Convocato per l’11 marzo il consiglio nazionale che eleggerà il successore
Roma, 28 febbraio 2006 – Alla vigilia dell’accettazione della candidatura al Senato per le prossime elezioni politiche, in conformità con le norme associative sull’incompatibilità, Luigi Bobba si è dimesso ufficialmente da presidente nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani. La comunicazione in una lettera indirizzata ai membri del consiglio nazionale delle Acli, l’organo che sarà chiamato, l’11 marzo, ad eleggere il nuovo presidente.
Giunto praticamente alla fine del suo secondo e ultimo mandato, in scadenza a novembre, Luigi Bobba lascia dunque la guida dell’associazione dopo otto anni. Era stato infatti eletto presidente nazionale delle Acli nel novembre del 1998, succedendo a Franco Passuello. Nel 2004, nel corso del congresso di Torino, l’ultima riconferma del mandato, con l’85% dei voti a favore.
Sotto la presidenza di Bobba, le Acli sono diventate “più grandi”: dai 700mila iscritti del 2000 si è passati, nel 2005, a circa 870mila associati, con un incremento significativo del 23%.
«Cercherò di portare nelle istituzioni quanto di bello ho vissuto e ho imparato nella nostra associazione – scrive Bobba al consiglio nazionale delle Acli – i valori, le competenze, le proposte, ma anche le attese e le speranze per il futuro del nostro Paese».
Il nuovo presidente delle Acli verrà eletto, secondo statuto, dal consiglio nazionale dell’Associazione, convocato per l’11 marzo.
Le Acli di Napoli salutano Luigi Bobba che è stato un grande presidente attento al futuro e gli augurano di portare in politica e nelle istituzioni i valori di solidarietà sociale e innovazione che hanno caratterizzato il suo servizio associativo.
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
martedì, febbraio 28, 2006
domenica, febbraio 26, 2006
Il Forum con Iervolino e Prodi

FORUM DEI FORUM
Martedi, 21 Febbraio 2006
RESOCONTO:
E’ stato un’ incontro intenso, ricco di contenuti e dal carattere non formale il forum straordinario che si è svolto al Circolo Artistico Politecnico alla presenza del Presidente Romano Prodi. Sessanta gli invitati al dibattito, che ha visto una prima sintesi dei temi dei primi otto forum programmatici, grazie agli interventi di Michele Scudiero, Gennaro Biondi, Luigi Fusco Girard, Benedetto Gravagnuolo, Paola Carretta, Massimo Marrelli, Enrica Amaturo ed Eugenio Mazzarella che hanno raccontato in interventi di 5 minuti i principali contenuti dei rispettivi forum.

“Sono felice di trovare a Napoli la stessa metodologia e lo stesso entusiasmo che ha caratterizzato la Fabbrica del programma – ha dichiarato il candidato premier Romano Prodi - sono convinto che la ricchezza del vostro dibattito e la serietà delle vostre proposte arricchiranno il nostro programma. Resto a disposizione della città per valorizzare l’enorme lavoro da voi realizzato e continuare a mettere a frutto le straordinarie potenzialità che Napoli esprime”. Raggiante, il Sindaco Iervolino ha ringraziato il presidente Prodi e quanti hanno finora accolto il suo invito alla discussione, convenendo che “le circa 2.800 presenze finora registrate ai Forum e i 250 contributi ricevuti, sono la solida base per proseguire nella costruzione di un programma partecipato, innovativo e dai forti caratteri solidali”.
www.ildialogo.org
segnaliamo il ricco lavoro di approfondimento e informazione del sito www.ildialogo.org diretto da Giovanni Sarubbi
Lista articoli inseriti nell'ultima settimana
dal 20/02/2006 al 24/02/2006
Venerdì, 24 febbraio 2006 - PENA DI MORTE
Marazziti (comunità Sant'Egidio), due anestesisti contro "una violazione dei diritti umani" ,Da Agenzia SIR del 21-02-2006
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Venerdì, 24 febbraio 2006 - PENA DI MORTE:
DALL'ITALIA APPELLO PER LA LIBERAZIONE DI CONDANNATO A MORTE IN CONGO ,Da Agenzia SIR del 22-2-2006
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Venerdì, 24 febbraio 2006 - Editoriale
Solidarietà con i musulmani e dialogo fra le religioni per sconfiggere la guerra,di Giovanni Sarubbi
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Venerdì, 24 febbraio 2006
NEGAZIONISMO DI GOVERNO ,di Furio Colombo (www.unita.it, 23.02.2006)
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Venerdì, 24 febbraio 2006 - L'INEDITO
Così il giovane Jaspers cercava l'uomo interiore ,di Marco Roncalli (Avvenire, 22.02.2006)
Una riflessione pubblicata dalla rivista «Humanitas» dove il filosofo tedesco, poco più che trentenne, scava nelle questioni della solitudine. Sono gia presenti tutti i temi tipici del suo pensiero e in particolare il nuovo approccio alla malattia psichica. Al centro l'amore come via per ridestare l'altro
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Venerdì, 24 febbraio 2006 - La posta di fra' Calvino
La chiesa torni a respirare a due polmoni!
Finite le persecuzioni. la zizzania di "mammona"
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Venerdì, 24 febbraio 2006 - Mondo cattolico e islam
Allievi (sociologo)"Non puo' essere buttato via un patrimonio di dialogo e relazione tra islam e mondo cattolico" ,Da Agenzia SIR del 20-2-2006
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Venerdì, 24 febbraio 2006
Messaggio dell'Ayatollah Khamenei in condanna del crimine di Samarrà,A cura dell'Associazione Islamica "Imam Mahdi" (aj)
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Venerdì, 24 febbraio 2006 - Mondo cattolico e islam
"Noi e l'Islam",Da Agenzia SIR del 23-2-2006
Notizie dal seminario per giornalisti organizzato da Acli, Legambiente, Comunità di S.Egidio e Movimento politico per l'unità
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Venerdì, 24 febbraio 2006 - Dopo l'attentato di Samarrà
Appello UCOII- Sciiti
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Giovedì, 23 febbraio 2006 - INTERVISTA
LA SIGNORA DI FERRO DELL'AFRICA* ,Di Pablo Trincia (Avvenire, 22.02.2006)
Parla Ellen Johnson-Sirleaf, neopresidente della Liberia, la prima donna eletta a capo di uno Stato del continente nero
«Va restituita speranza al mio Paese riportando la pace e mettendo fine al reclutamento di giovani miliziani al confine con Guinea, Costa d'Avorio e Sierra Leone. Darò ogni spazio possibile alle donne»
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Venerdì, 24 febbraio 2006
Brevi del 23 febbraio 2006
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Venerdì, 24 febbraio 2006 - NUOVA ZELANDA/
Cartoon sulla madonna, protestano i cattolici
Un episodio di 'South Park', anche i musulmani contro
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Venerdì, 24 febbraio 2006
Primi sintomi di tensione fra Mahmoud Abbas e Hamas
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Venerdì, 24 febbraio 2006
Informazioni riservate svelano come venne pianificato a Valencia il colpo di stato del 23 febbraio
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Venerdì, 24 febbraio 2006 - ASSEMBLEA DI PORTO ALEGRE
L'uso delle armi nucleari "è un peccato contro Dio" ,Da Agenzia Sir del 22-2-2006
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SIMONA TORRETTA a Caserta il 2 Marzo
SIMONA TORRETTA dell' Associazione ONG " Un Ponte per"
a Caserta il 2 Marzo presenta il libro: "Otto anni e 21 giorni: il mio impegno in Iraq"
L'Assessorato Regionale alle Pari Opportunità, Politiche Sociali e Immigrazione, nell'ambito della rassegna "Leggere e Rileggere", ha organizzato la presentazione del libro di Simona Torretta dell'Associazione Ong Un Ponte Per (una delle due Simone che furono rapite in Iraq ) :"Otto anni e 21 giorni: il mio impegno in Iraq".
L'incontro è previsto per il giorno : Giovedì 2 marzo alle ore 17,00 presso il Salone S. Augusto della Curia vescovile di Caserta (a dx del Duomo, in Via Redentore) .Oltre all’autrice del libro saranno presenti: l’Assessora alle Pari Opportunità della Regione Campania Rosa D’Amelio, con delega alle Politiche Sociali, Politiche Giovanili e Immigrazione ; Norma Naim dell’Assessorato alle Politiche Sociali. Inoltre, sarà presente ed interverrà l'autorevole padre Vescovo di Caserta, Mons. Raffaele Nogaro e la cantautrice per la pace Agnese Ginocchio,che ha dedicato una canzone a Simona Torretta e Simona Pari, in occasione del loro sequestro in Iraq.
a Caserta il 2 Marzo presenta il libro: "Otto anni e 21 giorni: il mio impegno in Iraq"
L'Assessorato Regionale alle Pari Opportunità, Politiche Sociali e Immigrazione, nell'ambito della rassegna "Leggere e Rileggere", ha organizzato la presentazione del libro di Simona Torretta dell'Associazione Ong Un Ponte Per (una delle due Simone che furono rapite in Iraq ) :"Otto anni e 21 giorni: il mio impegno in Iraq".
L'incontro è previsto per il giorno : Giovedì 2 marzo alle ore 17,00 presso il Salone S. Augusto della Curia vescovile di Caserta (a dx del Duomo, in Via Redentore) .Oltre all’autrice del libro saranno presenti: l’Assessora alle Pari Opportunità della Regione Campania Rosa D’Amelio, con delega alle Politiche Sociali, Politiche Giovanili e Immigrazione ; Norma Naim dell’Assessorato alle Politiche Sociali. Inoltre, sarà presente ed interverrà l'autorevole padre Vescovo di Caserta, Mons. Raffaele Nogaro e la cantautrice per la pace Agnese Ginocchio,che ha dedicato una canzone a Simona Torretta e Simona Pari, in occasione del loro sequestro in Iraq.
università e terzo settore
LUMUCI.
Presentazione Ufficiale dei seguenti Dipartimenti
Master e CAF:
Dipartimento di Cibernetica. Responsabile: Prof.ssa Rosella Brecciaroli
Dipartimento del Terzo Settore. Responsabile: Prof.ssa Rosella Brecciaroli
Master di I livello in "Turismo e Comunità Locale: Gestione, Conservazione e Valorizzazione delle Risorse Culturali, Ambientali e Paesaggistiche" Responsabile: Prof.ssa Giovanna Iasevoli.
Corso di Formazione in "Gestione delle Politiche Sociali: Terzo Settore e Pubblica Amministrazione" Responsabile: Prof.ssa Giovanna Iasevoli
Corso di Perfezionamento Post-lauream per "Responsabile di Progetti per la Gestione delle Organizzazioni del Terzo Settore" Responsabile: Prof.ssa Giovanna Iasevoli
Venerdì 3 marzo 2006 - ore 17:30
presso la sede LUMUCI di Roma, Via Ridolfino Venuti n. 55
(adiacente Viale XXI Aprile)
E’ gradita la conferma della propria partecipazione alla Segreteria LUMUCI
(tel/fax 0763 393150 o per email info@lumuci.org)
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Dipartimento di Cibernetica. Responsabile: Prof.ssa Rosella Brecciaroli
Dipartimento del Terzo Settore. Responsabile: Prof.ssa Rosella Brecciaroli
Master di I livello in "Turismo e Comunità Locale: Gestione, Conservazione e Valorizzazione delle Risorse Culturali, Ambientali e Paesaggistiche" Responsabile: Prof.ssa Giovanna Iasevoli.
Corso di Formazione in "Gestione delle Politiche Sociali: Terzo Settore e Pubblica Amministrazione" Responsabile: Prof.ssa Giovanna Iasevoli
Corso di Perfezionamento Post-lauream per "Responsabile di Progetti per la Gestione delle Organizzazioni del Terzo Settore" Responsabile: Prof.ssa Giovanna Iasevoli
Venerdì 3 marzo 2006 - ore 17:30
presso la sede LUMUCI di Roma, Via Ridolfino Venuti n. 55
(adiacente Viale XXI Aprile)
E’ gradita la conferma della propria partecipazione alla Segreteria LUMUCI
(tel/fax 0763 393150 o per email info@lumuci.org)
sabato, febbraio 25, 2006
permesso di soggiorno: tocca ai comuni.
Permesso di soggiorno
Firmano anche i Comuni
Procedure più semplici per il rilascio ed il rinnovo. Sturani: "Ora le competenze dalle Questure agli Enti locali"
--------------------------------------------------------------------------------
ROMA - In alcuni comuni d'Italia verranno semplificate le procedure per il rilascio e per il rinnovo dei permessi di soggiorno per i cittadini stranieri. L'accordo è stato firmato lunedì scorso dal Ministero dell'Interno e dell'Anci.
"Si tratta di un progetto di semplificazione - ha commentato Fabio Sturani, sindaco di Ancona e delegato Anci per l'immigrazione - che può già avere importanti risvolti concreti sulla vita di migliaia di cittadini stranieri. Con questa sperimentazione ci auguriamo di preparare il terreno per un vero e proprio passaggio di competenze dalle Questure agli Enti locali, che dovrà necessariamente prevedere una modifica normativa, che riporti alla sua sede propria, cioé presso i Comuni, l'adempimento di atti che sono di carattere amministrativo".
Il ministero dell'Interno e l'Associazione dei comuni italiani hanno istituito un comitato di coordinamento che avrà il compito di definire le iniziative da intraprendere, individuare le linee strategiche degli interventi e promuovere progetti sperimentali a carattere locale o nazionale. Le questure saranno coinvolte in primo piano per assicurare il buon esito della sperimentazione.
Per l'Anci l'accordo è la base per una più vasta rete di amministrazioni locali che entreranno a far parte del programma sperimentale. I Comuni che hanno già dimostrato interesse nell'iniziativa sono quelli di Ancona, Firenze, Genova, Lecce, Napoli, Padova, Prato, Ravenna e Triuggio.
Le ACLI di Napoli con il loro patronato e l'associazione ACLI Colf insieme alla società di assistenza fiscale ACLIservicenapoli sono pronte a fare la loro parte.
info:
Corso A. Lucci 121 - 80142 Napoli
Tel. 081- 19360336 fax 1782228991
Piazza Principe Umberto n.14
80142 - Napoli
tel.: 081 5634967 fax: 081 289612
Firmano anche i Comuni
Procedure più semplici per il rilascio ed il rinnovo. Sturani: "Ora le competenze dalle Questure agli Enti locali"
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ROMA - In alcuni comuni d'Italia verranno semplificate le procedure per il rilascio e per il rinnovo dei permessi di soggiorno per i cittadini stranieri. L'accordo è stato firmato lunedì scorso dal Ministero dell'Interno e dell'Anci.
"Si tratta di un progetto di semplificazione - ha commentato Fabio Sturani, sindaco di Ancona e delegato Anci per l'immigrazione - che può già avere importanti risvolti concreti sulla vita di migliaia di cittadini stranieri. Con questa sperimentazione ci auguriamo di preparare il terreno per un vero e proprio passaggio di competenze dalle Questure agli Enti locali, che dovrà necessariamente prevedere una modifica normativa, che riporti alla sua sede propria, cioé presso i Comuni, l'adempimento di atti che sono di carattere amministrativo".
Il ministero dell'Interno e l'Associazione dei comuni italiani hanno istituito un comitato di coordinamento che avrà il compito di definire le iniziative da intraprendere, individuare le linee strategiche degli interventi e promuovere progetti sperimentali a carattere locale o nazionale. Le questure saranno coinvolte in primo piano per assicurare il buon esito della sperimentazione.
Per l'Anci l'accordo è la base per una più vasta rete di amministrazioni locali che entreranno a far parte del programma sperimentale. I Comuni che hanno già dimostrato interesse nell'iniziativa sono quelli di Ancona, Firenze, Genova, Lecce, Napoli, Padova, Prato, Ravenna e Triuggio.
Le ACLI di Napoli con il loro patronato e l'associazione ACLI Colf insieme alla società di assistenza fiscale ACLIservicenapoli sono pronte a fare la loro parte.
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Il nord supera il sud per natalità
SORPASSO IN CULLA? NESSUNA SORPRESA.
Pasquale Orlando Acli: Necessarie politiche di contrasto alla povertà.
Il nord batte il sud per la prima volta nella fecondità nazionale.
Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un aumento della percentuale di poveri nel nostro paese, che passava dal 12 per cento al 13,2.
La situazione è molto più drammatica nel Mezzogiorno, perché siamo passati dal 2002 al 2005 dal 22 al 25 per cento, percentuale di persone povere nel paese.
Il dato è tanto più eclatante perché al sud risiede un terzo della popolazione nazionale e due terzi dei poveri.
In Campania risiede, grosso modo, lo stesso numero di persone povere che sono in tutto il nord Italia, praticamente, circa 1.300.000 persone. Una famiglia su quattro, a Napoli, è sotto la linea standard di povertà.
Non meraviglia, quindi, lo studio della Cattolica di Milano. Il sud perde anche il primato della natalità che le conferiva la forza delle risorse umane. “Le ACLI di Napoli – conferma Pasquale Orlando- lo avevano scoperto studiando i dati isee per le prestazioni sociali, elaborate dal nostro osservatorio sociale”.
“La precarietà del lavoro, il costo degli alloggi, la carenza dei servizi sociali: un combinato disposto contro la famiglia che c’è e quella che vorrebbe nascere. In questo senso- afferma il presidente delle ACLI Pasquale Orlando- non va ridicolizzata e resa utopistica la misura del reddito di cittadinanza che insieme a politiche attive del lavoro e agli investimenti per lo sviluppo può determinare una inversione di tendenza.
Politiche familiari a partire dal sostegno al reddito, alla formazione e al lavoro, altrimenti insieme alla natalità salta la coesione sociale.”
Pasquale Orlando Acli: Necessarie politiche di contrasto alla povertà.
Il nord batte il sud per la prima volta nella fecondità nazionale.
Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un aumento della percentuale di poveri nel nostro paese, che passava dal 12 per cento al 13,2.
La situazione è molto più drammatica nel Mezzogiorno, perché siamo passati dal 2002 al 2005 dal 22 al 25 per cento, percentuale di persone povere nel paese.
Il dato è tanto più eclatante perché al sud risiede un terzo della popolazione nazionale e due terzi dei poveri.
In Campania risiede, grosso modo, lo stesso numero di persone povere che sono in tutto il nord Italia, praticamente, circa 1.300.000 persone. Una famiglia su quattro, a Napoli, è sotto la linea standard di povertà.
Non meraviglia, quindi, lo studio della Cattolica di Milano. Il sud perde anche il primato della natalità che le conferiva la forza delle risorse umane. “Le ACLI di Napoli – conferma Pasquale Orlando- lo avevano scoperto studiando i dati isee per le prestazioni sociali, elaborate dal nostro osservatorio sociale”.
“La precarietà del lavoro, il costo degli alloggi, la carenza dei servizi sociali: un combinato disposto contro la famiglia che c’è e quella che vorrebbe nascere. In questo senso- afferma il presidente delle ACLI Pasquale Orlando- non va ridicolizzata e resa utopistica la misura del reddito di cittadinanza che insieme a politiche attive del lavoro e agli investimenti per lo sviluppo può determinare una inversione di tendenza.
Politiche familiari a partire dal sostegno al reddito, alla formazione e al lavoro, altrimenti insieme alla natalità salta la coesione sociale.”
venerdì, febbraio 24, 2006
bonus bebè
Bonus bebè:
prime indicazioni sui requisiti e le modalità di riscossione.
Anche per i bambini nati nel 2005 è stato riproposto il cosìddetto bonus bebè già introdotto nel 2004 dal Ministro Maroni.
Quest'anno, pur rimanendo inalterata la sostanza del provvedimento, cambiano le modalità della riscossione del bonus.
Infatti, con la legge Finanziaria del 2006, è istituito un Fondo di 1.140 milioni di euro presso il Ministero dell'Economia e delle finanze (numero verde 800 863 223) per la realizzazione di interventi volti al sostegno delle famiglie e della solidarietà per lo sviluppo socio-economico (c. 330).
In particolare viene disposta l'erogazione di un bonus di 1000 € a chi esercita la potestà sui figli secondo i seguenti criteri:
- per ogni figlio nato o adottato nell'anno 2005 (c. 331).
- per ogni figlio nato secondo o ulteriore per ordine di nascita, o adottato nell'anno 2006 (c. 332).
Per quanto riguarda i requisiti richiesti, ha diritto alla riscossione dell'assegno la persona che:
- esercita la potestà sui figli (cc. 331 e 332), in deroga ad ogni disposizione vigente in materia di minori.
- è cittadino italiano o comunitario.
- è residente in Italia.
- appartiene a un nucleo familiare con un reddito complessivo non superiore a 50.000 € (per i nati nel 2005 il reddito di riferimento è quello del 2004; per i nati nel 2006 è quello del 2005).
Per nucleo familiare s'intende quello di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro della sanità 22 gennaio 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 1993. ("Art.1 : […] concorrono i redditi complessivi, riferiti all'anno precedente, posseduti dai singoli componenti il nucleo familiare; del nucleo fanno parte, ) oltre ai familiari a carico di cui all'art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.) e successive modificazioni e integrazioni, in ogni caso il coniuge purché non legalmente ed effettivamente separato.
Il requisito del reddito deve essere autocertificato da chi esercita la potestà sui figli.
Modalità di informazione e riscossione
Per l' anno 2005 il Ministero dell'Economia e Finanze farà pervenire agli interessati comunicazione con l'indicazione dell'Ufficio postale di zona presso il quale è possibile riscuotere l'assegno.
Per l' anno 2006 la comunicazione perviene entro la fine del mese successivo a quello di nascita o di adozione, previa verifica dell'ordine di nascita.
La comunicazione reca in calce prestampata la formula ai fini dell'autocertificazione riguardo alla condizione del reddito. Essa va compilata e sottoscritta all'atto della riscossione dell'assegno.
Per l'attuazione delle disposizioni relative all'erogazione del "bonus", il Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi del tesoro - si avvale della Società SOGEI Spa.
legge n. 266 del 23 dicembre 2005 - CC 330, 331, 332, 333, 334
330. Al fine di assicurare la realizzazione di interventi volti al sostegno delle famiglie e della solidarietà per lo sviluppo socio-economico, è istituito presso lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo, con una dotazione finanziaria di 1.140 milioni di euro per l'anno 2006, destinata alle finalità previste ai sensi della presente legge.
331. Per ogni figlio nato ovvero adottato nell'anno 2005 è concesso un assegno pari ad euro 1.000.
332. Il medesimo assegno di cui al comma 331 è concesso per ogni figlio nato nell'anno 2006, secondo o ulteriore per ordine di nascita, ovvero adottato.
333. Il Ministero dell'economia e delle finanze comunica per iscritto, entro il 15 gennaio 2006, la sede dell'ufficio postale di zona presso il quale gli assegni possono essere riscossi con riferimento all'assegno di cui al comma 331 e, previa verifica dell'ordine di nascita, entro la fine del mese successivo a quello di nascita o di adozione con riferimento all'assegno di cui al comma 332. Gli assegni possono essere riscossi, in deroga ad ogni disposizione vigente in materia di minori, dall'esercente la potestà sui figli di cui ai commi 331 e 332, semprechè residente, cittadino italiano ovvero comunitario ed appartenente a un nucleo familiare con un reddito complessivo, riferito all'anno 2004 ai fini dell'assegno di cui al comma 331 e all'anno 2005 ai fini dell'assegno di cui al comma 332, non superiore ad euro 50.000. Per nucleo familiare s'intende quello di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro della sanità 22 gennaio 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 1993. La condizione reddituale di cui al presente comma è autocertificata dall'esercente la potestà, all'atto della riscossione dell'assegno, mediante riempimento e sottoscrizione di apposita formula prestampata in calce alla comunicazione del Ministero dell'economia e delle finanze, da verificare da parte dell'Agenzia delle entrate secondo procedure definite convenzionalmente. Per l'attuazione del presente comma il Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi del tesoro si avvale di SOGEI Spa.
334. Per le finalità di cui ai commi da 331 a 333 è autorizzata la spesa di 696 milioni di euro per l'anno 2006.
Legge finanziaria 2006 - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.302 del 29/12/05 -
legge n. 266 del 23 dicembre 2005
fonte governo:
link: http://www.governo.it/GovernoInforma/Campagne/mille_euro/index.html
prime indicazioni sui requisiti e le modalità di riscossione.
Anche per i bambini nati nel 2005 è stato riproposto il cosìddetto bonus bebè già introdotto nel 2004 dal Ministro Maroni.
Quest'anno, pur rimanendo inalterata la sostanza del provvedimento, cambiano le modalità della riscossione del bonus.
Infatti, con la legge Finanziaria del 2006, è istituito un Fondo di 1.140 milioni di euro presso il Ministero dell'Economia e delle finanze (numero verde 800 863 223) per la realizzazione di interventi volti al sostegno delle famiglie e della solidarietà per lo sviluppo socio-economico (c. 330).
In particolare viene disposta l'erogazione di un bonus di 1000 € a chi esercita la potestà sui figli secondo i seguenti criteri:
- per ogni figlio nato o adottato nell'anno 2005 (c. 331).
- per ogni figlio nato secondo o ulteriore per ordine di nascita, o adottato nell'anno 2006 (c. 332).
Per quanto riguarda i requisiti richiesti, ha diritto alla riscossione dell'assegno la persona che:
- esercita la potestà sui figli (cc. 331 e 332), in deroga ad ogni disposizione vigente in materia di minori.
- è cittadino italiano o comunitario.
- è residente in Italia.
- appartiene a un nucleo familiare con un reddito complessivo non superiore a 50.000 € (per i nati nel 2005 il reddito di riferimento è quello del 2004; per i nati nel 2006 è quello del 2005).
Per nucleo familiare s'intende quello di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro della sanità 22 gennaio 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 1993. ("Art.1 : […] concorrono i redditi complessivi, riferiti all'anno precedente, posseduti dai singoli componenti il nucleo familiare; del nucleo fanno parte, ) oltre ai familiari a carico di cui all'art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.) e successive modificazioni e integrazioni, in ogni caso il coniuge purché non legalmente ed effettivamente separato.
Il requisito del reddito deve essere autocertificato da chi esercita la potestà sui figli.
Modalità di informazione e riscossione
Per l' anno 2005 il Ministero dell'Economia e Finanze farà pervenire agli interessati comunicazione con l'indicazione dell'Ufficio postale di zona presso il quale è possibile riscuotere l'assegno.
Per l' anno 2006 la comunicazione perviene entro la fine del mese successivo a quello di nascita o di adozione, previa verifica dell'ordine di nascita.
La comunicazione reca in calce prestampata la formula ai fini dell'autocertificazione riguardo alla condizione del reddito. Essa va compilata e sottoscritta all'atto della riscossione dell'assegno.
Per l'attuazione delle disposizioni relative all'erogazione del "bonus", il Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi del tesoro - si avvale della Società SOGEI Spa.
legge n. 266 del 23 dicembre 2005 - CC 330, 331, 332, 333, 334
330. Al fine di assicurare la realizzazione di interventi volti al sostegno delle famiglie e della solidarietà per lo sviluppo socio-economico, è istituito presso lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo, con una dotazione finanziaria di 1.140 milioni di euro per l'anno 2006, destinata alle finalità previste ai sensi della presente legge.
331. Per ogni figlio nato ovvero adottato nell'anno 2005 è concesso un assegno pari ad euro 1.000.
332. Il medesimo assegno di cui al comma 331 è concesso per ogni figlio nato nell'anno 2006, secondo o ulteriore per ordine di nascita, ovvero adottato.
333. Il Ministero dell'economia e delle finanze comunica per iscritto, entro il 15 gennaio 2006, la sede dell'ufficio postale di zona presso il quale gli assegni possono essere riscossi con riferimento all'assegno di cui al comma 331 e, previa verifica dell'ordine di nascita, entro la fine del mese successivo a quello di nascita o di adozione con riferimento all'assegno di cui al comma 332. Gli assegni possono essere riscossi, in deroga ad ogni disposizione vigente in materia di minori, dall'esercente la potestà sui figli di cui ai commi 331 e 332, semprechè residente, cittadino italiano ovvero comunitario ed appartenente a un nucleo familiare con un reddito complessivo, riferito all'anno 2004 ai fini dell'assegno di cui al comma 331 e all'anno 2005 ai fini dell'assegno di cui al comma 332, non superiore ad euro 50.000. Per nucleo familiare s'intende quello di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro della sanità 22 gennaio 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 1993. La condizione reddituale di cui al presente comma è autocertificata dall'esercente la potestà, all'atto della riscossione dell'assegno, mediante riempimento e sottoscrizione di apposita formula prestampata in calce alla comunicazione del Ministero dell'economia e delle finanze, da verificare da parte dell'Agenzia delle entrate secondo procedure definite convenzionalmente. Per l'attuazione del presente comma il Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi del tesoro si avvale di SOGEI Spa.
334. Per le finalità di cui ai commi da 331 a 333 è autorizzata la spesa di 696 milioni di euro per l'anno 2006.
Legge finanziaria 2006 - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.302 del 29/12/05 -
legge n. 266 del 23 dicembre 2005
fonte governo:
link: http://www.governo.it/GovernoInforma/Campagne/mille_euro/index.html
giovedì, febbraio 23, 2006
CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE: “Diamo voce alla pace”
Le Acli aderiscono alla campagna promossa dalla Tavola della pace per promuovere un'informazione con meno gossip, più notizie e soprattutto maggiore attenzione al Sud del mondo
“Diamo voce alla pace”: questo il titolo dell’appello lanciato dalla Tavola della Pace, dal Coordinamento nazionale Enti locali per la pace e i diritti umani, dalla Fnsi, dall’Usigrai per promuovere una vera informazione di pace.
Spesso i grandi media – e lo stesso servizio pubblico radiotelevisivo – diffondono una falsa idea della pace, trasmettono principi e comportamenti che corrodono la cultura della pace e dei diritti umani, ignorano i grandi problemi dell´umanità e del mondo sino a quando esplodono nelle forme peggiori, narrano la guerra in modo spesso manipolato.
E concedono la parola solo agli esperti o ai politici ma non agli operatori di pace, i cui appelli e iniziative sono taciuti, nascosti o minimizzati, cancellando di fatto interi continenti, con la loro vita quotidiana, con la loro cultura e la loro storia.
La guerra, come il terrorismo, si nutre di un’informazione faziosa, falsa e parziale che semina paura, odio e violenza. Per questo anche le Acli si impegnano a promuovere un’informazione di pace: chiedendo, come hanno fatto di recente anche le riviste missionarie, “più notizie e meno gossip, maggiore attenzione ai problemi del Sud del mondo e non provincialismo”.
Le stesse riviste, Missione Oggi, Mosaico di pace e Nigrizia, avevano chiesto al servizio pubblico di aprire una nuova sede in Africa come segno di una maggiore attenzione nei confronti del Sud del mondo. La richiesta è stata accolta dal direttore della Rai, Meocci che ha annunciato l’apertura di una sede Rai a Nairobi per il 10 marzo, giornata nazionale per una informazione e comunicazione di pace. È questa la prima vittoria della campagna “Diamo voce alla pace”.
“Diamo voce alla pace”: questo il titolo dell’appello lanciato dalla Tavola della Pace, dal Coordinamento nazionale Enti locali per la pace e i diritti umani, dalla Fnsi, dall’Usigrai per promuovere una vera informazione di pace.
Spesso i grandi media – e lo stesso servizio pubblico radiotelevisivo – diffondono una falsa idea della pace, trasmettono principi e comportamenti che corrodono la cultura della pace e dei diritti umani, ignorano i grandi problemi dell´umanità e del mondo sino a quando esplodono nelle forme peggiori, narrano la guerra in modo spesso manipolato.
E concedono la parola solo agli esperti o ai politici ma non agli operatori di pace, i cui appelli e iniziative sono taciuti, nascosti o minimizzati, cancellando di fatto interi continenti, con la loro vita quotidiana, con la loro cultura e la loro storia.
La guerra, come il terrorismo, si nutre di un’informazione faziosa, falsa e parziale che semina paura, odio e violenza. Per questo anche le Acli si impegnano a promuovere un’informazione di pace: chiedendo, come hanno fatto di recente anche le riviste missionarie, “più notizie e meno gossip, maggiore attenzione ai problemi del Sud del mondo e non provincialismo”.
Le stesse riviste, Missione Oggi, Mosaico di pace e Nigrizia, avevano chiesto al servizio pubblico di aprire una nuova sede in Africa come segno di una maggiore attenzione nei confronti del Sud del mondo. La richiesta è stata accolta dal direttore della Rai, Meocci che ha annunciato l’apertura di una sede Rai a Nairobi per il 10 marzo, giornata nazionale per una informazione e comunicazione di pace. È questa la prima vittoria della campagna “Diamo voce alla pace”.
lunedì, febbraio 20, 2006
Le Terre del Fuoco
LEGITTIMA DIFESA
La pena di morte esordisce in Campania
in diretta questa sera alle ore 21 su Canale 10
Com’era prevedibile, la prima vittima della nuova legge sulla legittima difesa si è registrata in Campania: è il ventottenne Gerardo Coralluzzo. “giustiziato” ad Eboli mentre cercava di rubare le piantine ornamentali di un tabaccaio.
Il Far West Napoli sarà al centro questa sera della puntata di
Le Terre del Fuoco, il settimanale d’inchiesta di Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola.
A commentare in studio i filmati e a rispondere in diretta alle domande dei telespettatori ci saranno:
Luciano Schifone – AN
Mauro Bertini – sindaco di Marano – Pdci
Enzo Albano – magistrato
Arturo Frojo – penalista
Pasquale Orlando – presidente ACLI Napoli
Ferruccio Iaccarino – Associazione “I diritti della gente”
Napoli, 18 febbraio 2006
L’ufficio stampa
Lorenzo Zenone
info: 347.3615263 terredelfuoco@canaledieci.net
La pena di morte esordisce in Campania
in diretta questa sera alle ore 21 su Canale 10
Com’era prevedibile, la prima vittima della nuova legge sulla legittima difesa si è registrata in Campania: è il ventottenne Gerardo Coralluzzo. “giustiziato” ad Eboli mentre cercava di rubare le piantine ornamentali di un tabaccaio.
Il Far West Napoli sarà al centro questa sera della puntata di
Le Terre del Fuoco, il settimanale d’inchiesta di Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola.
A commentare in studio i filmati e a rispondere in diretta alle domande dei telespettatori ci saranno:
Luciano Schifone – AN
Mauro Bertini – sindaco di Marano – Pdci
Enzo Albano – magistrato
Arturo Frojo – penalista
Pasquale Orlando – presidente ACLI Napoli
Ferruccio Iaccarino – Associazione “I diritti della gente”
Napoli, 18 febbraio 2006
L’ufficio stampa
Lorenzo Zenone
info: 347.3615263 terredelfuoco@canaledieci.net
domenica, febbraio 19, 2006
sabato, febbraio 18, 2006
Referendum “antidevolution”: in Cassazione più di 800 mila firme
L’appello delle ACLI: “Dopo il referendum si apra una stagione costituente” Bobba: “Non si costruisce il futuro del Paese senza regole condivise”
Soddisfatte le ACLI napoletane che hanno dato un rilevante contributo di firme e mobilitazione.
Depositate alla Corte di Cassazione 830.987 firme a sostegno del referendum abrogativo della legge con cui la Casa delle Libertà ha apportato una serie di rilevanti modifiche alla seconda parte della Costituzione. Alla consegna delle firme (che si calcola alla fine saranno più di un milione” orma hanno partecipato i promotori dell'iniziativa, con il presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e i leader dei Ds Piero Fassino e della Margherita Francesco Rutelli.
E “nel giorno della ‘grande soddisfazione’ per le oltre 800mila firme antidevolution depositate in Cassazione dal Comitato Salviamo la Costituzione”, le Acli “rinnovano il proprio impegno, per i prossimi mesi, nell'azione di informazione e sensibilizzazione dei cittadini”. Obiettivo: “impedire, con l'auspicata vittoria nel referendum, l'entrata in vigore della riforma costituzionale varata lo scorso novembre dalle forze della Casa delle Libertà”
“Mettere mano alla Costituzione a colpi di maggioranza - commenta il presidente delle Acli Luigi Bobba -, com'è accaduto nella scorsa e anche in questa legislatura, ha significato non comprendere il valore della nostra Carta e il clima e lo stile con cui questa ha preso corpo. Modificare la Costituzione senza coinvolgere non solo i cittadini e i corpi intermedi, ma nemmeno l'opposizione, rischia di sfigurare di fatto - anche al di là del merito dei cambiamenti apportati - l'idea stessa di costituzione e dei suoi valori fondanti. Per questo siamo convinti che sia necessario utilizzare il prossimo referendum per impedire l'entrata in vigore di questa riforma”.
Ma le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani invitano anche “a guardare oltre l'appuntamento referendario, per evitare di ripetere gli errori del passato”. E “l’appello, rivolto a tutte le forze politiche e sociali del Paese, è a lavorare perché si possa aprire subito dopo il referendum una ‘stagione costituente’, che abbia come obiettivo principale quello di produrre delle intese ampie coinvolgendo non solo i partiti politici ma anche la società civile”.
“Inaugurare una nuova stagione costituente - spiega Bobba - significa cercare di recuperare i valori che hanno contraddistinto e segnato la nascita della democrazia italiana, valori che hanno il loro centro nella condivisione delle scelte e nella passione per il bene comune. Non si costruisce il futuro del Paese - ne siamo convinti - senza regole condivise”. “Concretamente – dicono le Acli - si potrebbe optare per l'istituzione di una ‘Convenzione costituente’, sul modello di quanto avvenuto per il Trattato costituzionale dell'Unione europea. Ma si potrebbe persino percorrere la strada, ambiziosa e suggestiva, di una ‘Assemblea costituente’ legittimata dal voto popolare”. (Inform)
Soddisfatte le ACLI napoletane che hanno dato un rilevante contributo di firme e mobilitazione.
Depositate alla Corte di Cassazione 830.987 firme a sostegno del referendum abrogativo della legge con cui la Casa delle Libertà ha apportato una serie di rilevanti modifiche alla seconda parte della Costituzione. Alla consegna delle firme (che si calcola alla fine saranno più di un milione” orma hanno partecipato i promotori dell'iniziativa, con il presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e i leader dei Ds Piero Fassino e della Margherita Francesco Rutelli.
E “nel giorno della ‘grande soddisfazione’ per le oltre 800mila firme antidevolution depositate in Cassazione dal Comitato Salviamo la Costituzione”, le Acli “rinnovano il proprio impegno, per i prossimi mesi, nell'azione di informazione e sensibilizzazione dei cittadini”. Obiettivo: “impedire, con l'auspicata vittoria nel referendum, l'entrata in vigore della riforma costituzionale varata lo scorso novembre dalle forze della Casa delle Libertà”
“Mettere mano alla Costituzione a colpi di maggioranza - commenta il presidente delle Acli Luigi Bobba -, com'è accaduto nella scorsa e anche in questa legislatura, ha significato non comprendere il valore della nostra Carta e il clima e lo stile con cui questa ha preso corpo. Modificare la Costituzione senza coinvolgere non solo i cittadini e i corpi intermedi, ma nemmeno l'opposizione, rischia di sfigurare di fatto - anche al di là del merito dei cambiamenti apportati - l'idea stessa di costituzione e dei suoi valori fondanti. Per questo siamo convinti che sia necessario utilizzare il prossimo referendum per impedire l'entrata in vigore di questa riforma”.
Ma le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani invitano anche “a guardare oltre l'appuntamento referendario, per evitare di ripetere gli errori del passato”. E “l’appello, rivolto a tutte le forze politiche e sociali del Paese, è a lavorare perché si possa aprire subito dopo il referendum una ‘stagione costituente’, che abbia come obiettivo principale quello di produrre delle intese ampie coinvolgendo non solo i partiti politici ma anche la società civile”.
“Inaugurare una nuova stagione costituente - spiega Bobba - significa cercare di recuperare i valori che hanno contraddistinto e segnato la nascita della democrazia italiana, valori che hanno il loro centro nella condivisione delle scelte e nella passione per il bene comune. Non si costruisce il futuro del Paese - ne siamo convinti - senza regole condivise”. “Concretamente – dicono le Acli - si potrebbe optare per l'istituzione di una ‘Convenzione costituente’, sul modello di quanto avvenuto per il Trattato costituzionale dell'Unione europea. Ma si potrebbe persino percorrere la strada, ambiziosa e suggestiva, di una ‘Assemblea costituente’ legittimata dal voto popolare”. (Inform)
“Politiche finanziarie e solidarietà: le risorse strategiche per la città”.le proposte delle ACLI Campania

VI appuntamento della Campagna di ascolto e Forum programmatico della città di Napoli organizzata dal Sindaco Rosa Russo Iervolino.
intervento di Eleonora Cavallaro, presidente Acli Campania
I piani regionale, nazionale e comunitario risultano sempre più strettamente connessi.
Lo sviluppo delle regioni e quello delle città sono chiaramente collegati: il fatto che più dell’80% dell’attività economica si svolga nelle città fa sì che le autorità locali diventino partner essenziali per lo sviluppo regionale e per l'attuazione delle strategie di Lisbona e di Göteborg.
Difatti con riferimento alla nuova programmazione europea per il 2007-2013, particolare rilievo viene assegnato alle “specificità territoriali” e al “contributo delle città allo sviluppo regionale” Per la prima volta, è prevista una sottodelega di competenze alle autorità urbane nell’ambito di intervento dei fondi per gli assi prioritari concernenti la rivitalizzazione dei centri urbani (programmi operativi finanziati dal FESR, obiettivi di convergenza e competitività).
Per quanto riguarda gli impieghi, dato il vincolo di risorse sempre più limitate, a causa di una tendenza oramai consolidata alla riduzione dei trasferimenti statali che tra l’altro diventano anche sempre più incerti nella data e nel contenuto, diventa sempre più importante concentrare tali risorse su selezionati obiettivi da ritenersi strategici per lo sviluppo della città, sviluppo che sempre più deve essere declinato in termini di solidarietà e di inclusione.
In presenza di un numero crescente di poveri e di immigrati e dell’ampliarsi delle categorie deboli: giovani, donne, anziani, disabili, l’obiettivo precipuo deve essere quello di perseguire al coesione sociale, economica e territoriale.
E in presenza dell’attuazione della riforma delle municipalità proprio sull’ espressione coesione territoriale voglio insistere ricordando che anche Commissione e Parlamento Europeo sottolineano che la coesione territoriale, è un concetto che va al di là della coesione socioeconomica, mira a uno sviluppo più equilibrato, alla creazione di comunità sostenibili, presuppone misure volte a rafforzare la sicurezza, promuovere l’integrazione economica, sociale e culturale delle persone meno favorite, combattere le discriminazioni, migliorare la disponibilità dei servizi chiave e renderli più accessibili.
Ed è un concetto che presuppone la scelta e l’applicazione di un modello di sviluppo policentrico (in sostituzione di un modello di sviluppo centro - periferia) capace di garantire la parità di trattamento fra i suoi territori vale a dire fra tutte le municipalità pur nel rispetto delle loro specificità geografiche e demografiche.

Tutto ciò premesso quali sono gli strumenti che consentano di perseguire tale obiettivo?
Le ACLI, con la loro esperienza nel sociale ultrasessantennale e diversificata (il sistema ACLI è fatto di circoli di aggregazione, di servizi come CAF e Patronato, di enti di formazione come l’Enaip, di associazioni specifiche come le Acli Colf) e la loro capillare presenza territoriale che le pone in contatto e rapporto solidale proprio con le fasce meno protette della società: poveri, anziani, giovani alla ricerca di orientamento e formazione, donne con carichi familiari sempre più onerosi ed aspirazioni lavorative sempre più frustrate, di immigrati ignari dei propri diritti, avanzano in questa sede due proposte che ritengono possano essere estremamente caratterizzanti un programma di sviluppo urbano inclusivo e solidale:
- un articolato programma di microcredito
- un pacchetto di agevolazioni fiscali che dovrebbe convincere i proprietari di alloggi sfitti a mettere a disposizione i propri immobili in particolare per le famiglie di immigrati o rifugiati stabilmente residenti
Sulla base del principio del confronto e della diffusione delle buone prassi tali proposte nascono da un’indagine comparata con altre realtà urbane a dimostrazione che si tratta di ipotesi perseguibili…proprio perché già perseguite da altri.
Microcredito
Pur senza scomodare gli alti prendici di Yunus per il quale il credito dovrebbe essere riconosciuto quale diritto di ogni essere umano, è innegabile che il microcredito costituisca un efficace strumento di sviluppo locale e integrazione sociale oltre che per il miglioramento delle condizioni di vita di famiglie in condizioni di difficoltà.
Il programma di microcredito che proponiamo dovrebbe avere:
Obiettivi: favorire la diffusione del lavoro autonomo finanziando l’avvio di ditte individuali e microimprese ma anche favorire il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini finanziando investimenti immateriali per esempio il finanziamento degli studi e investimenti personali come l’acquisto dell’abitazione.
Stumenti: Costituzione da parte del Comune di un fondo di garanzia, con un moltiplicatore che può crescere manmano che rientrano i prestiti, per avviare, dapprima in forma sperimentale, iniziative di microcredito erogate da banche convenzionate, (a breve - medio termine) per soggetti privi di garanzie proprie.
Criteri di ammissibilità: Criterio del reddito e dello scopo per prestiti per così dire personali (nascita di un figlio, acquisto dell’abitazione, formazione propria o dei propri figli, acquisto pc etc). Criterio della fattibilità tecnica, economica e finanziaria del progetto per iniziative di autoimpiego e microimpresa.
Risorse: Attivazione finanziamenti europei regionali e nazionali disponibili
Vantaggi:
- strumento sicuro contro l’usura, contro il lavoro sommerso e quindi di promozione della legalità
- la richiesta di incentivi porta al sovradimensionamento iniziale spesso causa di future difficoltà se non fallimento dovuta alla restituzione del mutuo rispetto all’incremento dei ricavi. Invece un facile accesso al credito, basato sulla fiducia e sulla fattibilità del progetto piuttosto che sulle garanzie patrimoniali, consentirebbe all’impresa di nascere, di nascere piccola o comunque con le dimensioni che il soggetto è capace di gestire (sempre nel rispetto delle esigenze di mercato) e poi ingrandirsi man mano che si rafforza.
- migliorare il capitale umano
- combattere il disagio sociale
Gli istituti creditizi potrebbero essere interessati alla convenzione oltre che per la garanzia del Comune anche per ottenere una sorta di premialità con riferimento all’iscrizione nell’elenco delle banche di interesse regionale previsto da un disegno di legge di recente approvato dalla Giunta regionale.
Tale proposta si coordina con quella avanzata in questi giorni dalle ACLI al Presidente Bassolino affinché rispetto a tale disegno di legge venga apporta una modifica che preveda una premialità per le Banche che siano disposte ad “istruire richieste di erogazione del credito basate su progetti di provata fattibilità tecnica, economica e finanziaria presentati da donne, giovani, immigrati, imprese sociali, e rilevanti per lo sviluppo del tessuto sociale ed economico della comunità regionale nella quale sono o andranno a localizzarsi”.
Come anticipato la proposta nasce dal confronto con altre esperienze italiane: Milano, Emilia Romagna, Torino, solo per citare quelle più interessanti.
“Ici Zero” per chi affitta casa agli immigrati residenti
Secondo l’ultimo rapporto della Caritas sull’immigrazione a Napoli soggiornano circa 70.000 stranieri di cui circa 40.000, in base alle rilevazioni dell’ISTAT sono stabilmente residenti, inoltre il 62, 3% è rappresentato da donne (il dossier della Caritas definisce Napoli “la provincia più femminilizzata”).
Favorire l’integrazione multietnica e multiculturale, lottare contro l’esclusione sociale garantendo ad ogni persona residente, quindi anche all’immigrato, il riconoscimento e l’esercizio dei propri diritti di cittadinanza non solo è un dovere, ma anche un investimento nell’interesse di tutti.
Tra le questioni più rilevanti che riguardano il percorso di cittadinanza degli immigrati, vi è proprio quella della casa.
Il mercato propone all’immigrato affitti esosi in abitazioni precarie o affitti esosi in abitazioni normali ma condivise da più persone, spesso da più nuclei familiari, mentre risulta ben difficile per un immigrato l’accesso all’acquisto di una abitazione. La precarietà e la mancanza di dignità e decoro dell’abitare si collegano con l’esclusione sociale del cittadino straniero, delle famiglie e di intere comunità.
In questo contesto si propone che il Comune predisponga un pacchetto di agevolazioni fiscali che dovrebbe convincere i proprietari di alloggi sfitti a mettere a disposizione i propri immobili in particolare per le famiglie di immigrati o rifugiati stabilmente residenti a Napoli da almeno tre anni . In particolare il Comune potrebbe garantire:
• Azzeramento dell’Ici sull’immobile affittato, con canone agevolato, ad inquilini immigrati;
• Riduzione del 30% del reddito derivante dall’affitto ai fini dell’Irpef e dell’Irpeg;
• Riduzione dell’imposta di registro calcolata sul 70% del canone annuo di locazione
Obiettivi: dare dignità alloggiativa ai cittadini stranieri
Strumenti: costituzione di un’Agenzia per la casa che veda la partecipazione del Comune, delle
associazioni della proprietà edilizia, le confederazioni sindacali, le organizzazioni sindacali degli inquilini e dei pensionati, e di fondo di garanzia sempre a carico del Comune.
Modalità: spetta al Comune stipulare direttamente con i proprietari contratti a canone agevolato. Grazie a una clausola di subaffitto, gli appartamenti saranno poi messi a disposizione, a canone concordato, a famiglie di lavoratori dipendenti o anziani che, pur avendo un reddito annuo garantito, hanno difficoltà a pagare un affitto ai valori di mercato. La garanzia offerta dal Comune riguarderà il pagamento del canone e il rilascio dell’appartamento in buone condizioni alla scadenza del contratto. Ma l’Agenzia per la casa si preoccuperà di assistere anche gli inquilini nella ricerca di un nuovo appartamento qualora non fosse possibile rinnovare i contratti in scadenza.
Criterio di ammissibilità: residenza da almeno tre anni nel Comune di Napoli, reddito, incidenza di almeno il 30% dell’affitto sul reddito.
Risorse: attivazione finanziamenti europei regionali e nazionali, scelte di bilancio
Vantaggi:
- favorire l’integrazione
- promuovere la legalità
- contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale sulla registrazione degli affitti
- realizzare un’anagrafe delle abitazioni
- favorire la manutenzione del patrimonio immobiliare
Il testo integrale del forum si trova su www.iervolinosindaco.it raggiungibile cliccando il titolo dell'articolo.
venerdì, febbraio 17, 2006
tettone animate
copio un simpatico post di catepol (clicca il titolo)
Il bello di avere un blog vario ed eventuale come questo è che arriva sempre qualcuno cercando le cose più disparate. Sperando un dì di poter vedere la faccia che fanno quando trovano me, invece di quello che cercavano, ecco a voi i miei "best" più recenti:
"torta ricotta e cannella"
risotto con spek realizzato col bimby
Io non le ho mai fatte però se mi passi la ricetta ...You are welcome here!!
trofie congelate
dizione di trofie
Mica sono ligure? Come ti viene di cercare qui?Io di trofie veramente non ne so nulla
canti a don bosco
Ecco su questi ti posso aiutare. Scrivimi in privato e ti procuro testi e musiche, parola di ex animatrice dell'ORATORIO SALESIANO!!
basta il doppio punteggio di montagna
cattedra disponibile
posti da insegnante
domanda di messa a disposizione per eventuale supplenze
supplenza di un'ora che punteggio dà
la collega assente
Benvenuti nel sito succursale del Ministero della Pubblica Istruzione. Chiedi a catepol... tanto sul docente precario sa tutto e anche di più. Meglio di un sindacato...fidati.
come funziona
Esattamente come funziona cosa?
potenziare il quoziente intelligenza
Ci vuole tanto esercizio ogni matttina...è un lavoro difficile per te la vedo scura...
sito contro suocere
cosa regalare ai consuoceri
la prima visita ai consuoceri
galateo tra separati genitori consuoceri
E meno male che, frequentandola poco la mia di suocera, non sto scrivendo praticamente nulla di lei ultimamente...
"perché devo venire a sapere da neri"
Cosa sei venuto a sapere, di grazia?
"telefonate anonime"
Io odio chi mi chiama col numero anonimo sul cellulare, da me che vuoi???
ascelle con peli
bicchieri opacizzati lavastoviglie
come mettere la ruota bucata a posto del ruotino?
pilette per lavare i panni
sgonfiare lo stomaco
Chiedi a catepol...la nuova rubrica su problemi di salute, pulizia del corpo, manutenzione automobili, economia domestica e quant'altro...L'esperta catepol ha una risposta per tutto.
prezzi buffet happy hour
Solo a richiesta...E che si sappia: qui non si fa credito a nessuno. Però il servizio è superlativo, modestamente. Organizza la tua festa da catepol...
il morto interrogato non rispose
E fammi capire: cosa dovrei rispoderti io se lui non può risponderti più, il poverino del morto in questione???Mi avvalgo della facoltà di non rispondere, mi spiace.
E dulcis in fundo uno splendido tettone animate
Certo che ne hai di fantasia...Però posso fartele col powerpoint se serve.
Serve???
Il bello di avere un blog vario ed eventuale come questo è che arriva sempre qualcuno cercando le cose più disparate. Sperando un dì di poter vedere la faccia che fanno quando trovano me, invece di quello che cercavano, ecco a voi i miei "best" più recenti:
"torta ricotta e cannella"
risotto con spek realizzato col bimby
Io non le ho mai fatte però se mi passi la ricetta ...You are welcome here!!
trofie congelate
dizione di trofie
Mica sono ligure? Come ti viene di cercare qui?Io di trofie veramente non ne so nulla
canti a don bosco
Ecco su questi ti posso aiutare. Scrivimi in privato e ti procuro testi e musiche, parola di ex animatrice dell'ORATORIO SALESIANO!!
basta il doppio punteggio di montagna
cattedra disponibile
posti da insegnante
domanda di messa a disposizione per eventuale supplenze
supplenza di un'ora che punteggio dà
la collega assente
Benvenuti nel sito succursale del Ministero della Pubblica Istruzione. Chiedi a catepol... tanto sul docente precario sa tutto e anche di più. Meglio di un sindacato...fidati.
come funziona
Esattamente come funziona cosa?
potenziare il quoziente intelligenza
Ci vuole tanto esercizio ogni matttina...è un lavoro difficile per te la vedo scura...
sito contro suocere
cosa regalare ai consuoceri
la prima visita ai consuoceri
galateo tra separati genitori consuoceri
E meno male che, frequentandola poco la mia di suocera, non sto scrivendo praticamente nulla di lei ultimamente...
"perché devo venire a sapere da neri"
Cosa sei venuto a sapere, di grazia?
"telefonate anonime"
Io odio chi mi chiama col numero anonimo sul cellulare, da me che vuoi???
ascelle con peli
bicchieri opacizzati lavastoviglie
come mettere la ruota bucata a posto del ruotino?
pilette per lavare i panni
sgonfiare lo stomaco
Chiedi a catepol...la nuova rubrica su problemi di salute, pulizia del corpo, manutenzione automobili, economia domestica e quant'altro...L'esperta catepol ha una risposta per tutto.
prezzi buffet happy hour
Solo a richiesta...E che si sappia: qui non si fa credito a nessuno. Però il servizio è superlativo, modestamente. Organizza la tua festa da catepol...
il morto interrogato non rispose
E fammi capire: cosa dovrei rispoderti io se lui non può risponderti più, il poverino del morto in questione???Mi avvalgo della facoltà di non rispondere, mi spiace.
E dulcis in fundo uno splendido tettone animate
Certo che ne hai di fantasia...Però posso fartele col powerpoint se serve.
Serve???
giovedì, febbraio 16, 2006
Prodi a Napoli il 21 febbraio.
Gentile PASQUALE,
Romano Prodi sara' a Napoli il 21 febbraio. Partecipa con noi a questo
importante appuntamento di "Incontriamoci" in programma martedi' prossimo alle
18.30, al Teatro Politeama di Napoli.
Ci vediamo li' e porta i tuoi amici!
La Fabbrica del Programma
(http://www.incontriamoci.romanoprodi.it)
Romano Prodi sara' a Napoli il 21 febbraio. Partecipa con noi a questo
importante appuntamento di "Incontriamoci" in programma martedi' prossimo alle
18.30, al Teatro Politeama di Napoli.
Ci vediamo li' e porta i tuoi amici!
La Fabbrica del Programma
(http://www.incontriamoci.romanoprodi.it)
Sorrento:l'acqua è un diritto!
Per il giorno 17 è previsto un dibattito nell'auditorium con gli alunni delle prime e seconde classi della scuola media T.Tasso a partire dalle ore 9:00 .Seguirà un incontro con le Insegnanti che hanno aderito al concorso nazionale promosso dalla Green Cross Italia :
"Energia e Pace".
La giornata del 18 invece prevede a partire sempre dalle ore 9:00 un' incontro con la scuola elementare V.Veneto e di seguito con l' Istituto D'Arte per il suddetto concorso nazionale .Ospite e Testimonial impegnata per la Pace alla manifestazione sarà presente la cantautrice per la Pace Agnese Ginocchio di Pax Christi (www.agneseginocchio.it ),con alcune canzoni d' impegno per la Pace e per i diritti dell'acqua .
"Energia e Pace".
La giornata del 18 invece prevede a partire sempre dalle ore 9:00 un' incontro con la scuola elementare V.Veneto e di seguito con l' Istituto D'Arte per il suddetto concorso nazionale .Ospite e Testimonial impegnata per la Pace alla manifestazione sarà presente la cantautrice per la Pace Agnese Ginocchio di Pax Christi (www.agneseginocchio.it ),con alcune canzoni d' impegno per la Pace e per i diritti dell'acqua .
mercoledì, febbraio 15, 2006
notizie sociali: parasubordinati e assegni familiari.
Parasubordinati in attesa di un chiarimento sul vincolo del reddito di riferimento per il diritto agli assegni familiari.
Come noto la disciplina dell’assegno per il nucleo familiare prevista per i dipendenti è stata estesa anche ai collaboratori coordinati e continuativi con redditi inferiori ad un determinato tetto. E l’assegno spetta allorquando almeno il 70% del reddito complessivo familiare, percepito nell’anno solare precedente il 1° luglio, sia formato dai redditi derivanti da co.co.co.
Si tratta di un assegno a sostegno delle famiglie con redditi inferiori ad un determinato tetto....
Le normative di riferimento sono: la legge Finanziaria 1998(.449/97), la legge Finanziaria 2001(388/2000) ed il decreto del Lavoro del 4 aprile 2002(sui criteri applicativi)laddove è stato confermato che l’assegno spetta se la somma dei redditi da lavoro parasubordinato(solo quello) raggiunge almeno il 70% del reddito del nucleo familiare.
Ebbene,è da qui che sono sorti i problemi nei confronti di quei lavoratori dipendenti che, dopo la cessazione del rapporto di lavoro, hanno iniziato un rapporto di co.co.co.
Infatti, il reddito di riferimento, per il diritto all’Anf, è quello dell’anno precedente ma, non essendo da lavoro parasubordinato, il diritto non c’è più e l’unica via d’uscita, per il diritto, è riservata soltanto a chi sé medesimo, o nel nucleo familiare, ha membri che possano far valere un reddito misto derivante sia da lavoro dipendente che da collaborazione.
E il Comitato per la gestione separata, nei casi specifici, ha dovuto rifiutare decine di richieste con un contenzioso in crescendo.
L’Istituto previdenziale si ora rivolto ai ministeri del Lavoro e dell’Economia chiedendo di estendere l’interpretazione del 70%(per equità dell’attuale mercato del lavoro) anche nei casi in cui questa percentuale è raggiunto come reddito zero da lavoro parasubordinato, e, pertanto, esclusivamente come lavoro dipendente.
Da aggiungere che- secondo l’Inps-, in caso di un riscontro in positivo, non vi sarebbe un aggravio di costi dato che la spesa su tali prestazioni fino ad oggi è risultata di gran lunga inferiore sia alle stime che al gettito contributivo specifico.
Come noto la disciplina dell’assegno per il nucleo familiare prevista per i dipendenti è stata estesa anche ai collaboratori coordinati e continuativi con redditi inferiori ad un determinato tetto. E l’assegno spetta allorquando almeno il 70% del reddito complessivo familiare, percepito nell’anno solare precedente il 1° luglio, sia formato dai redditi derivanti da co.co.co.
Si tratta di un assegno a sostegno delle famiglie con redditi inferiori ad un determinato tetto....
Le normative di riferimento sono: la legge Finanziaria 1998(.449/97), la legge Finanziaria 2001(388/2000) ed il decreto del Lavoro del 4 aprile 2002(sui criteri applicativi)laddove è stato confermato che l’assegno spetta se la somma dei redditi da lavoro parasubordinato(solo quello) raggiunge almeno il 70% del reddito del nucleo familiare.
Ebbene,è da qui che sono sorti i problemi nei confronti di quei lavoratori dipendenti che, dopo la cessazione del rapporto di lavoro, hanno iniziato un rapporto di co.co.co.
Infatti, il reddito di riferimento, per il diritto all’Anf, è quello dell’anno precedente ma, non essendo da lavoro parasubordinato, il diritto non c’è più e l’unica via d’uscita, per il diritto, è riservata soltanto a chi sé medesimo, o nel nucleo familiare, ha membri che possano far valere un reddito misto derivante sia da lavoro dipendente che da collaborazione.
E il Comitato per la gestione separata, nei casi specifici, ha dovuto rifiutare decine di richieste con un contenzioso in crescendo.
L’Istituto previdenziale si ora rivolto ai ministeri del Lavoro e dell’Economia chiedendo di estendere l’interpretazione del 70%(per equità dell’attuale mercato del lavoro) anche nei casi in cui questa percentuale è raggiunto come reddito zero da lavoro parasubordinato, e, pertanto, esclusivamente come lavoro dipendente.
Da aggiungere che- secondo l’Inps-, in caso di un riscontro in positivo, non vi sarebbe un aggravio di costi dato che la spesa su tali prestazioni fino ad oggi è risultata di gran lunga inferiore sia alle stime che al gettito contributivo specifico.
lunedì, febbraio 13, 2006
Romano Prodi: incontriamoci. la storia siamo noi a rai tre ore 23.40.
Care amiche, cari amici,
l'11 febbraio restera' stampato a lungo nella nostra memoria. Non e' stato solo
il Giorno del Programma, con un Teatro Eliseo tanto affollato (e di questo ci
scusiamo con coloro che non hanno trovato posto, neppure nell'adiacente
Piccolo Eliseo) quanto entusiasta. Sapevamo di aver lavorato duro per
realizzare quelle 281 pagine, quei "pilastri" come li ha giustamente definiti
Romano Prodi, intorno ai quali costruire l'edificio che governera' l'Italia
fino al 2011, una casa di tutti e per tutti e non il superattico esclusivo ed
egoista del centrodestra. Sapevamo anche che il Programma era il vostro
Programma, perche' ci avete aiutato a scriverlo lavorando in Fabbrica al nostro
fianco, con migliaia di contributi, documenti e osservazioni. Sapevamo che
l'avreste diffuso e commentato con il cuore, come state facendo a migliaia fin
da sabato, quando avete iniziato a "scaricarlo" e a scriverne attraverso il sito.
"Incontriamoci" a Roma, avevamo detto. Ed e' stato fantastico. Siete arrivati a
centinaia da tutta Italia, "incontrandovi" fuori e dentro il teatro,
discutendo e costruendo nuovi appuntamenti e nuove idee per la campagna
elettorale. Insomma, lo spirito delle Primarie batte forte nel cuore di
"Incontriamoci". Sappiamo che continuerete cosi' e crescerete ancora dai
diecimila che abbiamo raggiunto proprio ieri. Per fare questo vi invitiamo a
raccontare "Incontriamoci": un modo di essere invece di un modo di subire.
Stasera, a "La storia siamo noi" (Raitre, ore 23.40) cercheremo di spiegare
anche al pubblico televisivo quella che e' la nostra idea di partecipazione
della politica. Ci date una mano a farlo sapere in giro?
Grazie di cuore.
Giulio Santagata
l'11 febbraio restera' stampato a lungo nella nostra memoria. Non e' stato solo
il Giorno del Programma, con un Teatro Eliseo tanto affollato (e di questo ci
scusiamo con coloro che non hanno trovato posto, neppure nell'adiacente
Piccolo Eliseo) quanto entusiasta. Sapevamo di aver lavorato duro per
realizzare quelle 281 pagine, quei "pilastri" come li ha giustamente definiti
Romano Prodi, intorno ai quali costruire l'edificio che governera' l'Italia
fino al 2011, una casa di tutti e per tutti e non il superattico esclusivo ed
egoista del centrodestra. Sapevamo anche che il Programma era il vostro
Programma, perche' ci avete aiutato a scriverlo lavorando in Fabbrica al nostro
fianco, con migliaia di contributi, documenti e osservazioni. Sapevamo che
l'avreste diffuso e commentato con il cuore, come state facendo a migliaia fin
da sabato, quando avete iniziato a "scaricarlo" e a scriverne attraverso il sito.
"Incontriamoci" a Roma, avevamo detto. Ed e' stato fantastico. Siete arrivati a
centinaia da tutta Italia, "incontrandovi" fuori e dentro il teatro,
discutendo e costruendo nuovi appuntamenti e nuove idee per la campagna
elettorale. Insomma, lo spirito delle Primarie batte forte nel cuore di
"Incontriamoci". Sappiamo che continuerete cosi' e crescerete ancora dai
diecimila che abbiamo raggiunto proprio ieri. Per fare questo vi invitiamo a
raccontare "Incontriamoci": un modo di essere invece di un modo di subire.
Stasera, a "La storia siamo noi" (Raitre, ore 23.40) cercheremo di spiegare
anche al pubblico televisivo quella che e' la nostra idea di partecipazione
della politica. Ci date una mano a farlo sapere in giro?
Grazie di cuore.
Giulio Santagata
Salerno: Il libro bianco del Terzo Settore.
Giovedì 16 febbraio 2006 alle ore 15 presso il Salone degli Stemmi Palazzo Arcivescovile di Salerno, si terrà il Convegno dal titolo: Il Libro Bianco del Terzo Settore dell’Agenzia per le ONLUS. Si tratta di un'iniziativa di grande rilievo, organizzata dalle Facoltà di Scienze Politiche e di Giurisprudenza, e dal Dipartimento di Diritto dei Rapporti Civili ed Economici dell’ Università degli studi di Salerno, e dalla Facoltà di Scienze della Formazione, e dal Corso di Laurea in Scienze Sociali dell’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Prenderanno parte all’evento: il Rettore dell'Università Cattolica, prof. Lorenzo Ornaghi, Presidente dell'Agenzia Nazionale per le Onlus, il V. Presidente del CNEL, Prof. Giuseppe Acocella, il Dr. Luigi Bobba, Presidente nazionale delle Acli, e di studiosi come i proff. Marco Musella e Adalgiso Amendola. In particolare, il Prof. Rino Sica, componente del Comitato scientifico dell'Agenzia per le Onlus, illustrerà il contenuto del Libro Bianco sul Terzo Settore in Italia, una vera e propria "radiografia" del Non Profit italiano, dal punto di vista sociale, economico e giuridico.
E’ inoltre prevista l’assegnazione di due crediti formativi a tutti gli studenti che parteciperanno all’incontro.
Programma
indirizzi di saluto
Raimondo Pasquino: Rettore Università degli Studi di Salerno;
Francesco De Sanctis: Rettore Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” – Napoli;
Adalgiso Amendola: Preside Facoltà di Scienze Politiche;
Pasquale Stanzione: Preside Facoltà di Giurisprudenza;
Lucio D’Alessandro: Preside Facoltà di Scienze della Formazione;
I contenuti del Libro Bianco:
Salvatore Sica: Componente del Comitato Scientifico Agenzia per le ONLUS ;
discussione
Giuseppe Acocella: Ordinario di Etica Sociale Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Vice Presidente CNEL;
Adalgiso Amendola: Ordinario di Economia Politica dell’Università degli Studi di Salerno;
Luigi Bobba: Presidente Nazionale ACLI;
Arturo Iannaccone: Consigliere Agenzia per le ONLUS;
Marco Musella: Ordinario di Economia Politica dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”;
presidenza e conclusioni
Lorenzo Ornaghi: Presidente Agenzia per le ONLUS e Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Prenderanno parte all’evento: il Rettore dell'Università Cattolica, prof. Lorenzo Ornaghi, Presidente dell'Agenzia Nazionale per le Onlus, il V. Presidente del CNEL, Prof. Giuseppe Acocella, il Dr. Luigi Bobba, Presidente nazionale delle Acli, e di studiosi come i proff. Marco Musella e Adalgiso Amendola. In particolare, il Prof. Rino Sica, componente del Comitato scientifico dell'Agenzia per le Onlus, illustrerà il contenuto del Libro Bianco sul Terzo Settore in Italia, una vera e propria "radiografia" del Non Profit italiano, dal punto di vista sociale, economico e giuridico.
E’ inoltre prevista l’assegnazione di due crediti formativi a tutti gli studenti che parteciperanno all’incontro.
Programma
indirizzi di saluto
Raimondo Pasquino: Rettore Università degli Studi di Salerno;
Francesco De Sanctis: Rettore Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” – Napoli;
Adalgiso Amendola: Preside Facoltà di Scienze Politiche;
Pasquale Stanzione: Preside Facoltà di Giurisprudenza;
Lucio D’Alessandro: Preside Facoltà di Scienze della Formazione;
I contenuti del Libro Bianco:
Salvatore Sica: Componente del Comitato Scientifico Agenzia per le ONLUS ;
discussione
Giuseppe Acocella: Ordinario di Etica Sociale Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Vice Presidente CNEL;
Adalgiso Amendola: Ordinario di Economia Politica dell’Università degli Studi di Salerno;
Luigi Bobba: Presidente Nazionale ACLI;
Arturo Iannaccone: Consigliere Agenzia per le ONLUS;
Marco Musella: Ordinario di Economia Politica dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”;
presidenza e conclusioni
Lorenzo Ornaghi: Presidente Agenzia per le ONLUS e Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
sabato, febbraio 11, 2006
I giovani al forum di ascolto promosso dalla Iervolino

LUIGI ROANO Da "Il Mattino"
Full immersion fra i giovani, questo è il dato fondamentale del quinto forum di ascolto della Iervolino dedicato appunto ai giovani. E loro ieri hanno risposto in massa. Tanto che lo staff del primo cittadino ha dovuto disciplinare l’accesso agli interventi distribuendo nemeretti su cartoncini verdi, circa 60, in una sala - quella del Circolo Politecnico Artistico - gremita da oltre 500 persone. Pasquale Luci per la Uil giovani, Benedetta Sciannimanica rappresentante degli studenti, Daniela Guaglione dei giovani della Margherita, Stefano Di Vaio per le Acli, Enzo Somma per la Comunità di Sant’Egidio e Renato Mazzone vicepresidente del Centro sportivo italiano sono solo alcuni di coloro che hanno preso la parola. Cosa hanno chiesto? Intanto hanno fatto una notazione: «E cioè che i politici si ricordano di noi solo in periodo elettorale» e quindi hanno chiesto «maggiore partecipazione nelle scelte che riguardano loro». Più concretamente una città che garantisca luoghi di incontro sicuri, scuole all’altezza e «soprattutto che ci trattenga e non ci spinga invece ad emigrare». A dare voce ai giovani ci hanno pensato anche l’artista Pino De Maio, Paolo De Crescenzo allenatore del Posillipo e Amedeo Salerno presidente provinciale del Coni. Quest’ultimo è stato esplicito: «Lo sport aiuta i giovani e al sindaco devo dire che gli ultimi impianti costruiti risalgono a 40 anni fa».

La discussione è stata introdotta dagli interventi di Giuseppe Zollo, Paola Carretta, Paolo Siani, fratello del giornalista de Il Mattino assassinato dalla camorra, che ha chiesto l’istituzione di un assessorato ai giovani, Luca Ciriello e Paolo Giordano. «I giovani - ha commentato la Iervolino - sono la risorsa fondamentale della città. Non è a caso che, già in questa consiliatura, abbiamo voluto fortemente creare le basi della “Città dei giovani” nell’Albergo dei Poveri in fase di ristrutturazione e che presto partirà la città dei bambini di Ponticelli». Intanto, oggi la Iervolino - insieme all’assessore regionale Teresa Armato - sarà a Roma al teatro Eliseo dove ci sarà l’Assemblea programmatica dell’Unione con Romano Prodi.
venerdì, febbraio 10, 2006
“Per una nuova cultura sportiva, per la riforma dello sport italiano”
Pubblichiamo un documento – appello dal titolo “Per una nuova cultura sportiva, per la riforma dello sport italiano” inviatoci dal Presidente Nazionale US. ACLI Alfredo Cucciniello che apre una campagna su un tema molto sentito nel Paese.
Il documento è stato promosso dai Presidenti Nazionali di sette Enti di Promozione Sportiva (Acsi, Aics, Csi, Cusi, Endas, Uisp, e US Acli) e sarà presentato in una conferenza stampa a Torino, presso l’Ethical Village, Via Verdi angolo via Montebello alle ore 12 del 17 febbraio p.v.
Si confida nella Vostra adesione e, anche tramite Vostro, in quella di amministratori locali e regionali, sindaci, personalità del mondo dello sport, della cultura e della comunicazione.
Vi preghiamo di far avere, entro il 15 febbraio le adesioni a: renata.scerbo@acli.it - t.giacobbi@uisp.it.
Appello “Per una nuova cultura sportiva, per la riforma dello sport italiano”
Sono oggi venti milioni i cittadini italiani che praticano con una certa costanza qualche attività motoria o sportiva. Siamo dunque in presenza di un rilevante fenomeno sociale, che tocca ogni segmento della collettività nazionale, e che non può essere liquidato come conseguenza di una semplice moda nella fruizione del tempo libero.
Al contrario, lo sport attivo è diventato, e sempre più sta diventando, parte stabile del progetto di vita di giovani e anziani, uomini e donne, senza limiti di età, di censo, di provenienza geografica, di cultura, di abilità. La possibilità di accedervi viene concepita in forma diversa dal passato: attività non più riservata a pochi, ma diritto di tutti che si configura come espressione di un nuovo diritto di cittadinanza e di partecipazione attiva.
Ciò avviene mentre lo sport inteso come spettacolo vive una crisi profonda di valori. L’aggressività si sostituisce troppo spesso al fair-play, l’illegalità del doping – sia farmacologico che finanziario – e degli abusi si sostituisce alla lealtà sportiva. Il business dei diritti televisivi e della pubblicità impone poi regole spesso in contrasto con i principi fondanti dello sport, condizionando la vita degli atleti e soffocando la diffusione delle discipline meno considerate dal mercato delle sponsorizzazioni.
Questo corto circuito valoriale è denso di conseguenze: si è rotto il tradizionale legame fra il successo del campione nel grande sport e l’appetibilità della pratica sportiva, e nella disumanizzazione dell’evento e nella carenza di esempi qualificanti si è dispersa la capacità dello sport di educare le masse giovanili.
Dobbiamo diffondere e sostenere una nuova cultura dello sport.
Lo sport ha ancora molto da dare all’individuo e alla società, a condizione che si imponga una rinnovata cultura dell’attività sportiva e che il modello perseguito sia appunto quello aperto a tutti, che costruisce cittadinanza, partecipazione, formazione umana, integrazione e coesione sociale.
Se lo si vuole, e si rende facile l’accesso agli impianti e alle attività, nessuno è escluso dallo sport e lo sport può essere davvero per tutti.
Se lo si vuole, lo sport per tutti può essere un potente strumento di nuove politiche del benessere e dello sviluppo, fondato sulle relazioni pacifiche fra le persone, sul rispetto e l’animazione dell’ambiente naturale e del territorio urbano, sulla convivenza civile nelle nostre comunità, sull’educazione dei giovani alla vita.
E’ un traguardo possibile, ma a condizione che muti il quadro di riferimento. Oggi nessuna legge, nessun programma pubblico riconosce e valorizza lo sport per tutti e di suoi attori, gli Enti di Promozione Sportiva. I cittadini dello sport fanno tutto da soli e pagano tutto.
Non solo manca in Italia una politica dello sport per tutti, manca una politica nazionale pubblica per lo sport in sé.
Tutto è delegato al Comitato Olimpico Nazionale, a un Ente che ha come compito prioritario la preparazione degli atleti per le Olimpiadi e per i campionati di alto livello, e che lì indirizza la grandissima parte dei suoi sforzi e delle sue risorse.
Di conseguenza, aspettarsi un mutamento di indirizzo che maturi dall’interno del sistema è aleatorio. La presenza minima degli Enti di Promozione Sportiva negli organi del CONI, presenza del tutto subalterna rispetto a quella delle Federazioni e delle Discipline Associate, non può produrre alcun autentico mutamento.
Serve una legge quadro sullo sport, che riconosca e metta al centro lo sport dei cittadini, lo sport per tutti, e che avvii nuove politiche pubbliche:
- nella scuola, riconoscendo il valore formativo dell’attività ludico-motoria, dell’educazione fisica e dell’avviamento allo sport in tutto il ciclo formativo dei ragazzi, raggiungendo l’obiettivo delle 3 ore settimanali da 0 a 18 anni;
- nelle politiche della salute, inserendo nei livello essenziali di assistenza sanitaria e sociale l’attività motoria e sportiva più adatta ai bisogni di ogni cittadino;
- nelle politiche ambientali e urbanistiche, promuovendo progetti di animazione sportiva dell’ambiente naturale e nuovi investimenti per impianti polifunzionali e spazi attrezzati nelle città e nel resto del territorio;
- nelle politiche sociali, per promuovere moduli di attività sportiva che abbiano tra le loro finalità esplicite obiettivi come l’integrazione delle minoranza e il contrasto al disagio.
La gestione di queste innovazioni ha bisogno di un nuovo assetto istituzionale dello sport.
Le Regioni e gli Enti Locali sono le istituzioni cui la Costituzione affida il compito di ordinare e organizzare lo sport dei cittadini.
Chiediamo che le Regioni esercitino questa facoltà e istituiscano al loro interno, in raccordo con gli EE.LL., “Comitati regionali dello sport per tutti”, che coordinano e associno al governo del sistema tutto l’associazionismo interessato e accreditato.
Proponiamo la costituzione di un “Consiglio nazionale dello sport per tutti” , aperto a tutti gli attori: Enti di promozione, associazioni di promozione sociale e volontariato, società sportive, Federazioni sportive, Regioni ed EE.LL.. A tale organismo deve spettare coordinare e indirizzare sul territorio l’intervento progettuale per lo sviluppo dello sport per tutti.
Proponiamo infine nuove istituzioni del governo pubblico e democratico dello sport – entro le quali collocare adeguatamente l’esperienza storica e la realtà del CONI – aperte alla partecipazione dell’intero associazionismo sportivo, per le quali lo sviluppo dello sport per tutti nel Paese rappresenti il principale obiettivo.
Su questi indirizzi di fondo i firmatari del presente appello per lo sviluppo dello sport per tutti intendono raccogliere le adesioni di tutti i soggetti interessati e promuovere la nascita di un movimento per l’avvio delle riforme.
Il documento è stato promosso dai Presidenti Nazionali di sette Enti di Promozione Sportiva (Acsi, Aics, Csi, Cusi, Endas, Uisp, e US Acli) e sarà presentato in una conferenza stampa a Torino, presso l’Ethical Village, Via Verdi angolo via Montebello alle ore 12 del 17 febbraio p.v.
Si confida nella Vostra adesione e, anche tramite Vostro, in quella di amministratori locali e regionali, sindaci, personalità del mondo dello sport, della cultura e della comunicazione.
Vi preghiamo di far avere, entro il 15 febbraio le adesioni a: renata.scerbo@acli.it - t.giacobbi@uisp.it.
Appello “Per una nuova cultura sportiva, per la riforma dello sport italiano”
Sono oggi venti milioni i cittadini italiani che praticano con una certa costanza qualche attività motoria o sportiva. Siamo dunque in presenza di un rilevante fenomeno sociale, che tocca ogni segmento della collettività nazionale, e che non può essere liquidato come conseguenza di una semplice moda nella fruizione del tempo libero.
Al contrario, lo sport attivo è diventato, e sempre più sta diventando, parte stabile del progetto di vita di giovani e anziani, uomini e donne, senza limiti di età, di censo, di provenienza geografica, di cultura, di abilità. La possibilità di accedervi viene concepita in forma diversa dal passato: attività non più riservata a pochi, ma diritto di tutti che si configura come espressione di un nuovo diritto di cittadinanza e di partecipazione attiva.
Ciò avviene mentre lo sport inteso come spettacolo vive una crisi profonda di valori. L’aggressività si sostituisce troppo spesso al fair-play, l’illegalità del doping – sia farmacologico che finanziario – e degli abusi si sostituisce alla lealtà sportiva. Il business dei diritti televisivi e della pubblicità impone poi regole spesso in contrasto con i principi fondanti dello sport, condizionando la vita degli atleti e soffocando la diffusione delle discipline meno considerate dal mercato delle sponsorizzazioni.
Questo corto circuito valoriale è denso di conseguenze: si è rotto il tradizionale legame fra il successo del campione nel grande sport e l’appetibilità della pratica sportiva, e nella disumanizzazione dell’evento e nella carenza di esempi qualificanti si è dispersa la capacità dello sport di educare le masse giovanili.
Dobbiamo diffondere e sostenere una nuova cultura dello sport.
Lo sport ha ancora molto da dare all’individuo e alla società, a condizione che si imponga una rinnovata cultura dell’attività sportiva e che il modello perseguito sia appunto quello aperto a tutti, che costruisce cittadinanza, partecipazione, formazione umana, integrazione e coesione sociale.
Se lo si vuole, e si rende facile l’accesso agli impianti e alle attività, nessuno è escluso dallo sport e lo sport può essere davvero per tutti.
Se lo si vuole, lo sport per tutti può essere un potente strumento di nuove politiche del benessere e dello sviluppo, fondato sulle relazioni pacifiche fra le persone, sul rispetto e l’animazione dell’ambiente naturale e del territorio urbano, sulla convivenza civile nelle nostre comunità, sull’educazione dei giovani alla vita.
E’ un traguardo possibile, ma a condizione che muti il quadro di riferimento. Oggi nessuna legge, nessun programma pubblico riconosce e valorizza lo sport per tutti e di suoi attori, gli Enti di Promozione Sportiva. I cittadini dello sport fanno tutto da soli e pagano tutto.
Non solo manca in Italia una politica dello sport per tutti, manca una politica nazionale pubblica per lo sport in sé.
Tutto è delegato al Comitato Olimpico Nazionale, a un Ente che ha come compito prioritario la preparazione degli atleti per le Olimpiadi e per i campionati di alto livello, e che lì indirizza la grandissima parte dei suoi sforzi e delle sue risorse.
Di conseguenza, aspettarsi un mutamento di indirizzo che maturi dall’interno del sistema è aleatorio. La presenza minima degli Enti di Promozione Sportiva negli organi del CONI, presenza del tutto subalterna rispetto a quella delle Federazioni e delle Discipline Associate, non può produrre alcun autentico mutamento.
Serve una legge quadro sullo sport, che riconosca e metta al centro lo sport dei cittadini, lo sport per tutti, e che avvii nuove politiche pubbliche:
- nella scuola, riconoscendo il valore formativo dell’attività ludico-motoria, dell’educazione fisica e dell’avviamento allo sport in tutto il ciclo formativo dei ragazzi, raggiungendo l’obiettivo delle 3 ore settimanali da 0 a 18 anni;
- nelle politiche della salute, inserendo nei livello essenziali di assistenza sanitaria e sociale l’attività motoria e sportiva più adatta ai bisogni di ogni cittadino;
- nelle politiche ambientali e urbanistiche, promuovendo progetti di animazione sportiva dell’ambiente naturale e nuovi investimenti per impianti polifunzionali e spazi attrezzati nelle città e nel resto del territorio;
- nelle politiche sociali, per promuovere moduli di attività sportiva che abbiano tra le loro finalità esplicite obiettivi come l’integrazione delle minoranza e il contrasto al disagio.
La gestione di queste innovazioni ha bisogno di un nuovo assetto istituzionale dello sport.
Le Regioni e gli Enti Locali sono le istituzioni cui la Costituzione affida il compito di ordinare e organizzare lo sport dei cittadini.
Chiediamo che le Regioni esercitino questa facoltà e istituiscano al loro interno, in raccordo con gli EE.LL., “Comitati regionali dello sport per tutti”, che coordinano e associno al governo del sistema tutto l’associazionismo interessato e accreditato.
Proponiamo la costituzione di un “Consiglio nazionale dello sport per tutti” , aperto a tutti gli attori: Enti di promozione, associazioni di promozione sociale e volontariato, società sportive, Federazioni sportive, Regioni ed EE.LL.. A tale organismo deve spettare coordinare e indirizzare sul territorio l’intervento progettuale per lo sviluppo dello sport per tutti.
Proponiamo infine nuove istituzioni del governo pubblico e democratico dello sport – entro le quali collocare adeguatamente l’esperienza storica e la realtà del CONI – aperte alla partecipazione dell’intero associazionismo sportivo, per le quali lo sviluppo dello sport per tutti nel Paese rappresenti il principale obiettivo.
Su questi indirizzi di fondo i firmatari del presente appello per lo sviluppo dello sport per tutti intendono raccogliere le adesioni di tutti i soggetti interessati e promuovere la nascita di un movimento per l’avvio delle riforme.
Immigrati: una "piccola" rivoluzione. Nuove regole per i permessi di soggiorno.
La convenzione firmata oggi tra il Ministero dell'Interno e gli Istituti di Patronato circa le modalità future di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno rappresenta per le Acli "una piccola rivoluzione", in primo luogo di tipo culturale: «Un segnale decisivo – spiega il presidente Luigi Bobba – nel passaggio dell'immigrazione da problema di ordine pubblico a questione inerente la politica e l'amministrazione».
Concretamente, molte cose potranno cambiare: dall'eliminazione delle estenuanti code presso gli uffici stranieri delle questure, alla riduzione dei tempi medi di completamento delle procedure di rilascio dei titoli, alla migliore assistenza nell'espletamento della pratica, anche di ricongiungimento familiare, oltre che di contratto di soggiorno con lo sportello unico.
Ai Patronati è assegnato ufficialmente il compito di aiutare l'immigrato nella compilazione dei modelli di domanda e dell'informazione sui documenti da allegare per ogni singola tipologia di permesso di soggiorno. E' previsto, inoltre, che gli Istituti di Patronato potranno pre-inserire i dati su sistema informatico, in modo da poter seguire l'iter della pratica ed averne anche il relativo esito.
«Si tratta di una svolta importante anche da un punto di vista politico – commenta Luigi Bobba –, perché finalmente si riconosce, in modo inequivocabile, il ruolo che i patronati svolgono, nei fatti e secondo la legge 152 del 2001, in favore degli immigrati. Auspichiamo, però, a questo punto, che si provveda al più presto, nella prossima legislatura, ad una modifica della normativa sull'immigrazione che lasci finalmente e compiutamente nelle mani delle amministrazioni locali le competenze per il rilascio ed il rinnovo dei permessi di soggiorno, come avviene già in molti Paesi europei».
Concretamente, molte cose potranno cambiare: dall'eliminazione delle estenuanti code presso gli uffici stranieri delle questure, alla riduzione dei tempi medi di completamento delle procedure di rilascio dei titoli, alla migliore assistenza nell'espletamento della pratica, anche di ricongiungimento familiare, oltre che di contratto di soggiorno con lo sportello unico.
Ai Patronati è assegnato ufficialmente il compito di aiutare l'immigrato nella compilazione dei modelli di domanda e dell'informazione sui documenti da allegare per ogni singola tipologia di permesso di soggiorno. E' previsto, inoltre, che gli Istituti di Patronato potranno pre-inserire i dati su sistema informatico, in modo da poter seguire l'iter della pratica ed averne anche il relativo esito.
«Si tratta di una svolta importante anche da un punto di vista politico – commenta Luigi Bobba –, perché finalmente si riconosce, in modo inequivocabile, il ruolo che i patronati svolgono, nei fatti e secondo la legge 152 del 2001, in favore degli immigrati. Auspichiamo, però, a questo punto, che si provveda al più presto, nella prossima legislatura, ad una modifica della normativa sull'immigrazione che lasci finalmente e compiutamente nelle mani delle amministrazioni locali le competenze per il rilascio ed il rinnovo dei permessi di soggiorno, come avviene già in molti Paesi europei».
mercoledì, febbraio 08, 2006
Don Andrea Santoro: La morte da nemica, può diventare amica...
Un articolo di don Andrea Santoro, il missionario ucciso domenica in Turchia, pubblicato lo scorso anno sulla rivista delle Acli "Aesse - Azione sociale"
«Proprio la morte, da nemica, può diventare amica, perché appannando all'improvviso tutto può portare alla luce cose nascoste e porre domande fino allora ignorate. Il dolore, che uccide e spesso all'inizio pone contro Dio, può aprire sentieri sconosciuti e produrre frutti inimmaginati, può riportare a quel Dio da cui ci eravamo allontanati».
Don Andrea Santoro, il missionario italiano ucciso domenica in Turchia, scrisse queste parole nel gennaio del 2005, all'interno di un lungo articolo pubblicato sulla rivista delle Acli "Aesse - Azione Sociale", e dedicato alla tragedia dello Tsunami che aveva da poco devastato il Sud-Est asiatico.
Una riflessione molto intensa sul senso della vita e della morte, sulla presenza di Dio nella sofferenza dell'uomo e sulle responsabilità dell'uomo stesso di fronte a quel cataclisma.
Ripubblicato oggi sul sito delle Acli (www.acli.it), l'articolo offre una testimonianza della fede di don Andrea, del suo modo di essere uomo e cristiano. Chi, nella redazione di Aesse, lo ha conosciuto e gli ha voluto bene, racconta di «un uomo a tratti duro, ma paterno, che si è lasciato asciugare, levigare dalla preghiera, da una fede a tutto tondo, che gli ha "sconvolto" la vita, in ogni scelta quotidiana».
Commentando il silenzio e il nascondimento della sua testimonianza di Trazbon, don Andrea ne parlava come il frutto di una specie di nuova conversione. Da parroco stimato ed apprezzato per il suo "fare", aveva chiesto solamente di "essere presente", missionario silenzioso (e silenziato) in una terra che è stata la culla del cristianesimo.
Senza azioni di proselitismo, senza fanfare, senza gesti eclatanti. Solo di essere cristiano, tutti i giorni, in mezzo agli uomini e le donne del suo quartiere di Trabzon, non per ideologia ma per consapevole e grato amore di Cristo.
«Proprio la morte, da nemica, può diventare amica, perché appannando all'improvviso tutto può portare alla luce cose nascoste e porre domande fino allora ignorate. Il dolore, che uccide e spesso all'inizio pone contro Dio, può aprire sentieri sconosciuti e produrre frutti inimmaginati, può riportare a quel Dio da cui ci eravamo allontanati».
Don Andrea Santoro, il missionario italiano ucciso domenica in Turchia, scrisse queste parole nel gennaio del 2005, all'interno di un lungo articolo pubblicato sulla rivista delle Acli "Aesse - Azione Sociale", e dedicato alla tragedia dello Tsunami che aveva da poco devastato il Sud-Est asiatico.
Una riflessione molto intensa sul senso della vita e della morte, sulla presenza di Dio nella sofferenza dell'uomo e sulle responsabilità dell'uomo stesso di fronte a quel cataclisma.
Ripubblicato oggi sul sito delle Acli (www.acli.it), l'articolo offre una testimonianza della fede di don Andrea, del suo modo di essere uomo e cristiano. Chi, nella redazione di Aesse, lo ha conosciuto e gli ha voluto bene, racconta di «un uomo a tratti duro, ma paterno, che si è lasciato asciugare, levigare dalla preghiera, da una fede a tutto tondo, che gli ha "sconvolto" la vita, in ogni scelta quotidiana».
Commentando il silenzio e il nascondimento della sua testimonianza di Trazbon, don Andrea ne parlava come il frutto di una specie di nuova conversione. Da parroco stimato ed apprezzato per il suo "fare", aveva chiesto solamente di "essere presente", missionario silenzioso (e silenziato) in una terra che è stata la culla del cristianesimo.
Senza azioni di proselitismo, senza fanfare, senza gesti eclatanti. Solo di essere cristiano, tutti i giorni, in mezzo agli uomini e le donne del suo quartiere di Trabzon, non per ideologia ma per consapevole e grato amore di Cristo.
domenica, febbraio 05, 2006
La gestione dell'acqua in ATO3. Incontro a S.Giorgio a Cremano.

COMITATO CIVICO PER LA DIFESA DELL’ACQUA
DI S.GIORGIO A CREMANO
LA GESTIONE DELL’ACQUA IN ATO3 VESUVIANO-SARNESE:
RIPUBBLICIZZARE , CONOSCERE , ESPRIMERSI
Incontro Pubblico
8 febbraio 2006
Sala Biblioteca di Villa Bruno
v. Cavalli di Bronzo
S.Giorgio a Cremano
Interverranno:
p.Alex Zanotelli , padre comboniano da sempre impegnato nella difesa dei Diritti umani
Comitato Civico per la difesa dell’acqua di S.Giorgio a Cremano
Comitati Civici per la difesa dell’acqua dell’ATO3 vesuviano-sarnese
Introduce : Consiglia Salvio - Comitato Civico per la difesa dell’acqua di S.Giorgio a Cremano
Si invitano le Istituzioni , i Gruppi , i Movimenti e la Cittadinanza tutta a partecipare.
La gestione dell’acqua riguarda tutti.
SENZA ACQUA CHE VITA E’?
Salerno: maratona 100 metri per la pace
Agnese Ginocchio cantautrice di Pace
testimonial a Salerno alla maratona :100 metri per la PACE"
La brava e nota artista per la Pace e cantautrice Agnese Ginocchio della Pax Christi (sez. di Caserta) (www.agneseginocchio.it) , che gira l'Italia con la sua chitarra
per cantare e diffondere un messaggio impegnato per la promozione di una cultura di pace ,nonviolenza e legalità,
Testimonial con le sue canzoni di impegno per la Pace,già presente a Pellezzano(Salerno)
alla scorsa Maratona Telethon dedicata alla Pace e alla fiera nazionale Expò scuola presso
il Campus dell'Ateneo dell'università di Salerno a Baronissi,è stata nuovamente presente nella provincia salernitana
della regione Campania , alla manifestazione: 100 metri per la PACE Maratona di solidarietà Bellizzi -Sarajevo.
L'importante iniziativa partita da un progetto
dell'Associazione cattolica nazionale è stata realizzata a Bellizzi (Salerno)grazie all'adesione
e alla collaborazione dei gruppi di A.C.R. e Azione Cattolica della città,che hanno lavorato intensamente
per la buona riuscita della manifestazione. Il progetto prefisso ,oltre che sensibilizzare la città sulla
grande tematica della Pace ,è stato quello di costruire delle scuole interetinche a Sarajevo, e,
coprire quindi la distanza che separa Bellizzi da Sarajevo(500km) a piccoli passi da 100 metri,
mediante un simbolico contributo di solidarietà-beneficenza ,affinchè la fiamma della Speranza
possa ardere instancabilmente senza mai abbattersi soprattutto se si lotta per la Verità.
La testimonianza di impegno per la Pace di Agnese con le sue canzoni,rilasciata all'intervistatore Massimiliano
responsabile dell'ACR ,mentre si percorrevano i 500 metri in marcia ,ha lasciato un forte segnale di
speranza ,trasmesso oltre che dalle parole e dalle musiche di Agnese ,anche dalla profondità del suo sguardo -carico di arcobaleno di amore-così definito dal giovane 'intervistatore Massimiliano .
"La Pace:Ideale non facile da perseguire soprattutto se ci si crede veramente -ha affermato la brava Artista per la Pace-
perchè pieno di ostacoli,ma per la forza della verità si va avanti ,ed è per questa forza stessa che alla fine si
riesce sempre a vincere ,essere apprezzati e rispettati .La Pace la si costruisce a piccoli passi,mattone dopo mattone,giorno dopo giorno,nel quotidiano,nel sociale,intervenendo attivamente nelle situazioni di emergenza sociale e testimoniando con l'esempio di vita .Richiede impegno costante, fatica,pazienza, ma alla fine si lascerà un segno indelebile nella storia.E' stato bello condividere
insieme questo momento,ringraziamo sorella Pace che ci ha fatti incontrare.Siate anche voi (riferendosi ai giovani e responsabili dell'AC e ACR organizzatori della manifestazione ) giovani costruttori di Pace e di Nonviolenza,continuate su questa strada a seminare il bene,affinchè vinca la vita e l'Amore . Il mondo ha bisogno di veri testimoni di Pace ,proprio come voi ,che oggi l' avete dimostrato non a parole ma attraverso la realizzazione di questo assiduo e bellissimo lavoro .Shalom-Pace !"(by :Agnese)
testimonial a Salerno alla maratona :100 metri per la PACE"
La brava e nota artista per la Pace e cantautrice Agnese Ginocchio della Pax Christi (sez. di Caserta) (www.agneseginocchio.it) , che gira l'Italia con la sua chitarra
per cantare e diffondere un messaggio impegnato per la promozione di una cultura di pace ,nonviolenza e legalità,
Testimonial con le sue canzoni di impegno per la Pace,già presente a Pellezzano(Salerno)
alla scorsa Maratona Telethon dedicata alla Pace e alla fiera nazionale Expò scuola presso
il Campus dell'Ateneo dell'università di Salerno a Baronissi,è stata nuovamente presente nella provincia salernitana
della regione Campania , alla manifestazione: 100 metri per la PACE Maratona di solidarietà Bellizzi -Sarajevo.
L'importante iniziativa partita da un progetto
dell'Associazione cattolica nazionale è stata realizzata a Bellizzi (Salerno)grazie all'adesione
e alla collaborazione dei gruppi di A.C.R. e Azione Cattolica della città,che hanno lavorato intensamente
per la buona riuscita della manifestazione. Il progetto prefisso ,oltre che sensibilizzare la città sulla
grande tematica della Pace ,è stato quello di costruire delle scuole interetinche a Sarajevo, e,
coprire quindi la distanza che separa Bellizzi da Sarajevo(500km) a piccoli passi da 100 metri,
mediante un simbolico contributo di solidarietà-beneficenza ,affinchè la fiamma della Speranza
possa ardere instancabilmente senza mai abbattersi soprattutto se si lotta per la Verità.
La testimonianza di impegno per la Pace di Agnese con le sue canzoni,rilasciata all'intervistatore Massimiliano
responsabile dell'ACR ,mentre si percorrevano i 500 metri in marcia ,ha lasciato un forte segnale di
speranza ,trasmesso oltre che dalle parole e dalle musiche di Agnese ,anche dalla profondità del suo sguardo -carico di arcobaleno di amore-così definito dal giovane 'intervistatore Massimiliano .
"La Pace:Ideale non facile da perseguire soprattutto se ci si crede veramente -ha affermato la brava Artista per la Pace-
perchè pieno di ostacoli,ma per la forza della verità si va avanti ,ed è per questa forza stessa che alla fine si
riesce sempre a vincere ,essere apprezzati e rispettati .La Pace la si costruisce a piccoli passi,mattone dopo mattone,giorno dopo giorno,nel quotidiano,nel sociale,intervenendo attivamente nelle situazioni di emergenza sociale e testimoniando con l'esempio di vita .Richiede impegno costante, fatica,pazienza, ma alla fine si lascerà un segno indelebile nella storia.E' stato bello condividere
insieme questo momento,ringraziamo sorella Pace che ci ha fatti incontrare.Siate anche voi (riferendosi ai giovani e responsabili dell'AC e ACR organizzatori della manifestazione ) giovani costruttori di Pace e di Nonviolenza,continuate su questa strada a seminare il bene,affinchè vinca la vita e l'Amore . Il mondo ha bisogno di veri testimoni di Pace ,proprio come voi ,che oggi l' avete dimostrato non a parole ma attraverso la realizzazione di questo assiduo e bellissimo lavoro .Shalom-Pace !"(by :Agnese)
ACLI: ICI zero per chi affitta casa agli immigrati
"ICI ZERO" per chi affitta casa agli immigrati residenti.
Integrazione: la proposta delle Acli ai Comuni.
L’esperienza di Modena come modello, il Comune “garante” con i proprietari. Il presidente Bobba: «La dignità degli alloggi è questione centrale per l’integrazione dei cittadini stranieri»
Azzeramento dell’Ici sull’immobile affittato, con canone agevolato, ad inquilini immigrati; riduzione del 30% del reddito derivante dall’affitto ai fini dell’Irpef e dell’Irpeg; riduzione dell’imposta di registro calcolata sul 70% del canone annuo di locazione. Un pacchetto di agevolazioni fiscali che dovrebbe convincere i proprietari di alloggi sfitti a mettere a disposizione i propri immobili in particolare per le famiglie di immigrati o rifugiati stabilmente residenti nel nostro Paese. La proposta – rivolta ai Comuni italiani – è delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, impegnate questa mattina in un Convegno, a Modena, dal titolo “Immigrazione e Integrazione in Italia”.
Le Acli prendono a modello l’esperienza del Comune di Modena, che ha promosso nei mesi scorsi, d’intesa con le associazioni della proprietà edilizia, le confederazioni sindacali, le organizzazioni sindacali degli inquilini e dei pensionati, un’Agenzia per la casa per fare da tramite tra l’offerta e la domanda di alloggi. La partecipazione del Comune offre ai proprietari quelle garanzie che gli inquilini non sarebbero in grado di dare autonomamente, con un Fondo di Garanzia determinato in 50.000 Euro.
L’Amministrazione stipula direttamente con i proprietari un contratto a canone agevolato. Con una clausola di sub-affitto, gli appartamenti sono poi messi a disposizione di quelle famiglie di lavoratori dipendenti o anziani per i quali l’affitto rappresenti oltre il 30% del reddito. Oltre al requisito del reddito, gli inquilini devono risiedere o lavorare nel Comune di Modena, quindi avere, nel caso ovviamente di cittadini stranieri, un regolare permesso di soggiorno.
La garanzia offerta dal Comune riguarda il pagamento del canone e il rilascio dell’appartamento in buone condizioni alla scadenza del contratto. Ma l’Agenzia per la casa assiste anche gli inquilini nella ricerca di un nuovo appartamento qualora non fosse possibile rinnovare i contratti in scadenza.
Dal canto loro, le Acli propongono ai Comuni Italiani di adottare una simile iniziativa rivolgendola, in particolare, nei confronti degli immigrati e dei rifugiati, soprattutto quelli con famiglia.
Integrazione: la proposta delle Acli ai Comuni.
L’esperienza di Modena come modello, il Comune “garante” con i proprietari. Il presidente Bobba: «La dignità degli alloggi è questione centrale per l’integrazione dei cittadini stranieri»
Azzeramento dell’Ici sull’immobile affittato, con canone agevolato, ad inquilini immigrati; riduzione del 30% del reddito derivante dall’affitto ai fini dell’Irpef e dell’Irpeg; riduzione dell’imposta di registro calcolata sul 70% del canone annuo di locazione. Un pacchetto di agevolazioni fiscali che dovrebbe convincere i proprietari di alloggi sfitti a mettere a disposizione i propri immobili in particolare per le famiglie di immigrati o rifugiati stabilmente residenti nel nostro Paese. La proposta – rivolta ai Comuni italiani – è delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, impegnate questa mattina in un Convegno, a Modena, dal titolo “Immigrazione e Integrazione in Italia”.
Le Acli prendono a modello l’esperienza del Comune di Modena, che ha promosso nei mesi scorsi, d’intesa con le associazioni della proprietà edilizia, le confederazioni sindacali, le organizzazioni sindacali degli inquilini e dei pensionati, un’Agenzia per la casa per fare da tramite tra l’offerta e la domanda di alloggi. La partecipazione del Comune offre ai proprietari quelle garanzie che gli inquilini non sarebbero in grado di dare autonomamente, con un Fondo di Garanzia determinato in 50.000 Euro.
L’Amministrazione stipula direttamente con i proprietari un contratto a canone agevolato. Con una clausola di sub-affitto, gli appartamenti sono poi messi a disposizione di quelle famiglie di lavoratori dipendenti o anziani per i quali l’affitto rappresenti oltre il 30% del reddito. Oltre al requisito del reddito, gli inquilini devono risiedere o lavorare nel Comune di Modena, quindi avere, nel caso ovviamente di cittadini stranieri, un regolare permesso di soggiorno.
La garanzia offerta dal Comune riguarda il pagamento del canone e il rilascio dell’appartamento in buone condizioni alla scadenza del contratto. Ma l’Agenzia per la casa assiste anche gli inquilini nella ricerca di un nuovo appartamento qualora non fosse possibile rinnovare i contratti in scadenza.
Dal canto loro, le Acli propongono ai Comuni Italiani di adottare una simile iniziativa rivolgendola, in particolare, nei confronti degli immigrati e dei rifugiati, soprattutto quelli con famiglia.
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