
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
sabato, settembre 12, 2009
Napolitano: «Contro la crisi al Sud servono politiche di sostegno al reddito»

mercoledì, febbraio 04, 2009
Campania: Il piano anticrisi varato dalla Regione. La valutazione di Bassolino.
Due miliardi e mezzo di euro di liquidità per il sistema Campania: cioé pagamenti alle imprese già in programma ed ora sbloccati. E ancora, 100 milioni per i lavoratori stabili e precari. Subito, 10 milioni per gli operai Fiat. Sono alcune delle misure anti crisi varate dalla giunta regionale della Campania.
LA RELAZIONE DI BASSOLINO (file Pdf)
Interventi per 60 milioni riguarderanno, inoltre, il risanamento delle imprese mentre con 227 milioni si accelerano gli investimenti per reddito cittadinanza, assistenza agli anziani e asili. Al via, inoltre, bandi per edilizia scolastica e comuni per complessivi 500 milioni.
"E' stato giusto e doveroso convocare questo tavolo - ha detto Bassolino - mentre la bufera della recessione produttiva é arrivata anche nel Mezzogiorno e sta colpendo duramente imprese e famiglie della nostra regione. Lavoriamo su più fronti. A livello nazionale, nel confronto con il governo portiamo avanti, ognuno, per la propria parte, l'impegno perché si dedichi la giusta attenzione al Mezzogiorno. A livello regionale la giunta - ha aggiunto - ha varato un pacchetto di misure per contrastare gli effetti della crisi".
L'illustrazione del provvedimenti ricavata dal blog di Antonio Bassolino http://www.antoniobassolino.it/
Il nostro piano anticrisi, varato dalla Regione anche grazie a un positivo confronto con sindacati ed imprese, si concentra su alcune scelte che riteniamo centrali.Sosteniamo innanzitutto i lavoratori in difficoltà. Investiamo 100 milioni di euro di fondi europei per offrire percorsi formativi e di orientamento ai lavoratori in cassa integrazione, in mobilità e agli atipici che non si sono visti rinnovare i contratti. Integriamo così il loro reddito in questa fase tanto critica. I provvedimenti riguardano la Fiat, il settore auto ed altri importanti settori produttivi. Sono rivolti alle grandi ed alle piccole e medie imprese.
Per rilanciare i consumi e allentare la pressione sulle aziende abbiamo deciso di sbloccare diversi pagamenti arretrati e di accelerare quelli previsti in questi mesi. In questo modo la Regione immetterà 2,5 miliardi di liquidità nel sistema Campania, migliorando il potere d’acquisto di tante famiglie e i conti di tante imprese.
Prevediamo anche 60 milioni di euro per risanare i debiti a breve termine delle aziende. E’ ossigeno importante in una fase in cui è particolarmente difficile per loro accedere al credito.
Il piano interviene anche per accelerare misure fondamentali per la coesione sociale: l’erogazione del reddito regionale di cittadinanza da parte dei Comuni, gli interventi sull’edilizia scolastica, la riqualificazione delle città più piccole, i servizi di assistenza domiciliare e gli asili nido.
Questo è il terreno fondamentale su cui vogliamo impegnarci. La crisi che colpisce sempre più duramente l’Italia e il Mezzogiorno cambia l’agenda politica del Paese. E’ la nostra priorità assoluta. E’ importante affrontarla con la forte volontà di difendere e innovare il nostro sistema imprenditoriale e produttivo. Ma al tempo stesso serve la massima attenzione per le fasce più deboli della società, per evitare in ogni modo che aumenti il divario tra “forti” e “deboli” e che si giunga a nuove drammatiche “guerre tra poveri”.
Il piano varato in queste ore rappresenta una sfida impegnativa per noi e per tutti i soggetti coinvolti nella gestione. E’ nostro dovere realizzarlo in tempi giusti, come ci hanno chiesto sindacati e imprese nelle riunioni di questi giorni.
E’ decisivo che si accompagni a un coerente piano nazionale che segni una ripresa di iniziativa ed una svolta necessaria del governo nei confronti dell’economia meridionale.
Nessuno sa quanto dureranno la crisi e la recessione e questo rende tutto più difficile. Sappiamo di sicuro, però, che ogni istituzione, ogni forza sociale, ognuno di noi ha l’obbligo di impegnare le proprie energie per governare la crisi e delineare una nuova prospettiva di sviluppo. Questo è oggi il cuore della politica. Tutto il resto viene dopo.
giovedì, novembre 06, 2008
Stop reddito per i poveri, finisce anche in Campania il reddito di cittadinanza.
la misura per gli indigenti
Stop reddito per i poveri, il Prc non ci sta: impegno politico non può essere affossato
Nocera e De Cristofaro, appello all'assessore D'Antonio
NAPOLI - È ripartita, puntuale, a fine anno, la partita sul reddito di cittadinanza, misura per gli indigenti - e "bandiera" di Rifondazione - che quest'anno dovrebbe essere definitivamente cancellata dalla Finanziaria regionale (2 anni fa il pericolo fu scongiurato pescando i fondi all'ultimo minuto). Perciò non stupisce la accorata presa di posizione in materia di Vito Nocera e Peppe De Cristofaro, tra i maggiori esponenti del Prc campano. I due si rivolgono a chi mantiene i cordoni della borsa. «È chiaro che all’assessore al Bilancio D’Antonio, che è un tecnico e che da poco è entrato in giunta, nessuno ha ancora spiegato che la legge sul reddito di cittadinanza non è solo un provvedimento contabile ma un preciso impegno politico di legislatura assunto in primo luogo con Rifondazione Comunista, e che come tale non può essere certo messo in discussione».
«POVERTA' IN AUMENTO» - «Inoltre - continuano Nocera e De Cristofaro - di fronte ai dati sul continuo aumento della povertà nel nostro paese e in Campania sarebbe assolutamente inimmaginabile l’abolizione dell’unica misura di sostegno di questo tipo che esiste in Italia». Nocera e De Cristofaro chiedono l'immediata apertura di un confronto anche vertenziale se necessario con il governo nazionale per ottenere le risorse necessarie a cofinanziare la nostra legge regionale»
mercoledì, novembre 05, 2008
Famiglie povere: urge misura straordinaria . Diciamolo chiaro: reddito di cittadinanza subito!
Oggi bisogna solo decidere un intevento di sostegno al reddito delle famiglie povere. Non solo per i lavoratori e soprattutto non solo con le deduzioni fiscali. Serve un reddito di cittadinanza per tutti!
Famiglie povere: urge misura straordinaria
Il commento delle Acli ai dati Istat sulla povertà in Italia
Roma, 4 novembre 2008 - «Occorre trovare oggi il coraggio di misure straordinarie in favore delle famiglie. Rimandare ancora significa preparare il declino». Il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero torna a chiedere al Governo «un intervento straordinario» per sostenere gli oltre due milioni e mezzo di famiglie 'povere', secondo i dati Istat resi noti oggi, e le 884mila famiglie 'non povere' che secondo l'Istituto di ricerca rischiano però di diventarlo.
«Siamo di fronte ad un processo di impoverimento che va intercettato e fermato - spiega Olivero - prima che si trasformi in povertà assoluta e in una emergenza sociale che mette a rischio la stessa tenuta della convivenza». Come hanno già scritto al ministro Sacconi nel contributo sul Libro Verde del Welfare, le Acli chiedono misure importanti di sostegno al reddito delle famiglie, agendo contemporaneamente sulla leva fiscale con l'introduzione graduale del quoziente familiare, applicando il nuovo sistema al di sotto di un tetto massimo di 30-40mila euro di reddito familiare, favorendo così i nuclei meno agiati.
A chi dal Governo obietta che non ci sono le risorse per questi interventi, che occorre aspettare tempi migliori, il presidente delle Acli replica: «Non è più possibile rimandare ancora. Nelle fasi di crisi, se non si investe non cambia nulla, se non si investe si prepara il declino. E' in queste situazioni che si vede il coraggio di una classe dirigente e la sua lungimiranza».