mercoledì, dicembre 07, 2011

MANOVRA: ACLI LANCIANO NUOVA ICI IN BASE A REDDITO E NUMERO DI FIGLI


''Abbiamo messo a punto un modello di calcolo della nuova Ici sulla prima casa che consente di tenere in conto il reddito della famiglie e il numero dei figli, mantenendo il saldo di bilancio invariato. Chi ha meno reddito e piu' figli, deve pagare di meno. Questo e' il principio che ispira la nostra proposta''. Lo annuncia il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, presentando la proposta elaborata dal Caf Acli utilizzando come base di riferimento un campione reale di 479.542 soggetti, estratti dal proprio database, possessori della stessa abitazione principale (al 100%) nel periodo che va dal 2007 al 2011. La proposta interviene sulla detrazione di 200 euro sulla prima casa prevista dal decreto al comma 10 dell'articolo 13, e vi applica un coefficiente familiare e di reddito. Le Acli hanno confrontato l'impatto sul campione dell'Ici introdotta dal Governo con la rimodulazione della detrazione per reddito e numero di figli. A parita' di gettito complessivo, ''viene rispettato con maggiore evidenza il principio di equita' e progressivita'''.

Una vedova con pensione di riversibilita' di 700 euro lorde mensili, proprietaria di un fabbricato urbano di 900 euro di rendita catastale, spiegano le associazioni cristiane lavoratori italiane, ''pagherebbe con l'Ici del Governo 707,20 euro. Con la rimodulazione proposte dalle Acli la tassa scenderebbe a 491,82, con un risparmio di 215,38 euro, pari al 30% di una mensilita' di pensione. Con la stessa casa, un single con 45mila euro di reddito complessivo, pagherebbe con l'Ici attuale sempre 707,20 euro come la vedova. Con la rimodulazione Acli avrebbe un aggravio di 116 euro, pari al 3,3% di una mensilita' di stipendio. Una famiglia con marito, moglie e due figli a carico, pagherebbe sempre 707,20 euro con l'Ici attuale se avesse 45mila, 30mila o 20mila euro di reddito complessivo. Con la rimodulazione l'importo scenderebbe progressivamente a 680 euro, 567 euro, 396 euro''.

''Siamo consapevoli - scrivono le Acli - che la nostra proposta ha un limite oggettivo forte, dato dalla necessita' della sostenibilita' economica, e pertanto i risparmi per le famiglie, seppur presenti ed importanti, dovrebbero essere ancor piu' significativi. Questo potrebbe essere possibile se ci fosse la possibilita' di distribuire sulla detrazione per l'abitazione principale maggiori risorse, che consentirebbero, ad esempio, di rimodulare la proposta con detrazioni teoriche piu' alte, piuttosto che coefficienti familiari maggiori per ogni figlio''.

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