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Dopo il voto, le polemiche intorno al rapporto fra Chiesa e politica sembrano meno accese. La netta vittoria del Centrodestra, anzitutto, ha espunto dall'agenda parlamentare i temi etici, che tante polemiche avevano sollevato, soprattutto nel Centrosinistra. Per questo, le materie che hanno ostacolato il breve percorso del governo Prodi (coppie di fatto, fecondazione assistita, eutanasia) probabilmente verranno accantonate. Mentre difficilmente il Centrodestra rivedrà la 194, che regola l'interruzione della gravidanza, come vorrebbero le gerarchie ecclesiastiche. D'altronde, il Pdl ha lasciato solo Giuliano Ferrara a combattere la sua battaglia per la moratoria contro l'aborto. È probabile che, sull'argomento, prevalga la rimozione. Come, in fondo, è avvenuto in campagna elettorale, per tacita, reciproca intesa fra i due maggiori candidati premier. | ||
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
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lunedì, giugno 23, 2008
ILVO DIAMANTI: "IL POPOLO CATTOLICO DISPERSO IN POLITICA". Una "Chiesa extraparlamentare"
domenica, aprile 06, 2008
Veltroni a Bari, renderemo istituzionale il 5 per mille
BARI - Il leader del Partito democratico Walter Veltroni da Bari oggi ha detto di voler istituzionalizzare il 5 per mille, rendendolo una misura strutturale e dando la possibilità ai contribuenti di destinarlo ad associazioni di volontariato e no-profit.
"Voglio istituzionalizzare il 5 per mille sul Welfare", ha detto Veltroni partecipando al Forum nazionale del Terzo settore.
Attualmente la misura del 5 per mille si programma di anno in anno all'interno della Legge Finanziaria, decidendo di volta in volta i fondi a disposizione e a chi destinarli, secondo quanto spiegato da un collaboratore di Veltroni.
Veltroni oggi ha anche detto di condividere la posizione della Chiesa che ha parlato di "emergenza educativa".
"La chiesa ha ragione quando parla di emergenza educativa nel nostro Paese, ma l'arco di tempo educativo non finisce con la laurea. Allora il moderno Stato sociale è la formazione. La formazione permanente è un luogo che può sostituirsi agli ammortizzatori sociali", ha aggiunto Veltroni.
"Voglio istituzionalizzare il 5 per mille sul Welfare", ha detto Veltroni partecipando al Forum nazionale del Terzo settore.
Attualmente la misura del 5 per mille si programma di anno in anno all'interno della Legge Finanziaria, decidendo di volta in volta i fondi a disposizione e a chi destinarli, secondo quanto spiegato da un collaboratore di Veltroni.
Veltroni oggi ha anche detto di condividere la posizione della Chiesa che ha parlato di "emergenza educativa".
"La chiesa ha ragione quando parla di emergenza educativa nel nostro Paese, ma l'arco di tempo educativo non finisce con la laurea. Allora il moderno Stato sociale è la formazione. La formazione permanente è un luogo che può sostituirsi agli ammortizzatori sociali", ha aggiunto Veltroni.
giovedì, dicembre 13, 2007
Regali Vip sotto l'albero. Cacciari ha la sua ricetta.

Regali vip per Natale? Massimo Cacciari (nella foto) la butta in libri e politica, per i suoi pensieri di fine anno. ''Di solito non faccio molti regali – dice il filosofo a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos – Se ne faccio qualcuno agli amici sono libri, non altro''.
E a chi gli chiede quale titolo metterebbe sotto l’albero del Cavaliere e del leader del Pd, scuote il ciuffo e replica sorridendo: ''Dovessi proprio farlo, regalerei lo stesso libro a Berlusconi e Veltroni: ‘La politica come professione’, di Max Weber…''.
Più in generale, nel ‘Natale politico’ il sindaco di Venezia legge delle novità: ''Mi pare che si stia prospettando - se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno – una qualche soluzione di questa transizione infinita. C’è la possibilità se non di un’intesa - probabilmente si andrà al referendum - almeno di un dialogo tra i cosiddetti Poli. Si è aperta una certa relazione fra le parti, ci si parla e non ci si condanna più a priori. Non ci si demonizza a vicenda. Il clima mi pare migliore rispetto a qualche mese fa''.
E se qualcuno a proposito della ‘tela’ sulle riforme parla di ‘gioco delle coppie’, il sindaco di Venezia spiega sornione: ''E’ evidente che ormai è Veltroni il leader del centrosinistra e dei democratici. L’Ulivo durerà questo governo e questo mandato parlamentare e poi probabilmente non ci sarà più. E’ anche evidente che la Casa delle Libertà è in liquidazione e si aprono giochi nuovi tra il Pd e questo futuro partito di Berlusconi, se ci sarà, o quello che nascerà nel centrodestra. E’ la fase dove il blocco degli ultimi dieci anni si sta sciogliendo, è la fase del disgelo'', rimarca Cacciari.
Le renne dispenseranno dunque il bipolarismo al Palazzo? ''Può darsi – conclude il filosofo di Venezia – comunque non riporterà più le vecchie acque. E in Italia che qualcosa scorra, va bene”.
E a chi gli chiede quale titolo metterebbe sotto l’albero del Cavaliere e del leader del Pd, scuote il ciuffo e replica sorridendo: ''Dovessi proprio farlo, regalerei lo stesso libro a Berlusconi e Veltroni: ‘La politica come professione’, di Max Weber…''.
Più in generale, nel ‘Natale politico’ il sindaco di Venezia legge delle novità: ''Mi pare che si stia prospettando - se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno – una qualche soluzione di questa transizione infinita. C’è la possibilità se non di un’intesa - probabilmente si andrà al referendum - almeno di un dialogo tra i cosiddetti Poli. Si è aperta una certa relazione fra le parti, ci si parla e non ci si condanna più a priori. Non ci si demonizza a vicenda. Il clima mi pare migliore rispetto a qualche mese fa''.
E se qualcuno a proposito della ‘tela’ sulle riforme parla di ‘gioco delle coppie’, il sindaco di Venezia spiega sornione: ''E’ evidente che ormai è Veltroni il leader del centrosinistra e dei democratici. L’Ulivo durerà questo governo e questo mandato parlamentare e poi probabilmente non ci sarà più. E’ anche evidente che la Casa delle Libertà è in liquidazione e si aprono giochi nuovi tra il Pd e questo futuro partito di Berlusconi, se ci sarà, o quello che nascerà nel centrodestra. E’ la fase dove il blocco degli ultimi dieci anni si sta sciogliendo, è la fase del disgelo'', rimarca Cacciari.
Le renne dispenseranno dunque il bipolarismo al Palazzo? ''Può darsi – conclude il filosofo di Venezia – comunque non riporterà più le vecchie acque. E in Italia che qualcosa scorra, va bene”.
lunedì, novembre 05, 2007
Pd, Veltroni nomina l'esecutivo: 9 donne e 8 uomini

ROMA (4 novembre) - Walter Veltroni ha nominato oggi i 17 che faranno parte dell'esecutivo del Pd, ai quali si aggiungono il vicesegretario Dario Franceschini e i capi dei gruppi parlamentari, Anna Finocchiaro per il Senato e il successore di Franceschini alla Camera, ancora da nominare. Nove dei 17 sono donne. Con i capigruppo e il vicesegretario il rapporto è di 10 donne contro 9 uomini, in attesa del voto del gruppo alla Camera che prevedibilmente ristabilirà la parità. Ecco l'elenco: Goffredo Bettini, Andrea Causin, Vincenzo Cerami, Roberto Della Seta, Emanuela Giangrandi, Maria Grazia Guida, Maria Paola Merloni, Federica Mogherini, Alessia Mosca, Andrea Orlando, Annamaria Parente, Laura Pennacchi, Roberta Pinotti, Lapo Pistelli, Ermete Realacci, Giorgio Tonini, Rosa Villecco Calipari.
Il commento di Veltroni. Ecco il testo del comunicato diffuso dal segretario del Pd: «Con la nomina dell'Esecutivo inizia il cammino di una compagine di donne e uomini innovativa, fresca, aperta, autorevole che avrà il compito di interpretare al meglio la grande forza riformista che il Partito democratico vuole e deve rappresentare. Per la prima volta nella storia della politica italiana, le donne sono presenti in un organismo dirigente in numero superiore a quello degli uomini. Con questa decisione non solo rispettiamo quanto previsto da una innovativa norma del regolamento delle Primarie, che prevedeva la piena parità tra i generi nella Costituente e nelle liste, ma con una scelta particolarmente significativa diamo vita ad un esecutivo in cui la presenza femminile è maggiore di quella maschile. Credo sia interessante valutare i diversi percorsi politici e culturali delle persone nominate. C'è chi ha svolto recentemente significative esperienze politiche o parlamentari, ma ci sono anche esponenti di mondi che fanno riferimento all'associazionismo, come Andrea Causin, al volontariato, come Maria Grazia Guida, al sindacato, come Annamaria Parente, all'imprenditoria, come Maria Paola Merloni, alla ricerca, come Alessia Mosca dell'Arel, donne che hanno un'esperienza di battaglie civili, come Rosa Calipari. C'è uno dei più autorevoli esponenti della cultura italiana, Vincenzo Cerami, che voglio personalmente ringraziare per aver accettato questo incarico. E c'è la sensibilità di persone come il presidente di Legambiente Roberto Della Seta a cui ho chiesto di portare dentro il partito, insieme con Ermete Realacci, il bagaglio della sua importante esperienza ambientalista. L'esecutivo del Partito democratico rappresenta la giusta sintesi tra l'esperienza necessaria per chi si appresta ad un cammino così impegnativo e il coraggio e la forza del cambiamento delle generazioni più giovani. Sono certo che queste donne e questi uomini, queste ragazze e questi ragazzi rappresenteranno al meglio quell'ambizione e quella speranza che tre milioni e cinque centomila persone ci hanno affidato con la straordinaria giornata del 14 ottobre».
Il commento di Veltroni. Ecco il testo del comunicato diffuso dal segretario del Pd: «Con la nomina dell'Esecutivo inizia il cammino di una compagine di donne e uomini innovativa, fresca, aperta, autorevole che avrà il compito di interpretare al meglio la grande forza riformista che il Partito democratico vuole e deve rappresentare. Per la prima volta nella storia della politica italiana, le donne sono presenti in un organismo dirigente in numero superiore a quello degli uomini. Con questa decisione non solo rispettiamo quanto previsto da una innovativa norma del regolamento delle Primarie, che prevedeva la piena parità tra i generi nella Costituente e nelle liste, ma con una scelta particolarmente significativa diamo vita ad un esecutivo in cui la presenza femminile è maggiore di quella maschile. Credo sia interessante valutare i diversi percorsi politici e culturali delle persone nominate. C'è chi ha svolto recentemente significative esperienze politiche o parlamentari, ma ci sono anche esponenti di mondi che fanno riferimento all'associazionismo, come Andrea Causin, al volontariato, come Maria Grazia Guida, al sindacato, come Annamaria Parente, all'imprenditoria, come Maria Paola Merloni, alla ricerca, come Alessia Mosca dell'Arel, donne che hanno un'esperienza di battaglie civili, come Rosa Calipari. C'è uno dei più autorevoli esponenti della cultura italiana, Vincenzo Cerami, che voglio personalmente ringraziare per aver accettato questo incarico. E c'è la sensibilità di persone come il presidente di Legambiente Roberto Della Seta a cui ho chiesto di portare dentro il partito, insieme con Ermete Realacci, il bagaglio della sua importante esperienza ambientalista. L'esecutivo del Partito democratico rappresenta la giusta sintesi tra l'esperienza necessaria per chi si appresta ad un cammino così impegnativo e il coraggio e la forza del cambiamento delle generazioni più giovani. Sono certo che queste donne e questi uomini, queste ragazze e questi ragazzi rappresenteranno al meglio quell'ambizione e quella speranza che tre milioni e cinque centomila persone ci hanno affidato con la straordinaria giornata del 14 ottobre».
martedì, ottobre 23, 2007
Partito Democratico Campania: Ricorsi e sospetti, a pochi giorni dall’Assemblea nazionale di Milano nessuna certezza sui nomi dei delegati
CORRADO CASTIGLIONE Mancano quattro giorni all’assemblea nazionale del Pd e da Roma c’è ancora un rinvio sulla soluzione del caso Campania, per le primarie. Slitta la proclamazione del segretario regionale e degli eletti alle assemblee nazionale e regionale. Troppe ombre sul risultato elettorale: l’ufficio di presidenza del Comitato 14 ottobre (composto dai tre coordinatori Mario Barbi, Maurizio Migliavacca e Antonello Soro, e da Vittoria Franco, Lella Massari, Patrizia Toia) ha deciso di convocare per stamane i componenti dell’ufficio tecnico amministrativo nazionale «per un supplemento di informazioni». E per il momento non scioglie il nodo. Hanno pesato, dunque, i ricorsi presentati da ben 5 membri (su 9) dell’Utan in rappresentanza delle aree di Enrico Letta, Rosy Bindi, Francesco Rutelli e Marco Follini. Le motivazioni: irregolarità nel voto e discrasie fra i dati regionali parziali raccolti dagli schieramenti e quelli ufficiali diffusi dall’Utan. In particolare dall’area Letta era giunta la richiesta di Gianni Dal Moro per sospendere la proclamazione degli eletti, al fine di andare ad una verifica delle schede e, in subordine, a nuove elezioni. Il riconteggio è stato sollecitato anche dall’area Bindi, con Margherita Miotto e Fausto Recchia, che mettono in discussione anche il dato nazionale. «Dalle prime verifiche effettuate - scrivono Miotto e Recchia - sono stati riscontrati scostamenti macroscopici e ingiustificati fra i votanti all’assemblea nazionale e quelli all’assemblea regionale. Tali discrasie si sommano alle gravi irregolarità che già erano state evidenziate in sede locale e che avevano indotto l’ufficio di presidenza ad affiancare all’ufficio tecnico regionale quello nazionale. Le verifiche già effettuate a campione appaiono insufficienti per poter proclamare gli eletti con assoluta trasparenza e linearità». Utilizzano le stesse affermazioni i rappresentanti di Rutelli e di Follini Pino Bicchielli e Stefano Graziano, i quali pure chiedono il riconteggio delle schede, nel rispetto delle regole e della trasparenza. Ricorsi erano arrivati anche dallo schieramento di Sandro De Franciscis: in particolare dal collegio di Ariano Irpino, dove la differenza delle schede scrutinate fra la competizione nazionale (circa 10mila) e quella regionale (circa 5mila) fa sorgere qualche interrogativo. Stessa musica sul fronte di Salvatore Piccolo: il rappresentante di lista aveva presentato un ricorso per la vicenda dei dati relativi alle 20 sezioni mancanti, sottolineando che il mancato computo sottrae allo schieramento un numero consistente di voti e finisce per incidere sull’assegnazione al primo turno della segreteria regionale. Inoltre, dai centri della provincia arrivano altri ricorsi: la lista Democratici flegrei con Piccolo a Pozzuoli e quella denominata Territori protagonisti per Piccolo, in campo a Gragnano, a Torre Annunziata e a Pompei, sollevano il caso di centinaia di voti che possono consentire alle liste di vedere riconosciuto il quoziente pieno e dunque un seggio all’assemblea regionale. A proposito di Piccolo. L’ex coordinatore provinciale Dl replica a Ciriaco De Mita: «È priva di fondamento la sua dichiarazione: non è vero che il sindaco di Salerno Enzo De Luca mi abbia scaricato. Quanto poi all’analisi del voto, l’ex premier finge di non cogliere che il dato elettorale descrive un partito diviso in due: ignorare questa situazione significa voler lasciare le cose come stanno, senza voltare pagina. Ma siamo tutti all’interno dello stesso partito e ora il dialogo fra aree diverse diventa fondamentale».
lunedì, settembre 03, 2007
PD/ LETTA ALLE IENE: NON PARLI MALE DI BINDI E NON TOCCHI VELTRONI
Siparietto comico con Enrico Lucci a Napoli
postato 5 ore fa da APCOM
Napoli, 3 set. (Apcom) - Siparietto comico tra Enrico Letta, candidato alla guida del Pd, ed Enrico Lucci, de Le Iene. L'inviato della trasmissione di Italia 1 ha accolto Letta fuori un noto albergo del lungomare di Napoli dove si è svolto un incontro con i giornalisti. Baci, abbracci e tanti sorrisi dinanzi alle telecamere. "Io voto per te... Sei la speranza mia... Tu sei il vero candidato... Solo con un candidato come te si può vincere... Sei l'unico candidato vincente...", ha detto Lucci ad un sorridente Letta. "E io che devo fare? - ha risposto il politico - se la metti così ti ringrazio...".
Lucci ha poi snocciolato difetti fisici e caratteristiche degli avversari, alla guida del Pd, di Enrico Letta. "Che vogliamo votare per Rosy Bindi? Che vuole fare la prima donna segretario di partito... E poi che diciamo che è una donna! Lo sanno tutti che è bruttarella...". E a queste affermazioni, Letta ha risposto: "Non mi parlare male di Rosy... Non è vero che fa sempre polemiche: sorride sempre...".
E di Veltroni? "Non mi toccare Walter", dice sorridendo Letta. E a Lucci che commentava la pappagorgia del sindaco di Roma, Letta con fair play ha concluso: "Ma perchè io son bello?...".
postato 5 ore fa da APCOM
Napoli, 3 set. (Apcom) - Siparietto comico tra Enrico Letta, candidato alla guida del Pd, ed Enrico Lucci, de Le Iene. L'inviato della trasmissione di Italia 1 ha accolto Letta fuori un noto albergo del lungomare di Napoli dove si è svolto un incontro con i giornalisti. Baci, abbracci e tanti sorrisi dinanzi alle telecamere. "Io voto per te... Sei la speranza mia... Tu sei il vero candidato... Solo con un candidato come te si può vincere... Sei l'unico candidato vincente...", ha detto Lucci ad un sorridente Letta. "E io che devo fare? - ha risposto il politico - se la metti così ti ringrazio...".
Lucci ha poi snocciolato difetti fisici e caratteristiche degli avversari, alla guida del Pd, di Enrico Letta. "Che vogliamo votare per Rosy Bindi? Che vuole fare la prima donna segretario di partito... E poi che diciamo che è una donna! Lo sanno tutti che è bruttarella...". E a queste affermazioni, Letta ha risposto: "Non mi parlare male di Rosy... Non è vero che fa sempre polemiche: sorride sempre...".
E di Veltroni? "Non mi toccare Walter", dice sorridendo Letta. E a Lucci che commentava la pappagorgia del sindaco di Roma, Letta con fair play ha concluso: "Ma perchè io son bello?...".
mercoledì, agosto 08, 2007
Clicca e scopri il candidato la sfida a sei corre sul Web
ROMA - Il più schivo, al limite dell'autolesionismo, è Jacopo Gavazzoli Schettini. Il suo sito web è monacale, sfondo giallo canarino, una foto del titolare in primo piano, una pianta d'appartamento dietro. Gavazzoli Schettini sorride, il naso ammaccato. Spiega che cos'è successo, usando la terza persona, nella sezione "storia personale": "Jacopo porta ancora i segni di una caduta con i pattini mentre giocava con il figlio. Dice che è stato quel colpo alla testa a fargli venire in mente di candidarsi...". Per chi non lo ricordasse, Gavazzoli Schettini, 42 anni, una laurea in Studi Strategici, è uno dei candidati alla segreteria del Pd e anche lui, come gli altri, fa campagna on-line. Chi c'è dietro, chi lo sponsorizza? Siccome glielo chiedono in tanti, GS cerca di fare lo spiritoso, ha tre risposte pronte: "Il Priorato di Sion", "Maga Maghella" o, "più semplicemente, la voglia di voltar pagina".
Un bel viaggio nel web, comodamente, senza muoversi da casa, è un modo di conoscere gli sfidanti. C'è il sito, virato sul verde, e ipersofisticato, di Walter Veltroni (www. lanuovastagione. it), che si affida al blog e al social network, a Youtube, a Twitter e al Cannocchiale "per costruire la community". C'è quello "della Rosy", che è come lei, mosso e imprevedibile nei contenuti (Un tale, Filippo, supera la politica, passa la censura, e annuncia: "E' intelligente, furba, tenace, la sposerei, tanto sono vedovo..."). Prima pagina color arancio: www. scelgorosy. it, "per un partito democratico, davvero". E, se non basta, ci si può collegare a "iostoconrosy. it", che è il sito dei sostenitori della candidatura del ministro della Famiglia, "rigorosamente realizzato da volontari".
Mario Adinolfi gioca in casa. E' "un blogger di Generazione U" ("u come inversione a U, come Unione, come Ulivo, come Unione Europea, ma anche come gli U2"). Chi entra nella sua casa web trova il diario di Adinolfi candidato ("Ogni giorno che passa, ogni nazione che attraverso, ho la sensazione che io sia un mero strumento per una forma di ribellione concreta e collettiva") e apprende che sta lavorando molto all'estero, in Danimarca e Svezia, "tra i giovani esuli italiani". Con il tono di chi davvero ci capisce, Adinolfi loda generosamente il sito di Enrico Letta. "Il suo video - dice - è estremamente televisivo in stile broadcast. Se mi passa la battuta amichevole, il ragazzo si farà". Il ragazzo, Enrico Letta, ti guarda dallo schermo se clicchi su www. enricoletta. it. E' in maniche di camicia, informale, davanti ad un computer. Anche lui ha scelto lo sfondo giallo, ma non anemico come quello di Gavazzoli Schettini. E' un colore carico, da mare, adatto alle sette spiagge dove Letta sta proponendo "la sua idea di politica e di Italia".
Piergiorgio Gawronski, che ieri ha tenuto la sua conferenza stampa a Roma, si è scelto la classica immagine da manager. E' al telefono, camicia e cravatta. Forse chiede aiuto e sostegno, visto che, alle 18 di ieri, i messaggi on-line sui suoi "forum interattivi" erano solo tre, di cui uno di Daniele Capezzone. Ben diversa , comprensibilmente, la situazione nella casa web di Veltroni. Nei soli primi due giorni i visitatori sono stati 15 mila, ricordano soddisfatti quelli del Comitato per Walter. Navighi e leggi gli sfoghi, i sogni, le paure, le idee, dei militanti. Più che con altre parole c'è chi vorrebbe riassumere il nascente partito democratico in volti da murales: "La faccia precaria di un ragazzo di un call center, quella degli operai dell'Italsider o dell'imprenditore antiracket cui hanno bruciato il capannone... ma anche la faccia di Enrico Berlinguer, non perché fosse comunista ma perché si fermava ai semafori". Comunicano on-line, sono tutti blogger, come Marco: "Ognuno di noi saprà trovare i suoi canali per farle sapere, caro Veltroni, come vorremmo vedere il nostro Paese tra 10 anni e come vorremmo lasciarlo ai nostri figli". Pieni di dubbi come Lulu: "Per ora discordo da quanto detto fin adesso" (sic). Tecnologici e vagamente inquietanti nel linguaggio come Nardo: "Vorrei un partito open source, un partito wiki, dove si tenga in conto la voce dei Prosumer, cioè quelli che consumano la politica". Gradita traduzione per i compagni delle sezioni.
di ALESSANDRA LONGO
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martedì, giugno 26, 2007
Veltroni: domani niente sogni ma risposte

"Questo non è tempo di sogni, che non sono sufficienti: bisogna portare anche le risposte". Così Valter Veltroni anticipa il senso del discorso con cui domani scioglierà la riserva sulla candidatura per la leadership del Partito democratico.
A Bucarest, dove il sindaco di Roma sta effettuando una serie di incontri istituzionali per il rimpatrio volontario dei rumeni di Roma, le domande dei cronisti finiscono immancabilmente per toccare l'argomento Pd: a chi gli chiede se domani a Torino esporrà il suo sogno, Veltroni replica: "se vogliamo è più giusto usare il termine visione. Visione su cosa deve essere questo Paese, un tema che mi appassiona da tanti anni".
"Domani dirò quello che penso e lo dirò con umiltà e con lo stesso spirito con cui ho cercato sempre di interpretare quel ruolo magnifico che è fare il politico: mi pare che non è tempo di sogni, questi non sono sufficienti. Bisogna portare anche risposte, se vogliamo e' piu' giusto usare il termine 'visioni' su cosa deve essere il Paese: e' un tema che mi appassiona da anni", ha detto il sindaco di Roma.
"Come sto? Bene, grazie - scherza con i giornalisti - vi sembro nervoso? No, in generale sono una persona tranquilla e di buonumore. Sono molto tranquillo, faccio il mio lavoro come ho sempre fatto, con serenità, passione e devozione. Ma penso che quando si è all'estero in rappresentanza di un'istituzione si parla a nome dei cittadini: io qui rappresento tutti i cittadini di Roma e questo è quello che ho sempre fatto".
"Domani - ha continuato - sarà una giornata come le altre, non ci sono motivi particolari per un mutamento dello stato d'animo e la tensione con cui faccio il mio mestiere è sempre la stessa: nelle cose bisogna metterci sempre se stessi".
Cambierà il suo impegno nei confronti di Roma una volta scelta la strada del Partito democratico? "No, vi sarà lo stesso impegno. Le persone non cambiano a seconda del cappello che si mettono in testa".
A Bucarest, dove il sindaco di Roma sta effettuando una serie di incontri istituzionali per il rimpatrio volontario dei rumeni di Roma, le domande dei cronisti finiscono immancabilmente per toccare l'argomento Pd: a chi gli chiede se domani a Torino esporrà il suo sogno, Veltroni replica: "se vogliamo è più giusto usare il termine visione. Visione su cosa deve essere questo Paese, un tema che mi appassiona da tanti anni".
"Domani dirò quello che penso e lo dirò con umiltà e con lo stesso spirito con cui ho cercato sempre di interpretare quel ruolo magnifico che è fare il politico: mi pare che non è tempo di sogni, questi non sono sufficienti. Bisogna portare anche risposte, se vogliamo e' piu' giusto usare il termine 'visioni' su cosa deve essere il Paese: e' un tema che mi appassiona da anni", ha detto il sindaco di Roma.
"Come sto? Bene, grazie - scherza con i giornalisti - vi sembro nervoso? No, in generale sono una persona tranquilla e di buonumore. Sono molto tranquillo, faccio il mio lavoro come ho sempre fatto, con serenità, passione e devozione. Ma penso che quando si è all'estero in rappresentanza di un'istituzione si parla a nome dei cittadini: io qui rappresento tutti i cittadini di Roma e questo è quello che ho sempre fatto".
"Domani - ha continuato - sarà una giornata come le altre, non ci sono motivi particolari per un mutamento dello stato d'animo e la tensione con cui faccio il mio mestiere è sempre la stessa: nelle cose bisogna metterci sempre se stessi".
Cambierà il suo impegno nei confronti di Roma una volta scelta la strada del Partito democratico? "No, vi sarà lo stesso impegno. Le persone non cambiano a seconda del cappello che si mettono in testa".
martedì, giugno 19, 2007
PD ACCELERA: IL 14 OTTOBRE LA SCELTA DEL SEGRETARIO
ROMA - Il 14 ottobre i cittadini che voteranno per l'Assemblea costituente del Partito democratico ne eleggeranno anche il segretario. E' quanto ha deciso il 'Comitato dei 45' dopo quattro ore di riunione scegliendo la formula delle liste collegate ai candidati alla segreteria. Insomma, si tratta di un'elezione diretta del leader, un'opzione che secondo Romano Prodi "non indebolirà il governo". Soddisfatti i big delle tre anime del nuovo soggetto riformista: Ds, Margherita e prodiani.
Si voterà dunque in 475 collegi (quelli della vecchia legge elettorale). Ci saranno liste bloccate (senza la possibilità di esprimere una preferenza) collegate ai candidati nazionali che intendono correre per la segreteria. Sulla base dei risultati del voto, i membri della Costituente eleggeranno formalmente il segretario. Si tratta di un metodo identico a quello della corsa per la Casa Bianca. Una vera e propria svolta (di fatto una inversione a U) rispetto alle decisioni dell'ultima riunione del Comitato, a fine maggio, che stabiliva che il leader sarebbe stato scelto dai delegati alla Costituente una volta eletti.
Il premier, che sarà presidente del nuovo partito e dell'Assemblea, mostra di aver accettato la novità positivamente, nonostante fino a qualche settimana fa non fosse particolarmente convinto: "Serve un segretario forte. Il governo non sarà indebolito. Abbiamo trovato un accordo completo". Niente paura, dunque, di una diarchia con Palazzo Chigi, di una doppia leadership che possa mettere nell'angolo il capo del governo: "Voglio essere chiaro - ha detto Prodi ai 45 - si è fatto riferimento a me e al mio ruolo, ma non ci sono dubbi. Il Pd deve avere un segretario forte". Anzi, il premier sembra essersi convinto che per puntellare un governo in difficoltà sia questa l'unica strada possibile: "Un governo serio ha bisogno di un partito serio alle spalle".
Prodi parla anche di "una larga possibilità di partecipazione di liste", del resto ha sempre sostenuto la necessità di avere molti candidati alla segreteria, e sottolinea il carattere federale del nuovo soggetto, tanto che sempre il 14 ottobre verranno eletti anche i segretari regionali.
Un po' tutti i big dell'Ulivo sottoscrivono l'accordo raggiunto e la Margherita sembra particolarmente entusiasta. Se infatti Dario Franceschini (capogruppo del Listone alla Camera) parla di "una giornata di svolta", il coordinatore dei Dl Antonello Soro (che è anche uno dei tre coordinatori che lavorano alle regole) spiega che il segretario sarà un vero leader: "Non sarà solo uno speaker o un organizzatore, ma sarà un capo politico". Il presidente del Senato Franco Marini é convinto che si tratti di "una buona scelta". Soddisfatto, quando lascia il vertice di Piazza Santi Apostoli, anche il vicepremier Francesco Rutelli.
Assente Massimo D'Alema, in Lussemburgo per il Consiglio dei ministri degli Esteri dell'Unione europea, il leader dei Ds Piero Fassino dice che quella decisa è "una soluzione ragionevole, giusta e che realizza il massimo di partecipazione democratica dei cittadini". Anna Finocchiaro (presidente dei senatori dell'Ulivo) sottolinea che si arriverà presto a "un leader forte con una investitura popolare". E ricorda che sarà garantita la presenza delle donne. I candidati delle liste saranno infatti alternati e i due generi saranno presenti al 50%.
Ora i partiti e i big che vorranno correre devono cominciare a lavorare. In molti, durante la riunione, hanno ribadito l'esigenza che la competizione non si risolva in una gara tra Ds e Margherita: le liste, insomma, dovranno essere trasversali. 100 firme saranno sufficienti per presentarne una e il termine scade il 14 settembre. Resta per ora aperto un tema di non poco conto: chi vince, se nessuno dei candidati raggiunge il 50% dei consensi? Il nodo sarà sciolto dai tre coordinatori (Migliavacca, Soro e Barbi) nelle prossime settimane.
Si voterà dunque in 475 collegi (quelli della vecchia legge elettorale). Ci saranno liste bloccate (senza la possibilità di esprimere una preferenza) collegate ai candidati nazionali che intendono correre per la segreteria. Sulla base dei risultati del voto, i membri della Costituente eleggeranno formalmente il segretario. Si tratta di un metodo identico a quello della corsa per la Casa Bianca. Una vera e propria svolta (di fatto una inversione a U) rispetto alle decisioni dell'ultima riunione del Comitato, a fine maggio, che stabiliva che il leader sarebbe stato scelto dai delegati alla Costituente una volta eletti.
Il premier, che sarà presidente del nuovo partito e dell'Assemblea, mostra di aver accettato la novità positivamente, nonostante fino a qualche settimana fa non fosse particolarmente convinto: "Serve un segretario forte. Il governo non sarà indebolito. Abbiamo trovato un accordo completo". Niente paura, dunque, di una diarchia con Palazzo Chigi, di una doppia leadership che possa mettere nell'angolo il capo del governo: "Voglio essere chiaro - ha detto Prodi ai 45 - si è fatto riferimento a me e al mio ruolo, ma non ci sono dubbi. Il Pd deve avere un segretario forte". Anzi, il premier sembra essersi convinto che per puntellare un governo in difficoltà sia questa l'unica strada possibile: "Un governo serio ha bisogno di un partito serio alle spalle".
Prodi parla anche di "una larga possibilità di partecipazione di liste", del resto ha sempre sostenuto la necessità di avere molti candidati alla segreteria, e sottolinea il carattere federale del nuovo soggetto, tanto che sempre il 14 ottobre verranno eletti anche i segretari regionali.
Un po' tutti i big dell'Ulivo sottoscrivono l'accordo raggiunto e la Margherita sembra particolarmente entusiasta. Se infatti Dario Franceschini (capogruppo del Listone alla Camera) parla di "una giornata di svolta", il coordinatore dei Dl Antonello Soro (che è anche uno dei tre coordinatori che lavorano alle regole) spiega che il segretario sarà un vero leader: "Non sarà solo uno speaker o un organizzatore, ma sarà un capo politico". Il presidente del Senato Franco Marini é convinto che si tratti di "una buona scelta". Soddisfatto, quando lascia il vertice di Piazza Santi Apostoli, anche il vicepremier Francesco Rutelli.
Assente Massimo D'Alema, in Lussemburgo per il Consiglio dei ministri degli Esteri dell'Unione europea, il leader dei Ds Piero Fassino dice che quella decisa è "una soluzione ragionevole, giusta e che realizza il massimo di partecipazione democratica dei cittadini". Anna Finocchiaro (presidente dei senatori dell'Ulivo) sottolinea che si arriverà presto a "un leader forte con una investitura popolare". E ricorda che sarà garantita la presenza delle donne. I candidati delle liste saranno infatti alternati e i due generi saranno presenti al 50%.
Ora i partiti e i big che vorranno correre devono cominciare a lavorare. In molti, durante la riunione, hanno ribadito l'esigenza che la competizione non si risolva in una gara tra Ds e Margherita: le liste, insomma, dovranno essere trasversali. 100 firme saranno sufficienti per presentarne una e il termine scade il 14 settembre. Resta per ora aperto un tema di non poco conto: chi vince, se nessuno dei candidati raggiunge il 50% dei consensi? Il nodo sarà sciolto dai tre coordinatori (Migliavacca, Soro e Barbi) nelle prossime settimane.
lunedì, febbraio 05, 2007
La città di tutti: idee, riflessioni, proposte per la convivenza urbana.
Martedì 6 febbraio 2007 ore 16,30Chiesa di S. Maria Incoronatella alla pietà dei Turchini
via Medina 19 - Napoli
In occasione della pubblicazione del libro di Mario Marazziti
"La città di tutti. Diario sociale di una grande città"
(Leonardo International 2006),
l'UCSI Campania e la Comunità di Sant'Egidio invitano all'incontro
La città di tutti
Idee, riflessioni, proposte per la convivenza urbana nel terzo millennio
Con l'autore intervengono:
Rosa Russo Iervolino (sindaco di Napoli)
Walter Veltroni (sindaco di Roma)
Luigi Fusco Girard (urbanista)
Massimo Milone (caporedattore, TG3 Campania)
Donatella Trotta (giornalista, Il Mattino)
Sarà presente il Cardinale Arcivescovo di Napoli S.E. Crescenzio Sepe
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