A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
domenica, settembre 28, 2014
mercoledì, giugno 05, 2013
Orlando: Abbiamo già dato. Istat, più di un pensionato su otto con meno di 500 euro al mese
martedì, luglio 10, 2012
Affrontare la crisi con la forza della solidarietà attiva.
Il Comitato nazionale della FAP ACLI a Torre dell’Orso.Pasquale Orlando: Affrontare la crisi con la forza della solidarietà attiva.
mercoledì, dicembre 07, 2011
Come cambiano le pensioni La rivoluzione età per età
LA RIFORMA DELLA PREVIDENZA
Ritiro a 66 anni dal 2018, nel 2050 ci vorranno 46 anni di contributi. Niente aumento per il 76%
Pensione di anzianità dopo 42 anni, con l'abolizione delle cosiddette quote e pensione di vecchiaia a 66 anni per gli uomini e a 62 per le donne, già a partire dal 2012. Per il resto, sì al contributivo «pro rata» per tutti dall'anno prossimo, abolizione delle finestre di uscita (i 12 mesi di attesa), e blocco per due anni dell'adeguamento all'inflazione, ad eccezione dei trattamenti più modesti (sino a 936 euro al mese). Queste, in estrema sintesi, le misure più significative del pacchetto previdenziale nella manovra.
sabato, novembre 05, 2011
Diritti e doveri delle colf a fumetti

sabato, ottobre 22, 2011
ci vogliono far litigare ma dalla crisi si esce insieme. dialogo tra generazioni
lunedì, ottobre 17, 2011
Incremento della speranza di vita e innalzamento dell’età pensionabile: la legge non fa sconti

martedì, luglio 05, 2011
Manovra, Age Platform: "Pensionati penalizzati e l'Europa dice che va bene così"
D'Orazio, coordinatore della rete che in Italia coinvolge 6 milioni di anziani, denuncia il blocco delle rivalutazioni delle pensioni, l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne, i ticket (pronto soccorso, specialistica, farmaci)
“Rapporto sulla povertà a Roma e nel Lazio” della Comunità di Sant’Egidio. “In tempi di crisi finanziaria e sociale, le 14 carceri nel Lazio diventano sempre di più ‘un contenitore di povertà’”
Il commento del coordinatore nazionale D'Orazio: “Concreto il rischio di un conflitto tra generazioni. I grandi patrimoni e le speculazioni non vengono sfiorati dalla manovra che invece reintroduce i ticket sanitari”
lunedì, luglio 04, 2011
MANOVRA: PENSIONATI ACLI DELUSI, PRONTI ALLA MOBILITAZIONE
(ASCA) - Roma, 4 lug - ''Sui sacrifici il Governo sbaglia indirizzo''. I pensionati delle Acli protestano contro la decisione del Governo di intervenire sulle pensioni con la manovra economica. Decisione ''che pare confermata nel testo presentato in queste ore al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano''. |
sabato, giugno 18, 2011
il tuo talento per il nuovo lavoro. La Fai e la Fap acli unite per il dialogo tra le generazioni.
lunedì, marzo 28, 2011
L’Inps invia il “Bustone” ai pensionati
In particolare, il modello “Detr 2011”, che viene inviato se lo scorso anno risultavano memorizzati detrazioni per familiari a carico, presenta caratteristiche specifiche a seconda che il pensionato risieda in Italia (Modello “DETR italiano”), in uno dei Paesi dell’Unione europea (Modello “DETR UE”), o in un Paese diverso dall’Unione europea (Modello “DETR Extra UE”).
Anche per i modelli “Red” vi è distinzione, ma solo tra residenti in Italia (Modello “RED ITA”) e residenti all’estero (Modello “RED EST”).

venerdì, febbraio 18, 2011
Social Card: Un sistema paternalistico e datato non aiuta chi ha davvero bisogno
Nel decreto Milleproroghe ha trovato posto anche la conferma della social card, ovvero di una carta acquisti per un importo di 40 euro mensili, destinata a anziani ultrasessantacinquenni e bambini sotto i tre anni che si trovano al di sotto di una determinata soglia di reddito famigliare e sono cittadini italiani. Molti osservatori avevano a suo tempo segnalato che il doppio vincolo della età e della cittadinanza avrebbe escluso dal beneficio, per altro di importo troppo basso per fare davvero differenza, la grande maggioranza dei poveri, oltre ad esporre l'Italia (per l'esclusione degli stranieri legalmente residenti) al rischio di una procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea. La povertà, in Italia, è infatti concentrata, oltre che tra gli anziani, nelle famiglie con tre o più figli minori, a prescindere dalla età di questi ultimi. Senza contare che un bambino non diventa meno povero per il fatto di compiere tre anni. Uno strumento, quindi, doppiamente limitato: nell'importo e nella platea dei potenziali beneficiari. Il risultato paradossale della seconda limitazione è che il fondo destinato alla social card è rimasto largamente non speso, nonostante l'incidenza della povertà continui ad essere consistente: 5% circa delle famiglie italiane se si parla di povertà assoluta, l'11% se si parla di povertà relativa.Nel riconfermare la social card ed il suo importo, utilizzando i fondi non spesi, il decreto milleproroghe introduce tuttavia due novità "sperimentali". La prima, più importante, è l'affidamento, nei comuni sopra i 250.000 abitanti, della sua erogazione agli "enti caritativi" (sic). E' escluso l'Inps. E i comuni sono solo chiamati ad individuare gli enti caritativi e ad integrarne le prestazioni, con un paradossale rovesciamento del rapporto tra pubblico e terzo settore. Una scelta sorprendente da parte di un governo che si dichiara federalista. Non solo, la definizione ottocentesca di "enti caritativi" chiaramente individua una fattispecie ristretta di soggetti, per lo più esclusivamente di matrice religiosa (cattolica). Il risultato è che viene così negata, anche nel linguaggio, ogni idea che dare sostegno ai poveri sia un obbligo civico di solidarietà e riceverlo un diritto. Diviene un atto discrezionale e paternalistico, che legittima l'ente erogatore (privato) mentre squalifica il beneficiario. La seconda novità, in astratto positiva, è che viene rimandata ad un futuro decreto l'individuazione delle caratteristiche, auspicabilmente meno restrittive in termini di età e cittadinanza, che devono avere i potenziali beneficiari. Non è chiaro tuttavia perché un eventuale allargamento della platea debba riguardare solo i comuni sopra i 250.000 abitanti e i beneficiari della social card erogata dagli "enti caritativi".
giovedì, febbraio 10, 2011
2011 Anno europeo del volontariato. Una proposta concreta: prima il lavoro ai giovani

martedì, ottobre 26, 2010
giovedì, agosto 12, 2010
La FAP Acli: “Cinque milioni di anziani soli in casa a Ferragosto: i Comuni mettano in campo la necessaria assistenza.”


Roma, 12 agosto 2010 - “Le nostre stime ci dicono che almeno cinque milioni di anziani resteranno a casa, spesso da soli, a cavallo di Ferragosto. Chiediamo ai Comuni di mettere in campo servizi straordinari di assistenza. – lo afferma il presidente nazionale della FAP – Federazione Anziani e Pensionati delle Acli, Pasquale Orlando - Chi rimane solo nelle settimane più calde dell'anno dovrebbero poter chiedere assistenza domiciliare o di essere accompagnati a fare una visita medica, fare la spesa, un aiuto per prendere delle medicine in farmacia, magari un pò di compagnia a casa: tutte quelle semplici esigenze quotidiane per le quali una persona che rimane sola nei giorni centrali di agosto, con i parenti e gli amici più stretti in vacanza, per le quali un anziano o un’anziana non sanno a chi rivolgersi. Molti Comuni si sono attrezzati per tempo ma altri non l’hanno fatto. Per questo è necessario porre in essere misure straordinarie."
“La FAP – prosegue Orlando - crede che le politiche sociali siano indispensabili alla tenuta della necessaria coesione sociale del Paese e che senza tutela delle fasce deboli l'Italia non potrà garantirsi i presupposti dello sviluppo. In primo luogo è necessario garantire ad anziani e pensionati per garantire i livelli essenziali di assistenza, poiché sono tantissime le persone non autosufficienti che subiscono una drammatica emarginazione. L'anziano è davvero una grande risorsa sociale in una fase in cui le giovani generazioni si vedono chiuse le porte del mercato del lavoro ma la loro difesa è ancora più necessaria quando la risorsa si esaurisce e la società emargina le persone anziane. Questo lavoro non può svolgersi solo a livello centrale ma deve percorrere i territori comunità per comunità.”
giovedì, luglio 29, 2010
La nuova stagione della FAP ACLI
La FAP accentuerà il suo impegno sindacale a livello centrale nella tutela delle pensioni e del welfare. Vogliamo evitare che le politiche sociali siano il target del tiro a segno degli strali delle ricorrenti finanziarie. Crediamo che le politiche sociali siano indispensabili alla tenuta della necessaria coesione sociale del paese e che senza tutela delle fasce deboli l'Italia non potrà garantirsi i presupposti dello sviluppo possibile. In primo luogo saremo insieme a tutta la complessa rappresentanza degli anziani e dei pensionati per garantire i livelli essenziali di assistenza alle tantissimepersone non autosufficienti che subiscono una drammatica emarginazione. L'anziano è davvero una grande risorsa sociale in una fase in cui le giovani generazioni si vedono chiuse le porte del mercato del lavoro ma la loro difesa è ancora più necessaria quando la risorsa si esaurisce e la società emargina le persone anziane. Questo lavoro non può svolgersi solo a livello centrale ma deve percorrere i territori comunità per comunità. A livello locale bisogna garantire l'impegno della FAP ACLI nelle difficili vertenze per la salute rese drammatiche dai tagli alle strutture sanitarie ed ospedaliere mentre in tanta parte del paese non decollano i servizi territoriali di prevenzione e cura, la nuova stagione di crisi finanziaria degli enti locali mette in dubbio le conquiste sul piano dei trasporti mentre la qualità della vita delle persone anziane e delle fasce deboli della società non trova la giusta considerazione nell'elenco delle priorità dei piani sociali di zona costretti a dolorose selezioni. Lo snodo della programmazione regionale reso strategico dall'avvio del federalismo implica una forte accentuazione del nostro carattere di associazione plurale capace di dotarsi regione per regione di livelli autorevoli di rappresentanza e capacità di leggere la realtà partecipando con le altre parti sociali alla necessaria anche se negletta concertazione sociale. In questo senso sarà avviata una intensa stagione formativa per qualificare e socializzare i nuovi responsabili provinciali e regionali eletti dai recenti congressi. La FAP ACLI per raggiungere gli importanti obiettivi che i suoi soci le assegnano deve accentuare il suo forte carattere associativo garantendo massima partecipazione, trasparenza e democrazia. Gli iscritti possono dare un maggiore contributo nell'ambito di una piena cittadinanza nella federazione. Mai utenti ma soggetti in grado di leggere i bisogni offrendo risposte personali e collettive. Si tratta di garantire nuovi servizi agli associati a partire dai consumi e dall'accesso ai servizi, costruendo unaorganizzazione di qualità radicata capillarmente sul territorio nazionale valorizzando la forza della mutualità e l'enorme potenziale del lavoro volontario degli anziani e dei pensionati. Tutto ciò nell'ambito del sistema associativo delle ACLI di cui proprio gli anziani possono essere protagonisti di una nuova stagione di autogestione aperta e democratica. Tutti i segmenti della grande associazione dei lavoratori cristiani possono essere strade di risposta ai bisogni e luoghi di protagonismo sociale. Dal turismo allo sport, dall'agricoltura e gli orti sociali, dalle cooperative di consumo alle nuove esperienze di housing sociale, dalla formazione continua al volontariato internazionale fino ai grandi e forti servizi di assistenza previdenziale e fiscale, si tratta di piste consolidate su cui percorrere un cammino nuovo di solidarietà.
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sabato, luglio 03, 2010
Pasquale Orlando nuovo segretario nazionale della FAP Acli

Pasquale Orlando nuovo segretario nazionale della FAP Acli, che riunisce duecentomila anziani e pensionati
Ostuni, 1 luglio 2010 - Pasquale Orlando è il nuovo segretario nazionale della FAP ACLI (federazione che associa i circa duecentomila anziani e pensionati aderenti alle ACLI), succedendo a Vittorio Villa. Lo ha eletto a scrutinio segreto il comitato nazionale della Federazione espresso dal recente congresso nazionale di Ostuni.
Pasquale Orlando, sposato e con due figli, è attualmente presidente delle ACLI di Napoli e presidente della società del Comune di Napoli che si occupa di assistenza a minori, anziani e disabili Napoli Sociale. E’, inoltre, vicepresidente vicario del Centro Servizi del Volontariato di Napoli. Orlando, beneventano di origine, ha una lunga esperienza associativa a livello nazionale e territoriale.
"La Fap accentuerà il suo impegno sindacale a livello centrale nella tutela delle pensioni e del welfare e soprattutto a livello locale partecipando a vertenze per la salute, i trasporti, la qualità della vita delle persone anziane e delle fasce deboli della società- ha affermato Orlando nel corso dell'insediamento avvenuto nella sede nazionale- garantiremo nuovi servizi agli associati a partire dai consumi e dall'accesso ai servizi costruendo una organizzazione di qualità radicata capillarmente sul territorio nazionale nell'ambito del sistema associativo delle ACLI"
Con Orlando eletta la segreteria nazionale con Claudio Prearo, vice segretario, Rosario Cavallo, Giuseppe Cecere, Ernesto Placidi, Carlo Frigerio e Gaetano Tuffariello.
Apprezzamento per l'elezione di Orlando è stato espresso nel corso del Comitato da Andrea Olivero presidente nazionale delle ACLI che ha definito strategico il ruolo della Fap nell'azione sociale aclista per il bene comune.
Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (3939019211- 3403008340)
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