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venerdì, febbraio 26, 2010

Acli, indennità di disoccupazione per tutti i lavoratori


Il documento della direzione nazionale in riferimento alla campagna 'Verso un nuovo Statuto dei lavori'

Roma, 26 febbraio 2010 - Una nuova politica economica e del lavoro per rilanciare il Paese e contrastare la disoccupazione. Tornano a chiederla le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani in un documento approvato dalla direzione nazionale che sostiene la campagna di raccolta firme Verso uno Statuto dei lavori, per una riforma del mercato del lavoro e delle politiche connesse di welfare.

Nel giorno in cui l'Istat registra un nuovo calo dell'occupazione nelle grandi imprese - meno 3,7% al netto della cassa integrazione, il dato peggiore dal 2001 - le Acli chiedono al governo di individuare ed attuare una nuova strategia di politica industriale «che tenga presente la vocazione manifatturiera italiana, investa in quei settori in cui l'Italia è ancora all'avanguardia e sulle reti di piccole e medie imprese del made in Italy». Una politica industriale - insistono le Acli - «che valorizzi le diversità strutturali e vocazionali delle 'economie' del Paese e dedichi un'attenzione specifica alla sostenibilità ambientale, sviluppando le diverse filiere produttive presenti sul territorio, investendo in particolare nei settori di maggiore potenzialità (energie rinnovabili, turismo, agro-alimentare di qualità, servizi alla persona), anche grazie a una leva fiscale differenziata per i settori strategici».

Un sistema nazionale di certificazione delle competenze

La causa della democrazia - affermano le Acli - è connessa alla causa del lavoro. Per questo «la prima questione che il governo deve affrontare è quella del non lavoro». Il tasso di occupazione italiano è tra i più bassi nell'Europa a 27 e molto lontano dagli obiettivi di Lisbona. Le Acli chiedono di investire in politiche formative in grado di aggiornare e migliorare le competenze professionali adeguandole alle esigenze del mercato. Per dare maggiori opportunità formative a tutti i lavoratori «è indispensabile riconoscere il diritto individuale alla formazione introducendo la detraibilità fiscale dei costi sostenuti da ogni lavoratore per il proprio miglioramento professionale». Ma è necessario anche introdurre, coerentemente con il recente accordo tra governo regioni e parti sociali 'Linee guida per la formazione nel 2010', «un sistema nazionale di certificazione delle competenze allo scopo di garantire la portabilità e il riconoscimento di ogni apprendimento acquisito in qualsiasi contesto».

Estendere l'indennità di disoccupazione a tutti i lavoratori

Sul piano della tutela dei diritti di chi perde il lavoro, le Acli sostengono l'urgenza di una riforma degli ammortizzatori sociali che punti a «superare il dualismo del mercato del lavoro, che oggi sfavorisce i lavoratori cosiddetti atipici e quelli delle piccole e piccolissime imprese». Di qui la richiesta di estendere la Cassa integrazione «a tutti i settori produttivi e a tutte le tipologie contrattuali in caso di ristrutturazione e crisi aziendale», e estendere altresì l'indennità di disoccupazione «a tutti i lavoratori, atipici compresi, che abbiano maturato 12 mesi di lavoro, introducendo l'obbligo di partecipazione attiva a percorsi di inserimento o reinserimento lavorativo».

venerdì, gennaio 08, 2010

Pienamente operativi gli strumenti di sostegno per i precari della scuola

A seguito della Convenzione tra Miur, Inps e Ministero del lavoro e del Decreto Legge n. 134 del 2009, l’Istituto ha emanato la circolare che definisce gli aspetti operativi che consentono di erogare i benefici a favore degli insegnanti e del personale precario della scuola. I soggetti interessati sono docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari delle Istituzioni scolastiche, già titolari di un contratto di supplenza annuale o sino al termine delle attività didattiche nell’anno scolastico 2008/2009, che non otterranno un analogo nuovo contratto nell’anno scolastico 2009/2010.

La novità più importante consiste nel pagamento agli interessati dell’indennità di disoccupazione ordinaria anziché di quella con i requisiti ridotti. L’indennità viene corrisposta per un massimo di 8 mesi al lavoratore disoccupato con età inferiore ai 50 anni; per il disoccupato ultracinquantenne, l’indennità può essere corrisposta fino a 12 mesi, ed in entrambe le ipotesi spetta nelle seguenti percentuali:

• per i primi 6 mesi, il 60% della retribuzione media degli ultimi tre mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
• per i 2 mesi successivi, il 50% della retribuzione media degli ultimi tre mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
• per i restanti mesi, il 40% della retribuzione media degli ultimi tre mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.


Per beneficiare della prestazione, il lavoratore della scuola deve sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o ad un percorso di riqualificazione professionale (D.I.D.), utilizzando l’apposito campo del modello di domanda (modello DS21, scaricabile dal sito internet dell’Inps nella sezione dedicata alla modulistica).
Tutte le modalità operative che coinvolgono direttamente anche le singole Istituzioni scolastiche sono contenute nella circolare n. 125 del 16 dicembre 2009.

domenica, giugno 29, 2008

Indennita' di disoccupazione


Indennita' di disoccupazione

In caso di cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine, per licenziamento e per alcuni casi di dimissioni, al lavoratore spetta un sostegno economico: l'indennità di disoccupazione ordinaria.

Per richiederla occorre presentare la domanda di disoccupazione all'Inps, anche tramite la Sezione circoscrizionale per l'impiego, entro 68 giorni dal licenziamento. Il diritto decorre dall’8° giorno dal licenziamento se la domanda è stata presentata entro i primi 7 giorni; dal 5° giorno successivo alla presentazione della domanda negli altri casi.

Possono presentare la domanda i lavoratori

  • con almeno due anni di assicurazione per la disoccupazione involontaria

  • con una anzianità contributiva di almeno 52 settimane lavorative nel biennio precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro

  • che hanno versato almeno un contributo settimanale nell’anno precedente a quello per il quale si chiede l’indennità e hanno lavorato almeno 78 giornate nell’anno precedente a quello nel quale è erogato il contributo

Al disoccupato viene corrisposta l’indennità per un periodo di 180 giorni. Dal 1° gennaio 2008 l’indennità passa a 8 mesi che diventano 12 per i lavoratori che hanno superato i 50 anni. Ai lavoratori che sono stati sospesi, spetta invece il contributo per un massimo di 65 giorni.

L’indennità è pari al 40% della retribuzione media percepita nei 3 mesi precedenti l'inizio della disoccupazione. L'indennità è soggetta al limite di un importo massimo mensile lordo che per il 2008 è di € 858,58 elevato a € 1.031,93 per i lavoratori che possono far valere una retribuzione lorda mensile superiore a € 1.857,48. Dal 1° gennaio 2008 la percentuale passa al 60% della retribuzione per i primi sei mesi e al 50% per il settimo mese e al 40% per i mesi successivi.

L’indennità cessa quando

  • si sono percepite tutte le giornate di indennità

  • si inizia un nuovo lavoro

  • si va in pensione

  • si viene cancellati dalle liste di disoccupazione

Temi correlati
Il licenziamento
I centri per l'impiego
Le dimissioni del lavoratore

Link consigliato
Inps - Indennità di disoccupazione

giovedì, gennaio 25, 2007

Sportello previdenza: INDENNITA' DI DISOCUPAZIONE CON REQUISITI RIDOTTI

I lavoratori che non possono far valere 52 contributi settimanali negli ultimi due anni e hanno lavorato per almeno 78 giornate nell'anno precedente, hanno diritto all'indennità ordinaria di disoccupazione con i requisiti ridotti. L'indennità non è più riconosciuta nei confronti di chi si dimette volontariamente, ma soltanto in caso di licenziamento (fanno eccezione le lavoratrici in maternità).L'indennità è riconosciuta quando le dimissioni derivano da giusta causa (mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali, modifica delle mansioni, mobbing).
La domanda va presentata all'Inps, su appositi moduli reperibili presso le sedi del patronato acli (corso Lucci 121 napoli tel. 081 5539706 - email napoli@patronato.acli.it), entro il 31 marzo.