Domenica 2 aprile p.v. dalle ore 9,30 alle ore 14,00 - piazza Troisi - le ACLI Circolo "G. Lazzati" di San Giorgio a Cremano incontrano le ciitadine e i cittadini per diffondere i nove punti del manifesto delle Acli sulle elezioni politiche 2006 i membri delle Presidenza, gli iscritti e i simpatizzanti sono invitati a venire per questa festa di partecipazione e di democrazia.
Nella stessa giornata sarà pubblicizzato anche il concorso Sacrarte organizzato dalla Presidenza del Circolo.
Il Presidente Antonio Di Maria
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
giovedì, marzo 30, 2006
martedì, marzo 28, 2006
ULIVO: BOBBA, PERCHE' TANTA AGITAZIONE DEI CATTOLICI DEL CENTRODESTRA?

(ASCA) - Roma, 28 mar - ''Chi si doveva agitare, si e'
agitato. I cattolici del centrodestra si sono agitati molto,
e questo e' un buon segno. Il segno che temono la nostra
credibilita', la nostra intraprendenza, la nostra
affidabilita'. Ci hanno dato degli 'utili idioti', ci hanno
invitato a guardarci intorno e a passare dall'altra parte.
Io, con cortesia, rispedisco al mittente: si guardino intorno
loro, guardino bene chi gli sta a fianco e soprattutto chi
gli sta sopra''.
Ad affermarlo e' Luigi Bobba, candidato della Margherita,
all'indomani della polemica politica suscitata dalla lettera
agli elettori firmata insieme a Paola Binetti.
''Pensino alle loro incoerenze - prosegue Bobba - sui temi
della giustizia, della poverta', degli immigrati, delle
carceri, della legalita', delle democrazia, della pace,
della cooperazione internazionale. E anche sulla famiglia
vorrei dire una cosa con nettezza: per difenderla e
promuoverla non e' sufficiente evocarla, occorre invece agire
concretamente e con intelligenza. Cosa che questo governo, in
questi cinque anni, non ha fatto a sufficienza. O non ha
fatto per niente: si pensi, per fare solo un esempio, a tutte
quelle famiglie di immigrati cui e' stato impedito il
ricongiungimento familiare''.
''Un'altra cosa - prosegue Bobba - vorrei ricordarla ai
tanti 'alfieri' del cattolicesimo presenti Centro-destra:
nessuno, in politica, rappresenta la Chiesa. Ne' ci sono
cristiani 'piu' cristiani' a seconda dello schieramento di
appartenenza. I cristiani - insegna il Concilio Vaticano II -
fanno politica a titolo personale. Nella politica, che e'
sempre mediazione, ognuno porta i propri valori e la propria
storia. Esattamente quanto abbiamo fatto con la nostra
lettera: abbiamo raccontato chi siamo e cio' in cui
crediamo.
Anche perche' i valori - quelli cristiani in particolare -
vanno vissuti oltre che proclamati: e' la testimonianza la
misura della nostra credibilita'''.
min/mcc/lv
I GIOVANI DELLE ACLI ALLE ALTRE ASSOCIAZIONI: INCONTRIAMOCI PER UN PROGRAMMA COMUNE DI AZIONE CONTRO LA MAFIA, AL FIANCO DEI CALABRESI
I fatti di cronaca degli ultimi giorni hanno ricollocato la Locride al centro delle attenzioni mediatiche. Ancora una volta la bieca viltà di uomini senza scrupoli ha tentato di arrestare un processo di emancipazione di una terra vogliosa di riscatto sociale. La rabbia di tanti giovani manifestanti, la sincera solidarietà del mondo associativo italiano e delle istituzioni, la speranza di un vescovo coraggioso oggi costretto ad urlare la scomunica contro la ’ndrangheta, potrebbero apparire impotenti di fronte ai reiterati tentativi delle cosche mafiose di stabilire un regime di paura ed omertà. Non si può gettare la spugna proprio adesso vanificando i piccoli risultati ottenuti. Al contrario, è necessario concertare idee e proposte concrete che permettano una presenza costante dell’Italia che non ci sta al fianco della Calabria per bene che ha sete di giustizia. Per questo motivo i Giovani delle Acli si impegnano ad organizzare a breve un tavolo di confronto tra le varie associazioni e movimenti giovanili che vorranno impegnare le proprie risorse nella lotta alla mafia. Dal confronto dovrà scaturire non solo una netta e dura posizione contro tutte le forme di criminalità organizzata, ma anche una proposta concreta di presidio del territorio ed iniziative di educazione alla legalità e di sostegno alle comunità locali. Già in tempi non sospetti, come nello stile dei Giovani delle Acli, l’associazione ha proposto momenti di riflessione e solidarietà proprio nella cittadina di Locri. Un impegno intenzionato a proseguire con l’organizzazione di un campo di formazione per giovani sui temi della legalità, previsto per la prossima stagione estiva che, alla luce degli ultimi eventi criminosi, si propone come momento interassociativo e di lotta comune. L’attenzione della società civile organizzata deve restare costante ed incisiva in tutti quei territori in cui vacilla la normale e pacifica convivenza civile. I recenti fatti confermano che il problema della Locride non è solo un problema di ordine pubblico, ma richiede azioni educative e culturali che sfondino il muro della paura e dell’illegalità, lasciando spazio ad una partecipazione attiva e consapevole dei cittadini che si riappropriano del territorio. I Giovani delle Acli, da sempre in trincea su questi temi, al di là delle contingenze descritte dalla cronaca nera, sono pronte ad esserci ed a sostenere questo percorso insieme a tutte le associazioni e movimenti che ne condividono gli obiettivi.
Il segretario nazionale dei Giovani delle Acli, Gianluca Budano
Il segretario nazionale dei Giovani delle Acli, Gianluca Budano
sabato, marzo 25, 2006
FAMIGLIA/ RICERCA ACLI:POCHI FIGLI PER ASSENZA SOSTEGNO PUBBLICO
In Italia si fanno pochi figli? E' perché manca un sostegno pubblico adeguato. In questo piccolo blog la notizia più letta è quella relativa al bonus bebè a testimonianza di una vera difficoltà economica legata alla nascita di nuovi figli. Lo avevamo detto pure a proposito della natalità e del sorpasso nord sud legato appunto alla diffrenza di reddito.
Divorzi e separazioni? Colpa della mancanza di dialogo tra coniugi, della crisi dei valori e delle difficoltà economiche familiari. Questa l'opinione dei padri italiani come emerge da una ricerca demoscopica - "Tra ideali e necessità. Gli italiani alla riscoperta della paternità" - svolta dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani.
L'indagine costituisce il rapporto nazionale di un progetto di ricerca europeo che verrà presentato a Bruxelles dall'Iref, l'Istituto di ricerca delle Acli, il prossimo 30 marzo. L'obiettivo: mettere in luce e confrontare gli stereotipi sulla paternità/maternità ancora presenti in Europa, promuovere una paternità più consapevole e responsabile, volta al raggiungimento di una maggiore parità tra uomini e donne.
A questo scopo, l'Iref ha sottoposto alla popolazione maschile italiana selezionata (un campione probabilistico di mille uomini adulti, il 70% padri) alcune questioni cruciali sulla rappresentazione e l'esperienza della paternità: il significato attribuito alla nascita del figlio e al proprio ruolo, le opinioni su chi all'interno della coppia debba occuparsi della sua educazione e della sua cura; la richiesta di servizi a sostegno della famiglia. Alcuni risultati sono stati anticipati questa mattina.
Cosa rappresenta, dunque, la nascita di un figlio per un uomo italiano? Più della metà del campione (55%) sembra viverla innanzitutto come un condizionamento, una responsabilità, se non un sacrificio; per il 44%, invece, la nascita di un figlio rappresenta uno stimolo ed un'opportunità. In un caso abbiamo l'immagine di una paternità come chiusura: termina il periodo più spensierato della propria vita, il nuovo arrivato destabilizza gli equilibri esistenziali degli individui; nell'altro caso si profilano i caratteri di una paternità come apertura: diventare padre significa aprire una nuova fase della propria esistenza.
E perché si fanno pochi figli? A causa della sostanziale inadeguatezza delle politiche familiari, dicono gli intervistati (35%), che si manifesta nella carenza di servizi per l'infanzia che consentano ai genitori di conciliare tempi di vita e di lavoro (22%); e nel disinteresse dei politici verso i fabbisogni delle famiglie (13%). Giudicata decisiva anche la "perdita dei valori tradizionali della famiglia" (27%) e la tendenza a procrastinare l'appuntamento con la paternità/maternità dovuta alla "maggiore consapevolezza dei futuri genitori" (18%). Una risposta importante può dunque arrivare dalle politiche sociali volte ad agevolare il compito dei genitori. Gli uomini intervistati chiedono un maggior sostegno economico alle famiglie (35%), incentivi alle imprese perché diano maggiori servizi alle coppie con figli (22%), una politica di adeguamento degli orari di lavoro alle esigenze familiari (21%).
La famiglia e l'aumento dei divorzi e delle separazioni. I padri italiani puntano l'indice sulla mancanza del dialogo tra i coniugi (33%), sul declino dei valori tradizionali della famiglia (23%), sulle difficoltà di carattere economico unite alla mancanza di strutture e servizi per le famiglie (21%). Avvertito come problematico anche l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro (9%)
"E' tempo di una riflessione seria sul tema della famiglia e delle sue necessità - ha affermato il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero - Dobbiamo interrogarci su come fare in modo che la famiglia abbia l'attenzione, il ruolo, le condizioni perché possa svolgere le sue funzioni di prima cellula comunitaria, di luogo in cui si esercitano le attività primarie della cura, della cura, della solidarietà e dell'amore. Ci sono problemi culturali che vanno indagati a fondo: cosa c'è dietro la "mancanza di dialogo"? Ci sono poi, intrecciati con i primi, problemi sociali ed economici di cui la politica può e deve farsi carico, e non solo in campagna elettorale, con risposte serie e impegnative. Auspichiamo provvedimenti strutturali, che abbiano carattere universale, che leggano le famiglie non solo come destinatarie di provvidenze, ma che le inseriscano nella progettazione e nella gestione dei servizi ad esse dedicati, con una rivalutazione della componente dei servizi offerti dalle istituzioni e dal privato sociale rispetto ai soli aiuti economici e monetari. Provvedimenti che abbiano anche presente - vogliamo dirlo - l'esigenza che il modello familiare di riferimento sia quello basato sul dettato costituzionale".
per saperne di più clicca il titolo.
Divorzi e separazioni? Colpa della mancanza di dialogo tra coniugi, della crisi dei valori e delle difficoltà economiche familiari. Questa l'opinione dei padri italiani come emerge da una ricerca demoscopica - "Tra ideali e necessità. Gli italiani alla riscoperta della paternità" - svolta dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani.
L'indagine costituisce il rapporto nazionale di un progetto di ricerca europeo che verrà presentato a Bruxelles dall'Iref, l'Istituto di ricerca delle Acli, il prossimo 30 marzo. L'obiettivo: mettere in luce e confrontare gli stereotipi sulla paternità/maternità ancora presenti in Europa, promuovere una paternità più consapevole e responsabile, volta al raggiungimento di una maggiore parità tra uomini e donne.
A questo scopo, l'Iref ha sottoposto alla popolazione maschile italiana selezionata (un campione probabilistico di mille uomini adulti, il 70% padri) alcune questioni cruciali sulla rappresentazione e l'esperienza della paternità: il significato attribuito alla nascita del figlio e al proprio ruolo, le opinioni su chi all'interno della coppia debba occuparsi della sua educazione e della sua cura; la richiesta di servizi a sostegno della famiglia. Alcuni risultati sono stati anticipati questa mattina.
Cosa rappresenta, dunque, la nascita di un figlio per un uomo italiano? Più della metà del campione (55%) sembra viverla innanzitutto come un condizionamento, una responsabilità, se non un sacrificio; per il 44%, invece, la nascita di un figlio rappresenta uno stimolo ed un'opportunità. In un caso abbiamo l'immagine di una paternità come chiusura: termina il periodo più spensierato della propria vita, il nuovo arrivato destabilizza gli equilibri esistenziali degli individui; nell'altro caso si profilano i caratteri di una paternità come apertura: diventare padre significa aprire una nuova fase della propria esistenza.
E perché si fanno pochi figli? A causa della sostanziale inadeguatezza delle politiche familiari, dicono gli intervistati (35%), che si manifesta nella carenza di servizi per l'infanzia che consentano ai genitori di conciliare tempi di vita e di lavoro (22%); e nel disinteresse dei politici verso i fabbisogni delle famiglie (13%). Giudicata decisiva anche la "perdita dei valori tradizionali della famiglia" (27%) e la tendenza a procrastinare l'appuntamento con la paternità/maternità dovuta alla "maggiore consapevolezza dei futuri genitori" (18%). Una risposta importante può dunque arrivare dalle politiche sociali volte ad agevolare il compito dei genitori. Gli uomini intervistati chiedono un maggior sostegno economico alle famiglie (35%), incentivi alle imprese perché diano maggiori servizi alle coppie con figli (22%), una politica di adeguamento degli orari di lavoro alle esigenze familiari (21%).
La famiglia e l'aumento dei divorzi e delle separazioni. I padri italiani puntano l'indice sulla mancanza del dialogo tra i coniugi (33%), sul declino dei valori tradizionali della famiglia (23%), sulle difficoltà di carattere economico unite alla mancanza di strutture e servizi per le famiglie (21%). Avvertito come problematico anche l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro (9%)
"E' tempo di una riflessione seria sul tema della famiglia e delle sue necessità - ha affermato il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero - Dobbiamo interrogarci su come fare in modo che la famiglia abbia l'attenzione, il ruolo, le condizioni perché possa svolgere le sue funzioni di prima cellula comunitaria, di luogo in cui si esercitano le attività primarie della cura, della cura, della solidarietà e dell'amore. Ci sono problemi culturali che vanno indagati a fondo: cosa c'è dietro la "mancanza di dialogo"? Ci sono poi, intrecciati con i primi, problemi sociali ed economici di cui la politica può e deve farsi carico, e non solo in campagna elettorale, con risposte serie e impegnative. Auspichiamo provvedimenti strutturali, che abbiano carattere universale, che leggano le famiglie non solo come destinatarie di provvidenze, ma che le inseriscano nella progettazione e nella gestione dei servizi ad esse dedicati, con una rivalutazione della componente dei servizi offerti dalle istituzioni e dal privato sociale rispetto ai soli aiuti economici e monetari. Provvedimenti che abbiano anche presente - vogliamo dirlo - l'esigenza che il modello familiare di riferimento sia quello basato sul dettato costituzionale".
per saperne di più clicca il titolo.
venerdì, marzo 24, 2006
La Tavola della pace aderisce allo sciopero dei giornalisti proclamato dalla Federazione Nazionale della Stampa
La Tavola della pace aderisce allo sciopero dei giornalisti proclamato dalla Federazione Nazionale della Stampa
“Il successo della vostra lotta farà bene alla pace”
La Tavola della pace aderisce allo sciopero dei giornalisti proclamato dalla Federazione Nazionale della Stampa (la seconda giornata per le tv e le radio è in programma sabato 25 marzo).
E´ la prima volta che ci sentiamo particolarmente coinvolti e partecipi in uno sciopero dei giornalisti. Ai giornalisti e al loro sindacato unitario ci unisce innanzitutto la preoccupazione per lo stato dell´informazione nel nostro paese (oltre che nel resto del mondo) e in particolare del servizio pubblico radiotelevisivo. Ci preoccupa l´assenza di una vera e corretta attenzione ai problemi del mondo (non solo alle guerre, ma anche alle violazioni dei diritti umani, alla miseria e alle ingiustizie che l´alimenta, all´Europa e all´Africa,…). Ci preoccupa la scarsissima attenzione dedicata a coloro che ogni giorno s´impegnano per la pace con serietà e competenza mentre la parola non viene mai negata ai militari e ai cosiddetti “esperti” che continuano a guardare al mondo dalla sedia della propria scrivania.
Dopo sette giorni di sciopero, i giornalisti sono costretti ancora una volta a protestare per difendere la qualità del proprio lavoro e la sua libertà e indipendenza.
Chi vuole la pace, chi si sente impegnato a costruirla partendo dal nostro paese non può che stare al fianco dei giornalisti in questa difficile vertenza. Non c´è pace senza un´informazione di pace. Ma non ci può essere un´informazione di pace senza un giornalismo qualificato, libero e indipendente, attento alla vita e ai diritti delle persone e dei popoli, impegnato a promuovere il pluralismo e l´imparzialità.
Per queste ragioni, cari giornalisti, siamo al vostro fianco. Perché il successo della vostra lotta farà bene alla pace.
Flavio Lotti
Grazia Bellini
Coordinatori nazionali della Tavola della pace
Perugia, 23 marzo 2006
“Il successo della vostra lotta farà bene alla pace”
La Tavola della pace aderisce allo sciopero dei giornalisti proclamato dalla Federazione Nazionale della Stampa (la seconda giornata per le tv e le radio è in programma sabato 25 marzo).
E´ la prima volta che ci sentiamo particolarmente coinvolti e partecipi in uno sciopero dei giornalisti. Ai giornalisti e al loro sindacato unitario ci unisce innanzitutto la preoccupazione per lo stato dell´informazione nel nostro paese (oltre che nel resto del mondo) e in particolare del servizio pubblico radiotelevisivo. Ci preoccupa l´assenza di una vera e corretta attenzione ai problemi del mondo (non solo alle guerre, ma anche alle violazioni dei diritti umani, alla miseria e alle ingiustizie che l´alimenta, all´Europa e all´Africa,…). Ci preoccupa la scarsissima attenzione dedicata a coloro che ogni giorno s´impegnano per la pace con serietà e competenza mentre la parola non viene mai negata ai militari e ai cosiddetti “esperti” che continuano a guardare al mondo dalla sedia della propria scrivania.
Dopo sette giorni di sciopero, i giornalisti sono costretti ancora una volta a protestare per difendere la qualità del proprio lavoro e la sua libertà e indipendenza.
Chi vuole la pace, chi si sente impegnato a costruirla partendo dal nostro paese non può che stare al fianco dei giornalisti in questa difficile vertenza. Non c´è pace senza un´informazione di pace. Ma non ci può essere un´informazione di pace senza un giornalismo qualificato, libero e indipendente, attento alla vita e ai diritti delle persone e dei popoli, impegnato a promuovere il pluralismo e l´imparzialità.
Per queste ragioni, cari giornalisti, siamo al vostro fianco. Perché il successo della vostra lotta farà bene alla pace.
Flavio Lotti
Grazia Bellini
Coordinatori nazionali della Tavola della pace
Perugia, 23 marzo 2006
Trekking Urbano di Primavera
Da Piazza del Plebiscito alla riscoperta dell'antica Parthenope Legambiente/Neapolis 2000, organizza per domenica 26 marzo un trekking urbano di primavera da Piazza del Plebiscito alla riscoperta dell'antica Parthenope.
L'appuntamento è alle ore 11.00 in Piazza del Plebiscito (caffè Gambrinus), dove si concentrano alcuni degli edifici più rappresentativi della città: Palazzo Reale, Palazzo Salerno, La foresteria, La Chiesa San Francesco d Paola.
Si continua per Via Cesario Console, Via Santa Lucia, Via Nazario Sauro.
Dopo aver visitato l'antico isolotto di Megaride con l'imponente mole di Castel dell'Ovo si prosegue verso il Chiatamone per risalire verso l'acropoli dell'antica città di Parthenope e per poter ammirare un panorama a 360°: Posillipo, Capri, la Penisola Sorrentina, il Vesuvio, il Centro Antico, Capodimonte.
Contributo per l'associazione 7 € - Prenotazione obbligatoria 349.45.87.997
L'appuntamento è alle ore 11.00 in Piazza del Plebiscito (caffè Gambrinus), dove si concentrano alcuni degli edifici più rappresentativi della città: Palazzo Reale, Palazzo Salerno, La foresteria, La Chiesa San Francesco d Paola.
Si continua per Via Cesario Console, Via Santa Lucia, Via Nazario Sauro.
Dopo aver visitato l'antico isolotto di Megaride con l'imponente mole di Castel dell'Ovo si prosegue verso il Chiatamone per risalire verso l'acropoli dell'antica città di Parthenope e per poter ammirare un panorama a 360°: Posillipo, Capri, la Penisola Sorrentina, il Vesuvio, il Centro Antico, Capodimonte.
Contributo per l'associazione 7 € - Prenotazione obbligatoria 349.45.87.997
Essenza, ruolo ed attualità delle Associazioni di Servizio
CONVEGNO DI STUDIO
“ Essenza, ruolo ed attualità delle Associazioni di Servizio”
Venerdì 24 marzo 2006 – ore 17.30
Antisala dei Baroni – Maschio Angioino - Piazza Municipio - Napoli
PROGRAMMA
Presentazione del Convegno:
Prof. Bruno Canetti
Presidente del Comitato
Moderatore:
Dott. Ciro Burattino
Past Governatore del Distretto 108 YA
Relatori:
Prof. Giovanni Mancino
Accademico Tiberino
Dott.ssa Eleonora Cavallaro
Presidente ACLI Campania
Ing. Gherardo Mengoni
Rotary Club Napoli Ovest
Prof. Avv. Ermanno Bocchini
Università Federico II
E’ previsto l’intervento del Sindaco di Napoli
On. Rosa Iervolino Russo
Conclude:
Prof. Ing. Paolo Lomonte
Vice Governatore del Distretto Lions 108 YA
“ Essenza, ruolo ed attualità delle Associazioni di Servizio”
Venerdì 24 marzo 2006 – ore 17.30
Antisala dei Baroni – Maschio Angioino - Piazza Municipio - Napoli
PROGRAMMA
Presentazione del Convegno:
Prof. Bruno Canetti
Presidente del Comitato
Moderatore:
Dott. Ciro Burattino
Past Governatore del Distretto 108 YA
Relatori:
Prof. Giovanni Mancino
Accademico Tiberino
Dott.ssa Eleonora Cavallaro
Presidente ACLI Campania
Ing. Gherardo Mengoni
Rotary Club Napoli Ovest
Prof. Avv. Ermanno Bocchini
Università Federico II
E’ previsto l’intervento del Sindaco di Napoli
On. Rosa Iervolino Russo
Conclude:
Prof. Ing. Paolo Lomonte
Vice Governatore del Distretto Lions 108 YA
giovedì, marzo 23, 2006
Banca Etica Sud
Incontro dei Soci dell'area SUD - sabato 25 marzo a Lamezia Terme
Si comunica che la prossima assemblea di tutti i soci di Banca popolare Etica, si terrà, in seconda convocazione, il giorno sabato 27 maggio 2006 alle ore 10.30 in Bari presso l’hotel Excelsior Congressi Via Giulio Petroni, 15. Nei prossimi giorni verrà riportata la convocazione ufficiale con gli argomenti all'ordine del giorno,e, a seguire, i documenti necessari per una migliore partecipazione.
Si invitano i Soci del Sud Italia, in preparazione a questa assemblea, ad un incontro di approfondimento sia sui temi che verranno affrontati in assemblea nazionale, sia sulla presenza e sulle attività di Banca Etica nei territori del Sud Italia. Sarà una buona occasione per parlare del ruolo della banca oggi e in prospettiva, si è infatti sempre più consapevoli che tanto più la nostra esperienza cresce e diventa complessa tanto è più forte l’esigenza di darci strumenti per incontrarci e curare i luoghi di partecipazione. Sarà presente, oltre ai responsabili dell’area Sud, il presidente di Banca Etica Fabio Salviato
L’incontro si terrà: sabato 25 marzo 2006, dalle ore 10,30 alle 16,00, presso la Comunità Progetto Sud, Via Reillo, 5. 88046 Lamezia Terme ( CZ)
Si comunica che la prossima assemblea di tutti i soci di Banca popolare Etica, si terrà, in seconda convocazione, il giorno sabato 27 maggio 2006 alle ore 10.30 in Bari presso l’hotel Excelsior Congressi Via Giulio Petroni, 15. Nei prossimi giorni verrà riportata la convocazione ufficiale con gli argomenti all'ordine del giorno,e, a seguire, i documenti necessari per una migliore partecipazione.
Si invitano i Soci del Sud Italia, in preparazione a questa assemblea, ad un incontro di approfondimento sia sui temi che verranno affrontati in assemblea nazionale, sia sulla presenza e sulle attività di Banca Etica nei territori del Sud Italia. Sarà una buona occasione per parlare del ruolo della banca oggi e in prospettiva, si è infatti sempre più consapevoli che tanto più la nostra esperienza cresce e diventa complessa tanto è più forte l’esigenza di darci strumenti per incontrarci e curare i luoghi di partecipazione. Sarà presente, oltre ai responsabili dell’area Sud, il presidente di Banca Etica Fabio Salviato
L’incontro si terrà: sabato 25 marzo 2006, dalle ore 10,30 alle 16,00, presso la Comunità Progetto Sud, Via Reillo, 5. 88046 Lamezia Terme ( CZ)
Reddito cittadinanza: Sussidi rubati, la Finanza apre un’inchiesta
Da IL MATTINO - DANILO CIRILLO
Sul reddito di cittadinanza incassato in banca con mandato e documenti falsi, mentre le persone che avevano diritto al sussidio di povertà sono rimaste senza contributo mensile, parte anche un’indagine della Guardia di Finanza: le denunce delle vittime, raccolte dai commissariati dei quartieri occidentali (il problema sembra essere concentrato tra Soccavo, Pianura, Bagnoli e Fuorigrotta), sono state trasmesse alla Questura che a sua volta le ha «girate», per competenza, alle Fiamme Gialle. Una traccia importante è già a disposizione degli investigatori: le fotocopie delle carte d’identità e dei tesserini plastificati con il codice fiscale trattenute dall’istituto di credito dopo aver corrisposto la somma ai veri o presunti beneficiari. Il caso è scoppiato qualche giorno fa, quando il Comune ha messo in pagamento presso le agenzie del San Paolo-Banco di Napoli la seconda rata della misura di sostegno. Per procedere all’incasso, gli aventi diritto devono presentarsi allo sportello ed esibire la cartolina-invito ricevuta a casa. Non tutti, però, l’hanno ricevuta. Ed è proprio su questo punto che sembrano indirizzarsi le attenzioni degli inquirenti: è più logico pensare che gli avvisi siano stati «clonati» o che qualcuno sia riuscito a intercettare i documenti mentre viaggiavano nei sacchi della corrispondenza ordinaria? «Non sono pervenute segnalazioni da parte dei clienti, né si sono registrate negli ultimi tempi rapine a furgoni o portalettere - precisa Poste Italiane - purtroppo la corrispondenza in oggetto è ordinaria e non tracciata. Abbiamo disposto un monitoraggio per verificare eventuali anomalie nella distribuzione». La posta ordinaria, il cui costo è di 45 centesimi, rimane nella buca delle lettere mentre quella raccomandata, che costa invece 2,80 euro, va diritta nelle mani dei destinatari. Metodo più oneroso, commenta qualcuno, ma più sicuro. Agli sportelli del San Paolo, l’istituto incaricato dei pagamenti, c’è aria di tensione. Già da qualche giorno, alla luce di questi raggiri, dai vertici sono arrivate nuove direttive: non ultima, l'obbligo di richiedere l’esibizione di due documenti d'identità. Altre soluzioni sono ancora allo studio per rendere quasi impossibile la truffa, come pure per evitare che qualcuno approfitti della confusione per intascare due volte la cifra dovuta. Ancora incerto il numero degli episodi denunciati. Trenta secondo il Comune, più di cento secondo il San Paolo, molte centinaia a sentire alcuni funzionari dello stesso istituto. Fatto sta che chi ha subito la truffa e contava su quei 350 euro, almeno per il momento, deve arrangiarsi. «Il Comune in questa vicenda è parte lesa - fa sapere Raffaele Tecce, assessore ai servizi sociali - stiamo lavorando d'intesa con la Tesoreria e col Banco di Napoli per rendere più facile e sicuro agli utenti il ritiro delle proprie spettanze, ma anche un metodo più semplice per il Banco affinché venga accertata l'identità dei reali beneficiari».
Sul reddito di cittadinanza incassato in banca con mandato e documenti falsi, mentre le persone che avevano diritto al sussidio di povertà sono rimaste senza contributo mensile, parte anche un’indagine della Guardia di Finanza: le denunce delle vittime, raccolte dai commissariati dei quartieri occidentali (il problema sembra essere concentrato tra Soccavo, Pianura, Bagnoli e Fuorigrotta), sono state trasmesse alla Questura che a sua volta le ha «girate», per competenza, alle Fiamme Gialle. Una traccia importante è già a disposizione degli investigatori: le fotocopie delle carte d’identità e dei tesserini plastificati con il codice fiscale trattenute dall’istituto di credito dopo aver corrisposto la somma ai veri o presunti beneficiari. Il caso è scoppiato qualche giorno fa, quando il Comune ha messo in pagamento presso le agenzie del San Paolo-Banco di Napoli la seconda rata della misura di sostegno. Per procedere all’incasso, gli aventi diritto devono presentarsi allo sportello ed esibire la cartolina-invito ricevuta a casa. Non tutti, però, l’hanno ricevuta. Ed è proprio su questo punto che sembrano indirizzarsi le attenzioni degli inquirenti: è più logico pensare che gli avvisi siano stati «clonati» o che qualcuno sia riuscito a intercettare i documenti mentre viaggiavano nei sacchi della corrispondenza ordinaria? «Non sono pervenute segnalazioni da parte dei clienti, né si sono registrate negli ultimi tempi rapine a furgoni o portalettere - precisa Poste Italiane - purtroppo la corrispondenza in oggetto è ordinaria e non tracciata. Abbiamo disposto un monitoraggio per verificare eventuali anomalie nella distribuzione». La posta ordinaria, il cui costo è di 45 centesimi, rimane nella buca delle lettere mentre quella raccomandata, che costa invece 2,80 euro, va diritta nelle mani dei destinatari. Metodo più oneroso, commenta qualcuno, ma più sicuro. Agli sportelli del San Paolo, l’istituto incaricato dei pagamenti, c’è aria di tensione. Già da qualche giorno, alla luce di questi raggiri, dai vertici sono arrivate nuove direttive: non ultima, l'obbligo di richiedere l’esibizione di due documenti d'identità. Altre soluzioni sono ancora allo studio per rendere quasi impossibile la truffa, come pure per evitare che qualcuno approfitti della confusione per intascare due volte la cifra dovuta. Ancora incerto il numero degli episodi denunciati. Trenta secondo il Comune, più di cento secondo il San Paolo, molte centinaia a sentire alcuni funzionari dello stesso istituto. Fatto sta che chi ha subito la truffa e contava su quei 350 euro, almeno per il momento, deve arrangiarsi. «Il Comune in questa vicenda è parte lesa - fa sapere Raffaele Tecce, assessore ai servizi sociali - stiamo lavorando d'intesa con la Tesoreria e col Banco di Napoli per rendere più facile e sicuro agli utenti il ritiro delle proprie spettanze, ma anche un metodo più semplice per il Banco affinché venga accertata l'identità dei reali beneficiari».
IL NEMICO ALLE POSTE?
Lunghe code per il “decreto flussi”. Se manca una vera politica per l'immigrazione…
L’atteso “decreto flussi 2006”, per quanto da tempo preannunciato e preparato, ha mostrato tutti i segni di una politica dell’immigrazione per nulla rispondente alla realtà.
Sono stati messi a disposizione dalle Poste Italiane, con significativo anticipo, oltre un milione e mezzo di kit affinché datori di lavoro (tra cui tante famiglie) potessero compilarli con attenzione e tranquillità: i kit sono andati a ruba a tal punto che per ottenerne uno qualcuno ha anche dovuto acquistarlo da qualche “bagarino”. Ricordiamo a margine che il decreto prevede che siano i datori di lavoro a produrre domanda nominativa di ammissione in Italia di lavoratori stranieri residenti all’estero. Solo se la domanda viene accettata dalle autorità italiane il lavoratore straniero riceverà, tramite la Rappresentanza diplomatica italiana nel suo Paese, il visto di entrata in Italia.
Considerata però la complessità della compilazione, vari datori di lavoro hanno chiesto aiuto anche ai Patronati Acli, che hanno seguito centinaia di persone, entrando così nell’ottica della convenzione che il ministero dell’Interno ha sottoscritto proprio con i Patronati e che prevede la collaborazione con questure e enti locali nel disbrigo di pratiche in materia di immigrazione e la cui competenza sarà trasferita, nei prossimi tempi, ai Comuni.
Certo è che se questa convenzione fosse stata adottata ufficialmente anche per questo evento, si sarebbero potuti evitare tanti intoppi e tante speculazioni.
Il giorno della presentazione delle domande, il 14 febbraio, sono state presentate circa 500.000 domande. La maggior parte di coloro che si sono presentati alle Poste, mettendosi in fila già dal pomeriggio precedente, erano stranieri, e quasi certamente i medesimi che avrebbero usufruito della richiesta. Erano cioè lavoratori già presenti in Italia in maniera non regolare, ma già alle dipendenze di un datore di lavoro o di una famiglia. E sappiamo che sono stati proprio loro a convincere i propri datori ad aderire al decreto e che per questo hanno anche dovuto pagare le varie tasse, reali o arbitrarie che fossero.
Ora che la buriana è passata, sappiamo che di quelle 500.000 domande ne verranno accolte solo 170.000: che cosa succederà di quei 330.000 che non verranno presi in considerazione? Continueranno, quasi certamente, a lavorare e a essere in Italia irregolarmente.
Qualche autorevole esponente del Governo ha inveito contro il ministro dell’Interno per non aver fatto uso delle forze dell’ordine per far espellere quanti stavano facendo le file alle Poste, poiché quasi certamente irregolari. Quanta ipocrisia: non sanno costoro che molte di quelle persone mantengono stabilità nelle nostre famiglie governando le nostre case, collaborando nella gestione dei nostri figli e dei nostri anziani, ancor più se non autosufficienti? Non sanno che un’eventuale retata avrebbe messo e metterebbe a repentaglio tutto il sistema di welfare del nostro Paese?
Bene ha fatto il ministro dell’Interno a non far intervenire le forze dell’ordine e bene hanno fatto quelle Amministrazioni locali, che consce dell’apporto di questi lavoratori al welfare invisibile del loro territorio, hanno mobilitato la Protezione civile affinché sostenesse quanti, in coda per ore, avevano bisogno di conforto di vario genere.
Tutto quanto si è verificato, dalla determinazione del “decreto flussi” alla sua emanazione alla presentazione delle domande, prova la pochezza politica con cui si sta affrontando in Italia il fenomeno immigrazione e la vita dei cittadini immigrati.
Il limitare l’accesso legale al nostro Paese non fa altro che aumentare il flusso di irregolarità cui si coniuga il prosperare del lavoro nero. Come abbiamo avuto modo di constatare, permarranno oggi in Italia, proprio sulla base del grosso quantitativo di domande presentate e che non verranno accolte, una notevole quantità di irregolarità. Questo significa che vi saranno centinaia di migliaia di persone che non vedranno, almeno in questo anno, corrisposti i propri diritti e che si terranno anche fuori dai propri doveri. Le Acli hanno più volte manifestato insofferenza nei confronti della vigente legge sull’immigrazione proponendo, insieme ad altre forze, la revisione almeno di alcuni dei passaggi più ostici e nel contempo l’incentivazione di politiche attive di integrazione. Vogliamo sperare, ormai, che la prossima legislatura e il prossimo Governo avranno il coraggio di entrare nel merito.
Pino Gulia
L’atteso “decreto flussi 2006”, per quanto da tempo preannunciato e preparato, ha mostrato tutti i segni di una politica dell’immigrazione per nulla rispondente alla realtà.
Sono stati messi a disposizione dalle Poste Italiane, con significativo anticipo, oltre un milione e mezzo di kit affinché datori di lavoro (tra cui tante famiglie) potessero compilarli con attenzione e tranquillità: i kit sono andati a ruba a tal punto che per ottenerne uno qualcuno ha anche dovuto acquistarlo da qualche “bagarino”. Ricordiamo a margine che il decreto prevede che siano i datori di lavoro a produrre domanda nominativa di ammissione in Italia di lavoratori stranieri residenti all’estero. Solo se la domanda viene accettata dalle autorità italiane il lavoratore straniero riceverà, tramite la Rappresentanza diplomatica italiana nel suo Paese, il visto di entrata in Italia.
Considerata però la complessità della compilazione, vari datori di lavoro hanno chiesto aiuto anche ai Patronati Acli, che hanno seguito centinaia di persone, entrando così nell’ottica della convenzione che il ministero dell’Interno ha sottoscritto proprio con i Patronati e che prevede la collaborazione con questure e enti locali nel disbrigo di pratiche in materia di immigrazione e la cui competenza sarà trasferita, nei prossimi tempi, ai Comuni.
Certo è che se questa convenzione fosse stata adottata ufficialmente anche per questo evento, si sarebbero potuti evitare tanti intoppi e tante speculazioni.
Il giorno della presentazione delle domande, il 14 febbraio, sono state presentate circa 500.000 domande. La maggior parte di coloro che si sono presentati alle Poste, mettendosi in fila già dal pomeriggio precedente, erano stranieri, e quasi certamente i medesimi che avrebbero usufruito della richiesta. Erano cioè lavoratori già presenti in Italia in maniera non regolare, ma già alle dipendenze di un datore di lavoro o di una famiglia. E sappiamo che sono stati proprio loro a convincere i propri datori ad aderire al decreto e che per questo hanno anche dovuto pagare le varie tasse, reali o arbitrarie che fossero.
Ora che la buriana è passata, sappiamo che di quelle 500.000 domande ne verranno accolte solo 170.000: che cosa succederà di quei 330.000 che non verranno presi in considerazione? Continueranno, quasi certamente, a lavorare e a essere in Italia irregolarmente.
Qualche autorevole esponente del Governo ha inveito contro il ministro dell’Interno per non aver fatto uso delle forze dell’ordine per far espellere quanti stavano facendo le file alle Poste, poiché quasi certamente irregolari. Quanta ipocrisia: non sanno costoro che molte di quelle persone mantengono stabilità nelle nostre famiglie governando le nostre case, collaborando nella gestione dei nostri figli e dei nostri anziani, ancor più se non autosufficienti? Non sanno che un’eventuale retata avrebbe messo e metterebbe a repentaglio tutto il sistema di welfare del nostro Paese?
Bene ha fatto il ministro dell’Interno a non far intervenire le forze dell’ordine e bene hanno fatto quelle Amministrazioni locali, che consce dell’apporto di questi lavoratori al welfare invisibile del loro territorio, hanno mobilitato la Protezione civile affinché sostenesse quanti, in coda per ore, avevano bisogno di conforto di vario genere.
Tutto quanto si è verificato, dalla determinazione del “decreto flussi” alla sua emanazione alla presentazione delle domande, prova la pochezza politica con cui si sta affrontando in Italia il fenomeno immigrazione e la vita dei cittadini immigrati.
Il limitare l’accesso legale al nostro Paese non fa altro che aumentare il flusso di irregolarità cui si coniuga il prosperare del lavoro nero. Come abbiamo avuto modo di constatare, permarranno oggi in Italia, proprio sulla base del grosso quantitativo di domande presentate e che non verranno accolte, una notevole quantità di irregolarità. Questo significa che vi saranno centinaia di migliaia di persone che non vedranno, almeno in questo anno, corrisposti i propri diritti e che si terranno anche fuori dai propri doveri. Le Acli hanno più volte manifestato insofferenza nei confronti della vigente legge sull’immigrazione proponendo, insieme ad altre forze, la revisione almeno di alcuni dei passaggi più ostici e nel contempo l’incentivazione di politiche attive di integrazione. Vogliamo sperare, ormai, che la prossima legislatura e il prossimo Governo avranno il coraggio di entrare nel merito.
Pino Gulia
martedì, marzo 21, 2006
Discriminazione razziale e autonomia privata. Convegno alla Federico II
È in programma un importante evento il 22 marzo all'Università Federico II di Napoli: "Discriminazione razziale e autonomia privata", convegno organizzato dall'Ateneo stesso insieme con il Ministero delle Pari Opportunità, l'Unar, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, Cidis Onlus e l'Ufficio dei Referenti Locali per la Formazione Decentrata della Corte d'Applello di Napoli, con il cofinanziamento della Commissione Europea.
Si parlerà di uguaglianza davanti alla legge e protezione di ogni soggetto contro qualunque forma di discriminazione dovuta all'appartenenza razziale o etnica, quale aspetto che presuppone il superamento di vincoli pregiudiziali a livello culturale. "Il diritto alla parità di trattamento ed il contrasto ad ogni forma di discriminazione sono tra i principali obiettivi che sottendono al processo di integrazione europea, senza i quali nessuna società potrà mai definirsi pienamente libera e democratica".
L'evento comincerà con i saluti delle autorità presenti: il Magnifico Rettore della Federico II Guido Trombetti, il Preside della Facolà di Giurisprudenza dell'Ateneo fridericiano Michele Scudiero e il Presidente della Corte di Appello di Napoli Raffaele Numeroso. Saranno presenti, tra gli altri, Maria Antonia Garzia, magistrato e consulente giuridico Unar, i docenti della Federico II Giancarlo Guarino, Francesco Santoni, Carlo Amirante, Gerardo Ragone e il presidente dell'Istituto degli Studi Filosofici di Napoli Gerardo Marotta. Previsto l'intervento di Pasquale Orlando presidente delle acli di napoli.
clicca il titolo per ulteriori notizie e scaricare la locandina con il programma completo.
Si parlerà di uguaglianza davanti alla legge e protezione di ogni soggetto contro qualunque forma di discriminazione dovuta all'appartenenza razziale o etnica, quale aspetto che presuppone il superamento di vincoli pregiudiziali a livello culturale. "Il diritto alla parità di trattamento ed il contrasto ad ogni forma di discriminazione sono tra i principali obiettivi che sottendono al processo di integrazione europea, senza i quali nessuna società potrà mai definirsi pienamente libera e democratica".
L'evento comincerà con i saluti delle autorità presenti: il Magnifico Rettore della Federico II Guido Trombetti, il Preside della Facolà di Giurisprudenza dell'Ateneo fridericiano Michele Scudiero e il Presidente della Corte di Appello di Napoli Raffaele Numeroso. Saranno presenti, tra gli altri, Maria Antonia Garzia, magistrato e consulente giuridico Unar, i docenti della Federico II Giancarlo Guarino, Francesco Santoni, Carlo Amirante, Gerardo Ragone e il presidente dell'Istituto degli Studi Filosofici di Napoli Gerardo Marotta. Previsto l'intervento di Pasquale Orlando presidente delle acli di napoli.
clicca il titolo per ulteriori notizie e scaricare la locandina con il programma completo.
Premio Adone Zoli XXVII edizione.

Nel corso di una significativa cerimonia tenutasi presso l’aula Pessina dell’Università di Napoli “Federico II”, il sindaco Rosa Russo Iervolino, ha consegnato il Premio Adone Zoli 2005 (XXVII edizione) al dott. Gennaro Ferraiuolo per una ricerca su “Comunità locali e sussidiareità”. Nel corso della cerimonia sono state anche consegnate le Targhe Coerenza 2006, promosse dalla Fondazione Zoli presieduta da Maria Frunzio, allo storico. Gabriele De Rosa, a Mariangela Prioreschi presidente aimc (associazione italiana maestri cattolici) ed al Cardinale Achille Silvestrini che nel suo saluto ha voluto ricordare l’impegno della Chiesa per la pace nell’Est Europeo, in particolare sotto la guida del Cardinale Casaroli e di Giovanni Paolo II. Il porporato ha concluso auspicando un maggiore impegno per i giovani che – ha detto - anche se privi di mezzi, devono essere messi in condizione di esprimersi al meglio come Lui stesso ha cerca di fare attraverso l’Istituto Villa Nazareth.
A consegnare i riconoscimenti – istituiti nel 1964, per segnalare personalità che hanno interpretato la virtù della Coerenza – sono stati Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte Costituzionale e Michele Scudiero, Preside della Facoltà di Giurisprudenza e l’on. Paolo Barbi.
A conclusione della manifestazione l’on. Sandro de Franciscis, Presidente della Provincia di Caserta, ha illustrato il nuovo Premio per un giovane studioso nelle Scienze Mediche intitolato alla memoria del padre Pietro de Franciscis insigne ricercatore, che verrà assegnato annualmente nell’ambito delle attività della Fondazione.
lunedì, marzo 20, 2006
giusto il bonus. I figli sono un bene pubblico.Le ide di prodi per i bambini e la famiglia.
Giusto il bonus. I figli sono un bene pubblico»
«Prodi dà un messaggio importante. Vuol investire nelle famiglie con figli in due modi: con l’assegno e con gli asili nido. Perché i figli hanno un costo, ma sono anche un bene pubblico». Chiara Saraceno, sociologa della famiglia, definisce il piano-famiglia annunciato l’altroieri da Prodi «un bel passo avanti».
Professoressa, cosa ne pensa dell’idea di Prodi di dare un assegno annuale di 2500 euro ai bambini da 0 a 3 anni, fino ai 18?
2500 euro all’anno, innanzitutto, non sono un bonus, ma una misura più simile a un assegno per figli, come nei paesi europei. Più di 200 euro al mese non sono neanche pochissime. Da questo punto di vista, la proposta vuol allineare l’Italia alla maggioranza dei paesi europei, dando un sostegno fino a quando i bambini sono adulti. Non è neanche uno scandalo iniziare con i più piccoli, e poi andare a regime, visto che i soldi sono quello che sono. È positivo il fatto che si pensi di fare assegni, piuttosto che continuare con le detrazioni, delle quali le famiglie a basso reddito non riescono a fruire. Aver aumentato le detrazioni per i figli, senza affrontare l’incapienza, ha sistematicamente lasciato fuori le famiglie a reddito basso. E rispetto al fatto che al momento molte famiglie non prendono nulla, 200 euro al mese anche se non coprono le spese di un figlio (ma in nessun paese lo fanno) per una famiglia a basso reddito possono essere un bell’aiuto.
clicca il titolo per leggere tutta l'intervista.
«Prodi dà un messaggio importante. Vuol investire nelle famiglie con figli in due modi: con l’assegno e con gli asili nido. Perché i figli hanno un costo, ma sono anche un bene pubblico». Chiara Saraceno, sociologa della famiglia, definisce il piano-famiglia annunciato l’altroieri da Prodi «un bel passo avanti».
Professoressa, cosa ne pensa dell’idea di Prodi di dare un assegno annuale di 2500 euro ai bambini da 0 a 3 anni, fino ai 18?
2500 euro all’anno, innanzitutto, non sono un bonus, ma una misura più simile a un assegno per figli, come nei paesi europei. Più di 200 euro al mese non sono neanche pochissime. Da questo punto di vista, la proposta vuol allineare l’Italia alla maggioranza dei paesi europei, dando un sostegno fino a quando i bambini sono adulti. Non è neanche uno scandalo iniziare con i più piccoli, e poi andare a regime, visto che i soldi sono quello che sono. È positivo il fatto che si pensi di fare assegni, piuttosto che continuare con le detrazioni, delle quali le famiglie a basso reddito non riescono a fruire. Aver aumentato le detrazioni per i figli, senza affrontare l’incapienza, ha sistematicamente lasciato fuori le famiglie a reddito basso. E rispetto al fatto che al momento molte famiglie non prendono nulla, 200 euro al mese anche se non coprono le spese di un figlio (ma in nessun paese lo fanno) per una famiglia a basso reddito possono essere un bell’aiuto.
clicca il titolo per leggere tutta l'intervista.
Programma Partecipato. Rete per il Nuovo Municipio
INVITO
Presentazione della prima bozza del Programma Partecipato per Pozzuoli
a cura della Rete per il Nuovo Municipio
Martedì 21 marzo (ore 17,00), all'Hotel Santa Marta, in via Licola
Patria ad Arco Felice, si terrà la presentazione della prima bozza del
"Programma Partecipato" a cura della Rete per il Nuovo
Municipio di Pozzuoli.
Il documento è l'elaborazione del lavoro effettuato dal Gruppo di Ricerca della RNM - Pozzuoli con l'analisi e le proposte emerse dalle prime 150 interviste ai cittadini puteolani.
Alla presentazione parteciperanno Antonio Damiano (Coordinatore della RNM - Pozzuoli), Osvaldo Cammarota, (Responsabile del Programma Partecipato) e Giovanni Allegretti (dell'associazione nazionale della Rete per il Nuovo Municipio) che illustrerà le esperienze in corso nel resto d'Italia.
Nel mentre procedono le interviste agli altri 250 cittadini che costituiscono un campione rappresentativo dell'intera comunità, l'iniziativa è promossa per socializzare e verificare i primi risultati della ricerca. L'elaborazione del Programma Partecipato per Pozzuoli si avvale inoltre del contributo di verifica e validazione di un Gruppo di Accompagnamento Scientifico composto da: Alessandro Dal Piaz (Urbanista), Paola De Vivo (Sociologa), Fabrizio Manduca (Manager pubblico), Ugo Marani (Economista), Lorenzo Zoppoli (Giurista).
Sono invitati i cittadini, i segretari di partito locali, provinciali e
regionali.
Infoline:
393.5861941
339.5445737
rnmpozzuoli@libero.it
Presentazione della prima bozza del Programma Partecipato per Pozzuoli
a cura della Rete per il Nuovo Municipio
Martedì 21 marzo (ore 17,00), all'Hotel Santa Marta, in via Licola
Patria ad Arco Felice, si terrà la presentazione della prima bozza del
"Programma Partecipato" a cura della Rete per il Nuovo
Municipio di Pozzuoli.
Il documento è l'elaborazione del lavoro effettuato dal Gruppo di Ricerca della RNM - Pozzuoli con l'analisi e le proposte emerse dalle prime 150 interviste ai cittadini puteolani.
Alla presentazione parteciperanno Antonio Damiano (Coordinatore della RNM - Pozzuoli), Osvaldo Cammarota, (Responsabile del Programma Partecipato) e Giovanni Allegretti (dell'associazione nazionale della Rete per il Nuovo Municipio) che illustrerà le esperienze in corso nel resto d'Italia.
Nel mentre procedono le interviste agli altri 250 cittadini che costituiscono un campione rappresentativo dell'intera comunità, l'iniziativa è promossa per socializzare e verificare i primi risultati della ricerca. L'elaborazione del Programma Partecipato per Pozzuoli si avvale inoltre del contributo di verifica e validazione di un Gruppo di Accompagnamento Scientifico composto da: Alessandro Dal Piaz (Urbanista), Paola De Vivo (Sociologa), Fabrizio Manduca (Manager pubblico), Ugo Marani (Economista), Lorenzo Zoppoli (Giurista).
Sono invitati i cittadini, i segretari di partito locali, provinciali e
regionali.
Infoline:
393.5861941
339.5445737
rnmpozzuoli@libero.it
domenica, marzo 19, 2006
Riportiamoli a casa!
Lunedì 20 marzo sala FILCAMS
Piazza Garibaldi, 101 - ore 18.00
Incontro-Dibattito con genitori di soldati americani e italiani, veterani dell' Iraq
Testimonianze dirette di:
Lou Plummer, attivista dell'organizzazione di familiari di militari contro la guerra (MFSO)
Joseph Wood, Iraqi Veterans Against the War
Salvatore Pilloni, attivista per i diritti dei soldati colpiti dagli effetti dell'uranio impoverito
Interverranno:
Philip Rushton, autore del libro “Riportiamoli a casa”
Paola Gasparoli, Un Ponte per...
Isadora D’Aimmo, Assessore Provincia di Napoli Pace, Cooperazione Int., Immigrazione
Piazza Garibaldi, 101 - ore 18.00
Incontro-Dibattito con genitori di soldati americani e italiani, veterani dell' Iraq
Testimonianze dirette di:
Lou Plummer, attivista dell'organizzazione di familiari di militari contro la guerra (MFSO)
Joseph Wood, Iraqi Veterans Against the War
Salvatore Pilloni, attivista per i diritti dei soldati colpiti dagli effetti dell'uranio impoverito
Interverranno:
Philip Rushton, autore del libro “Riportiamoli a casa”
Paola Gasparoli, Un Ponte per...
Isadora D’Aimmo, Assessore Provincia di Napoli Pace, Cooperazione Int., Immigrazione
sabato, marzo 18, 2006
Libere da una politica esclusiva
Nell’ambito di "Marzo Donna 2006", iniziativa promossa dal Comune di Napoli, le associazioni Acadi-Onlus, Olimpia 71 e DonneSuDonne, invitano lunedì 20 marzo alle 16,30 (Napoli - Circoscrizione di Barra - Corso Sirena n. 305), ad un dibattito dal titolo "Le donne libere di determinare una rappresentanza di cittadinanza inclusiva. Le donne libere da una politica esclusiva di un genere".
Il dibattito sarà introdotto da Francesco Manna, Presidente dell'Associazione ACADI – ONLUS, seguiranno gli interventi di Valeria Valente, Presidente Consulta delle Elette del Comune di Napoli, Angela Cortese, Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Napoli, Amodio Grimaldi, Presidente della Circoscrizione di Barra, Enza Urano, Responsabile Servizi Urp Circoscrizione di Barra, Margherita Fusco Responsabile Servizi Sociali Territoriali, Annamaria Valentino, Docente dell’ Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", Anna Capuano, Operatrice Consultorio - Sezione CulturaleOlimpia71,
modera: Grazia Zimmaro esperta del Laboratorio Politico di pari opportunità dell'Associazione DonneSuDonne.
Per informazioni:
Segreteria organizzativa Acadi-Onlus:
Corso Quattro Novembre n. 26 – Tel e fax: 081 5723211
Laboratorio Politico di Pari Opportunità - Associazione DonneSuDonne presso il Dipartimento Studi Storico Sociali - Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
Il dibattito sarà introdotto da Francesco Manna, Presidente dell'Associazione ACADI – ONLUS, seguiranno gli interventi di Valeria Valente, Presidente Consulta delle Elette del Comune di Napoli, Angela Cortese, Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Napoli, Amodio Grimaldi, Presidente della Circoscrizione di Barra, Enza Urano, Responsabile Servizi Urp Circoscrizione di Barra, Margherita Fusco Responsabile Servizi Sociali Territoriali, Annamaria Valentino, Docente dell’ Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", Anna Capuano, Operatrice Consultorio - Sezione CulturaleOlimpia71,
modera: Grazia Zimmaro esperta del Laboratorio Politico di pari opportunità dell'Associazione DonneSuDonne.
Per informazioni:
Segreteria organizzativa Acadi-Onlus:
Corso Quattro Novembre n. 26 – Tel e fax: 081 5723211
Laboratorio Politico di Pari Opportunità - Associazione DonneSuDonne presso il Dipartimento Studi Storico Sociali - Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
IRAN/ ACLI: INACCETTABILE DICHIARAZIONE USA SU GUERRA PREVENTIVA
Olivero: "La forza del diritto prevalga sul diritto della forza"
Roma, 17 mar. (Apcom) - "Sconcerto e preoccupazione per la notizia della riconferma, da parte degli Stati Uniti, della dottrina preventiva in Iran, viene espressa dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani. "La logica della guerra preventiva - afferma il neopresidente delle Acli Andrea Olivero - ci è sempre parsa assolutamente inaccettabile. Tre anni fa, insieme a milioni di persone in tutto il mondo, facemmo di tutto, purtroppo senza successo, per evitare che essa fosse applicata e inaugurata in Iraq. Abbiamo visto come questa strategia si sia rivelata, oltre che ingiusta e violenta, controproducente e non lungimirante".
"La popolazione irachena - prosegue Olivero in una nota - sta pagando ancora oggi a carissimo prezzo, in termini di sangue e di povertà, la liberazione dal tiranno Saddam Hussein. La proliferazione del terrorismo, in Iraq e non solo, appare sempre più senza controllo, se proprio ieri gli Stati Uniti hanno dovuto lanciare a nord di Baghdad 'la maggiore offensiva aerea dalla fine dei principali combattimenti nell'aprile 2003'. Con quali tragiche ricadute sulla popolazione civile - sottolinea Olivero - è purtroppo facile prevederlo".
"Invece di investire politicamente sulla forza del diritto - conclude Olivero - si preferisce propugnare il diritto della forza, ma non serve per l'Iran la contrapposizione frontale. Occorre una stringente pressione internazionale che sarà tanto più efficace quanto più sarà autorevole, legittima e credibile".
Roma, 17 mar. (Apcom) - "Sconcerto e preoccupazione per la notizia della riconferma, da parte degli Stati Uniti, della dottrina preventiva in Iran, viene espressa dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani. "La logica della guerra preventiva - afferma il neopresidente delle Acli Andrea Olivero - ci è sempre parsa assolutamente inaccettabile. Tre anni fa, insieme a milioni di persone in tutto il mondo, facemmo di tutto, purtroppo senza successo, per evitare che essa fosse applicata e inaugurata in Iraq. Abbiamo visto come questa strategia si sia rivelata, oltre che ingiusta e violenta, controproducente e non lungimirante".
"La popolazione irachena - prosegue Olivero in una nota - sta pagando ancora oggi a carissimo prezzo, in termini di sangue e di povertà, la liberazione dal tiranno Saddam Hussein. La proliferazione del terrorismo, in Iraq e non solo, appare sempre più senza controllo, se proprio ieri gli Stati Uniti hanno dovuto lanciare a nord di Baghdad 'la maggiore offensiva aerea dalla fine dei principali combattimenti nell'aprile 2003'. Con quali tragiche ricadute sulla popolazione civile - sottolinea Olivero - è purtroppo facile prevederlo".
"Invece di investire politicamente sulla forza del diritto - conclude Olivero - si preferisce propugnare il diritto della forza, ma non serve per l'Iran la contrapposizione frontale. Occorre una stringente pressione internazionale che sarà tanto più efficace quanto più sarà autorevole, legittima e credibile".
venerdì, marzo 17, 2006
turismo sociale e responsabilità d'impresa a Pozzuoli
VENERDI 31 MARZO 2006 ORE 9.30
c/o Hotel Santa Marta
Via Licola Patria, 28 Arco Felice – Pozzuoli (NA)
Numerose sono le esperienze che al giorno d’oggi hanno deciso di adottare politiche di maggiore attenzione all’impatto sociale e di assumersi la responsabilità di tutelare l'ambiente, adottando politiche e scelte gestionali, organizzative e tecnologiche che vadano ad incidere positivamente sulle loro capacità concorrenziali, sui risultati economico-finanziari e sulle ricadute sull’intero territorio di appartenenza. La Responsabilità Sociale è un importante strumento di governo, migliora le performance finanziarie, i processi di coesione interna, la gestione operativa; è una nuova via per il posizionamento dei prodotti e dei servizi offerti e per i cittadini e i consumatori è un valore aggiunto. In questo incontro intendiamo proporre alcuni spunti di riflessione e di discussione, momenti di incontro e di confronto, occasioni di scambio e dibattito per approfondire, analizzare, capire come superare i modelli di turismo consumistico permettendo una migliore conoscenza di se stessi e degli altri, rispettando l'ambiente e sviluppando una maggior attenzione all'interazione tra viaggiatori e comunità ospitanti, per favorire un vero rispetto delle diversità culturali favorendo l'integrazione e lo scambio tra tutte le realtà che lavorano per il rinnovamento delle relazioni economiche a livello locale come globale.
c/o Hotel Santa Marta
Via Licola Patria, 28 Arco Felice – Pozzuoli (NA)
Numerose sono le esperienze che al giorno d’oggi hanno deciso di adottare politiche di maggiore attenzione all’impatto sociale e di assumersi la responsabilità di tutelare l'ambiente, adottando politiche e scelte gestionali, organizzative e tecnologiche che vadano ad incidere positivamente sulle loro capacità concorrenziali, sui risultati economico-finanziari e sulle ricadute sull’intero territorio di appartenenza. La Responsabilità Sociale è un importante strumento di governo, migliora le performance finanziarie, i processi di coesione interna, la gestione operativa; è una nuova via per il posizionamento dei prodotti e dei servizi offerti e per i cittadini e i consumatori è un valore aggiunto. In questo incontro intendiamo proporre alcuni spunti di riflessione e di discussione, momenti di incontro e di confronto, occasioni di scambio e dibattito per approfondire, analizzare, capire come superare i modelli di turismo consumistico permettendo una migliore conoscenza di se stessi e degli altri, rispettando l'ambiente e sviluppando una maggior attenzione all'interazione tra viaggiatori e comunità ospitanti, per favorire un vero rispetto delle diversità culturali favorendo l'integrazione e lo scambio tra tutte le realtà che lavorano per il rinnovamento delle relazioni economiche a livello locale come globale.
giovedì, marzo 16, 2006
Per una nuova cultura sportiva,per la riforma dello sport italiano
I dirigenti di associazioni sportive, atleti, sportivi e tutti coloro aspirano al pieno riconoscimento dello sport dei cittadini, dello sport per tutti, sono invitati a partecipare alla Manifestazione pubblica
SABATO 18 MARZO ORE 17
Piscina Comunale “M. Galante”
Via Labriola lotto 2G – Scampia Napoli
Coordina:
Antonio MASTROIANNI - Presidente UISP Campania
Partecipano:
Claudio CIMMINO - Direzione Nazionale ACSI
Ciro TURCO - Presidente AICS Campania
Salvatore MATURO - Presidenza Nazionale CSI
Antonio MEOLA - Presidente US Acli Campania
Concludono:
Filippo FOSSATI - Presidente Nazionale UISP
Alfredo CUCCINIELLO - Presidente Nazionale US Acli
SABATO 18 MARZO ORE 17
Piscina Comunale “M. Galante”
Via Labriola lotto 2G – Scampia Napoli
Coordina:
Antonio MASTROIANNI - Presidente UISP Campania
Partecipano:
Claudio CIMMINO - Direzione Nazionale ACSI
Ciro TURCO - Presidente AICS Campania
Salvatore MATURO - Presidenza Nazionale CSI
Antonio MEOLA - Presidente US Acli Campania
Concludono:
Filippo FOSSATI - Presidente Nazionale UISP
Alfredo CUCCINIELLO - Presidente Nazionale US Acli
mercoledì, marzo 15, 2006
bonus bebè
Informativa "bonus bebè"
Il 26 gennaio 2006 è iniziato l'invio delle lettere ai nati nell'anno 2005.
Cos'è il bonus bebè
E' un assegno di 1.000,00 euro previsto dalla legge finanziaria 2006 (Legge n. 266/2005, articolo 1, commi 331, 332, 333).
A chi spetta
A ogni figlio nato o adottato nel 2005.
A ogni secondo o successivo figlio nato nel 2006.
A ogni figlio adottato nel 2006.
Dove viene inviata la comunicazione
All'indirizzo di residenza del figlio, così come risulta al Sistema informativo della fiscalità (Anagrafe Tributaria).
Come viene inviata la comunicazione
Per posta prioritaria.
Quando viene inviata la comunicazione
Ai nati nel 2005 a partire dalla fine di gennaio.
Ai nati nel 2006 (secondi o successivi figli) la comunicazione verrà inviata successivamente, non appena concluse le necessarie operazioni di controllo con le anagrafi comunali.
Cosa contiene la comunicazione
La lettera che riporta l'indicazione dell'ufficio postale presso cui è possibile riscuotere la somma e del periodo (dal giorno x al giorno y) utile per la riscossione.
Il modello di autocertificazione da presentare, debitamente compilato, all'atto della riscossione all'ufficio postale.
Fac-simile lettera
Fac-simile retro lettera
Dove riscuotere l'assegno
All'ufficio postale indicato nella lettera.
Quando riscuotere l'assegno
Entro il periodo indicato nella lettera.
Per i nati nel 2005, oggetto del primo invio della comunicazione, il periodo di riscossione è dal 15 febbraio al 29 aprile.
Chi può riscuotere l'assegno
Chi esercita la potestà genitoriale sul figlio (generalmente un genitore).
Per poter riscuotere il bonus occorre:
essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione Europea;
essere residente in Italia;
appartenere ad un nucleo familiare con un reddito lordo complessivo non superiore a 50.000,00 euro.
Il nucleo familiare e il reddito complessivo si riferiscono all'anno d'imposta 2004, per i figli nati o adottati nel 2005, all'anno d'imposta 2005 per i figli nati o adottati nel 2006.
Per nucleo familiare si intende quello costituito dai familiari fiscalmente a carico nonché dal coniuge, anche se non a carico.
Quali documenti deve presentare il soggetto che esercita la potestà genitoriale
il modello di autocertificazione, debitamente compilato e sottoscritto;
un proprio valido documento d'identità;
la propria Tessera sanitaria o il tesserino di codice fiscale;
la Tessera sanitaria o il tesserino di codice fiscale del figlio.
In alternativa, per i documenti di cui al punto 3. e 4., si può presentare il sostitutivo cartaceo del codice fiscale rilasciato dagli uffici dell'Agenzia delle entrate.
Com'è fatta l'autocertificazione
Il modulo è costituito da tre sezioni, che riportano rispettivamente:
i dati identificativi di chi riscuote;
i dati identificativi del figlio;
i codici fiscali degli altri componenti il nucleo familiare (il codice fiscale di chi riscuote e quello del figlio non vanno riportati in questa sezione).
Il modulo riporta già prestampati i dati identificativi del figlio titolare dell'assegno.
Il soggetto che riscuote deve compilare la prima sezione del modulo, contenente i propri dati identificativi, e l'ultima sezione, contenente i codici fiscali dei componenti il proprio nucleo familiare.
Qualora il modulo sia stato compilato in maniera erronea, ovvero risulti danneggiato, può essere utilizzato un modulo in bianco. Il modulo in bianco è scaricabile in formato PDF (*). Il modulo va compilato in tutte le sezioni e deve riportare, in testa, il numero della comunicazione ed il numero di frazionario contenuti nella lettera ricevuta.
(*) Il modulo è valido solo per i figli nati o adottati nel 2005. Successivamente verrà reso disponibile il modulo per i figli nati o adottati nel 2006.
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Il 26 gennaio 2006 è iniziato l'invio delle lettere ai nati nell'anno 2005.
Cos'è il bonus bebè
E' un assegno di 1.000,00 euro previsto dalla legge finanziaria 2006 (Legge n. 266/2005, articolo 1, commi 331, 332, 333).
A chi spetta
A ogni figlio nato o adottato nel 2005.
A ogni secondo o successivo figlio nato nel 2006.
A ogni figlio adottato nel 2006.
Dove viene inviata la comunicazione
All'indirizzo di residenza del figlio, così come risulta al Sistema informativo della fiscalità (Anagrafe Tributaria).
Come viene inviata la comunicazione
Per posta prioritaria.
Quando viene inviata la comunicazione
Ai nati nel 2005 a partire dalla fine di gennaio.
Ai nati nel 2006 (secondi o successivi figli) la comunicazione verrà inviata successivamente, non appena concluse le necessarie operazioni di controllo con le anagrafi comunali.
Cosa contiene la comunicazione
La lettera che riporta l'indicazione dell'ufficio postale presso cui è possibile riscuotere la somma e del periodo (dal giorno x al giorno y) utile per la riscossione.
Il modello di autocertificazione da presentare, debitamente compilato, all'atto della riscossione all'ufficio postale.
Fac-simile lettera
Fac-simile retro lettera
Dove riscuotere l'assegno
All'ufficio postale indicato nella lettera.
Quando riscuotere l'assegno
Entro il periodo indicato nella lettera.
Per i nati nel 2005, oggetto del primo invio della comunicazione, il periodo di riscossione è dal 15 febbraio al 29 aprile.
Chi può riscuotere l'assegno
Chi esercita la potestà genitoriale sul figlio (generalmente un genitore).
Per poter riscuotere il bonus occorre:
essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione Europea;
essere residente in Italia;
appartenere ad un nucleo familiare con un reddito lordo complessivo non superiore a 50.000,00 euro.
Il nucleo familiare e il reddito complessivo si riferiscono all'anno d'imposta 2004, per i figli nati o adottati nel 2005, all'anno d'imposta 2005 per i figli nati o adottati nel 2006.
Per nucleo familiare si intende quello costituito dai familiari fiscalmente a carico nonché dal coniuge, anche se non a carico.
Quali documenti deve presentare il soggetto che esercita la potestà genitoriale
il modello di autocertificazione, debitamente compilato e sottoscritto;
un proprio valido documento d'identità;
la propria Tessera sanitaria o il tesserino di codice fiscale;
la Tessera sanitaria o il tesserino di codice fiscale del figlio.
In alternativa, per i documenti di cui al punto 3. e 4., si può presentare il sostitutivo cartaceo del codice fiscale rilasciato dagli uffici dell'Agenzia delle entrate.
Com'è fatta l'autocertificazione
Il modulo è costituito da tre sezioni, che riportano rispettivamente:
i dati identificativi di chi riscuote;
i dati identificativi del figlio;
i codici fiscali degli altri componenti il nucleo familiare (il codice fiscale di chi riscuote e quello del figlio non vanno riportati in questa sezione).
Il modulo riporta già prestampati i dati identificativi del figlio titolare dell'assegno.
Il soggetto che riscuote deve compilare la prima sezione del modulo, contenente i propri dati identificativi, e l'ultima sezione, contenente i codici fiscali dei componenti il proprio nucleo familiare.
Qualora il modulo sia stato compilato in maniera erronea, ovvero risulti danneggiato, può essere utilizzato un modulo in bianco. Il modulo in bianco è scaricabile in formato PDF (*). Il modulo va compilato in tutte le sezioni e deve riportare, in testa, il numero della comunicazione ed il numero di frazionario contenuti nella lettera ricevuta.
(*) Il modulo è valido solo per i figli nati o adottati nel 2005. Successivamente verrà reso disponibile il modulo per i figli nati o adottati nel 2006.
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sabato, marzo 11, 2006
Acli: Andrea Olivero è il nuovo presidente. Sostituisce Bobba candidato alle prossime elezioni politiche

Andrea Olivero, 36 anni, piemontese, è il nuovo presidente nazionale delle Acli, il dodicesimo nei 60 anni di storia delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani. E' stato eletto questa mattina, a Roma, dal Consiglio nazionale delle Acli con 101 voti favorevoli su un totale di 108. Succede a Luigi Bobba, dimessosi lo scorso 28 febbraio in ragione della sua candidatura al Senato per le prossime elezioni politiche.
Nato a Cuneo il 24 febbraio 1970, laureato in lettere classiche a Torino, insegnante, Olivero rivestiva già dal 2004 la carica di vicepresidente nazionale delle Acli, con delega al welfare e alle politiche sociali. Precedentemente, era stato presidente provinciale delle Acli di Cuneo e presidente di Enaip Piemonte, il principale ente formativo della Regione. La competenza maturata in questi anni riguarda in particolare i temi della solidarietà sociale, la tutela dei diritti, la riforma del welfare, l'educazione, la cooperazione internazionale.
«Siamo e saremo un'associazione "inquieta", che rischia, che osa il futuro» ha detto il neo presidente Andrea Olivero di fronte ai consiglieri nazionali. «Un'associazione che può scommettere su un suo giovane dirigente, può chiedere di mettersi al suo servizio con tutto l'entusiasmo e la voglia di novità che possiede».
Olivero ha quindi indicato le priorità del suo impegno in continuità con il suo predecessore Luigi Bobba. «Le Acli seguiteranno ad operare - ha affermato - per la difesa dei diritti dei lavoratori, a partire dai precari e dagli immigrati, e per la tutela e la promozione della famiglia, della vita, e della pace. Continueremo a dare il nostro contributo di idee, proposte e critiche per un diverso modello di welfare, ma anche, più in generale, per rigenerare e riformare dal basso, con passione e autonomia, una politica sempre più asfittica e meno credibile». A tale proposito, Olivero ha ribadito l'impegno delle Acli per «cancellare con il referendum la cosiddetta devolution» e l'invito ad aprire una nuova «stagione costituente».
Quanto ai rapporti con il mondo ecclesiale, il presidente ha sintetizzato il carattere dell'identità delle Acli nella «piena appartenenza alla Chiesa» e nell' «esercizio consapevole dell'autonomia laicale», confermando l'impegno a proseguire nel cammino di Retinopera e a lavorare in vista del Convegno ecclesiale di Verona, senza dimenticare l'appuntamento di Sibiu nel 2007, l'Assemblea ecumenica delle Chiese.
Sul piano dell'azione nella società civile, le Acli di Olivero intendono «potenziare ulteriormente il Forum del Terzo Settore, portare nuova linfa al Forum delle associazioni familiari, continuare a tessere relazioni e costruire ponti nel variegato mondo dell'associazionismo di "frontiera"».
Le ACLI di Napoli attraverso il presidente Pasquale Orlando hanno assicurato ad Andrea Olivero il pieno consenso e la massima leale collaborazione.
venerdì, marzo 10, 2006
reddito di cittadinanza: pagamento seconda mensilità
L’Assessorato agli Affari Sociali del Comune di Napoli comunica che è in pagamento la seconda mensilità del Reddito di Cittadinanza.
A partire da questo mese, i cittadini beneficiari non dovranno più recarsi presso i locali della Tesoreria Comunale, ma stanno ricevendo in questi giorni direttamente, presso il domicilio indicato in domanda, l’avviso di pagamento con cui potranno recarsi in una delle oltre 600 Agenzie del gruppo San Paolo - Banco di Napoli della città per riscuotere il contributo.
Inoltre, per facilitare i pagamenti successivi, i beneficiari saranno invitati – su base volontaria - ad attivare gratuitamente una carta prepagata su cui sarà possibile accreditare automaticamente le successive mensilità o ad optare per la formula dell’avviso di pagamento di questo mese.
Si tratta di un’innovazione che ha comportato qualche giorno di ritardo per questa mensilità, ma che consentirà di gestire in maniera più razionale e veloce le successive tranche di pagamento, evitando inoltre code e disagi per i nuclei familiari beneficiari della misura.
L’Assessorato agli Affari Sociali del Comune di Napoli
Napoli, 6 Marzo 2006
A partire da questo mese, i cittadini beneficiari non dovranno più recarsi presso i locali della Tesoreria Comunale, ma stanno ricevendo in questi giorni direttamente, presso il domicilio indicato in domanda, l’avviso di pagamento con cui potranno recarsi in una delle oltre 600 Agenzie del gruppo San Paolo - Banco di Napoli della città per riscuotere il contributo.
Inoltre, per facilitare i pagamenti successivi, i beneficiari saranno invitati – su base volontaria - ad attivare gratuitamente una carta prepagata su cui sarà possibile accreditare automaticamente le successive mensilità o ad optare per la formula dell’avviso di pagamento di questo mese.
Si tratta di un’innovazione che ha comportato qualche giorno di ritardo per questa mensilità, ma che consentirà di gestire in maniera più razionale e veloce le successive tranche di pagamento, evitando inoltre code e disagi per i nuclei familiari beneficiari della misura.
L’Assessorato agli Affari Sociali del Comune di Napoli
Napoli, 6 Marzo 2006
giovedì, marzo 09, 2006
da Il Mattino: La povertà della porta accanto.
di Gennaro Matino.
Da una recente indagine dell'Acli di Pasquale Orlando i dati sulla povertà a Napoli e in Campania sono sempre più allarmanti: una famiglia su quattro è povera e più di un milione di persone rischiano la povertà. La situazione è al dir poco grave, ma non sempre la freddezza delle statistiche ci fa rendere conto del dramma reale che si nasconde dietro le cifre. Chi è quotidianamente a contatto con la gente sa che dietro ogni numero c'è una persona che, giorno dopo giorno, deve sbarcare il lunario e fare i conti con la sopravvivenza. Chi lavora nelle Caritas parrocchiali sa anche che i poveri non sono solo quelli che chiedono la carità fuori le chiese, o i tanti extracomunitari che incrociamo ad ogni semaforo. Probabilmente nell'immaginario collettivo si fa confusione tra povertà e miseria e, forse, sarebbe il caso di comprendere che c'è invece una sostanziale differenza. La miseria è indubbiamente una situazione di estremo degrado, ma a volte è determinata anche da una condizione di degrado mentale. In certi casi diventa una scelta di vita nella quale ci si adagia, affidandosi alla compassione degli altri. Suscitare pietà a volte diventa quasi un mestiere, un modo di guadagnarsi la giornata. Il povero, invece, è colui che ha una sua dignità e non viene allo scoperto, ma denuncia la sua situazione solo a chi mostra rispetto per la sua condizione. E oggi sono davvero tanti quelli che sono alla soglia della povertà, quelli che fino ad ieri riuscivano a vivere dignitosamente, senza dover ricorrere all'aiuto degli altri. Da anni, ogni giorno, scendo per la Calata San Francesco dove la gente che abita i bassi ha sempre vissuto dell'economia del vicolo, ma oggi non basta, non ce la fa. Fino ad ieri Vincenzo, uno dei tanti ambulanti, viveva vendendo la frutta e aiutandosi con la pensione della madre. Oggi è disperato: è costretto da uno sfratto esecutivo a lasciare il suo basso, proprio mentre si decide a Roma per la deroga sugli sfratti. Oggi Vincenzo dorme in macchina, perché i dormitori sono affollati e le strutture pubbliche non sono sufficienti a risolvere i problemi di tutti. In quelle anonime statistiche, che i più leggono distrattamente, c'è anche Vincenzo che ogni giorno mi chiede dove andrà. In quei dati senza volto e senza storia ci sono le innumerevoli persone che ogni giorno si rivolgono alla mensa dei poveri nella Parrocchia di San Luca ad Arco Felice o nelle tantissime altre. E' avvilente constatare che, negli ultimi due anni, non solo il numero delle persone che chiedono un pasto caldo è aumentato, ma che mentre prima erano per lo più extracomunitari o disadattati, adesso sono pensionati e quanti non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Quando penso a Vincenzo, e non ai numeri delle statistiche, mi sento a disagio nel sentir parlare di economia di sviluppo, di tassi di interesse, di calo dell'inflazione. A via Tasso, e non solo nelle nostre periferie, gli anziani vengono a chiedere il latte e il pane perché è impossibile vivere con una pensione di cinquecento euro al mese. Una società che genera tale ingiustizia, che seppure si adopera per garantire forme di assistenzialismo, ma è incapace di liberare dalla povertà, dovrebbe chiedersi cosa significhi recuperare davvero il senso etico e civile della vita. Sono sempre stato convinto che nel mondo non esistono ricchi e poveri, ma che esistono i poveri perché ci sono i ricchi, ed in questo tempo che ha innalzato barriere e generato solitudine la contrapposizione è ancora più stridente. Forse ognuno di noi dovrebbe recuperare i valori autentici della solidarietà e della condivisione e andare incontro ai bisogni degli altri in maniera concreta. Ma non posso fare a meno di chiedermi dove sta andando la nostra economia se non solo nei paesi del terzo mondo, ma anche nelle nostre città, figlie dei paesi più industrializzati, la povertà sta diventando lo specchio di scelte egoistiche che riflettono la cattiva coscienza dell'Occidente.
Gennaro Matino
Da una recente indagine dell'Acli di Pasquale Orlando i dati sulla povertà a Napoli e in Campania sono sempre più allarmanti: una famiglia su quattro è povera e più di un milione di persone rischiano la povertà. La situazione è al dir poco grave, ma non sempre la freddezza delle statistiche ci fa rendere conto del dramma reale che si nasconde dietro le cifre. Chi è quotidianamente a contatto con la gente sa che dietro ogni numero c'è una persona che, giorno dopo giorno, deve sbarcare il lunario e fare i conti con la sopravvivenza. Chi lavora nelle Caritas parrocchiali sa anche che i poveri non sono solo quelli che chiedono la carità fuori le chiese, o i tanti extracomunitari che incrociamo ad ogni semaforo. Probabilmente nell'immaginario collettivo si fa confusione tra povertà e miseria e, forse, sarebbe il caso di comprendere che c'è invece una sostanziale differenza. La miseria è indubbiamente una situazione di estremo degrado, ma a volte è determinata anche da una condizione di degrado mentale. In certi casi diventa una scelta di vita nella quale ci si adagia, affidandosi alla compassione degli altri. Suscitare pietà a volte diventa quasi un mestiere, un modo di guadagnarsi la giornata. Il povero, invece, è colui che ha una sua dignità e non viene allo scoperto, ma denuncia la sua situazione solo a chi mostra rispetto per la sua condizione. E oggi sono davvero tanti quelli che sono alla soglia della povertà, quelli che fino ad ieri riuscivano a vivere dignitosamente, senza dover ricorrere all'aiuto degli altri. Da anni, ogni giorno, scendo per la Calata San Francesco dove la gente che abita i bassi ha sempre vissuto dell'economia del vicolo, ma oggi non basta, non ce la fa. Fino ad ieri Vincenzo, uno dei tanti ambulanti, viveva vendendo la frutta e aiutandosi con la pensione della madre. Oggi è disperato: è costretto da uno sfratto esecutivo a lasciare il suo basso, proprio mentre si decide a Roma per la deroga sugli sfratti. Oggi Vincenzo dorme in macchina, perché i dormitori sono affollati e le strutture pubbliche non sono sufficienti a risolvere i problemi di tutti. In quelle anonime statistiche, che i più leggono distrattamente, c'è anche Vincenzo che ogni giorno mi chiede dove andrà. In quei dati senza volto e senza storia ci sono le innumerevoli persone che ogni giorno si rivolgono alla mensa dei poveri nella Parrocchia di San Luca ad Arco Felice o nelle tantissime altre. E' avvilente constatare che, negli ultimi due anni, non solo il numero delle persone che chiedono un pasto caldo è aumentato, ma che mentre prima erano per lo più extracomunitari o disadattati, adesso sono pensionati e quanti non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Quando penso a Vincenzo, e non ai numeri delle statistiche, mi sento a disagio nel sentir parlare di economia di sviluppo, di tassi di interesse, di calo dell'inflazione. A via Tasso, e non solo nelle nostre periferie, gli anziani vengono a chiedere il latte e il pane perché è impossibile vivere con una pensione di cinquecento euro al mese. Una società che genera tale ingiustizia, che seppure si adopera per garantire forme di assistenzialismo, ma è incapace di liberare dalla povertà, dovrebbe chiedersi cosa significhi recuperare davvero il senso etico e civile della vita. Sono sempre stato convinto che nel mondo non esistono ricchi e poveri, ma che esistono i poveri perché ci sono i ricchi, ed in questo tempo che ha innalzato barriere e generato solitudine la contrapposizione è ancora più stridente. Forse ognuno di noi dovrebbe recuperare i valori autentici della solidarietà e della condivisione e andare incontro ai bisogni degli altri in maniera concreta. Ma non posso fare a meno di chiedermi dove sta andando la nostra economia se non solo nei paesi del terzo mondo, ma anche nelle nostre città, figlie dei paesi più industrializzati, la povertà sta diventando lo specchio di scelte egoistiche che riflettono la cattiva coscienza dell'Occidente.
Gennaro Matino
www.redattoresociale.it
REDATTORE SOCIALE - 5 anni, un nuovo portale
Nuova home page, titoli "in rilievo", una nuova sezione di notizie a libera consultazione (Mille battute), il Calendario che diventa interattivo, e la rubrica di Vinicio Albanesi che diventa un blog su welfare, politica, spiritualità. Sono tra le novità della nuova versione del portale dell’Agenzia Redattore Sociale, on line da questa mattina, in occasione del quinto compleanno.
Nuova home page, titoli "in rilievo", una nuova sezione di notizie a libera consultazione (Mille battute), il Calendario che diventa interattivo, e la rubrica di Vinicio Albanesi che diventa un blog su welfare, politica, spiritualità. Sono tra le novità della nuova versione del portale dell’Agenzia Redattore Sociale, on line da questa mattina, in occasione del quinto compleanno.
10 marzo 2006 Diamo voce alla pace

Giornata nazionale per un’informazione e comunicazione di pace
Cari amici,
vi invitiamo ad aderire al comitato promotore della Giornata nazionale per un’informazione e comunicazione di pace che si svolgerà il prossimo 10 marzo 2006.
L’Appello “Diamo voce alla pace” che vi invitiamo a sottoscrivere e a diffondere è stato promosso dalla Tavola della Pace, dal Coordinamento nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani, dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana e dal sindacato dei giornalisti della Rai (Usigrai).
Non possiamo restare a guardare. Il grave stato dell’informazione nel nostro paese (sottolineato oggi dai ripetuti interventi di Ciampi) e l’assenza dalla campagna elettorale di ogni attenzione ai grandi problemi della pace non ci può lasciare indifferenti. Facciamo in modo che il 10 marzo, in tanti, nelle scuole, nelle città, negli enti locali, diano voce alla pace.
L’incontro e la collaborazione tra gli operatori di pace e gli operatori dell’informazione può dare un grande contributo alla diffusione della cultura positiva della pace e alla costruzione di una vera politica di pace.
Nelle schede che vi alleghiamo potete trovare in sintesi gli obiettivi, le domande e le proposte della giornata.
Contiamo sulla vostra collaborazione. In attesa di ricevere la vostra adesione vi inviamo i più cordiali saluti.
Flavio Lotti e Grazia Bellini
coordinatori nazionali
Tavola della pace
Perugia, 1 febbraio 2006
Per adesioni e informazioni rivolgersi a:
Tavola della Pace, via della viola 1 (06100) Perugia Tel. 075/5736890 - fax 075/5739337
e mail: 10marzo@perlapace.it
www.tavoladellapace.it
Per trovare ampia documentazione clicca il titolo della news e vai su Il dialogo dove trovi tanto altro.
MARZO DONNA Libere di vivere la città
11 – 12 marzo Trekking Urbano
Neapolis 2000 Turismo Arte Natura e cultura-Legambiente, proporre per Marzo donna Donna libera di vivere la città: un itinerario di trekking urbano per riconquistare la città che si snoderà da Via Foria attraverso i vicoli della Montagnola fino a giungere alla spettacolare area panoramica del Moiariello.
Con questo percorso – Spiegano Michelle Saffioti e Lory Marchese che accompagneranno le partecipanti lungo l’itinerario - l’Associazione Neapolis 2000, vuole dare l’opportunità alle donne di visitare luoghi attraenti della nostra città altrimenti difficili da fruire. Quindi, almeno per un w.e., le donne saranno libere di passeggiare e libere da disagi cittadini radicati nella cultura locale.
L’appuntamento è per giorno 11 alle ore 17.00 e per il 12 marzo alle ore 11.00 con prenotazione obbligatoria tel. 340.143.91.61
Neapolis 2000 Turismo Arte Natura e cultura-Legambiente, proporre per Marzo donna Donna libera di vivere la città: un itinerario di trekking urbano per riconquistare la città che si snoderà da Via Foria attraverso i vicoli della Montagnola fino a giungere alla spettacolare area panoramica del Moiariello.
Con questo percorso – Spiegano Michelle Saffioti e Lory Marchese che accompagneranno le partecipanti lungo l’itinerario - l’Associazione Neapolis 2000, vuole dare l’opportunità alle donne di visitare luoghi attraenti della nostra città altrimenti difficili da fruire. Quindi, almeno per un w.e., le donne saranno libere di passeggiare e libere da disagi cittadini radicati nella cultura locale.
L’appuntamento è per giorno 11 alle ore 17.00 e per il 12 marzo alle ore 11.00 con prenotazione obbligatoria tel. 340.143.91.61
martedì, marzo 07, 2006
"PARI OPPORTUNITÀ PER TUTTI. PERCORSI POSSIBILI E PARTECIPATI VERSO UNA SOCIETÀ GIUSTA"
ACLI CAMPANIA - CISL CAMPANIA: 8 marzo ore 17.30 c/o Città della Scienza Via Coroglio 57 -104 Napoli - SALA ARCHIMEDE -
Napoli, 7 marzo 2005 - Nell'ambito della manifestazione "Città delle Donne", mercoledì 8 marzo, a partire dalle ore 17.30, le ACLI CAMPANIA in collaborazione con CISL CAMPANIA e la partecipazione di ANOLF CISL, AZIONE CATTOLICA, CARITAS, CIF e COMUNITA' DI SANT'EGIDIO, terranno un seminario dal titolo: "PARI OPPORTUNITÀ PER TUTTI. PERCORSI POSSIBILI E PARTECIPATI VERSO UNA SOCIETÀ GIUSTA", per discutere su tutti i tipi di discriminazione, non solo contro le donne e per parlare di diritti, di opportunità, di tutele, per valorizzare le esperienze territoriali e per costruire insieme proposte condivise.
“La società giusta – afferma il presidente delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani della Campania Eleonora Cavallaro - è una società inclusiva, solidale, che crea opportunità e non dipendenze, che elimina le barriere all’ingresso, che assicura percorsi di accompagnamento individuali di crescita nel rispetto delle diversità di genere o di cultura, che devono essere intese quale fonte di vitalità socioeconomica.”
“La società giusta però – aggiunge la Cavallaro – non si costruisce solo a colpi di norme ma presuppone una cultura condivisa di eguaglianza e di pari opportunità, richiede un’integrazione di sforzi a livello europeo, nazionale e regionale, progredisce con l’applicazione piena del principio del partenariato. La legislazione europea contro ogni tipo di discriminazione è riconosciuta come una delle più complete e ambiziose al mondo eppure è tuttora poco applicata, con conseguenze negative per i cittadini, ma anche per la società e l’economia nel suo complesso. La situazione è ancora più grave se si considera che alcune categorie di persone sono soggette a forme multiple di discriminazione: basti pensare alle donne immigrate o alle bambine rom.
“La Commissione Europea – conclude la Cavallaro - ha proclamato il 2007 “Anno europeo delle pari opportunità per tutti”. In preparazione a tale evento l’iniziativa dell’8 marzo vuole essere l’avvio di un’attività di informazione e di sensibilizzazione, di analisi delle cose fatte, di promozione del confronto e del dialogo tra tutti gli attori: istituzioni, parti sociali e società civile organizzata, della quale troppo spesso si sottovaluta la capacità di intercettare i bisogni e favorire i cambiamenti di “mentalità”. Il fine è quello di elaborare, entro il 2007 appunto, una proposta condivisa che si ponga l’obiettivo di eliminare ogni tipo di discriminazione nella nostra regione.”
Il programma della manifestazione:
Saluti
Rosa D'Amelio - Ass. Politiche Sociali, Immigrazione, Politiche Giovanili, Pari Opportunità, Demanio e Patrimonio
Rosa Russo Iervolino - Sindaco di Napoli
Fiorella Girace – Pres.te Comm.ne Reg.le Pari Opportunità
Pasquale Orlando – Pres.te Prov.le ACLI NAPOLI
Natalia Ferrara Spina – Resp.le Reg.le Coordinamento Donne ACLI CAMPANIA
Introduce e presiede
Eleonora Cavallaro – Pres.te Reg.le ACLI CAMPANIA
Relatori
Anna Maria Carloni – Pres.te Emily Napoli
Giuseppe Gulia – Coord.re Area Immigrazione Acli
Carmela Lucci – Segr. Reg.le CISL Campania
Interventi programmati
Concetta Amore - Pres.te Diocesana Azione Cattolica
Anna Arnone - Pres.te Regionale CIF
Francesco Dandolo – Resp.le Comunità di S. Egidio
Don Vincenzo Federico - Resp.le Reg.le CARITAS
Saady Mohamed - Pres.te ANOLF-CISL
Conclude
Maria Grazia Fasoli - Responsabile Nazionale Coordinamento Donne ACLI
Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (responsabile comunicazione Acli Campania) - 3403008340
Napoli, 7 marzo 2005 - Nell'ambito della manifestazione "Città delle Donne", mercoledì 8 marzo, a partire dalle ore 17.30, le ACLI CAMPANIA in collaborazione con CISL CAMPANIA e la partecipazione di ANOLF CISL, AZIONE CATTOLICA, CARITAS, CIF e COMUNITA' DI SANT'EGIDIO, terranno un seminario dal titolo: "PARI OPPORTUNITÀ PER TUTTI. PERCORSI POSSIBILI E PARTECIPATI VERSO UNA SOCIETÀ GIUSTA", per discutere su tutti i tipi di discriminazione, non solo contro le donne e per parlare di diritti, di opportunità, di tutele, per valorizzare le esperienze territoriali e per costruire insieme proposte condivise.
“La società giusta – afferma il presidente delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani della Campania Eleonora Cavallaro - è una società inclusiva, solidale, che crea opportunità e non dipendenze, che elimina le barriere all’ingresso, che assicura percorsi di accompagnamento individuali di crescita nel rispetto delle diversità di genere o di cultura, che devono essere intese quale fonte di vitalità socioeconomica.”
“La società giusta però – aggiunge la Cavallaro – non si costruisce solo a colpi di norme ma presuppone una cultura condivisa di eguaglianza e di pari opportunità, richiede un’integrazione di sforzi a livello europeo, nazionale e regionale, progredisce con l’applicazione piena del principio del partenariato. La legislazione europea contro ogni tipo di discriminazione è riconosciuta come una delle più complete e ambiziose al mondo eppure è tuttora poco applicata, con conseguenze negative per i cittadini, ma anche per la società e l’economia nel suo complesso. La situazione è ancora più grave se si considera che alcune categorie di persone sono soggette a forme multiple di discriminazione: basti pensare alle donne immigrate o alle bambine rom.
“La Commissione Europea – conclude la Cavallaro - ha proclamato il 2007 “Anno europeo delle pari opportunità per tutti”. In preparazione a tale evento l’iniziativa dell’8 marzo vuole essere l’avvio di un’attività di informazione e di sensibilizzazione, di analisi delle cose fatte, di promozione del confronto e del dialogo tra tutti gli attori: istituzioni, parti sociali e società civile organizzata, della quale troppo spesso si sottovaluta la capacità di intercettare i bisogni e favorire i cambiamenti di “mentalità”. Il fine è quello di elaborare, entro il 2007 appunto, una proposta condivisa che si ponga l’obiettivo di eliminare ogni tipo di discriminazione nella nostra regione.”
Il programma della manifestazione:
Saluti
Rosa D'Amelio - Ass. Politiche Sociali, Immigrazione, Politiche Giovanili, Pari Opportunità, Demanio e Patrimonio
Rosa Russo Iervolino - Sindaco di Napoli
Fiorella Girace – Pres.te Comm.ne Reg.le Pari Opportunità
Pasquale Orlando – Pres.te Prov.le ACLI NAPOLI
Natalia Ferrara Spina – Resp.le Reg.le Coordinamento Donne ACLI CAMPANIA
Introduce e presiede
Eleonora Cavallaro – Pres.te Reg.le ACLI CAMPANIA
Relatori
Anna Maria Carloni – Pres.te Emily Napoli
Giuseppe Gulia – Coord.re Area Immigrazione Acli
Carmela Lucci – Segr. Reg.le CISL Campania
Interventi programmati
Concetta Amore - Pres.te Diocesana Azione Cattolica
Anna Arnone - Pres.te Regionale CIF
Francesco Dandolo – Resp.le Comunità di S. Egidio
Don Vincenzo Federico - Resp.le Reg.le CARITAS
Saady Mohamed - Pres.te ANOLF-CISL
Conclude
Maria Grazia Fasoli - Responsabile Nazionale Coordinamento Donne ACLI
Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (responsabile comunicazione Acli Campania) - 3403008340
lunedì, marzo 06, 2006
ELEZIONI, LE ACLI "PARTECIPANO" CON UN MANIFESTO IN 9 PUNTI

Per una politica capace di futuro: la formazione e il lavoro; il Mezzogiorno e la famiglia; la solidarietà internazionale, l'Europa e la pace; l'immigrazione; la tutela della vita; l'apertura di una stagione costituente.
Un manifesto in 9 punti per «partecipare alla competizione elettorale», «contaminando la politica degli schieramenti con i bisogni, gli interessi, e i valori» propri del sociale. La direzione nazionale delle Acli ha elaborato un documento per le prossime elezioni politiche intitolato "Rigenerare l'Italia", destinato alla diffusione tra i quasi 900mila iscritti dell'Associazione. L'obiettivo: «tornare ad interrogare e a far partecipare i cittadini intorno ai temi, alle prospettive e agli scenari che sono destinati a svilupparsi e ad imporsi nei prossimi anni». Le Acli auspicano una politica «capace di futuro», capace cioè di coniugare «concretezza e lungimiranza, visione e realismo»; una politica «lontana dall'egemonia mediatica, che finisce per ridurla a spettacolo e a prodotto pubblicitario».
Il primo punto del manifesto: "Sapere è libertà". Le Acli chiedono "il riconoscimento dei diritti individuali di formazione", per evitare che la frontiera della conoscenza si trasformi in una linea di confine che genera nuova esclusione sociale. Si vuole rendere concretamente esigibile il diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita. Si propone l'adozione del credito formativo fiscale che consenta al lavoratore di dedurre fino al 40% i costi di determinate tipologie di attività formative che egli stesso decide di intraprendere. Contemporaneamente, sul piano dell'istruzione, per fronteggiare il fenomeno della dispersione e dell'insuccesso scolastico, le Acli chiedono un deciso investimento sulla formazione tecnica e professionale.
Il secondo capitolo del documento è dedicato al lavoro. «La flessibilità - si legge - diventa per noi politicamente insostenibile ed eticamente inaccettabile» ogni qual volta si traduce in «precarizzazione». Per questo, le Acli chiedono di coniugare sempre più politiche del lavoro e politiche di welfare. Da un lato, per incentivare l'occupazione, si propone di intervenire sul costo del lavoro attraverso la riduzione del "cuneo fiscale". Dall'altro, per tutelare i lavoratori, si chiede l'introduzione del reddito minimo di garanzia e l'adozione del conto individuale di sicurezza sociale.
Di seguito la questione del Mezzogiorno. Secondo le Acli è necessario «far emergere quel capitale sociale del Sud in grado di confrontarsi con le sfide della competizione globale e di fornire una rappresentazione del Mezzogiorno meno schiacciata sull'illegalità e sull'attesa assistenzialistica». Da una parte, occorre incidere sugli elementi strutturali che frenano lo sviluppo: infrastrutture, fiscalità di vantaggio, stabilizzazione dei processi lavorativi, miglioramento della qualità dell'offerta formativa. Dall'altra, vanno valorizzate le risorse umane, sociali e naturali mettendo in connessione virtuosa valori, saperi, esperienze e tradizioni finora troppo frammentati e dispersi nelle realtà locali.
Quarto punto: la famiglia. Secondo le Acli salvaguardare e promuovere la famiglia significa riconoscere e valorizzare la più elementare ed efficace forma di welfare. «La catena generazionale - si legge - appare infatti la sola in grado di tenere con una mano i bambini e con l'altra gli anziani senza squilibri e soluzioni di continuità». Concretamente, il riconoscimento della famiglia come nucleo generativo di solidarietà impone come scelta prioritaria la riduzione della povertà in cui versano molte famiglie. Rifiutando interventi sporadici e spot demagogici, le Acli chiedono politiche familiari integrate, vale a dire «ridisegnare il welfare su base generazionale e familiare». Sul piano fiscale, si conferma la richiesta di introdurre il cosiddetto quoziente familiare, per avvantaggiare le famiglie più numerose ed assicurare l'equità orizzontale, non garantita dalla progressività dell'imposta. Altrettanto importanti nell'ambito delle politiche familiari le strategie di conciliazione tra lavoro per il mercato e lavoro di cura e lo sviluppo dei servizi di welfare rivolti alle famiglie: dagli asili nido, all'assistenza domiciliare, alla cura degli anziani non autosufficienti.
Quanto al dibattito apertosi nel Paese sulle cosiddette "unioni di fatto", esso «non deve - dicono le Acli - ignorare o smentire il dettato costituzionale che nell'art. 29 "riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio"».
Il documento delle Acli per le prossime elezioni prosegue con il capitolo: "Globalizzare la solidarietà". Al centro la questione della povertà e dello "sviluppo negato" in troppe zone del mondo. Le Acli richiamano gli impegni assunti nel 2000 da 189 capi di stato e di governo, con gli "Obiettivi di sviluppo del Millennio" e criticano fortemente l'inadempienza dell'Italia, che ha ridotto a poco più dello 0,1% - contro lo 0,7% pattuito - la quota di Pil destinata agli aiuti ai Paesi del Sud del mondo e ha tagliato, nell'ultima finanziaria, molte decine di milioni di euro (84,3) degli investimenti destinati agli organismi internazionali (Unicef, Acnur, Fao, Undp, Unesco e Oms) che si occupano di lotta alla fame, accoglienza dei rifugiati, infanzia, povertà.
Altra questione: l'Europa e la pace. Le Acli denunciano l'attuale crisi della prospettiva europea e propongono di assumere una concreta iniziativa politica in occasione del 50° anniversario del Trattato Roma (il 25 marzo 2007), che rilanci con forza il processo costituzionale anche attraverso l'indizione di un referendum popolare europeo prima delle prossime elezioni per il parlamento di Bruxelles. Sul piano politico, si avanza la proposta di un "Patto europeo per l'inclusione sociale" per «tornare a fare i conti con la grande sociale dei popoli europei, con le loro paure circa il futuro». Parimenti si chiede di lavorare per una «politica comune europea dell'immigrazione e dell'asilo politico». Si invita, quindi, l'Europa a giocare un ruolo di primo piano nel garantire la pace e nel disegnare una nuova architettura delle relazioni internazionali fondata sul multilateralismo e sul valore dell'interdipendenza.
Settimo capitolo: l'immigrazione in Italia. Le Acli ribadiscono le loro critiche alle scelte realizzate in questo campo dal governo Berlusconi, in particolare la legge Bossi-Fini, giudicandole non adeguate né favorevoli all'integrazione. Molte le cose ancora da fare: approvare con urgenza un testo di legge sul diritto d'asilo; riconoscere il diritto di voto nelle elezioni amministrative ai cittadini immigrati residenti in Italia da almeno cinque anni; concedere il diritto di cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia che abbiano genitori residenti regolarmente nel Paese da almeno due anni. Si propone, inoltre, di combattere la precarietà del lavoro immigrato prolungando il permesso di soggiorno per lavoro a 2 anni, concedendo almeno un anno di tempo per trovare un nuovo lavoro a chi lo abbia perso e concedendo parità di diritti agli immigrati in materia di lavoro e previdenza.
"Tutelare la vita e il vivente" è il contenuto dell'ottavo punto del manifesto elettorale delle Acli. Dinanzi agli sviluppi della scienza, in particolare delle bio-tecnologie, che hanno sottratto la vita alla immodificabilità degli eventi naturali, si avverte l'esigenza di una riflessione comune per costruire, sulla vita, un alfabeto etico e sociale condiviso. Cultura del limite e principio di precauzione devono essere i paradigmi della "buona scienza", che vede nell'essere umano sempre un fine e mai uno strumento al servizio di uno sviluppo disumanizzante.
Infine, l'ultimo capitolo del manifesto, dedicato all'auspicata «stagione costituente» per il futuro dell'Italia. Le Acli, che hanno dato un contributo importante per la raccolta delle firme promossa dal comitato "Salviamo la Costituzione", contestano che si possa «mettere mano alla Costituzione a colpi di maggioranza», tradendo così il valore fondativo della Carta costituzionale. Criticano poi la nuova legge elettorale, che sottrae agli elettori la possibilità di scelta dei candidati. Chiedono quindi che si inauguri, subito dopo il referendum, una nuova stagione costituente che abbia come obiettivo principale quello di produrre intese ampie, coinvolgendo non solo le forze politiche ma anche la società civile.
Premio L'anello debole

La Comunità di Capodarco, impegnata da 40 anni nell'accoglienza di persone in difficoltà, ha sempre posto attenzione anche a come le notizie sociali sono diffuse, se sono diffuse. Per questo organizza da 12 anni un seminario annuale, chiamato "Redattore sociale", destinato ai giornalisti, con l'obiettivo di aiutare una formazione capace di far trattare le notizie che riguardano la popolazione vulnerabile al di fuori degli stereotipi della cronaca nera e dell'occasionalità. Una iniziativa che è cresciuta nella partecipazione e nella considerazione dei giornalisti e dei professionisti della comunicazione.
Con lo stesso nome di "Redattore sociale" è editrice di un'agenzia quotidiana on line - unica in Italia - di notizie sociali, con lanci originali, corredati da approfondimenti utili per conoscere il vasto mondo della marginalità.
Dal 2005 la Comunità bandisce il premio "L'anello debole", da assegnare ai migliori esempi di trasmissioni radiofoniche, televisive, opere cinematografiche brevi che abbiano narrato fatti e vicende della popolazione italiana e straniera definibile “fragile”, perché “periferica” o “marginalizzata”.
Il premio "L'Anello debole" intende essere il conseguente prolungamento della attenzione della Comunità di Capodarco al mondo della comunicazione. Esso prende in particolare considerazione quella audio-visiva, ritenendola quanto mai centrale per la sua capacità di incidere su formazione, informazione, costumi e attitudini.
L’idea
L’idea del premio nasce dalla considerazione che la forza della “catena” della comunicazione dipende dalla resistenza del suo anello debole: poveri, minoranze, e culture “altre” hanno il diritto di essere al centro dell’attenzione collettiva.
Tutta “la realtà” deve essere rappresentata dalla comunicazione, non solo quella stereotipata, artefatta, paludata, ma anche quella che riguarda le fasce fragili e marginali delle popolazioni. Ne vanno di mezzo la verità, la giustizia, la democrazia.
Radio, tv e cinema, insomma, se politicamente non dovrebbero favorire estremismi, così socialmente non dovrebbero permettere esclusioni. Soprattutto in un momento in cui squilibri politici, economici e sociali, con la globalizzazione, rischiano di aumentare intollerabilmente distanze e fossati.
Il bando
1) Con il Premio “L’anello debole” la Comunità di Capodarco intende dare ogni anno un riconoscimento ai migliori programmi giornalistici radiofonici e televisivi (servizi lunghi, inchieste, reportage, documentari) e ai migliori cortometraggi “della realtà” o di fiction, aventi come oggetto tematiche di forte contenuto sociale.
2) I materiali audio o video potranno essere inediti o editi, purché realizzati e/o trasmessi non prima dell’1 gennaio 2005.
3) Saranno ammessi alla selezione finale i materiali audio o video caratterizzati da un elevato livello tecnico, da una accurata qualità giornalistica o filmica, da un linguaggio e una narrazione rispettosa delle sensibilità di tutti, in particolare dei soggetti più fragili e marginali.
4) La selezione dei materiali audio e video pervenuti verrà effettuata da un comitato di lettori nominato dalla Comunità di Capodarco.
5) Tra i materiali selezionati, verrà scelto il migliore delle 4 categorie – radio, televisione, cortometraggi “della realtà”, cortometraggi di fiction – da una giuria composta da Giancarlo Santalmassi (giornalista, presidente), Vinicio Albanesi (animatore della Comunità di Capodarco), Giulia Buongiorno (avvocato), Daniele Segre (regista), Carlo Verdelli (giornalista).
6) Si concorre al Premio “L’anello debole” inviando un’opera per una o più delle quattro categorie, con le seguenti caratteristiche:
a) Radio: opere di durata non inferiore a 3 minuti e non superiore a 25 minuti su supporto digitale (Cd audio o Mp3);
b) Tv e cortometraggi: opere di durata non inferiore a 3 minuti e non superiore a 25 minuti su supporto digitale (preferibilmente mini DV, o Dvd video).
7) Le opere dovranno riportare al loro interno i credits completi: titolo, autore/i, produzione, durata.
8) Alle opere dovrà essere allegata una domanda scritta di partecipazione al Premio, con indicati i dati completi (nome e cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e data di nascita), la categoria per cui si intende partecipare e la seguente dicitura firmata: “Autorizzo l’uso dei miei dati personali ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003”.
9) Vanno inviate almeno due copie di ciascuna opera, in plico raccomandato alla Segreteria del Premio “L’anello debole”: c/o Comunità di Capodarco, Via Vallescura n. 47 – 63010 Capodarco di Fermo (AP); e-mail: anellodebole@comunitadicapodarco.it.
10) Le opere devono essere spedite entro e non oltre il 10 aprile 2006 (fa fede la data del timbro postale) e non verranno restituite.
11) La premiazione avverrà tra venerdì 23 e domenica 25 giugno 2006 presso la Comunità di Capodarco, in occasione della III Festa nazionale della Comunità di Capodarco. Alle 4 opere vincitrici verrà assegnato un premio in denaro di 1.000 Euro e un “bracciale d’oro con un anello debole”, disegnato da un artigiano locale, simbolo del premio. I vincitori saranno ospiti dell’organizzazione per tutta la durata della festa.
12) La partecipazione al premio comporta l’accettazione e l’osservanza di tutte le norme del presente regolamento.
Per ulteriori informazioni: 0734/68191.
domenica, marzo 05, 2006
In cerca della speranza perduta: dal blog di Gennaro Matino
Nel tempo della crisi della parola, riscoprire la forza di dirsi, così come siamo, senza paura: provarci e restare uomini.
Deserto fertile 4 marzo 2006
Siamo in Quaresima, tempo di deserto, di silenzio, di ricerca di sè nel rumore quotidiano.
Quaresima è un tempo che ci è dato per consentire alla nostra anima di ascoltarsi per ritrovarsi, un tempo in cui siamo chiamati, come il contadino con le sue piante, a potare i rami secchi per portare, dopo, più frutto. E perché la pianta sia fertile un pizzico di cenere è caduta sul nostro capo per concimare il nostro terreno, perché anche dal deserto più arido, dalla pianta più secca, possano maturare rami rigogliosi e frutti succosi.
Poi, silenzio.
Tutto tace intorno, non dentro.
Il cuore rilancia la sua voce,
bussa forte quasi a voler uscire.
Poi, silenzio.
Tacere di altri, non mio.
Assordante il silenzio,
rumore abbondante,
deserto che provoca.
Poi, silenzio.
Far conti con la vita, le scelte,
decisioni prese o tradite,
ricomporre sul pentagramma di dentro
le note del compromesso.
E' il silenzio che come specchio rimanda il volto,
rughe, ferite subìte, ferite inferte.
Poi sei costretto a guardarti.
Ti giudichi, ti misuri, rischi condanna.
Fermare il silenzio, tappare burrasca in un fiasco è un inganno.
Cercare rumori, frastuoni alleati
contrari al pensiero, non paga.
Non puoi rinunciare al silenzio,
è tuo, ti spetta.
Fare i conti è un'impresa,
ma calibra verità e vita,
e verità si coniuga con libertà.
Poi, silenzio.
Ti prego, Signore,
sussurrami all'orecchio la tua voce.
Ripetimi, nel mio silenzio,
non aver paura, ci sono io.
Deserto fertile 4 marzo 2006
Siamo in Quaresima, tempo di deserto, di silenzio, di ricerca di sè nel rumore quotidiano.
Quaresima è un tempo che ci è dato per consentire alla nostra anima di ascoltarsi per ritrovarsi, un tempo in cui siamo chiamati, come il contadino con le sue piante, a potare i rami secchi per portare, dopo, più frutto. E perché la pianta sia fertile un pizzico di cenere è caduta sul nostro capo per concimare il nostro terreno, perché anche dal deserto più arido, dalla pianta più secca, possano maturare rami rigogliosi e frutti succosi.
Poi, silenzio.
Tutto tace intorno, non dentro.
Il cuore rilancia la sua voce,
bussa forte quasi a voler uscire.
Poi, silenzio.
Tacere di altri, non mio.
Assordante il silenzio,
rumore abbondante,
deserto che provoca.
Poi, silenzio.
Far conti con la vita, le scelte,
decisioni prese o tradite,
ricomporre sul pentagramma di dentro
le note del compromesso.
E' il silenzio che come specchio rimanda il volto,
rughe, ferite subìte, ferite inferte.
Poi sei costretto a guardarti.
Ti giudichi, ti misuri, rischi condanna.
Fermare il silenzio, tappare burrasca in un fiasco è un inganno.
Cercare rumori, frastuoni alleati
contrari al pensiero, non paga.
Non puoi rinunciare al silenzio,
è tuo, ti spetta.
Fare i conti è un'impresa,
ma calibra verità e vita,
e verità si coniuga con libertà.
Poi, silenzio.
Ti prego, Signore,
sussurrami all'orecchio la tua voce.
Ripetimi, nel mio silenzio,
non aver paura, ci sono io.
il programma di Romano Prodi
Gentile PASQUALE,
Sul nostro sito trovi da oggi la sintesi del programma di governo di Romano Prodi.
Un documento agile e utile per smentire le vuote accuse del centrodestra, ma soprattutto
uno strumento di informazione e conoscenza che ti chiedo di diffondere il piu' possibile,
insieme al materiale per la campagna elettorale.
Se vuoi scaricare la sintesi vai su:
http://www.incontriamoci.romanoprodi.it/materiali/
Nei prossimi giorni gli iscritti ad "Incontriamoci" riceveranno una newsletter quotidiana con notizie,
anticipazioni e informazioni sulla campagna elettorale di Romano Prodi.
Ma ci sara' spazio anche per i sondaggi, le curiosita' e i sorrisi. E passaparola!
Con amicizia,
Giulio Santagata
Sul nostro sito trovi da oggi la sintesi del programma di governo di Romano Prodi.
Un documento agile e utile per smentire le vuote accuse del centrodestra, ma soprattutto
uno strumento di informazione e conoscenza che ti chiedo di diffondere il piu' possibile,
insieme al materiale per la campagna elettorale.
Se vuoi scaricare la sintesi vai su:
http://www.incontriamoci.romanoprodi.it/materiali/
Nei prossimi giorni gli iscritti ad "Incontriamoci" riceveranno una newsletter quotidiana con notizie,
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Ma ci sara' spazio anche per i sondaggi, le curiosita' e i sorrisi. E passaparola!
Con amicizia,
Giulio Santagata
mercoledì, marzo 01, 2006
8 marzo: acli campania contro tutte le discriminazioni

Napoli, Città della Scienza, 8 marzo ore 17.30
Eleonora Cavallaro, presidente regionale ACLI Campania: "Pari opportunità per tutti. Percorsi possibili e partecipati verso una società giusta"
Saluti
Rosa D'Amelio - Ass. Politiche Sociali, Immigrazione, Politiche Giovanili, Pari Opportunità, Demanio e Patrimonio
Rosa Russo Iervolino - Sindaco di Napoli
Fiorella Girace – Pres.te Comm.ne Reg.le Pari Opportunità
Pasquale Orlando – Pres.te Prov.le ACLI NAPOLI
Natalia Ferrara Spina – Resp.le Reg.le Coordinamento Donne ACLI CAMPANIA
Introduce e presiede
Eleonora Cavallaro – Pres.te Reg.le ACLI CAMPANIA
Relatori
Anna Maria Carloni – Pres.te Emily Napoli
Giuseppe Gulia – Coord.re Area Immigrazione Acli
Carmela Lucci – Segr. Reg.le CISL Campania
Interventi programmati
Concetta Amore - Pres.te Diocesana Azione Cattolica
Anna Arnone - Pres.te Regionale CIF
Francesco Dandolo – Resp.le Comunità di S. Egidio
Don Vincenzo Federico - Resp.le Reg.le CARITAS
Saady Mohamed - Pres.te ANOLF-CISL
Conclude
Maria Grazia Fasoli - Responsabile Nazionale Coordinamento Donne ACLI
festa della neve per l'Us. ACLI di Benevento

8° FESTA DELLA NEVE:
PARTENZA PER 800 ACLISTI PER PESCASSEROLI
Anche quest'anno l'UNIONE SPORTIVA Acli Sannita, ha messo in campo tutte le energie per coinvolgere 800 soci nel periodo 1 - 8 marzo p.v. a Pescasseroli, requisendo quasi tutti gli alberghi di questo piccolo paese abruzzese che diede i natali a B.Croce. Pescasseroli è il centro più importante del Parco Nazionale d'Abruzzo. E' situato nell'alta valle del fiume Sangro, all'estremità settentrionale di una vasta conca, circondata da montagne bellissime e da immensi boschi centenari in una delle zone montane più suggestive d'Italia per la selvaggia bellezza paesaggistica e per la straordinaria varietà della flora e della fauna, in un ampia pianura a 1.167 m. sul mare. Pescasseroli sarà il luogo ideale per incontrarsi e fare festa qualificando un soggiorno nella natura, per ammirare il territorio del Parco di rara suggestiva bellezza con itinerari naturalistici. Il merito è senza ombra di dubbio del Presidente Angelo Donisi e della responsabile operativa del CTA Donatella Mandato che con competenza sono riusciti nei vari anni ad organizzare, sempre meglio, per i soci la "8 Festa sulla neve”. I vari gruppi dislocati tra i diversi alberghi del Paese avranno modo di degustare l'ottima cucina e l'ospitalità abruzzese e di fare belle passeggiate divertirsi in escursioni a piedi e a cavallo, e naturalmente sciare con i 20 km di piste e cimentarsi nelle varie gare programmate per questo appuntamento. I dirigenti e i soci partecipanti alla festa saranno ricevuti dal sindaco di Pescasseroli e dal presidente degli albergatori Ernesto Alba.

Nella piazza S. Antonio sarà allestito uno stand con prodotti tipici del sannio beneventano. Il successo di questo appuntamento manifesta pienamente come Sport e Turismo Sociale possono essere veicolo di sviluppo sostenibile delle realtà locali.
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