giovedì, luglio 31, 2008

Villaggio blog, vista sul mondo. le nuove forme di dialogo

Più che un sistema di comunicazione, rivela spazi collettivi in una società che li ha ridotti
Un po' circolo, un po' palcoscenico, un po' piazza, un po' sezione di partito

di MARINO NIOLA


Villaggio blog, vista sul mondo le nuove forme di dialogo
"Dovessi spiegarti che cos'è il mio blog ti direi che è un luogo, riscaldato d'inverno ed areato d'estate, con un indirizzo e una buca delle lettere, finestre per guardarci dentro se passi nei pressi ed una porta aperta per entrare se ti andrà. L'insieme dei blog che leggiamo e di quelli che ci leggono è un villaggio particolarmente salubre fatto di abitanti che si siano scelti fra loro e non paracadutati lì dal caso". Parola di blogger.
È evidente che il blog è molto più di un sistema di comunicazione. È un angolo di mondo, avrebbe detto Herder. O una forma di vita, per dirla con Wittgenstein. In entrambi i casi uno spazio di condivisione simbolica caratterizzato dai suoi usi, costumi, sensibilità, abitudini, codici sedimentati - ma prima ancora creati - e da un linguaggio comune. I blog sono a tutti gli effetti le nuove forme di vita prodotte dalla rete, degli autentici angoli di mondo virtuale.

Certo che il blog è un luogo di confronto e di scambio di idee, informazioni, pareri, servizi, ma è anche di più, molto di più. Questa forma di diario in rete - il termine è la contrazione di web e di log che significa appunto diario ma anche traccia - sta dando vita a una nuova cartografia sociale. Fatta di punti di aggregazione fondati sulla circolazione delle opinioni.

Qualcuno li considera un po' come la versione immateriale dello Speaker's Corner, letteralmente angolo dell'oratore, di Hyde Park a Londra, dove chiunque può montare su una cassetta di legno a mo' di palco e predicare sul mondo in assoluta libertà. Occupando un angolo di spazio pubblico per dire la sua. Quella minuscola cassetta garantisce una sorta di extraterritorialità che consente a ciascuno di dire fino in fondo tutto ciò che pensa. A ben vedere il blog è proprio una occupazione di immaginario pubblico, una sorta di tribuna virtuale. E contribuisce a rivelare la forma dei nuovi spazi collettivi di una società che ha profondamente mutato le sue categorie spaziali e sta passando dalle divisioni alle condivisioni, dai luoghi tradizionali - territori fisici delimitati, confinati, sul modello delle nazioni - agli iperluoghi immateriali che ridisegnano le mappe del presente.

Nuovo luogo della condivisione pubblica in un tempo caratterizzato dalla scomparsa progressiva dello spazio pubblico tradizionale: un po' circolo, un po' palcoscenico, un po' salotto, un po' sezione di partito, un po' piazza, un po' caffè. I diari in rete rappresentano modi diversi di sentirsi comunità. Non più comunità locali, e localistiche, basate sulla prossimità geografica, residenziale, cittadina, ma su forme inedite di appartenenza.

Ecco perché il blog non è solo uno strumento del comunicare, ma è una potente metafora del nostro presente in rapida trasformazione e un simbolo anticipatore del nostro futuro. A farne un mito d'oggi è proprio la sua capacità di dirci qualcosa di profondo su noi stessi, di mostrarci con estrema lungimiranza ciò che stiamo per diventare anche se ancora non lo sappiamo con precisione. Nei grandi cambiamenti epocali il mito, la metafora, il simbolo si assumono proprio il compito di lanciare dei ponti verso quelle sponde del reale che ancora non vediamo ma, appunto, intravediamo. Anche se abbiamo già cominciato a viverci dentro istintivamente. In questo senso i comportamenti del popolo dei blog ci aiutano a cogliere quanto stiano di fatto mutando le stesse categorie di identità e di appartenenza: sempre meno materiali, sostanziali, fisse e sempre più fluttuanti, mobili, convenzionali.

E come sia cambiata la stessa nozione di luogo di cui viene oggi revocato in questione il fondamento primo, ovvero l'idea di confine naturale, in favore di quella di confine digitale. Il blog anticipa una realtà che non è più quella del paese, della città, del quartiere, della classe d'età, della famiglia, della parrocchia, del circolo. I bloggers si rappresentano come una comunità di persone che si scelgono liberamente e su scala planetaria. E in questa dimensione extraterritoriale intessono un nuovo legame sociale.
Comunità senza luogo? Niente affatto. È la vecchia nozione di luogo ad essere inadeguata. E assieme a lei quella apparentemente nuova di non-luogo che della prima non è che la figlia degenere. Perché è fondata su una idea pesante, solida, ottocentesca del luogo e della persona.

Un'idea che ha l'immobile solidità del ferro e non la mutevole fluidità dei cristalli liquidi. In realtà a costituire il tessuto spaziale, ieri come oggi, sono sempre le relazioni, mai semplicemente le persone fisiche. E oggi le relazioni sono sempre meno incarnate, sempre meno materializzate, ma non per questo scompaiono.

La liquidità della rete è la vera materia sottile della trama sociale contemporanea, e perfino di quella spaziale se è vero che oggi l'iperconnessione è il principio vitale che circola come sangue nel corpo del villaggio globale. I cosiddetti non-luoghi sono in realtà più-che-luoghi, super-luoghi, sono luoghi all'ennesima potenza, acceleratori di contatti, incroci ad alta densità, moltiplicatori di collegamenti tra bande larghe di umanità. È questa la cartografia wi-fi della nuova territorialità, la cosmografia del presente di cui Internet è il dio e Google è il primo motore immobile. Una rivoluzione recente ma che sta già cambiando il vocabolario dell'essere: dal to be al to google e, sopratutto, al to blog.

Non a caso bloggare è diventato un verbo. Il terzo ausiliare per chi è in cerca di casa, di lavoro, di visibilità, di posizione insomma. È la terra promessa degli homeless digitali, la nuova frontiera dei migranti interinali in cerca di hot spots, di porte wireless, di ambienti interconnessi. Un nuovo paesaggio fatto di camere con vista sul web. Proprio così una blogger definisce il suo miniappartamento virtuale. O un villaggio di villette monofamiliari dove si lascia sempre aperta la porta di casa perché chi ne ha voglia possa entrare a prendere un caffè. Altro che fine del legame sociale. La blogosfera è la traduzione della mitologia comunitaria nella lingua del web, la declinazione immateriale della società faccia a faccia: la nostalgia del paese a misura d'uomo in un download.

Frequentare i blog serve, fra l'altro, a smontare molti dei luoghi comuni sugli effetti nefasti della digitalizzazione della realtà e sull'apocalisse culturale che essa comporterebbe. Fine della lettura, tramonto dell'italiano, declino dello spirito collettivo. In realtà questo sguardo luttuoso sul cambiamento lamenta sempre la scomparsa delle vecchie forme e proprio per questo fa fatica a riconoscere l'intelligenza del presente.

A parte quelli specializzati, espressamente attrezzati a luoghi di cultura, palestre di discussione critica, gabinetti di lettura, atelier di scrittura, i blog sono in generale delle officine stilistiche e retoriche in continua attività, dove la capacità di persuasione e l'estetizzazione della comunicazione hanno spesso un ruolo fondamentale. "Qui sul blog è tutta un'altra cosa. Scrivo in modo molto diverso da come scriverei su un diario. Le persone che mi conoscono commentano e dicono la loro, e i pensieri pubblicati sono molto più profondi".

Per quanto diversi fra loro, i blogger nascono dal linguaggio e vivono di linguaggio. Un regime democratico, dove ciascuno è opinionista nel libero mercato delle opinioni, senza gerarchie di posizione, senza ruoli, senza il peso dell'autorità. Dove ognuno è quel che scrive, dove tutti hanno pari facoltà d'interlocuzione. È la nuova utopia della libertà e dell'eguaglianza. Compensazione simbolica al malessere attuale della democrazia in carne e ossa.

mercoledì, luglio 30, 2008

Caccia agli immigrati, periferie in rivolta. A Napoli tra gazzarra della destra e razzismo diffuso la Jervolino afferma una linea di civiltà

Subisce tante critiche per gran parte ingiuste e strumentali ma quando si tratta di riaffermare la civiltà per Napoli la Jervolino è veramente brava.


Altri due quartieri mobilitati contro l’ipotesi di un trasferimento degli immigrati africani sfollati dopo l’incendio del palazzo che li ospitava. A Pianura e a Scampia duecento residenti hanno protestato con blocchi stradali e barricate, in un clima da caccia all’immigrato. «Via gli africani o faremo come a Ponticelli, li bruceremo come i rom», hanno detto i manifestanti. «Parole da brivido», è il commento del governatore Bassolino. Le manifestazioni di Pianura e di Scampia riaccendono la polemica sull’accoglienza agli extracomunitari, già divampata dopo gli scontri tra la polizia e gli africani che avevano occupato il Duomo. Il sindaco Iervolino: chiedo scusa agli immigrati, Napoli è casa loro.
Ma la piazza non può decidere le politiche sociali della città
«È singolare che troppo spesso sia la piazza a decidere le politiche sociali di questa città. È come se ci fosse un vuoto». Antonio Mattone è uno dei rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio a Napoli. Nelle sue parole la preoccupazione per quello che sta accadendo nei confronti degli immigrati. Situazioni estemporanee o disagio sociale autentico? «La questione è davvero complessa e ci sono anche lati oscuri rispetto ad episodi come quelli di Ponticelli o di questi giorni nei confronti degli immigrati africani. Ci sono oggettivi problemi di intolleranza ma c’è anche un’assenza di politiche reali di integrazione». Manca una strategia di intervento? «Spesso si fa integrazione solo a parole. Dove sono i percorsi didattici per accogliere i Rom? Gli alloggi per gli immigrati? Mancano strutture di sostegno pubbliche che sviluppino davvero la cultura dell’integrazione. C’è un vuoto di strategia». In questo vuoto ci si rivolge sempre più spesso alla Chiesa. Ieri gli immigrati hanno occupato il Duomo. «Un dato che deve far riflettere. È evidente che ci si rivolge ad un interlocutore, il cardinale Sepe, che sa raccogliere istanze ed essere profondamente attento ai problemi. Il Duomo in questo è diventato un punto di riferimento». E voi che girate la città per assistere i più deboli che sensazione avvertite? «Da anni ripetiamo che ci sono problemi. Da anni affianchiamo al nostro impegno sul territorio un lavoro per far crescere il dibattito culturale su questi temi. Anni fa la Comunità ha pubblicato un libro dal titolo “Il caso zingari, l’allarme l’abbiamo lanciato da tempo». Ma Napoli è davvero diventata una città intollerante? «Ogni sera giriamo le strade di Napoli per distribuire la cena ai più poveri e ci sono tanti stranieri. Ci rendiamo conto che l’integrazione si è realizzata con servizi essenziali che gli stranieri garantiscono come è nel caso delle badanti». sa. sa.

Camorra: estorsione a gestori terre confiscate, due arresti

Soldi da associazione che gestisce ex terreni clan Nuvoletta
(ANSA) - ROMA, 30 LUG - Sono stati arrestati due uomini che estorcevano soldi ad un'associazione che nel casertano gestisce terreni agricoli confiscati alla camorra. I due sono stati arrestati in flagranza di reato dai carabinieri del comando provinciale di Caserta. Secondo i militari, farebbero parte del clan camorristico 'Nuvoletta' di Marano di Napoli, lo stesso clan del quale l'associazione vittima dell'estorsione, l'Acli Terra Campania per la Legalita', gestisce i terreni confiscati.

La Rete Fattorie Sociali incontra il Presidente Russo

Il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, on. Paolo Russo, ha incontrato il Presidente della Rete Fattorie Sociali, Alfonso Pascale, accompagnato dai Vice Presidenti Carlo De Angelis e Michele Zannini, presidente nazionale di Acli Terra.
Nel corso dell’incontro, Pascale ha illustrato le proposte di interventi a sostegno dell’Agricoltura Sociale scaturite dalla recente Assemblea della Rete Fattorie Sociali, sintetizzandole in sei punti: 1) costituire l’Osservatorio per l’Agricoltura Sociale presso la Rete per lo Sviluppo Rurale; 2) negoziare con Bruxelles l’estensione alle aree agricole periurbane delle azioni che i Piani di Sviluppo Rurale prevedono a sostegno di progetti di utilità sociale; 3) considerare l’Agricoltura Sociale come una modalità valida per contribuire a rinnovare il Welfare; 4) inserire l’Agricoltura Sociale nei programmi didattici della scuola secondaria di secondo grado e nell’alta formazione; 5) prevedere sgravi contributivi per le Fattorie Sociali; 6) promuovere l’utilizzo delle aree agricole di proprietà pubblica per finalità sociali.
Il Presidente Russo ha mostrato vivo interesse per le proposte formulate dalla Rete Fattorie Sociali ed ha, in particolare, manifestato la propria disponibilità a sostenere prioritariamente le azioni ritenute più utili per monitorare e supportare l’evoluzione dell’Agricoltura Sociale nel nostro Paese con lo scopo di collocare gli interventi di sostegno in una cornice normativa aderente ai bisogni della collettività. Al termine dell’incontro i dirigenti della Rete Fattorie Sociali hanno espresso soddisfazione per l’attenzione riservata dall’on. Russo alle proposte formulate dall’Associazione ed hanno valutato positivamente la sua intenzione di sottoporre alla Commissione una risoluzione sull’Agricoltura Sociale. In particolare il Presidente Nazionale di ACLI Terra Michele Zannini ha assicurato il pieno impegno della sua associazione su tutto il territorio nazionale ricordando le molteplici esperienze che hanno fatto maturare questa nuova dimensione dell'agricoltura.

Il disagio sociale esplode: boom di presenze nelle mense per i poveri

Da un anno crescono le presenze di rifugiati e richiedenti asilo nelle mense della capitale: scappano dalle guerre e sono in prevalenza afghani, ma anche somali e iracheni. Il Centro Astalli parla di un raddoppio: oggi 400 persone al giorno vi mangiano e chiedono assistenza legale e sanitaria. Afghani in crescita anche alla Comunità di S. Egidio, dove diminuiscono altre nazionalità. Fenomeno simile nelle mense Caritas, dove mangiano anche gli italiani più poveri. In quella di Colle Oppio si è passati da 12 mila pasti serviti a gennaio 2007 a 16 mila un anno dopo.

- Rifugiati a Parma, la denuncia della rete Dormire fuori, dopo mesi di mobilitazioni. ''Il sistema nazionale di accoglienza e protezione è gravemente insufficiente''.

martedì, luglio 29, 2008

WELFARE - Assegno sociale: il governo annuncia la modifica


Il governo presenterà al Senato un emendamento alla manovra per ripristinare l'assegno sociale a circa 800 mila cittadini, soppresso nel testo votato alla Camera. L'annuncio del ministro Vito. Il sottosegretario Vegas: il taglio sarà limitato agli extracomunitari. Polemiche politiche e forti critiche dall'associazionismo: le posizioni e le richieste di modifica di Fish, Acli, Forum III settore, Arci.


tanto tuonò che piovve......

Sicurezza, Ue: '''Pacchetto' viola diritti umani e principi umanitari''

Bruxelles, 29 lug.- (Adnkronos/Aki)- "La preoccupazione per la sicurezza non può essere l'unica base per la politica di immigrazione. Le misure prese in Italia violano i diritti umani e i principi umanitari e possono provocare ulteriore xenofobia". Sono durissime le parole usate del commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, presentando un rapporto sul pacchetto sicurezza adottato dal governo sulla base della sua visita compiuta a Roma il 19 e il 20 giugno. Il Commissario, si legge in un comunicato, "ha espresso forte preoccupazione per il 'pacchetto sicurezza' che sembra prendere di mira gli immigranti rom, e per la dichiarazione dello stato di emergenza in tre regioni italiane". Secondo il rapporto Hammarberg "la frequente adozione di misure legislative d'emergenza e di altre miusre da parte di uno Stato membro del Consiglio d'Europa indica la grave debolezza del meccanismo statale che sembra non essere in grado di trattare con i problemi sociali". Per Hammarberg "la vasta maggioranza dei Rom e dei Sinti hanno urgente bisogno di reale protezione dei propri diritti umani, in particolare i diritti sociali, come il diritto di alloggi adeguati ed istruzione, da parte delle autorità nazionali, regionali e locali". "Adottare lo Stato d'emergenza e fornire maggiori poteri ai 'commissari speciali' e alla Polizia - ammonisce ancora il Consiglio d'Europa - potrebbe non essere la migliore opzione possibile per trattare con i bisogni delle popolazioni Rom e Sinti". E critica le condizioni di vita in campi nomadi "come il Casilino 900" a Roma sono "inaccettabili". "Le autorità italiane devono dare priorità all'adozione di misure per il miglioramento delle condizioni di vita dei Rom e dei Sinti". "Le autorita' italiane -prosegue il documento- devono sforzarsi per fornire ai Rom e ai Sinti alloggi adeguati, che significano abitazioni strutturalmente sicure , anche da un punto di vista igienico e sanitario". "Lo sgombero dei Rom e dei Sinti non dovrebbe mai essere eseguito se le autorità non sono in grado di fornire alternative disponibili, in alloggi adeguati. Nel caso in cui questi sgomberi sono giustificati - prosegue Hammarberg nel rapporto - devono essere condotti nel pieno rispetto della sicurezza e della dignità delle persone coinvolte ed in stretta consultazione con le associazioni che difendono i loro interessi". ''Un'attenzione speciale", si sottolinea infine nel rapporto, deve essere rivolta alla "protezione dei diritti umani dei bambini Rom e Sinti, come stabilito, in particolare, dalla Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti dei bambini".Nel mirino di Hammarberg anche "la decisione di criminalizzare l'ingresso di migranti e il soggiorno irregolare". In questo il commissario del Consiglio d'Europa vede "un preoccupante allontamento dai principi della legge internazionale vigente". Tali misure, dichiara, "possono rendere più difficile per i rifugiati chiedere l'asilo e potrebbe provocare un'ulteriore stigmatizazione e marginalizzazione di tutti i migranti". L'elenco delle critiche del Consiglio d'Europa non si ferma qui. Hammarberg "nota con grande preoccupazione che l'Italia ha forzatamente rimandato migranti in paesi in cui è provato l'uso della tortura". Il Commissario fa riferimento al "cittadino tunisino espulso per ordine del ministro dell'Interno, nel quadro della legge sulle misure d'emergenze per combattere il terrorismo", dichiarandosi "contrario al fatto che tali decisioni siano prese sull abase di assicurazioni diplomatiche".Il riferimento è Essid Sami Ben Khemais, espulso in giugno, nonostante avesse fatto ricorso alla Corte europea per i diritti dell'uomo contro un precedente decreto di espulsione. La Corte aveva decretato la sospensione del decreto visto che la Tunisia "non garantisce i diritti umani". Nel comunicato diffuso anche a Bruxelles Hammarberg aggiunge: "Il diritto dell'appello (contro l'espulsione) è una pietra miliare del sistema europeo di tutela dei diritti umani". Infine, il commissario "esorta le autorità italiane a procedere rapidamente con la creazione di un'efficace istituzione nazionale sui diritti umani, per rafforzare il sistema di protezione del paese".

Manovra: niente assegno sociale per casalinghe e religiosi


L'allarme delle Acli per una modifica approvata dalla Camera che intendeva limitare l'accesso alla prestazione Inps da parte degli extracomunitari.
Dal 1° gennaio 2009, salvo interventi correttivi del Senato, casalinghe, frati, suore e molti altri cittadini italiani non riceveranno più l'assegno sociale che fino ad oggi gli veniva riconosciuto dall'Inps come assistenza in caso di redditi particolarmente bassi. E' il risultato di una modifica «maldestra oltre che ingiusta» introdotta dalla Camera in sede di conversione del decreto legge 112, quello recante 'disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria'. L'allarme è delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani che chiedono al Parlamento di ritornare sui propri passi.Al centro del contendere, il comma 10 dell'art. 20, riguardante appunto i requisiti per l'accesso all'assegno sociale. Una prestazione di tipo assistenziale riservata fino ad oggi per motivi di reddito agli ultrasessantacinquenni residenti in Italia: che siano cittadini italiani, europei o anche extracomunitari, purché in possesso di carta di soggiorno.Il Governo aveva proposto una prima modifica introducendo il requisito aggiuntivo del soggiorno legale, in via continuativa, per almeno cinque anni nel territorio nazionale. Serviva per evitare la concessione dell'assegno sociale agli extracomunitari ricongiunti alla famiglia. In questo caso, infatti, per la concessione della Carta di Soggiorno non occorrono i 5 anni di residenza in Italia normalmente previsti. Ma la Camera è andata oltre e ha stabilito che l'assegno potrà essere concesso in futuro solo a chi, oltre a far valere i requisiti di età e di reddito, dimostri di aver 'soggiornato legalmente e lavorato legalmente con un reddito almeno pari all'importo dell'assegno sociale, in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale'.Introducendo il requisito del lavoro - fanno notare le Acli, che chiedono al Senato di respingere la modifica approvata - viene stravolta l'idea di prestazione assistenziale così come tutelata dall'art. 38 della Costituzione. Ma soprattutto, la formulazione letterale, senza distinzioni di cittadinanza, è applicabile a tutti. E così, dal 1 gennaio 2009, se la norma verrà confermata dal Senato, l'assegno sociale non spetterà più a chi non abbia lavorato, continuativamente, per dieci anni in Italia. Si pensi alle casalinghe che hanno dedicato tutto il loro tempo alla famiglia, ai religiosi (suore e frati ad esempio) impegnati nelle realtà più difficili, agli emigranti italiani che tornano nel nostro Paese dopo una vita passata a lavorare all'estero.«E' la dimostrazione concreta - osservano le Acli - di come escludere qualcuno dal bene comune, in questo caso gli immigrati, porti inevitabilmente dei danni a tutti. Appunto perché, come insegna la dottrina sociale della Chiesa, il bene comune è tale in quanto bene di tutti e di ciascuno. Nessuno escluso».

La società civile è pronta, ai partiti tocca il ricambio

L'amico Gianni Cacace (segretario Associazione Zenith)è intervenuto sul Mattino, con questo articolo che qui pubblichiamo.

L’iniziativa «La Napoli che produce», promossa da Antonio D’Amato quale presidente della Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro gruppo del Mezzogiorno, ha fatto conoscere all’opinione pubblica, soprattutto straniera, una prima parte della filiera produttiva d’eccellenza presente su tutto il territorio della Campania. Napoli non è solo rifiuti e camorra, ma anche imprese eccellenti e di successo: questo il leit-motiv della meritoria iniziativa, che ha evidenziato la Napoli che produce, che ha esteso le sue attività anche all’estero. A Napoli e in Campania vi sono risorse disponibili e di pregio non solo nel mondo dell’impresa (penso al mondo del volontariato, al mondo associativo, ai movimenti, al mondo universitario, agli ordini professionali) che possono essere spese per un profondo e radicale rinnovamento delle istituzioni di governo delle nostre realtà. A Napoli e in Campania vi è una «società civile» sicuramente poco coordinata, incline più all’individualismo che al fare squadra, tuttavia in grado di impegnarsi per l’elaborare e gestire di progetti di rilancio delle nostra regione. Il recente convegno promosso dall’associazione Zenith - che ha riunito all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici esponenti di primo piano dell’Università come il rettore Guido Trombetti e il professor Giuseppe Palma, dell’imprenditoria come Antonio D’Amato e Costanzo Jannotti Pecci, e ancora Pietro Cerrito della Cisl, i parlamentari Luigi Nicolais del Pd e Mario Landolfi di An, fino ai rappresentanti di un variegato mondo dell’associazionismo - non è stato altro che il primo tentativo concreto di avviare un proficuo dialogo tra le diverse componenti della società civile e la politica, per individuare un percorso comune al fine di sensibilizzare le migliori energie per il rilancio di Napoli e della Campania partendo da un rinnovamento delle sue classi dirigenti. Come non ricordare, a tale proposito, il cardinale Sepe, che in poco tempo è diventato un simbolo e un riferimento non solo del mondo cattolico, ma di tutte le realtà presenti sul nostro territorio? Con il suo libro «Non rubate la speranza», Sepe lancia per Napoli e la Campania l’invito a ciascuno a declinare la speranza non solo come «invito pastorale» ma come «dovere civile»; cosa che fa bene a Napoli, per renderla una città normale. È vero: Napoli e la Campania sono afflitte da antichi e storici problemi che le rendono ultime nelle indagini statistiche sui temi legati alla vivibilità, all’ambiente, alla criminalità, all’ordine pubblico. Ma la questione dei rifiuti - avviato a soluzione grazie all’impegno del presidente Berlusconi e del suo governo - dimostra che programmi seri consentono soluzioni positive. Piuttosto il vero problema risulta, a mio parere, la selezione della classe dirigente a ogni livello istituzionale: non è più accettabile che gli amministratori delle nostre realtà territoriali non siano in grado di gestire i servizi minimi ed essenziali della collettività costringendo alla nomina di commissari o ricorrendo al governo centrale per gestire e risolvere le continue emergenze (ultima in ordine di tempo quella che vede al centro il sito archeologico di Pompei). Né bisogna dimenticare che ben il 44,3% dei provvedimenti adottati in Italia per sospetto infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata, dal 1992 ad oggi, ha interessato enti campani in prevalenza nelle province di Napoli e Caserta. Tuttavia nessuno deve utilizzare i mali e i problemi di Napoli come alibi per non risolverli né pensare di risolverli con una bacchetta magica, come giustamente ha detto Antonio D’Amato. «Basta pensare al G8 e all’America’s Cup. E basta con la logica dell’emergenza a Napoli: bisogna affrontare l’ordinarietà con una buona gestione ordinaria», ha detto D’Amato. E ha aggiunto: «Tutti dovremmo prendere coscienza che viviamo in un territorio che è un vero e proprio giacimento di petrolio: non sappiamo sfruttare le ricchezze che abbiamo, ma troppo spesso finiamo solo con lo sporcarci». Napoli e la Campania hanno infatti tutte le potenzialità per guardare al futuro con maggiore ottimismo e in questo senso i partiti hanno una responsabilità enorme nell’offrire una classe dirigente credibile, preparata, eticamente motivata ed espressione autentica e suprema della volontà popolare.

Gianni Cacace (segretario Associazione Zenith)

lunedì, luglio 28, 2008

Napoli, immigrati occupano sagrato del Duomo

Non è proprio una occupazione. Si tratta di uno stazionamento sul sagrato ma la notizia è quella della ripetitività. Si occupa più il duomo che i palazzi della politica.
Ricerca di solidarietà, maggiore visibilità o individuazione della maggiore autorità?
La situazione viene definita tranquilla e sotto controllo dalla Digos
Napoli, immigrati occupano sagrato del Duomo
Gli extracomunitari sono alla ricerca di un alloggio visto che alcune notti fa l'edificio dove vivevano, già fatiscente, era andato a fuoco. Alcuni di loro sono in attesa di essere ricevuti in Curia da un rappresentate del cardinale

Napoli, 28 lug. - (Adnkronos) - Un centinaio d immigrati africani ha occupato stamattina il sagrato del Duomo di Napoli. Gli extracomunitari sono alla ricerca di un alloggio. Alcune notti fa, l'edificio all'interno del quale vivevano, gia' fatiscente e situato in via Trencia, a Pianura, era andato a fuoco. Gli occupanti, oltre 200, tra napoletani ed extracomunitari furono cosi' costretti ad abbandonare il loro tetto di fortuna. Stamattina l'occupazione del sagrato mentre proseguono i riti religiosi all'interno del tempio. Davanti al Duomo sono giunte alcune pattuglie della polizia. Alcuni immigrati sono anche entrati nel Duomo ma senza occuparlo. Sono invece in attesa di essere ricevuti in Curia da un rappresentate del cardinale. La situazione viene definita tranquilla e sotto controllo dalla Digos.

domenica, luglio 27, 2008

Turismo in Campania; svendita, sconti fino al 40%


Effetto dell’emergenza rifiuti: saldi-record per chi sceglie di partire nelle prossime due settimane

MARCO TORIELLO Sconti super. Offerte last minute, e in certi casi anche last second, per convincere i ritardatari che non hanno ancora prenotato le vacanze. Sul turismo campano si avverte ancora l’onda lunga dell’emergenza rifiuti. Da Varcaturo a Sapri, nei villaggi turistici della regione è boom di camere, appartamenti e bungalow a prezzi scontati. Tariffe dell’ultimo minuto e offerte speciali applicate per far fronte al calo di prenotazioni dell’estate 2008 e segnalate con banner, foto e scritte lampeggianti sui siti internet delle strutture turistiche. A incominciare da quello del Touring Club italiano, che promuove un’offerta valida solo per il villaggio campano di Marina di Camerota: a luglio e dal 22 agosto sistemazione gratuita per i bambini fino a 12 anni. Non compiuti, precisa la pubblicità. Ma, esplorando la rete con un po’ di attenzione, è possibile trovare l’offerta più adatta alle proprie esigenze (e alle proprie tasche), scongiurando all’ultimo momento un agosto in città che poteva sembrare inevitabile. Partendo dalla zona Nord della costa campana, a Marina di Varcaturo il villaggio Stella Maris offre per tutto agosto, con l’eccezione della settimana dal 9 al 16, sette notti in mezza pensione a 450 euro a persona, con uno sconto di circa il 25% rispetto alle tariffe dell’alta stagione. Nello stesso periodo, anche in questa struttura i bambini non pagano, ma solo se non hanno compiuto tre anni. Per quelli fino a 10 anni, la riduzione è del 50%, mentre per i ragazzi fino a 16 anni è del 30%. Più a Sud, a Sorrento, l’Esperidi Resort propone un singolare «prendi 7 e paghi 6», con riferimento ai pernottamenti. Ma questa offerta, a cui si accompagna anche un sconto di 20 euro sulle pulizie finali, è disponibile solo a luglio e nell’ultima settimana di agosto, quella dal 23 al 30, con esclusione, quindi, del periodo più caldo dell’estate. Pochi chilometri più a Sud, a Massa Lubrense, è possibile trascorrere la settimana dal 2 al 9 agosto in un bungalow da 4 posti nel villaggio Nettuno, con una riduzione del 15% rispetto alle tariffe massime applicate dalla struttura. E si chiama Nettuno anche la struttura di Paestum che, da oggi e fino al 30 luglio, offre tre notti in un bilocale da 4 posti a 200 euro, con uno sconto di 150 euro, ovvero superiore al 40%. Un last second adatto alle famiglie, quindi, ma anche le coppie senza figli possono trovare una sistemazione al Nettuno, spendendo 125 euro invece di 275 per un bungalow da due posti, meno della metà. Il Cilento si rivela una vera miniera di offerte last minute. Continuando il viaggio verso la parte meridionale della costa campana, si arriva a Palinuro, dove il Marbella Club e il villaggio Arco Naturale offrono, per il momento solo fino al 2 agosto, una settimana in un monolocale al 30% di sconto. A Caprioli, dal 2 al 9 agosto, Costa del Mito applica il 10% di sconto sui prezzi di listino. Stessa riduzione nello stesso periodo anche al Green Village di Marina di Camerota, che fino al 2 agosto però diminuisce i prezzi del 15%. Il tour tra i last minute della regione finisce a Sapri, l’estremo Sud del litorale campano: nel paese della spigolatrice è proprio il villaggio che porta il nome di Carlo Pisacane a offrire uno sconto del 15% fino al 3 agosto su tutte le categorie con pensione completa e mezza pensione. Dal 24 agosto, poi, nella struttura di Sapri incominceranno a essere applicate le tariffe di bassa stagione. E quest’anno il last minute potrebbe far breccia anche a Capri. Sull’isola azzurra le vacanze vengono solitamente prenotate con mesi di anticipo, ma a luglio sono già in molti, tra commercianti, operatori turistici e gli stessi visitatori, a denunciare un vistoso calo delle presenze.

sabato, luglio 26, 2008

A lezione di web con Videomarta tgcom


Ho visto la pubblicità e ripropongo l'about di questo sito dedicato a conoscere e capire la rete. Per i principianti ma anche per tutti.


A lezione di web con Videomarta
è un progetto pensato e realizzato dallo staff di Videomarta insieme a Moltomedia, con la collaborazione di TgCom.

Si parla di web, di tecnologia, di strumenti per l’utilizzo immediato delle possibilità che offre la rete. E lo si fa in video nella maniera semplice ed efficace che da sempre propone Videomarta.

L’obiettivo del progetto è di coinvolgere chi ancora non si sente preparato ad affrontare la rete e non ha mai sentito parlare di web 2.0.

Vedremo come aprire un blog, come gestirlo, come inserire foto e video. Parleremo di community, di social network, di identità in rete e di tutto quello che ci verrà in mente a riguardo…

…e siccome parliamo di web 2.0, proviamo anche a renderlo effettivo!

Ed allora aspettiamo i vostri commenti, le vostre segnalazioni, i vostri suggerimenti e soprattutto i vostri approfondimenti.

Proveremo a divertirci, come sempre abbiamo fatto con Videomarta, e a spiegare qualcosa… in fondo siamo a lezione di web, no?

ROBIN HOOD O SUPERCIUK?


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Robin Hood, celebre eroe della letteratura inglese, rubava ai ricchi per donare ai poveri.
IL GOVERNO BERLUSCONI HA INVENTATO LA “ROBIN TAX”, da far pagare ai petrolieri e alle società che producono energia.
Si tratta di una buona trovata pubblicitaria. Ma la realtà è un’altra.
Il costo della supertassa ai ricchi petrolieri la pagheremo noi, i consumatori, e graverà soprattutto sulle famiglie a reddito medio basso.

Vediamo perché:

La Borsa dell’energia ha registrato, nella scorsa settimana, il seguente andamento:

GERMANIA + 7%
FRANCIA + 11%
ITALIA + 23%

L’aumento è servito sulla tavola della famiglie italiane: la Robin Tax verrà pagata dai consumatori.

Secondo esempio:
il Governo ha stabilito il tasso di inflazione programmata all’1,7%, a fronte di un’inflazione reale media del 3,8%.
Quando si parla di tariffe autostradali il Governo prevede invece l’adeguamento all’andamento dell’inflazione reale. Anche in questo caso il conto lo pagheranno le famiglie.

Conclusione:
Forse sarebbe meglio dire che non ci troviamo di fronte a un Governo Robin Hood, ma a un Governo Superciuk, il celebre personaggio dei fumetti di Magnus & Bunker che rubava ai poveri per donare ai ricchi.

www.cesaredamiano.wordpress.com

venerdì, luglio 25, 2008

Le nuove Tabelle delle malattie professionali per la tutela Inail

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L’ernia discale lombare degli operai e degli agricoltori è malattia professionale tabellata. Per tanti anni il Patronato ACLI ha discusso con l’Inail e presentato ricorsi finalizzati al riconoscimento di questa malattia, con alterne fortune. Oggi è realtà, che si trova nelle nuove Tabelle delle malattie professionali dell’industria e dell’agricoltura, entrate in vigore il 22 luglio scorso, dopo la pubblicazione, avvenuta il giorno prima, sulla Gazzetta Ufficiale. Si tratta veramente di “nuove” tabelle, dove l’impianto rispecchia quello dei paesi europei più avanzati e dove le integrazioni e i cambiamenti, rispetto alle precedenti del 1994, sono sostanziali e introducono nell’ambito della tutela agevolata molte nuove malattie da lavoro. Queste tabelle possono diventare davvero in mano al Patronato e all’Inail uno strumento di migliore tutela. Specialmente la nuova formulazione della colonna delle malattie, dove l’elenco di diagnosi certe rispetto ad ogni fattore nocivo rimane comunque aperto con la previsione di “altre malattie causate dalla esposizione professionale a…” potrà contribuire a sviluppare una maggiore attenzione da parte dei medici nel campo delle malattie ricollegabili al lavoro. Altro aspetto importante è dato dall’apertura nella colonna delle lavorazioni dell’elenco di quelle che causano la sordità da rumore con la previsione di “altre lavorazioni, svolte in modo non occasionale, che comportano una esposizione personale, giornaliera o settimanale, a livelli di rumore superiori a 80 dB(A)”. Infine, l’introduzione di nuove malattie professionali, quali l’ernia discale lombare, le malattie da sovraccarico biomeccanico degli arti (tendiniti, borsiti, epicondiliti, sindrome del tunnel carpale, meniscopatie e altre), induce a riconsiderare tutti i lavori cosiddetti usuranti anche nel contesto dell’assicurazione Inail. Nel “Rapporto annuale” dell’Inail sull'andamento infortunistico nell'anno 2007 viene lanciato l’allarme per la crescita delle malattie professionali. Infatti, nel 2007 si sono registrate 28.497 denunce, ciò che fa un + 7% rispetto al 2006. Tuttavia, sappiamo che se le denunce di malattia professionale sono “in forte aumento” quelle indennizzate dall’Istituto tendono alla diminuzione. Lo strumento delle nuove Tabelle, se ben utilizzato, potrà aumentare i riconoscimenti. Il buon utilizzo di questo strumento è compito del Patronato. E' possibile consultare il decreto ministeriale 9 aprile 2008 (G.U. n. 169 del 21 luglio 2008) e le "Nuove tabelle delle malattie professionali nell'industria e nell'agricoltura" sul sito dell'INAIL.

Immigrati: favorire il ricongiungimento familiare

Acli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Comunità di S.Egidio e Centro Astalli chiedono di rivedere le norme sui ricongiungimenti familiari e sull’asilo



Previsioni legislative che creano restrizioni, ostacoli, barriere all’ingresso e al soggiorno proprio di quei cittadini stranieri che si presentano in condizione di particolare vulnerabilità o che intendano ricostituire in Italia l’unità della loro famiglia. Questo il giudizio di Acli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Comunità di S.Egidio e Centro Astalli circa le norme sui ricongiungimenti familiari, sull’asilo e sui comunitari in via di definitiva approvazione. Dopo le forti perplessità già espresse in occasione della presentazione del cosiddetto pacchetto sicurezza, si torna a chiedere di rivedere l’impostazione generale di queste previsioni in modo da garantire l’unità della famiglia anche in migrazione, spesso fondamentale anche in termini di sicurezza.

Il quadro che si delinea va invece in senso contrario, con condizioni estremamente restrittive per il ricongiungimento del coniuge, dei figli maggiorenni e dei genitori a carico e con l’introduzione dell’esame del Dna per accertare la parentela, con spese a carico del richiedente. Inoltre, nei pareri delle commissioni parlamentari, si invita il Governo ad introdurre un ulteriore limite ai ricongiungimenti, basato sul reddito, non più ancorato ad un criterio di progressione, ma al numero dei soggetti da ricongiungere. Così solo i nuclei più agiati potranno permettersi di documentare delle risorse economiche di cui spesso è privo anche un cittadino italiano. Non si considera invece che frequentemente la crescita economica di una famiglia straniera comincia proprio grazie ai ricongiungimenti, che consentono all’altro coniuge o ai figli in età da lavoro di trovare a loro volta un’occupazione per contribuire al miglioramento delle condizioni economiche familiari. Senza contare che l’innalzamento dei parametri di reddito prolungherà la separazione forzata fra membri della stessa famiglia, costringendo in molti casi a scelte dolorose. Si pensi, infatti, a quanto una misura del genere potrebbe incrementare l’aborto, già così diffuso fra le donne straniere. Sempre nei pareri della Camera compare un ulteriore ostacolo: la proposta di eliminare il meccanismo del silenzio – assenso per i nulla osta per i ricongiungimenti, misura che riconosceva il “rango superiore” del diritto all’unità familiare rispetto ad altre situazioni/aspettative circa l’ingresso nel paese, snellendo la procedura per l’ottenimento del titolo.

Per quanto riguarda invece i richiedenti asilo, si ribadisce che la necessità di dare segnali rassicuranti al paese non può andare a discapito di chi è in condizioni di particolare vulnerabilità. Non pare sensato procedere a modifiche del D. Lgs n. 25/2008, che ha recepito una direttiva europea sui rifugiati e richiedenti asilo, e la cui efficacia non è stata neppure ancora sperimentata.

Destano infine preoccupazione anche le restrizioni proposte al soggiorno dei cittadini comunitari, che di fatto ripristinano la situazione precedente all’ingresso nell’Unione.

Se è vero che spetta al mondo politico legiferare in questa materia, è altrettanto vero che la Chiesa e gli organismi che ad essa si ispirano hanno il dovere di fare appello alla coscienza pubblica e a quanti hanno autorità nella vita sociale, economica e politica, affinché vengano tutelati i soggetti più vulnerabili.

Napoli: Giampiero Tipaldi al vertice della CISL

E’ Giampiero Tipaldi il nuovo segretario generale della Cisl di Napoli. L’elezione questa mattina, al Tiberio Palace Hotel, al termine del Consiglio Generale. Ai lavori, conclusi dal segretario generale Raffaele Bonanni, hanno preso parte anche Paolo Mezzio, segretario organizzativo Cisl nazionale, e Pietro Cerrito segretario generale della Cisl Campania.
Bonanni si è soffermato sui provvedimenti del pubblico impiego annunciati dal ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, sostenendo che “le riforme devono essere fatte con la collaborazione e non attraverso le bastonate”.
Tipaldi, 46 anni, napoletano, attuale segretario organizzativo di via Medina, subentra a Giuseppe Gargiulo, dimissionario per motivi anagrafici.
A Giampiero i migliori auguri di buon lavoro dagli amici delle ACLI napoletane.

giovedì, luglio 24, 2008

Anticipo della Finanziaria: tutti i dettagli.

Banca del Mezzogiorno e fondi Fas: dalla Camera si alla manovra

Via libera dalla Camera dei deputati al decreto che anticipa la legge finanziaria. Tra le misure previste per il Sud, la creazione della Banca del Mezzogiorno e la destinazione dell’85 per cento delle risorse del Fondo aree sottoutilizzate.
Guarda tutte le misure
Robin Tax Inasprimento del prelievo fiscale per petrolieri, banche e assicurazioni. Per le società energetiche viene innalzata dal 27,5% al 33% l'aliquota Ires. Per banche e assicurazioni il maggior prelievo sarà ottenuto con un allargamento della base imponibile. L'Autorità per l'Energia dovrà vigilare per impedire che il maggior prelievo pesi sui clienti.
Iva alberghi Piena detraibilità dell'Iva su alberghi e ristoranti in cambio di una limitazione della deduzione di queste componenti di costo ai fini delle imposte dirette.
5 Per mille La dotazione finanziaria 2008 a beneficio di ricerca e volontariato aumenta di 20 milioni e viene estesa al 2009. Tax credit cinemaRipristinato il credito d'imposta per favorire gli investimenti nel settore cinematografico.
Tassa sugli assegni E’ abolita la tassa di 1,5 euro per gli assegni non contenenti la clausola 'non trasferibile'. Inoltre, viene elevato da 12.500 euro (dagli attuali 5.000 euro) il tetto per poter effettuare pagamenti contanti o con assegni.
Redditi on line Sanatoria per l'Agenzia delle Entrate sulla vicenda dei redditi ondine. Si prevede la possibilità di consultare anche su internet gli elenchi dal 2005 a oggi. Studi settoreIn funzione dell'attuazione del federalismo fiscale dal primo gennaio 2009 gli studi di settore verranno elaborati anche su base regionale o comunale, sentite le associazioni professionali e di categoria.
Professionisti E’ stato soppresso l'obbligo per i lavoratori autonomi e i professionisti di tenere un conto corrente bancario o postale per l'esercizio dell'attività. AssicurazioniIl prelievo applicabile alle riserve matematiche dei rami vita salirà dallo 0,3 allo 0,35% (+0,050). Per il solo 2008 l'aliquota salirà allo 0,39%.
Stock Options Accanto al nuovo regime fiscale viene introdotta l'esclusione dei redditi derivanti da stock options dalla base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali.
Fondi comuni Aumenta dal 12,5% al 20% l'imposta sostitutiva per i redditi derivanti da cessione o rimborso di quote di fondi immobiliari familiari chiusi.
Agenzie fiscali Sono previsti una serie di tagli alle risorse per le agenzie fiscali. RiscossioneSi estende agli enti locali che svolgono attività di riscossione delle imposte la possibilità di accesso alla banca dati dell'Agenzia delle entrate. Si estende agli associati in partecipazione lo scambio di dati tra Agenzia delle entrate e Inps in funzione antievasione. Il pagamento di somme dovute all'Erario con assegni scoperti o non pagabili sarà considerato omesso. Identica sorte per i pagamenti con carta di credito se il gestore della carta non garantirà sulla relativa provvista finanziaria.
Famiglie social card Nasce la carta sociale per i meno abbienti. Verrà alimentata da un Fondo in cui confluiranno le maggiori imposte che pagheranno le banche. La social card interesserà circa 1,2 milioni di italiani e varrà 400 euro. Servirà per ottenere un sconto del 10% sui prodotti alimentari e sulle bollette.
Piano casa Arriva un piano per affrontare l'emergenza abitativa per i più poveri. Il progetto prevede nuove case per famiglie a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni svantaggiate, studenti fuori sede e persone sottoposte a procedure esecutive di rilascio. Gli aiuti saranno estesi anche agli immigrati regolari a basso reddito. Saltano i 550 milioni per l'edilizia pubblica previsti da un decreto del 2007.
Sanità E’ prevista la razionalizzazione dei posti letto negli ospedali e lo spostamento delle prestazioni in ambulatorio, il taglio del 20% sugli stipendi dei dirigenti sanitari, più verifiche sulle esenzioni sanitarie e maggiori controlli sulle prestazioni liberamente rese da erogatori privati. Ticket Via libera alla cancellazione nel periodo 2009-2011 del ticket sanitario da 10 euro su diagnostica e specialistica. Per l'abolizione il governo mette sul piatto 400 milioni, mentre i restanti 434 milioni dovranno metterli le Regioni attraverso tagli, risparmi ed efficienze. Sicurezza Per la sicurezza il governo stanzia 300 milioni nel 2009. Del totale, 100 milioni verranno destinati al potenziamento della sicurezza urbana e la tutela dell'ordine pubblico.
Enti locali I tagli complessivi per Regioni, Comuni e Province al 2011 sono di oltre 9 miliardi, di cui circa 4 a carico delle Regioni.
Regioni Scatta una riduzione degli oneri degli organismi politici e degli apparati amministrativi regionali (soprattutto tagli a compensi, indennità e al numero dei componenti degli organi rappresentativi), e la soppressione di enti inutili, la fusione delle società partecipate, il ridimensionamento delle strutture organizzative.
Patto di stabilità Sanzioni per chi sfora e meccanismi premiali per gli enti virtuosi. Stretta sull'uso dei derivati da parte degli enti locali e stop ai prestiti senza rimborso contestuale di interessi e capitale.
Assunzioni In attesa di un Dpcm che stabilisca i criteri di virtuosità di Regioni ed enti locali, sono sospese le assunzioni da parte degli enti locali non sottoposti al patto di stabilità interno. Fanno eccezione i comuni con meno di 10 dipendenti a tempo pieno.
Sindaci Arriva un taglio del 30% agli stipendi dei sindaci dei comuni non virtuosi. Comunità montaneTaglio di 90 milioni di euro per il triennio 2009-2011 (30 milioni per ciascun anno) per le comunità montane.
Fondo unico regionale Viene istituito il Fondo unico regionale, in cui saranno raccolti tutti i trasferimenti dello Stato alle Regioni, per agevolare la successiva trasformazione dei trasferimenti in compartecipazioni o quote di tributi erariali in vista del federalismo fiscale. Il Fondo sarà istituito al ministero dell'Economia e sarà operativo dal 2010.
Roma Capitale Misure urgenti per il comune di Roma, tra cui un prestito straordinario di 500 milioni per sostenere il risanamento dei conti comunali. Corte dei contiSalta l'articolo 61 che estendeva le possibilità di controllo della Corte nei confronti delle amministrazioni regionali.
Statali Saltano 400 milioni di euro da un Fondo del Tesoro dedicato a vari capitoli fra cui il rinnovo dei contratti degli statali. Il governo assicura che queste risorse non erano destinate ai contratti.
Consulenze Per la pubblica amministrazione arriva un taglio del 50% sulle spese per convegni, consulenze, pubblicità e spese di rappresentanza.
Ministeri Dai ministeri arriva il contributo più rilevante ai tagli di bilancio. Dai vari dicasteri il governo prevede di ottenere nel 2011 quasi 15 miliardi di risparmi.
Carta Dal primo gennaio 2009 per ridurre l'utilizzo della carta la PaImpronta digitale Dal 2010 raddoppia la durata della carta d'identità (da 5 a 10 anni) e diventa obbligatoria per tutti l'impronta digitale. Riforma Arriva una riforma sperimentale per un anno della manovra. Nel 2009 la Finanziaria dovrà contenere esclusivamente disposizioni attinenti al suo contenuto tipico, senza norme a sostegno dell'economia o di carattere ordinamentale, microsettoriale e localistico.
Taglia leggi L'abrogazione di circa 3.500 leggi scatterà dopo 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto. Più tempo, da 60 a 90 giorni, per sopprimere gli enti pubblici non economici con meno di 50 dipendenti. Trasporto Vengono stanziati 116 milioni per il 2008 e il 2009 per finanziare le misure dell'accordo tra le categorie e il governo. Inoltre, l'Osservatorio sulle attività di autotrasporto dovrà determinare mensilmente il costo medio del carburante per chilometro di percorrenza.
Lavoro Torna per le imprese l'obbligo della comunicazione preventiva di assunzione. ContrattiVengono introdotte ragioni oggettive per la stipula del contratto a termine. Novità anche sul fronte delle sanzioni: in caso di violazione delle disposizioni sul termine e sulla proroga, non scatterà il passaggio al contratto a tempo indeterminato, ma ci sarà un indennizzo di importo compreso tra un minimo di 2,5 a un massimo di sei mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto.
Cumulo Dal primo gennaio 2009 vengono aboliti i limiti al cumulo tra pensione e redditi di lavoro. Finmeccanica In caso di aumenti di capitale da parte di Finmeccanica la quota percentuale detenuta dalla Stato non potrà andare sotto il 30%. Cassa depositi e prestiti La gestione separata della Cdp potrà essere autorizzata a istituire un Fondo ad hoc con il quale partecipare a fondi per lo sviluppo. Servizi locali Arriva l'attesa riforma del settore. La gestione dei servizi locali dovrà essere conferita in via ordinaria a imprenditori o società individuati attraverso gare pubbliche. Previsto il ricorso a società miste pubblico-private. Benzinai Sì alla liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, che prevede meno vincoli per installare una nuova stazione di servizio. Scuola Si prevede una riduzione dei docenti da 868.542 dell'anno 2008-2009 a 781.201 nel 2011-2012 (taglio del 234,7% delle cattedre della scuola primaria e il 29,5% delle superiori). Obbligo L'obbligo scolastico si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale. E-book Dal prossimo anno sarà possibile scaricare i libri di testo scolastici da internet. Università Le università pubbliche possono trasformarsi in Fondazioni di diritto privato. Fondo infrastrutture Nasce un Fondo per il finanziamento di interventi di potenziamento della rete infrastrutturale nazionale, comprese le reti di tlc ed energetiche. Tav Viene abrogata la revoca delle concessioni per l'Alta velocità ferroviaria con i general contractor. Inail Soppressa l'autorizzazione all'Inail di procedere, in forma diretta, alla realizzazione di investimenti per infrastrutture di interesse regionale. Imprese in un giorno Attraverso una semplificazione delle procedure burocratiche sarà possibile avviare un'impresa in un giorno. Class Action L'entrata in vigore è stata prorogata al primo gennaio 2009. Mister prezzi Vengono ridefiniti i poteri del Garante sui Prezzi. Inoltre, il ministero dello Sviluppo economico pubblicherà quadri di confronto dei prezzi dei principali beni di consumo durevoli, soprattutto prodotti alimentari ed energetici. Banca larga Arrivano 800 milioni per il periodo 2007-2013. FasViene fissata la percentuale, almeno l'85%, delle risorse del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) e del Pon (Piano operativo naizonale) che dovranno andare alle regioni del Mezzogiorno. Banca del Mezzogiorno Viene istituita la Banca del Mezzogiorno. Per far ripartire il progetto vengono stanziati 5 milioni nel 2008. Nucleare L'Autorità per l'energia svolgerà l'attività consultiva di segnalazione al governo sulla realizzazione di impianti di produzione di energia nucleare. La promozione della ricerca sul nucleare di quarta generazione rientrerà tra gli obiettivi della Strategia energetica nazionale che il governo metterà a punto entro sei mesi. Immobili Prorogato fino a fine 2008 il termine entro cui individuare gli immobili da dismettere che dovranno essere consegnati all'Agenzia del Demanio. Parte dei proventi delle dismissioni andranno alla Difesa. Festa del 4 novembre Stanziati 3 milioni di euro alla Difesa per la festa del 4 novembre. Bambin Gesù Modificata la procedura per l'assegnazione di risorse all'ospedale 'Bambino Gesù'. Non si prevede più il coinvolgimento della Regione Lazio. Comitato Paralimpico Aumenta il contributo di 3 milioni per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. Radio Radicale Ripristinati i fondi previsti per legge per le radio che abbiano svolto attività di interesse generale. Api Torna il contributo per le api. Saranno stanziati 40 milioni nel biennio 2008-2009 (20 milioni per ciascun anno).

Serenate di fuochi per i boss in cella

Francesco Vastarella
«Don Antò, con gli auguri dei comparielli vostri». «Ma che dite? Comparielli? No. Devoti». La miccia prende fuoco, salgono prima lenti e poi veloci verso il cielo i razzi luminosi delle batterie pirotecniche. Uno, due o cinque minuti di spettacolo. «Don Luigì, questa è per voi». La batteria è da cento colpi, quel che si deve al boss di riguardo. Il cielo sull’Asse perimetrale tra Melito e Arzano si illumina a giorno, sullo sfondo la fila grigia delle palazzine del carcere di Secondigliano e i palazzoni di Scampia. Dalle celle sventolano lenzuola e stracci. Sorridono e si rallegrano là dentro. S’intimoriscono sotto il cavalcavia i rom del campo, anzi delle «case dei Puffi», le stesse che ospitano le famiglie delle due ragazzine morte sulla spiaggia di Torregaveta. Una batteria piccola, poi, non si nega neppure ai picciotti, aspiranti boss, insomma, ai guagliuni in carriera. Sant’Antonio, San Luigi, la Madonna del Carmine, San Giuseppe, San Pasquale: la scena si ripete di sera in tutte le occasioni. Se al boss piace, i comparielli la batteria di fuoco, costi pure un occhio della testa, non la fanno mancare neppure a Capodanno.

mercoledì, luglio 23, 2008

Pregiudizio in vita, indifferenza nella morte

La notizia ripresa dalle principali testate mondiali ed il sito della Diocesi www.chiesadinapoli.it ha avuto contatti con i principali paesi mondiali; questa sera la Comunità di Sant'Egidio e la parrocchia di Santa Caterina ad Ercolano ricordano Violetta e Cristina con la celebrazione di una messa
I corpi senza vita di Cristina e Violetta, le due piccole rom annegate sabato scorso a Torregaveta, hanno scandalizzato le coscienze di milioni di lettori dalla Norvegia alla Romania, dall’Inghilterra alla Francia, alla Germania. La lettera di indignazione del Cardinale Sepe, pubblicata sul sito www.chiesadinapoli.it è stata ripresa dai principali giornali italiani e stranieri sia in versione cartacea e sia on line. Le versioni on line sono state riempite di tantissime riflessioni, commenti. Il Blog del Cardinale ha ricevuto moltissimi commenti, soprattutto da paesi esteri. Il sito www.chiesadinapoli.it è stato visitato da più di 10.000 contatti esteri principalmente provenineti da Spagna, Stati Uniti, Argentina, Australia, Gran Bretagna, Germania. La risposta di indignazione è stata notevole. A titolo esemplificativo si riportano anche alcuni siti dove è stata ripresa in prima pagina la notizia:
The Independent
Al Jazeera
e poi il «Die Sueddeutsche Zeitung», il «Bild», «Die Welt» e «Die Tageszeitung», tutti tedeschi. Il britannico «The Guardian» ha in rete giù da lunedì un lungo articolo del corrispondente da Roma, John Hooper. Il «Daily News» già domenica ha pubblicato un pezzo di Nick Pisa, corredato da una serie di foto angoscianti. Numerosi commenti di lettori e navigatori sul sito del «Vienna Online». E ancora, senza pietà, il «Nieuwsblad» e lo «Standaard» (entrambi belgi), i norvegesi «Aftenposten» e «Dagblandet», lo svedese «Aftonblandet». L’inglese «Mirror» nell’home page ha messo la notizia, ma non la foto. Persino «El correo» peruviano stigmatizza l’indifferenza. Non mancano lo «Ziua» rumeno e il russo «Point».
In Italia:
La Repubblica; La Repubblica Napoli; Il Mattino; Wordpress; Virgilio; Corriere della Sera, Il Messaggero e tantissimi altri siti....
La Comunità di Sant’Egidio e la parrocchia di Santa Caterina ad Ercolano ricordano Violetta e Cristina con la celebrazione di una messa che avrà luogo sulla spiaggia di Ercolano.
Mercoledì 23 luglio 2008
ore 20.00
Lido Favorita
Via Marittima Località Favorita - Ercolano

La Comunità di Sant’Egidio vuole stringersi attorno alla famiglia di Violetta e Cristina ed unirsi alle parole e alla preoccupazione espresse dal cardinale Sepe dopo le immagini di indifferenza che hanno segnato questa tragedia, "immagini che non vorremmo mai vedere, perfino più di quelle che hanno mostrato per il mondo una Napoli sommersa dai rifiuti", e mantenere vivo e far crescere uno spazio di umanità e di pietà nella nostra città.

In piazza o in Parlamento?

Piazza e partecipazione politica non sono sinonimi, soprattutto se la piazza è un prolungamento della televisioneQual è il luogo appropriato dove un cittadino può far sentire la sua voce? La piazza o il Parlamento? Molti cittadini si devono essere posti questa domanda nelle scorse settimane, temo senza risultato. Cerchiamo di capirne il motivo. Nelle democrazie moderne il Parlamento è divenuto lo spazio privilegiato della democrazia rappresentativa, che dovrebbe assicurare a tutti la possibilità di veder esposte le proprie opinioni, sia pure nei limiti imposti dall’esercizio indiretto di parte dei propri diritti politici. In Italia, però, questa limitazione si è ampliata a dismisura negli ultimi anni, dal momento che il cittadino è stato spogliato del potere di scelta dei propri rappresentanti, concedendo ai partiti politici, soggetti purtroppo non più necessariamente democratici, la selezione dei candidati. Inoltre il modello elettorale, forse anche legittimamente, vista la situazione di frammentazione politica del nostro Paese, ha escluso dal Parlamento forze storicamente vivaci, a destra come a sinistra, facendo sì che per la prima volta dopo molti anni si affacciasse la categoria degli 'extraparlamentari', un po’ inquietante per chi è appassionato di storia patria. Se a questo problema 'fondativo' si aggiunge la situazione in cui versa l’attuale Parlamento, espropriato di gran parte delle sue funzioni da esecutivi sempre più arroganti, che procedono per decretazione e a colpi di voto di fiducia, si ha un quadro abbastanza desolante della nostra democrazia. Ci rimane la piazza, allora? In qualsiasi sistema democratico la 'cessione di rappresentanza' fatta con le elezioni non impedisce ai cittadini di riappropriarsi, in specifiche circostanze e nei limiti stabiliti dalla legge, del diritto di esprimere direttamente le proprie opinioni attraverso manifestazioni, scioperi e ogni altra forma pacifica di espressione di pensiero. Anche in questa direzione esistono però problemi, ampliati, tanto per cambiare, nella nostra bella Italia. La piazza, infatti, da sempre può essere strumentalizzata da parte di chi non ha interesse che siano i cittadini a far sentire la propria voce, ma al contrario che tutti ascoltino la loro. In una situazione di democrazia mediatica, non sociale e partecipativa, la piazza diviene un prolungamento della televisione, un fondale per uno spettacolo di una minoranza. Ne abbiamo avuto ampie rappresentazioni in campagna elettorale e, più recentemente, in piazza Navona a Roma, con lo spettacolo di alcuni showman dell’opposizione ed il silenzio della folla, che pur avrebbe voluto prender parola. Quali strade percorrere, allora, per non arrenderci al tramonto della democrazia? Ricordarci, davanti alle urne, ma anche gli altri giorni che, in Parlamento come nelle piazze, la democrazia è tale se ai cittadini non solo è garantita la possibilità di esprimersi, ma anche di contare nei processi che determinano il governo. Nessuna delega in bianco, né ai politici di professione, né ai vati dell’antipolitica: lavorare per il bene comune richiede partecipazione, confronto, uso della propria testa.
Andrea Olivero

Le "lucciole" cinesi fanno crollare i prezzi

PROSTITUZIONE - Le "lucciole" cinesi fanno crollare i prezzi
La comparsa delle prostitute cinesi sulle strade di Milano ha reso meno costoso il sesso a pagamento: 15-20 euro per una prestazione. Valerio Pedroni, operatore di Segnavia, equipe di strada dei Padri Somaschi: "Hanno dai 35 ai 40 anni, fuggono dal duro lavoro e sono arrivate in Italia sapendo bene quello che avrebbero fatto". vai>>

martedì, luglio 22, 2008

Da luglio a settembre, la lunga estate del Circuito Jazz


Da luglio a settembre, la terza edizione del Circuito Jazz Festival percorre Napoli e la sua provincia come un continuo, intensissimo brivido jazz. Un’emozione fatta di tante emozioni, che unisce sette festival in un unicum di suoni e di suggestioni. Un itinerario musicale, ma anche culturale, turistico, enogastronomico. Perché la musica, gli appassionati lo sanno bene, può essere spesso “il” motivo, ma anche un semplice pretesto.

È con questa idea in testa che l’Assessorato al Turismo della Provincia di Napoli, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania, porta in dote all’Italia del jazz il suo Circuito, una realtà riconosciuta da addetti ai lavori e appassionati e dunque in grado di ritagliarsi un posto di primo piano all’interno del fittissimo calendario di eventi estivi.

Il circuito di promozione, diffusione e produzione di musica jazz - nato da un’intesa operativa e di progetto tra le Istituzioni pubbliche e gli operatori privati del territorio e realizzato in collaborazione con l’EPT, Ente Provinciale per il Turismo di Napoli - accoglie le più importanti rassegne di musica jazz di Napoli e della sua provincia.

Le sette “fermate” del Circuito Jazz vanno da Napoli (Napoli Jazz Festival) a Pomigliano d’Arco (Pomigliano Jazz Festival), Vico Equense (Vico Jazz Festival), Sorrento (Sorrento Jazz), Ischia (Ischia Jazz Festival), San Giorgio a Cremano (Nick La Rocca European Jazz Festival) e Torre del Greco (Divino Jazz Festival). Una vera e propria rete di rassegne, ciascuna con una propria autonomia negli indirizzi e nelle scelte artistiche, ma tutte inscritte all’interno di un Circuito che si pone come nuovo polo jazz nel panorama nazionale.

Il Circuito Jazz Festival è dunque un invito a scoprire questa musica definita “colta”, che peraltro incontra sempre più il favore di giovani e giovanissimi. Ma è anche un passepartout per i paesaggi, le bellezze, i tesori e le prelibatezze di un territorio ricco di opportunità e di luoghi ben noti al grande pubblico, ma anche di potenzialità tuttora inesplorate.

Per Giovanna Martano, Assessora al Turismo della Provincia di Napoli, «il progetto del Circuito del Jazz, con i suoi sette festival, non solo consolida un’illustre tradizione musicale e in particolare jazzistica, ma rappresenta anche un importante contenitore di promozione e sviluppo, soprattutto per le aree e i siti meno noti della nostra provincia». «Al di là degli importanti e impegnativi programmi dei festival messi in rete – rileva il direttore artistico del Circuito, Onofrio Piccolo – il Circuito Jazz Festival realizza l’obiettivo di un progetto territoriale che, muovendo verso una più vasta vocazione programmatica, si presenta, con i suoi numeri e la sua articolazione complessiva, come una nuova potenzialità per la musica jazz in Italia».

Dario Scalabrini, Amministratore dell’EPT di Napoli, fa notare invece che «mettere insieme quel grande attrattore che è la musica e il patrimonio paesaggistico, archeologico, storico e culturale dei nostri territori è un’intuizione azzeccata, come dimostra il successo delle prime due edizioni del Festival. Il Circuito Jazz - continua Scalabrini - è ormai una realtà consolidata, che può fungere da volano alla crescita del nostro turismo». Anche quest’anno verrà riproposta la Jazz Card, un’opportunità unica per accedere a una serie di sconti: non solo per i concerti, ma anche su offerte proposte da alcune strutture di accoglienza del territorio e su diversi servizi turistici integrati (alberghi, mezzi di trasporto pubblico, librerie, locali, cinema, etc.).

A chiudere la terza edizione del Circuito sarà l’Orchestra Napoletana di Jazz diretta da Mario Raja con un’ospite d’eccezione. Ma quest’anno la location sarà del tutto inedita: il concerto finale si terrà infatti nella Villa Ammaturo a Giugliano, uno dei più importanti beni confiscati alla camorra negli ultimi anni, gestita dal Consorzio S.O.L.E.. Un palcoscenico dal fortissimo valore simbolico, dunque, che mette insieme la sensibilità musicale con quella civile. Con alle spalle il successo decretato dagli oltre 150mila spettatori delle passate edizioni in 79 serate e 134 concerti, il Circuito Jazz Festival si riaffaccia sull’estate musicale italiana con un programma complessivo di 32 giorni, circa 400 artisti coinvolti, oltre 50 concerti, 15 dei quali ad ingresso gratuito, e diverse manifestazioni collaterali.

hit parade classifica dei termini più popolari ricercati su Google.it Zeitgeist giugno 2008

Come ogni mese è pronta la lista dei termini più popolari ricercati su Google.it. Ecco quella di giugno:
diego velázquez
europei 2008
gardaland
solstizio d'estate
amy winehouse
luca toni
maturità 2008
festa della repubblica italiana
croazia
gomorra
legge 104
seychelles
banda della magliana
pasolini
raccolta differenziata
le Corbusier
costumi da bagno
iPhone
dimagrire
ciclismo


Google Italia Blog: Zeitgeist giugno 2008

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Telefonando al numero verde, sarai accolto da un nostro operatore, il quale avrà cura di richiederti tutte le informazioni utili a formulare in modo dettagliato il quesito da inoltrare ai nostri esperti. Nel corso della telefonata ti sarà inoltre chiesto di indicare la fascia oraria durante la quale preferite essere richiamati. Raccolte le informazioni, l’operatore invierà per via telematica il quesito ai nostri esperti che ti richiameranno, entro 24 ore dalla richiesta, al recapito da te indicato per fornirti la risposta.
Questo sistema è stato studiato per accelerare i tempi di risposta e per fornire a chi chiama non solo la possibilità di interloquire direttamente con gli esperti, ma di farlo dopo che questi si siano ben documentati sul caso in questione.

dal lunedì al venerdì 09.00 / 18.00

N.B. Il servizio consulenza (l’esperto risponde) risponde a qualsiasi tipo di quesito, non solo previdenziale.

Ritorna la politica per la casa in campania


Edilizia, piano case: contributi per coop e Pmi
Rispondere ai bisogni dei cittadini attraverso una nuova politica edilizia che passa anche per le imprese. E' il principale obiettivo del bando sull'edilizia emanato dalla Regione Campania per la concessione di contributi a favore di cooperative e imprese edilizie che costruiscono o recuperano alloggi da assegnare o vendere a cittadini. La misura, che fa parte di un pacchetto che comprende, tra i destinatari, anche i nuclei familiari e che non dimentica le aree dismesse, prevede contributi concessi sotto forma di mutui agevolati per i quali il pagamento degli interessi passivi è a carico della Regione Campania. Il termine per le domande è fissata al prossimo 9 settembre.
Jenny Giordano
Una misura per dare nuovo smalto all'edilizia campana. Un pacchetto di aiuti rivolto sia ai nuclei familiari, sia alle imprese. I tre bandi per l'edificazione e il recupero delle nuove abitazioni emanati dalla Regione nei giorni scorsi vanno in questa direzione, con concessioni di agevolazioni nella forma di mutui o di contributi in conto capitale. Uno dei tre bandi si rivolge espressamente alle imprese, alle cooperative edilizie o loro consorzi con una domanda per Comune e nel limite massimo di cinquanta alloggi per Comune. Vediamo nei dettagli in cosa consiste la misura.ObiettiviI contributi regionali mirano a qualificare il piano edilizio e ad aiutare chi vuole acquistare una prima casa. Mirano però anche a sostenere le imprese di costruzione e le cooperative edilizie che intendono costruire o recuperare alloggi da vendere o assegnare in proprietà. Gli interventi di recupero ammissibili a finanziamento, non dipendono dalla destinazione d'uso originaria ed è consentita la destinazione a funzioni artigianali, commerciali e sociali di un limite massimo del 30 per cento delle superfici recuperate. Gli interventi finalizzati al recupero comprendono anche lademolizione di un fabbricato preesistente, qualsiasi sia la sua originaria destinazione d'uso, e l'edificazione sulla stessa area di un nuovo fabbricato da destinare alla vendita. La superficie utile massima abitabile non deve essere superiore a 70 metri quadrati per un nucleo familiare composto da tre persone. Per ogni ulteriore componente del nucleo familiare la superficie massima consentita è aumentata di 20 metri.FinanziamentoIl finanziamento consiste nella concessione di un mutuo fino a 100 mila euro da parte di uno degli istituti di credito convenzionati per ciascun alloggio costruito o recuperato elevabile a 120 mila in presenza di ultrasessantacinquenni, disabili e per le giovani coppie. L'importo di mutuo ammissibile ad agevolazione non può eccedere l'80 per cento della spesa convenzionale. Il limite è elevabile fino al 100 per cento della spesa convenzionale per i nuclei familiari per i quali è stata emessa sentenza esecutiva di sfratto.Requisiti Possono presentare richiesta di concessione di mutuo agevolato o di contributo in conto capitale le cooperative, i consorzi o le imprese edilizie con una domanda per Comune e nel limite massimo di cinquanta alloggi per Comune. Tra i requisiti, le cooperative dovranno dimostrare di essere regolarmente iscritte all'Albo delle Cooperative e di avere la disponibilità dell'area a seguito di un provvedimento di assegnazione da parte del Comune. Le imprese, invece, dovranno dimostrare, tra le altre cose, di avere disponibilità dell'area stabilita da provvedimenti del Comune e di possedere un titolo per la costruzione o il recupero di un'area e certificare di non trovarsi in stato di fallimento. Alla data di presentazione della domanda dovranno attestare, con dichiarazione della direzioni Lavori, di aver iniziato i lavori oggetto della richiesta di finanziamento e che il programma oggetto della richiesta di finanziamento non abbia superato il 30 per cento dei lavori.Criteri di selezioneI progetti saranno selezionati secondo diversi criteri che terranno conto della localizzazione dell'intervento, dell'utilizzo di fonti energetiche alternative e dell'affidabilità di chi porterà a termine l'intervento. Per il primo punto, otterrano un punteggio maggiore i progetti che presentano immobili da recuperare o realizzare nei Comuni capoluogo di provincia. Sull'utilizzo delle fonti energetiche, saranno preferiti i progetti che prevedono l'installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica sufficiente a ridurre del 50 per cento il fabbisogno energetico complessivo dell'immobile oggetto di agevolazione. Sull'affidabilità dell'attuatore, infine, prevale chi si impegna a ultimare gli alloggi costruiti o recuperati entro 24 mesi dalla data di pubblicazione del bando.DomandeLa domanda dovrà essere compilata e trasmessa utilizzando esclusivamente la modalità telematica. Bisognerà, cioè, scaricare il modello disponibile sul sito http://siba.regione.campania.it, compilarlo e spedirlo entro il prossimo 9 settembre.
I requisiti necessariPer il terzo settore- essere regolarmente iscritte all'Albo delle Cooperative;- avere la disponibilità dell'area a seguito di un provvedimento di assegnazione da parte del Comune;- possesso dell'atto pubblico di acquisto;- attestare, con dichiarazione della direzioni Lavori, di aver iniziato i lavori oggetto della richiesta di finanziamento e che il programma costruttivo oggetto della richiesta di finanziamento non abbia superato il 30 per cento dei lavori.Per le imprese- disponibilità dell'area stabilita da provvedimenti del Comune;- possesso di un titolo per la costruzione o il recupero di un'area;- non trovarsi in stato di fallimento. Per cooperative ed imprese valgono poi questi requisiti comuni: alla data di presentazione della domanda, attestare, con dichiarazione della direzioni Lavori, di aver iniziato i lavori oggetto della richiesta di finanziamento e che il programma costruttivo oggetto della richiesta di finanziamento non abbia superato il 30 per cento dei lavori.Tra i requisiti da possedere: non trovarsi in stato di fallimento e avere la disponibilità dell'area stabilita.
Le ACLI di Napoli hanno avviato un gruppo di lavoro sulla questione casa

lunedì, luglio 21, 2008

Maroni: cittadinanza ai bimbi rom abbandonati

MILANO - Il ministro dell' Interno Roberto Maroni ha detto oggi, parlando ad una platea della Camera di Commercio americana in Italia che ha intenzione di presentare nei prossimi giorni una proposta per dare ai bimbi nomadi nati in Italia, "come ragione umanitaria", un nome, un cognome e la cittadinanza italiana.

Maroni ne ha parlato nell'ambito di un discorso più complessivo sulle polemiche seguite alla questione della rilevazione delle impronte digitali ai rom.

A proposito dei bimbi che si trovano nei campi nomadi, Maroni ha detto tra l'altro: "Dobbiamo tutelarli. Quello che stiamo facendo è una cosa giusta e di equità. Ci sono in questi campi persone che vivono in maniera subumana. Bimbi il cui destino è tragico. Alcuni, lo sapete, vengono utilizzati nel mercato dei trapianti di organi. E invece il primo diritto di un bambino, qualsiasi bambino, è di avere una identità".

Per quanto riguarda il censimento dei campi nomadi, Maroni ha aggiunto: "Sui giornali la cosa è stata impropriamente definita 'impronte digitali ai rom', in realtà quello che stiamo facendo è un censimento nei campi nomadi. Il censimento non è su base etnica, è solo per vedere e sapere chi c'é in questi campi. Fu il precedente governo che parlò di emergenza rom, quindi semmai l'aspetto etnico lo toccò il governo Prodi. Io ho cambiato da emergenza che riguarda una etnia a censimento. Eppure - ha aggiunto - c'é piovuta addosso la condanna dell' Europa e sono state dette contro di me e contro di noi cose terribili. Sono stato persino definito uno stupratore da un direttore di giornale. Queste cose però le lascio ai miei avvocati". Poi Maroni ha stemperato con una battuta: "Ho un segreto per non arrabbiarmi, non leggo i giornali, anzi no, ne leggo uno, la 'Gazzetta dello Sport'".

Albanella (Sa): Con i circoli Acli viaggio tra gli antichi sapori


Con piena soddisfazione degli organizzatori e di quanti vi hanno preso parte si conclude questa sera con inizio a partire dalle 20.30 la prima festa degli «Antichi sapori della terra degli Ulivi», organizzata, nell'ambito delle iniziative promosse per l'estate dall'amministrazione comunale di Albanella, dal circolo Acli «Amici di Albanella», in collaborazione con la sede provinciale delle Acli di Salerno. La kermesse ha avuto come scenario il panoramico e suggestivo piazzale antistante la chiesa di Santa Sofia, dove sino a questa sera, sarà possibile (al solo costo di 10 euro) degustare un menu ricco e prelibato, a base di fusilli al sugo di soffritto (o alla bolognese), pollo allo brace con patatine fritte, vino, gelato, caffè e altre squisite sorprese, preparate da abili cuochi al momento. Le prime due serate sono state allietate dalle note musicali delle «Spire sonore» e del «Risveglio del Liscio», mentre grande attesa per la conclusione, con la voce e le note di Sandro Scuoppo, a cui seguiranno graditi omaggi per tutti i partecipanti. Il presidente delle Acli, Emilio Fusco, presente alla prima serata con Gianluca Mastrovito (vice presidente), Emilio Fusco sr. (presidente dei servizi Acli) ed i collaboratori della sede provinciale, ha avuto parole di apprezzamento per l'impegno e la dedizione dello staff organizzativo, sottolineando l'apprezzabile vicinanza e sostegno venuta dal sindaco Giuseppe Capezzuto, dal vice sindaco Capozzoli e dall'assessore Mazza, che non hanno voluto lesinare collaborazione, per una iniziativa tesa non solo ad animare le calde serate estive ma anche e soprattutto volta a far riscoprire valori, le tradizioni ed i sapori genuini, di una terra ricca e da sempre ospitale. Con i riflettori ancora accesi, la presidenza provinciale delle Acli di Salerno lancia la sfida proiettata all'anno prossimo.

WELFARE - Manovra: i tagli che "cadranno" sul sociale


Manovra economica: il governo conferma i tagli agli enti locali che si ripercuoteranno sui servizi sociali.

- Card sociale. A disposizione 280 miliardi invece dei 500 annunciati.

- Non autosufficienza. In sospeso i 300 milioni stanziati per il 2008 dal governo Prodi (nel passaggio di consegne tra i due governi è saltato il provvedimento che rende disponibili le somme stanziate). Per il 2009 previsti 400 milioni, ma nella manovra non c'è nessun provvedimento che renda strutturale lo stanziamento, il 2010 è a rischio.

- 5 per mille. Aumentate le risorse stanziate e ampliata la platea dei possibili beneficiari con l'inclusione per la prima volta delle fondazioni.

- Sanità. Per i ticket copertura solo di 400 milioni sugli 800 necessari. I tagli alla sanità partiranno dal 2009 e non dal 2010. Non confermati neppure i livelli essenziali di assistenza. Mancano i 700 milioni previsti per le regioni che stanno operando il rientro dai bilanci in rosso della sanità.

Bimbe rom annegate, il cardinale Sepe condanna l'indifferenza dei bagnanti

Torregaveta, due ragazzine di 11 e 12 anni uccise dal mare mosso. Una coppia di cuginette salvata dai bagnini, mentre in spiaggia c´è chi continua a prendere il sole a pochi metri di distanza
"Girarsi dall'altra parte o, farsi gli affari propri può essere a volte più devastante degli stessi eventi che accadono". Lo afferma l'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzo Sepe, in una nota in cui commenta le foto della spiaggia di Torregaveta, in provincia di Napoli, che mostravano persone sdraiate al sole nonostante ci fossero i due cadaveri delle ragazzine rom annegate ieri.

"Violetta e Cristina, due cuginette rom di 12 e 13 anni giravano per le spiagge libere del nostro litorale offrendo, a poco prezzo, calamite colorate o altri oggettini, utili o inutili, che le consentissero di racimolare qualche soldo. Con il mare a due passi hanno lasciato per un momento da parte la loro mercanzia e hanno fatto ciò che tutte le bambine o ragazze della loro età avrebbero fatto: hanno cercato refrigerio nell'acqua. Hanno trovato invece la morte. La più piccola si è trovata subito in difficoltà; l'altra si è lanciata nel tentativo di salvarla. Tutto inutile", scrive il cardinale.

"Un'altra tragedia è venuta così, a ferire il cuore di Napoli. E' una tragedia grave, di fronte alla quale la Chiesa avverte tutto il dolore e l'afflizione per due vite preziose, la cui perdita va a impoverire e rendere in qualche modo più fragile e vulnerabile i due mondi che la comunità cristiana, non solo quella di Napoli, sente più vicini e considera parte privilegiata di se stessa: il mondo dei giovani, e quello degli ultimi della fila, degli emarginati. Di Violetta e Cristina i giornali hanno mostrato le foto quando già tutto era compiuto; e di due bambine abbiamo potuto scorgere appena i piedi che sporgevano da un telo da spiaggia, con il quale qualcuno pietosamente ha provveduto a coprire i corpi senza vita. In quelle tristi e orribili foto si è visto , per la verità, anche altro: gente sullo sfondo, bagnanti che hanno continuato a restare in spiaggia forse perfino infastiditi dalla visione di quei due teli che ingombravano l'arenile. Sono queste le immagini che della nostra città non vorremmo mai vedere, perfino più di quelle che hanno mostrato per il mondo una Napoli sommersa dai rifiuti. La tristezza veniva non solo da quei due copri sotto i teli, segno di una tragedia ancora più penosa di quelle catalogate come "morti sul lavoro", ma proprio dalla gente sullo sfondo o - peggio - dalla gente che faceva da sfondo, che non prendeva parte e non si sentiva per niente coinvolta. Girarsi dall'altra parte o, farsi gli affari propri può essere a volte più devastante degli stessi eventi che accadono".

"L'indifferenza - prosegue il cardinale - non è un sentimento per gli essere umani; e meno che mai poteva (e doveva) essere per Violetta e Cristina già segnata da una vita di stenti e forse debilitate esse stesse dal peso di pregiudizi difficili da sopportare per la loro età. E' tempo di parole chiare per Napoli e non vorremmo che proprio l'indifferenza, in una comunità così generosa e ricca di umanità, possa profilarsi come una nuova - e più grave - emergenza. Dal fronte delle tante crisi è stato appena possibile tirare un sospiro di sollievo per una città indubbiamente più pulita e presentabile. Ma la Chiesa ha il compito di guardare fin dentro l'animo dei suoi figli. E se il velo dell'indifferenza si ispessisce, tutto diventa opaco e tutto può diventare irrimediabilmente sporco. Violetta e Cristina, con il loro sacrificio, chiedono - e ne hanno tutto il diritto - di entrare nell'anima e finanche nella storia di questa Napoli così complessa e difficile. Insieme indicano una direzione di marcia che, in modo misterioso, richiama un evento di tutt' altro genere, svoltosi da tutt'altra parte, ma costruito su una lontananza che non è affatto tale: la giornata mondiale della gioventù che ha visto il Papa consegnare ai giovani parole impegnative ed esigenti. Parole che valgono a capire e a comprendere più a fondo il sacrificio di Violetta e Cristina, due giovani della Chiesa di Napoli. Due giovani di cui questa Chiesa va fiera, e per le quali invoca la preghiera di tutti".

domenica, luglio 20, 2008

Le classifiche dei blog fanno sempre discutere: il caso BlogBabel

Riapre BlogBabel, la classifica dei blog italiani

Faccio il mio piccolo blog compilation su mezzogiorno, sociale, napoli e campania, associazionismo, volontariato e terzo settore. Seguo tanti altri blog per scoprire notizie nuove, scambiare opinioni, diffondere opinioni e appuntamenti. Ogni tanto scopro che invece ci sono in giro vere e proprie classifiche con relative polemiche.
Un esempio è quest'articolo di Panorama che segnala la riapertura di BlogBabel, un importante aggregatore che si caratterizza per una sua originale classifica molto contestata da altri navigatori.
Buona lettura e indaghiamo insieme sul fantastico mondo della blogsfera...............

In Italia solo il 5 per cento delle persone con più di 64 anni usa un computer

Lo avevamo lasciato così, chiuso dopo mille polemiche. Da venerdì sarà di nuovo attivo. Qui, uguale ma diverso. Il d-day della rinascita di BlogBabel coincide con il suo secondo compleanno, e arriva a quattro mesi di distanza dalla sua sospensione. Era di marzo. E lo stop arrivò dopo mesi di nervosismi ed eccessi. Protagonisti della querelle: da un lato, gli ideatori del sito, guidati da Ludovico Magnocavallo, dall’altro un gruppetto di blogger. Al centro, la classifica, quella dei blog più autorevoli della Rete italiana, l’oggetto di punta di BlogBabel. Ma non l’unico, essendo il sito anche un (il?) luogo in cui chiunque può seguire le conversazioni e indagare tra i post passati o presenti con un motore di ricerca, e dove ogni blogger può sapere quanti e quali altri blog rimandano al suo. Un collettore di servizi, dunque. Finiti tuttavia in secondo piano rispetto all’indice della discordia. “Fare le classifiche – ci racconta Magnocavallo – è un mestiere delicato, poiché la fisiologica arbitrarietà che le caratterizza inevitabilmente scontenta qualcuno”.

Sta fin troppo al di sotto le righe colui che, nel gergo dei geek, di BlogBabel è il Bdfl (benevolent dictator for life), perché come si è detto alla base della decisione di oscurare il sito - e con lui la classifica - c’è stata una polemica dai toni forti e, sottolinea il nostro interlocutore, “intrisa di gelosia, invidia, risentimenti, personalità egotiche e autoreferenziali frustrate, permalosità varie”.
Il tutto è arrivato perfino a sfociare in minacce di denunce e di querele da parte di chi trovava la posizione del proprio blog nel ranking non corrispondente al vero, sottostimata. “Beghe da italietta, altro che blogosfera, altro che open source, apertura, condivisione… Ho avuto più volte la sensazione di essere al crocevia tra un reality show infarcito di psicodrammi personali e una gigantesca riunione di condominio”, chiosa Magnocavallo.

Ma come sarà questo nuovo BlogBabel? Il Bdfl del sito non si sbilancia: “Sarà come il vecchio dopo un’iniezione di steroidi”. Stessa identica filosofia di fondo, quindi, ma in un contesto di maggiore precisione e sofisticatezza. E poi – oltre a una grafica rivista (per la quale ha collaborato Antonio Cavedoni) – la ristretta cerchia dei collaboratori (tra gli altri Enrica Garzilli, Fabio Altomare, Stefano Scardovi, Jan Reister e Matteo Balocco) ha sviluppato nuovi servizi, come quelli a carattere social, oltre a una serie di funzionalità che concorrono a offrire una maggiore ricchezza dei risultati delle ricerche sottoposte al motore interno. Malgrado tutto ciò, però il cuore continuerà a essere rappresentato dalla classifica, che dopo la riapertura ospiterà più di 13 mila blog, una fetta parziale ma rappresentativa degli oltre 50 mila che a spanne danno forma alla blogosfera nostrana, quel “non-luogo che – conclude Magnocavallo – in definitiva altro non è che uno specchio dei comportamenti, degli umori, dei vizi e dei pregiudizi della società italiana”.

Rapporto Svimez 2008. un declino costante.

Il rapporto SVIMEZ si presenta come un vero e proprio Baedeker dell’economia meridionale, in un vasto quadro comparativo, che si estende ben oltre i confini nazionali. L’ampiezza dei temi affrontati e la numerosità dei dati disponibili fanno, delle elaborazioni dell’Associazione fondata nel 1946, uno strumento unico per l’esame delle condizioni del Mezzogiorno e la definizione delle relative strategie di sviluppo. Queste analisi sono talmente affidabili che la Banca d’Italia le prende come riferimento essenziale per le proprie ricerche. Lo scenario complessivo che emerge dall’indagine di quest’anno è quello di un paese connotato da tempo “da una condizione di relativo declino”, aggravata dai fenomeni di contrazione della crescita economica nel 2007 e di inasprimento del contesto internazionale nel 2008. È in questo quadro, già di per sé complicato, che il Mezzogiorno manifesta tutti i suoi limiti strutturali, con tassi di crescita costantemente inferiori a quelli del resto del paese. Il PIL meridionale è cresciuto lo scorso anno dello 0,7%, un punto in meno che nel resto dell’Italia, con una diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al 2006: ormai, è da sei anni ininterrotti che il Sud presenta questo divario di crescita. In termini di PIL pro capite, si è verificato un recupero del gap, legato, però, al minore aumento della popolazione del Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord: un fenomeno definito, a giusta ragione, una “via patologica” alla convergenza. Dal punto di vista della dinamica degli investimenti, va registrato un aumento molto lieve (dello 0,5%), con un calo di quasi due punti percentuali rispetto all’incremento dell’anno precedente; a questo, si è aggiunto un persistente indebolimento nell’andamento dei consumi interni nel Mezzogiorno. Tuttavia, i dati più significativi del rapporto SVIMEZ 2008, che mettono in evidenza processi nuovi e criticità di fondo del Mezzogiorno, riguardano la dinamica dei servizi, la questione delle grandi aree urbane, la convergenza e gli indici di competitività a livello europeo, il mancato adeguamento del Sud al mercato globale. Mentre il settore industriale ha mostrato negli ultimi anni una sostanziale tenuta, con un primo recupero di produttività, è il settore dei servizi, con il suo andamento negativo, a spiegare in ampia parte la disparità di crescita tra Mezzogiorno e Centro-Nord. Si tratta di una novità recente, dovuta, soprattutto, alla mancata ristrutturazione del settore terziario: l’inflazione e l’incapacità di salvaguardare gli standard di consumo delle famiglie meridionali hanno fatto il resto. D’altro canto, le città, che a livello globale rappresentano veri e propri “motori di sviluppo”, nel Mezzogiorno si trasformano in fattori di freno e condizioni di svantaggio, come è dimostrato dalla vicenda emblematica di Napoli, non solo per lo smaltimento dei rifiuti, ma per il complesso del funzionamento dei servizi, del sistema urbano e del tessuto sociale. Il Mezzogiorno, peraltro, è l’unica eccezione, nel panorama europeo, al processo di avvicinamento strutturale, che ha visto crescere notevolmente, dal 2000 in poi, sia le economie dei nuovi Stati membri, che quelle delle altre regioni dell’obiettivo “convergenza”. Inoltre, esaminando gli indicatori di competitività delle diverse regioni europee, si nota che il Sud presenta uno stato di consistente inferiorità, soprattutto per i tassi di occupazione, il capitale umano – con una forte penuria di laureati nelle discipline scientifiche – e le attività di ricerca e sviluppo. Infine, vengono in evidenza le gravi difficoltà del Mezzogiorno perfino nei confronti delle altre aree deboli dell’Unione europea, a causa di vari elementi concomitanti: una fase protratta di ristagno dell’economia nazionale; il deficit di qualità ed efficienza della pubblica amministrazione; la diffusione della criminalità organizzata; gli ostacoli frapposti alla realizzazione delle infrastrutture e alla liberalizzazione dei mercati; l’inconsistenza e la scarsa efficacia della politica regionale di sviluppo, di carattere nazionale o comunitaria. Quest’ultima presenta il risultato paradossale di una limitata capacità della spesa pubblica complessiva in conto capitale, discesa addirittura al 35,3% nel 2007, ma, al tempo stesso, di una grande frammentazione degli interventi, che finora ha impedito la convergenza delle regioni meridionali verso la coesione economica. A questa descrizione, già abbastanza fosca, vanno aggiunti altri problemi di natura sociale, come la incipiente povertà – che riguarda oltre la metà delle famiglie con una sola retribuzione –, legata ad una distribuzione del reddito sempre più sperequata nel Sud. O come la desertificazione demografica di un Mezzogiorno caratterizzato da nuove migrazioni, da forme inedite e laceranti di pendolarismo, da un’immobilità interna della popolazione del tutto inattuale. I rimedi indicati dalla SVIMEZ non vanno affatto interpretati come la riproposizione di vecchie impostazioni statalistiche, del tutto irrealizzabili; piuttosto, come il rigoroso tentativo di percorrere le strade più realistiche per un impegno immediato, ma di lunga lena, volto alla ridefinizione della politica per la macroarea meridionale. I cardini di questa proposta riguardano: la possibilità di una riforma interna della programmazione – superando logiche di localismo e dispersione territoriale – e di un diverso utilizzo dei finanziamenti nazionali ed europei, guardando sia alla quantità delle risorse ordinarie, che alla qualità degli interventi da attuare; la definizione di un federalismo fiscale, nel quale non prevalga un’idea inaccettabile di chiusura dei conti tra la parte più ricca del paese e quella più arretrata, ma un’esigenza di efficiente, equilibrata e solidale ripartizione delle responsabilità, sulla base dei principi della sostenibilità e dell’autonomia finanziaria; la capacità di puntare sulle iniziative necessarie per valorizzare le esportazioni di beni e servizi, per favorire l’internazionalizzazione delle imprese meridionali, nonché, per incrementare notevolmente l’attrazione di capitali esteri nel Sud; la realizzazione di un vero sistema dei trasporti, non più periferico, e di un nuovo mercato del credito meridionale, a partire dal ruolo dei Confidi. Si tratta di solo alcune delle proposte avanzate dalla SVIMEZ, in un contributo di grande portata per la comprensione dell’economia meridionale attuale. Ma si tratta anche delle principali intuizioni per un nuovo meridionalismo, rivolto sempre più a costruire il futuro dell’Italia in una chiave, non di rivendicazionismo, ma di impegno e responsabilità.

Amedeo Lepore