sabato, agosto 30, 2008

Assistenza ai sieropositivi, la Giunta finanzia due case famiglia/alloggio di Napoli

La Giunta regionale della Campania, su proposta dell'assessore alle Politiche Sociali Alfonsina De Felice, ha deliberato uno stanziamento annuale di 300 mila euro a favore di due Case Famiglia/Alloggio di Napoli, la “Sisto Riario Sforza” e la “Masseria Rauchi”.

Le due Case Famiglia/Alloggio beneficiarie del contributo sono le uniche strutture convenzionate con le Asl della Regione Campania e sostenute dal Ministero della Salute che ospitano malati di AIDS.

Con i fondi messi a disposizione, vengono finanziati progetti personalizzati di sostegno socio-assistenziale, di attività socio-educative e di reinserimento socio-lavorativo per contrastare l'esclusione sociale e recuperare le persone affette da Hiv.

Le attività di monitoraggio portate avanti in questi anni hanno verificato l’utilità del percorso intrapreso dalle due strutture, ai fini del reinserimento nelle famiglie di origine e nelle attività socio-lavorative, promovendo l'emancipazione delle persone ed evitando un'impropria ospedalizzazione.

"La delibera – ha sottolineato l’assessore alle Politiche Sociali Alfonsina De Felice - mira al potenziamento del sistema di welfare campano per il contrasto all’emarginazione e il miglioramento della qualità della vita delle persone affette da HIV/AIDS e sieropositive".

"E' nostra intenzione consolidare e rendere durevole questa esperienza, di particolare importanza e delicatezza nella cura alle persone in un settore delicato e complesso delle politiche sociosanitarie come quello dei malati di HIV e sieropositivi", ha concluso l’assessore.


Calendario scolastico regionale 2008/2009 della Campania

alla vigilia dell'apertura del'anno scolastico riproduciamo le decisioni della regione Campania sul calendario scolastico.
Le lezioni inizieranno il 15 settembre 2008 e termineranno il 10 giugno 2009.
Le vacanze di Natale sono in programma dal 20/12/2008 al 6 gennaio 2009; quelle di Pasqua inizieranno il 9 aprile e termineranno il 15 aprile 2009. Sono previsti altresì 2 ponti: il 2 maggio 2009 e il 1 giugno 2009. La decisione tiene conto delle esigenze delle famiglie, che tendono sempre più ad organizzare le vacanze in periodi diversi dell’anno, e della variegata offerta turistica che la Campania offre in diversi periodi dell’anno.
«Le linee del piano di indirizzo dell’attività scolastica regionale 2008-09 – dichiara Gabriele – sono il risultato di un lavoro ampio e partecipato, messo a punto dalla Cabina di regia e dal Forum allargato, promosso dalla Regione e costituito da associazioni dei docenti e dei presidi, degli studenti, dei genitori e dei sindacati.
«Al Forum - ricorda Gabriele – è stato affidato altresì il compito di delineare la piattaforma programmatica per la presentazione di uno schema di legge regionale per costruire un sistema organico legato direttamente alle esigenze del territorio in materia di istruzione e formazione.
«Il provvedimento di oggi mira a contenere, anche con un sforzo finanziario sostenuto dalla Regione, la pesante situazione dovuta al taglio degli organici dei docenti. Sono state ribadite le indicazioni già annunciate e già fornite per l'anno scolastico in corso, relativamente al numero di alunni per classe, massimo 25, da ricondurre a 20 in presenza di alunni con disabilità.
«Ci auguriamo che il rapporto in fieri con il nuovo ministro della pubblica istruzione Gelmini, possa continuare nel solco costruttivo già avviato, di concerto con i sindacati e con l’ex ministro Fioroni. «Il nuovo anno scolastico si aprirà all’insegna della qualità e dell’impegno ad elevare le potenzialità dei nostri giovani, anche attraverso percorsi virtuosi come il progetto che si caratterizzerà ancor più per gli interventi mirati all'innalzamento generale delle competenze degli studenti con particolare riferimento alle materie matematico - scientifiche e alla lettura.
«La scuola dell'autonomia in Campania può divenire protagonista nella definizione di una nuova dimensione, partecipata e pluralista del sistema di istruzione regionale e dare un contributo decisivo al recupero e al contrasto della dispersione scolastica», conclude Gabriele.

venerdì, agosto 29, 2008

Il peso della storia nella crisi georgiana

da : benecomune.net

Federiga Bindi - 28/08/2008

Intervenendo alla riunione congiunta delle Commissione estera di Camera e Senato (26 agosto us), il Ministro Franco Frattini ha menzionato le “ragioni storiche della Russia” nella crisi georgiana, per altro poi illustrate in modo avvincente dal Ministro ombra degli Esteri Piero Fassino.

Dimenticare la prospettiva storica – che mi pare essere il leit motive delle disastrose decisioni politiche internazionali degli ultimi, a partire dall’Iraq – è non solo pericoloso ma anche miope, in quanto mina le capacità negoziali dei “dimenticandi”, facendo loro perdere di credibilità.
La capacità negoziali di un paese si basano infatti innanzitutto sulla credibilità degli attori, e se essi sono noti per non mantenere la parola data, il loro peso negoziale diminuisce fino al punto di rendere inappetibile lo sforzo per negoziare con essi.
L’amministrazione USA (e non solo!) si sta pericolosamente infilando in questa direzione nel momento meno opportuno - tra le altre cose è all’orizzonte la rinegoziazione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare che sta per scadere. Credono, forse, di poter supplire con una politica di potenza.
E’ curioso per altro notare come i più acclamati studiosi di relazioni internazionali americani – Hans Morgentau, Henry Kissinger, Robert Kagan solo per citarne tre - in realtà sono tutti storici convertiti alle relazioni internazionali. Persone che – anche grazie alle origini europee – hanno una prospettiva storica originale che hanno applicato alle relazioni internazionali ricavandone teorie sistemiche per la meraviglia di chi, guardando solo al particolare, non riesce a cogliere tali trends…
Ma in Europa, dove la storia di secoli è spesso ancora un irrisolto fardello, è sorprendente la smemoratezza dei nostri politici rispetto a vicende vicine e che buona parte di essi hanno vissuto in prima persona, come gli eventi degli anni ’90.
Senza voler andare nel passato remoto ricordando che i russi (come la Cina, l’Egitto o nel loro piccolo anche gli Inglesi!) si percepiscono come un impero e sono dunque grati a Vladimir Putin per il ritrovato status mondiale (status che per altro in tema di energia vuol dire la potenzialità di mettere in ginocchio buona parte di Europa…), vorrei menzionare che coloro che chiedono di usare toni duri e risoluti con la Russia si dimenticano che negli anni ’90 fu fatta una scelta ben precisa.
Quando l’URSS si disgregò, si pose infatti il problema di come impostare le relazioni con gli stati che stavano da esso emergendo. In particolare, due erano le possibili vie da seguire – il contrasto o l’inclusione.
La prima posta in gioco fu l’entrata nel Consiglio d’Europa, organizzazione internazionale con base a Strasburgo la cui maggiore vocazione era quella di essere il club delle democrazie europee. Fino alla caduta del Muro di Berlino era stata applicata con rigore la scelta di ammettere in esso solo democrazie compiute: l’Italia, con una grande azione diplomatica e alla capacità di inghiottire le umiliazioni da paese sconfitto, era miracolosamente riuscita ad entrare tra i paesi fondatori (1949), ma già la Germania aveva dovuto aspettare l’anno seguente. Portogallo e Spagna sono entrate solo a transizione democratica avanzata (1976 e 1977) e quando in Grecia vi fu il colpo di Stato dei Colonnelli (1967) la partecipazione greca fu sospesa.
La questione dell’entrata della Russia scatenò dunque al tempo un dibattito abbastanza sostenuto visto che, come ben si sapeva, la transizione democratica della neo-federazione (e di molti dei suoi ex compagni di strada) era ben lungi dall’essere compiuta. Come detto, fu scelta la strategia dell’inclusione e dopo l’Ukraina (novembre 1995), la Russia fu ammessa nel febbraio 1996. La strategia dell’inclusione continuò poi con la trasformazione del G7 in G8 (giugno 1997) e con il dialogo Russia-Nato, culminato a sua volta con la riunione NATO Pratica di Mare (2002).
Con questo la Russia si attendeva che, nonostante il disastrato assetto economico e politico interno, vi sarebbe stato un dialogo ed una cooperazione su una base di parità, come Boris Eltsin non mancò di dire a Bill Clinton sostenendo che "Russia e Stati Uniti devono essere partner alla pari, non va bene se gli Stati Uniti difendono i loro interessi e la Russia no" (Repubblica, 28 gennaio 1996). Per inciso, Eltsin contestualmente ribadì l' opposizione della Russia a un allargamento della Nato in Europa Orientale: "Gli ho inviato un messaggio molto serio, che Bill si è impegnato a studiare". L’anno successivo il clima era tale che, forse peccando di troppo ottimismo, Sandro Viola scriveva sulla prima pagina di Repubblica (11 giugno 1997): “Da molti mesi, la Russia non fa più - o quasi - notizia. […] L' idea di una frizione - e non parliamo di una rottura - tra il governo di Mosca e un governo dell'Occidente appare ormai come impensabile. Lo si è visto in queste settimane, quando i paesi della Nato hanno deciso di far posto nell'alleanza alla Polonia, all'Ungheria e alla Repubblica Cèca, tre degli ex "satelliti" dell' Urss: dopo una debole reazione, i russi hanno dovuto accettare l'allargamento della Nato pur di non compromettere i rapporti col campo occidentale”. Ma proprio quest’ultima osservazione avrebbe dovuto mettere sull’attenti: i russi hanno “dovuto accettare” l'allargamento, leggi subire, nonostante le iniziali assicurazioni in senso contrario. Vale anche la pena di ricordare che i tempi dell’allargamento furono forzati dall’amministrazione USA, nel tentativo di rendere meno significante l’adesione dei paesi dell’Europea Centrale ed Orientale all’Unione Europea, avversata da Washington.
Come si sa, Mosca non ha affatto gradito i successivi allargamenti della NATO verso est ed in particolare vive la possibile inclusione di Georgia e Ukraina come una minaccia diretta contro se stessa. La decisione degli USA di firmare l’accordo per posizionare i suoi missili in Polonia, avvenuto proprio nei giorni della crisi georgiana non ha certo aiutato a moderare i toni di Mosca.
L’altro elemento che in questi giorni è stato menzionato, ma non sottolineato abbastanza, è il riconoscimento dell’indipendenza del Kossovo, oibò compiuto anche dall’allora governo Prodi il 21 febbraio 2008, seguendo l’avventata decisione USA e nonostante il netto monito di Mosca che ciò avrebbe rappresentato un precedente per il Causaso e non solo - tant’è che paesi a rischio secessione interna come la Spagna ben si son guardati da fare il riconoscimento. Intervenuta ad un seminario ristretto alla Brookings, l’ex Segretario di Stato Maddalein Allbrigh, interrogata sulla differenza tra l’indipendenza del Kossovo e quelli di altri possibili casi ha risposto “it’s a good question. There is a difference, but, analitically I wouldn’t be able to tell you which…”
A Washington, Casa Bianca e think tanks di ogni tono e colore – che a marzo mal avevano digerito la decisione del vertice NATO di posporre l’entrata nella NATO di Ukraina e Georgia e che già avevano approfittato della mancata risoluzione ONU sulla crisi in Zimbawe per attaccare il comportamento di Mosca, “indegna” di stare nel G8 – fanno oggi a gara a sparare a zero, a riprova che la politica estera USA e una e che poco cambierà nell’essenza, quale che sia il vincitore delle prossime elezioni. A parte l’editoriale di Michail Gorbachov pubblicato sul Washington Post, pochi ad esempio ricordano che – se i russi ne hanno indubbiamente approfittato – la crisi è stata iniziata dalla Georgia, pompata dal percepito sostegno USA. Il Segretario di Stato americano Condoleeza Rice appare da parte sua essere tornata al suo primo amore (odio), la Russia, nel cui studio era specializzata a Stanford.
E’ indubbio che da alcune fronti si tenti di influenzare la traballante gara presidenziale spingendo voti nei confronti del candidato che garantirebbe maggiore sicurezza - suppostamente John McCain - tant’è che Barak Obama ha finito per scegliere come Vice il politico democratico con maggiore esperienza nella politica estera, Joe Biden, invece che un innovatore come lui.
Questo attacco frontale americano può solo danneggiare il già non brillante clima internazionale aumentando le tensioni, che non potranno non ripercuotersi sul resto del mondo, a partire dal Medio Oriente (questione iraniana in particolare). E’ necessario più dialogo con Mosca, non più confronto. Non è cosa facile da far capire agli USA, abituati a vedere il mondo in bianco e nero e a considerarsi i vincitori della guerra fredda. L’Italia, nel suo piccolo, sta per una volta dando il suo positivo contributo e, novità rilevante, lo sta facendo con un fronte politico sostanzialmente unito - fatta salvo qualche minore voce isolata. Può dar noia ad alcuni, ma sta facendo bene.

India: le Acli digiunano contro le violenze


Domenica 7 settembre l'iniziativa promossa dai vescovi indiani a sostegno dei cristiani perseguitati

Roma, 29 agosto 2008 - Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani aderiscono alla giornata di digiuno e preghiera programmata per domenica 7 settembre dalla Conferenza episcopale indiana in reazione alle gravissime violenze nei confronti dei cristiani nello Stato dell'Orissa. Una forma di protesta pacifica e non violenta scelta coraggiosamente dai vescovi nel solco della tradizione indiana del dharna, per richiamare l'attenzione della comunità nazionale e internazionale sulle tragiche vicende di queste ore e pregare insieme - nelle parole del cardinale Varkey Vithayanthil - 'per l'armonia tra le religioni e la pace in India'.

«Le violenze di questi giorni contro le comunità cristiane non possono essere passate sotto silenzio - afferma il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero -. E' in gioco, in questo grande Paese e in tutto il mondo, la libertà di vivere e manifestare la propria fede religiosa, contro ogni fondamentalismo. Gli omicidi, le distruzioni di chiese e le razzie in conventi e abitazioni, che hanno spinto decine di migliaia di persone ad abbandonare i propri villaggi, ci mettono di fronte ad una violenza cieca, che può essere arrestata solo da un intervento forte del governo indiano, fino ad oggi assente, che deve essere richiesto con forza da tutta la comunità internazionale. Infine la comunità cristiana, ovunque sia presente, deve sentirsi chiamata a condividere le sofferenze dei propri fratelli perseguitati».

«Le Acli - continua Olivero - si sono sempre schierate a fianco di chi lotta pacificamente per affermare la propria identità e la propria fede, dai tanti migranti nel nostro Paese fino ai monaci birmani. Chiedono quindi ai propri associati e a tutti i cittadini che condividono i valori della pace e della libertà di unirsi al digiuno promosso dalla Conferenza episcopale indiana per la giornata di domenica 7 settembre. Un gesto di forte valenza sociale, perchè attraverso la propria personale testimonianza si chiede un cambiamento della realtà, un atto di giustizia, ed al contempo si esprime la vicinanza e condivisione con le vittime della violenza. Come cittadini e come cristiani non possiamo rimanere spettatori del male: il digiuno e la preghiera sono per noi atti concreti, politici e spirituali, per dare testimonianza, anche in questo momento buio per la Chiesa indiana, della nostra speranza».

Preti in trincea il rischio della solitudine

RIFLESSIONI
Preti in trincea il rischio della solitudine




Fabrizio Valletti
Mentre tornavo dal carcere di Secondigliano con un gruppo di giovani volontari romani e napoletani, abbiamo appreso dai giornali dell'atto intimidatorio ai danni di don Ciro De Marco, parroco a Santa Maria del Suffragio di Boscoreale. Ancora una volta una minaccia - l’incendio dell’auto di un sacerdote di frontiera, avvenuta di notte - che echeggia altri cupi avvertimenti, come quello purtroppo fatale concluso con la morte di don Peppino Diana. Ancora una volta un’intimidazione a cui don Ciro risponde con decisione e con coraggio, facendo sapere che non si fermerà nella sua azione di denuncia delle attività malavitose. E questo fa sorgere in noi tante domande, non solo sul persistere della malavita sul nostro territorio ma anche sul ruolo dei vari soggetti sociali nei confronti di una cultura e di un’organizzazione criminale che continua a crescere ed a colpire. Più volte mi viene chiesto che posizione assumo di fronte a questo fenomeno, per confermare quella categoria che definisce noi, preti in servizio in zone di tradizione camorristica, come «di frontiera», cioé coraggiosi, intenti a sfidare i clan e altro ancora. A ben vedere, però, quella definizione finisce per alludere a una sorta di delega, a un ruolo di supplenza sociale. Ed è doloroso constatare come la società nel suo insieme accetti questa delega, che finisce per alleggerire di responsabilità chi avrebbe compiti di governo, di ordine pubblico, di promozione sociale.
A ben vedere, però, quella definizione finisce per alludere a una sorta di delega, a un ruolo di supplenza sociale. Ed è doloroso constatare come la società nel suo insieme accetti questa delega, che finisce per alleggerire di responsabilità chi avrebbe compiti di governo, di ordine pubblico, di promozione sociale. A noi preti spetta il compito di potenziare la cosienza critica, di difendere gli ultimi, i non garantiti, nello spirito della missione evangelica. Ci tocca portar pace, giustizia e riconciliazione, partendo dal cuore anche dei più colpevoli. Per questo motivo, i luoghi privilegiati sono la strada da una parte, il carcere dall'altra. Guardare in faccia chi è stato responsabile di reato vuol dire lasciare alla magistratura il compito di giudicare, ma insieme mettere in moto il percorso, previsto dalla Costituzione e dall'ispirazione evangelica, che possa racuperare chi ha sbagliato. L'incontro con i detenuti di ieri mattina dei giovani di Roma e dei volontari napoletani è nella linea di promuovere iniziative di formazione, favorite dalla direzione dell'Istituto penitenziario, spesso difficili da attuare. Compito essenziale sarà anche quello del tribunale di sorveglianza di rispettare i percorsi previsti dalla legge e di non rimanere condizionato da un’opinione pubblica oscurata dalla preoccupazione della sicurezza. Guardare negli occhi chi ha sbagliato è anche leggere nel suo cuore il desiderio di cambiare, di sentirsi capace di restituire ai propri cari un cammino sereno. Per questo non è possibile, almeno per me, colpire in faccia anche il più pericoloso camorrista. Anche dalla strada impariamo a inventare percorsi di legalità, partendo dalle famiglie di chi spaccia, dalle donne che non sanno reagire, dai bambini che convivono con il rischio e con l'aggressività. Se aiutiamo i figli di chi spaccia a studiare, a giocare con altri bambini, a imparare che non vale solo il motore e il vestito, se li portiamo al mare, se li invitiamo a conoscere la bellezza e la bontà del Vangelo, non vuol dire che approviamo il comportamento di chi va contro la legge. Ha fatto bene don Peppino Diana a denunciare e a non tacere, sfidando una violenza capace di atti estremi. Così don Ciro è coerente con la sua missione di servizio e di dedizione. Non ci vogliamo sottrarre a questa verità, ma non lasciate a noi preti questo compito, mentre per tanti altri aspetti nella nostra società permane la legittimazione dell'illegalità, coperta da interessi e da tante ipocrisie che oscurano il giudizio e confondono le intenzioni. In Italia in particolare si gode di una libertà che permette di operare anche in povertà e semplicità. È un'avventura che riempie i cuori, ma meglio è comunque cominciare da chi è andato fuori dal recinto.
Fabrizio Valletti

Macchianera Blog Awards 2008. eventualmente puoi indicare e votare anche questo piccolo blog? o no? (http://pasqualeorlando.blogspot.com )

“Giornata di poesia, di letteratura e di arte per il Formicoso”



Versi per il Formicoso
Cento ( … ) per l’Irpinia

Il Centro di documentazione sulla poesia del Sud, il Comitato “Nessuno tocchi il Formicoso”, il Centro Studi “Giordano Bruno” di Castelfranci organizzano una “Giornata di poesia, di letteratura e di arte per il Formicoso”, che si terrà il 7 settembre presso l’Abbazia del Goleto.
Già hanno aderito numerosi poeti, scrittori, artisti, fotografi, registi, oltre a Paolo Saggese, Giuseppe Iuliano, Franco Arminio, Angelo Verderosa, Alfonso Nannariello, Felice Storti, che sono i promotori dell’iniziativa.
La partecipazione è libera ed è aperta a tutti coloro che amano la poesia, la scrittura, l’arte e intendano portare una testimonianza di amore nei riguardi del nostro territorio. Già hanno aderito numerosi poeti e scrittori, tra cui Pasquale Martiniello, Ugo Piscopo, Luisa Martiniello, Vincenzo D’Alessio, Anna Maria Galasso, Salvatore Salvatore, Olga Di Gregorio, Livio Borriello, Alessandro Di Napoli, Giandonato Giordano, Gherardo Mengoni, Pasquale Gallicchio, Raffaele Barbieri, Luigi Grosso, Oriana Costanzi, Angelo Cristofaro, Maddalena Verderosa, Antonietta Gnerre, Claudia Iandolo, Paolo Battista, Domenico Cipriano, Faustino De Palma, Gaetano Calabrese di Lioni, Fernando Antoniello, Nunziatina Policino, Luigi Capone, Assunta Del Sordo, Giuseppina Polico, il fotografo Carlos Solito.
Analogamente invitiamo ad aderire gli Amministratori irpini, come hanno fatto già il Sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, Michele Forte, il Sindaco e il Vice-sindaco di Monteverde, Franco Ricciardi e Antonio Vella.
La giornata, oltre a letture di testi poetici ed in prosa, prevede, come ha suggerito Alfonso Nannariello, vere e proprie performance artistiche e land art, che saranno documentate da video e fotografie, e che diverranno un volume e una grande mostra (con foto, poesie, scritti, dipinti e video), di cui saranno protagonisti tutti gli … intervenuti.
Questa sarà la prima di una serie di giornate e di eventi a cadenza almeno mensile dedicati al Formicoso e all’emergenza Irpinia.
Infatti, viviamo un momento cruciale per la nostra terra, un momento che può essere di svolta nella lotta culturale per l’Irpinia: perciò, inauguriamo - dice Franco Arminio - “un autunno caldo della Cultura in Irpinia”.
Chiunque abbia intenzione di partecipare, potrà inviare un riscontro di adesione e/o un testo - in poesia o in prosa - dedicato al territorio irpino alle seguenti e-mail: paolosaggese@yahoo.it (Paolo Saggese); giiuliano@tiscali.it (Giuseppe Iuliano), arminio17@gmail.com (Franco Arminio); studio()verderosa.it (Angelo Verderosa).

28.8.08 a.v.: oltre a mettere opere e adesioni nei commenti si può pensare -raccogliendo le provocazioni di enzo, michele ed enzlu- a sostituire il termine “intellettuali” con qualcos’altro; il dibattito è comunitario ed aperto.

sono pervenute oltre 100 adesioni: è importante vederci sabato 6 alle 16 in modo da organizzare gli spazi; sarà tutto in contemporanea; si ipotizza uno spazio video, uno spazio scrittura, uno spazio pittura-scultura-fotografia; uno spazio libero. Se il tempo è buono pranzeremo negli “orti”; ognuno si attrezzi per trascorrere l’intera giornata fuori (colazione, scarpe comode, maglione, fotocamera).

Festa dei Funghi e Mostra Micologica 11-12-13-14 settembre 2008 ad Alife (Ce)


Festa dei Funghi e Mostra Micologica 11-12-13-14 settembre 2008 ad Alife (Ce) - Il calendario degli appuntamenti estivi nella nostra regione è ricco e multiforme, scorrendolo scopriamo che si può andare oltre la riscoperta dei prodotti tipici del luogo, lasciandoci trasportare dalle bellezze dei centri storici e dalle sconosciute perle che custodiscono, a volte abbandonate, spesso recuperate, ma purtroppo, non sempre fruibili per il pubblico. E’ il caso di Alife cittadina incastonata lungo il versante del Matese, da sempre conosciuta per la sua antica ed interessante storia. Programma Giovedì 11 settembre ore 19:00 Mostra Micologica. ore 20:30 Apertura Stand Gastronomici. ore 21:00 Karaoke in Piazza. Venerdì 12 settembre ore 19:00 Mostra Micologica. ore 20:30 Apertura Stand Gastronomici. ore 21:00 Musica Live con gli "ALTER EGO" Sabato 13 settembre ore 19:00 Mostra Micologica. ore 19:30 Spettacolo per bambini con BONNY E CLOWN SPETTACOLO DI MAGIA E CABARET CON ALDO SHOW E I SUOI ANIMALETTI ore 20:30 Apertura Stand Gastronomici. ore 21:00 Musica Live con gli S.O.S Machine Rhythm & blues Domenica 14 settembre ore 19:00 Mostra Micologica. ore 20:30 Apertura Stand Gastronomici. ore 21:00 Musica Live con "KIUSA PARENTESI per info: http://www.prolocoalifana.it/ info@prolocolaifana.it 3807129194 - 3384405560

giovedì, agosto 28, 2008

Università: Ingegneria batte giurisprudenza

UNIVERSITÀ LA SCELTA
I primi dati confermano l’andamento di questi anni Salerno si allinea al trend ma alla Sun resiste Legge



MARISA LA PENNA Giampiero Martuscelli, ingegnere edile, 48 anni, è un esperto nel settore progettazione. Dopo un master di specializzazione alla Columbia University di New York, ha lavorato a lungo negli Stati Uniti presso una delle più note società di ingegneria americana - la «Weidlinger Associates Consulting Engineers» - nel campo della progettazione di grandi opere (tra le altre, la realizzazione di ambasciate americane all’estero in grado di resistere alle esplosioni causate da eventuali attentati terroristici). Dal 1987 svolge la propria attività tra Napoli, Roma e Milano nell'ambito della progettazione, nonché della direzione dei lavori e dei collaudi, di opere sia pubbliche che private (Tav, Centro Direzionale, Autostrade). Da tre anni il numero di studenti di Ingegneria supera quello degli studenti di Giurisprudenza. Perché, secondo lei? «Ingegneria ha sempre rappresentato una laurea con buone possibilità di occupazione. Si tratta di una strada estremamente difficoltosa che alla fine, però, ripaga degli sforzi fatti. Un laureato in ingegneria trova sempre sbocchi sul mercato». Il lavoro, insomma, è una certezza? «Sì. E parlo per esperienza diretta. Al mio studio arrivano di continuo curriculum di giovani laureati. Molto spesso, nel giro di qualche settimana, proviamo a chiamarli per offrire loro un’opportunità di lavoro. Bene, la maggior parte delle volte hanno già trovato una collocazione. In altri studi, in grandi imprese. Questo vuol dire che l'attesa per un lavoro è minima rispetto a un laureato in altre discipline». È l’unica motivazione nella scelta? «C'è anche un secondo aspetto, a mio parere negativo, che induce gli studenti a orientarsi verso la facoltà di Ingegneria». Quale? «Il nuovo ordinamento ha spezzato il corso di laurea tradizionale nel cosiddetto tre più due. Un programma di studi meno difficile di un tempo e, dunque, molto più abbordabile. Sono scomparsi alcuni ”mostri sacri” come scienza delle costruzioni, oggi ridotta a un corso semestrale di cinquanta ore, certamente meno approfondito di un corso annuale». Si dovrebbe fare marcia indietro? «Il mio auspicio è senza dubbio un ritorno al vecchio ordinamento, oppure una nuova formula che possa essere più vicina a quella originaria».

Diecimila pizze gratis contro le speculazioni

Diecimila pizze gratis contro le speculazioni
Forni accesi per tre giorni dopo la conquista del marchio di qualità



ENRICA PROCACCINI Pizza alle stelle nelle città del nord, margherita e marinara gratis a Napoli. Parte dal capoluogo campano la battaglia per calmierare il prezzo del piatto simbolo della cucina partenopea. E per assicurare al consumatore la qualità del prodotto. Tre euro e 50 contro gli 8 euro di Roma e i 10 di Milano. La proposta è dell'Associazione pizzaioli napoletani (Anp) e dal Consorzio italiano di tutela della pizza napoletana Stg, che per tre giorni, da lunedì a ieri, hanno organizzato a piazza Dante la manifestazione «L'oro di Napoli». Venti pizzaioli, cinque forni e diecimila piatti distribuiti a turisti e napoletani per dire stop al caropizza e salutare, dopo sette anni di attesa, il riconoscimento comunitario (il marchio di Specialità tradizionale garantita, ndr) ormai in dirittura d'arrivo. Sullo sfondo, la polemica con i pizzaioli milanesi. «Alcune associazioni del nord -spiega Sergio Miccù, presidente dell'Anp - in particolare l'Apes (Associazione pizzaioli e similari), temono che il marchio Stg possa essere usato per speculare sui prezzi. E invece sarà proprio il severo disciplinare stilato a Bruxelles che metterà a nudo gli speculatori: farina, acqua, mozzarella e pomodoro non possono far salire il prezzo di una margherita oltre i 3 euro e 50». Al fianco dei pizzaioli napoletani si schiera l'assessore provinciale all'Agricoltura, Francesco Emilio Borrelli: «Abbiamo deciso di distribuire migliaia di pizze gratis per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di tutelare un prodotto tipico del nostro territorio messo a rischio dalle imitazioni di bassa qualità, spesso vendute a prezzi improponibili». Ma nel mirino della Provincia non c'è solo la pizza rincarata. Contro il caro-vita, Borrelli annuncia una serie di iniziative in programma nelle prossime settimane. «Latte alla spina e acqua da vendere in farmacia sono i nostri prossimi obiettivi. A Marano una farmacia ha già avviato la vendita: si va lì con una bottiglia e si acquista un litro di acqua a 12 centesimi, contro i 60 o 90 del supermercato. L'iniziativa sta riscuotendo un successo inaspettato».

mercoledì, agosto 27, 2008

Premio Anello debole. media per il sociale: ultima scadenza.


Premio L'Anello Debole
Radio, Tv, Cinema contro l'esclusione sociale

IV Edizione - Ottobre 2008

(consegna delle opere entro l'8 settembre 2008)

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La Comunità di Capodarco intende dare un riconoscimento ai migliori programmi giornalistici radiofonici e televisivi (servizi lunghi, inchieste, reportage, documentari) e ai migliori cortometraggi “della realtà” o di fiction aventi come oggetto tematiche di forte contenuto sociale.

Durata opere ammesse: non inferiore a 3’ e non superiore a 25’.

Giuria: Giancarlo Santalmassi (presidente), Vinicio Albanesi, Pino Corrias, Daniela De Robert, Andrea Pellizzari, Daniele Segre.

Scadenza: 8 settembre 2008.

Bando e dettagli: http://www.premioanellodebole.it/

Segreteria: 0734 681001; e-mail: info@premioanellodebole.it.


Con il contributo di:
Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo

Piccola miscellanea sugli esami di ammissione all'università


Università: al via i test d'accesso per 200mila matricole


Settembre, finite le vacanze, iniziano gli esami. Sono quelli dei test di ammissione delle università. Quasi tutte infatti chiedono il superamento di una prova a quiz prima di accettare la formale iscrizione accademica. E se sono oltre 120 mila i test effettuati dalla fine di luglio negli atenei italiani, ora, dopo la pausa di agosto, le università riaprono le porte ai neo diplomati e aspiranti matricole: saranno 200 mila gli studenti impegnati nelle prove di ammissione ai corsi di laurea, si comincia il 3 settembre con la selezione nazionale per l’accesso a Medicina e chirurgia, per passare poi, il 4, il 5 e l’8, rispettivamente al test di Odontoiatria, Veterinaria e Architettura. Il 9 è il giorno delle prove per le ammissione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie, per finire il 10 settembre con l’esame per l’accesso a Scienze della formazione primaria. Le date del 9 e del 10 possono però variare a seconda dell’Università.

Le prove si basano su programmi definiti dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e nella maggior parte dei casi sono uguali in tutta Italia. Con il decreto ministeriale del 18 giugno 2008 sono infatti state stabilite le modalità e i contenuti delle prove di ammissione ai corsi ad accesso programmato a livello nazionale.
Ma quali sono le facoltà che richiedono un test di ammissione? Se sono ormai sempre più numerosi i corsi di laurea a numero chiuso in tutte le università statali italiane, come Medicina e chirurgia, Veterinaria, Odontoiatria, i corsi triennali dell’area sanitaria, Architettura e Scienze della formazione primaria, alcuni sono a numero programmato solo in alcune università, soprattutto nell’area Comunicazione, Psicologia, Economia, Scienze giuridiche. Per sapere quali sono è necessario però informarsi presso le singole segreterie universitarie. Così come diversi sono i regolamenti e i test per le università private, Bocconi, Luiss e Cattolica, che stabiliscono ormai da molti anni un numero limitato di posti ai propri corsi.

Come superare il test? Molte università organizzano dei corsi. La Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Verona ad esempio organizza un breve corso di preparazione alla prova per l’ammissione alle lauree triennali delle professioni sanitarie.
Anche su internet ci si può allenare alla prova d’esame e verificare la propria preparazione, o anche solo discutere sui tanti forum sui costi per sostenere i test di ammissione. Tra libri e corsi preparatori, tassa d’iscrizione ed eventuali spostamenti, gli studenti e le loro famiglia dovranno sostenere una spesa che può arrivare fino a 2 mila euro.

Sono numerosi i siti, come ad esempio Hoeplitest, nei quali basta selezionare il test che si vuole fare, e una volta registrati al sito, simulare la prova. Per ogni facoltà è indicato il tempo per lo svolgimento del test e tutti i criteri a cui la Commissione si attiene nella valutazione delle prove. Nell’incertezza è sempre meglio non rispondere alla domanda: per ogni risposta sbagliata sono infatti tolti da 0,25 punti a 0,50, mentre nessun punto viene dato o tolto per una risposta non data.

Sul sito di Alpha Test, una società che opera nel settore dell’editoria, della formazione e dell’orientamento scolastico-professionale è possibile ad esempio non solo trovare tutte le informazioni sui test di ammissione, ma anche sperimentare direttamente, facoltà per facoltà, la natura e la difficoltà delle domande.

Per l’accesso ai corsi universitari a numero programmato, su un punteggio massimo di 105 punti, 80 saranno assegnati sulla base del risultato del test d’ingresso e 25 saranno dati agli studenti che avranno conseguito risultati di eccellenza a scuola. A tal fine contribuiranno: la media complessiva, non inferiore a sette decimi, dei voti ottenuti negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni di frequenza della scuola secondaria superiore; la valutazione finale conseguita nell’esame di Stato dal 20% degli studenti con la votazione più alta attribuita dalle singole commissioni, che comunque non deve essere inferiore a 80/100; la lode ottenuta nella valutazione finale dell’esame di Stato; le votazioni, uguali o superiori agli otto decimi, conseguite negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni in discipline, predefinite nel bando di accesso a corsi universitari, che abbiano diretta attinenza o siano comunque significative per il corso di laurea prescelto.

E se in aumento risultano le iscrizioni ai test di ammissione per architettura, il camice bianco è ancora uno dei più ambiti. A Medicina, per circa 7.300 posti disponibili ci si aspettano, in base ai dati degli ultimi anni, oltre 55.000 candidati. Segue Odontoiatria, dove ci saranno oltre 15.000 pretendenti per i soli 782 posti disponibili in tutta Italia.

Diciottomila studenti sono già ai blocchi di partenza. A settembre per loro si apriranno i giochi per accedere ai corsi di laurea a numero programmato. Lo scorso anno, dopo che la magistratura portò alla luce una vera e propria organizzazione a delinquere che assicurava il superamento dei test ai corsisti privati, l´ateneo si dichiarò disponibile a organizzare direttamente dei brevi corsi di preparazione. Ma, il cambio in corsa del ministero per l´Università, ha fatto si che le regole sui nuovi test d´ingresso (in bilico dopo il caos del 2007) fossero diramate, simili alla precedenti, solo all´ultimo momento.

Impedendo all´università di Bari di organizzarsi per tempo. «L´ipotesi resta in piedi ma non per quest´anno - ha spiegato il prorettore Augusto Garuccio - non c´è stato il tempo necessario per provvedere anche a questo». Del resto i vertici dell´università hanno dovuto lavorare sodo per organizzare misure di sicurezza straordinarie a prova di truffa. Questo impegno, evidentemente, ha rassicurato gli aspiranti universitari che in massa si sono accreditati per i test d´ammissione. Ieri le segreterie decentrate dell´università di Bari sono rimaste eccezionalmente aperte fino alle 18 per accogliere un folto esercito di ritardatari. Gli studenti che, nonostante la possibilità offerta di sbrigare completamente la pratica su Internet, hanno atteso l´ultimo giorno utile per iscriversi ai test d´ingresso sono stati numerosissimi. E hanno contribuito a ritoccare verso l´alto il trend positivo di iscrizioni già registrato ieri: rispetto allo scorso anno ai test d´ingresso per accedere ai corsi di studio a numero programmato parteciperà complessivamente il 20 per cento di studenti in più rispetto allo scorso anno.

Lo scandalo dei test di Medicina passati con gli sms, che lo scorso anno portò l´ateneo alla ribalta nazionale, non hanno scoraggiato i neo diplomati. Al contrario. «Noi non ci stupiamo di questo trend positivo - spiega il prorettore, Augusto Garuccio - il modo in cui l´ateneo ha affrontato la difficile situazione dello scorso anno e l´emersione degli inganni perpetrati offre semmai maggiori garanzie agli studenti onesti che si apprestano alle prove d´ingresso». Le misure di sicurezza straordinarie che saranno adottate per garantire un regolare svolgimento dei concorsi dovrebbero limitare al massimo i possibili trucchetti per superare l´esame. E, infatti, tra gli studenti che stanno preparando la prova d´ammissione il clima sembra sereno. «Non sono per nulla preoccupati dei possibili inganni - spiega Luigi D´Abbicco responsabile di Azione universitaria - semmai temono di più l´elevato numero di partecipanti che si sono iscritti alle prove di selezione. Questo riduce per loro le possibilità di accedere ai corsi a numero chiuso».

I precorsi offerti dalla sua associazione universitaria non sono mai stati seguiti come quest´anno. Per partecipare non si paga nulla perché i docenti di Medicina offrono gratuitamente le lezioni di ripetizione e tutto lo sforzo organizzativo è assorbito dal lavoro volontario degli iscritti alle diverse associazioni. Anche Studenti per medicina offre le sue lezioni. «Anche se avremmo preferito che ad occuparsene fosse state direttamente l´università - spiega il senatore accademico, Nicolas Caputo - questa sarebbe stata un ulteriore garanzia di trasparenza per gli iscritti».

Mentre non si placano le polemiche sulla scuola - l'ultima, in ordine di tempo, quella sulla professionalità dei docenti - nella università stanno per partire i test d'accesso alle facoltà a numero chiuso per l'anno accademico 2008/2009. Per le 200mila aspiranti matricole il calendario delle prove si aprirà mercoledì prossimo, 3 settembre, con la prova nazionale per l'ammissione a Medicina e Chirurgia, per continuare il 4 settembre con i test per Odontoiatria e Protesi dentaria, il 5 per Veterinaria e l'8 settembre per Architettura. Il 9 e il 10 settembre, infine, sarà la volta dei test per l'accesso ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie e per quelli in Scienze della formazione primaria: in questo caso, le prove saranno stabilite dai singoli atenei e non a livello nazionale, così come accade per l'iscrizione a Scienze della comunicazione, Economia e Psicologia.
Per quanto riguarda i costi, tra iscrizione (mai sotto i 40 euro), libri ed eventuali spostamenti, le spese vanno dai 100 ai 300 euro. Naturalmente esistono società che organizzano corsi specifici, le cui tariffe, per l'area medica, arrivano a 1.700 euro per 70 ore. Più economici i corsi per altre facoltà, ma molti studenti preferiscono preparare da soli le prove, soprattutto quelle di cultura generale. Magari rispolverando i libri delle superiori, prendendo l'abitudine di leggere il giornale tutti i giorni o aiutati da iniziative come quella del nostro sito attraverso test specifici da effettuare online. Da quest'anno, inoltre, il ministero ha messo a punto uno strumento di simulazione (www.accessoprogrammato.miur.it) con il quale esercitarsi, verificare il proprio grado di competenze e anche ottenere informazioni dettagliate sullo svolgimento delle prove, attraverso un video clip che mostra come compilare i test e quali accorgimenti usare al momento della riconsegna della busta contenente i quesiti.
Istruzioni che sono contenute anche nel Dm dello scorso 18 giugno, con il quale il ministro Mariastella Gelmini ha fissato le modalità di partecipazione e i contenuti delle prove, ma anche i criteri per la tutela della privacy e la trasparenza. Più rigore, quindi, dopo lo scandalo sulle truffe nei test per Medicina che lo scorso anno coinvolse, da Nord a Sud, diversi atenei del Paese, con l'annullamento delle prove nelle sedi di Bari e Catanzaro. In quell'occasione, l'ex ministro Mussi intervenne proponendo misure per bandire dagli atenei per cinque anni gli studenti coinvolti nelle frodi, ma anche Gelmini, all'indomani del suo insediamento, ha annunciato una "revisione dei test per migliorarli e renderli più meritocratici".
Una volta superata la prova di ammissione, in molti atenei gli studenti troveranno corsi di laurea riorganizzati e con un numero di esami inferiore agli anni precedenti. Con l'anno accademico 2008/2009, infatti, partiranno le nuove lauree previste dal Dm 270/04: tetto massimo di 20 esami per la triennale e di 12 per la magistrale e almeno il 50% degli insegnamenti di ogni corso affidati a professori o ricercatori di ruolo dell'ateneo. Le nuove regole diventeranno obbligatorie per tutte le università a partire dal 2010.
di Alessia Tripodi Sole 24 ore
Accesso Programmato

Prove nazionali di ammissione ai corsi ad accesso programmato Anno Accademico 2008/2009



Documenti ministeriali

È disponibile il Decreto Ministeriale del 18 giugno 2008 e i suoi allegati, con il quale sono state fissate le modalità di partecipazione ed i contenuti delle prove.



È disponibile il video informativo con le istruzioni su come sostenere la prova, per accedere clicca qui a fianco.

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Date di svolgimento delle prove

Medicina e Chirurgia

3 Settembre 2008

Odontoiatria e Protesi Dentaria

4 Settembre 2008

Medicina Veterinaria

5 Settembre 2008

Corsi direttamente finalizzati alla formazione di architetto

8 Settembre 2008


martedì, agosto 26, 2008

PAUPISI - SI PREPARA LA SAGRA DEL ''CICATIELLO



Il 29, 30 e 31 agosto Paupisi, provincia di Benevento, profumerà di ragù perché torna come di consueto la “Sagra del Cecatiello - Festival dei Sapori” che quest’anno tocca la sua XXXV edizione. Un appuntamento che sull’agenda dei buongustai e di coloro i quali vogliono trascorrere serate all’insegna della spensieratezza, divertimento e buona cucina, non manca. Il clima di festa, l’ospitalità, la qualità e la bontà dei prodotti tipici, hanno reso celebre la sagra di Paupisi in programma ogni anno l’ultimo week-end di agosto. Gli itinerari gastronomici si snodano tra gli scorci più suggestivi del paese e il ruolo di protagonista è affidato ai cecatielli, tipica pasta lavorata a mano e condita con un gustoso ragù di carni scelte. Il territorio di Paupisi è inserito nel Parco Regionale del Taburno; è una terra ricca di storia e di tradizioni, che vanta una forte economia agricola nella quale il settore vitivinicolo ed oleario occupano una posizione di assoluto rilievo. Caratterizzata da una felice condizione climatica e da terreni particolarmente vocati, questa zona è stata riconosciuta a Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) per i vini Aglianico e Falanghina. La qualità dei colli paupisani viene costantemente garantita dalle aziende locali e la "Sagra del Cecatiello" che si tiene ogni anno l’ultimo week end di agosto è l'occasione per degustare i nostri prodotti tipici. Un altro prodotto di qualità che le terre paupisane offrono è l'olio. La stagione ideale per comprare l'olio di oliva appena franto è il mese di novembre e dicembre: sceglierlo in un frantoio o in un'azienda agricola, oltre a fornire lo spunto per una passeggiata, offre di solito maggiori garanzie di autenticità, un discreto risparmio e, cosa essenziale, permette di assaggiare il prodotto prima di acquistarlo. Paupisi è anche una terra di artigiani che non dimenticano; aria, terra, acqua, uomo: è da questi elementi fondamentali e dall'abilità di lavorazione che derivano il bello e il buono dei cecatielli, che prosperano nei luoghi in cui le condizioni ambientali assecondano chi ha saputo salvare i segreti della tradizione. La cultura popolare, infatti, ha combinato tutte le risorse locali disponibili secondo una formula semplice: il grano duro cresciuto al sole, l'acqua pura di fonte e la capacità di scegliere il momento climatico più adatto per stendere le sfoglie ed asciugare il cecatiello all'aperto. Occorre grande abilità, in particolar modo durante l'asciugatura e i passaggi più delicati sono sempre affidati alla cura delle donne. Dopo questo piatto principe nella Sagra si possono apprezzare altre delizie preparate secondo la tradizione paupisana: padellaccia, spezzatino, peperoni imbottiti, trippa, arrosti vari, bocconcini di carne alla paupisana, montanare... Dunque 29-30-31 agosto 2008 tutti a Paupisi: una tre giorni che vedrà il paese trasformato in un ristorante all’aperto: un piccolo centro che diventa un grande polo di attrazione folcloristico e gastronomico. Per informazioni si può visitare il sito www.comunepaupisi.it

L'UCO ricorda Mons. Gennaro Dati

La fede nella proclamazione della risurrezione di Gesù, nell’attesa della sua venuta, non ci permette di non provare un senso di sofferenza e di vuoto quando una persona cara entra nella sfera dell’invisibile, perché il Signore gli ha dato accesso nel Regno dei cieli.
Mons. Gennaro Dati, da molti chiamato Don Gennarino, ha raggiunto quella che è stata la meta della sua missione, affidatagli da Dio, ed è andato ad occupare quel posto che da sempre era suo.
Il suo ricordo non passerà facilmente e presto, perché lui ha rappresentato, per la nostra Chiesa, la vera espressione di sacerdote. Schivo ad ogni ruolo che gli avrebbe procurato un vano e passeggero successo, ha cercato e ricoperto incarichi che, apparentemente, lo lasciavano in ombra ed ai margini della grande pastorale. Mite ed umile, esprimeva il senso del sacro con la sola sua presenza. La sua voce ritmata e ricca di prolungati silenzi, procurava serenità allo spirito di colui che lo ascoltava e, scomparendo, offriva la possibilità di far emergere solamente Dio e la sua Parola, nella quale egli credeva fermamente e per la quale viveva la sua semplice esistenza, fatta di donazione, senza presunzione, orgoglio o superbia.

Un vero sacerdote, che si è interrogato continuamente e fino alla fine, sul significato della sua vocazione, che meditava con rispetto, cercando di penetrarne il misterioso disegno.
Durante la sua lunga attività di vita pastorale, ha avuto modo di essere vicino, conoscere e farsi conoscere da molte persone, appartenenti alle più svariate diverse esperienze esistenziali. Come parroco di Pazzigno, suo quartiere natio , è stato per tutti sostegno nella fede e nella vita; come Responsabile dell’Ufficio della S. Visita, non poche volte si è
trovato ad assistere, consolare, esortare, suoi confratelli in difficoltà; come Assistente diocesano delle Unioni Cattoliche Operaie, ministero che ha ricoperto per molti anni, ha partecipato alle complesse e differenziate situazioni di cui ha potuto fare esperienza attraverso il semplice mondo degli operai e della Religiosità popolare. Come Cappellano al Cimitero di Napoli , ha sostenuto quanti, provati dalla tristezza e dal dolore della morte, ricorrevano a lui per una parola di conforto ed un sostegno nella certezza di una vita che continua nelle mani di Dio.
Don Gennarino, per tutti è stato il buon padre, l’amico che ascolta e comprende, il fratello che condivide e partecipa alla sofferenza ed anche alle tante gioie che era invitato a condividere, lasciando ovunque un delicato e dolce ricordo.
Che il Signore, che ha voluto privarcene per portarlo più accanto a sé, voglia inviarci uomini come lui, sacerdoti come lui, soprattutto nel nostro tempo, nel quale il mondo fa di tutto per attirare nelle sue trame anche coloro che, per essere uomini di Dio, sono chiamati ad essere segno e testimonianza per una umanità che sembra sempre più smarrita, perché priva di riferimenti.

La grande famiglia delle Unioni Cattoliche Operaie lo ricorderà con una solenne celebrazione eucaristica nel mese di ottobre, come inizio delle attività pastorali diocesane.

Pasquale Oliviero

Delegato Arcivescovile

Unioni Cattoliche Operaie

lunedì, agosto 25, 2008

il mondo alla rovescia. Gli zingari e noi.

dal blog dell'ottimo giornalista Michele M. Ippolito (link cliccando il titolo) prelevo questa bella riflessione. Riflettiamo mentre sorridiamo....

Il mondo alla rovescia

bimbi_romAppena tornato da Lourdes... Ma su questo mio viaggio (l'undicesimo verso la città mariana in altrettanti anni) mi soffermerò nei prossimi giorni. Ora vorrei raccontarvi una cosa divertente.

Sono impegnato nel servizio d'ordine di una cerimonia del pellegrinaggio dei gitani, quelli che noi chiamiamo volgarmente "zingari". Giacca e cravatta, stile serio e composto, seppure armato di grandi sorrisi. Come sapete, in Italia, quando un bambino piange, gli si dice "smettila altrimenti ti faccio venire a prendere dagli zingari". L'altro giorno, il mio mondo è stato sovvertito. Uscendo dalla grotta dove apparve la Vergine, un rom si gira verso di me e dice in francese alla figlia di pochi anni che piange "smettila, altrimenti ti faccio portar via da questo signore". Sono sicuro che c'è una morale in questa storia. Io ci sto riflettendo. Vediamo se la trovate voi.

Il cardinale e il federalismo: «Attenti, senza solidarietà non può esserci progresso»

Il cardinale e il federalismo: «Attenti, senza solidarietà non può esserci progresso» «Non si cresce se non insieme. E questo perché è evidente che il gap non favorisce lo sviluppo armonico e il progresso civile di tutto il Paese».
Lo dice il cardinale Crescenzio Sepe in un'intervista all'agenzia Asca, proprio mentre entra nel vivo il dibattito sul federalismo fiscale. «Nessuna elargizione e nessun privilegio, e soprattutto niente assistenzialismo — precisa l'arcivescovo di Napoli —. Quello che serve sono misure che facciano prevalere capacità, progettualità e risorse locali. Bisogna dare spazio ad una solidarietà elevata a sistema che, come più volte è stato detto, preveda strumenti e parametri di perequazione sociale ed economica, in maniera che tutte le aree siano messe nelle condizioni di costruirsi il proprio futuro. Potendo contare, laddove necessario, sulla solidarietà dei più forti e dei più fortunati, all'interno di una logica che faccia salvi gli interessi, la forza, l'immagine e l'unità del Paese».
«Senza rispolverare la vecchia questione meridionale», Sepe invoca una «inversione di tendenza, mettendo in campo una oculata e responsabile iniziativa che risulti una opportunità e non un ostacolo per le diverse comunità del Paese».
In questo quadro, le priorità della Chiesa saranno quelle di sempre: «L'attenzione, il sostegno, la vicinanza, la solidarietà, la condivisione della sofferenza del disagio, del bisogno e del dolore, l'aiuto ai più deboli, il rispetto degli ultimi, la centralità della persona umana sono incarnati nel dna di ogni buon cristiano». E da cristiano il cardinale sottolinea che «non si è nazione se non si praticano solidarietà e aiuto ai più svantaggiati», soprattutto «quando vi sono parti del territorio e aree che, per problemi storici e precarietà attuali, camminano a diversa velocità».
Una distanza che, proprio ieri, la Cgia di Mestre è tornata ad evidenziare attraverso uno studio relativo alle difficoltà dei Comuni italiani calcolate sul rapporto 2007 tra entrate proprie e spese correnti. Rispetto ad un saldo negativo medio nazionale per Comune pari a 1,132 milioni di euro, l'indagine rivela dati sconfortanti per la Campania, dove la media del saldo negativo per ciascuna amministrazione è di 2,723 milioni di euro, la situazione più grave di tutt'Italia. Non se la passa meglio la Puglia, dove la differenza tra entrate proprie e spesa corrente è di 2,518 milioni di euro, e la Basilicata, dove ogni Comune ha un saldo negativo tra entrate tributarie e spese correnti di 1,301 milioni di euro.
Scritto da Ugo Ferrero da il Corriere del Mezzogiorno

Io solidale, tu poliziesco»: sfida-sicurezza tra Iervolino e De Luca

Fuoco amico nel Pd campano sulla sicurezza, con Vincenzo De Luca che respinge al mittente le critiche in arrivo da Napoli.
«Rispetto a lui io ho un taglio più solidaristico e meno poliziesco», ha detto in un'intervista al Mattino di ieri Rosa Russo Iervolino commentando l'inasprimento delle sanzioni contro accattoni, lavavetri e prostitute varato venerdì dalla giunta di Salerno: «Perché punire i mendicanti? Bisogna aiutarli», spiega il primo cittadino napoletano.
«Ma quale poliziesco! Ma quali maximulte ai mendicanti! Perché bisogna sempre buttare tutto in ideologia?», si chiede De Luca, che non vuole fare polemiche e non nomina mai la Iervolino ma ci tiene a fare chiarezza sulle sue scelte. «A Salerno non vengono multati i mendicanti, per l'amor di Dio, cerchiamo piuttosto di colpire il sistema dell'accattonaggio. Ci sono pulmini in arrivo dal napoletano che, il sabato soprattutto, ci scaricano in città schiere di questuanti: è questo racket che vogliamo sconfiggere. Io la multa la faccio semmai ai punkabbestia e ai lavavetri che intimidiscono i passanti e le donne al volante».
Nel mirino ci sono pure le prostitute: per loro la sanzione prevista è di 500 euro. Il bilancio tra venerdì e sabato è di 17 lucciole multate (nessuna di loro, era facile immaginarlo, ha conciliato) alle quali sono stati consegnati altrettanti fogli di via (anche un cliente è incappato nel nuovo provvedimento). Tutto inutile, ed è lo stesso De Luca ad ammetterlo implicitamente: «Le prostitute finiscono per collezionarne anche una dozzina di fogli di via, ma rimangono tranquillamente sulla strada. Non è accettabile. Io vorrei poter allontanare tutti gli stranieri che raggiungono il terzo decreto di espulsione, altrimenti non posso fare la cosa semplice e banale che mi domandano gli elettori: ripulire i quartieri».
Altrimenti, afferma il sindaco di Salerno, lo Stato continuerà ad essere un'entità puramente virtuale: «Ormai nei nostri centri urbani il principio di autorità non esiste più. Se la politica andrà avanti di questo passo, eludendo il crescente bisogno di sicurezza in questa giostra dell'impotenza, saranno i cittadini stessi a pretendere una vera svolta repressiva. Non dobbiamo esasperarli, è necessario agire prima». Le proposte di De Luca metterebbero certamente d'accordo non pochi sindaci di centrosinistra con i loro colleghi di centrodestra: «Primo: stabilire con un decreto legge l'immediatezza della pena, non posso continuare a vedere il parcheggiatore abusivo tornare a delinquere 24 ore dopo che l'ho arrestato. Secondo: dal governo ci vogliono maggiori risorse per finanziare più turni della polizia municipale nelle zone a rischio».
Non ha nessuna paura di passare per «sceriffo», De Luca, è stufo del «folklore» che accompagna ogni provvedimento sulla sicurezza («lo so, non è solo colpa dei giornali, ma spesso anche di noi sindaci »). Ma che fine fanno le politiche «di sinistra» come la solidarietà, la prevenzione, le strategie di inclusione della marginalità? «Sono cose che in questo discorso non c'entrano proprio nulla, stiamo parlando di lotta alla criminalità. Chi ha in tasca la ricetta della solidarietà me le dia pure, io devo prima rispondere alle emergenze del mio territorio». Ogni riferimento alle parole della Iervolino è puramente casuale.
Scritto da Fabio Cutri da il Corriere della Sera, 25-08-2008 06:59

"UN MONDO DI AFFAMATI". RELAZIONE DI SANDRO CALVANI (Direttore UNICRI).


"UN MONDO DI AFFAMATI". RELAZIONE DI SANDRO CALVANI (Direttore UNICRI).

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Relazione di Sandro CALVANI (Rappresentante delle Nazioni Unite in Italia e Direttore dell’Istituto delle Nazioni Unite UNICRI-United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute).

In allegato il testo della relazione.
Sandro Calvani (1952), ex-professore assistente dell’Università di Genova, é stato coordinatore degli aiuti internazionali ed umanitari della Caritas dal 1980 al 1988. È specializzato in gestione delle emergenze sanitarie in grandi popolazioni a Lovanio (Belgio), in ecologia di comunità rurali presso la Colorado State University (USA) e in gestione dello sviluppo e dei conflitti all’Università Harvard (Cambridge, USA). È stato direttore dell’OMS per la regione africana e di vari organi delle Nazioni Unite e coordinatore del gruppo di lavoro di otto agenzie delle Nazioni Unite sull’Hiv-AIDS per l’Asia e il Pacifico. Ha lavorato e vissuto in America Latina, Africa, Europa ed Estremo Oriente. Dal 1988 al 2007 è stato Direttore di diversi organi dell’ONU in Etiopia, Congo, Bolivia, Caraibi, Europa, Thailandia e Sud-est Asiatico, Colombia. Nel Luglio 2007 il Segretario Generale dell’ONU Mr. Ban Ki-moon ha nominato Sandro Calvani Direttore dell’UNICRI, United Nations Crime and Justice Research Institute, una delle cinque Istituzioni delle Nazioni Unite per la Ricerca e la Formazione con sede a Torino. Sandro Calvani è autore di 18 libri e oltre 600 articoli su temi di salute pubblica, sviluppo sostenibile, crimine transnazionale e della pace.

  • relazione in allegato



  • lunedì, agosto 18, 2008

    DESTRA E SINISTRA DOPO LE IDEOLOGIE.

    DESTRA E SINISTRA DOPO LE IDEOLOGIE
    A Perugia per il 41° incontro nazionale di studi delle ACLI

    Nei giorni 11-13 settembre 2008 le Acli terranno a Perugia, il loro 41° incontro nazionale di studi sul tema: “Destra e Sinistra dopo le ideologie. Dalla democrazia rappresentativa alla democrazia d’opinione”.
    Che cosa vogliono dire destra e sinistra all’inizio del XXI secolo e dopo il tramonto delle ideologie? Siamo dinanzi a mutazioni semantiche e a nuove prospettive di significato oppure una simile interpretazione è viziata per qualche ragione?
    Le Acli non prendono le mosse da una tesi precostituita, ma muovono dalla percezione diffusa che antichi equilibri siano diventati instabili, che sia aumentata l’onda di oscillazione e la fluidità, e che pertanto le tradizionali categorie del pensiero politico abbiano bisogno di una verifica pubblica e di una ridefinizione non faziosa e non autoreferenziale.
    Il prossimo incontro sarà il primo di una nuova serie che, dopo quelle precedenti di Vallombrosa, sul tema generatore della globalizzazione, e quella di Orvieto sul binomio “Bios & Polis”, cercherà ora di approfondire le ragioni dell’esodo culturale cui è chiamato il pensiero post-ideologico avviando l’indagine sulle res novae che già prefigurano gli inediti scenari del futuro.
    In questo periodo di imprevedibili e profondi cambiamenti che sollecitano il sistema politico italiano a rivedere le basi della rappresentanza e a nuovi assetti istituzionali, le Acli vogliono interrogarsi sul futuro della democrazia e sulla possibilità di una rinnovata e più fattiva partecipazione dei cittadini alla vita democratica.

    domenica, agosto 17, 2008

    Federalismo fiscale:per il sud può anche essere una opportunità e non solo una condanna.


    L’espressione “federalismo fiscale” ha origine dalla concezione della “configurazione territoriale ottimale del governo della finanza pubblica”, di derivazione americana, che fa riferimento alle entrate e alle spese pubbliche a prescindere dal livello decisionale di assegnazione delle relative funzioni. Tuttavia, negli ultimi anni, è emerso anche un altro orientamento, secondo il quale la titolarità delle entrate fiscali - l’unico aspetto di finanza pubblica considerato ai fini federalistici - appartiene alle comunità territoriali, mentre le funzioni di spesa ricadono all’interno delle scelte di devolution. La proposta di legge approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia, rifacendosi a questa impostazione, determina, per le Regioni a statuto ordinario, un sostanziale squilibrio tra maggiori entrate e maggiori spese decentrabili. Uno studio CIFREL-Università Cattolica, condotto da alcuni economisti non certo sospetti di antifederalismo, come Ambrosanio, Bordignon e Turati, rileva che, dal punto di vista del metodo: “definire le risorse da attribuire, senza definire prima le spese che queste risorse devolute dovrebbero finanziare, necessariamente produce disequilibri”. Mentre, dal punto di vista del merito: “definire ex ante il livello della perequazione, senza di nuovo considerare i servizi che devono essere finanziati e i diversi gradi di tutela che la Costituzione riconosce a questi diversi servizi, conduce necessariamente a problemi di congruenza tra entrate e spese”. Questo vale, in particolare, per le Regioni meridionali, che, così, non sarebbero in condizioni di finanziare anche le funzioni costituzionalmente tutelate. Lo schema di disegno di legge sull’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, con delega al governo in materia di federalismo fiscale, presentato dal ministro Calderoli, non è la semplice riproposizione delle posizioni “nordiste”, ma – in una certa misura - un mix tra le ipotesi della Lombardia e l’analogo provvedimento proposto dal governo Prodi. La relazione di accompagnamento della bozza legislativa contiene affermazioni condivisibili in linea generale, che richiamano i temi della competitività del sistema; di un nuovo “patto fiscale”, basato su criteri di responsabilità, autonomia ed efficienza; di un sistema premiante a favore degli enti virtuosi e di un meccanismo sanzionatorio per quelli incapaci; di una perequazione, in grado di coniugare il principio costituzionale di solidarietà con quello di buona amministrazione. In particolare, viene sottolineato che il sistema perequativo consente “di assicurare il finanziamento integrale (calcolato in base al costo standard) dei livelli essenziali delle prestazioni che concernono istruzione, sanità, assistenza e le funzioni fondamentali degli enti locali”. Tuttavia, quando nello schema del governo si sostiene una “correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso alle funzioni esercitate sul territorio”, assecondando l’idea di un “trasferimento implicito”, andrebbe richiamata la norma costituzionale che fa riferimento alle persone, più che ai territori. Per quanto riguarda gli interventi previsti dal quinto comma dell’articolo 119 della Costituzione, diretti a promuovere la coesione e a rimuovere gli squilibri economici e sociali, invece, vi è solo un generico riferimento al fatto che tali iniziative saranno finanziate con contributi speciali dal bilancio dello Stato, con i finanziamenti dell’Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali, oppure facendo uso della leva fiscale, attraverso speciali esenzioni, deduzioni e agevolazioni. Eppure, una competizione reale può sussistere solo rispettando il principio delle pari opportunità dei partecipanti, altrimenti si favorisce la moltiplicazione delle disparità e la diminuzione del benessere collettivo, specie in un sistema dualistico come quello italiano. Questa constatazione non significa mettere in discussione la prospettiva federalista, che è il concreto orizzonte entro cui disegnare gli scenari di riforma istituzionale e di sviluppo economico del paese. Tuttavia, diversi aspetti del disegno di legge richiedono un vero confronto di merito. A cominciare dalla precisazione di un criterio che potrebbe apparire ovvio, come quello del passaggio – si dice, “graduale” – dalla spesa storica al costo standard, che può rappresentare un fatto positivo o del tutto inapplicabile, a seconda delle concrete modalità di definizione, rinviate ai provvedimenti di delega. La bozza Calderoli si presta, infatti, a soluzioni di ogni tipo per molti dei suoi temi caratterizzanti. Tuttavia, alcune parti già appaiono chiare e suscitano più di una perplessità e preoccupazione. In base al principio della territorialità del gettito delle imposte erariali, le Regioni assumono la titolarità di una cospicua fetta dei tributi finora gestiti dallo Stato, senza alcuna valutazione dei loro compiti precipui e dei costi da sostenere per metterli in opera. Il sistema perequativo prospettato, al di là delle enunciazioni astratte, si fonda su un meccanismo orizzontale, che lascia – di fatto – alle Regioni più ricche il finanziamento di quelle più povere. Queste ultime, peraltro, si trovano nella paradossale condizione di una maggiore pressione fiscale - a parità di ricchezza, su ciascun contribuente -, che però produce un gettito minore rispetto alle altre, con un livello qualitativo dei servizi del tutto inadeguato. Infine, va sottolineato che mentre il fondo perequativo si regge sulla compartecipazione all’IVA e sull’addizionale IRPEF a livello regionale, l’integrazione delle risorse finanziarie per gli altri Enti (Comuni e Province) è affidata, essenzialmente, all’azione delle Regioni, oltre che al refugium peccatorum delle autonomie locali, cioè, all’aumento delle tariffe dei servizi. Da questo combinato disposto, sembra emergere che l’interlocutore privilegiato del sistema federalista, ovvero la sua vittima, dovrebbe essere il consumatore o l’utente di servizi, già abbondantemente tartassato dalla congiuntura economica e dal sistema impositivo indiretto. Naturalmente, il confronto sul federalismo fiscale è appena all’inizio e gli orientamenti in materia, come le scelte legislative, potranno essere ulteriormente chiariti e perfezionati. Tuttavia, il Mezzogiorno deve partecipare pienamente a questo confronto, scongiurando il rischio di una timida e complice subalternità, come quello di un logoro rivendicazionismo. Il tema del federalismo fiscale consente anche di riaprire il confronto sui caratteri della “nuova questione meridionale” e sul ruolo della nazione verso il Sud: i meridionali avranno pieno titolo a far valere le loro osservazioni critiche e le loro proposte, quanto più si disporranno ad assumersi le proprie responsabilità e a valutare i propri limiti, l’inefficienza del proprio sistema politico-istituzionale, gli sprechi di risorse e l’inefficacia della propria economia, come un aspetto essenziale della trasformazione dell’area in cui vivono. Solo così, il federalismo potrà apparire come un’opportunità e non come una condanna.
    Amedeo Lepore

    Tonino Carotone chiude la fiera enologica di Taurasi.


    toninocarotone.jpgTAURASI (AVELLINO) – Un successo straordinario ha segnato le quattro giornate della decima edizione della Fiera Enologica di Taurasi e, anche per l’ultima giornata della manifestazione, ci si attende l’arrivo di migliaia di persone.

    Anche per oggi (17 agosto) programma ricco di iniziative, degustazioni, spettacoli e tanto altro nell’ambito della manifestazione promossa e organizzata dalla Pro loco Taurasi, con il contributo della Regione Campania - Assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive e Assessorato al Turismo e allo Spettacolo, del Comune di Taurasi, della Comunità Montana Terminio Cervialto e di Terre Antiche del Nocciolo.

    Si comincia con la visita alle cantine, in programma dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17, con servizio navetta con partenza da piazzetta Padre Pio.

    Come consuetudine in serata, alle ore 20.30, presso la Sala Carlo Gesualdo del Castello, degustazione guidata “Il Taurasi Docg” (Prenotazioni ai numeri 338 5234241 / 333 4042501) a cura dell’Ais, mentre nello spazio Go Wine sarà funzionante il banco di assaggio dei vini della Lombardia, regione ospite di quest’anno.
    Alle ore 17, per la rassegna “In cinema vino”, presso la Sala Eleonora d’Este del Castello sarà proiettato il film “The Corporation” di Mark Achbar e Jennifer Abbott (Usa 2003). A seguire degustazione di vini del monovitigno Taurasi docg. Alle ore 20.45 ultimo appuntamento con i Laboratori del Gusto di Slow Food: presso la Sala Eleonora d’Este “Dolcemente Campania - I passiti campani accompagnati dal torrone artigianale di Grottaminarda”.

    La serata di chiusura della Fiera Enologica è affidata alla musica di Valerio Ricciardelli e ‘o Lione e, a seguire, Tonino Carotone e gli Arpioni. La musica di Antonio de la Cuesta, Tonin da ragazzo e Tonino da musicista, cresciuto in un quartiere popolare di Pamplona, è un vero omaggio alla canzone italiana, con l’influenza di Manu Chao, l’artista con cui Carotone ha collaborato maggiormente. Sul palco di Taurasi Carotone si esibirà con il gruppo Ska Gli Arpioni, proponendo canzoni che odorano dei cortili delle vecchie case di ringhiera, con la polverosa Cinquecento parcheggiata in un angolo.

    La giornata di domani (domenica 17 agosto) sarà anche caratterizzata dall’iniziativa, in programma presso il Castello, sul tema “Le Donne del Borgo – Lavoro al femminile, pari opportunità nel turismo rurale del Borgo Terminio Cervialto”. Dalle ore 9.30 alle 13.30 simposio informativo “Agricoltrici tipiche del Borgo - Informazioni sull’azienda agricola, sulle tecniche, sui metodi e sulle produzioni”, mentre dalle ore 16 alle 20 evento divulgativo “Donne del Borgo nei settori tipici: le cantine al femminile”, l’esperienza di imprenditrici del settore vitivinicolo al servizio delle donne che avviano attività legate al mondo del vino.

    Ultima giornata, infine, per partecipare al “Taurasi Tour” (Visite guidate alle cantine + In cinema vino + Laboratori del Gusto, prenotazioni ai numeri tel. 328 6679395 / 345 3906498): si parte alle ore 15 con la visita alle cantine, alle ore 17 “In cinema vino”, con la proiezione del film “The Corporation” presso la Sala Eleonora d’Este del Castello, a seguire degustazione di vini del monovitigno Taurasi docg e, alle ore 20.45, Laboratorio del Gusto sui passiti campani accompagnati dal torrone artigianale di Grottaminarda.

    E ancora, spazi espositivi e artigianato locale, stand enogastronomici, spettacoli itineranti, il Parco Robinson – area giochi per bambini, e molte altre iniziative.

    Il programma dettagliato su www.fieraenologica.it.

    UFFICIO STAMPA
    X FIERA ENOLOGICA
    Diana Cataldo
    Daniele Moschella
    Sito web: www.fieraenologica.itwww.prolocotaurasi.it

    Per informazioni
    Pro loco Taurasi: tel. 349.1847927 – e mail info@prolocotaurasi.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

    COME ARRIVARE A TAURASI

    Da Napoli e dintorni: Autostrada A16 Na-Ba direzione Avellino. Uscita raccomandata: Benevento. Dall'uscita di Benevento dell'Autostrada A16 si prosegue per circa 7 Km sulla SS delle Puglie con direzione Mirabella Eclano - Ariano Irpino - Foggia fino al Ponte Calore dopo il quale si svolta per Taurasi. Dopo circa 6 Km si raggiunge Taurasi
    Da Bari e dall'Alta Irpinia: Autostrada A16 Bari-Napoli; uscita raccomandata: Grottaminarda; seguire la strada statale in direzione Mirabella Eclano. Raggiunta Mirabella Eclano proseguire in direzione Taurasi.
    Da Salerno e dintorni: raccordo AV-SA in direzione Avellino. Prima di arrivare ad Avellino abbandonare il raccordo AV-SA in direzione A16 Avellino Est BARI; Senza imboccare l'autostrada proseguire sulla SS 19 in direzione Montemiletto - Foggia - Benevento fino al Ponte sul fiume Calore. A meno di un km dal ponte sul fiume Calore si trova il bivio per Taurasi, sulla destra.

    Vinicio Capossela, lunedì 18 agosto in concerto sull'Altopiano del Formicoso


    Lunedì 18 agosto, sull'Altopiano del Formicoso, in Alta Irpinia, Vinicio Capossela parteciperà a una giornata di sensibilizzazione ambientale. Si esibirà con la sua band e molti altri musicisti: Franco Arminio, Banda Musicale Città di Calitri, Pasquale e Paolo Innarella, Caterina Pontrandolfo, Jambassa+Ketamo, Molotov, Simone Carotenuto e Tammurriati del Vesuvio, Folska e tanti altri cantori locali e paesani.
    Il movimento 'Irpinia d'Oriente' per l'autonomia, nato l'11 agosto, nel corso dell'assemblea popolare spontanea, svoltasi presso l'anfiteatro di Sant'Angelo dei Lombardi, conferma la sua totale ed incondizionata adesione alla 'Giornata di sensibilizzazione nazionale dell'opinione pubblica contro la costruzione di una nuova discarica sull'Altopiano del Formicoso, nel cuore dell'Alta Irpinia.' organizzata per lunedì, con la partecipazione di Franco Arminio e Vinicio Capossela. “Il nostro movimento, - si legge nella nota - che riceve quotidianamente adesioni da cittadini residenti anche negli altri Comuni, oltre che da irpini emigrati in varie regioni d'Italia ed all'estero, vuole in tale occasione riproporre la necessità di autodeterminazione che porti questa gente, in un percorso democratico che si sviluppi dalla 'base', ad essere finalmente libera di ragionare sul proprio futuro. Il nostro territorio, sul quale la devastazione prodotta dagli 'sciacalli' è stata ancora più totale non può continuare ad essere 'terra di nessuno'. La classe politica irpina e campana non può certo essere capace, proprio per l'inettitudine fin qui palesata, di difendere il nostro territorio e la nostra collettività, di evitare che la discarica al Formicoso sia realizzata. Solo la gente d'Irpinia, finalmente unita al di là di differenze di campanile, ideologia, collocazione partitica o ideologica, potrà evitare questo scempio!”.

    sabato, agosto 16, 2008

    Portafogli 2008: mare o montagna? al massimo rai o mediaset

    Uno degli editoriali incriminati di Famiglia Cristiana: IL PRESIDENTE SPAZZINO NEL "PAESE DA MARCIAPIEDE"

    se ne parla, se ne scrive, leggiamo gli originali:

    MILITARI IN STRADA E SINDACI SCERIFFI: IL RISCHIO È UNA GUERRA TRA POVERI


    IL PRESIDENTE SPAZZINO
    NEL "PAESE DA MARCIAPIEDE"

    Bene fa il Governo a prendere provvedimenti su annosi problemi (nella foto: Berlusconi a Napoli). Ma riuscirà a fugare il sospetto che quando è al potere la destra i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?

    È un "Paese da marciapiede" quello che sta consumando gli ultimi giorni di un’estate all’insegna della vacanza povera, caratterizzata da un crollo quasi del 50% delle presenze alberghiere nei luoghi di vacanza. Dopo vari contrasti tra Maroni e La Russa, sui marciapiedi delle città arrivano i soldati, stralunati ragazzi messi a fare compiti di polizia che non sanno svolgere (neanche fossimo in Angola), e vengono cacciati i mendicanti senza distinguere quelli legati ai racket dell’accattonaggio da quelli veri.

    Berlusconi a Napoli
    (Foto AP/La Presse)

    A Roma il sindaco Alemanno, che pure mostra in altri campi idee molto più avanzate di quelle che il pregiudizio antifascista gli attribuisce, caccia i poveri in giacca e cravatta anche dai cassonetti e dagli avanzi dei supermercati. Li chiamano scarti, ma lì si trovano frutta e verdura che non sono belli da esporre sui banchi di vendita. E allora se vogliamo salvare l’estetica, perché non facciamo il "banco delle occasioni", coprendo con un gesto di pietà (anche qui "estetico"), un rito che fa male alle coscienze? Nei centri Ikea lo si fa, e nessuno si scandalizza. Anzi.

    Ma dai marciapiedi sparisce anche la prostituzione (sarà la volta buona?) e sarebbe ingeneroso non dare merito al Governo di aver dato ai sindaci i poteri per il decoro e la sicurezza dei propri cittadini. A patto, però, che la "creatività" dei sindaci non crei problemi istituzionali con questori e prefetti e non brilli per provvedimenti tanto ridicoli quanto inutili; e che il Governo non ci prenda gusto a scaricare su altri le sue responsabilità, come con l’uscita tardiva e improvvida (colpo di sole agostano?) della Meloni e di Gasparri, che hanno chiesto ai nostri olimpionici di non sfilare per protesta contro la Cina (il gesto forte, se ne sono capaci, lo facciano loro, i soliti politici furbetti che vogliono occupare sempre la scena senza pagare pegno!).

    Tornando al "Paese da marciapiede", ha fatto bene il cardinale Martino, presidente del Pontificio consiglio per i migranti, ad approvare la lotta al racket dell’accattonaggio senza ledere il diritto di chiedere l’elemosina da parte di chi è veramente povero. Il cardinal Martino ha posto un dubbio atroce: la proibizione dell’accattonaggio serve a nascondere la povertà del Paese e l’incapacità dei governanti a trovare risposte efficaci, abituati come sono alla "politica del rattoppo", o a quella dei lustrini?

    La verità è che "il Paese da marciapiede" i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del "Presidente spazzino", l’inutile "gioco dei soldatini" nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone (che, però, è meritoria, e Brunetta va incoraggiato). Ma c’è il rischio di provocare una guerra fra poveri, se questa battaglia non la si riconduce ai giusti termini, con serietà e senza le "buffonate", che servono solo a riempire pagine di giornali.

    Alla fine della settimana scorsa sono comparse le stime sul nostro prodotto interno lordo (Pil) e, insieme, gli indici che misurano la salute delle imprese italiane. Il Pil è allo zero, ma le nostre imprese godono di salute strepitosa, mostrando profitti che non si registravano da decenni. L’impresa cresce, l’Italia retrocede. Mentre c’è chi accumula profitti, mangiare fuori costa il 141% in più rispetto al 2001, ma i buoni mensa sono fermi da anni. L’industria vola, ma sui precari e i contratti è refrattaria. La ricchezza c’è, ma per le famiglie è solo un miraggio. Un sondaggio sul tesoretto dei pensionati che sarà pubblicata su Club 3 dice che gli anziani non ce la fanno più ad aiutare i figli, o lo fanno con fatica: da risorsa sono diventati un peso.

    È troppo chiedere al Governo di fugare il sospetto che quando governa la destra la forbice si allarga, così che i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?


    Conti bancari dormienti: ultimo appello.

    di Alessandro Galimberti da Il Sole 24ore

    Banche, poste, assicurazioni, intermediari finanziari, società di intermediazione mobiliare e società di gestione del risparmio. È tra questi «intermediari », per rifarsi alla terminologia del legislatore, che riposano miliardi di euro (si veda la scheda) "dimenticati" dai legittimi titolari, e che sono destinati, se non saranno " rivendicati", ad alimentare il Fondo per le vittime dei crac finanziari e per quelle del default dei bond argentini a rifornire il fondo per la stabilizzazione dei precari. E, da ultimo, anche la social card per i poveri.
    Con il ponte di Ferragosto sta per terminare il tempo per rispondere al primo appello di una serie per evitare che i conti «dormienti» – cioè quelli non movimentati in modo volontario da almeno dieci anni – incappino nella " confisca" del ministero dell'Economia.

    Il richiamo per ora riguarda le somme custodite in banca «con obbligo di rimborso», compresi strumenti finanziari (ma escluse le cassette di sicurezza) e polizze sulla vita con rendita o restituzione del capitale: entro domani, 16 agosto, è necessario effettuare il "risveglio". Secondo l'Abi chi ha ricevuto la raccomandata di sollecito dalla banca il 17 febbraio può "svegliare" la somma entro lunedì 18. Per "svegliare" il conto occorre una manifestazione anche implicita di volontà, affidata anche a terze persone munite di delega: basta richiedere un estratto conto, eseguire un'operazione volontaria – cioè non automatica, come addebiti e accrediti periodici – oppure dichiarare allo sportello la titolarità.
    Il termine di sabato, in ogni caso, non è perentorio. Se è vero che il rapporto contrattuale «viene estinto» di diritto in caso di mancata risposta del titolare, le somme dormienti rimarranno di fatto congelate per altri quattro mesi prima di finire nel Fondo ministeriale: fino al 16 dicembre, quindi, il legittimo titolare ritardatario di conti e depositi dormienti potrà rivendicarli e tornarne direttamente in possesso.
    Ma anche una volta decorso il termine di dicembre ci sarà la possibilità di recuperare la cifra confiscata, chiedendone la restituzione al ministero dell'Economia nei termini di dieci anni della prescrizione civilistica (quindi fino al 2018).
    La seconda tranche dell'appello di agosto riguarderà i clienti di Poste Italiane. Entro martedì 26 i titolari di depositi e libretti dormienti (900mila le posizioni censite dalla società) oltre migliaia di correntisti distratti sono chiamati a "svegliare" i depositi dimenticati.
    Il 28 febbraio l'azienda ha messo a disposizione in tutti gli uffici l'elenco dei libretti di risparmio non movimentati da 10 anni e sui quali erano depositate somme superiori ai 100 euro. Poste Italiane ha inoltre pubblicato l'elenco nazionale dei libretti "dormienti" sul sito www.poste. it/bancoposta/dormienti/libretti dormienti.shtml. Il terzo passaggio riguarderà gli intermediari: in questo caso c'è tempo fino al 16 settembre.