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mercoledì, luglio 14, 2010
Acli Terra apprezza la nomina di Amendolara.
domenica, maggio 16, 2010
La nuova Giunta Regionale della Campania. News e commenti dalla stampa di oggi

di Gimmo Cuomo da il Corriere del Mezzogiorno)
Una giornata sotto assedio. Stefano Caldoro ha lavorato per l’intero sabato alla definizione della squadra che lo affiancherà nel governo della Regione Campania. E solo a tarda sera, quando ormai sembrava tramontata ogni speranza, il colpo di scena. Alle 23,10 Caldoro ha diffuso una nota col nuovo esecutivo, composto da dodici assessori. Il governatore ha, però mantenuto ad interim la delega pesante all’Agricoltura. Una sola donna, un superassessore, le competenze dell’urbanistica sdoppiate.
Vicepresidente della giunta, con delega al Turismo e ai Beni culturali, Giuseppe De Mita, il nipote del leader Udc Ciriaco. E quindi il consigliere regionale, sempre dell’Udc, Pasquale Sommese (Personale), il suo collega del Pdl Ermanno Russo (Assistenza sociale, demanio e patrimonio), il sindaco di Pontecagnano Ernesto Sica (Avvocatura), il deputato Marcello Taglialatela (Urbanistica e territorio), il preside della facoltà di Ingegneria della Federico II Edoardo Cosenza (Urbanistica e Lavori pubblici). Ed ecco il superassessore, il senatore Sergio Vetrella (Trasporti e Attività produttive). Ancora: la giurista Anna Caterina Miraglia (Istruzione), l’avvocato Severino Nappi (Lavoro) in quota Udeur, il rettore dell’Università di Napoli Guido Trombetti (Università e ricerca), il sindaco di Mercato San Severino Giovanni Romano (Ambiente), il generale della Guardia di finanza Gaetano Giancane (Bilancio), gradito al ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
La giornata è stata lunghissima. Ore e ore trascorse a cercare una quadratura del cerchio accettabile, mentre l’insofferenza e i maldipancia prendevano la forma di lanci d’agenzia: precisi ammonimenti per il governatore del Pdl, ai quali si aggiungevano voci incontrollabili. Come quella sul veto espresso da Silvio Berlusconi in persona su Giuseppe De Mita, il nipote dell’ex segretario della Dc Ciriaco, destinato, come confermato anche dal suo partito, l’Udc, ad accomodarsi alla vicepresidenza e, comunque, nella giunta. Un paletto in grado di mettere in crisi il rapporto del governatore col partito di Pier Ferdinando Casini e di rendere l’esecutivo in costruzione fragile non meno di un castello di carte. Ancora boatos. La ministra Mara Carfagna, recordwoman delle preferenze in Campania che il centrodestra considera il valore aggiunto in Consiglio regionale, avrebbe minacciato di lasciare l’assemblea molto prima di essere costretta a farlo a causa dell’incompatibilità dei ruoli. Il motivo? Sempre il caso De Mita, aggravato dalla ormai quasi certa concessione di un assessorato all’Udeur. Secondo il ragionamento attribuito alla ministra, la nuova giunta, a causa dello spazio concesso a DeMita e a Mastella, rischierebbe di apparire già vecchia, soprattutto, troppo simile a quella di centrosinistra di bassoliniana memoria. Alla prova dei fatti solo voci, diffuse magari per tenere sotto pressione Caldoro. I maldipancia del Pdl di Benevento, Avellino e Caserta ha invece assunto la forma compiuta dei comunicati stampa affidati alle agenzie. Sfumata nei toni, ma inequivocabile nella sostanza, la dichiarazione della deputata e coordinatirice provinciale del Pdl di Benevento Nunzia De Girolamo che ha rivendicato spazio per la sua provincia. Al coordinatore regionale Nicola Cosentino e a Caldoro ha chiesto «di non varare una giunta che risponda soltanto alle esigenze dell’area metropolitana, ma di considerare le zone interne e, in particolare, il Sannio che non ha un assessore dai tempi del presidente Rastrelli». De Girolamo ha aggiunto: «Con Bassolino siamo stati sempre mortificati, spero soltanto che Caldoro cambi musica ed il Sannio torni ad essere protagonista di una regione che spesso sentiamo sempre più matrigna». Alle parole della coordinatrice del Sannio hanno fatto eco quelle dei consiglieri provinciali del Pdl di Avellino, legati al presidente Cosimo Sibilia, che hanno minacciato addirittura di uscire dal partito. «È essenziale ed irrinunciabile per il Pdl irpino — hanno scritto in una nota — essere rappresentato in giunta regionale, soprattutto, per consolidare, all’insegna del buon governo, l’esperienza del centrodestra alla Provincia di Avellino e in tanti comuni irpini». E per dare maggior forza alla propria richiesta i firmatari della nota hanno anche annunciato di aver «presentato le dimissioni dal partito nelle mani del presidente della Provincia invitandolo a rappresentare ai vertici la determinata posizione politica espressa». E anche da Caserta si sono levate proteste ufficiali contro una bozza di giunta che non prevedeva la presenza di un rappresentante di Terra di Lavoro. «Il Pdl casertano — ha ammonito il coordinatore provinciale vicario Gennaro Coronella— rivendica una presenza nella giunta regionale che sia espressione chiara di un territorio penalizzato in tanti anni dalle scellerate scelte del governo di centrosinistra. Non va inoltre trascurata la circostanza che la nostra provincia ha già pagato un prezzo altissimo per favorire l’alleanza con l’Udc e favorire l’elezione di Caldoro». I problemi non sono stati posti soltanto dal Pdl. Ma anche dal dirigente nazionale del Mpa Salvatore Ronghi. «Non vorrei ritrovarmi — ha ironizzato quest’ultimo — all’opposizione per i troppi ex bassoliniani e tecnici presenti nella giunta Caldoro. Spero che il presidente, pur essendo un ex socialista, si renda conto di aver vinto col centrodestra».

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