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martedì, novembre 17, 2009

Solidarietà nascoste. Quale spazio per l’informazione nel sociale?

Solidarietà nascoste

Quale spazio per l’informazione nel sociale?

Venerdì 20 novembre 2009

ore 16.00/18.00

Emeroteca Tucci

Napoli, palazzo delle Poste

Piazza Matteotti

Napoli – La sezione campana dell’Ucsi, l’Unione Cattolica Stampa Italiana, organizza per venerdì 20 novembre 2009 alle ore 16.00 presso l’Emeroteca Tucci di Napoli (palazzo delle Poste, piazza Matteotti, secondo piano) l’incontro Solidarietà nascoste. Quale spazio per l’informazione nel sociale? L’iniziativa è promossa nell’ambito delle attività sociali dell’Ucsi Campania e in occasione della pubblicazione dei libriSolidarietà indifesa. L’informazione nel sociale (edizioni EMI) di Paola Springhetti, giornalista del Sole 24 Ore, e Frontiere nascoste. Storie ai confini dell’esclusione sociale (edizioni Bollati Boringhieri) di Daniela de Robert, giornalista Rai.

Un’occasione per fare il punto sul livello e sulla qualità dell’attenzione riservata, nella galassia mediatica italiana, alla ricchezza delle storie di esclusione (e inclusione sociale), e per confrontarsi sull’impegno, laico e religioso, dispiegato sul fronte delle continue emergenze della convivenza nel Welfare State, anche da parte di giornalisti “imparziali, ma non indifferenti”.

Interverranno, con le Autrici: Pasquale Orlando, responsabile provinciale Acli; Don Tonino Palmese,coordinatore regionale di Libera e consulente ecclesiastico dell’Ucsi Campania; Ida Palisi, direttore del periodico di informazione sociale Agorà Sociale. Introdurrà l’incontro la presidente dell’Ucsi Campania Donatella Trotta.

Per informazioni: tel. 3495192655

mercoledì, novembre 11, 2009

Solidarietà nascoste Quale spazio per l’informazione nel sociale?

L’UCSI Campania e l’Emeroteca Tucci

hanno il piacere di invitarvi all’incontro

Solidarietà nascoste

Quale spazio per l’informazione nel sociale?

Intervengono:

● Daniela de Robert giornalista Rai, autrice di Frontiere nascoste. Storie ai confini dell’esclusione sociale (Bollati Boringhieri)

● Pasquale Orlando Presidente provinciale Acli

● Paola Springhetti giornalista Sole 24 Ore, autrice di Solidarietà indifesa. L’informazione nel sociale (EMI)

Coordina:

● Ida Palisi direttore periodico Agorà Sociale

Introduce:

● Donatella Trotta giornalista Il Mattino, presidente UCSI Campania

Conclusioni:

● don Tonino Palmese Consulente ecclesiastico Ucsi Campania, referente Associazione Libera

EMEROTECA TUCCI, Palazzo delle Poste, Piazza Matteotti (II piano)

Napoli, venerdì 20 novembre 2009

Ore 16.00-18.00

martedì, ottobre 27, 2009

Solidarietà indifesa. L'informazione nel sociale di Paola Springhetti

n un libro di Paola Springhetti il rapporto tra volontariato e media. Un'analisi della ''asocialità'' della comunicazione mainstream incapace di capire e raccontare la società.

Negli anni Ottanta e Novanta il giornalista che si occupavano di sociale era soprannominato "quello delle sfighe”. Gli altri intervistavano politici, imprenditori e registi, lui rom, tossicodipenenti e immigrati clandestini. Gli altri partecipavano a centralissime conferenze stampa con tanto buffet finale, lui contrattava con volenterosi ma inefficienti gruppi di volontariato e partecipava a periferici incontri con i giornalisti alla fine dei quali non di rado gli veniva anche chiesta un'offerta per le attività dell"associazione. Parte da questi stralci di vita vissuta il volume di Paola Springhetti “Solidarietà indifesa: l’informazione nel sociale”, (Editrice Missionaria Italiana, pp. 192, euro 10,00), un viaggio in quel giornalismo di serie B, lontano dai centri del potere e dai flussi della comunicazione mainstream, ma vicino alle battaglie della società civile e ai suoi diretti destinatari: i poveri, gli esclusi, quelli che negli anni Ottanta e Novanta chiamavano appunto gli “sfigati”.
Così pagina dopo pagina, il volume offre una lettura dell’informazione sociale su più livelli: sul ruolo anche (anzi in primo luogo) politico del volontariato e della sua possibile alleanza virtuosa con il mondo della comunicazione, sui media mainstream che Paola Springhetti definisce “asociali” perché non solo non riescono a “costruire società, ma non riescono neanche a rispecchiare il mondo circostante, sul giornalismo alternativo che, quando non si lascia schiacciare da uno sguardo eccessivamente autoreferenziale, riesce a diventare un giornalismo realmente indipendente e dotato di proprie caratteristiche: hard news contro soft news, sobrietà stilistica contro spettacolarizzazione, apprfondimento contro superficialità, indipendenza contro manipolazione, utilizzo di fonti non istituzionali contro fonti istituzionali, orientamento al sociale contro orientamento al mercato, pubblico di nicchia contro pubblico generalista.
Ma il volume di Paola Springhetti ha il pregio di far luce anche sulla figura del “redattore sociale”, che l’autrice racconta attraverso l’espediente narrativo del dischetto di memorie e riflessioni ritrovato in una polverosa stanza abbandonata da tempo e salvato solo casualmente dal macero. Il dischetto, da cui nasce il libro, appartiene appunto al redattore di una rivista del terzo settore, di cui non è possibile ricostruire l’identità. Si tratta di un giornalista che vive in prima persona una parte delle ansie e delle preoccupazioni di quelli di cui quotidianamente si occupa, un free lance o un precario che dir si voglia. Uno che, non guadagnando abbastanza, si da dà fare come può: alternando periodi di magra a periodi di iper attività in cui svolge due o più lavori contemporaneamente, accumulando collaborazioni di vario tipo. Ma è anche uno che non si dà mai per vinto, continuando sempre a interrogarsi e a lanciare i suoi messaggi in bottiglia in un mare che le bottiglie le sommerge, “mentre immense navi da crociera lo solcano, cariche di messaggi di significato opposto a quelli che io tento di fare arrivare lontano”.
Si tratta, insomma, di un giornalista costretto a ripensarsi ogni giorno e a mettersi continuamente in discussione. Nel tentativo di uscire dagli schemi troppo semplici che spesso caratterizzano l’informazione sociale per seguire l’evoluzione del mondo circostante, senza però però esserne dominati. Il redattore sociale, scrive Stefano Trasatti nell’introduzione del volume, “non è né un marziano né un idealista e nemmeno uno che si occupa necessariamente e solo di temi sociali: che si tratti di finanza o di sport, di cronaca o di politica, è attento a considerare gli aspetti che chiamano in causa i soggetti deboli”. Accettando di coinvolgersi con ciò che racconta, specie quando incontra i “mondi sconosciuti”, popolati da persone a volte sgradevoli soprattutto perché “possono metterci a disagio per il solo fatto di porre in discussione i nostri schemi”. Un giornalista, precisa Trasatti richiamando il grande reporter Ryszard Kapuscinski scomparso lo scorso anno, che fa questo mestiere 24 ore su 24 perché “non può permettersi di accendere il cervello solo nelle ore del lavoro d’ufficio, sempre che abbia un ufficio, e non sia uno dei sempre più numerosi precari di questa professione”.

lunedì, febbraio 05, 2007

La città di tutti: idee, riflessioni, proposte per la convivenza urbana.

Martedì 6 febbraio 2007 ore 16,30
Chiesa di S. Maria Incoronatella alla pietà dei Turchini
via Medina 19 - Napoli
In occasione della pubblicazione del libro di Mario Marazziti
"La città di tutti. Diario sociale di una grande città"
(Leonardo International 2006),
l'UCSI Campania e la Comunità di Sant'Egidio invitano all'incontro
La città di tutti
Idee, riflessioni, proposte per la convivenza urbana nel terzo millennio
Con l'autore intervengono:
Rosa Russo Iervolino (sindaco di Napoli)
Walter Veltroni (sindaco di Roma)
Luigi Fusco Girard (urbanista)
Massimo Milone (caporedattore, TG3 Campania)
Donatella Trotta (giornalista, Il Mattino)
Sarà presente il Cardinale Arcivescovo di Napoli S.E. Crescenzio Sepe