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martedì, aprile 13, 2010

sostegno ad Emergency del comune di napoli


“Pieno sostegno a Gino Strada e fiducia incondizionata in Emergency” sono stati rinnovati dal Sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo che ha sottoscritto oggi l'appello 'Io sto con Emergency' in favore dei tre operatori italiani arrestati a Lashkar Gah. All’indomani dell’incontro con i rappresentanti napoletani dell’Ong, la Iervolino ha espresso forte preoccupazione per quanto sta accadendo in Afghanistan. “Da sabato scorso Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani, tre cooperatori italiani del Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah, sono detenuti illegalmente. La Città di Napoli è schierata al fianco degli operatori nazionali ed internazionali di pace e chiede l’immediata liberazione dei nostri connazionali e piena chiarezza su una vicenda assurda con troppo punti oscuri”. Tra qualche ora uno striscione per Emergency sarà esposto sulla facciata di Palazzo San Giacomo, sede del Comune partenopeo, e sarà allestita una postazione permanente degli operatori in Via Ponte di Tappia. Sabato pomeriggio, in Piazza Navona a Roma, una delegazione napoletana sarà al fianco di Gino Strada nella manifestazione organizzata per chiedere la liberazione dei tre connazionali.

Dichiarazione Iervolino su Emergency

"Emergency e' un'organizzazione umanitaria che si e' distinta in questi anni per la capacita' di operare con straordinario coraggio, professionalita' e generosita' in zone di guerra, nelle condizioni più difficili, offrendo aiuto alla popolazione civile che subisce le terribili conseguenza della guerra. Solo pensare che Gino Strada e la sua organizzazione possano avere legami con la guerriglia telebana o ordire complotti e' assurdo. Assistiamo sgomenti ad una polemica infondata e inaccettabile che va respinta senza se e senza ma. In Afganistan Emergency, a cui va la nostra solidarieta' ed il nostro pieno ed incondizionato sostegno, svolge opera di valore straordinario di cui l'Italia deve essere orgogliosa. Siamo molto preoccupati per le sorti dei collaboratori di Emergency che oggi si trovano in uno stato di detenzione illegale. Chiediamo al Ministro degli Esteri di assicurare la loro incolumita' e di attivarsi affinche' si giunga in tempi rapidissima alla liberazione".

lunedì, febbraio 01, 2010

Il sindaco Iervolino gela De Luca: bisogna trovare un candidato unitario

«Le primarie si fanno sempre o non si fanno mai. Non si possono fare soltanto quando fanno comodo»




(da www.corriere.it)

Trovare «l’unità» sul nome del candidato per le regionali. Questo l’appello lanciato dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino a tutte le forze del centrosinistra in vista delle prossime regionali. Il primo cittadino partenopeo, a margine della presentazione che si è svolta oggi alla Camera di Commercio del progetto di formazione rivolto a 25 neolaureati, è tornata a parlare della candidatura a presidente della Regione Campania del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e della spaccatura all’interno della coalizione di centrosinistra che ha ingenerato. «Non sono tra quelli che devono fare la linea del partito – ha detto il sindaco Iervolino – perchè io sono il sindaco di Napoli e ho ben presente la distinzione tra partito e istituzioni, ma ho sentito il dovere di fare un appello a tutti affinchè si faccia un passo avanti o un passo indietro, quel passo che si deve fare per trovare l’unità del centrosinistra». Una sola candidatura unitaria che, dunque, ricompatti tutti i partiti del centrosinistra: questo l’auspicio della Iervolino, dopo gli strappi di Di Pietro e di Ferrero, perchè «in un momento così difficile per il Paese, l’alleanza di centrosinistra deve andare con un candidato unitario». Un invito che – il sindaco di Napoli tiene a precisare – non deve essere letto come un suo rifiuto alla candidatura di De Luca «ottimo sindaco e persona rispettabile da tutti i punti di vista». Una scelta, quella maturata dalla direzione del Partito Democratico, sulle cui modalità la Iervolino non è concorde. «Ho detto fin dall’inizio – ha concluso – che secondo me le primarie o si fanno sempre o non si fanno mai. Non si possono fare soltanto quando fanno comodo e non fare quando non fanno comodo, è un comportamento non rispettoso dell’elettorato».

DI PIETRO: NO AI CACICCHI – «Ci auguriamo che anche in Campania ci sia un atto di risipiscienza operosa da parte del Pd che, ormai isolato, si lascia condizionare da cacicchi locali e non dialoga con la coalizione», ha affermato il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando la candidatura in Campania di Vincenzo De Luca. «L’Italia dei Valori – ha aggiunto – ribadisce l’impegno a costruire un’alternativa con il Pd e con gli altri partiti che come noi ritengono prioritario liberare il paese dal modello berlusconiano di governo che toglie a molti e dà a pochi e sempre ai soliti lobbisti della casta».

DILIBERTO – Un altro contrario alla candidatura di De Luca è Diliberto. «De Luca non va. Il Pd cambi idea. Insistere con De Luca significherebbe assumersi la responsabilità di frantumare l’alleanza e facilitare la vittoria della destra», afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI. «Se resterà il nome di De Luca – continua Diliberto – il PdCI si adopererà per consolidare un polo alternativo, democratico, di sinistra e per la legalità, per costruire una vera discontinuità politica nella Regione».


Bassolino: Pd e candidature, sconcertante l'assenza di accordo

Per il presidente della Regione Campania il Pd avrebbe dovuto puntare su Trombetti


'E' davvero sconcertante e politicamente incomprensibile che non si sia ricercato con la determinazione necessaria un accordo su nomi esterni a singoli partiti ma capaci di unire la coalizione''. Lo afferma il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. ''Eppure - aggiunge Bassolino – personalità come il rettore della Federico II Guido Trombetti avevano tutte le caratteristiche per meglio unire e competere, in una situazione certamente difficile, con il Pdl. Eppure era ed è del tutto evidente, in una fase come questa, il vantaggio politico di un nome esterno e nuovo rispetto ad ognuna delle possibili candidature provenienti sia dal Pd sia da altre forze politiche“. Anche dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino giunge un appello “a trovare l'unità sul nome del candidato per le regionali“. ''Non sono tra quelli che devono fare la linea del partito - afferma Iervolino – perché io sono il sindaco di Napoli e ho ben presente la distinzione tra partito e istituzioni, ma ho sentito il dovere di fare un appello a tutti affinché si faccia un passo avanti o un passo indietro, quel passo che si deve fare per trovare l'unita' del centrosinistra''.

Pd, Iervolino: "Serve candidato unitario"

"E' assolutamente necessario esprimere un candidato che possa raccogliere in modo unitario il consenso non soltanto del PD, ma di tutti i partiti della coalizione". Lo dice in una nota il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino intervenendo sulle primarie del centrosinistra in Campania. "Stiamo vivendo ore decisive - continua - per il futuro della nostra regione ed occorre più che mai che ognuno agisca con saggezza e senso di responsabilità". "E' il momento nel quale deve prevalere l'interesse collettivo a conservare alla Campania un governo che esprima i valori ed i progetti di giustizia, trasparenza solidarietà che caratterizzano il centro sinistra. Mi auguro che anche da Roma - conclude - giunga il sostegno a questa linea, che e l'unica coerente con le necessità del momento, ed esprimo solidarietà a Riccardo Marone e a Ennio Cascetta e per il modo generoso e costruttivo con il quale si sono comportati".

mercoledì, dicembre 09, 2009

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL'INCONTRO INTERNAZIONALE "CITTA' E FUTURO" NAPOLI DAL 10 AL 12 DICEMBRE 209



Stamattina 9 dicembre 2009 alle ore 11.00 in sala Giunta il Sindaco Rosa Iervolino Russo, il presidente Stefano Mollica di AISLO - Associazione Italiana Incontri e Studi sullo Sviluppo locale, organizzatore dell'evento, e l'Assessore allo Sviluppo Mario Raffa hanno presentato l'evento “Città e Futuro” organizzato e patrocinato in collaborazione con diverse istituzioni campane, nazionali ed internazionali.
L'iniziativa, che si svolgerà presso Città della Scienza dal 10 al 12 dicembre 2009, è gratuita ed è aperta a tutti i soggetti interessati (per informazioni e per iscriversi www.aislo.it).

Tre giornate di studio, di lavoro e di dibattito aperto per discutere, insieme a politici, studiosi, operatori culturali e sociali, italiani e stranieri, su alcuni temi importanti: lo sviluppo sostenibile, il futuro, i giovani, le città e i territori vitali, ma anche la coesione sociale, la cultura della competitività e dell'innovazione.

“Città e Futuro”: perché il futuro, oggi, passa attraverso lo spazio urbano, scenario e motore dello sviluppo. perché lo sviluppo, oggi, significa ricchezza, ma anche vivibilità, benessere, cultura, socialità, cittadinanza attiva.

AISLo è da anni impegnata su questi temi e ha fatto del futuro l’oggetto di molti studi, ricerche, progetti che ha sviluppato in collaborazione con importanti istituzioni nazionali ed internazionali. La scelta, da parte di AISLo, di Napoli quale sede dell’evento nasce proprio dalla convinzione forte che senza Napoli e senza il Mezzogiorno, che essa rappresenta, non si possa parlare di sviluppo in Italia né tanto meno di vera politica di sviluppo del Paese.

L’Incontro Internazionale prevede, quindi, un programma ricco e articolato: numerose lezioni magistrali e tanti laboratori di approfondimento, ciascuno fortemente focalizzato su dimensioni diverse del progettare e del fare futuro nei territori, alcuni interventi di carattere istituzionale e un ampio confronto di idee, per dare vita ad iniziative e progetti concreti, per passare insomma dalle parole ai fatti.

Il programma è disponibile sul sito dell'AISLO (www.aislo.it) e sul sito del Comune di Napoli (www.comune.napoli.it).

PER MAGGIORI INFORMAZIONI




martedì, ottobre 13, 2009

Segretario PD, la sfida di Napoli leggendo la stampa..



Primarie Pd, la Iervolino con Bersani
Armato e Incostante contro Bassolino
Il sindaco alleata con Cozzolino per la mozione dell'ex ministro
Le ex fedelissime di Governatore schierate con Franceschini

NAPOLI (13 ottobre) - Bassolino e Iervolino candidati per Bersani all’assemblea nazionale del Pd. E al governatore toccherà confrontarsi nel collegio 5 (Posillipo, Chiaia, Secondigliano, Porto, Ponticelli) con una sua ex «fedelissima», Teresa Armato, coordinatrice della mozione Franceschini.

Il sindaco è invece capolista nel collegio 6 (Arenella, Vomero, San Carlo, Fuorigrotta) e avrà come avversari Antonio Amato e Maria Fortuna Incostante, altri due ex bassoliniani di ferro.

Ieri sera sono state depositate le liste delle mozioni Bersani, Franceschini e Marino e le liste che appoggiano i tre candidati alla segreteria regionale, Enzo Amendola, Leonardo Impegno e Franco Vittoria. Le sfide più calde sono attese nei due collegi cittadini, dove il 25 ottobre saranno eletti 49 delegati all’assemblea nazionale e 138 a quella regionale (in tutto la Campania deve eleggere 86 delegati nazionali e 258 regionali). Nel collegio 6, che comprende Chiaia, San Ferdinando, Posillipo, il centro storico, Ponticelli, San Giovanni, Scampia e Secondigliano, Bassolino è capolista della lista «Campania per Bersani». Dietro di lui, nel rispetto dell’alternanza uomo-donna, c’è Graziella Pagano. Numero uno della lista «Per Bersani» è invece Emilio Montemarano, consigliere comunale e figlio di Angelo, ex assessore alla Sanità.

Dietro Montemarano c’è l’assessore comunale Valeria Valente. Contro il governatore (e Montemarano) Franceschini schiera Armato, assessore nei due mandati di Bassolino a Palazzo Santa Lucia. Armato è capolista della lista «I Democratici per Franceschini». Numero due è Aldo Cennamo, da sempre su posizioni critiche rispetto a Bassolino. La seconda lista a sostegno del segretario uscente, «Semplicemente democratici», è guidata nel collegio 5 da David Lebro, presidente della quarta municipalità.

Sfida attesissima anche nel collegio 6 che comprende Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura, Soccavo e Arenella. Nel cappello di lista di «Campania per Bersani» scendono in campo la Iervolino e l’assessore comunale Nicola Oddati, altro fedelissimo del governatore. Contro di loro, il consigliere regionale Antonio Amato e la senatrice Maria Fortuna Incostante, che fu assessore di Bassolino sia al Comune che in Regione. Numero tre è Massimiliano Manfredi, molto vicino a Luigi Nicolais, l’ex ministro che per sua scelta sarà numero 7 nel collegio 8. Nella stessa lista è candidata la moglie Donatella Valentino. Guida la lista «Semplicemente democratici», Giuseppe Esposito, presidente della municipalità di Secondigliano.

Tra i deputati in campo con Bersani Salvatore Piccolo (collegio 9) e Luisa Bossa (collegio 8). La senatrice Annamaria Carloni, moglie di Bassolino, è capolista nel collegio 12. Con l’ex ministro anche i segretari di Uil e Cgil Anna Rea e Michele Gravano, rispettivamente capilista nei collegi 10 e 11 della lista «Per Bersani». Il sindaco di Portici Enzo Cuomo guida «Campania per Bersani» nel collegio 11. L’ex deputato Mimmo Tuccillo è il capolista nel collegio 7, il consigliere regionale Michele Caiazzo nel 10, l’ex sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia nel 12. Con la lista «Per Bersani» il consigliere regionale Felice Iossa.

Guidano le liste «Democratici per Franceschini» Nicola Corrado, vicesindaco di Castellammare, nel collegio 8; Mimmo De Biase (7); Gino Cimmino (11); il sindaco di Marano Salvatore Perrotta (12); il deputato Donato Mosella (9). L’altra lista annovera tra i capilista Pasquale Sommese (collegio 10), Nicola Donadio (8), l’ex deputato dei Verdi Tommaso Pellegrino (7), Giovanna Palma (9), Procolo Artiaco (12), il sindaco di San Giorgio Domenico Giorgiano (11).

Uno sguardo nelle altre province. A Salerno sfida tra figli d’arte: il bersaniano Piero De Luca, rampollo del sindaco Vincenzo, sfiderà Etta Pinto, figlia dell’ex ministro Michele, candidata di Franceschini. A Caserta duello tra i giovani deputati Stefano Graziano (Bersani) e Pina Picierno (Franceschini).

Ha collaborato Enrica Procaccini


dal Corriere del Mezzogiorno
Primarie Pd tra figli e mogli
Ecco tutte le sfide in Campania

Da Piero De Luca a Etta Pinto, passando per Annamaria Carloni. A Caserta Graziano contro Pina Picierno

NAPOLI — Più che liste per le pri marie (mica per le politiche) sembra un vero e proprio regolamento di conti quello che andrà in scena il 25 ottobre tra i democratici campani. Ie ri alle 20 napoletane (che sono pure le 22) sono stati presentati i nomi dei candidati al parlamentino del Pd che dovrà eleggere il nuovo segretario na zionale con un sistema proporziona le. Tanto per complicarsi ulterior mente la vita. Nella patria dei «basso lini » e degli «antibassolini», però, an che l’elezione per l’amministratore di condominio diventa un referendum pro o contro, tra vecchio e nuovo, do ve però sono più evidenti le contrad dizioni e gli schemi ripetuti che le no vità. Due liste sostengono Pierluigi Bersani, due Dario Franceschini. I candidati maggiori. Il terzo è Ignazio Marino.

Partiamo da un dato, quello dei circoli. In Campania Bersani ha ra cimolato quasi il 60 per cento. Ecco il punto di partenza. Collegio 5, che comprende Chia ia- Posillipo ma anche Secondigliano. Il governatore, Antonio Bassolino, scende in campo direttamente da ca polista (lo segue Graziella Pagano) e si scontrerà con la sua ex asssessora Teresa Armato, seguita da Aldo Cen­namo. A memento, il governatore al le primarie veltroniane perse a Ba gnoli contro la sconosciuta Fortuna Caccavale, che però stavolta sta sulla stessa generosa barca. Sempre per Bersani e nello stesso collegio ecco Emilio Montemarano, figlio dell’as sessore silurato da Bassolino, (le vie del Signore sono infinite) mentre per il segretario uscente c’è David Leb bro. Collegio 6, altra bella fetta di Na poli, voilà la sindaca Rosa Russo Ier volino nell’inedita veste di sostenitri ce della sinistra del Pd con il figliuol prodigo Nicola Oddati contro i basso liniani pentiti Tonino Amato e Maria Fortuna Incostante. A Pomigliano, Bersani può contare su Michele Caiaz zo e la segretaria della Uil Anna Rea contro Immacolata Verone, ex vice sindaco di Acerra e il consigliere regionale Pasquale Sommese, che per la segreteria regionale sostiene però il bersaniano Enzo Amendola. Nel collegio che va da Ercolano a Vico Equense la deputata Luisa Bossa e Felice Iossa se la vedranno con i franceschiniani Nicola Corrado e Nicola Donadio. Il collegio 9 è la patria elettorale di Salvatore Piccolo, anima moderata dell compagine di Bersani, con tro di lui Donato Mosella. Ad Afrago la Mimmo Tuccillo e Pasquale Solla se la vedranno con Mimmo De Biase e l’ex verde Tommaso Pellegrino.

A Portici il segretario regionale Cgil Mi chele Gravano e il sindaco da record Enzo Cuomo competono contro il sin daco di San Giorgio Domenico Gior giano. A Pozzuoli ecco Annamaria Carloni e Michele Figliolia per Bersa ni contro Salvatore Perrotta e Proco lo Artiaco per Franceschini. A Salerno vanno in scena i duelli tra figli. Per Bersani Piero De Luca (fi glio del notissimo Enzo) contro Etta Pinto, figlia dell’ex ministro dell’Agri coltura. Si affrontano anche due de putati Pd, il franceschiniano Alfonso Andria e il bersaniano Fulvio Bonavi tacola. A Caserta infine torna l’ex con sigliera regionale e deputata della Margherita Rosa Suppa, ma in quota Bersani, contro Lucia Esposito. Men tre Stefano Graziano sfida la giovane deputata Pina Picierno. Ultima nota zione. L’ex candidato alla Provincia Gino Nicolais, pare per scelta, è can didato ma al settimo posto nella lista di Franceschini nel suo collegio, in lizza anche sua moglie Donatella Va lentino. Potrebbe bastare se non fosse che ieri sia Bersani sia Franceschini han no aperto la campagna per le prima rie proprio a Napoli. Incrociandosi, senza mai beccarsi, per l’intera gior nata. Il segretario uscente arriva, in ritardo, all’hotel Oriente con David Sassoli. Bassolino candidato? «Beh, un grande rinnovamento. Scelgano i cittadini», ironizza il giornalista-eu roparlamentare.

Franceschini gli fa da spalla: «Ha risposto Sassoli». Esse come Sassoli e Sommese, coppia di li sta inedita. Il consigliere regionale: «Quando arriva il momento di inno vare chiedo a tutti: chi ha messo i ter ritori, i governi e le donne? Pasquale Sommese. Volti nuovi, non i soliti no ti ». Ce l’avrà anche con i suoi? Ecco l’appello agli elettori napoletani e campani di Dario Franceschini: «Vo tate liberamente, senza condiziona menti e pressioni, secondo coscien za ». Quella coscienza ricorda Veltro ni o no? Bersani in mattinata cerca di bypassare il solito argomento, Basso lino. Ammette: «Anche per me il ri cambio generazionale è fondamenta le. La differenza tra me e Franceschi ni è che io però con Bassolino parlo». In serata il governatore è capolista. Insomma, a ragione, possiamo dire che per entrambi valgono le buone intenzioni.

Simona Brandolini


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Bassolino alla prova del voto, si candida anche la Iervolino

Primarie Pd, le liste. Duello tra il governatore e l´ex alleata Armato
«Sono contenta. Si vede che Antonio vuole misurarsi con me». La mette un po´ sull´ironia Teresa Armato. A liste depositate, sarà lei, candidata per Franceschini, la protagonista dello scontro più pepato alle primarie Pd del 25 ottobre, quello con il suo ex presidente Antonio Bassolino, che corre invece per Bersani. I due si affronteranno nel collegio che da Napoli centro si estende verso la zona est. Tutto sommato, a determinare la sfida è stato proprio il governatore, che ieri era peraltro era a New York, per consegnare al sindaco della «Grande Mela», Michael Bloomberg, un attestato anticriminalità in occasione del Columbus day.

Bassolino si sposta in questo collegio dopo l´esperienza delle precedenti primarie, quando andò a candidarsi a Fuorigrotta e venne superato in consensi dall´allora sconosciuta Fortuna Caccavale, che correva con una lista avversaria. Bassolino avrà come suo secondo nel duello Graziella Pagano, la Armato sarà invece coadiuvata da Aldo Cennamo. Completano il quadro Emilio Montemarano, figlio dell´ex assessore alla Sanità Angelo, per la seconda lista bersaniana, David Lebro, presidente di Municipalità, per la seconda lista pro-Franceschini, Luca Stamati, ex assessore provinciale, per Ignazio Marino.

Nella zona occidentale della città torna invece Rosa Russo Iervolino, in quello che fu il suo collegio parlamentare di elezione. Con lei, nel fronte Bersani, ci sarà il suo assessore Nicola Oddati. Con Franceschini ecco invece il consigliere regionale Tonino Amato e la parlamentare Maria Fortuna Incostante. Inoltre Giuseppe Esposito, presidente di Municipalità, per la seconda lista di Franceschini, e Enzo Acampora, presidente Iacp, per Marino.

Sono solo alcuni dei principali duelli del 25 ottobre. Si voterà infatti per le liste di delegati alla assemblea nazionale. Ognuna di queste liste è naturalmente collegata a un candidato segretario. Quest´ultimo in realtà verrà proclamato all´interno della assemblea. In maniera diretta se la maggioranza dei componenti proverrà da liste collegate a un candidato. In caso contrario si andrà a un ballottaggio fra i due candidati con più delegati. In Campania si voterà in 16 collegi. Ciascuno di questi esprimerà un numero diverso di eletti, per un totale di 86. Stesso meccanismo per la corsa alla segreteria regionale, dove i delegati da eleggere sono però 258.

Sulla competizione nazionale saranno presenti cinque liste: 2 per Bersani, 2 per Franceschini, 1 per Marino. Al regionale invece sempre 2 per il franceschiniano Impegno e 1 per il mariniano Franco Vittoria, mentre i bersaniani portano da 3 a 5 liste a secondo delle province. Fra le altre sfide interessanti da segnalare il collegio di Afragola: Domenico Tuccillo e Pasquale Sollo (sindaco di Casavatore) a guidare le due liste bersaniane, Mimmo De Biase e l´ex verde Tommaso Pellegrino per le due di Franceschini. Nel collegio Capri-sorrentina-Castellammare-Pompei ecco Luisa Bossa e Michele Gravano per Bersani, Nicola Corrado per Franceschini. Fra Pomigliano e Nola ci sono Michele Caiazzo e Anna Rea per Bersani, Immacolata Verone e Pasquale Sommese per le due liste di Franceschini. Scontro fra sindaci a Portici-San Giorgio: Enzo Cuomo (e Felice Iossa nell´altra lista) per Bersani, Domenico Giorgiano per Franceschini.


sabato, luglio 25, 2009

I giovani delle Acli con il Sindaco di Napoli

Dichiarazione del segretario provinciale dei Giovani delle Acli Michele M. Ippolito sulla situazione politica della città di Napoli:
“Desta sconcerto che in un momento difficile come questo per la città di Napoli ci sia chi, come soluzione ai problemi che quotidianamente affliggono i cittadini, non ha di meglio che offrire il commissariamento dell’Amministrazione Comunale. Napoli, invece, ha bisogno di essere governata fino alla scadenza naturale del mandato popolare perché è necessario portare a termine i progetti già avviati per il rilancio del territorio. Rosetta Jervolino tenga duro e non si pieghi a pressioni e minacce, da qualsiasi parte provengano: siamo sicuri che continuerà a trovare tanta gente perbene dalla sua parte.”

venerdì, luglio 24, 2009

I corvi si aggirano su Napoli. Tieni duro Rosetta!

è così paradossale nella vicenda napoletana l'atteggiamento di chi propende per il tanto peggio tanto meglio.
Difficoltà straordinarie, tagli agli enti locali, il commissariamento della sanità in Regione, le fibrillazioni del congresso del PD, la discutibile credibilità del governo nazionale e a Napoli vogliamo mettere in crisi l'Amministrazione Comunale che può tenere la barra diritta e governare per il bene comune Napoli fino al 2011 senza tante ed infinite mediazioni considerando che il mandato ha termine e saranno le elezioni a scegliere il futuro?
Lo so che è difficile dirlo ed ascolarlo, ma lo affermo forte e chiaro: Tieni duro Rosetta, Lavora per Napoli e non cedere a nessuna pressione, come sempre.
La città non ha bisogno di apprendisti stregoni o aspiranti esattori degli ultimi giorni dell'impero. Chi vuole governare la città si candidi alle elezioni e rispetti il mandato popolare!

mercoledì, giugno 03, 2009

Scalfaro: No a modifiche di parte della Costituzione.




No a modifiche di parte della Costituzione. È la posizione espressa a Napoli dal Presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro.

«Quando si tocca la Costituzione - ha detto Scalfaro - si deve coinvolgere lungamente l'opposizione. Questa Costituzione è l'ultimo baluardo della democrazia, se venisse scardinata saranno gravi i tempi che verranno».

Per la difesa della Carta il senatore a vita chiama in causa i giovani chiedendo loro «di assumersi la responsabilità del momento affinché possano dire di essere stati fra quanti hanno lottato quando la speranza non c'era». La Costituzione, sottolinea Scalfaro, è ancora attuale, in particolare nella proclamazione dei diritti inviolabili della persona e nel primo articolo in cui si dice che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.

Per il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, intervenuta all'incontro, la Costituzione va difesa «da operazioni sottili che la minano dall'interno, che la ignorano e che introducono prassi di incostituzionalità».

Scalfaro esprime la sua contrarietà anche sulla legge elettorale: «Il popolo è sovrano attraverso le persone elette in Parlamento» ma la sovranità oggi, è messa in discussione da una legge elettorale «che è in contrasto con il concetto stesso di democrazia perché i nomi non sono passati per la volontà del popolo».

Presente all'incontro una delegazione delle ACLI napoletane guidata dal Presidente Pasquale Orlando.

sabato, maggio 30, 2009

Stamattina fiori sul luogo dove è morto Petru Birladeanu

Stamattina fiori sul luogo dove è morto Petru Birladeanu, il romeno rimasto ucciso da innocente nella sparatoria che si è verificata martedì sera a Napoli, zona Montesanto, Quartieri Spagnoli. Il giovane, che si guadagnava da vivere nei pressi della stazione della Cumana, si era trovato sulla traiettoria di alcune pallottole vaganti esplose durante quello che presumibilmente era uno scontro tra clan rivali, inquadrato nella faida che da tempo insanguina i Quartieri Spagnoli. Birladeanu si era precipitato all’interno della stazione insieme alla ragazza ma era già stato colpito: una pallottola gli si era conficcata sotto l’ascella, creando un foro inizialmente scambiato per una coltellata. Per lui non c’è stato nulla da fare.

La cerimonia c'è stata dopo una grande assemblea con tutte le comunità straniere e le associazioni di volontariato di Napoli con il Sindaco Rosa Russo Iervolino. Non aver paura, questo il messaggio emerso con forza. La città può far crescere solidarietà ed accoglienza.

Le ACLI di Napoli con il presidente Pasquale Orlando e le responsabili ACLI Colf Maria Laura Biscaglia e Anna Cristofaro erano lì a testimoniare il lavoro dell'associazione e la sfida educativa e sociale che le ACLI conducono per una città accogliente, sicura e giusta.

venerdì, febbraio 06, 2009

Castellammare, in migliaia in corteo. Il Sindaco: "Fermiamo queste bestie"


Si è conclusa con un forte applauso della folla la manifestazione anticamorra oggi a Castellammare di Stabia (Napoli), alla quale secondo gli organizzatori hanno partecipato diecimila persone. A Castellammare sono giunte folte delegazioni anche da altri comuni, cominciando da Napoli: "Soli non vi avremmo lasciati. Soli mai" ha detto il sindaco del capoluogo campano, Rosa Russo Iervolino, abbracciando il collega di Castellammare Salvatore Vozza, che ha lanciato la sfida delle istituzioni alla camorra che ha colpito duramente la città uccidendo il consigliere comunale Gino Tommasino."Noi non abbiamo paura", ha urlato il sindaco al termine del corteo, applaudito dai manifestanti. Vozza ha poi manifestato la preoccupazione che l'omicidio di Tommasino possa essere sottovalutato dalle istituzioni nazionali e ascritto a una "storia della periferia del Mezzogiorno". "Quell'atto voleva intimidire le istituzioni e la società - ha affermato il primo cittadino - mi auguro che il senso della risposta data dalla cittadina stabiese alla gravità dell'accaduto dia allo Stato la spinta ad agire assumendosi la giusta responsabilità. Da un lato la magistratura deve cercare la verità, dall'altra c'è un consigliere comunale, un uomo assassinato nel pomeriggio davanti agli occhi del figlio giovanissimo. E' una sfida"."Ne discutevo con il sindaco di Napoli: per trovare un episodio di pari gravità - ha concluso - dobbiamo ricordare forse l'omicidio Mattarella che stava con la famiglia e dei figli. Se non si coglie questo rischio della pericolosità dell'omicidio Tomamasino, si rischia di valutarlo ad una banale storia del Mezzogiorno. Bisogna colpire queste bestie".


Al corteo ha preso parte una delegazione delle Acli guidata dal presidente stabiese Carmine Raimo.

lunedì, gennaio 19, 2009

La relazione integrale della Iervolino al Consiglio Comunale di Napoli


Nel presentarVi la nuova Giunta è certamente mio dovere fornire al Consiglio una serie di informazioni sulle idee–forza che ne hanno determinato la nascita, sul metodo di lavoro che è stato scelto e su alcuni importanti obiettivi programmatici.
Non intendo di certo ripetere nelle sue linee particolari una dibattito che, poco più di un mese fa, è stato fatto sulla verifica programmatica, ma tale è l’eccezionale gravità di ciò che è avvenuto e tali le novità nella struttura, nelle priorità e nel metodo di lavoro della Giunta che è più che doveroso rendere conto al Consiglio, il quale eletto – come il Sindaco – direttamente dai cittadini, è il massimo regolatore della politica della comunità locale.

Nei primi giorni di dicembre la vita dell’Amministrazione è stata sconvolta non solo dal suicidio di Giorgio Nugnes – che ancora una volta ricordo con rispetto- ma dall’arresto di tre assessori e di un collaboratore esterno della Giunta. Non mi permetto certamente di entrare nella vicenda giudiziaria che è competenza esclusiva della Magistratura; dico soltanto che si è trattato di una vicenda dolorosa ed imprevedibile anche perché alcuni di loro avevano già fatto parte di altri ben più importanti organi istituzionali senza dar luogo a rilievi.

Appena scattati gli arresti, gli inquisiti hanno avuto il senso di responsabilità di presentare le dimissioni, altrimenti il Sindaco li avrebbe immediatamente dimessi di ufficio così come le norme di legge prevedono. A questo punto che fare? Permettetemi di dire che in una situazione che vorrei definire “più calma” il problema si sarebbe potuto risolvere rapidamente sostituendo immediatamente gli assessori e non coinvolgendo la città in una vicenda mediatica che, anche all’estero, un po’ per spettacolarizzazione, un po’ per evitarsi la fatica di cercare informazioni precise, un po’ perché tutto ciò che riguarda Napoli viene per pregiudizio enfatizzato, non ha certo giovato alla città.

Sono stata al Governo, con vari incarichi, per dieci anni. Anche durante quell’incarico istituzionale, ho vissuto periodi tranquilli e periodi travagliati. Con uno dei migliori Presidenti del Consiglio con i quali ho lavorato, Giuliano Amato, ho vissuto il periodo di tangentopoli ed ho avuto anche la triste esperienza di vedere più di un collega ministro inquisito e sottoposto a procedimento giudiziario. Ebbene, questi ministri sono stati immediatamente sostituiti ed il Governo ha continuato il suo lavoro. Ciò che riguarda esclusivamente la persona non coinvolge l’organo. Era così allora ed è così adesso perché, se ci sono stati tentativi personali, certamente gravi, di creare condizioni di favore nei riguardi di un concorrente alla futura gara, resta il fatto innegabile che nessuna gara è stata intrapresa dall’Amministrazione.

A Napoli si è aperta invece – ed il Sindaco non poteva non rispettarla – una discussione sul futuro dell’Amministrazione comunale, diciamolo francamente, in buona parte sincera ed in buona strumentale perché si sono scaricate su di essa tensioni che riguardano in realtà altri organi istituzionali, tensioni fra i partiti della maggioranza e tensioni interne al mio stesso partito. Il Sindaco ha cercato, per quanto ha potuto e saputo, di conciliare al meglio il rispetto per questo dibattito con l’autonomia che la legge gli impone e con la necessità di non far mancare il Governo alla città in un momento certamente non facile, non solo per Napoli, ma per tutto il Paese.

E poi voi sapete che ho il massimo rispetto per l’opposizione. Ma non posso dimenticare il mandato popolare che il 57% dei napoletani ci ha conferito per governare fino al 2011. Qui mi rivolgo per un momento alla sola maggioranza: perché, con un’azione immotivata, dovremmo rischiare di regalare ai nostri interlocutori politici la città delle Quattro Giornate? Ma perché, mi domando, avremmo dovuto mettere in crisi la città in cui, più di altre - perché ne ha più necessità - debbono rimanere alti i principi di solidarietà sociale che un modello liberista incontrollato mette in discussione? In questi anni di grande difficoltà economica che impone sofferenze maggiori alla nostra gente, già colpita da non più accettabili meccanismi di sottosviluppo, questa Amministrazione – e lo dico con orgoglio – ha fatto il possibile per mantenere gli impegni assunti verso i cittadini più deboli, anche nei momenti in cui i governi - di centro sinistra e di centro destra – riducevano, con tagli pesanti sui trasferimenti, le risorse disponibili nei nostri bilanci. Si vuole che tutto ciò – che sta nel DNA del modo di essere della coalizione che governa questa città - venga messo in discussione?

Questa la chiave di lettura del mio comportamento, che può anche essere stato non perfetto nei singoli passaggi, ma che ha seguito una linea di equilibrio che può non piacere, ma che è istituzionalmente e politicamente corretta.

E così è nata la nuova Giunta. Una Giunta con sei assessori nuovi che, se visti assieme ai cinque cambiati pochi mesi fa, costituiscono una struttura di Governo della città sostanzialmente diversa da quella nata dopo le elezioni. Una Giunta composta da persone di esperienza e di qualità sulle quali nessuno ha avuto la possibilità di sollevare obiezioni o riserve.

Ora quindi lo strumento c’è. Bisogna farlo lavorare al meglio, naturalmente secondo le competenze istituzionali e nei limiti delle possibilità di bilancio.

Segnalo solo alcune novità di metodo e riprendo il discorso su alcune priorità programmatiche.

Un consigliere comunale, molto attento all’attività dell’Amministrazione, sottolinea la necessità di una importante discontinuità metodologica: operare perché ci sia da parte di cittadini la percezione di un cambiamento sulla gestione del quotidiano e, vorrei aggiungere, non solo del quotidiano.

Ha ragione; la Giunta fa proprio questo invito e, a tal proposito, è stata istituita un’apposita delega ai rapporti con la città affidata ad una sociologa di vaglio quale l’assessore Amaturo. Dai partiti della sinistra arcobaleno – che ringrazio in modo particolare per l’atteggiamento sempre costruttivo e propositivo tenuto in questi difficili giorni- sono venute proposte precise su come articolare questa nuova strategia che verrà attuata in una logica non” propagandistica” ma “ partecipativa”, cioè per rendere sempre più possibile ai napoletani di esercitare i propri diritti di cittadinanza attiva.

Naturalmente il tutto si articola, prima di tutto, su un rapporto sempre più stretto con il Consiglio Comunale che, voglio ripeterlo, in quanto eletto direttamente dai cittadini – è il più alto regolatore della politica locale. Quindi centralità del Consiglio Comunale e spazio massimo alle Municipalità, apertura alle Associazioni, ai Sindacati, agli Operatori economici, ai preziosi Operatori del volontariato, al mondo della Cultura. Quello che finora è stato sporadico e per la verità un po’ disordinato, e forse per questo poco percepibile, verrà dal nuovo assessore reso sistematico e quindi più fruttuoso e percepibile. L’apertura dei dieci Urp (Ufficio Relazioni con il Pubblico) già pronti faciliterà questo lavoro volto a mettere veramente l’Amministrazione al servizio dei cittadini. Una panchina rimessa in sesto in un giorno e – ringrazio l’Assessore Guida – è diventata un po’ il simbolo del nuovo rapporto con la stampa. Senza naturalmente voler soffocare il dibattito sulle idee e sui programmi, la discussione e l’approfondimento politico e culturale, la Giunta parlerà soprattutto quando ha qualcosa di già compiuto da annunciare, aiutando la stampa (mi si permetta l’ambizione o almeno il desiderio) a trascurare l’inutile gossip politico per dare più spazio alle idee (naturalmente anche critiche), ai problemi reali ed alle realizzazioni concrete.

Ed ora qualche accenno non esaustivo alle linee programmatiche nella certezza che i vostri interventi permetteranno a me ed agli assessori di completare il quadro in sede di replica.

Alla Napoli che ha tantissimi gravi problemi (che non nego affatto) e a risolvere i quali la Giunta è quotidianamente impegnata, vorrei per un momento premettere la Napoli che va avanti.

Tre esempi: quando sono diventata Sindaco, Napoli aveva cinque stazioni della Metropolitana in meno nonchè, sempre in meno, vari chilometri di galleria e non era emerso il patrimonio archeologico cha sta stupendo quanti, in ogni Paese, amano l’arte. Questo non è certo merito mio, ma perché non riconoscere che l’Amministrazione da anni - certo in collaborazione finanziaria con la Regione, con lo Stato e con l’U.E. – spende quotidianamente attenzione, lavoro, energie, per la Metropolitana?

Se le condizioni di sicurezza lo permettessero vorrei che tanti cittadini, le associazioni ambientaliste che giustamente si occupano dell’inquinamento da traffico, potessero avere l’emozione di percorrere i chilometri di galleria che stanno nascendo, senza che se ne accorgano, sotto i loro piedi, premessa questa per una Napoli diversa, migliore e più vivibile. E di questo dobbiamo ringraziare il Vice Sindaco Santangelo. Secondo brevissimo esempio: quando sono diventata Sindaco, l’Albergo dei Poveri, il nostro Palazzo Fuga, era tanto all’interno come all’esterno un contenitore di sterpaglia degradato e che tendeva a degradarsi sempre di più. L’unica ipotesi praticabile sembrava essere quella di venderlo a qualche speculatore edilizio, privando la città di uno dei suoi monumenti più importanti, simbolo fra l’altro di una storia dolorosa di emarginazione che deve restare fra noi come monito a non ripeterla nei confronti di alcuno.

Ora il restauro non è certo finito ma nel giugno scorso – quando abbiamo inaugurato il Festival Internazionale del Teatro, il Ministro Bondi è rimasto ammirato di fronte ad un contenitore fra i più affascinanti e ricchi di storia d’Europa. Anche questo lo dobbiamo a Santangelo.

Nel 2001 alla mia prima sindacatura non avevamo ancora il Piano Regolatore - che le precedenti amministrazioni avevano portato ad una avanzata fase di preparazione. Ora lo abbiamo. - Consigliere Ambrosino a quel tempo, presidente della Commissione urbanistica – e l’approvazione del Piano, come quella delle Municipalità è stata una delle pagine più belle del Consiglio Comunale anche per la collaborazione fra maggioranza ed opposizione.

L’attuazione del piano regolatore, strumento essenziale di sviluppo e tutela del nostro territorio da speculazioni edilizie, così come il Piano strategico che sta per essere approvato, costituiranno impegno costante e partecipato della Giunta.

Questo per indicare la linea delle “grandi opere” che non pagano subito, perché i risultati si vedono dopo anni, ma che un amministratore responsabile non può trascurare.

Amministrare è, per quanto possibile, costruire il futuro della città e noi dobbiamo farci carico di questo obbligo in modo del tutto particolare anche perché dobbiamo prepararci nel modo migliore a quell’evento straordinario che sarà il Forum delle Culture del 2013.

Quindi attenzione alle grandi opere di ristrutturazione e rilancio dei quattro polmoni della città. In estrema sintesi il Centro con il piano Unesco, - aumentando sempre di più la qualità degli interventi anche con l’aiuto dell’esperienza e della professionalità dell’assessore Belfiore - l’Area Nord con la Facoltà di Medicina ed il mai abbandonato progetto della Cittadella dello Sport, l’Area Occidentale in particolare con Bagnoli Futura e con la Mostra d’Oltremare, l’Area Orientale in particolare con la bonifica, i PUA e soprattutto la Zona Franca urbana.

Ma amministrare è anche – e vorrei dire prima di tutto - prendersi cura della vivibilità della Città, e della qualità attuale della vita dei cittadini.

Quindi sicurezza. E’ pronta per il Consiglio l’attesa riforma della Polizia Municipale. Con un lavoro intenso e di altissima qualificazione professionale, l’assessore Scotti ha già predisposto un secondo provvedimento sindacale che rende maggiormente operativo il primo, adottato subito dopo l’approvazione della Legge 125 e del Decreto attuativo del Ministro Maroni.

Nuove idee sono emerse nella nuova Giunta – idee da proporre al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza – per una più stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine di carattere nazionale sia per il controllo del territorio, sia in particolare, per la regolamentazione, in centro ed in periferia, della ”movida” di fine settimana.

Con l’Assessore Giacomelli ed i Dirigenti ASIA abbiamo affrontato il problema rifiuti il primo giorno di lavoro della nuova giunta. Gli obiettivi sono tre:

1)pulizia delle strade;

2)coinvolgimento di almeno 200 mila napoletani nella raccolta differenziata entro i primi sei mesi del 2009;

3) impiantistica: a partire dal completamento delle isole ecologiche.

Sono obiettivi che siamo in grado di raggiungere e che raggiungeremo.

La manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade sarà cura prioritaria della Giunta, sia sul piano dell’emergenza che degli interventi strutturali. Sul piano dell’emergenza, a giorni cominceranno ad operare 5 squadre con il compito di evitare che le buche rendano pericoloso il traffico di persone o di mezzi.

Proprio per il traffico l’Assessore Nuzzolo ha già predisposto provvedimenti strutturali con la graduale ma decisa estensione delle ZTL e si continuerà a lavorare sui parcheggi avvicinandoci alle prime aperture (quello di Madonnelle, ad esempio).

Non voglio di certo eludere un argomento delicato ed importante: i rapporti con la società Romeo sui quali occorre ragionare non in modo emozionale (come pure verrebbe voglia di fare), ma secondo le possibilità concrete offerte dai codici.

La Giunta ha deciso di compiere una puntuale ed accurata rivisitazione del contratto in essere per la manutenzione degli immobili comunali al fine di verificare ogni eventuale ipotesi migliorativa giuridicamente possibile. Occorre poi realizzare un salto di qualità nei controlli che non dovranno essere più soltanto sporadici e cartacei, ma continui, ispettivi e puntuali. Ma non possiamo dimenticare che siamo in regime contrattuale e che occorre non fare passi falsi per non esporsi ad azioni di risarcimento danni.

Per quanto riguarda, invece, la contrattazione in corso per la riscossione delle contravvenzioni occorre ricordare che la Romeo è vincitrice della gara ma, al fine di dare un chiaro segnale di discontinuità, verranno esaminate tutte le ipotesi possibili: dall’interruzione delle trattative alla ulteriore revisione della bozza di accordo già frutto di lunghi, forti contrasti per tutelare al massimo gli interessi del Comune. Di certo l’interlocutore non sarà più l’imprenditore Romeo, ma l’Amministratore nominato dall’Autorità giudiziaria che agisce sotto il controllo e su mandato di essa.

Naturalmente la nostra azione è sottoposta alla scure delle risorse di bilancio ed ai vincoli del patto di stabilità e ci sembra profondamente ingiusto che il Governo non abbia accolto l’invito del Parlamento e dell’Anci di prevedere – come è stato fatto per Roma – anche per le altre aree metropolitane ( e quindi per Napoli) lo scorporo dal calcolo del patto di stabilità delle spese per le nuove linee di trasporto metropolitane.

Comunque l’Assessore Realfonzo sta studiando a fondo la strategia del Bilancio che vi sottoporremo in tempo utile e la situazione delle Partecipate che, in Consiglio comunale verranno ampiamente discusse e rimodellate.

Comunque si tratta di materie che la Giunta non ha ancora esaminato e sulle quali, di conseguenza, non si è ancora pronunciata.

Per il bilancio due sole notazioni: per aumentare le entrate occorre accelerare al massimo la dismissione del Patrimonio secondo il piano approvato dal Consiglio, continuando a lavorare per superare le difficoltà frapposte dalle Sovrintendenze. A questo sta provvedendo l’assessore D’Aponte. Nel Bilancio, inoltre, deve assolutamente essere conservata la priorità per le Politiche sociali che è scelta costante - e per me irrinunciabile – della Giunta che ho l’onore di presiedere. Rimane naturalmente viva l’attenzione sul così detto “cronologico” e l’azione politica perché il Governo giunga alla riforma dell’ormai ‘antico’ Decreto Mancino del ’93 al fine di alleggerire i problemi di cassa, che sono di tutti i Comuni, e di conseguenza rendere più rapidi i pagamenti da parte del nostro Comune. Certamente questi ritardi nei pagamenti - dei quali sento tutta la gravità - saranno alleggeriti se anche il rapporto di cassa tra Governo e Comune sarà più fluido.

Non vi ho riferito su una serie di comparti di massima importanza – la scuola, ad esempio (assessore Rispoli), la stabilizzazione degli LSU (assessore Raffa), lo sport e l’ambiente (assessori Ponticelli e Nasti), le politiche sociali, il turismo e la cultura (assessori Riccio, Valente e Oddati) – ma queste mie comunicazioni non hanno un carattere esaustivo e saranno completate, quando voi vorrete, anche dalle prevedibili audizioni degli assessori in sede di Commissioni.

Queste mie sono comunicazioni, più che altro politiche e metodologiche.

In conclusione voglio dirvi ancora una volta che non mi nascondo affatto la difficoltà della situazione, ma rifiuto, rifiuto con fermezza l’immagine di Napoli che anche sulle televisioni straniere è stata presentata: una città ferma, priva di energie, senza spunti vitali nella quale regna il disordine e la malavita la fa da padrone, una città che va inesorabilmente verso il declino, senza possibilità di riscatto.

No, Napoli non è così.

Questo giudizio non possiamo permettere che passi: lo dobbiamo ai nostri padri che hanno combattuto per la libertà ed hanno ricostruito la città, lo dobbiamo ai tantissimi emigranti che sono andati lontano e, con le loro risorse, hanno aiutato il nostro sviluppo, lo dobbiamo alle migliaia e migliaia di operai, di lavoratori onesti della città, lo dobbiamo al volontariato che esprime in mille modi diversi solidarietà, lo dobbiamo agli uomini e donne di cultura che sviluppano una tradizione nobile e radicata, lo dobbiamo alle tantissime famiglie semplici e colte, povere e borghesi che ancora sono importanti nella nostra società e nella maggioranza delle quali si impara il senso dell’altro e del rispetto della persona umana. La Napoli onesta e di sentimenti nobili esiste davvero: consolidiamola e facciamola emergere. Recuperiamo il senso alto e vero della politica, quella che spesso correntemente si autodefinisce politica è tutt’altra cosa ben più noiosa e misera.

Non c’è alcuna enfasi nelle mie parole; ci credo davvero. E’ questo il motivo, sul piano del mio io interiore, che mi ha indotto a rimanere superando critiche anche motivate e cattiverie ingiuste, ma facendo quello che credo essere semplicemente il mio dovere: adempiere al mandato popolare cercando di fare ogni giorno meglio e di più. Tutti insieme lo potremo fare".

domenica, gennaio 11, 2009

La Tarantella. una riflessione di Andrea Sarubbi sul caso Napoli.

Quando Rosetta Iervolino mi ha dato appuntamento per stamattina, nel suo ufficio, pensavo che mi avrebbe concesso sì e no un quarto d’ora. Invece abbiamo parlato a lungo, almeno un’oretta, e me ne sono andato - strano a dirsi, ma è così - con una sensazione positiva, nonostante tutto. Intendiamoci: le vicende dell’ultimo periodo mi hanno toccato profondamente, e credo in particolare che l’episodio della registrazione del colloquio con Gino Nicolais e Tino Iannuzzi sia stato umiliante per tutti. L’ho detto anche al sindaco, che mi ha spiegato le sue ragioni e mi è sembrata, sinceramente, lontana dall’immagine cinica e grottesca che viene tratteggiata sui giornali. Non le ho lesinato critiche, su alcuni episodi specifici, e Rosetta non le ha schivate: in parte mi ha dato ragione, in parte mi ha spiegato nei dettagli l’evolversi della vicenda. Vista da fuori, con l’obiettività di una persona che stima tutte le parti coinvolte, mi sembra una storia che nel giro di pochi giorni avrebbe potuto chiudersi felicemente (e sottolineo l’avverbio) e che invece, per una serie di motivi, si è tramutata in una farsa finita male. Si era partiti bene: il segretario provinciale aveva chiesto l’azzeramento della giunta, il sindaco aveva detto di sì, tranne un paio di nomi su cui c’era comunque l’accordo. Ma la politica non è fatta solo di buone intenzioni e così, quando dalla lista dei nomi si è passati alla trattativa con le varie forze in campo, si è visto che da alcune parti c’era resistenza a cambiare. E non mi riferisco, qui, solo al Pd, ma anche ai suoi alleati, che non hanno dato il via libera alla sostituzione dei propri assessori con facce nuove. Leva questo e leva quello, si è arrivati alla sera di venerdì scorso, 2 gennaio, con una proposta che pareva definitiva. A questo punto - e per correttezza non mi addentro nei dettagli - è iniziata la tarantella, per dirla con le parole del sindaco: si è rotta, cioè, la fiducia tra le parti, con tutte le conseguenze del caso, fino all’epilogo che conosciamo e che ha procurato un danno enorme al Pd. La cosa che più mi addolora - e concordo pienamente con le ultime dichiarazioni di Francesco Boccia - è che tutto ciò sia avvenuto fra due persone integerrime, che stimo grandemente e che, dall’inizio della campagna elettorale ad oggi, ho avuto modo di conoscere e di apprezzare per le proprie doti umane. Sia Rosetta Iervolino che Gino Nicolais - lo posso testimoniare - hanno una concezione della politica come servizio, non come esercizio di potere, ed un senso delle istituzioni più forte di ogni legittima ambizione personale. Ecco perché, dopo aver parlato ieri con Gino, sono andato stamattina da Rosetta: per dire loro tutto questo, nella speranza che il 2009 prosegua meglio di come è iniziato.
Andrea Sarubbi

venerdì, gennaio 09, 2009

Iervolino: "Walter mi ha pregata di non mollare"

Il sindaco di Napoli: qui la politica
è cattiva, più che a Roma
LUCIA ANNUNZIATA
NAPOLI
Parliamo del registratore e togliamocelo dai piedi. Più o meno è questo lo sbrigativo approccio con cui il Sindaco di Napoli Rosetta Iervolino inizia l'intervista. Affatto pentita dell'uso dello strumento; convinta che ora bisogna mettere da parte la vicenda "perché ci sono tante cose più importanti da discutere, ed ora di calmare le acque". Ma, come sempre, dannatamente sincera. Una macchina tritasassi, non appena apre la bocca.

Le registrazioni che aveva promesso di non rendere pubbliche oggi sono uscite... «Non da me, ma forse dalla memoria di chi parlava con me e si è sentito tirato i ballo...».

Pentita di aver usato l'aggeggio?
«No, assolutamente. Tra l'altro non lo so nemmeno manovrare. Ma ribadisco che ho detto a Teresa Armato che il registratore era la condizione per parlare con il Pd. Del resto, se si è in buona fede non si hanno problemi a parlare».

Dunque lei dice che Nicolais e Iannuzzi sapevano del registratore?
«Ripeto, l'ho detto a Teresa Armato di fronte a due testimoni. Se poi Teresa non glielo ha detto non mi interessa. Sono stufa di questa storia. E poi se i presenti non avevano gli occhi per vedere non ci posso fare nulla. Basta così però, è ora di smorzare questa storia ...».

Però l'uso del registratore dimostra che non si fida dei suoi interlocutori del Pd.
«Di alcuni interlocutori. Avevo già sperimentato in precedenza che decisioni prese in concordia in privato sono state negate in pubblico, per cui...».

Parla sempre di Nicolais e Iannuzzi.
«Certamente».

Ma che gioco fanno? Cosa non le piace?
«Non mi piace rispondere a questa domanda non voglio riaccendere le beghe. Mi auguro solo che loro facciano l'interesse del partito, e io, come sindaco, della mia città».

Un rapporto molto drastico direi. In questo periodo in cui è in difesa, sembra di vedere una nuova Iervolino, capace di resistenza e scontro , rispetto alla figura molto istituzionale del pasato.
«Non so se è nuova o se solo non è mai stata notata prima. Io sono sempre stata un po' più matta di quel che appare. Come cattolica e madre di quattro figli sono sempre stata composta, ma io la rivoluzione ho cominciato a farla dall'Università, scrivendo a quei tempi una tesi sulla parità dei sessi. Così come mi vanto del fatto che una delle leggi più liberali, quella sul cambio di sesso, l'ho fatta io insieme alla mia amica Giglia Tedesco. E poi, la pare, sono stata la prima donna Ministro degli interni».

Non c’è dubbio però che Lei in tutti questi anni si e' tenuta nel Pd molto defilata. «Defilata si, ma a mio merito. Il fatto è che io non ho mai avuto pacchetti di voti. In casa mia ci sono state sempre solo due tessere, la mia e quella di mio padre. Dalla sua morte nel 1985 solo la mia. Mi hanno sempre chiamata solo per i compiti difficili, come quando insieme a Martinazzoli facemmo piazza pulita degli inquisiti della Dc».

Come descrive il suo rapporto con il Pd?
«Di grande desiderio. Per me il Pd nasce nel 1994 quando durante la battaglia contro la finanziaria di Berlusconi facemmo i primi interventi concordati con gli ex Pci. Può immaginare che speranza ho avuto?».

Una speranza che continua ancora?
«Diciamo che continuo a coltivarla».

Molti dicono che il Pd non si è comportato bene sulla questione Napoli. Indeciso, indiretto, senza un orientamento. Quale è il suo bilancio?
«Il fatto è che a Napoli il Pd dovrebbe discutere su Israele e Palestina non se quello fa o meno l'assessore».

Mi scusi, ma non la seguo. A Napoli si parla degli assessori perché nella Giunta si sono scoperte delle mele marce.
«Attenzione, le mele marce le abbiamo cacciate io la magistratura. Gambale ad esempio, con eccellente storia, focolarino, eletto tante volte, antimafia: io non me ne sono accorta, e me ne prendo la responsabilità. Ma neanche loro del Pd! Il litigio attuale sulla giunta non è sul passato ma su chi nominare, e per me alcune delle loro obiezioni sono inaccettabili perché il primo rimpasto per cambiare l’ho fatto da sola a giugno. Il loro problema è di mettere altri da quelli che io volevo. Ma io ho la mia autonomia, per legge».

C’è stato insomma nei suoi confronti da parte del Pd una sorta di mobbing, di pressione al fine di indebolirla?
«Si, e c’è stata una rabbia da morire quando hanno visto che i nervi non mi saltavano. Ma sa, io avevo un bellissimo marito, professore universitario, medico, somigliava a Tyron Power, ma era malato marcio di cuore. Ho vissuto tutta una vita a far finta che la paura non ci fosse, per dare a tutti una vita normale. L'unica che lo sapeva era Giglia Tedesco che quando mi vedeva pallida e vicino al crollo mi diceva solo "su Rosetta, vai dal parrucchiere". Ho fatto una tale scuola in quegli anni, che ogni mattina mi sveglio, penso ai miei figli e ai miei nipoti, so che stanno bene e questo è tutto quel che mi basta».

Dunque mai un momento di nervi a pezzi?
«Intendiamoci: quando hanno arrestato i 4 assessori non ho perso tempo. Dopo mezz’ora ero in macchina per Roma dove mi sono consigliata con Walter. Gli ho detto che facciamo, sono a disposizione. E Walter, insieme a Franceschini, Fioroni, Nicolais mi hanno detto chiaramente "Vai avanti, tu sei pulita, fai il rimpasto più ampio possibile". Insomma io mi sono posta il problema e mi sono messa a disposizione. Ho ricevuto anche tanta solidarietà: da Ciampi, da Scalfaro, da Mattarella...».

Mi sembra di capire da tutto quel che dice che lei ha un contenzioso soprattutto nei confronti di Nicolais, non del Pd tutto.
«E’ una persona di gran valore ma credo abbia chi non lo consigli bene. Mi è spiaciuto che si sia dimesso, non ne vedo ancora le ragioni».

Il Commissariamento da parte di Morando è secondo lei un aiuto o una sconfitta per il Pd napoletano?
«E' una decisione. Non concordata con me e secondo me non necessaria, ma ora che c’è rendiamola utile».

Bassolino. Come descrive i rapporti fra voi? Non mi pare si sia sprecato molto a difenderla.
«Di rispetto reciproco. Devo riconoscergli che non ha mai fatto il padre padrone. D'altra parte se volevano un sindaco malleabile non avrebbero scelto me».

Entrambi però avete segnato una sconfitta politica, al di là delle vicende giudiziarie. Eppure non abbiamo mai sentito una autocritica da lei.
«Per carità, solo un cretino non se le fa. Io me le faccio ogni sera prima di dormire. Ma provateci voi a guidare una città senza soldi, quella con la maggiore povertà. Che avrebbe fatto Chiamparino ad esempio se non avesse avuto le Olimpiadi invernali?».

Però, ripeto, dei 4 consiglieri non se n’è accorta
«Come no. Il più fetente, Gambale l'ho cacciato a giugno, e le gare approvate dal consiglio comunale sono state bloccate dal sindaco in persona!».

Dunque sapeva e non faceva nulla?
«Sospettavo. Di sicuro più di chi li ha sempre sostenuti e li ha eletti più di una volta».

Dopo 7 anni che rapporto ha stabilito con Napoli?
«Di affetto. E' dopotutto la città mia e della mia famiglia. Ma la politica a Napoli è molto cattiva, più di quella di Roma».

Davvero? Mi sorprende.
«Si. A Napoli la gente ti attacca personalmente appena può e anche se non può. Nella politica in Parlamento non ho mai avuto una offesa. A differenza di qui. Riparlo di Gambale, che mi ha chiamato scema con Romeo. Un esempio».

Perché? E' un riflesso di una cultura camorrista, cioè aggressiva, anche nelle istituzioni?
«Non andrei così lontano. Ma certo Napoli è il luogo degli eccessi e delle diverse verità e comportamenti in pubblico e in privato».

giovedì, gennaio 08, 2009

«Il Riformista» difende la Iervolino: le registrazioni? Non sono uno scandalo


Il vicedirettore del giornale: «Fatico a comprendere quest'ondata di sdegno contro la prima cittadina»

di MASSIMILIANO GALLO *
Caro direttore,
francamente fatico a comprendere quest'ondata di sdegno che si è levata nell'opinione pubblica a proposito della ormai famosa registrazione dell'incontro tra il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, l'ex segretario provinciale del Pd Luigi Nicolais e il segretario regionale Tino Iannuzzi. Registrazione che, a detta del dimissionario Nicolais, sarebbe avvenuta a insaputa sua e del suo collega di partito. In pratica, si sarebbero dati appuntamento a casa del sindaco - «abbascio 'o puorto» come ha sempre detto Rosetta - che nel frattempo, con l'ingegno tecnologico che contraddistingue una signora di oltre settant'anni, avrebbe preparato un sistema spionistico degno del Mossad. La ricostruzione, almeno a me, appare risibile. Poi, ieri mattina, leggendo Repubblica, scopro che nel bel mezzo dell'incontro un funzionario del Comune di Napoli, resosi conto che il primo registratore non stava compiendo il proprio dovere, entra nel salotto di casa Iervolino e appoggia un secondo apparecchio sul tavolino, in modo da non perdere la seconda parte della conversazione. Mi perdoni, direttore, ma com'è possibile che Nicolais non se ne sia accorto? E infatti, l'ex ministro ha poi detto: «In quel momento io e Tino abbiamo capito». Ma va? Perspicaci. Allora lo sapevano, eccome. Il registratore era lì davanti a loro. Ma non è tutto. Passiamo alla vicenda politica. E facciamo un passo indietro. L'incontro a casa della Iervolino era stato fissato per stabilire la composizione della nuova giunta del Comune di Napoli all'indomani degli arresti e del tragico suicidio di Nugnes.

Lei e i vertici regionali del Pd si erano già visti una volta. E, a detta della Iervolino, come abbiamo letto sull'Unità, il primo confronto era terminato con un accordo suggellato dall'abbraccio tra lei e Nicolais e la telefonata a Boccia che accettava l'incarico di assessore al Bilancio. «Poi - spiega Rosetta - mi sono trovata il giorno dopo con una clamorosa smentita». È a questo punto che il sindaco, di fronte alla richiesta di un secondo incontro, pensa al registratore. Ma non con l'intento di tendere una trappola, bensì per tutelarsi. Il distinguo non è da poco. Soprattutto in tempi in cui tanti - e in prima fila ci sono gli editorialisti dei quotidiani - si riempiono la bocca parlando di casta e invocando la trasparenza della politica. Ma torniamo all'incontro.. Secondo la ricostruzione della Iervolino, i tre trovano un nuovo accordo sulla giunta. Con conseguenti strette di mano, anche se stavolta pare che gli abbracci non ci siano stati. Dopodiché ancora una volta Nicolais prende le distanze. E nel giorno della presentazione del nuovo esecutivo - che, detto per inciso, è uno dei migliori che Napoli ricordi dai tempi del primo Bassolino, anche se resta il grosso neo della delega alle Partecipate sottratta all'assessore al Bilancio Realfonzo - fa il diavolo a quattro, dice che l'azzeramento è stato solo parziale e si dimette da segretario provinciale del Pd. È solo a questo punto che Rosetta parla del registratore. Lo fa per dire: i patti io li ho rispettati, carta canta, anzi nastro canta. Insomma, un'operazione trasparenza, degna dei Radicali che da anni registrano e mettono anche in rete le loro riunioni.

Un'installazione d'arte contemporanea, di quelle che tanto piacciono a Bassolino. Un'opera degna di Damien Hirst, quello che piazza gli squali dentro le teche. Lei, Rosetta, nella teca ci ha piazzato lo squalo della politica. L'ha resa visibile a tutti. E neanche col sotterfugio, visto che il funzionario del Comune ha sostituito l'apparecchio davanti ai due rappresentanti del Pd. Invece di difendere Rosetta, questa signora di 73 anni che resiste indomita al suo posto di comando contro tutto e tutti, stavolta l'Italia dei moralisti non ci sta. Ma come? Registra? Una caduta di stile e cose del genere. Persino il procuratore generale di Napoli si sente in dovere di dire la sua e di rammaricarsi da napoletano. E invece Rosetta ha fatto bene, benissimo, a registrare. Altrimenti oggi staremmo ancora a dividerci sulle versioni dei diretti interessati. E a interpretare le strane parole di Nicolais. Come quelle rilasciate l'altro giorno al Mattino. «La Iervolino dice che ero d'accordo con lei? Non è vero, mi limitavo ad annuire quando lei mi spiegava il perché non potesse sostituire un assessore piuttosto che un altro». Ci perdoni, Nicolais, ma secondo lei cosa vuol dire annuire? Se voleva, avrebbe potuto dissentire, bastava poco: invece che un leggero movimento verticale, al suo volto poteva imprimere un altrettanto lieve movimento, ma orizzontale. E tutto questo casino non ci sarebbe stato..

*Vicedirettore del Riformista

mercoledì, dicembre 31, 2008

Iervolino: "la nave affonda ma non lascio" .

Ci sono poche cose certe a Napoli: la monnezza, le tasse, il capitone a Natale e l'onestà di Rosa Russo lervolino. Eppure, la sua Giunta di centrosinistra è stata investita da un ciclone giudiziario, l'inchiesta "Magnanapoli", che ha fatto sprofondare l'immagine della città fino a travolgere il Pd.
Nell'occhio del ciclone, lo studio del sindaco a Palazzo San Giacomo, regna la calma. O almeno così sembra.
- Sindaco, non era meglio dimettersi?
-Non ci ho pensato nemmeno per un istante. Non sono abituata a scappare . A Napoli siamo un popolo di naviganti, quando la nave affonda il comandante scende per ultimo o affonda con la nave, non scappa per paura.
- Com'è potuto accadere, se le ipotesi di reato verranno confermate, che le ruberie su cui indagano i magistrati siano avvenute senza che il sindaco e gli altri membri della Giunta non si siano accorti di nulla?
-Alt. Qui non c'è stata nessuna ruberia. Se si legge il "casermone", l'ordinanza di 700 pagine dei magistrati, vedrà che gli indagati non hanno rubato una lira, hanno fatto progetti di ruberie su 'gare d'appalto mai fatte. Se le gare non sono state fatte, significa che qualcuno se ne era accorto e le ha fermate. Questo è il grande equivoco. Non è meno grave, perché se progetto un'azione delittuosa e organizzo tutto, dal punto di vista etico è come se l'avessi compiuta, però se qualcuno protegge la vittima, la fa scappare, beh, c'è un po' di differenza.
- Ha mai vissuto momenti più difficili nella sua carriera politica?
-Sì, il sequestro Moro. Ero nella direzione della Dc. E anche quando come ministro ho avuto la responsabilità della missione in Kosovo, dopo l'invasione dell'Albania. Questo è il terzo momento più difficile, forse più paragonabile ai giorni di Moro. Con il Kosovo era un momento di grande unione. Col sequestro Moro si aveva la stessa sensazione che sto vivendo oggi a Napoli, quella di navigare nelle nebbie. Parlo dal punto di vista politico. Da quello personale, mi creda, se non avessi la più ferma convinzione di avere la coscienza a posto non andrei avanti. E con me la stragrande maggioranza della Giunta e il Consiglio comunale. Certo, quando mi trovo di fronte a intercettazioni telefoniche che, senza fare nomi, prendono una persona che è stata parlamentare per varie legislature, membro del Governo, membro della Commissione parlamentare antimafia, cattolico focolarino di prima grandezza e me lo trovo come una delle persone che studia come raggirare il sindaco, definita "scema" perché è tanto ingenua da non pensare nemmeno al fatto che la si possa imbrogliare, beh un po' di nebbia viene…
- SI sente tradita da questa Giunta?
-Dalla Giunta no, ci sono persone ottime. E pure gli inquisiti non sono sullo stesso piano. Anche se non faccio nomi, per rispetto dell'autorità giudiziaria
- C'è qualcuno da cui si sente tradita?
- Viene il dubbio. Io sono sempre stata una persona non ceno ingenua (sono napoletana, avvocato e nata sul porto), che, però, è sempre partita dalla presunzione di lealtà. Per la prima volta, ho dentro di me un po' di paura, immaginando che possano esserci anche persone sleali. Tenga conto che io vengo da una lunga esperienza politica. Ho anno avversari duri, ma leali, sempre. Per questo è stata una bruttissima botta.
- Veltroni l'ha incoraggiata ad andare avanti?
-Sì. la decisione di proseguire con nuovi assessori, come quello al Bilancio Francesco Boccia, è mia, ma il giorno che è successa la cosa sono andata a Roma, ho incontrato Veltroni e gli esponenti degli altri partiti. E gli ho detto che intendevo andare avanti.
- Non teme di aver deluso i suoi elettori? Oltretutto, per un cattolico la questione morale dovrebbe valere due volte: una come cittadino e una in quanto cristiano
-Se è per questo, per me vale tre volte; come cattolica (sono figlia della generazione del Concilio), come cittadina e perché con Rosi Bindi, Maria Eletta Martini e Sergio Mattarella ho redatto, all'epoca di Martinazzoli, il Codice deontologico della Dc, e come presidente del Consiglio nazionale ho firmato io l'espulsione dei potenti del partito, da quelli veneti a quelli bresciani a quelli napoletani. E se mi ritrovo qui, in questo ufficio, è perché quando ero parlamentare di Napoli, nel '94, ai tempi in cui era stata espulsa e delegittimata tutta la classe politica della città, Mino Martinazzoli mi mandò qui proprio perché occorreva una con le mani candide e radici napoletane.
- Ha conosciuto l'imprenditore Alfredo Romeo?
-L'ho visto in sala Giunta quando abbiamo fissato l'accordo per la manutenzione delle case nel 2002 e dopo, stia tranquillo, da me è stato completamente alla larga, mai visto, né conosciuto. Veda se c'è una sola intercettazione della lervolino con Romeo.
- L'ex ministro Scotti, suo predecessore, ha detto in un'intervista che la nuova Giunta dopo il rimpasto si chiamerà "Giunta degli onesti". Viene subito in mente il film La banda degli onesti, di Totò e Peppino. Un nome un po' autolesionista, quasi grottesco...
-È venuto in mente anche a me. In realtà, la storia della "Giunta degli onesti” è solo nel titolo dell'intervista. Scotti non ne parla. Anche perché la "Giunta degli onesti" lascerebbe presupporre che ci sia stata quella dei disonesti
- Non trova che la classe dirigente napoletana e la società civile siano un po' distanti dai problemi della città?
-Non mi farò amici, però la risposta è che ha ragione. Abbiamo un'ottima Caritas, un'ottima Acli, un'ottima Arci, abbiamo una serie di organizzazioni di società civile che si sporcano le mani e mandano avanti la città. E poi abbiamo una serie di organizzazioni di società civile che analizzano le cose che non vanno e non fanno assolutamente nulla
- Lei è al secondo mandato e non è più rieleggibile. Ha pensato al dopo?
-Mi vengono in mente 580 mila cose. Vengo dal diritto sindacale e del lavoro. Mi piacerebbe ritornare a occuparmi di vertenze sindacali. Dopo l'esperienza a contatto di tanti profughi in Kosovo, mi piacerebbe anche lavorare nelle organizzazioni internazionali, nell' Acnur, per esempio. Però ho un grave handicap: conosco bene solo l'italiano e il dialetto napoletano.
- Può sintetizzare i mali di Napoli da affrontare, in una battuta?
-I mali di Napoli sono principalmente tre: la disoccupazione, la povertà, che è figlia della disoccupazione, e la droga che si porta dietro la malavita
- A Napoli si dice che l'unica autorità riconosciuta sia l'arcivescovo Sepe ...
-È un punto di riferimento. Però, da cattolica e marciando sulla linea della Gaudium et spes, chiedo scusa, ma sono per la laicità dello Stato
- Ha mai avuto l'Impressione di aver avuto a che fare con dei capibastone nel suo partito, come ha detto l'ex segretaria del Pd Emma Giammanei?
-Certo che ne ho visti. ma il problema è vedere chi poi tra me e loro ha preso le bastonate. Sono una persona mite, ma il mio programma politico viene dal Magnificat: rovescia gli arroganti e i potenti ed esalta gli umili .....


Scritto da Francesco Anfossi da Famiglia Cristiana,