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domenica, marzo 21, 2010

ACLI Napoli: Il lavoro al centro. Grande successo per diritti in piazza 2010 a Castellammare di Stabia





Il lavoro che cambia e il lavoro che manca. Il caso Napoli visto dalle ACLI Napoletane dall'Osservatorio di Castellammare di Stabia con le difficili vicende dei cantieri navali. La giornata dei "diritti in piazza" promossa dalle ACLI e dal patronato Acli di Napoli ha avuto un forte successo di partecipazione sensibile ed accorata. Da un lato la condizione dei giovani, il precariato, il difficile accesso al lavoro e il miraggio della tutela previdenziale, dall'altro la crisi industriale in un territorio dove con la Fincantieri vivono 1800 famiglie. Le ACLI con diritti in piazza hanno rimesso il lavoro al centro del dibattito. Con loro il Sindaco Vozza a testimoniare l'esigenza di una alleanza forte tra enti locali e società civile organizzata ed il presidente aclista di Castellammare Carmine Raimo impegnato nella difficile ma esaltante sfida amministrativa cittadina.
Soddisfatto il presidente Pasquale Orlando che ha sottolineato il ruolo delle ACLI anche nel dialogo generazionale e di genere. C'erano infatti gli anziani e pensionati della FAP ACLI guidati da Gennaro Guida e i giovani delle ACLI con Michele Ippolito, le colf con Maria Laura Biscaglia. Un dialogo che può evitare di tirare la coperta del welfare previdenziale da una parte all'altra. Relazione di Marco Calvetto del Progetto Lavoro delle ACLI Nazionali che si è congratualato per il grande risultato napoletano nella raccolta di firme per la petizione acli sullo statuto dei nuovi lavori e comunicazione sulle urgenze di tutela sui contratti di lavoro nati nell'epoca della flessibilità tenuta dal direttore del patronato ACLI di Napoli Pasquale De Dilectis.
L'impegno delle ACLI dentro la riscossa del Mezzogiorno auspicata dai Vescovi italiani la linea guida delle conclusioni della Presidente Regionale delle Acli Campania Eleonora Cavallaro.

mercoledì, marzo 17, 2010

LAVORO: ACLI, QUELLO 'NERO' VALE QUANTO IL PIL DEL MEZZOGIORNO


(ASCA) - Roma, 17 mar - Il Pil dell'intero Mezzogiorno: a tanto ammonta il valore aggiunto prodotto dell'economia sommersa italiana, secondo un raffronto realizzato sulla base degli ultimi dati Istat disponibili dalle Acli, che saranno in piazza il 19 e 20 marzo per denunciare ''l'emergenza legalita''' nel mondo del lavoro e per dire ''basta alla cultura e alla pratica del lavoro nero''.

Secondo gli ultimi dati Istat citati dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, il valore economico del sommerso raggiunge i 250 miliardi di euro, il 17% del Pil nazionale. Una cifra che coincide con il valore complessivo del prodotto interno lordo di 6 Regioni: Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. In pratica, l'intero Pil del Mezzogiorno - 248 miliardi di euro - Sardegna esclusa. Sempre secondo l'Istat, i lavoratori irregolari sono circa 3 milioni, divisi tra coloro che hanno un rapporto esclusivo e continuativo senza alcun rispetto di quanto previsto dalla legge e dai contatti (circa 2 milioni) e coloro che svolgono saltuariamente un'attivita' irregolare (il ''secondo lavoro''). Il tasso di irregolarita' e' calcolato al 12% sul piano nazionale ma raggiunge il 20% al Sud. Riguardo all'evasione contributiva, solo nel 2009 l'Inps ha recuperato crediti per oltre 4 miliardi e mezzo. La stima di recupero prevista per il 2010 e' di 8 miliardi di euro.

''Anche per il lavoro - affermano le Acli - esiste un'emergenza legalita'. Il lavoro nero finisce per essere considerato un ammortizzatore dell'economia o un surrogato del welfare. La crisi economica diventa un alibi per tollerare l'illegalita'. Ma la mancanza di regole si traduce in mancanza di diritti esigibili per i lavoratori, rischi per la salute e la sicurezza, inquinamento del mercato e della concorrenza''. Per il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero, ''c'e' un problema di illegalita' diffusa e un problema di controlli, che debbono essere piu' incisivi e piu' severi. Bisogna assumersi la responsabilita' di far rispettare le regole''.

Venerdi' 19 e sabato 20 marzo le Acli saranno quindi presenti in piu' di 300 piazze per la campagna ''Diritti in piazza 2010'' dedicata al tema della ''legalita' nel lavoro''. 2700 tra operatori e volontari del Patronato Acli saranno impegnati ad informare i cittadini su diritti e doveri di lavoratori e datori di lavoro. Per l'occasione verra' distribuita una guida e un piccolo calendario con le istruzioni e le scadenze per mettere e mantenere in regola le lavoratrici domestiche. Si raccoglieranno quindi le firme per la petizione popolare finalizzata alla riforma del mercato del lavoro e delle politiche connesse di welfare. Convegni sui temi del lavoro irregolare si svolgeranno a Roma, Milano, Palermo, Napoli e Ferrara.

il 20 marzo al Palazzetto del Mare di Castellammare di Stabia la IV° edizione di “Diritti in piazza”


COMUNICATO STAMPA

“La Legalità nel lavoro”

Se parliamo di lavoro voglio vederci chiaro!

il 20 marzo al Palazzetto del Mare di Castellammare di Stabia

la IV° edizione di “Diritti in piazza

Napoli, 17 marzo 2010 - A Castellammare di Stabia, presso il “Palazzetto del Mare”, e in 300 piazze d’Italia il 20 marzo sarà il momento di “Diritti in piazza”, la campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione dei cittadini e dei lavoratori, promossa dalle Acli e dal Patronato Acli che, quest’anno, porterà al centro del dibattito il tema della legalità nel lavoro.

“Abbiamo a cuore la persona, il lavoratore, la sua famiglia, con i suoi doveri ed i suoi diritti, il suo oggi ed il suo domani, ed allora se parliamo di lavoro voglio vederci chiaro. – afferma il presidente delle Acli di Napoli e responsabile per il Mezzogiorno, Pasquale Orlando - Perché parlare di lavoro? Perché un lavoro dignitoso è la premessa affinché ognuno possa realizzarsi pienamente nella propria dimensione personale e collettiva; ma anche per ribadire le responsabilità che ci vincolano, in quanto cittadini, gli uni agli altri e rivendicare i diritti che abbiamo e i doveri che non possiamo esimerci dal rispettare. Per la Campania abbiamo scelto Castellammare di Stabia perché questa importante città è, suo malgrado, teatro di una crisi economica ed occupazionale senza precedenti e centinaia di lavoratori rischiano il posto e su di loro aleggia lo spettro dell’impossibilità di sostenere le proprie famiglie.

Per conoscere i loro diritti, di oggi e di domani, su contributi, maternità, futura pensione, salute, infortuni sul lavoro e disoccupazione i cittadini possono recarsi al Palazzetto del Mare di Castellammare o, in alternativa, visitare il sitowww.patronato.acli.it e contattare il Patronato Acli al numero verde 800.74.00.44.

“In un Paese dominato dal bisogno di lavorare ad ogni costo, - prosegue Orlando - parlare di legalità significa diffondere una cultura di responsabilità e rispetto; significa invertire il senso; ovvero dire basta al lavoro nero, ridurre le disuguaglianze sociali e garantire la tutela dei diritti e doveri dei lavoratori e dei datori di lavoro. In Italia, il lavoro illegale produce un’economia sotterranea pari ad oltre 350 miliardi di euro. Questo significa che esistono circa tre milioni di lavoratori in nero ai quali non vengono versati regolarmente i contributi e che non possono usufruire del sistema nazionale di previdenza sociale obbligatorio e complementare. Essere previdenti significa contribuire con una piccola quota del proprio reddito ad un sistema di sicurezza sociale che garantisce un reddito, o parte di esso a chi ne ha più bisogno. Il lavoro irregolare nega dignità e cittadinanza ai lavoratori ed è la causa principale di una scorretta concorrenza e di un progressivo impoverimento dei sistemi produttivi e di protezione sociale.”

“Diritti in piazza” per camminare insieme nella giusta direzione volta a promuovere la legalità nel Paese, condannando e perseguendo la cultura e la pratica del lavoro nero attraverso l’informazione e la diffusione delle politiche per l’emersione, l’aumento dei controlli e la tutela di tutti i lavoratori. Lo slogan delle Acli è: “Se è vero che il lavoro è il fondamento della nostra democrazia, insieme possiamo tutelarlo.”

Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (Portavoce Acli Napoli) – 3403008340 / 3939019211

sabato, marzo 13, 2010

Diritti in piazza 2010. Un lavoro di cura in regola... I diritti e i doveri dei collaboratori familiari e dei datori di lavoro.

Monografia
Un lavoro di cura in regola...
I diritti e i doveri dei collaboratori familiari e dei datori di lavoro.
Una guida in pillole al Contratto Collettivo Nazionale del lavoro domestico

febbraio 2010

Per consultare e scaricare la Guida completacon i parametri economici validi da gennaio a dicembre 2009

Calendario Colf 2010
Un lavoro di cura in regola...Guida alle scadenze
Il calendario 2010 con tutte le date riguardanti le scadenze per le collaboratrici ed i collaboratori familiari.


per scaricare i materiale clicca qui
http://www.patronato.acli.it/interna.asp?idPag=1878


giovedì, marzo 11, 2010

diritti in piazza




PERCHÈ PARLARE DI LAVORO?

Perché un lavoro dignitoso è la premessa affinché ognuno possa realizzarsi pienamente nella propria dimensione personale e collettiva; ma anche per ribadire le responsabilità che ci vincolano, in quanto cittadini, gli uni agli altri e rivendicare i diritti che abbiamo e i doveri che non possiamo esimerci dal rispettare.

CAMBIARE SI DEVE!

Ci vuole legalità nel lavoro! Che significa? Assumersi la responsabilità di rispettare le regole; dire basta alla cultura e alla pratica del lavoro nero; conoscere e riconoscere l’importanza del rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro; avviare processi di regolarizzazione per i lavoratori immigrati che, senza diritti e in situazioni spesso di grave sfruttamento, sostengono la nostra economia e si prendono cura delle nostre famiglie; ridurre le disuguaglianze che alimentano l’esclusione sociale.
In Italia, 3 milioni di persone svolgono un lavoro irregolare! Per molte di queste il lavoro grigio e il lavoro nero rappresentano l’unica opportunità e l’unica prospettiva.
In un periodo di crisi, come quello che stiamo attraversando, si accetta qualsiasi tipo di compromesso ma il lavoro illegale non è un “ammortizzatore dell’economia” per avviare processi organizzativi in grado di competere sul mercato. Nega dignità e cittadinanza ai lavoratori ed è la principale causa di una scorretta concorrenza e di un progressivo impoverimento dei sistemi produttivi e di protezione sociale.

INSIEME POSSIAMO USCIRNE!

Un intervento di contrasto al lavoro nero articolato per tipologie contrattuali e per settore produttivo, grazie all’informazione su diritti e doveri di lavoratori e datori di lavoro, a politiche per l’emersione e all’aumento dei controlli può ridurre considerevolmente questa economia sotterranea, che oggi vale oltre 350 miliardi di euro.
La sicurezza sul lavoro e la prevenzione devono essere viste come diritto e non come obbligo: ad un diritto/dovere dei lavoratori deve corrispondere un diritto/dovere delle aziende; tutto questo si può ottenere solo attraverso il rispetto dei compiti e delle responsabilità che la legge prevede per gli uni e per le altre.

PERCHÈ SONO COSI' IMPORTANTI I CONTRIBUTI?

Un lavoro sicuro passa anche attraverso la correttezza dei versamenti contributivi secondo il sistema di previdenza sociale obbligatorio e complementare. Essere previdenti significa contribuire con una piccola
quota del proprio reddito ad un sistema di sicurezza sociale che garantisca un reddito, o parte di esso, se si diventa disoccupati, se ci si ammala, se una donna aspetta un figlio, se si diviene invalidi o non si trova più lavoro a causa dell’età. Lavorare nella legalità contribuisce a rinforzare la rete di protezione sociale intessuta dalla solidarietà dei contributi di tutti i lavoratori.

IL LAVORO È IL FONDAMENTO DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA.

Una persona-lavoratore in situazione di irregolarità ha sempre gli stessi diritti che spettano ad una persona-lavoratore assunto regolarmente. Tuttavia, solo in presenza dell’effettivo riconoscimento del lavoro svolto, potrà usufruire delle garanzie contrattuali e previdenziali di oggi e di domani.

lunedì, marzo 08, 2010

Acli: in 300 piazze d’Italia, il 19 e 20 marzo, si parlerà di Legalità nel Lavoro.

In 300 piazze d’Italia, il 19 e 20 marzo, si parlerà di Legalità nel Lavoro.

Acli e Patronato Acli, insieme, in piazza, per ascoltare, informare e sensibilizzare i cittadini sulle problematiche del mondo del lavoro e della previdenza.
Abbiamo a cuore la persona, il lavoratore, con i suoi doveri ed i suoi diritti, la famiglia, il suo oggi ed il suo domani, ed allora “Se parliamo di lavoro voglio vederci chiaro! Quando il sentito dire non basta più!

Le Acli e il Patronato ACLI di Napoli terranno a Castellammare di Stabia il 20 marzo la giornata di "diritti in piazza"




CAMPAGNA NAZIONALE
VERSO UNO STATUTO DEI LAVORI
PIÙ DIRITTI E TUTELE PER TUTTI





  • FIRMA LA PETIZIONE



  • Il lavoro è un bene di tutti su cui costruire tutela, partecipazione e cittadinanza. Le Acli, fedeli alla propria storia, vedono nel lavoro il centro della vita sociale e richiamo su questo l’attenzione della politica. Pertanto chiedono di sottoscrivere una petizione popolare al Parlamento e al governo per dar vita ad una grande riforma in grado di ridurre le disuguaglianze oggi presenti nel mondo del lavoro. Le Acli chiedono:

    • Uguali diritti per tutti i lavoratori attraverso un’unica disciplina dei contratti di lavoro
    • Salari dignitosi. Detassazione dei redditi derivanti dalla contrattazione II° livello
    • Il diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
    • Il diritto alla formazione permanente anche per i lavoratori parasubordinati.
    • Uguali tutele per tutti i lavoratori attraverso la riforma degli ammortizzatori sociali tesa ad estendere il trattamento di Cig a tutti i settori produttivi e tipologie contrattuali.
    • Una riforma del sistema pensionistico che equipari e innalzi gradualmente l’età pensionabile sia per gli uomini che per le donne.
    • L’estensione del diritto alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro
    • L’eliminazione della pratica delle dimissioni in bianco
    • Il contrasto al lavoro nero attraverso l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di lavoro.
    • L’adozione di forme di democrazia economica che favoriscano la partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale.