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mercoledì, settembre 10, 2008

Famiglia Cristiana: « «Si prendano le impronte agli ultrà, non ai rom»

Governo arrogante con i deboli, rom e immigrati, e pavido di fronte a camorra e mafia»

ROMA - È agli ultrà del calcio che il ministro dell’Interno deve predere le impronte, non ai rom. Famiglia Cristiana torna polemicamente sulla decisione di prendere gli impronte ai minorenni nomadi, con un accostamento ai recenti episodi di violenza nel mondo del calcio nell’editoriale del direttore Beppe Del Colle e nel commento non firmato «Di questo calcio possiamo benissimo farne a meno».
IMPRONTE AI ROM - Del Colle cita gli interventi della Chiesa e del Papa sui «nuovi razzismi», emergenti in Europa a causa degli immigrati «in buona parte clandestini a cui non si sa fare fronte se non in termini di accentuata difesa della sicurezza dei suoi cittadini». Il direttore accusa tutti gli organi d’informazione nazionali, eccetto Avvenire e Osservatore Romano, di non aver nemmeno citato il recente congresso mondiale promosso in Germania dal Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti con tema La realtà religiosa della gioventù zingara e le relative sfide per la Chiesa. In un contesto, come quello attuale di «contraddizione fra la morale universale e la morale personale», come scritto da Ferdinando Camon sulla Stampa, conclude Del Colle, «la critica ai progetti dei governi è un’arma efficace per cercare le soluzioni più giuste e più umane. Magari nello spirito di quella "nuova generazione di politici cattolici" auspicata da Benedetto XVI».
ULTRÀ - Nel successivo articolo si prende spunto dagli incidenti causati dagli ultrà del Napoli nella prima domenica di campionato per constatare che «passano i ministri, cambiano i governi ma gli ultrà godono della stessa impunità. I tifosi sono tanti, e votano (non sono rom o extracomunitari!)». Quindi «il calcio non si tocca! È meglio blandirlo, coccolarlo, perdonarlo e... magari comprarlo», con un riferimento abbastanza chiaro al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, proprietario del Milan. Si chiede Famiglia Cristiana: «Può una società civile offrire al "dio calcio" morti, feriti, treni devastati e città messe a soqquadro? A maggior ragione con un governo che ha vinto le elezioni sulla sicurezza e fa della "tolleranza zero" la sua missione. Davvero strano che si sia fatto sorprendere dai gravi fatti di Napoli! Sarà perché troppo impegnato a censire e schedare rom o a respingere gli immigrati, additati come "il pericolo numero 1" del Paese?». Non «si può essere forti e arroganti con i deboli (rom e immigrati), e pavidi e impotenti con chi tiene in scacco lo Stato e detta le sue leggi in vaste zone del Sud (vedi camorra, ’ndrangheta e mafia)». Poi un invito al ministro dell’Interno Maroni: «Sarebbe meglio se censisse questi violenti e incivili ultrà, e prendesse loro le impronte digitali e arrivasse a sciogliere le tifoserie organizzate, anche se ciò può dispiacere ai padroni del "circo calcistico", tra i quali si nascondono complici, favoreggiatori e pavidi», invece che «far apprire più sicure le nostre città con il censimento dei rom e i 3 mila soldati sparpagliati su tutto il territorio nazionale». Oltretutto, conclude Famiglia Cristiana, «costi e stipendi dei calciatori (anche mediocri) sono ormai "immorali": un vero schiaffo alla povertà del Paese».

lunedì, luglio 21, 2008

Maroni: cittadinanza ai bimbi rom abbandonati

MILANO - Il ministro dell' Interno Roberto Maroni ha detto oggi, parlando ad una platea della Camera di Commercio americana in Italia che ha intenzione di presentare nei prossimi giorni una proposta per dare ai bimbi nomadi nati in Italia, "come ragione umanitaria", un nome, un cognome e la cittadinanza italiana.

Maroni ne ha parlato nell'ambito di un discorso più complessivo sulle polemiche seguite alla questione della rilevazione delle impronte digitali ai rom.

A proposito dei bimbi che si trovano nei campi nomadi, Maroni ha detto tra l'altro: "Dobbiamo tutelarli. Quello che stiamo facendo è una cosa giusta e di equità. Ci sono in questi campi persone che vivono in maniera subumana. Bimbi il cui destino è tragico. Alcuni, lo sapete, vengono utilizzati nel mercato dei trapianti di organi. E invece il primo diritto di un bambino, qualsiasi bambino, è di avere una identità".

Per quanto riguarda il censimento dei campi nomadi, Maroni ha aggiunto: "Sui giornali la cosa è stata impropriamente definita 'impronte digitali ai rom', in realtà quello che stiamo facendo è un censimento nei campi nomadi. Il censimento non è su base etnica, è solo per vedere e sapere chi c'é in questi campi. Fu il precedente governo che parlò di emergenza rom, quindi semmai l'aspetto etnico lo toccò il governo Prodi. Io ho cambiato da emergenza che riguarda una etnia a censimento. Eppure - ha aggiunto - c'é piovuta addosso la condanna dell' Europa e sono state dette contro di me e contro di noi cose terribili. Sono stato persino definito uno stupratore da un direttore di giornale. Queste cose però le lascio ai miei avvocati". Poi Maroni ha stemperato con una battuta: "Ho un segreto per non arrabbiarmi, non leggo i giornali, anzi no, ne leggo uno, la 'Gazzetta dello Sport'".

lunedì, luglio 07, 2008

"Lasciate in pace i bambini, le impronte prendetele a noi"

NOMADI - "Lasciate in pace i bambini, le impronte prendetele a noi"

Manifestazione di protesta a Roma organizzata dall'Arci, da Antigone e da altre associazioni contro la decisione del governo di prendere le impronte anche ai minori rom. In piazza dell'Esquilino raccolta delle impronte di privati cittadini che si autodenunciano. In mattinata una quindicina di assessori e consiglieri provinciali, comunali e regionali dell'area del centro sinistra e della sinistra (Pd, Sinistra democratica e Rifondazione) riuniti nel campo rom della Magliana vecchia in segno di protesta contro il "censimento razzista del governo".
Bologna. Appello al prefetto: ''Non schedateli''
. Consegnato un documento firmato da parlamentari, politici locali, sindacati, associazioni ma anche religiosi. In calce anche le firme del sindaco Cofferati e della presidente della Provincia Draghetti. vai>>

NOMADI – "Siamo italiani come gli altri"
Riunite in piazza San Babila a Milano circa 250 persone da Lombardia, Piemonte, Veneto, Lazio e Toscana: un’invasione pacifica a suon di slogan e canti. “Italiani dal 1400”, “No al nuovo Olocausto”, “Siamo per la legalità”: queste le frasi contenute negli striscioni. Sucar Drome: “I prefetti possono acquisire dati precisi sulle presenze nei campi autorizzati direttamente dagli uffici anagrafici, senza il bisogno di rilievi segnaletici”. vai>>

NOMADI – Arrivano i Nas, campo a rischio chiusura

A Cagliari denunciate al comune pessime condizioni igieniche e devastazione. Non solo sporcizia, ma anche scarichi a cielo aperto, fango ovunque, topi, difficoltà a reperire l'acqua potabile e pericolo per gli impianti elettrici abusivi. Nel frattempo è la Regione che decide di intervenire con un finanziamento da 500 mila euro per la vivibilità nei campi di 10 città. Ma per quello di Cagliari, si profila la chiusura. vai>>

sabato, luglio 05, 2008

Rom: inaccettabili censimenti etnici



Disciminatorio l'obbligo di rilevazione delle impronte digitali

«Non possiamo assistere innocentemente al ritorno della discriminazione su base etnica». E' quanto afferma il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero commentando l'iniziativa del Governo volta a 'censire' la popolazione rom nelle città di Roma, Napoli e Milano attraverso il rilevamento delle impronte digitali, anche dei minori.

«Non vogliamo mettere in dubbio la buona fede del ministro dell'Interno - spiega Olivero - ma i provvedimenti adottati dal governo sono nella forma e nella sostanza discriminatori e per questo preoccupanti e pericolosi. L'obbligo di rilevazione delle impronte digitali non è infatti indirizzato genericamente nei confronti di cittadini extracomunitari, come prevede il regolamento 380 dell'Unione europea, ma individua un'etnia specifica formata tra l'atro da cittadini comunitari e italiani. Ma i censimenti su base etnica sono per la nostra coscienza di cristiani, di italiani e di europei, assolutamente inaccettabili».

«Se si vuole davvero arrivare - conclude - ad un censimento della popolazione zingara in Italia ai fini di una migliore integrazione, si avvii un dialogo con la comunità rom per trovare forme eque e corrette per raggiungere questo obiettivo nel rispetto della dignità delle persone».

martedì, luglio 01, 2008

CONTRO IL DECRETO DEL MINISTRO MARONI PER UNA POLITICA DELL’ACCOGLIENZA

Cooperativa “ COMBONI” onlus DIOCESI di Acerra “ACERRA NOSTRA” onlus
Con patrocinio del comune di Acerra



CONTRO IL DECRETO DEL MINISTRO MARONI
PER UNA POLITICA DELL’ACCOGLIENZA




MANIFESTAZIONE CON I ROM E PER I ROM
LUNEDI 07 LUGLIO ORE 18.30


Programma
Ore 18.30 Raduno in piazza duomo
Corteo da piazza duomo al castello baronale
Interventi di
Mons. Giovanni Rinaldi

P. Alex Zanotelli
Margherita Dini Ciacci
Espedito Marletta
Eustachio Paolicelli

Musica Tzigana a cura della Scuola Civica di Musica

Hanno aderito

Unicef Campania - Comunità di S. Egidio - ACLI Napoli - AGCI Campania- Scouts Acerra - Azione Cattolica - Caritas Diocesana - Partito Democratico di Acerra- Scuola civica di musica - Associazione “Abbé Pierre” - Centro Immigrati “Comboni”


PARTECIPIAMO IN MASSA
IN DIFESA DEI DIRITTI UMANI E PER UNA POLITICA DELL’ACCOGLIENZA

venerdì, giugno 27, 2008

NOMADI - Impronte da prendere, diritti da difendere


Impronte digitali ai bimbi rom? Decadenza della potestà genitoriale per i minori che fanno accattonaggio? Dopo le proposte del ministro Maroni, in Italia si apre il dibattito.

Carmela Cavallo (capo Dipartimento giustizia minorile): “Le due idee di per sé non devono scandalizzare. Sono condivisibili se attuate con modalità che tutelino l’infanzia: la decadenza della potestà genitoriale non deve essere automatica, ma va accertata caso per caso così come le impronte non vanno prese senza un’adeguata protezione del bambino”. Elena Rozzi (Università Torino, referente area minori Asgi): “Le norme repressive non sono il modo giusto per aiutare i bimbi rom. Se applicate senza distinzioni tra caso e caso, violano le convenzioni Onu sui diritti dei bambini”.

- Converso (Opera Nomadi): “Siamo contrari alla rilevazione delle impronte digitali nei campi rom e a maggior ragione siamo contrari a rilevare le impronte ai bambini al di sotto dei 14 anni. Siamo invece disposti a trattare col ministro Maroni per arrivare a un censimento qualitativo dei rom”. Scicluna, coordinatore del Consiglio d’Europa per le Attività sui diritti dei rom e dei viaggianti: “In Italia vivono rom che sono già arrivati alla terza generazione, ma restano ancora bosniaci. Queste persone sono state tollerate qui per più di trenta anni, ma non possono essere lasciate così”.

- Schedatura minori, le reazioni. Minniti (Pd): "L'iniziativa è un'odiosa discriminazione". Bertolini (Pdl): "Bisogna liberarli dallo sfruttamento". Il garante della Campania: "Misura criminale e squallida".