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venerdì, gennaio 15, 2010

Napoli: Contributi affitto per i giovani

Il Comune di Napoli, attraverso la sinergia degli Assessorati alle Politiche Giovanili e al Patrimonio e con il finanziamento del Ministero per la Gioventù, promuove un progetto finalizzato a favorire l'autonomia abitativa dei giovani in città.

L'iniziativa si rivolge a giovani che intendono avviare un processo di emancipazione dalla famiglia di origine in età compresa tra i 18 ed i 35 anni, anche cittadini comunitari o extra-comunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Per essere ammessi al finanziamento occorre essere titolari di un contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato, oppure stipulare, entro 60 giorni dalla comunicazione di ammissione al contributo, un contratto di locazione per un alloggio sito nel territorio del Comune di Napoli. I richiedenti dovranno avere un reddito complessivo non superiore ai dodicimila euro e non possedere immobili di proprietà nel Comune di Napoli ad eccezione, eventualmente, di quello occupato dai genitori.
Il contributo previsto è di duemila euro annui e comunque non potrà superare l'ammontare del canone di locazione. Il bando e la graduatoria prevedono l'assegnazione del punteggio in base ad una serie di indicatori "freddi" e la partecipazione on-line. Sarà infatti possibile accedere al bando collegandosi al sito www.pmm.napoli.it e seguire le istruzioni dal 25 gennaio al 25 febbraio 2010.
Sono stati stanziati complessivamente 1.150.000 euro, dei quali 750.000 destinati al bando per il 2010, e 400.000 ad un successivo intervento, finanziati con i fondi del Ministero per la Gioventù per progetti in favore dell'autonomia abitativa nelle città metropolitane.

E' la prima volta che viene promosso a Napoli un intervento per la casa specificamente indirizzato al pubblico dei giovani e questo strumento assume particolare rilevanza nella fase attuale di crisi economica in cui la precarietà del lavoro e la perdita di potere d'acquisto dei redditi hanno dato al disagio abitativo connotazioni molto diverse rispetto al passato. L'Amministrazione ha inteso quindi fornire una risposta innovativa e congrua allenecessità crescenti dei giovani ai quali viene dato oggi un contributo concreto per poter accedere al mercato degli alloggi.


Nel frattempo è stato liquidato il finanziamento di 14 milioni di euro stanziato dalla Regione Campania per il sostegno al fitto delle famiglie disagiate.

liquidazione contributi sostegno al fitto

L'Assessore alle Risorse Strategiche Michele Saggese ha dichiarato:
"Il Comune di Napoli ha liquidato in tempi minimi il finanziamento di 14 milioni di euro stanziato dalla Regione Campania per il sostegno al fitto delle famiglie disagiate. Già nei prossimi giorni verranno erogati i pagamenti agli aventi diritto.
La celerità e l'efficienza con cui il Comune ha agito per consentire alle famiglie delle fasce sociali più deboli della nostra città di usufruire, nel più breve tempo possibile, di questo fondamentale sostegno, dimostra quanto questa Amministrazione sia attenta alle politiche di inclusione sociale.
Abbiamo il dovere di stare vicini a quelle famiglie che, anche a causa dell'aumento dei canoni di locazione, incontrano difficoltà abitative.
All'emergenza casa stiamo rispondendo e continueremo a rispondere in maniera concreta attivandoci per realizzare il massimo per impedire, per quanto di nostra competenza, che le persone perdano un diritto fondamentale, cioè quello di avere un tetto sotto cui vivere.
Ora chiediamo risposte concrete dal Governo, invitandolo a rivedere la propria decisione di non prorogare gli sfratti. "

sabato, giugno 13, 2009

Giovani famiglie: anticipazione indagine Iref

L'Agenda delle famiglie italiane 2009, promossa da Patronato Acli, Caf Acli e Caritas Italiana. I Punto Famiglia e un profilo delle giovani famiglie: Tirano la cinghia, litigano per i figli, solo a casa si sentono al sicuro.

Roma, 12 giugno 2009 - Sono state costrette dalla crisi economica a risparmiare sulla spesa alimentare, sui vestiti, oltre che sulle vacanze. I figli e la loro educazione sono il principale punto di disaccordo. Verso il mondo esterno mostrano insicurezza: solo a casa propria si sentono al sicuro. Sono le giovani famiglie italiane secondo il profilo tracciato dall'Iref, l'istituto di ricerca delle Acli, che in occasione della presentazione a Roma dei Punto famiglia, ha anticipato alcuni dati dall'Agenda delle famiglie italiane 2009. Un progetto di ricerca promosso dal Patronato Acli, dal Caf Acli e dalla Caritas italiana.

La ricerca, che si propone di ricostruire l'Agenda della famiglie nel nostro paese, in un periodo particolarmente critico dal punto di vista economico e sociale, verrà ripetuta per tre volte nel corso del 2009, su un campione statisticamente rappresentativo delle diverse tipologie dei nuclei familiari italiani. I risultati della prima rilevazione campionaria, condotta su 1660 famiglie nel periodo 29 aprile/15 maggio 2009, verranno presentati nelle prossime settimane. I dati anticipati oggi, si riferiscono in particolare alla situazione delle famiglie con figli fino a dodici anni (ossia il 20,5% delle famiglie complessivamente intervistate).

L'educazione dei figli il principale punto di disaccordo

Sono i figli e la loro educazione il principale pomo della discordia all'interno delle coppie con figli piccoli. Un dato che spiega la scelta delle Acli di promuovere con i Punto Famiglia percorsi di educazione alla genitorialità, servizi di consulenza psicologica e pedagogica. Nel 18,3% dei casi (quasi una coppia su cinque) è dunque l'educazione dei figli il primo motivo di discussione tra moglie e marito. Altri aspetti, seppur rilevanti, generano minore conflittualità nel rapporto di coppia: le scelte economiche ('come spendere i soldi' 10,4%); la divisione del lavoro domestico (10,3%); se la donna deve lavorare o meno (7,8%); la decisione di avere altri figli (7,6%); la mancanza di dialogo nella coppia (5,6%).

1 famiglia su 2 risparmia sul cibo

Le famiglie sono state colpite dalla recessione. Lo si vede dalla contrazione dei consumi: il 52,5% è stato costretto a risparmiare sulla spesa alimentare (il 46,2% ha perfino dichiarato di fare economia sull'acquisto di pane, pasta e carne); il 57,5% ha tagliato sulla voce abbigliamento; il 57,4% ha ridotto le spese legate ai viaggi, mentre il 49% riduce le spese per svaghi e tempo libero.

In generale la crisi ha modificato gli stili di vita familiari, che sembrano essere improntati (volenti o nolenti) ad una maggiore sobrietà: poco meno di due terzi delle famiglie negli ultimi tre mesi hanno acquistato prodotti a basso costo (63,4%); il 38,3% ha rinunciato ad un bene di consumo benché fosse necessario ad uno dei componenti del nucleo; il 37,5% ha, inoltre, risparmiato sulla cura della persona (parrucchiere, estetista, etc.); più di un quinto (22,2%) è stato infine attento ai consumi delle utenze domestiche (luce, acqua, gas).

I 'Punto Famiglia' rappresentano in questo senso per le famiglie la possibilità di unire - con i gruppi di acquisto solidale - risparmio, consapevolezza dei consumi e solidarietà.

La casa come rifugio

Il 72,6% delle famiglie - rivela l'indagine Iref - si sente al sicuro solo in casa propria; ben più bassa è la percentuale dei nuclei che preferiscono stare tra la gente (20,0%); mentre il 7,4% afferma di non sentirsi sicuro né in casa né fuori di essa. E' forte, quindi, l'incertezza verso il mondo esterno. Al di là di questo sentimento generale di disorientamento, si fa largo la consapevolezza che, in caso di bisogno, si può fare affidamento sui principali attori istituzionali e non presenti nella propria comunità: il 35,6% si rivolgerebbe alla parrocchia; il 29,9% ai servizi sociali del comune; il 15,5% alle associazioni di volontariato.

Il bisogno di socializzazione

Da questo punto di vista, l'obiettivo dei Punto Famiglia - scrivono le Acli - è quello di costruire dei luoghi accoglienti di socializzazione, per «aiutare le famiglie a uscire dalle proprie case superando il senso di insicurezza e disorientamento». In un monitoraggio effettuato infatti in fase di sperimentazione dei primi Punto Famiglia, le famiglie intervistate (oltre 300 in 15 città) esprimevano i loro principali bisogni: informazioni, consulenze e servizi per la gestione della vita quotidiana (30%); attività con i figli e sostegno alla genitorialità (21%); incontro, confronto e scambio con le altre famiglie (13%); partecipazione ad attività ricreative (8%); aiuto concreto e sostegno psicologico (7%).

sabato, settembre 06, 2008

passata la festa, gabbato lo santo. Il PDL alla ricerca di una nuova tassa al posto o come l'ICI

Calderoli vuole reintrodurre l'ICI altrimenti i comuni non ce la fanno, Bossi vuole chiamarla in un altro modo. In realtà le tasse aumenteranno..........
leggiamo qualcosa dalla stampa:
L'abolizione dell'Ici è stato uno dei primi provvedimenti del governo Berlusconi ma se nella Lega nord dubbi sulla opportunità dell'abolizione sono arrivati da tempo, nella bozza presentata ieri agli enti locali dal ministro Calderoli si parla di un tributo sugli immobili: e tanto è bastato per far scoppiare la polemica nel centrodestra. Contrari ad ogni ipotesi di reintroduzione sono Forza Italia e An. E in serata è stato il leader della Lega Umberto Bossi a chiarire la posizione del Carroccio, sottolineando di aver avuto anche l'ok da Tremonti: "mettere una tassa sulla casa ai cittadini è una brutta cosa - ha detto - invece dell'Ici bisognerà trovare una tassa sui servizi. Ne ho parlato con Tremonti poco fa e dice che é una buona proposta". "Io sono il reggente di An, fino a quando saremo al governo nessuna tassa sarà di nuovo reintrodotta sulla prima casa, federalismo o non federalismo; posso dirlo con certezza", ha detto oggi il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "La casa é un bene primario, non di lusso. An non permetterà il ritorno di una tassa di sinistra", gli ha fatto eco Adolfo Urso, Sottosegretario allo Sviluppo Economico. Sulla stessa linea Silvano Moffa, dell'esecutivo di An: "Finché ci sarà Alleanza nazionale nel Pdl non si potrà tornare a parlare di reintrodurre la tassazione sulla prima casa". Netto anche il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto: "su questo tema indietro non si torna", ha detto intervistato dal Tg3. Sul fronte opposto, per il sindaco di Torino e ministro ombra per il federalismo del Pd, Sergio Chiamparino, bisogna vigilare attentamente sul tributo immobiliare ipotizzato dalla bozza di riforma sul federalismo fiscale preparata dal ministro Calderoli, perché c'é il rischio che la pressione fiscale aumenti. "Avevo detto che cancellare l'Ici come ha propagandisticamente fatto il governo - ha detto - era un errore clamoroso. Se ne sono accorti. Ora non vorrei che rientrasse dalla finestra quello che si è scacciato dalla porta, peggiorandolo". E per Antonio Borghesi (Ivd) "quanto viene fuori adesso era ampiamente prevedibile: i comuni non possono fare a meno di determinate cifre che fino ad ora ricavavano dall'imposta sugli immobili e così il risultato è che i cittadini avranno una tassa in meno da pagare, ma una, nuova, in più".
"Quella tassa non tornerà mai o ci rincorreranno con i forconi" (Brunetta dixit)

martedì, luglio 22, 2008

Ritorna la politica per la casa in campania


Edilizia, piano case: contributi per coop e Pmi
Rispondere ai bisogni dei cittadini attraverso una nuova politica edilizia che passa anche per le imprese. E' il principale obiettivo del bando sull'edilizia emanato dalla Regione Campania per la concessione di contributi a favore di cooperative e imprese edilizie che costruiscono o recuperano alloggi da assegnare o vendere a cittadini. La misura, che fa parte di un pacchetto che comprende, tra i destinatari, anche i nuclei familiari e che non dimentica le aree dismesse, prevede contributi concessi sotto forma di mutui agevolati per i quali il pagamento degli interessi passivi è a carico della Regione Campania. Il termine per le domande è fissata al prossimo 9 settembre.
Jenny Giordano
Una misura per dare nuovo smalto all'edilizia campana. Un pacchetto di aiuti rivolto sia ai nuclei familiari, sia alle imprese. I tre bandi per l'edificazione e il recupero delle nuove abitazioni emanati dalla Regione nei giorni scorsi vanno in questa direzione, con concessioni di agevolazioni nella forma di mutui o di contributi in conto capitale. Uno dei tre bandi si rivolge espressamente alle imprese, alle cooperative edilizie o loro consorzi con una domanda per Comune e nel limite massimo di cinquanta alloggi per Comune. Vediamo nei dettagli in cosa consiste la misura.ObiettiviI contributi regionali mirano a qualificare il piano edilizio e ad aiutare chi vuole acquistare una prima casa. Mirano però anche a sostenere le imprese di costruzione e le cooperative edilizie che intendono costruire o recuperare alloggi da vendere o assegnare in proprietà. Gli interventi di recupero ammissibili a finanziamento, non dipendono dalla destinazione d'uso originaria ed è consentita la destinazione a funzioni artigianali, commerciali e sociali di un limite massimo del 30 per cento delle superfici recuperate. Gli interventi finalizzati al recupero comprendono anche lademolizione di un fabbricato preesistente, qualsiasi sia la sua originaria destinazione d'uso, e l'edificazione sulla stessa area di un nuovo fabbricato da destinare alla vendita. La superficie utile massima abitabile non deve essere superiore a 70 metri quadrati per un nucleo familiare composto da tre persone. Per ogni ulteriore componente del nucleo familiare la superficie massima consentita è aumentata di 20 metri.FinanziamentoIl finanziamento consiste nella concessione di un mutuo fino a 100 mila euro da parte di uno degli istituti di credito convenzionati per ciascun alloggio costruito o recuperato elevabile a 120 mila in presenza di ultrasessantacinquenni, disabili e per le giovani coppie. L'importo di mutuo ammissibile ad agevolazione non può eccedere l'80 per cento della spesa convenzionale. Il limite è elevabile fino al 100 per cento della spesa convenzionale per i nuclei familiari per i quali è stata emessa sentenza esecutiva di sfratto.Requisiti Possono presentare richiesta di concessione di mutuo agevolato o di contributo in conto capitale le cooperative, i consorzi o le imprese edilizie con una domanda per Comune e nel limite massimo di cinquanta alloggi per Comune. Tra i requisiti, le cooperative dovranno dimostrare di essere regolarmente iscritte all'Albo delle Cooperative e di avere la disponibilità dell'area a seguito di un provvedimento di assegnazione da parte del Comune. Le imprese, invece, dovranno dimostrare, tra le altre cose, di avere disponibilità dell'area stabilita da provvedimenti del Comune e di possedere un titolo per la costruzione o il recupero di un'area e certificare di non trovarsi in stato di fallimento. Alla data di presentazione della domanda dovranno attestare, con dichiarazione della direzioni Lavori, di aver iniziato i lavori oggetto della richiesta di finanziamento e che il programma oggetto della richiesta di finanziamento non abbia superato il 30 per cento dei lavori.Criteri di selezioneI progetti saranno selezionati secondo diversi criteri che terranno conto della localizzazione dell'intervento, dell'utilizzo di fonti energetiche alternative e dell'affidabilità di chi porterà a termine l'intervento. Per il primo punto, otterrano un punteggio maggiore i progetti che presentano immobili da recuperare o realizzare nei Comuni capoluogo di provincia. Sull'utilizzo delle fonti energetiche, saranno preferiti i progetti che prevedono l'installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica sufficiente a ridurre del 50 per cento il fabbisogno energetico complessivo dell'immobile oggetto di agevolazione. Sull'affidabilità dell'attuatore, infine, prevale chi si impegna a ultimare gli alloggi costruiti o recuperati entro 24 mesi dalla data di pubblicazione del bando.DomandeLa domanda dovrà essere compilata e trasmessa utilizzando esclusivamente la modalità telematica. Bisognerà, cioè, scaricare il modello disponibile sul sito http://siba.regione.campania.it, compilarlo e spedirlo entro il prossimo 9 settembre.
I requisiti necessariPer il terzo settore- essere regolarmente iscritte all'Albo delle Cooperative;- avere la disponibilità dell'area a seguito di un provvedimento di assegnazione da parte del Comune;- possesso dell'atto pubblico di acquisto;- attestare, con dichiarazione della direzioni Lavori, di aver iniziato i lavori oggetto della richiesta di finanziamento e che il programma costruttivo oggetto della richiesta di finanziamento non abbia superato il 30 per cento dei lavori.Per le imprese- disponibilità dell'area stabilita da provvedimenti del Comune;- possesso di un titolo per la costruzione o il recupero di un'area;- non trovarsi in stato di fallimento. Per cooperative ed imprese valgono poi questi requisiti comuni: alla data di presentazione della domanda, attestare, con dichiarazione della direzioni Lavori, di aver iniziato i lavori oggetto della richiesta di finanziamento e che il programma costruttivo oggetto della richiesta di finanziamento non abbia superato il 30 per cento dei lavori.Tra i requisiti da possedere: non trovarsi in stato di fallimento e avere la disponibilità dell'area stabilita.
Le ACLI di Napoli hanno avviato un gruppo di lavoro sulla questione casa

venerdì, gennaio 12, 2007

Napoli: bando di assegnazione contributi per l'acquisto della prima casa a favore di famiglie e di coppie di nuova costituzione

bando di assegnazione contributi per l'acquisto della prima casa a favore di famiglie e di coppie di nuova costituzione
3^ direzione centrale patrimonio e logistica
Servizio Assegnazioni Immobili
disposizione dirigenziale n. 812 del 28/12/2006
Finalità
Agevolazione finanziaria a favore di famiglie e di coppie di nuova costituzione per l'acquisto della prima casa.
Risorse
Le risorse a disposizione del Comune di Napoli, per la concessione dei contributi di cui trattasi, sono quelle attribuite dalla Giunta Regionale della Campania ed ammontano ad € 3.523.412,00.
Requisiti
I richiedenti per poter accedere ai citati contributi devono possedere, alla data di pubblicazione del presente bando di concorso, pena la non ammissione allo stesso, i seguenti requisiti:
* cittadinanza italiana o di un altro Stato appartenente all'Unione Europea, ovvero, qualora cittadini extracomunitari, il possesso di carta di soggiorno;
* residenza anagrafica nel Comune di Napoli da almeno 6 mesi dalla pubblicazione del presente bando di concorso;
* non essere titolare del diritto di proprietà, nuda proprietà, usufrutto, abitazione o godimento di un immobile idoneo alle proprie esigenze familiari su tutto il territorio nazionale, differente da quello oggetto della domanda di contributo di cui al presente bando di concorso;
* assenza di precedenti assegnazioni, in proprietà o con patto di futura vendita, di alloggio realizzato con contributi pubblici e assenza di precedenti finanziamenti agevolati, in qualunque forma concessi dallo Stato, dalla Regione o da altri enti pubblici in materia di edilizia agevolata;
* almeno uno dei coniugi deve essere percettore di reddito derivante da lavoro dipendente o autonomo;
* reddito annuo complessivo del nucleo familiare non superiore a € 27.000,00, come determinato ai sensi dell'art 21 della legge 5 agosto 1978 n. 457 e successive modifiche ed integrazioni;
* per giovani coppie si intendono le coppie che hanno contratto matrimonio da non più di 36 mesi antecedenti la data di pubblicazione del presente bando di concorso.
* entrambi i componenti non devono aver superato il 37° anno di età.
* I requisiti di cui sopra debbono essere posseduti da parte del richiedente e, limitatamente alle lettere C, D, ed F, anche da parte del coniuge del richiedente
modalità di partecipazione
Le domande di partecipazione degli aspiranti beneficiari compilate sugli appositi modelli all'uopo predisposti, dovranno essere spedite, utilizzando l'apposita busta preindirizzata, a mezzo raccomandata AR, entro e non oltre 45 giorni, a decorrere dal 29 gennaio 2007 pena l'esclusione.
I predetti modelli potranno essere ritirati a far data dal 22 gennaio 2007, presso il Servizio Assegnazione Immobili con sede in Piazza S. Eligio, 7 Napoli...