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venerdì, settembre 19, 2008

CENSIMENTO DEI ROM ad Acerra una brutta storia

Così anche al campo rom di contrada Candelara, territorio di Acerra, è stato celebrato il rito voluto da Maroni e dal governo italiano.
Sono giunti in forze giovedì 18 settembre: funzionari della Prefettura di Napoli guidati da un vice prefetto, la Croce Rossa Italiana con ambulanza, la protezione civile con camper del competente assessorato della Regione Campania, la Polizia di Stato , i Vigili Urbani del comune di Acerra con il comandante Trezza,l'assessore Gennaro Fatigati. Tanta gente con auto blu dotate di lampeggianti. Bisognava "censire" i rom, gli zingari che fanno paura, che attentano alla sicurezza dei buoni cittadini e chissà, anche alla sicurezza della Stato Italiano: Forse per questa ragione un poliziotto esibiva in bella mostra una pistola infilata nella cintura dei pantaloni dietro la schiena. Noi eravamo lì per caso: avevamo portato scarpe ai bambini, scarpe confiscate ai cinesi perchè contraffatte. Abbiamo assistito al censimento: Ci sembrava di assistere a una delle tante scene dei films americani: i cittadini rom sistemati di spalle al camper della protezione civile venivano fotografati con tra le mani, all'altezza del petto, una lavagnetta recante il numero di identificazione. Foto segnaletiche che ci ricordavano quelle dei campi nazisti o quelle più recenti dei terroristi da inviare a Quantanamo.
Nessun rispetto per la dignità dell'uomo trasformato in un numero. Ma i nostri rom, silenziosi, timidi, rispettosi si sono sottoposti a questa umiliazione con grande dignità per tutelare i loro bambini.
Nessuno dei rappresentanti delle istituzioni presenti si è chiesto come è possibile vivere in quelle condizioni: tra spazzatura, topi, senza acqua potabile con decine e decine di bambini che ti sorridono con mestizia. Hanno altro cui pensare. I rappresentanti delle istituzioni erano lì per adempiere a una grande missione: censire, fotografare, scrivere. I bambini ? Non sono i loro figli.
Mi diceva Jovanovic: " Io e questa nipotina l'altra notte siamo stati morsi dai topi ! " e me ne mostrava i segni. Nicolic aggiungeva : " Perchè ci prendete in giro ? Siamo venuti alla manifestazione indetta da voi nel castello baronale. Tutti hanno fatto promesse: il sindaco, voi, il vescovo: Ma qui non vediamo nulla di nuovo. Anche i bambini non vanno a scuola perchè il pulmino non viene a prenderli ".
Io mi sono sentito umiliato perchè gli amici rom hanno ragione.
Giro queste preoccupazioni a tutti i cittadini di Acerra affinchè prendano coscienza. Affinchè si mobilitino in difesa della DIGNITA' UMANA. Le istituzioni sanno quello che devono fare. Sanno i nostri bambini rom sono nati ad Acerra e devono essere amati come i nostri figli e i nostri nipoti. Agli uomini di fede non devo dire nulla. Loro conoscono il Vangelo... Lo leggano e Lo vivano. Non è sufficiente pregare... Cosa abbiamo imparato dalla rappresentazione teatrale di Paulus ? Non vorrei che ci fossimo convinti solo che il teatro è bello e che i nostri attori sono bravi !
Eustachio Paolicelli
Acerra 19 settembre 2008

mercoledì, luglio 23, 2008

Pregiudizio in vita, indifferenza nella morte

La notizia ripresa dalle principali testate mondiali ed il sito della Diocesi www.chiesadinapoli.it ha avuto contatti con i principali paesi mondiali; questa sera la Comunità di Sant'Egidio e la parrocchia di Santa Caterina ad Ercolano ricordano Violetta e Cristina con la celebrazione di una messa
I corpi senza vita di Cristina e Violetta, le due piccole rom annegate sabato scorso a Torregaveta, hanno scandalizzato le coscienze di milioni di lettori dalla Norvegia alla Romania, dall’Inghilterra alla Francia, alla Germania. La lettera di indignazione del Cardinale Sepe, pubblicata sul sito www.chiesadinapoli.it è stata ripresa dai principali giornali italiani e stranieri sia in versione cartacea e sia on line. Le versioni on line sono state riempite di tantissime riflessioni, commenti. Il Blog del Cardinale ha ricevuto moltissimi commenti, soprattutto da paesi esteri. Il sito www.chiesadinapoli.it è stato visitato da più di 10.000 contatti esteri principalmente provenineti da Spagna, Stati Uniti, Argentina, Australia, Gran Bretagna, Germania. La risposta di indignazione è stata notevole. A titolo esemplificativo si riportano anche alcuni siti dove è stata ripresa in prima pagina la notizia:
The Independent
Al Jazeera
e poi il «Die Sueddeutsche Zeitung», il «Bild», «Die Welt» e «Die Tageszeitung», tutti tedeschi. Il britannico «The Guardian» ha in rete giù da lunedì un lungo articolo del corrispondente da Roma, John Hooper. Il «Daily News» già domenica ha pubblicato un pezzo di Nick Pisa, corredato da una serie di foto angoscianti. Numerosi commenti di lettori e navigatori sul sito del «Vienna Online». E ancora, senza pietà, il «Nieuwsblad» e lo «Standaard» (entrambi belgi), i norvegesi «Aftenposten» e «Dagblandet», lo svedese «Aftonblandet». L’inglese «Mirror» nell’home page ha messo la notizia, ma non la foto. Persino «El correo» peruviano stigmatizza l’indifferenza. Non mancano lo «Ziua» rumeno e il russo «Point».
In Italia:
La Repubblica; La Repubblica Napoli; Il Mattino; Wordpress; Virgilio; Corriere della Sera, Il Messaggero e tantissimi altri siti....
La Comunità di Sant’Egidio e la parrocchia di Santa Caterina ad Ercolano ricordano Violetta e Cristina con la celebrazione di una messa che avrà luogo sulla spiaggia di Ercolano.
Mercoledì 23 luglio 2008
ore 20.00
Lido Favorita
Via Marittima Località Favorita - Ercolano

La Comunità di Sant’Egidio vuole stringersi attorno alla famiglia di Violetta e Cristina ed unirsi alle parole e alla preoccupazione espresse dal cardinale Sepe dopo le immagini di indifferenza che hanno segnato questa tragedia, "immagini che non vorremmo mai vedere, perfino più di quelle che hanno mostrato per il mondo una Napoli sommersa dai rifiuti", e mantenere vivo e far crescere uno spazio di umanità e di pietà nella nostra città.

lunedì, luglio 21, 2008

Maroni: cittadinanza ai bimbi rom abbandonati

MILANO - Il ministro dell' Interno Roberto Maroni ha detto oggi, parlando ad una platea della Camera di Commercio americana in Italia che ha intenzione di presentare nei prossimi giorni una proposta per dare ai bimbi nomadi nati in Italia, "come ragione umanitaria", un nome, un cognome e la cittadinanza italiana.

Maroni ne ha parlato nell'ambito di un discorso più complessivo sulle polemiche seguite alla questione della rilevazione delle impronte digitali ai rom.

A proposito dei bimbi che si trovano nei campi nomadi, Maroni ha detto tra l'altro: "Dobbiamo tutelarli. Quello che stiamo facendo è una cosa giusta e di equità. Ci sono in questi campi persone che vivono in maniera subumana. Bimbi il cui destino è tragico. Alcuni, lo sapete, vengono utilizzati nel mercato dei trapianti di organi. E invece il primo diritto di un bambino, qualsiasi bambino, è di avere una identità".

Per quanto riguarda il censimento dei campi nomadi, Maroni ha aggiunto: "Sui giornali la cosa è stata impropriamente definita 'impronte digitali ai rom', in realtà quello che stiamo facendo è un censimento nei campi nomadi. Il censimento non è su base etnica, è solo per vedere e sapere chi c'é in questi campi. Fu il precedente governo che parlò di emergenza rom, quindi semmai l'aspetto etnico lo toccò il governo Prodi. Io ho cambiato da emergenza che riguarda una etnia a censimento. Eppure - ha aggiunto - c'é piovuta addosso la condanna dell' Europa e sono state dette contro di me e contro di noi cose terribili. Sono stato persino definito uno stupratore da un direttore di giornale. Queste cose però le lascio ai miei avvocati". Poi Maroni ha stemperato con una battuta: "Ho un segreto per non arrabbiarmi, non leggo i giornali, anzi no, ne leggo uno, la 'Gazzetta dello Sport'".

Bimbe rom annegate, il cardinale Sepe condanna l'indifferenza dei bagnanti

Torregaveta, due ragazzine di 11 e 12 anni uccise dal mare mosso. Una coppia di cuginette salvata dai bagnini, mentre in spiaggia c´è chi continua a prendere il sole a pochi metri di distanza
"Girarsi dall'altra parte o, farsi gli affari propri può essere a volte più devastante degli stessi eventi che accadono". Lo afferma l'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzo Sepe, in una nota in cui commenta le foto della spiaggia di Torregaveta, in provincia di Napoli, che mostravano persone sdraiate al sole nonostante ci fossero i due cadaveri delle ragazzine rom annegate ieri.

"Violetta e Cristina, due cuginette rom di 12 e 13 anni giravano per le spiagge libere del nostro litorale offrendo, a poco prezzo, calamite colorate o altri oggettini, utili o inutili, che le consentissero di racimolare qualche soldo. Con il mare a due passi hanno lasciato per un momento da parte la loro mercanzia e hanno fatto ciò che tutte le bambine o ragazze della loro età avrebbero fatto: hanno cercato refrigerio nell'acqua. Hanno trovato invece la morte. La più piccola si è trovata subito in difficoltà; l'altra si è lanciata nel tentativo di salvarla. Tutto inutile", scrive il cardinale.

"Un'altra tragedia è venuta così, a ferire il cuore di Napoli. E' una tragedia grave, di fronte alla quale la Chiesa avverte tutto il dolore e l'afflizione per due vite preziose, la cui perdita va a impoverire e rendere in qualche modo più fragile e vulnerabile i due mondi che la comunità cristiana, non solo quella di Napoli, sente più vicini e considera parte privilegiata di se stessa: il mondo dei giovani, e quello degli ultimi della fila, degli emarginati. Di Violetta e Cristina i giornali hanno mostrato le foto quando già tutto era compiuto; e di due bambine abbiamo potuto scorgere appena i piedi che sporgevano da un telo da spiaggia, con il quale qualcuno pietosamente ha provveduto a coprire i corpi senza vita. In quelle tristi e orribili foto si è visto , per la verità, anche altro: gente sullo sfondo, bagnanti che hanno continuato a restare in spiaggia forse perfino infastiditi dalla visione di quei due teli che ingombravano l'arenile. Sono queste le immagini che della nostra città non vorremmo mai vedere, perfino più di quelle che hanno mostrato per il mondo una Napoli sommersa dai rifiuti. La tristezza veniva non solo da quei due copri sotto i teli, segno di una tragedia ancora più penosa di quelle catalogate come "morti sul lavoro", ma proprio dalla gente sullo sfondo o - peggio - dalla gente che faceva da sfondo, che non prendeva parte e non si sentiva per niente coinvolta. Girarsi dall'altra parte o, farsi gli affari propri può essere a volte più devastante degli stessi eventi che accadono".

"L'indifferenza - prosegue il cardinale - non è un sentimento per gli essere umani; e meno che mai poteva (e doveva) essere per Violetta e Cristina già segnata da una vita di stenti e forse debilitate esse stesse dal peso di pregiudizi difficili da sopportare per la loro età. E' tempo di parole chiare per Napoli e non vorremmo che proprio l'indifferenza, in una comunità così generosa e ricca di umanità, possa profilarsi come una nuova - e più grave - emergenza. Dal fronte delle tante crisi è stato appena possibile tirare un sospiro di sollievo per una città indubbiamente più pulita e presentabile. Ma la Chiesa ha il compito di guardare fin dentro l'animo dei suoi figli. E se il velo dell'indifferenza si ispessisce, tutto diventa opaco e tutto può diventare irrimediabilmente sporco. Violetta e Cristina, con il loro sacrificio, chiedono - e ne hanno tutto il diritto - di entrare nell'anima e finanche nella storia di questa Napoli così complessa e difficile. Insieme indicano una direzione di marcia che, in modo misterioso, richiama un evento di tutt' altro genere, svoltosi da tutt'altra parte, ma costruito su una lontananza che non è affatto tale: la giornata mondiale della gioventù che ha visto il Papa consegnare ai giovani parole impegnative ed esigenti. Parole che valgono a capire e a comprendere più a fondo il sacrificio di Violetta e Cristina, due giovani della Chiesa di Napoli. Due giovani di cui questa Chiesa va fiera, e per le quali invoca la preghiera di tutti".

venerdì, giugno 27, 2008

NOMADI - Impronte da prendere, diritti da difendere


Impronte digitali ai bimbi rom? Decadenza della potestà genitoriale per i minori che fanno accattonaggio? Dopo le proposte del ministro Maroni, in Italia si apre il dibattito.

Carmela Cavallo (capo Dipartimento giustizia minorile): “Le due idee di per sé non devono scandalizzare. Sono condivisibili se attuate con modalità che tutelino l’infanzia: la decadenza della potestà genitoriale non deve essere automatica, ma va accertata caso per caso così come le impronte non vanno prese senza un’adeguata protezione del bambino”. Elena Rozzi (Università Torino, referente area minori Asgi): “Le norme repressive non sono il modo giusto per aiutare i bimbi rom. Se applicate senza distinzioni tra caso e caso, violano le convenzioni Onu sui diritti dei bambini”.

- Converso (Opera Nomadi): “Siamo contrari alla rilevazione delle impronte digitali nei campi rom e a maggior ragione siamo contrari a rilevare le impronte ai bambini al di sotto dei 14 anni. Siamo invece disposti a trattare col ministro Maroni per arrivare a un censimento qualitativo dei rom”. Scicluna, coordinatore del Consiglio d’Europa per le Attività sui diritti dei rom e dei viaggianti: “In Italia vivono rom che sono già arrivati alla terza generazione, ma restano ancora bosniaci. Queste persone sono state tollerate qui per più di trenta anni, ma non possono essere lasciate così”.

- Schedatura minori, le reazioni. Minniti (Pd): "L'iniziativa è un'odiosa discriminazione". Bertolini (Pdl): "Bisogna liberarli dallo sfruttamento". Il garante della Campania: "Misura criminale e squallida".