giovedì, marzo 11, 2010

diritti in piazza




PERCHÈ PARLARE DI LAVORO?

Perché un lavoro dignitoso è la premessa affinché ognuno possa realizzarsi pienamente nella propria dimensione personale e collettiva; ma anche per ribadire le responsabilità che ci vincolano, in quanto cittadini, gli uni agli altri e rivendicare i diritti che abbiamo e i doveri che non possiamo esimerci dal rispettare.

CAMBIARE SI DEVE!

Ci vuole legalità nel lavoro! Che significa? Assumersi la responsabilità di rispettare le regole; dire basta alla cultura e alla pratica del lavoro nero; conoscere e riconoscere l’importanza del rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro; avviare processi di regolarizzazione per i lavoratori immigrati che, senza diritti e in situazioni spesso di grave sfruttamento, sostengono la nostra economia e si prendono cura delle nostre famiglie; ridurre le disuguaglianze che alimentano l’esclusione sociale.
In Italia, 3 milioni di persone svolgono un lavoro irregolare! Per molte di queste il lavoro grigio e il lavoro nero rappresentano l’unica opportunità e l’unica prospettiva.
In un periodo di crisi, come quello che stiamo attraversando, si accetta qualsiasi tipo di compromesso ma il lavoro illegale non è un “ammortizzatore dell’economia” per avviare processi organizzativi in grado di competere sul mercato. Nega dignità e cittadinanza ai lavoratori ed è la principale causa di una scorretta concorrenza e di un progressivo impoverimento dei sistemi produttivi e di protezione sociale.

INSIEME POSSIAMO USCIRNE!

Un intervento di contrasto al lavoro nero articolato per tipologie contrattuali e per settore produttivo, grazie all’informazione su diritti e doveri di lavoratori e datori di lavoro, a politiche per l’emersione e all’aumento dei controlli può ridurre considerevolmente questa economia sotterranea, che oggi vale oltre 350 miliardi di euro.
La sicurezza sul lavoro e la prevenzione devono essere viste come diritto e non come obbligo: ad un diritto/dovere dei lavoratori deve corrispondere un diritto/dovere delle aziende; tutto questo si può ottenere solo attraverso il rispetto dei compiti e delle responsabilità che la legge prevede per gli uni e per le altre.

PERCHÈ SONO COSI' IMPORTANTI I CONTRIBUTI?

Un lavoro sicuro passa anche attraverso la correttezza dei versamenti contributivi secondo il sistema di previdenza sociale obbligatorio e complementare. Essere previdenti significa contribuire con una piccola
quota del proprio reddito ad un sistema di sicurezza sociale che garantisca un reddito, o parte di esso, se si diventa disoccupati, se ci si ammala, se una donna aspetta un figlio, se si diviene invalidi o non si trova più lavoro a causa dell’età. Lavorare nella legalità contribuisce a rinforzare la rete di protezione sociale intessuta dalla solidarietà dei contributi di tutti i lavoratori.

IL LAVORO È IL FONDAMENTO DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA.

Una persona-lavoratore in situazione di irregolarità ha sempre gli stessi diritti che spettano ad una persona-lavoratore assunto regolarmente. Tuttavia, solo in presenza dell’effettivo riconoscimento del lavoro svolto, potrà usufruire delle garanzie contrattuali e previdenziali di oggi e di domani.
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