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mercoledì, luglio 08, 2009

Le badanti non sono retroattive

Mentre il sottosegretario Giovanardi propone una sanatoria per le badanti irregolari (e molti nella maggioranza apprezzano), i ministro Maroni e Sacconi sostengono che il reato di clandestinità previsto nel pacchetto sicurezza approvato il 2 luglio "non si può applicare a chi è già entrato in Italia anche se irregolarmente" e che "la legge non è retroattiva". Ma sono smentiti dai magistrati e dagli avvocati esperti del settore. Palamara (Associazione nazionale magistrati): saranno colpiti tutti gli irregolari oggi presenti in Italia. Trucco (Associazione studi giuridici sull'immigrazione): "La norma punisce non solo l'ingresso illegale nel paese, ma anche la permanenza. Gli irregolari non potranno più fare nemmeno gli atti di stato civile, né mandare i soldi nel paese d'origine". - "Espulsioni di massa". Concordano i legali dell'associazione Avvocati per niente: "Mentre in Europa potranno esserci solo espulsioni 'graduali e proporzionate', in Italia ci saranno espulsioni di massa e automatiche".

IMMIGRAZIONE - "Siano i prefetti a regolarizzare le badanti"
L'assessore della Toscana Salvadori propone di "dare ai prefetti il potere di regolarizzare le badanti e gli extracomunitari che hanno già un lavoro. Loro potranno verificare caso per caso le situazioni reali". Nella regione circa 20 mila colf e badanti sono senza permesso, anche se la maggior parte ha già fatto richiesta di regolarizzazione. Sant'Egidio e Acli plaudono all'iniziativa di Giovanardi: ''Finalmente si inizia a guardare in faccia alla realtà".

mercoledì, gennaio 14, 2009

SICUREZZA - Pacchetto più morbido, ma "resta la tassa di soggiorno"

Ddl sicurezza, da domani al Senato il voto sugli emendamenti, quello finale fissato per il 3 febbraio. Dopo la riunione di maggioranza con i ministri dell'Interno e della Giustizia si ammorbidisce il pugno duro impresso dalla Lega al testo. - Ritirato l'emendamento sulla sanità a pagamento per i migranti irregolari. Sarà invece cancellato il divieto per i medici di segnalare alle autorità gli irregolari che richiedono prestazioni sanitarie: starà alla libertà di coscienza di ciascun medico fare la segnalazione. - Rimane nel ddl la discussa tassa sul permesso di soggiorno, annuncia il ministro Maroni. La somma "sarà definita dai ministeri competenti". Sarà infine trasformato in ordine del giorno l'emendamento che prevedeva lo stop per due anni dei flussi di immigrati in Italia a causa della crisi economica.
La Fondazione Migrantes ritiene "inaccettabile una tassa che e' meglio definire balzello".
Don Gianromano Gnesotto, responsabile migranti e profughi dell'organismo promosso dalla Cei ha ripsosto cosi' a una domanda sul contributo proposto per il rilascio dei permessi di soggiorno. "Fantasie di questo genere - ha spiegato don Gnesotto - che penalizzano ulteriormente gli immigrati ci sembrano una caduta e un passo indietro rispetto a politiche di integrazione che devono invece avere una mentalita' aperta e intelligente in grado di mettere in atto politiche adeguate".

mercoledì, ottobre 01, 2008

Attacco ai Casalesi, 107 arresti Sequestri per cento milioni di euro

Contro il clan camorristico dei Casalesi sono state eseguite 107 ordinanze di custodia cautelare. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni mobili ed immobili e società commerciali per un valore di oltre 100 milioni di euro. Tra gli arrestati anche tre presunti killer del gruppo di fuoco di Castelvolturno e Giuseppina Nappa, 48 anni, moglie di Francesco Schiavone detto Sandokan, in carcere da circa 10 anni e ancora ritenuto a capo dell'organizzazione. Il messaggio di Napolitano: "il frutto di un intenso, quotidiano impegno investigativo e della collaborazione tra i magistrati e le forze di polizia"
Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia, accusati di essere componenti di un gruppo di fuoco al centro di una serie di agguati, sono stati bloccati dai carabinieri del comando provinciale di Caserta in due villini, tra Monterusciello e Quarto, nella zona flegrea. Nelle due residenze blindate sono state trovate armi, parrucche, ma anche pettorine delle forze dell'ordine. I tre non hanno opposto resistenza: Cirillo si è perfino complimentato con le forze dell'ordine. Oltre 500 tra poliziotti e militari della Guardia di Finanza sono stati invece impegnati nell'esecuzione di oltre 100 ordinanze di custodia cautelare, delle quali 76 notificate in carcere, ed emesse dal Tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea. Tra gli arrestati anche Giuseppina Nappa, 48 anni, moglie di Francesco Schiavone, detto Sandokan, in carcere da circa 10 anni ed ancora ritenuto dalle forze dell'ordine a capo del clan dei Casalesi. L'accusa nei suoi confronti è di ricettazione, per aver percepito lo stipendio che l'organizzazione assicurava mensilmente ai familiari degli affiliati detenuti. Nella sua abitazione di Casal di Principe, sempre nel Casertano, è stato arrestato anche un avvocato, Mario Natale, nei cui confronti l'accusa è di estorsione. Sequestrati beni mobili e immobili e società riconducibili al clan camorristico per un valore di oltre 100 milioni di euro.

domenica, maggio 25, 2008

Badanti e colf: quant’è buono Maroni !

Lettere dalle catacombe
Badanti e colf: quant’è buono Maroni !

di Lidia Menapace

Sono contenta che Maroni faccia una sanatoria per le badanti e le colf, avendole sempre rinfacciate a noi nella materia dell’ immigrazione, mentre Berlusconi era famoso per le sanatorie sulle tasse non pagate.

Ma -ciò detto- questa sanatoria è schifosa e continua una tendenza tipica verso le donne che sono sempre trattate marginalmente e senza che possano invocare la legalità generale.

La cosa è cominciata da decenni ad essere discussa tra le femministe e in particolare da femministe nere USA, che hanno spesso rimproverato alle femministe bianche di assumere donne nere in nero e senza garanzie, in particolare poi erano sotto accusa le femministe europee per assumere badanti che vengono da lontani paesi senza curarsi se i loro bambini che sono spesso piccolissimi stanno anni con le nonne o con donne ancora più povere delle loro mamme e non stanno certo bene . Avevo proposto che fosse obbligatorio per chi assume una badante, di ospitare anche i suoi bambini, quando non sono al nido o alla materna, mi è stato risposto che allora non vi è più convenienza, ma che noi siamo "padrone buone", frase che a me fa venire il vomito.

Nel femminismo italiano l’origine di questo argomento è lontana. Avendo constatato che le donne nelle carceri italiane non sono mai più del 10% dei detenuti, si era diffusa l’opinione che noi siamo più "buone", non siamo "criminali", non siamo violente ecc.

Chi fece cadere scientificamente questo stupido pregiudizio fu Tamar Pitch, una grande sociologa femminista che ci spiegò che in carcere non ci sono i delinquenti, ma i poveri e i marginali e gli oppressi che delinquono, i ricchi e ben posizionati socialmente, certo delinquono, ma non vanno in carcere, cosa ormai anche troppo nota. Le donne in quanto marginali e oppresse sono a loro volta recluse a domicilio, diceva Tamar e un po’ ci sembrava una provocazione, ma lei argomentava che la casa era tradizionalmente un luogo protetto, ma anche escludente dalle relazioni sociali e dalla conoscenza delle opportunità anche di violare la legge, sicchè quella "bontà" era solo il riflesso ideologico -nel senso cattivo del termine- del ruolo marginale messo addosso alle donne. Anche nei grandi eventi le donne ci sono, ma essendo relegate ai soliti lavori (cucina bambini malati e vecchi) (Kueche Kinder Kranken Kirche diceva Bismarck) non si vedono e restano ai margini dell’evento.

Anche come migranti occupano lavori tradizionali, badanti colf e prostitute e solo in quest’ultimo ruolo vengono stigmatizzate, ma comunque meno dei viados, la prostituzione maschile fa più scandalo.

Che cosa voglio dire? che le "comprensioni" pelose sono offensive e le relazioni e le prestazioni intrise di buoni sentimenti, invece che di diritti, pure.

Molti anni fa in un capitolo intitolato "Scienza della vita quotidiana" di un mio libro avevo detto che il lavoro di domestica è avvilente, anche e persino di più se la padrona è "buona" e regala i suoi abiti smessi e il panettone avanzato a Natale, ma non paga i contributi e non si sogna di versare la tredicesima. Meglio sarebbe per i lavori pesanti (vetri pavimenti stiratura dispensa) che ci fossero piccole cooperative di donne che si organizzano come lavoratrici ecc.

Per i lavori detti più propriamente "di cura" questo non va bene e allora bisogna preparare una cultura della casa di riposo pubblica e accessibile e anche non marginalizzata, e anche altre soluzioni fino a che si è autosufficienti, ad esempio di dividere la casa con una o uno studente universitario, che scambia un affitto modesto con qualche lavoro e garantisce la presenza notturna. Queste soluzioni sono in uso in molti paesi e consentono alle persone anziane di restare nel loro quartiere e nella loro casa e non di trasferirsi e morire in luoghi ignoti e non percorribili. Le soluzioni sono molte e già applicate in molti paesi e consistono essenzialmente nel riorganizzare quella cultura del buon vicinato che è anche il fondamento di una buona politica della sicurezza.

giovedì, maggio 15, 2008

Napoli: Il campo rom fa deflagrare la città e la politica. Reazione anche a Bruxelles e in Curia.



Bassolino e il manifesto antirom del Pd:
«Inaccettabile, un pugno nello stomaco»
«È un messaggio sbagliato. Ci sono limiti da non superare mai.
Un conto è la questione sicurezza, un altro è l’intolleranza»

NAPOLI - Il governatore non usa giri di parole o inopportuno politichese per stigmatizzare l'accaduto: «I terribili fatti di Ponticelli chiamano tutti a una riflessione seria. L’insicurezza, la sofferenza sociale, il disagio civile ci dicono che le istituzioni, a tutti i livelli, e la politica devono fare di più per i grandi quartieri popolari di Napoli e di altre grandi città italiane. Ma quei fatti chiamano anche a una netta presa di distanza da azioni che offendono gravemente la dignità umana». Questo il commento di Antonio Bassolino al «pogrom» di cui sono stati vittime in questi giorni i nomadi dei campi di Ponticelli».
«Quelle fiamme, quelle grida, quegli applausi mettono i brividi. Ecco perchè anche quel manifesto del Pd sui muri di Ponticelli e ripreso dal Corriere del Mezzogiorno («Via gli accampamenti Rom da Ponticelli!») è un pugno nello stomaco per tutti noi. È un messaggio sbagliato e inaccettabile, perchè vi sono limiti da non superare mai. Un conto è la consapevolezza che la sicurezza è oggi una grande questione di cittadinanza, altro conto è sconfinare nell’intolleranza», conclude Bassolino.

Il PD si giustifica e condanna la violenza
Il Pd di Ponticelli, da par suo, condanna gli episodi di violenza e di intolleranza che hanno colpito i rom nel quartiere della periferia est di Napoli: è questo il messaggio contenuto in una nota del partito che chiarisce il contenuto del manifesto apparso nel quartiere e citato da Bassolino. «Il Pd di Ponticelli, come si evince anche da una innumerevole serie di dichiarazioni rese da esponenti istituzionali nei giorni scorsi sui giornali cittadini - si legge nella nota - ha condannato e condanna gli episodi di violenza e di intolleranza che si sono verificati in questi ultimi giorni». «Attraverso i suoi rappresentanti eletti nella Municipalità - aggiunge - ha innumerevoli volte segnalato, ben prima che accadessero i terribili fatti di questi giorni, la drammatica ed esplosiva situazione che si era creata nel quartiere». Nel comunicato si cita anche una lettera, inviata lunedì 12 maggio, al sindaco, al prefetto, al questore e al direttore della Asl Napoli 1: «Il Pd avvertiva che vi erano concreti pericoli che scoppiassero disordini e che la situazione degenerasse - conclude la nota - e lanciava un appello affinchè si intervenisse tempestivamente».

Nel frattempo Maroni nomina un Commissario
«Roma, Milano e Napoli avranno un commissario straordinario per i rom». Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine dell'incontro al Viminale con il suo collega romeno, Cristian David, e prima di recarsi al Quirinale per illustrare al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «alcune delle misure che prenderemo» nell'ambito del pacchetto sicurezza. Per la nomina dei tre commissari, ha aggiunto il ministro, «non ci sono problemi di copertura finanziaria».


Dopo i recenti assalti ad alcuni campi rom, Maroni ha precisato che «non esiste un problema con la comunità romena in Italia, esiste il problema della sicurezza sentito dai cittadini a cui il Governo deve dare risposte efficaci». «È la gente che delinque, a prescindere dai paesi di appartenenza - ha aggiunto il ministro - Bisogna colpire i criminali per i fatti da loro commessi. Se chi delinque è straniero, va espulso». «Ma nell'emergenza sicurezza - ha sottolineato Maroni - non esiste una sottoemergenza romena, loro sono una comunità bene integrata, ci sono stati singoli episodi che hanno danneggiato l'immagine di questa comunità, ma loro sono perfettamente integrati e le relazioni tra i due paesi sono ottime». Espulsioni di massa? Un'ipotesi che «non esiste».

La Commissione Europea condanna...
La Commissione Ue «condanna con forza i comportamenti criminali individuali che ritiene debbano essere sanzionati dalle autorità competenti caso per caso». È quanto ha affermato la portavoce Pia Arenhkilde, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulle violenze nei confronti dei campi rom alla periferia di Napoli. Per quanto riguarda, poi, la questione più generale dell’immigrazione la portavoce ha sottolineato che più volte il presidente della Commissione Josè Manuel Durao Barroso ha sottolineato «l’importanza e l’apprezzamento del dialogo costruttivo e della cooperazione fra Romania e Italia». «Questa posizione è tuttora valida - ha spiegato la portavoce - e Italia e Romania devono fare il maggiore uso possibile della cooperazione bilaterale e delle possibilità previste dalle norme e dai fondi Ue».
I campi nomadi incendiati
Mentre arrivano le bacchettate da Bruxelles, si fa sentire anche la questura di Napoli per la quale le manifestazioni di questi giorni sono solo espressione di «intolleranza». La camorra, per il questore Antonino Puglisi, non c'entra. «Si tratta di reati gravissimi che danno un’immagine incivile della nostra città - ha aggiunto il questore - atti da cui tutti dobbiamo prendere le distanze, non a parole ma con i fatti». Puglisi si è detto sorpreso dalla presenza nel quartiere di «manifesti inneggianti all’intolleranza». E ha poi annunciato il pugno duro anche per chi ha soffiato sul fuoco della protesta. «Favoreggiare i raid con forme di solidarietà è un reato previsto dal codice - ha detto - e come tale andrà punito». In merito a presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nelle manifestazioni dei giorni scorsi, Puglisi ha manifestato un certo scetticismo. «Non sono sicuro - ha detto - che a fare gesti del genere siano stati malavitosi di un certo calibro: riportare tutto alla criminalità organizzata mi lascia un po' perplesso». Insomma, nei raid ci sarebbe la mano di singoli esponenti dei clan, non dell’intera organizzazione criminale.
Le proteste dei residenti
Per il questore Puglisi «le nostre indagini stanno portando all’identificazione dei responsabili dei raid». Altro discorso è quello della sistemazione dei rom cacciatì da Ponticelli. Tocca alle amministrazioni locali provvedere a trovare un posto per i rom, ha commentato il questore, «ma certo non può passare il principio che determinate persone non possano risiedere in certi ambienti».

Preoccupazione e dolore della Curia di Napoli

Preoccupazione e dolore «per i gravi episodi che stanno rendendo molto difficile la vita quotidiana e la convivenza civile in alcune parti della nostra area metropolitana» sono espresse dalla Curia arcivescovile di Napoli. «Probabilmente le generali condizioni ambientali acuiscono il clima di esasperazione e di tensione per i possibili danni di carattere igienico-sanitario. Ma questo non può assolutamente portare a comportamenti che compromettono o annullano la civiltà e la correttezza dei rapporti umani. Nessuno può pensare di agire impunemente violando, con atti gravissimi e talvolta anche delittuosi, l’ambito personale e familiare altrui». «La violenza, comunque manifestata, non può trovare alcuna giustificazione, anzi trova ferma condanna».