
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
venerdì, settembre 11, 2009
Il vento del nord. Dal blog di Andrea SARUBBI.

martedì, agosto 11, 2009
E' stato pubblicato il numero zero di Risorsa Mezzogiorno: il bello e il buono delle comunità locali del Sud
è uscito il numero di prova di Risorsa Mezzogiorno (il bello e il buono delle comunità locali del Sud). A settembre lancio pubblico e grande campagna di comunicazione e confronto. Previsti con la rivista mensile, un portale e una guida annuale delle eccellenze....Una nuova stagione di consapevolezza che faccia sentire alle popolazioni del Mezzogiorno i prodotti e le risorse naturali e culturali come proprie. Volano di una nuova stagione di sviluppo e occupazione ed elemento indispensabile per la qualità della vita.
Nella concorrenza acerrima sull’agroalimentare e sul turismo è necessario dotare il Mezzogiorno di un supplemento d’anima, far pesare cioè nella competizione territoriale il senso della sfida collettiva.
Del resto il principale limite delle campagne sulla tipicità è quello di restare confinate nei territori d’origine. Pubblicità ed eventi importanti rivolti essenzialmente alle popolazioni che già li conoscono.
La nostra idea è agire sulla macroregione mezzogiorno coinvolgendo con informazione, formazione, tutela e promozione la società civile, i soggetti economici, gli enti locali in una rete virtuosa più forte.
Vogliamo costruire il valore aggiunto del capitale sociale meridionale a partire dalle risorse territoriali. La risorsa mezzogiorno: capitale umano, territorio e legami sociali.
Gli strumenti di questo lavoro saranno da subito un portale web, una rivista, una guida delle eccellenze nascoste, seminari regionali, convegni ed eventi di massa.
per tutte le informazini e prenotazioni: redazione@risorsamezzogiorno.it
kartasrl@gmail.com
martedì, giugno 02, 2009
Luigi De Rosa storico dell’economia ovvero ricomporre la frattura tra politica, economia e cultura al Sud.
Nei giorni scorsi, si è tenuto a Napoli un Convegno Internazionale dedicato a “Luigi De Rosa storico dell’economia”, promosso dal “Journal of European Economic History”. Nel corso dell’iniziativa, che è stata introdotta da Paolo Savona e Antonio Di Vittorio e a cui hanno preso parte alcuni tra i maggiori storici del mondo - legati all’insigne studioso napoletano da relazioni di lavoro e rapporti di conoscenza personale -, una delle tre sessioni di lavoro è stata riservata alla storia del Mezzogiorno e dello sviluppo economico italiano. Luigi De Rosa, infatti, ha profuso una parte non secondaria del suo impegno scientifico per approfondire l’analisi della condizione della terra natale, guardando, soprattutto, ai problemi dell’economia, in un’ottica di lunga durata. Egli è stato, oltre che uno dei maggiori esponenti della storiografia economica italiana, anche una delle personalità della feconda stagione del meridionalismo del dopoguerra. Il suo interesse per lo sviluppo industriale e per la diffusione delle attività economiche nel Sud è sempre stato molto consistente, a partire dall’erudita conferenza sulla “Storia della questione meridionale”, svolta per l’Organismo Rappresentativo Universitario Napoletano, nei primi anni della sua attività di ricerca. Un’attenzione intensa e incessante, che lo ha accompagnato fino all’ultima parte della sua vita, quando ha dato alle stampe il volume dal titolo “La provincia subordinata. Saggio sulla questione meridionale”. I relatori che si sono confrontati su questa tematica (Giuseppe Galasso, John Davis e Giuseppe Di Taranto) hanno messo in rilievo diversi aspetti dell’attività di De Rosa, di notevole significato anche in chiave attuale. È stato possibile ripercorrere i vari passaggi della sua opera sul Mezzogiorno, richiamandone la portata generale e sottolineandone l’alto valore scientifico. Così come, nel nome di un’antica amicizia, vi è stato chi, come Galasso - quasi stesse ancora argomentando, vis-à-vis, con Luigi De Rosa - ha voluto esprimere anche un orientamento diverso, a riguardo del divario meridionale, che, a suo avviso, non può essere considerato il risultato negativo dell’unificazione italiana, quasi si fosse trattato della conquista di una colonia, come una letteratura meridionale poco attendibile ha tentato vanamente di rappresentare. Tuttavia, il contributo di De Rosa all’interpretazione della “questione meridionale” è stato di fondamentale importanza per altre ragioni, che vanno ben al di là di una semplice cronologia del dualismo italiano. Il suo studio sugli arrendamenti, come hanno notato Galasso e Davis, ha rappresentato un notevole contributo alla comprensione di molti aspetti della distribuzione della ricchezza mobiliare nel Mezzogiorno continentale, nel corso del Seicento e del Settecento. Inoltre, la sua consapevolezza della persistenza della fragilità dell’economia meridionale posava le basi sulla considerazione di fondo che i problemi del Sud erano di natura essenzialmente economica e finanziaria. In un saggio sui diritti di proprietà, i cambiamenti istituzionali e la crescita economica meridionale, tra il Settecento e l’Ottocento, De Rosa poneva in evidenza, infatti, come il riformismo francese avesse mancato di dar vita a forme dinamiche di attività economica. Il mancato sviluppo del Mezzogiorno dipendeva dalla scarsa disponibilità di investimenti, a causa di un drenaggio di capitali dal Sud e dall’agricoltura: il primato dell’elemento economico - in quest’analisi della situazione meridionale, che metteva in secondo piano i problemi culturali e antropologici -, consentiva anche di spiegare meglio l’incompiutezza delle riforme. Un altro elemento, rimarcato da Davis, era la critica profonda di De Rosa, riguardo all’epoca più recente, per la scomparsa del sistema bancario meridionale, che ha contribuito fortemente ad accentuare il divario del Mezzogiorno. E di particolare attualità, appare la convinzione dello studioso napoletano, secondo cui, una delle cause dell’arretratezza meridionale, più che la mancanza di capitale umano, è lo spreco che se ne è fatto, attraverso una diffusa incapacità di un utilizzo pienamente produttivo. Qui si tocca uno dei punti cardine di un “nuovo meridionalismo”, che dovrebbe fare proprio della ricchezza degli ingegni, della creatività e dei talenti, mettendoli a sistema, una delle caratteristiche principali della crescita del Sud. Infine, è di grande interesse esaminare, come ha fatto Di Taranto, l’evoluzione dello sviluppo economico italiano, fino all’attuale situazione di grave crisi, i cui caratteri fondamentali erano stati ben individuati da De Rosa, oltre un decennio fa, quando ammoniva - a proposito della globalizzazione incipiente - sull’eccesso di cartolarizzazione dei mercati e sulla nascita di prodotti finanziari che sfuggivano ad ogni controllo di bilancio. Queste valutazioni sul Mezzogiorno, oltre a restituirci, in tutta la sua dimensione, la figura di un meridionalista appassionato e rigoroso, servono a comprendere che molti dei problemi attuali hanno radici profonde, di lungo - se non lunghissimo - periodo, ma anche che un lavoro serio e aggiornato di analisi, approfondimento ed elaborazione può fornire gli elementi essenziali per le scelte da compiere per il futuro. Il confronto sulla storia del Mezzogiorno e sul meridionalismo di De Rosa ha offerto indicazioni concrete, una traccia per considerare il percorso di un nuovo Sud, la cui classe dirigente può, forse, cominciare a ricostruirsi sulla base di una crescita culturale ed economica, prima ancora che politica. O meglio, può iniziare a fondarsi sulla base di una ricomposizione della frattura che si è operata, soprattutto al Sud, tra politica, economia e cultura.
Amedeo Lepore, 2 giugno 2009
sabato, febbraio 14, 2009
Il tradimento del Mezzogiorno
Negli ultimi dieci anni si è avuta una drastica redistribuzione di risorse dal Sud al Centro nord. In un libro di Gianfranco Viesti, i numeri di "una politica che non c'è"
Viviamo tempi caratterizzati dalla affermazione di principi politici e di analisi interpretative che sono in realtà luoghi comuni, basati sulla forza della ossessiva ripetizione, e non sulla effettiva realtà dei fatti. Che l’economia meridionale sia la sentina della inefficienza e l’idrovora che assorbe fiumi di denaro pubblico sottratto a finalità che sarebbero maggiormente produttive, è diventato uno dei temi scontati della discussione politica italiana.
Non si sta nemmeno a sottilizzare più di tanto nel cercare di reperire e leggere i dati, basta prendere dalle cronache l’ennesimo esempio di sperpero di denaro pubblico per confermare l’enormità del fenomeno. Episodi di questa natura ovviamente possono essere saccheggiati a piene mani dalla moltitudine degli eventi di pratiche devianti presenti nelle amministrazioni pubbliche meridionali. Però, basta questo approccio per giudicare le politiche economiche che si sono determinate nel nostro Paese ?
Gianfranco Viesti, nel suo recente volume (“Mezzogiorno a tradimento”, Laterza 2009, 12 euro), prova a riportare la discussione sui dati di fatto. Ed emergono alcune considerazioni radicalmente contrastanti con le opinioni correnti, che gettano una luce meno convenzionale sulle scelte sostanziali di politica economica degli ultimi decenni.
leggi tutto su:
ACLI Risorsa Mezzogiorno. Vita sociale.: Il tradimento del Mezzogiorno
sabato, gennaio 24, 2009
Le Chiese del Sud scendono in campo per il riscatto sociale e morale del Mezzogiorno.
Le Chiese del Sud (Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia) scendono in campo per il riscatto sociale e morale del Mezzogiorno.
Lo faranno con un grosso convegno che si terrà a Napoli il 12 e il 13 febbraio, presentato ieri mattina nella Curia arcivescovile dal cardinale Sepe. Un'apposita Commissione costituita da esperti delle cinque regioni meridionali, presieduta da Sepe, che ha anche proposto l'iniziativa, ha lavorato per otto mesi per mettere a punto l'incontro che a distanza di venti anni dal Documento su «Chiesa italiana e Mezzogiorno, sviluppo nella solidarietà'», del 1989 si ferma per riflettere ed attualizzare quel documento in un momento storico in cui la questione meridionale non è solo tale ma è all'attenzione di tutto il Paese. Disoccupazione, disagio dei giovani, povertà delle famiglie sono alcuni dei temi su cui si intende lavorare in un'ottica propositiva e di collaborazione con le istituzioni, perché - spiega il cardinale Sepe - «la Chiesa vuole esprimersi non per supplire a mancanze politiche o istituzionali, ma perché fa parte della propria missione farlo, della sua identità che si esprime soprattutto attraverso l'azione caritativa nei confronti degli uomini. Essa - ha proseguito Sepe - ha occhi per vedere e orecchie per sentire, occorre recuperare, nel rispetto del ruolo di ognuno i valori dell'etica, della moralità, della responsabilità cominciando con l'affrontare l'emergenza occupazione che al Sud colpisce i giovani e le famiglie. Il convegno si terrà al Tiberio Palace Hotel e sarà aperto nel pomeriggio del 12 febbraio dalla relazione dell'economista Piero Barucci. Toccherà poi a Giuseppe Savagnone, editorialista di Avvenire e a Sandro Pajno, docente universitario. Gli aspetti pastorali saranno affidati a Carlo Greco, preside della Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, mentre le conclusioni toccheranno ad Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza. Dal convegno verrà fuori un nuovo Documento condiviso da vescovi del Sud che sarà posto all'approvazione della Cei. «La Chiesa non vuole lavarsi le mani - ha detto Antonio Raspati, preside della Facoltà teologica di Palermo - anzi essa continua a interrogarsi, non sempre siamo riusciti ad essere occasione di riscatto, e i nostri insegnamenti non sempre sono stati al passo coi tempi».
mercoledì, novembre 26, 2008
I governatori del sud ed il taglio dei fondi
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Stavolta non si tratta di "piagnistei" di meridionali e meridionalisti ancorati ad un superato e vetusto auspicio per la ripresa dell´intervento straordinario per il Mezzogiorno. Si tratta invece di definire al meglio le politiche finanziarie dello Stato di qui ai prossimi anni, e le risorse da investire e destinare al Sud.
In un momento in cui la crisi finanziaria globale sta coinvolgendo anche l´economia reale penalizzando famiglie ed imprese, e la riduzione dei consumi è sotto gli occhi di tutti, il taglio delle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, contribuisce ad aggravare le previsioni di recessione che vedono le regioni meridionali in testa alla infelice classifica.
Il Fas contribuisce alle spese di gestione, quelle correnti, importanti anche per la copertura dei buchi delle amministrazioni locali. Costituisce, dunque, uno zoccolo duro di risorse non destinate alle politiche addizionali per lo sviluppo. Gli interventi di riduzione di questi valori penalizzano ancor di più una situazione già difficile di per se stessa.
L´allarme lanciato dalle stime della Confcommercio, che prevede un calo costante nei consumi di un meno 0,7% in questo scorcio di anno 2008, di un ulteriore meno 0,5% per il 2009 ed un altro calo dello 0,6% per il 2010, non si discosta di molto dalle indagini del Centro studi Confindustria.
Secondo l´Associazione degli industriali, considerando il primato italiano del debito pubblico pari al 104,1% del Pil nel 2007, la fiducia nei mercati cala determinando una diminuzione della produzione industriale che si attesta intorno ad un valore pari al meno 2,1% in settembre e al meno 1,6% nel terzo trimestre 2008.
Anche i dati emersi dagli studi periodici della Svimez evidenziano che la crisi bancaria ha contagiato l´economia reale attraverso la forte diminuzione della fiducia che in Italia è scesa soprattutto tra le imprese manifatturiere: il 77,7 per l´indice Isae in ottobre, nel settembre era pari all´81,8, valore minimo dal 1993. Tutto ciò ben rappresenta la debolezza delle vendite ed il peggioramento dell´accesso al credito.
Se vero è che la crisi globale che stiamo vivendo non è dovuta solo agli errori degli uomini, ma è conseguenza anche degli effetti non intenzionali provocati dalla complessità dei sistemi sociali, è vero pure che questi stessi sistemi sociali vanno orientati da attente politiche di sviluppo che noi, con la nostra politica nazionale, stiamo minando dalle basi, distraendo risorse dal Sud con tanti e diversi provvedimenti che raggiungono, già ad oggi, valori assai significativi.
Finanche l´interventismo statale avviato per arginare la crisi globale non dev´essere una penalizzazione per le aree meridionali, ma deve, di contro, essere maggiormente mosso verso la creazione di più solide basi sociali ed imprenditoriali.
Assistiamo, invece, ancor oggi ad una ulteriore decurtazione dei fondi Fas che per la sola Campania raggiunge ben 487,644 milioni, per il complesso delle regioni del Sud si arriva ad una decurtazione totale pari ad addirittura a 2.355,308 milioni.
Allora - ed è questione di sopravvivenza, non solo per il solo Mezzogiorno, ma anche per l´Italia intera - è necessario che l´azione di protesta avviata dai governatori meridionali sia sempre più incisiva, e che a fare la differenza con il passato siano i principi di fondo che tengono insieme la nostra società su cui poggia la sua struttura economica.
lunedì, aprile 28, 2008
Sud e mafia l’emergenza dimenticata
Leggendo i quotidiani in edicola ieri balzano subito all'occhio due notizie. La prima riguarda un attentato avvenuto in Calabria, nella zona di Gioia Tauro, dove un noto imprenditore, che aveva avuto ruoli dirigenziali nella squadra di calcio del Catanzaro e che sembra avesse legami anche di parentela con esponenti di una cosca locale è stato fatto segno di un attentato con modalità peculiari; non appena si è avvicinato alla sua auto qualcuno, da lontano, ha azionato con il telecomando una carica di esplosivo posizionata sotto il paraurti. L'uomo è stato letteralmente dilaniato; è stata necessaria l'amputazione di entrambe le gambe e di un braccio ma i medici ritengono scarsissime le possibilità di salvarlo. Non sembra che l'uomo vivesse particolarmente blindato; è stato colpito mentre da solo saliva sull’auto parcheggiata per strada. Non bisogna certo essere un intenditore di cose di mafia per capire che il ricorso a un metodo «libanese» ha una ragione simbolica; è una manifestazione eclatante di potenza e di sfida non solo verso le cosche rivali ma soprattutto verso lo Stato. L'altro episodio pure è avvenuto in Calabria; nell'ufficio di uno dei magistrati più esperti della direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, titolare di indagini importantissime tra cui quella sulla strage di Duisburg e anche autore di una saggio sulla Ndrangheta, «Fratelli di sangue», che ha spiegato all'Italia le logiche di questa organizzazione delinquenziale non molto nota, è stata trovata una microspia.
Ci sarebbe da ridere se il fatto non fosse, invece, drammatico; un p.m. che per lavoro intercetta viene egli stesso sottoposto a controllo. La vicenda assume toni ancora più inquietanti se si aggiunge che la tipologia di microspia trovata e sequestrata poteva trasmettere in un raggio alquanto breve, il che significa che vi era qualcuno che, all'interno dello stesso ufficio, seguiva le mosse del magistrato antimafia. E appare del tutto probabile che l'entità che aveva interesse a seguire l'attività del magistrato fosse proprio la Ndrangheta. Il primo commento è spontaneo: una stagione che sembrava superata definitivamente e cioè quella delle stragi e dei veleni negli uffici giudiziari e che aveva caratterizzato un momento drammatico della lotta alla mafia siciliana potrebbe ritornare. Ma vi è un'altra considerazione che si impone; la lettura congiunta dei due eventi dimostra in modo inequivoco e senza tema di smentite che esistono in Italia intere zone in cui il controllo del territorio non appartiene allo Stato ma alle organizzazioni criminali, tanto potenti da non avere remora rispetto a qualsivoglia tipo di azione. Se la Calabria, del resto, vive una situazione dal punto di vista criminale drammatica, non molto meglio stanno le altre regioni infestate da fenomeni criminali similari. Per la Campania basta ricordare quanto visto l'altro giorno nel corso della trasmissione «Anno Zero» sulla forza economica e militare di alcuni clan e quanto detto dal coordinatore della Dda partenopea, Franco Roberti, che ritiene, persino, possibili derive stragiste della camorra contro esponenti istituzionali. In Sicilia, dove regna la pax mafiosa, c'è qualcuno che si è preso la briga di effigiare, su molti muri dell'isola, il volto del superlatitante Matteo Messina Denaro quasi si trattasse di un'icona sacra; anche questa è una patente sfida alle istituzioni. Di questa eclatante emergenza che riguarda quasi mezza penisola e che sempre più si innerva come una purulenta metastasi in zone in passato ritenute sanissime dell'Italia centro settentrionale, ci si interessa, però, pochissimo. I provvedimenti sulla sicurezza di cui si discute in questi giorni non se ne occupano affatto; è clamoroso vedere come una parte dell'Italia si preoccupi di lavavetri, graffitari, immigrati clandestini che vendono prodotti contraffatti, del piccolo spaccio e invochi contro questi fenomeni misure draconiane e nulla, o quasi, dice di ciò che avviene ogni giorno in una parte della penisola e non certo per opera di soggetti marginali ma di uomini che hanno la disponibilità di ingenti somme di denaro, controllano le istituzioni pubbliche, le attività imprenditoriali non solo locali e operano senza alcun timore dell'autorità statale. È da folli pensare che il federalismo prossimo futuro, che si intende estendere anche alla sicurezza, potrà avere come drammatico effetto il definitivo abbandono delle regioni del Sud al loro destino, preoccupandosi di «blindare» soltanto l'apparente sicurezza dei cittadini dell'Italia opulenta? Attendiamo con fiducia una smentita ferma, con i fatti, di questo che è certamente soltanto un malevolo sospetto.
Raffaele Cantone
domenica, aprile 20, 2008
in gergo e foto, un appello alla sicurezza e alla tutela del cittadino....
giovedì, aprile 17, 2008
Il Mezzogiono ha perso il treno dello sviluppo
Pubblicato il bilancio 2007 del Dipartimento politiche di sviluppo Sud superato da Spagna e Germania Est. Male scuola e occupati
EMANUELE IMPERIALI Il Mattino
Il Sud perde senza appello il confronto con Spagna e Germania ex comunista. Il paese governato da Zapatero, già in presenza di un elevato tasso di crescita nazionale, ha sviluppato ancor più le aree comprese nell'Obiettivo Uno, dove sono aumentati sia l'occupazione che, pur se meno, la produttività. In Germania, nonostante la fase moderata di espansione, i laender orientali hanno registrato un incremento della produttività superiore alla media europea. Nel nostro Mezzogiorno, invece, nulla di tutto ciò, anzi, le famiglie povere sono più di una ogni quattro, con punte preoccupanti in alcune Regioni tra cui la Campania, dove superano il 23%. E la criminalità la fa ancora da padrona, con territori come la Campania dove avviene una ogni tre rapine perpetrate dai malviventi in Italia. Nonostante la Regione abbia fatto segnare una crescita del Pil dell'1,4% e nel quinquennio 2001-2006 abbia conseguito la performance più elevata del Sud in termini di ricchezza prodotta insieme alla Sardegna. La fotografia del Dipartimento per le politiche di sviluppo scattata nella presentazione del Rapporto 2007 è tanto impietosa quanto preoccupante. Il territorio meridionale sta per fare i conti con le scelte del nuovo governo, che potrebbero penalizzarlo per il forte peso della Lega nella coalizione, favorevole a una federalismo fiscale che, se non sarà solidale come promette Berlusconi, danneggerà soprattutto le Regioni del Sud. Già oggi caratterizzate da una crescita infinitesimale nel biennio 2006-2007, una fiducia dei consumatori in netto calo, un mercato del lavoro ancora debole e incapace di assorbire la forte domanda di occupazione. A sostenere l'economia meridionale resta un buon andamento dell'export, che però ha un peso quantitativamente limitato rispetto all'interscambio commerciale del resto del Paese. Insomma, più ombre che luci. L'economia cresce troppo poco perché ancora oggi è solo l'edilizia a tirare, e il tasso di occupazione complessivo è inchiodato a un modesto 46,5%, di quasi 20 punti inferiore a quello del Centronord. Per non parlare di quello femminile, fermo a meno del 31%. Eppure, se non fosse per l'industria, in particolare quella delle costruzioni, il trend sarebbe ancora più negativo, in quanto l'agricoltura e i servizi perdono posti di lavoro. Non solo, ma nel 2007 al Sud è aumentata la quota dell'occupazione a termine, che ha toccato il 17,6% contro l'11,6% del Centro Nord. A livello regionale il tasso di disoccupazione più elevato si registra in Sicilia, attorno al 12%, seguita da Calabria, Campania e Puglia, sopra il 10%. E il meridione vanta anche il triste primato del lavoro irregolare, in quanto, in base alle ultime stime del Dps, è attestato al 20%, contro il 9% del Centro Nord. Eppure proprio la Campania e la Calabria sono, insieme al Lazio, le aree dove vi è il più elevato tasso di creazione ma anche di cessazione di imprese, un indice, comunque, di forte effervescenza e vitalità del tessuto produttivo. Il Mezzogiorno sconta un forte ritardo sul terreno dell'istruzione: la scuola, in particolare, riceve un contributo dagli enti locali di gran lunga inferiore rispetto alle altre Regioni, e ciò ha un impatto spesso molto negativo sulla qualità dei servizi, sui trasporti, sulle mense e perfino sulla manutenzione delle strutture. Il Rapporto 2007 segna un punto di discontinuità decisivo rispetto al passato anche recente perché si conclude la fase di impostazione della programmazione della politica regionale, sia europea che nazionale, per i prossimi otto anni e si avvia la fase attuativa. Potendo contare su ben 100 miliardi di euro destinati al Sud, frutto della scelta di unificare la programmazione comunitaria con quella del Fondo nazionale aree sotto sviluppate. Il fatto più innovativo è costituito dall'aver fissato alcuni obiettivi vincolanti per le Regioni meridionali, in tema di gestione dei rifiuti, di qualità del servizio idrico, di servizi per l'infanzia e gli anziani, di istruzione, legando al loro raggiungimento l'ottenimento della premialità.
Il divario con il Nord si allarga dal 2003
È dal 2003 che il Mezzogiorno cresce meno del Centronord e che quindi il divario fra le due macroaree si allarga. Il differenziale di crescita del Pil è stato lieve nel 2003 e 2005 e ampio nel 2004 e nel 2006. Il 2007, secondo i primi dati, ha confermato il trend.
giovedì, febbraio 28, 2008
Lavoro, 30mila stage retribuiti per laureati del Sud
“Nonostante lo scioglimento anticipato delle Camere il Governo è pronto ad onorare l’impegno sottoscritto con la Finanziaria 2008 varando il decreto interministeriale, Sviluppo Economico e Lavoro, che consentirà di avviare 30mila stage retribuiti per i laureati del Sud”. Il provvedimento che contribuirà ad arginare la fuga di cervelli dal Meridione è stato annunciato a Palermo dal Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Sergio D’Antoni, intervenuto all’incontro con gli Atenei siciliani sul tema “Università e ricerca nelle politiche di coesione”.
26 Febbraio 2008
AllegatiIl comunicato del Ministero dello Sviluppo Economico
martedì, febbraio 19, 2008
Sud: Esce di scena la 488: via agli incentivi fiscali automatici
Va in archivio la legge 488 e arrivano i meccanismi fiscali automatici: credito d'imposta per investimenti al Sud in macchinari e attrezzature a partire dal 2007. Via, poi, ai primi tre progetti di innovazione industriale, efficienza energetica, mobilità sostenibile e nuove tecnologie per il made in Italy. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, illustrando martedì 19 febbraio a Roma, le misure di Industria 2015 adottate dal Governo targato Prodi a favore delle imprese. «Siamo di fronte - spiega il ministro Bersani - a un grande programma nazionale di innovazione del sistema produttivo del nostro Paese, capace di far tornare l'impresa luogo di produzione e conoscenza, che porti a una riscossa della politica industriale italiana».
Esce di scena, quindi, il sistema di incentivazione proposto dalla legge 488, che lascia il posto al credito d'imposta per le spese sostenute nel Mezzogiorno in macchinari e attrezzature a partire dal 2007 e fino al 2013. Stop, pertanto, agli incentivi dati sulla base della promessa di un impegno e risorse, sotto forma di sconti fiscali, solo a chi ha mantenuto l'impegno a investire. Incassato il via libera di Bruxelles per le spese sostenute nel 2007, ora spetta al decreto milleproroghe attivare la procedura (un emendamento ad hoc è previsto nel provvedimento all'esame dell'aula di Montecitorio).
Le cinque aree strategiche
Altro tassello di Industria 2015 sono gli incentivi su misura per i progetti di innovazione industriale in 5 aree strategiche (efficienza energetica, mobilità sostenibile e nuove tecnologie per il made in Italy, nuove tecnologie della vita e tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e turistiche) che permettono di aumentare la produttività del nostro Paese e farlo, quindi, crescere. Al momento, spiega Bersani, sono entrati nel vivo i primi tre progetti (efficienza energetica, mobilità sostenibile e nuove tecnologie per il made in Italy), con i bandi di gara, che assegneranno le risorse ai migliori progetti, che saranno emanati entro fine marzo (3, 17 e 31 marzo). Si aggiudica il sostegno pubblico, precisa, poi, il ministro, il progetto che conduce, entro 3 anni, alla realizzazione di un prototipo di un prodotto o servizio innovativo, attraverso attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle aree tecnologiche individuate come prioritarie dai responsabili di progetto e adottate dai ministri. Il progetto deve, inoltre, mostrare una evidente ricaduta industriale con un chiaro ritorno economico per le imprese nei successivi 2 anni. Da segnalare, l'entrata in azione, per la prima volta, dell'Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione, nata con la Finanziaria per il 2006, con il compito di valutare le proposte progettuali in gara sia ex ante, che in loco nel corso della loro realizzazione per monitorare il loro stato di avanzamento e procedere, così, alle erogazioni.
La detraibilità del 10% delle spese di ricerca e sperimentazione
Tra le altre misure di Industria 2015 illuastrate da Bersani, importante è, poi, la scommessa su ricerca e innovazione, con investimenti alla portata di tutto il sistema produttivo. Grazie, infatti, al credito d'imposta in ricerca e sviluppo, ha spiegato il ministro, ogni impresa può portare in detrazione il 10% di quello che ha speso in attività di ricerca industriale e sperimentale nel 2007 e nel 2008. La detrazione, grazie al potenziamento previsto nella Finanziaria per il 2008, sale al 40% (contro il precedente 15%) se le spese sono sostenute in collaborazione con le università. Anche il tetto massimo di spesa aumenta a 50 milioni di euro (contro i 15 dello scorso anno).
Da segnalare, infine, il piano per bonificare le aree industriali ormai abbandonate, recuperando la loro vocazione industriale nel rispetto dell'ambiente e del principio introdotto dalla legislazione europea «chi inquina paga». Oltre al coinvolgimento delle popolazioni interessate e accanto agli strumenti normativi, il raggiungimento di tale obiettivo passa anche per lo stanziamento delle cosiddette risorse Fas, che una delibera del Cipe di fine 2007 ha attribuito a interventi di bonifica. Si tratta di complessivi 3 miliardi di euro, di cui la parte da leone (l'85%) spetta al Sud, mentre il rimanente 15% (pari a circa 450 milioni di euro) prenderà al direzione del Nord Italia. «Con questo piano - conclude Bersani - si dà impulso anche alla ricerca nel settore delle bonifiche con possibile ricadute in termini di competitività internazionale, visto che oggi le tecnologie non sono ancora né efficienti né efficaci».
mercoledì, febbraio 13, 2008
Le ACLI del mezzogiorno si danno appuntamento a Napoli per passare dall’emergenza al futuro possibile.

"C’è stata una stagione di ripresa del sud con il patto tra una nuova generazione politica e società civile organizzata- spiega Pasquale Orlando- Ora il sud è di nuovo in ombra ma non siamo stati noi l’anello debole! E’ il momento di rilanciare una nuova stagione di partecipazione civile."
Verso il Congresso Nazionale delle ACLI
'Migrare dal Novecento. Abitare il presente. Servire il futuro'
Dall'emergenza al futuro possibile.
Le Acli del Mezzogiorno
per una nuova stagione di partecipazione civile
15 febbraio ore 16
Napoli Hotel Ramada Via G.Ferraris.
0re 16. Saluti e introduzione di
Pasquale ORLANDO, presidente ACLI Napoli
interventi:
Il Mezzogiorno tra passato e futuro: condizioni per lo sviluppo.
Prof. Adriano GIANNOLA , Presidente dell'Istituto Banco di Napoli Fondazione*
conclude:
Andrea OLIVERO , presidente nazionale delle ACLI
ore 18. Tavola rotonda.
Le ACLI del, nel, per, con il Mezzogiorno
Passione civile e radicamento sociale per sostenere la crescita e lo sviluppo del Sud
Riconoscere le potenzialità per cambiare l'associazione e il territorio.
intervengono:
Sebastiano ARCIDIACONO presidente ACLI Sicilia
Giuseppe ARDITO presidente ACLI Puglia
Eleonora CAVALLARO presidente ACLI Campania
Francesco MASSARA presidente ACLI Calabria
Sigilfredo RIGA presidente ACLI Abruzzo
Ottavio SANNA presidente ACLI Sardegna
conclude:
Michele RIZZI vice presidente nazionale delle ACLI
mercoledì, febbraio 06, 2008
domenica, febbraio 03, 2008
I medici lanciano l'allarme: e' emergenza sanita' al sud
Da Napoli, dove e' in corso il Convegno nazionale dell'Anaao-Assomed (il maggiore sindacato dei medici dirigenti) dal titolo emblematico 'Sud e Sanita': una nuova questione meridionale?', la categoria chiede dunque interventi urgenti per sanare una situazione "ormai insostenibile". Lo dice chiaramente il vicesegretario Anaao Costantino Troise: "C'e' un incremento delle differenze tra nord e sud non solo sul piano finanziario ed organizzativo ma anche per i meccanismi di prevenzione e tutela della salute".
Un dato emblematico ad esempio, sottolinea, "e' rappresentato dalla accessibilita' ad alcuni servizi oncologici ed i programmi di screening per tumore alla mammella che nelle regioni del sud vedono inserito solo l'11% delle donne contro l'80% del nord, mentre piu' in generale gli adempimenti previsti dal Piano nazionale prevenzione 2005-2007 risultano realizzati per il 65% al sud e per il 90% al nord".
Insomma, avverte l'esperto, "in certe regioni pur ammalandosi di meno si muore di piu"'. Ma cio' che e' davvero inaccettabile, incalza il rappresentante dei medici dirigenti, e' il fatto che "la stessa qualita' e sicurezza delle cure, come le cronache dell'ultimo anno dimostrano, e' divenuta funzione del codice postale, il rischio clinico una variabile della latitudine, e nello stesso tempo si acuisce la crisi del carattere unitario del servizio sanitario".
Non solo: oltre all'aumento delle ineguaglianze tra nord e sud, rileva Troise, "l'introduzione della devolution in Sanita' fa si che il livello di servizi sanitari cui gli abitanti delle regioni povere possono accedere rischia di dipendere essenzialmente dal grado di solidarieta' manifestato dagli abitanti delle regioni ricche".
Un'analisi che non risparmia, inoltre, un attacco alla politica: "La qualita' e la sicurezza delle cure - denuncia il rappresentante dei medici - va sempre piu' peggiorando al sud, dove c'e' la percezione di una erosione lenta ma certa del sistema sanitario, e la convinzione dell'impossibilita' di controllare la presenza capillare dei partiti e delle lobbies in tutte le fasi dell'organizzazione sanitaria e non solo nei processi di nomine". Che fare allora? "Se la strada verso la devoution regionale appare senza ritorno - afferma Troise - vanno pero' mantenuti a livello statale alcuni elementi fondamentali come la definizione dei livelli essenziali di assistenza ed un fondo di perequazione gestito dallo Stato". Questo perche', e' l'appello finale dei medici dirigenti, gli stessi diritti non appaiano diversamente esigibili nelle diverse regioni".
sabato, gennaio 26, 2008
Le Acli del Mezzogiorno per una nuova stagione di partecipazione civile

Verso il Congresso Nazionale delle ACLI
'Migrare dal Novecento. Abitare il presente. Servire il futuro'
Dall'emergenza al futuro possibile.
Le Acli del Mezzogiorno
per una nuova stagione di partecipazione civile
15 febbraio ore 16
Napoli Hotel Ramada Via G.Ferraris.
0re 16. Saluti e introduzione di
Pasquale ORLANDO, presidente ACLI Napoli
interventi:
Il Mezzogiorno tra passato e futuro: condizioni per lo sviluppo.
Prof. Adriano GIANNOLA , Presidente dell'Istituto Banco di Napoli Fondazione*
conclude:
Andrea OLIVERO , presidente nazionale delle ACLI
ore 18. Tavola rotonda.
Le ACLI del, nel, per, con il Mezzogiorno
Passione civile e radicamento sociale per sostenere la crescita e lo sviluppo del Sud
Riconoscere le potenzialità per cambiare l'associazione e il territorio.
intervengono:
Sebastiano ARCIDIACONO presidente ACLI Sicilia
Giuseppe ARDITO presidente ACLI Puglia
Eleonora CAVALLARO presidente ACLI Campania
Francesco MASSARA presidente ACLI Calabria
Sigilfredo RIGA presidente ACLI Abruzzo
Ottavio SANNA presidente ACLI Sardegna
conclude:
Michele RIZZI vice presidente nazionale delle ACLI
*in attesa di conferma
mercoledì, dicembre 05, 2007
Finanziaria, stop ai tagli al Sud. «Treni salvi»
Finanziaria, stop ai tagli al Sud. «Treni salvi»
Un emendamento porta a garantire circa 10 milioni di treni/Km all’anno che indiscrezioni davano in procinto di essere soppressi
NAPOLI - Il prossimo orario delle Ferrovie dello Stato, in vigore dal 9 dicembre 2007, «confermerà sostanzialmente i livelli di servizi e di produzione dell’orario attuale, pari a circa 80 milioni di treni/km annui sulla media e lunga percorrenza». Lo scrive il ministero dei Trasporti in una nota sottolineando come questo risultato abbia trovato «il consenso di tutta la maggioranza di Governo». Le risorse necessarie per finanziarie il Contratto di Servizio 2008 dei treni a media e lunga percorrenza saranno individuate attraverso un emendamento presentato dall’onorevole Ventura alla Legge Finanziaria che è attualmente in corso di approvazione in Parlamento. «Questa azione corale - si legge nella nota - ha portato a garantire circa 10 milioni di treni/Km all’anno che alcune indiscrezioni dei giorni scorsi davano in procinto di essere soppressi.
LE TRATTE AL SUD - A beneficiare dell’emendamento saranno soprattutto quelle regioni che secondo tali indiscrezioni sembravano particolarmente penalizzate dai possibili tagli, ossia Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata, Puglia e Umbria. I biglietti per questi treni saranno messi in vendita, secondo i tradizionali canali (internet, la biglietteria telefonica attraverso il numero 892021, le agenzie di viaggio, le emettitrici self service e le biglietterie tradizionali di stazione) a partire da oggi, martedì 4 dicembre, e il loro inserimento nei sistemi di vendita si completerà entro l’entrata in vigore del nuovo orario. Il protrarsi dei tempi di definizione del Contratto di Servizio per i treni a media e lunga percorrenza impegnerà ora l’intera macchina organizzativa e industriale di Ferrovie dello Stato ad evitare o ridurre al minimo ogni possibile disservizio». «Il Governo - conclude la nota - è da questo momento impegnato a seguire e sostenere l’iter dell’emendamento nel suo corso di approvazione all’interno della manovra finanziaria».
L'ASSESSORE AI TRASPORTI - «C’è stata una sostanziale condivisione del piano industriale delle Ferrovie dello Stato da parte delle Regioni ed è stato scongiurato il taglio, almeno al momento, per i treni del trasporto regionale». Così l’assessore ai Trasporti della Campania, Ennio Cascetta, in qualità di coordinatore della commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio nell’ambito della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, commenta gli esiti dell’ incontro di oggi a Roma con le FS.
sabato, dicembre 01, 2007
Nazzaro, la cronaca diventa scrittura rap: «Ma la camorra non è un genere letterario»

Nazzaro, la cronaca diventa scrittura rap: «Ma la camorra non è un genere letterario»
Il giovane autore: «Io vado sul campo: parlo con la gente. Presa diretta del reale. L'unica realtà è la dignità delle persone del Sud»
NAPOLI - Sergio Nazzaro ha scritto «Io, per fortuna c'ho la camorra» (Fazi editore). Storie che sembrano avere una cadenza rap con «metriche» incazzate nere. Racconti di ordinaria malavita, il male del Sud che detta le regole del vivere. Camorra «24 ore su 24». Spaccati dall'hinterland Casertano e Napoletano, no man's land, su cui scende qua e là anche una compassionevole ironia (vedi lo schiattamorti che porta all'obitorio i morti ammazzati nella guerra di camorra anni Ottanta e si «vanta» di averli raccolti tutti lui). Cartoline dalla terra di «Gomorra». Conosciamo l'autore.
Chi sei (è vero che hai natali svizzeri)? Da quanto tempo scrivi?
«Sì, sono nato in Svizzera, perchè sono figlio di emigranti che poi sono tornati nella loro terra d'orgine. Ieri come oggi per mangiare devi lasciare il Sud. Ma l'emigrazione non è un discorso che interessa a qualcuno. Scrivo da molto tempo, cercando di narrare ciò che vivo e narrare la terra a cui mi sento profondamente legato»
Una curiosità: ma è vera la storia di Sessa Aurunca e degli spinelli «proibiti»?
«Si è vera. L'ipocrisia borghese, l'ipocrisia dello Stato in merito alla questione delle droghe leggere, molti anni fa, per diversi giorni ha fatto sì che la violenza si abbattesse su dei ragazzi inermi. Certo fu la camorra a picchiare, come è anche vero che i deputati perbenisti tutti valori, chiesa e famiglia li ritrovi a fare festini a base di coca con ragazze squillo. Poi se la squillo ti va in overdose, basta tirarsi dietro le spalle la porta. La soluzione alla maggior parte dei problemi».
Se quella e le altre storie sono vere vai dritto ad incanalarti filone «no fiction»?
«Non mi interessano le categorie della scrittura. Non credo di avere le qualità per definirmi tale e quindi indicizzare il mio scrivere. Ho letto molto per non sapere chi sono i veri scrittori. Io vado sul campo: parlo e vivo con la gente. Presa diretta del reale. L'unica realtà è la dignità delle persone del Sud».
Quale molla ti ha (so)spinto a scrivere un libro sulle tue esperienze in terra di camorra?
«Se vivi, se osservi, soffri, puoi rimanere in silenzio? Il merito vero è di Massimiliano Governi, uno dei migliori editor italiani che ha scovato i miei articoli e mi chiesto di scrivere un libro. Ha fatto sua la realtà del Sud, e ha reso i miei appunti sparsi un libro».
La «tesi» "per fortuna c'ho la camorra" è la stessa messa in luce da Francesco Merlo (e da parecchi altri in verità)? Il fatto cioè che la malavita soprattutto extracomunitaria che affligge il Nord, qui se ne deve stare buonaperchè il territorio è monopolizzato dai clan.
«In certi frangenti della nostra vita nazionale, veramente ti viene da sospirare "Io per fortuna c'ho la Camorra". Almeno ci mettono la faccia, agiscono secondo il loro schema. Dopo la lettura di un libro come "La Casta" ti viene da sospirare "Io per fortuna c'ho la Camorra"».
Pur frammentato in racconti brevi, il libro appare convincente, personale, anche nell'impianto a scorrimento per immagini. Però lo sai che ti metteranno in croce come il primo clone di Saviano?
«La Camorra e il Sud non sono un genere letterario. Scrivo da molto tempo, le date dei miei articoli parlano da sole. Ma soprattutto ci sono moltissimi giornalisti che hanno scritto e scrivono di ciò che è il Sud e di ciò che accade al Sud. Una donna coraggiosa su tutte è Rosaria Capacchione. Non credo che esitano gare a chi è più bravo. In zona di guerra cerchi di aiutarti, di scambiarti informazioni per comprendere meglio. Per difenderti a vicenda. Roberto Saviano ha sensibilizzato con grande coraggio. Ha sollevato il coperchio. È importante sapere che non ci sono cloni, ma persone che sentono dentro di sè la necessità di raccontare perchè non possono tacere. Non sono pochi. Questo forse spaventa: milioni al Sud sanno e conoscono».
Nella dedica in copertina Roberto scrive «ne abbiamo vista qualcuna insieme». Da quanto tempo lo conosci?
«Conosco Roberto da molti anni, ci siamo scambiati idee e opinioni. Stimo il suo impegno e la sua scrittura».
Alessandro Chetta
lunedì, novembre 12, 2007
MUTUI: UN QUARTO DEI REDDITI ASSORBITO DAL DEBITO PER ACQUISTO DELLA CASA
In particolare al Sud, la'morsa dei tassi al 40% investe le province oltre che di Ragusa, di Catania, Napoli, Bari, Sassari, Pescara, Siracusa e Cagliari. Inoltre le rate dei mutui con un'incidenza al di sopra del 30% del reddito in molte citta' del Centro e del Sud. Tra queste dopo Roma, c'e' Palermo con il 36,5%, Taranto 34,4%, Pistoia 33,9%, Teramo 33,5%, Foggia e Prato 33,2%, Trapani 32,8%, Siena 32,7%, Firenze 32,5%, Salerno 32,4%, Pesaro e Urbino 32,1% e Chieti 30,1%.
Le province che soffrono meno invece, sono le 'piccole'del Nord: Bolzano, Sondrio, Verbania, Aosta, Vercelli. Ma a Roma spetta il primato dell'importo medio del prestito piu' alto con 123 mila euro. La crescita dei finanziamenti per l'acquisto della csa infine registra al Sud le migliori performance: ad Avellino, Caserta e Agrigento l'incremento in due anni e' stato tra il 43 e il 57%.
(Sec-Arm/Col/Adnkronos)
domenica, settembre 09, 2007
Fuga di notizie sui test, pm all’università Medicina
Fuga di notizie sui test, pm all’università Medicina, plichi aperti a Catanzaro. Mussi: voti sospetti al Sud
ROMA — Test di ammissione alle facoltà di Medicina e Chirurgia, l’Italia corre a due velocità ma c’è il sospetto che al Sud le procedure per le selezioni siano state meno rigorose. A Messina, tanto per fare un esempio, i primi 44 candidati classificati sono risultati essere più bravi del migliore studente in corsa a Siena. Mentre a Bari ci sono sette «eccellenze» che superano il più preparato tra i concorrenti presentatisi alla «Sapienza» di Roma.A Catanzaro, invece, qualcuno ha esagerato aprendo addirittura i plichi inviati dal ministero: tanto da indurre il rettore dell’università «Magna Grecia», Saverio Costanzo, a chiamare il procuratore della Repubblica e il ministro Fabio Mussi che ha subito congelato la correzione degli elaborati svolti nel capoluogo calabrese.
Tutto questo, col carico da novanta degli errori nel questionario nazionale di 80 quiz sottoposto ai 70 mila esaminati lo scorso 4 settembre, ha dunque messo in allarme il ministro Mussi (Università e Ricerca) che, a questo punto, non esclude l’annullamento di alcune prove di esame. Col passare dei giorni, infatti aumentano le anomalie statistiche: «Voglio una relazione chiara per avere rapidamente gli elementi per poter intervenire. Quali garanzie abbiamo delle segretezza di questo quiz? Ho ricevuto un’informativa in cui mi si segnala che con il massimo dei voti a Medicina in Italia sono usciti sette studenti: ebbene quattro di questi sono dell’Università di una città del Sud con poche decine di migliaia di abitanti. Per ottenere una simile statistica bisognerebbe che questa città avesse 60 milioni di abitanti».
Ecco, la provocazione di Mussi che annuncia per la prossima settimana decisioni «giuridicamente ineccepibili e politicamente forti», non smuove di un millimetro i presidi delle facoltà meridionali potenzialmente sotto accusa. Tra quali, anzi, c’è chi si vanta dei risultati ottenuti dai candidati presentatisi nel Mezzogiorno: «Se queste eccellenze fossero tutte nella mia facoltà non mi meraviglierei», commenta il preside Emanuele Altomare della giovanissima facoltà di Medicina di Foggia. A Messina, il preside Emanuele Scribano ci scherza su: «No, non possiamo essere noi perché Messina ha più di 200 mila abitanti. E’ vero, i nostri candidati sono più preparati anche se poi, purtroppo, una volta laureati se ne vanno a lavorare al Nord».
Nando Dalla Chiesa, sottosegretario all’Università, non è così sereno e segnala che oltre a una valanga di richieste di raccomandazione giunte al ministero («Tutte respinte, perché è un reato») qualcosa di strano è successo a Bologna: qui, tra i candidati, c’erano decine di ultra quarantenni (forse genitori) che sono sospettati di aver dato un «aiutino» ai figli. Per questo, spiega Luigi Frati, preside di Medicina alla «Sapienza», «da anni noi sistemiamo i candidati in aula per ordine di data di nascita in modo che i "vecchietti" stiano tutti da una parte».
Ecco, insistono al ministero, ora bisogna verificare se questa disposizione sia stata rispettata in tutta Italia così come quella procedura che prevedeva, per ordine di Mussi, la distribuzione di questionari sfalsati nella numerazione dei quiz per i candidati seduti allo stesso banco. Ora toccherà al ministro tirare le somme sui risultati più che lusinghieri ottenuti nelle Università del Sud rispetto ai voti più contenuti concessi al Centro Nord. Di certo, conclude Mussi, «questo è l’ultimo anno che si procede con questo sistema troppo affidato all’arbitrio e alla manipolazione».
Dino Martirano
09 settembre 2007
domenica, novembre 26, 2006
O' Sistema Un indagine senza censure sulla camorra. Presentazione ad Ercolano.
Si tratta della presentazione del libro "O' Sistema Un indagine senza censure sulla camorra" scritto da Matteo Scanni e Ruben H. Oliva alla quale parteciperanno
Lorenzo Diana
parlamentare nella commissione antimafia
Don Tonino Palmese
salesiano e responsabile di "Libera".
Sullo stessa tema gli autori hanno realizzato un film reportage, con scene tratte dalla vita reale a Napoli; nel corso della presentazione ne verrà presentata una
sintesi.
La presentazione avverrà il 28 novembre alle 19 nell'Oratorio di S. Domenico Savio a via A. Rossi 17 a/b (nei pressi di villa Ruggiero) a Ercolano - tel. 081 7391172
Il tema è quotidiano, purtroppo, per noi che viviamo qui.Le occasioni per parlarne non sono mai sufficienti.
Per chi non conosce gli organizzatori:
Padre Pasquale Incoronato, parroco della Parrocchia Santa Maria del Pilar in Ercolano, da alcuni anni si occupa del recupero sociale, familiare e personale, di minori definiti "a rischio", con attività religiose, didattiche, ludiche e sportive nel Centro di Pastorale "La Locanda di Emmaus" e presso l'Oratorio "San Domenico Savio" , luoghi sottratti al degrado e alla malavita e restituiti al territorio e alla Comunità. Padre Pasquale ha consacrato la sua vita e il suo sacerdozio alla salvezza dei ragazzi a lui affidati. Docente Universitario presso la Pontificia Università Teologica Italia Meridionale, dottorato in Teologia e Pastorale.
E' una realtà vicina che potete conoscere, oltre che di persona, anche attraverso il sito http://www.locandadiemmaus.it
