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sabato, marzo 19, 2011

Paola Cortellesi su youtube con Serena Dandini



Paola Cortellesi: il video a Parla con me raggiunge 28 mila visite. “Qual è a caso un mestiere che oggi come oggi…?”, chiede Serena Dandini a Paola Cortellesi a Parla con me: si racconta di Nessuno mi può giudicare, il film con la stessa attrice e Raoul Bova.

All’improvviso giunge il regista Massimiliano Bruno, che descrive la grande partecipazione del quartiere in cui si sono svolte le riprese. Irrompono poi gli altri attori, tra cui Caterina Guzzanti (che vedremo anche in Boris dal 1 aprile) e Rocco Papaleo. Quest’ultimo ironizza su Nanni Moretti, citato nel film: “Che siamo in un film di Nanni Moretti?” è la battuta, che riprende quella dello stesso regista quando in Ecce bombo (1978) diceva, “Che siamo in un film ci Alberto Sordi?”. Il tutto finisce con l’arrivo di Lillo. “Come è andata con le escort?”, chiede Dario Vergassola, e Bruno risponde che era da tempo che parlava con loro.

Il video, su YouTube in 2 giorni ha raggiunto 28865 visualizzazioni.

giovedì, dicembre 31, 2009

Il Presidente Napolitano su You Tube spinge ad una nuova stagione di riforme.




Un nuovo appello a un clima sereno che permetta l'avvio di una nuova stagione di riforme, quelle di cui ha molto bisogno il Paese. Ma anche un messaggio di fiducia, visto che il 2009 e' stato investito dalla piu' grande crisi economica degli ultimi 80 anni e il 2010 sperimentera' le conseguenze sociali della recessione. Questi i punti su cui vertera' questa sera l'intervento di Giorgio Napolitano, trasmesso a reti unificate, in occasione della notte dell'ultimo dell'anno. Un messaggio che segna la svolta di un settennato, un periodo in cui tradizionalmente i presidenti della Repubblica iniziano a tirare le somme del lavoro fatto dal momento dell'elezione. Napolitano, simbolicamente, rilancia con un gesto di apertura ai piu' moderni strumenti di informazione di massa: da oggi parte su Youtube un canale dedicato del Quirinale, dove sara' possibile trovare i video degli interventi della piu' alta magistratura della Repubblica. Certo, le frasi esatte del discorso di stasera ancora non si conoscono. Napolitano e' uomo che fino all'ultimo momento, lima, rivede e corregge finanche le sfumature dei suoi interventi. Le linee generali pero' sono quelle tracciate nelle riflessioni delle ultime settimane.
Napolitano rivolgera' un pensiero alle vittime delle grandi tragedie nazionali, a partire dal terremoto dell'Abruzzo. Poi si soffermera' sulle ristrettezze imposte dalla crisi. A cominciare dalle famiglie e dal ceto medio impoverito, ma anche le piccole e medie imprese in sofferenza in momenti in cui e' piu' difficile ottenere il credito e onorare le scadenze.
Un'Italia che sente i morsi della crisi, anche al di la' della dimensione finanziaria di questa. Questione sociale e riforme sono due aspetti della stessa medaglia. Gli operai che occupano i tetti delle fabbriche, lottano per il posto di lavoro ma denunciano anche la necessita' di politiche di ampio respiro per rilanciare il sistema paese. Non sara' possibile vararle senza un confronto sereno e serrato tra le forze politiche. Non e' un caso che, all'indomani dell'aggressione di poche settimane fa subita da Silvio Berlusconi, il Capo dello Stato abbia detto subito che non si deve indulgere ne alle sensazioni di dare scossoni extraparlamentari al governo, ne a teorie complottistiche che hanno come unico effetto quello di avvelenare il clima.
Dialogo, insomma, per permettere all'Italia di uscire piu' rafforzata da una crisi che non e' solo sua. Ultimamente Napolitano si e' lasciato andare, a riguardo, a qualche osservazione sconsolata. Ma non e' la notte dell'ultimo dell'anno la sede per ripeterla. E' la sera dell'ottimismo, e senza ottimismo e fiducia non si esce dalle crisi. Napolitano lo sa bene e per questo chiede che tutti facciano la loro parte. (AGI)

http://www.agi.it/politica/notizie/200912311103-pol-rt10026-napolitano_dal_messaggio_una_spinta_a_riforme_e_dialogo

Anche il "Colle" approda in YouTube con un suo canale. Ad inaugurarlo, il tradizionale messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica agli italiani di questa sera. Il canale ufficiale del Quirinale su YouTube, accessibile digitando l'indirizzowww.youtube.com/presidenzarepubblica, raccoglierà i filmati degli interventi più significativi dell'attività del Capo dello Stato.

"Apriamo le porte del Quirinale ai tanti utenti dei nuovi media non solo per ampliare e rendere sempre più efficienti e moderni gli strumenti della nostra comunicazione ma anche per promuovere e favorire un rapporto sempre più stretto e trasparente con i cittadini", cominincia così il benvenuto del Presidente Napolitano ai naviganti della rete, in apertura del canale. "Le nuove tecnologie non conoscono né barriere né frontiere - prosegue - Ci incontreremo in questo spazio per costruire, insieme, occasioni di partecipazione alla vita democratica".



http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/12/30/visualizza_new.html_1650676308.html

Con il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica agli italiani, il Quirinale lancia domani il suo canale ufficiale su YouTube. All'indirizzo www.youtube.com/presidenzarepubblica, il canale raccoglie filmati degli interventi piu' significativi del capo dello Stato che in un video-messaggio dice: 'Apriamo le porte del Quirinale ai tanti utenti dei nuovi media per rendere piu' efficienti gli strumenti della comunicazione e per un rapporto piu' stretto e trasparente con i cittadini'.


Roma, 31 dic. (Apcom) - Non più solo davanti alla tv per l'appuntamento di tutti i veglioni. Con il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica agli italiani, questa sera il Quirinale lancia ufficialmente il suo canale su YouTube. accessibile all'indirizzo www.youtube.com/presidenzarepubblica. Oltre al messaggio 2009 che Giorgio Napolitano sta limando in queste ore, il canale raccoglierà filmati degli interventi più significativi dell'attività del Capo dello Stato. L'iniziativa vuole "promuovere e favorire un rapporto sempre più stretto e trasparente con i cittadini" poiché "le nuove tecnologie non conoscono barriere". Il momento sarà solenne, forse più di sempre dopo un anno nel quale la crisi economica, le catastrofi naturali, la tensione tra schieramenti politici, gli scandali privati e pubblici, lo scontro tra potere esecutivo e giudiziario hanno messo a dura prova tanti equilibri. Il presidente vuole un discorso alla gente, fuori dai riti e dal linguaggio 'stretto' della politica, un messaggio che partirà dalla 'sofferenza' per declinarsi nelle prospettive di speranza e di ripresa. E toccherà anche il tema scottante dell'immigrazione.

mercoledì, febbraio 18, 2009

Facebook e YouTube rischiano la chiusura?

Scritto da Federico Diana | mercoledì 18 febbraio 2009
Facebook e YouTube rischiano la chiusura?E' polemica per l'approvazione del disegno di legge proposto dal senatore dell'Udc Gianpiero D'Alia, che in caso di istigazione a delinquere ed apologia di reato su internet permette al Ministro dell'Interno di oscurare, tramite imposizione ai provider, interi siti web.

Il criticatissimo emendamento di sicurezza proposto alcune settimane fa dal senatore dell'Udc Gianpiero D'Alia, che prevede la possibilità di censurare i siti web che ospitano contenuti riconducibili all'istigazione a delinquere e all'apologia di reato, è stato approvato. Il Ministro dell'Interno, dopo segnalazione dell’autorità giudiziaria, avrà il potere di ordinare ai fornitori di servizi internet (inclusi ISP come Telecom Italia, Tiscali e Fastweb) la rimozione o l'oscuramento tramite filtraggio dei siti che presentano i contenuti pericolosi. Se l'ISP non ottempera alla richiesta entro 24 ore, sono previste pesanti sanzioni, fino ad un massimo di 250.000 euro.

Chiusura di Youtube e Facebook?
La legge nasce come reazione alla nascita di gruppi che inneggiano alla criminalità nei maggiori siti di social network: su Facebook sono infatti recentemente apparsi gruppi di fan di noti mafiosi, ma anche petizioni a favore degli stupratori, o a sfondo xenofobo. La reazione dei più importanti colossi a rischio censura, come il sito di condivisione video YouTube ed il sopracitato social network Facebook, non si è fatta attendere. Secondo la portavoce di Facebook Debbie Frost, l'emendamento di D'Alia "mira a chiudere l'intera ferrovia di una nazione a causa di alcuni discutibili graffiti in una singola stazione". "Prendiamo molto seriamente la comparsa di contenuti che incitano alla violenza, e lavoriamo per rimuoverli nella maniera più celere possibile" dichiara la Frost.


"Per ogni contenuto controverso pubblicato su Facebook, ci sono letteralmente migliaia di interazioni positive, che promuovono la comunicazione, l'amicizia ed il commercio". Le affermazioni della portavoce Facebook sono effettivamente suffragate dai numeri: sono ad esempio 433 i membri del fan club Provenzano, ma il gruppo dedicato agli eroici magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino conta circa 370.000 sostenitori. Secondo Google Italia (ricordiamo che YouTube è un servizio di Google) la Legge D'Alia è un attentato alla libertà di espressione, e si accanisce contro determinate aziende. Anche il mondo politico è in subbuglio: Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, ha pubblicato sul suo blog un breve ma esplicito articolo intitolato "Internet in Italia: come Cina e Birmania", e giudica la legge "antidemocratica e incostituzionale".


I detrattori dell'emendamento puntano il dito sulla scarsissima competenza in materia della classe politica italiana, incapace di comprendere e valutare in maniera adeguata il funzionamento e le dinamiche dell'universo web. Nell'attesa che l'emendamento venga esaminato dalla Camera, il senatore D'Alia si difende dalle critiche definendo il suo disegno come uno "strumento operativo non generalizzato", ma il popolo della rete non ci sta: sono infatti già comparsi su Facebook nuovi gruppi che osteggiano, in maniera più o meno audace, il provvedimento.

lunedì, febbraio 02, 2009

Tendenze: Il mio nome è Marco. Marco Marfè. un provino cult su youtube


il suo «provino» con simona ventura è diventato un cult di youtube Il mio nome è Marco. Marco Marfè Fenomeno neomelodico: sbeffeggiato in Rete e ripescato a furor di popolo per «X-Factor»

NAPOLI - Marco Marfé, ventunenne cantante napoletano a dir poco naif, furoreggia da alcune settimane su You tube. Il suo provino per la trasmissione «X-Factor» ha raggiunto e superato in breve tempo quota 400mila clic. Per la verità i commenti alla sua imbarazzante versione «ballata» di Gelato al cioccolato sono tutt'altro che lusinghieri. La stessa Simona Ventura ha sbarrato gli occhi di fronte alle improbabili evoluzioni del cantante di rossovestito col ciuffo alla Tin Tin che si definisce «frizzantino» e non spiccica una parola d'inglese.
DI NUOVO SU RAI DUE - Fatto sta che, al di là dei giudizi sulle capacità canore e soprattutto di ballerino, il giovane neomelodico, fautore di musica, dice lui, «pop dance», è stato ripescato a furor di popolo a X-Factor per riproporre la sua personalissima versione della hit di Pupo. Evidentemente Ventura, Morgan e compagnia hanno fiutato la pista del personaggio mediatico.

Non solo. Marfè presenterà il suo nuovo singolo «Il fragolone» nella trasmissione di Barbara D'Urso «Mattino 5», almeno stando a quanto si legge sul sito levocidinapoli.it, portale che si occupa della galassia, davvero molto estesa, dei cantanti neomelodici.
R. W.

giovedì, aprile 10, 2008

Fotoromanzi in classe per ripudiare i clan


Miano, nell’era di YouTube messaggi stile anni ’60. Anche spot contro i boss. Ma continua lo spaccio alla luce del sole

DANIELA DE CRESCENZO Angelo è un ragazzo costretto a correre in moto nelle gare clandestine per ripagare il debito contratto da sua madre con un usuraio. Nell’era di YouTube e dei video violenti girati per finire in rete, i ragazzi della media D’Acquisto di Miano hanno scelto il fotoromanzo, uno strumento un po’ retrò ma indubbiamente affascinante per raccontare una storia che conoscono bene. Angelo, il ragazzo che loro hanno conosciuto, è morto in via Toledo a cavallo della sua moto. Gli studenti, però, per la loro iniziativa hanno voluto un finale diverso: il protagonista si salva con l’aiuto degli amici che lo convincono a denunciare lo strozzino. Si chiama «La vita non è un gioco» il giornale a fumetti realizzato alla D’Acquisto (preside Antido Villani) dagli alunni impegnati nei progetti in difesa della legalità sotto la guida dei docenti Fausto Morviducci, Adriana Merolla, Cira Sommella. Un impegno, quello contro la criminalità organizzata, non facile da sostenere in scuole dove ogni i giorni i ragazzi percorrono strade che sono teatro di una faida infinita. Tra Miano, Secondigliano e Scampia presidi e insegnanti si danno da fare ogni giorno per offrire ai loro studenti almeno una chance, quella della cultura. E così alla D’Acquisto si rivisita il fotoromanzo stile anni Sessanta per proporre storie a lieto fine. «Quando gli insegnanti ci hanno chiesto di immaginare la trama del nostro fotoromanzo - racconta Valeria - ci siamo ricordati la storia di questo ragazzo che conoscevamo e abbiamo voluto scriverla». Alla Marta Russo, invece, la legalità si sogna in uno spot. «Abbiamo girato un filmato con due gruppi di ragazzi, uno che vuole andare a sballarsi e uno che preferisce l’amicizia. Alla fine vincono i buoni», raccontano gli allievi della seconda e terza E (che nella loro esperienza sono stati guidati dalle insegnanti Maria D’Adamo, Donatella Molfino e Carla Vitale). E così il filmato si chiude con un rap: «Coloriamo la nostra vita, non viviamo in bianco e nero. Il vero sballo è stare fuori dal tunnel», cantano i ragazzi. Ma anche in questo caso il lieto fine resta una speranza, forse un’utopia. «Nella vita che conosciamo, in questo quartiere gli spacciatori fanno il buono e il cattivo tempo», raccontano i giovanissimi protagonisti del video. Ed è difficile dare loro torto se per arrivare alla scuola del rione dei Fiori bisogna passare accanto a quelle che è facile individuare come sentinelle dei Di Lauro, comodamente sedute sulle sedie sistemate all’inizio e alla fine di ogni strada. Se ancora una volta, dopo le mille guerre dichiarate alle piazze dello spaccio, i garage restano chiusi da barriere di ferro bucate per permettere il passaggio delle bustine di eroina. Se le file davanti ai droga shop si fanno sempre più lunghe. Ma alla Marta Russo non si arrendono: «Noi facciamo scuola sempre: con il buono e il cattivo tempo, quando fuori infuria la battaglia e quando si vive una tregua - spiega la preside Teresa Incarnato - E tutti nel quartere hanno imparato a rispettarci. Tutti sanno che noi ci impegnamo per i loro figli». E così nella scuola frequentata dai figli dei Di Lauro la legalità è una trincea praticata quotidianamente. Come alla Levi di Scampia (capo d’istituto Rosalba Rotondo) dove i ragazzi sono diventati animatori, insieme con quelli del liceo Morante, di «Arrevuoto», messo in scena lo scorso anno alla presenza del presidente Napolitano. La nuova stagione partirà il 19 aprile ancora dal quartiere nord. Così anche alla D’Acquisto, dove è stata scelta la formula più originale, il fotoromanzo. «Abbiamo cercato di dare vita a laboratori che potessere interessare i ragazzi e coinvolgerli - spiega la vicaria Patrizia Palisi - per noi l’importante è toglierli dalla strada».

domenica, marzo 02, 2008

Il cardinal Tettamanzi 'star' di Youtube. Così la Chiesa fa catechesi online


L'esperimento del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, sbarcato su YouTube per rispondere ai giovani nelle catechesi di Quaresima, ha più che funzionato. Il cardinale è diventato eroe di uno dei più famosi siti di videosharing. La notizia è arrivata persino in Spagna e compare oggi su 'El Pais' nella sua versione on line.

Ma la cosa che più sorprende è il boom di accessi di spettatori che hanno visionato i filmati del cardinale Tettamanzi. Numeri che hanno lasciato di stucco perfino la Curia romana. Oltre 16mila persone, infatti, si sono connesse puntuali alla prima puntata dell'arcivescovo.

Tono di voce tranquillo ma allo stesso tempo fermo, il cardinale Tettamanzi si presenta più come un padre che come principe della Chiesa. L'arcivescovo della diocesi ambrosiana risponde con puntualità alle domande che gli sono rivolte dai giovani milanesi. E l'esperimento prosegue fino a Pasqua.

La catechesi di ciascuna settimana potrà essere reperita anche sul sito web della diocesi www.chiesadimilano.it; le domande, intanto, potranno essere spedite entro giovedì mattina alle 9 all'indirizzo catechesi@chiesadimilano.it. A seguire il cardinale risponderà in un video che sarà disponibile alle 13 di ogni venerdì.




martedì, gennaio 08, 2008

Napoli: Rabbia e insulti, si scatena il popolo del web.

Un carosello mostra le foto dei quartieri e dei Comuni più colpiti dall’emergenza.
VIDEO SULLE PROTESTE E FILMATI IRONICI SU YOUTUBE. I FOTOMONTAGGI FANNO IL GIRO DEL MONDO.
Tam tam nei blog

GIUSEPPE CRIMALDI da Il Mattino.
Come per la faida di Secondigliano. Come nei giorni dei morti ammazzati nella guerra di camorra: il dramma dell’emergenza rifiuti a Napoli corre sull web, fa il giro del mondo e diventa materia di discussione che, spesso, assume anche toni decisamente forti. Blog o YouTube che sia, l’aggiornamento della situazione è costante. Cominciamo proprio da YouTube. Sul motore di ricerca, i video postati aumentano di giorno in giorno. Ieri le immagini erano tutte dedicate agli scontri tra manifestanti e polizia e persino la Bbc ha inserito un suo servizio. Immagini drammatiche, quelle delle notti di Pianura trasformato in braciere ardente di «monnezza», o quelle di San Giorgio a Cremano, immersa in una cappa densa di fumi tossici. Tra queste ci sono anche gli scontri di tre giorni fa in via Montagna Spaccata tra manifestanti e forze dell’ordine. Nel video si sente la voce di un teppista che incita: «Uccidete i poliziotti!». Ma ancor più delle immagini, interessanti appaiono i commenti inseriti alle varie clip. Inevitabilmente si ripropone anche l’aspetto meno elegante della critica, quello degli insulti. Come fu già in occasione del terremoto, e prima ancora del colera (anche se allora Internet non esisteva). «Cosa ci volete fare...- scrive tale Lappisi - la Campania va levata (sic!) dall’Italia. È una ragione succhia soldi. Come la Sicilia e della Calabria...basta l'assistenzialismo dura da 50 anni nn sen e puo piu...Camminino con le loro gambe...sulla merda e sulla spazzatura se necessario...». La replica arriva imemdiata,e a postarla è evidentemente un napoletano. «La coerenza, la coerenza - scrive - I leghisti si lamentano della tassa sul mezzogiorno, mentre pagano i camorristi per scaricare nel sud la loro immondizia. E poi voi venite a parlarci di riciclaggio. Ma per piacere...». E si potrebbe continuare così per ore, tanto è il materiale a disposizione. Scegliamo solo un altro tra i tanti messaggi di critica: «La discarica l’avete creata voi. Vergogna! Provate a tradurre nella vostra lingua la frase “raccolta differenziata”?». Tantissimi, poi, le critiche, che spesso diventano ingiurie, nei confronti dei politici e soprattutto degli amministratori locali. Anche nella galassia informatica dei blog l’argomento e il dibattito tengono campo. Su «SdG Notizie dal fronte» i toni si mantengono alti. «Spazzatura sotto casa di Bassolino e Iervolino», è il titolo dell’ultimo commento, il cui testo invita i napoletani a lanciare un tam tam con gli sms per mobilitare il deposito dei sacchetti per i rifiuti sotto le abitazioni del sindaco di Napoli e del governatore della Campania. Sceglie un titolo sul filo dell’ironia, e non a caso lo fa in inglese, un altro blog molto seguito in città: «Naples in the world, again»: come dire, siamo tornati sotto i riflettori del mondo intero, ma per svelare il doppiosenso è sufficiente dare uno sguardo alle foto che corredano la pagina. Due immagini eloquenti: un gruppo di zombi che si lasciano alle spalle cumuli maleodoranti di immondizia; e un’immagine da cartolina del Golfo, debitamente ritoccata, nella quale il profilo del Vesuvio è sostituito dalla silhouette di una montagna di spazzatura. Ma a meritarsi l’oscar per l’originalità e la creatività è sicuramente chi, su YouTube, ha postato una clip dal titolo «Intervallo napoletano»: una sequenza di immagini in bianco e nero scattate dai quartieri di Napoli alle zone della provincia più sommerse dai sacchetti della spazzatura sottolineate dall’arpa, la stessa musica che accompagnava trent’anni fa i veri intervalli dei programmi Rai. Molti, e articolati, gli interventi che compaiono sul blog di Antonio Bassolino. In maggioranza si tratta di incoraggiamento al presidente della Regione, anche se non mancano commenti, a volte anche severi, rivolti al governatore.

Su YouTube e Videcomunicazioni un filmato sulle cariche e la risposta dei facinorosi al presidio antidiscarica a Pianura


Su YouTube e Videcomunicazioni un filmato sulle cariche
e la risposta dei facinorosi al presidio antidiscarica a Pianura


NAPOLI - «Accediteli, ammazzateli!». È la rabbiosa invettiva rivolta ai poliziotti mentre sul drappello in assetto antisommossa delle forze dell'ordine precipita una pioggia di pietre. Un video amatoriale su YouTube, e Videcomunicazioni descrive in presa diretta la furia dei manifestanti. Urla rabbiose e invettive contro la polizia che prova a sgombrare il presidio. «Veracità» drammatica che le immagini in tv, sulla medesima situazione, spesso non sono riuscite a restituire. Già quasi seimila i commenti collezionati dal video in poche ore.

lunedì, dicembre 03, 2007

Winnie Pooh «drogato» e «camorrista»


La «sceneggiata» Winnie Pooh «drogato» e «camorrista» L'orsetto messo alla berlina su Youtbe
Due colpi di pistola mettono ko il personaggio Disney sul portale video. Ma è solo un siparietto macabro tra due giovani «attori»

NAPOLI - A Napoli non stanno tranquilli nemmeno i cartoni animati. Winnie Pooh, l'orsetto della Disney amatissimo dai bambini diventa «camorrista» in un video su Youtube. E come ogni malavitoso che si rispetti «muore acciso». Così in un filmato (CLICCA e guarda) caricato da «Irombrus» l'orsetto, o meglio un attore nei panni di Winnie Pooh, finisce nel bel mezzo di una sceneggiata in cui un sicario gli si avvicina e lo minaccia con marcato accento napoletano. L'orsetto non ci sta e gli fa un gesto osceno. Il brutto ceffo torna sui suoi passi, prende la pistola e gli «spara». Fa fuoco due volte (ovviamente l'arma è un giocattolo) finendolo con un colpo alla testa. Il tutto sulle note inconfondibili de ll Camorrista tratto dal film di Tornatore. Le lacrime dei fan scorrono copiose, ma soltanto per qualche secondo. Il tempo per il Winnie-partenopeo di rialzarsi sulle note di Micheal Jackson e di fare anche il gesto dell'ombrello a chi l'aveva creduto morto...
PURE COCAINOMANE - Non è finita: in un altro video (CLICCA e guarda), sempre firmato «Irombrus», lo stesso «attore» napoletano, nei panni dell'orsetto Disney, si prepara strisce di «cocaina» (sarà bicarbonato?) per poi tirarle, anzi asprirarle, su con un enorme tubo.

martedì, novembre 06, 2007

Su YouTube lo scherzo delle sagome insanguinate

Il video è ancora su YouTube. Molto facile trovarlo, basta digitare la parola «Csi Mazzini». L’estro per i disegni e le scritte a vernice deve rientrare nei geni scolastici degli studenti dell’istituto di via Solimena, se è vero che già un anno fa alcuni suoi frequentatori si distinsero per una bravata che, sulle prime, suscitò tra i vomeresi non poco allarme. «Csi Mazzini», parafrasando la più famosa serie televisiva di «Crime scene investigation», è un video di 40 secondi che mostra otto studenti alle prese - di notte - con pennelli, vernici e sangue finto, con i quali venne imbrattato l’ingresso dell’istituto ex magistrale. Gli otto disegnarono la sagoma del cadavere di una vittima immaginaria. Con tanto di sostanza ematica, presa chissà dove. Bravi bravissimi. E, come se tutto questo non bastasse, esibirono nel video anche la fotocopia di una notifica di un atto giudiziario di sequestro, con tanto di intestazione che faceva riferimento ai carabinieri della compagnia Vomero. Una bravata, va chiarito, ben diversa da quella sfociata nei termini del codice penale compiuta dai cinque «vendicatori» che la settimana fa hanno ingiuriato e minacciato una docente la cui unica colpa sarebbe stata quella di fare il proprio lavoro. Il video su YouTube - che si apre con tanto di sigla originale di Csi New York - si conclude con una candida ammissione: la firma contenuta nei titoli di coda di tutti gli attori e di quanti hanno concorso alla realizzazione della clip. giu.cri.