Visualizzazione post con etichetta terzo settore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta terzo settore. Mostra tutti i post

giovedì, aprile 23, 2020

Bonus, centri estivi e Family Act: col Terzo settore al centro.


Bonus, centri estivi e Family Act: col Terzo settore al centro. La Fase 2 secondo la ministra Bonetti

La ministra per le Pari opportunità e la Famiglia indica le priorità per una “nuova conciliazione”, con le scuole ancora chiuse e la ripresa di molte attività lavorative. “Dal volontariato e il Terzo settore, una poderosa rete dell'educazione che può supportare le famiglie in questa fase. Bandi in arrivo a maggio. Poi serviranno bonus per le famiglie. E presto il Family Act”
Bonus, centri estivi e Family Act: col Terzo settore al centro. La Fase 2 secondo la ministra Bonetti
La “Fase 2” è alle porte, le attività produttive, in un modo o nell'altro, con più o meno gradualità, riprenderanno. Il Paese e il mondo hanno bisogno di ripartire . E' una buona notizia, che apre però scenari preoccupanti, non solo per le possibili “ricadute” in termini sanitari, ma anche per le problematiche sociali che si apriranno: prima fra tutte, la gestione familiare. Con le scuole che – ormai è chiaro – resteranno chiuse (almeno) fino a settembre, la prospettiva della “ripartenza” mette in allarme le famiglie, che in questi giorni manifestano le loro preoccupazioni attraverso petizioni e lettere aperte, chiedendo attenzione e risposte concrete. A raccogliere l'appello, c'è la ministra Bonetti, che nei giorni scorsi ha anticipato alcune ipotesi di sostegno: dai bonus economici ai centri estivi gestiti da volontariato e Terzo settore. Redattore Sociale l'ha intervistata, per esplorare più da vicino queste idee.
La "ripartenza" di alcune attività produttive, con le scuole chiuse già da tempo e i nonni "protetti" in casa, imporrà alle famiglie di inventare nuova forme di "conciliazione". Quali soggetti e strutture potranno essere attivati?
Centri e campi estivi, oratori, università, associazioni, enti del terzo settore. C'è una poderosa rete dell'educazione che può supportare le famiglie in questa fase e abbiamo bisogno di mettere in campo tutte le risorse di cui disponiamo. Risorse non solo economiche, ma di creatività, di competenza e di servizio.
Nel rivolgere attenzione a questo problema, specialmente in vista del periodo estivo, Lei ha chiamato in causa il volontariato e il terzo settore: in che modo crede che potranno rispondere a questo nuovo bisogno?
Insieme a molti sindaci e a tanti amministratori locali, che hanno risposto all’appello che ho lanciato nei giorni scorsi, stiamo studiando i modi per costruire occasioni educative e ricreative, per poter far vivere ai bambini e ai ragazzi i mesi estivi, ma anche per sostenere i genitori che presto dovranno tornare al lavoro. Per questo ho pensato a quella rete straordinaria del terzo settore, del volontariato e del mondo delle associazioni, che tanto fa e ha fatto in questa emergenza, perché anche nella fase 2 possa dare, insieme ai comuni, il suo contributo decisivo per riorganizzare la vita sociale e consentire alle nostre comunità di ripartire. Sperimentando tempi e modi nuovi di vita, con spazi pubblici attrezzati, ingressi contingentati per i nuclei familiari, per permettere percorsi di gioco e mantenendo il distanziamento sociale, con il supporto di educatrici ed educatori, con volontari e personale comunale del sociale.
Lei ha dichiarato che sono in preparazione bandi volti proprio all'allestimento di strutture e attività destinate all'estate dei bambini e dei ragazzi. Può dirci qualcosa di più sui progetti che potranno essere presentati?
Si tratta di 35 milioni di euro che saranno erogati attraverso i bandi “Educhiamo e Giochiamo”, in partenza per la metà di maggio. Avevamo già annunciato nei mesi scorsi questi bandi per il sostegno della rete educativa e ludico-sportiva. Li stiamo ora destinando specificamente al sostegno delle spese che associazioni, enti del terzo settore, comuni, sosterranno per realizzare attività per la custodia e l'educazione non formale dei bambini e dei ragazzi: attività che dovranno essere progettate in sicurezza, insegnando modalità di gioco diverse e il rispetto del distanziamento sociale. Questo significherà, ad esempio, una maggiore presenza di personale per poter lavorare in piccoli gruppi. L’obiettivo è sostenere le famiglie nella ripartenza e, contemporaneamente, tutelare lo sviluppo e la salute integrale dei nostri bambini.
Come immagina si possa conciliare la formula "tradizionale" del centro estivo (peraltro spesso ospitato all'interno delle scuole) con le nuove accortezze che la situazione imporrà?
Immagino, per esempio, l’utilizzo di spazi aperti, parchi e giardini, vicino casa, riadattati e attrezzati per l’emergenza, con uno sforzo ulteriore non solo da parte degli amministratori ma anche di tutto il personale del volontariato e degli studiosi e dei professionisti dell'educazione, perché attraverso attività educative e ricreative all'aperto riusciamo ad essere al fianco di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, custodendoli e dando loro luoghi e occasioni fondamentali per una crescita sana. Non dimentichiamolo: bambini e ragazzi hanno dato prova di grande maturità in questi giorni.
Oltre ai centri estivi, quali altre attività pensa che potranno essere finanziate, per offrire un sostegno alle famiglie con figli durante il periodo estivo?
I centri e i campi estivi, larga parte dell'associazionismo, gli oratori, si inseriscono in un tema cruciale, che è l'educazione. E’ innegabile come in questi giorni siano emerse diseguaglianze sociali anche negli strumenti per l'apprendimento. Per questo ho chiesto di rafforzare, nel Fondo delle politiche familiari, la voce di spesa per il contrasto alla povertà educativa. Occorre dotare le famiglie degli strumenti tecnologici di cui hanno bisogno e bisogna aiutarle anche nella gestione della didattica a distanza. Anche in questo il mondo del volontariato può dare il suo contributo, così come l'Università. E con il ministro Manfredi siamo al lavoro.
In merito alle altre forme di sostegno alle famiglie (bonus ecc.) può indicarci quali sarebbero, per Lei, le priorità?
Innanzitutto bisogna riconoscere alle famiglie gli sforzi compiuti in queste settimane complesse e, quindi, è necessario un sostegno economico che deve necessariamente accompagnarsi ad una progettualità chiara. In tale direzione va la proposta che ho presentato nelle scorse settimane e che prevede l’inserimento nel dl di aprile di un assegno universale per ciascun figlio, almeno fino ai 14 anni, da aprile a dicembre, secondo il reddito Isee: 160 euro per redditi inferiori ai 7000 euro, 120 euro per redditi tra i 7 e i 40 mila euro, 80 euro per redditi superiori. Questo, nell’attesa che la misura dell’assegno universale, che mette al centro bambini e minori, diventi strutturale come previsto dal Family Act. Perché è di stabilità e garanzie che le famiglie hanno bisogno.
C'è grande attesa da parte delle famiglie, che invocano provvedimenti immediati, specialmente se le prime attività produttive riprenderanno già dalle prossime settimane. Quali pensa che saranno le tempistiche della risposta?
Dobbiamo fare prontamente e bene. Per questo ho posto già settimane fa il tema della programmazione del "come" ripartire. Bisogna riconoscere subito altri congedi parentali per sanare i giorni di permesso dal lavoro già utilizzati. Erogare liquidità alle famiglie con l'assegno, e soprattutto sostenerle nella custodia e nell'educazione dei figli. In queste ore i genitori - più spesso le madri - si ritrovano a scegliere se mettere a rischio il proprio posto di lavoro oppure abbandonare il proprio figlio minore a casa incustodito. È una situazione inaccettabile, che con i congedi in piccola misura e con le attività del terzo settore in misura preponderante, siamo chiamati a sanare subito.
In generale e in conclusione, ritiene che, nella gestione di questa difficile emergenza, si stia prestando la giusta attenzione alle famiglie? In che modo si può offrire loro un maggiore sostegno, perché non si dica che questa crisi è pesata soprattutto sulle loro spalle?
Sin dall'inizio dell'emergenza tutto il mio ministero ha lavorato senza sosta per dare il massimo sostegno alle famiglie. Abbiamo vissuto un’emergenza straordinaria che ha richiesto di mettere in campo risorse e strumenti straordinari. Abbiamo compiuto dei primi passi, è evidente che non bastano, ma stiamo lavorando molto anche per le tante situazioni di fragilità che potrebbero non emergere con evidenza in questi frangenti, perché nessuno sia lasciato indietro. Penso in particolare al contrasto della violenza domestica sulle donne e sui bambini. Oltre l'emergenza c'è la stabilità di un progetto di politiche familiari per il Paese, che proprio questi giorni hanno dimostrato essere non più rimandabile. Prima dell'epidemia ci accingevamo ad approvare il Family Act. Dovremo ritornarci, per dare finalmente al Paese un progetto integrato e organico che investe sulle famiglie e porta loro la stabilità che serve per riattivare speranza e fiducia.

giovedì, dicembre 04, 2014

Renzi: «la Riforma del Terzo settore in aula a marzo»


di http://www.vita.it/politica/governo/renzi-la-legge-delega-in-aula-a-marzo.html

Il Premier, in occasione della Giornata mondiale disabilità, ha spiegato «abbiamo dato una risposta aumentando le coperture e gli stanziamenti per il sociale che come ha scritto oggi VITA passano da 1,166 miliardi a 2,260 miliardi» e ha poi annunciato i tempi della legge

1393672315 renzi2
«Tutte le riforme di cui parliamo hanno un senso se nella vita quotidiana i cittadini riescono a toccare con mano che le cose cambiano sul serio. E nel settore dell'attenzione agli altri si gioca una parte della credibilità della classe politica». Così Matteo Renzi, parlando alla “Giornata mondiale sulla disabilità” a Palazzo Chigi. Dopo aver confermato che i comuni devono tagliare le spese inutili, il premier afferma che «i nuovi modelli di welfare sono prioritari» e dunque «sulla riforma del Terzo settore ci giochiamo una parte di faccia tutti insieme».

«Mi ricordo le battaglie di VITA sul 5 per mille», sottolinea il Premier, «noi abbiamo dato una risposta aumentando le coperture per questa norma e più in generale gli stanziamenti per il sociale che come ha scritto oggi VITA passano da 1,166 miliardi a 2,260 miliardi. Siamo il governo che ha messo più soldi di tutti sulle questioni sociali, a partire dalla stabilizzazione del 5 per mille e che verrà aumentato di 100 milioni per arrivare a 500, il Fondo non autosufficienza a 450 milioni e i 115 milioni per il servizio civile». Secondo il presidente del Consiglio «bisogna fare in modo di non consentire, però, che ci sia chi fa il furbo sul 5 per mille».

Ma il vero cambiamento deve essere culturale e deve coinvolgere il modello di welfare, la sburocratizzazione e la considerazione del terzo settore come primo settore. «La cosa che vi propongo - continua Renzi - è, concretamente e passo passo, verificare i punti aperti, nelle prossime settimane: la delega del Terzo settore sarà in aula tra febbraio e marzo, dopo le riforme. Ma questo è il governo che ha messo più soldi di tutti sulle questioni sociali, cerchiamo di non spenderli male. Un passo in avanti sui denari è stato fatto, la stabilizzazione del 5 per mille è stato fatto, la delega sarà in aula a marzo, il servizio civile va considerato la cosa che serve alle nuove generazioni. Serve un cambiamento culturale e tra un anno, di nuovo qui, faremo il punto sui progetti di inclusione».

Il servizio civile, «indipendentemente dai denari in più è la cosa che veramente serve alle nuove generazioni, è una occasione per dire ai ragazzi cosa è il nostro Paese» dice Renzi. «Ne abbiamo bisogno perché questo Paese è meraviglioso non solo per le bellezze architettoniche o per l'innovazione. Vi garantisco che girando per l'Italia trovo la bellezza, ma c'è anche una bellezza nell'inclusione, nel farsi carico degli altri, e un paese è bello quando ha questo nel suo Dna» ricorda che a Firenze prima del Duomo è stata fondata la Misericordia. «La più grande opera di bellezza di una città - sottolinea - è la dimensione delle relazioni umane che riesce a creare, e questo vale anche per i paesi. Solo in paesi capaci di relazioni umane si può costruire il futuro».

mercoledì, aprile 27, 2011

Welfare, mutande stese contro i tagli al settore

La protesta fino alla Prefettura di Napoli

Mutande stese su fili, portate in giro per la città fino alla Prefettura di Napoli, perchè "il settore del sociale è stato ridotto così". Protestano gli operatori del terzo settore, oggi a Napoli, riuniti nel comitato "Il welfare non è un lusso", in contemporanea con le manifestazioni di Roma e Genova. E in corteo i manifestanti hanno portato un cesto-regalo pieno di mutande che hanno consegnato in Prefettura affinchè "venga consegnato a Tremonti e Berlusconi che hanno lasciato in mutande operatori e fasce deboli".


A Napoli, circa un migliaio di persone hanno percorso le strade della città per protestare contro "il Governo nazionale che ha tagliato i fondi per l'80%, la Regione Campania che ha stanziato appena 13milioni nell'ultimo bilancio e il Comune di Napoli per il ritardo nei pagamenti".

A sfilare in corteo, insieme agli operatori, anche disabili in carrozzella, ragazzi delle case famiglia, donne. Due operatori hanno portato a spalla una piovra in gommapiuma.

"Rappresenta chiunque stritola i diritti delle persone - spiegano - Un tentacolo è il Governo nazionale, un altro la Regione e un altro il Comune".

In piazza del Plebiscito, un gruppo di persone si è staccato dal tronco principale del corteo ed è entrato a Palazzo Reale.

Dal balcone che affaccia sulla piazza, i manifestanti hanno srotolato un lenzuolo con la scritta "Il welfare non è un lusso".

Nel centro della piazza, invece, gli altri manifestanti hanno accumulato le mutande - e anche un pannolino - in una cesta di vimini e sotto hanno affisso in foglio con la scritta "Ci avete ridotti in mutande".

Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta in Prefettura. "Chiediamo che il Governo torni a investire nel sociale - ha spiegato Sergio D'Angelo, portavoce del Comitato - Abbiamo proposto anche un tavolo straordinario sull'ordine pubblico che coinvolga Governo, Regione e le Autonomia locali per affrontare la questione del welfare".

mercoledì, aprile 20, 2011

Portate le mutande vecchie...Il welfare non è un lusso! Manifestazione nazionale a Napoli

Il welfare non è un lusso!

Manifestazione nazionale

Napoli

Mercoledì 27 aprile 2011

ore 9.30 Concentramento a Piazza Dante

Cari amici,

come sapete, sono mesi che con il comitato Il welfare non è un lusso denunciamo lo stato di crisi nel quale sta definitivamente sprofondando il welfare pubblico. Vi sono state numerose manifestazioni nelle quali abbiamo proposto il rilancio dell’intero sistema di servizi sociali, sanitari ed educativi, chiedendo maggiori investimenti da parte del Governo nazionale e delle istituzioni locali, oltre alla valorizzazione del lavoro sociale e del ruolo del terzo settore.

La situazione è diventata ormai insostenibile, soprattutto alla luce dell’incredibile riduzione delle risorse dei fondi nazionali per le politiche sociali: i finanziamenti sono passati dai 2 miliardi 527 milioni del 2008 ai poco più di 545 milioni previsti per il 2011. Una riduzione di quasi l’80%! Siamo al collasso e, come sempre, saranno le persone più a rischio di emarginazione a pagare queste sciagurate scelte politiche.

In questi ultimi mesi il nostro movimento è diventato nazionale, coinvolgendo altre realtà sociali in tutta Italia. Con le reti “Roma Social Pride” e “I diritti alzano la voce”, abbiamo organizzato per mercoledì 27 aprile 2011 una manifestazione nazionale in contemporanea a Napoli, Roma e Genova.

L’obiettivo comune è chiedere al Governo di tornare a investire sul welfare, ripristinando i fondi nazionali per le politiche sociali, di definire i Livelli Essenziali di Assistenza che devono essere garantiti a tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione in cui abitano, e di introdurre misure di contrasto alla povertà.

Voi capirete che, ora più che mai, è importante l’impegno di tutti noi. È per questo che vi chiediamo un altro sforzo straordinario per garantire la vostra presenza alla mobilitazione del 27 aprile.

Il corteo partirà da Piazza Dante alle ore 9.30, attraverserà via Toledo per arrivare a piazza del Plebiscito dove costruiremo una montagna di mutande da consegnare al ministro Tremonti e al presidente Berlusconi, ovvero a chi ha lasciato in mutande non solo gli operatori sociali, ma anche migliaia di anziani, disabili, bambini, immigrati, rimasti privi di assistenza.

Confidando nella vostra partecipazione, vi chiedo anche di coinvolgere nella manifestazione quante più persone potete e di contribuire alla realizzazione della montagna simbolica, portando in piazza tutte le mutande vecchie che avete a disposizione. Vi aspetto mercoledì in piazza.


Mercoledì 27 aprile 2011

ore 9.30 Concentramento a Piazza Dante

La crisi economica mette in ginocchio i cittadini,

le istituzioni, gli enti locali e lo Stato battono in ritirata,

lasciando completamente sole le persone e le famiglie,

con l'incredibile riduzione delle risorse dei fondi nazionali per le politiche sociali.

Una riduzione di quasi l'80%!

Siamo al collasso.

Saranno le persone più a rischio di emarginazione a pagare tali sciagurate scelte politiche.

Per garantire la qualità dei servizi, la dignità degli operatori sociali e i diritti di cittadinanza!

PARTECIPIAMO IN MASSA ALLA MOBILITAZIONE

Vi invitiamo a portare le vostre mutande vecchie in piazza per consegnarle al ministro Tremonti e al presidente Berlusconi, ovvero a chi ha lasciato in mutande non solo gli operatori sociali, ma anche migliaia di anziani, disabili, bambini, immigrati, rimasti privi di assistenza.



sabato, gennaio 15, 2011

il sociale dell’obbligo come la scuola dell’obbligo, come l’obbligo al soccorso… come un diritto, non come un lusso né come una carità.

Documento: Il Welfare non è un lusso

del Coordinamento Campano Il Welfare non è un lusso
per la gravissima crisi economica vissuta dai cittadini operatori sociali e dai cittadini utenti dei servizi

Le donne e gli uomini del Terzo Settore, delle associazioni e delle cooperative sociali, le lavoratrici e i lavoratori del sociale hanno imparato dalle persone fragili di cui si prendono cura la DIGNITA’, la discrezione della DIGNITA’.

Ma ora vi è una emergenza di fase economica strutturale, non è un momento di difficoltà o una congiuntura.Proponiamo di esprimere una solidarietà attiva alle grandi manifestazioni degli operatori sociali svoltesi in questi ultimi mesi a Napoli ed in Campania sulla esigibilità negata dei diritti dei cittadini fragili e dei lavoratori.
Siamo al punto che l’operatore sociale subisce la stessa esclusione del cittadino che assiste. A volte maggiore. Altro che flessibilità, siamo alla liquidità del lavoro. Altro che burn-out… siamo alla disperazione, perché, in particolare nel Mezzogiorno:

  • gli operatori non prendono lo stipendio da alcuni mesi (anche sei-sette mesi!!!);
  • gli Enti Pubblici hanno ritardi insostenibili dei pagamenti a fronte di servizi già erogati (anche di 24 mesi!!! – altro che i 60 gg. delle direttive europee !);
  • le banche non garantiscono oltre …;
  • la complessiva fruizione dei diritti sociali nel Mezzogiorno ed in Campania è fuori dalla Costituzione, è fuori dall’Europa, sta diventando un baratro culturale e democratico in cui la coesione sociale muore.

Il peso fiscale rigido sul terzo settore annulla ogni possibilità di reggere un contratto di lavoro se la sussidiarietà pubblica non viene garantita da un flusso regolare di risorse. La forbice fra i tempi rigidi e certi delle contribuzioni fiscali e quelli della liquidazione dei servizi prestati e rendicontati è sempre più ampia ed insostenibile.

Da un mese è stato riaperto l’ex manicomio Leonardo Bianchi da quegli stessi operatori che anni fa avevano contribuito a chiuderli, gli ospedali psichiatrici. Gli operatori fanno scioperi della fame e scendono in piazza continuamente, “per difendere il diritto di tutti ad essere curati” e ad essere presi in carico. Hanno occupato tutto ciò che c’era da occupare, compreso il Comune di Napoli, sempre pacificamente, da educatori quali siamo tutti.

Mai due generazioni assieme erano state così povere e così escluse, così senza speranza.
Una seria riforma strutturale delle politiche pubbliche deve, poi, porre l’obiettivo della quota capitaria del sociale come condizione strutturale irrinunciabile dei sistemi di welfare comunitari, nazionali e locali.
Un bambino che nasce a sei anni ha diritto ad una cosa che si chiama obbligo della Scuola pubblica. Se non succede i genitori vengono denunciati il giudice interviene la opinione pubblica si indigna….
Una persona che sviene per strada o si fa male ha bisogno di una cosa che si chiama obbligo del pronto soccorso pubblico. Se non succede se non intervieni sei denunciato per mancato soccorso, se non trovi i medici ad aspettarti chiami i carabinieri.

Ebbene
dobbiamo gridare forte a tutti i governi ed in tutte le nostre piazza aprendo un nuovo storico conflitto una mobilitazione generale meridionalista,nazionale ed europea:

un disabile, un anziano non autosufficiente, un povero hanno diritto in Europa, e secondo la nostra Costituzione, all’effettivo esercizio dei diritti sociali,

al sociale dell’obbligo!

Ecco, il sociale dell’obbligo come la scuola dell’obbligo, come l’obbligo al soccorso

come un diritto,
non come un lusso né come una carità.

domenica, febbraio 01, 2009

Avellino: Pd - Associazionismo e volontariato per il rilancio del Mezzogiorno

Si immagini per un attimo di cancellare improvvisamente da una città tutta la rete di associazioni ambientalistiche-ecologiche, artistiche, letterarie, scientifiche, culturali, musicali, teatrali, sportive, storiche, di mutuo soccorso, religiose, di assistenza e gruppi di volontariato, in pratica la parte più viva e più attiva della società: sarebbe improvvisamente una città più triste, più difficile da vivere, più complessa da governare. Probabilmente sarebbe impossibile viverci.

E’ questo il quadro che è emerso dal dibattito, promosso dal Partito Democratico,‘Associamo le idee’, tenutosi presso la della Casina del Principe di Avellino.
Molteplici gli interventi che si sono susseguiti al tavolo dei lavori moderato da Rosanna Repole.
Ai saluti iniziali curati da Franco Vittoria, Giuseppe Galasso e Salvatore Biazzo, hanno fatto poi seguito gli interventi di Cesarina Alagia, presidente regionale Anpas, Giuseppe Festa, presidente provinciale della Misericordia e Francesca Silvestri, presidente Provinciale delle Acli.
Al tavolo erano inoltre presenti Vincenzo Menna, dirigente nazionale dei democratici, Gianluca Lioni, responsabile nazionale Pd per il terzo settore ed il senatore Enzo De Luca. Visti inoltre Franco Maselli, Chiara Maffei, Enzo Venezia, Lello De Stefano, Tonino Festa, Carmine De Blasio, Wanda Grassi, Toni Ricciardi, Vanni Chieffo, Antonio Caputo, Michele Langastro, Raffaele Vito Farese, Fabio Grassi e Paolo Nittolo.
Al centro della discussione il mondo associativo e del terzo settore: “La crisi economica che da anni investe le regioni del Mezzogiorno è prima di tutto crisi della società – ha riferito Enzo De Luca che ha aggiunto –: i tagli al sociale e alla cultura attuati dal Governo Berlusconi hanno rallentato la ripresa dello sviluppo comunitario, penalizzando così fortemente i giovani”. Ma più in generale l’intervento di De Luca ha ripreso temi cari ai rappresentanti dei volontari presenti in sala: “Il riferimento vero per la ripresa economica del Paese può venire dal terzo settore e dalle molteplici risorse presenti nel Mezzogiorno d’Italia. Credo che rispetto alla grave necessità di fronteggiare una politica non pulita, le battaglie che quotidianamente compiono le associazioni e il volontariato in generale possa essere l’esempio da seguire.

AGGREGARE NON ESPELLERE – In Italia più di nove milioni di cittadini sono attivamente impegnati nelle associazioni e nel volontariato. Ad esso appartengono realtà diverse per storia, per progetti, per costituzione, per obiettivi, ma tutte caratterizzate da alcuni importanti punti in comune come l’essere organizzazioni private nate dall’iniziativa spontanea ed autonoma dei cittadini o l’essere strumenti attivi per la partecipazione dei cittadini alla vita economica e sociale delle proprie comunità. L’associazionismo in Irpinia ha radici forti che vanno ricercate nell’immane tragedia del sisma dell’80: “Scavando nelle macerie di Sant’Angelo dei Lombardi l’indomani del terremoto – ha ricordato Peppino Festa – si potevano udire decine di dialetti a dimostrazione che tanta gente, da più parti d’Italia, erano giunte in Irpinia spinte da un solo vero motivo: aiutare e alleviare il disagio. Da qui è partita l’avventura dell’associazionismo che è diventato modello d’eccellenza per l’intera nazione”. Del sisma ha parlato anche Salvatore Biazzo, in quegli anni impegnato come reporter: “L’esperienza del terremoto ha accresciuto l’importanza del volontariato in Italia, oggi metodo ed esempio seguito in tutta Europa.
Ma l’associazionismo partecipativo non è solo quello politico-partitico, fondamentale per la vita istituzionale. “Le reti associative rivestono un ruolo sempre più importante oggi – ha continuato Vittoria – poiché la società moderna ci porta più facilmente ad espellere che aggregare. In tema di welfare non si fa mai abbastanza: le reti culturali siano occasione di avvicinare la politica alla società e di mettere la politica in secondo piano”. E’ con sagacia che Vittoria poi fa riferimento al caso del negazionismo propugnato dai lefebvriani per sottolineare che: “La storia è così veloce che le riflessioni diventano sempre più brevi: oggi si preferisce confutare l’altro rifiutando l’integrazione”.

Infine l’invito di Francesca Silvestri a restituire dignità alle persone ed alle fasce deboli, ricusando la politica dell’assistenzialismo sfrenato e immotivato: “Basta assistenzialismo: unendo voci e capacità, senza creare inutili duplicazioni, attraverso strutture funzionali per le famiglie, si può costruire un futuro migliore, libero dalla povertà e dalle piaghe sociali”. (di Antonio Pirolo)

lunedì, marzo 31, 2008

Napoli: IL PARTITO DEMOCRATICO INCONTRA E ASCOLTA IL MONDO DELLA SOLIDARIETA’

IL PARTITO DEMOCRATICO INCONTRA E ASCOLTA IL MONDO DELLA SOLIDARIETA’

Napoli sembrava più bella sabato mattina 29 marzo, la lunghe piogge di questi giorni hanno spazzato via nubi nere e freddo, ma soprattutto la città era pulita come non mai, che sia di buon augurio per lasciarci alle spalle il vortice negativo che in questi ultimi mesi ha attraversato il nostro territorio?

Certamente in buona salute mi è sembrato il terzo settore campano ACLI, ARCI, GESCO,CNCA, MOVI CONFCOOPERATIVE, AUSER alcune delle sigle regionali più rappresentative che hanno partecipato al forum di ascolto con il Segretario regionale Tino IANNUZZI e con Teresa Armato.

L’ Incontro è stato promosso dalla componente dell’esecutivo regionale che si occupa dei rapporti con il terzo settore, la famiglia e politiche sociali, la sottoscritta, con Mimma Virtuoso e Anna Torre.

Il Bilancio dell’incontro è stato sostanzialmente positivo, Il PD regionale ha inteso organizzare un incontro soprattutto di ascolto del mondo della solidarietà in tutte le sue componenti, volontariato , associazionismo, e cooperazione sociale, per raccogliere criticità è proposte al fine di costruire insieme il Welfare Regionale, ma anche per contribuire alle priorità da indicare sul livello nazionale.

“Non intende firmare alcuna cambiale in bianco il terzo settore campano, rispetto alle prossime elezioni politiche.”

Se il Partito Democratico dimostrerà di inserire al 1 posto della sua agenda politica, le istanze, le progettualità e le proposte che provengono dal variegato mondo della solidarietà, allora avrà centrato il suo obiettivo di rappresentanza e rappresentatività, perché se è vero come è vero che lo “spessore di una amministrazione pubblica si misura dalla propria capacità di farsi carico dei più deboli” allora ancor di più è vero per il partito democratico in relazione alla classe dirigente che sceglierà per raggiungere tali obiettivi.

Non intende abdicare alla propria funzione il terzo settore campano, anche se la mina dell’autoreferenzialità spesso ne ha spento il suo slancio rappresentativo ed è pronto a fare autocritica, ma anche il sistema pubblico deve essere pronto a fare altrettanto, un’amministrazione che non si mette in discussione, non è in grado di imparare dai propri errori, ma soprattutto con ha capacità di ascolto e quindi perde la sua rappresentatività , questa è una considerazione su cui ogni compagine politica deve riflettere.

Il volontariato è uno strumento che genera rappresentanza e partecipazione, bisogna pensare in grande ed agire in piccolo, ma soprattutto crea comunità , e se in una famigli a comandare spesso sono i più piccoli, perché sono anche i più deboli, perché non potrebbe essere così anche nella politica?

Si è posta l’attenzione sui ritardi nelle nomine dei rappresentanti del volontariato da parte del Consiglio regionale nel comitato di gestione per i centri di servizio, la mancata stabilizzazione del 5 per mille, la modifica della legge 266 sul volontariato, enormi ritardi nelle spettanze e nei pagamenti per gli operatori del sociale che proprio per le caratteristiche della loro azione dovrebbero avere una corsia preferenziale, è possibile non dare da mangiare ai minori accolti nelle case famiglia? O ai tossicodipendenti nelle comunità di recupero?.

Si parla quindi di livelli essenziali di assistenza e non minimi.

Sono stati approfonditi i temi più vicini al mondo della cooperazione sociale come il taglio progressivo sui fondi delle politiche sociali , lo scarso finanziamento alla legge sulle dignità sociale, la mancanza di una legge sulla cooperazione, la rivisitazione dei criteri dei contratti di appalto che, per le persone e i servizi oggi vengono ancora assimilati ai lavori pubblici oltre all’atavico ritardo nei pagamenti, che mette in ginocchio i servizi alla persona.

Ed ancora la necessità di una verifica e maggiore controllo sull’operato dei comuni circa l’applicazione della legge 328 che in alcuni casi è stata utilizzata in sostituzione dei fondi e non in in integrazione con i fondi comunali per le politiche sociali, determinando una riduzione degli investimenti, ma soprattutto una scarsa qualità nell’offerta dei servizi alle persone.

La necessità quindi di uno spazio permanente di confronto e non di semplice consultazione a cose già decise come spesso avviene, il potenziamento del servizio civile ma soprattutto misure di sostegno alla famiglia in maniera trasversale ad ogni campo, casa, lavoro, servizi sociali e sanitari etc..

Davvero una lunga lista di proposte concrete, ma soprattutto verificabili nella loro attuazione, perché questo è stato l’impegno con il quale ci siamo lasciati, per incontrarci nuovamente dopo la campagna elettorale:

* portare a regime i servizi sociali e sociosanitari anche con l’aiuto dei fondi europei
* misurare gli obiettivi e valutare gli interventi in particolare nella loro efficacia
* lavorare sulla crisi della rappresentanza e soprattutto recuperare il rapporto di fiducia tra politica e cittadini.

Ci vorrebbe una vera e propria “autority per la solidarietà” per garantire l’applicazione dei livelli essenziali di assistenza nel rispetto dei ruoli delle istituzioni all’uopo deputate ed in piena armonia ed integrazione con le stesse, ma soprattutto con la presenza del mondo associativo e degli utenti, perché come dice mons Giovanni Nervo “dai poveri si impara” e tutti noi abbiamo tanto da imparare.

Rosanna Romano
Referente esecutivo regionale per i rapporti
con il terzo settore e volontariato

mercoledì, novembre 28, 2007

Progetto Bonelli: stage formativi e di aggiornamento negli uffici stampa e comunicazione del non profit e nelle redazioni editoriali del terzo settore


IL 30 NOVEMBRE SCADONO I TERMINI PER IL PROGETTO BONELLI
Scadono venerdì 30 novembre i termini per presentare la propria candidatura al “Progetto Bonelli”, iniziativa culturale e formativa che si pone l’obiettivo di avviare stage formativi e di aggiornamento negli uffici stampa e comunicazione del non profit e nelle redazioni editoriali del terzo settore. Il Progetto Bonelli è organizzato dal Forum del Terzo Settore in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma, il contributo di Arca-Enel, il sostegno di FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana, Associazione Stampa Romana e Inpgi, Ucsi - Unione Cattolica Stampa Italiana e il patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dell’Usigrai e dell’Agenda del Giornalista. Il Progetto è intitolato a Giorgio Bonelli, per quarant’anni capo ufficio stampa delle Acli, decano del giornalismo associativo, scomparso nel dicembre 2003. Requisiti: PROFILO A essere iscritto all’Ordine dei giornalisti alla data di pubblicazione del bando (11/09/2007), senza limiti di età; PROFILO B essere laureato alla data di pubblicazione del bando (11/09/2007), avere meno di 28 anni alla data di scadenza della presentazione della domanda (essere nati dopo il 01/12/1979) ed essere in possesso di una conoscenza informatica di base. PROFILO C avere meno di 28 anni alla data di scadenza della presentazione della domanda (essere nati dopo il 01/12/1979), essere iscritti alla data di pubblicazione del bando (11/09/2007) ad uno dei corsi di laurea previsti (Università “La Sapienza” di Roma Facoltà di Scienze della Comunicazione; Università degli studi di Bologna Facoltà di lettere e filosofia – corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica; Università degli studi di Sassari Facoltà di Scienze Politiche; Facoltà di Scienze della Comunicazione delle Università degli studi di Padova e Pisa) ed essere in possesso di una conoscenza informatica di base. Beneficiari ARCA (solo per i profili B e C) Sono ammessi a concorrere al bando i figli a carico e quelli non a carico (purché conviventi) dei soci ordinari, gli equiparati ai figli ai sensi di legge, gli orfani dei soci ordinari deceduti per cause di servizio, i figli dei soci ordinari cessati dal servizio per infortunio sul lavoro o malattia professionale, riconosciuti totalmente inabili a proficuo lavoro da parte del Fondo di Previdenza Elettrici, dell'INPDAP o INAIL. Che profili prevede il progetto: A.2 Stage di “aggiornamento sociale” per giornalisti pubblicisti o professionisti; B.8 stage formativi per giovani neo laureati (laurea di base, specialistica e quinquennale) di cui 5 riservati ai laureati associati Arca-Enel; C.10 stage per studenti iscritti al corso di laurea specialistica, aperti agli studenti iscritti ai corsi di Laurea previsti delle Università di Roma, Bologna, Padova, Pisa e Sassari, di cui cinque riservati agli studenti associati Arca-Enel. Cosa offre ai vincitori: Per i profili A e B sono previste delle borse di studio di 1.000 euro; per il profilo C sono previsti dei crediti formativi universitari (per gli iscritti Arca-Enel anche una borsa di studio di 1.000 euro). Gli stage prevedono un tetto di 310 ore da svolgersi in tre mesi; i tempi di svolgimento sono indicativamente compresi tra gennaio e giugno 2008. A tutti i vincitori sarà anche consegnata una copia della nuova edizione completa dell’Agenda del Giornalista. Come partecipare: Le domande di partecipazione al bando dovranno essere inviate entro e non oltre il 30 novembre 2007 secondo le modalità indicate nel sito www.forumterzosettore.it/progettobonelli/inizio.htm Per completare l'iscrizione il candidato dovrà spedire via posta elettronica all'indirizzo progettobonelli@forumterzosettore.it il proprio Curriculum Vitae e una lettera motivazionale (facoltativa), entrambi in formato Word. Chi contattare per informazioni: Segreteria Organizzativa del “Progetto Bonelli” : e-mail: progettobonelli@forumterzosettore.it tel 06 68136844, dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00.

venerdì, novembre 23, 2007

Finanziaria: Il Terzo Settore in Piazza Montecitorio

Martedì 27 novembre, per chiedere modifiche alla Manovra 2008

Martedì 27 novembre, alle ore 11.30, le associazioni aderenti al Forum del Terzo Settore saranno in Piazza Montecitorio, a Roma, per chiedere al Governo e al Parlamento di apportare alcune modifiche alla Legge finanziaria.

La manifestazione, cui anche le Acli aderiscono, fa riferimento alle proposte per lo sviluppo del Paese presentate a settembre dal Forum nella 'Piattaforma per la Finanziaria 2008'. In particolare, le associazioni del Terzo Settore chiedono la definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale (Liveas) e il loro adeguato finanziamento; l’adeguamento della dotazione del Fondo nazionale per la non-autosufficienza con almeno 1 miliardo di euro per il 2008; infine, l’introduzione in Finanziaria del 5xmille senza tetto di spesa. Ancora oggi, infatti, la Manovra 2008 prevede un limite di 100 milioni di euro per questo strumento innovativo che ha già riscosso il favore di 16 milioni di contribuenti e che pure necessità da parte del Legislatore una migliore definizione dei soggetti interessati, dei tempi, delle procedure e delle modalità della rendicontazione sociale.
Sarà forte la presenza del terzo settore campano, già da tempo impegnato nella difficile vertenza campagna: "il welfare non è un lusso!".

giovedì, novembre 22, 2007

Anziani e disabili al sit-in del terzo settore: ci hanno aggredito. Gli agenti: falso. Tensione, poi accordo sulla vertenza


ANNA MARIA ASPRONE Prima il sit-in in mattinata con un migliaio di operatori sociali sotto palazzo San Giacomo. Poi, qualche ora dopo, il blocco stradale in via Caracciolo. Traffico in tilt e animi esasperati. «Non ci muoveremo di qui fino a quando non ci ricevono alla Regione» hanno gridato in 400 e poi hanno occupato l’incrocio tra via Partenope e via Santa Lucia. Immediato l’intervento della polizia. Sono stati momenti di vera tensione, nei quali sono volate parole grosse, spintoni e, sostengono i manifestanti, qualche schiaffo. Un giornalista, collaboratore del quotidiano «Napolipiù», ha denunciato di essere stato aggredito da un poliziotto. Ma la polizia smentisce qualsiasi accusa di aggressione o di violenza ingiustificata. «Siamo intervenuti solo per ripristinare la viabilità e l’ordine pubblico - dicono dalla Questura - abbiamo notato che al gruppo dei manifestanti tranquilli, si sono aggiunte altre persone vicine ai centri sociali che cercavano di alimentare la protesta in modo più esagitato. Poi c’erano ambulanze che dovevano passare e una signora con un bimbo che stava male. Per questo abbiamo detto loro di liberare la strada». Una mattina davvero difficile, dunque, quella degli operatori che minacciavano di sospendere l’assistenza sociale a 40mila assistiti, tra disabili, minori e anziani, a causa del mancato pagamento dei 60 milioni di euro che l’amministrazione deve, dal maggio 2006, alle 150 cooperative e associazioni. Queste ultime hanno dovuto far ricorso al credito bancario per far fronte alle spese di gestione e al pagamento degli stipendi a tremila operatori. Ma, nonostante i disagi affrontati in questi mesi e le proteste di ieri mattina, almeno per uno dei punti della piattaforma rivendicativa, cioè il pagamento delle spettanze maturate, è stata trovata una soluzione. «Grazie a un’intesa con un istituto bancario che verrà approvata entro la prossima settimana - ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali Giulio Riccio, che ha ricevuto una delegazione degli operatori sociali - le organizzazioni del terzo settore che vantano crediti con il Comune potranno ottenere il pagamento delle spettanze già nei primi giorni di dicembre. Con questo atto l’amministrazione si accolla i debiti delle cooperative che finalmente, dopo 18 mesi, potranno pagare tutto il pregresso ai propri operatori. È un primo passo verso il rilancio di un settore fondamentale. Chi si occupa di welfare - ha concluso Riccio - deve essere rispettato come lavoratore e cittadino». Ma i consiglieri comunali di An Lamura, Nonno e Schifone chiedono le «immediate dimissioni» di Riccio: «Bisogna fare luce sull’allegra gestione dei fondi». Soddisfazione, invece, viene espressa dal sindaco: «Abbiamo scongiurato l’incubo di far passare un brutto Natale agli operatori ed agli assistiti» ha detto la Iervolino. In serata una delegazione è stata ricevuta dall’assessore alle politiche sociali Rosa D’Amelio per discutere sugli altri punti della piattaforma presentata dal Forum regionale del terzo settore. «Convocherò - ha detto la D’Amelio - subito un tavolo con i rappresentanti del Forum e del Comitato».

Caserta. Forum del terzo settore: nasce il comitato promotore

Presso la sede delle Acli provinciale di Caserta, martedì 20 novembre, si sono riuniti i rappresentanti delle maggiori associazioni nazionali del nostro territorio. Presenti Michele Zannini per le Acli, Elisabetta Luise per l’Auser, Biagio Napolano per l’Arci, Pasquale Iorio per l’Aislo e Paolo Amoruso per la Uisp.
Dopo un lungo confronto sui temi più attuali della vita politica e dell’economia sociale della nostra provincia, con particolare riferimento a tutte le problematiche relative alle organizzazioni del mondo no-profit, si è deciso di Costituire il Comitato promotore per la organizzare il Forum permanente del terzo settore della Provincia di Caserta.
Lo stesso Comitato promotore ha deciso di creare un gruppo di lavoro (aperto a tutte le esperienze e competenze del mondo del volontariato e della cooperazione sociale) per iniziare l’istruttoria del percorso, sulla base di modalità e contenuti di partecipazione e cittadinanza attiva, che dovrà portare tutta la galassia del no-profit casertano all’assemblea generale. Inoltre, lo stesso gruppo, sulla base di un monitoraggio delle realtà attive in Terra di Lavoro, si incarica di predisporre lo statuto, il regolamento e la carta dei principi su cui si fonderà l’adesione e la vita democratica del forum.

venerdì, novembre 16, 2007

Il welfare non è un lusso. Manifestazione del terzo settore a Napoli.

Il welfare non è un lusso
presidio mercoledì 21 novembre 2007
Piazza Municipio a Napoli alle ore 10.00

Cari amici,
come certamente saprete come Comitato Il welfare non è un lusso, Forum Terzo Settore della Campania e con il sostegno del coordinamento SAM Campania, abbiamo promosso una mobilitazione del terzo settore campano per il giorno 21 novembre 2007.
Ispirati dalla vertenza aperta con il Comune di Napoli rispetto ai ritardi dei pagamenti alle organizzazione sociali che gestiscono i servizi socio-assistenziali del Comune, gli Enti promotori rilanciano i punti salienti di una piattaforma, che circa 150 organizzazioni sociali hanno presentato, il 13 aprile scorso a Napoli nell'ambito di una manifestazione regionale, con lo slogan IL WELFARE NON E' UN LUSSO al Comune di Napoli, Regione Campania e Governo per chiedere sostanzialmente maggiore valorizzazione e risorse per il sociale in Campania

Per maggiori informazioni e adesioni:
il comitato il welfare non è un lusso
info@gescosociale.it; cell. 3205698734


IL DOCUMENTO COMPLETO.


L’innalzamento della spesa sociale, l’investimento nelle risorse umane pubbliche dedicate alle politiche per l’inclusione e alla lotta alla povertà, la valorizzazione del terzo settore, la stabilizzazione dei servizi e un forte investimento istituzionale per promuovere istanze di partecipazione dirette dei cittadini sono le principali richieste che le organizzazioni del terzo settore campano avanzano a Regione, Governo e sistema delle Autonomia Locali.
Le politiche sociali, che per troppo tempo sono state considerate marginali, devono essere inserite organicamente all’interno di politiche più complessive.

Gli interventi di protezione sociale devono essere coniugati all’interno di strategie pubbliche che affermino e tutelino i diritti di cittadinanza, per cui le azioni, le politiche e gli interventi - rivolti ai minori e alle famiglie, ai cittadini meno abbienti e più bisognosi di cure, ai tossicodipendenti, alle persone con disagio mentale – devono essere organicamente collegati alle politiche della cultura, del tempo libero, della mobilità dei giovani, dell’educazione, della formazione e del lavoro, della pianificazione urbanistica e devono essere ancora più strutturalmente integrate con le politiche socio-sanitarie e sanitarie cittadine. Devono innanzitutto essere dotati di un quantum di risorse significative che denoti obiettivamente se le intenzioni di chi governa sono per lo smantellamento o per un rilancio del welfare. Ciascuno deve fare bene la sua parte. Già la prossima legge finanziaria come i programmi della Regione Campania, della Provincia e del Comune di Napoli devono essere occasione per questo necessario salto di qualità, considerando sia le risorse ordinarie che quelle provenienti dai Fondi Strutturali e dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate..
Mentre il welfare soffre le organizzazioni del terzo settore hanno continuato a fornire beni e servizi, e a realizzare impegnativi programmi terapeutici e riabilitativi, a fare, in poche parole, la loro parte.

Ora si è arrivati al limite della crisi, non solo la riduzione dei fondi destinati alle politiche sociali ma anche perchè il protrarsi della morosità degli enti pubblici sta mettendo in seria difficoltà la capacità finanziaria delle organizzazioni.
Ma chi siamo? Operatori sociali e sociosanitari, rappresentanti di circa 150 organizzazioni 240 strutture di accoglienza residenziale tutta la Campania, circa diecimila operatori che accolgono circa 40mila utenti in tutto il territorio cittadino che uniti nel Forum regionale del terzo settore, il Comitato Il welfare non è un lusso e con il sostegno del Coordinamento Sam Campania, la sospensione di tutti i servizi socio-assistenziali della città di Napoli e annunciano una forte mobilitazione di massa per il giorno 21 novembre con presidio a piazza municipio alle 10.00 a cui invitano a partecipare tutti i cittadini della regione.

Si è deciso questa ulteriore e grave iniziativa di denuncia tutti assieme, non per creare disagio agli utenti ed ai loro familiari, ma per dare certezza di futuro ai mille progetti che tanto faticosamente abbiamo costruito in questi anni e alle decine di migliaia di famiglie che su di essi contano ogni giorno.
Le organizzazioni promotrici della manifestazione rilanciano gli obiettivi già messi in campo ormai da alcuni anni e chiedono a Governo, Regione Campania e Comune di Napoli di riconoscere innanzitutto la crisi dell’intero sistema dei servizi di welfare e di rivalutare le politiche sociali attraverso: un più forte investimento di risorse e servizi per il sistema sociale; condizioni economiche più adeguate a garantire la qualità nei servizi e maggiori tutele per i lavoratori sociali e sociosanitari; una più puntuale ed efficace programmazione per il reale sviluppo di un sistema integrato di servizi e prestazioni sociali; continuità dei progetti per una presa in carico delle persone disagiate non limitata alle scadenze dei finanziamenti; certezza nei tempi e nelle modalità di pagamento.
In particolare, le organizzazioni chiedono:

- Al Governo nazionale di: prevedere, anche alla luce delle maggiori entrate fiscali, un più forte investimento per il sistema dei servizi sociali del Meridione, correggendo le gravi sperequazioni presenti tra Nord e Sud del Paese e valorizzando il significato del lavoro sociale nei processi di sviluppo.

- Alla Regione Campania di destinare più risorse ordinarie e quelle provenienti dai Fondi Strutturali e dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate alla spesa sociale, per affrontare le situazioni più urgenti; innalzare ad almeno 120 euro la spesa sociale pro-capite annua; aggiornare le condizioni economiche delle convenzioni e delle gare d’appalto per l’affidamento dei servizi; adeguare le rette per le comunità di accoglienza; prevedere la riduzione dell’Irap per le onlus; costruire un’anagrafe regionale sulla disabilità e istituire un organo preposto al monitoraggio dei bisogni dei disabili.

- Al Comune di Napoli di: evitare qualsiasi taglio alla spesa sociale; approvare, in consiglio comunale, la modifica dell’articolo 28, comma 10 del regolamento, per inserire i servizi sociali tra quelli “indispensabili” (di cui all’elenco del decreto legislativo n. 504 del 1992), affinché non siano più sottoposti al meccanismo del cosiddetto cronologico, e sia garantita così una priorità nei pagamenti; riscossione dei crediti che gli enti del terzo settore vantano dal Comune di Napoli.



martedì, settembre 11, 2007

“Il welfare non è un lusso”

Approvare la legge sulla dignità sociale per proseguire
la riorganizzazione del welfare


Presidio al consiglio regionale della Campania
centro direzionale di Napoli Isola F 13
Martedì 18 settembre 2007 alle ore 10.00

Il Forum regionale del terzo settore e il comitato “Il welfare non è un lusso” che riunisce oltre 150 organizzazioni sociali, chiedono l’approvazione della Legge sulla Dignità e Cittadinanza sociale.

Dopo i tentativi falliti di questa estate di approvare la legge sulla Dignità e la Cittadinanza sociale, il consiglio regionale il prossimo 18 di settembre - in una seduta monotematica - tenterà nuovamente di licenziare i 75 articoli della legge.
Per impedire ulteriori rinvii, ci diamo appuntamento proprio nella stessa giornata, alle ore 10.00 al centro direzionale presso la sede del consiglio regionale, Isola F 13.

L’approvazione della legge sul welfare regionale prevista per ogni Regione dalla legge quadro sul sistema socio-assitenziale, la 328 del 2000 si propone di rendere stabile l’organizzazione territoriale e la programmazione sociale, definisce i poteri sostitutivi nel caso di inadempienze da parte dei vari livelli istituzionali, regolamenta i diversi ruoli dei soggetti del terzo settore e fissa i criteri e gli standard di funzionamento.

Il consiglio regionale della Campania deve prestare la dovuta attenzione a questioni fondamentali per lo sviluppo della regione, per garantire diritti a tutti i cittadini.
Il welfare non può essere valutato nemmeno in questa fase della Regione, che ha ancora problemi di crescita economica, solo in termini di costi, bensì anche come ambito importante di sviluppo di attività che, oltre ad avere ricadute positive sul piano occupazionale, contribuisce attivamente alla creazione e al mantenimento del benessere delle persone. Se non si può contare su risposte sicure ai bisogni delle persone, a partire da quelle più fragili e con problemi, che razza di sviluppo potrà mai esserci? La legge, appunto, non risolve tutti questi problemi, ma riteniamo che costituisca uno strumento fondamentale, per rimettere in cammino un processo di riforma che ormai appare bloccato.
Questa Regione non approva una legge sociale da oltre vent’anni e non vuole comprendere che la prima emergenza da affrontare è quella sociale.

Per informazioni:
comitato il welfare non è un lusso
Tel. 081 7872037 - 0817871289

Progetto Giorgio Bonelli: stage formativi negli uffici stampa del no profit

Il Forum del Terzo Settore in collaborazione con la Facoltà di Scienze
della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma, il contributo
di Arca-Enel, il sostegno di FNSI - Federazione Nazionale Stampa
Italiana, Associazione Stampa Romana e Inpgi, Ucsi - Unione Cattolica
Stampa Italiana e il patrocinio dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti,
dell'Usigrai e dell'Agenda del Giornalista, dà il via alla terza
edizione del "Progetto Giorgio Bonelli".

Dopo il successo delle scorse edizioni anche quest'anno riparte il
"Progetto Bonelli", iniziativa culturale e formativa che si pone
l'obiettivo di avviare stage formativi e di aggiornamento negli uffici
stampa e comunicazione del non profit e nelle redazioni editoriali del
terzo settore.

Chi era Giorgio Bonelli cui è dedicato il progetto: per 40 anni è
stato capo ufficio stampa delle Acli, decano del
giornalismoassociativo e sindacalista impegnato. E' scomparso nel
dicembre del 2003.

Che obiettivi si pone il progetto:
fornire concrete occasioni formative e di apprendimento di tecniche e
metodologie di lavoro nell'ambito della comunicazione e informazione
del Terzo Settore all'interno di:
1. Uffici stampa e strutture di comunicazione ed editoria di
organizzazioni aderenti al Forum del Terzo Settore, o coinvolte nel
progetto;
2. Redazioni di testate di informazione sociale di organizzazioni
aderenti al Forum del Terzo Settore o coinvolte nel progetto.

Che profili prevede il progetto:
A. 2 Stage di "aggiornamento sociale" per giornalisti pubblicisti o
professionisti;
B. 8 stage formativi per giovani neo laureati (laurea di base,
specialistica e quinquennale);
C. 10 stage per studenti iscritti al corso di laurea specialistica.

Cosa offre ai vincitori:
Per i profili A e B sono previste delle borse di studio; per il
profilo C sono previsti dei crediti formativi.
A tutti i vincitori verrà consegnata una copia completa dell'Agenda
del Giornalista.
Gli stage prevedono un tetto di 310 ore da svolgersi in tre mesi; i
tempi di svolgimento sono indicativamente compresi tra gennaio e
giugno 2008.

Come partecipare:
Le domande di partecipazione al bando dovranno essere inviate entro e
non oltre il 30 novembre 2007 secondo le modalità indicate nel sito
www.forumterzosettore.it/progettobonelli

Chi contattare per informazioni:
la Segreteria Organizzativa del "Progetto Bonelli" : e-mail:
progettobonelli@forumterzosettore.it ; tel 06 68136844, dal lunedì al
venerdì dalle 10.00 alle 13.00.

.

sabato, settembre 08, 2007

Approvare la legge sulla dignità sociale per proseguire la riorganizzazione del welfare



Presidio al consiglio regionale della Campania
centro direzionale di Napoli Isola F 13
Martedì 18 settembre 2007 alle ore 10.00

Il Forum regionale del terzo settore e il comitato “Il welfare non è un lusso” che riunisce oltre 150 organizzazioni sociali, chiedono l’approvazione della Legge sulla Dignità e Cittadinanza sociale.

Dopo i tentativi falliti di questa estate di approvare la legge sulla Dignità e la Cittadinanza sociale, il consiglio regionale il prossimo 13 di settembre - in una seduta monotematica - tenterà nuovamente di licenziare i 75 articoli della legge.
Per impedire ulteriori rinvii, ci diamo appuntamento proprio nella stessa giornata, alle ore 10.00 al centro direzionale presso la sede del consiglio regionale, Isola F 13.

L’approvazione della legge sul welfare regionale prevista per ogni Regione dalla legge quadro sul sistema socio-assitenziale, la 328 del 2000 si propone di rendere stabile l’organizzazione territoriale e la programmazione sociale, definisce i poteri sostitutivi nel caso di inadempienze da parte dei vari livelli istituzionali, regolamenta i diversi ruoli dei soggetti del terzo settore e fissa i criteri e gli standard di funzionamento.

Il consiglio regionale della Campania deve prestare la dovuta attenzione a questioni fondamentali per lo sviluppo della regione, per garantire diritti a tutti i cittadini.
Il welfare non può essere valutato nemmeno in questa fase della Regione, che ha ancora problemi di crescita economica, solo in termini di costi, bensì anche come ambito importante di sviluppo di attività che, oltre ad avere ricadute positive sul piano occupazionale, contribuisce attivamente alla creazione e al mantenimento del benessere delle persone. Se non si può contare su risposte sicure ai bisogni delle persone, a partire da quelle più fragili e con problemi, che razza di sviluppo potrà mai esserci? La legge, appunto, non risolve tutti questi problemi, ma riteniamo che costituisca uno strumento fondamentale, per rimettere in cammino un processo di riforma che ormai appare bloccato.
Questa Regione non approva una legge sociale da oltre vent’anni e non vuole comprendere che la prima emergenza da affrontare è quella sociale.

Per informazioni:
comitato il welfare non è un lusso
Tel. 081 7872037 - 0817871289

martedì, settembre 04, 2007

Terzo settore e società civile: quali prospettive e quale futuro?

I GIORNI D’EUROPA 2007
Verso il partito democratico
Costiera Amalfitana e Cilento 3 – 8 Settembre 2007

GIOVEDI 6 SETTEMBRE
Vietri sul Mare – Piazza Amendola

Ore 12:00 Terzo settore e società civile: quali prospettive e quale futuro?
Intervengono: Eleonora Cavallaro ( Presidente ACLI Campania), Cristina De
Luca (Sottosegretario Ministero Solidarietà Sociale), Marco Granelli
(Presidente CSV.net), Maria Guidotti (Portavoce Forum Terzo Settore), Marina
Magistrelli (Senatrice Ulivo), Don Antonio Mazzi (Presidente Fondazione
Exodus), Vilma Mazzocco (Presidente Federsolidarietà-Confcooperative),
Paolo Zambelli (Responsabile Relazioni esterne C.d.O.)
Modera: Riccardo Bonacina (Direttore Vita)

lunedì, luglio 23, 2007

Campania: Un'altra occasione persa per l'approvazione della legge sulla dignità e la cittadinanza sociale

Presidio per mercoledì 25 Luglio ore 9.30
Consiglio Regionale (Centro Direzionale Isola F13)
In questi giorni avevamo tirato un sospiro di sollievo perché il Consiglio regionale aveva finalmente deciso di avviare l'esame della legge per la dignità e la cittadinanza sociale: ci sono voluti oltre due anni di questa legislatura e più di sette mesi dall’approvazione in sesta commissione per arrivare a questo risultato.
Ci siamo, invece, dovuti svegliare dall'ennesimo sogno e confrontare con la più dura realtà: dopo la relazione dell'assessora D'Amelio neanche uno dei 59 articoli della legge è stato esaminato per l'irrigidimento e l'incoerenza dell'opposizione e le numerose assenze della maggioranza. Tutti a casa, quindi, e appuntamento al 25 luglio per un nuovo tentativo che comunque si annuncia ad altissimo rischio di fallimento sia per il pessimo rapporto tra maggioranza ed opposizione, sia – viste le assenze - per la leggerezza delle stesse forze politiche che sostengono la coalizione di governo.
L'approvazione della legge rappresenta per noi un importante passo avanti per la valorizzazione del lavoro di questi anni. Pur trattandosi di un provvedimento assai parziale ed incompleto, va a coprire un vuoto legislativo che nella nostra regione si è troppo a lungo protratto, lasciando nell'incertezza sia la definizione dei livelli essenziali di assistenza, sia l'individuazione dei requisiti per la qualità del sistema dei servizi sociali, socio sanitari ed educativi, sia le necessarie garanzie per l'intero settore.
Con l'approvazione della legge per la dignità e la cittadinanza sociale si avvia un lavoro importante di definizione dell'assetto normativo e si gettano le basi per l’individuazione di primi criteri che premiano la qualità sociale prodotta e il grado di responsabilità, progettuale e gestionale, sia pubblico che delle organizzazioni del terzo settore, riconoscendo un ruolo appropriato e attivo ai cittadini.
Per questo la legge dovrebbe affrontare adeguatamente il tema delle regole ed essere, concretamente, legge quadro delle politiche sociali, a maggior ragione nella nostra realtà, dove è cresciuta la domanda sociale e sono destinati a crescere anche i fattori di rischio e di incertezza, crediamo che quello normativo sia solo il primo passo verso una ridefinizione del welfare.
La legge sulla Dignità Sociale è un passaggio per noi importante per tutto questo e non deve essere sottovalutata perciò vi invito ad esserci per il presidio: mercoledì 25 luglio prossimo al Consiglio Regionale, Isola F 13 alle ore 9,30.

Sergio D'Angelo Portavoce Forum terzo Settore Campania

giovedì, luglio 19, 2007

CAMPANIA: SERGIO D'ANGELO (III SETTORE), SU WELFARE UNIONE SUPERFICIALE

(ASCA) - Napoli, 19 lug - ''Non mi sorprende che l'opposizione, nel'esercizio delle proprie prerogative, abbia bloccato il disegno di legge sulla dignita' e la cittadinanza sociale. Mi sorprende invece, e ritengo molto grave, la sottovalutazione da parte della maggioranza di centrosinistra sui numeri necessari per approvare un provvedimento importantissimo''. Non usa mezzi termini Sergio D'Angelo, portavoce campano del Forum del Terzo Settore, che ha assistito ieri ed oggi alle discussioni dell'Assemblea legislativa sul ddl Dignita' e cittadinanza sociale. Il Forum del Terzo settore raggruppa 25 Reti in Campania (Acli, Arci, Compagnia delle opere ed altre) per un totale di un milione e mezzo di soci. Dopo il flop della maggioranza che non aveva i numeri per garantire almeno il prosieguo della discussione sul ddl, D'Angelo ha espresso tutto il suo disappunto parlando con i cronisti in sala stampa. ''Abbiamo dato un grande significato a questa legge attesa da trent'anni. Un provvedimento che, pur non risolvendo i problemi della Campania, avrebbe consentito di recepire la legge 328 con le debite regolamentazioni. E' veramente grave che, ad oltre due anni dall'inizio di questa legislatura, non si sia ancora provveduto ad approvarla''. ''Evidentemente - e' l'ultimo commento del portavoce del Forum del Terzo Settore - quello che riguarda il sociale viene considerato ancora marginale. Sul welfare la maggioranza e' stata superficiale''. tmn/mcc/ss

venerdì, luglio 13, 2007

TERZO SETTORE - Fondazione per il Sud: approvati il bando 2007 e il documento sulle fondazioni di comunità

ROMA - Il Consiglio di amministrazione della Fondazione per il Sud, presieduta da Savino Pezzotta, ha approvato il 10 luglio scorso il Bando 2007 e il sostegno alla creazione di Fondazioni di Comunità nel Mezzogiorno.

“Possiamo annunciare con soddisfazione – ha commentato il Presidente Savino Pezzotta - che la Fondazione, operativa solo da gennaio, abbia, coerentemente con le linee di attività, approvato il Bando 2007, rivolto all’ambito della formazione, e il documento che invita alla creazione di Fondazioni di Comunità nel Sud Italia. Ora possiamo iniziare a perseguire l’obiettivo che ci siamo prefissi, ovvero contribuire all’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno.”

La Fondazione per il Sud presenterà ufficialmente il Bando 2007 e il documento sulle Fondazioni di Comunità nel corso di una Conferenza Stampa che si terrà a Roma il 16 luglio 2007 alle ore 12 all’Hotel Nazionale, alla quale interverrà il Presidente della Fondazione, Savino Pezzotta.

La Fondazione per il Sud, nata nel novembre 2006 da un’alleanza tra Acri (Associazione Casse di Risparmio Italiane) e Forum del Terzo Settore, si propone di promuovere e sostenere interventi di infrastrutturazione sociale nelle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia.

mercoledì, luglio 11, 2007

Campania: Le risorse economiche per il welfare

vi invitiamo a partecipare alla tavola rotonda su Le risorse economiche per il welfare che si terrà venerdì 13 luglio 2007 alle ore 10.00 a Napoli presso il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova (Via Santa Maria La Nova, 44 – Associazione Oltre Il Chiostro). La tavola rotonda è organizzata dal Forum Terzo Settore della Campania e dal comitato promotore de Il welfare non è un lusso per avviare un serio e approfondito confronto tra alcuni parlamentari della maggioranza, l’amministrazione della città di Napoli e della Regione Campania sulle politiche sociali, affinché siano inserite organicamente all’interno di politiche più complessive di sviluppo.

Il duplice obiettivo della tavola rotonda è arrivare a un impegno comune per prevedere sia nella prossima Finanziaria che nei bilanci del Comune di Napoli e della Regione Campania un maggior investimento economico per le politiche sociali, ed un’equa distribuzione delle risorse tra Nord e Sud del Paese, stabilendo che i servizi sociali, come quelli sanitari, siano ritenuti essenziali per tutti i cittadini.

Nel corso della tavola rotonda si affronteranno anche altri temi importanti come la lotta alla povertà (e il sostegno a misure a favore dei più poveri, come il reddito di cittadinanza) e la politica fiscale a favore delle organizzazioni senza fini di lucro (a partire dalla questione dell’Irap alle onlus che in Campania è la più alta d’Italia).

Sergio D'Angelo
Portavoce Forum Terzo Settore della Campania

Per Informazioni: Teresa Attademo 081 7877516 interno 243