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mercoledì, ottobre 15, 2008

Napoli, la speranza ed il riscatto. I temi del libro del cardinale Crescenzio Sepe, “Non rubate la speranza”


Napoli, la speranza ed il riscatto. I temi del libro del cardinale Crescenzio Sepe, “Non rubate la speranza”, edito da Mondandori, animano il dibattito anche fuori dai confini della città.
A Roma, nella sede dell’Auditorium Agostinianum, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ascolta i passi del volume edito di Mondandori, letti da Alessandro Preziosi. Un uditorio vastissimo, nel quale spicca la presenza del Capo dello Stato, percepisce i fremiti della voglia di riscatto. Erri De Luca, scrittore contro, interviene e commenta, non senza asprezza, ma conclude: “La Chiesa di Napoli vince”.
Al tavolo, per “Gli Eventi di Elea”, su invito del presidente dell’Idi Franco Decaminata e dell’Amministratore delegato di Elea ,Domenico Temperini, anche Piero Schiavazzi. Tema centrale la rinascita, la speranza che Napoli può e deve coltivare, anche e soprattutto nella lotta alla criminalità (Intervista Sepe in allegato). In sala anche moltissimi artisti, Nino D’Angelo e Luciano de Crescenzo, ma anche Amedeo Minghi, Claudia Koll e Vittoria Puccini. Insieme ad un elevatissimo numero di porporati ed ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Letta e Bertolaso. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine dell’incontro commenta
CAMORRA: NAPOLITANO, SI VEGLIA SULLA SICUREZZA DI SAVIANO
Roma, 14 ott. (Adnkronos) - "Ho potuto accertare che si veglia sulla sicurezza di Roberto Saviano". E' quanto assicura il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al termine della presentazione all'Augustinianum del libro del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe 'Non rubate la speranza'. "Non penso -aggiunge il capo dello Stato- di dover dire nulla che suoni come allarme".



NAPOLI: CARD.SEPE, GRAZIE PRESIDENTE NAPOLITANO PER SUA VICINANZA

(ASCA) - Roma, 14 ott - L'arcivescovo di Napoli, card.

Crescenzio Sepe ha ringraziato calorosamente il presidente della Repubblica Napolitano per ''la sua vicinanza e il suo amore'' per la citta' di Napoli. Il capo dello Stato ha presenziato alla presentazione del libro del card. Sepe, ''Non rubate la speranza''.

''Chiesa e istituzioni - ha detto il cardinale - non hanno bisogno di sancire alleanze poiche' e' del tutto naturale il loro orizzonte comune. Come pastore di Napoli continuo ad avvertire e a trarre conforto dalla vicinanza e dall'amore per la sua citta' del capo dello Stato''.




mercoledì, gennaio 02, 2008

De Luca: Napoli come Gerusalemme


Sul Corriere della Sera
Erri De Luca: «A Napoli avverto la stessa tensione del Medio Oriente»
Lo scrittore partenopeo sulle tragedie di Capodanno: «In città c'è un arsenale non censito. I nervi dei napoletani a fior di pelle»

«I nervi dei napoletani sono accordati sempre un'ottava sopra la media nazionale. C'è una tensione enorme. Ma chi non la vive questa città non può essere in grado di spiegarla attraverso i fatti di cronaca». Eppure lo scrittore partenopeo Erri De Luca viene interpellato dal Corriere della Sera proprio per «spiegare» agli italiani che non riescono a capacitarsi l'assurda violenza scatenatasi nella notte di San Silvestro su Napoli e Provincia: un morto e un bimbo ferito in condizioini disperate (ma nel casertano) per proiettili vaganti, e a «corredo» un'ottantina di ustionati da botti.
«Per istinto mi viene di difendere la città quando è attaccata. Ma non è facile»dice lo scrittore ad Alessandra Arachi. «A Napoli c'è una disponibilità di armi superiore alla media nazionale, non è mica una novità di questo Capodanno. Non è una cosa normale ma non possiamo accorgene soltanto ora. Non possiamo occuparci di Napoli solo sui picchi d'emergenza. Bisogna viverla per capirla davvero».
Poi scatta il paragone con una delle zone più «calde» del pianeta, il Medio Oriente. «I napoletani hanno un tale livello di vigilanza che a me è capitato di trovarne uno simile solo a Gerusalemme durante la seconda intifada». Ultimo passaggio, obbligato, sull'immondizia, definita da De Luca la proiezione in strada della beata nullafacenza di una classe politica «serenamente inefficiente». Serenamente perchè «i politici sono completamente inefficienti ma non se ne preoccupano, non si agitano».
Perciò parlare di «emergenza» per i rifiuti, secondo l'autore di Montedidio, sarebbe fuorviante. «Emergenza è un terremoto, un'epidemia. Quella sulla spazzatura è solo il risultato di inefficienza e incompetenza della classe politica». Infine, De Luca si aspetta che, appurato l'immobilismo di chi govera, una soluzione possa venire dagli stessi napoletani, «dal basso». «Ho fiducia - conclude - nella loro accelerazione nei loro scatti di rabbia e di orgoglio».
al. ch.

domenica, aprile 01, 2007

"SOTTOSOPRA": VIAGGIO DI DE LUCA E MATINO TRA CIELO E TERRA


Il libro scritto a quattro mani dal romanziere non credente e dal teologo
"Un viaggio con l'ombra alle spalle e il fiato di Dio sul collo". E' "Sottosopra" il nuovo libro di Erri De Luca secondo le parole del suo compagno di viaggio il teologo Gennaro Matino che firma con lui quest'opera. La presentazione al termine di un incontro coordinato da Pasquale Giustiniani, docente di filosofia teoretica, nel convento di San Lorenzo (nella foto).
Erri De Luca è un non credente che si confronta con i temi religiosi; ma non come un critico, bensì come un pioniere dell'antico testamento. Ha studiato anche l'ebraico per poter avere "gli strumenti per camminare e scoprire, senza intermediari, quel mondo dove tutto è rovesciato, dove gli ultimi diventano i primi, dove si proclamano i vinti".
Non a caso durante il dibattito che ha preceduto la presentazione, De Luca così spiega il suo rapporto con la religione: "Non sono credente perchè non do 'del tu' alla vita. Gli ebrei, ad esempio, hanno più intimità con la Sacra Scrittura. Un rapporto a tu per tu con la divinità, invece, è per me inaccessibile".
Il libro è un racconto a due voci che parla di sfide, di conquiste e scalate di montagne insormontabili (non a caso il titolo completo è 'Sottosopra - alture dell'antico e nuovo testamento'). "Ma anche quando si arriva al punto più alto - ricorda Gennaro Matino - c'è sempre il cielo a fare da sbarramento tra noi e la divinità e non ci resta che affrontare la discesa". [Caterina Morlunghi]