Visualizzazione post con etichetta pacchetto sicurezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pacchetto sicurezza. Mostra tutti i post

domenica, agosto 09, 2009

Pacchetto sicurezza: da oggi in vigore, non tacciono le critiche dei missionari

Entra oggi in vigore la legge recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica" (il cosiddetto "Pacchetto sicurezza") approvato con voto di fiducia dal Parlamento lo scorso luglio. La nuova legge sulla sicurezza colpirà soprattutto chi è senza permesso di soggiorno, ma renderà più difficile e costosa anche la vita degli immigrati regolari. Per quanto riguarda invece gli immigrati non in regola con il permesso di soggiorno la legge prevede pesanti ammende da 5 mila a 10 mila euro e l’espulsione.


"Tutti tranne le colf e badanti se avranno un datore di lavoro disposto a metterle in regola" - sottolinea un articolo di Nigrizia che ha intervistato in proposito l'"avvocato di strada" Marco Gastaldo. Il Governo ha infatti concesso una via di fuga, approvando in via definitiva e con voto di fiducia a Camera e Senato, il 1 agosto, il decreto legge che permette la regolarizzazione di colf e badanti. "Leggi propaganda - le definisce Marco Gastaldo che nell'intervista a Afriradio a fianco, elenca una serie di gravi lacune del testo normativo. "Un testo che si ferma ai proclami, che non specifica, ad esempio, cosa accadrà al badante il cui assistito dovesse decedere, o che rischi corre il datore di lavoro che si è auto-denunciato per permettere l'emersione di un rapporto di lavoro illegale, nel caso in cui la richiesta venga respinta. In attesa di eventuali direttive che colmino queste fondamentali lacune, quanti datori di lavoro rinunceranno per paura?" - si chiede Gastaldo.

In questi mesi sono state moltissime le prese di posizione delle associazioni cattoliche e del mondo missionario contro il "Pacchetto sicurezza". "Parlamento e Governo hanno avuto una visione poco realistica delle cose, ma forse gli intenti erano altri: non certo quelli di risolvere i problemi dell'immigrazione irregolare in Italia nè della sicurezza dei suoi cittadini" - aveva denunciato Oliviero Forti, responsabile dell'Ufficio immigrazione della Caritas italiana. Le Acli in una nota si sono dette "seriamente preoccupate" per le conseguenze del disegno di legge sulla sicurezza che favorisce "nei fatti e nelle intenzioni, un clima pericoloso di paura e di sospetto che alimenterà la clandestinità anziché combatterla, renderà gli immigrati irregolari ancora più invisibili, soprattutto sui posti di lavoro, provocherà forti limitazioni nell'esercizio dei diritti fondamentali, complicando la vita degli stessi immigrati regolarmente residenti".

Oltre oltre 100 religiosi hanno sottoscritto l'appello 'Onoriamo i poveri' firmato chiede di per attuare pratiche di accoglienza, di solidarietà e di disobbedienza pubblica verso le norme contenute nel pacchetto sicurezza. L'appello lanciato dall'associazione 'Beati i costruttori di pace' e ripreso da diversi siti cattolici non intende proporre i religiosi "come oppositori politici", ma "come portatori di una necessità pastorale e civile, dichiarandoci obiettori di coscienza". Il settimanale cattolico 'Vita Trentina' ha lanciato una petizione online a favore dell'appello - promosso da aasociazioni laiche e cattoliche - "Pacchetto (in)sicurezza? Noi disobbediamo!" che chiede ai referenti politici "sostanziali modifiche alla legge", ai pubblici ufficiali di "praticare la disobbedienza civile" e alla cittadinanza di "sostenere tutte le iniziative di accoglienza, solidarietà e tutela dei diritti fondamentali di ogni persona".

Nel mondo missionario italiano vanno segnalati numerosi interverventi rilanciati puntualmente dall'agenzia di stampa Misna. In una nota il massimo organo dei missionari italiani, la Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi), ha espresso "sconcerto per quanto riguarda i provvedimenti sul tema degli immigrati". "Il decreto 'Sicurezza' è stato approvato alla Camera e al Senato della nostra Repubblica con voto di fiducia, ma non certo in un clima di fiducia" - sottolinea la Cimi. La Conferenza dei missionari è "ben consapevole che ogni stato ha il diritto-dovere di regolare le migrazioni, in pieno rispetto dei diritti umani dei propri cittadini e anche di ogni persona al mondo, come richiede la Costituzione della repubblica". Ma ribadisce che "come missionari siamo testimoni delle tragiche situazioni in cui sono costretti a sopravvivere centinaia di milioni di persone e famiglie a causa dell'impoverimento forzato e dei numerosi conflitti, con responsabilità anche internazionali". Il provvedimento "dichiarando colpevole di "reato" ogni immigrato clandestino, la legge colpisce le persone più deboli, lasciando impuniti quegli organismi (noti o clandestini) che sono coinvolti - in modo illegale e criminoso - nel reclutamento, trasporto e sfruttamento dei migranti" - denuncia la Cimi.

Particolarmente attenta al problema è stata - come detto - la voce del mondo missionario italiano, l'agenzia di stampa Misna. Ieri la Misna proponeva quattro articoli sul tema tra cui un'intervista a padre Vincent Mwagala, vice-parroco di origini tanzaniane a Lampedusa. "La legalità non deve avere né colore né nazionalità, le regole devono essere uguali per tutti” - sottolineava padre Mwagala. A proposito dell’introduzione del reato di ‘clandestinità’ il missionario afferma: "Se è giusto che uno straniero entri in Italia con un regolare visto (ma non dimentichiamo i potenziali richiedenti asilo in fuga da guerre e situazioni estreme) dovrebbe essere altrettanto giusta un’azione dello stato per garantire i diritti di cittadini stranieri che lavorano a migliaia in nero, senza alcun diritto, con paghe molto al di sotto della media, per datori di lavoro italiani che in questo modo eludono tasse e si arricchiscono alle spalle di emarginati della società. Per non parlare della burocrazia e delle lungaggini e complicazioni che ostacolano la possibilità di una permanenza regolare perfino quando se ne avrebbe diritto”.

Intanto c'è una prima vittima del "Pacchetto sicurezza": nei giorni scorsi a Ponte San Pietro (Bergamo) si è tolta la vita una ragazza marocchina di 27 anni, Fatima Aitcardi. Il fratello Mohamed - che ha un regolare permesso di soggiorno - ha raccontato che Fatima era disperata perché aveva tentato in tutti i modi di regolarizzare la sua posizione ed era terrorizzata dalla scadenza di oggi per l’entrata in vigore della nuova legge. [GB]

Fonte: Unimondo

mercoledì, gennaio 14, 2009

SICUREZZA - Pacchetto più morbido, ma "resta la tassa di soggiorno"

Ddl sicurezza, da domani al Senato il voto sugli emendamenti, quello finale fissato per il 3 febbraio. Dopo la riunione di maggioranza con i ministri dell'Interno e della Giustizia si ammorbidisce il pugno duro impresso dalla Lega al testo. - Ritirato l'emendamento sulla sanità a pagamento per i migranti irregolari. Sarà invece cancellato il divieto per i medici di segnalare alle autorità gli irregolari che richiedono prestazioni sanitarie: starà alla libertà di coscienza di ciascun medico fare la segnalazione. - Rimane nel ddl la discussa tassa sul permesso di soggiorno, annuncia il ministro Maroni. La somma "sarà definita dai ministeri competenti". Sarà infine trasformato in ordine del giorno l'emendamento che prevedeva lo stop per due anni dei flussi di immigrati in Italia a causa della crisi economica.
La Fondazione Migrantes ritiene "inaccettabile una tassa che e' meglio definire balzello".
Don Gianromano Gnesotto, responsabile migranti e profughi dell'organismo promosso dalla Cei ha ripsosto cosi' a una domanda sul contributo proposto per il rilascio dei permessi di soggiorno. "Fantasie di questo genere - ha spiegato don Gnesotto - che penalizzano ulteriormente gli immigrati ci sembrano una caduta e un passo indietro rispetto a politiche di integrazione che devono invece avere una mentalita' aperta e intelligente in grado di mettere in atto politiche adeguate".

martedì, luglio 29, 2008

Sicurezza, Ue: '''Pacchetto' viola diritti umani e principi umanitari''

Bruxelles, 29 lug.- (Adnkronos/Aki)- "La preoccupazione per la sicurezza non può essere l'unica base per la politica di immigrazione. Le misure prese in Italia violano i diritti umani e i principi umanitari e possono provocare ulteriore xenofobia". Sono durissime le parole usate del commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, presentando un rapporto sul pacchetto sicurezza adottato dal governo sulla base della sua visita compiuta a Roma il 19 e il 20 giugno. Il Commissario, si legge in un comunicato, "ha espresso forte preoccupazione per il 'pacchetto sicurezza' che sembra prendere di mira gli immigranti rom, e per la dichiarazione dello stato di emergenza in tre regioni italiane". Secondo il rapporto Hammarberg "la frequente adozione di misure legislative d'emergenza e di altre miusre da parte di uno Stato membro del Consiglio d'Europa indica la grave debolezza del meccanismo statale che sembra non essere in grado di trattare con i problemi sociali". Per Hammarberg "la vasta maggioranza dei Rom e dei Sinti hanno urgente bisogno di reale protezione dei propri diritti umani, in particolare i diritti sociali, come il diritto di alloggi adeguati ed istruzione, da parte delle autorità nazionali, regionali e locali". "Adottare lo Stato d'emergenza e fornire maggiori poteri ai 'commissari speciali' e alla Polizia - ammonisce ancora il Consiglio d'Europa - potrebbe non essere la migliore opzione possibile per trattare con i bisogni delle popolazioni Rom e Sinti". E critica le condizioni di vita in campi nomadi "come il Casilino 900" a Roma sono "inaccettabili". "Le autorità italiane devono dare priorità all'adozione di misure per il miglioramento delle condizioni di vita dei Rom e dei Sinti". "Le autorita' italiane -prosegue il documento- devono sforzarsi per fornire ai Rom e ai Sinti alloggi adeguati, che significano abitazioni strutturalmente sicure , anche da un punto di vista igienico e sanitario". "Lo sgombero dei Rom e dei Sinti non dovrebbe mai essere eseguito se le autorità non sono in grado di fornire alternative disponibili, in alloggi adeguati. Nel caso in cui questi sgomberi sono giustificati - prosegue Hammarberg nel rapporto - devono essere condotti nel pieno rispetto della sicurezza e della dignità delle persone coinvolte ed in stretta consultazione con le associazioni che difendono i loro interessi". ''Un'attenzione speciale", si sottolinea infine nel rapporto, deve essere rivolta alla "protezione dei diritti umani dei bambini Rom e Sinti, come stabilito, in particolare, dalla Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti dei bambini".Nel mirino di Hammarberg anche "la decisione di criminalizzare l'ingresso di migranti e il soggiorno irregolare". In questo il commissario del Consiglio d'Europa vede "un preoccupante allontamento dai principi della legge internazionale vigente". Tali misure, dichiara, "possono rendere più difficile per i rifugiati chiedere l'asilo e potrebbe provocare un'ulteriore stigmatizazione e marginalizzazione di tutti i migranti". L'elenco delle critiche del Consiglio d'Europa non si ferma qui. Hammarberg "nota con grande preoccupazione che l'Italia ha forzatamente rimandato migranti in paesi in cui è provato l'uso della tortura". Il Commissario fa riferimento al "cittadino tunisino espulso per ordine del ministro dell'Interno, nel quadro della legge sulle misure d'emergenze per combattere il terrorismo", dichiarandosi "contrario al fatto che tali decisioni siano prese sull abase di assicurazioni diplomatiche".Il riferimento è Essid Sami Ben Khemais, espulso in giugno, nonostante avesse fatto ricorso alla Corte europea per i diritti dell'uomo contro un precedente decreto di espulsione. La Corte aveva decretato la sospensione del decreto visto che la Tunisia "non garantisce i diritti umani". Nel comunicato diffuso anche a Bruxelles Hammarberg aggiunge: "Il diritto dell'appello (contro l'espulsione) è una pietra miliare del sistema europeo di tutela dei diritti umani". Infine, il commissario "esorta le autorità italiane a procedere rapidamente con la creazione di un'efficace istituzione nazionale sui diritti umani, per rafforzare il sistema di protezione del paese".