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lunedì, ottobre 10, 2011

Un 'lavoro dignitoso' per i giovani e le donne in Europa


«In questa Europa che invecchia e che è chiamata a riaggiornare i suoi sistemi di protezione sociale, le nuove generazioni sono poco valorizzate e ancor meno tutelate. In Italia più che altrove». Nel giorno in cui si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale per il lavoro dignitoso (decent work), le Acli aprono a Londra il loroseminario internazionale parlando di giovani e donne nel mercato del lavoro europeo, con il sostegno del Centro europeo per i problemi dei lavoratori (Eza).

La disoccupazione giovanile ha raggiunto in Europa il 21% tra gli under 25. Il 14,4% dei cittadini dell’Unione europea ha abbandonato la scuola prima di aver conseguito un titolo di istruzione secondaria superiore senza seguire ulteriori percorsi d’istruzione o formazione. In Italia, la percentuale dei giovani neet – fuori dal circuito formativo e lavorativo - sale al 21%, un giovane su cinque. Mentre le donne registrano un tasso di disoccupazione giovanile (28,7%) superiore di 5,4 punti percentuali rispetto ai coetanei dello stesso sesso. Sono i dati Eurostat (e Istat), citati nel documento “Europa 2020” della Commissione europea, richiamati nel corso del seminario delle Acli. «La crisi sociale ed economica – scrivono le Acli nel documento introduttivo - ha interrotto decenni di progressiva crescita del benessere nelle diverse generazioni, in alcuni paesi bloccando la mobilità sociale e i percorsi di costruzione familiare e identità sociale. Oltre che con un minor investimento sulla loro formazione e minori opportunità occupazionali, giovani e donne si trovano con un sistema di welfare assai poco attento nei loro confronti». «Rischia sempre più di affermarsi – denunciano da Londra le Acli - una visione di welfare residuale, risarcitorio, compassionevole, ben lontano da quel modello sociale europeo inclusivo, che se va certo ripensato non deve essere tuttavia smantellato nei suoi assi portanti. Continuiamo a ribadire che senza tutela dei diritti e diffusione delle responsabilità non ci sarà sviluppo bensì l’acuirsi di tensioni e conflitti sociali che già ora stanno ponendo pesanti ipoteche su un progetto di maggiore unità e coesione per questa Europa». Non è una caso che si torni a parlare di lavoro dignitoso anche all’interno dell’Europa, «dove il lavoro sempre meno garantisce accesso alla cittadinanza e sempre meno costituisce strumento di emancipazione. L’obiettivo della buona occupazione che la società della conoscenza avrebbe dovuto garantire appare sempre più lontano, soprattutto per i giovani e le donne». Non è solo un problema economico o sociale: «L’individualizzazione e la precarizzazione del lavoro risultano vere e proprie minacce al “senso” del lavoro, come costruzione personale e sociale, etica e culturale». «Occorre un nuovo modello di sviluppo», ribadiscono le Acli nel documento. «Di fronte ai limiti del mercatismo liberista come a quelli dell’economia sociale di mercato, noi proponiamo l’economia civile, dove mercato, Stato e società civile interagiscono virtuosamente e co‐progettano strategie di sviluppo integrato. Solo così si potranno valorizzare i diritti dei lavoratori, la produttività ma anche la logica del dono, collocata come vuole la “Caritas in Veritate”, alle origini del mercato stesso e non a valle come elemento compensativo, conciliando l’uguaglianza fondamento di uno Stato democratico, la libertà regola del mercato e la fraternità valore aggiunto della società civile».

venerdì, settembre 30, 2011

Londra/Seminario internazionale "Lavoro, partecipazione, democrazia"

A Londra quattro giorni di incontri per parlare della situazione lavorativa di giovani, donne e italiani all'estero

Uno sguardo al mondo del lavoro in Europa e a quello degli italiani all’estero. Ma non solo, la condizione di giovani e donnenel mercato del lavoro europeo, le politiche attive del lavoro e la riduzione delle disuguaglianze sociali, le nuove forme della rappresentanza e il rapporto tra lavoro, partecipazione e democrazia. Di tutto questo si parlerà a Londra, dal 6 al 9 ottobre, in una quattro giorni di respiro internazionale promossa dalle Acli (Associazioni cristiane dei lavoratori italiani). Un’occasione anche per fare il punto sulla presenza delle Acli nel mondo e sulle condizioni dei nostri connazionali all’estero in tempo di crisi.

Si parte giovedì pomeriggio, 6 ottobre, presso l’Ibis London Earls Court Hotel (47, Lillie Road Earl’s Court), con il seminario del Patronato Acli dedicato al tema: “Quale futuro previdenziale per i giovani lavoratori in Europa? Il ruolo del patronato nella previdenza e nell’advocacy in Europa”. Intervengono: Krzysztof Pater, del Comitato economico e sociale europeo (Cese), che presenterà il parere dell’organismo in merito al Libro Verde della Commissione europea sui sistemi pensionistici; Stefano Ricci, della direzione generale delle politiche previdenziali del Ministero del Lavoro; Fabrizio Benvignati, vicepresidente delegato del Patronato Acli.

Venerdì mattina, 7 ottobre, l’Assemblea generale della Fai, la Federazione delle Acli internazionali (Fai), con i presidenti e i rappresentanti delle Acli in Argentina, Belgio, Brasile, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Olanda e Svizzera.

Sarà l’occasione per fare il punto sulla condizione degli italiani all’estero e riflettere sulle questioni in sospeso del rinnovo degli organismi di rappresentanza e della riforma del sistema elettorale deiComites e del Cgie.

Dal pomeriggio di venerdì a domenica 9 ottobre, il seminario internazionale “Work, Partecipation, Democracy (People, Rights, Civil Economy)”. Promosso dalle Acli con il sostegno del Centro europeo per i problemi dei lavoratori (Eza). Finanziato dall’Unione europea, con il patrocinio del Cese.

Tra gli interventi, nell’arco dei tre giorni: Piergiorgio Sciacqua, co-presidente Eza; Gijs Van Houten, responsabile per la ricerca di Eurofound; Martin Oelz, specialista giuridico dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil); Luca Jahier, presidente del terzo gruppo Cese;Conny Reuter, presidente della Social Platform; Bogdan Iuliu Hossu, presidente della Confederazione sindacale nazionale romena “Cartel Alfa”; Alfons Collado, del Movimento europeo dei lavoratori cristiani, già presidente dell’Acciò Catòlica Obrera (Aco); Alison Tate, direttore delle Relazioni esterne della Confederazione internazionale dei sindacati; Giuseppe Porcaro, segretario generale del European Youth Forum; Marco Cilento, consigliere della Confederazione europea dei sindacati; Georg Hupfauer, presidente del Movimento cattolico dei lavoratori tedeschi (Kab).

Partecipano il presidente nazionale delle Acli e della Fai, Andrea Olivero, e il vicepresidenteMichele Consiglio, responsabile della “Rete mondiale aclista”. Si terrà infine a Londra, nei giorni del seminario, la seconda tappa del percorso formativo dei Giovani delle Acli, impegnati nello sviluppo dell’associazione giovanile all’estero.

È da qualche anno che il lavoro – in Europa, nel cuore dell'Occidente – è tornato al centro di un dibattito sempre più preoccupato e allarmato. La discussione europea sul "lavoro dignitoso" ha guardato, fino ad un decennio fa, fuori dei propri confini, verso oriente e verso i tanti sud del mondo.Oggi, fenomeni che non è più sperabile considerare recessivi o contingenti, hanno riportato quella discussione nel cuore del vecchio continente, non solo per l'allargamento ad Est dell'Unione e non solo confinandola in alcuni (pochi) Paesi.
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mercoledì, maggio 04, 2011

salerno: veglia di preghiera per il lavoro.

In occasione del trentennale della promulgazione della enciclica Laborem exercens, a Salerno si realizzerà una Veglia di preghiera ed affidamento per i Giovani ed il Lavoro.




La celebrazione si terrà, in concomitanza con le altre diocesi del Paese, la sera del 10 maggio p.v. con modalità chiaramente diverse ma con profonda unità spirituale.






L'anniversario coincide con un periodo che manifesta, elementi di viva inquietudine che ci interrogano e ci chiamano ad assumere più precise responsabilità. La crisi economica ed i cambiamenti del lavoro producono si drammatica disoccupazione giovanile e precarietà , ma fanno emergere possibilità di nuovi protagonismi dei lavoratori e di modelli organizzativi meglio rispondenti al disegno di civilizzazione dell'economia, come indicato da Papa Benedetto XVI nella Caritas in Veritate.
I sottoscrittori dell'iniziativa (ACLI - CISL - MCL), oltre a sentire la responsabilità di promuovere e socializzare i contenuti della Dottrina Sociale della Chiesa nel mondo del lavoro, si sentono chiamati ad un impegno ulteriore, affinchè non abbiano a prevalere nel contesto pubblico ed in particolare tra i giovani lo sconforto e la rassegnazione e non si manifesti una generica contestazione, senza contenuti e proposte praticabili di cambiamento. E' il tempo della responsabilità , per le famiglie e per le organizzazioni, che possono accompagnare i giovani, ad assumere atteggiamenti positivi nei confronti del futuro.


Attraverso questo momento di Preghiera e riflessione, vogliamo invitare la comunità ecclesiale diocesana, a sentirsi parte di questa sfida...



Vogliamo accogliere, inoltre, la felice concomitanza, della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, lavoratore ed amico dei giovani, per affidare a lui i nostri sforzi ed i nostri tentativi.


La veglia si terrà alle ore 20.00 nella Chiesa del SS Crocifisso in Salerno (via dei Mercanti)



ACLI, CISL ed MCL di Salerno promuoveranno l'niziativa in stretta collaborazione con diversi gruppi, movimenti ed associazioni diocesane ed alcune organizzazioni sociali nel mondo cattolico. Tra questi: MLAC, Azione Cattolica, Movimento dei Focolari, Rinnovamento nello Spirito, Cammino neo Catecumenale, Compagnia delle Opere, CIF Salerno, Agesci zona Salerno, Scouts d'Europa Salerno, il Servizio di Pastorale Giovanile, l'ufficio di Pastorale familiare, la segreteria diocesana del Progetto Policoro ed inoltre Coldiretti, Confartigianato e Confcooperative







La Veglia sarà presieduta da Mons. Gaetano De Simone, Responsabile diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro, per l'occasione espressamente delegato da S.E. Mons. Moretti; alla preghiera e riflessione, parteciperà anche Mons. Marcello De Maio, Vicario generale e delegato ad omnia per la diocesi.










domenica, marzo 06, 2011

Le donne al lavoro per l'Italia


Come ogni anno, in occasione dell'8 marzo il Coordinamento donne delle Acli lancia il proprio poster per celebrare la Giornata Internazionale della Donna.

La data assume quest'anno un significato del tutto particolare, ricorrendo i 150 anni dell'Unità d'Italia ed essendo il lavoro il tema veicolare cui l'Associazione sta dedicando, nel 2011, la propria speciale attenzione. E' assai significativo che per convenzione in questa giornata si ricordi il sacrificio di 129 donne operaie, morte nell'incendio della fabbrica tessile in cui lavoravano a New York nel 1908, mentre erano intente a scioperare per il riconoscimento dei propri diritti.

L'impegno profuso dalle donne per la nascita e la rinascita nel dopoguerra del nostro Paese, e l'importanza della partecipazione femminile al mondo del lavoro, inteso quale fondamento democratico della repubblica italiana, sono temi entrambi presenti nel documento che la Responsabile Agnese Ranghelli ha reso noto a nome delle donne del Coordinamento Acli per sottolineare la pregnanza del momento.

Mai come quest'anno, infatti, si è sentita la necessità di riaffermare la dignità femminile contro ogni tentativo di offenderla o svilirla, ribadendo il contributo sostanziale che ogni giorno le donne italiane (oggi come in passato) forniscono alla coesione sociale, alla tenuta democratica e alla crescita economica, sociale e civile del Paese.

sabato, settembre 25, 2010

“Le associazioni di ispirazione cristiana spingano per rimettere al centro del dibattito politico il tema del lavoro”

Pasquale Orlando: “Le associazioni di ispirazione cristiana spingano per rimettere al centro del dibattito politico il tema del lavoro”


Martedì le Acli di Napoli presenti alla Mostra d’Oltremare


Napoli, 25 settembre 2010 - Le associazioni italiane che si riconoscono nella Dottrina Sociale della Chiesa hanno il dovere morale di fare leva sulle Istituzioni e sul mondo politico per rimettere il tema del lavoro, del lavoro sicuro, del lavoro ben retribuito, del lavoro per tutti, al centro del dibattito. Ne avvertiamo l’esigenza in modo forte, in particolare, noi napoletani che viviamo ogni giorno nelle nostre città veri e propri drammi, come dimostra il caso Fincantieri.”

Lo afferma Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli, che sarà alla guida di una delegazione dell’associazione alla Mostra d’Oltremare di Napoli il prossimo 28 settembre in occasione della manifestazione nazionale dal titolo “Classe dirigente, Bene comune, Sviluppo” organizzata dal “Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro”, nato per volere di Cisl, Acli, Compagnia delle opere (Cdo), Confartigianato, Confcooperative e Movimento cristiano lavoratori (Mcl).

“E’ significativo che questa iniziativa si tenga in contemporanea in diverse città del Sud Italia, che soffrono particolarmente per la mancanza di sbocchi per i giovani e le donne e per la crisi che getta in mezzo ad una strada ogni anno decine di migliaia di lavoratori. La sfida più urgente è quella contro la povertà e la povertà si accresce con la mancanza di lavoro.”

Per comunicazioni: 340300840

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mercoledì, giugno 02, 2010

Il 9 giugno 2010 alle ore 17.00 presso il Palazzo dei Congressi della Stazione Marittima di Napoli il Forum delle persone e delle associazioni

Le associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro hanno colto l’appello di Papa Benedetto XVI alla classe dirigente che si ispira alla Dottrina sociale della Chiesa, affinché a livello personale e collettivo si rafforzino e rendano visibili i loro impegni in favore di una rinascita morale, economica e sociale del Paese.

Verrà presentato difatti il giorno 9 giugno 2010 alle ore 17.00 presso il Palazzo dei Congressi della Stazione Marittima di Napoli il Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro, costituito da ACLI, Compagnia delle Opere Campania, Cisl, Confcooperative e Movimento Cristiano Lavoratori.

Dare centralità alle persone, rispettando il lavoro, per creare le nuove basi per un diverso ciclo di sviluppo sostenibile, più aperto e solidale. Questo l’obiettivo del Forum, indicare due priorità: intervenire per salvaguardare e potenziare il patrimonio di risorse umane e produttive del mondo del lavoro e predisporre interventi in favore delle famiglie, come premessa di una nuova domanda di servizi e occupazione.

“Siamo convinti che sia necessario un grande rinnovamento culturale per riconoscere valori di fondo su cui costruire un futuro migliore e realizzare politiche sussidiarie che favoriscano l’educazione e la valorizzazione di ciò che di positivo c’è, contribuendo alla crescita umana e professionale dei giovani” dichiarano i rappresentanti delle associazioni del Forum.

Ospiti della giornata, S.E. R.ma Card. Crescienzio Sepe- Arcivescovo Metropolita di Napoli, l’On. Rosa Russo Iervolino- Sindaco di Napoli, On. Luigi Cesaro – Pres. Della Provincia di napoli, On. Stefano Caldoro – Presidente Regione campania, Alfonso Ruffo – Direttore “Il Denaro”, Natale Forlani – Protavoce Nazionale del Forum, Pasquale Orlando – Presidente Acli, Gianpiero Tipaldi- Segretario generale Cisl Napoli, Salvatore Del Monaco- Presidente Compagnia delle Opere, Ferdinando Flagiello- Presidente Confocooperative Napoli, Michele Cutolo – Presidente Prov. MCL, Mario Di Costanzo- Direttore della Consulta delle aggregazioni laicali.

La Conferenza Stampa si terrà il giorno lunedì 7 giugno 2010 alle ore 11.30 presso la Sede della Cisl di Napoli di Via Medina n°5 al secondo piano.

venerdì, maggio 28, 2010

Lavoro e famiglia. napoli 9 giugno ore 17 stazione marittima



Le associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro hanno colto l’appello di Papa Benedetto XVI alla classe dirigente, che si ispira alla Dottrina sociale della Chiesa. Questo perché, sia a livello personale che collettivo, si renda visibile l’impegno di ciascuno di noi per la rinascita morale e socio-economica del Paese.

Dare centralità alle persone, rispettando il lavoratore, per creare le nuove basi per un diverso ciclo di sviluppo sostenibile, più aperto e solidale. Questo l’obiettivo del ‘Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro’, costituito a Napoli da ACLI, Compagnia delle Opere Campania, Cisl, Confartigianato, Confcooperative e Movimento Cristiano Lavoratori.


In particolare, il Forum indica due priorità: intervenire per salvaguardare e potenziare il patrimonio di risorse umane e produttive del mondo del lavoro e predisporre interventi in favore delle famiglie, come premessa di una nuova domanda di servizi e occupazione.


Siamo convinti che sia necessario un grande rinnovamento culturale per riconoscere valori di fondo su cui costruire un futuro migliore e realizzare politiche sussidiarie che favoriscano l’educazione e la valorizzazione di ciò che di positivo c’è, contribuendo alla crescita umana e professionale dei giovani.

Certi del fatto che – come affermato dal Santo Padre nella Enciclica - “possono essere vissuti rapporti autenticamente umani, di amicizia e di solidarietà e di reciprocità, anche all’interno dell’attività economica e non soltanto fuori di essa o dopo di essa”, abbiamo inteso condividere l’iniziativa del Forum, come opportunità privilegiata per mettere in moto e sinergicamente tutte le associazioni impegnate e rappresentative delle diverse espressioni del mondo del lavoro.

Il Forum vuole contribuire a creare un clima di coesione sociale teso al bene comune, che rimetta al centro la persona, sinceramente protesa a cercare nella fatica del vivere un senso pieno della vita.

“Lavoro e Famiglia”
Quali prospettive per il futuro del nostro territorio
ore 17.00 apertura dei lavor
i


Saluti
On. Rosa Russo Iervolino
Sindaco di Napoli

On. Luigi Cesaro
Presidente della Provincia di Napoli

On. Stefano Caldoro
Presidente Regione Campania

Modera

Alfonso Ruffo
Direttore “ Il Denaro ”

Relaziona

Natale Forlani
Portavoce Nazionale Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro

Intervengono

Pasquale Orlando
Presidente ACLI di Napoli

Gianpiero Tipaldi
Segretario Generale Cisl Napoli

Salvatore Del Monaco
Presidente CDO Campania

Ferdinando Flagiello
Presidente Confcooperative Napoli

Michele Cutolo
Presidente Provinciale MCL

Mario Di Costanzo
Direttore della Consulta delle aggregazioni laicali – Diocesi di Napoli
Conclusioni

S.E. R.ma Crescenzio Sepe
Cardinale Metropolitano di Napoli


SEDE DEL CONVEGNO
“Palazzo dei Congressi” Stazione Marittima – II piano
80133 Napoli

Napoli 9 giugno 2010
“Lavoro e Famiglia”
Quali prospettive per il futuro del nostro territorio

mercoledì, aprile 28, 2010

Il 2009 è stato l’anno nero delle famiglie italiane.

Acli e Caritas: l'anno nero delle famiglie italiane

L'indagine Iref presentata dal presidente Olivero al 34° convegno nazionale delle caritas diocesane



Roma, 28 aprile 2010 - Il 2009 è stato l’anno nero delle famiglie italiane. Lo confermano i dati dell’indagine sullo stato di salute delle famiglie italiane promossa dalle Acli e dalla Caritas italiana, presentata oggi a San Benedetto del Tronto, nell'ambito del 34° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, dal presidente delle Acli Andrea Olivero. La ricerca è stata realizzata dall'Iref, in tre rilevazioni campionarie nei mesi di maggio 2009, settembre 2009 e febbraio 2010, per un totale di 4500 interviste telefoniche.

Nessuna tipologia familiare sembrerebbe esservi salvata dalla crisi:solo il 2,2% delle famiglie contattate ritiene, infatti, di aver migliorato la propria condizione economica nel corso del 2009. Il resto delle famiglie sembra dividersi tra chi resiste, o galleggia (41%) e chi invece soffre rischiando di affondare (57%). E’ nel Nord-Est e al Sud che si concentra la maggior parte delle famiglie che giudicano il 2009 come un anno negativo per le proprie condizioni economiche.

La crisi economica ha prevalentemente condizionato i consumi delle famiglie: comparando i dati raccolti nel corso dell’anno, rimane elevata ma stabile la quota di famiglie che nei quattro mesi precedenti all’intervista hanno acquistato prodotti a basso costo (67-68%). Sale invece di oltre dieci punti la percentuale di intervistati che afferma di aver risparmiato sulla cura della propria persona (dal 33% del settembre 2009, al 44% rilevato a febbraio 2010); allo stesso modo si nota un incremento della percentuale di famiglie che hanno risparmiato su acqua, luce e gas (32% nel 2010): +11% rispetto al periodo precedente. Sempre a febbraio 2010, più di una famiglia su tre (35%) ha risparmiato sull’acquisto di generi alimentari di base (pane, pasta e carne). Tra le famiglie economicamente solide, quelle che hanno un alloggio di proprietà e dei risparmi accantonati, la percentuale di nuclei che hanno ridimensionato la spesa sui generi di prima necessità è appena del 20%; in assenza di una casa di proprietà e di risparmi, la percentuale di famiglie fragili che risparmiano sul mangiare sale al 68%. Il ruolo dei costi fissi nella definizione dei comportamenti di consumo è dunque molto forte: se si deve far fronte ad un impegno di spesa periodico, come quello di un affitto o di un mutuo, occorre risparmiare un po’ su tutto, anche su pane, pasta e carne.

La crisi è dunque finita? Non ora, non qui. Sebbene alcuni proclamino il contrario, le famiglie sanno bene che manca ancora molta strada da fare per rivedere la luce; anche perché il 2010 è l’anno nel quale la diminuzione del reddito familiare è un rischio che si corre tutti quanti. Ad alimentare il sentimento d’incertezza che serpeggia tra le famiglie italiane è il rischio di perdere il posto di lavoro: il 68% degli intervistati ha dichiarato di essere molto o abbastanza preoccupato dall’idea che nel corso del 2010 un proprio familiare possa perdere il lavoro. Sono i nuclei familiari in cui sono presenti dei figli (coppie e famiglie mono-genitoriali) ad essere più insicuri da un punto di vista occupazionale.

Per il presidente delle Acli Andrea Olivero, «guardando i problemi delle famiglie, si vedono i problemi dell’Italia». «Non possiamo permetterci che la crisi economica si trasformi in crisi culturale, in un restringimento di prospettive, in un avvitamento delle famiglia, e quindi della società italiana, sulle difficoltà del presente. Occorre ridare slancio alle famiglie e fiducia nel futuro, costruendo finalmente una serie politica di sostegno alle famiglie sul piano della capacità di spesa, della soggettività fiscale, della prossimità dei servizi, della conciliazione dei tempi di lavoro con i tempi della vita»

mercoledì, marzo 31, 2010

Lavoro, Napolitano non firma la riforma: servono più garanzie sui licenziamenti

Giorgio Napolitano

ROMA (31 marzo) - Poche garanzie per i lavoratori e testo troppo eterogeneo su norme delicate. Per questi motivi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha firmato il disegno di legge che riforma alcune parti del diritto del lavoro - tra cui anche l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che disciplina i licenziamenti - voluto dal governo e approvato nei giorni scorsi dal Parlamento. Il provvedimento sul lavoro è la prima legge che Napolitano rinvia alle Camere. A provocare lo stop del Quirinale è stata fra l'altro la nuova procedura di conciliazione e arbitrato introdotta dal provvedimento, che di fatto incide sulle norme dell'articolo 18.

In particolare la norma finita nel mirino del Colle è l'articolo 31 del testo approvato dal Parlamento. Si prevede che già nel contratto di assunzione, in deroga dai contratti collettivi, si possa stabilire che in caso di contrasto le parti si affidino a un arbitrato. Il timore è che al momento dell'assunzione il lavoratore sia cotretto ad accettare la via dell'arbitrato, che lo garantisce di meno rispetto, al contratto tradizionale che prevede l'articolo 18 e quindi la tutela per chi è licenziato senza giusta causa.

Il capo dello Stato, spiega una nota del Quirinale, non ha firmato il provvedimento intitolato "Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione degli enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro", a causa della «estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni - con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 - che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale».

Servono precise garanzie. Il presidente della Repubblica, a norma dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione, ha chiesto quindi alle Camere una nuova deliberazione sulla riforma del lavoro. In particolare Napolitano, continua la nota, ha «ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento da parte delle Camere, affinché gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale».

Successivamente ambienti del Quirinale hanno fatto notare che nel comunicato del presidente della Repubblica non si fa riferimento all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, poiché le questioni sollevate - come risulterà evidente dalla lettura del messaggio del Capo dello Stato al Parlamento - riguardano la necessità di più ampi adeguamenti normativi che vanno ben al di là di quel tema specifico.

Il governo terrà conto dei rilievi mossi dal capo dello Stato. Lo ha detto, intervistato dal Tg1, il titolare del Welfare Maurizio Sacconi. «Rispetto la decisione» del presidente Napolitano di non firmare il disegno di legge, ha affermato il ministro. «Il capo dello Stato chiede un ulteriore approfondimento da parte del Parlamento che - ha assicurato - ci sarà». Come governo, «proporremo alcune modifiche che mantengano in ogni caso un istituto che lo stesso presidente della Repubblica ha apprezzato».

«È nel suo potere rimandare alle Camere» una legge, «io non ho nulla da eccepire». Così il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha commentato - nel corso di un'intervista a Sky Tg24 - la decisione del presidente della Repubblica. «Il problema è quello dei cosiddetti decreti omnibus - ha aggiunto Maroni - ma io non ho seguito direttamente il provvedimento».

«Apprezziamo la decisione del presidente della Repubblica di rinviare alle Camere l'esame del ddl lavoro». Lo ha detto Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera. «Anche in questo caso - rileva - ci troviamo di fronte a motivazioni rigorose e argomentate che fanno riferimento alla eterogeneità delle norme contenute nel provvedimento e alla loro delicatezza, viste le ricadute sulle tutele del mondo del lavoro. Come Pd - annuncia - ripresenteremo i nostri emendamenti respinti dal governo, a partire da quelli relativi al tema dell'arbitrato secondo equità».

«Finalmente il Presidente della Repubblica batte un colpo e rimanda alle Camere la legge che voleva modificare, anzi svuotare lo Statuto dei lavoratori»: lo afferma Antonio Di Pietro, leader dell'Idv.

«La Cgil esprime soddisfazione e apprezzamento per la decisione del Quirinale». È quanto afferma il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. «È una decisione - prosegue - che conferma le considerazioni della Cgil sugli aspetti critici del provvedimento». Epifani ha più volte sostenuto che il provvedimento «riduce i diritti di chi lavora».

mercoledì, marzo 17, 2010

LAVORO: ACLI, QUELLO 'NERO' VALE QUANTO IL PIL DEL MEZZOGIORNO


(ASCA) - Roma, 17 mar - Il Pil dell'intero Mezzogiorno: a tanto ammonta il valore aggiunto prodotto dell'economia sommersa italiana, secondo un raffronto realizzato sulla base degli ultimi dati Istat disponibili dalle Acli, che saranno in piazza il 19 e 20 marzo per denunciare ''l'emergenza legalita''' nel mondo del lavoro e per dire ''basta alla cultura e alla pratica del lavoro nero''.

Secondo gli ultimi dati Istat citati dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, il valore economico del sommerso raggiunge i 250 miliardi di euro, il 17% del Pil nazionale. Una cifra che coincide con il valore complessivo del prodotto interno lordo di 6 Regioni: Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. In pratica, l'intero Pil del Mezzogiorno - 248 miliardi di euro - Sardegna esclusa. Sempre secondo l'Istat, i lavoratori irregolari sono circa 3 milioni, divisi tra coloro che hanno un rapporto esclusivo e continuativo senza alcun rispetto di quanto previsto dalla legge e dai contatti (circa 2 milioni) e coloro che svolgono saltuariamente un'attivita' irregolare (il ''secondo lavoro''). Il tasso di irregolarita' e' calcolato al 12% sul piano nazionale ma raggiunge il 20% al Sud. Riguardo all'evasione contributiva, solo nel 2009 l'Inps ha recuperato crediti per oltre 4 miliardi e mezzo. La stima di recupero prevista per il 2010 e' di 8 miliardi di euro.

''Anche per il lavoro - affermano le Acli - esiste un'emergenza legalita'. Il lavoro nero finisce per essere considerato un ammortizzatore dell'economia o un surrogato del welfare. La crisi economica diventa un alibi per tollerare l'illegalita'. Ma la mancanza di regole si traduce in mancanza di diritti esigibili per i lavoratori, rischi per la salute e la sicurezza, inquinamento del mercato e della concorrenza''. Per il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero, ''c'e' un problema di illegalita' diffusa e un problema di controlli, che debbono essere piu' incisivi e piu' severi. Bisogna assumersi la responsabilita' di far rispettare le regole''.

Venerdi' 19 e sabato 20 marzo le Acli saranno quindi presenti in piu' di 300 piazze per la campagna ''Diritti in piazza 2010'' dedicata al tema della ''legalita' nel lavoro''. 2700 tra operatori e volontari del Patronato Acli saranno impegnati ad informare i cittadini su diritti e doveri di lavoratori e datori di lavoro. Per l'occasione verra' distribuita una guida e un piccolo calendario con le istruzioni e le scadenze per mettere e mantenere in regola le lavoratrici domestiche. Si raccoglieranno quindi le firme per la petizione popolare finalizzata alla riforma del mercato del lavoro e delle politiche connesse di welfare. Convegni sui temi del lavoro irregolare si svolgeranno a Roma, Milano, Palermo, Napoli e Ferrara.

giovedì, marzo 11, 2010

diritti in piazza




PERCHÈ PARLARE DI LAVORO?

Perché un lavoro dignitoso è la premessa affinché ognuno possa realizzarsi pienamente nella propria dimensione personale e collettiva; ma anche per ribadire le responsabilità che ci vincolano, in quanto cittadini, gli uni agli altri e rivendicare i diritti che abbiamo e i doveri che non possiamo esimerci dal rispettare.

CAMBIARE SI DEVE!

Ci vuole legalità nel lavoro! Che significa? Assumersi la responsabilità di rispettare le regole; dire basta alla cultura e alla pratica del lavoro nero; conoscere e riconoscere l’importanza del rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro; avviare processi di regolarizzazione per i lavoratori immigrati che, senza diritti e in situazioni spesso di grave sfruttamento, sostengono la nostra economia e si prendono cura delle nostre famiglie; ridurre le disuguaglianze che alimentano l’esclusione sociale.
In Italia, 3 milioni di persone svolgono un lavoro irregolare! Per molte di queste il lavoro grigio e il lavoro nero rappresentano l’unica opportunità e l’unica prospettiva.
In un periodo di crisi, come quello che stiamo attraversando, si accetta qualsiasi tipo di compromesso ma il lavoro illegale non è un “ammortizzatore dell’economia” per avviare processi organizzativi in grado di competere sul mercato. Nega dignità e cittadinanza ai lavoratori ed è la principale causa di una scorretta concorrenza e di un progressivo impoverimento dei sistemi produttivi e di protezione sociale.

INSIEME POSSIAMO USCIRNE!

Un intervento di contrasto al lavoro nero articolato per tipologie contrattuali e per settore produttivo, grazie all’informazione su diritti e doveri di lavoratori e datori di lavoro, a politiche per l’emersione e all’aumento dei controlli può ridurre considerevolmente questa economia sotterranea, che oggi vale oltre 350 miliardi di euro.
La sicurezza sul lavoro e la prevenzione devono essere viste come diritto e non come obbligo: ad un diritto/dovere dei lavoratori deve corrispondere un diritto/dovere delle aziende; tutto questo si può ottenere solo attraverso il rispetto dei compiti e delle responsabilità che la legge prevede per gli uni e per le altre.

PERCHÈ SONO COSI' IMPORTANTI I CONTRIBUTI?

Un lavoro sicuro passa anche attraverso la correttezza dei versamenti contributivi secondo il sistema di previdenza sociale obbligatorio e complementare. Essere previdenti significa contribuire con una piccola
quota del proprio reddito ad un sistema di sicurezza sociale che garantisca un reddito, o parte di esso, se si diventa disoccupati, se ci si ammala, se una donna aspetta un figlio, se si diviene invalidi o non si trova più lavoro a causa dell’età. Lavorare nella legalità contribuisce a rinforzare la rete di protezione sociale intessuta dalla solidarietà dei contributi di tutti i lavoratori.

IL LAVORO È IL FONDAMENTO DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA.

Una persona-lavoratore in situazione di irregolarità ha sempre gli stessi diritti che spettano ad una persona-lavoratore assunto regolarmente. Tuttavia, solo in presenza dell’effettivo riconoscimento del lavoro svolto, potrà usufruire delle garanzie contrattuali e previdenziali di oggi e di domani.

venerdì, febbraio 26, 2010

Acli, indennità di disoccupazione per tutti i lavoratori


Il documento della direzione nazionale in riferimento alla campagna 'Verso un nuovo Statuto dei lavori'

Roma, 26 febbraio 2010 - Una nuova politica economica e del lavoro per rilanciare il Paese e contrastare la disoccupazione. Tornano a chiederla le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani in un documento approvato dalla direzione nazionale che sostiene la campagna di raccolta firme Verso uno Statuto dei lavori, per una riforma del mercato del lavoro e delle politiche connesse di welfare.

Nel giorno in cui l'Istat registra un nuovo calo dell'occupazione nelle grandi imprese - meno 3,7% al netto della cassa integrazione, il dato peggiore dal 2001 - le Acli chiedono al governo di individuare ed attuare una nuova strategia di politica industriale «che tenga presente la vocazione manifatturiera italiana, investa in quei settori in cui l'Italia è ancora all'avanguardia e sulle reti di piccole e medie imprese del made in Italy». Una politica industriale - insistono le Acli - «che valorizzi le diversità strutturali e vocazionali delle 'economie' del Paese e dedichi un'attenzione specifica alla sostenibilità ambientale, sviluppando le diverse filiere produttive presenti sul territorio, investendo in particolare nei settori di maggiore potenzialità (energie rinnovabili, turismo, agro-alimentare di qualità, servizi alla persona), anche grazie a una leva fiscale differenziata per i settori strategici».

Un sistema nazionale di certificazione delle competenze

La causa della democrazia - affermano le Acli - è connessa alla causa del lavoro. Per questo «la prima questione che il governo deve affrontare è quella del non lavoro». Il tasso di occupazione italiano è tra i più bassi nell'Europa a 27 e molto lontano dagli obiettivi di Lisbona. Le Acli chiedono di investire in politiche formative in grado di aggiornare e migliorare le competenze professionali adeguandole alle esigenze del mercato. Per dare maggiori opportunità formative a tutti i lavoratori «è indispensabile riconoscere il diritto individuale alla formazione introducendo la detraibilità fiscale dei costi sostenuti da ogni lavoratore per il proprio miglioramento professionale». Ma è necessario anche introdurre, coerentemente con il recente accordo tra governo regioni e parti sociali 'Linee guida per la formazione nel 2010', «un sistema nazionale di certificazione delle competenze allo scopo di garantire la portabilità e il riconoscimento di ogni apprendimento acquisito in qualsiasi contesto».

Estendere l'indennità di disoccupazione a tutti i lavoratori

Sul piano della tutela dei diritti di chi perde il lavoro, le Acli sostengono l'urgenza di una riforma degli ammortizzatori sociali che punti a «superare il dualismo del mercato del lavoro, che oggi sfavorisce i lavoratori cosiddetti atipici e quelli delle piccole e piccolissime imprese». Di qui la richiesta di estendere la Cassa integrazione «a tutti i settori produttivi e a tutte le tipologie contrattuali in caso di ristrutturazione e crisi aziendale», e estendere altresì l'indennità di disoccupazione «a tutti i lavoratori, atipici compresi, che abbiano maturato 12 mesi di lavoro, introducendo l'obbligo di partecipazione attiva a percorsi di inserimento o reinserimento lavorativo».

sabato, dicembre 12, 2009

Napoli: Il Comune, via al superconcorso Il Velino: si prenotano in centomila

LA DELIBERA APPROVATA DALLA GIUNTA ATTENDE LA FIRMA DEL SINDACO IERVOLINO

Per contenerli tutti servirebbe lo stadio Maracanà di Rio

In tutto sono previste 534 nuove assunzioni al Comune

NAPOLI - Servirebbe l’intero stadio Maracanà di Rio de Janeiro, che vanta una capienza di 100mila spettatori, per contenerli tutti. Sono infatti 100mila i candidati attesi al superconcorso indetto dal Comune di Napoli, come rivela l'agenzia il Velino, per soddisfare il fabbisogno del personale nel trienno 2009-2011. Saranno assunti, dopo una selezione basata su test per la verifica delle attitudini all’apprendimento, tre prove scritte su aspetti professionali, conoscenze informatiche, conoscenza delle lingue inglese, tedesco e spagnolo e infine la prova orale. Verranno assunti 170 vigili urbani, 165 assistenti sociali, 60 ragionieri, 25 istruttori direttivi economico-finanziari, 25 funzionari ingegneri, 25 funzionari architetti, 23 funzionari economico-finanziari, 20 istruttori amministrativi, 18 funzionari informatici e 3 istruttori direttivi amministrativi. In totale 534 nuove assunzioni.

L’assessore comunale al Personale Enrica Amaturo, illustrando i contenuti della delibera approvata dalla Giunta e attualmente alla firma del sindaco Iervolino, ha assicurato che, in un’ottica di massima trasparenza, tutta la procedura concorsuale, dal bando fino all’indicazione dei vincitori, sarà curata direttamente dalla Commissione interministeriale che fa capo alla Presidenza del Consiglio. Prima dell’assunzione a tempo pieno, però, i vincitori saranno assunti part time a tempo indeterminato e dovranno seguire un corso di formazione di sei mesi con valutazione finale. I primi 200 lavoratori saranno assunti entro il 2010 e la restante parte nel 2011. Il progetto di riforma, comunque, continuerà, con le progressioni verticali, mentre è già in via di realizzazione lo spostamento di personale da servizi sovraffollati ad altri carenti e l’utilizzo dei fondi di produttività individuale per progetti mirati.

mercoledì, ottobre 21, 2009

Lavoro: il posto fisso? Un premio da reality show



La 'Pubblicità regresso' delle Acli sul mensile Aesse

Roma, 20 ottobre 2009 - Si chiama Real Office ed è presentato come 'il primo reality sul mondo del lavoro'. I concorrenti sono 10 giovani 'carini e disoccupati', ripresi '24 ore su 24' chiusi nel 'grande ufficio'. Tutto con un solo obiettivo: vincere 'un contratto di lavoro a tempo indeterminato'. In onda su 'Miracle TV'.

Fortunatamente si tratta di uno scherzo, almeno per il momento. E' una delle 'Pubblicità regresso' delle Acli che compare sulle pagine del mensile associativo Aesse. L'iniziativa di comunicazione sociale delle Acli, realizzata con l'agenziaScrittura.org, mira a giocare con gli stereotipi del mondo commerciale per costruire la giusta sensibilità intorno a temi socialmente rilevanti. Il tema della precarietà nel mondo del lavoro è tornato oggi alla ribalta delle cronache per le dichiarazioni del ministro dell'economia Giulio Tremonti sul 'posto fisso'.
Commentando le parole il presidente delle Acli Andrea Olivero ha affermato: 'Il vero scandalo del mondo del lavoro è il mantenimento dello status quo. Bisogna agire per superare le disparità tra lavoratori dipendenti e atipici'.

mercoledì, luglio 29, 2009

Seicento nuove assunzioni entro il 2010. I curricula possono essere inviati nella sezione "Lavora con noi"di Enel.it

Lavoro? Ci pensa Enel

Seicento nuove assunzioni entro il 2010. I curricula possono essere inviati nella sezione "Lavora con noi" di questo sito

Enel, seicento nuove assunzioni entro il 2010

Seicento nuove assunzioni nei prossimi dodici mesi per la manutenzione e lo sviluppo della rete elettrica. Nei giorni scorsi, la divisione Enel Infrastrutture e Reti e le segreterie nazionali di Filcem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil hanno concluso il confronto sull'ingresso di nuovi lavoratori in azienda.

Enel, in controtendenza con la situazione economica del paese, entro luglio 2010 assumerà 600 nuove unità lavorative (500 operai diplomati e 100 tecnici, prevalentemente ingegneri), selezionate tra giovani sotto i 29 anni. Le assunzioni avverranno in tutto il territorio nazionale. I 500 operai, tra diplomati e diplomandi, avranno a disposizione "tirocini di formazione" della durata di 6 mesi da svolgersi presso le unità operative di zona.

In caso di esito positivo del tirocinio e di superamento della valutazione per l'assunzione i tirocinanti saranno assunti con contratto di apprendistato, così come regolato dal vigente contratto collettivo nazionale di settore". Alcuni requisiti di idoneità richiesti per l'assunzione sono: età, voto di diploma e residenza ai fini della reperibilità.

Gli aspiranti candidati possono inserire il proprio curriculum vitae sul format presente nella sezione Lavora con noi del sito Enel, dopo essersi registrati.