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giovedì, novembre 18, 2010

Le Acli aderiscono con entusiasmo al Giubileo di Napoli lanciato dal cardinale Sepe


"Le Acli di Napoli riconoscono alla scelta del cardinale Sepe di lanciare un Giubileo di Napoli un valore profondamente profetico." Lo afferma il presidente provinciale dell'associazione dei lavoratori cristiani Pasquale Orlando che rimarca "la bellezza del collegamento tra l'iniziativa e le Sette Opere di Misericordia, un'opera caravaggesca che tutti i napoletani dovrebbero vedere almeno una volta."

Per Orlando "i laici cristiani non possono che rispondere in maniera convinta all'appello del loro arcivescovo, in un momento di così grande confusione valoriale ed in cui Napoli vive una situazione di prostrazione a causa soprattutto dell'emergenza rifiuti. Il cardinale ha voluto proporre dei veri e propri "stati generali" del mondo cattolico partenopeo e non solo, per pregare insieme ma anche per trovare soluzioni ai problemi e lavorare a progetti di sviluppo. Le sue idee rappresentano una ventata di aria fresca e richiamano sia all'impegno personale che comunitario."

Le Acli di Napoli celebreranno, il 26 ed il 27 novembre prossimi, il proprio congresso presso la basilica di San Paolo Maggiore, in via Tribunali. Titolo dell'evento, a cui parteciperanno, tra gli altri, lo stesso cardinale, il sindaco Rosa Russo Jervolino, il presidente della Regione Stefano Caldoro ed il presidente nazionale delle Acli e portavoce del Forum del Terzo Settore Andrea Olivero è "Pane e speranza. Associazionismo, Ben/Essere, Mezzogiorno".

domenica, giugno 20, 2010

Napoli fa quadrato attorno a Sepe: "A Maronna t'accumpagni, cardinà.."


I fedeli: "Paga la sua visibilità"
Ma la Curia chiede chiarezza
NAPOLI
Oggi è Napoli che consola il suo cardinale. Come sempre colorita, il "cuore" tra le mani, mette in scena addirittura la benedizione del cielo, e saluta Crescenzio Sepe con un volo di colombe. Il simbolo della pace e dello Spirito Santo esce da una scatola di cartone, mentre il presule entra in auto, inseguito dalla stampa, alla fine della prima messa celebrata dopo la notizia di un avviso di garanzia per corruzione.

L’omelia di una domenica difficilissima coincide con la prima visita pastorale a Sant’Onofrio dei Vecchi: la chiesa è gremita. Alla fine, i fedeli applaudono e fanno festa. Qualcosa è cambiato. Sfumature che saltano all’occhio, per chi conosce il piglio baldanzoso di Crescenzio Sepe: il tono è pacato, è più dimesso il cardinale. Sorride molto, però, e affronta con fiducia il bagno di folla, lungo la navata.

«La Madonna vi accompagni», ha detto all’assemblea, chiudendo la celebrazione: in italiano e non in dialetto, come ha abituato i fedeli fin dal suo arrivo a Napoli e come salutò persino papa Ratzinger nella sua visita in città. Un’anziana riprende all’uscita il motto originale: «A Maronna t’accumpagni, cardinà...». È nella mente di tutti, e qualcuno proprio lo dice: «Ne tieni bisogno...».

I napoletani rispettano comunque il vescovo. Lo spiegano: quello che può avere fatto l’uomo è «un’altra cosa».A Maronna t’accumpagni Continuano a trattarlo come un santo. «Se lo fanno papa, possiamo dire di averlo visto...», dice soddisfatta una donna ad una ragazza. Gli chiedono di benedire i malati. «Dite una parola al bambino, sta male», gli fa una signora, tirandolo dalla sua parte. Un’altra attende in sedia a rotelle, per un segno della croce sulla fronte. Gli baciano la mano. Si spingono alla pacca sulla spalla. Un giovane con la faccia sorridente gli fa l’occhiolino.

In sagrestia, subito dopo, Sepe taglia la torta. Si sparano - ogni botto fa socchiudere gli occhi pure a lui - coriandoli che restano appesi fra i capelli come a Carnevale. Il cardinale asseconda il sentimento dei fedeli, contenendo l’imbarazzo, mentre para i molti tentativi della stampa. La festa, insomma, lo difende.

Sepe è indagato per corruzione, lo sapete? «È il nostro vescovo e siamo contenti che sia qui», dice una ragazza. «Non mi fido della stampa e della magistratura - sostiene un ingegnere - le anticipazioni dei media sulle inchieste sono il vero problema. Tutto ingigantito...». «È troppo in vista, è sotto tiro. Paga la visibilità», secondo una donna anziana.

Napoli crede, fra l’altro, nelle qualità umane del suo cardinale: «Io credo che sia buono - spiega Anna - quando mi avvicino e lo tocco, lo sento. Lo vedo sincero. Si scoprirà che non ha fatto niente». «Non ci credo, sa perchè? - è la risposta di Antonio - Ho visto in tv che dà in beneficenza alla gente tutti i regali che gli fanno». L’asta natalizia, alla gente, è arrivata. Padre Emanuele, il parroco, spiega il rispetto dei fedeli dal punto di vista dottrinale: «I padri della Chiesa dicono che il vescovo è "ipse Christus". Per questo la gente è venuta stamattina, pur sapendo. Siamo educati a vedere il vescovo, non l’uomo. Il resto non ci riguarda». «Io l’aspetto la verità», ha concluso invece don Mariano Imperato, della Comunità di Sant’Egidio. È uno dei gruppi fra i più vicini a questo Pastore. Spiegano che Sepe ha rianimato la chiesa napoletana. Oggi la risposta è: «Aspettiamo, e vediamo...».

lunedì, ottobre 26, 2009

Il Cardinale Sepe incontra l'associazione "I Ken Onlus"

L'Amore di Dio è per tutti. Nessuno è escluso dall’ovile del Maestro.

Il Cardinale Sepe incontra l'associazione "I Ken Onlus"

Il Cardinale Crescenzio Sepe, accogliendo una cortese richiesta pervenuta dall’Associazione “I Ken ONLUS” di Napoli, ha avuto un incontro con una delegazione guidata dal Presidente, dottor Carlo Cremona.
Nel corso della cordiale conversazione sono state illustrate a Sua Eminenza le finalità dell’Associazione della quale fanno parte persone che vivono un diverso orientamento sessuale. A tale riguardo è stato evidenziato che tale alterità si impatta spesso con interpretazioni culturali e sociali assolutamente superficiali e prevenute, che non poche volte si traducono in atteggiamenti di dileggio e di offesa, se non addirittura di aggressione e di violenza, anche in forma grave e delittuosa, come purtroppo si è potuto registrare soprattutto in questi ultimi tempi.
E’ stato rivendicato dalla Associazione il diritto di vivere la propria libertà e le proprie tendenze naturali, nello spirito della civile convivenza e di quanto consentito dal nostro sistema democratico, senza che i propri comportamenti suonino come offesa alla pubblica decenza, mentre è stato espresso al Cardinale Sepe l’apprezzamento degli Associati per l’impegno sociale che va profondendo nella Sua azione pastorale e per l’attenzione e la sensibilità che manifesta nei confronti delle persone che hanno maggiore bisogno di comprensione e di sostegno, non solo materiale ma anche morale.
L’Arcivescovo di Napoli, nel dirsi lieto per l’incontro e nel prendere atto delle riflessioni esposte, ha sottolineato il valore fondamentale dei principi cristiani che mettono la persona al centro di tutto il lavoro di promozione umana, salvaguardandone la dignità e il rispetto, due parametri irrinunciabili che presuppongono comportamenti coerenti da parte di tutti. L’amore di Dio è per tutti, nessuno è escluso dall’ovile del Maestro. Rispondere all’amore di Dio è comunque, sempre e in ogni caso, seguire il dettato evangelico nel rispetto di se stessi e degli altri, in armonia con il diritto naturale e gli insegnamenti della Chiesa. Il Cardinale Sepe, pertanto, ha espresso ferma condanna per ogni forma di violenza personale e, nel contempo, ha evidenziato come siano da evitare atteggiamenti esuberanti che possano risultare non solo offesa verso se stessi, ma anche una provocazione capace di suscitare atti scorretti, se non delittuosi, da parte di facinorosi o perversi. Con paterna benevolenza, infine, ha ricordato come sia possibile vivere serenamente il proprio stato, mettendosi alla sequela di Cristo, dispensatore certo di amore e di speranza.

mercoledì, giugno 03, 2009

napoli: Parte la raccolta per il fondo di microcredito SPES

Parte la raccolta per il fondo di microcredito SPES

per la selezione dei progetti e l'erogazione dei finanziamenti, si avvarrà di una commissione: Dott. Carlo Borgomeo, Ing. Sergio Scapagnini, Prof. Sergio Sciarelli

1) Prestiti per avviare una attività e risolvere il problema del lavoro, in modo autonomo e responsabile.

In una realtà come quella napoletana, molte sono le esigenze, i bisogni, le situazioni di disagio. La Chiesa napoletana vuole assumere, in prima istanza, una iniziativa direttamente rivolta al tema del lavoro: non ci sono posti da assegnare, ma si vuole accompagnare e sostenere lo spirito di iniziativa di chi vuole provare a farcela. E’ un intervento piccolo che nasce come un esperimento, certamente non risolutivo , ma che può avere un forte carattere emblematico. Può rappresentare un elemento di speranza, un percorso concreto di esercizio della solidarietà della comunità cristiana.

2) Le caratteristiche dell’intervento: trasparenza e volontariato.

Saranno concessi prestiti per un importo massimo di 20 mila euro, da restituire in quattro o cinque anni; i prestiti saranno erogati da una banca,che non chiederà garanzia ai proponenti; i prestiti saranno a tasso zero; saranno predisposti dei moduli per le domande di finanziamento;il Fondo Spes contribuirà, in parte alle garanzie e all’azzeramento del tasso di interesse. Gli esperti che stanno affiancando la Curia forniranno maggiori dettagli tecnici: sono già al lavoro per individuare le Banche ed i Consorzi fidi che affiancheranno l’iniziativa e stanno definendo le procedure. L’intervento sarà operativo a settembre in modo che per la fine dell’anno sarà già possibile vedere i primi frutti della iniziativa, caratterizzata dalla massima trasparenza: saranno resi noti i criteri di valutazione, che sarà fatta da esperti particolarmente qualificati. Sarà assicurata una puntuale rendicontazione delle attività e delle spese del fondo.L’obiettivo è di azzerare le spese di funzionamento dell’intervento utilizzando volontari. In particolare si chiede la collaborazione di professionisti, manager, consulenti per attività di tutoraggio ai soggetti che avviano una nuova attività. L’intervento si fonda sulla solidarietà di quanti versano contributi al Fondo e di quanti mettono a disposizione la loro competenza ed il loro tempo.

3) Prestito e non dono

Si tratta di prestiti e non di erogazioni a fondo perduto. A chi ottiene il prestito vengono richieste non garanzie, ma l’impegno morale alla restituzione: ciò renderà credibile l’intervento e consentirà di sostenere più iniziative. I beneficiari saranno aiutati ed accompagnati, ma saranno impegnati ad assumersi piena responsabilità: lo sviluppo è fatto da soggetti responsabili, a tutti i livelli, non da soggetti assistiti a vita.

4) Comunicazione Sociale

Tre momenti di comunicazione:
  • Parrocchie (attraverso la rete telematica)
  • Beneficiari (con predisposizione di materiale descrittivo a supporto)
  • Monitoraggio (film sui primi dodici mesi delle attività)




venerdì, febbraio 06, 2009

Napoli: A convegno ‘le Chiese del Sud’

NAPOLI - In preparazione al convegno “La Chiesa nel Sud. Le Chiese del Sud”, promosso il 12 e il 13 febbraio a Napoli dalle 5 Regioni ecclesiastiche del Mezzogiorno, l’Istituto italiano per gli studi filosofici, l’Istituto di studi e ricerche sociali (Isers) e il portale “Mondo cattolico Napoli” organizzano, il 9 febbraio nel capoluogo partenopeo, l’incontro di studio “Vent’anni dopo il documento Cei Chiesa e Mezzogiorno”.“Nella rarefazione del dibattito interno alle grandi organizzazioni politiche, sociali e religiose, questo incontro – spiega padre Domenico Pizzuti, presidente dell’Isers – si caratterizza come luogo di libero confronto e discussione di studiosi ed osservatori laici e religiosi, a partire dalle diverse competenze disciplinari dei relatori, sulle trasformazioni economiche, sociali e religiose che hanno interessato il Mezzogiorno nel corso dell’ultimo ventennio”. L’intento è “offrire spunti analitici e propositivi per la stessa presenza e azione delle Chiese del/nel Sud, in modo che al vertice e alla base la Chiesa avvalori l’etica pubblica da parte dei rappresentanti istituzionali e dei cittadini e promuova lo sviluppo economico, civile ed etico delle/nelle Regioni meridionali”. Per padre Pizzuti spetta alla Chiesa “nella solidarietà dell’intero Paese, indicare le vie di un nuovo sviluppo sostenibile o meglio di crescita solidale con un rinnovato protagonismo delle popolazioni meridionali”. Al di là di altre considerazioni economiche e sociali, “si ritiene – prosegue il religioso – che al centro dell’attenzione sia proprio la pastorale delle Chiese del Sud e la sua capacità o meno di modellare comportamenti e relazioni sociali che, superando familismo e mafiosità tradizionali e l’individualismo contemporaneo, siano ispirati alla non violenza, alla legalità, all’agire solidale, all’imprenditorialità e al protagonismo della società civile, ad una fraternità estesa agli ultimi. Ed altresì ispiri una religiosità promotrice di virtù civili e di coesione sociale, nell’accoglienza di migranti e rom secondo il messaggio biblico”.All’incontro di studio interverranno, tra gli altri, Giacomo Di Gennaro, docente di sociologia all’Università Federico II di Napoli, Vittorio Liberti, rettore del Seminario campano interregionale, Andrea Milano, docente di storia del cristianesimo all’Università Federico II.

mercoledì, dicembre 31, 2008

Iervolino: "la nave affonda ma non lascio" .

Ci sono poche cose certe a Napoli: la monnezza, le tasse, il capitone a Natale e l'onestà di Rosa Russo lervolino. Eppure, la sua Giunta di centrosinistra è stata investita da un ciclone giudiziario, l'inchiesta "Magnanapoli", che ha fatto sprofondare l'immagine della città fino a travolgere il Pd.
Nell'occhio del ciclone, lo studio del sindaco a Palazzo San Giacomo, regna la calma. O almeno così sembra.
- Sindaco, non era meglio dimettersi?
-Non ci ho pensato nemmeno per un istante. Non sono abituata a scappare . A Napoli siamo un popolo di naviganti, quando la nave affonda il comandante scende per ultimo o affonda con la nave, non scappa per paura.
- Com'è potuto accadere, se le ipotesi di reato verranno confermate, che le ruberie su cui indagano i magistrati siano avvenute senza che il sindaco e gli altri membri della Giunta non si siano accorti di nulla?
-Alt. Qui non c'è stata nessuna ruberia. Se si legge il "casermone", l'ordinanza di 700 pagine dei magistrati, vedrà che gli indagati non hanno rubato una lira, hanno fatto progetti di ruberie su 'gare d'appalto mai fatte. Se le gare non sono state fatte, significa che qualcuno se ne era accorto e le ha fermate. Questo è il grande equivoco. Non è meno grave, perché se progetto un'azione delittuosa e organizzo tutto, dal punto di vista etico è come se l'avessi compiuta, però se qualcuno protegge la vittima, la fa scappare, beh, c'è un po' di differenza.
- Ha mai vissuto momenti più difficili nella sua carriera politica?
-Sì, il sequestro Moro. Ero nella direzione della Dc. E anche quando come ministro ho avuto la responsabilità della missione in Kosovo, dopo l'invasione dell'Albania. Questo è il terzo momento più difficile, forse più paragonabile ai giorni di Moro. Con il Kosovo era un momento di grande unione. Col sequestro Moro si aveva la stessa sensazione che sto vivendo oggi a Napoli, quella di navigare nelle nebbie. Parlo dal punto di vista politico. Da quello personale, mi creda, se non avessi la più ferma convinzione di avere la coscienza a posto non andrei avanti. E con me la stragrande maggioranza della Giunta e il Consiglio comunale. Certo, quando mi trovo di fronte a intercettazioni telefoniche che, senza fare nomi, prendono una persona che è stata parlamentare per varie legislature, membro del Governo, membro della Commissione parlamentare antimafia, cattolico focolarino di prima grandezza e me lo trovo come una delle persone che studia come raggirare il sindaco, definita "scema" perché è tanto ingenua da non pensare nemmeno al fatto che la si possa imbrogliare, beh un po' di nebbia viene…
- SI sente tradita da questa Giunta?
-Dalla Giunta no, ci sono persone ottime. E pure gli inquisiti non sono sullo stesso piano. Anche se non faccio nomi, per rispetto dell'autorità giudiziaria
- C'è qualcuno da cui si sente tradita?
- Viene il dubbio. Io sono sempre stata una persona non ceno ingenua (sono napoletana, avvocato e nata sul porto), che, però, è sempre partita dalla presunzione di lealtà. Per la prima volta, ho dentro di me un po' di paura, immaginando che possano esserci anche persone sleali. Tenga conto che io vengo da una lunga esperienza politica. Ho anno avversari duri, ma leali, sempre. Per questo è stata una bruttissima botta.
- Veltroni l'ha incoraggiata ad andare avanti?
-Sì. la decisione di proseguire con nuovi assessori, come quello al Bilancio Francesco Boccia, è mia, ma il giorno che è successa la cosa sono andata a Roma, ho incontrato Veltroni e gli esponenti degli altri partiti. E gli ho detto che intendevo andare avanti.
- Non teme di aver deluso i suoi elettori? Oltretutto, per un cattolico la questione morale dovrebbe valere due volte: una come cittadino e una in quanto cristiano
-Se è per questo, per me vale tre volte; come cattolica (sono figlia della generazione del Concilio), come cittadina e perché con Rosi Bindi, Maria Eletta Martini e Sergio Mattarella ho redatto, all'epoca di Martinazzoli, il Codice deontologico della Dc, e come presidente del Consiglio nazionale ho firmato io l'espulsione dei potenti del partito, da quelli veneti a quelli bresciani a quelli napoletani. E se mi ritrovo qui, in questo ufficio, è perché quando ero parlamentare di Napoli, nel '94, ai tempi in cui era stata espulsa e delegittimata tutta la classe politica della città, Mino Martinazzoli mi mandò qui proprio perché occorreva una con le mani candide e radici napoletane.
- Ha conosciuto l'imprenditore Alfredo Romeo?
-L'ho visto in sala Giunta quando abbiamo fissato l'accordo per la manutenzione delle case nel 2002 e dopo, stia tranquillo, da me è stato completamente alla larga, mai visto, né conosciuto. Veda se c'è una sola intercettazione della lervolino con Romeo.
- L'ex ministro Scotti, suo predecessore, ha detto in un'intervista che la nuova Giunta dopo il rimpasto si chiamerà "Giunta degli onesti". Viene subito in mente il film La banda degli onesti, di Totò e Peppino. Un nome un po' autolesionista, quasi grottesco...
-È venuto in mente anche a me. In realtà, la storia della "Giunta degli onesti” è solo nel titolo dell'intervista. Scotti non ne parla. Anche perché la "Giunta degli onesti" lascerebbe presupporre che ci sia stata quella dei disonesti
- Non trova che la classe dirigente napoletana e la società civile siano un po' distanti dai problemi della città?
-Non mi farò amici, però la risposta è che ha ragione. Abbiamo un'ottima Caritas, un'ottima Acli, un'ottima Arci, abbiamo una serie di organizzazioni di società civile che si sporcano le mani e mandano avanti la città. E poi abbiamo una serie di organizzazioni di società civile che analizzano le cose che non vanno e non fanno assolutamente nulla
- Lei è al secondo mandato e non è più rieleggibile. Ha pensato al dopo?
-Mi vengono in mente 580 mila cose. Vengo dal diritto sindacale e del lavoro. Mi piacerebbe ritornare a occuparmi di vertenze sindacali. Dopo l'esperienza a contatto di tanti profughi in Kosovo, mi piacerebbe anche lavorare nelle organizzazioni internazionali, nell' Acnur, per esempio. Però ho un grave handicap: conosco bene solo l'italiano e il dialetto napoletano.
- Può sintetizzare i mali di Napoli da affrontare, in una battuta?
-I mali di Napoli sono principalmente tre: la disoccupazione, la povertà, che è figlia della disoccupazione, e la droga che si porta dietro la malavita
- A Napoli si dice che l'unica autorità riconosciuta sia l'arcivescovo Sepe ...
-È un punto di riferimento. Però, da cattolica e marciando sulla linea della Gaudium et spes, chiedo scusa, ma sono per la laicità dello Stato
- Ha mai avuto l'Impressione di aver avuto a che fare con dei capibastone nel suo partito, come ha detto l'ex segretaria del Pd Emma Giammanei?
-Certo che ne ho visti. ma il problema è vedere chi poi tra me e loro ha preso le bastonate. Sono una persona mite, ma il mio programma politico viene dal Magnificat: rovescia gli arroganti e i potenti ed esalta gli umili .....


Scritto da Francesco Anfossi da Famiglia Cristiana,


sabato, dicembre 20, 2008

Sepe incontra gli amici di Facebook «Con loro mi sento più ricco»


NAPOLI (20 dicembre) - «Chi trova un amico trova un tesoro, e stasera mi sento più ricco». È il saluto rivolto dall'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, agli amici del social network Facebook, nel corso dell'incontro alla Stazione marittima del capoluogo partenopeo.

Circa un centinaio di sostenitori, i fans del cardinale, si sono dati appuntamento ieri sera per salutare Sepe. «Ci siamo incontrati e abbiamo creato una grande rete di amicizia», ha detto il cardinale. «Il nostro scopo - ha sottolineato Sepe - è andare dove c'è la gente: non c'è limite all'amicizia, ed è compito del pastore incontrare persone con cui instaurare un dialogo». Partita come una curiosità, l'iscrizione a Facebook è poi diventata per il cardinale un nuovo modo di tenere un contatto diretto con i fedeli. «È uno strumento che offre grandi possibilità, e la sua utilità dipende dall'uso che ne facciamo», ha detto. L'evento promosso dall'arcidiocesi è stato un incontro per salutare di persona i singoli componenti di quella che l'arcivescovo ha definito «una piccola famiglia in cui si discutono problemi familiari, si comunicano gioie e iniziative importanti per la collettività».

venerdì, ottobre 24, 2008

L'arcivescovo di Napoli su Facebook



alle ventidue di oggi ha già 227 amici (ci sono anch'io)


L'arcivescovo di Napoli su Facebook: piazza virtuale per avvicinare i giovani
Si è iscritto da 3 giorni, ora ha 17 amici. Ne aspetta tanti

NAPOLI - Chi storceva il naso di fronte al boom di Facebook, il social network più accorsato del momento, ora dovrà ricredersi e, con tutto il rispetto, farsi il segno della croce. Perché tra le faccine della community, da un paio di giorni c'è anche quella del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. Grande comunicatore, sua eminenza, che di quartieri e strade ne attravrsa tanti a piedi, ha subito fiutato che quella era una piazza reale, altro che virtuale, da non disertare. Ha preso tastiera e fotina e si è iscritto al sito www.facebook.com.
Il suo profilo recita: Cardinale Crescenzio Sepe. Uomo. Data di nascita: 2 giugno 1943; istruzione e lavoro: Università pontificia, Università lateranense; scuola superiore: Seminario di Aversa. Amici: 17 (almeno fino a ieri sera ndr); contatti c.grovino@chiesadinapoli.it. Nella foto sorride e stringe le mani come a porgertele per dire: se vuoi, possiamo parlarne, qui c'è una risposta. C.grovino è Carmine Grovino che cura anche il portale della diocesi di Napoli. È lui a ricevere le richieste di amicizia per l'arcivescovo e a sottoporgliele. «Ma poi - dice - è lui che decide. Come sua è stata la scelta di iscriversi a Facebook che ha sempre guardato con interesse».
Perché dove ci sono i giovani, ha detto spesso, vuole esserci anche lui. «Proprio così. La sua presenza su facebook s'iscrive nell'idea ispiratrice del progetto del nuovo portale della diocesi, che non solo vuole mettere in comunicazione tutte le parrocchie, ma creare una rete vera tra persone». E si sa, oggi non c'è niente di più reale che il virtuale. «Soprattutto per le fasce d'età psicologicamente più a rischio, quelle che più preoccuano il cardinale, ovvero i ragazzi dai 13 ai 40 anni. Per affermare concretamente la centralità della parrocchia sul territorio e nel tessuto giovanile, bisogna sperimentare il nuovo. E Facebook è senz'altro una grande occasione».
Per un pulpito virtuale? «Non proprio. Il pulpito continuerà ad essere la chiesa. L'obiettivo è quello di creare un contatto, di dare un messaggio di vicinanza, ma l'augurio è che dopo ci sia un incontro fisico tra persone e parrocchia. Il cardinale sa che i nuovi strumenti telematici devono affiancarsi e non sostituirsi ai luoghi canonici. Certo con Fb sua eminenza intende rilanciare l'opinione della chiesa di Napoli anche a chi ne è più lontano, quei giovani che per risolvere i propri disagi trovano più facile isolarsi dietro uno schermo che andare in chiesa ». Che dire? Geniale. L'apostolato napoletano diventa internettiano, e, con l'arcivescono Sepe, nasce la nuova chiesa «partenettiana».

Natascia Festa

mercoledì, ottobre 15, 2008

Napoli, la speranza ed il riscatto. I temi del libro del cardinale Crescenzio Sepe, “Non rubate la speranza”


Napoli, la speranza ed il riscatto. I temi del libro del cardinale Crescenzio Sepe, “Non rubate la speranza”, edito da Mondandori, animano il dibattito anche fuori dai confini della città.
A Roma, nella sede dell’Auditorium Agostinianum, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ascolta i passi del volume edito di Mondandori, letti da Alessandro Preziosi. Un uditorio vastissimo, nel quale spicca la presenza del Capo dello Stato, percepisce i fremiti della voglia di riscatto. Erri De Luca, scrittore contro, interviene e commenta, non senza asprezza, ma conclude: “La Chiesa di Napoli vince”.
Al tavolo, per “Gli Eventi di Elea”, su invito del presidente dell’Idi Franco Decaminata e dell’Amministratore delegato di Elea ,Domenico Temperini, anche Piero Schiavazzi. Tema centrale la rinascita, la speranza che Napoli può e deve coltivare, anche e soprattutto nella lotta alla criminalità (Intervista Sepe in allegato). In sala anche moltissimi artisti, Nino D’Angelo e Luciano de Crescenzo, ma anche Amedeo Minghi, Claudia Koll e Vittoria Puccini. Insieme ad un elevatissimo numero di porporati ed ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Letta e Bertolaso. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine dell’incontro commenta
CAMORRA: NAPOLITANO, SI VEGLIA SULLA SICUREZZA DI SAVIANO
Roma, 14 ott. (Adnkronos) - "Ho potuto accertare che si veglia sulla sicurezza di Roberto Saviano". E' quanto assicura il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al termine della presentazione all'Augustinianum del libro del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe 'Non rubate la speranza'. "Non penso -aggiunge il capo dello Stato- di dover dire nulla che suoni come allarme".



NAPOLI: CARD.SEPE, GRAZIE PRESIDENTE NAPOLITANO PER SUA VICINANZA

(ASCA) - Roma, 14 ott - L'arcivescovo di Napoli, card.

Crescenzio Sepe ha ringraziato calorosamente il presidente della Repubblica Napolitano per ''la sua vicinanza e il suo amore'' per la citta' di Napoli. Il capo dello Stato ha presenziato alla presentazione del libro del card. Sepe, ''Non rubate la speranza''.

''Chiesa e istituzioni - ha detto il cardinale - non hanno bisogno di sancire alleanze poiche' e' del tutto naturale il loro orizzonte comune. Come pastore di Napoli continuo ad avvertire e a trarre conforto dalla vicinanza e dall'amore per la sua citta' del capo dello Stato''.




lunedì, luglio 28, 2008

Napoli, immigrati occupano sagrato del Duomo

Non è proprio una occupazione. Si tratta di uno stazionamento sul sagrato ma la notizia è quella della ripetitività. Si occupa più il duomo che i palazzi della politica.
Ricerca di solidarietà, maggiore visibilità o individuazione della maggiore autorità?
La situazione viene definita tranquilla e sotto controllo dalla Digos
Napoli, immigrati occupano sagrato del Duomo
Gli extracomunitari sono alla ricerca di un alloggio visto che alcune notti fa l'edificio dove vivevano, già fatiscente, era andato a fuoco. Alcuni di loro sono in attesa di essere ricevuti in Curia da un rappresentate del cardinale

Napoli, 28 lug. - (Adnkronos) - Un centinaio d immigrati africani ha occupato stamattina il sagrato del Duomo di Napoli. Gli extracomunitari sono alla ricerca di un alloggio. Alcune notti fa, l'edificio all'interno del quale vivevano, gia' fatiscente e situato in via Trencia, a Pianura, era andato a fuoco. Gli occupanti, oltre 200, tra napoletani ed extracomunitari furono cosi' costretti ad abbandonare il loro tetto di fortuna. Stamattina l'occupazione del sagrato mentre proseguono i riti religiosi all'interno del tempio. Davanti al Duomo sono giunte alcune pattuglie della polizia. Alcuni immigrati sono anche entrati nel Duomo ma senza occuparlo. Sono invece in attesa di essere ricevuti in Curia da un rappresentate del cardinale. La situazione viene definita tranquilla e sotto controllo dalla Digos.

martedì, marzo 11, 2008

“Patto campano per la famiglia” alla presenza del ministro Rosy Bindi e del cardinale Sepe

Le Acli presenteranno venerdì mattina a Napoli il “Patto campano per la famiglia” alla presenza del ministro Rosy Bindi e del cardinale Sepe

Appuntamento alle 9.30 presso l’Hotel Ramada di via Galileo Ferraris.
A seguire, il congresso regionale delle Acli campane


Napoli, 11 marzo 2008 - Il ministro della Famiglia Rosy Bindi, l’arcivescovo di Napoli cardinale Crescenzio Sepe ed il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero saranno presenti alla presentazione del Patto campano per la famiglia, un documento programmatico realizzato “dal basso” che ha l’obiettivo di “conciliare sostegno alla famiglia e sviluppo socio-economico della società”. La manifestazione si terrà venerdì mattina, a partire dalle 9.30, presso l’Hotel Ramada di via Galileo Ferraris. Saranno presenti anche Massimo Marrelli, presidente del Polo delle Scienze Umane dell’università Federico II, Luca Jahier, membro del Comitato Economico e Sociale dell’Unione Europea, Marie Panayotopolous-Cassiotou, presidente dell’integruppo Famiglia e Protezione dell’Infanzia del Parlamento Europeo, Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli. Introdurranno Pasquale Orlando, presidente provinciale delle Acli di Napoli ed Eleonora Cavallaro, presidente regionale delle Acli della Campania.
Sette mesi di lavoro; ventisette seminari territoriali svolti nelle cinque province campane; decine di amministratori pubblici, esponenti del terzo settore, religiosi, sindacalisti, rappresentanti di altre regioni italiane e nazioni europee coinvolti per la stesura del Patto. Sono questi i numeri della partecipazione ad un progetto di ampio respiro che mira a proporre alla politica un percorso per sostenere la famiglia anche in Campania.



“L’idea – continua la Cavallaro - nasce dalla nostra attenzione per le famiglie, investite da problemi e responsabilità di fronte alle quali sono lasciate sempre più sole, al punto da rappresentare il soggetto debole della società. Nella nostra regione, ai “normali” problemi quali invecchiamento della popolazione, famiglie sempre più piccole, maternità ritardata, allungamento della permanenza nella famiglia d’origine, si aggiungono delle aggravanti: un tasso di occupazione che non cresce; una crescente rinuncia da parte delle donne a presentarsi sul mercato del lavoro a causa di una bassa domanda ma anche a causa delle forti carenze nell’offerta di taluni servizi di pubblica utilità, come i servizi di asili nido e quelli dell’assistenza domiciliare per gli anziani; una povertà al 27%, che riguarda soprattutto le famiglie con minori; una dispersione scolastica altissima ed un livello di apprendimento e grado di istruzione della popolazione giovanile inferiori alla media nazionale; una carenza di abitazioni per le giovani coppie; un aumento dell’immigrazione su territori già problematici.”

A seguire la presentazione del Patto si svolgerà il Congresso Regionale delle Acli della Campania, chiamato ad eleggere i nuovi organismi in vista del Congresso Nazionale che si terrà a Roma dal primo al 4 maggio 2008.

domenica, gennaio 20, 2008

DICHIARAZIONE DEL CARDINALE CRESCENZIO SEPE SULLA QUESTIONE DEI RIFIUTI


Di fronte a una città mai così umiliata come in questi giorni, con i cumuli di rifiuti che fanno sfregio non solo all’ambiente, ma prima di tutto alla dignità delle persone, la Chiesa di Napoli non può tacere. Essa è chiamata in causa come in ogni altro momento in cui si manifestano difficoltà da condividere, tanto più se i disagi, altrove rimediabili e naturali, si risolvono nell’ennesima forma di un’acuta e amara sofferenza.
Verrebbe di gridare un per tutto ciò che assedia, da ogni lato, lo svolgersi sereno della vita di una città che non ci stancheremo mai di amare e di ammirare proprio per tutto ciò che contrasta con la triste e drammatica visione di questi giorni: neppure l’orrenda maschera di oggi riesce a nascondere o a far dimenticare che Napoli è un grande patrimonio dell’umanità, se la storia e la bellezza sono ancora tenute in conto.
Ma è proprio l’amore per la città a suscitare – quasi a far insorgere -in queste ore, non tanto parole, quanto un sentimento estremo di rammarico e di afflizione.
La Chiesa di Napoli, di fronte allo scempio che di Napoli viene fatto, sente come un lutto al cuore.
Ed è per questo che come Pastore della Diocesi invito i parroci a tenere, nelle proprie comunità, una veglia di preghiera, per far crescere, intorno a questa gravissima emergenza, il senso di solidarietà e di condivisione.
Non tocca alla comunità ecclesiale andare alla ricerca delle responsabilità- che, certo, sono vaste e diffuse – né si ha l’ambizione di elaborare analisi o indicare mirabolanti e improbabili soluzioni. Ma ciò che di Napoli tutto il mondo , attraverso i media, sta vedendo in questi giorni, è semplicemente intollerabile e non degno non solo di una regione, ma di un Paese civile.
Ancor prima dell’immagine esterna per la Chiesa locale viene, tuttavia, l’esigenza di essere a fianco delle persone che vivono questo gravissimo disagio sulla propria pelle.
La preoccupazione per le conseguenze sanitarie continua a crescere, fino a identificare l’invasione dei cumuli di rifiuti come la più pericolosa tra le molte crisi che Napoli si è trovata ad affrontare anche in tempi recenti .
La ricerca di soluzioni – si spera strutturali e di lungo termine – non può attendere un minuto in più e chiama in causa, ormai, non più solo gli enti territoriali, verso i quali si è indirizzata – anche con forme condannabili – l’esasperazione dei cittadini.
Anche in questo difficile e delicato momento la Chiesa di Napoli non può mettere da parte la speranza. Abbiamo imparato a costruirla ed edificarla giorno per giorno, sotto la guida amorevole e paterna di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI che hanno mostrato l’affetto e la considerazione di tutta la comunità ecclesiale per il futuro della città.
Anche nei momenti più bui Napoli non è stata mai sola. Non lo sarà neppure in questo momento.

Celebrazione ecumenica in Cattedrale

Oggi, alle ore 18, nella Chiesa Cattedrale si terrà una solenne celebrazione ecumenica per l’unità dei cristiani, presieduta dall’Arcivescovo Card. Crescenzio Sepe.
L’incontro rientra nel programma della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani che è stata avviata venerdì 18 nella Chiesa Luterana di via Carlo Poerio e che prevede ancora altri due appuntamenti: alle ore 18 di martedi 22 nella Cappella della Riconciliazione al corso Vittorio Emanuele 559 e alle ore 18 di venerdì 25 gennaio nella Chiesa Greco Ortodossa di via San Tommaso d’Aquino 36.