

Ti invio il documento che riassume la posizione delle ACLI di Caserta in difesa della Costituzione e contro la riforma approvata dal Parlamento ed a sostegno del Referendum per impedirne l'entrata in vigore.
Cordialità
Prof. Michele Zannini presidente provinciale acli caserta
Presidenza Provinciale Acli di Caserta
30 dicembre 2005
1. La Presidenza Provinciale delle Acli di Caserta conferma la propria disapprovazione della riforma della Costituzione voluta e votata dalle forze della Casa della Libertà.
53 articoli modificano ben 49 degli 80 articoli di cui è composta la seconda parte della Costituzione incidendo in ciascuno dei 6 titoli; le modifiche riguardano il bicameralismo, il procedimento legislativo, la forma di governo, il sistema delle autonomie, le istituzioni di garanzia. La revisione, che formalmente riguarda la seconda parte della Costituzione, in realtà va a toccare anche i diritti disciplinati nella prima parte. L’alterazione profonda degli equilibri istituzionali tra governo, parlamento, istituzioni intermedie e organi di controllo incide di fatto sulla esigibilità dei diritti e dei principi contenuti nella prima parte.
Per le ACLI non può essere buona una riforma nata e approvata con spirito di rivalsa e di contrapposizione quando invece l’Italia avrebbe bisogno di unità nei simboli, nei sentimenti nazionali e ancor di più nelle regole costituzionali.
2. Nel merito della riforma le Acli criticano innanzitutto lo sbilanciamento dei poteri nelle mani del Primo Ministro aggravato dalla mancanza degli opportuni contropoteri (Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale e autorità amministrative indipendenti).
Per le Acli le norme approvate sono contraddittorie e pasticciate, particolarmente quelle che fanno riferimento al Senato, la cosiddetta Camera delle Regioni, per il quale la riforma ha costruito un procedimento legislativo così complesso e barocco da mettere in seria discussione il suo funzionamento.
Stesso pasticcio per la cosiddetta “devolution” che da una parte sembra fondata sulla competizione tra Regioni, piuttosto che sulla loro collaborazione; dall’altra configura per molti aspetti un ritorno al vecchio modello centralistico.
L’attribuzione alle Regioni delle competenze esclusive in materia di sanità, scuola e polizia amministrativa locale indebolisce l’unità dei grandi sistemi nazionali, aggravando ulteriormente le disparità fra le varie parti del Paese.
3. Per questi motivi le Acli hanno aderito al Comitato “Salviamo la Costituzione” impegnandosi, insieme ad un'ampia parte di soggetti sociali, sindacali, politici a raccogliere le firme per indire il referendum e dire NO a questa riforma.
Si mobiliteranno inoltre nel coinvolgimento dei cittadini sia attraverso l’informazione che attraverso la raccolta delle firme.
Per le Acli è fondamentale rilanciare l’idea di una “Convenzione costituente”, nella quale coinvolgere, oltre le due Camere, anche le Regioni, le autonomie locali e le forze sociali più rappresentative per costruire regole condivise orientate al bene comune del Paese e al consolidamento della democrazia.






















