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martedì, novembre 16, 2010

Zannini (Acli Terra): i giovani protagonisti della sfida educativa nel mondo agricolo


Zannini (Acli Terra): i giovani protagonisti della sfida educativa nel mondo agricolo

In questa prospettiva si muove il senso più profondo della celebrazione della Giornata del ringraziamento di quest'anno

ROMA - «Assumiamo l’impegno di essere custodi del territorio con tutti gli uomini di buona volontà». In questa prospettiva si muove il senso più profondo della celebrazione della Giornata del ringraziamento di quest'anno. L’evento orienta, come sempre, a riflettere particolarmente sul valore incommensurabile dei doni fondamentali di Dio per l'uomo che sono la terra, l’aria e l’acqua» così Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra, l'Associazione professionale agricola delle Acli, intervenendo a Bologna durante il seminario di studio sul tema «il mondo agricolo-rurale si misura con la sfida educativa».
La Giornata è organizzata dalla «Commissione Episcopale CEI per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace», in collaborazione con Acli Terra, Coldiretti, Fai CISL, FederAgri MCL e UGC Cisl.

«Il tema di quest'anno, è oltremodo affascinante – per Acli Terra – perché proietta sulle aspirazioni e sulle difficoltà di un pezzo di società decisiva per il destino dell’agricoltura in Italia e nel mondo: i giovani.
Con loro, e a partire da loro, siamo chiamati a riflettere, con urgenza, sulla drammaticità delle questioni del clima, dell’ambiente, della salubrità della vita.
Questo ci orienta principalmente ad agire per difendere e promuovere le comunità locali, le persone e i territori in cui abitano, dove i contadini sono i veri «custodi della terra».
È proprio la terra il bene primario di cui l'uomo dispone e dal quale ricava originariamente tutto quanto gli serve per sopravvivere, per alimentare la vita, per costruire relazioni, in pratica per concorrere alla creazione di Dio.
Nella fase presente, che segna difficoltà enormi per il mondo agricolo nel suo complesso, è fondamentale concorrere alla valorizzazione della dimensione rurale nonché agricola, in una prospettiva che torni a centrare l’economia sull’uomo, nella sua dimensione territoriale, dove territori, persone e comunità sono i termini di un ripensamento radicale delle questioni che abbiamo di fronte, per una nuova cultura a sostegno di imprese, certamente competenti e competitive sul piano professionale ma anche eticamente orientate e socialmente responsabili.
Così l’agricoltura è non solo produzione di alimenti, ma anche dimensione della vivibilità più autentica delle aree rurali ed insieme qualità e cultura del consumare e dell’abitare i territori.
I giovani devono raccogliere la sfida educativa che viene dal valore della terra, dell’aria e dell’acqua, assumendo il convincimento che la pratica di un nuovo umanesimo rurale e di un nuovo welfare rurale possono generare valori ed opportunità, motivazioni e giuste convenienze, perché il lavoro agricolo e la vita rurale ridiventino i riferimenti di una ricomposizione della nostra società complessa e frantumata, su nuovi stili di vita e modi nuovi di convivenza democratica»

mercoledì, novembre 12, 2008

Giornata del ringraziamento: «Rispettare la terra per il bene di tutti»


«Rispettare la terra per il bene di tutti»
Il richiamo alla responsabilità dal cardinale Vallini, nella Messa per la Giornata del ringraziamento e della coincidente festa della dedicazione della chiesa di San Giovanni in Laterano di Emanuela Micucci«Comprendiamo il valore di essere pietre vive di questo tempio che è la Chiesa e costruttori di un mondo degno dell’uomo». La preghiera del cardinale vicario Agostino Vallini risuona in una basilica San Giovanni in Laterano a festa. Si celebrano insieme la dedicazione della chiesa e la Giornata nazionale di ringraziamento per i frutti della terra, nella Messa di domenica 9 novembre.Durante la celebrazione eucaristica, infatti, si ricorda che il pane e il vino sono frutto della terra e del lavoro dell’uomo. I doni della terra diventano, allora, doni da offrire al Signore. «Se oggi siamo riconoscenti a Dio per la terra – spiega il cardinale Vallini – lo dobbiamo essere ancora di più per il dono della fede che tutti ci unisce» come fratelli nella Chiesa, segno anche di «intima unione con Dio». La festa della dedicazione della la basilica Lateranense, «madre di tutte le chiese – ricorda il vicario del Pontefice per la diocesi –, cattedrale del vescovo di Roma, il successore dell’Apostolo Pietro, fondamento dell’unità dei fedeli in Cristo», diventa così occasione per riflettere sull’importanza della chiesa. Da tempio naturale a tempio spirituale. Il cardinale Vallini riprende la visione del profeta Ezechiele del fiume d’«acqua santificante» che scorre dal tempio per ricordare che la Chiesa è «una sorgente da cui Dio fa scaturire la vita». È il luogo di culto «in cui la comunità si riunisce per pregare. Qui è pronunciata la parola di Dio, si celebrano i sacramenti di salvezza, in particolare l’Eucarestia della domenica. Qui lo Spirito Santo illumina, consola, orienta al bene».Ma San Paolo scrive: «Non sapete che voi siete il tempio di Dio?» (1 Cor 3,16). La Chiesa è il tempio nuovo che Gesù è venuto a costruire. «Nel Redentore, pietra angolare, ogni uomo è chiamato a diventare pietra viva di un tempio spirituale», prosegue il porporato. Tempio nuovo di Dio è, dunque, il cuore di chi accoglie la sua parola. È il credente chiamato a «vivere la Chiesa», cioè a cooperare per «costruire dal di dentro un mondo nuovo», ad «avere la responsabilità del bene comune» insieme a tutti gli uomini, «fratelli e sorelle» nella fede e «una cosa sola con Dio».Nella Giornata di ringraziamento per il dono della terra, il primo impegno è «ridurre l’inquinamento e tutto ciò che distrugge la terra che è di Dio, che l’ha donata all’uomo, e che va rispettata per il bene di tutti», conclude il cardinale Vallini. Così la memoria dell’edificazione al Salvatore della basilica del Laterano da parte dell’imperatore Costantino nel IV secolo, rinnova la lode a Dio creatore e datore di ogni bene. A Lui i fedeli che riempiono San Giovanni offrono due cesti di prodotti ortofrutticoli, i frutti delle loro fatiche. E insieme la propria persona. Per contribuire ad elevare il mondo verso Dio. La «via maestra» è la «disponibilità alla condivisione» dei beni, indicata dai vescovi italiani nel messaggio “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” diffuso per questa ricorrenza. «Perché è moralmente inaccettabile» che, per la «crescita incontrollata dei prezzi», resti «insoddisfatto il bisogno primario di accesso al cibo» di centinaia di migliaia di persone che muoiono di fame. Sono 920 milioni, infatti, le persone che nel mondo vivono sotto la soglia di povertà, come è stato ricordato sabato al seminario organizzato dalla Cei all’università Lateranense, in collaborazione con Acli terra (intervenuta con ampia delegazione guidata dal presidente Michele Zannini) , Fai Cisl, Federagri-Mcl, Ugc Cisl e Coldiretti. Ciascuno quindi cambi stile di vita, orientandolo a «sobrietà, armonia, servizio», ha ricordato monsignor Angelo Casile, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei.

domenica, novembre 02, 2008

FreeRice. l'ho scoperto oggi mi sembra veramente utile.




FreeRice è un sito di beneficenza dove gli utenti si esercitano in un gioco di parole per raccogliere soldi con l'obiettivo di combattere la fame nel mondo.

FreeRice è partito il 7 ottobre 2007. È stato creato da John Breen, un programmatore originario di Bloomington, Indiana, che creò anche thehungersite.com e Poverty.com. Breen inventò il sito e inserì 10.000 definizioni, dopo aver osservato lo studio di suo figlio per il SAT.[1]

Struttura del gioco [modifica]

Ai visitatori del sito è presentata una parola, con quattro definizioni. Se l'utente seleziona la definizione corretta, FreeRice.com dona 20 chicchi di riso attraverso l'ONU. È poi presentata un'altra parola. Speciali simboli rappresentanti 100 e 1000 chicchi di riso sono visualizzati in un contatore grafico se l'utente raggiunge tali risultati.
Le varie tappe sono rese particolari da messaggi di incoraggiamento come: "Hai donato 10000 chicchi di riso. Wow! Ora QUESTO è impressionante!" dopo che è stato donato il decimillesimo chicco di riso, e dopo 20.000 chicchi, "Hai donato 20000 chicchi di riso. Wow! Siamo senza parole!". Dopo ogni decina di migliaia di chicchi donati successivamente, apparirà il messaggio "Wow! Siamo ANCORA senza parole!".

La difficoltà di ogni parola visualizzata si misura da 1 a 55. Il gioco inizia con tre definizioni introduttive per impostare un livello di lessico iniziale. Dalla quarta domanda in poi, tre risposte corrette consecutive alzano il livello di uno. Ogni risposta scorretta abbassa il livello di uno. Gli utenti possono giocare quanto vogliono. Il gioco determina i livelli di difficoltà dinamicamente analizzando i risultati dal gioco di tutti gli utenti.

Sostenimento [modifica]

In cambio delle pubblicità sul sito, vari sponsor pagano il costo del riso e le altre spese per far girare FreeRice. Le donazioni sono distribuite dal Programma Alimentare Mondiale (WFP, dall'inglese World Food Programme) dell'ONU. Il creatore del sito ha dato oltre $100.000 al WFP. Il WFP ora incoraggia la gente a visitare FreeRice.com. Il 20 novembre 2007 il WFP ha lanciato una campagna per nutrire un bambino per il Giorno del Ringraziamento.[2]

Risultati [modifica]

Il 10 novembre 2007, FreeRice raggiunse 122.377.240 chicchi di riso in un solo giorno. Successivamente, il 15 novembre 2007, raggiunse 201.226.610 chicchi in un solo giorno. Il 23 novembre 2007 c'erano 3.531.907.160 chicchi promessi in totale. Il 28 novembre 2007 FreeRice cambiò il numero di chicchi donati per ogni risposta corretta da 10 a 20. Il 7 dicembre 2007, FreeRice superò i sette miliardi di chicchi donati.[3]

Ci vogliono circa 20.000 chicchi di riso per fornire l'apporto calorico sufficiente a sostenere una persona adulta per un giorno[senza fonte]. Un mese dopo l'inizio del programma pubblicitario basato sul passaparola, gli utenti guadagnarono abbastanza punti per ottenere un miliardo di chicchi di riso. Il World Food Programme delle Nazioni Unite disse che questa quantità di cibo poteva sfamare 50.000 persone per un giorno.[4] Il totale di chicchi di riso, al 9 dicembre 2007, potrebbe matematicamente sfamare oltre 376.000 persone adulte per un giorno. Quotidianamente, è donato attraverso FreeRice abbastanza riso per nutrire 15.000 persone al giorno.