Visualizzazione post con etichetta campania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta campania. Mostra tutti i post

domenica, luglio 10, 2011

Via agli sversamenti nelle discariche scatta la rappresaglia delle Province

Caldoro: "La crisi non si risolve con i no e con i veti". Domani presidio a Sant'Arcangelo Minacce di chiusura dei siti, primi ricorsi

di ROBERTO FUCCILLO da la Repubblica Napoli

SE voi colmerete le nostre discariche, noi chiuderemo i nostri Stir. Versione moderna dell'ammonimento di Pier Capponi, stavolta con i presidenti delle Province a insorgere contro l'ordinanza firmata venerdì sera dal presidente della Regione Stefano Caldoro: 700 tonnellate, che effettivamente nel corso della giornata sono state quasi tutte scaricate a San Tammaro, Savignano e Sant'Arcangelo Trimonte. Senonché le Province hanno cominciato a mettere in campo le ripicche.


In prima linea Benevento, che effettivamente ha la discarica parzialmente sotto sequestro. Il presidente Aniello Cimitile ha invitato tutti i sindaci del Sannio domani alle 10 davanti alla discarica, per una seduta straordinaria di Consiglio provinciale. La paura è che l'accresciuto afflusso di rifiuti partenopei esaurisca la discarica prima del tempo, danneggiando così l'intero Sannio. In quelle stesse ore verrà depositato il ricorso al Tar contro la decisione di Caldoro. Nel frattempo l'assessore Gianluca Aceto ha dato disposizioni alla Samte, la società provinciale, di non accettare rifiuti napoletani nello Stir di Casalduni. Anche Caserta ha chiuso il suo Stir di Santa Maria Capua Vetere. Impianti dove di solito arrivano carichi della penisola sorrentina e dalle isole. Avellino e Caserta preparano poi il ricorso al Tar. Con questi chiari di luna, la gestione dei flussi resta complessa, e la situazione delle giacenze a terra rimane precaria. Ieri mattina in città l'Asìa segnalava quasi 1700 tonnellate, con crisi più spiccate nelle aree che hanno accumulato più ritardi negli ultimi giorni, da Pianura a Fuorigrotta. Caldoro ha richiamato gli enti locali: "La Regione ha fatto tutta la sua parte. Ora le Province devono creare le condizioni per un regolare conferimento. E quella di Napoli, insieme ai Comuni, deve lavorare con il commissario Vardè per la immediata apertura di discariche. Con i no e con i veti l'emergenza non si risolve". Il Comune ha reagito. "Anche noi abbiamo fatto la nostra parte", ha detto il vicesindaco Tommaso Sodano, dichiarando poi di condividere l'appello di Caldoro. Il sindaco Luigi de Magistris ha ammesso che "bisogna stare con i piedi per terra perché la situazione è ancora abbastanza delicata", ha rivelato che "ci sono stati contatti telefonici con Caldoro, l'ho sollecitato all'ordinanza, ha tutto il nostro appoggio e il nostro sostegno", infine ha censurato le minacce di chiusura degli impianti per il fine settimana: "Una cosa grottesca, che non ci piace. Non è una questione economica, è un problema di burocrazia, se non vogliamo pensare ad altro. Mi auguro che domani si possa sversare". La chiusura eventuale delle discariche sarebbe comunque, come confermano in Regione, una violazione della ordinanza. Pare una guerra di trincea, un equilibrio precario, che deve durare fino a martedì sera. Così prescrive l'ordinanza regionale. Martedì infatti sono attesi i primi carichi per l'Emilia, 200 tonnellate al giorno, mentre per domani si attende il nullaosta anche della Toscana. Intanto Francesco Borrelli dei Verdi e Livio Falcone del Pd chiedono ai Comuni "di gettare acqua e disinfettanti sopra i cumuli per diminuire il cattivo odore ed evitare incendi". E il Partito del sud, formazione che ha appoggiato de Magistris, chiede che fino a martedì i cittadini trattengano almeno il secco in casa.

venerdì, febbraio 18, 2011

Abbracciamo la Cultura. Partecipa al Sondaggio



I Beni Culturali del nostro Paese sono un giacimento enorme di opportunità di crescita economica, sociale e culturale. Questo straordinario patrimonio ereditato dalla storia e di cui noi siamo custodi, appartiene all’intera umanità e questo carica il Paese della grande responsabilità di tramandarlo alle future generazioni. Sulla valorizzazione di questa immensa ricchezza l’Italia può costruire una strategia di sviluppo sostenibile per l’oggi e per il futuro.
Non “sentire” questa responsabilità e non cogliere questa opportunità non trova giustificazione alcuna. Per questo è necessario che chi vi opera per conservarlo, valorizzarlo, promuoverlo, gestirlo abbia un convinto sostegno, adeguati investimenti e riconoscimento professionale.

Tuttavia, insieme a tutte le diverse forme di produzione e fruizione culturale, oggi i Beni Culturali italiani sono in sofferenza per i pesanti tagli operati dalla legge finanziaria, i quali vanno ad aggiungersi al disinvestimento culturale che il nostro paese opera oramai da anni, penalizzando l’occupazione, le condizioni di lavoro, la professionalità e l’entusiasmo di tanti giovani.

Questo stato d’incuria è sintomo di un impoverimento culturale della società che non annuncia nulla di buono per il Paese.

Come Coalizione “Abbracciamo la cultura” vogliamo dare vita a un impegno diffuso per una forte “assunzione di responsabilità” da parte della collettività affinché venga definito un quadro trasparente di regole e di risorse certe, di lungo respiro che dia priorità alla “cura” del patrimonio culturale italiano e non a pochi eventi spettacolari e interventi emergenziali.

E’ necessaria una mobilitazione e una pressione pubblica che, a partire dalla discussione sulla “Legge di stabilità”, sia in grado di costruire iniziative territoriali che coinvolgano le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, il mondo del credito e della finanza, le professioni, l’associazionismo diffuso, le istituzioni di ogni ordine e livello con i seguenti obiettivi:

per una politica condivisa dei Beni Culturali che ne affermi la priorità nello sviluppo economico e culturale del paese;
per garantire una gestione trasparente e partecipata dei Beni culturali;
per affermare il valore della tutela dei Beni Culturali, basata sulla conservazione preventiva e contrastare la prassi dell’emergenza;
per dare dignità al lavoro di tutti gli operatori del settore attraverso il riconoscimento legislativo, contrattuale e professionale;
per dare trasparenza alle procedure di spesa nei Beni Culturali a partire dagli appalti di lavori servizi e forniture, escludendo le gare al massimo ribasso ed esercitando un forte controllo sulla sicurezza degli operatori;
per garantire la qualificazione delle imprese che intervengono sul patrimonio culturale, fondata anche su adeguati requisiti di natura professionale;
per rilanciare il ruolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.


I promotori della coalizione “Abbracciamo la Cultura”:

ACLI Ambiente - AIB - ANA - ARCI - A.R.CO.BCI - ARR - AUSER - CGIL - CIA - - IA.CS - INU - LEGAMBIENTE – Lavoratori PIERRECI - UIL BAC – A.R.I. – Assotecnici –
Ass. per L’Economia della Cultura - CSA PA BC Un. La Sapienza -

All’appello possono aderire tutti i cittadini ma anche le associazioni e gli operatori del settore, le istituzioni educative e formative, il volontariato che opera nel campo ambientale e sociale, le Istituzioni Locali…

A Napoli Legambiente e il Corriere del Mezzogiorno propongono un sondaggio. L’obiettivo è quello di «individuare luoghi e beni culturali in stato di incuria e abbandono sui quali attrarre l’attenzione di istituzioni ed opinione pubblica per sollecitare immediati ed adeguati interventi, nella consapevolezza che investire nella cultura significa investire in sviluppo e qualità della vita».
Clicca e partecipa a sondaggio

venerdì, settembre 03, 2010

Napoli, in farmacia tutti i farmaci a pagamento per 35 giorni


Napoli - (Adnkronos) - Lunedi' parte protesta farmacisti contro ritardi delle Asl
Napoli, 3 set. (Adnkronos) - L’assemblea straordinaria degli oltre 750 titolari di farmacia iscritti a Federfarma Napoli tenutasi ieri sera ha confermato lo stato di agitazione della categoria e il passaggio all’assistenza indiretta per 35 giorni, durata massima consentita dalla legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Ciò significa che da lunedì 6 settembre fino al 10 ottobre le farmacie di Napoli e provincia non accetteranno più le ricette, fornendo i medicinali soltanto dietro pagamento.

Ai cittadini, comunque, verrà fornito un modulo per richiedere all’Asl competente il giusto rimborso per la spesa sostenuta. Restano esclusi dallo sciopero (e dunque saranno accettate le relative prescrizioni) soltanto i cosiddetti 'medicinali salvavita', il cui elenco predisposto dalla Regione Campania è consultabile anche sul sito di Federfarma Napoli (www.federfarmanapoli.it).

"La nostra non vuole essere una protesta che arrechi danno ai cittadini - spiega Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli - anzi, proprio per questo abbiamo deciso di ampliare l'elenco dei farmaci che continueremo a distribuire al di là di quelli predisposti dalla legge; inoltre daremo ai cittadini un modulo per richiedere direttamente il rimborso all’Asl. E' una rivendicazione che vuole sottolineare la nostra presenza sul territorio, ma anche la volontà di restarci".

martedì, agosto 31, 2010

Campania: «Taglio» ai treni pendolari: con il nuovo orario non partono 32 convogli.

SOPPRESSI QUASI TUTTI I TRENI SULLA TRATTA BENEVENTO-FOGGIA

«Taglio» ai treni pendolari: con il nuovo orario non partono 32 convogli

«Ecatombe» ferroviaria: la Regione non può più garantire contratto di servizio con Trenitalia| I soppressi

NAPOLI - Una ecatombe di treni regionali, almeno 32 per cominciare, in partenza da stazioni campane in tutte le fasce orarie, dalle 6 del mattino alle 19 ed in stragrande parte utilizzati dai pendolari. La protesta della Filt Cgil Campania cominciata a luglio non ha sortito alcun effetto. Dal 5 settembre prossimo saranno soppressi da Trenitalia ben 32 convogli e sono solo i «primi effetti dei tagli sui collegamenti su ferro ad opera dell’assessorato regionale ai Trasporti», denuncia il segretario Filt Angelo Lustro, allegando la lunga lista delle “sospensioni” Trenitalia. «La Regione sembra non poter garantire nemmeno il Contratto di servizio sottoscritto con Trenitalia dall’ex assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta - prosegue Lustro - e siamo estremamente preoccupati anche per le aziende del trasporto pubblico locale su ferro e gomma, sono previsti tagli di circa 40 milioni di euro per il 2010 ai quali si somma il mancato finanziamento al Consorzio Unico Campania»

. Il sindacato vede un futuro nitidamente nero: «Meno servizio di trasporto pubblico, tariffe più alte , riduzione dell’occupazione». Intanto sono soppressi quasi tutti i treni sulla tratta Benevento-Foggia , ancora tagli sulla Napoli-Sapri , quasi azzerata la Napoli-Cassino. E le previsioni Filt da oggi a gennaio sono anche più preoccupanti, secondo Lustro entro l’inizio del 2011 dovrebbero essere «142 i treni soppressi nella sola Campania».

Luca Marconi

  • Corriere Del Mezzogiorno >
  • Napoli >
  • Economia >
  • «Taglio» Ai Treni Pendolari: Con Il Nuovo Orario Non Partono 32 Convogli
  • martedì, giugno 08, 2010

    Bankitalia, allarme occupazione cancellati in 6 anni 200 mila posti

    In Campania si laurea solo il 9 per cento della popolazione


    (di Patrizia Capua da la Repubblica Napoli)


    Campania peggio della Spagna per calo di occupati. Dal 2004 a oggi sono spariti 200 mila posti di lavoro e si prevede che nel 2010 il declino proseguirà. La perdita di occupazione, più grave che nelle altre regioni del Mezzogiorno, ha colpito di più i giovani e i non laureati. In compenso, tra i laureati si registrano 50 mila nuovi occupati.
    È forte il deficit d´istruzione: i laureati in Campania sono il 9 per cento della popolazione, il 61 per cento non ha nemmeno un diploma. La qualità dell´istruzione è molto bassa, i risultati delle prove Invalsi lo confermano. Rispetto al 2008 gli occupati sono scesi di 70 mila e di oltre 100 mila rispetto al 2007. Nel nuovo mercato del lavoro con orari e retribuzioni inferiori ai livelli dell´anno precedente, figurano gli “scoraggiati”, tra cui i cassintegrati, che hanno smesso di cercare occupazione.
    Cifre che cadono come sassi nella sala del complesso di San Marcellino e Festo. Alla vigilia dell´incontro decisivo azienda-sindacati che deciderà le sorti dello stabilimento Fiat di Pomigliano d´Arco e delle sue 5000 tute blu sull´arrivo della Panda. Non fa sconti alla Campania la relazione curata da Giovanni Iuzzolino, responsabile dell´ufficio studi della Banca d´Italia di Napoli, guidata da Sergio Cagnazzo. Parla di «timidi e fragili segnali di ripresa», nel 2010 le imprese recupereranno i due terzi del fatturato perso nel 2008. Ma restano in attesa, stop a investimenti e occupazione. In platea per la Provincia c´è l´assessore Gennaro Ferrara, per il Comune l´assessore Diego Guida, per la Regione, invitato Caldoro e tutti gli assessori, sparuta e fugace presenza dell´assessore Vetrella.
    L´indagine registra il calo del Pil (5,4 per cento), superiore al dato italiano (meno 5 per cento) e meridionale (meno 4,5 per cento). Il fatturato industriale scende dell´8,8 per cento, il debito delle amministrazioni locali s´impenna a 13,1 miliardi, uno in più rispetto al 2008, e incide del 13,9 per cento sul Pil regionale, il doppio rispetto alle altre regioni.
    Racket delle estorsioni, traffico di droga, corruzione nel privato e nel pubblico, erogazione illegale del credito, usura e riciclaggio, rendono altissimi i costi pagati da imprese e cittadini. Citando il governatore Mario Draghi, il numero due della Banca d´Italia, Anna Maria Tarantola, ribadisce che «la criminalità organizzata altera le condizioni di concorrenza, ostacola l´accumulazione di capitale. Il fattore “clima sociale” è importantissimo per gli investimenti». Intanto calano i prestiti alle imprese più indebitate e a redditività inferiore, mentre continuano a crescere, sia pure a rilento, quelli erogati ad aziende a basso rischio.
    Giudizio severo sulla qualità dei servizi erogati. A partire dalla sanità. «A parità di spesa nelle regioni italiane, la qualità è più bassa e non perché le risorse finanziarie siano inferiori». E poi c´è la giustizia, scarsamente produttiva. Ma, dice Tarantola, «molte cose si possono cambiare rapidamente se la comunità si abitua a fare monitoring, valuta le performance della pubblica amministrazione, e agisce sulla base del controllo e della trasparenza delle informazioni».

    sabato, novembre 07, 2009

    Raccolta Alimentare Sabato 14 Novembre





    La Raccolta Alimentare è una delle più importanti iniziative del Banco delle Opere di Carità. Quest'iniziativa coinvolge innumerevoli persone tra
    organizzatori, volontari, responsabili dei supermercati e persone particolarmente sensibili al problema della povertà.

    Quest’anno l’iniziativa è stata programmata per Sabato 14 Novembre e
    coinvolgerà più di 20.000 volontari in Campania e 7.000 in Puglia, che,
    posizionati fuori ai supermercati, chiederanno ai clienti di acquistare generi
    alimentari a favore delle persone indigenti.
    I prodotti alimentari di cui si necessita sono: tonno, legumi, olio, carne in
    scatola, alimenti per l’infanzia e pelati. Non possiamo accettare prodotti
    deperibili e denaro.

    Nel 2009 l'evento si realizzerà in oltre 800 i supermercati in Campania e 250
    in Puglia, ai quali va il nostro più sentito ringraziamento per aver aderito
    all'iniziativa.
    I supermercati particolarmente sensibili al problema dell’indigenza che ci
    hanno fornito la loro collaborazione per il 14 Novembre sono:
    Decò;
    Supermercati Interdis;
    Di Meglio;
    Sidis;
    Alvi;
    Mac;
    Supermercati A&O;
    Iperfamila;
    Famila;
    Sisa;
    Eurospin;
    Despar, Eurospar, Interspar.


    La storia del banco la trovi in


    il link x la colletta del 14


    mercoledì, ottobre 21, 2009

    Campania: Piano casa, il Consiglio Regionale si riunisce. Presieduto da Ronghi

    Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto dal Vice presidente Salvatore Ronghi, haripreso l’esame del Piano-casa, dall’emendamento all’art. 2 proposto dal consigliere del Partito Democratico Luigi Anzalone, sub emendamento dal capogruppo del Pd Pietro Ciarlo, finalizzato a stabilire una data certa per la determinazione della volumetria esistente in riferimento agli interventi di incremento volumetrico previsti dalla normativa.

    Sul tema è intervenuto nuovamente il consigliere Anzalone per ribadire che “si tratta di una norma di buon senso già adottata da altre regioni per avere certezza normativa per la applicazione della legge” e si è detto contrario a qualunque ipotesi di accantonamento della questione “che – ha sottolineato Anzalone – va sciolta subito per procedere ordinatamente e con buon senso nella approvazione della legge”. Il consigliere del Pd Mario Sena ha sollecitato tutte le forze politiche a procedere con spirito costruttivo per la approvazione del piano-casa, ipotizzando di rinviare la questione alle norme transitorie del testo. Si è detto d’accordo il capogruppo Ciarlo, sottolineando che il testo dell’emendamento è stato riformulato dall’assessore Forlenza riconducendolo alla volumetria già edificata ai sensi delle normative vigenti alla data di entrata in vigore della legge.
    Per il consigliere del PdL
    Pasquale Marrazzo “è necessario armonizzare questa previsione con le altre norme della legge nella parte in cui esse prevedono che gli interventi di incremento volumetrico possono riguardare anche gli immobili per i quali sono in corso le procedure di condono, che i Comuni devono concludere entro un termine certo”, pertanto, per Marrazzo, sarebbe necessario prevedere una norma transitoria e differenziata per i fabbricati legittimamente autorizzati, per i quali varrebbe la data di entrata in vigore della legge, e per i fabbricati per i quali, invece, le procedure di condono sono ancora in corso. “Nessun comune della Campania, nemmeno il più virtuoso, ha concluso le operazioni di condono edilizio – ha osservato il consigliere del Pd Ugo Carpinelli – ; non si può non tenerne conto soprattutto perché il Piano-casa è una legge speciale caratterizzata dallo snellimento delle procedure. Per cui – ha proseguito Carpinelli – se un cittadino non ha visto concludere la propria pratica di condono, finirà con l’essere escluso dai benefici del Piano-casa”. Per questi motivi, per l’esponente del Pd, “la data andrebbe fissata in avanti per evitare si colpiscano i diritti dei cittadini già penalizzati dai ritardi dei Comuni”.
    Il consigliere de La Sinistra
    Angelo Giusto ha evidenziato che “tutte le altre regioni hanno fissato una data antecedente alla entrata in vigore della legge facendo riferimento alla data della sottoscrizione dell’accordo Stato-Regioni, ovvero marzo 2009”. Il Presidente della IV Commissione Pasquale Sommese si è detto a favore dell’emendamento- Forlenza approvandolo a maggioranza (con il voto contrario dei consiglieri Cammardella, Ragosta e Chessa). Pertanto la volumetria esistente quale punto di riferimento per gli interventi del Piano-casa è stata fissata alla volumetria lorda già edificata ai sensi della normativa vigente alla data di entrata in vigore della legge

    martedì, ottobre 20, 2009

    Per i comuni di Caggiano, Cardito, Roscigno e San Nicola Manfredi al via le intese con l’Agenzia delle Entrate Campania per il contrasto all’evasione

    Salgono a venti le convenzioni siglate tra la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate e i comuni campani in materia di lotta all’evasione.

    Alla convenzione con il comune di Napoli stipulata lo scorso 15 ottobre, infatti, si affiancano gli accordi con i comuni di Caggiano, Cardito, Roscigno e San Nicola Manfredi i quali, tramite l’invio di segnalazioni qualificate collaboreranno nel contrasto all’evasione fiscale sul territorio di competenza. Il Comune di Caggiano ha anche rinnovato l’accordo per la riscossione della Tarsu, la Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani.

    Tecnicamente la collaborazione degli enti all’attività di accertamento avverrà attraverso l’invio di informazioni utili alla lotta all’evasione attraverso Segnalazioni, la procedura telematica ad hoc accessibile tramite il sistema di interscambio con l’Anagrafe tributaria Siatel.

    Le convenzioni, che si inseriscono nell’accordo stipulato da Direzione Regionale e Anci lo scorso 12 febbraio, consentono ai Comuni sottoscrittori di segnalare all’Amministrazione finanziaria i contribuenti con un’elevata capacità contributiva che adottano comportamenti potenzialmente evasivi, soprattutto nei settori immobiliare, del commercio, dell’edilizia, delle libere professioni e per quanto concerne il fenomeno delle residenze fittizie all’estero. Con questa modalità i Comuni diventano importanti attori dell’attività di controllo, partecipando dinamicamente alle fasi di accertamento fiscale attraverso la trasmissione di informazioni fondamentali per individuare sacche di evasione dei tributi erariali, diretti ed indiretti.

    Agli enti locali andrà la quota del 30% dei tributi statali riscossi a titolo definitivo.

    Le informazioni trasmesse saranno prioritariamente riferite, per l’anno 2009, alle annualità d’imposta 2005 e 2006 oggetto di programmazione operativa dei controlli fiscali dell’Agenzia.

    Con queste quattro intese - afferma il direttore regionale Enrico Sangermano – diventano 20 gli accordi stipulati dalla Direzione Regionale nell’ambito del protocollo con l’Anci. Prosegue il nostro impegno nella costruzione di sinergie con gli enti locali finalizzate a realizzare quanto prima una fitta rete di collaborazione territoriale.”

    giovedì, settembre 24, 2009

    “FORUM CAMPANO PER L’EGUAGLIANZA E LA LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE” in occasione del 20° anniversario della morte di Jerry Essan Masslo


    “FORUM CAMPANO PER L’EGUAGLIANZA E LA LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE”

    in occasione del 20° anniversario della morte di Jerry Essan Masslo

    Villa Literno, 26 - 27 settembre 2009, tendostruttura di via Carducci





    Sabato 26 ore 10.00 – 13.00

    Dall'Africa all'Italia

    Introduce e coordina: Vincenzo Siniscalchi (Consiglio Superiore della Magistratura)

    Renato Natale (Associazione J.Masslo), Daniela Pompei (Comunità di S.Egidio); Cristina Ercolessi (Università degli Studi di Napoli L'Orientale), Alex Zanotelli (Padre Comboniano); Aldo Morrone (S. Gallicano), Isidoro Mobey Longo Iengo (amico di J.Masslo), Mario Di Costanzo (Azione Cattolica)



    Ore 14.00 – 17.00 gruppi di lavoro e approfondimento:

    Lavoro migrante: Jamal Qaddorah (Cgil) rapporteur, Celeste Ramos (Uil), Amadou Diallo (Associazione Senegalesi Salerno) Elena De Filippo (Coop. Dedalus), Jeanne Renè Bilongo (Associazione J.Masslo),

    Paure, mediazione, convivenza: Aldo Policastro (magistrato) rapporteur, Antonio casale(centro fernandes),Nasser Hidouri (Associazione Socioculturale Islamica S. Marcellino), Nello Zerillo (Neroenonsolo!) Salvatore Simeoli (Arci Gay Napoli), Caterina Arcidiacono (prof. Psicologia Università Federico II) simona ricciardilli (Donne in nero)

    Persone, diritti, opportunità: Andrea Morniroli (Coop. Dedalus) rapporteur, Luciana del Fico (Uil), Dario Spagnuolo (Comunità di S.Egidio), Suor Rita Giarretta (Casa Ruth),bendect ousorbio(ass.nigeriana)

    Diritto d'asilo, diritto negato: Emiliano Di Marco (Assopace Napoli) rapporteur, Giorgio Poletti (Padre Comboniano), Fabio Basile (Centro Sociale ex Canapificio), Liana Nesta (Asgi), Edmond Traoure (associazione rifugiati Napoli)

    Ore 17.30 – 20.00 tavola rotonda “Tutti uguali, tutti più sicuri: no alla società della paura e della discriminazione”

    modera: Francesco Iannucci, (Diocesi di Aversa, vice direttore Caritas Diocesana)

    Mohamed Saady (Anolf), Filippo Miraglia (Arci), Piero Soldini (Cgil), Giuseppe Casucci (Uil), don Tonino Palmese (Libera), Raffaele Nogaro (Vescovo Emerito), Anna Pizzo (Carta)

    Domenica 27

    Ore 10.00 – 12.00 – Assemblea plenaria per la costituzione del Forum Campano

    Introduce: Adriana Buffardi

    report dei gruppi di lavoro e dibattito

    Ore 12.00 – 14.00 Incontro con le Istituzioni

    “Convivenza, cultura, diritti: quali politiche per l'immigrazione in Campania?”

    introduce: Massimo Angrisano

    Teresa Granato (Cgil), Francesca Coleti (Arci), Eleonora Cavallaro (Acli), Alfonso De Vito (Esperienze di Base Napoli), Giacomo Smarrazzo (Legacoop Sociali), Roger Silvestr (Dada Ghezzo)

    Interviene: Alfonsina De Felice, Assessore Regionale all'Immigrazione

    Sono stati invitati i capigruppo del Consiglio Regionale della Campania

    Hanno aderito fino a questo momento al percorso di costituzione del Forum:

    Acli, Adoc Campania, Anolf Cisl, Arci, ArciRagazzi, Asgi, Ass. A3I, Ass. Donne nel Mondo, Ass. Immigrati Uniti Afragola, Ass. Priscilla, Associazione J.Masslo, Ass. Rifugiati Napoli, AssoPace, Ass. Scuola di Pace, Associazione UN.IT.I, Ass. nigeriana Campania, Ass. Senegalese, Ass.Sri Lanka Napoli, Centro Hurtado, Centro di Servizio per il Volontariato AssoVoce Caserta, CSA ex canapificio, Cir Campania, Centro di Servizio per il Volontariato Sodalis Salerno, Cgil, Comunità di S. Egidio, Collegamento Campano Contro le Camorre, Comitato don Peppe Diana, Comunità di base del Cassano, Cooperativa Sociale Casbha, Cooperativa SocialeDedalus, Donne in nero, Cooperativa Sociale Eva, Federconsumatori, Gesco, Giuristi Democratici, Gridas, Legacoop Sociali Campania, Legambiente, Libera, Magistratura Democratica -Sezione Napoletana, Neroenonsolo!, Osservatorio Regionale sulle Povertà, Padri Comboniani, PD Campania, Psichiatria Democratica, Sinistra e Libertà Napoli, Uil,

    e personalmente:

    Adriana Buffardi, Aldo Policastro, Gustavo De Mari, Maria Antonietta Selvaggio, Massimo Angrisano, Vittorio Vasquez, Nicola Abrescia ,Anna Maria Carloni, Raffaele Porta, Isadora D’Aimmo, Enrica Morlicchio

    venerdì, settembre 11, 2009

    Il vento del nord. Dal blog di Andrea SARUBBI.



    di Andrea Sarubbi

    Gli allergici alle statistiche si turino il naso, perché oggi vi rimbambisco di numeri: quelli su povertà e disagio in Italia, che ho ascoltato stamattina in un convegno a Napoli. C’era D’Alema, è vero, ma siccome non ha parlato di gossip politico non credo che i tg nazionali se ne occuperanno: tranne una battuta su Berlusconi (“Essendo cattolico, può confessarsi e quindi si concede parecchi peccati”) ed una su Bassolino (“Non lo esaltavo prima, non lo demonizzo ora”), i giornalisti alla ricerca di schermaglie dialettiche non hanno avuto molto da portare a casa. Peccato, perché il tema merita una riflessione seria. E la meritano soprattutto le cifre dell’Istat, a cominciare da quel 13,6% di famiglie sotto la soglia di povertà che significa – più o meno – mille euro al mese per un nucleo di due persone. Pochi i bisognosi al nord, qualcuno di più al centro, tantissimi al sud: in Europa, cari amici leghisti, l’Italia detiene infatti il tristissimo primato della disparità territoriale, spaziando dal 7,3% di poveri in Lombardia al 47% in Sicilia. Si risponderà che regioni ricche e regioni povere esistono dappertutto, ma anche qui i numeri parlano da soli: in Spagna si va dal 6,7% di bisognosi in Catalogna al 27% in Andalusia; in Belgio si oscilla tra l’8% dei fiamminghi poveri al 18% dei valloni. Eppure – ha notato Gianni La Bella, della Comunità di Sant’Egidio – da noi si sta facendo strada una “nouvelle vague negazionista della questione meridionale”. Invece, cifre alla mano, si scopre che nel nord nascono più figli e si vive più a lungo, oppure che il centro-nord riceve il 72% della previdenza, che tra l’altro occupa quasi tutto il budget della nostra spesa sociale. Proprio sulla spesa sociale, D’Alema ha ricordato che siamo un punto sotto la media europea (27,5% del Pil), tre punti sotto la Francia, tre e mezzo sotto la Svezia. Al capitolo “famiglia più infanzia” destiniamo appena l’1,2% del Pil, ai disabili l’1,5%, al reinserimento dei disoccupati lo 0,5%, alle politiche abitative addirittura lo 0,1%: la decima parte della media Ue. Il governo attuale ha definanziato tutte le leggi di spesa per la lotta alla povertà (compresi l’assegno per il terzo figlio, il prestito d’onore ed il credito d’imposta, nonché la 328 per il terzo settore) e le ha sostituite con la social card, che sarà certamente un atto caritatevole ma che risolve ben poco. Il Pd – ha annunciato D’Alema – presenterà quindi un disegno di legge a prima firma Livia Turco, perché venga avviato un piano nazionale di lotta alla povertà: servono 3 miliardi di euro e non sono pochissimi, ma al bilancio statale l’abolizione dell’Ici è costata di più. Chiudo con un dato ed una riflessione, entrambi sulla Campania. Il dato – fornito dal prefetto Alessandro Pansa – è quello sui lavoratori in nero o sui disoccupati, che a Napoli rappresentano il 60,5% del totale: l’economia sommersa sembra inarrestabile ed i suoi effetti perversi, perché le imprese che non dichiarano il proprio fatturato non riescono ad accedere ai finanziamenti bancari, finendo per rivolgersi all’usura. La riflessione, invece, è ancora di Gianni La Bella, che ha elencato alcuni episodi di cronaca dell’ultimo periodo: gli incendi ai campi rom di Ponticelli, la strage contro i nigeriani a Castel Volturno, l’aggressione agli srilankesi a Mergellina, le due ragazze rom annegate a Torregaveta e lasciate sulla sabbia nell’indifferenza dei bagnanti. E poi ha chiuso con una domanda, che vi rigiro:“È arrivato il vento del nord?”.

    sabato, settembre 05, 2009

    SCUOLA: REGIONE CAMPANIA STANZIA 20 MILIONI PER I PRECARI


    20 milioni di euro in favore dei precari della scuola. E’ questa la cifra stanziata dalla Regione Campania, per il prossimo biennio, affinché venga garantita l’indennità di disoccupazione a docenti e personale Ata che da giorni protestano contro i tagli al comparto. Il provvedimento è stato comunicato ieri durante un incontro convocato dal presidente della giunta regionale, Antonio Bassolino e dall’assessore al Lavoro e alla Scuola, Corrado Gabriele. D’intesa con il governo nazionale, ha precisato Bassolino, i finanziamenti, attinti dal Fondo sociale europeo, serviranno ad integrare il reddito degli insegnanti che si ritroveranno in cassa integrazione. I docenti però potranno seguire anche corsi di aggiornamento ed essere impegnati in progetti contro la dispersione scolastica.
    L’intervento è stato predisposto dall’ assessorato retto da Corrado Gabriele, che nelle prossime settimane istituirà una cabina di regia per il monitoraggio della crisi dell’ occupazione nel mondo della scuola.
    Sui tagli alla scuola e i provvedimenti da adottare questa mattina è in programma al consiglio regionale una riunione dei capigruppo.

    martedì, aprile 28, 2009

    Campania: Finanziamento di Asili Nido, di Micro Nidi Comunali e di Progetti per Servizi Integrativi, innovativi e/o sperimentali

    Con il decreto n. 378 del 28 aprile 2009 è stato approvato l'"Avviso Pubblico per il finanziamento di Asili Nido, di Micro Nidi Comunali e di Progetti per Servizi Integrativi, innovativi e/o sperimentali".

    Tale avviso pone in essere tutte le azioni necessarie al sostegno dei servizi di cui sopra
    favorendo il protagonismo degli enti locali, delle loro forme aggregative e dei soggetti del terzo settore quali
    partner per il raggiungimento degli obiettivi di servizio.

    La Regione Campania, con l’adozione del Piano Straordinario per lo sviluppo dei servizi socioeducativi per la
    prima infanzia si è posta i seguenti obiettivi:
    - incrementare il numero di posti dei servizi socio-educativi destinati alla prima infanzia;
    - differenziare l’offerta di servizi in relazione alle specifiche esigenze delle famiglie e dei territori;
    - garantire una diffusione omogenea dei servizi sul territorio regionale;
    - assicurare standard qualitativi dei servizi.

    Il Piano concorre, inoltre, al raggiungimento degli obiettivi fissati nel QSN 2007 – 2013 riguardanti
    “l’aumento dei servizi di cura alla persona, alleggerendo i carichi familiari per innalzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro”.

    In allegato l'avviso pubblico relativo al bando e gli allegati

    Documenti da scaricare

    domenica, aprile 19, 2009

    Le Oasi del WWF ( con un occhio in Campania)


    ROMA - Invasione di 1600 panda di cartapesta, a piazza del Popolo, a Roma, alla vigilia della grande festa della natura organizzata dal Wwf per domenica 19 aprile: aperte oltre 100 Oasi dell'associazione, gratuitamente in tutta Italia. E dove c'è un'oasi Wwf ha vinto la natura. Lo dimostra un dossier dal titolo "Effetto oasi", diffuso oggi, che racconta come sarebbe stata l'Italia senza oasi.

    Per esempio, riferisce il Wwf, senza oasi, oggi la spiaggia di Torre Salsa, in Sicilia, sarebbe un villaggio turistico; l'Oasi di Macchiagrande, uno degli ultimi tasselli di verde sul litorale laziale: discarica, pascolo abusivo, area degradata oppressa dalle piste dell'aeroporto; il lago di Burano, casa di fenicotteri e uccelli migratori: riserva di caccia.

    Le oasi, afferma ancora il Wwf, hanno contribuito a salvare specie fortemente minacciate come il cervo sardo (Oasi di Monte Arcosu), la lontra (tra le altre, Burano, Policoro, Persano, Grotte del Bussento), il lupo (Oasi appenniniche), il fenicottero rosa (Orbetello, Burano) e anche specie meno note come il piccolo anfibio Pelobate fosco (Bellinzago).

    L'evento centrale della Giornata del 19 aprile si svolgerà nell'Oasi toscana di Burano, con il presidente onorario del Wwf Italia Fulco Pratesi. Appuntamento che sarà seguito in diretta su Rai3 a partire dalle 9.00 alle 11.00 per lo Speciale Oasi del programma Ambiente Italia.

    Collegamenti anche con l'Oasi di Penne, in Abruzzo, con l'Oasi di Le Cesine, in Puglia, alla presenza del co-direttore generale del Wwf Italia Gaetano Benedetto, e con l'Oasi della tenuta presidenziale di Castelporziano, nel Lazio, aperta eccezionalmente al pubblico e dove, nel pomeriggio, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una speciale cerimonia consegnerà tre premi Wwf.

    Mappa delle Oasi e dei Rifugi del WWF in Campania

    Le Oasi sono il più grande progetto di conservazione dell’ Associazione. Una scelta che ha caratterizzato fin dal primo anno di vita il WWF Italia e che é diventata ben presto la scelta vincente: l'acquisizione diretta di territori naturali quale mezzo efficace per tutelare habitat e specie animali e vegetali in pericolo e allo stesso tempo terreno ottimale sia per svolgere attività di educazione o promozione sia per sperimentare un modello di gestione da proporre come esempio pilota da seguire ed imitare. Non solo. Le Oasi sono state e sono la risposta concreta alle aspettative dei Soci e l'attività più caratteristica, quella che ha diversificato nettamente il WWF dalle altre organizzazioni ambientaliste italiane.

    Un successo in quantità e qualità che non ha un riscontro nella sempre tardiva opera di tutela dell'ultimo patrimonio naturale italiano, tanto che oggi il WWF è universalmente riconosciuto come l'Ente gestore tra i più organizzati in Italia: l'estensione totale delle aree del WWF raggiunge oggi circa 26 mila ettari protetti, di cui circa 15 mila e 600 gestiti direttamente e di questi più di 3.500 di proprietà. Un territorio spezzettato in tutta la penisola e quindi ancora più importante laddove in alcune regioni le Oasi WWF sono gli unici territori protetti, e che si distingue nella sua complessa varietà, per qualità e importanza naturalistica. Un'Oasi è prima di tutto conservazione: delle circa 75 aree la gran parte sono zone umide, cioè gli ambienti più rari e minacciati della penisola; altro ambiente tutelato dalle aree del WWF è la costa, che nell'insieme supera i 50 chilometri, contro una generale distruzione pari ai due terzi del totale.

    L'obiettivo costante della gestione delle aree protette è infatti non solo la conservazione attenta degli ecosistemi naturali ma anche la loro fruizione corretta, il miglioramento delle condizioni ambientali lo studio e la ricerca scientifica.

    Il primo e principale obiettivo, come si è detto, è quello di tutelare l’ambiente naturale in tutte le sue componenti; la sorveglianza ed il controllo del territorio sono affidati a personale specializzato che opera da solo o, in alcuni casi, in collaborazione con altri Enti.

    Il secondo obiettivo è la corretta fruizione dell'ambiente naturale; ciò avviene tramite l'utilizzo di apposite strutture, studiate per favorire la conoscenza degli aspetti naturali dell'Oasi e allo stesso tempo per evitare il sia pur minimo disturbo alla fauna e alla flora.

    Il WWF è stata la prima associazione a introdurre sistemi di osservazione della fauna quali capanni, torri e camminamenti, sempre costruiti con materiali naturali e ben inseriti nel paesaggio. Ogni area è fornita di un percorso di visita dove il pubblico viene accompagnato e lungo il quale la guardia o la guida illustra le caratteristiche principali dell'area e i concetti fondamentali di conservazione e di evoluzione dell'ambiente naturale.

    In alcuni casi sono stati allestiti sentieri natura completi di tabelle didattiche, mezzo che consente alle persone di effettuare da sole la visita.

    Alcune Oasi, particolarmente vulnerabili, sono invece chiuse al pubblico; nella stagione estiva questo provvedimento è stato allargato a quasi tutto il sistema allo scopo sia di evitare il disturbo alla fauna in riproduzione, sia di permettere la manutenzione delle strutture di visita. L'accesso al pubblico è autorizzato in periodi, giorni ed ore prefissate, che possono variare a seconda dell'area; è prevista la corresponsione di un diritto d'ingresso che va a favore delle opere di gestione dell'area e delle attività di protezione della natura. Particolari facilitazioni sono previste per i soci e le scolaresche. In appositi Centri visite, all'interno dell'Oasi, viene diffuso il materiale informativo o di propaganda dell'area e del WWF in generale. Inoltre, in alcune Oasi, sono presenti edifici adibiti a foresteria dove il visitatore può soggiornare, dopo aver prenotato. Numerose sono le attività dedicate alle scuole in visita; uno degli scopi principali del WWF è infatti l'educazione dei futuri adulti ed in tal senso vengono organizzate gite a scopo didattico, curate e coordinate da personale specializzato o dallo staff dell'area protetta. In alcune Oasi si organizzano settimane verdi e campi scuola estivi dedicati alle scolaresche o a singoli gruppi di giovani.

    Che cos’è un 'Oasi del WWF

    Gli obiettivi prioritari del Sistema delle Oasi e Riserve del WWF Italia sì possono riassumere nelle fasi seguenti:

    conservazione di campioni rappresentativi di ecosistemi particolarmente rari o minacciati, aree di eccezionale valore naturalistico ed habitat di specie in pericolo di estinzione;

    • sensibilizzazione ed educazione alla conservazione della natura;

    •sviluppo dell'opportuna ricerca scientifica per la conservazione anche in rapporto allo studio di tecniche di utilizzazione razionale delle risorse naturali;

    • sviluppo ed esemplificazione dimostrativa disponibile a tutti di tecniche di gestione di aree naturali protette.

    Il tipo di Oasi

    Sotto il profilo della tipologia di gestione del WWF, le aree vengono suddivise nelle seguenti categorie:

    Aree gestite direttamente.

    Si tratta di aree di proprietà dell'Associazione o gestite sulla base di affitti, concessioni, accordi con proprietà pubbliche e private;

    Aree in collaborazione con altri Enti

    In questo caso si tratta di aree nella cui gestione il WWF interviene come membro di un comitato oppure come consulente tecnico~scientifico, oppure ancora come supporto per gli aspetti didattico-educativi;

    Aree poste sotto l'egida del WWF

    Vale a dire aree in cui il WWF esercita una supervisione particolare sugli aspetti naturalistici della gestione;

    Aree speciali

    In queste aree la gestione e' limitata e rappresentano zone dove sono in atto azioni particolari oche sono il risultato o l'oggetto di progetti finalizzati.

    Superficie protetta e stime ambientali

    Il territorio protetto nelle 75 aree gestite dal WWF é di circa 26.000 ettari, di cui:

    •circa 15.600 ettari sono gestiti direttamente;

    •circa 8.800 ettari in collaborazione con altri Enti o posti sotto l'egida;

    •circa 1.600 sono "Aree speciali";

    •il territorio protetto di proprietà dell’ Associazione é di 4.200 ettari: Monte Arcosu, Vanzago, Valpredina, Lago Secco (parte), Siculiana (parte), Orbetello (parte), lnghiaie, Montovolo, Valle Averto, Orti Bottagone e Rocconi.

    E' importante sottolineare che le aree comunque protette comprendono esempi numerosi di ambienti naturali, spesso ridotti a piccoli frammenti e, proprio per questo, ancora più importanti. Gli ambienti più significativi sono le zone umide, la costa, i boschi planiziali e le aree montane.

    La zone umide sono tra ghi ambienti più minacciati non solo della nostra penisola ma anche dell'intero pianeta. Attraverso la gestione delle aree protette, il WWF Italia ha attivato concretamente una campagna internazionale a salvaguardia di queste aree, promossa alcuni anni fa. Attualmente le zone umide protette raggiungono circa 12.660 ettari.

    Di queste aree ben 10 sono di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar, finalizzata alla tutela degli habitat e dell'avifauna acquatica, lanciata nel 1971 e ratificata da numerosi Governi, compreso quello italiano. La aree riconosciute a livello internazionale sono quelle di Punte Alberete, Marano Lagunare, Orbetello, Burano, Angitola, Bolgheri, La Cesine, Valle Averto, Torre Guaceto, Colfiorito per un totale di 4.150 ettari.

    Anche l'ambiente costiero è purtroppo sopravvissuta unicamente in piccoli frammenti anch’essi a rischio; su un totale di 8.000 chilometri di coste della nostra penisola, almeno due terzi sono andati distrutti. I tratti di costa protetti dal WWF costituiscono circa 50 chilometri di falesie e spiagge, di ambienti retrodunali e complessi boschivi a macchia e a foresta primaria. Dal 1992 si è aggiunta anche un'isola: Razzoli, nell'Arcipelago della Maddalena.

    Per quanto riguarda i boschi planiziari, basta ricordare che, dell’antico dominio forestale che copriva la parte pianeggiante della nostra penisola, sono rimasti solo piccolissimi tasselli, vere Oasi sopravvissute alla distruzione e al degrado.

    Alcuni di questi' sono tutelati dal WWF:

    ricordiamo, tra gli altri, Vanzago, Punte Alberete, PaIo, Macchiatonda, Macchiagrande, Alvisopoli, Tor Caldara, Bosco Tenso.

    Delle aree montane va ricordata la faggeta del Monte Polveracchio che ospita una stazione relitta di betulle, l'area di prateria con rare mughete nella Riserva della Maiella Orientale e l'abetina secolare dell'Oasi dì Rosello.

    Va inoltre ricordato che il WWF é il primo, e per ora quasi unico, gestore di aree protette marine.

    Flora e fauna

    Alla diversità degli ambienti protetti corrisponde ovviamente una presenza ricchissima e differenziata di specie animali e vegetali. In generale va però sottolineata l'importanza delle Oasi in rapporto ad alcune specie rare o in via di estinzione: per queste, si é attivato un programma di conservazione che va oltre la singola protezione e per alcune si sta studiando addirittura il ritorno in natura negli ambienti adatti.

    Tra gli animali dichiarati in pericolo dalla Lista Rossa dell'IUCN (Unione temo delle' quali alcuni rari endemismi. Intemazionale per la Conservazione Anche la flora comprende specie particolari della Natura) ben quattordici specie realmente preziose come le piante tipiche sono ospitate nelle Oasi: il lupo, la degli ambienti umidi e tra queste alcuni lontra cervo sardo, la rana dilataste, fiori oggi in netta diminuzione quali il Papilio bospiton (un macaone sardo), campanellino estivo, il nannufaro, il gambero di fiume, la testuggine terrestre, la chiocciola, il camoscio d'Abruzzo, il nibbio reale, il gabbiano (Maiella orientale), la vipera dell'Orsini, la natrice limitata alla Mailella, così come un centinaio circa di specie rare o in estinzione in Italia. Di particolare importanza sono i nuclei di lontra che vivono nelle Oasi fluviali e che sommati insieme corrispondono alla più numerosa popolazione esistente nella nostra penisola; analoga impor tanza rivestono i lupi che vivono sui Monti Piacentini, le popolazioni di rana di Lataste tipiche delle Oasi Alvisopoli, quella di cervo sardo, una delle ultime sopravvissute in Sardegna, gli esemplari di orso che frequentano la Maiella orientale. Va segnalato anche il ritomo del camoscio d'Abruzzo sulla Maiella, primo passo per un progetto un'erica nordica che ad Orbetello é più grande che vedrà la specie ripopolare il suo antico areale.

    Gestione diretta

    1. R. di Monte Arcosu

    2. O. di Seu

    3. O. del lago dell'Angitola

    4. R. n. delle Cesine

    5. O. di Persano

    6. O. del lago di S. Giuliano

    7. O. P. del Monte Polveracchio

    8. O. di Macchiagrande

    9. O. di Palo laziale

    10. O. diVulci

    11. R. n. del lago di Burano

    12. R. n. e O. della laguna di Orbetello

    13. R. r. delle Bine

    14. R. r. del Bosco WWF di Vanzago

    15. R. r. della Valpredina

    16. O. della Palude Ori-Bottagone

    17. O. di Valle Averto

    18. R. m. di Miramare ' 19. R. n. del Cratere degli Astroni

    20. O. delle Gole del Sagittario

    21. R. r. di Serranella

    22. O. del lago di Alviano

    23. R. r. del Pantano di Pignola

    24. R. r. della Maiella Orientale

    25. O. del Bosco di 5. Silvestro

    26. O. Abetina di Rosello

    27. O. del Bassone Torbiere di Albate

    28. O. blu di Gianola

    29. O. blu di Morte Orlando

    30. O. blu Scogli di Isca

    31. R. r. di Monticchie di Somaglia

    32. O. di Torre Flavia

    33. O. della Palude di Colfiorito

    34. O. del Bosco di Rocconi

    35. R. n. delle Saline di Trapani

    36. O. blu Grotte di Tiberio

    Gestione in collaborazione o sotto l'egida del WWF

    1. O. di Ninfa

    2. R. r. di Macchiatonda

    3. R. r. di Penne

    4. O. di Bolgheri

    5. O. di Punte Alberete

    6. O. di Marano lagunare

    7. O. di Pian Sant'Angelo

    8. R. n. dell'Abbadia di Fiastra

    9. R. n. di Torricchio

    10. R. r. di Tor Caldara

    11. R. r. di Posta Fibreno

    12. R. n. Sorgenti del Pescara

    Rifugi

    1. O.urbanalaBuladi Asti

    2. O. urbana del Tevere

    3. Le Marze

    4. Palude la Vela

    5. Bosco le Tore

    6. Forca di Penne

    7. Torre Gauceto

    8. Bosco di Aivisopoli

    9. lago Secco

    10. Sicullana

    11. Bettinzago

    12. Montovolo

    13. lnghiaie

    14. Isola di Razzoli

    15. Garzaia della VaI Bormida

    16. Bosco Tenso

    17. Bosco dei Preti

    18. PratoStagno Sassoguidano

    19. O. di Diecimare

    20. Il Rifugio

    21. Rifugio via Cerba

    22. Siberia

    Tre Scalini del Diami

    Parco Monumentale di Baia

    Grotte del Bussento

    27. Villa Romana di Russi