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martedì, dicembre 30, 2008

Capodanno, prostitute prese a bersaglio


Insulti, violenze, lanci di bottiglie di spumante e secchi pieni di urina: per le prostitute la notte di San Silvestro una delle più pericolose. L'associazione bolognese "Fiori di strada" sar operativa con due pattuglie mobili. Tentiamo di convincerle a non uscire spiega il presidente Antonio Dercenno ma spesso ci troviamo a portare ragazze ferite al pronto soccorso. vai>>

mercoledì, settembre 17, 2008

PROSTITUZIONE - ''Solo una ripulitura estetica delle strade'' ma queste donne non sono criminali.


A Roma protestano sotto la scalinata del Campidoglio i parlamentari radicali insieme alle associazioni prostituendosi simbolicamente. ''La campagna avviata dal governo e dalle amministrazioni locali contro le lucciole e i loro clienti per ripulire le strade del nostro Bel Paese volta a ripulire esteticamente le strade dalla prostituzione lasciando invariate le reali e serie tematiche che riguardano lo sfruttamento e la riduzione in schiavit delle persone. La prostituzione o viene regolamentata o viene lasciata nelle mani della criminalit organizzata".

- A Roma scattano le multe da 500 euro. Il sindaco Alemanno presenta l'ordinanza: in attesa dell'approvazione del ddl Carfagna, da oggi e fino al 30 gennaio multe ai clienti e a chi adesca: "Uno strumento per combattere la tratta della prostituzione che e' una vera e propria piaga sociale''. vai>>

PROSTITUZIONE - ''Queste donne non sono criminali

Suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata da anni impegnata nelle questioni della prostituzione e tratta per conto dellUsmi: Avevamo delle buone leggi e ce le siamo lasciate sfuggire. Applichiamo meglio larticolo 18, non serve a niente aggiungere norme che non risolvono il problema. Se si applicasse la legge non ci sarebbe bisogno di multe e di ordinanze. Le multe e il carcere non aiutano, queste donne non sono criminali.

- Le leggi sulla prostituzione negli altri Paesi europei. In alcuni legalizzata, in altri consentita. Svezia e Irlanda i pi severi. vai>>

domenica, settembre 14, 2008

Prostituzione, le organizzazioni criticano il governo

Sta facendo discutere il ddl sulla prostituzione approvato su proposta del ministro Carfagna. Come spesso accade si ha l'impressione che si voglia affrontare solo l'aspetto dell'ordine pubblico o dare la sensazione di maggiore ordine e sicurezza lasciando alle spalle il problema vero dell'esclusione sociale. Su questo tema sono intervenute le principali associazioni che seguono quotidianamente l'argomento e tra i commenti ho inserito il testo integrale del ddl.

Dinanzi all’allarme e al disagio che diversi cittadini e alcune collettività manifestano nei confronti del fenomeno prostituzione non ci sono scorciatoie: occorre tenere insieme la tutela dei diritti delle vittime di sfruttamento sessuale, il sostegno all’inclusione sociale per chi si prostituisce e vorrebbe una alternativa, il contrasto delle organizzazioni criminali, le esigenze di sicurezza che deve riguardare tutti, comprese le persone che si prostituiscono»

È questo il messaggio che alcune delle più qualificate organizzazioni che operano nel settore della prostituzione e della tratta – ASGI, Associazione Gruppo Abele, Associazione On the Road, Caritas Italiana, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Comune di Venezia, Consorzio Nova, Dedalus, Save the Children – hanno mandato al Governo presentando un proprio documento di analisi e proposte.

Le organizzazioni firmatarie del testo sottolineano che la conciliazione di queste diverse esigenze è già praticata ogni giorno in tante città della Penisola: si tratta di quel “modello italiano” che ha fatto del nostro Paese il punto riferimento nello scenario internazionale in materia di tutela delle persone vittime di grave sfruttamento e di tratta. Un approccio che ha permesso di proteggere la persona sfruttata e vittima di tratta che decide di uscire dal racket.

Delusione, dunque, degli enti poiché il Governo ha ignorato le richieste di incontro e i contenuti del documento. Eccone alcune proposte, che gli enti contano comunque di portare nel dibattito che seguirà:

- L’applicazione reale (e non a macchia di leopardo) della Legge Merlin, in quanto tutela la dignità delle persone che si prostituiscono, colpisce lo sfruttamento e favorisce percorsi di fuoriuscita e di assistenza. Accanto a ciò l’articolo 18 del Testo Unico Immigrazione e la legge sulla tratta. Ottime leggi ma poco applicate.

- Formare chi opera sul campo (associazioni, enti, forze dell’ordine, operatori della giustizia) sulle opportunità offerte dalla legislazione vigente, in modo che siano sempre più in grado di aiutare chi è sfruttato.

- Ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa contro la tratta;

- Promuovere interventi che riescano a realizzare per tutte le persone che vogliono lasciare la prostituzione, un buon inserimento sociale e lavorativo.

- Attività di contatto, formazione, sostegno all’inserimento lavorativo.

- Mediazione dei conflitti nei territori dove l’esercizio della prostituzione solleva problemi.

- Prevedere opportuni collegamenti tra gli apparati nazionali e i Paesi d’origine delle vittime di tratta in modo da poter prevenire e contrastare il fenomeno.

- Assicurare le speciali tutele dovute per i minori. I diritti dei minori coinvolti in attività prostituiva, tra i quali vittime di sfruttamento, tratta e riduzione in schiavitù, devono essere pienamente garantiti, senza alcuna discriminazione. Ciò riguarda anche l’eventualità del rimpatrio: un minore dovrebbe essere rimpatriato nel proprio paese d’origine soltanto se tale misura corrisponde alla realizzazione del suo superiore interesse.

- Supportare l’inclusione socio-lavorativa delle vittime che decidono volontariamente di rientrare nel proprio Paese e sostenere lo sviluppo socio-economico dei Paesi stessi. In questa direzione gli estensori chiedono al Ministero degli Esteri di istituire un’agenzia che funzioni da interfaccia tra i soggetti attuatori dell’art.18 e dell’art.13 e le rappresentanze consolari presenti in Italia.

- Promuovere e pubblicizzare il Numero Verde in aiuto alle vittime di tratta (800 290290).

- Attivare collaborazioni con tutti i Ministeri competenti, la Direzione Nazionale Antimafia, le Organizzazioni Non Profit accreditate, rappresentanza di Regioni ed Enti Locali, Sindacati ecc. per definire, programmare e monitorare le politiche e gli interventi in materia di tratta.

«È stata appena lanciata una campagna di promozione del Documento» scrive la Lila in un suo comunicato «in pochi giorni hanno già aderito oltre 50 enti (non profit, Regioni, Province, Comuni) e molte altre adesioni stanno arrivando»

venerdì, agosto 15, 2008

Bellezza

Due ragazze peruviane, catechiste (dovesse servire per muovere maggiore indignazione ci mettiamo pure questo), ballerine, studentesse universitarie a Roma sono state scambiate per prostitute ed una di loro ha passato la famosa “notte in guardina”. Succede che per aspettare l’altra si fosse seduta sui gradini di una chiesa, si ferma una volante e le dice: “ma che fai? ma ti devi mettere proprio qui? guarda che questa è una chiesa non ti puoi mettere a lavorare qui”; lei resta allibita, alcuni passanti assistono alla scena e consigliano di andare a denunciare la cosa.

avevo sentito la notizia in TV poi ho trovato questa riflessione su Macchianera e la pubblico qui. Continua a leggere l'originale al link: Bellezza

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