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lunedì, dicembre 05, 2011

Manovra salvaitalia: testo e approfondimenti

Torna l'Ici-Imu sulla prima casa; stangata su auto di lusso, yacht e aerei; una tantum per i capitali scudati; stretta sulle pensioni; sgravi per le imprese. Sono i punti principali della manovra da 30 miliardi di euro, 12-13 mld di riduzione di spese e il resto di aumento delle entrate, varata dal consiglio dei ministri. E, a sorpresa, niente super-Irpef per l'aliquota massima del 43%, come invece risultava dalle bozze del decreto legge fino ad oggi pomeriggio. La manovra si articola in tre capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La parte relativa al mercato del lavoro dovrebbe essere affrontata in un secondo tempo Ecco tutti i provvedimenti approvati oggi dal consiglio dei ministri.

FISCO

►NIENTE AUMENTO IRPEF: Nessuno degli aumenti ipotizzati è stato approvato, nè sull'aliquota del 41 nè del 43%.

►TORNA ICI-IMU; RENDITE +60%. Sulle prime case sarà al 4 per mille, sulle altre al 7 per mille. Con la
rivalutazione delle rendite l'intervento vale 10-12 miliardi di euro. Aumenterebbe di circa il 60% la base imponibile Ici. Esenzione fino 200 euro per le prime case.

►TASSA LUSSO SU AUTO, BARCHE, AEREI. Sulle auto si pagherà un bollo più alto a partire da 170 chilowatt (20 euro a chilowatt oltre i 170); per i natanti si applicherà sul posto barca, anche per lo stazionamento di un giorno; per gli aerei varierà in base al peso.

►ADDIZIONALI. Per le regioni è previsto un aumento dell'aliquota addizionale Irpef dallo 0,9% all'1,23%.

►ACCISE BENZINA. Le Regioni potranno finanziare il trasporto pubblico locale con una accisa sui carburanti: +1 cent al litro.

►UNA TANTUM SU CAPITALI SCUDATI. L'imposta è dell'1,5%.

►RINCARO IVA SE NO RIFORMA FISCO. Da settembre 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% sono incrementate di 2 punti. Si tratta di una clausola di salvaguardia che sostituisce il taglio lineare previsto per le agevolazioni fiscali.

►TRACCIABILITÀ 1.000 EURO. Scende la soglia oltre la quale non è possibile pagare in contanti.

►CONTI CORRENTI. Norme più efficaci per il controllo dei movimenti finanziari.

►BOLLO TITOLI. Arrivano nuovi interventi in materia di imposta di bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari.

PENSIONI clicca qui

IMPRESE E SVILUPPO

►PATRIMONIALIZZAZIONE. Arriva l'Ace, l'Aiuto alla Crescita Economica, una misura che incentiva la capitalizzazione delle imprese. Ci sarà anche nuovo credito per i fondi di garanzia per le pmi.

►SGRAVI IRAP. Sarà possibile scontare dall'Ires la quota di Irap riferita al costo del lavoro. Per l'internazionalizzazione arriva il "nuovo Ice". Anche interventi per il risparmio energetico.

►GARANZIA STATO SU PASSIVITÀ BANCHE. Il ministero dell'Economia «è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni».

►LIBERALIZZAZIONE FARMACI FASCIA 'C'. Saranno venduti anche nelle parafarmacie. Nuove regole per l'apertura di farmacie: il numero delle autorizzazioni sarà stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 4.000 abitanti.

►TRASPORTI. In arrivo una apposita Autorità.

SPESA

►ENTI LOCALI, -5 MLD. È il contributo che pagheranno Regioni, Province e Comuni.

►MINISTRI, NIENTE DOPPIO STIPENDIO. Vale anche per i sottosegretari.

►PROVINCE, CAMBIA ORGANIZZAZIONE. Ridotti membri dei consigli, eliminate le giunte.

►VIA INPDAP E ENPALS. Sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all' Inps.

►SCURE SU AUTORITÀ. Dalla Consob all'Antitrust è previsto un calo del numero dei componenti.



se vuoi leggere il testo integrale
della manovra clicca sul logo
MANOVRALOGO1

sabato, settembre 03, 2011

Enrico Fiori Acli Arezzo incontra il Ministro Tremonti

Le Acli di Arezzo, presenti al 44esimo convegno di studi delle Acli dal titolo "Il lavoro scomposto", hanno fatto sentire la loro voce. Il Presidente Enrico Fiori, insieme agli altri aretini Matteo Bracciali, Damiano Bettoni, Leonardo Nepi e Stefano Salvi, hanno consegnato nelle mani del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti un manifesto con le proposte delle Acli aretine per la manovra economica. "Il Ministro - dichiara Enrico Fiori - ha notato il cartellone che ho alzato davanti lui dal titolo eloquente anche i ricchi paghino e si e' avvicinato incuriosito. Alla fine del suo intervento ha voluto una copia del documento, dove si proponeva un imposta sui grandi patrimoni, la lotta all'evasione e la tutela dei diritti dei lavoratori. Nel veloce scambio di battute mi ha confermato l'impegno per almeno una delle tre cose, il recupero del sommerso, e se n'è andato con il manifesto arrotolato sotto il braccio." La divertente sequenza, consumata sotto gli occhi delle telecamere nazionali e di un divertito Andrea Olivero, Presidente Nazionale delle ACLI, ha suscitato un grande entusiasmo dei presenti che si aspettavamo qualcosa di più dall'intervento del Ministro, chiaramente imbarazzato dalle divisioni e la pressappochezza con cui la maggioranza sta affrontando questo delicato momento per il paese.

martedì, agosto 30, 2011

Ecco alcune( tristi) novità della finanziaria per i futuri pensionati


Su blog e social network emerge fortissima l'indignazione dopo la notizia che gli anni del servizio militare e quelli universitari non potranno più essere conteggiati per calcolare l'età pensionabile. Emerge una rabbia diffusa. Un anno di vita militare "buttato al vento". Abbiamo servito la patria e "adesso ci ripagano così". Per il nostro governo "lo studio e l'università sono solo tempo sprecato".

Appena si diffonde la notizia che gli anni dell'università e del servizio militare non potranno più essere conteggiati per calcolare l'età pensionabile, in rete scatta l'indignazione dei cittadini. In migliaia criticano con durezza l'ultima scelta dell'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. "Mi state rubando quattro anni di riscatto di studi universitari e un anno di servizio militare mentre i vostri privilegi restano gli stessi".

Si, perché il è problema reale è questo, quello della ingiustizia tra coloro che devono perdere qualcosa per salvare la nazione e quelli che continuano ad approfittare della nazione !

La rabbia è diffusa. Per un governo "che protegge sempre e comunque gli interessi dei più ricchi". Che scarica il "costo della manovra finanziaria sui più deboli, su chi ha fatto enormi sacrifici per studiare e assolvere ai doveri nei confronti del Paese".

L'amarezza emerge da numerosi commenti. Tra gli altri: "Vivevo in Inghilterra, dovetti abbandonare tutto per fare il militare e adesso non me lo conteranno nemmeno". E ancora: "Che fine faranno quei diciotto milioni spesi per riscattare la mia laurea?".

Sotto accusa la scarsa lungimiranza del governo, che "compie scelte incredibili solo perché ha negato per tre anni l'esistenza della crisi". C'è chi scrive: "Attaccarsi al riscatto della laurea e del servizio militare, non mi sembrano proprio grandi pensieri.

Qualcuno si chiede “ Perché non si interviene sui grandi patrimoni ?”

Già!. Ma soprattutto la gente si domanda “perché io devo aspettare 40 anni per andare in pensione e mi tolgono perfino il periodo del servizio militare( quando era obbligatorio e se non andavi ti arrestavano) e la classe politica prende una pensione, ben migliore della mia, dopo 5 anni e peraltro di privilegi?

C'è chi entra nel merito della questione, portando alla luce iniquità e ingiustizie: "Faccio presente che il servizio militare fino agli anni 80, durava 18 mesi. Io andrò in pensione un anno e mezzo più tardi dei miei colleghi che non hanno fatto il militare".

Poi ci sono i medici che ricordano che per loro il problema diventa notevole considerato che loro non solo hanno fatto l’università ma spesso anche la specializzazione, il che significa da 5( almeno) anche a 10- 12 anni!

E poi ci sono 350 mila docenti di scuola media e superiore ad andare in pensione a 65 anni, anziché prima.

Ed allora lo sciopero diventa un fatto non politico, ma sociale.

Ed allora la rabbia monta e diventa importante.

Siamo come la Grecia? Già. Purtroppo si! La differenza è solo nel fatto che in Italia c’è un governo di centro destra ed in Grecia un governo di centro sinistra. Ma in passato, sia in Grecia che in Italia , ci sono stati sia governi di centro destra che di centro sinistra sotto i quali è nato l’enorme debito pubblico che ora bisogna pagare. L’ingiustizia sta nel fatto che si fa pagare soprattutto ai piccoli, a quelli senza voce, mentre gli altri continuano a mangiarsi quel poco d’Italia che ancora resta!

sabato, agosto 13, 2011

MANOVRA DA 45,5 MILIARDI ECCO TUTTE LE MISURE

(AGI) - Roma, 13 ago. - Una manovra anti-crisi da 45,5 miliardi di euro, di cui 20 miliardi nel 2012 e 25,5 miliardi nel 2013.

Non sono previsti tagli alla sanita', scuola, ricerca, cultura e 5 per mille. Dal "prelievo di solidarieta'" sui redditi alti, fino all'accorpamento delle festivita' laiche e agli interventi sulle pensioni, ecco i punti fondamentali del decreto approvato dal governo:
- CONTRIBUTO SOLIDARIETA'
Sara' pari al 5% per i redditi sopra 90.000 euro e del 10% sopra 150.000 per due anni.
Questa misura e' in linea con quello che gia' avviene per i dipendenti pubblici.
- PIU' TASSE SU RENDITE
La tassazione sulle rendite finanziarie, esclusi i titoli pubblici, sale dal 12,5% al 20%.
- LOTTA ALL'EVASIONE, SENZA FATTURA SANZIONI PIU' ASPRE
Anche sul fronte della lotta all'evasione, diminuisce il limite per le transazioni in contanti che vengono ridotte a 2.500 euro. Sono inoltre previste sanzioni piu' aspre per coloro che non rilasceranno fatture fino alla chiusura dell'attivita'. E' poi prevista una rimodulazione degli studi di settore.
- PENSIONI
Interventi sulle pensioni per un miliardo di euro dal 2012. L'innalzamento progressivo dell'eta' per le pensioni di vecchiaia delle donne da 60 a 65 anni viene anticipato al 2015 invece che al 2020.
- ADDIO AI PONTI
Accorpamento delle festivita' laiche alle domeniche come avviene in Europa.
- STATALI, TFR RITARDATO; RISCHIO 13ESIMA
L'indennita' di buonuscita dei lavoratori del settore pubblico dovrebbe essere corrisposta con due anni di ritardo. Sarebbe a rischio anche la tredicesima per i dipendenti del pubblico impiego che non rispetteranno gli obiettivi di riduzione della spesa previsti.
- ERGA OMNES PER CONTRATTI AZIENDALI
Nella manovra la norma che estende "erga omnes" gli effetti dell'accordo tra Confindustria e sindacati sui contratti aziendali. I contratti potranno derogare a quello nazionale e alle norme dello Statuto dei lavoratori.
- AUMENTO ACCISE TABACCHI
Tra le misure prese per fronteggiare la crisi c'e' anche l'aumento delle accise sui tabacchi.
- COSTI DELLA POLITICA, TAGLIO PROVINCE E STOP A VOLI BLU
Riduzione e accorpamento di Province sulla base del censimento del 2011 e dimezzamento dei consiglieri e assessori.
Stop ai voli blu e tutti in economy, non solo i politici ma anche amministratori pubblici, dipendenti dello Stato e componenti di enti.

venerdì, luglio 22, 2011

Nuovi ticket Al via il tavolo con le Regioni nel frattempo Italia divisa.


Per ora sui ticket sanitari le Regioni procedono in ordine sparso, ma presto partirà un tavolo tecnico col ministro della Salute per rimodulare i ticket sulla base del modello lombardo (ticket sulla specialistica non fisso a 10 euro ma proporzionato alla prestazione richiesta) oppure sul concetto di «appropriatezza», caro al ministro della Salute. Questo il risultato della riunione, ieri, tra lo steso Ferruccio Fazio e gli assessori regionali alla Sanità. Si tratta, ha detto Fazio, di trasformare il ticket da balzello per fare cassa a strumento per ridurre le prestazioni inappropriate. Intanto, il Friuli Venezia Giulia annuncia che impugnerà davanti alla Corte Costituzionale la manovra finanziaria per la parte riguardante i ticket. Critiche arrivano anche dalla Cgil, non solo per i nuovi ticket ma anche perché il decreto non ha risolto il problema dei lavoratori in mobilità che a causa della finestra mobile (12 mesi di attesa per ottenere la pensione) introdotta l' anno scorso rischiano di restare senza indennità di mobilità e senza pensione. La franchigia di 10 mila lavoratori esentati dalla finestra mobile prevista un anno fa non basta più perché i lavoratori in mobilità sono almeno 40 mila, dice la Cgil, e il governo non ha adeguato il tetto con la manovra.

Nel frattempo il Ministro Fazio ha detto che "Il tavolo tecnico con le Regioni lavorera' a una nuova rimodulazione dei ticket sanitari. Nel frattempo le Regioni sono libere di applicare le Manovre che ritengono piu opportune in alternativa al ticket". Lo ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio, al termine dell'incontro avuto oggi a Roma con gli assessori alla Sanita' delle Regioni, dopo l'introduzione dei ticket prevista dalla Manovra economica.

Italia divisa sul ticket.
La Basilicata, la Liguria, il Lazio, la Puglia e la Lombardia sono le regioni che hanno immediatamente applicato i nuovi ticket. Moltissime altre ritardano l'adozione delle nuove misure perché alla ricerca di tagli alla spesa alternativi ai ticket. Queste sono: Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, Umbria Veneto, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Campania e Calabria.

Congelare il ticket

'Congelare il ticket sanitario previsto dalla manovra economica come hanno deciso di fare alcune regioni, e' sicuramente una buona scelta''', ha detto Raffaele Bonanni. ''Si puo' fare benissimo a livello regionale quello che andrebbe fatto sul piano nazionale: tagliare i costi della politica, accorpare comuni, province, enti inutili e amministrazioni troppo dispendiose. Bisogna continuare fortemente su questo piano, perche' abbiamo bisogno di esempi concreti di cambiamento in tutti gli ambiti della vita politica ed istituzionale''.

martedì, luglio 19, 2011

La polveriera del ceto medio

di Moisés Naím


Le principali fonti dei conflitti futuri non saranno gli scontri tra civiltà, bensì le aspettative frustrate delle classi medie, in declino nei Paesi ricchi e in crescita in quelli poveri.

La teoria dello "scontro di civiltà", resa celebre da Samuel Huntington, afferma che – una volta esaurito il confronto ideologico tra comunismo e capitalismo – i principali conflitti internazionali sorgeranno tra Paesi con diverse identità culturali e religiose. «Lo scontro di civiltà dominerà la politica globale. Le faglie tettoniche che dividono le civiltà costituiranno il fronte delle battaglie del futuro», scrisse nel 1993. Per molti, gli attacchi di al Qaida e le guerre in Afghanistan e in Iraq hanno confermato tale visione. In realtà i conflitti si sono verificati più dentro alle civiltà piuttosto che tra esse. I devoti terroristi islamici hanno ucciso più musulmani innocenti che nessun altro. E i contrasti tra sciiti e sunniti continuano a mietere vittime, la maggioranza musulmane.

Secondo me, una fonte molto più importante di conflitti rispetto agli scontri tra culture o religioni sarà costituita dalle variazioni di reddito delle classi medie nei Paesi ricchi – in cui stanno diminuendo – e nei Paesi poveri – dove invece stanno aumentando. Sia l'aumento sia la diminuzione del reddito causano aspettative disattese che alimentano l'instabilità sociale e politica.

I Paesi poveri in rapida crescita economica possiedono oggi la classe media più numerosa della loro storia. È il caso del Brasile e del Botswana, della Cina e del Cile, dell'India e dell'Indonesia, soltanto per citarne alcuni. Queste nuove classi medie non sono così benestanti come quelle dei Paesi industrializzati, ma i loro componenti godono di un tenore di vita senza precedenti. Nel frattempo, in Paesi come Spagna, Francia o Stati Uniti la situazione della classe media sta peggiorando. Tutti i membri in età lavorativa di 1,3 milioni di famiglie spagnole sono disoccupati. Soltanto l'8% dei francesi ritiene che i propri figli avranno una vita migliore della loro. Nel 2007, il 43% degli statunitensi affermava che con lo stipendio riusciva appena ad arrivare a fine mese. Oggi riferisce di trovarsi in tale situazione il 61 per cento.

D'altra parte, le aspirazioni insoddisfatte della classe media cinese o brasiliana sono politicamente incandescenti tanto quanto la nuova insicurezza economica della classe media che sta smettendo di essere tale in Spagna o Italia. I rispettivi governi sono sottoposti a enormi pressioni, sia per rispondere alle crescenti esigenze della nuova classe media sia per contenere la caduta del tenore di vita della classe media esistente.

Inevitabilmente, alcuni politici dei Paesi industrializzati sfrutteranno tale scontento per dare la colpa del deterioramento economico all'auge di altre nazioni. Diranno che i posti di lavoro persi negli Stati Uniti o in Europa, o i salari stagnanti, si devono all'espansione di Cina, India o Brasile. Questo non è vero. Gli studi più rigorosi rivelano che la perdita di posti di lavoro o la diminuzione degli stipendi nei Paesi industrializzati non sono imputabili alla crescita dei Paesi emergenti, bensì al cambiamento tecnologico, a una produttività anemica, alla politica fiscale e ad altri fattori interni.

Nei Paesi poveri, invece, la nuova classe media che ha migliorato il consumo di cibo, vestiti, medicine e case esigerà rapidamente scuole, acqua, ospedali, trasporti e qualsiasi tipo di servizi pubblici. Il Cile è uno dei Paesi che gode del maggiore successo politico e della maggiore stabilità al mondo, e la sua classe media registra una crescita sistematica. Tuttavia, le proteste di strada volte al miglioramento dell'istruzione pubblica sono ricorrenti. I cileni non vogliono più scuole: vogliono scuole migliori. E per qualsiasi governo è molto più facile costruire una scuola che migliorare la qualità dell'insegnamento lì dove lo si impartisce.

In Cina, ogni anno, si tengono migliaia di manifestazioni per richiedere maggiori o migliori servizi pubblici. In Tunisia, la frustrazione della popolazione ha portato alla caduta di Ben Ali, nonostante sia il Paese con il miglior rendimento economico del Nord Africa. Non esiste alcun governo che possa soddisfare le nuove esigenze di una classe politica media in auge alla stessa velocità con cui tali esigenze si presentano. E nemmeno un governo che possa sopravvivere alla furia di una classe media benestante che vede la propria situazione peggiorare giorno dopo giorno.

L'instabilità politica causata da queste frustrazioni è già visibile in molti Paesi. Le sue conseguenze internazionali non sono ancora così ovvie. Ma lo saranno.

(Traduzione di Cinzia Montina)

martedì, luglio 06, 2010

Manovra: da tagli Regioni a invalidita', tutte le novita'

ROMA - La manovra e' al rush decisivo. E' atteso al piu' tardi per martedi' mattina, il via libera della Commissione Bilancio del Senato. Per le modifiche potrebbe essere l'ultimo appello: la manovra - 'arricchita' dal pacchetto degli emendamenti del relatore Antonio Azzollini, tranne la parte che riguarda i 40 anni di contributi e le tredicesime di difesa-sicurezza - arrivera' in Aula dove si prospetta un iter blindato.
Il decreto, che non e' ancora stato esaminato dalla Camera, dovra' essere convertito entro la fine del mese. Molti sono gli emendamenti accantonati di maggioranza e opposizione che potrebbero essere votati uno ad uno (ma i tempi sono stretti) oppure essere bocciati tecnicamente e rinviati all'esame dell'aula di Palazzo Madama. Ecco alcuni punti 'caldi' sui quali la commissione Bilancio e' chiamata ad esprimersi:
TAGLI FLESSIBILI PER REGIONI, PROVINCE E COMUNI: Le risorse statali che spettano ''a qualunque titolo'' alle regioni sono ridotte di 4 miliardi nel 2011 e 4,5 a decorrere dal 2012. Ma queste riduzioni saranno ripartire ''secondo criteri e modalita' stabiliti in sede di conferenza Stato-Regioni''. Stesso meccanismo per Province e Comuni.
RESTA SOGLIA 85% INVALIDITA', ESCLUSE PATOLOGIE GRAVI: Resta l'innalzamento della soglia all'85% per le invalidita' ma vengono escluse le patologie piu' gravi.
PENSIONI (ANCHE SOCIALI) SI ADEGUANO A VITA DA 2015: Superato il ''refuso'' che agganciava i 40 anni di contributi all'aspettativa di vita resta da votare comunque la stretta sull'eta' che viene nuovamente fissata al 2015: l'aggiornamento triennale legato alle speranze di vita (riguarda anche gli assegni sociali) partira' dal 2015 e non piu' dal 2016.
DONNE P.A. IN PENSIONE A 65 ANNI: ''Complessivamente'' le donne interessate al 2012 dall'innalzamento dell'eta' pensionabile sono tra le 20mila e le 25 mila donne.
NO TAGLI CONSULENZE E FESTE PER SICUREZZA: Il comparto della sicurezza si salva da una serie di tagli previsti per le consulenze della pubblica amministrazione e arrivano fondi per la giustizia.
MINI-NAIA: I giovani potranno fare stage di 3 settimane nelle Forze armate. Il costo dell'operazione e' di 20 milioni.
ITALIA 150: Arrivano 5 milioni per le celebrazioni del 150/mo anniversario dell'Unita' d'Italia.
SLITTANO TASSE ABRUZZO: La sospensione degli adempimenti tributari (imprenditori o autonomi) con volume d'affari non superiore a 200.000 euro e' prorogata al 20 dicembre 2010.
SALVA PRECARI SUD: Arriva una norma che salva i precari della Sicilia e piu ' in generale per le Regioni a Statuto speciale dal tetto posto ai contratti a tempo determinato.
RISPARMI SCUOLA: Il 30% dei risparmi previsti nella manovra triennale 2008 dal settore scuola e reinvestiti nel comparto verranno 'accantonati' nonostante il congelamento triennale 2011-2013 previsto e potranno, in un secondo tempo, essere anche destinati a scatti di anzianita' e progressioni del corpo docente.
COLLABORAZIONI RICERCA: Via il tetto per le assunzioni a tempo determinato per gli enti di ricerca nel 2011.
CERTIFICATI VERDI: La norma sui certificati verdi resta e finanziera', per due terzi, l'universita' e la ricerca.
PREZZO FARMACI EQUIVALENTI: L'Aifa fissera' il prezzo di rimborso dei farmaci equivalenti, a decorrere dal 2011.
MENO ONERI PER FARMACIE: Cambia la rideterminazione delle quote di spettanza dei grossisti e dei farmacisti sul prezzo di vendita al pubblico dei medicinali di classa A per il 2010.
NO STRETTA ENTI PREVIDENZA PRIVATI: Gli enti di previdenza privatizzati, tra cui quindi anche l'Inpgi, sono esclusi dalla stretta prevista dallamanovra
TAGLI A PATRONATI: Arriva un taglio di 87 milioni nel 2011 dei finanziamenti ai patronati. Lo prevede l'emendamento sulle pensioni del relatore alla manovra, Antonio Azzollini. I risparmi cosi' ottenuti andranno compensare gli effetti dell'aumento delle aliquote contributive previsti dal protocollo sul welfare.
ACCERTAMENTI FISCO: Gli accertamenti, che la manovra stabiliva fossero di immeditata eseguibilita', ora diventeranno esecutivi in due mesi. Si porta - e questo preoccupa Confindustria e Rete Imprese - da 150 a 300 giorni la durata massima della sospensione giudiziale degli atti di recupero dei crediti verso l'amministrazione. Altra norma che allarma: divieto di effettuare compensazioni fra crediti e debiti fiscali in presenza di accertamenti anche di importo modesto.

venerdì, maggio 28, 2010

DISABILITA' – Manovra, ecco i veri invalidi che non avranno la pensione


Il governo eleva la soglia di invalidità per ottenere la pensione dal 74 all’85%: nessun nuovo assegno, fra gli altri, per le persone down, per quelle con disturbi del comportamento e limitate capacità intellettuali, per gli amputati di braccio e spalla, e per i sordomuti. Nulla cambia per chi ha già la pensione, molto cambia invece per coloro che presenteranno domanda di invalidità a partire da martedì prossimo. Coordown: "Riconosciuta un'invalidità al 100% solo se alla sindrome down è associato un ritardo mentale grave". Lettera aperta alle istituzioni: moltissime persone rimarrebbero “senza alcun reddito”. Solo il 10% delle persone down accede a un lavoro retribuito. L'Ente nazionale sordi: "Niento assegno? Non discriminateci".

Prepensionamento per i familiari, “legge vecchia, ingiusta e inefficace”. L’analisi di Chiara Saraceno: non si favorisce la conciliazione fra cura e lavoro, si scarica sulle famiglie l’onore di cura, si introduce una disparità di trattamento fra settore pubblico e privato. vai al sito>>



MANOVRA ECONOMICA, ECCO I VERI INVALIDI CHE NON AVRANNO LA PENSIONE
Il governo eleva la soglia di invalidità per ottenere la pensione dal 74 all'85%: nessun nuovo assegno, fra gli altri, per le persone down, per quelle con disturbi del comportamento e limitate capacità intellettuali, per gli amputati di braccio e spalla


ROMA - Ci sono le persone con sindrome di Down, gli amputati di braccio e di spalla, le persone sordomute, quelle colpite da psicosi ossessive o da tubercolosi polmonare, o quelle con sindrome schizofrenica cronica che abbiano disturbi del comportamento e delle relazioni sociali e limitata conservazione delle capacità intellettuali. E con loro, molte altre. È il piccolo esercito di invalidi che subirà più direttamente le conseguenze della manovra finanziaria varata dal governo: le loro malattie, infatti, secondo le tabelle predisposte dal ministero della Sanità, rientrano fra la soglia minima di invalidità prevista finora per l'assegnazione del beneficio economico della pensione (il 74%) e il nuovo limite definito dal decreto legge dell'esecutivo, l'85%.

Nulla cambia (anche se si dovranno valutare le nuove norme nei casi di eventuali visite di controllo) per quanti già oggi percepiscono la pensione: una somma pari a 256,67 euro al mese per 13 mensilità (una ventina di euro in più, 277,57, per i ciechi civili assoluti). Cifra che - va ricordato - viene effettivamente versata solo se il soggetto non supera il limite di reddito di circa 4.400 euro l'anno se invalido civile parziale o di circa 15.150 euro in caso di invalidi civili totali, ciechi parziali o assoluti e sordomuti. Nulla cambia per chi ha già la pensione, molto cambia invece per coloro che presenteranno domanda di invalidità a partire da martedì prossimo, 1 giugno: se non raggiungeranno la soglia dell'85% infatti non otterranno infatti alcun beneficio economico. Per farsi un'idea delle categorie interessate, basta dare un'occhiata alle tabelle varate ormai quasi due decenni fa (era il febbraio 1992) con decreto del ministero della Sanità e che contengono le percentuali di invalidità a seconda delle "minorazioni e malattie invalidanti": è sulla base di queste tabelle che i medici delle commissioni decidono la percentuale di invalidità di ogni singolo richiedente.

Si scopre allora che fra coloro che non potranno più ottenere il beneficio ci sono le persone con "sordomutismo o sordità prelinguale da perdita uditiva grave bilaterale con evidenti fonologopatie audiogene" (percentuale fissata: 80%), quelle senza un arto superiore (amputazione di braccio: 75%; assenza congenita dell'arto superiore: 75%; amputazione di spalla: 80%), o quelle con ipoplasia renale bilaterale (una malformazione congenita per cui entrambi i reni sono poco sviluppati e di dimensioni ridotte: percentuale al 75%). Niente pensione per chi soffre di psicosi ossessiva (percentuale fissata dalle tabelle, a discrezione del medico, entro la forbice 71-80%), e nemmeno per chi ha subito una laringectomia totale (l'asportazione della lingua) con tracheostomia definitiva (il posizionamento di una cannula nella trachea per consentire la respirazione): la relativa percentuale di invalidità è fissata all'80%.

Niente da fare per i malati di bronchiectasia (dilatazione irreversibile di una porzione dell'albero bronchiale con incapacità ventilatoria di tipo ostruttivo: 80%), per coloro che soffrono di malattia polmonare ostruttiva cronica con prevalente bronchite (75%), per chi ha una tetraparesi con deficit di forza medio (dal 71 all'80%) e per chi deve fare i conti con miocardiopatie e valvulopatie con insufficienza cardiaca grave (dal 71 all'80%). Cordoni della borsa chiusi anche per le persone con sindrome di Down: la loro percentuale di invalidità è fissata al 75% (sale al 100% solo in presenza di un ritardo mentale grave). E anche in presenza di una sindrome schizofrenica cronica con disturbi del comportamento e delle relazioni sociali e una limitata conservazione delle capacità intellettuali non ci sarà alcun beneficio economico: la fascia prevista (71-80%) è ampiamente al di sotto del nuovo tetto. Resta invece qualche speranza per chi soffre di sindrome nefrosica con insufficienza renale grave e per tubercolosi polmonare con insufficienza respiratoria grave: la percentuale fissata dal ministero è compresa fra l'81 e il 90%: toccherà ai medici decidere se concedere o no la soglia minima dell'85% valida per la pensione. (ska)

martedì, luglio 29, 2008

WELFARE - Assegno sociale: il governo annuncia la modifica


Il governo presenterà al Senato un emendamento alla manovra per ripristinare l'assegno sociale a circa 800 mila cittadini, soppresso nel testo votato alla Camera. L'annuncio del ministro Vito. Il sottosegretario Vegas: il taglio sarà limitato agli extracomunitari. Polemiche politiche e forti critiche dall'associazionismo: le posizioni e le richieste di modifica di Fish, Acli, Forum III settore, Arci.


tanto tuonò che piovve......