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venerdì, luglio 29, 2011

Condannato neo-assessore D'Angelo 4 mesi per la protesta al San Carlo


L'amministratore, allora presidente Gesco, una giornalista e un operatore sociale ritenuti colpevoli di "induzioni a manifestazioni violente e occupazione di suolo pubblico". Pena sospesa e multa

di CRISTINA ZAGARIA
Condannato neo-assessore D'Angelo 4 mesi per la protesta al San CarloCondannati per aver manifestato davanti al teatro San Carlo. Un operatore sociale, una giornalista e il neo assessore alle Politiche sociali, Sergio D’Angelo. I tre sono stati condannati in contumacia, in virtù di un regio decreto del 1931 (il numero 773), a quattro mesi di reclusione, pena sospesa e commutata nel pagamento di una ammenda di 15 mila euro. L’accusa: induzione a manifestazioni violente e occupazione di suolo pubblico. Tutti e tre hanno deciso di opporsi alla sentenza.


La condanna fa riferimento agli episodi della notte del 21 gennaio, quando 200 operatori che da 24 mesi non venivano pagati per il blocco dei fondi della Regione, si sedettero davanti all’ingresso principale del Massimo alle 19.30 (in mattinata avevano occupato il foyer) e tennero in scacco teatro e spettatori per quasi un’ora. Alla fine la Digos riuscì a mediare e alle 20.20 le porte si aprirono. Molti spettatori, però, preferirono rinunciare alla prima del Pergolesi in Olimpiade, firmata dal maestro Roberto De Simone, a sostegno dei manifestanti, che durante il sit-in avevano spiegato le loro ragioni. Per solidarietà disertò la prima anche l’allora sindaco, Rosa Russo Iervolino. Oggi però per quel sit-in arriva una condanna, che colpisce Sergio D’Angelo oggi assessore e all’epoca dei fatti portavoce del comitato “Il welfare non è un lusso”, la giornalista e addetta stampa del comitato Maria Nocerino e l’operatore sociale, Gianni Manzo. I tre sono colpevoli di essere andati in delegazione il pomeriggio (e aver dato i loro documenti) in Regione. L’incontro andò male e subito dopo i lavoratori decisero di occupare il marciapiede davanti al San Carlo. Tra il pubblico c’era anche il procuratore capo Giandomenico Lepore, che fece da mediatore. «Credo sia molto grave punire il diritto di manifestare dei cittadini, rispolverando un decreto fascista che vietava di fatto di esprimere pubblicamente il proprio pensiero», commenta D’Angelo tra il divertito e l’arrabbiato. La nomina di D’Angelo come assessore è stata accompagnata da una fitta rete di polemiche, per il possibile conflitto di interessi, visto proprio per il suo ruolo attivo nel comitato e perché era presidente di Gesco (consorzio di cooperative sociali). «Non a tutta la città una nomina poco ortodossa come la mia è andata bene — commenta D’Angelo — Fare assessore uno che fino a una settimana prima protestava contro le istituzioni ha scatenato un acceso dibattito. Ho pensato che questa condanna potesse rientrare in quel clima o magari accendere di nuovo il focolaio delle polemiche, ma io rivendico la legittimità di aver protestato in forma pacifica, avendo ogni volta scelto obiettivi e forme simboliche che hanno avuto e mantenuto un profilo pacifico ed educativo. E credo di poter davvero dare una mano dal basso alle politiche sociali della nostra città». Il comitato “Il welfare non è un lusso” (che riunisce circa 200 organizzazioni sociali in rappresentanza di circa 20 mila operatori) ribadisce che «la manifestazione in questione è stata assolutamente pacifica». «Consideriamo quanto è avvenuto — dichiarano Andrea Morniroli e Fedele Salvatore, due dei rappresentanti del comitato — un inspiegabile tentativo di criminalizzare la vertenza, per altro sempre non violenta e civile, di migliaia di operatrici e operatori sociali che non chiedono altro che di essere pagati per il lavoro che svolgono. Ci sentiamo tutti coinvolti e tutti condannati».«Lo Stato italiano — dichiara Gianni Manzo, ex operatore del progetto Change — anziché chiederci scusa e pagare gli stipendi ai lavoratori del terzo settore che hanno operato per suo conto tra i soggetti più deboli della società, infierisce e addirittura ci condanna penalmente chiedendoci dei soldi. Un atto grottesco che va nella direzione di una grave criminalizzazione delle lotte sociali a opera di un modo di governare che sta distruggendo il futuro di una intera generazione precarizzata».

lunedì, giugno 13, 2011

D'Angelo Assessore: un bene per la città!



L'imminente nomina di Sergio D'Angelo come Assessore alle Politiche Sociale del Comune di Napoli è un fatto positivo.



D'Angelo viene dal terzo settore e dalla cooperazione sociale ed in questi ambiti ha maturato una lunghissima esperienza ed una particolare competenza.



In questi giorni si è parlato di un eventuale conflitto d'interessi ed è giusto discuterne. D'Angelo però non è il padrone del Consorzio Gesco che a sua volta non è una ditta di famiglia ma una impresa cooperativa dove vale il principio "una testa un voto". Dimessosi dall'incarico di Presidente non conserva alcun potere nè tantomeno interesse personale. Piuttosto confido che continui a rappresentare con competenza gli utenti, le famiglie, gli operatori del sociale in una complessiva ottica di bene comune cittadino.



E' bello che il sociale organizzato vada al governo!



giovedì, febbraio 24, 2011

Napoli: I diritti alla prova della crisi: riscattare il futuro e la felicità



24, 25 e 26 febbraio 2011
Centro congressi TIEMPO
Centro Direzionale Isola E5 – NAPOLI

segreteria tecnica – organizzativa:
Teresa Attademo, Rosaria Lumino, Andrea Morniroli, Rina Ziccardi
Tel. 081 7872037, cell. 3381600757, 3205698734
e-mail info@gescosociale.it

In collaborazione con:
AIRSAM, Campo Libero, CISMAI, C.N.C.A, Comunità Le Piagge, Copersamm,
Democrazia Km zero, Facciamo breccia, Forum Droga, Forum salute mentale,
Legacoopsociali, Psichiatria Democratica

La fragilità del tessuto produttivo, gli elevati tassi di disoccupazione, l’estensione dei processi di marginalità, l’esigenza di riqualificare l’ambiente urbano e periferico sono alcune delle emergenze con le quali il nostro Paese deve fare i conti in un quadro di riferimento istituzionale che non considera opportunamente le politiche sociali come centrali. Molte ancora sono le questioni sociali irrisolte: dai rifiuti alla salute, dall’occupazione allo stato di abbandono di molte periferie, dalle pessime condizioni nelle quali versa la scuola alla sicurezza dei cittadini e dei territori, dalla precarietà esistenziale all’assenza dei diritti individuali.

Di fronte a questo scenario si torna, sempre più spesso, a discutere della necessità di ridurre i costi quando non anche i servizi, con una pericolosa involuzione verso una cultura assistenzialistica ed una progressiva privatizzazione dei beni comuni, mentre i consistenti tagli alla spesa, presentati come un inevitabile tributo alla crisi, rischiano di travolgere le già fragili politiche pubbliche. È una deriva che coinvolge l’intero Paese ma che al Sud e ancora di più a Napoli è particolarmente grave, perché la crisi sta mettendo a dura prova anche quelle reti di auto mutuo aiuto e quelle forme di economia informale che, sino ad oggi, hanno permesso a molti di reggere il quotidiano, di arrivare a fine mese, allentando la tensione sociale.

Da molto tempo assistiamo alla graduale perdita di strutture e servizi importanti, luoghi accoglienti per persone, bambini e adulti, segnate dall’abbandono, dall’abuso e dalla povertà, dal maltrattamento, dall’emarginazione, dal fallimento. Persone la cui assistenza, nella migliore delle ipotesi, ricadrà sulle famiglie o spingerà unicamente al ricorso a nuove e vecchie istituzioni totali: non solo carceri, manicomi e istituto per bambini ma anche risposte inappropriate come ospedali e cronicari.

L’emergenza economica e sociale che il Paese sta attraversando non è solo un momento di difficoltà o una congiuntura, è una crisi che sta mettendo in discussione diritti fondamentali indisponibili. Di qui la necessità di riportare questi temi al centro dell’attenzione, per produrre proposte alternative alla politica dei tagli indiscriminati, evitando di rispondere alla crisi generando nuove emergenze

lunedì, febbraio 09, 2009

Chiedo Asilo


La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e il Piano straordinario regionale per lo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia

mercoledì 18 febbraio 2009 ore 9.30/13.30

Stazione Marittima di Napoli Sala Dione

La tavola rotonda è organizzata da Legacoopsociali all’indomani della pubblicazione delle Linee di indirizzo della Regione Campania che danno attuazione al Piano straordinario per lo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia.

L’incontro vuole essere occasione di riflessione sullo stato delle politiche per l’infanzia e per le pari opportunità, alla luce del documento che, inevitabilmente, crea aspettative di cambiamento nella nostra regione.

L’obiettivo è capire quali risultati si possono concretamente attendere dalle Linee di indirizzo per i servizi all’infanzia, contribuendo a rilanciare, da un lato, il valore delle politiche delle pari opportunità e, dall’altro, la collaborazione tra le istituzioni e l’impresa sociale per generare risposte sempre più utili a tutti i cittadini.

Introduce Sergio D’Angelo Vicepresidente nazionale di Legacoopsociali, parteciperanno: Silvia Pasqua Docente di Economia del lavoro - Facoltà di Economia, Università di Torino; Michele De Angelis Consigliere di amministrazione Gesco; Roberta Gaeta Presidente cooperativa sociale Etica; Alfonsina De Felice Assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità della Regione Campania; Antonio Oddati Dirigente Area Assistenza sociale e programmazione della Regione Campania; Andrea Cozzolino Assessore alle Attività produttive della Regione Campania. Modera Elena Scarici corrispondente per la Campania di Redattore Sociale.


si rilascia attestato di partecipazione

Segreteria organizzativa scrivi per chiedere schede e dettagli)

Gesco tel 081 787 2037 int 229/218

e.mail comunicazione@gescosociale.it



martedì, giugno 17, 2008

Napoli: Niente rimborsi, servizi sociali a rischio chiusura


MARCO TORIELLO Se il Comune di Napoli non sbloccherà entro un mese 40 milioni di euro dei pagamenti che associazioni e cooperative del Terzo settore aspettano da quasi un anno, saranno a rischio i servizi socio-assistenziali forniti a 40 mila famiglie napoletane. L’allarme arriva dalle 150 organizzazioni riunite nel Forum regionale del Terzo settore e nel comitato «Il welfare non è un lusso», che ieri mattina hanno manifestato a piazza Municipio contro i ritardi nei pagamenti per i servizi erogati, che vanno dall’assistenza agli anziani e ai disabili fino alla realizzazione di progetti educativi per bambini e di inserimento per gli immigrati. E al credito vantato con il Comune si aggiunge quello con l’Asl Napoli 1, che deve alle associazioni quasi 25 milioni di euro. Non è la prima volta che i rappresentanti partenopei del Terzo settore denunciano una situazione che mette a rischio l'esistenza stessa di decine di associazioni e cooperative che operano a sostegno delle fasce più deboli della popolazione. Nel luglio del 2007, un analogo contenzioso con il Comune si concluse con una cessione alle banche del credito vantato con Palazzo San Giacomo, per un importo di 60 milioni di euro. Un’operazione che consentì alle associazioni di fare cassa, ma che non ha impedito l’accumularsi di ulteriori ritardi nei pagamenti dovuti negli ultimi 10 mesi. «Finora il Comune ha trovato soltanto soluzioni occasionali - spiega Sergio D'Angelo, portavoce dei due comitati che hanno manifestato a piazza Municipio - eppure nel 90% dei casi ci viene affidata la gestione di servizi di natura pubblica, di cui dobbiamo anticipare i costi anche per 14-15 mesi». Servizi che ieri sono stati sospesi dai 4 mila operatori napoletani, ma che riprenderanno oggi e saranno erogati almeno fino a giovedì, quando è previsto un incontro con l’assessore comunale alle Politiche sociali Giulio Riccio e con i dirigenti del Comune. Già ieri una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta da Riccio, che però non è riuscito a rassicurare del tutto gli operatori. «L’assessore ci ha garantito che i crediti saranno pagati, che in futuro si eviteranno altri ritardi e che verranno adeguate le tariffe dei servizi erogati, ferme a dieci anni fa - continua D’Angelo - non è però la prima rassicurazione che riceviamo dal Comune. Preferiamo sospendere il giudizio fino a giovedì, quando verificheremo concretamente come il Comune intende effettuare i pagamenti».

mercoledì, giugno 11, 2008

Forum Terzo Settore di Terra di Lavoro

Presso la sede delle Acli provinciali di Caserta in data 3 giugno 2008 si è riunito il Comitato promotore per il Forum Terzo Settore di Terra di Lavoro.
Con la presenza del portavoce del Forum Regionale Sergio D'angelo, i presidenti ed i rappresentanti delle principali associazioni di volontariato, di promozione e della cooperazione sociale hanno ribadito la volontà di dare vita anche nella nostra provincia ad un nuovo organismo collegiale ed unitario.
Nei vari interventi è stato sottolineato che - dopo alcuni mesi di proficuo confronto e di ricerca di valori condivisi – sono mature le condizioni per promuovere un progetto innovativo di coesione sociale e di nuovo protagonismo sulle politiche del welfare e della cittadinanza attiva.
A tal fine è stato costituito un gruppo di lavoro – espressione delle varie articolazioni del terzo settore a livello territoriale – con il compito di convocare entro il mese di luglio l'Assemblea costituente del Forum , a cui si potrà aderire sulla base dei principi e delle norme dello Statuto e del Regolamento (che saranno sottoposti ed approvati dall'assemblea stessa).
Il Forum sarà aperto a tutte quelle realtà ed esperienze attive, che rispondono ai requisiti associativi e di adesione previsti dallo Statuto.
Il Forum si pone l'obiettivo di costruire una rete di collaborazione e cooperazione permanente tra i vari soggetti per rilanciare a tutti i livelli le politiche di solidarietà, di pari opportunità e di coesione sociale sulla base di alcuni valori fondamentali: la difesa dei diritti civili e sociali, di legalità, per una reale cittadinanza attiva e partecipazione consapevole sui beni comuni (principio di sussidiarietà).
Alla base del progetto associativo saranno posti i seguenti obiettivi:
- creare coesione ed unità di intenti in un settore molto ricco che finora è rimasto troppo frammentato e parcellizzato, con lo scopo di fare rete ed integrazione di esperienze e competenze tra diversi soggetti già fortemente attivi e radicati sul territorio;
- accrescere, qualificare e rilanciare un ruolo di protagonismo attivo sulle politiche sociali per lo sviluppo locale, per la crescita civile e culturale del territorio su cui aprire un confronto – anche di tipo vertenziale – con le istituzioni, con le altre forze politiche,sociali e produttive.
Nello stesso tempo è stata sottolineata l'importanza di far nascere il Forum dal basso,sulla base di concrete esigenze e bisogni sociali emergenti nella nostra realtà.

lunedì, giugno 09, 2008

Dalla periferia del welfare al centro della solidarietà

Mercoledì 11 giugno 2008 alle ore 11.00 presso la Sala Giunta del Comune di Napoli sarà presentato il libro Dalla periferia del welfare al centro della solidarietà a cura di Fabio Corbisiero e Elisabetta Perone - Prefazione a cura di Enrica Morlicchio (Gescoedizioni, Napoli).

Il volume propone una riflessione, teorica ed empirica, sul processo di costruzione del nuovo modello di welfare municipale a Napoli. Un'area critica, ma recentemente vivificata dal fermento di numerose iniziative ad opera di enti del Terzo settore e delle reti sociali locali che costituiscono alcune delle più significative sperimentazioni di politica sociale, esempio virtuoso di advocacy e capitale sociale.
Intervengono alla presentazione, con gli autori: Enrica Morlicchio, Professore Associato della Facoltà di Sociologia dell’Università Federico II di Napoli, Sergio D’Angelo, Presidente di Gesco, Ciro Froncillo – Direttore Generale dell’Associazione A.Vo.G., Carmine Malinconico – Presidente della VIII Municipalità, Enrico Martinelli – Architetto Dirigente del Servizio Valorizzazione Periferie Urbane – Comune di Napoli, Fabrizio Valletti – Direttore Generale del Centro Hurtado.

Interverrà il Sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo.

Breve presentazione del libro
Il volume ripercorre le linee fondamentali del processo di trasformazione del welfare state che sta interessando la città di Napoli, nel quadro del più ampio cambiamento che investe il nostro Paese. Particolare attenzione è dedicata alle politiche sociali ed educative, con riferimento specifico al contrasto alla povertà e alla dispersione scolastica e a politiche virtuose come il progetto “Reddito Minimo di Inserimento” o il progetto “I Care”.

I dati della ricerca condotta dagli Autori, illustrati nella seconda parte del volume, smentiscono la tesi di chi sostiene che l’Area Nord di Napoli, ed in particolare Scampìa, sia solo un luogo di degrado urbano, spaccio e regia di traffici illegali sul piano internazionale e dimostrano che, al di là dei problemi economici e strutturali, l’Area è ricca di capitale sociale.

Osservatorio privilegiato per le riflessioni proposte è l’associazionismo e, più in particolare, la rete virtuosa creata da un’associazione del Terzo settore come l’A.Vo.G. su cui si concentra lo studio di caso specifico.

Gli autori
Fabio Corbisiero insegna discipline sociologiche all'Università degli Studi di Napoli. Attualmente è Assegnista di Ricerca presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche e Visiting Research Scholar presso la City University of New York. Ha scritto diversi saggi in materia di welfare state, mercato del lavoro e Terzo settore. Nel 2005 ha pubblicato il volume: Le trame della povertà. L'esperienza del reddito minimo di inserimento nei reticoli di impoverimento sociale (Franco Angeli).

Elisabetta Perone, è Dottore di Ricerca in Sociologia e Ricerca Sociale presso l'Università degli studi di Napoli Federico II. Si occupa di dispersione scolastica, di politiche sociali e del lavoro, su cui ha scritto diversi articoli. Nel 2006 ha pubblicato, per l'editore Franco Angeli, il volume: Una dispersione al plurale. Storie di vita di giovani che abbandonano la scuola nella tarda modernità

sabato, dicembre 29, 2007

Il welfare non è un lusso

Sergio D'Angelo, portavoce del forum campano del Terzo Settore, ritorna opportunamente sulla questione welfare e sviluppo in relazione al caso campano e alla finanziaria regionale.

Il welfare non è un lusso
di Sergio D´Angelo *
da Repubblica - Napoli del 28 dicembre 2007

Il confronto sul bilancio regionale annuncia un percorso molto complicato e non meno problematico di quello per la legge finanziaria appena licenziata e anche tanto criticata: le risorse sono poche e saranno tagliati importanti settori di attività.
A farne le spese saranno soprattutto il welfare, l´edilizia abitativa e le politiche attive del lavoro. Guardare al welfare con fastidio o rimuoverlo come se fosse, ormai, un peso del passato di fronte alle emergenze di nuovi, presunti, più importanti problemi è una tesi molto sciocca che alla lunga non porterà vantaggi per nessuno.
Tutti - imprenditori, sindacati e partiti - sanno di una situazione estremamente complessa e difficile da affrontare e avanzano suggerimenti di ogni genere, ma i risultati, bisogna dirlo, non sono per niente positivi: poco sviluppo, scarsa sicurezza, occupazione ferma, aumento del degrado e della disgregazione sociale. L´ulteriore deterioramento sociale è stato chiaramente causato anche dal minore apporto della spesa pubblica che ha penalizzato innanzitutto le regioni meridionali e i loro sistemi locali di welfare, peggiorando le condizioni di difficoltà materiale e di preesistente crisi sociale. Niente più del livello di arretratezza delle regioni meridionali può spiegare meglio l´esigenza di dover accompagnare la crescita con robuste dosi di politiche e interventi sociali. Perché per uno sviluppo reale e duraturo c´è bisogno di un forte investimento sociale e di un impegno di lungo periodo, che richiede scelte nazionali, ma anche uno sforzo serio e politiche nuove da parte di chi ha responsabilità di governo locale.
Purtroppo non si scorgono ancora elementi di novità nell´orizzonte della politica: il welfare dei servizi non è in alcuna agenda politica e non interessa più nessuno. La Regione Campania non trova nemmeno un euro in più di 33 milioni da investire per reddito di cittadinanza e legge sulla dignità sociale: meno della metà di quanto spendeva già 2 anni fa solo per il reddito di cittadinanza; meno di quanto richiede ai Comuni; molto meno di quel poco previsto dallo Stato; meglio solo della Calabria.
Il governo nazionale, nonostante il recente boom fiscale, non co-finanzia alcuna misura di contrasto alla povertà come pure aveva promesso, sostenendo che bisogna attendere il tempo necessario per far ritornare a posto i conti pubblici e rimettere in moto l´economia; un tempo, però, che in Campania e in tutto il Sud non verrà mai: non solo perché la crescita, così, avrebbe un costo sociale troppo elevato e non sarebbe né possibile né giusto chiedere alle persone più bisognose di aspettare ancora, ma soprattutto perché la ripresa economica non può realizzarsi in un contesto così deteriorato e disgregato.
In Campania è proprio il nesso tra sviluppo e welfare il punto debole attorno a cui deve ruotare la costruzione di una società che, da un lato, deve rendere concreta la possibilità che nuove esigenze dei cittadini possano trovare spazio e modi adeguati di risposta nell´ambito dei sistemi di interventi socio educativi e delle politiche del lavoro; dall´altro - anche in relazione alla domanda di sicurezza che giustamente viene dalle persone - deve prevenire forme di disagio e di devianza, che possono maggiormente svilupparsi in ambienti così deteriorati e socialmente degradati come lo sono molte realtà della regione.
Nel frattempo, invece, per continuare a parlare di sicurezza e legalità senza fare confusione, sarebbe assai utile diffondere l´idea - nelle istituzioni così come nella società - che il welfare non è un lusso, ma soprattutto un importante settore di attività per fornire risposte reali alle necessità della collettività e un sistema di diritti essenziali alle persone; cioè, quello che serve a rendere l´ambiente sociale non ostile all´attività economica e a dare più sicurezza ai territori.
* L´autore è portavoce del Forum regionale del terzo settore