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giovedì, aprile 05, 2012

Il prossimo 10 Aprile scade il termine per il versamento della contribuzione dovuta per i lavoratori domestici



Nel periodo compreso tra il 1° e il 10 aprile è possibile pagare la contribuzione dovuta dai datori di lavoro domestico, in relazione ai collaboratori occupati alle proprie dipendenze nel corso del 1° trimestre 2010.

La cifra da versare varia a seconda dell’importo della retribuzione oraria corrisposta, come precisato nella circolare Inps n.23 del 1° febbraio 2011.

INPS, 

giovedì, febbraio 09, 2012

CONTRIBUTI LAVORATORI DOMESTICI ANNO 2012

L'Inps ha comunicato i nuovi importi dei contributi per l’anno 2012 di colf, assistenti familiari e di tutti i lavoratori del settore domestico (cuochi, giardinieri, maggiordomi, puericultrici, autisti, babysitter ..) In allegato i nuovi importi dei contributi e di seguito le indicazioni su quando e dove pagarli. I contributi si pagano per trimestri solari entro i seguenti termini: 1° trimestre: dal 1° al 10 aprile 2° trimestre dal 1° al 10 luglio 3° trimestre dal 1° al 10 ottobre 4° trimestre dal 1° al 10 gennaio I contributi si pagano: Utilizzando il bollettino MAV (pagamento mediante avviso) che può essere richiesto attraverso il sito dell’INPS); Rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”, dichiarando soltanto il codice fiscale del datore di lavoro e il codice rapporto di lavoro; Online sul sito Internet Inps www.inps.it nella sezione Servizi on line> cittadino> “Lavoratori domestici: pagamento online contributi”, utilizzando la carta di credito; Telefonando al Contact Center numero verde gratuito 803.164, utilizzando la carta di credito. Contestualmente ai contributi previdenziali il datore di lavoro può versare i contributi alla CAS.SA COLF, istituita dai firmatari di CCNL Lavoratori domestici, per fornire prestazioni socio sanitarie assistenziali ai propri iscritti utilizzando il codice F2.

sabato, novembre 05, 2011

Diritti e doveri delle colf a fumetti


Anamaria è ecuadoregna, ha cinque figli che non vede mai perché lavora in Italia. Katja: viene dall’est Europa, meno figli ma stesso destino di Anamaria. Joselyn, straniera, lavora comecameriera, colf e infermiera per la stessa persona.

Sono alcune delle “Storie di lavoratrici domestiche migranti”, un opuscolo delle Acli Liguria sulla condizione dei lavoratori presenti nelle case come colf, camerieri e badanti.

Il volume, che sarà presentato a Genova l’8 novembre, è stato prodotto dalle Acli Liguria, insieme alle Acli colf, alla Fap – la Federazione anziani pensionati delle Acli – e in collaborazione con il dipartimento welfare delle Acli nazionali e sarà distribuito in tutte le sedi del Patronato Acli in Liguria.

La rappresentazione a fumetti offre una lettura chiara e suggestiva dei vissuti di donne lavoratrici, spesso mamme, che hanno lasciato nei Paesi d’origine la famiglia per venire a lavorare nelle case italiane con anziani, bambini e disabili.

Scopo della pubblicazione è di dare dignità al lavoro domestico e di cura, far conoscere i diritti e doveri dei lavoratori e delle famiglie che li assumono e promuovere il rispetto e la cooperazione reciproca tra le parti.

Il volumetto, stampato in 1000 copie, si conclude con un vademecum, purtroppo solo in italiano, con le “13 regole d’oro per il lavoro domestico”: è un elenco di diritti e doveri dei lavoratori impiegati nelle case.

All’interno vi sono temi che vanno dal periodo di prova alla durata del lavoro giornaliero, dal riposo settimanale ai contributi Inps, alle assenze sul lavoro fino al dovere, per i lavoratori, di pagare le tasse.

La presentazione si svolgerà l’8 novembre a Genova, ore 16.00, presso la Comunità latino-americana della parrocchia di S. Caterina in viale 4 novembre 5.

Intervengono: Chiara Volpato, coordinatrice Welfare Acli Liguria, Vittoria Boi, responsabile nazionale Acli dipartimento Welfare, David Recchia, coordinatore nazionale Acli dipartimento Welfare, Raffaella Maioni, segretaria nazionale Acli colf, Pasquale Orlando, segretario nazionale Fap Acli, Raffaele Gazzai, presidente regionale Acli Liguria, Davide Caviglia, referente regionale welfare Acli Liguria.

Per informazioni: Acli Liguria tel. 01025332270, email liguria@acli.it.

giovedì, luglio 21, 2011

Le Ferie delle Colf


Ho assunto una colf che mi aiuta nelle faccende domestiche per tre volte alla settimana per due ore al giorno. Per agosto vorrei mandarla in ferie. Come devo conteggiare i giorni cui ha diritto? Devo conteggiare solo quei tre giorni alla settimana che viene da me?L’art. 18 del Ccnl stabilisce che “Indipendentemente dalla durata dell’orario di lavoro, per ogni anno di servizio presso lo stesso datore di lavoro, il lavoratore ha diritto a un periodo di ferie di 26 giorni lavorativi”, quindi anche se la colf effettua un orario di servizio pari a 12 ore settimanali, i giorni di ferie che matura per ogni mese di lavoro sono comunque pari a 2,16.

Per chi lavora a ore, ciò che cambia è il numero dei giorni attribuibili per ferie durante la settimana: nel suo caso il numero di giorni da attribuire per ferie si conteggiano comunque da lunedì a sabato, anche se la colf si reca a lavoro solo tre volte alla settimana, considerando un valore di indennità di ferie, per ogni giorno pari alla media mensile della retribuzione, divisa per 26 (che sono in media i giorni lavorativi nel mese).

Il valore giornaliero dell’indennità di ferie, sarà inferiore alla retribuzione giornaliera che corrisponde normalmente alla retribuzione oraria concordata per le tre ore il giorno in cui presta servizio, ma alla fine, per ottenere una settimana di indennità di ferie dovrà moltiplicarla per sei giorni (e non tre) e vedrà che la retribuzione settimanale sarà più o meno la stessa.

Vedi Art. 18 - Ferie

1. Indipendentemente dalla durata dell'orario di lavoro, per ogni anno di servizio presso lo stesso datore di lavoro, il lavoratore ha diritto ad un periodo di ferie di 26 giorni lavorativi.
2. Il datore di lavoro, compatibilmente con le proprie esigenze e con quelle del lavoratore, dovrà fissare il periodo di ferie, ferma restando la possibilità di diverso accordo tra le parti, da giugno a settembre.
3. Il diritto al godimento delle ferie è irrinunciabile. A norma dell'art. 10 del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, un periodo minimo di 4 settimane per ogni anno di servizio non può essere sostituito dalla relativa indennità, salvo il caso previsto al comma 8.
4. Le ferie hanno di regola carattere continuativo. Esse potranno essere frazionate in non più di due periodi all'anno, purché concordati tra le parti. La fruizione delle ferie, salvo il caso previsto al comma 7, deve aver luogo per almeno due settimane entro l'anno di maturazione e, per almeno ulteriori due settimane, entro i 18 mesi successivi all'anno di maturazione.
5. Durante il periodo di godimento delle ferie il lavoratore ha diritto per ciascuna giornata ad una retribuzione pari a 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile.
6. Al lavoratore che usufruisca del vitto e dell'alloggio spetta per il periodo delle ferie, ove non usufruisca durante tale periodo di dette corresponsioni, il compenso sostitutivo convenzionale.
7. Nel caso di lavoratore di cittadinanza non italiana che abbia necessità di godere di un periodo di ferie più lungo, al fine di utilizzarlo per un rimpatrio non definitivo, su sua richiesta e con l'accordo del datore di lavoro, è possibile l'accumulo delle ferie nell'arco massimo di un biennio, anche in deroga a quanto previsto al comma 4.
8. In caso di licenziamento o di dimissioni, o se al momento d'inizio del godimento del periodo di ferie il lavoratore non abbia raggiunto un anno di servizio, spetteranno al lavoratore stesso tanti dodicesimi del periodo di ferie al quale ha diritto, quanti sono i mesi di effettivo servizio prestato.
9. Le ferie non possono essere godute durante il periodo di preavviso e di licenziamento, né durante il periodo di malattia o infortunio.

sabato, giugno 11, 2011

"L'AMBIGUO RISPETTO. RIFLESSIONI ANTROPOLOGICHE SU INCONTRI CULTURALI CONOSCERE L'ALTRO E' TAPPA OBBLIGATA"

IMMIGRAZIONE- ACLI COLF: "L'AMBIGUO RISPETTO.
RIFLESSIONI ANTROPOLOGICHE SU INCONTRI CULTURALI"-
SIGNORELLI(UNI NAPOLI):"CONOSCERE L'ALTRO E' TAPPA OBBLIGATA "


“Conoscere l'altro è per ciascuno di noi una tappa obbligata. E’, infatti, a partire dal nostro rapporto con gli altri che si possono costruire percorsi, sia a titolo individuale, come rappresentanti di strutture e come cittadini, per giungere a strategie che portino ad una pacifica convivenza.” Così Amalia Signorelli, professore ordinario di Antropologia culturale all’Università di Napoli, in un approfondimento tematico promosso in seno ad ACLI –COLF dal titolo: “L’ambiguo rispetto. Riflessioni antropologiche sugli incontri culturali” .

L'incontro, tappa ulteriore di un ciclo di incontri dedicati all’approfondimento della prevenzione del conflitto nell’ambito del lavoro domestico e di cura, ha messo in luce come la casa diventi territorio di confine e di incontro tra culture diverse che dovrebbero convivere pacificamente e comeì "la complessità giunga fino nel cuore delle nostre vite".

“Quello italiano è, in sostanza, un caso difficile poiché è affetto, nei confronti dei migranti da “un atteggiamento schizofrenico” con strutture, come quella delle Acli, nelle quali gli immigrati si inseriscono in maniera tutt’altro che conflittuale; con una scuola che in molti casi sa accogliere la diversità. Al contempo, abbiamo una legislazione molto dura ma regolarmente costellata da sanatorie”. Questo, secondo Amalia Signorelli il quadro di riferimento in cui si muove la vita dei migranti in Italia.

Per Signorelli: “Gli italiani si dividono in due filoni”. E anche qui emerge l’atteggiamento schizofrenico che percorre la società: “il primo ha un orientamento fortemente etnocentrico con pesanti scivolamenti verso il razzismo”, l’altra, la parte maggioritaria, mostra “rispetto delle culture altre” .

“E’ da questo filone – ha spiegato ancora Signorelli- che è stato formulato il concetto di multiculturalismo: un’idea che in altri paesi, con una grande tradizione di immigrazione, ha già avuto una connotazione politica: come in Gran Bretagna, in Olanda, ma anche Australia e Canada, paesi di “meticciato” per definizione”. “L’Italia – ha proseguito la studiosa- ha avuto una grande tradizione migratoria: l’emigrante italiano era alla mercé di tutto e tutti quando, nell’epoca della maggiore ondata migratoria gli emigranti italiani si muovevano verso i paesi più ricchi. L’Italia, a quel tempo, non faceva patti bilaterali, come oggi, ma proponeva solo contingenti e scambi”. “Eppure – è stato concluso durante il dibattito- questa forte esperienza di buona parte della nostra popolazione non è stata elaborata da tutti”.

Quanto al concetto di multiculturalismo, ebbene, secondo Signorelli: “il termine può essere usataocon diverse accezioni che è bene distinguere: la prima, un’accezione descrittiva sulle società multiculturali ovvero quelle in cui ci sono gruppi portatori di culture diverse”. "Tuttavia – ha fatto presente più volte la studiosa- non esistono società non miste. Tutte le culture sono ibride e sono dunque multiculturali, non esiste al mondo una società non multiculturale. Anzi, il multiculturalismo, in alcuni paesi, diventa sintesi e cultura locale”. L’altra accezione è relativa all’uso uso prescrittivo del termine. “Ma – ha rilevato- non basta volere la convivenza pacifica perché questa avvenga. Occorre, invece, conoscere la situazione e costruire una strategia per arrivare ad una convivenza pacifica. La competenza antropologica nell'analisi della situazione è, dunque, molto utile”.

Una competenza che mette in luce: "come spesso si consideri la cultura altrui come totalmente compatta e integrata”. Ma “Questa “reificazione della cultura” – ha rivelato l’antropologa - è impossibile perché ogni cultura ha chiaramente all’interno radicali differenziazioni e stratificazioni che sono generazionali e di potere. Senza contare che maschile e femminile sono portatori di pensieri diversi, le donne sono portatrici di differenze culturali sostanziali nell’ambito di ogni cultura”. “Occorrerebbe, dunque, una verifica operativa di convergenze e divergenze”.

“Altro elemento da tenere sotto osservazione - ha poi rilevato l'antropologa- è il mutamento: è un merito degli antropologi francesi l’aver formalizzato il fatto che non c’è cultura che non muta. E la situazione migratoria è aperta al mutamento culturale in maniera massiccia”.

Toccato, in ultima battuta, il tema della sicurezza : “tutto il problema della sicurezza evoca la figura minorataria del migrante di pelle scura, dedito a sopravvivenze di forma piratesca. Eppure non è certo quello che tocca maggiormente le nostre vite. Ma questo è lo stereotipo. Mentre la presenza dei migranti in Italia sta incidendo in tutt’altri modi: l’accompagnamento alla morte degli anziani e le nascita di nuove generazioni sono totalmente delegati agli stranieri” .

E, infine, la cittadinanza che non sempre gli stessi immigrati dichiarano di non volere se non per motivi di convenienza "ognuno di loro fa esperienze diverse- ha rilevato Signorelli allieva di De Martino- che ha ricordato il concetto da lui formulato di “patria culturale” ossia non fondato sul senso di appartenza al luogo di nascita ma relativo alla scoperta di appartenere ad un luogo dove si è compreso qualcosa di importante per se stessi, dove si è fatto qualcosa di buono e dove dunqu può emergere una “dimensione morale dell’uomo adulto”.

giovedì, febbraio 10, 2011

Se non ora, quando? DOMENICA IN PIAZZA ANCHE LE COLF DELLE ACLI

Roma, 11 feb - Ci saranno anche le colf delle Acli domenica nelle piazze italiane per manifestare in favore della ''dignita' delle donne'' e per il rispetto della ''fatica quotidiana'' del lavoro.

L'associazione professionale delle Acli che organizza le lavoratrici domestiche e le assistenti familiari ha aderito con una lettera alla mobilitazione ''Se non ora, quando?'' che si svolgera' domenica 13 febbraio in molte citta' italiane: per reagire - scrivono - allo ''stato di disorientamento che stiamo vivendo'', ''alla discutibilita' dei comportamenti che ci vengono ''serviti'' quasi quotidianamente come normali, tollerabili, giustificabili''.

''Ogni giorno ci battiamo per dare dignita' al lavoro e al significato edificante che questa parola porta con se'''.

scrivono le Acli Colf nel loro testo. ''Aderiamo per rispetto ai lavoratori della categoria che difendiamo'', ''per rispetto ai loro sacrifici quotidiani, al loro essere determinanti seppur invisibili, al loro duro lavoro anche se non riconosciuto socialmente e non valorizzato come meriterebbe. Aderiamo per rispetto della fatica quotidiana di assistere persone anziane o occuparsi dei figli di altre donne, mentre la propria famiglia, i propri figli sono a centina di chilometri di distanza''.

''L'impegno per il lavoro - dicono ancora le colf delle Acli - non e' solo denaro a fronte di una prestazione, ma ci riporta ad un senso di dignita' dell'operare umano''. Per questo chiedono alle istituzioni ''modelli edificanti di comportamento'', per ''dare un senso ed un valore alla Repubblica democratica fondata sul lavoro''.

domenica, gennaio 02, 2011

Arriva il nuovo decreto flussi primo clic day il 31 gennaio

ROMA - L'Italia riapre le sue porte. Per migliaia di extracomunitari riparte la "lotteria delle quote": entro fine mese verrà, infatti, approvato il decreto flussi 2010. Una sorpresa, dopo due anni di chiusura totale. I posti in palio? Ottantamila, di cui 30mila per colf e badanti e 50mila per i lavoratori delle nazionalità privilegiate.

Con il decreto flussi l'Italia fissa ogni anno le quote di extracomunitari, che possono entrare per motivi di lavoro subordinato o autonomo. Insomma è rivolto a chi si trova all'estero e vuole venire nel nostro Paese a lavorare. In realtà, come sanno bene gli immigrati e i datori di lavoro, il decreto è da anni (vista la rarità delle sanatorie) l'unica chance per uscire dalla clandestinità e mettersi in regola. L'iter però non è semplice, né privo di rischi: si presenta domanda d'assunzione, si rientra nelle quote, si esce dall'Italia col nulla osta e si rientra con un visto d'ingresso. Insomma, si esce clandestini, si rientra regolari. Sempre che, attraversando le frontiere, non ti venga consegnato un foglio d'espulsione. A vincere la lotteria sono però in pochi. Di fronte ai ridotti posti in palio, infatti, le domande sono sempre una valanga. Un esempio? Nel 2007 su 170mila quote, le richieste d'assunzione presentate sono state oltre 740mila.

L'ultimo decreto flussi risale al 2008: 150mila i posti messi allora a disposizione. Poi sono seguiti due anni di black out: nessuna quota. Stop agli ingressi. Un'apertura parziale è arrivata
con la sanatoria 2009, limitata però a colf e badanti: 294mila le domande presentate, di cui 180mila per colf e 114mila per badanti. Ora a sorpresa il governo riapre i cancelli del Paese. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, qualche giorno fa aveva infatti annunciato "ingressi limitatissimi e solo per colf e badanti". E così i tecnici del Viminale si sono messi al lavoro.
Il nuovo decreto flussi è pronto. Sarà datato 2010, scritto e approvato entro fine dicembre, salvo sorprese. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale dovrebbe però slittare agli inizi del nuovo anno. Le quote? Basse: dovrebbero essere limitate a 80mila lavoratori subordinati o autonomi. Così divisi: 30mila posti per colf e badanti, 50mila per i lavoratori provenienti da quei Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione con l'Italia. Verranno inoltre convertiti in permessi per lavoro subordinato 5/6mila permessi di soggiorno per studio.

Non è tutto. Anche quest'anno tutta la procedura sarà esclusivamente on line: nessuna fila alle questure insomma. Il click day dovrebbe essere a febbraio 2011. La corsa alle quote è assicurata. Il tempo di smaltimento delle pratiche, meno: colpa del taglio dei lavoratori a tempo determinato del Viminale, annunciato per fine dicembre. Ieri i 650 "precari dell'immigrazione" hanno scioperato: sono loro a mandare avanti il lavoro degli sportelli unici per l'immigrazione nelle prefetture. Ma, salvo proroghe, nel 2011 andranno tutti a casa.

Il nuovo decreto piace alle associazioni. "Che si faccia è sicuramente una buona notizia, che aspettavamo da tempo e risponde a una logica di buon senso - afferma Andrea Olivero, presidente nazionale Acli - è la conferma che la presenza degli immigrati è una risorsa necessaria per il Paese, per il mondo produttivo e per le famiglie. Speriamo che le vicende politiche di queste ore, comunque si risolvano, non compromettano il lavoro fatto. Certo i numeri sembrerebbero limitati, se confrontati con quelli degli scorsi anni. Probabilmente si vuole colmare la differenza con gli immigrati già presenti in Italia, che hanno perso nel frattempo il lavoro a causa della crisi. A questo punto sarebbe coerente prolungare per loro i tempi di scadenza del permesso di soggiorno, per consentirgli di non perdere la condizione di regolarità".

domenica, novembre 21, 2010

Presidio per la regolarizzazione




A Roma presidio sotto la pioggia per la regolarizzazione Le organizzazioni sociali e sindacali chiedono “atti concreti e responsabili” da parte del governo. Russo: “Clandestini dopo venti anni di lavoro in Italia”. Maioni: “Casa farà l’Inps con i soldi delle persone truffate?”

ROMA – La pioggia di questo pomeriggio non ha bloccato i rappresentanti degli immigrati e delle organizzazioni sociali e sindacali che dal primo pomeriggio si sono dati appuntamento dinanzi alla Prefettura di Piazza Santi Apostoli, a Roma. Obiettivo del presidio: chiedere ai ministri Maroni e Sacconi “atti concreti e responsabili” sul tema della regolarizzazione dei lavoratori immigrati. Alla manifestazione, che si è svolta in contemporanea in 43 diverse città italiane, hanno aderito Acli, Antigone, Arci, Asgi, Cgil, Cir, Cnca, Emmaus Italia, Fcei, Libera, Terra del fuoco, Progetto diritti onlus e Sei-Ugl.

“C’è un bisogno di legalità in questo paese espresso in primo luogo dagli immigrati, ma anche dalle famiglie e dalle imprese, a cui è necessario dare una risposta – afferma Antonio Russo, responsabile nazionale area Immigrazione delle Acli. – Vogliamo aprire un tavolo di trattativa con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e con quello del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, perché venga affrontata questa emergenza, che ha visto il suo massimo picco nelle proteste di Brescia e di Milano”. “L’emergenza – precisa il responsabile immigrazione delle Acli, “è nata con la legge 102 del 2009 che prevedeva la regolarizzazione di colf e badanti”: una legge pensata per favorire l’emersione del lavoro nero, tant’è che le lavoratrici e i lavoratori “emersi” sarebbero circa 300 mila. “Ma quello che non si dice mai – continua Russo – è che per raggiungere l’obiettivo era previsto che le persone che facevano richiesta di regolarizzazione vedessero sospesi i procedimenti amministrativi a loro carico. Gli unici che non potevano usufruire di questa possibilità erano gli scafisti e i responsabili del reato di tratta. Eppure – precisa – la circolare Manganelli impedisce di ottenere il permesso di soggiorno a quanti sono stati oggetti di doppia espulsione, ovvero di doppio fermo di polizia”.
La richiesta delle organizzazioni, dunque, è quella di recepire la direttiva europea n.52 che permetterebbe di estendere la possibilità di usufruire dell’articolo 18 del Testo unico sull’immigrazione anche da parte di chi denuncia di essere stato costretto al lavoro irregolare. Una seconda richiesta è quella della proroga del permesso di soggiorno per chi, dopo aver perso il lavoro, ha tempo solo sei mesi per trovarne uno nuovo. “Sono innumerevoli i casi di lavoratori immigrati che hanno perso il permesso di soggiorno pur vivendo in Italia da anche venti anni con i loro figli e le loro famiglie. Se non riescono a trovare un nuovo lavoro nel giro di sei mesi – sottolinea Russo – diventano irregolari. Per la legge clandestini”. “Cosa farà l’Inps con i soldi delle persone che sono state truffate? – si chiede Raffaella Maioni (nella foto), responsabile nazionale di Acli Colf –. Sono comunque soldi frutto di una truffa”. Il problema – secondo la responsabile di Acli Colf – è che “le truffe si sono innestate sulla regolarizzazione di colf e badanti”, per cui ora sarebbe “necessario creare canali strutturali di ingresso regolare per i migranti”.

sabato, settembre 25, 2010

Acli Colf on line: "Per tutti la scuola deve rappresentare un luogo d...

"Per tutti la scuola deve rappresentare un luogo di incontro e di integrazione"

di Raffaella Maioni
Responsabile Nazionale Acli Colf

Importanti le parole del Presidente delle repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso alla cerimonia di apertura dell'anno scolastico 2010-2011.
Parole di conforto e di fiducia che rilanciano con forza la convinzione che attraverso lo studio e la formazione (che spesso costano fatica, ma possono dare anche grande soddisfazione) si possa contribuire al proprio miglioramento personale e per questa via dell’intera società, per “superare squilibri, disparità, disuguaglianze”.

Investire nella qualificazione e nella riqualificazione, favorire la scuola come luogo di incontro e di integrazione fra cittadini italiani e stranieri, ciascuno con la propria storia e la propria ricchezza., questo l’auspicio del Presidente della Repubblica.
Napolitano invita a ripercorrere la nostra storia, 150 anni di storia importante e seria, che come raccontano molte delle storie raccolte dalle Acli Colf, è fatta di progresso e di emigrazione, di piccole imprese e braccia operose.
Napoletano incoraggia i giovani alunni a mettercela tutta. “Quest’anno, proprio quest’anno, mettetecela tutta!”. Un invito che tutti possiamo cogliere."

mercoledì, marzo 31, 2010

Il prossimo 10 Aprile scade il termine per il versamento della contribuzione dovuta per i lavoratori domestici

Nel periodo compreso tra il 1° e il 10 aprile sarà possibile pagare la contribuzione dovuta dai datori di lavoro domestico a favore dei collaboratori occupati alle proprie dipendenze.

In particolare si potranno pagare i contribuiti relativi al lavoro prestato nel 1° trimestre 2010. La cifra da versare varia a seconda dell’importo della retribuzione oraria corrisposta, come precisato nella circolare n. 11, emanata dall’Inps in data 28 gennaio 2010.

sabato, marzo 13, 2010

Diritti in piazza 2010. Un lavoro di cura in regola... I diritti e i doveri dei collaboratori familiari e dei datori di lavoro.

Monografia
Un lavoro di cura in regola...
I diritti e i doveri dei collaboratori familiari e dei datori di lavoro.
Una guida in pillole al Contratto Collettivo Nazionale del lavoro domestico

febbraio 2010

Per consultare e scaricare la Guida completacon i parametri economici validi da gennaio a dicembre 2009

Calendario Colf 2010
Un lavoro di cura in regola...Guida alle scadenze
Il calendario 2010 con tutte le date riguardanti le scadenze per le collaboratrici ed i collaboratori familiari.


per scaricare i materiale clicca qui
http://www.patronato.acli.it/interna.asp?idPag=1878


venerdì, febbraio 26, 2010

ACLI COLF NAPOLI:SEMINARIO "CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE LAVORO DOMESTICO"

Si chiama “Nel Rispetto della Legge e dei Diritti” il ciclo seminariale organizzato dalle Acli Colf di Napoli e diretto alle collaboratrici familiari con lo scopo di creare dei percorsi di promozione, conoscenza ed esercizio dei diritti.

Il primo seminario, tenuto da Marialaura Biscaglia, si è svolto sul tema del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro Domestico.La finalità del seminario è stata quella di informare sulla corretta gestione del rapporto di lavoro e sulla giusta applicazione del Contratto Collettivo Nazionale.
Al seminario hanno partecipato una decina di collaboratrici familiari ed alcune componenti del Direttivo Provinciale delle Acli Colf: Patrizia Tuccillo, Anna Cristofaro e Oksana Babich.

Al seminario ha fatto seguito il dibattito dal quale sono emerse alcune difficoltà relative alla giusta applicazione del Contratto Collettivo e quindi all’effettivo riconoscimento dei diritti delle lavoratrici impegnate nel Lavoro di Cura.

Il prossimo seminario si terrà sul tema dell’Immigrazione.

domenica, febbraio 21, 2010

Migranti per lo Sviluppo

Lavoro domestico: Al via il corso di formazione
Promosso da Acli Colf, l'associazione professionale delle Acli, insieme all'Ipsia, l'ong aclista, il corso, diretto ai dirigenti aassociativi sul territorio, vuole migliorare la capacità di comprendere il settore di impiego e approfondire il pensiero sul lavoro domestico e l’assistenza familiare

18 febbraio 20101 - Si chiama ‘Migranti per lo sviluppo’ il corso organizzato in due moduli dalle Acli Colf in collaborazione con Ipsia per i fine settimana 19- 21 febbraio e 5-7 marzo presso l’hotel Midas (Roma, via Aurelia 800).

Il corso, diretto ai dirigenti territoriali delle Acli Colf che in Italia sono presenti su circa 30 province, vuole migliorare la capacità di comprendere il settore di impiego delle Acli Colf, approfondire il pensiero sul lavoro domestico e l’assistenza familiare, migliorare le capacità di crescita e co-sviluppo.

Nella prima sessione, 19- 21 febbraio, sarà presentata l’esperienza di Acli Colf, il suo ruolo e i suoi obiettivi. Sarà inoltre possibile riflettere su un progetto pilota sul lavoro domestico e di cura realizzato a Padova.

La storia delle Acli Colf nel contesto italiano sarà invece uno dei temi del secondo modulo. Sempre nel week-end del 5-7 febbraio si parlerà si lavoro domestico e di welfare in un’ottica internazionale.

Per informazioni sul corso, diretto ai dirigenti provinciali delle Acli Colf, contattare la segreteria organizzativa: tel. 065840367.

Migranti per lo Sviluppo – Programma Corso

19 – 20 – 21 febbraio 2010

Modulo 1:

Associazionismo, progettazione e co-sviluppo

Focus 1. Associazionismo e co-sviluppo

Obiettivi

• raccordo tra esigenze e obiettivi dei formatori e bisogni e interessi dei beneficiari

• sviluppare il senso dell’associazionismo nel contesto attuale;

• dall’associazionismo al co-sviluppo: cosa significa co-sviluppo dal punto di vista storico, politico, concettuale e sua rilevanza;

• illustrazione casi di studio: come progetti di co-sviluppo abbiano contribuito al miglioramento delle condizioni di vita nei territori di implementazione

    Venerdì 19 febbraio - Ore 15.00/19.00

    Saluti e Presentazione del Corso. Acli Colf: associazione e prospettive per il futuro.

    Raffaella Maioni (Acli Colf)

    Introduzione. Il lavoro di cura come luogo in cui progettare per costruire Welfare.

    Vittoria Boni (Dipartimento Welfare Acli)

    Conoscenza dei partecipanti e presentazione delle realtà associative.

    Presentazione del progetto Migranti per lo sviluppo e del percorso formativo.

    Analisi delle aspettative. Definizione dei contenuti del calendario.

    Luca Piazzi (Ipsia)

Focus 2. Rafforzamento dell'associazione: comunicazione interna e diagnostica partecipativa

Obiettivi

• Far emergere i significati dell'associazionismo all'interno di un contesto e nell'ambito del co-sviluppo;

• Acquisire strumenti per leggere l'organizzazione: punti di forza e di debolezza;

• Offrire uno spazio di confronto finalizzato all'ascolto di differenti esperienze e

identità associative.

    Sabato 20 Febbraio - Ore 09.00/13.00

    Introduzione. L’associazionismo in un’ottica internazionale. Il ruolo delle Acli.

    Michele Consiglio (Rete Mondiale Aclista)

    Definizione del concetto di co-sviluppo e brainstorming sulla parola associazione;

    Interazione e scambio sul ruolo dell'associazionismo; Ipotesi di significato: l'agire associato; Presentazione di casi di co-sviluppo e/o associativi e lavoro in sottogruppi;

    Griglia analitica: funzioni organizzative.

    Luca Piazzi (Ipsia)

Focus 3. Sviluppo ed elaborazione dell’idea progettuale

Obiettivi

• Offrire strumenti per facilitare e consolidare l'idea progettuale

• Sostenere lo sviluppo dell'idea progettuale in relazione alla lettura del contesto

• Mettere in Relazione l'idea progettuale all'identità e alla mission organizzativa

    Sabato 20 Febbraio - Ore 15.00/19.00

    Costruzione di una definizione di idea progettuale;

    Griglia di elaborazione dell'idea progettuale: rapporto tra risorse e bisogni a partire dalla lettura dei contesti;

    Dall'idea progettuale alla stesura di un progetto.

    Onama John (Docente di Euro-progettazione, Facoltà di Scienze Politiche – Padova)

Confronto in aula

    Motivazioni e sviluppo delle progettualità all’interno delle Acli Colf. Creare la nostra rete.

    L’esperienza progettuale nelle Acli Colf

    Clorinda Turri e Teresa Mereu (Acli Colf)

Focus 4. Acli Colf: suoi ruoli ed obiettivi

Obiettivi

• Offrire un momento di riflessione sull’esperienza formativa e sugli sviluppi delle possibilità di fare associazione nel contesto odierno

    Domenica 21 Febbraio - Ore 09.00/13.00

    Momento di riflessione condiviso sulla spiritualità e sull’impegno associativo

    Presentazione di un Progetto Pilota sul lavoro domestico e di cura.

    Cristina Mazzacurati (Master Studi interculturali Padova - Acli Colf Padova)

    Valutazione dell’esperienza formativa

    Pina Brustolin e Federica Suardi (Acli Colf)

    Formazione ed impegno nelle Acli

    Paola Vacchina (Funzione Formazione e presidenza Caf Acli)

      Migranti per lo Sviluppo– Programma Corso

    05 – 06 - 07 marzo 2010

    Modulo 2: Temi e contenuti dell’associazione

    Focus 1. I temi dell’associazionismo specifico nelle Acli Colf. Analisi del contesto italiano e internazionale

    Obiettivo

    • Offrire un percorso mediante il quale si possano migliorare i propri strumenti conoscitivi in merito ai temi sviluppati dalle Acli Colf.

      Venerdì 05 marzo - Ore 15.00/19.00

      Introduzione. Acli Colf e la loro storia nel contesto italiano.

      Rina Bressan (Acli Colf)

      Immigrazione: una panoramica attuale in Italia e nel contesto europeo.

      Antonio Russo (Area Immigrazione Acli)

      Migrant Domestic Worker: riflessione sul lavoro domestico in un’ottica internazionale.

      Martina Liebsh (Caritas Internationalis)

    Testimonianze e Confronto in aula

      Valutazione delle esperienze a partire dalle proprie realtà associative

    Focus 2. Welfare italiano e transnazionale rispetto al lavoro domestico e all’assistenza familiare.

    Obiettivo

    • Partendo dall’analisi, ricerche e progettualità realizzate, sviluppare il tema del Welfare della cura nel contesto italiano e con una prospettica transnazionale.

      Sabato 06 marzo - Ore 09.00/13.00

      Introduzione. Progettare per costruire Welfare. Sinergie ed azioni sviluppate dal Patronato Acli in Italia e all'estero

      Fabrizio Benvignati (Patronato Acli)

      Lavoro di Cura e Welfare transnazionale

      Flavia Piperno (Ricercatrice Cespi)

      “Assistenza pubblica e privata. Analisi del ruolo degli Enti locali e buone prassi”.

      Presentazione della ricerca condotta da Raffaella Sarti ed Elena de Marchi.

      Elena de Marchi (Università degli Studi di Milano)

      Confronto in aula

      Valutazione delle esperienze a partire dalle proprie realtà associative.

    Focus 3. Implementazione dei propri strumenti di analisi attraverso approfondimenti sulle tematiche oggetto di studio delle Acli Colf

    Obiettivo

    • Approfondire i contenuti in merito al lavoro di cura rispetto all’analisi sociologica e alla lettura dei contesti.

      Sabato 06 marzo - Ore 15.00/19.00

      Il lavoro di cura in un’ottica di genere.

      Maria Grazia Fasoli (Funzione Studi e Coordinamento del programma)

      Il lavoro di cura nel contesto italiano. Presentazione del libro “Badanti”.

      Asher Daniel Colombo (Docente Sociologia Università di Bologna)

      Il lavoro di cura: diagnosi di un rapporto di lavoro tra dinamiche sociali e crisi personale.

      Maria Stropkovicova (Cooperativa Lybra Trieste)

      Lavoro Domestico e Immigrazione a Napoli: analisi di un contesti partendo dai dati.

      Anna Cristofaro (Direttivo Nazionale Acli Colf - Acli Colf Napoli)

    Confronto in aula

      Valutazione delle esperienze a partire dalle proprie realtà associative

    Focus 4. Welfare italiano e transnazionale rispetto al lavoro domestico e all’assistenza familiare

    Obiettivo

    • Partendo dall’analisi, ricerche e progettualità realizzate, sviluppare il tema del Welfare della cura nel contesto italiano e con una prospettica transnazionale.

      Domenica 07 marzo - Ore 09.00/13.00

      Momento di riflessione condiviso sulla spiritualità e sull’impegno associativo rispetto ai propri territori.

      Valutazione dell’esperienza formativa

      Malanca Laura e Barbara Mastrosimone (Acli Colf)

      Come sviluppare l’associazionismo nel settore del lavoro di cura e che stile dare alla propria associazione.

      Achille Tagliaferri (Dipartimento Pace e Stili di Vita)

sabato, febbraio 06, 2010

INFLAZIONE: ACLI COLF, BENE ISTAT MA FAMIGLIE NON SONO SOSTENUTE

L’inserimento nel nuovo paniere Istat per il calcolo dell’inflazione del lavoro del collaboratore familiare con compiti di assistenza alla persona, e’ senza dubbio una “chiara presa di coscienza, del valore prezioso di migliaia di lavoratori e lavoratrici che ricoprono un ruolo di fondamentale importanza in quella che e’ la via italiana della cura alla persona”. E’ quanto afferma Raffaella Maioni, responsabile nazionale delle Acli Colf. A fronte di cio’, ribadisce, “le famiglie continuano a sostenere nuovi costi, senza pero’ essere sostenute ne’ da una rete adeguata di servizi ne’ agevolazioni economiche a favore della cura della persona presso la propria abitazione”. Le Acli Colf auspicano che via sia finalmente la volonta’ di investire sulle famiglie e su quello che “e’ un bisogno fondamentale come il settore dell’assistenza”.

mercoledì, gennaio 27, 2010

Colf e badanti: i nuovi stipendi minimi

Roma - 25 gennaio 2010 – Con l'arrivo del nuovo anno, sono stati ritoccati leggermente al rialzo i minimi retributivi e i valori convenzionali di vitto e alloggio per colf, badanti, baby sitter e tutti gli altri lavoratori domestici. Qui sotto trovate le tabelle in vigore dal 1 gennaio 2010.

La classificazione segue il contratto collettivo nazionale del lavoro domestico, parte quindi dai collaboratori domestici alle prime armi (liv. A) per arrivare a chi, dopo un'adeguata formazione professionale, assiste persone non autosufficienti (liv. DS). C'è poi una distinzione tra i conviventi (anche part-time), i non conviventi e i lavoratori che assicurano assistenza o presenza notturna.

LIVELLI

TABELLA A

LAVORATORI CONVIVENTI

VALORI MENSILI

INDENNITÀ

A

572.71

AS

676.84

B

728.91

BS

780.97

C

833.04

CS

885.10

D

1041.30

153.98

DS

1093.36

153.98

LIVELLI

TABELLA B

LAVORATORI DI CUI ART.15 2°C.

VALORI MENSILI

A

AS

B

520.65

BS

546.68

C

603.95

CS

D

DS

LIVELLI

TABELLA C

LAVORATORI NON CONVIVENTI

VALORI ORARI

A

4.16

AS

4.90

B

5.21

BS

5.52

C

5.83

CS

6.13

D

7.08

DS

7.39

LIVELLI

TABELLA D

ASSISTENZA NOTTURNA

VALORI MENSILI

AUTOSUFFICIENTI

NON AUTOSUFFICIENTI

BS

898.12

CS

1017.87

DS

1257.37

LIVELLI

TABELLA E

PRESENZA NOTTURNA

VALORI MENSILI

LIVELLO UNICO

601.36

TABELLA F

INDENNITÀ

TOTALE INDENNITÀ VITTO E ALLOGGIO

Pranzo e/o colazione

cena

Alloggio

1.72

1.72

1.49

4.93