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lunedì, ottobre 05, 2009

Genere, età, disabilità, etnia, religione o orientamento sessuale non devono più essere un ostacolo all'affermazione professionale.


DISCRIMINAZIONI - Una Carta per l'uguaglianza sul lavoro

Genere, età, disabilità, etnia, religione o orientamento sessuale non devono più essere un ostacolo all'affermazione professionale. Presentata a Milano la Carta per le pari opportunità e l'uguaglianza sul lavoro, promossa da Sodalitas e altri soggetti: già 16 imprese l'hanno sottoscritta.


- Discriminazione all'europea. Un cittadino europeo su due non conosce le leggi sull'uguaglianza e mostra sfiducia nelle organizzazioni e istituzioni che dovrebbero tutelare i diritti dei più deboli. Lo rivela un sondaggio diEurobarometro: il 53% degli intervistati non conosce i propri diritti in caso fosse vittima di molestie o discriminazioni. La forma di discriminazione più diffusa è basata sull’origine etnica (62%), seguono orientamento sessuale (51%) e disabilità (45%)

giovedì, settembre 24, 2009

“FORUM CAMPANO PER L’EGUAGLIANZA E LA LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE” in occasione del 20° anniversario della morte di Jerry Essan Masslo


“FORUM CAMPANO PER L’EGUAGLIANZA E LA LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE”

in occasione del 20° anniversario della morte di Jerry Essan Masslo

Villa Literno, 26 - 27 settembre 2009, tendostruttura di via Carducci





Sabato 26 ore 10.00 – 13.00

Dall'Africa all'Italia

Introduce e coordina: Vincenzo Siniscalchi (Consiglio Superiore della Magistratura)

Renato Natale (Associazione J.Masslo), Daniela Pompei (Comunità di S.Egidio); Cristina Ercolessi (Università degli Studi di Napoli L'Orientale), Alex Zanotelli (Padre Comboniano); Aldo Morrone (S. Gallicano), Isidoro Mobey Longo Iengo (amico di J.Masslo), Mario Di Costanzo (Azione Cattolica)



Ore 14.00 – 17.00 gruppi di lavoro e approfondimento:

Lavoro migrante: Jamal Qaddorah (Cgil) rapporteur, Celeste Ramos (Uil), Amadou Diallo (Associazione Senegalesi Salerno) Elena De Filippo (Coop. Dedalus), Jeanne Renè Bilongo (Associazione J.Masslo),

Paure, mediazione, convivenza: Aldo Policastro (magistrato) rapporteur, Antonio casale(centro fernandes),Nasser Hidouri (Associazione Socioculturale Islamica S. Marcellino), Nello Zerillo (Neroenonsolo!) Salvatore Simeoli (Arci Gay Napoli), Caterina Arcidiacono (prof. Psicologia Università Federico II) simona ricciardilli (Donne in nero)

Persone, diritti, opportunità: Andrea Morniroli (Coop. Dedalus) rapporteur, Luciana del Fico (Uil), Dario Spagnuolo (Comunità di S.Egidio), Suor Rita Giarretta (Casa Ruth),bendect ousorbio(ass.nigeriana)

Diritto d'asilo, diritto negato: Emiliano Di Marco (Assopace Napoli) rapporteur, Giorgio Poletti (Padre Comboniano), Fabio Basile (Centro Sociale ex Canapificio), Liana Nesta (Asgi), Edmond Traoure (associazione rifugiati Napoli)

Ore 17.30 – 20.00 tavola rotonda “Tutti uguali, tutti più sicuri: no alla società della paura e della discriminazione”

modera: Francesco Iannucci, (Diocesi di Aversa, vice direttore Caritas Diocesana)

Mohamed Saady (Anolf), Filippo Miraglia (Arci), Piero Soldini (Cgil), Giuseppe Casucci (Uil), don Tonino Palmese (Libera), Raffaele Nogaro (Vescovo Emerito), Anna Pizzo (Carta)

Domenica 27

Ore 10.00 – 12.00 – Assemblea plenaria per la costituzione del Forum Campano

Introduce: Adriana Buffardi

report dei gruppi di lavoro e dibattito

Ore 12.00 – 14.00 Incontro con le Istituzioni

“Convivenza, cultura, diritti: quali politiche per l'immigrazione in Campania?”

introduce: Massimo Angrisano

Teresa Granato (Cgil), Francesca Coleti (Arci), Eleonora Cavallaro (Acli), Alfonso De Vito (Esperienze di Base Napoli), Giacomo Smarrazzo (Legacoop Sociali), Roger Silvestr (Dada Ghezzo)

Interviene: Alfonsina De Felice, Assessore Regionale all'Immigrazione

Sono stati invitati i capigruppo del Consiglio Regionale della Campania

Hanno aderito fino a questo momento al percorso di costituzione del Forum:

Acli, Adoc Campania, Anolf Cisl, Arci, ArciRagazzi, Asgi, Ass. A3I, Ass. Donne nel Mondo, Ass. Immigrati Uniti Afragola, Ass. Priscilla, Associazione J.Masslo, Ass. Rifugiati Napoli, AssoPace, Ass. Scuola di Pace, Associazione UN.IT.I, Ass. nigeriana Campania, Ass. Senegalese, Ass.Sri Lanka Napoli, Centro Hurtado, Centro di Servizio per il Volontariato AssoVoce Caserta, CSA ex canapificio, Cir Campania, Centro di Servizio per il Volontariato Sodalis Salerno, Cgil, Comunità di S. Egidio, Collegamento Campano Contro le Camorre, Comitato don Peppe Diana, Comunità di base del Cassano, Cooperativa Sociale Casbha, Cooperativa SocialeDedalus, Donne in nero, Cooperativa Sociale Eva, Federconsumatori, Gesco, Giuristi Democratici, Gridas, Legacoop Sociali Campania, Legambiente, Libera, Magistratura Democratica -Sezione Napoletana, Neroenonsolo!, Osservatorio Regionale sulle Povertà, Padri Comboniani, PD Campania, Psichiatria Democratica, Sinistra e Libertà Napoli, Uil,

e personalmente:

Adriana Buffardi, Aldo Policastro, Gustavo De Mari, Maria Antonietta Selvaggio, Massimo Angrisano, Vittorio Vasquez, Nicola Abrescia ,Anna Maria Carloni, Raffaele Porta, Isadora D’Aimmo, Enrica Morlicchio

mercoledì, marzo 18, 2009

NON AVER PAURA, APRITI AGLI ALTRI, APRI AI DIRITTI Campagna contro il razzismo

NON AVER PAURA, APRITI AGLI ALTRI, APRI AI DIRITTI
Campagna contro il razzismo
Parte il 18 marzo dal teatro Ambra Iovinelli di Roma la campagna ‘Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti’, promossa da 24 organizzazioni, tra cui le Acli, che si occupano di migranti e rifugiati.
La campagna, che invita a uscire ‘dalla gabbia dei pregiudizi’, vuole sensibilizzare la popolazione sul tema del razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro.
Il logo dell’iniziativa è un fantasmino giallo, detto Spauracchio: rappresenta le paure di un bambino rom, l’autore del disegno, che con un colpo di pennarello le allontana.
È possibile reperire tutti i materiali informativi sul sito:
www.nonaverpaura.org

Dichiarazione di impegno di rappresentanti delle istituzioni e della politica

Nella consapevolezza che più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia, in gran parte lavoratrici e lavoratori che contribuiscono al benessere di questo Paese e che, lentamente e faticosamente, sono entrate a far parte della nostra comunità;
osservando che, in situazioni di disagio economico e sociale, queste persone sono spesso vittime di pregiudizi e vengono usate come capri espiatori;
guardando con preoccupazione all’aumento degli episodi di intolleranza e violenza razzista in Italia;
nella convinzione che chi alimenta il razzismo e la xenofobia attraverso la diffusione di informazioni fuorvianti e campagne di criminalizzazione fa prima di tutto un danno al Paese;
volendo ribadire i principi della Costituzione Italiana e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, secondo cui tutti gli individui nascono liberi ed eguali in dignità e diritti, senza distinzione alcuna di nazionalità, colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine, condizioni economiche e sociali, nascita o altra condizione.
Mi impegno:
a lavorare, nello svolgimento della mia attività istituzionale e/o politica, per spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia;
a non usare affermazioni discriminatorie o distorte relative a persone di origine straniera o improprie associazioni di argomenti, e a evitare di creare allarmi ingiustificati e generalizzazioni che ingenerano razzismo e intolleranza;
a diffondere l’idea che non si possono difendere i diritti dei cittadini italiani senza affermare i diritti di ogni individuo, a cominciare da chi è debole o straniero e che il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia.


Campagna nazionale contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro
Presentazione alla stampa

Mercoledì 18 marzo alle 10.30, al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, verrà presentata alla stampa la campagna nazionale “Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti”.
La campagna è promossa da un schieramento inedito, per ampiezza e pluralità. L’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, numerose associazioni laiche e religiose, insieme a Ong internazionali e alle principali organizzazioni sindacali, hanno infatti per la prima volta deciso di unire le forze per promuovere su tutto il territorio nazionale un‟iniziativa culturale che ha l‟obiettivo di favorire la conoscenza reciproca e il dialogo, abbattendo i pregiudizi e gli stereotipi che determinano paure ingiustificate e sono alla base di episodi di intolleranza e razzismo.
Tutti i promotori si sono impegnati a diffonderne i messaggi, organizzando manifestazioni locali e nazionali che comunichino la necessità dell‟apertura e del rispetto per l‟altro.
Alle cittadine e ai cittadini verrà chiesto di firmare il Manifesto della campagna e di farsi parte attiva nella promozione dei suoi contenuti. Le firme raccolte verranno consegnate al Presidente della Repubblica in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dalle Nazioni Unite, che si celebra il 20 giugno.
A chi ricopre incarichi pubblici verrà sottoposta una Carta di intenti, un impegno esplicito ad adoperarsi, nella loro attività, per “spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia, evitando di creare allarmi ingiustificati e di far ricorso a pericolose generalizzazioni…”.
Agli operatori della comunicazione verrà ricordato di attenersi alla Carta di Roma, codice deontologico che concerne richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti, redatto dall‟ Ordine dei giornalisti e dalla Fnsi.
Nel corso della presentazione, verrà proiettato in anteprima lo spot radiotelevisivo realizzato da Mimmo Calopresti, che ne ha curato soggetto e regia e che interverrà insieme all‟autore delle musiche Giancarlo Russo e agli attori Francesca Reggiani, Lello Arena, Salvatore Marino, Cumba Sall, Viorel Samuel Cirpaciu, il bambino rom che ha anche ideato il fantasmino spauracchio, logo della campagna.
L‟incontro, condotto dalla giornalista Valentina Loiero, verrà introdotto da Laura Boldrini, portavoce dell‟Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, che illustrerà i contenuti della campagna a nome dei promotori.
Nella mattinata sono previsti, tra l‟altro, dal vivo e in video, testimonianze di migranti che hanno subito atti di discriminazione, gli interventi di Don Luigi Ciotti e Moni Ovadia, un breve „cabaret rom‟ a cura dell‟attrice rom di origine serba Dijana Pavlovic.
Saranno presenti in sala i responsabili delle 27 organizzazioni promotrici.

mercoledì, ottobre 08, 2008

Anche in Italia c'è razzismo. Che fare?

Immigrazione e multiculturalismo
Antonio Nanni -


Sui fatti di cronaca che si succedono in questi giorni in alcune città italiane del Nord e del Sud ci stiamo interrogando un po’ tutti. Sui giornali e nelle televisioni sembrano rimbalzare le stesse preoccupazioni: ma siamo davvero diventati razzisti? Che fine sta facendo la nostra civiltà? Possiamo ancora dirci un Paese a prevalente tradizione cristiana?
È a queste domande che vorrei cercare di rispondere, stimolato dai ben noti episodi di intolleranza accaduti a Castelvolturno come a Milano, a Parma come nel quartiere romano di Tor Bella Monaca.
Che la strumentale politica di sicurezza adottata dal governo in carica non stia dando i risultati promessi prima delle elezioni appare del tutto evidente. Accusare tuttavia l’attuale governo di essere rimasto immobile sul tema della sicurezza sarebbe altrettanto lontano dal vero. Il problema allora è più profondo e ci induce a prendere atto che la popolazione italiana sia del tutto simile nei suoi comportamenti verso gli stranieri e i diversi a ciò che accade da tempo in tanti altri Paesi del mondo ma che fino a ieri suscitava la nostra meraviglia e rafforzava inconsciamente la pretesa di essere un popolo diverso, più tollerante e accogliente.
Ma così non è. A venti anni dal primo omicidio a sfondo razzista, quello che avvenne nel 1989 a Villa Literno nei confronti del sudafricano Jerry Maslo, è ormai evidente che l’Italia non può dirsi affatto immune dal virus razzista, anche se questa diagnosi della propria malattia è difficilissimo accettarla.
Tuttavia, proseguire restando con gli occhi chiusi e mettendo la testa sotto la sabbia, sarebbe certamente ancora peggio, perché allontanerebbe il momento della presa di coscienza di essere anche noi italiani portatori di questo male oscuro ma reale e nefasto, come tutti i mali.
Girarci attorno per negarlo ancora non servirebbe più a nulla. Ciò che doveva accadere è già accaduto. E trova, purtroppo, in questo momento storico, un’Italia debole e con scarsissimi anticorpi per reagire a causa della crescente disgregazione sociale, della fragilità delle sue agenzie educative (famiglia e scuola, in particolare), della declinante tradizione cristiana e della flebile voce della Chiesa, cui deve essere aggiunta la scomparsa o l’assenza degli intellettuali e il ruolo ambiguo dei giornalisti e dei mas media.
Si deve infatti tener conto che il razzismo è una patologia sociale che destabilizza la convivenza, diffonde un clima di reciproca diffidenza e favorisce la violenza verso chi è diverso e non-conforme: sia nero o zingaro, cinese o ebreo, gay o disabile o comunque estraneo.
Ma la vera novità è che ormai l’altro, il diverso, non è più l’estraneo, ma siamo diventati noi stessi come italiani. E questo rappresenta qualcosa di originale rispetto al passato. Oggi ad esempio in Italia abbiamo diverse centinaia di migliaia di giovani che appartengono alle cosiddette “seconde generazioni”, vale a dire a quella quota crescente di giovani che sono nati in Italia ma che sono figli di coppie straniere. Sono, cioè, cittadini italiani ma multietnici e di ogni colore. Di essi si fa ancora finta di non accorgersi, come se non assistessero. Ad essi si aggiungono campioni come Balotelli, Fiona May, Andrew Howe che non sono soltanto cittadini italiani, ma atleti che rappresentano la bandiera italiana in competizioni sportive internazionali. Questo significa che l’Italia è già cambiata ma che gli italiani, forse per un loro atavico provincialismo, non ne hanno ancora consapevolezza.
Che fare, allora, una volta che abbiamo preso coscienza, irreversibilmente, di avere come nostri concittadini anche italiani “razzisti?
Ritengo che la strada maestra sia sempre quella educativa e culturale che è fatta di tempi lunghi e che scommette sul dialogo e sulla nonviolenza, sulla valorizzazione della memoria e sulla capacità di decentramento nella lettura della realtà.
Complementare a questa prima strategia, che ha fiducia nell’integrazione interculturale, è poi quella che organizza fin da ora associazioni e gruppi caratterizzati dalla mescolanza di italiani e immigrati che appartengono “alla pari” agli stessi corpi sociali intermedi come antidoto democratico alle spinte xenofobe e razziste. Qui ad esempio le Acli potrebbero giocare un ruolo trainante, di primo piano.
Una terza e specifica strategia è infine quella riservata ai cristiani che sono socialmente impegnati nel nostro Paese. È loro precisa responsabilità assumere iniziative politiche come “cittadini degni del Vangelo”. Quel Vangelo secondo cui l’accoglienza dello straniero, l’unità della famiglia umana e la pari dignità di ogni persona dovrebbero rappresentare i pilastri fondamentali e i valori non negoziabili dell’antropologia cristiana.
Per tutti i cittadini e le associazioni veramente democratiche del nostro Paese, diventa ormai necessario e urgente impegnarsi esplicitamente per una politica dell’integrazione e un’educazione interculturale che sappia elaborare strategie efficaci contro il razzismo, l’antisemitismo, l’islamofobia, l’antiziganismo, all’interno di un quadro globale di incontro tra persone di culture e religioni diverse.

sabato, novembre 24, 2007

L’allarme delle Acli di Napoli: “Il nuovo decreto flussi infrangerà i sogni di centinaia di immigrati”

Le dichiarazioni di Pasquale Orlando a margine della presentazione di una ricerca sulle discriminazioni sul posto di lavoro realizzata dalle Acli.


Napoli, 24 novembre 2007 – “Centinaia di persone immigrate stanno venendo illuse dal nuovo decreto dei flussi: solo per pochi di loro ci sarà una stabilizzazione in Italia, per gli altri, invece solo dei sogni infranti.” Lo afferma il presidente provinciale delle Acli di Napoli Pasquale Orlando, a margine della presentazione della ricerca realizzata dalle Acli sulle varie forme di discriminazione nei confronti degli immigrati e in particolare delle donne, che rappresentano ormai la maggioranza delle persone impiegate nei lavori di cura. Orlando riporta che “ogni giorno, nelle sedi delle Acli e del Patronato Acli in tutta la provincia decine, centinaia di immigrati vengono a chiederci informazioni sui flussi: insomma, la domanda supera di molto l’offerta, nonostante nel nostro Paese ci sia un enorme bisogno di questi lavoratori stranieri che spesso si adattano a dei compiti a cui gli italiani non vogliono più assolvere.”

La ricerca delle Acli mostra che esiste un enorme rischio di discriminazione sul posto di lavoro degli immigrati e soprattutto delle immigrate. Quelle più a rischio di discriminazione sono le più giovani e da meno tempo in Italia. La prima discriminazione è quella contrattuale: il 28% delle collaboratrici domestiche immigrate (Colf) dichiara di non aver mai avuto un contratto. Discriminazioni anche sui livelli retributivi e in generale sui trattamenti. Le colf che stanno peggio di tutte sono quelle con un unico committente.

Il 34% delle collaboratrici domestiche intervistate nell’ambito della ricerca delle Acli dichiara di essere stato costretto a lasciare i propri figli nei paesi di provenienza. La richiesta di ricongiungimento è una pratica con tempi molto lunghi e nella maggior parte dei casi le donne immigrate che curano i nostri figli in Italia non possono più badare ai loro. I bambini e le bambini rimangono con i nonni o negli ambiti familiari dei paesi d’origine.

Nella ricerca delle Acli viene dedicata attenzione anche alle varie forme di violenza. Circa il 17% delle intervistate dichiara infatti di aver subito provocazioni o vere e proprie violenze sessuali. Le più esposte naturalmente sono le immigrate più giovani con contratti di collaborazione con uomini soli. L’assenza di permesso di soggiorno rende più deboli le donne immigrate che oltre ad essere obbligate a lavorare per vivere rischiano di essere sempre ricattate per la loro condizione di clandestinità.

Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (Portavoce Acli Napoli) - 3403008340

giovedì, novembre 15, 2007

“Usciamo dal silenzio” per l’emersione della discriminazione razziale nel lavoro di cura



Seminario di sensibilizzazione e diffusione dei risultati






Progetto “Usciamo dal silenzio”

per l’emersione della discriminazione razziale nel lavoro di cura

con il contributo finanziario dell’UNAR ai sensi dell’ avviso n 1 Direttiva 2005

Napoli 17 novembre 2007 – Hotel Plaza - piazza Principe Umberto


9.30 Introduzione a cura di Vincenzo Cirillo - Vice Presidente Provinciale ACLI di Napoli

9.45 Presentazione del progetto e prospettive di sviluppo a cura di Lidia Borzì -
Responsabile Area progetti Acli Nazionali

10.15 I risultati della ricerca sulla discriminazione razziale nel lavoro di cura in cinque città campione a cura di Gianfranco Zucca - Ricercatore Iref

11.00 Riflessioni a partire dalle attività della sperimentazione locale a cura di Anna Cristofaro
Operatrice del Progetto “Usciamo dal Silenzio”

11.30 Intervento del Dott. Luigi Partenza - Responsabile Progetto Migrà della Provincia di Napoli

12.00 Azioni di sensibilizzazione sul tema della discriminazione razziale nel lavoro

12.30 Conclusioni di Pasquale Orlando - Presidente Provinciale ACLI di Napoli

E’ prevista la partecipazione dell’Assessore alle Politiche Sociali del
Comune di Napoli Giulio Riccio

giovedì, aprile 26, 2007

UNAR: on line i rapporti 2006 dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali

On line sul sito dell'UNAR, il Rapporto annuale dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, sull'attività svolta nel 2006.
Presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri in occasione della Giornata Internazionale della lotta al razzismo, svoltasi nel marzo scorso, il Rapporto - come è scritto nel sito - "presenta le iniziative portate avanti dall'UNAR sia in ambito preventivo sia relativamente alla promozione di azioni positive.
Infatti sul piano della prevenzione sono state intraprese numerose campagne di informazione e sensibilizzazione sui temi della diversità culturale e del confronto per stimolare nell'opinione pubblica, e soprattutto fra i giovani, un dibattito pubblico aperto e laico sul problema della convivenza multietnica intesa non come ostacolo alla crescita, ma come opportunità per la costituzione di un patrimonio di virtù condivise.
Anche sul piano della promozione di azioni positive, sono state intessute una serie di relazioni con il mondo dell'associazionismo, con le organizzazioni dei datori di lavoro e con quelle sindacali al fine di coinvolgere anche le forze produttive del Paese in un processo di cambiamento che deve essere governato in termini di crescita e di pari opportunità per tutti".
On line acnhe la relazione annuale al Parlamento che rappresenta invece uno strumento utile per "evidenziare i risultati finora raggiunti nelle politiche di contrasto alle discriminazioni razziali ed etniche, nonché per far emergere le criticità esistenti e progettare nuovi interventi secondo un nuovo modello di organismo di parità che, facendo tesoro dell'esperienza di molti paesi europei, sia in grado di rispondere adeguatamente alle sfide poste da società sempre più complesse".

Per saperne di più

Il rapporto 2006

Il sito dell'UNAR

lunedì, marzo 19, 2007

Giornata internazionale contro le discriminazioni razziali

In occasione della Giornata internazionale contro le discriminazioni razziali, che nel 2007 coincide con l'Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti e con il cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma, l'Agenzia europea ETF e l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità hanno organizzato una Conferenza internazionale per approfondire, anche in un'ottica comparata, i temi della parità di trattamento e della non discriminazione con un particolare focus sui settori dell'istruzione e del lavoro.
La Conferenza si propone un duplice obiettivo: accrescere la consapevolezza sui problemi dell'effettività del principio di uguaglianza e di un efficace contrasto alle discriminazioni, in modo che possano essere elaborate delle adeguate politiche di istruzione fondate sul dialogo interculturale e delle misure di intervento nel lavoro volte ad assicurare la diversità come ricchezza e non come ostacolo per il mercato; promuovere un fecondo scambio di idee ed esperienze tra gli Stati membri della UE e fra questi ed i Paesi limitrofi.
La Conferenza - cui partecipano i Ministri Barbara Pollastrini e Cesare Damiano - si terrà a Roma, allo Spazio Etoile in Piazza San Lorenzo in Lucina.