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domenica, ottobre 19, 2008

LE PAROLE DEL PAPA A POMPEI HANNO UN VALORE SIMBOLICO ALTISSIMO NELLA NOSTRA TERRA MARTORIATA"

"LE PAROLE DEL PAPA A POMPEI HANNO UN VALORE SIMBOLICO ALTISSIMO NELLA NOSTRA TERRA MARTORIATA"
Lo afferma Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli
Napoli, 19 ottobre 2008 - "L'invito di Sua Santità Benedetto XVI a non scendere a compromessi assume un valore simbolico altissimo visto anche che è stato pronunciato a Pompei, nella provincia di Napoli, un territorio dove le troppe contiguità con il malaffare e con il crimine organizzato rappresentano una ferita ancora aperta." Lo afferma il presidente delle Acli di Napoli Pasquale Orlando, commentando le parole del Papa, in visita pastorale ad uno dei principali santuari mariani italiani.
"Il Papa ha, ancora una volta, tutto il nostro affetto filiale e la nostra gratitudine di cristiani impegnati quotidianamente. - continua Orlando - Il suo richiamo alla carità, forza irresistibile che veramente manda avanti il mondo, rappresenta un ulteriore sprono alla nostra attività quotidiana nei circoli, nei nuclei aziendali, nei punti dove incontriamo le famiglie, gli anziani, gli immigrati, gli emarginati."

Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (Portavoce Acli Napoli) -

domenica, febbraio 10, 2008

Se si leggesse il testo del Papa si scoprirebbe che ha affermato con forza la dignità della donna

L'appello contro la violenza sulla donna, una difesa del matrimonio e la richiesta di non annullare la differenza tra uomo e donna. Il discorso di Benedetto XVI ai partecipanti al convegno su "Donna e uomo, l'humanum nella sua interezza".

L'appello contro la violenza sulla donna, una difesa del matrimonio e la richiesta di non avvallare politiche e correnti culturali che vogliono annullare la differenza tra uomo e donna. C'è molta carne al fuoco nel discorso rivolto stamani dal papa ai partecipanti al Convegno Internazionale ''Donna e uomo, l'humanum nella sua interezza'', promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici nel 20/o anniversario della pubblicazione della Lettera Apostolica 'Mulieris dignitatem' (gli interventi principali). Testo articolato che riprende il tema delle giornate di studio tenutesi a Roma. Il papa ha sottolineato come ''persista ancora una mentalità maschilista, che ignora la novità del cristianesimo, il quale riconosce e proclama l'uguale dignità e responsabilità della donna rispetto all'uomo''.

''Ci sono luoghi e culture - ha aggiunto - dove la donna viene discriminata o sottovalutata per il solo fatto di essere donna, dove si fa ricorso persino ad argomenti religiosi e a pressioni familiari, sociali e culturali per sostenere la disparita' dei sessi, dove si consumano atti di violenza nei confronti della donna rendendola oggetto di maltrattamenti e di sfruttamento nella pubblicità e nell'industria del consumo e del divertimento''. ''Dinanzi a fenomeni cosi' gravi e persistenti - ha concluso il Pontefice - ancor più urgente appare l'impegno dei cristiani perché diventino dovunque promotori di una cultura che riconosca alla donna, nel diritto e nella realtà dei fatti, la dignità che le compete''.

Parlare di condizione femminile significa anche difendere "l'unità e la stabilità" del matrimonio, attraverso interventi mirati. ''Lo Stato - ha affermato il pontefice - deve appoggiare con adeguate politiche sociali tutto ciò che promuove la stabilità e l'unità del matrimonio, la dignità e la responsabilità dei coniugi, il loro diritto e compito insostituibile di educatori dei figli''. Il papa ha voluto ribadire l'importanza della famiglia ''comunita' di amore aperto alla vita, cellula fondamentale della societa'''. ''In essa - ha sottolineato - la donna e l'uomo, grazie al dono della maternità e della paternità, svolgono insieme un ruolo insostituibile nei confronti della vita''. ''Sin dal loro concepimento - ha concluso - i figli hanno il diritto di poter contare sul padre e sulla madre che si prendano cura di loro e li accompagnino nella loro crescita''.

Secondo il pontefice, inoltre, ''è necessario che anche alla donna sia reso possibile collaborare alla costruzione della società, valorizzando il suo tipico 'genio femminile'''. Da qui, la condanna delle linee culturali e delle iniziative politiche che attentano al valore della differenza sessuale tra uomo e donna. ''Di fronte a correnti culturali e politiche - ha detto - che cercano di eliminare, o almeno di offuscare e confondere, le differenze sessuali iscritte nella natura umana considerandole una costruzione culturale, è necessario richiamare il disegno di Dio che ha creato l'essere umano maschio e femmina, con un'unità e allo stesso tempo una differenza originaria e complementare''.

''Questa unità-duale dell'uomo e della donna - ha proseguito - si basa sul fondamento della dignità di ogni persona, creata a immagine e somiglianza di Dio, il quale 'maschio e femmina li creò, evitando - ha spiegato - tanto una uniformità indistinta e una uguaglianza appiattita e impoverente quanto una differenza abissale e conflittuale''. Secondo Benedetto XVI, ''questa unità duale porta con sé, iscritta nei corpi e nelle anime, la relazione con l'altro, l'amore per l'altro, la comunione interpersonale''. ''Quando, pertanto - ha concluso - l'uomo o la donna pretendono di essere autonomi e totalmente auto-sufficienti, rischiano di restare rinchiusi in un'auto-realizzazione che considera come conquista di liberta' il superamento di ogni vincolo naturale, sociale o religioso, ma che di fatto li riduce a una solitudine opprimente. Per favorire e sostenere la reale promozione della donna e dell'uomo non si può non tener conto di questa realtà''.
il testo integrale

mercoledì, gennaio 16, 2008

Che sfortuna per il tipo delle palline a Piazza di Spagna, tra il Papa, Mastella e i referendum non se lo è filato nessuno!




Amigliaia, zampillando hanno percorso la scalinata in una delle più belle piazze romane e si sono depositate nella fontana della Barcaccia. La cascata ha colto di sorpresa passanti e turisti (piuttosto divertiti) ed è stata rivendicata da Graziano Cecchini, l'autore del lancio di vernice rossa nell’acqua della fontana di Trevi lo scorso ottobre. Cecchini con altri tre uomini è stato fermato dalle forze dell'ordine • «Che cosa è se non arte?» Nulla perchè stavolta è la ventesima notizia dei telegiornali. (che casino con gli sponsor....)

venerdì, gennaio 11, 2008

ROMA: "Riduttivo leggere parole di Benedetto XVI in chiave negativa"

PAPA/ ACLI ROMA: SPRONE A MIGLIORARE CONDIZIONI DI NOSTRA CITTA'

"Riduttivo leggere parole di Benedetto XVI in chiave negativa"

Roma, 10 gen. (Apcom) - "La parole del Papa sono uno sprone ad andare avanti e a migliorare le condizioni di vita nella nostra città": questo il pensiero del presidente delle Acli di Roma, Gianluigi De Palo, dopo il discorso di Benedetto XVI nell'udienza per gli auguri di inizio anno con il sindaco Walter Veltroni, la giunta comunale, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, e il presidente della Provincia, Enrico Gasbarra.

"Credo sia importante ristabilire una gerarchia di priorità. Non è possibile lavorare sempre sull'emergenza. Anche perché la sensazione è che ci sia una città reale, che è quella di cui parla il Papa, dove le famiglie in difficoltà riescono a malapena ad arrivare a fine mese, dove i giovani non trovano il lavoro e gli immigrati vivono vite al limite della dignità; e una città virtuale dove i problemi maggiori sembrano essere quelli relativi alle battaglie ideologiche. In tal senso vedo necessaria una pianificazione e un coinvolgimento maggiore delle Associazioni che non solo sono insostituibili, ma in molti casi sono le uniche che lavorano in quelle zone di frontiera dove le Istituzioni latitano. Le Acli di Roma sono disponibili per una seria politica di concertazione".

De Palo vuole andare oltre le "sterili polemiche", di legge in una nota, e richiama l'attenzione di Comune, Provincia e Regione in particolare verso le famiglie: "Sono sicuro che il Vescovo di Roma con il suo intervento voleva richiamare l'attenzione sulle reali difficoltà delle persone. E' riduttivo leggere ogni volta le parole di Benedetto XVI in chiave negativa. Semmai il suo intervento ha evidenziato come ogni scelta deve tenere sempre presente il Bene Comune e mai il singolo individuo, a cominciare dall'attenzione all'istituzione della famiglia, spesso minata da attacchi insistenti e minacciosi".

martedì, dicembre 25, 2007

Natale, l'appello del Papa "Salviamo la terra maltrattata"

Il monito di Benedetto VXI: "La società è troppo occupata da se stessa"
Attesa per il discorso che il Pontefice terrà durante la benedizione Urbi et Orbi

Natale, l'appello del Papa
"Salviamo la terra maltrattata"
CITTA' DEL VATICANO - Un forte appello per il diritto alla salute, al lavoro, alla tutela della dignità umana. Ed ancora un'accorata richiesta di pace, in Medio Oriente e non solo. Mentre piazza San Pietro si riempie filtrano le prime indiscrezioni sul discorso che Papa Benedetto XVI terrà a mezzogiornoNell'occasione il Pontefice benedirà in 63 lingue: compreso, per la prima volta, l'idioma degli indios dell'Amazzonia.

Parole che si aggiungeranno a quelle pronciate durante la messa di mezzanotte, quando il Papa ha lanciato il suo monito contro una Terra "maltrattata", a causa "dell'abuso delle energie e del loro egoistico sfruttamento senza alcun riguardo".

La messa di Mezzanotte. Un augurio di Natale a tutto il mondo e una denuncia: "La nostra società è "troppo occupata con se stessa, da non lasciare nulla per l'altro, per il povero, per Dio". Sono le parole di Benedetto XVI nella solenne messa di mezzanotte celebrata a San Pietro, tra le luci, il risplendere degli ori, i canti. Ed è un Papa che richiama l'uomo alle responsabilità verso la sua "casa".

Ispirandosi alle parole di Luca sulla natività di Cristo nella stalla di Betlemme, dopo che Giuseppe e Maria non avevano trovato posto in un albergo, Ratzinger ha paragonato la stalla alla terra "maltrattata", un mondo "inquinato e minacciato per il suo futuro", a causa "dell'abuso delle energie e del loro egoistico sfruttamento senza alcun riguardo. Gesù venne fra la sua gente , ma i suoi non l'hanno accolto. Parole che riguardano in definitiva noi, ogni singolo e la società nel suo insieme".

"Abbiamo tempo per il prossimo che ha bisogno della nostra, della mia parola del mio affetto ? Per il sofferente che ha bisogno di aiuto? per il rifugiato o il profugo che cerca asilo? Abbiamo tempo e spazio e per Dio? ", si è ancora chiesto Benedetto XVI. "Esistono anche quelli che lo accolgono (Gesù) e così, a cominciare dalla stalla, dall'esterno, cresce silenziosamente la nuova casa, la nuova città, il nuovo mondo", ha ricordato il Papa.

domenica, ottobre 21, 2007

Il Papa attacca la camorra: Scuola e lavoro per combatterla


Pontefice celebra la messa in piazza del Plebiscito a Napoli sotto una pioggia battente e davanti a ventimila fedeli

Il cardinale Sepe dice che "la violenza è contro Dio" e che la città "vuole guardare avanti"
Ratzinger chiede "più impegno" dei cattolici sia in politica che nel sociale


NAPOLI - "L'amore può vincere la violenza" e la violenza, purtroppo, "non è solo camorra ma anche una mentalità diffusa". Inizia con queste parole la visita di papa Benedetto XVI a Napoli. Il Pontefice è arrivato questa mattina intorno alle 9 nel capoluogo campano dopo un volo in elicottero da Roma. Ad accoglierlo c'erano il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro della Giustizia Clemente Mastella. A quell'ora piazza del Plebiscito, la chiesa a cielo aperto di questa visita pontificia, era già affollata - almeno ventimila fedeli - malgrado la pioggia battente. Ma "il tempo brutto non ci scoraggia perché Napoli è sempre più bella" dirà poi il Pontefice durante l'omelia strappando applausi e sorrisi.

Prima della messa, il cardinale Crescenzio Sepe ha salutato il Papa dicendo che "la violenza è contro Dio" e che "Napoli vuole guardare avanti, credere in se stessa, nei propri giovani, nelle proprie importanti risorse, testimoniate da una storia gloriosa e certificate dal timbro dell'ineguagliabile bellezza umana, culturale e religiosa che caratterizza la città e i suoi abitanti".

Il Pontefice ha risposto entrando nel merito. Calando le sue parole nella realtà napoletana e parlando di camorra e violenza. "L'amore e la fede possono vincere la violenza" ha detto il Pontefice, così come "l'azione politica e la cultura possono essere l'antidoto contro il male" e la scuola e il lavoro "possono mettere i giovani in salvo dalla camorra". Ai cattolici, poi, Ratzinger ha chiesto "un maggiore impegno in politica e nel sociale".

A Napoli "non mancano energie sane, gente buona, culturalmente preparata e con un senso vivo della famiglia" ha detto Benedetto XVI. "Di fronte a realtà sociali difficili e complesse, come sicuramente è anche la vostra, occorre - ha detto - rafforzare la speranza, che si fonda sulla fede e si esprime in una preghiera instancabile. E' la preghiera a tenere accesa la fiaccola della fede".

Nella grande piazza, in una scenografia impressionante, hanno celebrato la messa con il Papa 77 tra vescovi e cardinali e 700 sacerdoti, 200 diaconi sono mobilitati per la distribuzione dell'Eucarestia e 400 orchestrali accompagnano i canti. C'erano presenti anche 42 esponenti di spicco di varie religioni: la funzione ha infatti inaugurato il Meeting interreligioso "Per un mondo senza violenza", organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio.

Vivere a Napoli così come in molte regioni del sud è sicuramente più difficile, ha aggiunto il Pontefice, "ma guai se la violenza tende a diventare una mentalità diffusa". Il Papa elenca "le situazioni di povertà, di carenza di alloggio, di disoccupazione o sottoccupazione, di mancanza di prospettive future". Comprende il disagio e le difficoltà. Ma questo non può giustificare "il triste fenomeno della violenza" che dilaga ormai non solo con episodi eclatanti: "Non si tratta - infatti - solo del deprecabile numero dei delitti della camorra, ma anche del fatto che la violenza tende purtroppo a farsi mentalità diffusa, insinuandosi nelle pieghe del vivere sociale, nei quartieri storici del centro e nelle periferie nuove e anonime, col rischio di attrarre specialmente la gioventù, che cresce in ambienti nei quali prospera l'illegalità, il sommerso e la cultura dell'arrangiarsi".

Ratzinger ha un messaggio per "gli ultimi" e per "le persone rette e oneste che soffrono per le sopraffazioni". Cita il Vangelo: "Come potreste pensare che il vostro Padre celeste, buono e fedele, il quale desidera solo il bene dei suoi figli, non vi faccia a suo tempo giustizia? La fede ci assicura che Dio ascolta la nostra preghiera e ci esaudisce al momento opportuno, anche se l'esperienza quotidiana sembra smentire questa certezza".

In effetti, ha continuato il Papa, "davanti a certi fatti di cronaca, o a tanti quotidiani disagi della vita di cui i giornali non parlano neppure, sale spontaneamente al cuore la supplica dell'antico profeta: 'Fino a quando, Signore, implorerò e non ascolti, a te alzerò il grido: violenza, e non soccorri?'". La risposta può essere solo la preghiera cristiana che "non è espressione di fatalismo o di inerzia anzi è l'opposto dell'evasione dalla realtà, dell'intimismo consolatorio: è forza di speranza, massima espressione della fede nella potenza di Dio che è Amore e non ci abbandona".

mercoledì, ottobre 17, 2007

Napoli: Religioni e Culture in dialogo. 21-23 ottobre. Il 21 il Papa visita Napoli. Tutto il programma.



Benedetto XVI nel messaggio, inviato all'incontro interreligioso per la pace di Assisi del settembre 2006, ha scritto: "L'iniziativa promossa vent'anni or sono da Giovanni Paolo II assume il carattere di una puntuale profezia".

La Comunità di Sant’Egidio ha voluto sostenere e diffondere negli ultimi venti anni proprio quello spirito di Assisi contenuto nell’invito che Giovanni Paolo II, al termine della storica Giornata di Preghiera del 27 ottobre 1986, aveva a tutti rivolto: “Continuiamo a diffondere il messaggio della Pace e a vivere lo spirito di Assisi”.

Ne è nato un pellegrinaggio di pace che ha fatto sosta, anno dopo anno, in diverse città europee e mediterranee. Ai due incontri di Roma (1987 e 88) ha fatto seguito quello di Varsavia, dal titolo “ War never again ”, nel settembre 1989, in occasione dei cinquanta anni dall’inizio della seconda guerra mondiale. Quindi gli incontri di Bari, Malta e, nel 1992 quello di Bruxelles “Europa, religioni, pace ”. Nel 1993 il pellegrinaggio ha fatto sosta a Milano e, negli anni seguenti, ad Assisi e poi a Firenze.

Una riunione particolare si tenne nel 1995 a Gerusalemme, nel cuore della Città Santa, sul tema “Insieme a Gerusalemme: ebrei, cristiani e musulmani”. Nel 1998 l’eccezionale Incontro di Bucarest “La pace è il nome di Dio: Dio, l’uomo, i popoli”, che ha aperto la strada alla prima visita di Giovanni Paolo II in un paese ortodosso, avvenuta a Bucarest pochi mesi dopo.

Incontri si sono svolti anche a Lisbona, Barcellona, Palermo, Aachen, poi Milano e Lione. Per fare memoria dei venti anni della prima Giornata di Preghiera ci si è riuniti a Washington e, di nuovo, Assisi.

Il prossimo incontro, dal 21 al 23 ottobre, si tiene a Napoli, città così significativa per la sua storia e la sua collocazione nel cuore del Mediterraneo, crocevia di differenti tradizioni culturali e religiose.

Il tema sarà “Per un mondo senza violenza: religioni e culture in dialogo ”.

Di fronte alla violenza tanto diffusa, pur a livelli diversi, nelle nostre società, alla conflittualità dell’attuale situazione interna-zionale, ma anche allo spaesamento che vive l’uomo contemporaneo -nel Nord come del Sud del nostro mondo-, si sente l'urgenza di riaffermare con coraggio la strada del dialogo e della cooperazione tra le religioni e le culture.

A Napoli, in lingue e culture differenti, si dirà che solo attraverso il dialogo ed il confronto aperto con l’altro è possibile costruire quell’autentica civiltà del convivere così necessaria ad ogni società contemporanea. Napoli, nel cuore del Mediterraneo, dal 21 al 23 ottobre ospita i rappresentanti delle religioni e delle culture mondiali e diviene capitale della pace, raccogliendo le sfide, le domande e soprattutto le attese di uomini e donne, di popoli interi.

Tre giorni d’incontro, di preghiera e di confronto, per costruire insieme, nel dialogo, “un mondo senza violenza”.

Tra i temi dei Forum:

* Eurafrica
* America Latina: per un mondo senza violenza
* Asia-Europa: sfida o cooperazione?
* Quale vocazione dell’Europa per il mondo?
* Credere nel mondo delle città
* La città tra conflitto e convivenza
* La coabitazione possibile
* Tra conflitto e dialogo
* Cultura della terra, salvezza dell’uomo
* La civiltà del convivere
* La Parola di Dio nella vita cristiana
* La preghiera forza del credente
* Ragioni della ricerca e ragioni dell’uomo
* Fede e ragione in dialogo
* Violenza diffusa: un destino da evitare
* 50 anni di Europa
* Le Sacre Scritture nelle religioni monoteistiche
* Religioni tra guerra e pace
* Immigrazione: chance per l’Europa?
* La famiglia: risorsa di tutti
* Il dialogo interreligioso



in Dialogue
AWORLD
Mattina Domenica, 21 Ottobre, 21 - 23 OCTOBER 2007
Solenne Celebrazione Eucaristica
presieduta da Sua Santità Benedetto XVI
alla presenza dei rappresentanti ecumenici
Piazza del Plebiscito
ore 10,00


Pomeriggio Domenica, 21 Ottobre
Assemblea Plenaria
Teatro S.Carlo e collegamento con la Piazza
ore 17,30

Presiede
Lorella Cuccarini
Trenta Ore per la Vita, Italia

Interventi inaugurali

Crescenzio Sepe
Cardinale, Arcivescovo di Napoli
Rosa Jervolino Russo
Sindaco di Napoli
Riccardo Di Palma
Presidente della Provincia di Napoli
Antonio Bassolino
Presidente della Regione Campania
Romano Prodi
Presidente del Consiglio dei Ministri
Sunday, 21
Relazione
Jakaya Mrisho Kikwete
Presidente della Repubblica Unita della Tanzania

Saluto
Rafael Correa Delgado
Presidente della Repubblica dell’Ecuador

Relazione
Andrea Riccardi
Fondatore della Comunità di Sant’Egidio

Testimonianze
U Uttara
Monaco buddista, Birmania
Ines Zimba
Medico, Mozambico

musica

Interventi
Bartholomaios I
Patriarca Ecumenico, Arcivescovo di Costantinopoli Nea Roma
Yona Metzger
Rabbino Capo d’Israele
Ezzeddin Ibrahim
Fondatore dell’Università degli Emirati Arabi Uniti
Gijun Sugitani
Alto Consigliere del Buddismo Tendai, Giappone
M
mattina Lunedì, 22 ottobre
PANEL 1
Un’anima per l’Europa
Hotel Royal Continental, Auditorium
via Partenope 38-44
ore 9,30
Presiede
Michel Camdessus
Governatore onorario della Banca di Francia
Intervengono
Jean-Arnold de Clermont
Presidente della Conferenza delle Chiese d’Europa (KEK)
Adriano Giannola
Presidente dell’Istituto Banco di Napoli - Fondazione, Italia
Heinrich Mussinghoff
Vescovo cattolico, Germania
Bogdan Tataru-Cazaban
Consigliere di Stato per la Cultura e gli Affari Religiosi, Romania
Mario Soares
Presidente emerito della Repubblica del Portogallo
Vladimir Ivanovich Yakunin
Presidente del “World Public Forum”, Federazione Russa
Monday, 22 October morning
mattina Lunedì, 22 ottobre
PANEL 2
Religioni in dialogo per un mondo senza violenza
Stazione Marittima, Sala Galatea
Molo Angioino
ore 9,30
Presiede
Jean-Louis Tauran
Cardinale, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Santa Sede
Intervengono
Jean-Dominique Durand
Università “Jean Moulin” di Lione, Francia
Ishmael Noko
Segretario generale della Federazione Luterana Mondiale
Mehmet Paçaci
Università di Ankara, Turchia
Gijun Sugitani
Alto Consigliere del Buddismo Tendai, Giappone
Din Syamsuddin
Presidente del Consiglio Centrale del Muhammadiyah, Indonesia
Oded Wiener
Direttore generale del Gran Rabbinato, Israele
Monday, 22 October morning
mattina Lunedì, 22 ottobre
PANEL 3
La città tra conflitto e convivenza
Centro Congressi Partenope Federico II, Aula Magna
via Partenope 36
ore 9,30
Presiede
Françoise Rivière
Direttore generale aggiunto dell’UNESCO, Francia
Intervengono
Christine Boutin
Ministro della Casa e della Città, Francia
Arrigo Levi
Consulente del Presidente della Repubblica, Italia
Mario Marazziti
Comunità di Sant’Egidio
Mario Orfeo
Direttore responsabile de “Il Mattino”, Italia
Isaia Sales
Scrittore, Italia
Marc Stenger
Vescovo cattolico, Francia

mattina Lunedì, 22 ottobre
PANEL 4
Europa, immigrazione, futuro
Castel dell’Ovo, Sala Italia
via Partenope
ore 9,30
Presiede
Lucio Caracciolo
Direttore di “Limes”, Italia
Intervengono
Edgar Busuttil
Gesuita, Direttore del Centro “Fede e Giustizia”, Malta
Antonio Golini
Demografo, Università “La Sapienza” di Roma, Italia
Jörn-Erik Gutheil
Chiesa Evangelica di Germania
Agostino Marchetto
Arcivescovo, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Santa Sede
Jean-Claude Petit
Presidente del Centro Nazionale della Stampa cattolica francese
Daniela Pompei
Comunità di Sant’Egidio
Monday, 22 October morning
mattina Lunedì, 22 ottobre
PANEL 5
Le religioni e la ragione
Stazione Marittima, Sala Dione
Molo Angioino
ore 9,30
Presiede
Massimo Franco
Opinionista, Italia
Intervengono
Enzo Bianchi
Priore della Comunità monastica di Bose, Italia
Hasan Hanafi
Università del Cairo, Egitto
Amos Luzzatto
Presidente emerito dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Aldo Masullo
Filosofo, Italia
Ignazio Sanna
Arcivescovo cattolico, Italia
Silvio Suppa
Università di Bari, Italia

mattina Lunedì, 22 ottobre
PANEL 6
Le Scritture nelle religioni monoteistiche
Stazione Marittima, Sala Perseide
Molo Angioino
ore 9,30
Presiede
Walter Kasper
Cardinale, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, Santa Sede
Intervengono
Mahmud Ghazi
Consiglio del “Islamic Ideology”, Pakistan
Joachim Gnilka
Teologo cattolico, Germania
Berl Lazar
Rabbino Capo della Federazione Russa
Jean-Pierre Ricard
Cardinale, Arcivescovo di Bordeaux, Francia
Rowan D. Williams
Arcivescovo di Canterbury, Primate anglicano
Monday, 22 October morning
mattina Lunedì, 22 ottobre
PANEL 7
La preghiera forza del credente
Stazione Marittima, Sala Agave
Molo Angioino
ore 9,30
Presiede
Ignace Moussa Daoud
Cardinale, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali, Santa Sede
Intervengono
Mohammed Esslimani
Teologo islamico
Isak Haleve
Rabbino Capo di Turchia
Salvatore Martinez
Rinnovamento Nello Spirito Santo, Italia
Andon Merdani
Vescovo ortodosso della Chiesa di Albania
Serafim
Metropolita ortodosso del Patriarcato di Romania

POMERIGGIO LUNEDÌ, 22 OTTOBRE

PANEL 8
Europa e Africa: c’è un futuro comune?
Hotel Royal Continental, Auditorium
via Partenope 38-44
ore 16,30
Presiede
Jean-Pierre Kutwa
Arcivescovo cattolico, Costa d’Avorio
Intervengono
Michel Camdessus
Governatore onorario della Banca di Francia
Maria da Luz Dai Guebuza
Esposa do Presidente della Repubblica del Mozambico
Kpakilé Felemou
Comunità di Sant’Egidio, Guinea Conakry
Jean-François Leguil-Bayart
Direttore di ricerca al CNRS, Francia
Renato Raffaele Martino
Cardinale, Presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, Santa Sede
Sami Tchak
Scrittore, Togo
Monday, 22 October afternoon
pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 9
Israele - Palestina: la lunga sfida della pace
Stazione Marittima, Sala Galatea
Molo Angioino
ore 16,30
Presiede
Marco Impagliazzo
Presidente della Comunità di Sant’Egidio
Intervengono
Massimo D’Alema
Ministro degli Affari Esteri, Italia
Nabil Shaat
Inviato Speciale del Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese
Meir Shitrit
Ministro dell’Interno, Israele
Discussants
Oded Ben-Hur
Ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede
Wlodek Goldkorn
Giornalista, Italia
Pierbattista Pizzaballa
Custode di Terra Santa
Bernard Sabella
Membro del Consiglio Legislativo Palestinese

pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 10
La fede e la scienza: il confronto del nostro tempo
Centro Congressi Partenope Federico II, Aula Magna
via Partenope 36
ore 16,30
Presiede
Guido Trombetti
Rettore dell’Univesità “Federico II” di Napoli
Intervengono
Athanasios
Metropolita ortodosso della Chiesa di Grecia
Sayed Mohammed Mousavi Boujnourdi
Centro Studi Islamici, Iran
Francesco Paolo Casavola
Presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica, Italia
Riccardo Di Segni
Rabbino Capo di Roma, Italia
Emma Fattorini
Università “La Sapienza” di Roma, Italia
Monday, 22 October afternoon
pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 11
America Latina: per un futuro senza violenza
Castel dell’Ovo, Sala Italia
via Partenope
ore 16,30
Presiede
Roger Etchegaray
Cardinale, Vice-Decano del Collegio Cardinalizio, Santa Sede
Intervengono
Rafael Correa Delgado
Presidente della Repubblica dell’Ecuador
Adolfo Pérez Esquivel
Premio Nobel per la Pace, Argentina
Discussants
Jaime Aguilar
Comunità di Sant’Egidio, El Salvador
Donato Di Santo
Sottosegretario agli Esteri, Italia
Pierre Dumas
Vescovo cattolico, Haiti
Monday, 22 October afternoon
pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 12
Lo spazio di Dio nella città
Stazione Marittima, Sala Dione
Molo Angioino
ore 16,30
Presiede
Vittorio Ianari
Comunità di Sant’Egidio
Intervengono
Mahdi Al-Khalissi
Congresso Iracheno per la Rifondazione
David Albert Beetge
Vescovo anglicano, Sudafrica
Theodore Edgar Mc Carrick
Cardinale, Arcivescovo emerito di Washington, USA
Lluis Martinez Sistach
Arcivescovo di Barcellona, Spagna
Netanel Teitelbaum
Rabbino di Colonia, Germania
Gérard Testard
Presidente di Fondacio, Francia
Monday, 22 October afternoon
pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 13
Asia - Europa: tra sfida e cooperazione
Stazione Marittima, Sala Perseide
Molo Angioino
ore 16,30
Presiede
Franco Mazzei
Università “L’Orientale” di Napoli
Keynote speaker
Kassym-Jomart Tokayev
Presidente del Senato del Kazakhstan
Intervengono
Rajiv Dogra
Ambasciatore dell’India in Italia
Patrick C.P. Ho
Hong Kong, Cina
Pierre Morel
Rappresentante Speciale per l’Asia Centrale al Consiglio dell’Unione Europea
Raj K. Srivastava
Centro Studi sullo Sviluppo delle Società, India
Gianni Vernetti
Sottosegretario agli Esteri, Italia
Monday, 22 October afternoon
pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 14
Mediterraneo: le religioni e il convivere
Stazione Marittima, Sala Calipso
Molo Angioino
ore 16,30
Presiede
Antonio Ferrari
Editorialista, Italia
Intervengono
Elias Chacour
Arcivescovo dei Greco Melchiti Cattolici, Israele
Pasquale Ciriello
Rettore dell’Università “l’Orientale” di Napoli
Shear-Yashuv Cohen
Rabbino Capo di Haifa, Israele
Stanislav Hocevar
Arcivescovo cattolico, Repubblica di Serbia
Jacques Huntzinger
Ambasciatore, Francia
Arben Xhaferri
Intellettuale, Macedonia


pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 15
La terra e l’uomo: religioni e culture a confronto
Stazione Marittima, Sala Agave
Molo Angioino
ore 16,30
Presiede
Katherine Marshall
Università Georgetown, USA
Intervengono
Jean-Arnold de Clermont
Presidente della Conferenza delle Chiese d’Europa (KEK)
Emmanuel
Metropolita ortodosso del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
Giuseppe Laras
Presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia
Serge Latouche
Università di Parigi XI, Francia
Franco Pasquali
Segretario generale della Coldiretti, Italia
Wolfgang Sachs
Wuppertal Institute, Germania

pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 16
Un testimone della carità
Ponticelli, Chiesa dei SS. Pietro e Paolo
via Attila Sallustro
ore 17,30
Presiede
Antonio Serra
Rettore del Seminario Maggiore di Napoli
Interviene
Alexander Ogorodnikov
Testimone della deportazione nei gulag, Federazione Russa


pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 17
L’Islam e la pace
Scampìa, Auditorium
viale della Resistenza, Comparto 12
ore 17,30
Presiede
Paolo Battimiello
Dirigente scolastico, Italia
Intervengono
Kone Idriss Koudouss
Presidente del Consiglio Nazionale Islamico della Costa d’Avorio
Ishaq Idriss Sakouta
Confraternita islamica al-Sammaniyyah, Egitto


pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 18
L’apostolo Paolo e le culture del Mediterraneo
Pozzuoli - Seminario Maggiore, Auditorium
via Campi Flegrei, 12 - ore 18,00
Presiede
Gennaro Pascarella
Vescovo di Pozzuoli, Italia
Intervengono
Chrysostomos II
Arcivescovo di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro
Armand Puig
Preside della Facoltà Teologica di Catalogna, Spagna
Monday, 22 October morning
pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 19
Lo spirito di Assisi
Nola - Interporto Campano - ore 18,00
Presiede
Gennaro Ferrara
Rettore dell’Università “Parthenope” di Napoli
Intervengono
Homi Dhalla
Fondazione Mondiale Culturale Zoroastriana, India
Jean-Dominique Durand
Università “Jean Moulin” di Lione, Francia
Jürgen Johannesdotter
Vescovo luterano, Germania
Leone Paserman
Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Italia
Mohammad Sammak
Consigliere politico del Gran Mufti del Libano

pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 20
I cristiani e la pace
Ercolano - Villa Campolieto
corso Resina 283 - ore 17,30
Presiede
Nino Daniele
Sindaco di Ercolano, Italia
Intervengono
Paul Grossrieder
Già Direttore generale del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Svizzera
Voitto Huotari
Vescovo luterano, Finlandia
Seraphim
Arcivescovo ortodosso del Patriarcato di Alessandria

pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 21
Donne: la fede contro la violenza
Torre Annunziata - Parrocchia Santa Teresa di Gesù
piazza E. Cesaro 27 - ore 18,00
Presiede
Rosanna Russo
Teologa, Italia
Intervengono
Marguerite Barankitse
Testimone del genocidio, Burundi
Sylvie Bukhari de Pontual
Attivista per l’abolizione della tortura, Francia
Tamara Chikunova
Attivista per l’abolizione della pena di morte, Uzbekistan
M
pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 22
Religioni in dialogo
Benevento - Villa dei Papi - ore 17,30
Presiede
Filippo Bencardino
Rettore dell’Università del Sannio, Italia
Intervengono
Mohammed Amine Smaili
Teologo islamico dell’Università di Rabat, Marocco
Vsevolod Chaplin
Vice Presidente del Dipartimento Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca
George H. Freeman
Segretario generale del Consiglio Metodista Mondiale
Tritan Shehu
Università “Zoja e Këshillit të mirë”, Albania

pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 23
Chiesa ortodossa e futuro ecumenico
Aversa - Cattedrale
via San Paolo - ore 18,00
Presiede
Mario Milano
Vescovo di Aversa, Italia
Interviene
Kirill di Smolensk
Metropolita ortodosso, Presidente del Dipartimento Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca

pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 24
Gerusalemme, dramma e speranza per tutti
Avellino - Centro sociale “Samantha Della Porta”
ore 18,00
Presiede
Francesco Marino
Vescovo di Avellino, Italia
Saluti
Francesco Alfano
Arcivescovo cattolico, Italia
Giovanni D’Alise
Vescovo cattolico, Italia
Intervengono
Sami Michael
Scrittore, Presidente della “Association of Civil Rights in Israel”, Israele
Emile Shoufani
Parroco di Nazareth
Monday, 22 October morning
pomeriggio Lunedì, 22 ottobre
PANEL 25
Ebrei, cristiani e musulmani in dialogo per la pace
Capua - Seconda Università di Napoli, Facoltà di Economia
ore 18,00
Presiede
Raffaele Martone
Pro-rettore della Seconda Università di Napoli
Saluto
Bruno Schettino
Arcivescovo di Capua, Italia
Intervengono
Jesus Delgado
Vicario generale della diocesi di San Salvador
Aldo Giordano
Segretario generale del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee
Joseph Levi
Rabbino di Firenze, Italia
Amos Luzzatto
Presidente emerito dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Yahya Sergio Yahe Pallavicini
Vice Presidente della “Comunità Religiosa Islamica”, Italia

Cittadinanza onoraria di Amalfi e consegna della reliquia di S. Andrea
a Sua Santità Bartholomaios I
Patriarca Ecumenico, Arcivescovo di Costantinopoli Nea Roma
Amalfi - Palazzo Municipale e Cattedrale
ore 17,00
Monday, 22 October morning
mattina Martedì, 23 ottobre
PANEL 26
L’ AIDS: una sfida che si può vincere
Hotel Royal Continental, Auditorium
via Partenope 38-44
ore 9,30
Presiede
Theodore Edgar Mc Carrick
Cardinale, Arcivescovo emerito di Washington, USA
Intervengono
Mark Dybul
Coordinatore del “US Global AIDS“, USA
Paola Germano
Comunità di Sant’Egidio
Magid Noorjehan Abdul
Programma DREAM, Mozambico
Israel Singer
World Jewish Congress, USA

mattina Martedì, 23 ottobre
PANEL 27
La Parola di Dio nella vita dei cristiani
Stazione Marittima, Sala Galatea
Molo Angioino
ore 9,30
Presiede
Oscar Luigi Scalfaro
Presidente emerito della Repubblica Italiana
Intervengono
Aram I
Catholicos di Cilicia degli Armeni
Enzo Bianchi
Priore della Comunità monastica di Bose, Italia
Chrysostomos II
Arcivescovo di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro
Ole Chr. M. Kvarme
Vescovo luterano, Norvegia
Gregorios III Laham
Patriarca di Antiochia dei Greco Melchiti Cattolici
Telesphore Placidus Toppo
Cardinale, Arcivescovo di Ranchi, India

mattina Martedì, 23 ottobre
PANEL 28
“Violenza diffusa”: un interrogativo inquietante
Università Federico II, Aula Magna
via Partenope 36
ore 9,30
Presiede
John J. DeGioia
Rettore dell’Università Georgetown, USA
Intervengono
Sylvie Bukhari de Pontual
Attivista per l’abolizione della tortura, Francia
Luigi Fusco Girard
Università “Federico II” di Napoli
Ezzeddin Ibrahim
Fondatore dell’Università degli Emirati Arabi Uniti
Adolfo Pérez Esquivel
Premio Nobel per la Pace, Argentina
Ceija Stojka
Sopravvissuta zingara dei lager nazisti, Austria
Céléstin Twizere
Comunità di Sant’Egidio, Ruanda
Oded Wiener
Direttore generale del Gran Rabbinato, Israele
Monday, 22 October morning
mattina Martedì, 23 ottobre
PANEL 29
La civiltà del convivere
Castel dell’Ovo, Sala Italia
via Partenope
ore 9,30
Presiede
Arrigo Levi
Consulente del Presidente della Repubblica, Italia
Intervengono
Aisha Al-Menn’ai
Decano della Facoltà di Sharia e Studi Islamici, Qatar
Marguerite Barankitse
Testimone del genocidio, Burundi
Mar Gregorios Yohanna Ibrahim
Metropolita della Chiesa Siro Ortodossa
Mario Giro
Comunità di Sant’Egidio
Sami Michael
Scrittore, Presidente della “Association of Civil Rights in Israel”, Israele
Françoise Rivière
Direttore generale aggiunto dell’UNESCO, Francia
Monday, 22 October morning
mattina Martedì, 23 ottobre
PANEL 30
Religioni tra guerra e pace
Stazione Marittima, Sala Dione
Molo Angioino
ore 9,30
Presiede
Renato Raffaele Martino
Cardinale, Presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, Santa Sede
Intervengono
Asma Benkada
Giornalista televisiva di Al-Jazeera, Qatar
Jonas Jonson
Vescovo luterano, Svezia
Samuel Kobia
Segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese
Arthur Schneier
Fondatore e Presidente di “Appeal of Conscience Foundation”, USA
Mohammed Ahmed Sherif
Segretario generale della “World Islamic Call Society”, Libia
Monday, 22 October morning
mattina Martedì, 23 ottobre
PANEL 31
La famiglia: risorsa per tutti
Stazione Marittima, Sala Perseide
Molo Angioino
ore 9,30
Presiede
Angelo Scelzo
Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Santa Sede
Intervengono
Jakov Ebert
Rabbino di Würzburg, Germania
Siti Musdah Mulia
Università “Islam Syarief Hidayatullah”, Indonesia
Filipp Osacenko
Arcivescovo della Chiesa ortodossa Ucraina, Patriarcato di Mosca
Savino Pezzotta
Presidente della Fondazione per il Sud, Italia
Monday, 22 October morning
mattina Martedì, 23 ottobre
PANEL 32
Per un mondo senza violenza: la responsabilità delle religioni giapponesi
Stazione Marittima, Sala Calipso
Molo Angioino
ore 9,30
Presiede
Agostino Giovagnoli
Comunità di Sant’Egidio
Intervengono
Korei Hamanaka
Presidente della Scuola Buddista Tendai, Giappone
Gensho Hozumi
Buddismo Rinzai Zen, Giappone
Takao Ina
Scintoismo Jiniya Honcho, Giappone
Moriyasu Ito
Scintoismo Meiji Jingu, Giappone
Eiju Matsuda
Buddismo Soto Zen, Francia
Keishi Miyamoto
Segretario generale del WCRP-Japan, Giappone
Nobuo Nagao
Scuola Tenri Kyo, Giappone
Masamichi Tanaka
Denominazione Oomoto, Giappone
Yautaka Watanabe
Rissho Kosei Kai, Giappone
Monday, 22 October morning
mattina Martedì, 23 ottobre
University of Naples “L’Orientale”
Aula del Rettorate – 10.00 a.m.
mattina Martedì, 23 ottobre
Conferimento della Laurea honoris causa
a Sua Santità Bartholomaios I
Patriarca Ecumenico, Arcivescovo di Costantinopoli Nea Roma
Università “l’Orientale” di Napoli, Aula del Rettorato
via Chiatamone 61
ore 9,30

pomeriggio Martedì,23 Ottobre Martedì, 23 ottobre
Preghiera per la Pace
ore 17,30
in luoghi diversi, per confessione religiosa,
intorno a Piazza del Plebiscito
Processione di Pace
ore 19,00
dai differenti luoghi di preghiera, in corteo,
verso il palco di Piazza del Plebiscito
Cerimonia Conclusiva
Piazza del Plebiscito
ore 19,30
Saluti e interventi conclusivi
Testimonianze
Proclamazione, firma e consegna dell’Appello di Pace 2007
Scambio di un segno di pace e Processione finale

domenica, settembre 23, 2007

Il Papa condanna la logica del profitto e il capitalismo selvaggio.

CITTA' DEL VATICANO - "La logica del profitto, se prevalente, - ammonisce il Papa - incrementa la sproporzione tra poveri e ricchi, come pure un rovinoso sfruttamento del pianeta". "Quando invece - commenta - prevale la logica della condivisione e della solidarieta', e' possibile correggere la rotta e orientarla verso uno sviluppo equo, per il bene comune di tutti". "In fondo - per il Papa - si tratta della decisione tra egoismo e amore, tra giustizia e disonesta', in definitiva tra Dio e Satana". Benedetto XVI lo ha detto nell'omelia della messa celebrata a Velletri, sua sede titolare prima di essere eletto Papa, dove si trova per una breve visita. "Mi sento a casa tra voi - ha detto prima di cominciare la messa".

"Se amare Cristo e i fratelli non va considerato come qualcosa di accessorio e di superficiale, ma piuttosto lo scopo vero e ultimo di tutta la nostra esistenza, - ha aggiunto - occorre saper operare scelte di fondo, essere disposti a radicali rinunce, se necessario al martirio. Oggi, come ieri, la vita del cristiano esige il coraggio di andare contro corrente, di amare come Gesu'". E se d'altra parte "si trova gente pronta ad ogni tipo di disonesta' pur di assicurarsi un benessere materiale pur sempre aleatorio quanto piu' noi cristiani dovremmo preoccuparci di provvedere alla nostra eterna felicita' con i beni di questa terra" ha osservato ancora papa Ratzinger, rilevando che "l'unica maniera di far fruttificare per l'eternita' le nostre doti e capacita' personali come pure le ricchezze che possediamo é di condividerle con i fratelli".

Il Papa ha poi ricordato che la Bibbia "stigmatizza uno stile di vita tipico di chi si lascia assorbire da una egoistica ricerca del profitto in tutti i modi possibili e che si traduce in una sete di guadagno, in un disprezzo dei poveri e in uno sfruttamento della loro situazione a proprio vantaggio". "Il cristiano - ha rimarcato - deve respingere con energia tutto questo, aprendo il cuore, al contrario, a sentimenti di autentica generosita'". Per giungere a questo, il Papa ha invitato alla preghiera e ha ricordato che gia' san Paolo nella prima lettera a Timoteo "invita in primo luogo a pregare per quelli che rivestono compiti di responsabilita' nella comunita' civile, perché, egli spiega, dalle loro decisioni, se tese al bene comune, derivano conseguenze positive, assicurando la pace e 'una vita calma e tranquilla con tutta pieta' e dignita" per tutti".(ANSA)

domenica, settembre 02, 2007

“Una vita con Karol”


“SETTEMBRE SUL SAGRATO” Ischia – martedì 4 settembre 2007 ore 21 Incontro con Gian Franco Svidercoschi per la presentazione del libro “Una vita con Karol” nel quale il giornalista ripercorre la vita di Papa Wojtila conversando con il suo più fidato collaboratore il Cardinale Stanislao Dziwisz Interverranno i giornalisti Franco Bucarelli e Lello La Pietra

"Verrai da me. Qui potrai proseguire gli studi e mi aiuterai." Con queste parole, l'8 ottobre 1966, l'arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla chiese a un giovane sacerdote polacco di diventare il suo segretario privato, confermandolo nell'incarico anche dopo l'elezione pontificia. Da allora, don Stanislao Dziwisz ha condiviso tutti i momenti importanti della vita di Giovanni Paolo II, organizzando i suoi appuntamenti quotidiani e raccogliendo le sue confidenze, i suoi pensieri, le sue preoccupazioni. Oggi, insieme al giornalista Gian Franco Svidercoschi, Dziwisz ripercorre in questo libro le tappe più significative della vita di Karol Wojtyla: dal servizio pastorale di giovane vescovo all'elezione a Pontefice nel 1978, dal sostegno a Solidarnosc all'attentato di cui fu vittima nel 1981, dalla storica Giornata di preghiera per la pace ad Assisi al Giubileo del Duemila. Fino all'aprile del 2005, l'ultima volta in cui don Stanislao "vedeva il suo volto", prima di deporgli sul viso un velo bianco di seta e attendere che la bara di cipresso fosse chiusa.

sabato, giugno 30, 2007

Papa: visita a Napoli. II Municipalità: candida Piazza Mercato per accogliere il Santo Padre

L’annuncio dato questa mattina durante l’Angelus della visita pastorale del Santo Padre alla città di Napoli ci riempie di gioia, di entusiasmo e di speranza. Lo dichiarano Alberto Patruno e Gianfranco Wurzburger rispettivamente presidente e assessore alla vivibilità della II Municipalità.

Un momento storico per Napoli e per la sua gente, una città ormai multietnica e multiculturale, scelta per rafforzare il dialogo interreligioso.

Chiederemo udienza a Sua Eminenza il Cardinale Sepe – continuano Patruno e Wurzburger – per proporgli piazza Mercato quale luogo per l’accoglienza del Santo Padre.

Questa piazza infatti – proseguono gli esponenti della Municipalità – oltre ad avere una radicata comunità cattolica con la presenza della chiesa di Sant’Eligio Maggiore e della Basilica del Carmine, in cui si venera la Madonna Bruna tanto cara a Papa Giovanni Paolo II, ospita da tempo anche la Moschea della comunità Islamica, diventando pertanto il luogo simbolo del dialogo interreligioso a Napoli. La visita pastorale di Benedetto XVI – concludono Patruno e Wurzburger – potrebbe contribuire a ridare linfa vitale ad un territorio che cerca da tempo un’occasione di riscatto.


mercoledì, aprile 04, 2007

Giovanni Paolo II, due anni dopo. La giornata del ricordo


Una giornata di emozioni, nel ricordo di un grande uomo e di un grande papa. Ieri, la chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione di papa Wojtyla e la Messa in suffragio celebrata da Benedetto XVI. In serata, il rosario dei giovani.

ROMA - Una giornata di emozioni, nel ricordo di un grande uomo e di un grande papa. Ieri, a due anni esatti dalla morte, è stata tutta per Giovanni Paolo II, l'attenzione dei cattolici di tutto il mondo. In mattinata, nella Basilica di San Giovanni in Laterano è stata chiusa la fase diocesana della causa di beatificazione, mentre nel pomeriggio, in piazza San Pietro, Benedetto XVI ha celebrato una messa in suffragio, in cui ha ricordato con parole profonde il suo predecessore. Ma le occasioni di riflessione e preghiera sono continuate, sia in Vaticano con il rosario recitato dai giovani sulla tomba del pontefice alle 21,37 (ora del suo decesso) che nel resto del mondo, in particolare in Polonia. Il tutto, mentre si intensificano le voci sui tempi della beatificazione, specie dopo le dichiarazioni del presidente polacco Lech Kaczynski che ha riferito i contenuti di un suo colloquio con il cardinale Tarcisio Bertone. Alla domanda se potrà vedere conclusa la causa canonica di Karol Wojtyla prima della fine del suo mandato, nel 2010, il segretario di Stato avrebbe risposto: “Prima di finire il mandato lei potrà portare ai polacchi un bell'annuncio”. Santo prima del 2010, quindi? Impossibile dirlo, anche se ambienti polacchi ipotizzano addirittura la data del 16 ottobre 2008, in cui cadrebbero i 30 anni esatti dall'elezione di Karol Wojtyla al soglio di Pietro. Intanto, rimangono le immagini e le parole di ieri, che hanno dimostrato, qualora ce ne fosse stato il bisogno, il grande sentimento di riconoscenza e affetto della Chiesa verso Giovanni Paolo II.

LA CERIMONIA IN SAN GIOVANNI. La giornata si è aperta prestissimo con una messa celebrata dal cardinale Stanislaw Dziwiwz sulla tomba del papa. Ma l'evento più importante è stato a mezzogiorno con la cerimonia di chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione. Un atto strettamente giuridico, capace tuttavia di arricchirsi di ricordi e commozione. Dopo il disbrigo degli aspetti formali (come il sigillo degli atti processuali) è toccato al cardinale Camillo Ruini tracciare il profilo di Giovanni Paolo II, "un uomo di preghiera", ''un uomo di straordinaria ibertà interiore che si esprimeva in molte direzioni” e che ”sapeva essere autonomo nelle decisioni definitive e soprattutto non rinunciava a prendere posizioni difficili e scomode”. Nelle parole del cardinale vicario, il ricordo dei momenti più significativi del pontificato: il rapporto con i giovani, le battaglie in difesa della vita, l'affermazione del primato della dignità umana. "Tutti coloro che lo hanno conosciuto, da vicino o anche solo da lontano - ha sottolineato Ruini - sono stati colpiti dalla ricchezza della sua umanità, dalla sua piena realizzazione come uomo, ma ancor più illuminante e significativo e il fatto che tale pienezza di umanità coincide, alla fine, con questo suo rapporto con Dio, in altre parole con la sua santità". In San Giovanni, era presente anche suor Marie Simon Pierre, la religiosa francese guarita dal Parkinson per intercessione di Wojtyla. La cronaca

LA MESSA DI BENEDETTO XVI. L'esempio di Giovanni Paolo II è stato evidenziato anche dal papa, durante la messa in suffragio celebrata in piazza San Pietro, alla presenza di migliaia di fedeli, in gran parte polacchi. Benedetto XVI ha usato definizioni molto forti: “Padre e guida sicura nella fede”, “zelante pastore e coraggioso profeta di speranza”, “testimone infaticabile e appassionato servitore dell'amore di Dio”. E, partendo dall'episodio evangelico della cena di Betania e dal gesto di Maria di Magdala che profuma i piedi di Gesù, il papa ha spiegato che il profumo dell'amore di Giovanni Paolo II verso Dio e il prossimo, “ha riempito tutta la casa”, cioè “tutta la Chiesa”, traboccando in ogni regione del mondo. Un'esperienza passata attraverso la Croce, la sofferenza e la morte, ma da quel momento, “il profumo della fede, della speranza e della carità del papa riempì la sua casa, riempì Piazza San Pietro, riempì la Chiesa e si propagò nel mondo intero”. Adesso, ha detto il papa, “nella comunione dei santi, ci sembra di ascoltarle dalla viva voce dell’amato Giovanni Paolo II, che dalla casa del Padre - ne siamo certi -non cessa di accompagnare il cammino della Chiesa: “Spera nel Signore, sii forte, / si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore” (Sal 26,13-14). Sì, si rinfranchi il nostro cuore, cari fratelli e sorelle, e arda di speranza!”. Benedetto XVI rinnova così il Totus tuus del suo predecessore, affinché “ci stimoli a seguirlo sulla strada del dono di noi stessi a Cristo per intercessione di Maria”. Le parole del papa

IL ROSARIO DEI GIOVANI. La preghiera è proseguita poi per tutta la sera, con il Rosario promosso dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, che ha portato 100 giovani sulla tomba di papa Wojtyla. Guidati da mons. Angelo Comastri e dal cardinale Stanislaw Dziwisz, i ragazzi sono stati i protagonisti di una veglia suggestiva, seguita anche in piazza San Pietro, attraverso i maxischermi. ''Lui vi ha cercati - ha detto l'arcivescovo di Cracovia - e voi siete venuti per stare con lui. Lui parla al mondo anche tramite voi. Siate sempre, come lui vi aveva chiamato, le 'sentinelle del mattino'”. Il cardinale Dziwisz ha voluto anche ringraziare l'attuale papa, Benedetto XVI, per la fedeltà e il continuo ricordo riservato al suo predecessore. Nel corso della veglia i giovani hanno recitato i Misteri della Gioia, voluti proprio da Giovanni Paolo II, con le meditazioni affidate a mons. Angelo Comastri che ha ricordato la vocazione del papa polacco e il suo “si” a Cristo e a Maria. “L’esperienza dell’invasione nazista, poi comuniste e poi l’esperienza drammatica della Seconda guerra mondiale ci hanno fatto percepire – ha detto mons. Comastri – l’urgenza di riportare Dio dentro la vita degli uomini”. Il presule ha citato i 104 viaggi internazionali e i 146 viaggi in Italia di papa Wojtyla che rappresentano “la fotografia della sua ansia missionaria” ed ha sottolineato la battaglia di Giovanni Paolo II a difesa della vita umana in ogni sua fase e i suoi “inascoltati” appelli alla pace. di Mattia Bianchi/ 03/04/2007

sabato, gennaio 27, 2007

Tv e media: volgarità al bando

Il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata delle comunicazioni sociali ripropone un tema su cui si aspettano ancora iniziative convincenti.
Bandire le volgarità programmate e gli spettacoli della sofferenza offerti al pubblico per fare audience o cassetta dovrebbe essere regola primaria di ogni buono e serio comunicatore, a prescindere dalla sua fede e dalla sua matrice culturale. Le esortazioni di Papa Benedetto XVI, nel messaggio per la 41ª Giornata delle comunicazioni sociali contengono un’alta riflessione capace di ispirare tutti gli operatori di buona volontà del settore: programmisti, conduttori, responsabili di palinsesti, titolari di aziende di comunicazione, giornalisti. Nello stesso tempo chiamano alla responsabilità profonda la scuola e la famiglia.
Coerente con il suo richiamo costante alla cooperazione e alla corresponsabilità, Papa Benedetto XVI ripropone una questione troppo sottovalutata da tutte le agenzie e istituzioni culturali: la media education, ossia la formazione ad un uso responsabile e critico dei media, perché si possa farne un uso corretto ai fini della promozione della dignità di ciascuna persona umana. L’appello alla protezione dei minori è condiviso da tempo dai giornalisti, che l’hanno fatto proprio nella Carta deontologica, recentemente aggiornata, e inclusa tra i codici di tutela della persona, all’attenzione non solo dell’Ordine professionale ma anche del Garante della Privacy.
Certamente, c’è una responsabilità forte che viene proposta verso quei settori dove la ricerca del clamore, dello scoop, del business a costo di qualsiasi valore va causando grandi sofferenze. È arrivato il tempo di una patente etica anche, per esempio, per i responsabili di rete e dei palinsesti televisivi, dove pure si registrano già atti importanti, come la qualità della carta della Rai e iniziative specifiche della Tv privata. C’è bisogno di qualcosa di più, sul piano culturale, che incoraggi tutti gli operatori a percorrere la strada della correttezza, del buonsenso umano, della lealtà, bandendo le volgarità.
L’industria dei media, anche quella dei giornali, deve fare di più. I giornalisti hanno dato più volte prova di voler fare la loro parte. Non vanno lasciati soli. Le parole del Papa vanno lette da tutti come stimolo a far di più e meglio il proprio lavoro, ricordando che le notizie hanno il loro primato ma anche, allo stesso tempo, che la responsabilità di porgerle al pubblico con correttezza e rispetto verso la persona, e in primo luogo verso i soggetti deboli, è un esercizio etico di alta qualificazione professionale, oltreché morale. (Franco Siddi)

mercoledì, dicembre 13, 2006

PAPA/MESSAGGIO: APPELLO AI CATTOLICI PER UN IMPEGNO DI PACE

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 12 dic -
Proprio partendo dalla realta' che la Chiesa a tutela della trascendenza della persona umana, Benedetto XVI conclude il suo messaggio per la giornata mondiale della pace con un forte appello all'impegno costante dei cattolici, anche nel ricordo del quarantesimo anniversario della Populorum progressio e nei venti anni dalla Sollicitudo rei socialis, le due encicliche (una di Paolo VI e l'altra di Giovanni Paolo II) di grande importanza per la crescita della coscienza cristiana in favore della pace. ''Desidero, infine, - conclude il messaggio del pontefice - rivolgere un pressante appello al Popolo di Dio, perche' ogni cristiano si senta impegnato ad essere infaticabile operatore di pace e strenuo difensore della dignita' della persona umana e dei suoi inalienabili diritti. Grato al Signore per averlo chiamato ad appartenere alla sua Chiesa che, nel mondo, e' '' segno e tutela della trascendenza della persona umana '', il cristiano non si stanchera' di implorare da Lui il fondamentale bene della pace che tanta rilevanza ha nella vita di ciascuno. Egli inoltre sentira' la fierezza di servire con generosa dedizione la causa della pace, andando incontro ai fratelli, specialmente a coloro che, oltre a patire poverta' e privazioni, sono anche privi di tale prezioso bene. Gesu' ci ha rivelato che '' Dio e' amore '' (1 Gv 4,8) e che la vocazione piu' grande di ogni persona e' l'amore. In Cristo noi possiamo trovare le ragioni supreme per farci fermi paladini della dignita' umana e coraggiosi costruttori di pace. Non venga quindi mai meno il contributo di ogni credente alla promozione di un vero umanesimo integrale, secondo gli insegnamenti delle Lettere encicliche Populorum progressio e Sollicitudo rei socialis, delle quali ci apprestiamo a celebrare proprio quest'anno il 40o e il 20o anniversario. Alla Regina della Pace, Madre di Gesu' Cristo '' nostra pace '' (Ef 2,14), affido la mia insistente preghiera per l'intera umanita' all'inizio dell'anno 2007, a cui guardiamo - pur tra pericoli e problemi - con cuore colmo di speranza. Sia Maria a mostrarci nel Figlio suo la Via della pace, ed illumini i nostri occhi, perche' sappiano riconoscere il suo Volto nel volto di ogni persona umana, cuore della pace!''.
Red/

venerdì, dicembre 08, 2006

Papa: "No alla corruzione e ai guadagni disonesti"

ROMA - "Maria ci dia il coraggio di dire no alla corruzione, ai guadagni disonesti, all'egoismo e alla violenza". E' questa l'invocazione alla Vergine rivolta questo pomeriggio da Benedetto XVI davanti alla colonna della Madonna in Piazza di Spagna a Roma dove si è svolta come ogni anno la celebrazione per l'Immacolata concezione.Il Papa implora i cristiani a dire "no agli inganni del potere, del denaro, del piacere; ai guadagni disonesti, alla corruzione e all'ipocrisia, all'egoismo e alla violenza". Dicendo '''no al Maligno, principe ingannatore di questo mondo" e '''si" a Cristo, che distrugge la potenza del male con l'onnipotenza del bene", spiega Benedetto XVI, si può "costruire un futuro migliore per tutti".Il Papa ha nuovamente citato Dante, come aveva fatto durante l'Angelus di questa mattina, sempre il XXXIII canto del Paradiso, per rivolgersi a Maria come "di speranza fontana vivace" "per noi mortali".

mercoledì, novembre 29, 2006

Benedetto XVI: Come Giovanni XXIII. «Voglio bene ai turchi»

Ankara - «La religione è forza di pace e riconciliazione». Sono state queste le prima parole pronunciate da Benedetto XVI nell’atteso colloquio con il Gran Mufti Ali Bardakoglu, presidente del direttorato degli Affari religiosi della Turchia e massima autorità musulmana del Paese. «Noi, ha detto il Papa, vogliamo andare avanti sulla scia del Concilio Vaticano II che, con la dichiarazione sulle religioni del mondo, ha aperto una nuova pagina nella storia della nostra sede». Il Papa ha anche sottolineato «Il comune impegno per la pace delle religioni di fronte al tanto sangue umano versato ogni giorno». «Nella Sua persona, Signor Presidente, ha aggiunto ancora il Pontefice, saluto tutti i musulmani della Turchia con particolare stima ed affettuosa considerazione. Il Suo Paese, ha detto ancora Ratzinger, è molto caro ai cristiani: molte delle primitive comunità della Chiesa furono fondate qui e vi raggiunsero la maturità, ispirate dalla predicazione degli Apostoli, particolarmente di san Paolo e di san Giovanni. E’ questa la base del nostro reciproco rispetto e stima, questa è la base per la collaborazione al servizio della pace fra nazioni e popoli. Mi sono preparato a questa visita in Turchia, ha detto ancora Benedetto XVI, con i medesimi sentimenti espressi dal mio Predecessore, il Beato Giovanni XXIII, quando giunse qui come Arcivescovo Angelo Giuseppe Roncalli, per adempiere l’incarico di Rappresentante Pontificio ad Istanbul: Io sento di voler bene al Popolo turco, presso il quale il Signore mi ha mandato. Io amo i Turchi». Da parte sua, il Gran Muftì ha dichiarato: «L’umanità ha bisogno di pace e tranquillità e questa visita aprirà nuovi orizzonti di pace all’umanità. Gli uomini devono imparare a rispettare differenti religioni e modi di vita. Io credo, e ci crediamo tutti, che l’Islam e non solo l’Islam, ha concluso, possa contribuire alla pace». Durante l’intervento pronunciato nella sede della nunziatura davanti ai capi missione del corpo diplomatico ad Ankara, Benedetto XVI ha parlato della Turchia,come di «un grande Paese moderno e laico. Le religioni per parte loro, ha affermato, non cerchino di esercitare direttamente un potere politico, poiché a questo non sono chiamate. Rinuncino assolutamente a giustificare il ricorso alla violenza come espressione legittima della pratica religiosa. Saluto a questo proposito, ha detto il Papa, la comunità cattolica di questo Paese, poco numerosa ma molto desiderosa di partecipare nel modo migliore allo suo sviluppo». Benedetto XVI era arrivato all’aeroporto di Ankara questa mattina. alle 12. Una stretta di mano con il premier turco Erdogan ha iniziato ufficialmente il viaggio di Ratzinger nel paese islamico, tra ingenti misure di sicurezza. Nell’atteso faccia a faccia, il premier turco si è rivolto al Papa con queste parole: «Sono lieto di ricevere Sua Santità». Il Santo Padre ha risposto: «La mia visita per approfondire l’amicizia tra Turchia e Santa Sede». Venticinque minuti di incontro, dieci più del previsto, poi il leader di Ankara ha lasciato la sala per partire per il vertice Nato di Riga. A fare da interprete Serra Yilmaz, un’attrice turca nota anche in Italia per avere recitato nei film di Ferzan Ozpetek e nella fiction ’Carabinieri’. Erdogan, spiegando il contenuto del colloquio con Ratzinger, ha detto: «Il Papa è venuto in Turchia per il dialogo cattolici-ortodossi, è questo lo scopo del viaggio». Dopo l’incontro con Erdogan, il Papa si è recato al mausoleo di Ataturk, il padre dei turchi, ad Ankara. Qui Benedetto XVI ha firmato il Libro d’Oro e ha scritto un messaggio copiato da un foglietto. «La Turchia -ha scritto in inglese- è punto di incontro e crocevia di religioni e culture diverse, cerniera tra Asia ed Europa. Volentieri faccio mie le parole del fondatore della Repubblica turca per esprimere l’augurio, pace in patria e pace nel mondo». Poco prima Benedetto XVI aveva deposto un cuscino di fiori davanti alla tomba di Kemal Ataturk. La prima giornata del Papa in Turchia è proseguita con l’incontro con il presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer. Domani il Pontefice arriverà ad Efeso per presiedere la messa e pronunciare l’omelia, mentre giovedì visiterà la Moschea blu di Istanbul. Quindi la visita a Santa Sofia, ex basilica bizantina ed ex moschea. Infine, nella basilica di Santo Spirito, il Papa celebrerà il primo dicembre la messa per la giornata conclusiva del suo viaggio.