A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
venerdì, luglio 29, 2011
Condannato neo-assessore D'Angelo 4 mesi per la protesta al San Carlo
lunedì, giugno 13, 2011
D'Angelo Assessore: un bene per la città!

giovedì, febbraio 24, 2011
Napoli: I diritti alla prova della crisi: riscattare il futuro e la felicità
La fragilità del tessuto produttivo, gli elevati tassi di disoccupazione, l’estensione dei processi di marginalità, l’esigenza di riqualificare l’ambiente urbano e periferico sono alcune delle emergenze con le quali il nostro Paese deve fare i conti in un quadro di riferimento istituzionale che non considera opportunamente le politiche sociali come centrali. Molte ancora sono le questioni sociali irrisolte: dai rifiuti alla salute, dall’occupazione allo stato di abbandono di molte periferie, dalle pessime condizioni nelle quali versa la scuola alla sicurezza dei cittadini e dei territori, dalla precarietà esistenziale all’assenza dei diritti individuali.
Di fronte a questo scenario si torna, sempre più spesso, a discutere della necessità di ridurre i costi quando non anche i servizi, con una pericolosa involuzione verso una cultura assistenzialistica ed una progressiva privatizzazione dei beni comuni, mentre i consistenti tagli alla spesa, presentati come un inevitabile tributo alla crisi, rischiano di travolgere le già fragili politiche pubbliche. È una deriva che coinvolge l’intero Paese ma che al Sud e ancora di più a Napoli è particolarmente grave, perché la crisi sta mettendo a dura prova anche quelle reti di auto mutuo aiuto e quelle forme di economia informale che, sino ad oggi, hanno permesso a molti di reggere il quotidiano, di arrivare a fine mese, allentando la tensione sociale.
Da molto tempo assistiamo alla graduale perdita di strutture e servizi importanti, luoghi accoglienti per persone, bambini e adulti, segnate dall’abbandono, dall’abuso e dalla povertà, dal maltrattamento, dall’emarginazione, dal fallimento. Persone la cui assistenza, nella migliore delle ipotesi, ricadrà sulle famiglie o spingerà unicamente al ricorso a nuove e vecchie istituzioni totali: non solo carceri, manicomi e istituto per bambini ma anche risposte inappropriate come ospedali e cronicari.
L’emergenza economica e sociale che il Paese sta attraversando non è solo un momento di difficoltà o una congiuntura, è una crisi che sta mettendo in discussione diritti fondamentali indisponibili. Di qui la necessità di riportare questi temi al centro dell’attenzione, per produrre proposte alternative alla politica dei tagli indiscriminati, evitando di rispondere alla crisi generando nuove emergenze
lunedì, febbraio 09, 2009
Chiedo Asilo
La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e il Piano straordinario regionale per lo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia
mercoledì 18 febbraio 2009 ore 9.30/13.30
Stazione Marittima di Napoli Sala Dione
La tavola rotonda è organizzata da Legacoopsociali all’indomani della pubblicazione delle Linee di indirizzo della Regione Campania che danno attuazione al Piano straordinario per lo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia.
L’incontro vuole essere occasione di riflessione sullo stato delle politiche per l’infanzia e per le pari opportunità, alla luce del documento che, inevitabilmente, crea aspettative di cambiamento nella nostra regione.
L’obiettivo è capire quali risultati si possono concretamente attendere dalle Linee di indirizzo per i servizi all’infanzia, contribuendo a rilanciare, da un lato, il valore delle politiche delle pari opportunità e, dall’altro, la collaborazione tra le istituzioni e l’impresa sociale per generare risposte sempre più utili a tutti i cittadini.
Introduce Sergio D’Angelo Vicepresidente nazionale di Legacoopsociali, parteciperanno: Silvia Pasqua Docente di Economia del lavoro - Facoltà di Economia, Università di Torino; Michele De Angelis Consigliere di amministrazione Gesco; Roberta Gaeta Presidente cooperativa sociale Etica; Alfonsina De Felice Assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità della Regione Campania; Antonio Oddati Dirigente Area Assistenza sociale e programmazione della Regione Campania; Andrea Cozzolino Assessore alle Attività produttive della Regione Campania. Modera Elena Scarici corrispondente per la Campania di Redattore Sociale.
si rilascia attestato di partecipazione
Segreteria organizzativa scrivi per chiedere schede e dettagli)
Gesco tel 081 787 2037 int 229/218
e.mail comunicazione@gescosociale.it
martedì, giugno 17, 2008
Napoli: Niente rimborsi, servizi sociali a rischio chiusura
mercoledì, giugno 11, 2008
Forum Terzo Settore di Terra di Lavoro
Con la presenza del portavoce del Forum Regionale Sergio D'angelo, i presidenti ed i rappresentanti delle principali associazioni di volontariato, di promozione e della cooperazione sociale hanno ribadito la volontà di dare vita anche nella nostra provincia ad un nuovo organismo collegiale ed unitario.
Nei vari interventi è stato sottolineato che - dopo alcuni mesi di proficuo confronto e di ricerca di valori condivisi – sono mature le condizioni per promuovere un progetto innovativo di coesione sociale e di nuovo protagonismo sulle politiche del welfare e della cittadinanza attiva.
A tal fine è stato costituito un gruppo di lavoro – espressione delle varie articolazioni del terzo settore a livello territoriale – con il compito di convocare entro il mese di luglio l'Assemblea costituente del Forum , a cui si potrà aderire sulla base dei principi e delle norme dello Statuto e del Regolamento (che saranno sottoposti ed approvati dall'assemblea stessa).
Il Forum sarà aperto a tutte quelle realtà ed esperienze attive, che rispondono ai requisiti associativi e di adesione previsti dallo Statuto.
Il Forum si pone l'obiettivo di costruire una rete di collaborazione e cooperazione permanente tra i vari soggetti per rilanciare a tutti i livelli le politiche di solidarietà, di pari opportunità e di coesione sociale sulla base di alcuni valori fondamentali: la difesa dei diritti civili e sociali, di legalità, per una reale cittadinanza attiva e partecipazione consapevole sui beni comuni (principio di sussidiarietà).
Alla base del progetto associativo saranno posti i seguenti obiettivi:
- creare coesione ed unità di intenti in un settore molto ricco che finora è rimasto troppo frammentato e parcellizzato, con lo scopo di fare rete ed integrazione di esperienze e competenze tra diversi soggetti già fortemente attivi e radicati sul territorio;
- accrescere, qualificare e rilanciare un ruolo di protagonismo attivo sulle politiche sociali per lo sviluppo locale, per la crescita civile e culturale del territorio su cui aprire un confronto – anche di tipo vertenziale – con le istituzioni, con le altre forze politiche,sociali e produttive.
Nello stesso tempo è stata sottolineata l'importanza di far nascere il Forum dal basso,sulla base di concrete esigenze e bisogni sociali emergenti nella nostra realtà.
lunedì, giugno 09, 2008
Dalla periferia del welfare al centro della solidarietà
Intervengono alla presentazione, con gli autori: Enrica Morlicchio, Professore Associato della Facoltà di Sociologia dell’Università Federico II di Napoli, Sergio D’Angelo, Presidente di Gesco, Ciro Froncillo – Direttore Generale dell’Associazione A.Vo.G., Carmine Malinconico – Presidente della VIII Municipalità, Enrico Martinelli – Architetto Dirigente del Servizio Valorizzazione Periferie Urbane – Comune di Napoli, Fabrizio Valletti – Direttore Generale del Centro Hurtado.
Interverrà il Sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo.
Breve presentazione del libro
Il volume ripercorre le linee fondamentali del processo di trasformazione del welfare state che sta interessando la città di Napoli, nel quadro del più ampio cambiamento che investe il nostro Paese. Particolare attenzione è dedicata alle politiche sociali ed educative, con riferimento specifico al contrasto alla povertà e alla dispersione scolastica e a politiche virtuose come il progetto “Reddito Minimo di Inserimento” o il progetto “I Care”.
I dati della ricerca condotta dagli Autori, illustrati nella seconda parte del volume, smentiscono la tesi di chi sostiene che l’Area Nord di Napoli, ed in particolare Scampìa, sia solo un luogo di degrado urbano, spaccio e regia di traffici illegali sul piano internazionale e dimostrano che, al di là dei problemi economici e strutturali, l’Area è ricca di capitale sociale.
Osservatorio privilegiato per le riflessioni proposte è l’associazionismo e, più in particolare, la rete virtuosa creata da un’associazione del Terzo settore come l’A.Vo.G. su cui si concentra lo studio di caso specifico.
Gli autori
Fabio Corbisiero insegna discipline sociologiche all'Università degli Studi di Napoli. Attualmente è Assegnista di Ricerca presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche e Visiting Research Scholar presso la City University of New York. Ha scritto diversi saggi in materia di welfare state, mercato del lavoro e Terzo settore. Nel 2005 ha pubblicato il volume: Le trame della povertà. L'esperienza del reddito minimo di inserimento nei reticoli di impoverimento sociale (Franco Angeli).
Elisabetta Perone, è Dottore di Ricerca in Sociologia e Ricerca Sociale presso l'Università degli studi di Napoli Federico II. Si occupa di dispersione scolastica, di politiche sociali e del lavoro, su cui ha scritto diversi articoli. Nel 2006 ha pubblicato, per l'editore Franco Angeli, il volume: Una dispersione al plurale. Storie di vita di giovani che abbandonano la scuola nella tarda modernità
sabato, dicembre 29, 2007
Il welfare non è un lusso
Il welfare non è un lusso
di Sergio D´Angelo *
da Repubblica - Napoli del 28 dicembre 2007
Il confronto sul bilancio regionale annuncia un percorso molto complicato e non meno problematico di quello per la legge finanziaria appena licenziata e anche tanto criticata: le risorse sono poche e saranno tagliati importanti settori di attività.
A farne le spese saranno soprattutto il welfare, l´edilizia abitativa e le politiche attive del lavoro. Guardare al welfare con fastidio o rimuoverlo come se fosse, ormai, un peso del passato di fronte alle emergenze di nuovi, presunti, più importanti problemi è una tesi molto sciocca che alla lunga non porterà vantaggi per nessuno.
Tutti - imprenditori, sindacati e partiti - sanno di una situazione estremamente complessa e difficile da affrontare e avanzano suggerimenti di ogni genere, ma i risultati, bisogna dirlo, non sono per niente positivi: poco sviluppo, scarsa sicurezza, occupazione ferma, aumento del degrado e della disgregazione sociale. L´ulteriore deterioramento sociale è stato chiaramente causato anche dal minore apporto della spesa pubblica che ha penalizzato innanzitutto le regioni meridionali e i loro sistemi locali di welfare, peggiorando le condizioni di difficoltà materiale e di preesistente crisi sociale. Niente più del livello di arretratezza delle regioni meridionali può spiegare meglio l´esigenza di dover accompagnare la crescita con robuste dosi di politiche e interventi sociali. Perché per uno sviluppo reale e duraturo c´è bisogno di un forte investimento sociale e di un impegno di lungo periodo, che richiede scelte nazionali, ma anche uno sforzo serio e politiche nuove da parte di chi ha responsabilità di governo locale.
Purtroppo non si scorgono ancora elementi di novità nell´orizzonte della politica: il welfare dei servizi non è in alcuna agenda politica e non interessa più nessuno. La Regione Campania non trova nemmeno un euro in più di 33 milioni da investire per reddito di cittadinanza e legge sulla dignità sociale: meno della metà di quanto spendeva già 2 anni fa solo per il reddito di cittadinanza; meno di quanto richiede ai Comuni; molto meno di quel poco previsto dallo Stato; meglio solo della Calabria.
Il governo nazionale, nonostante il recente boom fiscale, non co-finanzia alcuna misura di contrasto alla povertà come pure aveva promesso, sostenendo che bisogna attendere il tempo necessario per far ritornare a posto i conti pubblici e rimettere in moto l´economia; un tempo, però, che in Campania e in tutto il Sud non verrà mai: non solo perché la crescita, così, avrebbe un costo sociale troppo elevato e non sarebbe né possibile né giusto chiedere alle persone più bisognose di aspettare ancora, ma soprattutto perché la ripresa economica non può realizzarsi in un contesto così deteriorato e disgregato.
In Campania è proprio il nesso tra sviluppo e welfare il punto debole attorno a cui deve ruotare la costruzione di una società che, da un lato, deve rendere concreta la possibilità che nuove esigenze dei cittadini possano trovare spazio e modi adeguati di risposta nell´ambito dei sistemi di interventi socio educativi e delle politiche del lavoro; dall´altro - anche in relazione alla domanda di sicurezza che giustamente viene dalle persone - deve prevenire forme di disagio e di devianza, che possono maggiormente svilupparsi in ambienti così deteriorati e socialmente degradati come lo sono molte realtà della regione.
Nel frattempo, invece, per continuare a parlare di sicurezza e legalità senza fare confusione, sarebbe assai utile diffondere l´idea - nelle istituzioni così come nella società - che il welfare non è un lusso, ma soprattutto un importante settore di attività per fornire risposte reali alle necessità della collettività e un sistema di diritti essenziali alle persone; cioè, quello che serve a rendere l´ambiente sociale non ostile all´attività economica e a dare più sicurezza ai territori.
* L´autore è portavoce del Forum regionale del terzo settore