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giovedì, settembre 10, 2009

Coop: in tempo di crisi calano i consumi ma va forte...la cioccolata

I dati del rapporto annuale: consumi in calo del 2,6% nel primo semestre del 2009. I motivi? La preoccupazione principale delle famiglie è il rischio di perdere il lavoro (37%), se hanno ancora soldi li risparmiano (37%), anche perché ritengono che la loro situazione economica sia peggiorata (45%) e che la crisi durerà almeno per un anno ancora (50%).

- In tempo di crisi, la cioccolata va forte. Nel primo semestre del 2009, se n'è venduta il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Nei grandi magazzini, i consumatori non resistono di fronte agli scaffali dei dolci, "prodotti che compensano le rinunce che ogni famiglia si è imposta".

- ''La crisi ha accentuato le disuguaglianze''. Per il presidente dell'Associazione nazionale cooperative di consumatori-Coop Aldo Soldi "la crisi economica in Italia non è finita e, forse, il peggio deve ancora arrivare''. vai>>

martedì, luglio 14, 2009

FAMIGLIA - In calo i consumi reali delle famiglie



Nel 2008 i consumi reali delle famiglie si contraggono. E a registrare il calo più accentuato delle spese sono le regioni del Sud. E’ l'analisi dei consumi delle famiglie italiane nel 2008 elaborata dall'Istat. L'anno scorso, secondo i dati, la spesa media mensile per famiglia è stata pari a 2.485 euro, un dato che risulta praticamente uguale (+0,2%) a quello dell'anno precedente. La spesa media mensile totale varia da un minimo di 1.692 euro per le famiglie composte da un solo individuo a un massimo di 3.251 euro per quelle di cinque o più componenti. E tra queste ultime si osserva la quota di spesa più elevata per i generi alimentari: 21,2% contro 18,4% delle famiglie di un solo componente. Se per le famiglie numerose è la tavola ad assorbire la maggiore parte dei budget, per le famiglie di un solo individuo è invece l'abitazione che incide per il 34% sulla spesa mensile totale contro il 21,2% delle famiglie di cinque componenti e più. Laddove è una donna a tenere in mano le redini, la spesa è di 2.050 euro e di 2.673 euro se, invece, il capofamiglia è un uomo.


Differenze geografiche. Tra le famiglie del Nord, la spesa per beni e servizi non alimentari è pari a 2.346 euro, nelle regioni centrali, invece, è di 2.066 euro. Nel Mezzogiorno, infine, la spesa scende ulteriormente arrivando a quota 1.468 euro. Il Veneto si conferma la regione con la spesa media mensile più elevata, pari a 2.975 euro, seguita da Lombardia (2.930) ed Emilia Romagna (2.854). Fanalino di coda la Sicilia con una spesa media mensile di oltre 1.000 euro inferiore a quella delle tre regioni del Nord.


Voci di spesa: si evidenzia un aumento del peso dei consumi alimentari pari a +19,1%. Per stringere la cinghia in tempo di crisi, le famiglie hanno messo in atto strategie di risparmio: la quota di chi ha dichiarato di aver limitato l'acquisto o scelto prodotti di qualità inferiore o diversa rispetto al 2007 è superiore al 40%. E in un quadro di riduzioni dei consumi, ad aumentare sono solo le spese per combustibili ed energia. Stabili restano le spese per l'istruzione, comunicazione e tabacchi, mentre si registra una diminuzione per quanto riguarda l'abbigliamento, l'arredamento, la sanità e i trasporti sia pubblici che privati (acquisti auto e Rca).

Una famiglia su 10 fa spesa negli hard discount. Sono sempre più numerose le famiglie italiane che si rivolgono agli hard discount per acquistare generi alimentari: nel 2006 erano l'8,6%, nel 2007 il 9,7%, il 10,9% nel 2008.

Casa. La spesa media per il canone di affitto sostenuta dalle famiglie italiane mensilmente è di circa 362 euro, mentre per la rata del mutuo si spendono in media 465 euro al mese

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