispersione scolastica, con doposcuola e orientamento organizzati dalla Provincia, e per la facilitazione e promozione dell'occupazione giovanile, attraverso corsi di formazione e tirocini. "Qui a Scampia ho trovato tanto amore - dice Ciro Ferrara durante la presentazione - ci sono tantissime persone che lavorano perche' questi ragazzi possano avere una speranza per il futuro. La nostra fondazione non nasce per denunciare le storture della citta', ma per regalare un sorriso ai ragazzi, e in ogni caso il discorso sportivo non puo' mai essere importante quanto quello sociale". Sulla stessa lunghezza d'onda Cannavaro, secondo cui "ormai abbiamo capito che e' importante la presenza di strutture sul territorio. Io da ragazzino ho sempre giocato per strada, ma adesso e' molto piu' pericoloso. Dall'esterno si vede una Napoli in difficolta', ma io comunque tornero' a vivere qui. E' la mia citta', bisogna investirci e non scappare". E a chi gli chiede di portare i giocatori della nazionale a Scampia, Ferrara risponde che "sarebbe molto bello, ma non sono decisioni che posso prendere io. Quasi sicuramente pero' l'Italia giochera' a Napoli una delle partite di qualificazione, quella del 1 aprile".

giovedì, settembre 25, 2008

Iervolino: Parole di apprezzamento sulla candidatura all’Oscar di Gomorra «È una scelta vincente»



Dietrofront di Rosa Russo Iervolino su «Gomorra». Ieri il sindaco di Napoli ha speso parole di apprezzamento sulla scelta di candidare il film di Matteo Garrone agli Oscar ma appena qualche settimana fa non aveva risparmiato rilievi critici nei confronti dell’effetto prodotto dal best-seller dello scrittore Roberto Saviano. «Il film che Matteo Garrone ha tratto dal libro “Gomorra”, di Roberto Saviano, apre uno spaccato di forte realismo sul giro d’affari e di potere che la camorra detiene in determinati territori - sostiene oggi il primo cittadino - È una denuncia che colpisce duro, ma di straordinaria efficacia comunicativa, e rappresenta quindi un’arma potente di lotta contro questa organizzazione criminale. Sono sicura che la scelta di candidarlo agli Oscar, che onora un giovane e coraggioso scrittore della nostra terra, si rivelerà vincente e auguro al film di raccogliere a Los Angeles ampi consensi» conclude. In passato, invece, più volte la Iervolino, cercando di mettere in luce anche gli aspetti positivi della città, ha ripetuto che «non c’è solo “Gomorra” a Scampia, non solo scene di disperazione e negatività. Gomorra dà un’immagine unilaterale del quartiere». L’ultima occasione è stata offerta, l’11 giugno scorso, dalla presentazione del libro inchiesta «Dalla periferia del welfare al centro della solidarietà» di Fabio Corbisiero e Elisabetta Perone, ricercatori della facoltà di Sociologia. In quella circostanza il sindaco ha sostenuto che Scampia non è solo quartiere dormitorio o rione-bancomat di droga e soldi sporchi per la camorra. Ma è anche, ha detto, il luogo dove si concentrano gli sforzi formativi dei volontari, in una ricerca continua di solidarietà partecipata che punta a creare possibilità di inserimento sociale. Infine ha ricordato l’incidenza del terzo settore: Napoli è un territorio ricco di capitale sociale, che andrebbe organizzato e finanziato in una visione di insieme per rendere costanti e armonici gli sforzi formativi.

giovedì, luglio 24, 2008

Serenate di fuochi per i boss in cella

Francesco Vastarella
«Don Antò, con gli auguri dei comparielli vostri». «Ma che dite? Comparielli? No. Devoti». La miccia prende fuoco, salgono prima lenti e poi veloci verso il cielo i razzi luminosi delle batterie pirotecniche. Uno, due o cinque minuti di spettacolo. «Don Luigì, questa è per voi». La batteria è da cento colpi, quel che si deve al boss di riguardo. Il cielo sull’Asse perimetrale tra Melito e Arzano si illumina a giorno, sullo sfondo la fila grigia delle palazzine del carcere di Secondigliano e i palazzoni di Scampia. Dalle celle sventolano lenzuola e stracci. Sorridono e si rallegrano là dentro. S’intimoriscono sotto il cavalcavia i rom del campo, anzi delle «case dei Puffi», le stesse che ospitano le famiglie delle due ragazzine morte sulla spiaggia di Torregaveta. Una batteria piccola, poi, non si nega neppure ai picciotti, aspiranti boss, insomma, ai guagliuni in carriera. Sant’Antonio, San Luigi, la Madonna del Carmine, San Giuseppe, San Pasquale: la scena si ripete di sera in tutte le occasioni. Se al boss piace, i comparielli la batteria di fuoco, costi pure un occhio della testa, non la fanno mancare neppure a Capodanno.

domenica, luglio 20, 2008

giornalismo e solidarietà per abbattere i muri di gomma: il caso Scampia

giornalismo e solidarietà per abbattere i muri di gomma

di Tania Passa


Padre Fabrizio Valletti è un prete gesuita che si occupa degli ultimi a Scampia, non lo fa’ solo per dovere morale, ma anche strategicamente, per migliorare il futuro di tutti e crede che la solidarietà sia il nodo per migliorare la società, napoletana ma non solo. Abbiamo parlato con lui di morti bianche e carcere.


A Scampia è morto un ragazzo 17enne, Un’altra delle troppe morti bianche, si incrociano così due drammatiche tensioni a Scampia?


Molte situazioni paradossali vivono a Scampia e questa è una delle tante che accadono ogni giorno.


Il dolore e l’ingiustizia convivono qui, in particolare insisto su due punti su cui non c’è chiarezza e prospettiva: la Cultura del lavoro e la Cultura al carcere.

Ci spieghi meglio…


Riguardo la prima non c’è convergenza di progetto né da parte dall’imprenditoria, né da parte della popolazione che preferisce vivere alla giornata e non si dà metodo e disciplina, tanto che le povertà di tradizioni e le carenze di disciplina e metodo nel lavoro, qui sono la regola.

L’imprenditoria ne approfitta e ci specula con un metodo infallibile, soprattutto nel campo dell’edilizia con il regime del subappalto. Le grandi aziende vincono gli appalti e poi subappaltano ad una miriade di piccole aziende composte a volte da non più di 2 / 3 operai compreso il proprietario, che distribuiscono salari bassissimi quasi sempre al nero senza mai un controllo, tralasciando le più elementari forme assicurative e di tutela.

Il sistema va comunque avanti perché si basa sulla genialità e grandezza dei grandi lavoratori artigiani napoletani.

E la cultura del carcere?


Qui molte famiglie sono interessate da fatti giudiziari, ma persiste una mancanza di protezione e tutela da parte dello Stato non solo del detenuto ma anche della famiglia. E questa protezione diventa monopolio quasi esclusivo della camorra.

Nella Costituzione Italiana è previsto che ogni detenuto possa riscattarsi e ciò è anche previsto dalla sfera religiosa. Qui non avviene mai, anzi molto spesso quando il detenuto esce, per aiutarlo a ricominciare viene affiancato dai camorristi e quasi mai dallo Stato.

Anche le famiglie vengono lasciate sole, sia dallo Stato che, spesso, dalla società civile.

Così si trovano così ancora più a rischio perché i clan sfruttano tale solitudine. Eppure noi abbiamo una delle leggi più belle sulla riabilitazione del detenuto la Zozzini che però non viene mai applicata completamente

Scampia è l’emblema della criminalità, qui il futuro dei giovani lo ha già cancellato la camorra. Secondo il messaggio evangelico, è un dovere garantire a ciascuno il raggiungimento di una riappropriazione della coscienza


Sì. Uno degli obiettivi che ci proponiamo è quali siano le situazioni che possono portare le persone a riscattarsi. Per un laico è la riconquista della fiducia nell’uomo, su quello religioso è il recupero del rapporto con Dio secondo l’etica che ci ha insegnato.

Carovana bianca è un’iniziativa contro le morti bianche che l’ex ministro Cesare Damiano e Articolo 21 intendono fare per sensibilizzare i mass media . Su questo tema tv e giornali possono avere un ruolo di prevenzione?


I giornalisti hanno una grande possibilità di monitorare il sistema e entrare nel vivo. Possono fare quello che non riescono a fare i controlli nei cantieri spesso le aziende vengono avvertite da una soffiata dell’arrivo delle forze di polizia. Dunque il giornalista può intervenire con i servizi di inchiesta. In Italia abbiamo una grande tradizione del giornalismo sociale che è riuscito, anche nel passato, ad intervenire là dove lo Stato è in difficoltà. Questo genere di giornalismo dovrebbe essere valorizzato.

Perché è giusto e strategico pensare agli ultimi?


C’è una grande separazione in questo sistema sociale tra chi è garantito e chi no, chi è raccomandato e chi no, chi è amico di, e chi non lo è. Sono i cosiddetti muri di gomma che impediscono il futuro ai più deboli. Allo stesso tempo all’etica economica non interessa dare risorse a chi ha meno ed anzi la società del benessere chiude i cancelli agli ultimi. Eppure la vera sicurezza sociale sta proprio nell’aiuto, nella solidarietà e nella giustizia verso i più deboli e non nella militarizzazione della società. La repressione non risolve le cause e a lungo andare esaspera le coscienze.


lunedì, giugno 09, 2008

Dalla periferia del welfare al centro della solidarietà

Mercoledì 11 giugno 2008 alle ore 11.00 presso la Sala Giunta del Comune di Napoli sarà presentato il libro Dalla periferia del welfare al centro della solidarietà a cura di Fabio Corbisiero e Elisabetta Perone - Prefazione a cura di Enrica Morlicchio (Gescoedizioni, Napoli).

Il volume propone una riflessione, teorica ed empirica, sul processo di costruzione del nuovo modello di welfare municipale a Napoli. Un'area critica, ma recentemente vivificata dal fermento di numerose iniziative ad opera di enti del Terzo settore e delle reti sociali locali che costituiscono alcune delle più significative sperimentazioni di politica sociale, esempio virtuoso di advocacy e capitale sociale.
Intervengono alla presentazione, con gli autori: Enrica Morlicchio, Professore Associato della Facoltà di Sociologia dell’Università Federico II di Napoli, Sergio D’Angelo, Presidente di Gesco, Ciro Froncillo – Direttore Generale dell’Associazione A.Vo.G., Carmine Malinconico – Presidente della VIII Municipalità, Enrico Martinelli – Architetto Dirigente del Servizio Valorizzazione Periferie Urbane – Comune di Napoli, Fabrizio Valletti – Direttore Generale del Centro Hurtado.

Interverrà il Sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo.

Breve presentazione del libro
Il volume ripercorre le linee fondamentali del processo di trasformazione del welfare state che sta interessando la città di Napoli, nel quadro del più ampio cambiamento che investe il nostro Paese. Particolare attenzione è dedicata alle politiche sociali ed educative, con riferimento specifico al contrasto alla povertà e alla dispersione scolastica e a politiche virtuose come il progetto “Reddito Minimo di Inserimento” o il progetto “I Care”.

I dati della ricerca condotta dagli Autori, illustrati nella seconda parte del volume, smentiscono la tesi di chi sostiene che l’Area Nord di Napoli, ed in particolare Scampìa, sia solo un luogo di degrado urbano, spaccio e regia di traffici illegali sul piano internazionale e dimostrano che, al di là dei problemi economici e strutturali, l’Area è ricca di capitale sociale.

Osservatorio privilegiato per le riflessioni proposte è l’associazionismo e, più in particolare, la rete virtuosa creata da un’associazione del Terzo settore come l’A.Vo.G. su cui si concentra lo studio di caso specifico.

Gli autori
Fabio Corbisiero insegna discipline sociologiche all'Università degli Studi di Napoli. Attualmente è Assegnista di Ricerca presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche e Visiting Research Scholar presso la City University of New York. Ha scritto diversi saggi in materia di welfare state, mercato del lavoro e Terzo settore. Nel 2005 ha pubblicato il volume: Le trame della povertà. L'esperienza del reddito minimo di inserimento nei reticoli di impoverimento sociale (Franco Angeli).

Elisabetta Perone, è Dottore di Ricerca in Sociologia e Ricerca Sociale presso l'Università degli studi di Napoli Federico II. Si occupa di dispersione scolastica, di politiche sociali e del lavoro, su cui ha scritto diversi articoli. Nel 2006 ha pubblicato, per l'editore Franco Angeli, il volume: Una dispersione al plurale. Storie di vita di giovani che abbandonano la scuola nella tarda modernità

lunedì, aprile 21, 2008

Libera Scena Ensemble Ko a Scampia

Progetto teatrale con Salvatore Rocco per la regia di Alessandra Cutolo in collaborazione con Carlo Luglio. Musiche di Fabio Gargano. Prodotto da " Liberascenaensemble " e " Figli del Bronx " con il sostegno di " PUNTACORSARA ". In collaborazione con " accordi @ DISACCORDI ".

Un pugile in bilico tra due strade. Due possibilità che a tratti possono convivere.

Da un lato l'esercizio fisico, l'allenamento, il maestro, la palestra, la preparazione per affrontare l'avversario, dall'altro gli incontri clandestini, i "compagni" di avventura, i soldi facili, il fascino dell'oscuro.

La pratica della sopraffazione e dell'aggressione come abitudine, necessaria per farsi ascoltare, per dimostrare coraggio?

Di fronte alla scelta: irruzione di paure, mostri, fantasmi, E l'ossessione dell'occhio del mondo.

Lo sguardo dell'altro che rassicura e rafforza durante l'esibizione, ma anche che mette a nudo e palesa le insicurezze? La possibilità della perdita dei riferimenti, della perdita della ragione. La paura del vuoto. La solitudine.

Queste le problematiche affrontate durante un laboratorio con un gruppo di giovani al teatro area nord, adattando liberamente al contesto frammenti di " Giorni felici " di S. Beckett, frammenti di " Terra di nessuno " di H. Pinter e frammenti di testi dei ragazzi.

Teatro Area Nord Via dietro la Vigna, 20 - Napoli
Mobile: 329 4396527 Fax 0815491838
E-mail:figlidelbronx@libero.it http://www.liberascenaensemble.it/

Spettacoli:
24 Aprile 2008 ore 20.30
25 Aprile 2008 ore 20.30
26 Aprile 2008 ore 20.30
27 Aprile 2008 ore 18.00

Fonte: accordi @ DISACCORDI

venerdì, dicembre 28, 2007

Se don Milani arriva a Scampia


Fabrizio Valletti Sono più di vent’anni che si pubblica un giornalino dal nome significativo, «Fuga di notizie», nato in ambito ecclesiale. È l'unico foglio a dar voce a chi da Scampia voglia esprimere pubblicamente un impegno di testimonianza civile, superando una visione della chiesa divisa in tradizionali ambiti parrocchiali. Sensibile ai problemi del quartiere, la redazione ha voluto affrontare un nodo irrisolto del mondo della scuola: il senso di frustrazione vissuto da dirigenti, insegnanti, genitori e operatori sociali di fronte al crescente fenomeno del bullismo e dell'aggressività dei giovani, del dilagare nella scuola di modelli diseducativi e incontrollabili. È nato il desiderio di tornare a personaggi fuori del circuito ufficiale, a maestri che abbiano prodotto autentico rinnovamento. Così intorno a questi temi al Centro Hurtado nei giorni scorsi si è aperto un dibattito su don Milani in cui, a poco più di quarant’anni dalla morte, ci siamo chiesti se la sua lezione abbia ancora qualcosa da dirci. A guidarci è stata la riflessione di Sergio Tanzarella, partita dall’ipotesi che la sua esperienza sia più che mai da assimilare. Certo, i tempi sono diversi e i contesti non paragonabili, ma sono attuali la sofferenza e le denunce sulla condizione del mondo operaio, ieri negli anni della Ricostruzione che produsse anche tanto sfruttamento, oggi per le morti bianche, la precarietà e l'assenza di lavoro. Il quadro politico è diverso, ma resta la difficoltà di dare, oggi come ieri, un orientamento all'economia per far crescere la dignità e i diritti di tutti, immigrati inclusi. Don Milani insegna che non basta la cultura accademica e non sono sufficienti i centri di formazione dell'«eccellenza».
Così come sembra spesso inefficace, oltre che vero e proprio sperpero di denaro pubblico, la moltiplicazione nelle scuole di «progetti» privi di un piano unificante. Vale molto di più la seria e ordinaria pratica educativa, cosi come la trasparenza nei rapporti di lavoro e negli adempimenti fiscali. Ma nel giorno di Natale a Scampia c’è stato chi, con punto di vista laicissimo e modalità assai comunicative, ha saputo parlare di «buone azioni» non per autocompiacersi, ma per orientare i giovani su percorsi praticabili e valori altrettanto attraenti rispetto ai modelli offerti dal consumo. Proprio come se don Milani fosse tornato a vivere, oggi, a Scampia. Per un intero pomeriggio gli ascoltatori di Radiotre hanno condiviso questi pensieri con la gente di Scampia, con la guida di Marino Sinibaldi nella trasmissione di Fahrenheit. Proprio dalla piccola biblioteca del Centro Hurtado sono risuonate voci che ogni giorno curano la parola come prassi educativa, perché cresca dai più piccoli ai più grandi quella dimensione estetica della vita che sola può produrre progresso. Si è parlato della bellezza del leggere, del conoscere, del comunicare, come terreno in cui la libertà di ciascuno si confronta e si misuri con l'esperienza degli altri, nella ricerca di consenso e di collaborazione. Sono state ricordate le esperienze di «Arrevuoto» con il Mercadante, le occasioni offerte dallo sport con l'esempio dell'Arci Scampia, la testimonianza di scrittori e artisti, editori e operatori culturali e scolastici. Sono anche le voci del Gridas, della biblioteca del Centro Hurtado con i Presidi del libro, dell'Ulten Auser con il caffè letterario, delle associazioni che avvicinano i bambini rom a quelli delle famiglie del quartiere in una ammirevole fusione. A Scampia esiste veramente una rete di associazioni e di interventi che esprime «una intelligenza del sapere e dell'agire». La trasmissione di Fahrenheit ha fatto balenare l'efficacia di un progetto di unificazione delle risorse che anni fa era stato avviato, con tanto di statuto ed organizzazione offerta all'amministrazione comunale e vanificato con il cambio dell'assessorato alle periferie. Dove sono finiti i progetti per la gestione degli spazi sportivi e quelli per la sede di una facoltà universitaria? È stato singolare che proprio il giorno di Natale tante persone abbiano sottolineato il valore dell'impegno sulla «normalità e continuità» dell'agire quotidiano intelligente per la solidarietà, per far risaltare che alla base del vivere civile c'è la cura del leggere e del sapere, della bellezza e del comunicare.

domenica, novembre 18, 2007

REPORTAGE DAL CAMPO NOMADI DI SCAMPIA. “ARREVUOTO” ED ALTRO

leggo sull'ottimo Fuori centro Scampia diretto da Ernesto Mostardi un reportage di Padre Domenico Pizzuti che ripropongo integralmente.

Di ritorno come residenza nel quartiere Scampia, ho partecipato ieri sera ad un’ inusuale assemblea serale degli abitanti dei vari campi dell’accampamento non autorizzato al fine di affrontare insieme le tensioni e le paure di questo difficile momento a livello nazionale ma non solo. Più di settanta abitanti (nomadi si fa per dire, sono lì da più di venti anni), uomini, donne e bambini, si assiepavano attorno ad un lungo tavolaccio posto sotto la veranda di un’abitazione delle c.d. “case rose” con grigi volti preoccupati ed impauriti per la caccia al romeno ma più in generale per l’ostilità avvertita nei confronti di nomadi e simili, sotto la guida dei volontari del gruppo “Chi rom…e chi no” e di componenti del Comitato cittadino pro Rom di Napoli. Si intendeva con questa assemblea partecipata dare una sveglia all’inerzia ed all’adagiamento di anni con la presa in carico della propria situazione, eleggendo anche dei rappresentanti dei vari campi come interlocutori con le istituzioni e la cittadinanza. Il sentimento comune era la preoccupazione per il futuro che si esprimeva in vari modi: L. mi dice: <>. Ed un’altra anziana donna:<<>>. Ed un altro:<>. E’ incombente la paura di sgomberi forzati dopo anni di permanenza in Italia anche se invisibili, e si evidenzia da alcuni la difficoltà di ottenere opportunità lavorative dipendente anche dalla loro ghettizzazione nei campi che costituisce uno stigma che non favorisce assunzioni ufficiali. C’è anche – a nostro avviso - un non detto che deriva da anni di vita precaria nei campi con difficili equilibri più o meno cristallizzati, e fondamentalmente da mancanza di uno status giuridico riconosciuto in seguito a fuga dalle guerre dei paesi balcanici a cui non si è voluto o potuto provvedere da parte di burocrazie ed istituzioni pubbliche. L’assemblea però fa un passo avanti, perché stimolata concorda su alcuni comportamenti da adottare e su impegni a cui dar seguito per facilitare l’accettazione dall’ambiente circostante e partecipare responsabilmente al miglioramento della propria condizione anche secondo i progetti del Comune di Napoli sul campo non autorizzato di Scampia per cui esistono finanziamenti ballerini nei discorsi privati e pubblici. In primo luogo, le famiglie si impegnano a mandare i propri figli a scuola, anche se non sono ancora disponibili i pulman di accompagnamento scolastico da parte del Comune di Napoli; a depositare l’immondizia negli appositi cassonetti anche se distanti dalla propria abitazione; ad evitare i fumi che disturbano gli abitanti del rione derivanti da fuochi per ottenere il rame che viene smerciato. E’ avanzata la proposta di chiedere agli organismi comunali un luogo separato per queste operazioni tradizionali che danno un reddito Gli impegni e le richieste per un miglioramento della propria situazione confluiranno in un documento che sarà approvato dall’assemblea nella prossima settimana e comunicato alla stampa. In esso si esprimerà la volontà di operare insieme, superando divisioni claniche, etniche e religiose, ed eleggendo a questo scopo nel contempo 5 rappresentanti che siano interlocutori con le istituzioni pubbliche e la società civile. E’ stato proposto un incontro con il Prefetto di Napoli perché non si dia corso a sgomberi forzati, senza alternative, e ad espulsioni immotivate. Ed una festa rivolta alla cittadinanza non solo per esibire prodotti folkloristici ma per illustrare il proprio modo di vivere al di là degli stereotipi diffusi. E’ l’inizio di un cammino comune con il supporto di volontari di gruppi ed associazioni che operano sul campo, che richiede continuità nel tempo, e che si deve incontrare con i progetti di accoglienza ed inclusione sociale ad opera del Comune di Napoli non solo per Scampia, in sedi convocate per favorire la partecipazione degli stessi soggetti di questi interventi pubblici. In ogni caso - preme sottolineare - guardando al futuro non si può trascurare la generazione che è nata in questi campi a cui bisogna offrire opportunità degne di una città sociale, come le borse di studio per percorsi teatrali date a 5 giovani di questi campi che avevano partecipato come attori al fortunato spettacolo “Arrevuoto”.

sabato, maggio 26, 2007

"Pace e legalità" a Scampia.


Organizzato dal docente Evaristo Cicatiello presidente del Circolo Acli Secondigliano, il 28 maggio alle ore 9,00 presso l'auditorium dell'ITI "G. Ferraris" si svolgerà l'incontro conclusivo organizzato nell'ambito del progetto "Pace e legalità".
Gli alunni che hanno partecipato al progetto illustreranno alcune tematiche ponendo l'attenzione soprattuto sul meccanismo del debito estero dei Paesi sottosviluppati, sulla Campagna Antimine e sul fenomeno delle "Banche Armate".
Tra le varie iniziative i ragazzi hanno aderito alla raccolta firme relativa alla messa al bando delle bombe cluster.
Alcune classi hanno adottato bambini a distanza, mostrando un particolare interesse per l'eventuale servizio civile all'estero previsto in alcuni progetti umanitari.

Oltre che offrire un momento di riflessione, informazione e sensibilizzazione relativo alle tematiche indicate, si è cercato di trasmettere alcuni messaggi che vanno dal concetto di pace vissuto concretamente nella non violenza attiva al concetto di promozione della cultura alla pace come educazione alla legalità.
La necessità di umanizzare la globalizzazione è presente come elemento comune e fondamentale in tutte le tematiche trattate.
Il concetto riduttivo di pace come passività per deboli, come distacco totale dalle prolematiche che generano conflitti, spesso giustificato da una sorta di rassegnazione o sentita impotenza è del tutto estraneo nell'intero percorso che ha caratterizzato il progetto stesso.
Volutamente si è cercato poi di calare nella realtà del quartiere vissuto quotidianamente, i valori emersi durante la riflessione sulle diverse problematiche e, attraverso filmati e ricerche in internet, si è cercato ulteriormente di evidenziare l'importanza dello sviluppo del senso critico ponendo in discussione tutto ciò che conduce alla complicità, all'omertà, all'illegalità, proponendo alternative creative ed umanizzanti.
Interverràno l'Assessore alla legalità e trasparenza Giuseppe Gambale, il Presidente delle ACLI di Napoli Pasquale Orlando, Padre Fabrizio Valletti, Marco Critelli, responsabile "Scuola di Pace" della Comunità di S. Egidio, Rosario La Rossa autore del libro "Al di là della neve - storie di Scampia".

sabato, aprile 28, 2007

“Lo Spirito di Assisi” di Jean-Dominique Durand. Incontro a Scampia.

Presentazione del libro
“Lo Spirito di Assisi” di Jean-Dominique Durand

Discorsi e Messaggi di Giovanni Paolo II alla Comunità di Sant’Egidio: un contributo alla storia della pace

LUNEDI’ 30 APRILE 2007 - Ore 19,00 PARROCCHIA SAN GIUSEPPE MOSCATI-VIA LABRIOLA Napoli.

Saluto e introduzione di: Don Antonio Salzano Parroco

Relatori:
Pasquale Orlando Presidente ACLI Napoli

Mario De Finis Comunità di S. Egidio

giovedì, febbraio 01, 2007

La corruzione nel mondo: quale messaggio per la Campania?

Azione Cattolica
DELEGAZIONE REGIONALE DELLA CAMPANIA
Laboratorio sulla legalità
Seminario di studio sul Documento del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace


16,00 Arrivi
Preghiera
Saluto di Giovanna Accomando - Delegata regionale
Introduzione di Mario Di Costanzo - Consigliere nazionale
16,30 Relazione: P. Fabrizio Valletti S.J.
17,10 Interventi programmati: Giovanni Buongiovanni - Diacono
Antonello Parente – Redattore di Fuga di Notizie
17,30 Dibattito
18,45 Conclusioni: Mirella Arcamone - Presidente Nazionale MIEAC

3 febbraio 2007
Parrocchia della Resurrezione – Napoli – Scampia
Piazza Libertà, 14
tel. 081.5437275

Note tecniche - Provenendo dalle autostrade, bisogna percorrere la Tangenziale di Napoli fino all’uscita Secondigliano. Dopo di che, proseguire sempre diritto per circa 3 km.. Nell’ordine si attraverseranno Viale Maddalena, Piazza Capodichino, Corso Secondigliano, il Quadrivio cd. di Arzano, Via Roma verso Scampia. Superato il Quadrivio di Arzano e imboccata Via Roma verso Scampia, al primo incrocio con semaforo bisogna girare a sinistra e, subito dopo, seguire la strada svoltando a destra. A 300 metri sulla destra c’è Piazza Libertà e la Parrocchia della Resurrezione.

mercoledì, gennaio 03, 2007

LINO BANFI e GINO PAOLI VERSO SANREMO CON I RAGAZZI DI SCAMPIA

Lino Banfi cantante con l'accompagnamento musicale dei Ragazzi di Scampia sulle note di un brano scritto da Gino Paoli. E' il progetto presentato a Pippo Baudo per il Festival di Sanremo, fuori gara, da Rai Trade, l'etichetta che ha lanciato un anno e mezzo fa il gruppo di 17 giovani musicisti, ragazzi e ragazze, cresciuti nel malfamato quartiere napoletano.
I Ragazzi di Scampia si sono già esibiti sul palco del teatro Ariston durante l'ultima edizione del Festival di Sanremo, in gara nella sezione 'Gruppi' insieme a Gigi Finizio, con il brano 'Musica e speranza', firmato Gigi D'Alessio-Mogol, che mescolava pop e voglia di riscatto con un testo impegnato. Gino Paoli, che insieme a Lino Banfi-Nonno Libero (ambasciatore Unicef) ha aderito a questo nuovo progetto musicale e sociale, era stato uno dei primi artisti a credere nella forza dei Ragazzi di Scampia, tanto da tenere a battesimo il gruppo collaborando all'album di esordio, che vantava anche altri padrini illustri, tra cui Fiorello.
L'obiettivo comune è quello di mostrare l'altra faccia di Napoli e di Scampia, che non è solo teatro di violenza e delinquenza ma anche fucina di giovani talenti.

sabato, dicembre 02, 2006

Napoli porta d'oriente. Convegno nazionale e veglia a Scampia

Napoli porta d'oriente. Conflitti e dialoghi.
Convegno Nazionale della Lega Missionaria Studenti – LMS a conclusione dell’Anno Saveriano. Napoli, 7-10 Dicembre 2006 Cappella Cangiani Casa dei Padri Gesuiti – Viale S. Ignazio, 51

Giovedì 7 Dicembre Ore 21.00
Rettoria S. Maria della Speranza – Via Ghisleri Scampia
Apertura del Convegno
Saluto dell’Assistente p. Massimo Nevala, del Presidente Pasquale Salvio e della Comunità LMS di Napoli
VEGLIA DI PREGHIERA
“ANDATE IN TUTTO IL MONDO…
Giovani in Missione, con Francesco Saverio”guidata da p. Rolando Palazzeschi SJ, Eraldo Cacchione SJ e i giovani dei movimenti ignaziani (LMS, CVX. MEG) e Scouts di Scampia
Invitato
l’Arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe Partecipano il Sindaco Rosa Russo Iervolino, il Presidente della Provincia Ricaardo Di Palma, l’Assessore all’Università e alla Ricerca Scientifica della Regione Campania Teresa Armato

AL TERMINE DELLA VEGLIA AFFIDAMENTO ALLA MADONNA SANTA MARIA DELLA SPERANZA SUL SAGRATO DELLA RETTORIA