A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
lunedì, dicembre 05, 2011
Manovra salvaitalia: testo e approfondimenti
sabato, settembre 03, 2011
Enrico Fiori Acli Arezzo incontra il Ministro Tremonti
martedì, agosto 30, 2011
Ecco alcune( tristi) novità della finanziaria per i futuri pensionati
sabato, agosto 13, 2011
MANOVRA DA 45,5 MILIARDI ECCO TUTTE LE MISURE
venerdì, luglio 22, 2011
Nuovi ticket Al via il tavolo con le Regioni nel frattempo Italia divisa.
martedì, luglio 19, 2011
La polveriera del ceto medio
Le principali fonti dei conflitti futuri non saranno gli scontri tra civiltà, bensì le aspettative frustrate delle classi medie, in declino nei Paesi ricchi e in crescita in quelli poveri.
La teoria dello "scontro di civiltà", resa celebre da Samuel Huntington, afferma che – una volta esaurito il confronto ideologico tra comunismo e capitalismo – i principali conflitti internazionali sorgeranno tra Paesi con diverse identità culturali e religiose. «Lo scontro di civiltà dominerà la politica globale. Le faglie tettoniche che dividono le civiltà costituiranno il fronte delle battaglie del futuro», scrisse nel 1993. Per molti, gli attacchi di al Qaida e le guerre in Afghanistan e in Iraq hanno confermato tale visione. In realtà i conflitti si sono verificati più dentro alle civiltà piuttosto che tra esse. I devoti terroristi islamici hanno ucciso più musulmani innocenti che nessun altro. E i contrasti tra sciiti e sunniti continuano a mietere vittime, la maggioranza musulmane.
Secondo me, una fonte molto più importante di conflitti rispetto agli scontri tra culture o religioni sarà costituita dalle variazioni di reddito delle classi medie nei Paesi ricchi – in cui stanno diminuendo – e nei Paesi poveri – dove invece stanno aumentando. Sia l'aumento sia la diminuzione del reddito causano aspettative disattese che alimentano l'instabilità sociale e politica.
I Paesi poveri in rapida crescita economica possiedono oggi la classe media più numerosa della loro storia. È il caso del Brasile e del Botswana, della Cina e del Cile, dell'India e dell'Indonesia, soltanto per citarne alcuni. Queste nuove classi medie non sono così benestanti come quelle dei Paesi industrializzati, ma i loro componenti godono di un tenore di vita senza precedenti. Nel frattempo, in Paesi come Spagna, Francia o Stati Uniti la situazione della classe media sta peggiorando. Tutti i membri in età lavorativa di 1,3 milioni di famiglie spagnole sono disoccupati. Soltanto l'8% dei francesi ritiene che i propri figli avranno una vita migliore della loro. Nel 2007, il 43% degli statunitensi affermava che con lo stipendio riusciva appena ad arrivare a fine mese. Oggi riferisce di trovarsi in tale situazione il 61 per cento.
D'altra parte, le aspirazioni insoddisfatte della classe media cinese o brasiliana sono politicamente incandescenti tanto quanto la nuova insicurezza economica della classe media che sta smettendo di essere tale in Spagna o Italia. I rispettivi governi sono sottoposti a enormi pressioni, sia per rispondere alle crescenti esigenze della nuova classe media sia per contenere la caduta del tenore di vita della classe media esistente.Inevitabilmente, alcuni politici dei Paesi industrializzati sfrutteranno tale scontento per dare la colpa del deterioramento economico all'auge di altre nazioni. Diranno che i posti di lavoro persi negli Stati Uniti o in Europa, o i salari stagnanti, si devono all'espansione di Cina, India o Brasile. Questo non è vero. Gli studi più rigorosi rivelano che la perdita di posti di lavoro o la diminuzione degli stipendi nei Paesi industrializzati non sono imputabili alla crescita dei Paesi emergenti, bensì al cambiamento tecnologico, a una produttività anemica, alla politica fiscale e ad altri fattori interni.
Nei Paesi poveri, invece, la nuova classe media che ha migliorato il consumo di cibo, vestiti, medicine e case esigerà rapidamente scuole, acqua, ospedali, trasporti e qualsiasi tipo di servizi pubblici. Il Cile è uno dei Paesi che gode del maggiore successo politico e della maggiore stabilità al mondo, e la sua classe media registra una crescita sistematica. Tuttavia, le proteste di strada volte al miglioramento dell'istruzione pubblica sono ricorrenti. I cileni non vogliono più scuole: vogliono scuole migliori. E per qualsiasi governo è molto più facile costruire una scuola che migliorare la qualità dell'insegnamento lì dove lo si impartisce.In Cina, ogni anno, si tengono migliaia di manifestazioni per richiedere maggiori o migliori servizi pubblici. In Tunisia, la frustrazione della popolazione ha portato alla caduta di Ben Ali, nonostante sia il Paese con il miglior rendimento economico del Nord Africa. Non esiste alcun governo che possa soddisfare le nuove esigenze di una classe politica media in auge alla stessa velocità con cui tali esigenze si presentano. E nemmeno un governo che possa sopravvivere alla furia di una classe media benestante che vede la propria situazione peggiorare giorno dopo giorno.
L'instabilità politica causata da queste frustrazioni è già visibile in molti Paesi. Le sue conseguenze internazionali non sono ancora così ovvie. Ma lo saranno.(Traduzione di Cinzia Montina)
martedì, luglio 06, 2010
Manovra: da tagli Regioni a invalidita', tutte le novita'
venerdì, maggio 28, 2010
DISABILITA' – Manovra, ecco i veri invalidi che non avranno la pensione
Prepensionamento per i familiari, “legge vecchia, ingiusta e inefficace”. L’analisi di Chiara Saraceno: non si favorisce la conciliazione fra cura e lavoro, si scarica sulle famiglie l’onore di cura, si introduce una disparità di trattamento fra settore pubblico e privato. vai al sito>>
martedì, luglio 29, 2008
WELFARE - Assegno sociale: il governo annuncia la modifica
Il governo presenterà al Senato un emendamento alla manovra per ripristinare l'assegno sociale a circa 800 mila cittadini, soppresso nel testo votato alla Camera. L'annuncio del ministro Vito. Il sottosegretario Vegas: il taglio sarà limitato agli extracomunitari. Polemiche politiche e forti critiche dall'associazionismo: le posizioni e le richieste di modifica di Fish, Acli, Forum III settore, Arci.
tanto tuonò che piovve......