A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
lunedì, settembre 05, 2011
lunedì, giugno 20, 2011
Gli Stati generali della carità
A Napoli, un convegno nazionale di chi aiuta il prossimo promosso dall’arcidiocesi e dalla Comunità di Sant’Egidio. Una "due giorni" sul tema: “Il dono e la speranza".
giovedì, dicembre 09, 2010
GIUBILEO PER NAPOLI: Fiaccolata per la città

GIUBILEO PER NAPOLI: Fiaccolata per la città 
Giovedì 16 Dicembre, ore 19.00 - Stazione Marittima
Non possiamo arrenderci, uniti ce la possiamo fare. I segni vanno oltre le parole; esserci per organizzare la speranza.
Napoli non deve morire!!!
Il 16 Dicembre ore 19:00 dalla Stazione Marittima a Piazza del Plebiscito, ti aspetto alla Fiaccolata per Napoli per accendere una luce di senso sul futuro di Napoli.
Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli
sabato, settembre 26, 2009
Il Cardinale Crescenzio Sepe incontra per la prima volta gli "Operatori del Turismo"

Sabato 26 settembre 2009 alle ore 19.30 presso il Salone Arcivescovile in Largo Donnaregina, in occasione della 30ma Giornata Mondiale del Turismo il Cardinale Crescenzio Sepe incontra per la prima volta gli “Operatori del Turismo”. Tema dell’incontro: “Da Napoli sotto chiave a Napoli Sotto le Stelle”. Dopo il saluto ai partecipanti di mons. Raffaele Ponte, Vicario episcopale per il Laicato, seguiranno gli interventi di don Mario Lusek, Direttore dell’Ufficio Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport, di don Salvatore Fratellanza, Direttore dell’Ufficio Diocesano del settore e del dott. Vincenzo Schiavo, Presidente della Confesercenti Campania.
Intanto, nella mattina di sabato 26 settembre 2009, alle ore 10 il Cardinale Crescenzio Sepe sarà allo Stadio Collana per la manifestazione “Insieme nello sport” promossa dal Comitato provinciale del Coni di Napoli, kermesse sportiva riservata ai ragazzi diversamente abili di tutta la Campania. Subito dopo interverrà all’incontro promosso dall’Ufficio di Pastorale carceraria diocesana via Santa Sofia 30 per la presentazione del progetto “Uomo nuovo”.
Infine, alle ore 11.30, al molo Beverello del porto di Napoli, a bordo della nave veloce “Don Francesco” della Snav, il Cardinale Sepe parteciperà a “Metrò del Mare forza 9”, in occasione dei primi nove anni dell'innovativo servizio di trasporto veloce via mare istituito dalla Regione Campania. Nell'occasione, l’Arcivescovo riceverà un premio speciale per il contributo religioso, sociale, ideale e culturale profuso per la diffusione di un'immagine positiva di Napoli e della Campania in Italia e nel mondo.
mercoledì, luglio 23, 2008
Pregiudizio in vita, indifferenza nella morte
I corpi senza vita di Cristina e Violetta, le due piccole rom annegate sabato scorso a Torregaveta, hanno scandalizzato le coscienze di milioni di lettori dalla Norvegia alla Romania, dall’Inghilterra alla Francia, alla Germania. La lettera di indignazione del Cardinale Sepe, pubblicata sul sito www.chiesadinapoli.it è stata ripresa dai principali giornali italiani e stranieri sia in versione cartacea e sia on line. Le versioni on line sono state riempite di tantissime riflessioni, commenti. Il Blog del Cardinale ha ricevuto moltissimi commenti, soprattutto da paesi esteri. Il sito www.chiesadinapoli.it è stato visitato da più di 10.000 contatti esteri principalmente provenineti da Spagna, Stati Uniti, Argentina, Australia, Gran Bretagna, Germania. La risposta di indignazione è stata notevole. A titolo esemplificativo si riportano anche alcuni siti dove è stata ripresa in prima pagina la notizia:
The Independent
Al Jazeera
e poi il «Die Sueddeutsche Zeitung», il «Bild», «Die Welt» e «Die Tageszeitung», tutti tedeschi. Il britannico «The Guardian» ha in rete giù da lunedì un lungo articolo del corrispondente da Roma, John Hooper. Il «Daily News» già domenica ha pubblicato un pezzo di Nick Pisa, corredato da una serie di foto angoscianti. Numerosi commenti di lettori e navigatori sul sito del «Vienna Online». E ancora, senza pietà, il «Nieuwsblad» e lo «Standaard» (entrambi belgi), i norvegesi «Aftenposten» e «Dagblandet», lo svedese «Aftonblandet». L’inglese «Mirror» nell’home page ha messo la notizia, ma non la foto. Persino «El correo» peruviano stigmatizza l’indifferenza. Non mancano lo «Ziua» rumeno e il russo «Point».
In Italia:
La Repubblica; La Repubblica Napoli; Il Mattino; Wordpress; Virgilio; Corriere della Sera, Il Messaggero e tantissimi altri siti....
La Comunità di Sant’Egidio e la parrocchia di Santa Caterina ad Ercolano ricordano Violetta e Cristina con la celebrazione di una messa che avrà luogo sulla spiaggia di Ercolano.
Mercoledì 23 luglio 2008
ore 20.00
Lido Favorita
Via Marittima Località Favorita - Ercolano
La Comunità di Sant’Egidio vuole stringersi attorno alla famiglia di Violetta e Cristina ed unirsi alle parole e alla preoccupazione espresse dal cardinale Sepe dopo le immagini di indifferenza che hanno segnato questa tragedia, "immagini che non vorremmo mai vedere, perfino più di quelle che hanno mostrato per il mondo una Napoli sommersa dai rifiuti", e mantenere vivo e far crescere uno spazio di umanità e di pietà nella nostra città.
sabato, maggio 17, 2008
Napoli: Sindaco e Cardinale botta e risposta sui rom
martedì, aprile 01, 2008
Napoli: 40mo ANNIVERSARIO COMUNITA' di S. EGIDIO con il Cardinale Sepe.

La comunità desidera condividere la gioia per questa storia fatta di preghiera, amore per i poveri e per la pace, accompagnata dalla simpatia di tanti ed, insieme al Cardinale SEPE, invita a partecipare alla Liturgia Eucaristica di ringraziamento presieduta dallo stesso Arcivescovo il giorno 2 aprile 2008 nella Cattedrale di Napoli alle ore 18.
venerdì, marzo 21, 2008
Napoli. Cardinale Sepe: i nostri politici sanno solo litigare

Scritto da Carlo Franco da il Corriere del Mezzogiorno, 21-03-2008 09:14
Con Palazzo San Giacomo a fari spenti e Santa Lucia in fiamme, a Napoli l'unica luce accesa è quella di Donnaregina. E del palazzo dal quale il Cardinale Crescenzio Sepe distribuisce pillole di saggezza ecumenica ma anche scudisciate che lasciano il segno in chi le subisce.
Eccone subito un assaggio, i politici di casa nostra, tutti nessuno escluso, non gradiranno l'anatema che il pastore ha scagliato sulla consultazione elettorale: «Non ne ricordo un'altra più scialba e inconcludente e sì che ne ho vissute più di una. Un dialogo tra sordi, neanche lo straccio di una proposta capace di alimentare la speranza, i partiti si azzuffano e fanno a gara a chi dice peggio dell'altro; nel momento più drammatico della città era lecito attendersi di meglio, anche per arginare l'antipolitica dilagante».
Il cardinale ci ha ricevuto ieri mattina per lo scambio di auguri pasquali, ma i convenevoli non sono andati oltre il saluto. Troppa brutta aria in giro e Sepe è seriamente preoccupato. Il discorso, quindi, prende un'altra strada e parte dalla via Crucis che si svolgerà stasera in piazza Mercato e sarà dedicata alle vittime della camorra. La scelta ha un chiaro intento provocatorio, ma il cardinale fa capire che non si limiterà al canovaccio della Settimana Santa.
Farà qualche annuncio stasera?
«Il cardinale qualcosa deve sempre dirla, ma in questo caso più che un discorso farò una proposta».
Possiamo anticiparla?
«Beh, prima della Via Crucis inviterò i parroci a spogliarsi degli ex voto. E a destinarli a chi ne ha davvero bisogno e si sente abbandonato. Io darò l'esempio, offrirò gli ex voto della Curia e perfino l'anello cardinalizio e la Croce d'oro che mi fu regalata da Giovanni Paolo II e che ha per me ha un valore affettivo inimmaginabile. Me ne privo volentieri, però, perchè la causa è giusta».
Preparate un'altra asta di beneficenza?
«No, il ricavato sarà devoluto alla Casa di Tonia, la struttura di accoglienza che la Curia ha realizzato per ricordare l'eroico sacrificio della giovane mamma di Torre del Greco affetta da un carcinoma che rifiutò la chemioterapia per non danneggiare la vita che portava in grembo. La Chiesa, come fece Cristo, si spoglia per dare a chi non ha ma non rinuncia alla sua dignità: nella no
stra diocesi tutti dovrebbero fare allo stesso modo».
Anche le istituzioni?
«Perchè no?»
Stasera il sindaco lervolino parteciperà alla Via Crucis?
«Non ho avuto una risposta ufficiale, ma quando l'incontrai all'assise delle Acli mi disse che non sarebbe venuta perchè trascorre Pasqua con la figlia a Strasburgo».
Verrà il governatore Bassolino?
«Non ho avuto contatti, ma so per certo che in testa al corteo con me ci saranno il ministro della Giustizia Luigi Scotti e quello della Pubblica amministrazione, Nico-lais».
Roma c'è, Napoli no.
«Queste sono suggestioni giornalistiche, per il cardinale la città è sempre presente alle iniziative della Curia».
II problema, però, è che solo la Curia fa seguire i fatti alle parole.
«Più che di fatti parlerei di gesti che, senza avere la pretesa di risolvere problemi fondamentali, lasciano sul terreno segni di speranza capaci di scuotere le coscienze».
Vuole fare un augurio a Napoli?
«Il Pastore prega perchè la città riprenda coscienza della propria dignità».
Lo dice a chi governa?
«No, a tutti. Non esistono valori fini a se stessi, ad ogni azione deve seguire un miglioramento della qualità della vita. Siamo giunti a livelli mortificanti, se non si ripristina un giusto equilibrio occorreranno decenni per rialzare la testa».
C'è qualcosa che la preoccupa più delle altre?
«Il dilagare della corruzione. Mi sento di lanciare un appello a non lasciarsi prendere dal demonio della corruzione, non fatevi rubare il diritto ad essere cittadini di un mondo migliore». Un'altra proposta?
«Voglio chiamare tutte le nostre eccellenze professionali. Devono uscire dai bunker nei quali si rifugiano e devono aiutare Napoli ad avviare una ricostruzione morale economica e sociale. Tutti devono capire che il bene comune è la cosa più importante e urgente, soprattutto quando tutt'intorno sono rimaste solo macerie».
Ce la farà a convincerli?
«Ci metto tutte le mie forze e prego San Gennaro perchè ci aiuti. Buona Pasqua a tutti».
venerdì, marzo 07, 2008
I cattolici e la sfida per Napoli
La struttura non è stata quella classica dei convegni: niente relazioni, ma solo interventi programmati. Che sarebbe come dire che le relazioni ce le siamo fatte noi, perché il laicato di Napoli ha risorse importanti e, forse, tuttora inespresse. Lo ha detto proprio il cardinale Sepe: «Senza indulgere al lamento o al vittimismo, senza aspettare che altri prendano a cuore le sorti del Sud (...) è tempo che i napoletani si riapproprino della loro terra... Abbiamo le energie per farlo!» (Il sangue e la speranza, 19 settembre 2006). La seconda peculiarità è nel fatto che i sei interventi programmati non sono stati l'espressione di singole intelligenze individuali ma il frutto di una riflessione comune: un lavoro corale. In febbraio sono stati attivati tanti laboratori con la competente partecipazione di responsabili di associazioni e movimenti a volte anche molto diversi tra loro ma tutti capaci di pensare insieme. Il tema: Quale laicato oggi per Napoli? Con un sottotitolo: Idee e proposte dei cattolici per le nostre città. Più in dettaglio: Formazione ed educazione per Napoli, Giovani per Napoli, Lavoro per Napoli, Quale giustizia per Napoli, Quale ambiente per Napoli, Salute e sanità a Napoli. Si noti l'insistenza su Napoli (che potrebbe essere anche Casoria, Torre Annunziata o San Giorgio a Cremano). Essa ha voluto significare l'attenzione alla concretezza dei problemi di città sofferenti: non analisi raffinate e disincarnate, ma attenzione alle persone che in queste città non vivono ma sopravvivono. E su tematiche che tutte sollecitano la responsabilità propria dei cattolici. D'altra parte, come dimenticare che non più tardi dell'ottobre scorso papa Benedetto XVI venne a dire a tutta la città che a Napoli c'è un'emergenza educativa? Come dimenticare le parole del cardinale Sepe in occasione dell'incontro al Duomo a proposito della questione rifiuti? Come dimenticare la recente Settimana sociale dei cattolici di Pisa-Pistoia, tutta centrata sul tema del bene comune? La verità è che, in estrema sintesi, questo convegno è stato un grande rilancio del pensiero sociale della Chiesa come canale privilegiato attraverso cui far passare un messaggio per l'uomo e per tutti gli uomini. Risultato. È stata proposta, e il cardinale ha approvato, la trasformazione dei laboratori in osservatori stabili sulla vita della città: espressione di un laicato qualificato e appassionato, capace di cogliere i problemi, di denunciare lacune e omissioni, di offrire idee in più su cui lavorare. Un'esigenza, questa, tanto più avvertita in città nelle quali certe vicende riflettono oggettive e gravi responsabilità di gestione della cosa pubblica. La città, le città, le nostre città sono state lo sfondo di questa riflessione. Qualcuno ha osservato che sono stati trattati temi politici. Perfetto. Politici da «pòlis», la città. È l'idea di una politica attenta alle persone, fatta di idee, proposte e progetti. Una politica che agli interessi di parte, o di partito, antepone i bisogni collettivi. Che dà esempio di assoluto rigore amministrativo e rifiuta compromessi. Che sa dare risposte vere e significative ai bisogni delle persone. Questa è la politica che ci sta a cuore, non già il chiacchiericcio politico che ci ha, francamente, stufato.
Mario Di Costanzo
sabato, febbraio 09, 2008
RIFIUTI: DIOCESI NAPOLI SI ORGANIZZA PER SOSTENERE DIFFERENZIATA
Per concretizzare l'apporto delle parocchie partenopee sono stati creati siti di raccolta in diversi punti della citta': nel centro storico (parrocchie S. Maria Egiziaca, S. Eligio e S. Lorenzo Maggiore); a Napoli centro (parrocchie Santa Lucia a Mare, S. Domenico Soriano, S.M. della Pazienza alla Cesarea, S. Carlo Borromeo al Centro Direzionale); al Vomero-Camaldoli (Centro Pastorale Giovanile Shekina', parrocchie Santa Maria di Costantinopoli a Cappella Cangiani, Immacolata di Nazareth e Regina Paradisi, Santa Teresa ai Colli Aminei, S. Francesco al Vomero e S. Antonio alla Pineta); a Secondigliano-Miano (parrocchie Resurrezione a Scampia, M. SS. del Carmine, Cristo Re, S.M. della Provvidenza e M. SS. Assunta in Cielo); nella zona orientale (parrocchie Santa Maria della Neve e SS. Francesco e Chiara di Ponticelli, Maria SS. della Consolazione a san Giovanni a Teduccio). ''Recarsi nelle parrocchie, o presso alcuni centri diocesani, individuati nei decanati, per depositare questi 'beni' - sottolinea don Gaetano Romano, Vicario episcopale per la carita' - ci permettera' di realizzare anche un incontro personale e comunitario con Gesu' e i fratelli, attraverso una appropriata catechesi sui temi dell'ambiente gia' in atto in numerosissime altre parrocchie della Diocesi. Depositare il superfluo e incontrare il Signore nei vari momenti liturgici e personali, potrebbe essere una concreta esperienza di vita cristiana: amare Dio e il prossimo. Ovvio - conclude don Romano - che tale raccolta portera' in futuro, secondo le direttive emanate dal Governo, benefici in termini economici per l'intera cittadinanza, cosi' come gia' oggi accade per quei comuni che sostengono una avanzata raccolta differenziata dei rifiuti''. L'Asia si impegna a distribuire, presso le strutture individuate, bidoncini carrellati affidati in comodato d'uso gratuito, ritirando i prodotti raccolti nei singoli punti una volta a settimana. L'Ente contera' i bidoncini raccolti in ogni sito e premiera' le singole comunita' con beni strumentali (attrezzature sportive, allestimento di biblioteche,...) ad uso dei giovani del territorio.
Apprezzamento e condivisione delle ACLI di Napoli che da tempo avevano proposto e avviato la sperimentazione del ruolo delle parrocchie nella sfida della raccolta differenziata con il progetto: "Differenziamo per costruire" nell'area del Parco del Vesuvio.
sabato, gennaio 26, 2008
Il sangue di San Gennaro contro i rifiuti

Il sangue di San Gennaro contro i rifiuti
Ieri le ampolle del santo patrono in processione. L'intento è di invocarne la protezione contro «l'emergenza che dura da troppo»
NAPOLI - Un fatto eccezionale, un evento che non avveniva da centinaia di anni. Ieri sono uscite le ampolle del sangue di San Gennaro, in processione dalla cappella del Tesoro lungo la navata e fino all'altare del Duomo di Napoli . Obiettivo: con questo atto eccezionale - le ampolle vanno in processione solo tre volte l'anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio; il 19 settembre e il 16 dicembre - , la Chiesa di Napoli intende invocare la protezione del santo rispetto a un evento che ritiene «luttuoso»: l'emergenza rifiuti.
In passato era successo qualcosa di analogo solo durante la peste (in quella del Seicento furono portate in giro per la città le reliquie del Santo patrono di Napoli) e in concomitanza con altri eventi catastrofici (carestie e terremoti). La decisione del cardinale Crescenzio Sepe è stata assunta al culmine di una serie di rilevanti interventi del presule e dopo che lo stesso papa, Benedetto XVI, aveva chiesto alle regioni italiane un gesto di solidarietà verso la Campania.
Due giorni fa il cardinale di Napoli era nuovamente intervenuto sulla vicenda-rifiuti, anticipando la clamorosa iniziativa: «E' giunto il momento in cui tutti devono prendersi le proprie responsabilità per risolvere questo problema e iniziare a collaborare, a cominciare dalla Chiesa». «Per questo venerdì (stasera, ndr) ho chiamato tutti in Cattedrale - aveva aggiunto Sepe - per un'ora di preghiera per chiedere al Signore di illuminare coloro che sono i responsabili e tutti i cittadini, a che siano attori di un risveglio. C'è bisogno della buona volontà di tutti. Tutto questo - aveva aggiunto - è durato fin troppo tempo, non si puo' continuare con questa situazione vergognosa, non solo per l'immagine del nostro territorio ma anche per la nostra dignità: un cittadino non può vivere in un immondezzaio. Ma Napoli - aveva consluso il presule - è una città troppo grande per arrendersi e credo che non lo farà neanche oggi».
Elena Scarici dal Corriere del Mezzogiorno
venerdì, gennaio 25, 2008
NAPOLI: SEPE INVITA CITTA' A VEGLIA DI PREGHIERA DALLE 20,00 DI DOMANI
Le ACLI parteciperanno, insieme a tutta la comunità ecclesiale, alla Veglia in Cattedrale e promuoveranno territorialmente altri appuntamenti in comunione con le Chiese locali.
domenica, gennaio 20, 2008
Il Cardinale Sepe e i Vescovi della Campania intervengono sulla questione dei rifiuti
sabato, dicembre 22, 2007
Campania: Agenda della Pace, torna San Gennaro accordo tra l’assessore e il cardinale
San Gennaro torna nell'agenda della Pace, realizzata dall'assessorato regionale alla formazione, che l'anno scorso scatenò la polemica in consiglio regionale. Forza Italia criticò il mancato ricordo dei caduti di Nassiriya e il fatto che i morti italiani fossero stati ignorati dal Consiglio regionale campano. Poi sulla vicenda intervenne anche il cardinale Sepe, che disse: «L'ho letta. Non è tanto la mancanza di alcune cose, quanto l'interpretazione di altre cose che mi preoccupa». Quest'anno per evitare errori o omissioni il cardinale e l'assessore alla formazioe Corrado Gabriele, sponsor dell'iniziativa, si sono incontrati per definire alcuni criteri. «E certamente questa volta San Gennaro ci sarà», spiega l'assessore. L'agenda, infatti, sarà frutto della cooperazione tra l'asserato e la curia. La «brutta copia» è già stata inviata al cardinale che sta lavorando con la sua equipe per inserire quelle festività e quelle date da ricordare care alla tradizione cristiana. Anche l'agenda del 2008 sarà, in ogni caso, uno strumento utile ad accompagnare studenti e docenti durante tutto l'anno scolastico e ricordarne le date, i luoghi e le vittime di tutte le violenze. Al progetto hanno lavorato l'archivio per la pace e i diritti umani e il settore scuola dell'assessorato regionale alla formazione, e le associazioni impegnate nell'educazione alla legalità. L'iniziativa, infatti, nasce nell'ambito della diffusione della cultura della legalità e vuole essere uno strumento per la lotta alle mafie e in difesa del diritto alla pace.
venerdì, dicembre 21, 2007
Veglia e Santa Messa del Natale del Signore nel Duomo di Napoli in diretta TV sul sito www.chiesadinapoli.it .
Con il Cardinale Crescenzio Sepe
il 24 Dicembre alle ore 23.00
Veglia e Santa Messa del Natale del Signore
nel Duomo di Napoli
in diretta TV sul sito www.chiesadinapoli.it .
Tutti gli italiani ed i napoletani all'estero potranno partecipare all'evento in diretta WEB TV .
giovedì, dicembre 20, 2007
Come il Natale può declinare la parola pace

Donatella Trotta da Il Mattino.
Il Natale cristiano come festa di pace. E di riconciliazione tra la terra e il cielo. Ma anche un’occasione di riflessione, che rimette al centro la gloria di Dio perché gli uomini e le donne «di buona volontà» possano «aspirare davvero a cieli nuovi e terre nuove, lottando per un presente diverso, e dunque per un cambiamento futuro del mondo», dice don Gennaro Matino, vicario episcopale delle comunicazioni sociali aprendo e moderando, ieri sera in Duomo, il quarto ed ultimo appuntamento voluto dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, con il ciclo di incontri di Avvento «in dialogo con la città». Dopo Erri De Luca, Fulvio Tessitore e Aldo Masullo, è il grande giurista e giudice costituzionale Francesco Paolo Casavola, storico del diritto romano, presidente del Comitato nazionale per la bioetica, a interloquire con il cardinale Sepe in cattedrale, dove i loro interventi si alternano a momenti di preghiera comunitaria e di musica, eseguita da monsignor Vincenzo De Gregorio all’organo e da Raffaele Pagano al violino con un coro finale. È «pace» la parola chiave dell’incontro conclusivo, che echeggia nella riflessione biblica del presule come nella testimonianza di Casavola. «La strada della pace passa per i cuori che vogliono riconciliarsi con Dio e con i fratelli; passa per le strade delle nostre città, che spesso non sanno più raccontare la speranza perché tra le loro mura non c’è alcun segno del ”Principe della Pace”» esordisce il cardinale Sepe, prendendo spunto dal respiro spirituale del Salmo 122 di Davide su Gerusalemme per approfondire il senso attuale del messaggio del profeta Isaia (la giustizia come fondamento della pace), rilanciato da Paolo VI: «lo sviluppo è il nuovo nome della pace». Gli fa eco Casavola, che rilancia il ruolo della famiglia nella società civile e per spiegare il senso della pace nel mondo antico prende le mosse da un’immagine presepiale, il rotolo sorretto dagli angeli con la scritta: «Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà». È in questa doppia endiadi, chiarisce Casavola, che si gioca «il più profondo significato del mistero dell’incarnazione». Inevitabili per entrambi, sul finire, i riferimenti a Napoli: per Casavola bisognosa di maggiore «cittadinanza attiva», in una dimensione di «famiglia estesa» nella quale la Chiesa di Napoli richiama «a questo dovere del coraggio civile». Quella stessa Chiesa che, precisa il cardinale Sepe in conclusione, «vuol porsi al servizio della comunità e riscoprire obiettivi condivisibili e, soprattutto, una rinnovata voglia di comunicare».
martedì, dicembre 18, 2007
l’asta di beneficenza voluta dal cardinale Crescenzio Sepe.

In nome della vita, si apre stasera l’asta di beneficenza voluta dal cardinale Crescenzio Sepe. Un appuntamento che si ripete, che ormai è già una tradizione. Una chiamata alla solidarietà che coinvolge uomini e donne di buona volontà per costruire insieme un progetto in favore di quell’infanzia meno fortunata. L’anno scorso la raccolta ha permesso la costruzione di un nuovo reparto dell’ospedale pediatrico Pausillipon, una struttura modernamente attrezzata a far fronte alle necessità dei piccoli degenti trapiantati. Quest’anno, ancora i bambini sono al centro del progetto di solidarietà: la somma ricavata dall’asta sarà destinata alla creazione di un centro polivalente per l’infanzia e per le mamme in difficoltà. Piccoli appartamenti, da realizzare in una struttura da restaurare nel centro antico di Napoli, consentiranno l’autonomia delle singole famigliole, mentre spazi comuni permetteranno la comunicazione tra diverse esperienze. Asilo nido e ludoteca completeranno la casa d’accoglienza che vedrà le madri vivere insieme ai loro piccoli e collaborare alla gestione del centro aperto al quartiere. Un progetto integrato che non solo mira al recupero strutturale, ma ad una concreta speranza di rinascita che, partendo dai più piccoli, dai loro problemi e dalle loro attese, tenta di lanciare un messaggio che va oltre la stessa organizzazione dell’evento, del ricavato dell’asta e delle risorse che garantiranno il successo dell’iniziativa. È l’appello lanciato alla città a rivendicare per se stessa ciò che la memoria del nostro popolo conserva nel proprio Dna e che non sempre riesce ad emergere nei tempi del dolore. La solidarietà è pane masticato dalla nostra gente, che ha fatto di Napoli una città diversa. Una comunità che sapeva condividere il poco che possedeva, che nei tempi di tempesta sapeva offrire il proprio tetto, la propria tavola a quanti erano più provati dalla sorte. L’indole del napoletano era intimamente solidale e la compagnia faceva parte del vocabolario della sua quotidianità. Compagno viene da cum e panis, con il pane, modo sapiente per dire: spartire la vita, mangiare alla tavola del comune destino. Una volta i cortili creavano parentele non di sangue ma di consuetudine, i condomini facevano famiglia, vicinanza di gioie e dolori comuni. Era difficile che l’anziano si sentisse escluso nella sua casa o nel suo quartiere, era impensabile che l’ammalato restasse senza conforto. Perfino la morte era vissuta come compagnia, l’estremo saluto di chi viveva il lutto costringeva alla compassione un intero stabile, una intera comunità. L’indole del napoletano è ancora aperta alla solidarietà, ma la contaminazione con esperienze esasperatamente utilitaristiche che, a causa della logica del solo profitto, ha spazzato via ogni memoria di comunione e di altruismo, ha provocato anche da noi scempi di umanità. Troppa solitudine sui nostri pianerottoli, troppo dolore vissuto da soli, troppa ingiustizia che rende sordi al richiamo dei disperati coloro che per grazia di Dio vivono in una condizione di benessere. Non mancano certo espressioni di grande generosità e di straordinaria abnegazione a favore degli ultimi. Il volontariato è ben presente, organizzazioni religiose e laiche di assistenza e carità sono radicate nel profondo della nostra terra, ma la tentazione di rifugiarsi nell'interesse privato come unico scopo della vita è dolorosamente in ascesa. Ecco perché momenti come l’asta di stasera non solo muovono la generosità di uomini e donne verso il comune desiderio di conseguire un risultato a favore dei meno fortunati, ma recupera anche un atteggiamento, uno stile che, mentre organizza la solidarietà, restituisce alla città il meglio di noi stessi, del nostro essere napoletani. Nelle parole e nel desiderio del cardinale Sepe c’è la volontà di chi sa che Napoli è ricca di una storia di solidarietà e proprio grazie a questa storia è possibile continuare a gridare la speranza. Gennaro Matino
ROSANNA BORZILLO Per il cardinale Sepe, Pietro Pignatelli, il rosso di «Scugnizzi», lascia i panni del camorrista e stasera, alle 19.30, con Marialaura Massa, all’auditorium della Rai, diventa battitore dei 38 oggetti scelti tra quelli donati dai napoletani per realizzare una casa di accoglienza per mamme e bambini abbandonati. Tre ore, cinque lotti di doni, intervallati da musica e spettacolo, la presenza di personaggi del mondo dello sport, della cultura, dell’imprenditoria, per una serata che preannuncia il tutto esaurito. È corsa ai biglietti per l’ingresso, ma la sorpresa maggiore è annunciata dal Cardinale che in sede d’asta – ha fatto sapere - porterà una donazione. Intanto, ieri, Sepe ha inaugurato una casa d’accoglienza per famiglie bisognose in via Pessina: una struttura dell’Ordine di Malta per genitori di bambini colpiti da gravi patologie e in cura presso il Pausilipon. Tra i doni battuti molti pezzi unici: arriva dall’artista Elvio Marchionni un bassorilievo dipinto di valore stimato intorno ai 7000 euro. E poi la scultura di Lello Esposito, raffigurante Pulcinella, stimata 3000 euro e la natività del Settecento dei maestri Giuseppe e Marco Ferrigno stimata 5000 euro. Ci sono poi i doni ricevuti da Sepe durante i suoi viaggi come Prefetto per la Congregazione della evangelizzazione dei popoli: il calice di una delle più note famiglie di argentieri inglesi stimato 1000 euro; la brocca in argento con foglie e tralci d’uva stimata 1900 euro; il portavivande di valore stimato intorno ai 1700 euro. Poi i doni delle Istituzioni: dal governatore Bassolino una scultura in ceramica bianca con puttini, dal sindaco Iervolino un angelo in ceramica in tinte policrome, dal presidente Di Palma una serigrafia di Tatafiore. Atteso Aurelio De Laurentiis e con lui i calciatori del Napoli. Dal mondo dello spettacolo: Alessandro Siani, Sal da Vinci, Patrizio Rispo, Benedetto Casillo, Serena Rossi, Pino De Maio. Dall’imprenditoria: Gianni Punzo e Guglielmo Aprile. Anche il mondo della ricerca scientifica sarà presente con Vincenzo Nigro. L’anno scorso in sede d’asta si raggiunse la cifra di 70mila euro. Quest’anno, già con la vendita, presso il Museo diocesano di largo Donnaregina, si è arrivati alla somma di 20mila euro, acquistando un oggetto tra i tanti esposti.
mercoledì, novembre 28, 2007
Napoli: Il cardinale Sepe banditore della solidarietà.
di Conchita Sannino da Repubblica Napoli
Un´altra asta di beneficenza per sollevare ancora di un po´ l´asticella della concreta partecipazione collettiva. Il cardinale di Napoli annuncia l´apertura di una casa di accoglienza per «giovani donne toccate dalla violenza, anche dagli stupri, o travolte da qualunque bisogno». Lo slogan: «Salva un bambino, adotta una mamma». L´obiettivo è recuperare una donna e il suo bambino, magari una famiglia ridotta in frammenti. Per Natale la Curia guidata da Crescenzio Sepe moltiplica, difatti, forze in campo ed obiettivi del suo serrato dialogo ormai intessuto con la città. «Chiamiamo a raccolta Napoli in tutta la sua ricchezza di pensiero e di azione», sottolinea il cardinale Sepe. «Mi rivolgo a tutti: senza distinzione di fede, di razza, di politica. Faccio appello al nobile nucleo della cultura di questa metropoli, e a chi si sente figlio o fratello di una comunità che ha bisogno del contributo di ognuno di noi».
Eccolo, l´obiettivo: la casa di accoglienza per bambini e mamme nascerà nel centro storico, i "messi" del cardinale hanno già preso in esame alcuni immobili fatiscenti. Sarà dotata anche di una ludoteca, di un asilo nido, esiste già uno studio per 13 piccoli appartamenti: un progetto che coinvolge, nel percorso virtuoso che allaccia carità e sviluppo, giovani laureati delle facoltà di Architettura e di Ingegneria.
Sarà infatti questo il maxi-obiettivo in cui verrà impiegato il ricavato dell´asta di beneficenza: organizzata a dicembre dalla diocesi partenopea e dalla Caritas. Un´iniziativa che bissa il successo del 2006 - oltre 300mila euro impiegati per attrezzature destinate ai piccoli pazienti del reparto oncologico del Pausilipon. Ma stavolta sarà articolata in due distinti momenti.
Prima data da ricordare: dall´8 dicembre al 6 gennaio, nei locali del neo-Museo diocesano, in largo Donnaregina, si potranno vedere e acquistare oltre 200 beni donati al cardinale e alla Curia. Accanto a ciascun oggetto, un´offerta minima richiesta. Al Museo diocesano i benefattori potranno scegliere comunque tra argenti, gioielli, orologi, icone o corone del Rosario antiche, oppure elementi d´arredo, con "chicche" risalenti al Settecento o all´Ottocento napoletano. L´elenco dei doni è disponibile comunque online sul sito della diocesi, aperta alle donazioni (anche minime, oggetti e contanti). Consulenti d´eccezione (gratis) gli uomini del comando regionale della Guardia di Finanza, diretto dal generale Vito Bardi; il loro cappellano, don Gerardo; e il viceprefetto di Napoli Mariella D´Ascia.
Seconda data da appuntare: martedì 18 dicembre, alle ore 20 nell´Auditorium Rai di Napoli, (viale Marconi) si terrà l´asta vera e propria durante la quale saranno battuti i più "significativi" doni offerti da anonimi o noti cittadini, grandi sponsor o istituzioni.
A fare da battitori ci saranno stavolta gli stessi donatori. Ad esempio, il cardinale Sepe ha chiesto al procuratore capo Giandomenico Lepore di venire lui stesso a presentare il «delizioso presepe del Settecento napoletano» donato. Ma nella sede Rai ci saranno ovviamente artisti e volti noti. Tra i quali non dovrebbe mancare l´attaccante uruguayano del Napoli Zalayeta («Ma sì, quello che ha segnato i due bei gol col Catania», chiosa il tifoso Sepe).
lunedì, novembre 12, 2007
Monsignor Antonio Di Donna, nuovo Vescovo ausiliare di Napoli
Il Papa ha nominato Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di Napoli il rev.do mons. Antonio Di Donna, del clero della medesima arcidiocesi, finora Vicario Episcopale e Docente di Teologia Pastorale alla Pontificia Facoltà Teologica per l’Italia Meridionale, assegnandogli la sede titolare vescovile di Castello di Numidia.
Il rev.do mons. Antonio Di Donna è nato a Ercolano (Napoli) il 1° settembre 1952. Ha compiuto i suoi studi nel Seminario di Napoli fino al presbiterato. Ha conseguito la Licenza in Teologia Pastorale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e il Dottorato in Teologia alla Pontificia Università Salesiana. È stato ordinato sacerdote il 14 aprile 1976, per l’arcidiocesi di Napoli.
Tra i principali incarichi da lui svolti si rilevano quelli di collaboratore del parroco del SS. Rosario a Ercolano, Direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano; Docente di Teologia Pastorale nella Sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale; Decano della Forania di Ercolano e Direttore dell’Ufficio Catechistico regionale.
È stato Parroco di S. Maria della Natività e S. Ciro a Portici; dal 1998 è Vicario Episcopale della zona Vesuviana. È Canonico del Capitolo Metropolitano e da più di un ventennio è anche incaricato della formazione degli operatori pastorali.
domenica, ottobre 21, 2007
Il Papa attacca la camorra: Scuola e lavoro per combatterla

Il cardinale Sepe dice che "la violenza è contro Dio" e che la città "vuole guardare avanti"
Ratzinger chiede "più impegno" dei cattolici sia in politica che nel sociale
NAPOLI - "L'amore può vincere la violenza" e la violenza, purtroppo, "non è solo camorra ma anche una mentalità diffusa". Inizia con queste parole la visita di papa Benedetto XVI a Napoli. Il Pontefice è arrivato questa mattina intorno alle 9 nel capoluogo campano dopo un volo in elicottero da Roma. Ad accoglierlo c'erano il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro della Giustizia Clemente Mastella. A quell'ora piazza del Plebiscito, la chiesa a cielo aperto di questa visita pontificia, era già affollata - almeno ventimila fedeli - malgrado la pioggia battente. Ma "il tempo brutto non ci scoraggia perché Napoli è sempre più bella" dirà poi il Pontefice durante l'omelia strappando applausi e sorrisi.
Prima della messa, il cardinale Crescenzio Sepe ha salutato il Papa dicendo che "la violenza è contro Dio" e che "Napoli vuole guardare avanti, credere in se stessa, nei propri giovani, nelle proprie importanti risorse, testimoniate da una storia gloriosa e certificate dal timbro dell'ineguagliabile bellezza umana, culturale e religiosa che caratterizza la città e i suoi abitanti".
Il Pontefice ha risposto entrando nel merito. Calando le sue parole nella realtà napoletana e parlando di camorra e violenza. "L'amore e la fede possono vincere la violenza" ha detto il Pontefice, così come "l'azione politica e la cultura possono essere l'antidoto contro il male" e la scuola e il lavoro "possono mettere i giovani in salvo dalla camorra". Ai cattolici, poi, Ratzinger ha chiesto "un maggiore impegno in politica e nel sociale".
A Napoli "non mancano energie sane, gente buona, culturalmente preparata e con un senso vivo della famiglia" ha detto Benedetto XVI. "Di fronte a realtà sociali difficili e complesse, come sicuramente è anche la vostra, occorre - ha detto - rafforzare la speranza, che si fonda sulla fede e si esprime in una preghiera instancabile. E' la preghiera a tenere accesa la fiaccola della fede".
Nella grande piazza, in una scenografia impressionante, hanno celebrato la messa con il Papa 77 tra vescovi e cardinali e 700 sacerdoti, 200 diaconi sono mobilitati per la distribuzione dell'Eucarestia e 400 orchestrali accompagnano i canti. C'erano presenti anche 42 esponenti di spicco di varie religioni: la funzione ha infatti inaugurato il Meeting interreligioso "Per un mondo senza violenza", organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio.
Vivere a Napoli così come in molte regioni del sud è sicuramente più difficile, ha aggiunto il Pontefice, "ma guai se la violenza tende a diventare una mentalità diffusa". Il Papa elenca "le situazioni di povertà, di carenza di alloggio, di disoccupazione o sottoccupazione, di mancanza di prospettive future". Comprende il disagio e le difficoltà. Ma questo non può giustificare "il triste fenomeno della violenza" che dilaga ormai non solo con episodi eclatanti: "Non si tratta - infatti - solo del deprecabile numero dei delitti della camorra, ma anche del fatto che la violenza tende purtroppo a farsi mentalità diffusa, insinuandosi nelle pieghe del vivere sociale, nei quartieri storici del centro e nelle periferie nuove e anonime, col rischio di attrarre specialmente la gioventù, che cresce in ambienti nei quali prospera l'illegalità, il sommerso e la cultura dell'arrangiarsi".
Ratzinger ha un messaggio per "gli ultimi" e per "le persone rette e oneste che soffrono per le sopraffazioni". Cita il Vangelo: "Come potreste pensare che il vostro Padre celeste, buono e fedele, il quale desidera solo il bene dei suoi figli, non vi faccia a suo tempo giustizia? La fede ci assicura che Dio ascolta la nostra preghiera e ci esaudisce al momento opportuno, anche se l'esperienza quotidiana sembra smentire questa certezza".
In effetti, ha continuato il Papa, "davanti a certi fatti di cronaca, o a tanti quotidiani disagi della vita di cui i giornali non parlano neppure, sale spontaneamente al cuore la supplica dell'antico profeta: 'Fino a quando, Signore, implorerò e non ascolti, a te alzerò il grido: violenza, e non soccorri?'". La risposta può essere solo la preghiera cristiana che "non è espressione di fatalismo o di inerzia anzi è l'opposto dell'evasione dalla realtà, dell'intimismo consolatorio: è forza di speranza, massima espressione della fede nella potenza di Dio che è Amore e non ci abbandona".


