venerdì, novembre 16, 2007

Il welfare non è un lusso. Manifestazione del terzo settore a Napoli.

Il welfare non è un lusso
presidio mercoledì 21 novembre 2007
Piazza Municipio a Napoli alle ore 10.00

Cari amici,
come certamente saprete come Comitato Il welfare non è un lusso, Forum Terzo Settore della Campania e con il sostegno del coordinamento SAM Campania, abbiamo promosso una mobilitazione del terzo settore campano per il giorno 21 novembre 2007.
Ispirati dalla vertenza aperta con il Comune di Napoli rispetto ai ritardi dei pagamenti alle organizzazione sociali che gestiscono i servizi socio-assistenziali del Comune, gli Enti promotori rilanciano i punti salienti di una piattaforma, che circa 150 organizzazioni sociali hanno presentato, il 13 aprile scorso a Napoli nell'ambito di una manifestazione regionale, con lo slogan IL WELFARE NON E' UN LUSSO al Comune di Napoli, Regione Campania e Governo per chiedere sostanzialmente maggiore valorizzazione e risorse per il sociale in Campania

Per maggiori informazioni e adesioni:
il comitato il welfare non è un lusso
info@gescosociale.it; cell. 3205698734


IL DOCUMENTO COMPLETO.


L’innalzamento della spesa sociale, l’investimento nelle risorse umane pubbliche dedicate alle politiche per l’inclusione e alla lotta alla povertà, la valorizzazione del terzo settore, la stabilizzazione dei servizi e un forte investimento istituzionale per promuovere istanze di partecipazione dirette dei cittadini sono le principali richieste che le organizzazioni del terzo settore campano avanzano a Regione, Governo e sistema delle Autonomia Locali.
Le politiche sociali, che per troppo tempo sono state considerate marginali, devono essere inserite organicamente all’interno di politiche più complessive.

Gli interventi di protezione sociale devono essere coniugati all’interno di strategie pubbliche che affermino e tutelino i diritti di cittadinanza, per cui le azioni, le politiche e gli interventi - rivolti ai minori e alle famiglie, ai cittadini meno abbienti e più bisognosi di cure, ai tossicodipendenti, alle persone con disagio mentale – devono essere organicamente collegati alle politiche della cultura, del tempo libero, della mobilità dei giovani, dell’educazione, della formazione e del lavoro, della pianificazione urbanistica e devono essere ancora più strutturalmente integrate con le politiche socio-sanitarie e sanitarie cittadine. Devono innanzitutto essere dotati di un quantum di risorse significative che denoti obiettivamente se le intenzioni di chi governa sono per lo smantellamento o per un rilancio del welfare. Ciascuno deve fare bene la sua parte. Già la prossima legge finanziaria come i programmi della Regione Campania, della Provincia e del Comune di Napoli devono essere occasione per questo necessario salto di qualità, considerando sia le risorse ordinarie che quelle provenienti dai Fondi Strutturali e dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate..
Mentre il welfare soffre le organizzazioni del terzo settore hanno continuato a fornire beni e servizi, e a realizzare impegnativi programmi terapeutici e riabilitativi, a fare, in poche parole, la loro parte.

Ora si è arrivati al limite della crisi, non solo la riduzione dei fondi destinati alle politiche sociali ma anche perchè il protrarsi della morosità degli enti pubblici sta mettendo in seria difficoltà la capacità finanziaria delle organizzazioni.
Ma chi siamo? Operatori sociali e sociosanitari, rappresentanti di circa 150 organizzazioni 240 strutture di accoglienza residenziale tutta la Campania, circa diecimila operatori che accolgono circa 40mila utenti in tutto il territorio cittadino che uniti nel Forum regionale del terzo settore, il Comitato Il welfare non è un lusso e con il sostegno del Coordinamento Sam Campania, la sospensione di tutti i servizi socio-assistenziali della città di Napoli e annunciano una forte mobilitazione di massa per il giorno 21 novembre con presidio a piazza municipio alle 10.00 a cui invitano a partecipare tutti i cittadini della regione.

Si è deciso questa ulteriore e grave iniziativa di denuncia tutti assieme, non per creare disagio agli utenti ed ai loro familiari, ma per dare certezza di futuro ai mille progetti che tanto faticosamente abbiamo costruito in questi anni e alle decine di migliaia di famiglie che su di essi contano ogni giorno.
Le organizzazioni promotrici della manifestazione rilanciano gli obiettivi già messi in campo ormai da alcuni anni e chiedono a Governo, Regione Campania e Comune di Napoli di riconoscere innanzitutto la crisi dell’intero sistema dei servizi di welfare e di rivalutare le politiche sociali attraverso: un più forte investimento di risorse e servizi per il sistema sociale; condizioni economiche più adeguate a garantire la qualità nei servizi e maggiori tutele per i lavoratori sociali e sociosanitari; una più puntuale ed efficace programmazione per il reale sviluppo di un sistema integrato di servizi e prestazioni sociali; continuità dei progetti per una presa in carico delle persone disagiate non limitata alle scadenze dei finanziamenti; certezza nei tempi e nelle modalità di pagamento.
In particolare, le organizzazioni chiedono:

- Al Governo nazionale di: prevedere, anche alla luce delle maggiori entrate fiscali, un più forte investimento per il sistema dei servizi sociali del Meridione, correggendo le gravi sperequazioni presenti tra Nord e Sud del Paese e valorizzando il significato del lavoro sociale nei processi di sviluppo.

- Alla Regione Campania di destinare più risorse ordinarie e quelle provenienti dai Fondi Strutturali e dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate alla spesa sociale, per affrontare le situazioni più urgenti; innalzare ad almeno 120 euro la spesa sociale pro-capite annua; aggiornare le condizioni economiche delle convenzioni e delle gare d’appalto per l’affidamento dei servizi; adeguare le rette per le comunità di accoglienza; prevedere la riduzione dell’Irap per le onlus; costruire un’anagrafe regionale sulla disabilità e istituire un organo preposto al monitoraggio dei bisogni dei disabili.

- Al Comune di Napoli di: evitare qualsiasi taglio alla spesa sociale; approvare, in consiglio comunale, la modifica dell’articolo 28, comma 10 del regolamento, per inserire i servizi sociali tra quelli “indispensabili” (di cui all’elenco del decreto legislativo n. 504 del 1992), affinché non siano più sottoposti al meccanismo del cosiddetto cronologico, e sia garantita così una priorità nei pagamenti; riscossione dei crediti che gli enti del terzo settore vantano dal Comune di Napoli.



1 commento:

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie