L'assemblea dei 50 delegati ha rieletto presidente Pierino Fallico
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
domenica, febbraio 19, 2012
Acli Cosenza: confermato presidente Pierino Fallico
L'assemblea dei 50 delegati ha rieletto presidente Pierino Fallico
venerdì, novembre 19, 2010
ACLI Napoli Est: un forte impegno nel territorio


venerdì, ottobre 15, 2010
Le ACLI di Napoli verso il XXV Congresso Provinciale
Basilica Di San Paolo Maggiore
Piazza San Gaetano, 76 80138 Nápoles Napoli - 081 454048
sabato, ottobre 09, 2010
Consiglio provinciale delle ACLI Napoletane
Il Consiglio provinciale delle ACLI di Napoli ha convocato il Congresso provinciale della grande associazione dei lavoratori cristiani. Pane e Speranza. Associazionismo, Ben/essere, Mezzogiorno, questo il tema su cui si confronteranno fino alla scdenza del 26 e 27 novembre le centinaia di strutture di base delle Acli partenopee che associano circa venticinquemila soci. La relazione del presidente provinciale pasquale Orlando ha delineato i temi al centro della discussione congressuale ed ha indicato il percorso di avvicinamento alle assisi delle acli napoletane. Ricco dibattito nella bella e moderna sede di via del fiumicello a cui hanno preso parte i cinquanta consiglieri con numerose proposte e riflessioni.mercoledì, ottobre 06, 2010
Convocato il Congresso delle ACLI di Napoli: Pane e speranza, Associazionismo, Ben/Essere, Mezzogiorno.
Il Consiglio provinciale delle ACLI di Napoli ha convocato il Congresso provinciale della grande associazione dei lavoratori cristiani. Pane e Speranza. Associazionismo, Ben/essere, Mezzogiorno, questo il tema su cui si confronteranno fino alla scdenza del 26 e 27 novembre le centinaia di strutture di base delle Acli partenopee che associano circa venticinquemila soci. La relazione del presidente provinciale pasquale Orlando ha delineato i temi al centro della discussione congressuale ed ha indicato il percorso di avvicinamento alle assisi delle acli napoletane. Ricco dibattito nella bella e moderna sede di via del fiumicello a cui hanno preso parte i cinquanta consiglieri con numerose proposte e riflessioni.lunedì, giugno 16, 2008
Consiglio Provinciale ACLI Napoli a Somma Vesuviana Chiostro Santa Maria del Pozzo.
Cari Amici,
venerdì 20 giugno p.v. alle ore 17 si terrà il consiglio provinciale aperto delle Acli di Napoli nel bellissimo sito archeologico e religioso del Chiostro di S.Maria del Pozzo a Somma Vesuviana.
Discuteremo dei risultati del congresso nazionale, della proposta di costituire una consulta di amministratori locali, del progetto delle zone, della festa provinciale, del programma e del bilancio relativo. Progetteremo insieme la fase due della nostra associazione a partire dal tema del mezzogiorno.
Ci sarà una comunicazione sui diritti dei consumatori e sulle nostre prossime iniziative di tutela.
Seguirà la cena sociale presso il ristorante La Lanterna (veramente ottimo). I partecipanti contribuiranno solo con un contributo di 10 euro. (l'ampia differenza distruggerà il budget annuale....)
Prenotatevi in sede telefonando a Anna BORDONE o81 5634967/ fax 081 289612 .
Vi aspetto.
Pasquale Orlando
n.b. potete invitare amici amministratori locali aclisti.
Vi aggiorno sulla location
Santuario di Santa Maria del Pozzo
Via Via Santa Maria del Pozzo, 114 - 80049 Somma Vesuviana (NA) Tel: + 39.081.531.701.2 Sito web: www.santuari.it/Italia/baseauto
Descrizione: straordinario complesso monumentale che consente di leggere la storia degli insediamenti religiosi dell'area, sepolti e ricostruiti su più livelli, in relazione alle periodiche inondazioni generate dalle pendici del vicino Monte Somma.
Secondo un'antica leggenda locale, a tutt'oggi indimostrata, là dove oggi sorge il santuario, un tempo vi era un tempio romano dedicato a Giove Sommano, successivamente trasformato, nei primi secoli dell'era cristiana, in luogo di culto della nuova religione.
A riprova, però, che in ogni leggenda vi è un fondo di verità, la piccola cappella situata all'interno del santuario, al livello più basso dello stesso (10 metri circa sotto il livello stradale) è da ritenersi parte di un'antica vasca vinaria d'epoca romana. Quest'ultima presenta, sulla volta a botte, la chiara imboccatura d'un pozzo da cui è derivata la denominazione, sia del santuario, sia dell'immagine sacra riprodotta sulla parete della cappella: la c.d. "Madonna del Pozzo". Essa, ancora ben conservata nonostante la notevole umidità dell'ambiente ipogeo, gode di una meritata fama miracolosa ed è all'origine dei pellegrinaggi presso l'omonimo santuario.
Al di sopra della cappella ipogea vi è poi una chiesa, anch'essa sotto il livello stradale, realizzata nel 1333 da Roberto d'Angiò. Quest'edificio sacro, che oggi appare come una cripta sotterranea, ha svelato, al di sotto degli affreschi quattrocenteschi, a loro volta successivamente ricoperti da pitture settecentesche, affreschi dei secoli XI-XII, rivelando che la costruzione è stata realizzata rimaneggiando un'altra preesistente.
In uno degli estremi della chiesa cripta vi è un ambiente coperto da due volte a crociera. Quest'ultimo era presumibilmente il portico anteriore, ovvero la zona d'accesso della chiesa, successivamente interrato dalle lave d'acqua e fango provenienti dall'esondazione di un vicino alveo.
La chiesa cripta ha subito un primo pesante intervento di rimaneggiamento nel 1500 (il secondo risale al XVIII secolo) quando la Regina Giovanna d'Aragona provvide all'edificazione, al di sopra della stessa, dell'imponente convento e della magnifica chiesa di Santa Maria del Pozzo ancor oggi visibile. Quest'ultima è preceduta da un portico a tre archi, di tipo rinascimentale, che rappresenta ciò che rimane della facciata originale, più volte rimaneggiata nei secoli successivi.
L'unica navata è ricoperta da una straordinaria capriata di legno e la zona absidale rappresenta l'altra zona del monumento riportata alle originali linee tardo gotiche da un restauro d'inizio secolo.
Il chiostro, annesso alla chiesa, fu, a differenza della chiesa stessa eretta in stile gotico, realizzato secondo i dettami dell'arte rinascimentale. Lo stesso si presenta però, attualmente, con pesanti rimaneggiamenti rococò compiuti nella seconda metà del settecento.
Nel chiostro si può ammirare, infine, un imponente affresco rappresentante le Nozze di Cana, realizzato nel 1721 e riportato agli antichi splendori da un recentissimo restauro realizzato grazie al contributo dell'associazione di volontariato "Arcobaleno" di Somma Vesuviana.
All'infaticabile ed emerito operato di quest'ultima si deve anche il restauro del portale cinquecentesco, ligneo e lapideo, del santuario.
Orari e periodi d'apertura: il santuario, il chiostro, la cripta e la cappella ipogea sono visitabili nei normali orari di culto. E' comunque opportuno annunciare la propria visita utilizzando i recapiti telefonici riportati nell'intestazione della presente scheda. (per noi lo hanno fatto gli amici di Somma e Pollena)
martedì, maggio 06, 2008
Acli: una ricetta per il PD da Luigi Bobba
C’è un punto nella bella relazione di Andrea Olivero che mi sollecita a prendere parola per dare un contributo a questa grande associazione, capace ancora di generare opere e presenza, ma anche legami, amicizie e valori in cui credere e da trasmettere a chi viene dopo di noi.
Il punto è quello dove il presidente si domanda – e l’interrogativo non è affatto retorico –se la scelta dell’autonomia,scelta chiave per l’identità e il ruolo delle ACLI, “non abbia al contempo generato degli” effetti collaterali” e se con il tempo non si sia creato uno scollamento tra le Acli- esperienza privilegiata di azione sociale- e la politica. Da troppo tempo l’incontro tra le Acli e la politica è saltuario e occasionale. Ci siamo preoccupati di salvare noi stessi,evitando di immergerci in acque che apparivano poco sicure. Forse era un bene,ma la stagione è cambiata.”
Non saprei dire meglio un pensiero che condivido pienamente e dentro al quale c’è insieme una lunga continuità e un’innovazione. La continuità è in quello straordinario intreccio che il fondatore- Achille Grandi- incarna nella sua persona. Leader sindacale, fondatore delle Acli e insieme vicepresidente dell’Assemblea Costituente. Azione sociale,sindacale e politica riassunte in un’unica esperienza di vita nonché in una coerente testimonianza di fede.
Ma anche di innovazione, perché proprio questo tempo chiede all’associazione di osare oltre il proprio vissuto, di accompagnare una mutazione che è già nelle cose e per la quale non siamo ancora riusciti a dare una forma compiuta. Una forma che Olivero evoca nella nascita di una Fondazione intitolata ad Achille Grandi e schierata per il bene comune. Penso che questo sia uno dei passaggi cruciali della relazione nonché una delle migrazioni da compiere dal ‘9oo, evitando che le ombre lunghe della stagione delle ideologie continuino ad imprigionare i nostri passi dentro sentieri che non incontrano più il sentire del tempo.
C’è un dato che accomuna i principali cambiamenti politici degli ultimi anni: sono apparsi come sorprese, spesso sgradite. Così è accaduto nel 2005 con il risultato del referendum sulla fecondazione assistita; nel 2007 con la rimonta di Berlusconi; nel 2008 con il ritorno della Lega
Tonnellate di sondaggi e centinaia di editoriali non hanno saputo cogliere ciò che andava cambiando nei sentimenti profondi del Paese.
E’ come se ci fosse ormai una frattura profonda tra opinione pubblica e Paese reale,tra rappresentazione e rappresentanza,tra il sentire dei cittadini e le risposte delle istituzioni.
E ’questa la stagione cambiata di cui parla Olivero. E’ lì che nasce l’urgenza di un nuovo compito.
Questa frattura interroga a fondo, seppur in una prospettiva diversa, anche chi, come me ha scelto di fare politica dentro il Partito Democratico. Anche per il PD viene il tempo, non dei lunghi coltelli per dividersi le spoglie di un risultato elettorale insoddisfacente, ma della chiarezza dell’identità, della semplicità della proposta e del radicamento territoriale.
Mentre solo ciò che accade nelle grandi aree urbane sembra essere degno di entrare nei Tg, è la “provincia” quella che ha deciso il risultato di queste elezioni. E’ la infinita provincia italiana, invisibile ma reale, dove vivono più dei due terzi degli italiani,che ha creato le sorprese che prima ricordavo. E poi, mentre gli illuminati professori dello staff di Visco ridisegnavano aliquote,deduzioni,detrazioni e assegni familiari rivoluzionando il sistema fiscale, giungeva a compimento una imponente ridistribuzione del reddito a sfavore dei lavoratori dipendenti, in particolar modo per i lavoratori manuali e le famiglie con un solo reddito
Loro, i professori, spiegavano con astrusi diagrammi sul Sole24ore le loro riforme; ai lavoratori bastava semplicemente leggere l’ultima riga della busta paga o andare al mattino al mercato.
Ancora, le famiglie. Quei 10 milione di famiglie con figli minori e quasi quattro con anziani non del tutto autosufficienti. Loro , le famiglie italiane lanciano un segnale forte ,inequivocabile –il Family day- ma il segnale non viene raccolto e le famiglie restano senza rappresentanza. Non è un caso che uno studio recentissimo del Censis dica che coloro che ritengono le famiglie meritevoli di un particolare sostegno da parte delle istituzioni, sia passato ,dalle scorse elezioni ad oggi,dal 51% al 72%.
E, infine, i credenti quel terzo di italiani che si dichiara praticante e che è variamente impegnato nelle associazioni e nella vita della chiesa. Molti di questi erano stati positivamente colpiti dalla novità di Veltroni. Lo stile pacato del leader, la scelta di correre da soli, la proposta di un programma credibile avevano fatto breccia. Ma l’ affrettata alleanza con i radicali ha fatto appassire quel potenziale che Veltroni ben rappresentava e che ,poi, non si è tradotto in un voto nell’urna elettorale.
Ho indicato quattro snodi critici – la provincia italiana,il lavoro manuale,le famiglie, i cattolici praticanti – che sono decisivi per chiunque ambisca a governare il Paese. Dunque anche per
il PD. Ma sono importanti anche per le Acli. Un ‘organizzazione particolarmente insediata nella “provincia” italiana; che si alimenta dalla radice del lavoro; che guarda alla famiglia con occhi attenti e nuovi – la cittadinanza familiare e il Punto Famiglia proposti da Olivero; che riflette continuamente su ciò accade nel mondo dei credenti perché si sente parte integrante della chiesa che è in Italia.
Dunque le Acli sono nelle condizioni di poter affrontare il nuovo compito, che il Presidente ha delineato, non in modo astratto o velleitario, ma concreto e realistico. E svolgere un servizio che può diventare più grande di come oggi appare.
Alla paura, alla chiusura, ai muri noi continuiamo ad opporre la speranza,l’apertura ,i ponti.Se il discrimine tra destra e sinistra non è più cosi chiaro, il discrimine tra chi sceglie non di alzare muri, ma di costruire ponti è netto e limpido. E capace di costituire il nucleo di un’ identità sociale.
Forse anche politica. Non bisogna avere fretta, non bisogna lasciarsi sopraffare dalle contingenze. Bisogna credere in una prospettiva.
Bisogna avere l’audacia della speranza.
lunedì, maggio 05, 2008
ACLI: concluso il congresso, dall'associazionismo e dal territorio si vince la Scommessa Italia.

L'intervento conclusivo del presidente Andrea Olivero
Roma, 4 maggio 2008 - Un nuovo radicamento sul territorio nel segno del “fare”. E’ questa la sfida delle Acli del futuro secondo il presidente Andrea Olivero, confermato ieri alla guida dell’associazione con il voto di oltre 600 delegati, che è intervenuto oggi a conclusione del 23° congresso nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, svoltosi a Roma dal primo maggio presso l’Ergife Palace Hotel.
«La vera sfida per il futuro – ha detto alla platea dei delegati provenienti da tutta Italia – è la presenza nei territori. Lo abbiamo visto anche con queste elezioni politiche. Il radicamento sul territorio è essenziale per le Acli del XXI secolo come per lo è stato per quelle del secolo scorso. Dobbiamo rinnovare la nostra presenza a partire dalla molteplicità degli interessi e dei bisogni dei nostri cittadini, mettendoli in rete e offrendo rappresentanza e coinvolgimento».
Compito delle Acli è «favorire l’aggregazione e il protagonismo delle persone nei luoghi in cui vivono e lavorano». Di qui le due indicazioni di azione nei confronti delle famiglie – la “cittadinanza familiare” - e dei lavoratori – “socializzare il lavoro”. «Dobbiamo tornare a scommettere sul lavoro come luogo di socializzazione», ha detto Olivero rivolgendosi ai delegati: «Facciamo incontrare e aggregare i nuovi lavoratori, soprattutto i giovani, i lavoratori atipici, i lavoratori stranieri, gli immigrati. In Italia ma anche all’estero». E ha ricordato le esperienze in Kenya, dove le Acli stanno creando percorsi e opportunità di aggregazione tra i lavoratori africani, e in Mozambico, dove una scuola di formazione professionale delle Acli sta dando un futuro a centinaia di persone. Con un impegno arduo ma suggestivo. «Ci impegneremo – ha detto rivolgendosi a Padre Ibrahim Faltas, parroco di Gerusalemme, presente in sala – a trapiantare le Acli anche in Terra Santa. Faremo le Acli in Palestina».
Per le famiglie Olivero ha rinnovato la proposta dei “punti famiglia”: «non semplici sportelli di servizo – ha spiegato – ma luoghi dove le famiglie possano trovare non solo le risposte ai loro bisogni concreti ma anche calore e coinvolgimento. Il Paese – non solo la nostra associazione – ha un gran bisogno del protagonismo delle famiglie».
Infine, l’altra grande sfida per le Acli secondo il presidente Olivero: «parlare sempre il linguaggio del fare». «Che non è l’attivismo senza testa e, alla fine, senza cuore – ha precisato – ma la consapevolezza che il fare ha un altissimo e intrinseco valore politico. Oggi c’è il rifiuto, lo vediamo in politica, di qualsiasi parola che non sia accompagnata immediatamente dall’azione. Fare le Acli significa immaginare e realizzare, con impegno, fantasia e creatività, tante piccole e grandi iniziative che incidano nella vita delle persone e delle famiglie. Scommessa Italia – la campagna delle Acli che ha raccolto oltre 700 storie ed esperienze dell’Italia che fa bene - è il nostro modo per dire quale società e quale associazione vogliamo».
sabato, aprile 26, 2008
1 maggio: 1260 elmetti esposti ricorderanno le vittime di incidenti sul lavoro nel 2007
Giovedì 1° maggio, in Galleria Alberto Sordi (vicino Piazza Colonna), dalle 10.30 alle 12.30, le Acli con Giovanni Muciaccia, il popolare conduttore di Art Attack, coinvolgeranno i bambini e i loro genitori in animazioni, disegni e lavori sul tema della sicurezza applicata alla vita di tutti i giorni, dal gioco al luogo di lavoro.
Una lettera per annunciare l'evento - aperto a tutti - è stata inviata alle scuole e le parrocchie di Roma, per i invitare i ragazzi a partecipare portando un messaggio scritto o un disegno sul tema della giornata, dopo averne parlato e discusso a casa con i propri genitori. Alcuni di questi messaggi verranno letti da Giovanni Muciaccia e dal presidente delle Acli Andrea Olivero, mentre 1260 elmetti esposti ricorderanno le vittime di incidenti sul lavoro nel 2007. I bambini realizzeranno quindi - in segno di speranza - il proprio 'capolavoro di sicurezza' lavorando e decorando un vero elmetto antinfortunistico che ciascun partecipante potrà portare a casa, per ricordare sempre che la vita è il bene più prezioso. Un modo diverso, 'leggero' e positivo per festeggiare il 1° maggio dei bambini.
sabato, marzo 08, 2008
Patto Campano per la famiglia. 14 marzo Napoli Hotel Ramada con il Cardinale e Rosy Bindi
sabato, febbraio 23, 2008
Acli Salerno: Il lavoro flessibile non mortifichi la dignità umana.
Un nuovo impegno a sostegno della centralità della famiglia, delle sfide del lavoro che cambia, per fronteggiare le emergenze della nuova povertà per un «welfare della cittadinanza» che comincia nelle famiglie e prosegue nei luoghi dell’aggregazione sociale e del lavoro. Su questo percorso di temi corre la riflessione che si sta sviluppando nel congresso provinciale delle Acli che si svolge nell'auditorium di Salerno Energia. Gli stimoli del dibattito sono venuti dalla relazione del presidente uscente Emilio Fusco jr che ha sottolineato come l’impegno dei diecimila aclisti della provincia di Salerno è tutto proteso a generare speranza di contrasto della solitudine attraverso un incessante processo di costruzione dell’identità cristiana. Attorno alla difesa della famiglia si disegna un progetto che deve fare i conti con un mondo del lavoro che si dibatte tra rapporti «informali» e in nero. La richiesta forte è di nuove politiche della famiglia e un impegno per fronteggiare i colpi assestati dall’economia di mercato alle fasce deboli della società. L’Acli si propone di promuovere l’autonomia delle famiglie che deve essere sostenuta dalla proposta di un welfare municipale e comunitario che ha già ispirato un laboratorio regionale. Per Fusco rimangono centrali l’impegno per l’uomo e il suo lavoro e il confronto con il magistero della Chiesa «per vivere con passione e coraggio la vocazione di laici cristiani». L’Acli si mette a disposizione come soggetto attivo per contribuire alla costruzione del «capitale sociale» indispensabile per lo sviluppo del territorio. Il richiamo è al talento e al senso civico intesi come valori messi alla stessa stregua delle strutture intese come fattori di crescita economica. E in questo contesto corre l’apertura delle Acli, sul piano delle politiche attive del lavoro, a sistemi di «flessibilità sostenibile», che vuol dire mobilità nel sistema produttivo ma mai oltre quel confine in cui la tutela della dignità della persona viene posta in discussione. In questo senso, muove sul piano dell’impegno, quell funzione di «testimoni della speranza», nutrita del messaggio cristiano, al quale Fusco ha più volte fatto riferimento nella sua relazione.Gli impegni per i prossimi anni indicati dal presidente sono sulla nascita di circoli tematici, centri di iniziativa sulla qualità della spesa sociale, sulla creazione di laboratori della solidarietà e un nuovo e vasto piano di formazione per i dirigenti. La giornata di ieri ha visto l’intervento dell’arcivescovo Gerardo Pierro che «da figlio di operaio vicino al mondo del lavoro» ha incoraggiato l’azione delle Acli. Sono inoltre intervenuti il vicepresidente nazionale del Cnel Giuseppe Acocella e i segretari provinciali del sindacato unitario Cgil-Cisl-Uil Ciotti, Fiore e Tavella. Oggi il dibattito generale, la replica di Fusco e l’elezione dei delegati ai congressi regionali e nazionali.
Si apre con Nogaro il congresso delle Acli di Caserta

Si apre con Nogaro il congresso delle Acli
Il presidente Zannini: «I nostri valori un faro nella società che cambia»
SILVESTRO MONTANARO Cento delegati in rappresentanza di 10mila iscritti alle associazioni che costituiscono l’universo Acli aprono stamani al «Serenella» il XXIV Congresso provinciale. Sono chiamati a esprimere i 25 componenti del nuovo Consiglio. Dovranno indicare altresì 11 delegati sui circa 100 del Congresso regionale (Napoli, 14 e 15 marzo) e altri 6 sugli oltre mille che daranno vita al Congresso nazionale (Roma, dal primo al 4 maggio). È certo il contributo ai lavori di Eleonora Cavallaro, presidente regionale Acli e altrettanto sicura è la presenza del vescovo di Caserta Raffaele Nogaro. «Migrare dal Novecento per abitare il presente e servire il futuro», l’intervento congressuale del presidente provinciale Michele Zannini allude alla necessità di ridefinire unità concettuali quali sobrietà, pace, giustizia, democrazia, eguaglianza, lavoro perché radicalmente mutate nella società attuale rispetto alla valenza che avevano nel secolo scorso. «Ma i valori aclisti - afferma Zannini - quelli, restano gli stessi: l’ispirazione cristiana che porta ad avere un collegamento inscindibile con la Chiesa e la comunità ecclesiale; il primato delle relazioni con il sindacato e le forze sociali, la difesa della democrazia nelle istituzioni». In ordine a questi cardini sono individuate alcune criticità nelle dinamiche sociali odierne. Zannini prova ad elencarle: «Bisogna ristabilire la centralità della famiglia come luogo istituzionale, civile e sociale - insopprimibile e insostituibile - di formazione, dialogo e solidarietà tra diverse generazioni». E ancora «sorvegliare la flessibilità eccessiva che permea il mondo del lavoro», «contrastare l’indebolimento delle regole della partecipazione democratica», e «riformare modalità e orientamenti di una politica che non giunge più a soluzioni legittimate ma piuttosto alza muri invalicabili tra opposte fazioni». «Per dirla chiara - spiega Zannini - al livello di base non c'è sufficiente attenzione ai bisogni delle comunità locali e a quelli delle persone mentre ai vertici non è un buon segno che il Parlamento non riesca a fare le riforme». Le Acli guardano con attenzione e interesse alla ormai prossima scadenza elettorale delle Politiche. Sui giochi per la composizione delle liste, almeno in questa fase iniziale, c’è un comprensibile riserbo sia per ciò che riguarda il numero delle candidature e anche sulla loro effettiva collocazione partitica: cioè se essa sarà omogenea o trasversale. È però già chiaro invece l’orientamento generale: le Acli incoraggeranno le candidature degli iscritti o il rinnovo dell’impegno di chi già assolve a incarichi di responsabilità. Ci sarà un richiamo esplicito a questo nella relazione del presidente Zannini. Di più, ci sarà anche una sollecitazione rivolta ai giovani affinché entrino in politica. Del resto, la storia delle Acli - si ricorda - è fatta di episodi esemplari in tale direzione e annovera personalità fortemente rappresentative. A tal proposito, Zannini rimarca che «le Acli si “sporcano” con la politica per testimoniare come questa esperienza pubblica possa generare l’incontro tra diversità e pluralità convergenti verso il bene comune».
sabato, febbraio 09, 2008
Oggi a Benevento inizia la fase congressuale delle ACLI in Campania

Il congresso avrà inizio sabato 9 febbraio con la Liturgia della Parola alle ore 16,00 presso il Centro LA PACE sito in Contrada Monte delle Guardie a Benevento. È attesa la partecipazione di 80 delegati di rappresentanza delle strutture di base dell’Associazione. Alle 16,30 ci sarà l’apertura dei lavori che vedrà l’intervento del Presidente Provinciale Sergio Tanga sul tema del congresso.
“Il nostro non vuol essere certo un esodo né una fuga – dichiara il Presidente Tanga - Al contrario è un sentirci uniti al destino comune di tutti gli uomini, italiani e stranieri, credenti e non credenti.” È la metafora di un cammino ideale nel tempo, in cui si esce dal Novecento per entrare, per davvero, con la testa e con il cuore, nel XXI secolo. “Intendiamo legare la nostra responsabilità all'impegno per il futuro, nel segno della speranza e del bene comune, per il nostro Paese e per tutti i popoli della Terra.” Domenica 10 febbraio la giornata di lavoro inizierà con la Santa Messa che sarà celebrata dall’accompagnatore spirituale delle Acli di Benevento, Don Giancarlo D’Ambrosio, seguita da un dibattito con replica del Presidente Provinciale. Le conclusioni verranno affidate a Vittoria Boni, Consigliere di Presidenza Nazionale.
Con il Congresso provinciale di Benevento si avvia la fase dei congressi provinciali delle Acli in Campania che si concluderà a Napoli con il Congresso Regionale il prossimo 14 marzo. Durante il percorso è previsto un appuntamento per i quadri meridionali a Napoli il 15 febbraio mentre Avellino, Caserta e Salerno terranno le loro assisi il 23 e 24 febbraio.

